Dopo aver dominato le tre sessioni di prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti, la Ferrari non riesce a confermarsi nelle qualifiche. Charles Leclerc chiude quarto e Lewis Hamilton quinto, mentre la pole position finisce nelle mani di Kimi Antonelli. Fred Vasseur ammette la delusione e respinge ogni giustificazione legata alle condizioni della pista.
La Ferrari lascia le qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti con più rimpianti che soddisfazioni. Sul circuito di Austin, la Scuderia di Maranello non è riuscita a trasformare la competitività mostrata nelle prove libere in un risultato altrettanto convincente nella lotta per la pole position.
Charles Leclerc, protagonista del venerdì con il miglior tempo nelle FP1 e FP2, ha ottenuto la quarta posizione, a 232 millesimi dalla Mercedes di Kimi Antonelli. Lewis Hamilton, il più veloce nelle FP3, si è invece fermato al quinto posto, a 276 millesimi dal riferimento del pilota italiano.
Un risultato che ha lasciato insoddisfatto Fred Vasseur, convinto che la SF-26 avesse il potenziale per conquistare almeno una posizione in prima fila.
Vasseur non cerca giustificazioni: «Dovevamo fare meglio»
Il team principal della Ferrari ha analizzato con lucidità una sessione nella quale la squadra italiana non è riuscita a sfruttare pienamente il potenziale della monoposto.
Dopo un fine settimana iniziato con indicazioni estremamente positive, la Ferrari è rimasta competitiva anche nelle prime fasi delle qualifiche. In Q3, però, Leclerc e Hamilton non hanno trovato il miglioramento necessario per contrastare Antonelli e le due Red Bull di Max Verstappen e Isack Hadjar.
Il vento, particolarmente intenso in alcuni settori del Circuit of The Americas, ha complicato il lavoro dei piloti, ma Vasseur ha escluso che possa rappresentare una spiegazione sufficiente per il risultato.
Secondo il manager francese, le condizioni erano uguali per tutti e la Ferrari avrebbe dovuto gestire meglio il momento decisivo della sessione.
La differenza si gioca sui centesimi
A rendere ancora più amaro il risultato sono stati i distacchi particolarmente contenuti.
Leclerc ha mancato la prima fila per appena 53 millesimi, mentre Hamilton ha chiuso a meno di tre decimi dalla pole position.
Vasseur ha sottolineato quanto sia difficile ottenere il massimo dalle monoposto attuali, soprattutto quando le condizioni della pista cambiano rapidamente.
Una raffica di vento, una frenata leggermente anticipata oppure un piccolo errore in uscita di curva possono determinare differenze significative nella classifica finale.
La Ferrari, tuttavia, non intende nascondersi dietro questi fattori. L’obiettivo sarà comprendere perché la SF-26 non sia riuscita a replicare in Q3 la velocità mostrata nelle sessioni precedenti.
Ferrari, la gara può offrire un’occasione di riscatto
Nonostante la delusione del sabato, il fine settimana americano resta aperto per la squadra di Maranello.
Le prestazioni delle prove libere hanno confermato il buon potenziale della SF-26, anche se il ritmo sul giro secco non garantisce necessariamente la stessa competitività sulla distanza di gara.
Uno degli elementi decisivi sarà la gestione degli pneumatici, con il degrado che potrebbe influenzare le strategie e creare opportunità di recupero.
Leclerc partirà dalla seconda fila, alle spalle di Antonelli, Verstappen e Hadjar, mentre Hamilton scatterà dalla quinta posizione.
Per la Ferrari, Austin rappresenta un’occasione mancata in qualifica, ma anche la possibilità di dimostrare in gara i progressi della SF-26. Vasseur ha già indicato il punto da cui ripartire: sfruttare meglio il potenziale della vettura, senza cercare alibi nelle condizioni esterne.

