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	<title>Novità Moto &#8211; Giornalemotori</title>
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	<description>Tutte le news su F1, MotoGP, SBK, WEC e altro ancora</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2026 09:48:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Volkswagen smentisce l&#8217;offerta italiana per Ducati: &#8220;Nessuna proposta ricevuta&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le voci su una possibile cessione di Ducati continuano a circolare, ma dal Gruppo Volkswagen arriva una netta smentita riguardo alla presunta offerta avanzata dalla società italiana Patritalia. Il colosso tedesco ha infatti dichiarato di non essere a conoscenza di alcuna proposta formale per l&#8217;acquisizione della Casa di Borgo Panigale, ribadendo al tempo stesso la [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le voci su una possibile cessione di Ducati continuano a circolare, ma dal Gruppo Volkswagen arriva una netta smentita riguardo alla presunta offerta avanzata dalla società italiana Patritalia. Il colosso tedesco ha infatti dichiarato di non essere a conoscenza di alcuna proposta formale per l&#8217;acquisizione della Casa di Borgo Panigale, ribadendo al tempo stesso la solidità economica e sportiva del marchio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi mesi le indiscrezioni su una possibile vendita di Ducati si sono susseguite con insistenza. Lo stesso amministratore delegato Claudio Domenicali aveva recentemente ammesso che un&#8217;eventuale cessione non fosse &#8220;completamente impossibile&#8221;, precisando però che al momento non esiste alcuna trattativa in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A riaccendere il dibattito è stato Massimo Ros, fondatore della società d&#8217;investimento Patritalia S.p.A., che in un&#8217;intervista ha sostenuto di aver formalmente manifestato l&#8217;interesse ad acquistare il 100% di Ducati Motor Holding.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le indiscrezioni sono fondate&#8221;, ha dichiarato Ros, spiegando che Patritalia sarebbe pronta ad acquisire l&#8217;intero capitale della storica azienda motociclistica italiana. L&#8217;obiettivo dichiarato della società sarebbe quello di riportare sotto controllo italiano aziende e marchi storici oggi appartenenti a gruppi esteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le dichiarazioni, tuttavia, non hanno trovato alcun riscontro da parte di Volkswagen. Un portavoce del Gruppo ha confermato che l&#8217;azienda effettua regolarmente valutazioni sul proprio portafoglio di partecipazioni, ma ha escluso di aver ricevuto offerte da Patritalia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ducati è un&#8217;azienda di grande successo e gode di un&#8217;eccellente posizione sul mercato&#8221;, ha spiegato il portavoce. &#8220;Il marchio dispone di una gamma di prodotti moderna e altamente competitiva, ottiene risultati eccellenti nei test comparativi, registra livelli molto elevati di soddisfazione della clientela e può contare su una comunità di appassionati estremamente fedele.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volkswagen ha inoltre ricordato come Ducati continui a essere protagonista anche nelle competizioni internazionali, con risultati di primo piano sia nel Campionato del Mondo MotoGP sia nel World Superbike, elementi che contribuiscono ulteriormente al valore del marchio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur confermando che il Gruppo analizza periodicamente le proprie partecipazioni nell&#8217;ambito della strategia industriale, il portavoce ha ribadito che non esiste alcuna offerta nota per Ducati e che Volkswagen non intende commentare indiscrezioni o speculazioni di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, restano quindi prive di conferme ufficiali le ipotesi di un cambio di proprietà della Casa di Borgo Panigale, che continua a rappresentare uno degli asset più prestigiosi e vincenti all&#8217;interno del Gruppo Volkswagen.</p>
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		<title>Perché l&#8217;Italia rimane uno dei paesi più importanti d&#8217;Europa per la cultura motociclistica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche nei periodi meno rosei, l&#8217;Italia è comunque uno dei Paesi più importanti in Europa per la cultura motociclistica. Nel 2025 le immatricolazioni totali sono scese del 7,52%, ma gli scooter sono cresciuti del 5,57% e sono arrivati a 197.043 unità. Quindi, gli italiani cambiano le abitudini, ma continuano a scegliere le due ruote per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Anche nei periodi meno rosei, l&#8217;Italia è comunque uno dei Paesi più importanti in Europa per la cultura motociclistica. Nel 2025 le immatricolazioni totali sono scese del 7,52%, ma gli scooter sono cresciuti del 5,57% e sono arrivati a 197.043 unità. Quindi, gli italiani cambiano le abitudini, ma continuano a scegliere le due ruote per muoversi, per divertirsi e per sentirsi liberi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mercato rallenta ma le moto restano protagoniste sulla strada</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2025 è stato un anno complicato anche per l&#8217;effetto degli standard Euro 5+, quindi fare un semplice confronto con il 2024 non è attendibile. Però, se guardi l&#8217;insieme, gli scooter sono aumentati soprattutto nelle città, dove il traffico, i parcheggi e i costi delle auto spingono verso delle soluzioni più agili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura motociclistica italiana parte proprio da qui, dal rapporto quotidiano con la strada. Non riguarda solo chi compra una sportiva da pista, riguarda anche chi usa lo scooter per andare al lavoro, chi prende la moto per raggiungere il mare, chi attraversa l&#8217;Appennino per il gusto di guidare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia le due ruote hanno tre ruoli molto chiari:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sono un mezzo pratico per muoversi nelle città</li>



<li>Sono un oggetto di passione</li>



<li>Sono un modo semplice per vivere il territorio, dai borghi alle strade panoramiche</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Tra EICMA e Motor Valley la moto diventa un rito collettivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La forza dell&#8217;Italia si vede quando la moto esce dalla dimensione privata e diventa evento.&nbsp;<a href="https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/eicma/2025/11/10/eicma-2025-chiude-con-numeri-record-600mila-le-presenze_096b9218-7ab4-46f5-bd19-80ea735ffdfc.html" target="_blank" rel="noopener">EICMA 2025</a>, a Milano, ha chiuso con più di 600.000 presenze, più di 730 espositori da 50 Paesi e più di 2.000 marchi rappresentati. Non è solo una fiera, è una specie di grande piazza europea dove l&#8217;industria, gli appassionati, i piloti, i creator e i curiosi si incontrano nello stesso posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi c&#8217;è l&#8217;Emilia-Romagna, che con la Motor Valley dà alla passione per i motori una vera e propria casa. In quella zona convivono marchi, circuiti, musei, team, scuole e officine. Secondo i dati ufficiali della Motor Valley, l&#8217;area conta 6 brand leggendari, 4 circuiti iconici, 188 racing team, 13 musei e 19 collezioni private.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ducati, Vespa e gli altri nomi della passione italiana</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia è importante anche perché ha creato dei marchi che non sono rimasti chiusi nel settore moto. Sono diventati dei simboli riconoscibili.&nbsp;<a href="https://www.giornalemotori.com/2026/07/04/ducati-resta-nel-gruppo-volkswagen-ma-il-futuro-non-e-blindato-il-colosso-tedesco-non-smentisce-le-indiscrezioni/">Ducati</a>, per esempio, continua a essere uno dei nomi più forti del motociclismo sportivo mondiale. Nel 2025 ha consegnato 50.895 moto e registrato 925 milioni di euro di fatturato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, dopo il titolo mondiale di&nbsp;<a href="https://www.giornalemotori.com/2026/06/27/marc-marquez-realista-ad-assen-sono-in-modalita-sicurezza-piu-di-cosi-non-posso-fare/">Marc Márquez</a>, il Museo Ducati ha persino aperto gratuitamente per celebrare il risultato con i tifosi. Questo racconta bene il legame tra sport, marchio e comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte c&#8217;è Vespa, che nel 2026 ha celebrato 80 anni di storia. Nata nel 1946, è passata da mezzo pratico del dopoguerra a icona globale della mobilità italiana. A Roma, per le celebrazioni, circa 25.000 Vespa hanno sfilato per le strade, con appassionati arrivati da 67 Paesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I giochi a tema motorsport raccontano quanto questa passione sia entrata nell&#8217;intrattenimento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia il mercato dei videogiochi nel 2025 vale circa 2,4 miliardi di euro, con 14,2 milioni di videogiocatori. Non sorprende quindi che i simulatori, i giochi di guida, le esperienze immersive e i titoli ispirati al motorsport siano sempre più presenti negli eventi e nelle abitudini degli appassionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">EICMA 2025 ha dedicato spazio anche a una Gaming Arena con simulatori di ultima generazione e moto vere. In questo contesto rientrano anche i giochi casual e i prodotti digitali che usano grafiche racing, circuiti, moto, caschi e meccaniche legate alla velocità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un linguaggio familiare. Tra videogiochi tradizionali, app mobile, esperienze promozionali e&nbsp;<a href="https://grazieslot.com/300-casino-bonus/" target="_blank" rel="noopener">300% casino bonus</a>, i giochi a tema moto sono sempre più diffusi e gettonati. Le piattaforme online, inoltre, stanno puntando sempre di più sui bonus proprio per permettere agli utenti di familiarizzare con i titoli. Insomma, l&#8217;estetica del motorsport è diventata così riconoscibile da uscire dal paddock e arrivare in tante forme di intrattenimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In Italia la moto parla a tutti, ecco perché la passione resta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In altri Paesi la moto può essere vista soprattutto come sport, lusso o svago stagionale. In Italia è tutto questo, ma anche molto di più. È un pezzo di paesaggio urbano, un oggetto di design, un ricordo familiare, un settore industriale, una scusa per viaggiare e un modo per riconoscersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quando i dati di mercato non sono perfetti, la cultura resta forte perché ha radici ampie. Le fiere attirano centinaia di migliaia di persone, i marchi italiani continuano a far parlare di sé, i musei diventano luoghi di festa, gli scooter restano protagonisti della mobilità urbana e il motorsport continua ad alimentare l&#8217;immaginario e l&#8217;orgoglio.</p>
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		<item>
		<title>Ducati resta nel Gruppo Volkswagen, ma il futuro non è blindato: il colosso tedesco non smentisce le indiscrezioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 04:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro di Ducati all&#8217;interno del Gruppo Volkswagen resta avvolto dall&#8217;incertezza. Sebbene la Casa di Borgo Panigale continui a rappresentare uno dei marchi di riferimento della MotoGP e del settore motociclistico mondiale, alcune indiscrezioni hanno ipotizzato una possibile cessione da parte del gruppo tedesco. Volkswagen, interpellata sulla questione, non ha confermato né smentito l&#8217;ipotesi. Nella [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il futuro di Ducati all&#8217;interno del Gruppo Volkswagen resta avvolto dall&#8217;incertezza. Sebbene la Casa di Borgo Panigale continui a rappresentare uno dei marchi di riferimento della MotoGP e del settore motociclistico mondiale, alcune indiscrezioni hanno ipotizzato una possibile cessione da parte del gruppo tedesco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volkswagen, interpellata sulla questione, non ha confermato né smentito l&#8217;ipotesi. Nella risposta ufficiale rilasciata alla testata statunitense <em>RideApart</em>, il costruttore non cita mai esplicitamente Ducati, preferendo concentrare l&#8217;attenzione sulle profonde trasformazioni che stanno interessando l&#8217;intero Gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il portavoce di Volkswagen, l&#8217;attuale modello industriale – basato sullo sviluppo dei veicoli in Germania, sulla produzione in Europa e sull&#8217;esportazione nei mercati internazionali – «non funziona più per tutti i marchi». Un cambiamento reso necessario dall&#8217;aumento dei dazi, da una concorrenza sempre più agguerrita e dalla stagnazione, se non dal calo, di alcuni mercati strategici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo il Gruppo ha avviato un piano di riorganizzazione volto a rendere tutte le aziende più efficienti, ridurre i costi, aumentare le sinergie tecnologiche e semplificare i processi decisionali, così da mantenere la propria competitività a livello globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, Ducati rappresenta però uno degli asset più preziosi dell&#8217;intero Gruppo. Negli ultimi anni il marchio italiano ha consolidato la propria leadership in MotoGP, conquistando tutti i titoli mondiali dal 2022 e imponendosi come riferimento tecnico grazie alle continue innovazioni aerodinamiche sviluppate a Borgo Panigale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I successi in pista hanno rafforzato anche il prestigio commerciale del marchio, rendendo Ducati una delle destinazioni più ambite dai migliori piloti del Motomondiale e aumentando sensibilmente il suo valore sul mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio per questo, qualora Volkswagen decidesse realmente di mettere in vendita Ducati, non mancherebbero i potenziali acquirenti interessati ad acquisire uno dei brand più prestigiosi dell&#8217;industria motociclistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il momento, tuttavia, non esistono conferme ufficiali su una possibile cessione. Ducati continua a far parte dei piani industriali del Gruppo Volkswagen, anche se le dichiarazioni dell&#8217;azienda non hanno chiuso definitivamente la porta a scenari futuri.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Suzuki SV-7GX: la nuova crossover che unisce l&#8217;anima sportiva al comfort da viaggio</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2026/06/18/suzuki-sv-7gx-la-nuova-crossover-che-unisce-lanima-sportiva-al-comfort-da-viaggio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=suzuki-sv-7gx-la-nuova-crossover-che-unisce-lanima-sportiva-al-comfort-da-viaggio</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 15:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata la nuova stradale di media cilindrata della casa di Hamamatsu: ciclistica solida, ricca dotazione elettronica e un prezzo d'attacco inferiore agli 8.000 euro. Arriverà nelle concessionarie a settembre.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2026/06/18/suzuki-sv-7gx-la-nuova-crossover-che-unisce-lanima-sportiva-al-comfort-da-viaggio/">Suzuki SV-7GX: la nuova crossover che unisce l&#8217;anima sportiva al comfort da viaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mercato delle crossover di media cilindrata si arricchisce di una novità che promette di far parlare di sé. Suzuki ha svelato la nuova <strong>SV-7GX</strong>, una stradale versatile pensata per chi cerca il perfetto compromesso tra l&#8217;agilità di una naked sportiva e il comfort di una viaggiatrice. Sviluppata sulla collaudata e apprezzatissima piattaforma della SV650, la nuova nata della casa giapponese punta a conquistare sia i pendolari urbani sia gli amanti del turismo a lungo raggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il claim scelto per il lancio, <em>“With every beat, the experience expands”</em>, riassume una filosofia costruttiva che fa della concretezza e del piacere di guida i suoi punti cardine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Design e Comfort: studiata per macinare chilometri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee della SV-7GX sono il risultato di un attento sviluppo in galleria del vento, volto a garantire un’elevata protezione aerodinamica senza sacrificare il dinamismo estetico. Il frontale, compatto e filante, ospita un moderno gruppo ottico a LED ottimizzato per l&#8217;illuminazione in curva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensando ai viaggiatori, Suzuki offre di serie:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Parabrezza regolabile</strong> su tre posizioni (con un’escursione di 50 mm).</li>



<li><strong>Paramani protettivi</strong> per riparare dall&#8217;aria e dalle intemperie.</li>



<li><strong>Sella a soli 795 mm da terra</strong>, che garantisce un appoggio sicuro a motociclisti di tutte le stature, abbinata a un ampio manubrio in alluminio a sezione variabile per il massimo controllo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;cuore&#8221; a V: efficienza ed elasticità Euro 5+</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto le sovrastrutture batte l&#8217;intramontabile <strong>bicilindrico a V di 90° da 645 cc</strong>, ora aggiornato alla normativa <strong>Euro 5+</strong>. Questo propulsore eroga <strong>73,4 CV</strong> (54 kW) e una coppia di 64 Nm, valori che si traducono in una risposta pronta ai bassi regimi e in una progressione fluida.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Autonomia da record:</strong> Grazie a un&#8217;efficienza dichiarata di 4,2 l/100 km e al serbatoio da 17,4 litri, la SV-7GX promette un&#8217;autonomia superiore ai 400 km con un pieno, riducendo al minimo le soste dal benzinaio durante i lunghi viaggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elettronica di categoria superiore e connettività</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei punti di forza della SV-7GX è il pacchetto elettronico gestito dal <strong>S.I.R.S. (Suzuki Intelligent Ride System)</strong>. Di serie troviamo l&#8217;acceleratore ride-by-wire, il controllo di trazione regolabile su tre livelli e disattivabile, e tre mappature motore (sistema <em>“scegliiltiro”</em>). Non mancano chicche tecnologiche come il cambio rapido bidirezionale (<em>“Cambiarapido”</em>) e l&#8217;assistenza alle basse andature (<em>“Partifacile”</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia sale a bordo anche attraverso il <strong>display TFT a colori da 4,2 pollici</strong>. Grazie all&#8217;app <em>Suzuki Ride Connect+</em>, la moto si connette allo smartphone permettendo la navigazione passo-passo e la gestione di chiamate, messaggi e avvisi meteo direttamente sul cruscotto, mentre una presa USB-C posizionata a lato della strumentazione evita di rimanere a secco di batteria.</p>



<pre class="wp-block-code"><code>SCHEDA TECNICA IN SINTESI:
• Motore: Bicilindrico a V da 645 cc
• Potenza: 73,4 CV / Coppia: 64 Nm
• Omologazione: Euro 5+
• Peso in ordine di marcia: 211 kg
• Pneumatici: Pirelli Angel GT II (17'')
</code></pre>



<h2 class="wp-block-heading">Ciclistica, versioni e prezzi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La ciclistica si affida a un solido telaio a traliccio in acciaio, abbinato a una forcella da 41 mm e a un monoammortizzatore posteriore regolabile nel precarico su 7 livelli. L&#8217;impianto frenante conta su un doppio disco anteriore da 290 mm, mentre le scarpe sono firmate Pirelli, con le Angel GT II di serie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Suzuki SV-7GX arriverà sul mercato italiano a <strong>settembre 2026</strong>. Il listino è decisamente competitivo: si parte da <strong>7.990 euro f.c.</strong> per la colorazione <em>Bianco Cortina</em>, mentre le varianti <em>Blu Zante</em>, <em>Grigio Buffalo</em> e <em>Nero Dubai</em> saranno proposte a <strong>8.290 euro f.c.</strong> Già pronta una ricca linea di accessori, tra cui bauletti, borse laterali espandibili e parabrezza maggiorati per i viaggiatori più esigenti.</p>
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		<title>Suzuki DR-Z4SM: puro istinto Supermotard</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 19:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova Suzuki DR-Z4SM rappresenta l’interpretazione più autentica del concetto Supermotard secondo Suzuki: una moto leggera, intuitiva e progettata per mettere il divertimento di guida al centro di ogni chilometro percorso. Una fun bike moderna, capace di trasformare anche il tragitto più semplice in un’esperienza dinamica, coinvolgente e sicura. Ciclistica agile e reattiva Fin dal [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La nuova Suzuki DR-Z4SM rappresenta l’interpretazione più autentica del concetto Supermotard secondo Suzuki: una moto leggera, intuitiva e progettata per mettere il divertimento di guida al centro di ogni chilometro percorso. Una fun bike moderna, capace di trasformare anche il tragitto più semplice in un’esperienza dinamica, coinvolgente e sicura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ciclistica agile e reattiva</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fin dal primo approccio, la DR-Z4SM conquista per una caratteristica sempre più rara nel panorama motociclistico moderno: la leggerezza. Con 154 kg in ordine di marcia e una sella posta a 890 mm da terra, il rapporto tra pilota e moto diventa immediato e naturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I cambi di direzione risultano rapidi, le correzioni intuitive e ogni movimento trasmette precisione e controllo. La posizione di guida alta e attiva offre una sensazione di totale padronanza del mezzo, mentre il manubrio largo aumenta leva e controllo in ogni situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ciclistica trova un equilibrio particolarmente efficace tra agilità, stabilità e comunicatività. Le sospensioni Kayaba completamente regolabili permettono inoltre di personalizzare il setup sia per l’utilizzo stradale sia per chi desidera alzare il ritmo tra i cordoli di un circuito. La forcella a steli rovesciati offre 260 mm di escursione, mentre il mono posteriore arriva a 277 mm.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è una moto capace di trasmettere sicurezza e confidenza fin dai primi metri.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perfetta in città, divertente tra le curve</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel traffico urbano la DR-Z4SM esprime tutta la sua praticità: snella, compatta e reattiva, permette di muoversi con agilità anche negli spazi più stretti grazie a una maneggevolezza immediata e a un ottimo controllo alle basse velocità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando però la strada si apre emerge il DNA più sportivo della moto. La precisione della ciclistica e la risposta diretta del monocilindrico da 398 cc e 38 cavalli garantiscono un feeling immediato con il pilota e una connessione diretta con l’asfalto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera forza della DR-Z4SM è proprio la capacità di regalare sensazioni pure alla guida, riportando al centro i valori fondamentali del mondo Supermotard: agilità, spettacolarità e sicurezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prezzo e finanziamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Suzuki DR-Z4SM viene proposta al prezzo di 7.990 euro franco concessionario, IVA inclusa, con paramani e piastra paramotore in alluminio di serie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi desidera acquistare la moto tramite finanziamento, Suzuki propone il programma WAY2RIDE, che consente di scegliere piani da 24 o 36 mesi con rate mensili contenute e valore futuro garantito. Nel caso della DR-Z4SM, l’offerta prevede rate da 89 euro al mese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Garanzia Suzuki 4U</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Inclusa anche la copertura “Suzuki 4U”, che estende gratuitamente la garanzia fino a quattro anni senza limiti di chilometraggio. Per ottenere il quarto anno di copertura è sufficiente effettuare la manutenzione programmata presso la rete ufficiale Suzuki secondo le scadenze previste dal costruttore.</p>
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		<title>Aprilia X 250th, sold out in due settimane: esauriti tutti i 30 esemplari da 150 mila euro</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2026/04/18/aprilia-x-250th-sold-out-in-due-settimane-esauriti-tutti-i-30-esemplari-da-150-mila-euro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=aprilia-x-250th-sold-out-in-due-settimane-esauriti-tutti-i-30-esemplari-da-150-mila-euro</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 08:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Aprilia ha centrato un nuovo successo commerciale con la sua esclusiva X 250th. La moto stradale ispirata alla MotoGP è andata completamente esaurita in appena due settimane dalla presentazione avvenuta durante il weekend del Grand Prix of the Americas ad Austin. Svelata il 27 marzo, la X 250th è stata realizzata per celebrare il [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Aprilia ha centrato un nuovo successo commerciale con la sua esclusiva X 250th. La moto stradale ispirata alla MotoGP è andata completamente esaurita in appena due settimane dalla presentazione avvenuta durante il weekend del Grand Prix of the Americas ad Austin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Svelata il 27 marzo, la X 250th è stata realizzata per celebrare il 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti e si distingue per una livrea a stelle e strisce dedicata all’evento. La base tecnica è quella della RSV4, ma il progetto porta all’estremo il legame con la MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Aprilia, la X 250th è “la prima e unica moto al mondo equipaggiata con freni in carbonio-carbonio”, una soluzione tecnica derivata direttamente dalla RS-GP impegnata nel Mondiale. La casa di Noale sostiene che il sistema permetta di ottenere una risposta in frenata e una sensibilità molto vicine a quelle offerte dalla moto guidata da Marco Bezzecchi e Jorge Martin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre all’impianto frenante, la X 250th adotta un pacchetto aerodinamico rivisto, sviluppato per rendere la moto ancora più simile alla RS-GP. Il risultato è un modello destinato a una ristrettissima cerchia di collezionisti e appassionati: soltanto 30 esemplari prodotti, ciascuno con un prezzo fissato a 150 mila dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le richieste sono arrivate immediatamente dopo la presentazione ad Austin e nel giro di due settimane tutti gli esemplari disponibili erano già stati prenotati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il marchio X continua ad affermarsi come una delle espressioni più esclusive e desiderabili di Aprilia Racing”, ha dichiarato Massimo Rivola. “Queste moto sono allo stesso tempo oggetti da collezione e strumenti per piloti che vogliono vivere sensazioni estremamente vicine a quelle della MotoGP”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Aprilia si tratta del sesto modello della serie X, un progetto nato nel 2019 con la RSV4 X e proseguito nel 2020 con la Tuono X, nel 2022 con la RSV4 X Trenta, nel 2024 con la RSV4 X ex3ma e nel 2025 con la RSV4 X-GP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo della X 250th arriva in un momento particolarmente positivo anche in pista. La stagione 2026 della MotoGP vede infatti Aprilia dominare le prime gare dell’anno: Marco Bezzecchi ha vinto tutti e tre i Gran Premi disputati finora, mentre Jorge Martin ha conquistato i suoi primi podi con la casa di Noale in Brasile e negli Stati Uniti. Aprilia guida inoltre sia la classifica costruttori sia quella dei team.</p>
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		<title>Ducati Superleggera V4 Centenario: l’estremo punto d’incontro tra tecnologia, leggerezza e prestazioni</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2026/03/27/ducati-superleggera-v4-centenario-lestremo-punto-dincontro-tra-tecnologia-leggerezza-e-prestazioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ducati-superleggera-v4-centenario-lestremo-punto-dincontro-tra-tecnologia-leggerezza-e-prestazioni</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 14:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama delle supersportive omologate per uso stradale, poche moto riescono a incarnare il concetto di “limite” come semplice punto di partenza. Con la nuova Ducati Superleggera V4 Centenario, la Casa di Borgo Panigale porta all’estremo questa filosofia, dando vita alla moto più avanzata, leggera e performante mai realizzata nella sua storia. Un progetto senza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel panorama delle supersportive omologate per uso stradale, poche moto riescono a incarnare il concetto di “limite” come semplice punto di partenza. Con la nuova Ducati Superleggera V4 Centenario, la Casa di Borgo Panigale porta all’estremo questa filosofia, dando vita alla moto più avanzata, leggera e performante mai realizzata nella sua storia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un progetto senza compromessi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto Superleggera rappresenta da sempre l’espressione più radicale della libertà ingegneristica in Ducati. Nessun vincolo produttivo, nessun compromesso: solo l’obiettivo di creare una supersportiva capace di ridefinire gli standard. Con il modello Centenario, realizzato in soli 500 esemplari numerati (più 100 unità in versione Tricolore), questa filosofia raggiunge un nuovo apice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni componente è frutto di una ricerca estrema: materiali avanzati, processi derivati da MotoGP e Formula 1, e soluzioni tecniche mai viste prima su una moto omologata. Il risultato è un mezzo che non rappresenta semplicemente una moto, ma un concentrato di tecnologia da collezione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ciclistica: fibra di carbonio ovunque</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli elementi più distintivi della Superleggera V4 Centenario è l’utilizzo estensivo della fibra di carbonio. Telaio, forcellone, telaietti e cerchi sono realizzati con tecnologie derivate dal motorsport e dall’industria aerospaziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il front frame in carbonio consente una riduzione di peso del 17% rispetto all’alluminio, migliorando al contempo la rigidezza torsionale e la precisione di guida. Il forcellone, prodotto con processi avanzati, è più leggero del 21% pur mantenendo elevate rigidità laterali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato complessivo è un peso a secco di 173 kg, che scende a 167 kg con il kit racing. Numeri che, abbinati alla distribuzione delle masse, garantiscono un’agilità e una reattività senza precedenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Motore: evoluzione del Desmosedici Stradale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore della moto è il nuovo propulsore Ducati Desmosedici Stradale R 1100, evoluzione del noto V4 di casa Ducati. La cilindrata cresce a 1.103 cc grazie all’allungamento della corsa, privilegiando l’erogazione ai medi regimi senza compromettere l’allungo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prestazioni dichiarate sono di 228 CV in configurazione standard Euro5+, che diventano 247 CV con scarico racing. Valori che pongono la Superleggera tra le moto più potenti mai prodotte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’alleggerimento del motore (−3,6 kg rispetto all’unità standard) è ottenuto attraverso l’uso di titanio, componenti alleggeriti e riduzione delle masse rotanti. L’albero motore, ottimizzato con inserti in tungsteno, migliora la reattività e la rapidità di salita di giri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasmissione introduce il sistema Ducati Racing Gearbox, con folle sotto la prima marcia e sistema Ducati Neutral Lock, che elimina il rischio di innesti accidentali e velocizza la cambiata tra i primi rapporti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Freni e sospensioni: tecnologia da competizione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Superleggera V4 Centenario è la prima moto stradale al mondo dotata di freni in carbonio ceramico omologati. I dischi Brembo in materiale C/SiC garantiscono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Riduzione del peso (−450 g per disco)</li>



