L’Aston Martin si dirige verso il Gran Premio d’Australia con poche certezze su ciò che la AMR26 sia realmente in grado di ottenere. Dopo due test pre-stagionali estremamente complicati in Bahrain, segnati da seri problemi di affidabilità, Melbourne potrebbe rappresentare l’inizio di una rinascita oppure confermare le difficoltà che stanno caratterizzando l’avvio della stagione.
Aston Martin in Australia in attesa della soluzione Honda
La preparazione invernale non si è conclusa nel migliore dei modi. Il problema tecnico dal suono preoccupante accusato da Fernando Alonso nella giornata di giovedì della seconda settimana di test ha avuto conseguenze anche sull’ultimo giorno di prove.
Il team non ha nascosto l’esistenza di criticità legate all’unità di potenza Honda. Il costruttore giapponese ha infatti esaurito i componenti disponibili, impedendo alla squadra di Silverstone di completare regolarmente il programma nell’ultima giornata. I problemi sono riconducibili al sistema di recupero dell’energia (ERS) e, con Lance Stroll fermo a sole sei tornate nell’ultima sessione, Aston Martin si è ritrovata senza aver completato il proprio piano di lavoro pre-stagionale.
Da allora, il lavoro si è intensificato sia nella factory di Silverstone sia nei banchi prova Honda a Sakura, nel tentativo di introdurre correttivi in vista dell’esordio stagionale in Australia.
Il nodo principale: affidabilità della power unit
L’ostacolo principale per un inizio di stagione lineare è far funzionare l’unità di potenza in modo affidabile. Senza una base meccanica stabile, è impossibile valutare correttamente telaio e aerodinamica e avviare lo sviluppo prestazionale.
La scorsa settimana, durante il tradizionale briefing pre-stagionale a Tokyo (erroneamente riportato da alcuni come una riunione d’emergenza), i vertici Honda hanno chiarito la natura del problema. Ikuo Takeishi, managing director di Honda Racing Corporation, ha spiegato:
“Si sono verificate vibrazioni anomale che hanno causato danni al sistema batteria; questa è stata la ragione principale per cui la vettura ha dovuto fermarsi.”
Individuato il problema chiave, è previsto un potenziale aggiornamento già per la gara australiana.
Omologazione e margini di intervento
Sebbene la data di omologazione delle power unit (1° marzo) sia già trascorsa – con Honda che ha confermato l’intenzione di omologare la specifica utilizzata in Bahrain – sono consentiti interventi per motivi di affidabilità anche successivamente, purché la FIA ritenga le modifiche legittime e giustificate.
È proprio da questi correttivi che dipenderà l’andamento delle prime gare della stagione 2026. Non sono mancate speculazioni sensazionalistiche, secondo cui Aston Martin potrebbe limitarsi a completare il minimo indispensabile di giri a Melbourne o addirittura ritirare le vetture dopo il giro di formazione.
In realtà, il quadro non sembra così estremo. Molto dipenderà da quanto emergerà nelle sessioni del venerdì: sarà la prima vera verifica in pista dopo il cedimento che ha praticamente chiuso in anticipo i test del Bahrain per Alonso. Le AMR26 scenderanno in pista con le soluzioni proposte da Honda per risolvere il problema delle vibrazioni alla batteria.
Scenario doppio: test riuscito o weekend in salita
Se quanto emerso dai banchi prova troverà conferma in pista, Aston Martin potrebbe vivere un weekend relativamente “normale”, iniziando finalmente ad accumulare quei chilometri mancati nei test. In caso contrario, Melbourne rischierebbe di trasformarsi in un fine settimana opaco, anche se l’ipotesi di un ritiro strategico dopo il giro di formazione appare prematura: senza chilometri in pista, la raccolta dati è impossibile.
Si è parlato anche, senza conferme, della possibilità di non prendere parte al Gran Premio per cause di forza maggiore. Uno scenario improbabile, considerando gli obblighi contrattuali verso sponsor, partner e la stessa Formula 1.
Nuovo pacchetto aerodinamico e fattore Newey
A complicare ulteriormente il quadro c’è l’atteso debutto di elementi di un nuovo pacchetto aerodinamico per la AMR26. Anche su questo fronte il team necessita di dati reali, impossibili da ottenere senza girare in pista.
La squadra guidata da Adrian Newey è consapevole di affrontare un avvio di stagione complesso, ma internamente permane ottimismo, soprattutto riguardo alla competitività del telaio progettato dal celebre ingegnere britannico.
Secondo fonti vicine al team, una volta risolti i problemi di affidabilità, la curva di crescita potrebbe essere piuttosto ripida: esistono ancora ampi margini per sbloccare il potenziale del pacchetto tecnico, un processo che finora non è nemmeno iniziato in modo strutturato.
Newey avrebbe parlato al personale della factory di Silverstone all’inizio della settimana, chiarendo che il processo di recupero è già iniziato, ma senza promettere progressi immediati.
L’obiettivo realistico sarebbe vedere un netto miglioramento nella seconda metà della stagione, pur con la speranza di raccogliere segnali incoraggianti già nella prima parte dell’anno.
Il venerdì australiano potrebbe fornire le prime risposte concrete. Se Honda avrà davvero risolto i problemi emersi in Bahrain e la AMR26 si dimostrerà affidabile, Melbourne si trasformerà di fatto in un test completo in condizioni reali, offrendo ad Aston Martin la possibilità di costruire finalmente quella base tecnica di cui ha urgente bisogno.
