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Aston Martin in crisi: vibrazioni preoccupano la FIA e frenano Alonso

L’inizio della stagione di Formula 1 2026 ha già un protagonista negativo: l’Aston Martin. Dopo le prime due tappe in Australia e Cina, il progetto guidato dal team britannico si è rivelato molto più problematico del previsto, nonostante le grandi aspettative nate a Barcellona attorno alla cosiddetta “Mamba Nera”, frutto del genio progettuale di Adrian Newey.

Dall’entusiasmo iniziale si è passati rapidamente a una situazione in caduta libera. Una pre-stagione complicata, le incertezze nei rapporti tra Newey e Honda e, soprattutto, un problema tecnico dominante: le forti vibrazioni della power unit giapponese, accompagnate da una evidente carenza di prestazioni.

Si tratta di due criticità distinte, ma strettamente legate. Come ha spiegato il responsabile tecnico Mike Krack, le vibrazioni incidono soprattutto sull’affidabilità e non direttamente sulla performance. Tuttavia, senza risolverle diventa impossibile anche solo completare long run competitivi: senza continuità in pista, i risultati non possono arrivare.

Allarme sicurezza: la FIA osserva

La questione è ormai finita sotto la lente della FIA. Nonostante i progressi fatti da Honda rispetto ai test invernali, la monoposto non è ancora in grado di coprire l’intera distanza di gara.

Il caso più evidente si è verificato in Cina, quando Fernando Alonso è stato costretto a sollevare le mani dal volante durante la corsa per il forte disagio causato dalle vibrazioni. Già dal ventesimo giro la situazione appariva critica e, nonostante i tentativi di intervento tramite regolazioni del motore e cambi di marcia, lo spagnolo ha dovuto ritirarsi poco dopo metà gara.

Un episodio che ha acceso i riflettori anche sul piano della sicurezza. Secondo il portale specializzato Formula Tecnica, la Federazione sta analizzando nel dettaglio i dati di telemetria delle vetture di Alonso e Lance Stroll per valutare eventuali rischi per i piloti.

Possibili interventi e nodo Suzuka

Gli scenari futuri dipenderanno proprio da queste analisi. La FIA potrebbe proseguire il monitoraggio già dal prossimo Gran Premio del Giappone e intervenire qualora il problema persista. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbero limitazioni tecniche imposte al team o, nel caso più estremo, il fermo delle monoposto.

Una prospettiva che renderebbe ancora più difficile l’avvio di stagione per Aston Martin. Il team guarda però a Suzuka, gara di casa per Honda, come a un possibile punto di svolta. L’obiettivo minimo è riuscire finalmente a superare il limite dei 30 giri completati senza problemi, una soglia che finora si è rivelata invalicabile.

Solo dopo aver risolto le vibrazioni si potrà pensare alla prestazione pura: un motore ancora poco potente resta un limite, ma il telaio viene considerato tra i migliori della griglia. La stagione di Aston Martin, però, dipende tutta da qui.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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