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Leclerc avverte: “Mercedes nasconde il suo vero potenziale”. Ferrari cauta dopo i test in Bahrain

Il primo banco di prova della Formula 1 2026 lascia più interrogativi che certezze. Nei tre giorni di test pre-stagionali in Bahrain, i valori in pista si sono rivelati difficili da decifrare, con Ferrari, Mercedes e McLaren stabilmente nelle posizioni di vertice, mentre il gioco delle parti ha preso il sopravvento tra dichiarazioni prudenti e sospetti di prestazioni volutamente celate.

A lanciare l’allarme è stato Charles Leclerc, che non ha nascosto i suoi dubbi sulla reale forza della Mercedes. Secondo il monegasco, le Frecce d’Argento starebbero nascondendo “una quantità enorme” di prestazione ai rivali, approfittando delle nuove e complesse possibilità offerte dal regolamento 2026.

Un sospetto che non nasce dal nulla. Nonostante i tempi sul giro dicano che la Mercedes ha chiuso il venerdì al comando con Andrea Kimi Antonelli e George Russell, nel paddock si parla apertamente di “sandbagging”. Leclerc, interpellato sul tema, ha indicato una differenza di approccio tra i top team: la Red Bull Racing avrebbe mostrato qualcosa in più, apparendo già molto competitiva, mentre Mercedes avrebbe scelto di tenere nascosto il proprio vero potenziale.

In casa Ferrari, il bilancio dei test è incoraggiante ma improntato alla cautela. La Scuderia ha chiuso il venerdì con il terzo tempo grazie a Lewis Hamilton, nonostante uno stop tecnico negli ultimi dieci minuti di attività. Al netto dell’inconveniente, chilometraggio e affidabilità sono stati giudicati positivi, tanto che nel paddock sono circolate voci su una power unit rimasta invariata fin dallo shakedown di Barcellona.

Leclerc, però, invita a non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo: con i nuovi sistemi introdotti dal regolamento 2026, le variabili da gestire sono aumentate in modo esponenziale. Se in passato bastavano pochi accorgimenti per mascherare il potenziale di una vettura, oggi le possibilità sono molte di più, rendendo quasi impossibile stabilire gerarchie definitive.

Un punto fermo, secondo il pilota Ferrari, riguarda l’affidabilità, aspetto in cui il Cavallino sembra partire con il piede giusto. Ma la vera risposta arriverà solo quando le carte saranno finalmente scoperte: la prestazione pura, come sempre, resta il giudice supremo. E per ora, in Bahrain, nessuno sembra intenzionato a mostrare davvero tutto.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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