Il Gran Premio di Thailandia si trasforma in un incubo per Marc Marquez e per la Ducati. A Buriram, sul tracciato del Chang International Circuit, il campione del mondo in carica è stato costretto al ritiro al 21° giro per una foratura improvvisa mentre era in piena rimonta verso il podio.
A fare chiarezza è stato il team manager della Rossa, Davide Tardozzi, che ha parlato di un danno strutturale al cerchio provocato da un impatto violento sul cordolo della curva 4.
“È finito sul cordolo alla curva 4 e ha rotto il cerchio. Per questo ha perso pressione ed è stato costretto a fermarsi. Ha colpito il bordo dell’apice e la ruota è esplosa”, ha spiegato Tardozzi. “Non ricordo di aver mai visto una cosa del genere”.
La dinamica dell’incidente
Dopo una partenza difficile che lo aveva fatto scivolare fuori dalla zona podio, Márquez era riuscito a risalire fino alla quarta posizione. Nel mirino c’era Raul Fernandez, terzo in quel momento. Ma nel pieno dell’attacco, la pressione della gomma è crollata improvvisamente.
Secondo Ducati, l’origine del problema è stata l’impatto con il cordolo: il cerchio si è danneggiato e la gomma si è sgonfiata all’istante. “Molti piloti sono andati larghi in quel punto senza conseguenze. Possiamo parlare di errore, ma è stato anche molto sfortunato”, ha aggiunto Tardozzi.
Un giro più tardi si è fermato anche Joan Mir per un problema alla gomma posteriore, alimentando i sospetti su condizioni particolarmente critiche del tracciato.
L’allarme Michelin: “Cordoli aggressivi e caldo estremo”
Il responsabile Michelin per la MotoGP, Piero Taramasso, ha confermato che durante tutto il weekend si sono registrati diversi casi di cerchi deformati.
“Abbiamo visto molte ruote piegate rientrare nel nostro box. Il caldo era molto intenso, il materiale è relativamente morbido e i cordoli sono estremamente aggressivi”, ha spiegato. “Anche Jorge Martin ha avuto una perdita di pressione dopo aver colpito un cordolo: la sua è stata lenta, quella di Marc immediata”.
Martin, inizialmente sotto investigazione per una possibile irregolarità nella pressione gomme durante la Sprint, è stato poi scagionato proprio per il danno riscontrato al cerchio.
Ducati irriconoscibile, Aprilia domina
Il weekend thailandese ha evidenziato anche una Ducati meno brillante rispetto ai test prestagionali. La vittoria è andata a Marco Bezzecchi, mentre la migliore delle Desmosedici è stata quella di Fabio Di Giannantonio, distante oltre 15 secondi al traguardo.
Tardozzi non ha nascosto la sorpresa per il rendimento altalenante della moto: “La sensazione è che la moto fosse completamente diversa rispetto ai test. È qualcosa che non abbiamo ancora capito”.
Nel frattempo, applausi per Aprilia Racing, protagonista di un weekend di altissimo livello con tutti e quattro i piloti competitivi.
Il risultato di Buriram spezza anche una striscia storica per Ducati: 88 podi consecutivi in MotoGP. Un dominio che si interrompe in Thailandia, riaprendo interrogativi tecnici e gerarchie in vista dei prossimi appuntamenti del mondiale.
