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F1, L’UNICO SPORT DOVE L’ALLENAMENTO E’ VIETATO DA REGOLAMENTO

La F1 è ormai diventata l’unica disciplina sportiva dove l’allenamento, in questo caso le prove libere ed i test, sono vietati da regolamento: è come se nel calcio venissero vietate le amichevoli e gli allenamenti alle nazionali prima di partecipare ai Mondiali.

L’odio verso i test è iniziato a metà anni 2000, dapprima limitandone i giorni durante l’anno per una questione economica per poi arrivare alla totale abolizione dei test durante il campionato a partire dal 2009.

Quest’anno la FIA e la F1 hanno dato un ulteriore giro di vite, limitando a tre giornate i test pre-stagionali quando, fino allo scorso anno, le giornate a disposizione erano almeno il doppio.

Lo sviluppo della vettura ormai si basa solo su simulazioni, le squadre invece di spendere soldi per provare su pista i nuovi particolari delle monoposto o per svezzare un giovane promettente, lavora esclusivamente su simulatori.

Ma per quanto possano essere delle macchine impeccabili, il simulatore non ti potrà mai dare la stessa sensazione e gli stessi dati che solamente la pista può riprodurre. Un esempio su tutti è l’effetto porpoising riscontrato lo scorso anno con l’introduzione dell’effetto suolo. Nessun team, nessuna galleria del vento e nessun software di simulazione è riuscito a prevedere i saltellamenti generati dalla nuova configurazione aerodinamica delle monoposto, costringendo gli ingegneri a svolgere un lavoro extra nello sviluppo delle monoposto.

E di solito gli aggiornamenti le squadre li provano al venerdì nelle due ore di libere a disposizione, mentre al sabato mattina si dedicano prevalentemente alla simulazione della qualifica.

Le ultime modifiche approvate all’unanimità dai team danno il via ad un nuovo format per i weekend che ospitano le gare sprint. Queste modifiche portano ad una sola ora di prove libere per tutto il fine settimana mentre le sessioni di qualifiche passano a due e serviranno per determinare le griglie di partenza per le due gare del fine settimana.

Fin qui può andare tutto bene perchè le gare sprint sono momentaneamente limitate a tre per tutto il campionato in corso. Momentaneamente… perché le intenzioni di Domenicali, e della F1, è quella di estendere gli eventi sprint in campionato, magari arrivando a copiare quanto visto in MotoGP, ovvero disputare una gara sprint ed una tradizionale ad ogni evento in calendario, con la piccolissima differenza che in MotoGP hanno sacrificato solamente un ora di prove libere (le FP4) mentre la F1, con questa ennesima boiata, si ritroverebbe ad avere solamente un ora di prove per tutto il fine settimana.

Le squadre avrebbero a disposizione pochissimo tempo per provare eventuali evoluzioni alle vetture e se poi ci mettiamo che, per regolamento, devono anche far guidare dei rookie un paio di volte l’anno nelle libere, le ore che possono dedicare allo sviluppo su pista della macchina scenderebbero ancora.

L’impossibilità di provare implicherebbe solamente una cosa, ovvero che chi deve recuperare prestazioni non riuscirà mai a farlo e chi si ritrova tra le mani un progetto azzeccato può già festeggiare il mondiale dopo un paio di gare, con buona pace dello spettacolo, degli ascolti e dell’interesse per questa categoria.

Ma c’è da fare anche un’altra considerazione: queste regole le hanno approvate tutti i team, nessuno escluso, e chi poteva mettere il veto su questa ennesima castroneria si è tirato indietro (vero Ferrari?) e si scorda che proprio il divieto dei test durante il campionato hanno inciso moltissimo sul palmares della Scuderia in questi anni tanto che, dati alla mano, proprio dall’introduzione del veto sulle prove private, a Maranello non arriva un Mondiale. Male che si vuole non duole diceva mia nonna, poi però non lamentatevi se l’interesse per questo Circo cala di anno in anno e vi ritrovate gli autodromi sempre più vuoti e pile di biglietti da vendere…

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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