All’inizio del 1980, non appena furono annunciati i regolamenti del Gruppo B, il Gruppo Fiat lanciò immediatamente un nuovo progetto di auto da rally nella speranza di far rivivere i giorni di gloria della Lancia Stratos nel World Rally Championship (WRC).
Diverse opzioni furono inizialmente prese in considerazione per la nuova vettura di Gruppo B, come la costruzione di una versione speciale basata sulla Fiat 131 Rally a cui si voleva montare un motore anteriore sovralimentato abbinato a un cambio ZF al posteriore. Venne presa in considerazione anche l’idea di sostituire il quattro cilindri con un V8 Ferrari, ma c’era un problema di fondo, ovvero che la Fiat 131 doveva essere messa fuori produzione per essere presto sostituita dalla Lancia Delta.
Allora i vertici Fiat pensarono di adottare la stessa configurazione pensata per la 131 Rally sulla Delta. A quel punto Audi aveva già lanciato il suo prototipo di auto da rally a quattro ruote motrici, la Audi Quattro, e sebbene la trazione integrale avesse dimostrato che fosse un’arma essenziale per vincere, non c’era tempo a sufficienza per sviluppare una nuova macchina basata su una trazione integrale.
Si decise allora che l’unico modo per battere Audi, utilizzando solamente due ruote motrici, era quello di sviluppare un modello basato sulla Lancia Beta Montecarlo, che disponeva di motore centrale-posteriore e di cui esisteva già una versione racing ad alte prestazioni per il Gruppo 5.
Lo sviluppo della vettura per il mondo dei rally veniva affidato all’Abarth che nel marzo del 1980 inziò ufficialmente il “Progetto SE037” come genesi per la nuova vettura da rally. Abarth curò sia lo sviluppo che il design esterno anche se quest’ultimo sarebbe stato firmato da Pininfarina.
L’auto era stata concepita per intervenire in maniera rapida agli organi meccanici anteriori e posteriori e sia i cofano anteriore che quello posteriore si potevano rimuovere con facilità per eseguire tutte le operazioni di sostituzione o di messa a punto che normalmente vengono eseguite prima di affrontare le prove speciali nei rally.
Il design complessivo ricordava ancora la Beta Montecarlo ma sfoggiava proiettori anteriori rotondi per una migliore illuminazione e una facilità di sostituzione al posto delle unità normali.
Sono stati aggiunti dei rigonfiamenti alla linea del tetto basso per avere più spazio in abitacolo una volta indossati i caschi da gara.
Gli ingegneri Abarth hanno deciso di mantenere solo la sezione centrale del telaio della Beta Montecarlo originale a favore di un nuovo spaceframe anteriore e posteriore, sempre tubolare, più avanzato e di facile manutenzione per i componenti del motore e delle sospensioni.
L’altro cambiamento principale è arrivato posizionando il motore in una posizione longitudinale rispetto alla disposizione trasversale. Il motore deriva direttamente da quello utilizzato dalla Fiat 131 da rally anche se è stato rivisto con un nuovo sistema di sovralimentazione.
Poiché tutte queste nuove caratteristiche richiedevano, secondo le nuove regole del Gruppo B, la costruzione di un minimo di 200 vetture di omologazione, si è deciso di dare il nome “037” ,dal codice del progetto, alla nuova vettura a cui si è aggiunto il termine RALLY poiché era stata progettata e concepita per vincere nei rally.
Come tale, la Lancia 037 Rally può essere considerata senza troppe discussioni come la degna erede della leggendaria auto da rally Gruppo 4, ovvero la Lancia Stratos. Omologata ufficialmente il 1 aprile 1982, la Lancia 037 è considerata la primissima vettura da rally di classe superiore costruita interamente per sfruttare le nuove specifiche del Gruppo B.
L’auto partecipò al Tour de Corse WRC del 1982 dove Markku Alèn finì 9 °. Per il suo anno di debutto, va ricordato che Lancia utilizzava una versione base della 037 che era molto simile al modello di omologazione Stradale ma con un motore aggiornato (circa 250 CV) e sospensioni da rally come uniche differenze principali. L’anno è stato svolto solo come un programma parziale per mettere alla prova l’auto e risolvere i suoi numerosi problemi. Il resto della stagione è stato davvero purtroppo afflitto da ritiri (principalmente a causa di guasti al motore). Alèn ricorda l’auto del debutto come una delle peggiori auto da rally che abbia mai guidato.
