Una corsa selvaggia, spezzata da un lungo stop e segnata da incidenti spettacolari. La 12 Ore di Bathurst 2026, appuntamento inaugurale dell’, ha offerto un copione ad altissima tensione sullo storico tracciato di , premiando alla fine la costanza e la lucidità della Mercedes-AMG GT3 #888 della squadra tedesca.
A conquistare il successo sono stati Maro Engel, Maxime Martin e Mikael Grenier, autori di una prestazione solida in una gara resa imprevedibile da neutralizzazioni, contatti e da una bandiera rossa che ha congelato l’azione per quasi un’ora.
Caos e incidente choc
Il momento chiave è arrivato dopo un violento incidente che ha coinvolto la Mercedes #77 e la Porsche #79, con detriti disseminati lungo il tracciato e direzione gara costretta a fermare la corsa. Fortunatamente, i piloti sono usciti autonomamente dalle vetture, ma l’interruzione ha rimescolato completamente le strategie, trasformando le ultime ore in uno sprint ad altissima intensità.
Alla ripartenza, la battaglia per la vittoria è entrata nel vivo. La #888 ha sfruttato al meglio la gestione delle gomme e delle soste, risalendo nel momento decisivo e prendendo il comando nelle fasi conclusive.
Finale al cardiopalma
Sul traguardo il margine è stato di poco superiore al secondo nei confronti della Porsche 911 GT3 R di High Class Racing, protagonista di una gara sorprendente e costantemente nelle posizioni di vertice. Terzo gradino del podio per la BMW M4 GT3 del Team WRT, rimasta agganciata al gruppo di testa fino all’ultimo.
Per Engel si tratta della prima affermazione personale a Bathurst, un successo dal peso specifico importante in uno degli eventi endurance più prestigiosi al mondo.
Una Bathurst imprevedibile
Tra safety car, contatti e persino l’impatto con fauna locale nelle prime ore di gara, l’edizione 2026 entrerà negli archivi come una delle più movimentate degli ultimi anni. Un avvio di stagione spettacolare per l’IGTC, che promette un campionato combattuto e ricco di colpi di scena.
