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Aston Martin in crisi nei test F1 2026: “Siamo 4 secondi indietro”, ammette Mike Krack

La Aston Martin lancia l’allarme dopo un avvio di test pre-stagionali ben al di sotto delle aspettative. A dirlo senza giri di parole è Mike Krack, che ammette come la squadra britannica “non sia al livello” dei principali rivali in vista della nuova era regolamentare.

Le profonde modifiche tecniche introdotte per il 2026 hanno rimescolato le carte in griglia, ma se la gerarchia definitiva è ancora tutta da scrivere, un dato sembra già evidente: il team di Silverstone accusa un ritardo significativo. I problemi sono iniziati già nei mesi scorsi, con il programma in galleria del vento partito con quattro mesi di ritardo, un intoppo che ha avuto ripercussioni sull’intero sviluppo della monoposto.

Il debutto in pista è avvenuto solo al quarto giorno dello shakedown collettivo di Barcellona, e anche i test in Bahrain non hanno sorriso alla squadra. Lance Stroll ha completato appena 36 giri nella prima giornata a causa di un problema alla power unit, prima di perdere gran parte del terzo giorno per un guasto meccanico. Meglio è andata a Fernando Alonso, autore di 98 tornate, ma con il secondo tempo più lento della sessione. Lo stesso Stroll ha parlato apertamente di un distacco nell’ordine dei quattro secondi.

Parole che trovano conferma nelle dichiarazioni di Krack. “Abbiamo imparato che c’è molto lavoro da fare”, ha spiegato il dirigente. “Abbiamo una nuova vettura, un nuovo pacchetto e nuovi partner da integrare. Non siamo ancora al livello degli altri, ma crediamo che il potenziale ci sia e dobbiamo lavorare per esprimerlo”.

Le difficoltà sorprendono, soprattutto alla luce delle ambizioni dichiarate alla vigilia. George Russell aveva indicato Aston Martin come possibile outsider capace di inserirsi tra le cosiddette “big four”: McLaren, Mercedes, Red Bull Racing e Ferrari.

A rafforzare le aspettative c’erano l’arrivo del geniale progettista Adrian Newey al vertice tecnico e la partnership ufficiale con Honda, oltre ai massicci investimenti del proprietario Lawrence Stroll. Tuttavia, come dimostra la storia della Formula 1, il talento e le risorse non bastano a garantire risultati immediati.

Anche l’ambasciatore del team, Pedro de la Rosa, non nasconde la realtà: “Siamo chiaramente indietro. Quando perdi tre, quattro o cinque secondi significa che il problema riguarda l’intero pacchetto. Non è una singola area, ma un insieme di fattori”.

A Silverstone si lavora già per individuare e correggere le criticità, ma nessuno si illude che la rimonta possa essere immediata. “Non sarà un lavoro da cinque minuti”, ha ammesso de la Rosa. “Serviranno tempo, analisi e ottimizzazione. Però abbiamo le persone e le risorse per reagire. Siamo molto meglio preparati rispetto al passato per invertire la rotta”.

L’inizio è in salita, dunque, ma in casa Aston Martin resta la convinzione che il potenziale per risalire la china esista. La stagione dirà se le ambizioni potranno trasformarsi in realtà o se il nuovo corso dovrà attendere ancora prima di dare i suoi frutti.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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