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F1: Gp Toscana, Un’altra gara pazza dominata da Hamilton, Ferrari nuovo rosso vergogna

Cambia la pista ma non la sostanza. In Italia un’altra gara pazza per il mondiale di Formula 1 che fa tappa sullo spettacolare tracciato del Mugello.

La doppietta della Mercedes con Lewis Hamilton che trionfa davanti al compagno Bottas, non rende giustizia agli eventi per come si sono svolti nel Gp di Toscana-Ferrari 1000.  Basta dire che al terzo posto dopo il solito duo della Mercedes c’è stata si una RedBull ma quella che non ti aspetti di Alexander Albon.

Il campione britannico ad una sola vittoria dal record di Schumacher ha dato una dimostrazione di forza che ha letteralmente annichilito il compagno Bottas. Il povero pilota finlandese ce l’ha messa veramente tutta per tentare di strappare la vittoria ad Hamilton ma ha dovuto alzare bandiera bianca.

In molti pensavano che per conformazione della pista, il Mugello potesse essere la tipica gara da trenino. Invece proprio la sua imprevedibile tipologia fatta di curve velocissime e l’inesperienza di molti piloti con piste vecchio stampo ha regalato spettacolo sulle colline toscane.

Le partenze sta volta sono state ben tre, due in più di quando accaduto la settimana scorsa a Monza. Al via Hamilton parte male. Ma peggio di lui Verstappen che accusa un grosso calo di potenza nel bel mezzo del rettilineo principale. Alla seconda curva, il pasticcio. Un po per colpa della lentezza improvvisa dell’olandese della RedBull un po per l’eccessiva vicinanza delle monoposto che Gasly e lo stesso Verstappen finivano fuori pista per un contatto con Kimi Raikkonen. Il finlandese dell’Alfa Romeo usciva indenne dal botto, evitando anche Carlos Sainz  giratosi per una toccata su Perez e Vettel fermo in attesa degli eventi a centro pista.

Un disastro che richiedeva l’intervento della safety car. Al momento del rientro della vettura di sicurezza la ripartenza. Per motivi che ancora non sono ben chiari, la linea di accelerazione non era posta prima del traguardo come sempre. Infatti,  Bottas era costretto ad attendere lentamente di arrivare sulla linea di arrivo per evitare che Hamilton potesse prendere la scia sul lungo rettilineo che ne segue fino alla prima curva.

Purtroppo l’inesperienza di alcuni piloti nelle retrovie ha causato un secondo disastro che poteva costare caro in termini di sicurezza. Latifi con al Williams anticipava troppo la ripartenza traendo in inganno anche Giovinazzi e Sainz. I tre finivano per piombare sul povero Magnussen ancora sul passo dei primi molto lento.

La carambola che ne seguita ha messo fiori gioco i quattro dopo un botto pauroso a 270km/h in piena accelerazione. L’evento portava la direzione gara a fermare la corsa per la prima bandiera rossa. Le monoposto venivano fatte fermare nella corsia box dove i team potevano intervenire sulle monoposto per cambiare gomme e strategia in attesa della seconda ripartenza da fermo.

Alla ripartenza Bottas partiva bene. Hamilton partito bene ma non benissimo tagliava la traiettoria a Leclerc che con la Ferrari aveva approfittato dei due disastri iniziali per riportarsi in terza posizione.  La gioia di Bottas dura poco. Alla prima curva Hamilton lo svernicia all’esterno senza lasciargli nessuna difesa possibile. Il campione del mondo in quel  momento ha conquistato la sua vittoria.

Dietro un commovente Leclerc tenta disperato di difendere la posizione. La sua SF1000 dal colore celebrativo diventa una variabile mobile sul rettilineo del traguardo. Lo sorpassano tutti finendo per diventare nel giro di pochi giri ottavo.

La gara procede con la lotta serrata per la terza posizione con Ricciardo a precedere Stroll con la prima delle racing Point e Albon che deve fare le veci di Verstappen. Questo fino a quando il pilota canadese della monoposto rosa finisce per andare a sbattere violentemente contro le barriere a causa di un problema alla gomma posteriore sinistra tra le due curve dell’Arrabbiata. Un botto a più di 280km/h che mette tutti in apprensione nonostante l’abbondante via di fuga.

Per fortuna Lance Stroll stava bene ma la gara veniva ancora una volta fermata. Alla ripartenza, davanti non ci sono cambiamenti con Hamilton a precedere Bottas. La lotta si concentra sulla terza pozione. Albon infatti sopravanza Ricciardo soffiandogli un podio che alla Renault mancava da 9 anni.

Quinta la Racing Point superstite di Sergio Perez mentre sesta la McLaren di Lando Norris. A fare gli onori dell’Italia ci ha pensato ancora l’Alpha Tauri, primo team tricolore con il russo Kvyat.  Grandissima prestazione di Kimi Raikkonen che dopo essere sopravvissuto al pandemonio alla seconda curva all’inizio della gara si trovava al secondo stop settimo. Purtroppo un ingresso alla garibaldina al momento dell’uscita della seconda safety car gli costava una penalizzazione che lo relegava in nona posizione finale.

Un risultato che non deve trarre in inganno. Il veterano della F1 ha conquistato i suoi due punti a suon di giri veloci ammortizzando con il distacco il tempo di penalizzazione. Inoltre il campione del mondo 2007 si è tolto lo sfizio di arrivare fisicamente davanti alla Ferrari di Leclerc e comunque anche retrocesso ancora davanti alla Ferrari di Vettel.

Della gara Ferrari sarebbe preferibile non proferire parola. Non c’era modo peggiore di festeggiare i 1000 gran premi che con una prestazione assolutamente vergognosa. Le speranze della qualifica con Leclerc quinto si sono sciolte dopo meno di mezza gara. Il monegasco non aveva velocità sul dritto, non stava in strada in curva e consumava gomme come se non ci fosse un domani. Binotto diceva che il Mugello sarebbe stata una pista diversa. Il risultato ha solo il colore della monoposto diverso da quello ignobile di Monza e Spa. Vettel infatti chiude decimo solo per i disastri occorsi durante la gara a cui il pilota tedesco ha saputo sopravvivere con la sua esperienza.

 

Daniele Amore

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