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F1: GP Messico, pagelle “Solo in Ferrari si perde partendo primi” di Giornale Motori

Non sappiamo cosa ci piaccia di più. Una Ferrari che parte prima occupando tutta la prima fila e perde, oppure una Ferrari che manco lotta per il vertice e perde lo stesso.

Abbiamo assistito ad una prima parte di stagione dove la monoposto non c’era, afflitta da errori di progettazione, problemi di carico aerodinamico, sfruttamento gomme. Poi si è posto rimedio, la monoposto è diventata veloce ma il team non è stato altrettanto veloce nel cambiare modo di pensare al pari della SF90H.

Un  muretto box, una cabina di regia, che sembra vivere un una sorta di bolla dove ci sono solo i numeri rilevati dai tecnici al venerdì. Non c’è la capacità di poter cambiare in base alle circostanze.

Bastava guardare la corsa come hanno fatto milioni di tifosi, non tecnici, o cronisti, per capire che si doveva usare una tattica di gomme diverse con Leclerc, per non parlare del fatto che si doveva evitare il traffico a Vettel.

Sei partenze dal palo di seguito, tre vittorie. Una cosa che se vuoi andare a spulciare la storia non si trova. Non è mai successa, ma, come detto all’indomani del GP del Giappone, succede solo a questa gestione Binotto.

Il team manager Ferrari verrà ricordato come il primo che ha consentito di realizzare il record di doppiette consecutive ad un avversario, ed ora anche per essere l’unico che riesce a perdere troppe gare partendo primo.

Lewis Hamilton 10: L’ennesima vittoria figlia di un lavoro di team. Non si fidava, ma il team lo ha rassicurato. Gli ha chiesto solo di guidare alla Hamilton, perchè la tattica era giusta. Quando ha deciso di farlo smettendo di lamentarsi, ha portato a casa una spettacolare vittoria.

Vallteri Bottas 9: Un week end difficile. Una botta tremenda, una monoposto rattoppata all’ultimo secondo. Eppure si è dato da fare. Ha portato il suo passo, paga la difficoltà in Messico di tenere la scia per passare altrimenti il secondo posto sarebbe stato suo. Tiene il mondiale aperto almeno un altro GP.

Sergio Perez 9: L’idolo locale sfrutta al meglio la possibilità di decidere la gomma con cui partire. In gara un ottimo passo, una buona velocità, ed uno sfruttamento delle gomme quasi perfetto. Bello da infiammare le folle il duello vinto con uno tosto come Ricciardo.

Daniel Ricciardo 8: Partito con una strategia atipica, si è poi rilevata quella giusta. Tiene le gomme bianche oltre ogni più rosea aspettativa. Una seconda parte di gara a gomme fresche all’attacco. Un bel duello perso con onore su Perez. Un gradito ritorno.

Pierre Gasly 8: Continua a crescere nella serenità del piccolo team. Non aveva il passo per stare davanti al compagno, ma abbastanza per raccogliere il testimone se questo fa la cappellata del GP.

Nico Hulkenberg 7 : La Roccia era ancora una volta in ottava posizione, come sempre, una garanzia. Questo finché Kvyat non decideva di rovinare la gara ad entrambi. Peccato, in ogni caso cade sempre in piedi con un punto anche con mezza macchina.

Sebastian Vettel 7: Si è preso i galloni di capitano di diritto. L’unico ad aver capito che tattica usare, ma anche l’unico ad aver capito di essere sconfitto già dalla prima parte di gara. Non si poteva fare di meglio. Forse deve mostrare la stessa risolutezza all’interno del team per le scelte da fare a monte e non durante la gara quando è troppo tardi.

Carlos Sainz Jr 6 : Una bella qualifica, una buona prima parte di gara, poi si è spento. Il team non gli ha dato una mano, ma l’impressione è stata che la monoposto è calata di brutto nella seconda parte.

Lando Norris 6 : Se a Sainz la monoposto è calata, a Norris si è fermata del tutto. Già danneggiato da un errore grave ai box, alla fine non c’è stata altra via che il ritiro.

Alexander Albon 5: Messo li per fare il secondo senza commettere gli errori di Gasly. Perfettamente calato nella parte, raccoglie i punti che poteva. Considerando la prestazione di Verstappen comunque è mancato qualcosa in termini di velocità assoluta da parte di Albon.

Charles Leclerc 5: La pole è stata raccolta in modo rocambolesco. La partenza è stata perfetta. Poi una tattica sbagliata gli spezza le gambe. Alla fine lui stesso si rende conto che per vincere deve incidere sul team come pilota, come persona che sa cosa succede in macchina e non al muretto.

Max Verstappen 5 : Un disastro al sabato, con l’arroganza di poter fare quello che vuole senza essere punito. In gara peggio. Il contatto con Hamilton, l’altro contatto con Bottas. A poco serve la rimonta fatta comunque in modo arrembante e confuso.

Danijl Kvyat 5 : Un nono posto non era male. Ma nella testa di Kvyat era poco. Alla fine si becca la penalità che lo spedisce fuori dai punti, giustamente!

Banda Binotto 1: Continua l’annata fallimentare della gestione Ferrari. L’unico comune denominatore di due situazioni assurde per il team più vincente della storia della Formula 1. O si perdeva in modo vergognoso con un minuto di distacco, o si perde oggi partendo davanti con due macchine in prima fila. La direzione tecnica è stata messa da parte ed i risultati sono arrivati, manca di cambiare la direzione sportiva.

Daniele Amore

Ringraziamo per la foto gli amici del gruppoandare a pesca con un Audi R18

 

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