Un weekend di estremi per Marco Bezzecchi. Il pilota riminese esce dal Gran Premio delle Americhe non solo come leader del mondiale e vincitore indiscusso, ma anche come l’uomo dei record. Eppure, nonostante una domenica trascorsa in solitaria davanti a tutti, il portacolori dell’Aprilia mantiene i piedi per terra, ricordando a tutti che la perfezione, in MotoGP, è un equilibrio fragilissimo.
Il sorpasso della discordia: contatto con Acosta
La gara si è decisa già al primo giro. In un duello serrato alla curva 11, Bezzecchi ha sferrato l’attacco decisivo su Pedro Acosta. Entrambi i piloti sono andati larghi a causa del forte vento, ma nel rientrare in traiettoria le traiettorie si sono incrociate: un contatto inevitabile che ha danneggiato il codone della RS-GP dell’italiano.
“È stato un episodio complicato,” ha spiegato Bezzecchi a fine gara. “Ho visto Pedro andare largo e io l’ho seguito. Ho provato il sorpasso in uscita, ma quando mi sono abbassato dietro il cupolino eravamo vicinissimi e l’ho toccato. Con l’abbassatore inserito è stato impossibile evitarlo. Ho rotto la mia moto, spero di non aver danneggiato la sua.”
Sabato amaro, domenica da leggenda
Nonostante la vittoria dominante, il “Bez” non dimentica lo zero rimediato nella Sprint di sabato, quando è scivolato mentre si trovava in seconda posizione. Quell’errore rimane il monito di una stagione 2026 dove le sprint sembrano ancora stregate per lui.
“Ieri si è visto il mio limite,” ha ammesso con onestà. “Quando provi a dare quel qualcosa in più, il confine è sottilissimo. Queste MotoGP sono moto estreme, siamo sempre al limite e bisogna spingere costantemente per andare forte. Definire il mio limite, dopo sabato, è stato fin troppo facile.”
Bezzecchi nella storia: infranto il record di Jorge Lorenzo
La vittoria di Austin porta con sé un traguardo storico: Marco Bezzecchi ha superato il leggendario record di Jorge Lorenzo per il maggior numero di giri consecutivi in testa a un Gran Premio. Con la prestazione in Texas, l’italiano ha raggiunto quota 121 giri al comando, polverizzando il precedente primato di 103 che apparteneva al “Martillo” maiorchino.
“È difficile spiegare cosa provo,” ha concluso il leader del campionato. “È qualcosa che non ti aspetti mai. Lavoro duramente, come tutti i piloti in griglia, per ottenere questi risultati, ma raggiungere traguardi storici di questo tipo è quasi incredibile.”
Con Jorge Martin che ha ammesso la resa (“Ho dovuto rinunciare a inseguirlo”) e un Acosta sempre più competitivo ma costretto a cedere il passo, il Mondiale 2026 parla sempre più italiano. La carovana della MotoGP lascia il Texas con una certezza: Bezzecchi e l’Aprilia sono il binomio da battere.
