Max Verstappen interviene nuovamente sulla possibilità di disputare i Gran Premi del Qatar e di Abu Dhabi, chiamati a chiudere il Mondiale di Formula 1 2026. Il pilota della Red Bull ha voluto chiarire il significato delle precedenti dichiarazioni, precisando di non aver mai annunciato l’intenzione di rifiutarsi di correre in Medio Oriente.
Le parole dell’olandese, pronunciate alla fine di settembre, avevano alimentato il dibattito sulla sicurezza degli ultimi appuntamenti della stagione, alla luce delle tensioni geopolitiche che continuano a interessare la regione.
Verstappen ha ribadito che la decisione spetta esclusivamente alla Formula 1 e alla FIA, alle quali riconosce la responsabilità di valutare le condizioni necessarie per disputare le gare.
Verstappen: «Non ho mai detto che non voglio correre»
Interrogato sulla possibilità di un boicottaggio dei due appuntamenti, il quattro volte iridato ha respinto questa interpretazione delle sue parole.
Il pilota Red Bull ha spiegato di apprezzare le trasferte in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, sottolineando però che la partecipazione deve avvenire in condizioni adeguate.
Verstappen ha inoltre evidenziato come i vertici del campionato dispongano di informazioni più approfondite rispetto ai piloti per valutare l’evoluzione della situazione.
Per questo motivo, ha ribadito la propria fiducia nelle decisioni che verranno prese dalla Formula 1 e dalla Federazione Internazionale dell’Automobile.
Anche quando gli è stato chiesto esplicitamente se escludesse un boicottaggio, l’olandese ha preferito confermare la fiducia nelle autorità sportive, senza assumere una posizione personale definitiva.
Le dichiarazioni di settembre e le preoccupazioni per la sicurezza
Il dibattito era nato dopo un’intervista rilasciata a Viaplay, nella quale Verstappen aveva espresso perplessità sull’opportunità di correre in Medio Oriente qualora il conflitto tra alcuni Paesi della regione fosse proseguito.
In quell’occasione, il campione del mondo aveva sottolineato che gli accordi contrattuali non dovrebbero prevalere sulle considerazioni relative alla sicurezza.
Le sue parole erano state interpretate da alcuni come una possibile opposizione personale allo svolgimento delle gare.
Il chiarimento successivo ridimensiona questa lettura: Verstappen non sta chiedendo di cancellare automaticamente i Gran Premi, ma ritiene necessario che la situazione venga valutata attentamente prima di confermare gli eventi.
Un calendario già condizionato dal conflitto
Le tensioni in Medio Oriente hanno già avuto conseguenze sul calendario della Formula 1 2026.
Il Gran Premio dell’Arabia Saudita è stato cancellato, mentre quello del Bahrain, inizialmente previsto ad aprile, è stato sostituito da un appuntamento disputato a Sepang, in Malesia, nel mese di ottobre.
La situazione rimane delicata anche in vista delle ultime settimane del campionato, soprattutto dopo i recenti attacchi contro infrastrutture in Arabia Saudita.
Nonostante le preoccupazioni, gli organizzatori delle gare del Qatar e di Abu Dhabi hanno confermato la volontà di ospitare regolarmente i rispettivi eventi.
Imola resta l’alternativa per il finale di stagione
La Formula 1 continua a monitorare l’evoluzione della situazione, mantenendo disponibile un piano alternativo nel caso in cui non fosse possibile disputare l’ultimo Gran Premio ad Abu Dhabi.
Tra le soluzioni individuate figura l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, che potrebbe ospitare la conclusione del Mondiale il 6 dicembre.
Al momento, tuttavia, non sono state annunciate modifiche al calendario.
Il Gran Premio del Qatar resta previsto per il 29 novembre sul circuito di Lusail, mentre Abu Dhabi dovrebbe ospitare la gara conclusiva il 6 dicembre a Yas Marina.
La posizione di Verstappen rimane quindi chiara: nessun rifiuto preventivo di correre in Medio Oriente, ma piena fiducia nelle valutazioni della FIA e della Formula 1, chiamate a garantire che la sicurezza venga prima di qualsiasi interesse sportivo o commerciale.