<li>Minore inerzia (−40%)</li>



<li>Prestazioni costanti anche a temperature elevate</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Queste caratteristiche si traducono in una frenata più stabile, precisa e performante, soprattutto nell’uso in pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impianto è completato da pinze monoblocco Brembo ricavate dal pieno, con sistemi antidrag e pistoni differenziati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte sospensioni, troviamo la forcella Öhlins NPX 25/30 Carbon, con foderi in fibra di carbonio e sistema pressurizzato anti-cavitazione. Al posteriore, l’ammortizzatore Öhlins TTX36 GP LW adotta soluzioni derivate dalla MotoGP, garantendo sensibilità e controllo superiori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aerodinamica: funzionalità e design integrati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La carenatura in fibra di carbonio è progettata per ottimizzare la penetrazione aerodinamica e la deportanza. Le ali e i Corner Sidepods generano carico anche in piega, migliorando la stabilità e la trazione in curva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa tecnologia, derivata dalla MotoGP, crea un effetto suolo che aumenta il grip e consente velocità di percorrenza più elevate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elettronica: controllo totale in stile MotoGP</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La dotazione elettronica deriva dalla Panigale V4 R, ma è stata ulteriormente evoluta con strategie DVO (Ducati Vehicle Observer). Tra i sistemi principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Traction Control (DTC)</li>



<li>Wheelie Control (DWC)</li>



<li>Slide Control (DSC)</li>



<li>ABS Cornering avanzato con Dynamic Engine Brake (DEB)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’ultimo sistema rappresenta un’evoluzione significativa: regola automaticamente il freno motore e integra l’uso del freno posteriore, migliorando stabilità e controllo in fase di ingresso curva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esclusività e dotazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni esemplare viene consegnato in una cassa in legno personalizzata, completa di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Certificato di autenticità</li>



<li>Kit racing completo</li>



<li>Componenti dedicati alla configurazione pista</li>



<li>Accessori esclusivi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, i proprietari possono accedere alla MotoGP Experience, vivendo una giornata in pista culminante con la guida della DesmosediciGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Superleggera V4 Centenario rappresenta il vertice della produzione motociclistica Ducati: una sintesi estrema di ingegneria, artigianalità e tecnologia. Non è solo una moto, ma un laboratorio su due ruote, capace di spingere oltre i confini del possibile e anticipare il futuro delle supersportive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un oggetto tecnico e al tempo stesso simbolico, destinato a pochi, ma capace di influenzare l’intero settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aprilia RS 660 e RS 457: le sportive più vendute in Italia e protagoniste nel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia conferma il proprio ruolo di riferimento nel segmento delle moto sportive carenate, con la RS 660 e la nuova RS 457 che si attestano ai vertici delle classifiche di vendita in Italia. Le due sportive di piccola e media cilindrata rappresentano insieme oltre il 21% della quota di mercato del segmento, consolidando un successo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Aprilia conferma il proprio ruolo di riferimento nel segmento delle moto sportive carenate, con la RS 660 e la nuova RS 457 che si attestano ai vertici delle classifiche di vendita in Italia. Le due sportive di piccola e media cilindrata rappresentano insieme oltre il 21% della quota di mercato del segmento, consolidando un successo che si estende anche a livello internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mercato europeo, la RS 660 si posiziona stabilmente tra le moto sportive più vendute, mentre negli Stati Uniti il marchio continua a crescere, registrando un aumento significativo e distinguendosi come il costruttore europeo più competitivo nel segmento. Il 2025 si è rivelato un anno particolarmente positivo, con Aprilia che ha raggiunto importanti risultati anche nelle competizioni MotoGP, rafforzando ulteriormente l’immagine del brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gamma RS rappresenta l’evoluzione delle sportive stradali moderne: moto leggere, tecnologicamente avanzate e accessibili, capaci di offrire prestazioni elevate sia su strada che in pista. Aprilia ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il concetto di sportività, rendendolo più fruibile senza rinunciare al piacere della guida e all’efficacia tra i cordoli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">RS 660: la capostipite delle SportBike</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Aprilia RS 660 è considerata la moto apripista della nuova generazione di sportive, definite SportBike. Pensata per unire divertimento su strada e prestazioni in pista, questa moto si distingue per il suo equilibrio tra potenza e maneggevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo successo è confermato anche dai risultati ottenuti nelle competizioni internazionali, dove la RS 660 è protagonista in campionati come le Twins Cup e le SportBike del British Superbike. Dal 2026, questa categoria farà il suo ingresso anche nel Mondiale Superbike, segnando un ulteriore passo avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le sue caratteristiche principali spiccano il motore bicilindrico parallelo, la ciclistica in alluminio e un pacchetto elettronico di alto livello, che include piattaforma inerziale a sei assi, Riding Mode e sistemi di assistenza avanzati. Il rapporto peso/potenza, con 169 kg per 105 CV, rappresenta uno dei suoi punti di forza, garantendo prestazioni brillanti e grande divertimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">RS 457: sportività accessibile e moderna</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova Aprilia RS 457 si inserisce in un segmento orientato al futuro, pensato per soddisfare le esigenze dei giovani motociclisti e di chi cerca una moto facile ma performante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Progettata da zero, la RS 457 si distingue per leggerezza e agilità, con un peso di 159 kg a secco e una potenza massima di 35 kW, ideale per la patente A2. Il motore bicilindrico fronte marcia, abbinato a un telaio in alluminio e a sospensioni regolabili, garantisce un comportamento dinamico di alto livello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sul fronte tecnologico, la RS 457 offre una dotazione completa: acceleratore Ride by Wire, tre Riding Mode, controllo di trazione regolabile, ABS e, come optional, quick shifter. Il risultato è una moto versatile, pensata per accompagnare il motociclista nella crescita, sia su strada che in pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2026, la RS 457 si arricchisce di nuove colorazioni e di una versione GP Replica, ispirata direttamente alla MotoGP, a testimonianza del forte legame tra produzione e competizione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un successo globale sostenuto dalle competizioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo commerciale di Aprilia è strettamente legato ai risultati sportivi. Nella stagione 2025, il brand ha ottenuto uno dei suoi migliori risultati di sempre in MotoGP, con vittorie, podi e piazzamenti di rilievo sia tra i piloti che tra i costruttori. Questo connubio tra tecnologia, innovazione e competizione continua a rafforzare l’immagine del marchio a livello globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Europa, Aprilia si conferma primo brand europeo nel segmento delle sportive carenate, mentre negli Stati Uniti registra una crescita significativa, confermando il proprio ruolo tra i protagonisti del mercato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Aprilia RS 660 e RS 457 rappresentano due interpretazioni complementari della sportività moderna: la prima più orientata alla prestazione e all’esperienza in pista, la seconda pensata per accessibilità e versatilità. Insieme, incarnano la visione di Aprilia di una nuova generazione di moto sportive, capaci di coniugare tecnologia, emozione e accessibilità, mantenendo sempre un forte legame con il mondo delle competizioni.</p>
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		<title>Triumph rinnova la Daytona 660: più sportiva, tecnologica e pronta a conquistare il 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:49:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Daytona 660]]></category>
		<category><![CDATA[triumph]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Triumph alza il livello della propria offerta nel segmento delle sportive di media cilindrata presentando la nuova Daytona 660 MY26, un aggiornamento sostanziale che punta a migliorare prestazioni, piacere di guida e dotazione tecnica senza tradire l’eleganza tipica del modello. La casa britannica introduce per il 2026 una serie di novità mirate: spiccano le sospensioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Triumph alza il livello della propria offerta nel segmento delle sportive di media cilindrata presentando la nuova <strong>Daytona 660 MY26</strong>, un aggiornamento sostanziale che punta a migliorare prestazioni, piacere di guida e dotazione tecnica senza tradire l’eleganza tipica del modello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La casa britannica introduce per il 2026 una serie di novità mirate: spiccano le sospensioni Showa completamente regolabili, il sistema <strong>Triumph Shift Assist</strong> ora di serie e i nuovi pneumatici Metzeler M9 RR, pensati per offrire maggiore grip e prestazioni superiori. A completare il restyling arrivano tre nuove colorazioni dal carattere più deciso e dettagli raffinati come il nuovo pedale del freno in alluminio anodizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Paul Stroud, Chief Commercial Officer di Triumph, la Daytona 660 ha già dimostrato il suo valore: “Si è affermata rapidamente come protagonista della categoria. Gli aggiornamenti 2026 derivano direttamente dall’esperienza nel racing e rafforzano il suo posizionamento come una delle sportive più moderne ed emozionanti”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Motore tre cilindri e tecnologia al servizio della guida</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Cuore della nuova Daytona 660 resta il tre cilindri da 660 cc, capace di erogare 95 CV a 11.250 giri/min e una coppia massima di 69 Nm. L’erogazione è fluida e lineare, con l’80% della coppia disponibile lungo gran parte dell’arco di utilizzo, mentre il ride-by-wire garantisce precisione e controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Shift Assist consente cambiate rapide senza frizione sia in salita che in scalata, migliorando comfort e sportività. Il pacchetto elettronico include tre modalità di guida – Sport, Road e Rain – oltre al controllo di trazione e a una strumentazione TFT a colori con illuminazione full LED e DRL integrato. Il sistema My Triumph Connectivity è disponibile come optional.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ciclistica evoluta e maggiore controllo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Importanti aggiornamenti anche sul fronte ciclistico: la nuova forcella Showa Big Piston da 41 mm, regolabile in compressione ed estensione, migliora il feeling di guida, mentre il mono posteriore regolabile completa un assetto più raffinato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impianto frenante è composto da pinze radiali a quattro pistoncini e dischi anteriori da 310 mm, supportati da ABS Continental AG. I nuovi pneumatici Metzeler M9 RR e i cerchi in alluminio da 17 pollici contribuiscono a incrementare stabilità e agilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rivista anche l’ergonomia: posizione sportiva ma più confortevole, sella a 810 mm (riducibile a 785 mm con accessorio) e design snello pensato per l’uso quotidiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nuovo look e spirito racing</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano estetico, Triumph introduce tre livree: la classica Sapphire Black e due varianti più aggressive, tra cui combinazioni con accenti racing e colori vivaci pensati per esaltare le linee della moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Daytona 660 porta con sé anche un forte DNA racing: dal debutto nel 2024 ha collezionato successi in campionati nazionali come il CIV e l’IDM, fino alle competizioni britanniche. Nel 2026 è atteso anche il debutto nel nuovo World Sportbike Championship.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Costi contenuti e ampia personalizzazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Triumph punta anche sulla praticità: intervalli di manutenzione fissati a 16.000 km, tra i migliori della categoria, e garanzia di due anni a chilometraggio illimitato. Disponibili oltre 30 accessori originali per personalizzare la moto in termini di stile, comfort e tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non manca la possibilità di conversione per patente A2, con kit dedicato installabile e reversibile presso la rete ufficiale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prezzo e disponibilità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova Daytona 660 MY26 sarà disponibile da aprile 2026 presso i concessionari Triumph, con un prezzo di partenza di 9.995 euro franco concessionario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo aggiornamento, Triumph rafforza ulteriormente la propria presenza nel segmento, proponendo una sportiva equilibrata, tecnologica e accessibile, capace di soddisfare sia i motociclisti più esperti sia una nuova generazione di appassionati.</p>
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		<title>Gazebo e motocross: uno spazio essenziale tra paddock, assistenza e preparazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 00:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo del motocross, fatto di adrenalina e sportività, ogni dettaglio organizzativo può fare la differenza. Accanto alle moto, ai circuiti sterrati e alle squadre tecniche, esiste un elemento spesso sottovalutato ma fondamentale per piloti e team: il gazebo pieghevole. Questa struttura semplice e facilmente trasportabile rappresenta infatti un vero punto di riferimento durante allenamenti, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo del motocross, fatto di adrenalina e sportività, ogni dettaglio organizzativo può fare la differenza. Accanto alle moto, ai circuiti sterrati e alle squadre tecniche, esiste un elemento spesso sottovalutato ma fondamentale per piloti e team: il <a href="https://www.gazeboraybot.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>gazebo pieghevole</strong></a>. Questa struttura semplice e facilmente trasportabile rappresenta infatti un vero punto di riferimento durante allenamenti, gare e manifestazioni legate al motocross.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le competizioni, i gazebo vengono utilizzati principalmente come area di paddock. Qui i piloti possono prepararsi prima della gara, indossare l’abbigliamento tecnico e concentrarsi in un ambiente relativamente protetto dal sole o dalle condizioni meteo. Allo stesso tempo, i meccanici sfruttano questo spazio per effettuare controlli e manutenzioni sulle moto, avendo a disposizione un’area organizzata dove sistemare attrezzi, ricambi e materiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motocross si svolge quasi sempre all’aperto e spesso in contesti polverosi o esposti agli agenti atmosferici. Proprio per questo il gazebo diventa uno strumento essenziale per creare una zona d’ombra e di riparo. Nei mesi estivi protegge piloti e staff dal sole intenso, mentre nelle giornate più umide o piovose consente di lavorare sulle moto senza essere completamente esposti alle intemperie. Questa funzione di protezione contribuisce anche a mantenere l’attrezzatura in condizioni migliori durante tutta la durata dell’evento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro aspetto importante riguarda l’organizzazione degli spazi nei paddock. Durante le gare di motocross partecipano spesso numerosi team, ognuno con il proprio spazio dedicato. I gazebo permettono di delimitare facilmente l’area di lavoro della squadra, creando una base operativa riconoscibile. Molti team scelgono infatti di personalizzare i propri gazebo con loghi, colori e grafiche che richiamano sponsor e identità del gruppo, trasformando la struttura in uno strumento di visibilità oltre che di funzionalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche durante gli allenamenti il gazebo svolge un ruolo utile. I piloti che trascorrono intere giornate in pista possono utilizzarlo come punto di appoggio per riposarsi tra una sessione e l’altra, idratarsi o rivedere le strategie con il proprio team. All’interno del gazebo trovano posto sedie, borse tecniche, taniche di carburante e tutto ciò che serve per affrontare una giornata intensa di guida e preparazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista pratico, i gazebo moderni sono progettati per essere montati e smontati rapidamente, caratteristica essenziale per gli sport motoristici dove gli spostamenti tra diverse piste sono frequenti. Le strutture pieghevoli in alluminio garantiscono resistenza e leggerezza, mentre i teli impermeabili e le pareti laterali opzionali offrono ulteriore protezione. In pochi minuti è possibile allestire uno spazio funzionale e pronto all’uso. Affidarsi ad una ditta da anni esperta nel settore, come <strong>Gazebo Ray Bot – Professional Tent</strong> può fare la differenza.</p>
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		<title>Ducati DesertX 2026: la seconda generazione dell’avventuriera italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 11:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con un nuovo appuntamento della World Première 2026, Ducati Motor Holding ha svelato la seconda generazione della DesertX, la moto che ha segnato il debutto della Casa di Borgo Panigale nel mondo del fuoristrada più estremo grazie al suo cerchio anteriore da 21 pollici. Presentata originariamente come concept a EICMA 2019 e entrata in produzione [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Con un nuovo appuntamento della World Première 2026, Ducati Motor Holding ha svelato la seconda generazione della DesertX, la moto che ha segnato il debutto della Casa di Borgo Panigale nel mondo del fuoristrada più estremo grazie al suo cerchio anteriore da 21 pollici. Presentata originariamente come concept a EICMA 2019 e entrata in produzione nel 2021, la DesertX ha conquistato rapidamente gli appassionati di maxienduro e adventouring, distinguendosi per le prestazioni in offroad.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Evoluzione basata sull’esperienza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova DesertX nasce dall’esperienza maturata in anni di sviluppo e competizioni su terreni impegnativi come l’Erzbergrodeo, il Rally d’Albania, la Transanatolia e la NORRA Mexican 1000 Rally. L’obiettivo di questa seconda generazione è chiaro: migliorare ulteriormente le capacità offroad senza rinunciare al piacere di guida su strada tipico delle Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è una moto completamente ridisegnata, con sospensioni più performanti e un nuovo serbatoio ergonomico e leggero. La DesertX 2026 è costruita attorno al nuovo motore Ducati V2 e a un telaio monoscocca, con l’obiettivo di offrire prestazioni elevate sia ai neofiti che ai piloti più esperti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Motore e prestazioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo bicilindrico Ducati V2 da 890 cm³ è il motore a quattro valvole per cilindro più leggero mai prodotto da Ducati. Grazie al sistema di fasatura variabile IVT, unico nel segmento, l’erogazione è costante su tutto l’arco di utilizzo. Con 110 CV e una coppia massima di 92 Nm, il motore garantisce accelerazioni pronte e fluidità su strada e offroad.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rapportatura è stata studiata per la DesertX: prime quattro marce più corte per affrontare ostacoli difficili e una sesta più lunga per comfort e consumi nei trasferimenti veloci. Gli intervalli di manutenzione (controllo gioco valvole ogni 45.000 km e cambio olio ogni 15.000 km) ne sottolineano l’affidabilità e contenimento dei costi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-01-1024x576.jpg" alt="MY26 V23D overview gallery mosaic 1920x1080 01" class="wp-image-169552" title="Ducati DesertX 2026: la seconda generazione dell’avventuriera italiana 1" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-01-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-01-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-01-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-01-696x392.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-01.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Ducati DesertX 2026: la seconda generazione dell’avventuriera italiana 3</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Telaio e sospensioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il telaio monoscocca, unico nel segmento, utilizza il motore come elemento strutturale e svolge anche funzione di airbox, migliorando compattezza e rigidità. Il telaietto posteriore a traliccio richiama la tradizione Ducati e consente facile accesso al motore, mentre il forcellone in alluminio è stato sviluppato per resistere a ogni ostacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sospensioni Full-floater con leveraggi progressivi garantiscono comfort e sostegno in offroad, mentre la nuova forcella Kayaba offre regolazioni idrauliche indipendenti e migliore assorbimento delle asperità. I cerchi a raggi tubeless da 21” e 18” montano pneumatici Pirelli Scorpion Rally Street, con possibilità di scelta tra altre soluzioni Pirelli per ottimizzare prestazioni fuoristradistiche o stradali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ergonomia studiata per l’offroad</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La DesertX 2026 offre una posizione di guida specialistica: manubrio largo, moto stretta tra le gambe e triangolo ergonomico ottimizzato. Il serbatoio in polimero da 18 litri è più snello, leggero e resistente, con il carburante posizionato basso per abbassare il baricentro. Il cruscotto TFT da 5” offre tre modalità di visualizzazione (Road, Road Pro e Rally) e due prese USB, garantendo massima leggibilità e spazio per strumenti di navigazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Elettronica avanzata</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova DesertX monta una piattaforma inerziale a 6 assi che gestisce ABS Cornering, Ducati Traction Control, Ducati Wheelie Control ed Engine Brake Control. Sei riding mode (Sport, Touring, Urban, Wet, Enduro e Rally) consentono di adattare il comportamento della moto a ogni situazione. Il Ducati Quick Shift 2.0 assicura cambi di marcia rapidi e precisi, anche in offroad.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-04-1024x576.jpg" alt="MY26 V23D overview gallery mosaic 1920x1080 04" class="wp-image-169553" title="Ducati DesertX 2026: la seconda generazione dell’avventuriera italiana 2" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-04-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-04-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-04-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-04-696x392.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2026/02/MY26-V23D-overview-gallery-mosaic-1920x1080-04.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Ducati DesertX 2026: la seconda generazione dell’avventuriera italiana 4</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Design moderno e accessori</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il frontale è più basso di 20 mm, con un design essenziale e aerodinamico che migliora comfort termico e protezione. Il codino minimalista permette il montaggio di accessori come serbatoio ausiliario, maniglione passeggero e borse laterali. Ducati Performance propone una gamma di accessori per migliorare autonomia, protezione, comfort e prestazioni, tra cui valigie in alluminio, kit borse morbide Mosko Moto, silenziatori Termignoni e sistemi di navigazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Disponibilità e versioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova DesertX sarà disponibile in Europa da aprile 2026, negli Stati Uniti da maggio, e in Australia e Giappone da giugno. È prevista anche la versione limitata a 35 kW per possessori di patente A2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la DesertX 2026, Ducati conferma la propria ambizione nel segmento adventouring, unendo design moderno, tecnologia avanzata e capacità offroad da vera professionista.</p>
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		<title>Triumph aggiorna Trident 660 e Tiger Sport 660: più potenza, stile e comfort per i modelli di punta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 20:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Triumph Motorcycles ha annunciato un importante aggiornamento per due dei suoi modelli più apprezzati: Trident 660 e Tiger Sport 660. L’obiettivo è portare entrambe le moto a un livello superiore, con miglioramenti significativi a livello di motore, design, comfort e tecnologia. Al centro dell’aggiornamento c’è un motore tre cilindri da 660 cc completamente rivisto, capace [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2026/01/21/triumph-aggiorna-trident-660-e-tiger-sport-660-piu-potenza-stile-e-comfort-per-i-modelli-di-punta/">Triumph aggiorna Trident 660 e Tiger Sport 660: più potenza, stile e comfort per i modelli di punta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Triumph Motorcycles ha annunciato un importante aggiornamento per due dei suoi modelli più apprezzati: Trident 660 e Tiger Sport 660. L’obiettivo è portare entrambe le moto a un livello superiore, con miglioramenti significativi a livello di motore, design, comfort e tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell’aggiornamento c’è un motore tre cilindri da 660 cc completamente rivisto, capace di erogare 95 CV di potenza e 68 Nm di coppia massima. Questo incremento di 14 CV rispetto alle versioni precedenti rende la Trident 660 tra le roadster di media cilindrata più performanti sul mercato, mentre la Tiger Sport 660 combina queste prestazioni con una maggiore capacità touring, ideale anche per viaggi con passeggero e bagagli.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Design e comfort rinnovati</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Trident 660 adotta un look più muscoloso, con un serbatoio scolpito e linee sportive che ne esaltano la vocazione da roadster. Tre le colorazioni disponibili: Cosmic Yellow e Stone Grey come opzioni premium e Snowdonia White come standard.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Tiger Sport 660, invece, punta su comfort e praticità: il serbatoio ha una capacità aumentata fino a 18,6 litri, mentre nuove carenature e convogliatori del radiatore offrono maggiore protezione durante i viaggi più lunghi. Anche le colorazioni sono aggiornate: Pure White come standard, con Interstellar Blue/Mineral Grey e Silver Ice/Intense Orange come nuove opzioni premium.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prestazioni al top</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo motore tre cilindri beneficia di tre corpi farfallati da 44 mm, airbox più grande, testa cilindro riprogettata e nuova mappatura. La Trident 660 raggiunge 95 CV a 11.250 giri/min e 68 Nm di coppia a 8.250 giri/min, con l’80% della coppia disponibile da 3.000 a quasi 12.000 giri/min. La Tiger Sport 660 presenta valori identici, garantendo potenza costante e reattiva anche con carico e passeggero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre novità comprendono un impianto di scarico 3-in-1 aggiornato, silenziatore underslung, trasmissione a sei rapporti con rapporti rivisti e Triumph Shift Assist ricalibrato, oltre a frizione slip&amp;assist per cambi più fluidi e controllati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Telaio, sospensioni e guida</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Trident 660 e Tiger Sport 660 mantengono la loro agilità, arricchita da telai aggiornati e sospensioni Showa di ultima generazione. La Trident monta una forcella anteriore da 41 mm e monoammortizzatore posteriore regolabile con escursione di 120-130 mm, mentre la Tiger Sport presenta forcelle USD Separate Function da 150 mm e mono posteriore RSU con regolazione remota. Entrambe le moto sono equipaggiate con cerchi in lega leggera, pneumatici Michelin Road 5 e freni potenti con pinze Nissin.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tecnologia e connettività</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambe le moto sono dotate di acceleratore ride-by-wire con tre modalità di guida (Sport, Road, Rain), ABS e controllo di trazione cornering ottimizzati, cruise control, Triumph Shift Assist, display TFT e sistema MyTriumph Connectivity per navigazione e gestione di chiamate e musica. L’illuminazione full LED, con faro DRL integrato, garantisce visibilità e sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prezzi e disponibilità</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Trident 660 e Tiger Sport 660 saranno disponibili dai concessionari Triumph a partire da marzo 2026, con un prezzo di listino di €8.795 per la Trident 660 e €9.795 per la Tiger Sport 660, franco concessionario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Paul Stroud, Chief Commercial Officer di Triumph Motorcycles, ha commentato: “Trident 660 e Tiger Sport 660 hanno conquistato motociclisti di tutte le età e livelli di esperienza. Questi aggiornamenti confermano il nostro impegno a offrire prestazioni, stile e comfort senza compromessi.”</p>
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		<title>Maxi sequestro in Messico: confiscata una collezione di moto da 40 milioni di dollari. Ci sono anche le MotoGP di Rossi e Lorenzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 09:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una collezione di motociclette dal valore stimato di circa 40 milioni di dollari, comprendente alcune delle MotoGP più iconiche degli ultimi anni, è stata sequestrata dalle autorità messicane nell’ambito di un’operazione internazionale contro il narcotraffico. Secondo l’FBI, le moto sarebbero riconducibili a Ryan James Wedding, ex snowboarder olimpico canadese e attuale latitante inserito nella lista [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una collezione di motociclette dal valore stimato di circa 40 milioni di dollari, comprendente alcune delle MotoGP più iconiche degli ultimi anni, è stata sequestrata dalle autorità messicane nell’ambito di un’operazione internazionale contro il narcotraffico. Secondo l’FBI, le moto sarebbero riconducibili a Ryan James Wedding, ex snowboarder olimpico canadese e attuale latitante inserito nella lista dei dieci criminali più ricercati dagli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le immagini del sequestro sono state diffuse nella notte di lunedì dalla divisione di Los Angeles dell’FBI e mostrano una raccolta impressionante di mezzi da competizione, tra cui moto guidate in gara da Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso e Marc Márquez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Wedding, 44 anni, ha partecipato alle Olimpiadi Invernali di Salt Lake City nel 2002 prima di intraprendere una parabola criminale che lo ha portato al centro di un vasto traffico internazionale di stupefacenti. Arrestato e condannato nel 2009 per cospirazione finalizzata alla distribuzione di cocaina, è stato rilasciato nel 2010. Secondo gli inquirenti, proprio dopo la scarcerazione avrebbe costruito un vero e proprio impero del narcotraffico, organizzando spedizioni regolari di centinaia di chilogrammi di cocaina verso il Canada e diverse aree degli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024 Wedding è stato nuovamente incriminato per numerosi reati legati alla droga e da allora risulta irreperibile. Le autorità ritengono che si nasconda in Messico e lo considerano armato e particolarmente pericoloso. Il governo statunitense ha messo sul piatto una ricompensa di 15 milioni di dollari per informazioni che possano condurre al suo arresto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i pezzi più pregiati sequestrati figurano una Ducati MotoGP del 2018 con cui Jorge Lorenzo conquistò tre vittorie stagionali e la Desmosedici GP del 2019 di Andrea Dovizioso. Presenti anche due Ducati utilizzate da Valentino Rossi durante il difficile biennio con la Casa di Borgo Panigale nel 2011 e 2012, oltre alla Moto2 di Marc Márquez delle stagioni 2011 e 2012. Completano la collezione alcune storiche Honda 500 cc da Gran Premio e diverse Kawasaki impegnate nei campionati Superbike.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta ora da chiarire quale sarà il destino di queste motociclette, che rappresentano un patrimonio di enorme valore sportivo ed economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una nota ufficiale, l’FBI ha dichiarato: «Questo mese, le autorità messicane hanno eseguito diversi mandati di perquisizione, sequestrando un ingente numero di motociclette con un valore stimato di circa 40 milioni di dollari, ritenute di proprietà del latitante inserito nella Top Ten dell’FBI, Ryan James Wedding. Il successo dell’operazione è il risultato della collaborazione tra le autorità messicane, l’FBI, la Royal Canadian Mounted Police e il Dipartimento di Polizia di Los Angeles».</p>
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		<title>Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 06:38:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sesta generazione della Nissan Micra compie un deciso salto nel futuro, adottando un’unica motorizzazione completamente elettrica. La compatta giapponese condivide meccanica e interni con la Renault 5 E-Tech, ma i designer Nissan sono riusciti a conferire alla vettura uno stile personale e riconoscibile. Stile moderno e dettagli distintivi Il frontale cambia radicalmente grazie all’adozione [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La sesta generazione della Nissan Micra compie un deciso salto nel futuro, adottando un’unica motorizzazione completamente elettrica. La compatta giapponese condivide meccanica e interni con la Renault 5 E-Tech, ma i designer Nissan sono riusciti a conferire alla vettura uno stile personale e riconoscibile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-1bcc72ea8548fd49ba111b24a37b61e804-1024x768.jpg" alt="Nissan Micra EV 2026 1280 1bcc72ea8548fd49ba111b24a37b61e804" class="wp-image-167766" title="Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 5" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-1bcc72ea8548fd49ba111b24a37b61e804-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-1bcc72ea8548fd49ba111b24a37b61e804-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-1bcc72ea8548fd49ba111b24a37b61e804-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-1bcc72ea8548fd49ba111b24a37b61e804-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-1bcc72ea8548fd49ba111b24a37b61e804-265x198.jpg 265w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-1bcc72ea8548fd49ba111b24a37b61e804.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 11</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Stile moderno e dettagli distintivi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il frontale cambia radicalmente grazie all’adozione di fari con firma luminosa ovale e a un fascione paracolpi dal disegno completamente inedito. Di profilo, le fiancate sono protette nella parte bassa da elementi neri, mentre al posteriore spicca una striscia scura che attraversa il portellone, con al centro la scritta Nissan.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="youtube-embed" data-video_id="UcQ25_hwIJQ"><iframe loading="lazy" title="Introducing the all-new Nissan MICRA | Nissan" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/UcQ25_hwIJQ?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Interni si qualità e alta tecnologia</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli interni della Nissan Micra sono ben rifiniti e offrono la possibilità di scegliere finiture in tessuto o ecopelle anche per gli inserti della plancia. Quest’ultima è dominata dal doppio display da 10,1”, che propone due differenti soluzioni di infotainment.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-7973b698120d4502566dddac5633cb2631-1024x768.jpg" alt="Nissan Micra EV 2026 1280 7973b698120d4502566dddac5633cb2631" class="wp-image-167768" title="Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 6" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-7973b698120d4502566dddac5633cb2631-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-7973b698120d4502566dddac5633cb2631-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-7973b698120d4502566dddac5633cb2631-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-7973b698120d4502566dddac5633cb2631-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-7973b698120d4502566dddac5633cb2631-265x198.jpg 265w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-7973b698120d4502566dddac5633cb2631.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 12</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Infotainment e comandi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le versioni base adottano un’interfaccia semplificata sviluppata da Nissan, mentre gli allestimenti più completi dispongono del sistema multimediale basato su Android Automotive. Nella zona centrale della consolle trovano spazio pratici tasti con stile a pianoforte dedicati alla gestione del climatizzatore automatico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-79c0d74b5a2939db24621c57c5ff049eca-1024x768.jpg" alt="Nissan Micra EV 2026 1280 79c0d74b5a2939db24621c57c5ff049eca" class="wp-image-167769" title="Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 7" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-79c0d74b5a2939db24621c57c5ff049eca-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-79c0d74b5a2939db24621c57c5ff049eca-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-79c0d74b5a2939db24621c57c5ff049eca-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-79c0d74b5a2939db24621c57c5ff049eca-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-79c0d74b5a2939db24621c57c5ff049eca-265x198.jpg 265w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-79c0d74b5a2939db24621c57c5ff049eca.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 13</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Abitabilità e bagagliaio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Davanti lo spazio è abbondante, mentre dietro si viaggia comodamente in due, con qualche sacrificio in tre. Mancano però alcune soluzioni pratiche, come le tasche nelle portiere e le maniglie di appiglio sul soffitto. Il bagagliaio è abbastanza ampio in rapporto alle dimensioni dell’auto, ma la soglia di carico è alta e, con i sedili abbattuti, si crea un gradino che rende meno agevole il trasporto di oggetti ingombranti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-939878f5a490ddeaa9eb54da734d7721c0-1024x768.jpg" alt="Nissan Micra EV 2026 1280 939878f5a490ddeaa9eb54da734d7721c0" class="wp-image-167770" title="Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 8" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-939878f5a490ddeaa9eb54da734d7721c0-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-939878f5a490ddeaa9eb54da734d7721c0-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-939878f5a490ddeaa9eb54da734d7721c0-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-939878f5a490ddeaa9eb54da734d7721c0-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-939878f5a490ddeaa9eb54da734d7721c0-265x198.jpg 265w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-939878f5a490ddeaa9eb54da734d7721c0.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 14</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Motorizzazioni elettriche e autonomia</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Micra è proposta con due varianti di potenza da 122 e 150cv e di batteria da 40 e 52 kWh, con un’autonomia che può arrivare fino a 416 km. In ambito urbano si dimostra particolarmente a suo agio grazie alla buona agilità e alle prestazioni brillanti. Molto utile nella gestione del traffico cittadino è la funzione one-pedal, che offre quattro livelli di intensità fino alla guida con un solo pedale. La decelerazione è rapida e l’impianto idraulico dei freni interviene solo sporadicamente. La piattaforma condivisa con Renault garantisce un comportamento brillante anche sui percorsi ricchi di curve, grazie a uno sterzo preciso e a sospensioni ben tarate. In curva il rollio è contenuto, senza rendere l’auto troppo rigida sulle buche.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-2e033d70cadf7bc3d44b3cf213dac83106-1024x768.jpg" alt="Nissan Micra EV 2026 1280 2e033d70cadf7bc3d44b3cf213dac83106" class="wp-image-167771" title="Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 9" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-2e033d70cadf7bc3d44b3cf213dac83106-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-2e033d70cadf7bc3d44b3cf213dac83106-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-2e033d70cadf7bc3d44b3cf213dac83106-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-2e033d70cadf7bc3d44b3cf213dac83106-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-2e033d70cadf7bc3d44b3cf213dac83106-265x198.jpg 265w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-2e033d70cadf7bc3d44b3cf213dac83106.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 15</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Prezzi e allestimenti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La versione base permette di entrare nel mondo Micra con un buon risparmio, offrendo comunque una dotazione ricca a partire da 31.500 euro. Molto utile la presenza della pompa di calore, che migliora l’autonomia nei mesi freddi. L’allestimento entry level è però disponibile solo con la batteria da 40 kWh, mentre per la batteria da 52 kWh, che garantisce una maggiore percorrenza, è necessario salire di versione, con un prezzo di 36.400 euro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-5614cddeb32e70982c8c724e44ebc6eac0-1024x768.jpg" alt="Nissan Micra EV 2026 1280 5614cddeb32e70982c8c724e44ebc6eac0" class="wp-image-167772" title="Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 10" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-5614cddeb32e70982c8c724e44ebc6eac0-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-5614cddeb32e70982c8c724e44ebc6eac0-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-5614cddeb32e70982c8c724e44ebc6eac0-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-5614cddeb32e70982c8c724e44ebc6eac0-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-5614cddeb32e70982c8c724e44ebc6eac0-265x198.jpg 265w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/12/Nissan-Micra_EV-2026-1280-5614cddeb32e70982c8c724e44ebc6eac0.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Guida all’acquisto Nissan Micra 2025 elettrica 16</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Confronto con le rivali</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto tra la Nissan Micra 2025 e le principali rivali elettriche dello stesso segmento evidenzia un mercato ormai maturo e altamente competitivo. A primeggiare è la cugina francese Renault 5 E-Tech, che convince per il perfetto equilibrio tra design iconico, tecnologia avanzata e autonomia di 410 km a un prezzo competitivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Alternative sul mercato</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Nissan Micra 2025 si difende bene come valida alternativa, grazie a un’autonomia dichiarata fino a 416 km e a una gestione avanzata degli ADAS con il sistema ProPilot e l’integrazione di Google. Il prezzo più contenuto ne rafforza la competitività, anche se manca del carisma e della personalità distintiva della Renault 5. La Citroën ë-C3 completa il quadro come proposta più economica, favorita da una politica aggressiva sugli incentivi Stellantis, pur offrendo un’autonomia inferiore di circa 320 km e puntando maggiormente sul comfort grazie alle sospensioni Advanced Comfort.</p>
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		<item>
		<title>Triumph svela le nuove Tiger Alpine e Desert Special Edition.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 11:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Triumph Motorcycles presenta le nuove edizioni speciali dedicate alle sue iconiche adventure: Tiger 900 e Tiger 1200 si rinnovano con le versioni Alpine e Desert Special Edition, pensate per chi ama esplorare senza compromessi, tra vette innevate e deserti infuocati. Tiger Alpine Edition: la montagna chiamaLa Alpine Edition nasce per chi ama l’alta quota e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Triumph Motorcycles presenta le nuove edizioni speciali dedicate alle sue iconiche adventure: Tiger 900 e Tiger 1200 si rinnovano con le versioni Alpine e Desert Special Edition, pensate per chi ama esplorare senza compromessi, tra vette innevate e deserti infuocati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tiger Alpine Edition: la montagna chiama</strong><br>La Alpine Edition nasce per chi ama l’alta quota e il viaggio su strada, concentrandosi sui modelli GT Pro con dotazioni elettroniche avanzate e nuove colorazioni. La Tiger 900 Alpine Edition si veste di Snowdonia White e Sapphire Black con dettagli Aegean Blue, mentre la Tiger 1200 Alpine offre due varianti Alpine per chi cerca prestazioni da turismo raffinate unite a un design audace. Tra le novità, per la prima volta su una adventure Triumph, il silenziatore Akrapovič è di serie. La versione Alpine è inoltre equipaggiata con barre di protezione motore e, come optional, selle riscaldate o ribassate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tiger Desert Edition: pronta all’off-road più estremo</strong><br>La Desert Edition, declinata sui modelli Rally Pro, è pensata per affrontare dune e terreni impegnativi. La Tiger 900 Desert Edition sfoggia livrea Urban Grey e Sapphire Black con accenti Baja Orange, mentre la Tiger 1200 Desert Edition è disponibile in due varianti cromatiche. Anche in questo caso, il silenziatore Akrapovič è di serie, insieme alle barre di protezione serbatoio per una maggiore robustezza in fuoristrada.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Performance e tecnologia senza compromessi</strong><br>Le Tiger 900 e 1200 mantengono il loro DNA adventure: forcelloni in alluminio pressofuso a doppio braccio, freni Brembo ad alte prestazioni, sospensioni Marzocchi o Showa ottimizzate per ogni versione e pneumatici selezionati per massima aderenza. La Tiger 1200 monta sospensioni Showa semi-attive e ruote a raggi tubeless, con pneumatici Bridgestone A41 o Metzeler Karoo Streets a seconda della versione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Comfort e sicurezza di serie</strong><br>Tutte le nuove Special Edition offrono dotazioni avanzate per comfort e sicurezza. Display TFT a colori da 7&#8243;, MyTriumph Connectivity, Triumph Shift Assist e più modalità di guida (fino a sei per la Desert Edition) permettono di adattare la moto a ogni terreno. La Tiger 1200 include di serie selle riscaldate per pilota e passeggero, Blind Spot Assist e Lane Change Assist, mentre l’Active Preload Reduction consente di abbassare la moto di 20 mm a fermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Accessori e viaggi senza limiti</strong><br>Le nuove Tiger Alpine e Desert dispongono di oltre 50 accessori originali Triumph, tra cui bagagli Trekker o Expedition, protezioni aggiuntive e upgrade per il comfort, tutti coperti dalla garanzia Triumph. La Tiger 900 offre intervalli di manutenzione di 10.000 km e garanzia di due anni a chilometraggio illimitato, mentre la Tiger 1200 arriva fino a 16.000 km tra un controllo e l’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzi e disponibilità</strong><br>Le nuove Special Edition saranno disponibili dai concessionari Triumph a partire da gennaio 2026, con prezzi a partire da:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tiger 900 Alpine Special Edition: €17.095</li>



