Ultimi articoli

Ferrari, c’è poco da festeggiare nella gara n°1000

La Ferrari ha tagliato il Gran Premio n°1000 al Mugello, durante la prima (e forse) unica edizione del Gran Premio della Toscana. Ma il Cavallino ha ben poco da festeggiare nella pista di casa, o meglio di proprietà, anche se entrambi i piloti sono finiti a punti per la prima volta dopo Silverstone.

Sia Leclerc che Vettel sono stati in perenne difficoltà, anche se il monegasco nelle prime battute di gara, aveva dato l’impressione di poter arrivare a podio. Leclerc era scattato dalla quinta posizione e grazie ad una partenza razzo, era riuscito a passare la San Donato in terza posizione, prima di perdere progressivamente posizioni e ritrovarsi in nono in classifica. E grazie alla penalità di 5 secondi inflitta a Raikkonen, il monegasco ha concluso in ottava piazza.

Non è andata tanto meglio a Vettel che partiva dalla 14° posizione e ha passato gran parte della gara a lottare con la Williams di Russell per tagliare il traguardo in decima posizione. E se pensiamo che a vedere la bandiera a scacchi sono state solamente 12 vetture, non c’è tanto da rimanere allegri.

“La mia partenza è stata ottima, al punto che sono riuscito a salire in terza posizione, sfortunatamente però non avevamo il passo per tenere quel piazzamento e così abbiamo concluso all’ottavo posto. Ho provato a battagliare il più possibile ma non è stato sufficiente a difenderci. In questa gara sono successe moltissime cose ma anche oggi è risultato evidente che abbiamo molto lavoro da fare per migliorare la nostra performance. La gara in sé e per sé è stata divertente. Sono stato contento di avere avuto la partenza da fermo dopo ogni interruzione perché mi offriva la possibilità di lottare per migliorare la mia posizione. La vettura oggi è stata piuttosto difficile da guidare, specialmente con le gomme Hard. Verso la fine, invece, con le Soft, la situazione è migliorata ma nel complesso è inutile nascondersi che la nostra situazione al momento è complicata. Non per questo tuttavia dobbiamo perderci d’animo ma, anzi, ora più che mai dobbiamo rimanere motivati. È molto importante. Sono fiducioso che arriveranno presto tempi migliori”.

Vettel, che ha annunciato il giovedì prima della gara che si sarebbe unito alla futura Aston Martin per il 2021, ha concordato con la valutazione del suo compagno di squadra sulla situazione Ferrari del momento

“La partenza non è stata delle migliori, ma sono entrato in curva 1 stando all’interno per evitare guai. Poi, quando sono arrivato in curva 2, ho visto che la McLaren era finita in testacoda ma non riuscivo a capire da quale parte sarebbe finita. Poi però si è fermata praticamente lì dov’era e a quel punto ero come in trappola e non sono riuscito ad evitarla. Fortunatamente con la Safety Car abbiamo potuto cambiare l’ala senza perdere tempo riaccodandoci al gruppo. Avrei voluto riuscire ad approfittare in maniera migliore delle disavventure altrui ma se non altro sono riuscito a stare relativamente lontano dai guai. L’aspetto positivo è che siamo riusciti a concludere in zona punti, ma è evidente che non possiamo essere contenti di questo risultato”.

La Ferrari soffre ancora e la luce in fondo al tunnel ancora non si vede. Il progetto SF1000 mostra tutti i limiti, ovvero una vettura nata male i cui pregi ancora devono essere scoperti. Servono novità importanti e non basta di certo una diversa tonalità di rosso per recuperare sugli avversari. A Maranello devono darsi una svegliata e alla svelta, cercare di capire qual’è il problema della macchina, se di natura telaistica, aerodinamica o altro.

Sconcertanti sono le affermazioni di Binotto dopo la gara il quale, candidamente, ammette che ci sono problemi (ma va??) ma non sa nemmeno lui come affrontarli e risolverli. Ammette anche che ci saranno delle piccole novità nelle prossime gare, ma non serviranno per colmare il gap, in quanto i problemi sono ben più profondi, da cui bisogna uscirne entro fine anno.

La Ferrari rischia veramente di compromettere anche la stagione ventura e rischia di fumarsi Charles Leclerc, la cui pazienza prima o poi finirà. Se anche il monegasco dovesse fare le valige e andarsene da Maranello, sarebbe un chiaro segnale che tutta questa dirigenza, da Camilleri ed Elkan, fino ai ranghi più bassi, meriterebbe di essere cacciata da Maranello.

 

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.