Il debutto in MotoGP è ormai alle porte, ma per Toprak Razgatlioglu la strada verso la piena competitività è ancora in salita. Il nuovo pilota del Pramac Yamaha arriverà al via della stagione 2026 in Thailandia con più dubbi che certezze, soprattutto per quanto riguarda il feeling con la gomma anteriore Michelin.
Il tre volte campione del mondo Superbike ha chiuso i test di Buriram penultimo, a oltre due secondi dal miglior tempo, un distacco che fotografa le difficoltà incontrate nella fase di adattamento alla Yamaha MotoGP.
Il confronto con Jack Miller
Per comprendere dove stesse perdendo terreno, Razgatlioglu ha deciso di seguire il compagno di squadra Jack Miller durante le sessioni in pista. Il responso è stato chiaro: il problema principale è la fiducia nell’anteriore, soprattutto in ingresso curva.
«Quando seguivo Jack sono rimasto sorpreso, perché perdevo tantissimo alla prima curva e nel primo settore in generale», ha spiegato il turco. «In frenata va bene, posso staccare forte. Ma quando entro in piega non conosco ancora il limite. Lui piega tantissimo e la moto gira. Io invece sono più prudente, aspetto, perché temo di perdere l’anteriore».
Un atteggiamento comprensibile per un pilota al primo vero confronto con una MotoGP, ma che al momento pesa sul cronometro. Nonostante un 1’30”7 come miglior riferimento, il passo resta lontano da quello dei migliori.
«Forse devo cadere»
Razgatlioglu è consapevole che l’adattamento richiederà tempo. Il passaggio dalla Superbike alla MotoGP comporta un cambiamento radicale, sia dal punto di vista tecnico sia per quanto riguarda il comportamento degli pneumatici.
«Sapevo che moto e gomme sarebbero state molto diverse e che avrei dovuto adattarmi. Non sono ancora davvero adattato, soprattutto con l’anteriore», ha ammesso. «Non sono ancora caduto, ma forse devo cadere per capire il limite».
Parole che raccontano tutta la fase di transizione di un campione abituato a lottare per la vittoria e ora chiamato a ricostruire, passo dopo passo, la propria confidenza. Il debutto nel Gran Premio di Thailandia sarà solo il primo capitolo di un percorso che si preannuncia complesso, ma che Razgatlioglu affronta con la consapevolezza di dover imparare, anche a costo di qualche inevitabile errore.