<li>Tiger 900 Desert Special Edition: €17.995</li>



<li>Tiger 1200 Alpine Special Edition: €21.995</li>



<li>Tiger 1200 Desert Special Edition: €22.995</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Paul Stroud, Chief Commercial Officer di Triumph Motorcycles, ha commentato: <em>“Alpine e Desert Edition rappresentano tutto ciò che ci si aspetta da una Tiger: design distintivo, specifiche migliorate e un eccezionale rapporto qualità-prezzo. Sono una celebrazione delle avventure dei nostri clienti, tra vette innevate e dune, con stile e tecnologia all’avanguardia.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuove Tiger Alpine e Desert confermano la leadership di Triumph nel segmento adventure, combinando prestazioni, comfort e sicurezza con uno stile unico e immediatamente riconoscibile.</p>
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		<title>Ducati celebra Bagnaia e Marquez con due Panigale V2 da sogno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 10:12:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ducati rende omaggio ai suoi assi della MotoGP con due edizioni speciali della Panigale V2 S, dedicate a Francesco “Pecco” Bagnaia e Marc Marquez.Due moto che racchiudono spirito racing, esclusività e un design che porta su strada l’essenza della Desmosedici GP. Le Panigale V2 “PB63” e “MM93” condividono la stessa base tecnica della sportiva di [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ducati rende omaggio ai suoi assi della MotoGP con due <strong>edizioni speciali della Panigale V2 S</strong>, dedicate a <strong>Francesco “Pecco” Bagnaia</strong> e <strong>Marc Marquez</strong>.<br>Due moto che racchiudono spirito racing, esclusività e un design che porta su strada l’essenza della Desmosedici GP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>Panigale V2 “PB63” e “MM93”</strong> condividono la stessa base tecnica della sportiva di Borgo Panigale, ma sfoggiano <strong>livree e dettagli unici</strong>, pensati per rappresentare l’identità dei due campioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Due anime, un solo DNA Ducati</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Panigale V2 PB63 – Bagnaia Edition</strong><br>Livrea “camo” rosso-nera, ispirata al casco del campione del mondo 2025.<br>L’estetica aggressiva richiama il carattere deciso e la precisione del pilota torinese.</li>



<li><strong>Panigale V2 MM93 – Marquez Edition</strong><br>Dominata dal numero 93 e da grafiche derivate dalla Desmosedici testata a Barcellona nel 2024, quando Marquez debuttò ufficialmente in rosso.<br>Un omaggio al talento esplosivo dello spagnolo e al suo nuovo legame con Ducati.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Tecnologia e dettagli da gara</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambe le versioni montano <strong>cerchi forgiati in alluminio</strong> (-1,5 kg rispetto ai cerchi standard), con una riduzione d’inerzia del <strong>27% all’anteriore</strong> e <strong>21% al posteriore</strong>.<br>Completano l’allestimento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ammortizzatore di sterzo regolabile Öhlins</strong></li>



<li><strong>Manubri clip-on e piastra di sterzo fresata</strong> con numero di produzione inciso</li>



<li><strong>Cupolino maggiorato</strong> per migliorare la protezione aerodinamica</li>



<li><strong>Manopole racing Desmosedici-style</strong>, per un feeling diretto e autentico</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni moto sarà <strong>numerata e accompagnata da un certificato ufficiale Ducati</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Disponibilità e mercati</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le consegne inizieranno:<br>🇪🇺 <strong>Marzo 2026</strong> – Europa<br>🇺🇸 <strong>Aprile 2026</strong> – Stati Uniti<br>🇯🇵🇦🇺 <strong>Luglio 2026</strong> – Giappone e Australia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prezzo non è ancora stato comunicato, ma le due versioni sono destinate a diventare <strong>pezzi da collezione ricercatissimi</strong> per fan e collezionisti Ducati.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scheda tecnica (base Panigale V2 S)</strong></h3>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th>Specifica</th><th>Dato</th></tr></thead><tbody><tr><td>Motore</td><td>Bicilindrico Superquadro 955 cc</td></tr><tr><td>Potenza</td><td>155 CV @ 10.750 giri/min</td></tr><tr><td>Coppia</td><td>104 Nm @ 9.000 giri/min</td></tr><tr><td>Peso (a secco)</td><td>176 kg</td></tr><tr><td>Cambio</td><td>6 marce con quickshifter</td></tr><tr><td>Elettronica</td><td>Cornering ABS, DTC EVO 2, DQS, DWC, tre riding mode</td></tr><tr><td>Telaio</td><td>Monoscocca in alluminio</td></tr><tr><td>Sospensioni</td><td>Öhlins (versione speciale)</td></tr><tr><td>Prezzo</td><td>n.d. (atteso sopra i 25.000 €)</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>BMW F 450 GS: il DNA GS arriva nella classe A2 da 48 CV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 16:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BMW Motorrad amplia la famiglia GS con una novità assoluta dedicata alla patente A2: la nuova BMW F 450 GS, una moto che porta tutto il know-how e lo stile iconico della gamma GS nel segmento delle medie cilindrate. Presentata in anteprima all’EICMA 2024, la F 450 GS nasce per offrire agli appassionati un mix [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">BMW Motorrad amplia la famiglia GS con una novità assoluta dedicata alla patente A2: la nuova <strong>BMW F 450 GS</strong>, una moto che porta tutto il know-how e lo stile iconico della gamma GS nel segmento delle medie cilindrate. Presentata in anteprima all’<strong>EICMA 2024</strong>, la F 450 GS nasce per offrire agli appassionati un mix perfetto tra <strong>versatilità, agilità e tecnologia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una potenza di <strong>48 CV</strong>, la nuova F 450 GS è stata sviluppata da zero per soddisfare un pubblico sempre più attratto dal concetto di <em>downsizing</em>, ossia il passaggio da moto più pesanti a modelli leggeri e intuitivi. “Con la BMW F 450 GS ci rivolgiamo a chi desidera la massima agilità e un piacere di guida puro, sia nell’uso quotidiano sia nei viaggi o in fuoristrada”, spiega <strong>Astrid Neudecker</strong>, Product Manager del progetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Design GS, anima sportiva</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista estetico, la F 450 GS richiama immediatamente il linguaggio stilistico della gamma: il <strong>faro a LED con luce diurna a “X”</strong>, la carrozzeria filante e le proporzioni compatte la rendono inconfondibilmente una GS. Nella versione <strong>GS Trophy</strong>, il carattere avventuroso viene esaltato da dettagli tecnici di alto livello, come gli elementi in <strong>magnesio</strong> che garantiscono leggerezza e prestazioni elevate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tecnologia e innovazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La grande novità tecnica è rappresentata dal sistema <strong>BMW Easy Ride Clutch (ERC)</strong>, una sofisticata frizione centrifuga che elimina la necessità di azionare manualmente la leva in ogni fase di guida. Dalla partenza al cambio di marcia, fino alle manovre in off-road, l’ERC offre una gestione fluida e semplificata, fissando un nuovo standard nella categoria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Optional e personalizzazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Al lancio sarà disponibile un’ampia gamma di accessori, tra cui il <strong>terminale Akrapovič</strong> e i <strong>cerchi a raggi incrociati originali BMW Motorrad</strong>, pensati per chi vuole combinare stile e funzionalità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La nuova era GS per tutti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Equilibrata tra potenza e coppia, leggera e intuitiva, la BMW F 450 GS promette un piacere di guida immediato, accompagnato da una sensazione di sicurezza tipica del marchio. Una <strong>compagna di viaggio affidabile</strong> tanto su strada quanto in fuoristrada, capace di incarnare lo spirito GS in una forma accessibile e moderna.</p>
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		<item>
		<title>EICMA 2025: Suzuki presenta in anteprima mondiale la nuova SV-7GX</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 11:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RHO (Milano) – Suzuki ha tolto i veli, in anteprima mondiale a EICMA 2025, alla nuova SV-7GX, protagonista assoluta della conferenza stampa presso lo stand del marchio giapponese nel padiglione 6. All’evento hanno partecipato il Presidente e Representative Director di Suzuki Motor Corporation, Toshihiro Suzuki, e una leggenda del motociclismo mondiale: Kevin Schwantz, campione della [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">RHO (Milano) – Suzuki ha tolto i veli, in anteprima mondiale a EICMA 2025, alla nuova <strong>SV-7GX</strong>, protagonista assoluta della conferenza stampa presso lo stand del marchio giapponese nel padiglione 6. All’evento hanno partecipato il Presidente e Representative Director di Suzuki Motor Corporation, <strong>Toshihiro Suzuki</strong>, e una leggenda del motociclismo mondiale: <strong>Kevin Schwantz</strong>, campione della classe 500.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo modello, Suzuki entra ufficialmente nel segmento delle <strong>crossover stradali di media cilindrata</strong>, puntando a una categoria in forte espansione a livello internazionale. La SV-7GX nasce come ponte tra le naked sportive e le adventure-tourer: una moto versatile pensata per il turismo, la guida quotidiana e il divertimento tra le curve.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Una crossover compatta e tecnologica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La SV-7GX combina la collaudata piattaforma <strong>V-twin della SV650</strong>, numerose soluzioni tecniche ereditate dalla <strong>V-Strom 650XT</strong> e un design che richiama le linee moderne della <strong>GSX-S1000GX</strong>. Il risultato è una moto agile, confortevole e ricca di dotazioni elettroniche di ultima generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il design, studiato in galleria del vento, abbina protezione aerodinamica e aggressività sportiva. Paramani e parabrezza regolabile a tre posizioni sono di serie, mentre l’illuminazione LED assicura visibilità ottimale anche in curva grazie alla distribuzione del fascio luminosa ad hoc.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Comfort e controllo per tutti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La posizione di guida è stata progettata per offrire equilibrio tra sportività e comodità: manubrio largo, serbatoio da 17,4 litri che favorisce la presa delle ginocchia, sella bassa da 795 mm e maniglie integrate per il passeggero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il peso in ordine di marcia è di <strong>211 kg</strong>, mentre la ciclistica si affida a un telaio a traliccio in acciaio, forcella da 41 mm e monoammortizzatore regolabile. Freni con doppio disco anteriore da 290 mm e pneumatici <strong>Pirelli Angel GT II</strong> su cerchi da 17&#8243; completano il pacchetto.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Motore, consumi e autonomia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore della SV-7GX è il noto bicilindrico a V da <strong>652 cc</strong>, affidabile ed efficiente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Potenza:</strong> 54 kW (73,4 CV)</li>



<li><strong>Coppia:</strong> 64 Nm</li>



<li><strong>Consumi dichiarati:</strong> 4,2 l/100 km</li>



<li><strong>Autonomia stimata:</strong> oltre 400 km</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il propulsore è omologato <strong>Euro 5+</strong> e si distingue per una spinta fluida ai bassi regimi e un buon allungo, perfetto tanto per il traffico urbano quanto per i viaggi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Elettronica completa con S.I.R.S.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione elettronica è affidata al <strong>Suzuki Intelligent Ride System</strong>, che include:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>tre modalità motore (Drive Mode Selector)</li>



<li>traction control a tre livelli, disattivabile</li>



<li>acceleratore ride-by-wire</li>



<li>Easy Start e Low RPM Assist</li>



<li>cambio elettronico bidirezionale</li>



<li>ABS</li>
</ul>



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<h3 class="wp-block-heading">Connettività e dotazioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La strumentazione TFT a colori da 4,2&#8243; garantisce ottima leggibilità e integra la connettività con smartphone tramite <strong>Suzuki Ride Connect+</strong> per navigazione, notifiche e servizi da remoto. Presente anche una porta <strong>USB-C</strong> laterale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre le colorazioni: <strong>Blu Zante</strong>, <strong>Grigio Buffalo</strong> e <strong>Nero Dubai</strong>. Ampia la gamma accessori, tra cui valigie, borsa serbatoio, sella comfort e parabrezza maggiorato.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Non solo SV-7GX: le altre novità Suzuki a EICMA</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto i riflettori anche l’<strong>e-Address</strong>, scooter elettrico con 80 km di autonomia, mostrato in anteprima europea. Toshihiro Suzuki ha ribadito il percorso “<strong>Multi-Pathway</strong>” della Casa verso la neutralità carbonica, che include elettrico, e-fuel, idrogeno e biocarburanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande festa anche per il ritorno della <strong>GSX-R1000R in Italia</strong> e per i <strong>40 anni della famiglia GSX-R</strong>, celebrati con tre livree speciali. Tra le attrazioni, la GSX-R1000 SERT dell’Endurance World Championship e la GSX-8R CUP del trofeo monomarca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Kevin Schwantz sarà inoltre protagonista della <strong>Champions Charity Race</strong> sul circuito MotoLive, in sella a una DR-Z4S con livrea dedicata.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Suzuki entra così nel mercato delle crossover media con una proposta che punta su versatilità, efficienza, tecnologia e un carattere deciso, pronta a conquistare sia i nuovi motociclisti sia i rider più esperti.</p>
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		<title>Bajaj taglia il personale KTM: oltre il 50% dei costi ridotti, colpiti anche i team MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 09:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bajaj Auto ha annunciato un drastico piano di ristrutturazione per KTM, con l’obiettivo di ridurre la forza lavoro e i costi di oltre il 50% in diversi settori, compreso il motorsport, mentre si avvicina al completamento dell’acquisizione del costruttore austriaco. Rajiv Bajaj, managing director di Bajaj, ha spiegato in un’intervista a CNBC TV18 che la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Bajaj Auto ha annunciato un drastico piano di ristrutturazione per KTM, con l’obiettivo di ridurre la forza lavoro e i costi di oltre il 50% in diversi settori, compreso il motorsport, mentre si avvicina al completamento dell’acquisizione del costruttore austriaco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rajiv Bajaj, managing director di Bajaj, ha spiegato in un’intervista a CNBC TV18 che la decisione riguarda R&amp;D, marketing, operations e amministrazione generale. “La precedente gestione aveva già ridotto il personale da 6.000 a 4.000, ma si ritiene ancora troppo. La maggior parte dei tagli riguarderà impiegati e manager costosi, non gli operai che producono le moto,” ha dichiarato Bajaj.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Critiche alla vecchia gestione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il CEO indiano ha duramente criticato la vecchia dirigenza, pur evitando di menzionare direttamente l’ex azionista di maggioranza Stefan Pierer, ritenuto responsabile del collasso finanziario di KTM. Secondo Bajaj, tre tipi di “avidità” hanno portato l’azienda sull’orlo dell’insolvenza: operativa, strategica e di governance.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“KTM Austria ha continuato a sovraprodurre anche quando la domanda post-COVID era calata, creando stock eccessivi. Inoltre, l’ingresso in settori non strategici come le biciclette elettriche ha peggiorato la situazione. Infine, alcune decisioni sono state prese senza informarci o senza seguire i processi corretti,” ha spiegato Bajaj.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuova era KTM</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le difficoltà, Bajaj ha espresso fiducia nella nuova gestione KTM, definita più snella ed efficiente. “Il problema non è causato dai dipendenti, ma dall’ex top management. Ora abbiamo un team fantastico, con colleghi esperti e nuove figure eccezionali guidate dal nuovo CFO e CHRO,” ha sottolineato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tagli e la riorganizzazione interesseranno direttamente anche i team MotoGP di KTM e Tech3, segnando un cambio di rotta significativo per la Casa austriaca, che punta a diventare più competitiva e sostenibile in futuro.</p>
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		<item>
		<title>Honda CB1000F 2025: la nuova naked rétro che celebra la leggendaria famiglia CB</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/10/10/honda-cb1000f-2025-la-nuova-naked-retro-che-celebra-la-leggendaria-famiglia-cb/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=honda-cb1000f-2025-la-nuova-naked-retro-che-celebra-la-leggendaria-famiglia-cb</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 19:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Honda amplia la sua iconica gamma CB con la nuova CB1000F 2025, una naked dallo stile rétro che rende omaggio alle leggendarie CB del passato. Ispirata a modelli storici come la CB900F Bol D’Or e la CB750F con cui Freddie Spencer correva nell’AMA, la nuova CB unisce il fascino vintage all’avanguardia tecnologica. Design: eleganza anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Honda amplia la sua iconica gamma CB con la nuova <strong>CB1000F 2025</strong>, una naked dallo stile rétro che rende omaggio alle leggendarie CB del passato. Ispirata a modelli storici come la <strong>CB900F Bol D’Or</strong> e la <strong>CB750F</strong> con cui Freddie Spencer correva nell’AMA, la nuova CB unisce il fascino vintage all’avanguardia tecnologica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Design: eleganza anni ’80 e dettagli autentici</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il design della <strong>Honda CB1000F</strong> è un tributo agli anni ’80, epoca d’oro del motociclismo sportivo. Le linee fluide e la silhouette compatta fondono serbatoio, fiancate e sella in un profilo armonioso che culmina nel codone corto e sportivo.<br>Tra gli elementi retrò spiccano il <strong>doppio clacson sotto il faro tondo</strong>, le <strong>grafiche audaci sul serbatoio</strong> e lo <strong>scarico con terminale a megafono</strong>, chiaro richiamo alle moto da gara del passato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Motore Fireblade e prestazioni bilanciate</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto la scocca batte il cuore della <strong>CBR1000RR Fireblade 2017-2019</strong>, rivisitato per offrire un’erogazione più corposa e un carattere distintivo.<br>Il quattro cilindri in linea da <strong>998 cc</strong> sviluppa <strong>124 CV (91 kW) a 9.000 giri/min</strong> e <strong>103 Nm di coppia a 8.000 giri/min</strong>, grazie a camme, fasatura valvole e cornetti d’aspirazione ricalibrati. Il risultato è un motore dal <strong>sound pieno e coinvolgente</strong>, con prestazioni fluide e lineari in ogni regime.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ciclistica Showa e freni Nissin per il massimo controllo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova naked Honda è equipaggiata con una <strong>forcella rovesciata Showa SFF-BP da 41 mm</strong> e un <strong>monoammortizzatore Showa regolabile</strong> con leveraggio Pro-Link dedicato, per garantire comfort e precisione.<br>L’impianto frenante <strong>Nissin</strong> include <strong>pinze radiali a quattro pistoncini</strong> e <strong>dischi flottanti da 310 mm</strong>, assicurando una frenata potente e modulabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tecnologia moderna e dotazione completa</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Pur mantenendo un look heritage, la <strong>CB1000F 2025</strong> integra il meglio della tecnologia Honda.<br>La <strong>piattaforma inerziale IMU a 6 assi</strong> gestisce l’<strong>ABS Cornering</strong>, mentre il <strong>Throttle By Wire (TBW)</strong> consente di scegliere tra <strong>tre Riding Mode</strong> preimpostati e <strong>due modalità USER</strong> completamente personalizzabili. Il sistema <strong>HSTC con anti-impennata integrato</strong> regola la trazione in base allo stile di guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La strumentazione TFT a colori da <strong>5 pollici</strong>, compatibile con <strong>Honda RoadSync</strong>, offre connettività smartphone e ottima leggibilità anche alla luce diretta. Il tutto gestibile dai comandi al manubrio sinistro e abbinato alla <strong>Smart Key</strong>, per avviamento e blocco senza chiave.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Materiali sostenibili e accessori dedicati</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In linea con l’impegno ambientale del marchio, Honda realizza il <strong>parafango posteriore</strong> e la <strong>base della sella</strong> in <strong>polipropilene riciclato</strong>, riducendo l’impatto ambientale della produzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi vuole personalizzare la propria CB, è disponibile una gamma completa di <strong>Accessori Originali Honda</strong>, anche in pacchetti dedicati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sport Pack</strong> per un look più aggressivo</li>



