Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha dichiarato che la sicurezza e il benessere del personale saranno il criterio principale per decidere lo svolgimento delle gare di Formula 1 in Medio Oriente, alla luce della recente escalation in Iran.
Negli ultimi giorni, Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi congiunti sull’Iran, provocando destabilizzazione regionale, a cui Teheran ha risposto con proprie operazioni militari contro alcuni vicini. La situazione ha già causato disagi nei trasporti, con aeroporti chiusi e spazi aerei interdetti.
Le conseguenze si sono fatte sentire sul personale del paddock diretto in Australia per l’apertura della stagione 2026 di F1, così come su chi stava rientrando dal MotoGP in Thailandia. Gli organizzatori del Gran Premio d’Australia hanno comunque assicurato che tutto il materiale è già a Melbourne e che il personale arriverà tramite voli charter.
La F1 sta seguendo con attenzione l’evolversi degli eventi, con le gare di Bahrain e Arabia Saudita previste a metà aprile. Anche il FIA World Endurance Championship affronta incertezze sul calendario, con la prima gara della stagione 2026 e il Prologo previsti in Qatar, attualmente sospesi a causa degli attacchi nel paese.
In una dichiarazione ufficiale, Ben Sulayem ha espresso vicinanza alle persone colpite: «Siamo profondamente rattristati per la perdita di vite umane e ci stringiamo alle famiglie e alle comunità coinvolte. In questo momento di incertezza, auspichiamo calma e un rapido ritorno alla stabilità. Il dialogo e la protezione dei civili devono rimanere priorità».
Il presidente della FIA ha concluso sottolineando che l’organizzazione monitora la situazione in stretto contatto con club, promotori, team e colleghi sul territorio: «La sicurezza e il benessere guideranno le nostre decisioni per i prossimi eventi di Formula 1 e del World Endurance Championship. La nostra unità e lo scopo condiviso sono più importanti che mai».
