La decisione finale sui risultati della 8 Ore del Bahrain, e successivamente sull’assegnazione dei campionati GTE World Endurance, andrà probabilmente alla Corte d’Appello Internazionale della FIA a seguito di un’ulteriore mozione presentata da Porsche.
Il costruttore tedesco ha fatto appello al rifiuto della sua protesta da parte degli steward della 8 Ore del Bahrain per il controverso incidente a fine gara.
Il costruttore tedesco ha presentato un ricorso dopo che la sua protesta iniziale è stata respinta dagli steward del WEC all’indomani di una collisione a fine gara tra la Porsche 911 RSR-19 di Michael Christensen e la Ferrari 488 GTE Evo di Alessandro Pier Guidi.
Alla radice della questione c’è stata la decisione dei commissari di gara di penalizzare la Ferrari ma non di agire pienamente su di essa.
Un messaggio sugli schermi di cronometraggio indicava a Pier Guidi di restituire la posizione alla Porsche n. 92 dopo il contatto tra le due vetture nei minuti finali, ma la penalità non è scemata quando Christensen si è fermato per una sosta finale.
I tempi sul giro sembrano dimostrare un tentativo di Pier Guidi di rallentare abbastanza per far tornare Christensen in testa: il pilota della Ferrari ha completato un tempo sul giro di 2:09.518, circa 10 secondi più lento dal ritmo delle GTE-Pro, nello stesso giro in cui Christensen ha fatto l’ultima sosta della sua Porsche.
Il WEC ha pubblicato i risultati finali della gara di sabato, ma sono ancora provvisori.
