Le squadre devono affrontare un grosso problema economico, dovuto ad un calo delle entrate derivanti dai diritti commerciali della F1 e che è la conseguenza di questo stop forzato della stagione.
La AlphaTauri, ex Toro Rosso ha già fatto i conti di quanto ammonta questa perdita e il team di Faenza pensa che ci sia una grave perdita per ogni evento non disputato.
I contratti delle squadre con la FOM, la società che detiene i diritti di immagine della F1, sono stipulati in modo tale che le perdite siano direttamente proporzionali alle gare non disputate, poichè l’importo concordato viene ridotto.
Secondo la Toro Rosso, per ogni gara non disputata il team non incassa circa 1,5-2 milioni di euro e vuol dire che fino ad oggi sono mancati nelle casse del team circa 6 milioni di euro. E se la situazione non dovesse migliorare e le corse non dovessero riprendere entro l’estate, questa situazione diventerebbe molto dolorosa per i team
“Se inizieremo a correre a luglio, scenderemo con un occhio nero”, ha spiegato Franz Tost. “Se così non fosse, le cose diventeranno molto critiche. Se non succede nulla per tutto l’anno, sarà una questione molto critica. Se non ottieni alcun reddito, è ovviamente un disastro economico.”
I team di F1 stanno discutendo con la FIA e Liberty per abbassare il livello dei costi. Per Tost è chiaro che la piattaforma finanziaria di F1 deve cambiare per rendere le cose più sostenibili a lungo termine.
“Non possiamo continuare a tenere questo livello di spese in questo momento. Un esempio: è ancora necessario per noi avere così tante persone in galleria del vento come adesso? Dobbiamo vedere quali gare facciamo e quali saranno le entrate finanziarie che avremo. E gli sponsor? Rimarranno o oppure se ne andranno? E come sarà l’intera situazione economica?”
Il monito della AlphaTauri, attraverso le dichiarazioni di Tost, fa eco alle voci sollevate nei giorni scorsi da Williams ed Haas. La situazione è molto ma molto critica per tutta la Formula 1 e senza una soluzione concreta, mirata al contenimento dei costi ma anche alla possibilità di iniziare questo campionato, mette a rischio l’esistenza futura di molte squadre e quindi anche della Formula 1 stessa.