<li><strong>Comfort Pack</strong> per una maggiore ergonomia</li>



<li><strong>Travel Pack</strong> per chi viaggia spesso</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Colorazioni disponibili</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Honda CB1000F 2025</strong> è disponibile in due eleganti combinazioni cromatiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Wolf Silver Metallic</strong> con strisce blu</li>



<li><strong>Graphite Black</strong> con strisce rosse</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Con la nuova <strong>CB1000F 2025</strong>, Honda firma un perfetto equilibrio tra <strong>heritage e innovazione</strong>, portando nel presente il DNA sportivo e lo stile inconfondibile della famiglia CB. Una moto che unisce <strong>design senza tempo</strong>, <strong>tecnologia all’avanguardia</strong> e <strong>piacere di guida autentico</strong>, pensata per chi cerca emozioni pure su ogni strada.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ducati Panigale V4 R 2026: l’apice della tecnologia racing di Borgo Panigale</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/24/ducati-panigale-v4-r-2026-lapice-della-tecnologia-racing-di-borgo-panigale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ducati-panigale-v4-r-2026-lapice-della-tecnologia-racing-di-borgo-panigale</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 17:29:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la nuova Panigale V4 R 2026, Ducati porta su strada il massimo livello di tecnologia derivata dalle competizioni MotoGP e Superbike. Presentata nell’ambito del Ducati World Première 2026, la supersportiva bolognese nasce come base tecnica per il Mondiale Superbike ed è prodotta in serie numerata, con numero inciso sulla piastra di sterzo. Motore Desmosedici [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con la nuova <strong>Panigale V4 R 2026</strong>, Ducati porta su strada il massimo livello di tecnologia derivata dalle competizioni MotoGP e Superbike. Presentata nell’ambito del <strong>Ducati World Première 2026</strong>, la supersportiva bolognese nasce come base tecnica per il Mondiale Superbike ed è prodotta in <strong>serie numerata</strong>, con numero inciso sulla piastra di sterzo.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Motore Desmosedici Stradale R</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore della V4 R è il <strong>Desmosedici Stradale R da 998 cc</strong>, progettato per il Mondiale SBK ed evoluto secondo le specifiche Ducati Corse:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Potenza massima</strong>: 218 CV a 15.500 giri/min (Euro 5+),</li>



<li><strong>Coppia massima</strong>: 114,5 Nm a 12.000 giri,</li>



<li><strong>Regime massimo</strong>: 16.500 giri/min in sesta marcia,</li>



<li><strong>Componenti</strong>: nuovi pistoni (-5,1%), albero motore a inerzia incrementata, condotti di aspirazione ridisegnati, iniettori riposizionati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Con scarico racing non omologato, la potenza cresce fino a <strong>235 CV</strong> (239 CV con olio Ducati Corse Performance), mentre la velocità massima supera i <strong>330 km/h</strong>, valori fino a ieri riservati alle MotoGP.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Aerodinamica e ciclistica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova Panigale V4 R è la <strong>prima moto omologata al mondo</strong> a introdurre i <strong>Corner Sidepods</strong> derivati dalla MotoGP, che generano effetto suolo e aumentano il grip in curva. Le nuove <strong>ali maggiorate</strong> garantiscono un incremento del carico aerodinamico del 25%, pari a 6 kg a 300 km/h.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ciclistica si basa sul telaio <strong>Front Frame</strong> alleggerito (-40% rigidezza laterale) e sul forcellone <strong>Hollow Symmetrical Swingarm</strong>, sviluppati con Ducati Corse per sfruttare al meglio gli pneumatici slick da gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sospensioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Forcella Öhlins NPX25/30 pressurizzata</strong>, steli da 43 mm,</li>



<li><strong>Ammortizzatore posteriore Öhlins TTX36</strong>,</li>



<li><strong>Nuovo ammortizzatore di sterzo Öhlins SD20</strong>, regolabile su ampio range.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il pacchetto ciclistico consente regolazioni avanzate (altezza forcellone, interasse sospensioni, sensori per acquisizione dati) per adattare la moto alle diverse piste.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Cambio Ducati Racing Gearbox</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Debutta il <strong>Ducati Racing Gearbox (DRG)</strong>, con schema racing e folle sotto la prima. Il sistema <strong>Ducati Neutral Lock (DNL)</strong> impedisce l’innesto accidentale del folle in staccata, aumentando sicurezza e precisione nelle curve da prima marcia.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Elettronica evoluta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il pacchetto elettronico, sviluppato con Ducati Corse, integra il nuovo <strong>algoritmo Ducati Vehicle Observer (DVO)</strong> e l’<strong>ABS Cornering con Race Brake Control</strong>. Quest’ultimo permette una gestione più avanzata della frenata combinata, simulando le tecniche dei piloti MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cruscotto TFT da <strong>6,9”</strong> offre modalità <strong>Road e Track</strong>, con grafica dedicata all’uso racing (<strong>Grip Meter</strong>) che mostra in tempo reale il livello stimato di aderenza.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Freni, ruote e pneumatici</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pinze Brembo Hypure</strong>, dischi anteriori da 330 mm,</li>



<li><strong>Cerchi forgiati a 5 razze tangenziali</strong> con Pirelli Diablo Supercorsa SP v4 (120/70 ant., 200/60 post.),</li>



<li>Possibilità di montare gli stessi <strong>slick Pirelli SBK</strong> nelle misure 125/70 e 200/65, con mescole SC0, SCX e SCQ.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Accessori e configurazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ducati offre un’ampia gamma di accessori <strong>Performance</strong>, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>cerchi in carbonio (-950 g rispetto ai forgiati),</li>



<li>pacchetti freno PRO e PRO+,</li>



<li>software <strong>DAVC Race Pro</strong>, sviluppato con Ducati Corse,</li>



<li>acquisizione dati <strong>Ducati Data Logger (DDL)</strong>,</li>



<li>carene racing e componenti alleggeriti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti configurabili tramite il <strong>Ducati Configurator</strong> online.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Disponibilità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova Ducati Panigale V4 R sarà disponibile da <strong>novembre 2025</strong> nelle concessionarie europee, con distribuzione negli USA dal mese successivo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Tabella tecnica – Ducati Panigale V4 R 2026</h2>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th>Caratteristica</th><th>Specifica</th></tr></thead><tbody><tr><td>Motore</td><td>V4 Desmosedici Stradale R, 998 cc, Euro 5+</td></tr><tr><td>Potenza max</td><td>218 CV a 15.500 giri/min (235 CV con scarico racing)</td></tr><tr><td>Coppia max</td><td>114,5 Nm a 12.000 giri/min</td></tr><tr><td>Regime massimo</td><td>16.500 giri/min (in sesta)</td></tr><tr><td>Cambio</td><td>Ducati Racing Gearbox (folle sotto la prima)</td></tr><tr><td>Telaio</td><td>Front Frame in alluminio, rigidità ottimizzata</td></tr><tr><td>Forcellone</td><td>Hollow Symmetrical Swingarm</td></tr><tr><td>Sospensioni</td><td>Öhlins NPX25/30 + TTX36, sterzo SD20</td></tr><tr><td>Freni</td><td>Brembo Hypure, dischi 330 mm</td></tr><tr><td>Pneumatici</td><td>Pirelli Diablo Supercorsa SP v4 (120/70 – 200/60)</td></tr><tr><td>Aerodinamica</td><td>Corner Sidepods, ali maggiorate, presa d’aria dinamica</td></tr><tr><td>Elettronica</td><td>ABS Cornering, Race Brake Control, DVO, TFT 6,9”</td></tr><tr><td>Peso a secco</td><td>n.d. (dato ufficiale non dichiarato)</td></tr><tr><td>Velocità max</td><td>318,4 km/h (330,6 km/h con scarico racing)</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Yamaha WR125R 2026: ritorno alle origini con un’impostazione tecnica evoluta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 17:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha WR125R]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la presentazione della nuova WR125R 2026, Yamaha reintroduce nella propria gamma dual-sport un modello entry-level pensato per chi vuole avvicinarsi all’enduro stradale senza rinunciare a un pacchetto tecnico completo. Una moto che, pur con cilindrata contenuta, eredita soluzioni tipiche delle sorelle maggiori della famiglia WR. Motore: 125 cc con VVA e doppio catalizzatore Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con la presentazione della nuova <strong>WR125R 2026</strong>, Yamaha reintroduce nella propria gamma dual-sport un modello entry-level pensato per chi vuole avvicinarsi all’enduro stradale senza rinunciare a un pacchetto tecnico completo. Una moto che, pur con cilindrata contenuta, eredita soluzioni tipiche delle sorelle maggiori della famiglia WR.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Motore: 125 cc con VVA e doppio catalizzatore</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore pulsante è un monocilindrico <strong>SOHC 125 cc raffreddato a liquido</strong>, 4 valvole con iniezione elettronica, omologato <strong>EU5+</strong>. La peculiarità tecnica risiede nel sistema <strong>Variable Valve Actuation (VVA)</strong>, che commuta automaticamente tra due profili di camme di aspirazione per ottimizzare la resa ai diversi regimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I valori dichiarati parlano di <strong>11 kW a 10.000 giri/min</strong> e <strong>11 Nm a 6.500 giri/min</strong>, con un’erogazione fluida e gestibile. La doppia catalizzazione e il sensore O₂ riducono le emissioni, mantenendo prestazioni brillanti e consumi contenuti, nell’ordine dei <strong>40 km/l (ciclo WMTC)</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ciclistica: impostazione da vera enduro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il telaio a <strong>semi doppia culla in acciaio</strong> è abbinato a sospensioni di qualità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>forcella KYB da 41 mm a lunga escursione</strong>,</li>



<li>posteriore <strong>Monocross progressivo</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un assetto che privilegia la stabilità sullo sterrato, senza compromettere l’utilizzo quotidiano. Le ruote da <strong>21” all’anteriore e 18” al posteriore</strong>, abbinate a pneumatici <strong>Dunlop D605 on/off</strong>, garantiscono trazione e controllo anche su fondi irregolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sella piatta da <strong>875 mm</strong>, seppur alta, è sciancrata per agevolare il contatto a terra, mentre le ampie pedane e il serbatoio compatto facilitano i movimenti in guida off-road.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Elettronica e dotazioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte tecnologico, la WR125R si distingue per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>strumentazione LCD multifunzione</strong> con connettività smartphone,</li>



<li><strong>ABS a singolo canale</strong> calibrato per non inibire la guida in fuoristrada,</li>



<li>illuminazione full <strong>LED</strong> con doppio proiettore anteriore integrato nel cupolino dal design aerodinamico.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il supporto dell’app <strong>Yamaha MyRide</strong> aggiunge funzionalità avanzate: tracciamento percorsi, telemetria base (velocità, altitudine, angolo di piega) e gestione notifiche direttamente sul display.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Accessori e posizionamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Yamaha ha previsto una gamma di <strong>accessori originali</strong> per personalizzare la WR125R, configurabili online e ordinabili direttamente dal concessionario. A ciò si affianca la linea di abbigliamento tecnico sviluppata in collaborazione con <strong>Alpinestars</strong>, per completare l’esperienza Adventure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La WR125R sarà disponibile nel 2026 nelle colorazioni <strong>Icon Blue</strong> e <strong>Yamaha Black</strong>. Il prezzo non è ancora stato comunicato, ma Yamaha conferma un posizionamento competitivo che la renderà la <strong>dual-sport 125 più accessibile della gamma</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova WR125R 2026 si propone come una vera scuola di guida per i neofiti, con un pacchetto tecnico di livello e un carattere dual-sport autentico. Un modello che non si limita a replicare lo stile delle sorelle maggiori, ma offre soluzioni concrete per affrontare sia la città che i percorsi sterrati. Per molti giovani piloti, sarà il primo passo verso la più impegnativa — e iconica — <strong>Ténéré 700</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Scheda tecnica Yamaha WR125R 2026</h2>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th><strong>Caratteristica</strong></th><th><strong>Dati dichiarati</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Motore</strong></td><td>Monocilindrico 4T, SOHC, 4 valvole, raffreddato a liquido</td></tr><tr><td><strong>Cilindrata</strong></td><td>125 cc</td></tr><tr><td><strong>Potenza max</strong></td><td>11 kW (15 CV) @ 10.000 giri/min</td></tr><tr><td><strong>Coppia max</strong></td><td>11 Nm @ 6.500 giri/min</td></tr><tr><td><strong>Alimentazione</strong></td><td>Iniezione elettronica</td></tr><tr><td><strong>Normativa emissioni</strong></td><td>Euro 5+</td></tr><tr><td><strong>Cambio</strong></td><td>6 marce</td></tr><tr><td><strong>Telaio</strong></td><td>Semi doppia culla in acciaio</td></tr><tr><td><strong>Sospensione anteriore</strong></td><td>Forcella KYB Ø41 mm, escursione lunga</td></tr><tr><td><strong>Sospensione posteriore</strong></td><td>Monocross progressivo</td></tr><tr><td><strong>Freno anteriore</strong></td><td>Disco singolo con ABS a canale singolo</td></tr><tr><td><strong>Freno posteriore</strong></td><td>Disco singolo</td></tr><tr><td><strong>Ruota anteriore</strong></td><td>21” con pneumatico Dunlop D605</td></tr><tr><td><strong>Ruota posteriore</strong></td><td>18” con pneumatico Dunlop D605</td></tr><tr><td><strong>Altezza sella</strong></td><td>875 mm (sciancrata)</td></tr><tr><td><strong>Peso (stima)</strong></td><td>n.d.</td></tr><tr><td><strong>Consumo dichiarato</strong></td><td>&gt;40 km/l (ciclo WMTC)</td></tr><tr><td><strong>Strumentazione</strong></td><td>LCD multifunzione con connettività smartphone</td></tr><tr><td><strong>Illuminazione</strong></td><td>Full LED, doppio proiettore anteriore</td></tr><tr><td><strong>Colori</strong></td><td>Icon Blue, Yamaha Black</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Moto Morini X-Cape 1200: la nuova regina dell’avventura arriva in concessionaria a ottobre</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/16/moto-morini-x-cape-1200-la-nuova-regina-dellavventura-arriva-in-concessionaria-a-ottobre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=moto-morini-x-cape-1200-la-nuova-regina-dellavventura-arriva-in-concessionaria-a-ottobre</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 17:49:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[moto morini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Moto Morini alza l’asticella nel segmento delle maxi enduro con l’arrivo della nuova X-Cape 1200, attesa in concessionaria a partire da ottobre. La nuova adventure touring della casa di Trivolzio è stata progettata interamente in Italia dal Centro Stile e dal reparto R&#38;D, con l’obiettivo di unire tradizione, tecnologia e vocazione all’avventura. Il design punta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Moto Morini alza l’asticella nel segmento delle maxi enduro con l’arrivo della nuova <strong>X-Cape 1200</strong>, attesa in concessionaria a partire da ottobre. La nuova adventure touring della casa di Trivolzio è stata progettata interamente in Italia dal Centro Stile e dal reparto R&amp;D, con l’obiettivo di unire tradizione, tecnologia e vocazione all’avventura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il design punta su linee muscolose e proporzioni generose, con un serbatoio da 24,5 litri e una sella a 840 mm da terra che la rendono accessibile a un’ampia platea di motociclisti. A spingerla c’è il nuovo motore <strong>V2 Corsa Corta EVO da 1.187 cc</strong>, capace di erogare 129 CV e 106 Nm di coppia, con tre differenti mappe motore che permettono di passare dal comfort alla sportività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte tecnico, la X-Cape 1200 monta sospensioni Kayaba completamente regolabili e un impianto frenante Brembo con ABS Bosch cornering disattivabile, ideale anche per l’off-road. Non mancano il controllo di trazione regolabile, i sensori di pressione degli pneumatici e la frizione antisaltellamento per una guida sicura in ogni condizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’equipaggiamento di serie guarda al comfort e alla tecnologia: sella e manopole riscaldate, cruise control, parabrezza regolabile, navigatore integrato su display TFT da 7 pollici e doppia presa di ricarica USB. Tra le novità spiccano la telecamera frontale e il radar posteriore per il monitoraggio degli angoli ciechi, oltre al sistema Cornering Light per una migliore visibilità notturna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passeggero non è da meno: la triangolazione sella–pedane–maniglione e la predisposizione per borse e portapacchi promettono viaggi in pieno comfort. La moto sarà disponibile in tre colorazioni – <strong>Energy Red, Viper Black e Artic White</strong> – con un prezzo di lancio di <strong>13.990 euro</strong>, comprensivo del tris valigie in omaggio per chi immatricolerà entro il 31 dicembre 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa nuova proposta, Moto Morini punta a inserirsi con decisione tra le protagoniste del mercato <strong>Adventure Tourer di grossa cilindrata</strong>, sfidando direttamente le big del settore e riportando al centro l’esperienza di guida made in Italy.</p>
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		<item>
		<title>Husqvarna 701 Enduro e 701 Supermoto 2026: più potenza, elettronica avanzata e design aggiornato</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/10/husqvarna-701-enduro-e-701-supermoto-2026-piu-potenza-elettronica-avanzata-e-design-aggiornato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=husqvarna-701-enduro-e-701-supermoto-2026-piu-potenza-elettronica-avanzata-e-design-aggiornato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 01:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Husqvarna Mobility rinnova due modelli simbolo della propria gamma stradale, annunciando l’arrivo della 701 Enduro e della 701 Supermoto 2026. Le nuove versioni, attese dagli appassionati delle monocilindriche di grossa cilindrata, alzano l’asticella con un motore più potente, componentistica aggiornata e soluzioni elettroniche di ultima generazione, confermandosi punti di riferimento nelle rispettive categorie. Le due [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Husqvarna Mobility rinnova due modelli simbolo della propria gamma stradale, annunciando l’arrivo della <strong>701 Enduro</strong> e della <strong>701 Supermoto 2026</strong>. Le nuove versioni, attese dagli appassionati delle monocilindriche di grossa cilindrata, alzano l’asticella con un motore più potente, componentistica aggiornata e soluzioni elettroniche di ultima generazione, confermandosi punti di riferimento nelle rispettive categorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due moto sono ora equipaggiate con un <strong>display TFT da 4,2”</strong>, caratterizzato da un’interfaccia moderna e connettività avanzata. Attraverso i comandi al manubrio è possibile selezionare modalità di guida, regolare il Traction Control e l’ABS, personalizzando l’esperienza in base alle proprie esigenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>701 Enduro</strong> introduce inoltre una novità assoluta: il <strong>Dynamic Slip Adjust</strong>, disponibile in abbinamento alla modalità Rally opzionale. Questo sistema consente un controllo mirato dello slittamento della ruota posteriore, ideale per affrontare terreni fangosi o salite ripide, riducendo temporaneamente l’intervento del Traction Control per garantire maggiore spinta. L’ABS, su questo modello, può essere completamente disattivato per il fuoristrada più estremo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>701 Supermoto</strong>, invece, esalta la guida su asfalto con due settaggi dedicati: <strong>Supermoto+</strong>, che libera la ruota posteriore mantenendo l’ABS attivo solo davanti, e <strong>Sport ABS</strong>, che permette una frenata più aggressiva prima dell’intervento del sistema, offrendo così maggiore libertà ai piloti più esperti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto la sella batte il rinnovato <strong>LC4 Euro 5+ da 692,7 cc</strong>, che passa da 74 a <strong>79 CV</strong>, con erogazione lineare e manutenzione meno frequente (cambio olio ogni 15.000 km, controllo gioco valvole ogni 30.000 km). Le sospensioni <strong>WP</strong> aggiornate completano il pacchetto, garantendo precisione e stabilità sia su sterrato che tra i cordoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il design è stato rivisitato con sovrastrutture più moderne e grafiche inedite: bianco-blu per la 701 Enduro, in omaggio alle origini svedesi del marchio, e bianco-gialle per la Supermoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come da tradizione, Husqvarna affianca alle nuove moto una gamma di <strong>abbigliamento tecnico Functional</strong> e un catalogo di <strong>Accessori Tecnici</strong>, pensati per aumentare protezione, durata e personalizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuove <strong>701 Enduro e 701 Supermoto 2026</strong> saranno disponibili nell’ultimo trimestre dell’anno, al prezzo di <strong>12.980 euro</strong> (IVA inclusa, f.c.).</p>
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		<title>Honda XL750 Transalp: il ritorno di un’icona che conquista l’Italia</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/03/honda-xl750-transalp-il-ritorno-di-unicona-che-conquista-litalia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=honda-xl750-transalp-il-ritorno-di-unicona-che-conquista-litalia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 13:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata al Salone di Milano del 2022 come erede naturale di una delle moto più amate della storia Honda, la XL750 Transalp si è imposta in tempi rapidissimi sul mercato europeo, con l’Italia a fare da capofila. La formula è quella che negli anni Ottanta aveva dato vita al segmento “Rally-Touring”: una moto capace di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2025/09/03/honda-xl750-transalp-il-ritorno-di-unicona-che-conquista-litalia/">Honda XL750 Transalp: il ritorno di un’icona che conquista l’Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Presentata al Salone di Milano del 2022 come erede naturale di una delle moto più amate della storia Honda, la XL750 Transalp si è imposta in tempi rapidissimi sul mercato europeo, con l’Italia a fare da capofila. La formula è quella che negli anni Ottanta aveva dato vita al segmento “Rally-Touring”: una moto capace di affrontare lunghe percorrenze su asfalto senza temere i percorsi off-road. Oggi, nella sua versione moderna, la Transalp raccoglie un pubblico trasversale: dal viaggiatore esperto in cerca di affidabilità, al motociclista che desidera versatilità e tecnologia, senza rinunciare allo spirito d’avventura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Numeri in crescita</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A poco più di due anni dal suo ritorno, la XL750 conferma il suo ruolo da protagonista assoluta nel segmento “mid on-off”. I dati parlano chiaro: al 30 agosto 2025 sono già state immatricolate 2.321 unità, con un incremento del 13,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Risultati che premiano il restyling introdotto con il model year 2025, capace di unire un design rinnovato a interventi mirati sul comparto ciclistico e sulla dotazione tecnologica di bordo. Una combinazione che riafferma la filosofia Honda: qualità costruttiva, innovazione e affidabilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Leader di segmento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo della Transalp non è solo una questione di immatricolazioni: è il distacco dalla concorrenza a renderla il punto di riferimento. Nel segmento delle moto con cerchio da 21” sotto i 1000 cc, il vantaggio sulla diretta inseguitrice è di ben 652 unità. Una leadership che testimonia la capacità della XL750 di interpretare le esigenze dei motociclisti moderni: comfort per i lunghi viaggi, tecnologia avanzata, versatilità d’uso e un design che richiama l’iconica Transalp degli anni Ottanta, rivisitata con stile contemporaneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Uno sguardo al futuro</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver chiuso il 2024 con quasi 2.800 immatricolazioni, la Transalp guarda con fiducia al 2025. Le performance del secondo trimestre dell’anno, unite al trend positivo del mercato italiano, confermano proiezioni incoraggianti. Honda, ancora una volta, dimostra la forza di un progetto capace di reinventarsi senza tradire le proprie radici: la Transalp non è solo tornata, ma ha riconquistato il ruolo di regina del segmento.</p>
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		<item>
		<title>Moda e Motori Magazine l’editoriale donna tra stile urbano, scooter elettrici e caschi</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/07/22/moda-e-motori-magazine-leditoriale-donna-tra-stile-urbano-scooter-elettrici-e-caschi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=moda-e-motori-magazine-leditoriale-donna-tra-stile-urbano-scooter-elettrici-e-caschi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 05:42:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo numero cartaceo di Moda e Motori Magazine, la moda donna prende il comando con un servizio editoriale che mescola eleganza, libertà e velocità. Al centro dello shooting non ci sono solo capi sartoriali e silhouette moderne, ma tre accessori insoliti e di carattere: un casco, una Ducati XDiavel e lo scooter elettrico Fw-03 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2025/07/22/moda-e-motori-magazine-leditoriale-donna-tra-stile-urbano-scooter-elettrici-e-caschi/">Moda e Motori Magazine l’editoriale donna tra stile urbano, scooter elettrici e caschi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel nuovo numero cartaceo di <strong><em>Moda e Motori Magazine</em></strong>, la moda donna prende il comando con un servizio editoriale che mescola <strong>eleganza, libertà e velocità</strong>. Al centro dello shooting non ci sono solo capi sartoriali e silhouette moderne, ma <strong>tre accessori insoliti e di carattere</strong>: un casco, una <strong>Ducati XDiavel</strong> e lo <strong>scooter elettrico Fw-03 </strong>che assomiglia al<strong> vecchio CAB</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un racconto visivo che va oltre la moda e si fa promotore di uno stile di vita che coniuga <strong>mobilità e personalità</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una moda in movimento</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’anima del servizio, scattato con atmosfere realistica, il corpo femminile si riappropria della scena. Lontano dagli stereotipi e dai cliché dell’estetica da “paddock girl”.<br>Un linguaggio visivo che ridefinisce l’immaginario delle donne sui mezzi a due ruote, e dimostra come <strong>moda e motori possano parlare la stessa lingua</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mobilità sostenibile e stile: lo scooter come statement urbano</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i protagonisti dell’editoriale c’è anche Fw-03 che assomiglia al vecchio Honda <strong>CAB</strong>, scooter elettrico dal design compatto ed elegante, che si inserisce nel racconto come una dichiarazione contemporanea: essere connessi, indipendenti, ma sempre con un’estetica coerente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La modella lo guida con sicurezza e disinvoltura, in un contrasto armonico tra <strong>tecnologia e femminilità</strong>, tra la pulizia delle linee dello scooter e la morbidezza degli outfit indossati. Non è un semplice mezzo: è un <strong>accessorio urbano</strong>, un’estensione del proprio modo di abitare la città.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Potenza e stile come linguaggio</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non c’è solo velocità, ma <strong>presenza scenica</strong>. Il servizio mostra come <strong>l</strong><strong>’</strong><strong>identità femminile possa trovare forza e rappresentazione anche nei mezzi tradizionalmente maschili</strong>, senza perdere nulla in termini di eleganza o glamour.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un editoriale che cambia prospettiva</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro l’obiettivo, il team creativo di <strong><em>Moda e Motori Magazine</em></strong> ha voluto raccontare <strong>un nuovo punto di vista</strong>: la donna che si muove da sola, che sceglie, che guida, che interpreta i codici dell’eleganza con libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una donna che <strong>non aspetta di essere trasportata, ma prende il manubrio</strong>. Che trasforma il casco in un simbolo di stile. Che accende un motore per affermare la propria voce.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’edizione estiva di Moda e Motori e lasciati ispirare dal servizio</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il servizio completo è pubblicato nel nuovo numero cartaceo/digitale di <strong><em>Moda e Motori Magazine</em></strong>, insieme a interviste esclusive, reportage, servizi moda e racconti di lifestyle da tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È disponibile anche in formato digitale.<br>Scaricalo dalla pagina dedicata 👉 <a href="https://www.modaemotorimagazine.com/newsletter/" target="_blank" rel="noopener">https://www.modaemotorimagazine.com/newsletter/</a></p>
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		<title>Triumph Scrambler 400 XC: l’anima off-road incontra lo stile Modern Classic</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/07/08/triumph-scrambler-400-xc-lanima-off-road-incontra-lo-stile-modern-classic/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=triumph-scrambler-400-xc-lanima-off-road-incontra-lo-stile-modern-classic</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 19:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Triumph Motorcycles amplia la sua gamma Modern Classics da 400cc con l’arrivo della nuova Scrambler 400 XC, terzo modello della famiglia dopo Speed 400 e Scrambler 400 X. Un debutto attesissimo che fonde il design iconico delle Scrambler di Hinckley con una spiccata attitudine fuoristradistica, componentistica di alta gamma e tecnologie da prima della classe. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Triumph Motorcycles amplia la sua gamma Modern Classics da 400cc con l’arrivo della nuova <strong>Scrambler 400 XC</strong>, terzo modello della famiglia dopo Speed 400 e Scrambler 400 X. Un debutto attesissimo che fonde il design iconico delle Scrambler di Hinckley con una spiccata attitudine fuoristradistica, componentistica di alta gamma e tecnologie da prima della classe.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Design scrambler e vocazione off-road</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova Scrambler 400 XC si presenta con uno <strong>stile robusto e avventuroso</strong>, evidenziato da ruote a raggi da 19” all’anteriore e 17” al posteriore, cerchi in alluminio ultraleggeri e pneumatici tubeless Metzeler Karoo Street. La moto è pensata per affrontare con disinvoltura sia l’asfalto che i percorsi sterrati, grazie a un assetto rialzato, sospensioni a lunga escursione e una posizione di guida dominante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esteticamente, non mancano dettagli premium: <strong>parafango anteriore verniciato</strong>, <strong>carter in alluminio</strong>, <strong>piastre para-motore</strong>, <strong>flyscreen</strong>, <strong>paramani</strong> e <strong>sella biposto</strong> completano un look scrambler autentico ma curato. Tre le colorazioni disponibili: <strong>Racing Yellow</strong>, <strong>Storm Grey</strong> e <strong>Vanilla White</strong>, ciascuna accompagnata da grafiche dedicate e logo Triumph nero.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Componentistica da riferimento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista tecnico, la Scrambler 400 XC si distingue per una <strong>ciclistica evoluta</strong> e un ricco pacchetto tecnologico. Le <strong>sospensioni anteriori a steli rovesciati da 43 mm</strong> e il <strong>monoammortizzatore posteriore con escursione di 150 mm</strong> assicurano comfort e controllo su ogni fondo. La sicurezza è garantita dal <strong>controllo di trazione disinseribile</strong> e dall’<strong>ABS con modalità off-road</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La strumentazione è un mix di analogico e digitale, con <strong>tachimetro a lancetta</strong> e <strong>display LCD integrato</strong>, che fornisce tutte le informazioni essenziali come marcia inserita, contagiri digitale e autonomia residua. Sul manubrio è presente un selettore intuitivo, mentre la porta USB-C permette di caricare smartphone e navigatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le altre dotazioni troviamo un <strong>faro anteriore con DRL</strong>, fanale posteriore con luci sagomate e indicatori a LED. Non manca la <strong>sicurezza passiva</strong>, grazie al bloccasterzo e all’immobilizer con transponder integrato nella chiave.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Motore TR da 400cc: equilibrio perfetto tra carattere e prestazioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore della Scrambler 400 XC è il nuovo <strong>motore monocilindrico TR da 398cc</strong>, capace di erogare <strong>40 CV a 8.000 giri/min</strong> e <strong>47,5 Nm di coppia a 6.500 giri/min</strong>. Il propulsore è abbinato a un <strong>cambio a sei rapporti con frizione assistita</strong>, per una guida fluida e intuitiva sia in città che nel fuoristrada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema ride-by-wire firmato Bosch assicura una risposta dell’acceleratore sempre precisa, mentre lo <strong>scarico in acciaio inox con collettore a doppio strato</strong> sottolinea il carattere deciso della moto anche dal punto di vista sonoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pensata per la libertà</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Progettata nel quartier generale Triumph di Hinckley, la Scrambler 400 XC omaggia le Scrambler originali degli anni ’50 con un’estetica senza tempo, ma è rivolta a un pubblico moderno e dinamico. La <strong>sella accessibile</strong>, il <strong>peso contenuto</strong> e le <strong>pedane alte per la guida in piedi</strong> la rendono perfetta per chi cerca una moto versatile, leggera e capace anche su terreni difficili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Disponibilità e prezzo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>nuova Triumph Scrambler 400 XC</strong> sarà disponibile nelle concessionarie a partire da <strong>settembre 2025</strong>, con un <strong>prezzo di listino di € 7.245</strong> (franco concessionario). L’intervallo di manutenzione di <strong>16.000 km</strong> e la <strong>garanzia di due anni a chilometraggio illimitato</strong> rendono la proposta Triumph ancora più competitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono inoltre disponibili <strong>oltre 20 accessori originali Triumph</strong>, sviluppati appositamente per il modello e configurabili online per una personalizzazione totale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la Scrambler 400 XC, Triumph punta a conquistare una nuova generazione di motociclisti amanti dello stile classico, ma con la voglia di spingersi oltre l’asfalto.</p>
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		<title>Ducati Panigale V4 Tricolore Italia: Un Tributo all&#8217;Eccellenza Italiana e alla Vittoria di Bagnaia al Mugello</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/03/19/ducati-panigale-v4-tricolore-italia-un-tributo-alleccellenza-italiana-e-alla-vittoria-di-bagnaia-al-mugello/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ducati-panigale-v4-tricolore-italia-un-tributo-alleccellenza-italiana-e-alla-vittoria-di-bagnaia-al-mugello</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 21:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Ducati Panigale V4 Tricolore Italia rappresenta un omaggio esclusivo all&#8217;eccellenza sportiva italiana, celebrando la vittoria di Francesco Bagnaia al Gran Premio del Mugello del 2024. Questo modello speciale è un tributo al Made in Italy, con solo 163 esemplari numerati e firmati dallo stesso Bagnaia. La presentazione della Panigale V4 Tricolore Italia è avvenuta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Ducati Panigale V4 Tricolore Italia</strong> rappresenta un omaggio esclusivo all&#8217;eccellenza sportiva italiana, celebrando la vittoria di Francesco Bagnaia al <strong>Gran Premio del Mugello</strong> del 2024. Questo modello speciale è un tributo al <strong>Made in Italy</strong>, con solo <strong>163 esemplari numerati</strong> e firmati dallo stesso Bagnaia. La presentazione della <strong>Panigale V4 Tricolore Italia</strong> è avvenuta al <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong> (MIMIT), in un evento che ha visto la partecipazione di <strong>Claudio Domenicali</strong> (CEO di Ducati) e del Ministro Adolfo Urso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un Modello Esclusivo per Collezionisti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Ducati <strong>Panigale V4 Tricolore Italia</strong> non è solo una moto: è un oggetto da collezione che celebra la storica <strong>doppietta</strong> di Ducati alla gara di Mugello del 2024, dove Bagnaia e Bastianini sono saliti insieme sul podio, vestendo il <strong>blu Azzurro</strong>, il colore delle Nazionali sportive italiane. Questo modello è disponibile in soli <strong>163 esemplari</strong>, con ogni moto numerata e firmata dal campione Francesco Bagnaia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Innovazioni Tecniche e Performance</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Panigale V4 Tricolore Italia</strong> si basa sulla <strong>V4 S</strong>, presentata al <strong>World Ducati Week</strong> del 2024, ma con numerosi miglioramenti che la rendono ancora più performante. I principali aggiornamenti comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cerchi in fibra di carbonio a cinque razze</strong>, che riducono il peso e migliorano l&#8217;agilità.</li>



