Tredicesimo posto e oltre 32 secondi di ritardo dal compagno di squadra Marc Márquez. Francesco Bagnaia chiude il Gran Premio della Malesia con un’altra prestazione deludente e solleva nuovi interrogativi sulla Ducati, rivelando che una soluzione tecnica utilizzata nel 2025 non sarebbe più disponibile.
Il Gran Premio della Malesia si è trasformato nell’ennesima giornata difficile per Francesco Bagnaia. Sul circuito di Sepang, dove in passato aveva dimostrato di poter essere uno dei piloti più competitivi, il due volte campione del mondo MotoGP ha concluso soltanto tredicesimo, a 32,9 secondi dal vincitore Marc Márquez.
Una prestazione che conferma le difficoltà del pilota italiano nel trovare il giusto feeling con la Ducati GP26. A preoccupare, però, non è soltanto il risultato finale, ma soprattutto il ritmo mostrato negli ultimi giri, quando Bagnaia ha accusato un drastico calo delle prestazioni.
Bagnaia senza grip: ultimo giro in 2’05”
Il problema principale è stato ancora una volta la mancanza di aderenza al posteriore. Nonostante una gestione prudente degli pneumatici nelle prime fasi, Bagnaia ha iniziato a perdere grip già dopo cinque giri, ritrovandosi progressivamente impossibilitato a mantenere un ritmo competitivo.
Nell’ultimo passaggio ha fermato il cronometro sull’incredibile tempo di 2’05″1, oltre quattro secondi e mezzo più lento rispetto al suo miglior giro in gara.
Una situazione che lo stesso pilota ha faticato a spiegare, sottolineando come nelle curve a destra non riuscisse più nemmeno a piegare sufficientemente la moto da toccare l’asfalto con il ginocchio.
Il risultato assume un significato ancora più pesante considerando che, appena dodici mesi prima, Bagnaia aveva conquistato la pole position e vinto la Sprint a Sepang, rimanendo in lotta per la vittoria domenicale fino a una foratura.
Il riferimento a Motegi 2025 e la frase che fa discutere
Le dichiarazioni più significative sono arrivate quando Bagnaia ha affrontato il tema delle difficoltà tecniche della Ducati.
Il pilota italiano ha spiegato che i problemi non dipendono semplicemente dall’assetto o dalle regolazioni elettroniche, sulle quali la squadra è intervenuta ripetutamente senza ottenere miglioramenti sostanziali.
Bagnaia ha quindi ricordato il test di Misano del settembre 2025 e il successivo Gran Premio del Giappone, quando una modifica tecnica gli aveva permesso di ritrovare competitività e conquistare una doppia vittoria a Motegi.
Secondo il piemontese, quella soluzione non sarebbe più disponibile già dalla gara successiva al GP del Giappone dello scorso anno.
«Quella cosa lì evidentemente non esiste più», ha dichiarato, evitando però di precisare a quale componente o intervento si riferisse.
Quando gli è stato chiesto di approfondire, Bagnaia ha preferito chiudere il discorso: «Non entriamo nel dettaglio». Crash.net+1
Tardozzi sorpreso dalle parole di Bagnaia
Le dichiarazioni del numero 63 hanno suscitato interrogativi anche all’interno della squadra ufficiale Ducati.
Interpellato sull’argomento, il team manager Davide Tardozzi ha ammesso di non sapere a quale soluzione tecnica si riferisse Bagnaia.
Il dirigente ha ribadito che Ducati ha tentato diverse modifiche per risolvere le difficoltà del pilota, senza però riuscire a individuare una configurazione capace di restituirgli le sensazioni di guida desiderate.
Una situazione che evidenzia la distanza tra le aspettative di Bagnaia e i risultati ottenuti in pista, soprattutto nel confronto con Márquez, capace di conquistare a Sepang un’altra vittoria con la stessa squadra.
Un finale di stagione sempre più complicato
Con tre appuntamenti ancora da disputare, Bagnaia sembra ormai concentrato soprattutto sulla conclusione di un campionato particolarmente difficile.
Il pilota italiano ha ammesso di attendere da tempo la fine della stagione, dopo mesi trascorsi a cercare soluzioni a problemi tecnici rimasti sostanzialmente irrisolti.
Le parole pronunciate a Sepang aggiungono un nuovo elemento di tensione nel rapporto con Ducati, destinato a concludersi al termine del 2026.
Il tredicesimo posto in Malesia rappresenta soltanto l’ultimo episodio di una crisi che Bagnaia non riesce a superare. Il riferimento a una modifica tecnica utilizzata nel 2025, e successivamente scomparsa, lascia aperti interrogativi ai quali né il pilota né Ducati hanno voluto fornire una risposta precisa.

