L’escalation militare in Medio Oriente ha avuto ripercussioni dirette anche sul mondo della Formula 1. Il test gomme previsto in Bahrain è stato infatti cancellato dopo una serie di attacchi missilistici che hanno colpito la regione nelle ultime ore, alimentando un clima di forte incertezza.
Sabato mattina, un’operazione militare congiunta tra Stati Uniti e Israele ha preso di mira obiettivi in Iran. Il presidente americano Donald Trump ha parlato di “operazioni di combattimento su larga scala”. La risposta di Teheran non si è fatta attendere: missili sono stati lanciati in diverse aree del Medio Oriente e, secondo l’agenzia di stampa statale del Bahrain, uno di questi avrebbe colpito il centro servizi della Quinta Flotta della Marina statunitense nel Paese.
In questo contesto, è stato annullato il test di sviluppo pneumatici organizzato da Pirelli al Bahrain International Circuit di Sakhir. Le due giornate di prove avrebbero dovuto essere dedicate alle gomme da bagnato, con il tracciato irrigato artificialmente per raccogliere dati fondamentali in vista della stagione. Per l’occasione, Mercedes e McLaren avevano fornito vetture laboratorio.
La chiusura dello spazio aereo in varie zone del Medio Oriente e i disagi nei principali hub internazionali, tra cui Dubai e Qatar, hanno però reso impossibile proseguire l’attività in condizioni di sicurezza. In una nota ufficiale, Pirelli ha confermato la cancellazione “per ragioni di sicurezza legate all’evolversi della situazione internazionale”, assicurando che tutto il personale presente a Manama è al sicuro negli hotel e che si sta lavorando per organizzare il rientro in Italia e nel Regno Unito nel più breve tempo possibile.
Anche la Formula 1 monitora costantemente l’evoluzione degli eventi. Un portavoce del campionato ha ricordato che le prossime tre gare si disputeranno in Australia, Cina e Giappone, quindi lontano dall’area interessata dalle tensioni, sottolineando come la situazione venga seguita in stretto coordinamento con le autorità competenti.
Il calendario prevede il Gran Premio del Bahrain il 12 aprile, seguito una settimana più tardi dalla tappa in Arabia Saudita. Al momento non sono state prese decisioni ulteriori, ma il precedente insegna che la categoria ha già dovuto confrontarsi con scenari simili: nel 2022, durante il weekend di Jeddah, un missile colpì un impianto Aramco nelle vicinanze del circuito, mentre lo scorso anno un attacco iraniano prese di mira una base aerea in Qatar senza compromettere, mesi dopo, lo svolgimento del Gran Premio.
La cancellazione del test in Bahrain rappresenta dunque un primo segnale concreto delle ripercussioni del conflitto sul motorsport internazionale, riportando al centro il delicato equilibrio tra calendario globale, sicurezza e instabilità geopolitica.
