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MotoGP, Mir frena l’entusiasmo: “Honda non è ancora super competitiva, serve una rivoluzione”

Nessun proclama, ma un’analisi lucida e severa. Joan Mir esce dai test pre-stagionali di Buriram con più dubbi che certezze: la sua Honda Racing Corporation non è ancora al livello dei migliori e il problema principale resta la mancanza di grip.

Dopo un 2025 in crescita, che aveva riportato la casa giapponese verso posizioni più dignitose in classifica, le aspettative per il 2026 erano alte. Tuttavia, la fase di test ha mostrato una RC213V ancora lontana dall’essere “super competitiva”, come ammesso dallo stesso campione del mondo 2020.

Mir ha chiuso decimo nella combinata dei tempi a Buriram, risultando il miglior pilota Honda, ma le sensazioni non sono state del tutto positive. “Su questa pista, per qualche motivo, abbiamo trovato più difficoltà rispetto a Sepang, soprattutto io. Non sono riuscito a sfruttare il potenziale della moto come avrei voluto”, ha spiegato.

Il nodo principale resta il grip, un limite già emerso nei test malesi e confermato in Thailandia. Secondo Mir, la carcassa posteriore più rigida utilizzata a Buriram non ha aiutato, ma non è l’unica causa. “Abbiamo faticato in termini di aderenza. Probabilmente questa carcassa non è nostra amica al momento e ci ha costretto a modificare un po’ la moto”.

La sensazione è che la direzione tecnica non sia ancora del tutto chiara. “Non abbiamo un pacchetto super competitivo e non è chiarissimo quale strada prendere. Forse durante la settimana troveremo qualcosa, ma la realtà è questa”, ha ammesso con franchezza.

Il confronto con i rivali è impietoso. “In termini di potenziale mi aspettavo di più. Il grip è la nostra debolezza. In questo momento Ducati e Aprilia sono su un altro livello”, ha dichiarato Mir, sottolineando come anche a Sepang la situazione fosse simile, seppur con margini più incoraggianti rispetto a Buriram.

A complicare il quadro c’è il regolamento concessioni: dopo aver lasciato l’ultima fascia lo scorso anno, Honda non ha potuto sviluppare un nuovo motore per il 2026. La RC213V attuale rappresenta quindi un’evoluzione del progetto precedente, non una rivoluzione.

“Abbiamo provato diverse soluzioni, ma il concetto è lo stesso. C’è stata un’evoluzione, non una rivoluzione. E per risolvere il problema del grip servirebbe una rivoluzione”, ha sintetizzato Mir.

Il rischio, secondo lo spagnolo, è quello di trovarsi nella stessa posizione della passata stagione: “Siamo simili all’anno scorso, perché anche gli altri sono migliorati. Noi abbiamo fatto passi avanti, ma loro forse di più”.

La speranza è che con una diversa carcassa posteriore il comportamento della moto possa migliorare, consentendo a Honda di avvicinarsi ai riferimenti della categoria. Ma alla vigilia del nuovo campionato, il verdetto dei test parla chiaro: per tornare davvero al vertice, servirà molto più di un semplice aggiornamento.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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