Si dice che per vincere si deve prima arrivare al traguardo. Alla Honda lo sanno bene. Da quando sono rientrati in Formula 1 lottano per far durare i loro motori. La parentesi sfortunata con la McLaren ha confuso non poco la mente dei progettisti giapponesi. C’era da capire che i problemi fossero dipesi alla loro power unit, piuttosto che nella monoposto che l’ospitava, od entrambi.
Dopo una prima doccia fredda con il debutto della motorizzazione ibrida diversa dal solito, i giapponesi hanno provato a progettare qualcosa di più canonico simile a quanto fatto da Mercedes e Ferrari, ma senza successo.
I risultati sono arrivati solo quando hanno abbandonato la McLaren per un team decisamente più consono alla dimensione della Honda. Un ambiente dove si poteva lavorare in tranquillità, trampolino per un obiettivo ancora più grande, mettere un motore vincente sulla Red Bull.

L’affidabilità è arrivata. Una volta che la power unit non si rompeva, era giunto il momento di alzare l’asticella delle prestazioni. Il risultato è un ritorno alla vittoria che mancava da troppo tempo.
A voler essere decisamente pignoli, il problema affidabilità, sembrava nascosto sotto il tappeto piuttosto che risolto del tutto. Durante la stagione non ci sono state evidenti rotture traumatiche come il passato, ma spesso la Red Bull è stata costretta a cambiare anzitempo componenti della motorizzazione che hanno penalizzato i piloti.
Quindi, l’obiettivo è quello di avere un motore che resiste secondo i regolamenti, per puntare tutto lo sviluppo sulla prestazione. L’affiatamento trovato con i due team Red Bull e Toro Rosso, da questo punto di vista rappresenta un grosso aiuto. Tutti i tecnici, sia sul campo che nella factory giapponese, lavorano per ottenere il meglio dalla power unit Honda nel massimo dell’affidabilità.

La stabilità tecnica del regolamento, potrebbe portare a risolvere gli ultimi problemi di affidabilità per inizio stagione 2020 e questo avrebbe come diretta conseguenza la possibilità di sfruttare tutte le risorse tecniche per alzare l’asticella delle prestazioni per superare la Ferrari.
Avere un telaio che lavora bene ed anche un motore che spinge al meglio potrebbe mettere i bibitari motorizzati Honda ad essere la seria antagonista della Mercedes ancor più che la stessa Ferrari alle prese con un ottimo motore con un pessimo telaio.
Per Lewis Hamilton avere una vettura motorizzata Honda che lo svernicia sul traguardo di Interlagos, potrebbe essere solo un presagio di ciò che potrebbe succedere nel 2020.
Daniele Amore
