La Formula 1 ha un nuovo campione del mondo e l’Italia torna a festeggiare un titolo piloti dopo oltre sette decenni. Andrea Kimi Antonelli ha conquistato matematicamente il Mondiale 2026 grazie al terzo posto nel Gran Premio del Messico, diventando a 20 anni il più giovane iridato nella storia della categoria.
Un risultato destinato a entrare negli annali del motorsport italiano, che non celebrava un proprio pilota campione del mondo dal 1953, quando Alberto Ascari conquistò il secondo titolo consecutivo al volante della Ferrari.
A rendere omaggio al giovane talento della Mercedes è stato Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1, che ha sottolineato il valore storico di un’impresa capace di riportare l’Italia ai vertici del Mondiale.
Domenicali celebra Antonelli: «Un risultato straordinario»
Domenicali ha espresso grande soddisfazione per il successo del pilota bolognese, evidenziando il talento e la determinazione che gli hanno permesso di raggiungere il traguardo più importante della sua carriera.
«Oggi Kimi Antonelli ha scritto la storia. Diventare il più giovane campione del mondo di Formula 1 è un risultato straordinario, conquistato grazie a talento, coraggio e determinazione», ha dichiarato il numero uno della Formula 1.
Particolarmente significativo, per Domenicali, è il ritorno di un italiano sul gradino più alto del Mondiale.
«Mi riempie di immenso orgoglio vedere Kimi diventare il primo campione del mondo italiano di Formula 1 dopo Alberto Ascari nel 1953. Per 73 anni il nostro Paese ha aspettato questo momento e oggi un’intera nazione può celebrare uno dei suoi piloti arrivato al vertice del nostro sport».
Dalla Mercedes Academy al titolo mondiale in due stagioni
La scalata di Antonelli verso il vertice della Formula 1 è stata rapidissima. Entrato nel programma giovani Mercedes nel 2019, il pilota italiano ha bruciato le tappe nelle categorie propedeutiche, passando direttamente alla Formula 2 nel 2024 senza disputare il campionato di Formula 3.
Nel 2025 è arrivato il debutto in Formula 1 con la Mercedes, chiamato a raccogliere l’eredità di Lewis Hamilton.
Appena un anno dopo, Antonelli ha conquistato il suo primo titolo mondiale, stabilendo un nuovo primato di precocità e superando il record appartenuto a Sebastian Vettel, campione nel 2010 a 23 anni.
Il terzo posto ottenuto a Città del Messico ha completato una stagione che ha consacrato il giovane italiano tra i protagonisti assoluti della categoria.
«Kimi è un esempio per le nuove generazioni»
Domenicali ha voluto sottolineare anche il significato del successo di Antonelli oltre l’aspetto puramente sportivo.
Secondo il dirigente italiano, la grandezza di un campione non si misura soltanto attraverso i record conquistati, ma anche nella capacità di ispirare le nuove generazioni.
«Kimi ha catturato l’immaginazione di milioni di tifosi in tutto il mondo e ha dimostrato ai giovani che non esistono limiti a ciò che si può raggiungere attraverso dedizione, fiducia e duro lavoro».
Un messaggio rivolto soprattutto ai ragazzi che sognano di seguire le orme del nuovo campione del mondo, partendo dal karting e affrontando il lungo percorso verso la Formula 1.
Antonelli nella storia, ma per Domenicali è soltanto l’inizio
Il titolo conquistato in Messico rappresenta il coronamento di un percorso iniziato molti anni prima, ma Domenicali è convinto che il successo del 2026 possa essere soltanto il primo capitolo di una carriera destinata a lasciare un segno profondo nella Formula 1.
«Oggi il suo nome entra a far parte delle leggende del nostro sport. È stato scritto un nuovo capitolo della storia della Formula 1 e credo fermamente che questo sia soltanto l’inizio di un’eredità straordinaria».
Il presidente della Formula 1 ha infine rivolto le proprie congratulazioni ad Antonelli, alla Mercedes e alla famiglia del pilota, riconoscendo il lavoro che ha reso possibile un risultato storico.
A vent’anni, Kimi Antonelli ha già raggiunto il traguardo più ambito da ogni pilota. Il Mondiale conquistato in Messico interrompe un’attesa italiana durata 73 anni e apre una nuova pagina della Formula 1, con un campione che ha ancora davanti a sé gran parte della propria carriera.