La battaglia ufficiale in quella stagione era solamente tra Audi e Opel, lasciando gli ingegneri Abarth al lavoro per rendere la loro vettura più competitiva.
Nell’agosto 1982, Abarth ha eseguito una completa evoluzione della vettura da rally aggiornando molti componenti del motore che includevano la modifica dell’impianto di alimentazione curato dalla Weber e un incremento della potenza grazie all’uso di un sistema di iniezione dell’acqua
Un nuovo sistema di aspirazione è stato implementato con un nuovo compressore R18 Volumex, più grande per migliorare la sua affidabilità, a cui l’aria rilasciata è stata immessa in un dispositivo di raffreddamento della trasmissione quando l’acceleratore è in rilascio.
L’aerodinamica è stata leggermente migliorata. Anche le normali luci posteriori della Stradale sono state sostituite da unità rotonde multifunzione, più semplici e di facile manutenzione. I miglioramenti evolutivi hanno sollevato il morale all’interno del team con Alèn che ora la considera l’auto come una delle migliori che abbia mai guidato. Lancia ora era fiduciosa che la loro nuova vettura sarebbe stata molto competitiva per l’anno successivo.
La fiducia di Lancia nel progetto e nei miglioramenti della propria vettura è stata premiata quando le auto, guidate da Walter Rörhl e Markku Alèn, hanno conquistato il campionato costruttori del 1983 dopo battaglie molto accese contro le quattro ruote motrici, dimostrando prestazioni eccellenti su asfalto e una agilità invidiabile alla concorrenza, doti che compensavano la mancanza di trazione.
Tuttavia, la Audi Quattro, introdotta a metà stagione, aveva un’affidabilità, un peso, una potenza migliori e ha dato alla Lancia 037 filo da torcere e messo in difficoltà gli uomini Fiat.
La carriera agonistica della Lancia 037 era agli sgoccioli e Lancia avrebbe convinto la Fiat ad approvare una nuova auto da rally a quattro ruote motrici (progetto SE038), alla quale la 037 sarebbe servita come banco di prova per il motore.
Per la stagione 1984, sperando di rimanere competitiva, Lancia ancora una volta alza la posta con una seconda evoluzione; presentava una cilindrata maggiore (e una compressione maggiore) per massimizzare la classe del motore (dal 1995 al 2111 cc che si traduceva in 2955 cc con il fattore di induzione forzata x1,4). La copertura del paraurti posteriore è stata eliminata per ridurre l’accumulo di fango ed è stata sostituita con ampi paraspruzzi.
Con i nuovi miglioramenti, più potenza e meno peso, la 037 E2 è stata in grado di battagliare alla pari contro l’Audi Quattro. L’arrivo della Peugeot 205 T16 a metà stagione, con motore centrale a quattro ruote motrici, ha fortemente influenzato la battaglia a punti, poiché la Peugeot ha presto iniziato a vincere ogni evento. La Lancia non ha potuto ripetere il successo in campionato e lo scettro è andato all’Audi a fine stagione, anche se la 037 si è comportata molto bene nel complesso, considerando che la vettura italiana era in gran parte svantaggiata per via della sua minore potenza e non disponendo della trazione integrale.
La stagione 1985 è stata segnata dal disastro al Tour de Corse dove Attilio Bettega perse la vita al volante della sua Lancia 037. Nel resto della stagione la Lancia ha dovuto scontrarsi contro un’Audi nettamente più potente e una Peugeot T16 E2 nettamente più agile.
Nel corso della stagione la Lancia non portò una ulteriore evoluzione per la 037 poiché tutti gli sforzi tecnici ed economici erano destinati ad una nuova creatura a quattro ruote motrici, la famigerata Lancia S4.
La Rallye 037 è stata di gran lunga l’auto del Gruppo B a trazione posteriore di maggior successo, dimostrando la bontà del progetto. Se non fosse stato per l’introduzione delle quattro ruote motrici, è facile sostenere che la 037 avrebbe avuto una lunga e fortunata carriera nei rally internazionali.













