I test pre-stagionali di Formula 1 in Bahrain si chiudono con più ombre che luci per Aston Martin e per il suo partner motoristico, la Honda Racing Corporation. Il costruttore giapponese ha infatti riconosciuto apertamente di non essere soddisfatto né delle prestazioni né dell’affidabilità della power unit, al termine di una settimana complicata sul circuito di Sakhir.
L’ultima giornata di test è stata particolarmente difficile per il team britannico: problemi tecnici alla power unit e alla batteria hanno ridotto drasticamente il chilometraggio, con Lance Stroll costretto a fermarsi dopo appena sei giri. Una conclusione amara che ha compromesso il programma di lavoro previsto e acceso un primo campanello d’allarme in vista dell’inizio della stagione.
Dal box Honda è arrivata una valutazione chiara e senza giri di parole. Il direttore generale in pista e capo ingegnere, Shintaro Orihara, ha spiegato come l’obiettivo principale dei test fosse accumulare chilometri, verificare l’affidabilità della nuova unità motrice e raccogliere dati. Un traguardo centrato solo in parte.
«Non siamo contenti delle nostre prestazioni e della nostra affidabilità in questo momento», ha ammesso Orihara. «Abbiamo identificato un problema nella giornata di giovedì che ha avuto conseguenze anche venerdì, limitando il nostro programma a causa della mancanza di pezzi di ricambio».
Nonostante le difficoltà, Honda ha sottolineato il lavoro congiunto in corso tra Giappone e Regno Unito per trovare rapidamente una soluzione. L’obiettivo è arrivare al primo appuntamento stagionale con una power unit più solida e competitiva.
Con il Mondiale 2026 pronto a prendere il via tra due settimane dal Gran Premio d’Australia, Aston Martin e Honda sono chiamate a una rapida reazione. I test non emettono sentenze definitive, ma il messaggio arrivato dal Bahrain è chiaro: c’è ancora molto lavoro da fare prima di poter ambire a risultati di vertice.