<li><strong>Impianto frenante Front Brake Pro+</strong>, con dischi <strong>Brembo T-Drive</strong> da 338,5 mm, che garantiscono una potenza frenante superiore.</li>



<li><strong>Pinze racing GP4 Sport</strong>, simili a quelle usate in MotoGP e Superbike, per performance da pista.</li>



<li><strong>Frizione a secco</strong>, <strong>pedane regolabili in alluminio</strong> e <strong>modulo GPS</strong>.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Dettagli di Design Unici</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Ducati Panigale V4 Tricolore Italia è una moto da collezione anche dal punto di vista estetico. Ogni esemplare è equipaggiato con <strong>una piastra di sterzo in alluminio</strong>, che riporta il numero dell’esemplare, il nome del modello e l’iscrizione celebrativa della vittoria di Bagnaia. Inoltre, la moto è firmata in originale dal campione sul serbatoio e viene consegnata in una <strong>cassa in legno personalizzata</strong> con un certificato di autenticità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un&#8217;Offerta Esclusiva per i Collezionisti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni moto della <strong>Panigale V4 Tricolore Italia</strong> è corredata dal <strong>telo coprimoto personalizzato</strong> e dal numero di esemplare riportato sulla mostrina della chiave di accensione. Inoltre, i possessori possono completare il loro look con una <strong>tuta professionale Ducati in edizione limitata</strong>, realizzata in pelle di canguro, che riprende i colori della moto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tutti gli Esemplari Sono Già Esauriti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>163 esemplari della Ducati Panigale V4 Tricolore Italia</strong> sono stati assegnati in pochissimo tempo, segno dell&#8217;enorme richiesta per questo modello esclusivo. Con la sua <strong>eleganza, prestazioni superiori</strong> e il legame diretto con la vittoria di <strong>Francesco Bagnaia</strong>, la <strong>Panigale V4 Tricolore Italia</strong> rappresenta la <strong>massima espressione della passione motociclistica italiana</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Leggende del Motociclismo. Casey Stoner: Il talento che ha rivoluzionato la MotoGP.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Casey Stoner, uno dei piloti più talentuosi della storia della MotoGP, ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nel mondo delle corse. Nato il 16 ottobre 1985 a Southport, Queensland, Australia, Stoner ha iniziato a correre fin da giovane, dimostrando un&#8217;incredibile abilità e velocità. La sua carriera è stata un susseguirsi di trionfi e successi, e la sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Casey Stoner, uno dei piloti più talentuosi della storia della MotoGP, ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nel mondo delle corse. Nato il 16 ottobre 1985 a Southport, Queensland, Australia, Stoner ha iniziato a correre fin da giovane, dimostrando un&#8217;incredibile abilità e velocità. La sua carriera è stata un susseguirsi di trionfi e successi, e la sua figura è stata una delle più rispettate e ammirate nel paddock della MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il debutto di Stoner in MotoGP avviene nel 2006 con il team LCR Honda, ma è nel 2007 che il suo nome entra definitivamente nella storia del motociclismo. Con Ducati, una moto che fino a quel momento non era riuscita a vincere il campionato, Stoner conquista il titolo mondiale, dimostrando di essere in grado di sfruttare al massimo le potenzialità della moto. Quel trionfo, ottenuto con una stagione strepitosa, lo consacra come uno dei più grandi talenti del motociclismo moderno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo stile di guida aggressivo e la capacità di adattarsi rapidamente alle condizioni di gara gli permettono di dominare la scena della MotoGP. Stoner è noto per la sua velocità nelle curve e per la sua abilità nel gestire la moto in maniera impeccabile, riuscendo a ottenere risultati straordinari anche in condizioni difficili. La sua vittoria nel campionato del 2011 con Honda, il secondo titolo mondiale della sua carriera, lo ha ulteriormente consacrato come uno dei piloti più completi e versatili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il suo talento indiscusso, Casey Stoner è sempre stato un personaggio riservato, lontano dai riflettori e dalle polemiche. La sua introversione e il suo comportamento schivo lo hanno reso una figura enigmatica, ma anche profondamente rispettata da colleghi e tifosi. Nel 2012, all&#8217;età di soli 27 anni, Stoner sorprende tutti annunciando il suo ritiro dalla MotoGP, lasciando il mondo delle corse in anticipo rispetto a molti altri piloti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il ritiro, Stoner ha continuato a dare il suo contributo al mondo del motociclismo come tester per Ducati, una dimostrazione del suo amore per le corse e della sua passione per la moto. La sua carriera, pur breve, è stata una testimonianza di talento puro e di dedizione alla disciplina. Oggi, Casey Stoner è ricordato come uno dei più grandi piloti che la MotoGP abbia mai conosciuto, un vero e proprio fenomeno che ha segnato un&#8217;epoca.</p>
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		<item>
		<title>KTM AG approva piano di ristrutturazione: salvataggio e futuro incerto in MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 15:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo Pierer Mobility ha annunciato che il piano di ristrutturazione di KTM AG è stato approvato da un tribunale regionale in Austria martedì 25 febbraio 2025. Questa decisione arriva dopo una lunga fase di autogestione iniziata il 29 novembre 2024, quando KTM ha cercato di evitare il fallimento a causa di una grave crisi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Gruppo Pierer Mobility</strong> ha annunciato che il piano di ristrutturazione di <strong>KTM AG</strong> è stato approvato da un tribunale regionale in Austria martedì 25 febbraio 2025. Questa decisione arriva dopo una lunga fase di autogestione iniziata il 29 novembre 2024, quando KTM ha cercato di evitare il fallimento a causa di una grave crisi finanziaria che ha colpito l&#8217;azienda austriaca nel corso dello scorso anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>KTM ristruttura per evitare il fallimento: piano e investimenti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La crisi ha portato a licenziamenti, la sospensione della produzione, le dimissioni del CEO <strong>Stefan Pierer</strong> e una riduzione dei programmi di corse factory. Tuttavia, KTM ha recentemente ottenuto una serie di importanti vittorie legali, culminando nell’approvazione del piano di ristrutturazione da parte dei creditori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un debito superiore a <strong>2 miliardi di euro</strong>, il piano di ristrutturazione prevede il rimborso del 30% ai creditori, un processo inizialmente previsto per due anni, ma ora accelerato per essere completato entro maggio 2025. I creditori riceveranno un totale di <strong>548 milioni di euro</strong>, con il deposito previsto presso l&#8217;amministratore della ristrutturazione entro il 23 maggio. La conferma finale della ristrutturazione avverrà entro giugno 2025, con la fine ufficiale della procedura una volta che sarà legalmente vincolante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la crisi, KTM riceverà investimenti significativi, tra cui un prestito di <strong>50 milioni di euro</strong> da parte di <strong>Bajaj Auto</strong>, azionista con il 49% del marchio. Si stima che fino a <strong>900 milioni di euro</strong> siano stati promessi da vari investitori per salvare il marchio, permettendo così a KTM di riprendere la produzione già a metà marzo 2025.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>MotoGP KTM: il futuro è incerto</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto fondamentale che resta in sospeso è il futuro del programma <strong>MotoGP KTM</strong>. Nonostante le voci iniziali che parlavano di una possibile chiusura del progetto entro il 2026, KTM ha confermato che la partecipazione al <strong>Motomondiale 2025</strong> procederà come previsto. La riduzione del supporto factory porterà però KTM a supportare solo 40 piloti in tutte le discipline, mentre i marchi sorelle <strong>GASGAS</strong> e <strong>Husqvarna</strong> hanno abbandonato la griglia del Gran Premio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">KTM ha anche recentemente vinto il <strong>Rally Dakar 2025</strong>, dimostrando che, nonostante le difficoltà, l’azienda è ancora competitiva nelle gare. Tuttavia, l’incertezza sul futuro di <strong>Pedro Acosta</strong>, talento emergente del MotoGP, ha generato speculazioni su un suo possibile trasferimento nel 2026, nonostante il contratto pluriennale con KTM.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rimangono voci su un possibile investimento di BMW in KTM</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Recenti voci provenienti dai media austriaci hanno suggerito che <strong>BMW</strong> potrebbe essere interessata a investire in KTM, ma secondo fonti di <strong>Crash</strong>, queste notizie sembrano infondate. Se l&#8217;investimento fosse confermato, potrebbe implicare il trasferimento della produzione in <strong>India</strong> e la chiusura della sede di <strong>KTM</strong> in Austria, con la conseguente perdita di oltre <strong>4500 posti di lavoro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, un investimento da parte di BMW appare poco probabile al momento, dato che anche la casa tedesca sta affrontando una propria crisi finanziaria, aggravata dalla recessione che sta colpendo la <strong>Germania</strong>. Alcuni report hanno rivelato che ben <strong>23 soggetti</strong> stanno cercando di investire nel capitale di KTM, cercando di salvare il marchio austriaco dalla crisi finanziaria.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2025/02/25/ktm-ag-approva-piano-di-ristrutturazione-salvataggio-e-futuro-incerto-in-motogp/">KTM AG approva piano di ristrutturazione: salvataggio e futuro incerto in MotoGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>KTM: approvato il piano di ristrutturazione di Pierer Industrie AG, cruciale per la sopravvivenza dell’azienda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 18:47:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pierer Industrie AG ha ottenuto l&#8217;approvazione del suo piano di ristrutturazione dai creditori in Austria, segnando un possibile primo passo verso la salvezza di KTM in vista di un voto decisivo. KTM e la crisi finanziaria: oltre 2 miliardi di euro di debiti Il gruppo Pierer Mobility è in crisi finanziaria dallo scorso anno ed [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Pierer Industrie AG ha ottenuto l&#8217;approvazione del suo <strong>piano di ristrutturazione</strong> dai creditori in <strong>Austria</strong>, segnando un possibile primo passo verso la <strong>salvezza di KTM</strong> in vista di un voto decisivo.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>KTM e la crisi finanziaria: oltre 2 miliardi di euro di debiti</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>gruppo Pierer Mobility</strong> è in crisi finanziaria dallo scorso anno ed è stato costretto all&#8217;<strong>auto-amministrazione</strong> per evitare il fallimento. Il problema principale deriva dai debiti accumulati da <strong>KTM AG</strong>, che superano i <strong>2 miliardi di euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo <strong>martedì</strong>, KTM affronterà un voto cruciale sul suo <strong>piano di ristrutturazione</strong>, che prevede il rimborso del <strong>30% del debito totale</strong> ai creditori entro <strong>maggio 2025</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Investimenti da 900 milioni di euro e ripresa della produzione KTM</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Inizialmente, il rimborso era previsto in <strong>due anni</strong>, ma grazie a <strong>investimenti per 900 milioni di euro</strong> da parte di oltre <strong>20 soggetti</strong>, i tempi sono stati ridotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <strong>ORF</strong>, per rispettare il piano di rimborso servono <strong>600 milioni di euro</strong>, mentre altri <strong>150 milioni di euro</strong> saranno destinati alla ripresa della <strong>produzione KTM</strong> presso la sede di <strong>Mattighofen</strong>, attualmente sospesa. L’obiettivo è riavviare la produzione entro <strong>metà marzo 2025</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Pierer Industrie AG: approvata la procedura di ristrutturazione in Austria</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Giovedì, il <strong>Tribunale Regionale di Wels</strong> ha accettato il piano di ristrutturazione di <strong>Pierer Industrie AG</strong>, che ha richiesto una <strong>procedura europea di ristrutturazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda ha ottenuto un <strong>finanziamento di 250 milioni di euro</strong>, che sarà <strong>rimborsato integralmente</strong>. Il piano prevede il pagamento del <strong>68,69% dell’importo entro il 2026</strong>, con il saldo entro il <strong>2027</strong>, inclusi gli interessi concordati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la <strong>prima procedura di ristrutturazione europea</strong> avviata in <strong>Austria</strong> e rappresenta un&#8217;opportunità per debitori e creditori. <strong>Gerhard Weinhofer</strong>, direttore di <strong>Creditreform</strong>, l&#8217;ha definita una &#8220;<strong>soluzione vantaggiosa per entrambe le parti</strong>&#8220;.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il futuro di KTM: il piano di ristrutturazione sarà sufficiente?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>Associazione Alpina dei Creditori (AKV)</strong> considera questa approvazione come un possibile <strong>primo passo verso la ristrutturazione di KTM</strong>. Tuttavia, il voto della prossima settimana sarà decisivo per il futuro dell’azienda e della sua produzione.</p>
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		<title>Leggende del Motociclismo. La carriera di Nicky Hayden: un campione che ha segnato la storia del motociclismo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nicky Hayden, uno dei più grandi piloti di motociclismo della sua generazione, ha conquistato il cuore degli appassionati di tutto il mondo con il suo talento, la sua determinazione e il suo spirito combattivo. Nato a Owensboro, Kentucky, il 30 luglio 1981, Hayden cresce in una famiglia di motociclisti e inizia a gareggiare fin da [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nicky Hayden, uno dei più grandi piloti di motociclismo della sua generazione, ha conquistato il cuore degli appassionati di tutto il mondo con il suo talento, la sua determinazione e il suo spirito combattivo. Nato a Owensboro, Kentucky, il 30 luglio 1981, Hayden cresce in una famiglia di motociclisti e inizia a gareggiare fin da giovanissimo, mettendo in luce il suo straordinario potenziale. Il suo percorso nel motociclismo internazionale inizia con il Campionato AMA Superbike, dove ottiene subito risultati impressionanti, attirando l&#8217;attenzione del mondo delle competizioni su strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2003, a soli 22 anni, Hayden debutta in MotoGP con la Honda, dimostrando fin da subito di possedere un talento puro e una capacità di adattarsi alle sfide del campionato. La sua grande occasione arriva nel 2006, quando vince il titolo mondiale della MotoGP, un trionfo che lo rende il primo americano a conquistare il campionato dal leggendario Kenny Roberts nel 1978. Questo successo non solo segna un capitolo storico per la MotoGP, ma consacra Hayden come uno dei piloti più amati e rispettati della sua generazione. Il suo stile di guida aggressivo ma pulito, la sua umiltà e la sua personalità genuina gli valgono l&#8217;affetto di tifosi e colleghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni successivi, Hayden continua a essere una presenza costante nelle prime posizioni della MotoGP, ottenendo numerosi podi e dimostrando un&#8217;incredibile resilienza. Tuttavia, la sua carriera in MotoGP, seppur ricca di successi, si avvicina al termine quando nel 2016 decide di passare al Campionato Mondiale Superbike, dove trova una nuova sfida. Anche in questa nuova categoria, Hayden si distingue per il suo impegno e la sua passione, ma la sua carriera viene interrotta tragicamente in un modo che nessuno si sarebbe mai aspettato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 17 maggio 2017, durante un soggiorno in Italia, Nicky Hayden è coinvolto in un drammatico incidente mentre si allenava in bicicletta lungo la strada che conduce a Misano Adriatico, una zona che lui considerava ormai come casa. Il pilota venne investito da un&#8217;auto mentre percorreva la strada vicino alla sua abitazione. Nonostante i tentativi di rianimarlo, Nicky Hayden subì gravi danni cerebrali e, il 22 maggio 2017, il suo cuore smise di battere, lasciando un vuoto immenso nel mondo delle corse e tra i suoi affezionati tifosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La morte di Nicky Hayden segnò la fine di una carriera straordinaria, ma il suo leggendario spirito e il suo amore per il motociclismo continuano a vivere attraverso i ricordi di chi lo ha ammirato. La sua figura è ancora oggi ricordata come quella di un campione che ha sempre dato il massimo in pista e che ha affrontato le difficoltà con un sorriso e una determinazione invidiabile. Hayden è un simbolo di passione, dedizione e umiltà, valori che rimarranno per sempre nel cuore degli appassionati di motociclismo.</p>
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		<title>Il grande sogno di Luigi Dimino. L’Italia da nord a sud in Sidecar da tetraplegico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 10:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[luigi dimino]]></category>
		<category><![CDATA[sidecar]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono storie che sono destinate a lasciare il segno nel cuore e nella memoria di ognuno di noi. Una di queste è sicuramente quella di Luigi Dimino. Una storia passata da brividi ed una storia futura che sta per iniziare e che sicuramente diventerà punto di riferimento per chi, nella vita, non vuole arrendersi. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ci sono storie che sono destinate a lasciare il segno nel cuore e nella memoria di ognuno di noi. Una di queste è sicuramente quella di Luigi Dimino. Una storia passata da brividi ed una storia futura che sta per iniziare e che sicuramente diventerà punto di riferimento per chi, nella vita, non vuole arrendersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se sposate la filosofia del “Se vuoi, puoi!” allora mettetevi comodi e preparatevi a leggere quanto la forza di volontà, la resistenza (o la resilienza, termine oggi tanto entrato nel linguaggio comune) può risollevare le sorti di una vita che per molti potrebbe definirsi quanto mai complicata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi Dimino è un ragazzo di 48 anni. Uno di quelli che la vita la vuole vivere al 100%, fare esperienze, conoscere luoghi, persone. Musicista di livello (sassofonista) e motociclista per passione. Ha viaggiato in lungo e in largo non solo in Italia, ma si è spinto anche in Africa. Una passione comune a tanti, ma che improvvisamente, e drammaticamente, viene interrotta. Non solo questa passione, ma anche tutte le abitudini e la semplice routine quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi si ammala. Una sindrome rara quanto grave: Guillain-Barrè. Una malattia neurologica degenerativa che lo porta a trascorrere 737 lunghissimi giorni in ospedale in stato vegetativo. Poi la rinascita, fatta da grandi dosi di coraggio e determinazione che vincono la battaglia su enormi difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi esce dall’ospedale…Tetraplegico e tracheostomizzato disfagico. Un dramma per la maggior parte delle persone. Una nuova sfida per Luigi. Una sfida che accetta e combatte, sposando quella filosofia del “Se vuoi, puoi!”. Così la vita di Luigi riprende con un messaggio che deve diventare il messaggio di tutti: nessuno è sconfitto fino a che ha un respiro!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli obiettivi di Luigi, ovviamente, anche quello di tornare in moto. E così nasce l’avventura che lo vedrà protagonista a partire dal 5 aprile. Un lungo viaggio in Italia da nord a sud, per poi tornare a casa. Durata prevista: un mese. Un mese per mettersi in discussione, mettersi in gioco, mostrare a tutti le infinite difficoltà, ma soprattutto un mese per diffondere il suo messaggio e la sua forza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partenza di Luigi, accompagnato da decine di motociclisti sarà da Borgosesia, mentre l’arrivo previsto, prima del viaggio di ritorno a casa, sarà in Sicilia, dove gli amici del Lions e diversi MotoClub attendono Luigi per una grande festa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente Luigi non potrà guidare una moto, ma sarà il primo tetraplegico, tracheostomizzato disfagico, al mondo a viaggiare come passeggero su un Sidecar. Insieme a lui tanti veri amici, come il pilota Emilio Armati e gli angeli custodi Erica Trombini ed Anna Zanella, che si daranno il cambio per aiutare Luigi durante il viaggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/02/luigi-2-1024x683.jpg" alt="luigi 2" class="wp-image-148930" title="Il grande sogno di Luigi Dimino. L’Italia da nord a sud in Sidecar da tetraplegico 17" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/02/luigi-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/02/luigi-2-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/02/luigi-2-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/02/luigi-2-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2025/02/luigi-2-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il grande sogno di Luigi Dimino. L’Italia da nord a sud in Sidecar da tetraplegico 18</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre all’equipaggio Luigi sarà sostenuto dalle sezioni Angeli in Moto a partire da quelle di Biella e Vercelli. Ma non è tutto qui. Tra le mille difficoltà previste, tra cui tratti di fuoristrada per affrontare i quali il Sidecar è stato dotato di verricello, ci saranno altre iniziative volte a fare del bene. Grazie alle sezioni sparse in Italia il Sidecar di Luigi verrà messo a disposizione per trasportare bimbi ed adulti diversamente abili in una sorta di moto-terapia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un progetto veramente ambizioso e ricco di significato, che però deve fare fronte anche ai costi, tra cui quello per attrezzare il Sidecar. Il viaggio però non sarà solo quello di Luigi e del suo equipaggio, ma vuole diventare il viaggio di tutti. Ognuno può far parte di questa incredibile avventura sostenendo Luigi che ha avviato una raccolta fondi. Ogni euro donato per un litro di benzina può fare la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi volesse rendersi partecipe può donare presso BANCA SELLA &#8211; LUIGI DIMINO &#8211; IT77E0326844440052958002690</p>
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		<title>Leggende del Motociclismo. Mick Doohan: Una Leggenda del Motociclismo e la Vita Oltre la Pista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mick Doohan è un nome che risuona con forza nell’universo delle due ruote. Cinque volte campione del mondo della classe 500cc tra il 1994 e il 1998, l&#8217;australiano ha segnato un&#8217;epoca nella storia della MotoGP. Con la sua Honda, Doohan ha dominato la scena internazionale, diventando un pilota temuto e rispettato da tutti i suoi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Mick Doohan è un nome che risuona con forza nell’universo delle due ruote. Cinque volte campione del mondo della classe 500cc tra il 1994 e il 1998, l&#8217;australiano ha segnato un&#8217;epoca nella storia della MotoGP. Con la sua Honda, Doohan ha dominato la scena internazionale, diventando un pilota temuto e rispettato da tutti i suoi avversari. Ma la sua carriera non è stata solo una questione di successi e trionfi. La sua storia è anche fatta di battaglie personali, infortuni gravi e una tenacia che lo ha reso una leggenda nel motociclismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La carriera di Doohan inizia nei primi anni &#8217;90, quando, dopo aver dimostrato il suo talento nelle categorie inferiori, si fa notare in MotoGP per il suo stile di guida aggressivo ma estremamente tecnico. Il 1994 segna la sua prima grande affermazione, quando conquista il titolo mondiale, ma è negli anni successivi che la sua carriera esplode davvero. Il dominio di Doohan, con una serie di vittorie che gli permettono di vincere il titolo per cinque anni consecutivi, lo pone al centro del motociclismo mondiale. La sua rivalità con altri grandi piloti dell’epoca, come Wayne Rainey e Kevin Schwantz, non fa che aumentare il fascino di una carriera che si sarebbe rivelata leggendaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, la carriera di Doohan non è stata priva di ostacoli. Nel 1992, un grave incidente a Jerez gli causò la frattura di una gamba, minacciando seriamente il suo futuro nelle corse. Nonostante ciò, Doohan riuscì a recuperare e tornare più forte di prima. Il suo spirito di resilienza e il suo impegno nella ricerca di soluzioni per migliorare la sicurezza in pista divennero parte del suo DNA. Ogni stagione, Doohan sembrava migliorare, non solo come pilota, ma come leader dentro e fuori dalla pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo dominio fu messo a dura prova da nuovi talenti, ma il suo stile, la sua capacità di adattarsi e la sua strategia impeccabile gli permisero di rimanere al top fino al suo ritiro nel 1999, a soli 34 anni. La decisione di ritirarsi fu legata a una serie di infortuni, tra cui uno che coinvolse la sua caviglia, ma anche alla consapevolezza che il motociclismo al massimo livello stava diventando sempre più pericoloso e logorante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il ritiro dalle competizioni, Mick Doohan non ha mai abbandonato il mondo delle moto. Ha assunto il ruolo di consulente per Honda, continuando a influenzare lo sviluppo delle moto da corsa. Il suo contributo alle moto da strada e alla sicurezza in pista è stato fondamentale anche nel periodo post-competitivo. La sua esperienza e la sua saggezza sono state cruciali per migliorare le performance delle moto da corsa, ma anche per trasmettere l’importanza di una cultura della sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, Mick Doohan è anche un appassionato di altre attività, come gli sport motoristici su quattro ruote e la sua vita privata, ma non ha mai perso il legame con il motociclismo. Non solo è un&#8217;icona per le generazioni di piloti che lo hanno visto gareggiare, ma continua a essere un punto di riferimento per chi ama la velocità e il rischio, oltre che una figura rispettata nel panorama delle corse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua carriera e il suo impegno per il motociclismo lo hanno consacrato come uno dei più grandi piloti di tutti i tempi. Anche lontano dalle piste, Mick Doohan continua a vivere come una leggenda del motorsport, un esempio di forza, passione e determinazione che rimarrà nel cuore di tutti gli appassionati di motociclismo per generazioni a venire.</p>
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		<title>KTM: Debiti oltre i 2 miliardi di euro e piano di ristrutturazione in corso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 01:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La situazione finanziaria di KTM continua a peggiorare, con i debiti totali che hanno superato i 2 miliardi di euro. Questo dato è emerso dopo un incontro tra la direzione dell’azienda e l’amministratore della ristrutturazione, mentre KTM cerca disperatamente di evitare la bancarotta. Origine della crisi finanziaria Il marchio austriaco è precipitato in una grave [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La situazione finanziaria di KTM continua a peggiorare, con i debiti totali che hanno superato i 2 miliardi di euro. Questo dato è emerso dopo un incontro tra la direzione dell’azienda e l’amministratore della ristrutturazione, mentre KTM cerca disperatamente di evitare la bancarotta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Origine della crisi finanziaria</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il marchio austriaco è precipitato in una grave crisi lo scorso anno a causa di un calo delle vendite, problemi di sovrapproduzione e un’espansione aziendale che non ha portato i risultati sperati. Alla fine del 2023, KTM è entrata in auto-amministrazione e ha avviato una ricerca di investitori per raccogliere i fondi necessari a coprire i debiti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il piano di ristrutturazione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano attuale prevede il pagamento del 30% dei debiti verso i creditori entro un periodo di due anni, una proposta che sarà votata durante un’udienza il 25 febbraio. Inizialmente, il debito totale era stimato intorno a 1,8 miliardi di euro, ma una recente udienza presso il Tribunale Regionale di Ried Im Innkreis ha rivelato che la cifra è salita a <strong>2.185.344.613,84 euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi, contro KTM AG sono state presentate 3535 richieste, di cui 2347 dai dipendenti e 1187 dai creditori. L’Alpine Creditors Association (AKV) ha inoltre avvertito che il numero potrebbe continuare a crescere.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Interesse degli investitori</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo un rapporto di GPOne, ci sarebbero potenziali investitori disposti a iniettare fino a 900 milioni di euro nell’azienda. Tuttavia, questa proposta non è ancora ufficiale. L’AKV ha dichiarato che 23 investitori, tra strategici e finanziari, hanno manifestato interesse, con KTM che ha incaricato Citibank di gestire il processo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Critiche al piano di rimborso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta di rimborsare il 30% del debito, che rappresenta il minimo previsto dalla legge, non ha incontrato il favore unanime dei creditori, alcuni dei quali hanno espresso insoddisfazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cambiamenti al vertice</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, il Pierer Mobility Group, di cui KTM fa parte, ha annunciato le dimissioni del CEO Stefan Pierer. Sotto la sua guida, KTM è diventata il principale produttore europeo di motociclette, ma il suo ruolo è stato messo in discussione sin dall’inizio della crisi. Pierer è stato sostituito da Gottfried Neumeister, ex co-CEO, ma continuerà a partecipare al processo di ristrutturazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il futuro di KTM nella MotoGP</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la situazione finanziaria, KTM ha confermato la sua partecipazione alla MotoGP per la stagione 2025. Il precedente rapporto dell’AKV menzionava un possibile ritiro, ma nell’ultima riunione non è stato affrontato l’argomento. La stagione MotoGP di KTM sarà lanciata ufficialmente il 30 gennaio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">KTM si trova quindi in una situazione critica, con il futuro dell’azienda e la sua presenza nel mercato globale legati all’esito delle trattative con investitori e creditori.</p>
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		<title>Stefan Pierer lascia il ruolo di CEO di KTM e Pierer Mobility Group</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 21:29:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pierer Mobility Group ha annunciato che Stefan Pierer lascerà il ruolo di CEO sia dell&#8217;azienda madre che di KTM AG. La leadership sarà affidata a Gottfried Neumeister, già Co-CEO dal 2023, che ora assumerà pienamente la guida. La transizione avverrà in un periodo di ristrutturazione per il gruppo. Pierer continuerà a collaborare come Co-CEO [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Pierer Mobility Group ha annunciato che Stefan Pierer lascerà il ruolo di CEO sia dell&#8217;azienda madre che di KTM AG. La leadership sarà affidata a Gottfried Neumeister, già Co-CEO dal 2023, che ora assumerà pienamente la guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La transizione avverrà in un periodo di ristrutturazione per il gruppo. Pierer continuerà a collaborare come Co-CEO per garantire un passaggio graduale e supportare Neumeister nel processo di trasformazione aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una nota ufficiale, Pierer Mobility Group ha dichiarato: “Stefan Pierer cederà il ruolo di CEO di Pierer Mobility AG e KTM AG a Gottfried Neumeister, continuando a supportarlo durante il periodo di ristrutturazione.”</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’eredità di Pierer e il futuro con Neumeister</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Pierer, che ha dedicato gran parte della sua carriera a KTM, ha commentato:<br>&#8220;Per me, KTM è sempre stata più di una semplice azienda: è stata una passione, una missione e una famiglia. La decisione di cedere il timone non è stata facile, ma sono certo che Gottfried Neumeister, con la sua visione strategica e il suo impegno, sia la persona giusta per guidare KTM verso il futuro.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Neumeister, da parte sua, ha elogiato l’operato di Pierer e delineato i suoi obiettivi:<br>“Stefan Pierer ha creato un’azienda unica, che incarna passione e spirito pionieristico. Il mio compito sarà preservare questa eredità, aprendo al contempo nuove strade. KTM rappresenta coraggio, innovazione e passione, valori che continueremo a promuovere per costruire le migliori motociclette al mondo.”</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La ristrutturazione di KTM</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia del cambio di leadership arriva in un momento complesso per KTM AG, che sta affrontando difficoltà finanziarie e procedimenti di insolvenza. Questi sono stati avviati lo scorso anno per evitare il fallimento, e il processo di ristrutturazione è in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure adottate, c&#8217;è stata una riduzione della forza lavoro, con il licenziamento di 1.800 dipendenti. Inoltre, il volume di produzione è stato ridotto a 230.000 unità per il 2024, una mossa che ha permesso di ridurre le scorte globali di circa 40.000 unità (-18%). Secondo il gruppo, questa decisione rappresenta un “importante primo passo nel piano di ristrutturazione”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un passaggio di testimone verso il futuro</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento al vertice avviene quasi un anno prima della scadenza ufficiale del mandato di Pierer, fissata per il 31 dicembre 2025. La sua decisione di passare il testimone a Neumeister rappresenta un momento di transizione cruciale per Pierer Mobility Group, che punta a rinnovarsi e affrontare le sfide del mercato con una guida strategica e innovativa.</p>
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		<title>Wayne Rainey: La Leggenda del Motociclismo che Ha Superato la Tragedia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Wayne Rainey è una delle figure più emblematiche della storia del motociclismo, un uomo che ha conquistato il cuore degli appassionati non solo con il suo talento straordinario, ma anche con la sua resilienza fuori dalla pista. Nato il 23 ottobre 1960 a Madera, California, Rainey è cresciuto in un ambiente che avrebbe presto alimentato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Wayne Rainey è una delle figure più emblematiche della storia del motociclismo, un uomo che ha conquistato il cuore degli appassionati non solo con il suo talento straordinario, ma anche con la sua resilienza fuori dalla pista. Nato il 23 ottobre 1960 a Madera, California, Rainey è cresciuto in un ambiente che avrebbe presto alimentato la sua passione per le moto. Dopo aver mosso i primi passi nelle competizioni negli Stati Uniti, la sua carriera prende una piega internazionale negli anni &#8217;80, quando entra nel campionato mondiale di motociclismo, la classe 500cc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero successo arriva con il passaggio alla Yamaha nel 1990, quando si impone come uno dei piloti più forti e determinati della sua generazione. Il 1990 segna l&#8217;inizio di un&#8217;era di trionfi per Rainey, che vince il suo primo titolo mondiale nella classe 500cc. Questo successo è solo l&#8217;inizio: negli anni successivi, Wayne domina la scena mondiale, conquistando il titolo iridato anche nel 1991 e nel 1992, diventando uno dei piloti più vincenti e amati. La sua abilità di guidare in modo fluido e preciso, unita alla sua intelligenza tattica, lo rende un avversario temuto e rispettato da tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua carriera, però, viene drammaticamente interrotta il 5 settembre 1993, durante il Gran Premio di Misano, in Italia. In un tragico incidente, Rainey subisce gravi danni alla colonna vertebrale, rimanendo paralizzato dalla vita in giù. La notizia sconvolge il mondo del motociclismo, e tutti si preparano a dire addio a un campione che avrebbe ancora tanto da dare. Ma Wayne Rainey non è mai stato un uomo disposto a arrendersi facilmente. Nonostante la paralisi, continua a essere una presenza fondamentale nel mondo delle corse, lavorando come ambasciatore del motociclismo e contribuendo al successo di iniziative come MotoAmerica, la serie americana di motociclismo che ha fondato nel 2015.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se non ha mai più potuto gareggiare, la sua influenza nel motociclismo è rimasta intatta. Rainey è stato un pioniere, un esempio di forza mentale e determinazione, capace di superare un destino che sembrava segnato. Oggi, a più di trent&#8217;anni dalla sua ultima vittoria, Wayne Rainey è ricordato non solo per i suoi successi in pista, ma per la sua incredibile capacità di affrontare le difficoltà della vita con lo stesso coraggio e spirito combattivo che lo avevano reso un campione. Il suo nome rimane scolpito nella storia del motociclismo, simbolo di passione, perseveranza e di un&#8217;eredità che non svanirà mai.</p>
