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I calciatori con la passione per le quattro ruote: le auto sportive più importanti per i fenomeni del pallone

Il rapporto tra i vari sport è complesso, anche se molto spesso i legami che si vengono a creare rappresentano un qualcosa di unico, anche in maniera extra sportiva. Per esempio, non è raro vedere calciatori importantissimi, che incidono su fattori come campionati o quote champions league grazie alla loro bravura, acquistare macchine di lusso o nuovi modelli di riferimento.

Ma quali sono state (e quali continuano a essere) le preferenze dei calciatori a riguardo?

Le auto più acquistate dai calciatori famosi

La marca che più di tutte sembra avere un posto fisso nell’immaginario dei fuoriclasse è Ferrari. Non soltanto perché rappresenta il simbolo più classico della supercar italiana, ma perché nei garage dei calciatori appare in forme molto diverse: granturismo eleganti, V8 da pista, modelli celebrativi, persino SUV ad altissime prestazioni. Cristiano Ronaldo viene associato da anni a diversi modelli Ferrari all’interno di una collezione vastissima; David Beckham ha avuto fra le sue auto più note una 550 Maranello; Lionel Messi è stato collegato alla F430 Spider e a più Maserati/Ferrari di taglio sportivo; Karim Benzema è stato visto con Ferrari come la 458 Spider e la 488 Pista; Mbappé viene spesso associato alla 488 Pista e alla SF90; Aubameyang ha posseduto più Ferrari, inclusa la rarissima LaFerrari. Questo non prova in senso statistico assoluto che Ferrari sia “la più acquistata” da tutti i calciatori del pianeta, ma mostra che è la sportiva che ritorna con maggiore continuità nei garage dei nomi più celebri.

Il motivo è semplice: Ferrari offre il mix che più seduce un atleta di élite. C’è il prestigio storico del marchio, c’è la teatralità del design, ma c’è anche una gamma capace di coprire personalità diverse. Chi vuole l’oggetto estremo punta a serie limitate o versioni speciali; chi preferisce una sportiva da usare più spesso sceglie berlinette o spider relativamente più “vivibili”. La 296 GTB, per esempio, incarna bene questa evoluzione: è una berlinetta ibrida plug-in da 830 cavalli, con prestazioni da supercar e una fruibilità più ampia rispetto alle auto più radicali del marchio. Per un calciatore moderno, che vuole status ma anche tecnologia e immagine contemporanea, è esattamente il tipo di formula vincente.

Subito dietro Ferrari, e in certi ambienti quasi alla pari, c’è Lamborghini. Se Ferrari comunica tradizione, Lamborghini comunica impatto. È il marchio perfetto per chi vuole arrivare, letteralmente, facendosi notare. Aubameyang è probabilmente uno dei casi più rappresentativi: la sua collezione documentata comprende più Lamborghini, oltre a Ferrari e Porsche. Benzema ha avuto Urus, Aventador e modelli ancora più recenti; Ronaldo ha posseduto Lamborghini accanto a Bugatti e Ferrari; Neymar e altri top player sono spesso associati al brand di Sant’Agata. Dentro questo universo, il modello che ha allargato davvero il bacino dei calciatori è la Urus: non è una supercar in senso tradizionale, ma un SUV ad altissime prestazioni che permette di mantenere l’aura Lamborghini con una praticità molto superiore. È proprio questo equilibrio a renderla una delle auto “da calciatore” più ricorrenti degli ultimi anni.

Se Ferrari e Lamborghini dominano la sfera dell’ostentazione, Porsche occupa quella del gusto più razionale. È meno vistosa, ma compare spesso nelle collezioni importanti. Ronaldo è stato legato anche a Porsche; Aubameyang possiede una Porsche accanto alle sue Ferrari e Lamborghini; Lewandowski viene associato a una 911 Speedster e a una Cayenne GTS; molti altri calciatori hanno avuto almeno una 911 o una Panamera in garage. Il punto forte di Porsche è la sintesi: immagine premium, prestazioni elevatissime, affidabilità percepita e una guida meno “teatrale” ma più precisa. La 911 Turbo S resta il manifesto di questa filosofia. In altre parole: meno scenografia, più sostanza. Ed è proprio per questo che piace molto a chi ha già tutto e non ha bisogno di urlarlo ogni volta.

Un gradino sotto, ma comunque molto presenti, ci sono Mercedes-AMG e McLaren. Mercedes-AMG intercetta i giocatori che vogliono una sportiva potente ma meno “esotica”, più utilizzabile nella vita quotidiana, spesso anche in versioni ad alte prestazioni della gamma GT. McLaren, invece, conserva un fascino più tecnico, quasi da intenditori: meno diffusa di Ferrari e Lamborghini, ma abbastanza presente nei garage di chi cerca esclusività diversa dal solito duopolio italiano. Anche qui il principio è lo stesso: il calciatore famoso non compra soltanto velocità, compra un linguaggio. Ferrari dice leggenda, Lamborghini dice spettacolo, Porsche dice precisione, AMG dice forza utilizzabile, McLaren dice tecnologia da pista.

C’è poi un elemento che spesso altera la percezione pubblica: le sponsorizzazioni dei club. Per anni, per esempio, i giocatori di Barcellona e Real Madrid hanno ricevuto auto Audi nell’ambito di accordi ufficiali. Questo però racconta soprattutto il lato aziendale dell’automobile nel calcio, non la passione privata. Quando i giocatori scelgono liberamente e spendono di tasca propria, il baricentro torna quasi sempre sulle sportive italiane e su Porsche.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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