La stagione 2026 di MotoGP della Yamaha si apre nel peggiore dei modi. Il Gran Premio di Thailandia ha certificato una crisi tecnica e sportiva più profonda del previsto, culminata in una decisione rara e significativa: cancellare gli impegni mediatici dei piloti e mandare davanti ai microfoni il management.
Il nuovo progetto con motore V4, presentato come la chiave per riportare la Casa di Iwata ai vertici della MotoGP dopo anni di declino seguiti al titolo 2021, non ha ancora dato alcun segnale concreto di competitività. La M1 è risultata la più lenta nei rilevamenti di velocità, carente in trazione e meno agile rispetto alla precedente versione a quattro cilindri in linea.
In qualifica il miglior rappresentante Yamaha è stato Fabio Quartararo, soltanto 16°, a quasi nove decimi dal miglior tempo della Q1. In gara il francese ha chiuso 14°, guidando un gruppo di M1 relegate nelle retrovie, con un distacco di oltre 30 secondi dal vincitore Marco Bezzecchi su Aprilia ufficiale. I numeri parlano chiaro: Bezzecchi ha girato mediamente sull’1’31”390, mentre Quartararo ha viaggiato sull’1’32”468, oltre un secondo più lento a ogni passaggio su uno dei tracciati più brevi del calendario.
La Casa giapponese aveva già messo le mani avanti, definendo la prima parte della stagione come una fase di sviluppo esteso. Ma tra problemi meccanici nei test di Sepang, tensioni emerse a Buriram e una direzione tecnica ancora poco chiara, la situazione appare più complessa del previsto. Quartararo ha ammesso di non attendersi nuovi motori prima di maggio e di non percepire una linea di sviluppo definita. Anche Alex Rins non ha nascosto il malumore.
Alla bandiera a scacchi, Yamaha ha occupato le posizioni 14ª, 15ª, 17ª e 18ª: il peggior avvio stagionale dell’era moderna per il marchio.
Il segnale più forte, però, è arrivato fuori dalla pista. A parlare è stato il responsabile Yamaha Paolo Pavesio: «Vediamo chiaramente il divario che ci separa dai più veloci. Abbiamo una montagna da scalare. Non sarà immediato, non esiste una soluzione magica». Parole che suonano come l’ammissione di una nuova normalità, almeno nel breve periodo.
Lo scenario potrebbe avere ripercussioni anche sul mercato. Quartararo è dato vicino alla Honda, mentre Yamaha prova a guardare avanti con ingaggi di peso come Jorge Martin e Luca Marini.
Il silenzio stampa di Buriram richiama alla memoria il 2017, quando in Austria il management Yamaha fu costretto a scusarsi pubblicamente davanti ai giornalisti, mentre Valentino Rossi e Maverick Vinales attendevano il loro turno in sala stampa. Allora servirono cinque stagioni per tornare al titolo. Oggi, dopo questo inizio di 2026, la vetta appare di nuovo lontanissima.