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		<title>Leggende del motociclismo. Randy Mamola: Il Leggendario Pilota che ha Conquistato i Cuori dei Tifosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Randy Mamola è uno dei nomi che più di tutti evocano l’essenza del motociclismo degli anni &#8217;80 e &#8217;90. Un pilota che, pur non essendo mai riuscito a conquistare il titolo mondiale, è riuscito comunque a scrivere il suo nome nella storia della MotoGP, diventando una figura iconica per il suo stile di guida aggressivo, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Randy Mamola è uno dei nomi che più di tutti evocano l’essenza del motociclismo degli anni &#8217;80 e &#8217;90. Un pilota che, pur non essendo mai riuscito a conquistare il titolo mondiale, è riuscito comunque a scrivere il suo nome nella storia della MotoGP, diventando una figura iconica per il suo stile di guida aggressivo, la sua personalità solare e il suo spirito indomito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato il 23 novembre 1959 a San Jose, in California, Randy cresce in una famiglia appassionata di motori. Fin da giovane, si avvicina al motocross, ma il suo destino si rivela essere nelle competizioni su strada. Debutta nel Campionato del Mondo nel 1979, correndo nella classe 250cc, dove si fa subito notare per la sua velocità e il suo approccio audace. Ma è nella classe 500cc, la categoria regina, che Mamola diventa davvero un protagonista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1981, dopo un promettente inizio con Yamaha, il pilota americano fa il suo ingresso nella 500cc, dove la concorrenza è spietata. A quei tempi, infatti, la MotoGP era dominata da campioni come Kenny Roberts, Giacomo Agostini e Barry Sheene, ma Mamola non si lascia intimidire. Con la sua guida aggressiva, la postura aerodinamica e il suo carisma, riesce subito a farsi strada, mettendo in difficoltà anche i più esperti rivali. Il suo stile di guida è spettacolare: sempre al limite, sempre pronto a lanciarsi in un sorpasso mozzafiato. Nonostante la sua velocità, però, il sogno del titolo mondiale gli sfiora per due volte, nel 1984 e nel 1987, quando si classifica al secondo posto dietro a Freddie Spencer e Wayne Gardner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene non abbia mai conquistato il tanto agognato campionato del mondo, Mamola ha scritto una carriera fatta di vittorie e di podi. Il suo conto in gara parla chiaro: 13 vittorie e numerosi podi nella classe 500cc, oltre a essere stato uno degli esponenti più rispettati del motociclismo. Un altro elemento che ha contribuito alla sua leggenda è la sua capacità di adattarsi alle situazioni più difficili. Tra le sue qualità più apprezzate c&#8217;era la bravura in condizioni di bagnato, dove spesso Mamola dava il meglio di sé, conquistando gare che sembravano impossibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ciò che lo ha reso veramente speciale è stata la sua personalità. Con il suo sorriso contagioso e il suo approccio affabile, Mamola è diventato un beniamino del pubblico, che lo vedeva non solo come un pilota veloce, ma anche come una persona genuina e appassionata. Il suo legame con i tifosi è stato uno dei tratti distintivi della sua carriera. Era un pilota che non temeva di mostrarsi in modo autentico, sempre pronto a regalare uno spettacolo non solo con la moto, ma anche fuori dalla pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la sua carriera segnata da numerosi infortuni, Mamola ha continuato a correre con una determinazione senza pari. La sua passione per il motociclismo non lo ha mai abbandonato, anche dopo il ritiro dalle corse ufficiali, quando ha continuato a partecipare a eventi e competizioni di beneficenza. La sua figura è rimasta legata al mondo delle moto, e ha continuato a lavorare come ambasciatore dello sport, ispirando giovani piloti e tifosi con il suo spirito e la sua energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle sue abitudini più curiose era quella di posizionare la moto in modo simbolico sulla griglia di partenza, come un omaggio alla passione che lo ha sempre mosso. Questo gesto, che spesso è stato visto come una sorta di rito, rappresentava la sua gratitudine verso il motociclismo, un sport che gli aveva dato tanto e che lui amava in modo viscerale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, a distanza di anni dal suo ritiro dalle corse, Randy Mamola continua a essere una delle figure più rispettate del motociclismo. La sua carriera, nonostante l’assenza di un titolo mondiale, è un esempio di come la passione, la perseveranza e il coraggio possano scrivere una storia indimenticabile. Mamola non è stato solo un pilota, ma un simbolo del motociclismo: un uomo che ha fatto della moto non solo una professione, ma una vera e propria filosofia di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un’epoca dove i titoli e le vittorie sembrano essere l’unico metro di misura per il successo, Randy Mamola ci ha insegnato che a volte la vera grandezza sta nel come si corre, nel modo in cui si affrontano le sfide e nel legame che si crea con il pubblico. La sua leggenda, fatta di talento e carisma, rimarrà per sempre viva nei cuori degli appassionati di motociclismo.</p>
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		<title>KTM e la crisi finanziaria: ristrutturazione, licenziamenti ridotti e futuro incerto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 14:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>KTM, il noto produttore austriaco di motociclette, ha ottenuto il via libera dal Tribunale Regionale di Ried per continuare le sue operazioni, dopo un&#8217;udienza che si è svolta venerdì. La decisione arriva in un momento critico, mentre l&#8217;azienda sta affrontando una grave crisi finanziaria. Infatti, KTM è attualmente indebitata per almeno 1,8 miliardi di euro, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">KTM, il noto produttore austriaco di motociclette, ha ottenuto il via libera dal Tribunale Regionale di Ried per continuare le sue operazioni, dopo un&#8217;udienza che si è svolta venerdì. La decisione arriva in un momento critico, mentre l&#8217;azienda sta affrontando una grave crisi finanziaria. Infatti, KTM è attualmente indebitata per almeno 1,8 miliardi di euro, come riportato dalle associazioni di protezione dei creditori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi mesi, KTM ha già licenziato centinaia di dipendenti e si prevedono ulteriori esuberi. Inoltre, i salari di novembre e dicembre non sono stati ancora corrisposti. Tuttavia, secondo un rapporto dell&#8217;agenzia austriaca ORF, la ristrutturazione dell&#8217;azienda proseguirà come pianificato, poiché KTM dispone di &#8220;liquidità sufficiente&#8221; fino al prossimo incontro di audit, che avverrà a breve. A seguito della decisione del tribunale, il numero di licenziamenti previsti è stato ridotto da 500 a 300. Inoltre, i salari arretrati per novembre e dicembre saranno pagati entro la fine di gennaio grazie al fondo di indennità per insolvenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano di ristrutturazione di KTM potrebbe beneficiare di un&#8217;importante iniezione di liquidità da parte di tre investitori interessati a sostenere la compagnia tramite il Pierer Mobility Group, per un importo che potrebbe arrivare fino a 700 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la crisi, la produzione di KTM rimarrà sospesa fino alla fine di febbraio, poiché l&#8217;azienda ha attualmente circa 130.000 motociclette invendute nei suoi magazzini. KTM si prepara inoltre a un esame dei creditori il 24 gennaio, seguito da una votazione sul piano di ristrutturazione il 25 febbraio. Questo piano prevede una restituzione del 30% dei crediti entro due anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il progetto MotoGP, non ci sono dichiarazioni ufficiali sul suo impatto. Sebbene numerosi dirigenti abbiano confermato che la stagione 2025 proseguirà come previsto, alcuni rumors suggeriscono che KTM possa congelare lo sviluppo della moto per il 2025 a causa delle difficoltà finanziarie. Tuttavia, al momento non ci sono conferme ufficiali in merito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, KTM ha annunciato la vendita della sua partecipazione di maggioranza del 50,1% nel marchio italiano MV Agusta e ha visto la perdita del posto di lavoro di uno dei suoi collaudatori storici, Jeremy McWilliams.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l&#8217;Autorità di Vigilanza del Mercato Finanziario austriaco sta indagando su KTM per verificare se il Pierer Mobility Group abbia rispettato le normative di divulgazione finanziaria durante quest&#8217;anno.</p>
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		<title>Leggende del motociclismo: Randy Mamola: talento, spettacolo e passione senza fine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Randy Mamola, un nome che ha segnato la storia del motociclismo mondiale. Nato il 10 novembre 1959 a San José, in California, ha esordito nel Campionato del Mondo nella classe 500cc nel 1979, imponendosi subito come uno dei talenti più brillanti della sua generazione. Sebbene non abbia mai conquistato un titolo mondiale, Mamola ha dimostrato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Randy Mamola, un nome che ha segnato la storia del motociclismo mondiale. Nato il 10 novembre 1959 a San José, in California, ha esordito nel Campionato del Mondo nella classe 500cc nel 1979, imponendosi subito come uno dei talenti più brillanti della sua generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene non abbia mai conquistato un titolo mondiale, Mamola ha dimostrato una costanza eccezionale, chiudendo il campionato al secondo posto in quattro occasioni: 1980, 1981, 1984 e 1987. Durante la sua carriera ha corso per team iconici come Suzuki, Yamaha, Honda e Cagiva, confrontandosi con rivali leggendari del calibro di Kenny Roberts, Freddie Spencer ed Eddie Lawson. Il suo stile di guida audace e spettacolare lo ha reso un beniamino del pubblico, capace di entusiasmare con derapate, salvataggi impossibili e un carisma che andava ben oltre la pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni &#8217;80, il passaggio alla Cagiva segnò una svolta significativa. Pur alle prese con una moto meno competitiva rispetto alle avversarie, Mamola continuò a dimostrare il suo talento, contribuendo in modo fondamentale allo sviluppo tecnico del marchio italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il ritiro dalle competizioni nel 1992, la sua passione per il motociclismo non si è mai spenta. Mamola è rimasto una figura centrale nello sport, ricoprendo il ruolo di ambasciatore, commentatore e promotore. Tra le sue iniziative più celebri, spicca il progetto del “Two-Seater MotoGP”, una moto biposto che ha permesso a VIP e appassionati di vivere in prima persona l’adrenalina della velocità in pista. Un’idea che ha rafforzato ulteriormente il legame tra Mamola e il pubblico, consolidando la sua immagine di showman e ambasciatore globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è forse nel suo impegno umanitario che Mamola ha lasciato il segno più profondo. Come co-fondatore di “Riders for Health”, ha messo la sua esperienza al servizio delle comunità più svantaggiate dell’Africa, utilizzando le moto per consegnare assistenza sanitaria in zone remote e difficilmente accessibili. Questo progetto ha salvato migliaia di vite, dimostrando come la passione per le due ruote possa essere un motore di cambiamento sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi Randy Mamola è ricordato non solo come uno dei piloti più spettacolari della storia, ma anche come una figura ispiratrice, capace di trasformare la sua carriera in una missione di vita. Il suo esempio rimane un faro per il motociclismo e per chiunque creda che talento, passione e umanità possano fare la differenza.</p>
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		<title>KTM pronta a cedere MV Agusta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 11:38:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo diverse fonti giornalistiche, KTM potrebbe essere pronta a vendere MV Agusta. Il Pierer Mobility Group (PMG), che controlla KTM insieme ai marchi Husqvarna e GasGas, aveva acquisito una partecipazione di maggioranza del 50,1% in MV Agusta all’inizio di quest’anno, dopo aver comprato il 25,1% della società nel novembre 2022. Tuttavia, a causa del deterioramento [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Secondo diverse fonti giornalistiche, KTM potrebbe essere pronta a vendere MV Agusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Pierer Mobility Group (PMG), che controlla KTM insieme ai marchi Husqvarna e GasGas, aveva acquisito una partecipazione di maggioranza del 50,1% in MV Agusta all’inizio di quest’anno, dopo aver comprato il 25,1% della società nel novembre 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, a causa del deterioramento della situazione finanziaria dell&#8217;azienda austriaca — che ora sta affrontando una procedura di insolvenza per cercare di evitare il fallimento — sembra che PMG abbia deciso di non voler mantenere il marchio MV Agusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riportato dal quotidiano indiano Hindustan Times, PMG ha recentemente incontrato i rappresentanti sindacali alla Confidustria Varese, dove sarebbe stato dichiarato che MV Agusta &#8220;non è più considerato un asset strategico&#8221; per il gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre secondo Hindustan Times, le operazioni di produzione di MV Agusta torneranno allo stabilimento di Varese entro marzo 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sito italiano GPOne.com ha spiegato che la possibile vendita di MV Agusta è motivata non solo dalla necessità di ridurre i costi operativi di PMG, ma anche dal desiderio di rafforzare la situazione finanziaria del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia della possibile cessione arriva a soli nove mesi dall&#8217;acquisizione della partecipazione di maggioranza da parte di PMG. Sebbene non sia ancora stato confermato ufficialmente, la vendita del marchio porrebbe fine anche alle speculazioni su un possibile ritorno di MV Agusta nella classe regina delle corse motociclistiche, una possibilità discussa sin dal 2023.</p>
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		<title>Leggende del motociclismo: Franco Uncini il campione che ha tracciato la strada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Franco Uncini, nome che evoca l&#8217;odore di benzina e il rombo dei motori, è stato molto più di un semplice pilota. È stato un pioniere, un innovatore, un campione che ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nel mondo del motociclismo. Nato a Recanati nel 1955, la sua vita è stata un continuo inseguimento della velocità, un&#8217;ossessione per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Franco Uncini, nome che evoca l&#8217;odore di benzina e il rombo dei motori, è stato molto più di un semplice pilota. È stato un pioniere, un innovatore, un campione che ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nel mondo del motociclismo. Nato a Recanati nel 1955, la sua vita è stata un continuo inseguimento della velocità, un&#8217;ossessione per le due ruote che lo ha portato a conquistare traguardi straordinari e a diventare un&#8217;icona per generazioni di appassionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I suoi inizi furono umili, come quelli di tanti giovani che sognavano di sfrecciare su una moto. Le prime gare, le prime vittorie, la passione che cresceva a ogni curva affrontata. Ma è stato nel 1982 che la sua carriera ha preso una svolta decisiva. In sella alla sua Suzuki, con il numero 1 sul cupolino, ha dominato la stagione, conquistando il titolo mondiale della classe 500. Un successo che lo ha consacrato come uno dei più grandi piloti italiani di sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo stile di guida era inconfondibile: fluido, elegante, efficace. Uncini sembrava danzare sulla moto, affrontando le curve con una naturalezza disarmante. Ma dietro quella apparente facilità si nascondeva una preparazione meticolosa, un allenamento costante e una determinazione ferrea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, la carriera di un pilota è fatta non solo di vittorie e di successi. Ci sono anche le cadute, i momenti di difficoltà, le sfide da superare. E Uncini ne ha affrontate tante. Incidenti, rivalità accese, pressioni mediatiche: niente lo ha mai fermato. Anzi, ogni ostacolo lo ha reso più forte, più determinato a raggiungere i suoi obiettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ha deciso di appendere il casco al chiodo, molti pensavano che si sarebbe allontanato dal mondo delle moto. Invece, Uncini ha scelto di dedicare le sue energie a una nuova sfida: la sicurezza. Forte della sua esperienza, ha lavorato instancabilmente per migliorare le tute protettive, i caschi e le infrastrutture dei circuiti. Ha contribuito a rendere il motociclismo uno sport sempre più sicuro, salvando così la vita di molti piloti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, Franco Uncini è un&#8217;ispirazione per tutti coloro che amano le due ruote. È un esempio di come passione, talento e determinazione possano portare a risultati straordinari. Ma è anche un modello di umiltà e di generosità, di un uomo che ha saputo mettere le sue conoscenze e la sua esperienza al servizio degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua storia è un inno allo sport, un omaggio a tutti coloro che inseguono i propri sogni con coraggio e determinazione. Franco Uncini, il campione che ha tracciato la strada, continuerà a vivere nei cuori degli appassionati di motociclismo, un&#8217;icona indimenticabile di un&#8217;epoca d&#8217;oro.</p>
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		<title>KTM annuncia il licenziamento di 500 lavoratori a seguito della crisi finanziaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 13:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>KTM ha annunciato che 500 dei suoi lavoratori rischiano il licenziamento come parte di una serie di tagli previsti per affrontare le difficoltà finanziarie. Questi si aggiungono ai 250 lavoratori già licenziati, portando il totale a 750, nell&#8217;ambito di un piano di ristrutturazione volto a risanare la situazione economica dell&#8217;azienda austriaca. Secondo quanto riportato dalla [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">KTM ha annunciato che 500 dei suoi lavoratori rischiano il licenziamento come parte di una serie di tagli previsti per affrontare le difficoltà finanziarie. Questi si aggiungono ai 250 lavoratori già licenziati, portando il totale a 750, nell&#8217;ambito di un piano di ristrutturazione volto a risanare la situazione economica dell&#8217;azienda austriaca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riportato dalla testata austriaca <em>Der Standard</em>, non è ancora chiaro quando saranno completati i licenziamenti, ma l&#8217;amministratore delegato che supervisiona la ristrutturazione, Peter Vogl, ha dichiarato che KTM AG, insieme alle sue filiali KTM Components e KTM F&amp;E, continuerà a operare una volta concluso il processo di riorganizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulteriori approfondimenti di <em>Der Standard</em> rivelano che KTM è gravata da un debito di 796 milioni di euro, distribuito tra oltre 1.600 creditori, tra cui circa 180 banche. La lista dei creditori si estende su ben 34 pagine, con le prime 13 dedicate ad aziende austriache, mentre il resto proviene da paesi come Germania, India (dove ha sede la Bajaj Auto, azionista di KTM), Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Slovacchia, Slovenia, Polonia, Irlanda, Svizzera, Gran Bretagna, Canada, USA, Argentina, Thailandia, Taiwan, Cina, Corea del Sud, Myanmar, Australia e Giappone. Tra i creditori figurano anche piccole imprese locali, come panifici e fornitori di caffè.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la difficile situazione economica, KTM proseguirà con il suo impegno in MotoGP, con il progetto della RC16 previsto per il 2025, sebbene lo sviluppo della moto sia stato sospeso in vista della nuova stagione. L&#8217;azienda è contrattualmente legata alla competizione fino alla fine del 2026.</p>
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		<title>KTM in amministrazione controllata: al via la ristrutturazione per affrontare la crisi</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2024/11/26/ktm-in-amministrazione-controllata-al-via-la-ristrutturazione-per-affrontare-la-crisi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ktm-in-amministrazione-controllata-al-via-la-ristrutturazione-per-affrontare-la-crisi</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 17:24:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>KTM, il noto produttore austriaco di motociclette e protagonista in MotoGP, è ufficialmente entrato in amministrazione controllata e ha avviato una procedura di ristrutturazione giudiziaria. La decisione è stata annunciata dal gruppo Pierer Mobility, proprietario del marchio, a seguito di una grave crisi finanziaria che ha messo a rischio la sopravvivenza dell&#8217;azienda. Crisi e Ridimensionamento [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">KTM, il noto produttore austriaco di motociclette e protagonista in MotoGP, è ufficialmente entrato in amministrazione controllata e ha avviato una procedura di ristrutturazione giudiziaria. La decisione è stata annunciata dal gruppo Pierer Mobility, proprietario del marchio, a seguito di una grave crisi finanziaria che ha messo a rischio la sopravvivenza dell&#8217;azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Crisi e Ridimensionamento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">KTM stava cercando di raccogliere almeno 100 milioni di euro per garantire le operazioni oltre il 2024, ma non è riuscita a ottenere i fondi necessari in tempo. Questo ha portato all&#8217;adozione di misure drastiche, tra cui il licenziamento di centinaia di dipendenti e la sospensione della produzione di motociclette nei mesi di gennaio e febbraio del 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pierer Mobility ha dichiarato che la ristrutturazione sarà effettuata con amministrazione controllata, permettendo al management attuale di KTM di mantenere il controllo dell&#8217;azienda sotto la supervisione del tribunale. L’obiettivo principale sarà quello di elaborare un piano di riorganizzazione entro 90 giorni e di raggiungere un accordo con i creditori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le Parole del Gruppo Pierer Mobility</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In una nota ufficiale, Pierer Mobility ha spiegato che il processo di ristrutturazione mira a garantire la sostenibilità a lungo termine di KTM:<br><strong>&#8220;Il ridimensionamento del gruppo non solo dovrebbe garantire la sopravvivenza del gruppo KTM, ma anche creare le basi per uscirne più forti.&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le strategie chiave, il gruppo prevede una graduale riduzione dell&#8217;eccesso di stock di KTM e dei suoi concessionari, che si protrarrà per i prossimi due anni. Tuttavia, questa operazione comporterà una significativa riduzione della performance operativa negli stabilimenti austriaci, con una perdita prevista di oltre un miliardo di euro tra il 2025 e il 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Costi e Impatti della Ristrutturazione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La ristrutturazione comporterà inevitabilmente ulteriori perdite finanziarie, tra cui spese straordinarie come svalutazioni, riduzioni di personale e altri costi operativi. Pierer Mobility prevede che il 2024 si concluderà con un risultato netto negativo nell’ordine delle centinaia di milioni di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un Futuro da Ricostruire</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le difficoltà, il gruppo punta a trasformare questa crisi in un&#8217;opportunità per riposizionare KTM sul mercato. Tuttavia, la sfida è immensa, e il successo del piano dipenderà dalla capacità di ottenere il supporto dei creditori e di riorganizzare efficacemente l’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">KTM rimane un marchio iconico nel settore motociclistico, e appassionati e addetti ai lavori sperano che questa ristrutturazione rappresenti un passo verso un futuro più stabile e competitivo.</p>
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		<title>Il motore del futuro arriva dal Giappone: Yamaha rivoluziona con l&#8217;idrogeno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 18:02:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il mondo dei motori è stato teatro di una trasformazione radicale, spinta dall&#8217;urgenza di ridurre le emissioni di CO2 e dall&#8217;adozione di tecnologie più sostenibili. Mentre l&#8217;elettrico domina il dibattito pubblico non rappresenta l&#8217;unica soluzione per un futuro ecologico. Dal Giappone arriva una svolta significativa, che punta su un&#8217;alternativa promettente: l&#8217;idrogeno. Protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2024/11/25/il-motore-del-futuro-arriva-dal-giappone-yamaha-rivoluziona-con-lidrogeno/">Il motore del futuro arriva dal Giappone: Yamaha rivoluziona con l&#8217;idrogeno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, il mondo dei motori è stato teatro di una trasformazione radicale, spinta dall&#8217;urgenza di ridurre le emissioni di CO2 e dall&#8217;adozione di tecnologie più sostenibili. Mentre l&#8217;elettrico domina il dibattito pubblico non rappresenta l&#8217;unica soluzione per un futuro ecologico. Dal Giappone arriva una svolta significativa, che punta su un&#8217;alternativa promettente: l&#8217;idrogeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Protagonista di questa innovazione è Yamaha, che ha presentato un motore a idrogeno destinato a cambiare le regole denominato H2. Questo propulsore non si limita al settore automobilistico, ma segna una rivoluzione anche nel mondo della nautica. L&#8217;H2 rappresenta infatti il primo modello storico di motore a idrogeno sviluppato per l&#8217;uso su navi, aprendo nuove prospettive per la sostenibilità e l&#8217;efficienza energetica in ambiti finora inesplorati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo del motore H2 è frutto di una collaborazione strategica tra Yamaha e Roush Performance, un&#8217;azienda americana conosciuta per le sue competenze nel settore dei componenti da corsa ad alte prestazioni. Grazie all&#8217;esperienza di Roush, Yamaha è riuscita a creare un prodotto che combina innovazione tecnologica e affidabilità, gettando le basi per un futuro in cui i motori a idrogeno potranno competere con quelli tradizionali ed elettrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ish Monroe, rappresentante di Yamaha Rightwaters, ha descritto l&#8217;H2 come un progetto destinato a diventare una pietra miliare del mercato motoristico. La visione di Yamaha non si limita all&#8217;innovazione tecnologica fine a sé stessa, ma mira a creare un impatto duraturo sull&#8217;intero settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idrogeno offre vantaggi significativi come combustibile alternativo. Pur presentando ancora sfide tecnologiche, come la necessità di infrastrutture adeguate e una maggiore efficienza nella produzione, i progressi nel settore sono rapidi. I motori a idrogeno hanno il potenziale di ridurre ulteriormente le emissioni di CO2, mantenendo alti standard di prestazioni e offrendo tempi di rifornimento molto più rapidi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La strategia di Yamaha si inserisce in un quadro più ampio: quello di offrire ai consumatori una gamma diversificata di opzioni sostenibili. L’obiettivo non è imporre una sola soluzione, ma creare un ecosistema motoristico in cui diverse tecnologie possano coesistere. Questo approccio risponde a una domanda di mercato che, per ora, non sembra aver abbracciato appieno l&#8217;elettrico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217; H2 di Yamaha segna l&#8217;inizio di una nuova era per il settore motoristico. La scelta di puntare sull&#8217;idrogeno, abbinata a una visione ampia che guarda oltre le due ruote, dimostra come innovazione e sostenibilità possano andare di pari passo. Yamaha si posiziona così come un pioniere in un settore in piena trasformazione, offrendo una valida alternativa all’elettrico e aprendo la strada a un futuro in cui la mobilità sarà sempre più ecologica e accessibile.</p>
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		<title>Nuova generazione SH: Honda presenta SH350i 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 12:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 40 anni dal debutto arriva, per il 2025, la nuova versione del vendutissimo scooter a ruote alte di Honda. L’SH debuttava nel lontano 1984, diventando subito un mezzo apprezzatissimo per il commuting cittadino. Merito delle ruote alte capaci si conferire sicurezza e stabilità tra le buche cittadine, la buona capacità di carico, i bassi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">A 40 anni dal debutto arriva, per il 2025, la nuova versione del vendutissimo scooter a ruote alte di Honda. L’SH debuttava nel lontano 1984, diventando subito un mezzo apprezzatissimo per il commuting cittadino. Merito delle ruote alte capaci si conferire sicurezza e stabilità tra le buche cittadine, la buona capacità di carico, i bassi consumi e le bassissime spese di gestione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proposto dapprima in piccole cilindrate da 50 a 125 cc è cresciuto e maturato nel tempo, venendo proposto anche nelle versioni 150, 300 e poi, soprattutto, crescendo fino a 350 cc. Nella massima cilindrata l’SH diventa ancora più fruibile per affrontare i trasferimenti casa lavoro, magari “buttandosi” nel traffico delle tangenziali o di brevi tratti autostradali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2025 arrivano alcune novità per uno degli scooter più apprezzati dal mercato. La prima, sotto gli occhi di tutti, è il profondo restyling che coinvolge principalmente la parte anteriore. Lo scudo viene ridisegnato, con una linea più esclusiva e moderna. La linea ringiovanisce e lo scudo integra il nuovo faro a LED sdoppiato e gli indicatori di direzione dal nuovo disegno. Resta invariata una delle caratteristiche più apprezzate dell’SH, ovvero la pedana poggia piedi a piano unico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le novità riguardano anche il motore, conforme all’omologazione Euro 5+. Si tratta del monocilindrico SOHC a 4 valvole da 330 cc, con raffreddamento a liquido. L’unità è capace di sviluppare 29,4 CV, con una coppia di 32 Nm. Quanto basta per offrire buone prestazioni generali, con una accelerazione più briosa che porta l’SH a percorrere i 200 m da fermo in soli 10,2 secondi. La velocità massima si ferma a 134 Km/h, quanto basta per uniformarsi al traffico di un eventuale trasferimento autostradale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ruote di grosso diametro mantengono la misura di 16” e vengono completate in primo equipaggiamento dai nuovi pneumatici Pirelli Angel. La forcella a schema tradizionale telescopico ha steli da 35 mm di diametro, mentre al posteriore restano i doppi ammortizzatori. L’impianto frenante è dotato di ABS a due canali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’SH350i vanta anche il controllo di trazione HSTC che permette il controllo e la gestione costante dell’aderenza del posteriore. Ogni volta che il sistema entra in funzione, una apposita spia si accende sul display LCD del ridisegnato cruscotto. Il sistema resta comunque disinseribile premendo un tasto dedicato sul manubrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Completa la dotazione di serie la Smart Key, da tenere in tasca al posto della tradizionale chiave, e la comoda presa USB Type-C, ubicata nell’ampio vano sottosella che capace di contenere un casco integrale. Ovviamente disponibile un optional fondamentale per aumentarne la versatilità, ovvero il bauletto Smart Top Box da 35 litri, dotato di schienale. Non manca comunque una linea accessori per rendere l’SH 350 personalizzato a piacimento: antifurto con allarme, manopole riscaldabili, bloccadisco dedicato, borsa per il vano sottosella, parabrezza, paramani e telo coprimoto. Le varianti di colore disponibili sono sei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico ©Lulop.com</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145960" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/504737-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg" alt="504737 25ym honda sh350i" class="wp-image-145960" title="Nuova generazione SH: Honda presenta SH350i 2025 19" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504737-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504737-25ym-honda-sh350i-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504737-25ym-honda-sh350i-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504737-25ym-honda-sh350i-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504737-25ym-honda-sh350i-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">25YM Honda SH350i</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145962" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/504740-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg" alt="504740 25ym honda sh350i" class="wp-image-145962" title="Nuova generazione SH: Honda presenta SH350i 2025 20" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504740-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504740-25ym-honda-sh350i-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504740-25ym-honda-sh350i-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504740-25ym-honda-sh350i-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504740-25ym-honda-sh350i-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">25YM Honda SH350i</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145964" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/504742-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg" alt="504742 25ym honda sh350i" class="wp-image-145964" title="Nuova generazione SH: Honda presenta SH350i 2025 21" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504742-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504742-25ym-honda-sh350i-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504742-25ym-honda-sh350i-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504742-25ym-honda-sh350i-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504742-25ym-honda-sh350i-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">25YM Honda SH350i</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145961" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/504746-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg" alt="504746 25ym honda sh350i" class="wp-image-145961" title="Nuova generazione SH: Honda presenta SH350i 2025 22" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504746-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504746-25ym-honda-sh350i-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504746-25ym-honda-sh350i-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504746-25ym-honda-sh350i-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504746-25ym-honda-sh350i-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">25YM Honda SH350i</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145965" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/504748-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg" alt="504748 25ym honda sh350i" class="wp-image-145965" title="Nuova generazione SH: Honda presenta SH350i 2025 23" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504748-25ym-honda-sh350i-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504748-25ym-honda-sh350i-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504748-25ym-honda-sh350i-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504748-25ym-honda-sh350i-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/504748-25ym-honda-sh350i-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">25YM Honda SH350i</figcaption></figure>



