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MotoGP, addio a Phillip Island: dal 2027 si correrà sul nuovo circuito cittadino di Adelaide

Dal mare impetuoso di Phillip Island Grand Prix Circuit ai viali alberati del centro di Adelaide. È una svolta storica per il MotoGP: a partire dal 2027 il Gran Premio d’Australia si disputerà su un inedito circuito cittadino, definito dagli organizzatori “primo nel suo genere” per la categoria.

L’accordo iniziale prevede che l’Australian Motorcycle Grand Prix resti ad Adelaide fino al 2032, con la gara inaugurale fissata per novembre 2027. Una scelta che segna la fine di un’era per Phillip Island, sede iconica del motociclismo australiano fin dal 1987 e tappa fissa del Motomondiale dal 1997.

Un tracciato da oltre 340 km/h nel cuore della città

Il layout del nuovo circuito è stato presentato ufficialmente dal Chief Sporting Officer della MotoGP, Carlos Ezpeleta, insieme al premier dell’Australia Meridionale Peter Malinauskas. Il tracciato sarà lungo circa 4,195 chilometri, con 18 curve che si snoderanno tra le strade cittadine e consentiranno ai piloti di superare i 340 km/h.

Il progetto si ispira allo storico circuito cittadino che ospitò la Formula 1 tra il 1985 e il 1995, ma con modifiche sostanziali per rispondere agli standard di sicurezza richiesti dal motociclismo moderno. Gli organizzatori hanno assicurato che saranno previste ampie vie di fuga e soluzioni tecniche adeguate, in un contesto prevalentemente inserito in un’area di parco urbano.

“Ogni elemento è stato progettato per rispettare i più alti standard di sicurezza della MotoGP moderna”, ha dichiarato Ezpeleta, sottolineando come la collaborazione con la Federazione Internazionale Motociclistica abbia avuto come priorità assoluta la tutela dei piloti.

La scommessa di Adelaide

Per il governo dell’Australia Meridionale si tratta di un colpo di grande rilievo. “Ospitare la prima gara MotoGP su un circuito cittadino darà ad Adelaide un’offerta unica a livello mondiale”, ha affermato Malinauskas, evidenziando le ricadute economiche e turistiche attese dall’evento.

La scelta rappresenta anche un cambio di strategia per la MotoGP, che negli ultimi anni aveva valutato il trasferimento del Gran Premio all’Albert Park Circuit di Melbourne, già sede della Formula 1, con l’obiettivo di incrementare pubblico e infrastrutture. Il governo del Victoria aveva però respinto la proposta di spostamento, offrendo finanziamenti aggiuntivi per mantenere la gara a Phillip Island.

Nonostante una domenica segnata dal maltempo e un’affluenza di 37.000 spettatori (90.000 nel weekend), numeri in linea con altri appuntamenti del calendario, la storica pista affacciata sull’oceano non è riuscita a trattenere l’evento.

L’ultima volta sull’isola

L’addio definitivo, almeno per il prossimo futuro, avverrà dal 23 al 25 ottobre, quando Phillip Island ospiterà il suo ultimo Gran Premio della MotoGP. In seguito, il round inaugurale del Mondiale Superbike diventerà l’evento internazionale di punta del circuito.

Con il trasferimento ad Adelaide, la MotoGP mette da parte un circuito spettacolare e carico di storia come Phillip Island. In nome delle logiche economiche e delle nuove strategie targate Liberty Media, si archivia un simbolo del Motomondiale, alimentando il timore che altri tracciati entrati nel cuore dei tifosi possano scomparire nei prossimi anni.

Una scelta che, per molti appassionati, non rappresenta solo un cambio di scenario, ma un segnale preoccupante: il rischio è che tradizione e identità cedano il passo esclusivamente a esigenze commerciali. E insieme all’addio a Phillip Island, c’è chi teme si disperda anche il lungo percorso di battaglie e progressi compiuti negli ultimi decenni sul fronte della sicurezza, uno dei pilastri su cui la MotoGP ha costruito la propria evoluzione moderna.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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