Il debutto stagionale in MotoGP di Toprak Razgatlioglu ha segnato un primo importante passo nel suo processo di adattamento alla classe regina. Durante il Gran Premio di Thailandia, il pilota turco ha compreso che la Yamaha M1 non può essere guidata come una Superbike, dopo mesi di tentativi di adattare il prototipo giapponese al suo stile abituale.
A rivelarlo è stato il managing director di Yamaha Racing, Paolo Pavesio, che ha spiegato come il campione in carica della Superbike abbia inizialmente cercato di ricreare sulla MotoGP il set-up con cui aveva dominato nelle derivate di serie.
Durante i test invernali, Razgatlioglu ha mantenuto uno dei suoi punti di forza principali, la frenata aggressiva. Tuttavia, ha incontrato difficoltà nella velocità di percorrenza in curva e nella gestione del wheelspin del motore V4. Il tentativo di utilizzare una configurazione “stile Superbike” ha inoltre generato alcuni problemi tecnici, tra cui la necessità di rimuovere l’aerodinamica posteriore per rispettare i limiti regolamentari sull’altezza della moto.
Nel weekend di gara a Buriram, però, la situazione ha iniziato a cambiare: l’aerodinamica posteriore è stata reinstallata e il pilota ha progressivamente adottato una configurazione più tipica della MotoGP.
“Toprak ha fatto un ottimo lavoro”, ha dichiarato Pavesio. “Durante l’inverno ha provato a trasformare la MotoGP in una Superbike per sentirsi più a suo agio. Poi ha capito che una MotoGP è una MotoGP e che ci sono cose su cui non si può scendere a compromessi”.
In gara Razgatlioglu ha chiuso al 17° posto, fuori dalla zona punti, ma con un ritmo simile ai piloti ufficiali Fabio Quartararo e Alex Rins nella fase centrale della corsa. Il turco ha inoltre preceduto il compagno di squadra del team Pramac Racing, Jack Miller.
Secondo Pavesio, Yamaha ha volutamente lasciato al pilota il tempo di esplorare soluzioni diverse: “Dopo tanti anni di successi in Superbike era naturale che cercasse di avvicinare la MotoGP a ciò che conosceva meglio. Abbiamo ritenuto giusto dargli questa opportunità. Ora sta imparando che per guidare in MotoGP bisogna fare certe cose come gli altri 21 piloti della griglia”.
Anche il tre volte campione del mondo Jorge Lorenzo, presente a Buriram come performance coach di Maverick Viñales, aveva osservato durante i test pre-stagionali le difficoltà del turco. “Una MotoGP è molto rigida e richiede tanta velocità in curva”, ha spiegato lo spagnolo. “Toprak stava guidando con uno stile da Superbike: frenate molto forti e traiettorie a V, quasi stop-and-go. È uno stile molto estremo che qui funziona meno”.
Dopo il Gran Premio thailandese, Razgatlioglu ha potuto accumulare ulteriori chilometri partecipando a un test privato a Jerez, sfruttando lo status di concessioni della Yamaha.
Il prossimo appuntamento del campionato sarà in Brasile, sul nuovo tracciato di Goiânia, dove l’intera griglia MotoGP dovrà confrontarsi con un circuito inedito. Per Razgatlioglu sarà un’altra occasione per continuare il suo percorso di adattamento alla classe regina. 🏁
