Il team principal Jonathan Wheatley ha riconosciuto che i costruttori di motori in Formula 1 che dispongono di team clienti godono di un vantaggio concreto rispetto ad Audi, che si trova ancora “molto lontana” dalla possibilità di supportare una seconda squadra.
Il marchio tedesco è entrato ufficialmente nel Mondiale in questa stagione dopo aver acquisito Sauber. A differenza di altri progetti, come quello di Cadillac, Audi ha scelto di presentarsi fin da subito con una propria power unit, senza passare dalla fase di fornitore clienti.
Nonostante un esordio positivo a punti con Gabriel Bortoleto, Wheatley invita alla cautela: “Dobbiamo essere realistici”. I rivali, infatti, possono contare su una struttura ben più consolidata. Mercedes schiera una squadra ufficiale di vertice e ben sei vetture clienti, mentre Ferrari fornisce motori a un totale di sei monoposto.
Il gap nei test e nell’esperienza
Wheatley ha sottolineato come i costruttori concorrenti abbiano accumulato un numero di chilometri molto superiore durante i test invernali.
“Se si guarda al chilometraggio che i team con motore Mercedes hanno accumulato durante i test invernali, è circa quattro volte quello che siamo riusciti a fare noi”, ha spiegato. “Noi abbiamo comunque seguito un programma affidabile e fatto molti chilometri, ma loro stanno imparando a un ritmo più rapido. Dobbiamo essere realisti”.
Un progetto ambizioso ma ancora in crescita
Nonostante il ritardo, Wheatley guarda con fiducia al progetto Audi, definendolo ambizioso e complesso.
“È un momento iniziale del progetto. Abbiamo sempre detto che il nostro obiettivo è essere competitivi, passando da sfidanti a protagonisti al momento giusto”.
Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo della power unit, considerata una delle sfide più difficili della Formula 1 moderna.
“Costruire una power unit moderna in Formula 1 è estremamente complesso ma anche entusiasmante. La tecnologia che stiamo sviluppando ci sta facendo crescere a un ritmo incredibile. Sarà interessante vedere come evolveranno le power unit nei prossimi mesi e nei prossimi anni”.
Il nodo dei team clienti
Nel lungo periodo, la possibilità di fornire motori a un team cliente rappresenta un fattore chiave per accelerare lo sviluppo, grazie alla maggiore quantità di dati raccolti.
Tuttavia, Wheatley frena ogni ipotesi immediata: “Siamo ancora molto lontani dalla possibilità di supportare una squadra cliente al momento”.
Una dichiarazione che conferma come Audi sia solo all’inizio del suo percorso in Formula 1, in una sfida che richiederà tempo, risorse e sviluppo continuo per colmare il divario con i principali costruttori della griglia.
