Lewis Hamilton frena gli entusiasmi sulla nuova generazione di monoposto di Formula 1 e compie una vera e propria marcia indietro nel suo giudizio sulle vetture 2026. Dopo averle inizialmente promosse al termine dello shakedown a porte chiuse di Barcellona, il sette volte campione del mondo ha espresso forti perplessità al termine della prima giornata dei test ufficiali pre-stagionali in Bahrain, disputata mercoledì.
Al volante della sua nuova Ferrari, Hamilton ha descritto sensazioni molto diverse rispetto a quelle provate in Catalogna. «La macchina è più corta, più leggera ed è più facile da controllare», ha spiegato il britannico. «È anche divertente, sembra quasi di guidare una vettura da rally. Ma al momento siamo molto lenti, sembra quasi di andare più piano della Formula 2».
Secondo Hamilton, le condizioni ambientali hanno inciso in modo determinante sulle difficoltà emerse in Bahrain. «A Barcellona non era andata male, qui invece c’è molto vento e fa molto più caldo. Trovare il giusto bilanciamento è complicato e credo che tutti stiano faticando», ha sottolineato.
Il pilota Ferrari ha poi puntato il dito su uno degli aspetti più discussi del nuovo regolamento: la gestione dell’energia. «A Barcellona, in un giro di qualifica, devi fare anche 600 metri di lift and coast. Questo non è il vero spirito delle corse», ha dichiarato, lasciando trasparire una certa frustrazione.
Non meno critico il giudizio sulla complessità tecnica delle nuove regole, in particolare per quanto riguarda aerodinamica attiva e sistemi di recupero e utilizzo dell’energia. «I tifosi non capiranno nulla», ha affermato Hamilton. «È tutto estremamente complesso, quasi in modo assurdo. Servirebbe una laurea per comprendere davvero ogni dettaglio».
Il 41enne ha spiegato come alcuni sistemi siano in parte automatizzati e in grado di adattarsi allo stile di guida del pilota, ma anche come piccoli errori possano influenzarne il funzionamento. «Se blocchi una ruota o vai lungo, percorri più distanza e questo incide sull’algoritmo. Stiamo cercando di capirlo, ma siamo tutti nella stessa barca».
Nessun giudizio affrettato
Hamilton, che non ha mai nascosto le difficoltà incontrate nell’era a effetto suolo tra il 2022 e il 2025, era tra i piloti più favorevoli al cambio regolamentare. Tuttavia, nonostante le aspettative secondo cui le F1 2026 possano adattarsi meglio al suo stile di guida, il britannico invita alla cautela.
«È troppo presto per giudicare», ha ribadito. «Stiamo ancora lavorando sulla vettura di base: gomme, aerodinamica, altezza da terra, bilanciamento meccanico. Non abbiamo ancora ottimizzato nulla».
Il vento forte, una costante della prima giornata di test in Bahrain, ha ulteriormente complicato il lavoro. «È il Bahrain più ventoso che io ricordi. Il primo giorno di test, soprattutto al mattino, non è mai rappresentativo».
La conclusione, però, resta in equilibrio tra critica e speranza: «Oggi non è stato piacevole, ma in generale continuo a pensare che sia una macchina più divertente da guidare. Per i giudizi definitivi, però, servirà tempo».
