La pausa estiva della Formula 1 si apre tra amarezze e forti preoccupazioni in casa Haas. Il Gran Premio d’Ungheria ha certificato il momento di profonda crisi della scuderia americana, scivolata in fondo al gruppo e superata persino dall’Aston Martin, fino a ieri cenerentola del circuito ma rinata all’Hungaroring grazie a un corposo pacchetto di aggiornamenti.
Con Lance Stroll e Fernando Alonso capaci di risalire fino alla 13ª e 14ª posizione — dopo che lo spagnolo era riuscito sabato a superare il taglio del Q1 per la prima volta in stagione —, in casa Haas il bilancio è disastroso. Ollie Bearman ha chiuso ultimo tra i piloti classificati, staccato di ben due giri dal vincitore.
«Un weekend orribile»
Il giovane pilota britannico non ha nascosto l’amarezza per un fine settimana nato male in qualifica e finito peggio in gara. «È davvero doloroso», ha ammesso senza mezzi termini Bearman. «Questo risultato dimostra quanto stiamo faticando in questo momento. L’Hungaroring è una pista da alto carico con rettilinei brevi che si adattava particolarmente a loro, ma per noi resta un durissimo campanello d’allarme: dobbiamo assolutamente alzare il livello».
A pesare come un macigno sulle ambizioni della Haas è la mancanza di continuità e di risorse. Unica scuderia della griglia a spingersi persino al di sotto del tetto del cost cap, la squadra non sta riuscendo a sostenere il ritmo degli sviluppi imposto dalla concorrenza.
Mistero carico aerodinamico
Oltre alla lentezza negli aggiornamenti, il box Haas deve fare i conti con un’imprevedibilità tecnica che sta sfiancando i propri piloti. «Ho dato il massimo per estrarre tutto dalla vettura, ma il feeling in macchina non ha nulla a che vedere con quello di Spa», ha spiegato Bearman. «Sulla mia monoposto stiamo riscontrando perdite enormi di carico aerodinamico rispetto al Belgio e nei confronti della vettura di Esteban [Ocon]. È un terno al lotto: se ti capita la macchina giusta fai un weekend discreto, altrimenti ti attende un’agonia. E per noi a Budapest è stata un’agonia lunghissima».
Ombre sul rientro dalla pausa
La prospettiva per il prosieguo del campionato non lascia dormire sonni tranquilli a Banbury. Se la Cadillac di Valtteri Bottas si augura che il riscatto Aston Martin sia stato solo un exploit legato ai velenosi tortuosi dell’Hungaroring, l’imminente debutto della nuova power unit Honda — collaudata proprio nei giorni scorsi a Budapest durante un filming day — rischia di scavare un solco definitivo a favore del team britannico già dal prossimo appuntamento a Zandvoort.
