Nel paddock della MotoGP cresce l’interesse attorno a una nuova soluzione aerodinamica introdotta da Aprilia sulla RS-GP. Il dispositivo, ispirato concettualmente al celebre sistema “F-Duct” utilizzato in F1 oltre un decennio fa, resta avvolto dal riserbo tecnico, ma secondo il CEO Massimo Rivola non vi sono dubbi sulla sua conformità regolamentare.
L’attenzione degli osservatori si concentra su due piccole prese d’aria collocate sopra l’ala anteriore della RS-GP, collegate tramite canalizzazioni interne a due aperture laterali posizionate ai lati del pilota, sotto l’area dei gomiti quando il rider assume la posizione raccolta sul rettilineo. Le uscite presentano inoltre un bordo in gomma, dettaglio che ha alimentato diverse ipotesi sul funzionamento del sistema.
Secondo alcune interpretazioni tecniche, tale soluzione consentirebbe al pilota di modificare o sigillare parzialmente il flusso d’aria con la posizione del corpo, influenzando il comportamento aerodinamico della moto nei tratti ad alta velocità. Tra le possibili funzioni ipotizzate vi sono la gestione del raffreddamento, la riduzione della resistenza aerodinamica o addirittura un effetto di stallo controllato dell’ala anteriore, analogamente al principio del F-Duct originario.
Rivola non ha confermato la funzione specifica del sistema, ma ha ribadito la sua piena regolarità:
“È perfettamente legale, quindi sono assolutamente tranquillo.”
Il regolamento della MotoGP vieta infatti i dispositivi aerodinamici mobili, ma la definizione riguarda esclusivamente componenti attivamente regolabili o deformabili sotto carico. Una soluzione che sfrutti invece l’interazione tra posizione del pilota e flusso d’aria può rimanere entro i limiti normativi.
Il manager italiano ha inoltre lasciato intendere che la soluzione potrebbe essere replicata dai concorrenti:
“Non sarebbe la prima volta che qualcuno copia una nostra idea.”
L’impatto del lavoro aerodinamico di Aprilia è apparso evidente durante il Thai Grand Prix 2026, dove Marco Bezzecchi ha conquistato una vittoria dominante e la casa di Noale ha piazzato quattro moto nelle prime cinque posizioni. L’unico pilota capace di inserirsi tra le RS-GP è stato Pedro Acosta.
Secondo Rivola, il risultato è frutto di un approccio metodico allo sviluppo:
“Abbiamo spinto molto sul lato aerodinamico. Alla fine la differenza è fatta da piccoli dettagli.”
Il dirigente ha inoltre sottolineato i progressi nei modelli di simulazione e nella correlazione tra CFD e galleria del vento, elementi che permettono di introdurre nuovi pacchetti aerodinamici con maggiore sicurezza e comprensione da parte dei piloti.
Va ricordato che il regolamento MotoGP consente ai costruttori una sola evoluzione aerodinamica durante la stagione, limite che potrebbe rallentare eventuali tentativi di replica da parte dei rivali. Un’eccezione riguarda Yamaha Motor Company, che grazie allo status di concessione può introdurre due aggiornamenti aerodinamici nel corso dell’anno.
L’effettivo funzionamento del sistema Aprilia rimane dunque uno dei temi tecnici più intriganti della stagione, destinato probabilmente a generare ulteriori analisi e possibili sviluppi nel corso del campionato.
