La Mini, nata agli inizi degli anni 2000 come prima riuscita operazione nostalgia automobilistica, si è evoluta nel tempo andando a creare una gamma di prodotti che vanno a coprire ogni esigenza dell’automobilista del nuovo millennio senza rinnegare la sua anima originale. La Countryman è il chiaro esempio di come portare il glamour anche nel segmento delle SUV/crossover compatte, ma è tempo do guardare al futuro. Una linea elettrificata è già imminente, ma nel frattempo per la versione a ruote alte il costruttore appartenente alla gamma BMW ha sfruttato le conoscenze tecniche della casa bavarese per creare un ponte tecnologico tra l’alimentazione benzina ed full elettrico utilizzando la tecnologia PHEV per Countryman ovvero l’ibrido benzina-elettrico plug in. Il modello in prova è la Mini Countryman Cooper S E All4 Hype. Dal punto di vista estetico la versione green della Cooper S, cambia per dettagli come le modanature rosse sostituite da quelle verdi e l’inserto laterale che diventa lo sportellino per la presa di ricarica indicata dal logo dedicato.
Anche gli interni non cambiano di molto nell’impostazione e design della plancia che appare come la Mini Countryman di sempre. Unica vera differenza è il sistema di multimediale centrale che comprende una serie di informazioni aggiuntive molto utili e funzionali per la gestione del sistema di propulsione ibrida. Che ci si trova a guidare una vettura di tipo premium è dato dalla qualità dei materiali impiegati per gli arredi di ottima fattura anche nelle zone più nascoste ed assemblati con certosina cura tipicamente teutonica senza rinunciare allo stile. Il posto guida conferma la vocazione sportiva della Countryman nonostante sia una vettura a baricentro alto, si può adottare diversi stili di guida adattandosi ad ogni taglia senza difficoltà. Lo spazio a bordo è buono sia davanti che dietro dove trovano posto senza troppa difficoltà tre passeggeri. Diverso il discorso per il bagagliaio che rimane piuttosto piccolo a causa della presenza nel pozzetto inferiore della batteria.
Su strada la visibilità è buona sia davanti che dietro potendo contare su sensori e retrocamera. Sulle buche ed in off road leggero la Countryman è sufficientemente morbida dovendo coniugare aspetti come la comodità dei passeggeri con la vocazione sportiva del modello. Ora veniamo alla parte più interessante della Countryman PHEV. L’unità propulsiva è con ricarica esterna e ricalca quanto visto su modelli BMW. Motore endotermico da 1.5 litri Turbo da 136cv con cambio automatico steptronic a sei marce ed un motore elettrico posizionato sull’asse posteriore di 87cv per un totale di 224cv e 385Nm La capacità di carica della batteria è di 7,6kW/h per una percorrenza che può arrivare a 40km in modalità full hybrid. In sostanza il power train Mini, è molto simile per concetto a due modelli già testati in passato la Volvo XC60 T8R Hybrid centrata sulle massime prestazioni con un occhio all’efficienza, e l’Audi A3 E-tron più incline invece a migliorare i consumi senza perdere troppo in prestazioni. La Mini Countryman Cooper S E si posiziona giusto nel mezzo provando a far coincidere entrambi gli scopi.
Le prestazioni sono di buon livello con un’accelerazione discreta appena al di sotto dei 7 secondi nello scatto da 0-100km/h. Il motore elettrico spinge da subito con la sua forte coppia ma molto del merito va al piccolo 1.5 litri benzina che quando raccoglie il testimone continua a spingere in modo consistente senza pause fino a limite dei giri. L’aiuto del motore elettrico si percepisce in modo importante ancora più in ripresa,grazie anche alla buona risposta del cambio automatico. La Mini schizza riprende dalle basse velocità annullando di fatto il peso aggiuntivo dovuto al sistema di propulsione elettrico e della sua batteria. In definitiva schiacciare sull’acceleratore finche la batteria ha energia da elargire è un vero piacere. Eh si, il giochino funziona finche la batteria resta carica. Intendiamoci, la Mini non ha solo la ricarica esterna, ma anche un sistema frenata rigenerativa che funziona in modo meno efficiente rispeto ai Full Hybrid come Honda ìMMd o Toyota HSD, quindi necessita di trovare un modo per bilanciare la richiesta di prestazioni con quella di ricarica, oppure trovare una colonnina di energia ogni volta che ci si ferma per avere sempre a disposizione le massime prestazioni alla ripartenza.
