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F1: GP di Russia, pagelle “Strategia?…Non ho memoria di tutto cio!” di Giornale Motori

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Gli “haters” diranno che Vettel ha parcheggiato la macchina su indicazione del team al posto sbagliato per far perdere Leclerc. O peggio, diranno che il team ha indicato di parcheggiare prima dell’ingresso box per far perdere Leclerc.

A parte i “complottisti” eccessivamente tifosi del giovane monegasco, la strategia gara della Ferrari era sbagliata, ma, soprattutto, era sbagliato decidere a tavolino ciò che doveva succedere alla prima curva. Sulla base di cosa poi? Del giudizio dei media, dei tifosi, dei social, o magari del viandante bulgaro? Il muretto Ferrari, dopo Singapore, si è prodigato oltre il necessario per dare una direzione chiara a favore di Leclerc, commettendo un errore fatale per la gara.

Intendiamoci, il ragazzo è un campione, nessuno lo nega, nessuno ha cambiato idea. Ma è anche giusto che il campione si faccia le ossa maturando il carattere, stabilendo i propri rapporti di forza nei confronti dei colleghi, da solo, in pista, nel paddock, ma senza l’appoggio di “premurosi” tifosi da stadio.

Nessuno gli deve dare la corona di campione, o i galloni di “predestinato”. Conquistare la pole position in Russia non è un bene, e non lo è da almeno 6 anni. Lo dimostra la storia. Se Vettel parte bene, e per giunta se ne va via, il team non ha il diritto di cambiare le carte in tavola.

Sono tre GP ormai che i team radio si fanno di fuoco. Dopo la gara si deve discutere, si deve chiarire. La verità a mondiale perso, almeno la vittoria della singola gara deve essere perseguita come un obiettivo sacro. Non importa chi la vince. L’importante e che vinca la Ferrari.

Sarebbe ora che i cronisti, i media, i frequentatori dei social, se ne facciano una ragione. A Monza,  giusto per fare un esempio, non c’erano numeri 16 a sventolare di colore Rosso, ma solo bandiere con il cavallino al centro a perdita d’occhio.

Parlare per 30 giri di fortuna, di colpo di culo, è stucchevole e scorretto. Hamilton era dove doveva essere, ha condotto la gara che doveva fare al meglio delle possibilità andando oltre le possibilità della macchina. Hamilton ha vinto una gara meritata, non ha rubato nulla, ne nulla hanno regalato in casa Mercedes, fortuna compresa.

Lewis Hamilton 10: Lo ripeteremo fino alla nausea, un pilota che vince non è mai fortunato. Un pilota che dopo un week end passato a provare, correre per qualificarsi al meglio, vince alla domenica, ha la forza di trovarsi al momento giusto al posto giusto. Questa è una delle caratteristiche base per essere campione.

Max Verstappen 9: Parte dalla nona posizione, dispensa spettacolo. Sorpassi belli, aggressivi, una gran bella performance. Un buon biglietto da visita in vista del Giappone ed una bella ripresa dopo un paio di gare sottotono.

Alexander Albon 9: Una performance, forse, addirittura migliore di quella del compagno. Non avrà fatto sorpassi da urlo, ma partire dai box per finire alle spalle dei primi non è per nulla un’impresa facile.

Valtteri Bottas 8: Lo scudiero è stato chiamato in causa nel fare al meglio il suo lavoro dal muretto Ferrari. Bottas non si è fatto trovare impreparato. Leclerc potrebbe anche essere il predestinato, ma lui sa fare lo stopper come pochi altri!

Sergio Perez 8: Ottima la prova del messicano. Una bella prestazione. Un buon passo gara. Ha anche sgomitato il necessario senza strafare per arrivare a punti e c’è riuscito alla perfezione.

Kevin Magnussen 7: Una volta tanto è stato il salvatore della patria. La macchina non era così malvagia ed una volta evitati i guai all’inizio ha raccolto il testimone dal compagno che invece ancora non ha capito che deve chiuderle le corse.

Carlos Sainz Jr 6: Grande partenza, grande prima parte di gara, poi sono arrivate le Red Bull da dietro a reclamare ciò che spettava loro. Alla fine è tornato dove la McLaren gli consentiva di stare.

Nico Hulkenberg 6: La Roccia non ha preso il solito settimo posto dovendosi accontentare di un solo punticino. In ogni caso resta sempre l’unico a portare punti alla Renault che lo ha appiedato.

Lando Norris 6: Come per il compagno. La McLaren non consente di ottenere di meglio che conservare, se va bene la posizione di partenza. Il talento non può fare miracoli.

Sebastian Vettel 6: Parte bene, dimentica la strategia e per giustificare la dimenticanza si ricorda che ha vinto quattro mondiali facendo la lepre davanti. Il team interviene, la macchina fa il resto. Gli hanno detto di fermarsi li non ha deciso lui!

Charles Leclerc 5: Parte bene ma perde la posizione alla partenza come succede spesso a Sochi. Poi si lamenta. Gli chiedono di stare sotto il secondo e non ci riesce. Si becca quattro secondi dal brocco Vettel, e se non interviene il muretto non passa davanti. Il ragazzo deve imparare che, se nelle qualifiche di Monza fai il furbo, poi a Sochi ti restituiscono pan per focaccia, guadagnandosi in pista il rispetto!

Romain Grosjean 5: Parte, percorre due curve e succede ? Un disastro!

Daniel Ricciardo 5: Parte percorre due curve ed incontra Grosjean!

Il tracciato di Sochi: E’ forse l’unica pista di Formula 1 dove fare la pole position non ha senso. La prossima stagione vedremo un trenino al sabato stile Monza per partite terzo!

La Banda Binotto 3: Un passo avanti, due passi indietro. La gestione dei piloti, ove mai fosse possibile, è peggio del fatto di aver trovato la soluzione dei problemi alla monoposto dopo 6 mesi di analisi. Senza considerare che la soluzione applicata dal muretto Ferrari non è salomonica, ma è una secchiata di benzina sul fuoco dei difficili rapporti tra Leclerc e Vettel.

Daniele Amore

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