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MotoGP, Marc Marquez lancia l’allarme ai rivali dopo Motegi: «Da Aragon mi sento sempre meglio»

Marc Marquez lascia Motegi con un messaggio decisamente preoccupante per i suoi avversari nella corsa al titolo MotoGP 2026. Il pilota ufficiale Ducati ha completato un weekend praticamente perfetto in Giappone, conquistando sia la Sprint sia il Gran Premio e riducendo a soli due punti il distacco dal leader del Mondiale Jorge Martin.

Una rimonta che assume ancora più valore considerando la situazione nella quale Marquez si trovava soltanto pochi mesi fa. Ma l’aspetto che potrebbe preoccupare maggiormente Aprilia e gli altri rivali è un altro: il nove volte campione del mondo ritiene di avere ancora margine e sostiene che, a partire dal Gran Premio di Aragon, il feeling con la Ducati sia diventato progressivamente migliore.

Marquez batte Martin nel duello di Motegi

Dopo aver dominato la Sprint del sabato, Marquez ha dovuto costruire la vittoria della domenica in maniera differente.

Jorge Martin è riuscito a partire meglio dello spagnolo, mantenendo la leadership nelle prime fasi della corsa. Marquez ha quindi evitato rischi inutili nei primi giri, anche perché la gara rappresentava una vera incognita dal punto di vista degli pneumatici.

Dopo i problemi di blistering emersi nella Sprint, Michelin aveva infatti eliminato la posteriore soft dall’allocazione. Tutta la griglia ha così affrontato il Gran Premio utilizzando la combinazione medium all’anteriore e hard al posteriore.

Una gomma, quest’ultima, che i piloti avevano potuto provare concretamente soltanto durante il warm-up della domenica mattina.

Marquez ha quindi utilizzato i primi giri per comprenderne il comportamento prima di aumentare progressivamente il ritmo.

L’attacco decisivo a Jorge Martin

Dopo appena cinque giri il pilota Ducati aveva già fatto segnare il nuovo giro veloce della gara, riuscendo rapidamente a ricucire il distacco dalla Aprilia di Martin.

A quel punto Marquez ha aspettato il momento giusto.

L’attacco decisivo è arrivato alla curva 9, dove lo spagnolo è riuscito a superare il rivale e a conquistare la leadership.

Una volta davanti, Marquez ha potuto impostare la gara secondo il proprio ritmo, controllando il vantaggio senza assumersi rischi inutili.

Martin ha provato a mantenere la pressione, ma il pilota Ducati ha sempre avuto la possibilità di rispondere agli aumenti di ritmo dell’avversario.

Una gestione che testimonia il livello di fiducia raggiunto da Marquez sulla Desmosedici GP26.

Terza vittoria in quattro Gran Premi

Il successo giapponese rappresenta la terza vittoria di Marc Marquez negli ultimi quattro Gran Premi.

Un dato che fotografa perfettamente il momento attraversato dal campione Ducati.

Secondo Marquez, una delle svolte fondamentali della stagione è arrivata ad Aragon. Da quel momento il feeling con la moto è cresciuto considerevolmente, consentendogli di diventare sempre più competitivo.

Soltanto il difficile weekend austriaco ha interrotto questa progressione, ma anche in quell’occasione Marquez era comunque riuscito a limitare i danni.

A Motegi, invece, il numero 93 è tornato a mostrare una combinazione estremamente efficace di velocità, gestione della gara ed esperienza.

37 punti e Mondiale completamente riaperto

Il bottino raccolto in Giappone è massimo: 37 punti tra Sprint e Gran Premio.

Marquez aveva iniziato il weekend di Motegi con 12 punti di ritardo da Martin. La vittoria nella Sprint aveva già ridotto il divario a sette lunghezze, mentre il risultato della gara domenicale ha ulteriormente avvicinato i due contendenti.

Adesso tra Martin e Marquez ci sono appena due punti.

