Le monoposto di Formula 1 hanno raggiunto l’efficienza aerodinamica migliore di sempre. La gara andata in scena sul tracciato del Mugello ha dimostrato che le monoposto moderne possono portare una media del giro al di sopra dei 250Km/h. Un valore che era appannaggio di Monza fino a qualche anno fa.

La Fia ha deciso di correre ai ripari. Le monoposto tanto veloci sono spettacolari, ma anche pericolose nel momento in cui vanno fuori pista a velocità di 260-280Km/h. Alcune delle regole che erano state rimandate al 2022 saranno anticipate al prossimo anno.
Iniziamo con il dire che le coperture Pirelli saranno le stesse di questa stagione almeno per forma e dimensioni. Il costruttore italiano utilizzerà solo nel 2022 i cerchi da 18 pollici. Le aree dove sono intervenuti i tecnici Fia per limitare il carico aerodinamico sono due. Il fondo piatto, in particolare nella zona piatta davanti alle ruote posteriori e la zona ai lati del profilo estrattore posteriore, oggi terreno delle prese aria dei freni.
L’idea dei tecnici federali è quella di creare una zona del fondo a forma di trapezio che stringe all’interno delle gomme posteriori. Tale limitazione serve ad evitare che gli ingegneri possano usare la turbolenza davanti alle ruote posteriori per sigillare il flusso aria sotto il fondo vettura.

Un intento che pare sia già messo in discussione. La McLaren è stata la prima infatti a lavorare sulla conformazione di questa zona della monoposto per tentare di limitare la perdita di carico. In Belgio nelle prove libere ha fatto il debutto il nuovo fondo che sarà usato nel 2021.
La mossa non è dettata dall’ansia, ma quanto dalla necessità. Infatti la regola che vuole l’uso dei Token per modificare un particolare molto importante come il fondo piatto resta anche se questo deve essere completamente riprogettato in una miriade si incognite essendo un terreno inesplorato.
Il team di Woking quindi si è portato avanti con il lavoro nella speranza di avere risultati tangibili ed avere un fondo vettura già pronto che non deve essere più modificato. L’altra zona che spesso viene accusata reciprocamente dai team come zona grigia di interpretazione già oggi, è la forma delle prese aria dei freni posteriori.

Al di sotto del cestello che ingloba l’aria per raffreddare i freni, ci sono varie alette di estensione diversa che si estendono fino al termine del profilo estrattore. La Fia vuole mettere un freno all’evoluzione di queste alette. L’idea è quelle di avere una dimensione predefinita per regolamento con una posizione precisa rispetto al profilo estrattore dovrebbe limitare la fantasia sfrenata dei tecnici in quell’area.
Ma la domanda che ci si pone è su come la Ferrari troverà giovamento se lo farà da questa modifica importante del regolamento sul carico aerodinamico. Volendo essere cattivi, se il carico si abbassa per tutti a Maranello dovrebbero essere contenti. Ma il vero problema è che senza parte del fondo come oggi si potrebbe anche peggiorare.
In effetti, ci sarebbe la possibilità di mettere mano ad una monoposto che sarebbe progettata con queste caratteristiche di nuova concezione. Il problema resta il solito. L’immobilismo! Se a Woking hanno pensato di provare soluzioni per evitare di usare gettoni, alla Ferrari che ne avrebbero bisogno come l’ossigeno non si fa nulla ne tanto meno si prova a capire questa macchina con una limitazione regolamentare simile peggiori o possa trovare un qualche giovamento.
Daniele Amore
