Abituato a dominare e a salire sul gradino più alto del podio nel Mondiale Superbike – dove ha conquistato ben tre titoli iridati –, l’impatto con la MotoGP si sta rivelando una lezione di pazienza per Toprak Razgatlioglu. Il fenomeno turco, approdato quest’anno nel Motomondiale in sella alla Yamaha del team Pramac, sta facendo i conti con una stagione d’esordio complessa, segnata dalle inevitabili difficoltà di adattamento.
Dopo 11 Gran Premi, i numeri raccontano una realtà distante dalle ambizioni della vigilia: 21° posto in classifica generale con soli 12 punti all’attivo e un 11° posto in Ungheria come miglior piazzamento stagionale. Lo scoglio principale resta il feeling con lo pneumatico anteriore Michelin, ben diverso dalle coperture Pirelli con cui il talento di Alanya ha costruito i suoi trionfi tra le derivate di serie.
«Un anno di apprendimento, ma la mente soffre»
«Sono un pilota nato per vincere», ha raccontato Toprak ai canali ufficiali della MotoGP. «Sapevo che il primo anno nella classe regina non sarebbe stato una passeggiata, ma a volte ci si dimentica che questa è una stagione di puro apprendimento. Quando cerchi costantemente il risultato e non lo trovi, è inevitabile demoralizzarsi. Se la preparazione fisica è fondamentale, il lato mentale lo è ancora di più: mantenere alta la motivazione rende tutto meno pesante».
Nonostante i risultati fatichino ad arrivare, l’umiltà e la classe pura del pilota rimangono intatte. Tra chi lavora al suo fianco nel box, come il capotecnico Alberto Giribuola, la stima è immutata: il tecnico ha definito lo stile di guida del turco come «a tratti pura magia».
Riferimento Yamaha per il 2027
L’apprendistato di Razgatlioglu è destinato ad assumere un valore strategico incalcolabile in vista del 2027. Con la rivoluzione tecnica dei motori da 850cc e il totale stravolgimento della rosa piloti di Iwata – che vedrà gli arrivi di Jorge Martín e Ai Ogura nel team ufficiale e il probabile innesto del giovane Izan Guevara in Pramac –, Toprak si ritroverà a essere l’unico pilota della casa giapponese a vantare una continuità di lavoro sulla M1. Un ruolo di guida centrale per il futuro, mentre la MotoGP si prepara a riabbracciare dal 2027 proprio le forniture Pirelli, a lui tanto care.

Purtroppo la moto è una merda