La Ferrari posticipa il debutto del primo importante pacchetto di aggiornamenti della stagione 2026. A confermarlo è stato il team principal Frédéric Vasseur, che ha spiegato come la situazione geopolitica in Medio Oriente abbia stravolto i piani iniziali delle scuderie.
Il Gran Premio di Miami, inizialmente previsto come sesto appuntamento del calendario, è stato anticipato al quarto round dopo la cancellazione delle gare in Bahrain e Arabia Saudita, annullate a causa del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Una modifica che ha avuto un impatto diretto anche sullo sviluppo tecnico delle monoposto.
Per la prima volta dal 2020, il mese di aprile resterà privo di gare, riducendo drasticamente le opportunità per i team di introdurre novità significative già nelle prime fasi del campionato. In particolare, il GP del Giappone a Suzuka non vedrà aggiornamenti rilevanti, complice anche il rispetto del budget cap.
In origine, molte squadre avevano pianificato di portare le prime evoluzioni importanti in Bahrain, circuito ben conosciuto grazie ai test pre-stagionali. La cancellazione dell’evento ha però costretto tutti a rivedere le tempistiche, facendo slittare gli sviluppi direttamente a Miami.
«Tutti avevano previsto un grande pacchetto per il Bahrain, che ora sarà rinviato a Miami», ha dichiarato Vasseur, sottolineando come la situazione sia comune a tutte le squadre di vertice, tra cui Mercedes, Red Bull e McLaren.
Il calendario, inoltre, non aiuta: sia Miami sia il successivo GP del Canada saranno weekend Sprint, seguiti dal difficile appuntamento di Monaco, dove è tradizionalmente complicato valutare l’efficacia degli aggiornamenti. Il primo vero banco di prova completo sarà quindi il Gran Premio di Barcellona-Catalogna, a metà giugno.
Nonostante le difficoltà, Vasseur guarda al lato positivo: «Abbiamo più tempo per sviluppare e portare prestazioni migliori. Vale per noi, ma anche per i nostri concorrenti».
Ferrari, dunque, rilancia la sfida tecnica puntando su Miami, in un mondiale che si preannuncia sempre più condizionato da fattori esterni alla pista.