La lotta per il titolo MotoGP 2026 entra quindi nella sua fase decisiva con una situazione praticamente di equilibrio.

E il momento di forma del pilota Ducati rappresenta inevitabilmente un segnale importante per Aprilia.

Marquez protagonista anche delle 100 vittorie Ducati di Dall’Igna

Il successo di Motegi ha avuto inoltre un significato particolare per Ducati.

La vittoria ha permesso a Gigi Dall’Igna di raggiungere quota 100 successi in MotoGP alla guida del progetto della Casa di Borgo Panigale.

Marquez ha voluto sottolineare il ruolo del direttore generale di Ducati Corse, ricordando però come dietro ai risultati della Desmosedici ci sia un’intera struttura tecnica.

Il pilota spagnolo ha evidenziato proprio questo lavoro collettivo come uno degli elementi fondamentali nella lotta contro Martin e gli altri rivali.

Una collaborazione che, gara dopo gara, sembra permettere al numero 93 di sfruttare sempre meglio il potenziale della GP26.

Adesso arriva Mandalika, pista tabù per Marquez

Dopo il trionfo giapponese, il Mondiale si sposterà immediatamente in Indonesia per il Gran Premio di Mandalika.

E proprio qui emerge quella che potrebbe essere una delle principali incognite per Marquez.

Lo spagnolo non ha mai concluso un Gran Premio MotoGP a Mandalika.

Il circuito indonesiano è inoltre particolarmente impegnativo dal punto di vista dell’usura degli pneumatici, una caratteristica che sulla carta potrebbe favorire maggiormente Aprilia rispetto a Ducati.

Marquez è perfettamente consapevole delle difficoltà che lo attendono.

Il pilota Ducati ha ricordato di essere stato spesso sfortunato sul tracciato indonesiano, pur sottolineando le sensazioni positive avute nella Sprint della passata stagione.

«Mi sento sempre meglio»

Ed è proprio guardando alla prossima gara che Marquez ha lanciato il messaggio più significativo ai propri avversari.

Ducati dovrà capire quale sarà il reale livello della GP26 a Mandalika, soprattutto considerando le caratteristiche del circuito, ma il nove volte campione del mondo arriva in Indonesia con una fiducia completamente diversa.

Da Aragon in avanti, secondo Marquez, le sensazioni sulla moto sono state costantemente positive.

Ed è forse questo l’aspetto più importante emerso dal weekend giapponese.

Non si tratta soltanto dei 37 punti conquistati a Motegi o delle tre vittorie ottenute negli ultimi quattro Gran Premi. Marquez sembra aver raggiunto una fase della stagione nella quale può gestire le gare, adattarsi alle condizioni e attaccare soltanto quando necessario.

A Motegi non ha avuto bisogno di prendere immediatamente il comando.

Ha aspettato, studiato il comportamento della nuova gomma posteriore, recuperato Martin, effettuato il sorpasso e successivamente controllato il ritmo fino alla bandiera a scacchi.

Martin ora ha Marquez a soli due punti

Il Mondiale MotoGP 2026 si prepara quindi a vivere un finale incandescente.

Jorge Martin conserva ancora la leadership, ma il vantaggio costruito nelle precedenti gare è praticamente scomparso.

Marc Marquez è adesso a soli due punti.

E soprattutto arriva alla fase decisiva del campionato dopo aver conquistato tre degli ultimi quattro Gran Premi e con una Ducati che sembra nuovamente permettergli di esprimere il proprio potenziale.

Mandalika rappresenterà un test molto diverso rispetto a Motegi e potrebbe offrire ad Aprilia l’opportunità di reagire.

Ma il messaggio partito dal Giappone è chiaro: Marc Marquez è tornato a sentirsi sempre meglio sulla Ducati proprio nel momento più importante della stagione.

E per Jorge Martin e gli altri rivali per il titolo, questa potrebbe essere la notizia più preoccupante di tutte.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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