Il sistema PHEV Mitsubishi, per esempio, è meno prestante nel suo complesso ma riesce ad essere più efficiente quasi come un Full Hybrid conservando un la meccanica per la trazione integrale, mentre nella Mini la batteria dovrà garantire anche l’efficacia del sistema All4 visto che la trazione posteriore avviene con il solo motore elettrico. La centralina evita di arrivare a zero con la batteria per garantire la trazione proprio nel momento del bisogno. Le curve sono il terreno di caccia preferita per le vetture che fanno del piacere di guida il loro elemento distintivo. Quindi non resta altro che fare quattro curve in allegria con la Countryman Cooper S E All4. La prima cosa che salta all’occhio che se le prestazioni del sistema propulsivo azzerava il problema del peso sul dritto, in curva le cose cambiano in modo radicale. Lo sterzo, o meglio, la proverbiale vivacità della dinamica di guida tipicamente Mini va un a farsi benedire. Lo sterzo non è rapido, o almeno non quanto ci aspetterebbe, resta di buono che una volta portato l’avantreno in curva rimane progressivo e sufficientemente preciso nel tenere la traiettoria. I freni sembrano accusare in modo particolare la differenza di stazza, soprattutto quando si decide di attaccare le curve più duramente e si decide di farlo per una lunga discesa di diversi chilometri.
Il vecchio caro equilibrio tra avantreno e retrotreno tipicamente Mini è messo in crisi dal peso al posteriore della batteria e del motore elettrico. In sostanza la Countryman PHEV, non è una cattiva auto, anzi, solo che è diventata una normale, sicura ed affidabile SUV come lo sono altre vetture da baricentro alto con un peso di 1700kg perdendo il suo tipico effetto ludico. Veniamo ad un altro fondamentale aspetto della Countryman PHEV, quello dei consumi. La prima cosa a cui tutti pensano quando si avvicinano a questo tipo di tecnologia è quanti chilometri si fanno in elettrico? Ebbene, i 42km dichiarati sono un pochino ottimisti. Anche non volendo attingere di continuo alle prestazioni del motore elettrico, con una tipica marcia cittadina italiana, con poca onda verde, è difficile andare oltre i 22km di percorrenza in full elettrico. Se poi si sfrutta al massimo le potenzialià del motore elettrico che può restare in tale modalità anche fino a 120km/h allora la durata si riduce in modo veramente drastico. A questo si aggiunge che il motore Turbo da 1.5 litri è efficiente ma non è certo un diesel, quindi ha valori di consumo nell’ordine di 14/15km/litro, nella migliore delle ipotesi combinando le due modalità di propulsione in modo automadico si possono fare al massimo 18km/litro nell’uso realistico delle città italiane.
La Mini è una SUV premium e come tale costa più della media, pur avendo una dotazione di accessori in linea con la maggior parte delle concorrenti generaliste. Il suo valore aggiunto dato dal brand dovrebbe compensare la differenza nell’immediato ma anche per la tenuta del valore futuro, il tutto ad un prezzo di 43.000 Euro, che possono anche lievitare di parecchio nel momento in cui si vuole personalizzare la propria Mini Countryman. In conclusione la Mini Countryman PHEV Cooper S, offre la possibilità di entrare nel mondo Mini in modo efficiente ed ecologicamente compatibile con tutti i vantaggi che le legislazioni locali consentono a questo tipo di auto. Finchè si vuole una vettura alla moda, carina, funzionale, prestante sul dritto, questa Mini è perfetta. Ma per gli amanti del brand quelli che lo hanno apprezzato soprattutto per le sue doti di guida, la tecnologia PHEV è un po come vendere l’anima al diavolo per vivere la quotidianità della Mini all’interno delle norme antinquinamento. Il problema è che il diavolo chiede il prezzo, inteso come piacere di guida e un certo ottimismo per quanto dichiarato sui consumi complessivi, che pur restando buoni, sono lontani dal valore di riferimento al dichiarato di 2.3litri/100km.
Daniele Amore