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		<title>Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 07:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia Tuareg Rally, un nome che per molti motociclisti è rimasto impresso nella mente e nel cuore. Correva la metà degli anni ’80 e i più fortunati 16enni potevano salire in sella ad una delle 125 più belle dell’epoca. Una moto che oggi è diventata quasi iconica: la Tuareg Rally 125. Doppio serbatoio, sella altissima, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Aprilia Tuareg Rally, un nome che per molti motociclisti è rimasto impresso nella mente e nel cuore. Correva la metà degli anni ’80 e i più fortunati 16enni potevano salire in sella ad una delle 125 più belle dell’epoca. Una moto che oggi è diventata quasi iconica: la Tuareg Rally 125. Doppio serbatoio, sella altissima, sospensioni a lunga escursione e tanti cavalli. Una moto che faceva sognare subito le grandi imprese delle Parigi-Dakar. Esisteva anche la sorella maggiore, ancora più specialistica, da 250cc. Ma il progetto della quarto di litro fu abbandonato troppo presto. Arrivò poi un leggero restyling ed infine il modello anni ’90 dalle colorazioni improbabili e dalla carenatura a doppio faro. Ma quel nome, Tuareg Rally, è rimasto ben impresso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ritorno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo quasi un decennio di rumors, disegni, avvistamenti, finalmente, nel 2021 torna in listino la Tuareg, spinta da un bicilindrico in linea da 659 cc capace di erogare una 80ina di cavalli. Il mercato è in fermento, le dual, adventure, enduroni, chiamateli come volete, spingono le vendite delle case e con una concorrenza così agguerrita Aprilia non può stare certo a guardare. È un successo: la moto piace e tutto sommato si ritaglia la sua nicchia di affezionati. Il nome rievoca i fasti del passato, la linea è piacevole e il prodotto è ben confezionato. Manca però quel richiamo al mito delle corse e dei rally che tanto faceva sognare i sedicenni di un tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Tuareg Rally sviluppata in gara</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto ben si presta ad essere utilizzata nel motorally e così arrivano subito le prime preparazioni. Il salto di qualità arriva quando Aprilia si aggiudica il Campionato Motorally nella classe G-1000 sia nella stagione 2023 che in quella appena terminata. A sviluppare la moto il reparto Aprilia Racing in collaborazione tecnica con GCorse dei fratelli Guareschi. A questo si aggiunge anche la vittoria della Africa Eco Race 2024. Alla guida della Tuareg Rally un fortissimo <strong>Jacopo Cerutti</strong>. Altre vittorie la nuova Tuareg se le porta a casa dall’Hellas Rally Raid e dalla Baja Aragon. Il mezzo, dopo test così severi, è pronto per essere proposto al grande pubblico. Quale passerella migliore se non la recente EICMA 2024 appena conclusa nello spazio di Rho Fiera-Milano?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto esteticamente richiama la versione “standard” da cui deriva, ma subito saltano all’occhio alcuni aspetti che la rendono molto simile alla moto Factory. Il paramotore in alluminio protegge meglio ed in maniera più estesa il cuore pulsante della moto, lo stesso bicilindrico della sorella. Il parafango alto diventa particolarità della versione R. Dal punto vista prettamente estetico colpisce anche il nuovo scarico SC Project, con silenziatore interamente in titanio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se a livello estetico le differenze possono sembrare poche, va detto che queste influiscono già molto sul cambiamento dinamico della moto. Lo scarico permette di perdere peso, così come i cerchi heavy-duty con canale in ergal per il montaggio di pneumatici con camera d’aria. Una ricerca dei materiali che permette di far perdere 5 Kg totali sulla bilancia. Il peso in ordine di marcia scende quindi sotto i 2 quintali, 199 Kg rispetto ai 204 Kg del modello base.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cambia anche la posizione di guida. Una sella posta ad un’altezza maggiore di 2 cm agevola il passaggio dalla posizione seduta a quella richiesta per la guida in piedi sulle pedane. Per una guida ancora più sportiva viene cambiato anche il manubrio, che presenta una nuova piega e lo rende più alto. I paramani hanno una anima in metallo. Altri piccoli particolari sono votati ad un uso più fuoristradistico, come il cavalletto dotato di piedino di appoggio maggiorato per i fondi più cedevoli ed il guidacatena più resistente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa cambia nella ciclistica? Le sospensioni Kayaba sono le stesse unità della versione standard, con escursione di 240 mm, ma montano molle lineari al posto delle molle progressive. Cosa significa al lato pratico? Sicuramente minor comfort, ma maggiori sensazioni nella guida in ofr-road.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore bicilindrico in linea, Euro 5+, richiede attenzioni particolari. Come detto è in condivisione con la versione base: 659 cc da 80 CV a 9.250 giri e 70 Nm di coppia a 6.500 giri. Ottiene però sulla Tuareg Rally nuovi corpi farfallati che passano da 48 mm a 52 mm. Una modifica che migliora in generale l’efficienza. Inoltre un nuovo generatore a terre rare contribuisce a ridurre le inerzie migliorando lo spunto. Una nuova mappatura motore viene sviluppata per rendere la risposta all’acceleratore più pronta e reattiva, facendo salire di giri il motore rapidamente e regalando un allungo più entusiasmante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico ©Lulop.com</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="614" data-id="145655" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/01-aprilia-tuareg-rally-1-1024x614.jpg" alt="01 aprilia tuareg rally 1" class="wp-image-145655" title="Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 25" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/01-aprilia-tuareg-rally-1-1024x614.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/01-aprilia-tuareg-rally-1-768x460.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/01-aprilia-tuareg-rally-1-300x180.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/01-aprilia-tuareg-rally-1-696x417.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/01-aprilia-tuareg-rally-1-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 31</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="629" data-id="145656" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/24-aprilia-tuareg-rally-1024x629.jpg" alt="24 aprilia tuareg rally" class="wp-image-145656" title="Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 26" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/24-aprilia-tuareg-rally-1024x629.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/24-aprilia-tuareg-rally-768x472.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/24-aprilia-tuareg-rally-300x184.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/24-aprilia-tuareg-rally-696x428.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/24-aprilia-tuareg-rally-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 32</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="661" data-id="145657" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/35-aprilia-tuareg-rally-1024x661.jpg" alt="35 aprilia tuareg rally" class="wp-image-145657" title="Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 27" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/35-aprilia-tuareg-rally-1024x661.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/35-aprilia-tuareg-rally-768x496.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/35-aprilia-tuareg-rally-300x194.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/35-aprilia-tuareg-rally-696x450.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/35-aprilia-tuareg-rally-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 33</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="620" data-id="145660" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/41-aprilia-tuareg-rally-1024x620.jpg" alt="41 aprilia tuareg rally" class="wp-image-145660" title="Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 28" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/41-aprilia-tuareg-rally-1024x620.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/41-aprilia-tuareg-rally-768x465.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/41-aprilia-tuareg-rally-300x182.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/41-aprilia-tuareg-rally-696x421.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/41-aprilia-tuareg-rally-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 34</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="671" data-id="145659" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/50-aprilia-tuareg-rally-1024x671.jpg" alt="50 aprilia tuareg rally" class="wp-image-145659" title="Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 29" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/50-aprilia-tuareg-rally-1024x671.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/50-aprilia-tuareg-rally-768x504.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/50-aprilia-tuareg-rally-300x197.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/50-aprilia-tuareg-rally-696x456.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/50-aprilia-tuareg-rally-741x486.jpg 741w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/50-aprilia-tuareg-rally-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 35</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="680" data-id="145658" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/51-aprilia-tuareg-rally-1024x680.jpg" alt="51 aprilia tuareg rally" class="wp-image-145658" title="Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 30" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/51-aprilia-tuareg-rally-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/51-aprilia-tuareg-rally-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/51-aprilia-tuareg-rally-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/51-aprilia-tuareg-rally-696x462.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/51-aprilia-tuareg-rally-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Aprilia Tuareg Rally: il mito ritorna 36</figcaption></figure>
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		<title>EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 16:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le voci possono preoccupare, ma quello che si può vedere ad EICMA è un futuro, almeno per il 2025, ricco di novità. La casa di Mattighofen presenta infatti al pubblico una linea di modelli quanto mai completa e sempre ricca di aggiornamenti non solo estetici, ma tecnici degni di sicuro interesse. L’aspettativa più grande, per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le voci possono preoccupare, ma quello che si può vedere ad EICMA è un futuro, almeno per il 2025, ricco di novità. La casa di Mattighofen presenta infatti al pubblico una linea di modelli quanto mai completa e sempre ricca di aggiornamenti non solo estetici, ma tecnici degni di sicuro interesse. L’aspettativa più grande, per il numeroso pubblico che affolla lo stand arancione, è la nuova linea dei motori 1390. Anticipata dall’entusiasmante Teaser Trailer che qualche settimana fa mostrava la nuova Super Adventure impegnata in numeri funambolici tra i cordoli (in tutti sensi…) di una pista, ora ad EICMA e presto dai concessionari, si potrà toccare con mano l’intera gamma.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1390 Super Adventure S</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si parte con la maxi-enduro (se vogliamo ancora definirla così) equipaggiata dal nuovo motore 1390. Si tratta del bicilindrico a V da 75° da 1.350 cc che nella nuova cilindrata arriva a sviluppare ben 173 CV di potenza massima e 145 Nm di coppia. La moto vanta prestazioni di tutto rispetto e per questo viene supportata da un nuovo telaio che deriva dalla precedente unità che equipaggiava il modello 1290, ma che vanta numerosi interventi per migliorarne la rigidezza. Il dato più interessante è un +73% sulla rigidezza torsionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il telaio viene accoppiato da un comparto sospensioni di ultimissima generazione. Solo le WP SAT, semiattive che possono regolarsi in tempo reale sul lavoro idraulico di smorzamento. Questo grazie a nuovi sensori più precisi e valvole elettromagnetiche. L’escursione è garantita in 200 mm sia all’anteriore che al posteriore. Comparto freni affidato a nuove unità Brembo, che all’anteriore prevedono una nuovo tipo di pompa con pastiglie dedicate all’uso più sportivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tante prestazioni vengono gestite da un pacchetto tecnologico ed elettronico veramente di riferimento. Assistenza alla frenata Brake Assistance, controllo della distanza Distance Warning, alert Collision Warning completano il menù che comprende anche diversi Riding Mode e l’Adaptive Cruise Control. Tutto è facilmente gestibile da display touche V80 da 8”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1390 Super Adventure S EVO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi vuole esagerare ecco la versione EVO. La differenza sostanziale sta nel cambio: tradizionale per la S, manuale automatizzato (AMT) per la versione EVO. Cosa significa? Che il pilota potrà scegliere se utilizzare il classico cambio con leva a pedale o tasti al manubrio, oppure sfruttando una funzione completamente automatica capace di cambiare rapporti in soli 50 millesimi di secondo. Il tutto è gestibile dal blocchetto sinistro. Una volta inserita la prima marcia basta accelerare. Presente anche le modalità Parking. Nell’uso “manuale” invece la cambiata avviene senza l’uso della frizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra differenza rispetto alla versione S è la presenza di serie del radar sviluppato da Bosch. Giunto ormai alla sua quinta generazione resta comunque disponibile come optional sulla versione S.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>KTM 1390 Super Duke GT</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi vuole rinunciare magari ad un po’ di comodità per prediligere un pizzico di sportività in più ecco la Super Duke. Via il cerchio anteriore da 19” per far posto a quello da 17”. Via tante sovrastrutture ed ecco una linea più sportiva e spartana che comunque resta adatta al turismo veloce. La nuova Super Duke GT condivide l’unità tecnica vista sulla 1390 Super Duke R EVO model year 2024. Si parla comunque di 190 CV disponibili e 145 Nm di coppia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Telaio completamente rivisto, con traliccio in acciaio più rigido e con attacchi motore riposizionati per garantire un baricentro più basso a tutto vantaggio dell’agilità. Sempre di massimo livello le sospensioni, anche in questo caso di tipo semiattivo, le WP Apex SAT. Freni anteriori da 320 mm ed un ricchissimo, pacchetto elettronico. Diversi i tipi di riding mode, concentrando un miglioramento sull’uso turistico e quindi rimappando ad hoc la modalità Comfort. Tutto resta gestito dal TFT da 8,8”: un vero e proprio centro di comando, di controllo e di connettività che permette di selezionare e modificare tutti i parametri. Presente anche il radar di quinta generazione. Questo permette di usufruire di diverse modalità: guida in gruppo, controllo della distanza, assistenza alla frenata ed altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico ©press.eicma.it ©lulop.com</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145559" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/gio-9258-1024x683.jpg" alt="gio 9258" class="wp-image-145559" title="EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 37" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9258-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9258-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9258-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9258-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9258-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 42</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145561" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/a68i1131-1024x683.jpg" alt="a68i1131" class="wp-image-145561" title="EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 38" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/a68i1131-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/a68i1131-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/a68i1131-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/a68i1131-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/a68i1131-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 43</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145563" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/gio-8402-1024x683.jpg" alt="gio 8402" class="wp-image-145563" title="EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 39" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8402-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8402-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8402-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8402-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8402-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 44</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145562" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/gio-8468-1-1024x683.jpg" alt="gio 8468 1" class="wp-image-145562" title="EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 40" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8468-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8468-1-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8468-1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8468-1-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-8468-1-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 45</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145560" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/gio-9324-1024x683.jpg" alt="gio 9324" class="wp-image-145560" title="EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 41" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9324-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9324-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9324-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9324-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/gio-9324-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EICMA 2024 – KTM presenta le nuove 1390 46</figcaption></figure>
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		<title>EICMA 2024 – Ducati presenta le nuove Panigale V2 e Streetfighter V2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 10:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come sempre grande entusiasmo attorno alle moto esposte ad ECIMA da Ducati. La casa di Borgo Panigale presenta uno stand come sempre ricco di novità e di modelli che hanno fatto la storia della casa bolognese. Le tanto attese novità per il 2025 sono rappresentate da due modelli completamente nuovi che sfruttano la tecnologia dell’ultima, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Come sempre grande entusiasmo attorno alle moto esposte ad ECIMA da Ducati. La casa di Borgo Panigale presenta uno stand come sempre ricco di novità e di modelli che hanno fatto la storia della casa bolognese. Le tanto attese novità per il 2025 sono rappresentate da due modelli completamente nuovi che sfruttano la tecnologia dell’ultima, interessante e completamente nuova evoluzione del motore V2. Si tratta della nuova Panigale e della versione naked Streetfighter.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nuovo V2</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo cuore pulsante delle due moto è di fatto un motore completamente inedito. Si tratta di una unità leggerissima, che ferma il peso sulla bilancia sotto i 54 Kg e mezzo. Lo schema tecnico vede interessanti rivoluzioni, tra cui l’abbandono della distribuzione desmodromica. Una scelta voluta per ridurre sia i costi di manutenzione che quelli di manutenzione. Lo schema resta quello del bicilindrico a V di 90° con una cilindrata di 890 cc ed una fasatura variabile IVT. Le prestazioni sono di tutto rispetto: 120 i CV sviluppati di potenza massima e una coppia di 93,3 Nm disponibile a 8250 giri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Panigale e Streetfighter V2</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Panigale rispetto alla versione precedente perde ben 17 kg. Il telaio è un monoscocca che sfrutta il motore come elemento stressato a cui si unisce un forcellone dal disegno simile a quello della Panigale V4. La ciclistica viene completata da un reparto sospensioni che prevedono unità anteriori Marzocchi e ammortizzatore posteriore Kayaba sulla versione standard, mentre sulla più prestigiosa versione S sono previste unità Ohlins. Sempre sulla versione S, per abbattere ulteriormente il peso è montata una batteria agli ioni di litio. Il peso totale è di 176 kg per la versione standard.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La versione naked Streetfighter condivide le stesse soluzioni tecniche della sorella carenata, ma a livello estetico permette di godere della vista del motore incastonato tra le sovrastutture. Una linea, come per le precedenti Streetfigheter, decisamente caricata all’anteriore, dove spicca il nuovo gruppo ottico sovrastato dal dritto manubrio e dallo schermo TFT da 5”. Come per la Panigale sempre ricco il pacchetto elettronico, come i quattro Riding Mode personalizzabili, e Power Launch e Pit Limiter disponibili sulla versione S. Impianto frenante condiviso con pinze monoblocco M50 a quattro pistoncini su dischi da 320 mm all’anteriore e 245 mm al posteriore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Panigale V4</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Presente allo stand anche la sorella maggiore V4, in 3 versioni: Panigale V4, V4 S ed una versione allestita appositamente per l’uso in pista. Il debutto ufficiale per questo modello è datato luglio 2024, ma questa è la prima occasione per molti di vedere dal vivo la nuova Panigale, che gode di una ciclistica completamente rivista. Il telaio Front Frame deriva dallo sviluppo in MotoGp e permette di diminuire la rigidezza laterale del 40% mantenendo invariata la rigidezza longitudinale. Questo permette di migliorare il feeling con l’anteriore in percorrenza di curva e di risparmiare il 17% di peso rispetto al precedente telaio. Le prestazioni per la versione S sono di 216 CV per 187 kg con un rapporto peso potenza di 1.15.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La famiglia Ducati al completo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mancano le altre motociclette di Ducati. Le <strong>Multistrada</strong> nelle versioni V2, V4, S, Rally, Pikes Peak ed RS permettono una vasta gamma di scelta. Il “piccolo” V2 rappresenta l’entry level per la globe trotter dal carattere sportivo, che nella versione RS offre il meglio con il motore V4 ed il pacchetto sospensioni Ohlins e potenza di 180 CV.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ampia anche la scelta per le <strong>Hypermotard</strong>. Si parte dal “piccolo” monocilindrico 698 da 659 cc capace di sviluppare 77,5 CV per arrivare alla versione 950 ed alle sue derivazioni RVE ed SP per una potenza massima di 114 CV e 191 Kg di peso. E poi ancora spazio per le <strong>DesertX</strong> che arricchisce la gamma con l’arrivo della versione Discovery, dotata di borse in alluminio, protezioni per la carenatura, motore e paramani dedicate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Completano gli spazi dello stand le intramontabili <strong>Monster</strong>, le classiche <strong>Scrambler</strong> e le <strong>Diavel</strong>. Spazio anche le moto che hanno fatto e stanno facendo la storia delle competizioni, con la DesmosediciGP che si sta giocando il titolo con Bagnaia e Martin, e la Panigale V4 R di Bulega. Presente anche il prototipo V21L che corre nel Campionato del Mondo FIM Enel MotoE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico ©press.eicma.it</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145512" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/A68I0035-2-1024x683.jpg" alt="A68I0035 2" class="wp-image-145512" title="EICMA 2024 – Ducati presenta le nuove Panigale V2 e Streetfighter V2 47" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0035-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0035-2-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0035-2-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0035-2-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0035-2-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EICMA 2024 – Ducati presenta le nuove Panigale V2 e Streetfighter V2 51</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145509" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/A68I0038-2-1024x683.jpg" alt="A68I0038 2" class="wp-image-145509" title="EICMA 2024 – Ducati presenta le nuove Panigale V2 e Streetfighter V2 48" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0038-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0038-2-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0038-2-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0038-2-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0038-2-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EICMA 2024 – Ducati presenta le nuove Panigale V2 e Streetfighter V2 52</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145510" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/A68I0042-2-1024x683.jpg" alt="A68I0042 2" class="wp-image-145510" title="EICMA 2024 – Ducati presenta le nuove Panigale V2 e Streetfighter V2 49" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0042-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0042-2-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0042-2-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0042-2-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0042-2-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EICMA 2024 – Ducati presenta le nuove Panigale V2 e Streetfighter V2 53</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="145511" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/11/A68I0046-2-1024x683.jpg" alt="A68I0046 2" class="wp-image-145511" title="EICMA 2024 – Ducati presenta le nuove Panigale V2 e Streetfighter V2 50" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0046-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0046-2-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0046-2-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0046-2-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/11/A68I0046-2-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>EICMA 2024 – Ducati presenta le nuove Panigale V2 e Streetfighter V2 54</figcaption></figure>


