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Verstappen boccia la monposto 2026: “Sembra Formula E sotto steroidi, è anti-racing”

Max Verstappen non usa mezzi termini nel giudicare i nuovi regolamenti tecnici della Formula 1 2026. Il tre volte campione del mondo ha definito le nuove monoposto “poco divertenti da guidare”, arrivando a paragonare l’esperienza in pista a quella della Formula E e sostenendo che, per un pilota, il feeling non sia più realmente da F1.

Al centro delle critiche c’è la nuova generazione di power unit, che dal 2026 prevede una suddivisione paritaria della potenza tra motore a combustione interna ed energia elettrica. Le batterie, capaci ora di erogare fino a 350 kW contro i 120 kW del 2025, rendono la gestione dell’energia un fattore determinante della prestazione. Un aspetto che, secondo alcuni addetti ai lavori, potrebbe costringere i piloti persino al lift and coast nei giri di qualifica per evitare l’esaurimento completo della carica elettrica, con conseguente ricorso al solo ICE.

Verstappen, assente in pista giovedì con la Red Bull e sostituito da Isack Hadjar nei test, ha espresso apertamente il proprio dissenso nei confronti di una Formula 1 sempre più orientata all’efficienza energetica. «La parola giusta è gestione», ha spiegato l’olandese ai media. «Dal punto di vista della guida non è molto divertente. La sensazione non è affatto da Formula 1».

Secondo il campione del mondo, il carico di gestione imposto al pilota snatura l’essenza stessa della categoria regina: «Sembra una Formula E sotto steroidi. Le regole sono uguali per tutti e bisogna adattarsi, ma come pilota puro io voglio guidare sempre al limite. In questo momento non è possibile».

Pur riconoscendo l’enorme lavoro svolto dai costruttori sul fronte dei motori e l’importanza della parità regolamentare, Verstappen non nasconde la propria frustrazione: «Ogni input ha un effetto enorme sull’energia. Per me questo non è Formula 1. Forse sarebbe meglio correre in Formula E, dove tutto ruota attorno all’efficienza e alla gestione».

L’olandese ha comunque ribadito il proprio impegno nei confronti della squadra e del progetto Red Bull, soprattutto in vista della nuova power unit sviluppata internamente: «So cosa c’è in gioco per il team e darò sempre il massimo quando salirò in macchina, anche se il livello di entusiasmo non è altissimo».

Nessuna critica, invece, all’aspetto estetico della vettura: «La livrea è bellissima, la macchina è bella e le proporzioni sono buone». Il problema, per Verstappen, è altrove: «Tutto il resto è un po’ anti-racing. Non ho scritto io i regolamenti e, senza certe dinamiche politiche, l’auto sarebbe stata molto diversa. Ma questa è la realtà».

Parole destinate a far discutere, soprattutto in una fase in cui la Formula 1 sta cercando di definire la propria identità tecnica in vista del nuovo ciclo regolamentare.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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