Dopo la shakedown a porte chiuse di Barcellona, l’attenzione del mondo della Formula 1 si sposta ora in Bahrain, sede del primo dei due test ufficiali pre-stagionali del 2026.
Se l’appuntamento spagnolo ha lasciato ancora molte incognite sulla reale gerarchia della griglia, il Bahrain segna il ritorno di media e tifosi a bordo pista, offrendo finalmente un quadro più chiaro di ciò che ci attende nella nuova era regolamentare. In vista dell’inizio dei test, fissato per l’11 febbraio, ecco i principali aspetti da osservare nel corso dei tre giorni.
Meglio i giri completati dei tempi sul giro
Storicamente, i tempi sul giro nei test contano poco. Basti pensare che, nella passata stagione, solo due dei 19 piloti presenti ai test conclusero il campionato nella stessa posizione mostrata in classifica tempi. Non a caso, erano entrambi piloti Mercedes.
I motivi sono molteplici: i carichi di carburante variano, i programmi di lavoro sono differenti e il cosiddetto “sandbagging” – ovvero il nascondere il reale potenziale della vettura – è una pratica diffusa. Quando Carlos Sainz firmò il miglior tempo nei test 2025, ad esempio, Lando Norris (poi campione del mondo) era relegato al 17° posto, probabilmente con un assetto e un peso completamente diversi.
Per questo, il dato più indicativo resta il numero di giri completati, parametro chiave per valutare affidabilità e preparazione. Nel 2025 la Haas fu seconda per chilometri percorsi nei test, appena dietro Mercedes, e concluse la stagione seconda solo a McLaren per giri totali in gara.
Nel 2026 questo aspetto diventa ancora più cruciale: tutti i team utilizzano una power unit completamente nuova. Il riferimento ideale è tra i 300 e i 400 giri complessivi: superare questa soglia rappresenta un ottimo inizio, restarne lontani è invece un campanello d’allarme.
Vernici fluorescenti e aero rake: l’aerodinamica sotto la lente
Durante i test non sarà raro vedere le monoposto ricoperte da una vernice fluorescente, una polvere mescolata a un olio leggero. Con il passare dei giri l’olio evapora, lasciando visibili i flussi d’aria lungo la carrozzeria e offrendo agli aerodinamici un riscontro visivo immediato sul comportamento della vettura.
Altro strumento chiave sono le aero rake, strutture simili a griglie metalliche montate su ali o ruote. Si tratta di una serie di tubi di Pitot che misurano velocità e pressione dell’aria in punti specifici, fornendo dati fondamentali per affinare il pacchetto aerodinamico.
Con un regolamento completamente nuovo, questi strumenti saranno ampiamente utilizzati: nessuna simulazione in galleria del vento può replicare perfettamente le condizioni reali della pista.
Segretezza totale, anche con le telecamere
Nonostante l’era Liberty Media abbia reso la F1 più accessibile che mai, la segretezza resta una costante. La shakedown di Barcellona, disputata senza pubblico né media, ne è stata l’ennesima conferma.
In Bahrain i fotografi torneranno ai box, ma i team continueranno a difendere gelosamente le proprie soluzioni tecniche: pannelli, meccanici-schermo e strategie per nascondere dettagli sensibili saranno all’ordine del giorno.
Anche se l’importanza del fondo è diminuita con l’abbandono dell’effetto suolo, resta una delle aree più protette, senza dimenticare gli “spioni” ufficiali di ogni squadra, pronti a immortalare ogni dettaglio delle monoposto rivali.
I run plan come indicatore di preparazione
I team comunicano quali piloti scenderanno in pista e quando, ma raramente rivelano i dettagli dei programmi di lavoro. Proprio per questo, osservare il tipo di run diventa fondamentale.
A Barcellona, la Mercedes ha impressionato avviando simulazioni di gara già nelle prime fasi, segnale di una vettura solida e affidabile. Un aspetto sottolineato anche da James Vowles, che ha ricordato la tradizione del team di Brackley nel partire forte a ogni nuovo ciclo regolamentare.
In Bahrain sarà quindi interessante capire chi riuscirà a effettuare long run e race sim, soprattutto nei primi giorni: un chiaro indizio di fiducia nella propria macchina.
Boost, overtake e ricarica: la nuova era dell’ibrido
Uno degli elementi più attesi è il debutto operativo della batteria più grande e dei nuovi sistemi di gestione dell’energia. Boost, overtake e ricarica saranno centrali nel 2026, ma finora se ne è solo parlato.
Dopo un primo assaggio a Barcellona, in Bahrain le on-board camera e le helmet cam offriranno finalmente una visione concreta di come i piloti utilizzeranno queste tecnologie in pista. Nonostante non si tratti di gare vere e proprie, i test rappresenteranno il primo banco di prova reale per una delle rivoluzioni tecniche più importanti della Formula 1 moderna.
Il conto alla rovescia è finito: il Bahrain è pronto a svelare, almeno in parte, il volto della F1 del futuro.
