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F1, Max Verstappen corre con gli antidolorifici ad Austin: le sconnessioni del circuito aggravano i problemi alla schiena

Max Verstappen torna a criticare le condizioni del Circuit of The Americas. Il pilota della Red Bull ha rivelato di assumere antidolorifici per affrontare il Gran Premio degli Stati Uniti, a causa delle forti sollecitazioni provocate dalle irregolarità dell’asfalto. Una situazione che riaccende il dibattito sulla sicurezza del tracciato texano.

Le condizioni dell’asfalto di Austin finiscono nuovamente al centro delle polemiche. Max Verstappen ha raccontato di dover ricorrere agli antidolorifici per affrontare il fine settimana del Gran Premio degli Stati Uniti 2026, a causa dei problemi alla schiena aggravati dalle numerose sconnessioni presenti sul circuito.

Il quattro volte campione del mondo, secondo nelle qualifiche alle spalle di Kimi Antonelli, ha spiegato che le continue sollecitazioni trasmesse dalla monoposto rendono particolarmente difficile guidare sul tracciato americano.

Verstappen e i problemi alla schiena: «Devo prendere antidolorifici»

Il pilota della Red Bull ha rivelato di essersi sottoposto in passato ad alcuni accertamenti medici dopo aver accusato dolori persistenti ai piedi. Gli esami avrebbero evidenziato problemi ad alcuni dischi intervertebrali nella parte inferiore della schiena.

Una condizione che rende ancora più pesanti gli impatti provocati dalle irregolarità dell’asfalto, soprattutto nei punti in cui le monoposto subiscono violente compressioni.

Per ridurre le sollecitazioni, Verstappen ha spiegato di sollevarsi leggermente dal sedile in prossimità di alcune curve, cercando di limitare gli urti trasmessi alla colonna vertebrale.

Una soluzione che, tuttavia, non elimina il problema. L’olandese ha infatti ammesso di assumere antidolorifici per riuscire a gestire il dolore durante il fine settimana di gara.

Austin sotto accusa: le modifiche all’asfalto non bastano

Le sconnessioni del Circuit of The Americas rappresentano da anni una delle principali criticità del tracciato texano.

Nonostante gli interventi effettuati per migliorare la superficie, alcuni settori continuano a presentare avvallamenti e dossi che mettono a dura prova le monoposto e i piloti.

Verstappen ritiene che il problema sia legato anche alle caratteristiche del terreno sul quale è stato costruito il circuito. Le deformazioni del fondo stradale continuerebbero infatti a ripresentarsi, rendendo insufficienti gli interventi localizzati.

Il pilota Red Bull ha ricordato che durante il Gran Premio dello scorso anno alcune sollecitazioni verticali avevano raggiunto valori superiori ai 9G, evidenziando quanto possano essere violenti gli impatti.

Anche Norris denuncia problemi fisici

Verstappen non è l’unico pilota ad aver sollevato dubbi sulle condizioni della pista.

Anche Lando Norris ha raccontato di accusare mal di testa a causa delle continue sollecitazioni, spiegando di dover ricorrere a farmaci per alleviare il dolore.

Le irregolarità dell’asfalto provocano infatti movimenti improvvisi della vettura, con conseguenti urti della testa contro il poggiatesta e forti vibrazioni trasmesse al corpo.

Una situazione che, secondo i piloti, merita maggiore attenzione, soprattutto considerando le prestazioni delle attuali monoposto e le sollecitazioni alle quali sono sottoposti durante un intero Gran Premio.

Verstappen punta alla vittoria, ma chiede interventi

Nonostante le difficoltà fisiche, Verstappen è riuscito a conquistare la seconda posizione nelle qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti, fermandosi a 179 millesimi dalla Mercedes di Kimi Antonelli.

L’olandese scatterà quindi dalla prima fila, con l’obiettivo di contendere la vittoria al leader del Mondiale.

Resta però la preoccupazione per una gara che si preannuncia particolarmente impegnativa dal punto di vista fisico.

Le dichiarazioni di Verstappen riportano l’attenzione su un problema che va oltre la competitività delle monoposto. Le condizioni del Circuit of The Americas continuano a suscitare interrogativi sulla sicurezza e sulla necessità di interventi più efficaci per ridurre le sollecitazioni subite dai piloti.

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Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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