Dale Earnhardt Jr. non nasconde il suo desiderio: vedere Daniel Ricciardo sfrecciare in NASCAR. L’ex pilota, vincitore di 26 gare nella Cup Series, ha rivelato di aver sperato in un approdo dell’australiano nel campionato americano dopo l’addio alla Formula 1 a metà della stagione 2024, quando Ricciardo fu sostituito da Liam Lawson in seguito al Gran Premio di Singapore.
Un’ipotesi suggestiva che, almeno per ora, non si concretizzerà. Il 36enne ha infatti annunciato il ritiro definitivo dal motorsport ed è diventato ambasciatore di Ford Racing. Eppure, Earnhardt Jr. lascia uno spiraglio aperto: “Speravo che Daniel Ricciardo venisse in NASCAR dopo la sua decisione di lasciare la Formula 1, e potrebbe ancora succedere. Daniel è ancora relativamente giovane”, ha dichiarato a Hard Rock Bet.
Il legame tra Ricciardo e la famiglia Earnhardt è noto. L’australiano è cresciuto tifando per Dale Earnhardt Sr., sette volte campione della Winston Cup Series, scomparso tragicamente a Daytona nel 2001. In suo onore, Ricciardo ha scelto il numero 3 in Formula 1 e nel 2021 ha avuto l’occasione di guidare la storica Chevrolet Wrangler del 1984 al Circuit of the Americas.
Ma nei sogni di Earnhardt Jr. non c’è solo Ricciardo. Tra i piloti attualmente in griglia in F1, l’ex campione NASCAR indica senza esitazioni Max Verstappen, quattro volte iridato e ultimo a portare in pista proprio il numero 3. “Mi piacerebbe vedere Max Verstappen provarci. È incredibile, e penso che la sua curiosità e la sua etica del lavoro sarebbero fondamentali per avere successo anche qui”, ha spiegato.
Secondo Earnhardt Jr., inoltre, la NASCAR moderna rappresenterebbe un terreno più favorevole per i piloti provenienti dalla Formula 1 rispetto al passato. “Le nostre auto sono cambiate molto. Ora hanno sospensioni posteriori indipendenti, il transaxle, il diffusore. Non sono più le stock car di 10 o 20 anni fa”, ha sottolineato.
Un’evoluzione tecnica che, a suo avviso, riduce il divario tra le due categorie e rende più realistico il sogno di vedere un campione della F1 mettersi alla prova sugli ovali americani. Per ora resta solo una suggestione, ma l’idea di un incrocio tra i due mondi continua ad affascinare tifosi e addetti ai lavori.
