Red Bull Ring, Silverstone, Hungaroring e Circuit National de SPA-Francorchamps. Quattro GP prima delle sosta estiva che terminerà il 27 agosto. Quattro Gran Premi per capire se a luglio potrà davvero cambiare lo stradominio Verstappen/Red Bull ai vertici della classifica. Difficile lo stravolgimento in chiave costruttori, plausibile, invece, un potenziale avvicendamento in quella piloti, ma solo al secondo posto, dove il testa a testa è una questione Perez-Alonso.
Luglio 2023 sarà uno dei mesi decisivi per il Mondiale, considerando la concomitanza di ben quattro GP in 28 giorni. Le quote disponibili sui siti per scommettere sulla Formula 1 continuano a puntare sull’olandese per la vittoria del titolo. Ma se il futuro anteriore sembra scritto, il futuro prossimo dipende dai prossimi Gran Premi in Austria, Inghilterra, Ungheria e Belgio. Ecco alcune caratteristiche essenziali dei quattro tracciati e le implicazioni che possono condizionare le scuderie in gara.
Circuito decisamente veloce, quello di Spielberg, tra i boschi della Stiria, in Austria. Banco di prova impegnativo per i motori delle vetture: gas aperto per il 65% dei tempi di percorrenza. Il Red Bull Ring ha una lunghezza di circa 306 chilometri, articolato in 71 giri e diversi punti interessanti. Potenza nella prima metà e discesa nella seconda, con le monoposto costrette ad affrontare una serie di curve veloci, tra cui la Rindt a destra. Tre le Drag Reduction System. Nel complesso un tracciato rapido adatto alle alte velocità che esalta le power-unit e mette sotto pressione il sistema frenante. Start in Austria: domenica 2 luglio 2023.
Poco più di 306 chilometri, 17 curve complessive e 52 giri totali: si presenta così l’iconico circuito di Silverstone in UK, altro tracciato con velocità medie tra le più elevate in calendario. Chicane tra la Stowe e la Abbey, accelerazione laterale ai 5 G e alla Copse e cambi di direzione repentini nella sequenza di curve Maggots che impegnano oltremodo l’assetto delle monoposto; è questa la zona nevralgica della pista in cui si guida di abbrivio per percorrere il rettilineo dei box. Intense le sollecitazioni degli pneumatici per tutto il tracciato, minori quelle dei sistemi frenanti. Start in UK: domenica 9 luglio 2023.
Spesso paragonato ad un kartodromo per la mancanza di rettilinei, il tortuoso Hungaroring si presenta con diverse curve in serie e un percorso che obbliga le scuderie a livelli di deportanza “monegaschi”, con telaio ben assestato che sopravanza la potenza, in virtù dei brevi rettilinei. Sfida particolarmente apprezzata da molti piloti perché la chiave di svolta è saper trovare un buon ritmo per ottenere i tempi giusti su giri veloci. Una sola la DRS. Nel complesso, circuito che ostacola il raffreddamento dei freni, punteggiato da poche staccate dure (fra tutte la porzione piuttosto impegnativa dopo il rettilineo principale) e caratterizzata da alto carico aerodinamico. Start a Budapest: domenica 23 luglio 2023.
Tappa fissa di ogni Mondiale, con l’ultima modifica realizzata nel 2007 sulla chicane Bus Stop e tornante Source, il circuito di SPA presenta subito un punto critico in partenza: stretto in entrata, si allarga progressivamente consentendo traiettorie molteplici alle monoposto in gara. La Eau Rouge – Raidillon, seppur addolcita, resta una delle curve più spettacolari dell’intero circus che genera un aumento di temperatura delle gomme del 50%. Due le DRS. Stress meccanico e termico elevato a carico impianti frenanti. Meteo decisamente instabile, quello delle Ardenne: variabile che spesso condiziona un GP del genere. Start in Ungheria: domenica 30 luglio 2023.
Al netto delle caratteristiche tecniche dei prossimi Gran Premi, la battuta di Hamilton su Verstappen è la migliore fotografia che dipinge lo scenario attuale del Mondiale 2023: “Ora vincerebbe anche con una mano sola”. Ma dopo il Canada, segnali incoraggianti sono arrivati anche dalla Ferrari. Positivo Vasseur al termine dei 305 chilometri di Montreal: “Buona gara, il passo c’è”. La Rossa prova a restare agganciata a quello che conta.
