La Toyota ha concluso la stagione del FIA World Endurance Championship con una doppietta schiacciante nella 8 Ore del Bahrain che ha visto l’equipaggio n. 8 di Brendon Hartley, Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi vincere la gara e la vettura n. 7 di Mike Conway, Kamui Kobayashi e Jose Maria Lopez incoronarsi campioni del mondo piloti.
Nakajima, nella sua ultima gara con il costruttore giapponese, ha guidato la Toyota GR010 Hybrid n. 8 alla vittoria con 7.351 secondi sulla vettura sorella, portata alla bandiera a scacchi da Lopez mentre la Alpine A480 Gibson n.36 della Signatech ha sofferto problemi alla trasmissione fin dall’inizio.
Nico Lapierre è balzato in testa fin dalla partenza fino a quando Conway ha preso il posto all’ottavo giro, in quello che si è rapidamente trasformata in una gara tra le Toyota con le due vetture che si sono scambiate il comando, complice anche una sosta di Lapierre ai box che è costato all’Alpine tre giri di ritardo nella prima ora di gara.
Il Team WRT ha conquistato invece il titolo mondiale LMP2 con la sua terza vittoria consecutiva di classe con i piloti Robin Frijns, Ferdinand Habsburg e Charles Milesi, che hanno dominato l’intera gara.

Il pilota ufficiale Audi Sport Frijns ha la Oreca 07 Gibson n. 31 si è aggiudicato la gara con 1 minuto e 14.320 secondi di vantaggio sulla numero 38 JOTA di Antonio Felix Da Costa, Roberto Gonzalez e Anthony Davidson in seconda posizione.
La JOTA Oreca n. 28 di Tom Blomqvist è emersa al secondo posto dopo l’ultimo giro di soste davanti a Da Costa, che ha superato la vettura gemella a tre minuti dalla fine.
Filipe Albuquerque ha portato la United Autosports n. 22 al quarto posto di classe, davanti alla n. 34 Inter Europol Competition Oreca, che ha completato la top-five.
Gli onori LMP2 Pro-Am sono andati al numero 29 del Racing Team Nederland di Frits van Eerd, Giedo van der Garde e Job van Uitert, che si è classificato sesto tra le iscrizioni LMP2.
Ferrari vince provvisoriamente il titolo GTE-Pro
Alessandro Pier Guidi e James Calado hanno provvisoriamente conquistato il campionato del mondo piloti GTE in una conclusione col botto che ha visto il contatto tra la Ferrari 488 GTE n. 51 di AF Corse e l’allora leader della classe Porsche 911 RSR-19 di Michael Christensen negli ultimi 15 minuti.

Christensen si è girato a seguito del contatto, con la direzione gara che ordinava a Pier Guidi di restituire la posizione, cosa che non ha fatto poiché la Porsche è entrata ai box per rifornire.
Pier Guidi ha tagliato il traguardo davanti a Christensen di 3.249 secondi, senza che siano state prese ulteriori decisioni al momento della stesura di questo articolo. Il successo di Pier Guidi ha assegnato alla Ferrari anche il titolo mondiale costruttori GTE.
La Ferrari n. 52 di AF Corse ha completato il podio di classe seguita dalla Porsche n. 91, che ha perso tempo a causa di un’infrazione al pit stop e di un problema alla ruota posteriore sinistra nelle ultime tre ore.
Gli onori di classe e campionato GTE-Am sono andati al trio n. 83 di AF Corse composto da Nicklas Nielsen, Alessio Rovera e Francois Perrodo.

Nielsen ha concluso 1 giro davanti alla Porsche Dempsey-Proton Racing n. 77 di Matt Campbell in gara, che è stata in gran parte dominata dalla squadra italiana.
La Porsche n. 56 del Team Project 1 ha completato il podio di classe dopo aver scontato una penalità di 1 minuto nella quarta ora per aver messo in pericolo un commissario durante il terzo Full Course Yellow della gara.
RISULTATI: 8H Bahrain
Foto: WEC e Ferrari Media
