Danilo Petrucci vede ampi margini di crescita nella BMW M1000 RR: secondo il pilota ternano, oltre il 50% del potenziale della moto è ancora da esprimere.
Il portacolori BMW ha chiuso l’ultima giornata di test prestagionali del Campionato del Mondo Superbike a Phillip Island in 12ª posizione, a quasi tre decimi dal compagno di squadra Miguel Oliveira. Per Petrucci si è trattato della prima vera occasione di lavorare in condizioni di asciutto costante con la BMW M1000 RR dopo il debutto dello scorso novembre, considerando che la pioggia aveva pesantemente limitato i test di gennaio a Jerez e Portimão.
«È stato davvero bello finalmente scendere in pista con il bel tempo», ha commentato il pilota italiano. «Il percorso è stato lungo perché questa moto è molto buona ma anche molto diversa da quella a cui ero abituato. All’inizio ero un po’ in difficoltà, poi passo dopo passo ci stiamo avvicinando e non siamo lontani dalla top five».
Petrucci intravede già la possibilità di inserirsi stabilmente nella top ten in gara, pur sottolineando di essere ancora lontano dal conoscere a fondo la moto. «Non la conosco ancora bene, mi serve un po’ di tempo. Con la mia stazza ho sempre bisogno di qualcosa di diverso, magari uno o due giorni in più per sistemare la geometria. Ma sono fiducioso. Useremo questa gara come un test: sono contento, anche se non soddisfatto perché non siamo neanche al 50% del potenziale».
Dal punto di vista tecnico, il ternano ha iniziato a comprendere i punti di forza della M1000 RR, individuandoli soprattutto nelle staccate violente. «È una moto molto stabile, eccezionale in frenata. L’erogazione aiuta tantissimo: da fuori sembrava “urlare” come una Formula 1, ma in realtà quando la guidi la potenza è fluida e dolce, e questo ti permette di frenare forte. È una moto fatta per staccare duro, girare e accelerare».
Tuttavia, il layout di Phillip Island non valorizza pienamente queste caratteristiche. «Qui ci sono solo due punti dove si frena davvero forte; il resto sono curve lunghe e veloci. E proprio lì al momento faccio più fatica».
Le difficoltà maggiori emergono infatti nei curvoni veloci, in particolare nelle pieghe a sinistra come la 2, la 6, la 9 e l’ultima curva del tracciato australiano. «Non sento la moto girare come vorrei nelle curve lunghe. Servono tanta capacità di inserimento e tanta forza per farla chiudere, e al momento non riesco a “godermi” questo tipo di curva».
L’obiettivo, almeno in questa fase, resta comunque realistico: niente proclami da podio, ma solidità e punti. «Non puntiamo al podio. Il target è essere costanti, sicuri e raccogliere più punti possibile. Poi avremo un altro test e una gara a Portimão, e da lì potremo iniziare a essere più competitivi».
La strada è ancora lunga, ma Petrucci è convinto: il potenziale della BMW è grande e, una volta trovato il giusto equilibrio, la top five potrà diventare un obiettivo concreto.
