La MotoGP è nelle fasi finali di implementazione di un protocollo che introdurrà uno stipendio minimo di 500.000 euro l’anno per i piloti della classe regina.
La misura è stata oggetto di ampie discussioni negli ultimi anni, vista la grande disparità tra i compensi dei piloti. Mentre le stelle del campionato come Marc Márquez e Fabio Quartararo hanno contratti base superiori ai 10 milioni di euro, altri piloti percepiscono cifre vicine a quelle delle classi inferiori, talvolta inferiori ai 120.000 euro.
L’iniziativa, discussa a lungo da MotoGP Sports Entertainment – ex Dorna – e dai team, stabilisce che i 500.000 euro non includeranno eventuali bonus legati alle prestazioni.
Secondo Autosport, la proposta è ormai in fase finale prima della ratifica. La clausola comparirà nel contratto che regolerà il rapporto tra il detentore dei diritti commerciali del campionato e i partecipanti.
La Motorcycle Sports Manufacturers Association discuterà la disposizione martedì a Buriram, dove nel weekend prenderà il via la stagione, insieme ad altre clausole previste dal contratto quinquennale che definirà il quadro commerciale dal 2027 al 2031.
Il tema dello stipendio minimo in MotoGP non è nuovo. Negli anni passati i piloti avevano valutato la creazione di un’associazione per tutelare i propri interessi in caso di divergenze con gli organizzatori del campionato.
Incontri erano stati organizzati, con il pilota francese Sylvain Guintoli indicato come possibile portavoce. Tuttavia, l’incertezza sui fondi necessari per remunerare l’ex pilota nel nuovo ruolo aveva portato a sospendere l’iniziativa.
