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MotoGP, Yamaha ammette le difficoltà del nuovo motore V4: “Abbiamo una montagna da scalare”

La Yamaha ammette che la strada per rendere competitiva la nuova MotoGP con motore V4 è ancora lunga. Il managing director di Yamaha Racing, Paolo Pavesio, ha parlato apertamente delle difficoltà incontrate dal nuovo progetto dopo il debutto stagionale.

Dopo alcune apparizioni come wild card nella scorsa stagione accanto alla M1 con motore in linea, la nuova Yamaha V4 ha fatto il suo debutto a tempo pieno nel mondiale MotoGP 2026. Tuttavia, il primo appuntamento della stagione, il Gran Premio di Thailandia disputato a Buriram, ha evidenziato quanto lavoro resti da fare.

Il miglior risultato Yamaha in qualifica è stato il 16° posto di Fabio Quartararo, mentre Jack Miller ha concluso 15° nella Sprint e Quartararo 14° nella gara lunga. In Thailandia la nuova moto è risultata circa un secondo al giro più lenta dei leader, con i miglioramenti di trazione al posteriore ancora non evidenti e prestazioni del motore inferiori rispetto ai costruttori rivali.

La scelta di Yamaha, però, è stata fatta anche pensando al futuro. Il progetto V4 è infatti legato alle nuove regole aerodinamiche del 2027, che accompagneranno l’introduzione delle moto da 850 cc e favoriranno moto più strette e compatte.

«Siamo in un percorso che abbiamo deciso di iniziare lo scorso anno, anticipando un progetto basato su un nuovo motore e su un concetto completamente diverso», ha spiegato Pavesio dopo il GP thailandese, dove ha parlato con i media al posto dei piloti Quartararo e Alex Rins.

«Ora vediamo molto chiaramente quale sia il divario e capiamo che abbiamo una montagna da scalare. Ma siamo determinati a fare progressi passo dopo passo. I nostri piloti stanno dando il 110%, l’azienda sta dando il 110%, e continueremo così. Non ci sarà magia: un passo alla volta, un secondo alla volta».

Secondo il dirigente italiano è ancora difficile stabilire quanto tempo servirà per rendere competitiva la nuova moto.

«È molto difficile dare una tempistica. Ogni volta che scendiamo in pista scopriamo qualcosa che dobbiamo migliorare. Stiamo ancora cercando di capire il set-up di base della moto», ha aggiunto.

Un vantaggio per Yamaha è rappresentato dal sistema di concessioni regolamentari, che permette alla casa giapponese più test e sviluppo rispetto ai rivali. Per questo motivo Pavesio si aspetta una stagione di crescita: «Durante quest’anno vedremo, impareremo, cambieremo e miglioreremo. Mi aspetto una traiettoria in progressivo miglioramento».

Nel 2025 uno dei punti di forza della Yamaha con motore in linea era stata la prestazione sul giro secco, soprattutto grazie a Quartararo, capace di conquistare cinque pole position. Con il nuovo progetto, però, il team ha accettato di perdere qualcosa in qualifica per cercare maggiore costanza in gara.

Nella Sprint del Gran Premio thailandese il distacco dal vincitore è stato simile a quello dello scorso anno, ma nella gara lunga il divario è risultato più ampio.

Nel 2025 Quartararo aveva chiuso la Sprint thailandese a 13,4 secondi dal vincitore, il futuro campione del mondo Marc Márquez. Quest’anno Miller ha terminato la Sprint con un distacco quasi identico (13,5 secondi), mentre nella gara principale il divario è aumentato, segno che il nuovo progetto Yamaha ha ancora molto lavoro davanti prima di tornare ai vertici della MotoGP. 🏁

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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