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F1, allarme caldo a Singapore: la FIA impone sistemi di raffreddamento sulle monoposto

La FIA ha dichiarato ufficialmente lo stato di allerta per il caldo estremo in occasione del Gran Premio di Singapore 2026, in programma dal 9 all’11 ottobre sul circuito cittadino di Marina Bay. Le condizioni climatiche previste per il fine settimana hanno spinto la Federazione Internazionale dell’Automobile ad attivare le procedure di sicurezza previste dal regolamento, imponendo alle squadre l’installazione dei sistemi di raffreddamento destinati ai piloti.

La decisione arriva alla vigilia di uno degli appuntamenti fisicamente più impegnativi dell’intero Mondiale di Formula 1, dove le temperature tropicali, l’elevata umidità e le caratteristiche del tracciato rappresentano una combinazione particolarmente difficile da affrontare.

Nonostante la gara venga disputata in notturna, il clima di Singapore continua infatti a mettere a dura prova la resistenza fisica dei piloti, costretti a trascorrere quasi due ore all’interno di abitacoli caratterizzati da temperature estremamente elevate.

La FIA dichiara il rischio caldo per il GP di Singapore

La decisione della Federazione è stata presa in applicazione dell’articolo B1.5.10 del Regolamento Sportivo FIA, che prevede l’attivazione delle misure di sicurezza quando le previsioni meteorologiche indicano un indice di calore superiore ai 31°C durante le sessioni interessate.

A Singapore, le condizioni previste hanno superato questa soglia, rendendo necessaria l’introduzione delle procedure dedicate alla protezione dei piloti.

Le squadre dovranno quindi equipaggiare le monoposto con un sistema di raffreddamento funzionante, progettato per limitare l’aumento della temperatura corporea durante la permanenza nell’abitacolo.

La misura riguarda tutte le vetture schierate sul circuito di Marina Bay e comporta anche alcune modifiche ai limiti minimi di peso stabiliti dal regolamento.

Sistemi di raffreddamento obbligatori: cosa cambia per le squadre

L’attivazione del protocollo contro il caldo estremo comporta l’obbligo di installare sulle monoposto il Driver Cooling System, un dispositivo sviluppato per migliorare le condizioni fisiche dei piloti durante le gare disputate in ambienti particolarmente caldi.

Il sistema utilizza un circuito di raffreddamento collegato a uno speciale indumento indossato dal pilota, attraverso il quale viene fatto circolare un fluido refrigerato.

L’obiettivo è ridurre il surriscaldamento corporeo e limitare le conseguenze della prolungata esposizione alle alte temperature.

Per compensare il peso aggiuntivo dell’attrezzatura, la FIA ha previsto un incremento del peso minimo delle monoposto pari a 2 chilogrammi durante le prove libere e le qualifiche, mentre per la gara l’aumento sarà di 5 chilogrammi.

I piloti che decideranno di non utilizzare il giubbotto refrigerante dovranno comunque rispettare specifiche disposizioni regolamentari, compresa l’installazione di una zavorra compensativa da 500 grammi all’interno dell’abitacolo.

Una possibilità già valutata dalla Mercedes in precedenti appuntamenti caratterizzati da temperature particolarmente elevate, quando la squadra aveva espresso dubbi sull’affidabilità del sistema di raffreddamento nell’arco dell’intera distanza di gara.

Singapore, una sfida fisica estrema per i piloti

Il Gran Premio di Singapore è considerato da anni uno degli appuntamenti più difficili del calendario dal punto di vista fisico.

Le temperature ambientali possono superare i 30°C, mentre il tasso di umidità oscilla frequentemente tra il 70% e il 90%, rendendo particolarmente complicata la naturale dispersione del calore corporeo attraverso la sudorazione.

All’interno delle monoposto, la situazione può diventare ancora più impegnativa a causa del calore generato dalla power unit, dai sistemi elettronici e dalle componenti meccaniche.

Durante una gara a Marina Bay, un pilota può perdere fino a tre o quattro chilogrammi di liquidi corporei, una condizione che richiede un’attenta preparazione atletica e una gestione particolarmente accurata dell’idratazione.

A complicare ulteriormente la situazione contribuiscono le caratteristiche del circuito cittadino, dove i piloti devono affrontare numerose curve, frenate impegnative e continui cambi di direzione, senza avere molte opportunità per recuperare fisicamente.

La concentrazione deve rimanere elevatissima per tutta la durata della corsa, anche perché la vicinanza dei muri non concede margini di errore.

Non è il primo allarme caldo della stagione 2026

La dichiarazione della FIA per Singapore non rappresenta un caso isolato nel corso del Mondiale 2026.

La Federazione aveva già attivato il protocollo durante il Gran Premio d’Austria, quando un’ondata di calore aveva portato le temperature ambientali fino a 33°C.

Una situazione analoga si era verificata a Monza, in occasione del Gran Premio d’Italia, con temperature superiori ai 30°C e condizioni particolarmente impegnative per i piloti.

Più recentemente, le misure erano state applicate anche durante il Gran Premio disputato sul circuito di Sepang, in Malesia, dove l’umidità tropicale aveva contribuito a portare la temperatura percepita vicino ai 35°C.

Il ripetersi di queste condizioni conferma quanto la gestione del calore stia diventando un elemento sempre più importante nella preparazione delle monoposto e nella tutela della salute dei piloti.

GP Singapore 2026, il caldo potrebbe influenzare anche le strategie

Oltre alle conseguenze fisiche, le condizioni climatiche potrebbero incidere sulle prestazioni delle monoposto e sulle strategie delle squadre.

Le elevate temperature rappresentano infatti una sfida anche per il raffreddamento delle power unit, dei freni e delle altre componenti meccaniche, soprattutto su un circuito caratterizzato da velocità medie relativamente contenute.

La gestione termica potrebbe quindi diventare uno degli aspetti determinanti del fine settimana, costringendo i tecnici a individuare il giusto compromesso tra efficienza aerodinamica e capacità di raffreddamento.

Il programma del weekend sarà inoltre particolarmente intenso per la presenza della Sprint Race, che ridurrà il tempo a disposizione delle squadre per preparare le monoposto e individuare gli assetti migliori.

La sicurezza dei piloti resta la priorità della FIA

L’attivazione del protocollo contro il caldo estremo conferma l’attenzione della Federazione nei confronti delle condizioni fisiche dei piloti, soprattutto dopo le difficoltà emerse negli ultimi anni durante alcune gare disputate in ambienti particolarmente impegnativi.

Il Gran Premio di Singapore rappresenterà un banco di prova importante per verificare l’efficacia dei sistemi di raffreddamento e valutare la capacità delle squadre di gestire le temperature durante un intero weekend di competizione.

Con il caldo tropicale, l’umidità elevata e un tracciato che non concede tregua, Marina Bay si prepara ancora una volta a mettere alla prova la resistenza dei protagonisti del Mondiale.

La FIA ha scelto di intervenire preventivamente, introducendo misure specifiche per ridurre i rischi legati al surriscaldamento e garantire che la sfida di Singapore possa svolgersi nelle migliori condizioni di sicurezza possibili.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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