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F1, McLaren chiede modifiche urgenti alle procedure di partenza per il 2026

La sicurezza torna al centro del dibattito in F1. Dopo i primi test pre-stagionali in Bahrain, la McLaren sta spingendo affinché vengano modificate le procedure di partenza in vista del 2026, sollevando preoccupazioni legate al comportamento delle nuove power unit.

Con l’eliminazione dell’MGU-H, i piloti sono ora costretti a tenere i motori a regimi molto più elevati e per un tempo sensibilmente più lungo prima del via, per compensare il turbo lag. Durante le prove, diversi driver sono stati visti mantenere il motore “in spool” per 10-15 secondi dopo l’innesto della frizione, generando timori per partenze più caotiche e imprevedibili.

Stella: “La sicurezza viene prima della competitività”

Il team principal Andrea Stella ha assunto una posizione netta, sottolineando come la questione vada oltre ogni interesse sportivo.

“Non stiamo parlando di quanto sei veloce in qualifica o del passo gara. Stiamo parlando di sicurezza in griglia”, ha dichiarato Stella. “Ci sono temi che sono semplicemente più grandi dell’interesse competitivo. Se possiamo garantire maggiore sicurezza con un semplice aggiustamento regolamentare, è una decisione ovvia”.

Secondo il manager italiano, è fondamentale assicurare che tutte le vetture abbiano la power unit pronta al momento dello spegnimento dei semafori: “La griglia non è il posto dove vuoi avere macchine lente a scattare”.

Un appello diretto anche alla FIA e agli altri team, chiamati – secondo Stella – a “giocare la partita della responsabilità”.

Piastri: “Rischiamo una ricetta per il disastro”

Sulla stessa linea anche il pilota Oscar Piastri, che teme un aumento significativo dei rischi al via.

“L’anno scorso la differenza tra una buona e una cattiva partenza era un po’ di pattinamento o un tempo di reazione sbagliato”, ha spiegato l’australiano. “Quest’anno potrebbe essere come in Formula 2, quasi in anti-stallo. Non perdi cinque metri: puoi perdere sei o sette posizioni se qualcosa va storto”.

Piastri ha inoltre evidenziato come la riduzione del carico aerodinamico prevista dal nuovo regolamento possa aggravare la situazione: “Un gruppo di 22 macchine con qualche centinaio di punti di downforce in meno mi sembra una ricetta per il disastro”.

Il precedente Ferrari

Durante i test è emerso che una precedente proposta di modifica della sequenza di partenza sarebbe stata bloccata dalla Ferrari. Secondo indiscrezioni, il team principal Frédéric Vasseur aveva già sollevato dubbi sui rischi potenziali circa un anno fa, chiedendo un intervento regolamentare.

Le preoccupazioni della Scuderia sarebbero però state ignorate all’epoca. Ferrari avrebbe quindi progettato la power unit 2026 tenendo conto del turbo lag e ora sarebbe poco incline ad accettare modifiche regolamentari dopo che i timori iniziali non erano stati presi in considerazione.

Il tema è destinato a far discutere nelle prossime settimane. Con l’avvicinarsi della stagione 2026, la questione delle partenze potrebbe trasformarsi in uno dei primi veri nodi politici e tecnici del nuovo ciclo regolamentare.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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