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		<title>Guida all&#8217;acquisto Moto: Bajai Dominar 250cc, Husqvarna Svartpilen 250cc, KTM Duke 250cc</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 19:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’estate è ormai un lontano ricordo, ma le attività che cominciano in autunno come la scuola, l’università e gli impegni di lavoro potrebbero portare molti utenti, a scegliere per la propria mobilità cittadina, una moto che possa essere un’alternativa al soluto scooterone che affolla le città italiane. In questa guida all’acquisto moto, abbiamo messo a [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’estate è ormai un lontano ricordo, ma le attività che cominciano in autunno come la scuola, l’università e gli impegni di lavoro potrebbero portare molti utenti, a scegliere per la propria mobilità cittadina, una moto che possa essere un’alternativa al soluto scooterone che affolla le città italiane. In questa guida all’acquisto moto, abbiamo messo a confronto tre protagoniste del mercato, adatte all’uso quotidiano ma anche con qualche capatina fuori porta su qualche curva di collina per divertirsi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="275" height="183" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/10/images.jpg" alt="images" class="wp-image-142208" title="Guida all&#039;acquisto Moto: Bajai Dominar 250cc, Husqvarna Svartpilen 250cc, KTM Duke 250cc 55"><figcaption>Guida all'acquisto Moto: Bajai Dominar 250cc, Husqvarna Svartpilen 250cc, KTM Duke 250cc 59</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E andiamo con la Bakaj Dominar 250cc </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Dominar 250 cc è un monocilindrico da 27cv e 23,5Nm di coppia massima, cambio a sei rapporti, pesa 180km, per una velocità massima di 132km/H. Una moto che punta a riempire un vuoto nella gamma Bajai con un prodotto decisamente meglio gestibile ed equilibrata. Lo stile ha una classica bellezza trasversale adattabile ad un pubblico molto vasto, il colore rosso, infatti, esclusivo, assieme a qualche dettaglio per la zona posteriore sono dettagli che fanno la differenza rispetto alle sorelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le dimensioni restano le medesime soprattutto l&#8217;altezza ed il peso. Quest&#8217;ultimo aspetto poteva essere più contenuto nonostante elementi come forcelle, dischi freno e pneumatici di dimensioni inferiori. La Dominar 250 è una moto molto piacevole adattandosi in modo particolare  all’uso quotidiano in città senza disdegnare qualche gita fuori porta. la moto appare facile e fluida da guidare con elementi preziosi come una buona strumentazione e buone finiture. Magari si poteva curare meglio la dimensione del cupolino anteriore. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="918" height="629" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/10/PHO_BIKE_90_RE_Vitpilen-250-MY24-90-right_SALL_AEPI_V1-2.png" alt="PHO BIKE 90 RE Vitpilen 250 MY24 90 right SALL AEPI V1 2" class="wp-image-142209" title="Guida all&#039;acquisto Moto: Bajai Dominar 250cc, Husqvarna Svartpilen 250cc, KTM Duke 250cc 56" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/PHO_BIKE_90_RE_Vitpilen-250-MY24-90-right_SALL_AEPI_V1-2.png 918w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/PHO_BIKE_90_RE_Vitpilen-250-MY24-90-right_SALL_AEPI_V1-2-768x526.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/PHO_BIKE_90_RE_Vitpilen-250-MY24-90-right_SALL_AEPI_V1-2-300x206.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/PHO_BIKE_90_RE_Vitpilen-250-MY24-90-right_SALL_AEPI_V1-2-696x477.png 696w" sizes="(max-width: 918px) 100vw, 918px" /><figcaption>Guida all'acquisto Moto: Bajai Dominar 250cc, Husqvarna Svartpilen 250cc, KTM Duke 250cc 60</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E andiamo con la Husqvarna Svartpilen 250 </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Husqvarna Svartpilen 250 ha un monocilindrico da 31cv per una coppia 24Nm, cambio a sei rapporti, pesa 153kg e una velocità massima di 145km/h. Una moto dallo stile decisamente più aggressivo quasi da teppista con un maggiore spazio per riporre gli oggetti. Le prestazioni sono di discreto livello con un&#8217;apprezzabile qualità costruttiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di contro resta piuttosto scomoda se si deve viaggiare con un passeggero con qualche difficoltà per i motociclisti di statura minuta a causa dell&#8217;altezza della sella di 842 mm e l&#8217;altezza da terra complessiva di 149 mm. Un altro aspetto da tenere in considerazione è la limitata capacità del serbatoio di carburante pari a 9,5 litri con un consumo non propriamente contenuto che non aiuta a limitare le soste frequenti dal benzinaio. La discriminante maggiore resta comunque il prezzo che rimette in gioco la Bajaj Dominar 250 e la KTM 250 Duke. Un ostacolo che solo la scelta di una moto dal carattere unico potrebbe superare, non certo pe una scelta razionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="555" height="555" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/10/Ktm__Duke-250.png" alt="Ktm Duke 250" class="wp-image-142210" title="Guida all&#039;acquisto Moto: Bajai Dominar 250cc, Husqvarna Svartpilen 250cc, KTM Duke 250cc 57" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/Ktm__Duke-250.png 555w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/Ktm__Duke-250-150x150.png 150w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/Ktm__Duke-250-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 555px) 100vw, 555px" /><figcaption>Guida all'acquisto Moto: Bajai Dominar 250cc, Husqvarna Svartpilen 250cc, KTM Duke 250cc 61</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E andiamo con la KTM Duke 250</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova 250 Duke ha un monocilindrico di 30cv e 24Nm, cambio a sei rapporti, pesa 169km e una velocità massima di 148km/h. Un moto che rappresenta il migliore compromesso tra le tre rivali messe a confronto. Nonostante si tratti di una moto aggiornata sia nello stile che nella tecnica ha contenuto il prezzo simile alle versione precedente. Questa 250 rappresenta la sintesi perfetta tra la piccola 200 e la più grande 390 Duke con un ottimo bilanciamento anche in termini di prestazioni e caratteristiche dinamiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La funzionalità dettata da un’altezza ridotta del sedile che rende la moto adatta ad pubblico molto vasto. Il motore ha dose di coppia ed un erogazione di potenza tale da poter essere impiegata senza problemi anche per gite fuori porta divertendosi. Il serbatoio ha una buona capienza e complice il consumo contenuto aiuta a limitare le soste dal benzinaio. Infine, la Duke 250 ha una dotazione ed un livello di finiture che non la fanno sfigurare la moto rispetto alle sorelle maggiori.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="918" height="629" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/10/PHO_BIKE_90_REVO_MY24-KTM-250-DUKE-front-rightt_SALL_AEPI_V1.png" alt="PHO BIKE 90 REVO MY24 KTM 250 DUKE front rightt SALL AEPI V1" class="wp-image-142211" title="Guida all&#039;acquisto Moto: Bajai Dominar 250cc, Husqvarna Svartpilen 250cc, KTM Duke 250cc 58" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/PHO_BIKE_90_REVO_MY24-KTM-250-DUKE-front-rightt_SALL_AEPI_V1.png 918w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/PHO_BIKE_90_REVO_MY24-KTM-250-DUKE-front-rightt_SALL_AEPI_V1-768x526.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/PHO_BIKE_90_REVO_MY24-KTM-250-DUKE-front-rightt_SALL_AEPI_V1-300x206.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/10/PHO_BIKE_90_REVO_MY24-KTM-250-DUKE-front-rightt_SALL_AEPI_V1-696x477.png 696w" sizes="(max-width: 918px) 100vw, 918px" /><figcaption>Guida all'acquisto Moto: Bajai Dominar 250cc, Husqvarna Svartpilen 250cc, KTM Duke 250cc 62</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il verdetto: Vince la KTM Duke 250</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Ktm e la Husquarna condividono telaio e motore, ma in un’ottica di futura rivendita è preferibile la KTM tra le due. Il colosso indiano di Bajai con la sua Dominator 250cc ha un ottimo rapporto qualità prezzo con buone finiture ma resta l&#8217;incognita di un brand emergente che potrebbe rappresentare un problema per la rivendita della moto. Tutte le rivali prese un esame hanno ottime motorizzazioni mono-cilindriche, ma la posizione del propulsore KTM consente una guida più marcatamente bilanciata verso l’avantreno adattandosi agli utenti sportivi. Di contro la Vitplen consente una postura comoda e turistica. infine la Bajai pur avendo un’impostazione sportiva simile alla KTM paga un gap in termini di potenza ed erogazione che ne limita la possibilità sfruttare l&#8217;indole sportiva della moto.</p>
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		<title>Motor Valley: l’Impero della velocità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 03:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I romani la chiamavano “cardo”, quella lunga strada che collegava Piacenza con Rimini, oggi è la Via Emilia che per gli appassionati di motori è meglio conosciuta come la Motor Valley. Per i nostri antenati era il fulcro dell’Impero Romano, oggi questa area così estesa è l’Impero dei motori che “sforna” ogni anno giovani talenti. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I romani la chiamavano “cardo”, quella lunga strada che collegava Piacenza con Rimini, oggi è la Via Emilia che per gli appassionati di motori è meglio conosciuta come la Motor Valley.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i nostri antenati era il fulcro dell’Impero Romano, oggi questa area così estesa è l’Impero dei motori che “sforna” ogni anno giovani talenti. La lunga Via Emilia di 373,3 Km termina in Romagna, terra dei più famosi piloti che hanno e continuano ad influenzare il mondo dei motori. Focosi, ribelli, teste calde, “pataca” con in testa sempre la velocità e un amore incontenibile per i motori: questi sono i romagnoli del passato, di oggi e sicuramente del futuro. Ad alimentare tutta questa loro temperanza è sicuramente l’avvicinamento al circuito Marco Simoncelli di Santamonica a Misano Adriatico che ogni giorno risveglia lo spirito dei romagnoli a suon di motori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Strade colme, in ogni stagione dell’anno, con la pioggia o con il sole, di adolescenti che sfrecciano con i loro motorini per andare a scuola o per ritrovarsi nei piazzali e cimentarsi in meccanici, ingegneri, telemetristi e piloti. Ieri come oggi nulla è cambiato. Ad influenzare questo clima sicuramente sono stati i primi circuiti cittadini nella città romagnola della moda, Riccione, dove a competere erano grandi nomi del motociclismo italiano Dario Ambrosini (pilota degli anni ‘50), Pasolini, Bianchi, fino ad arrivare agli anni Novanta con i circuiti così come li conosciamo adesso con Capirossi, Dovizioso, Pasini, Simoncelli, Bastianini, Bezzecchi, Marini e colui che ha rivoluzionato il mondo del motociclismo: Valentino Rossi che ha accolto la passione di tanti ragazzi aiutandoli a crescere e ad entrare in questo mondo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’amicizia con Pasini e Simoncelli, le lunghe giornate passate ad allenarsi insieme a quella che veniva chiamata “la Cava”, Valentino, nel 2010, sul terreno in cui sorgeva la casa della nonna Walterina di Andrea Migno costruisce il Ranch da cui avrà poi origine l&#8217;Academy con i primi piloti Franco Morbidelli e il già citato Andrea Migno. È qui che ogni buon appassionato di motori sogna di arrivare, che sia come pilota o che sia come spettatore, un luogo magico con curve, terra e polvere che si alzano al rombo dei tanti motori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tavullia è il luogo in cui nascono il Ranch, l&#8217;Academy e che accoglie i futuri piloti da ogni parte d’Italia e del mondo grazie al clima che si respira. In Romagna i giovani trovano un luogo dove poter crescere nella loro carriera di motociclisti con la speranza di essere scelti dal loro idolo indiscusso, Rossi, per entrare a far parte della sua Academy. C’è chi ci riesce come Marco Bezzecchi e Luca Marini che fin dalla giovane età hanno potuto far tesoro dei consigli e dell’esperienza del “Dottore” fino ad arrivare ad oggi ad avere un ruolo nella massima categoria. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella Rider’s Land, dove la velocità è accompagnata da una buona piadina c’è anche chi non ha il privilegio di essere all’interno della “scuola” di Valentino Rossi, ma che ha i motori e il talento nel sangue: classe 1997, Enea Bastianini fin dal suo esordio in Moto 3 ha dimostrato le sue capacità di stare sui più importanti tracciati del mondo. Tuttavia la Motor Valley non è solo terra di talentuosi motociclisti, ma è un viaggio che ogni appassionato di motori dovrebbe compiere come un pellegrinaggio che ha la sua meta finale presso il circuito di Santa Monica a Misano Adriatico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dodici il numero di mete di questo lungo viaggio che alterna quattro ruote e due ruote. Si parte da Piacenza che ospita la casa automobilistica AF corse per poi scendere e soffermarsi a Varano de Melegari con la casa automobilistica Dallara e uno dei primi circuiti che si incontra su questo tragitto: l’autodromo Riccardo Paletti. Con rapidità si arriva in derapata nel triangolo della velocità con ai vertici Reggio Emilia, Modena e Bologna. Specialità culinarie come mortadella e tortellini che hanno cresciuto le case motoristiche per eccellenza dal rosso Ferrari passando per Maserati e Lamborghini fino al rosso Ducati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tonalità di rossi che nel mondo hanno un solo significato: la Motor Valley, il regno della velocità, il simbolo del motorsport italiano dove tutti ambiscono ad arrivare. Prima di concludere questo pellegrinaggio velocistico nella terra romagnola sorge un altro importante tracciato che è palcoscenico delle quattro ruote: il circuito Dino e Enzo Ferrari immerso nel verde della città di Imola dove il primo maggio del 1994 perse la vita Ayrton Senna ricordato da un memoriale alla curva del Tamburello. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo viaggio meraviglioso si conclude al curvone del Carro del circuito di Misano Adriatico intitolato a Marco Simoncelli. Tra il mare dei ricordi, per strada si vedono sfrecciare spesso i piloti del momento, li si vede allenare, li si vede a cena nei ristoranti o a gustarsi una buona piadina romagnola in compagnia dei loro amici. Lì dove, Bastianini, Bezzecchi, Marini vivono la loro quotidianità e la condividono insieme ai loro compaesani a cui trasmettono e condividono il mondo delle due ruote. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un Impero quello della Motor Valley che termina nella Rider’s Land dove giovani romagnoli, futuri piloti e piloti professionisti crescono a suon di motori, derapate e di un “ L’è ‘rvat ad scaranèda te Curvone, quel Pataca”</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong>Erica Zizzi</strong></p>
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		<title>Ducati svela la nuovissima Panigale V4 al World Ducati Week</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 10:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Ducati ha svelato la nuovissima Panigale V4. Il produttore italiano ha svelato la moto in vista del World Ducati Week di questo fine settimana, che include il suo evento di spicco, la Lenovo Race of Champions. I piloti Ducati di MotoGP, World Superbike e British Superbike si riuniranno a Misano per guidare le moto di serie e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Ducati ha svelato la nuovissima Panigale V4. Il produttore italiano ha svelato la moto in vista del World Ducati Week di questo fine settimana, che include il suo evento di spicco, la Lenovo Race of Champions.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I piloti Ducati di MotoGP, World Superbike e British Superbike si riuniranno a Misano per guidare le moto di serie e la Panigale V4 sarà la moto utilizzata per la Race of Champions di sabato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pecco Bagnaia, campione della MotoGP e protagonista della Ducati, è stato avvistato mentre portava la nuova moto a fare un giro a Misano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Abbiamo progettato la meraviglia. Siamo tutti innamorati di questa moto&#8221;</em>, ha dichiarato l&#8217;amministratore delegato di Ducati Claudio Domenicali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Panigale V4 è dotata di un forcellone rivisto progettato per ridurre la rigidità e migliorare la sensazione e la trazione in uscita di curva. La Ducati MotoGP ha ispirato un ammortizzatore che riduce il peso della Panigale V4.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto peso/potenza della Panigale V4 è stato portato a 1:15 CV/Kg. Ducati insiste sul fatto che le tecnologie nel design della Panigale V4 sono prese dalla loro MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Panigale V4 S si differenzia dalla V4 per le nuove sospensioni Öhlins SmartEC3.0 a controllo elettronico, i cerchi in alluminio forgiato e la batteria al litio.</p>
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		<title>I biglietti per il Moto GP con il concorso Nobis Assicurazioni al World Ducati Week 2024 dal 26 al 28 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 10:26:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ducati MotoProtection,&#160;prodotto assicurativo di&#160;Nobis Assicurazioni&#160;distribuito in esclusiva da&#160;P&#38;T Insurance Broker,&#160;sarà tra gli sponsor della tredicesima edizione del &#8220;World Ducati Week&#8221;,&#160;l&#8217;evento per Ducatisti e appassionati di motociclismo che si svolgerà al Misano World Circuit &#8220;Marco Simoncelli&#8221; (Rimini) dal&#160;26 al 28 luglio 2024. Durante l&#8217;evento, MotoProtection, l&#8217;assicurazione specifica e su misura per le Moto Ducati, sarà presente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ducati MotoProtection,</strong>&nbsp;prodotto assicurativo di&nbsp;<strong>Nobis Assicurazioni</strong>&nbsp;distribuito in esclusiva da&nbsp;<strong>P&amp;T Insurance Broker,</strong>&nbsp;sarà tra gli sponsor della tredicesima edizione del &#8220;<strong>World Ducati Week&#8221;,</strong>&nbsp;l&#8217;evento per Ducatisti e appassionati di motociclismo che si svolgerà al Misano World Circuit &#8220;Marco Simoncelli&#8221; (Rimini) dal&nbsp;26 al 28 luglio 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;evento, MotoProtection, l&#8217;assicurazione specifica e su misura per le Moto Ducati, sarà presente con un proprio stand, dove tutti i visitatori potranno partecipare al&nbsp;<strong>concorso &#8220;Vinci la Tribuna Ducati&#8221;</strong>, in palio cinque coppie di&nbsp;<strong>biglietti per il Gran Premio Red Bull di San Marino e della Riviera di Rimini del prossimo 8 settembre 2024</strong>. Inquadrando il QR Code, presente nelle grafiche degli stand e sugli iconici braccialetti rossi, i partecipanti potranno accedere alla piattaforma del concorso, dove grazie ad un meccanismo di<em>&nbsp;instant Win&nbsp;</em>sapranno in tempo reale se hanno vinto uno dei premi in palio. Per tutti&nbsp;<strong>esclusivi vantaggi sulla polizza MotoProtection per la propria Ducati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Il World Ducati Week è una straordinaria manifestazione per tutti gli appassionati dell&#8217;iconica moto italiana e siamo felici di parteciparvi in qualità di sponsor</em>&#8220;, commenta&nbsp;<strong>Riccardo Raucci, Direttore commerciale Territorio di Nobis Assicurazioni</strong>.&nbsp;<em>&#8220;Un&#8217;occasione unica&nbsp;</em>– prosegue Raucci &#8211;&nbsp;<em>per conoscere questa community eccezionale che, insieme a P&amp;T Insurance Broker, contiamo di coinvolgere con il concorso Vinci la Tribuna Ducati e con MotoProtection, il prodotto assicurativo costruito sulla base delle esigenze dei ducatisti&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La partecipazione di Nobis Assicurazioni e P&amp;T Insurance Broker con MotoProtection al World Ducati Week 2024 è per noi fonte di grande soddisfazione</em>&nbsp;&#8211; aggiunge<strong>&nbsp;Alessandro Cicognani, Licensing, Sponsorship and Brand Entertainment Director di Ducati&nbsp;</strong>–&nbsp;<em>perché permette di far conoscere e offrire ai Ducatisti un servizio assicurativo pensato per le loro specifiche esigenze, a condizioni esclusive, e che si presenta perfettamente in linea con il contesto del WDW2024&#8243;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MotoProtection</strong>&nbsp;è la soluzione assicurativa di Nobis Assicurazioni per le Moto Ducati, distribuita in esclusiva da&nbsp;<strong>P&amp;T Insurance Broker</strong>&nbsp;che prevede la copertura RC per la moto, oltre alle garanzie accessorie: Incendio, Furto, Infortuni del conducente, Assistenza stradale, Tutela legale e tanti servizi esclusivi di supporto nella gestione della polizza. Un&#8217;offerta su misura per tutti gli appassionati del marchio di Borgo Panigale, per permettere loro di vivere appieno l&#8217;esperienza Ducati, senza limiti o preoccupazioni.</p>
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		<title>Acquisto di abbigliamento da moto: una guida completa per motociclisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 16:55:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;acquisto di abbigliamento da moto non è solo una questione di stile, ma una&#160;necessità per garantire sicurezza e comfort&#160;durante la guida. Che tu sia un motociclista esperto o un neofita, è essenziale sapere&#160;quali capi scegliere&#160;per proteggerti adeguatamente. Questa guida ti aiuterà a navigare nel mondo dell&#8217;abbigliamento da moto, spiegando l&#8217;importanza di ogni componente e fornendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;acquisto di abbigliamento da moto non è solo una questione di stile, ma una&nbsp;<strong>necessità per garantire sicurezza e comfort</strong>&nbsp;durante la guida. Che tu sia un motociclista esperto o un neofita, è essenziale sapere&nbsp;<strong>quali capi scegliere</strong>&nbsp;per proteggerti adeguatamente. Questa guida ti aiuterà a navigare nel mondo dell&#8217;abbigliamento da moto, spiegando l&#8217;importanza di ogni componente e fornendo consigli pratici per effettuare acquisti intelligenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-importanza-dell-abbigliamento-da-moto"><strong>Importanza dell&#8217;abbigliamento da moto</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ixon.com/ita-it" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;abbigliamento da moto</a>&nbsp;è&nbsp;<strong>progettato per offrire protezione</strong>&nbsp;in caso di incidenti, ma anche per migliorare il&nbsp;<strong>comfort e la resistenza</strong>&nbsp;agli agenti atmosferici. Un abbigliamento adeguato può fare la differenza tra una caduta con conseguenze minime e un incidente grave.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-componenti-essenziali-dell-abbigliamento-da-moto"><strong>Componenti essenziali dell&#8217;abbigliamento da moto</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Casco: </strong>è l&#8217;<strong>elemento più importante </strong>dell&#8217;abbigliamento da <a href="https://www.giornalemotori.com/2024/06/16/migliore-moto-125-cm%c2%b3-del-2024-guida-allacquisto/">moto</a>. Protegge la testa, che è la parte più vulnerabile del corpo in caso di incidente. Quando scegli un casco, assicurati che sia <strong>omologato</strong> secondo gli <strong>standard di sicurezza europei (ECE 22.05</strong>) o equivalenti. Esistono diversi tipi di caschi: <strong>integrale, modulare, jet e off-road</strong>. Il casco integrale offre la massima protezione, coprendo completamente la testa e il viso.</li>



<li><strong>Giacca: </strong>la giacca da moto deve essere <strong>robusta e dotata di protezioni su spalle, gomiti e schiena</strong>. Può essere realizzata in <strong>pelle o tessuto tecnico</strong>. La pelle offre una protezione eccellente contro l&#8217;abrasione, mentre il tessuto tecnico può essere più leggero e traspirante, offrendo comunque un buon livello di protezione. Alcune giacche sono dotate di <strong>fodere rimovibili</strong> per adattarsi a diverse condizioni climatiche.</li>



<li><strong>Pantaloni: </strong>come la giacca, anche i pantaloni devono essere resistenti e dotati di <strong>protezioni su ginocchia e fianchi</strong>. I pantaloni in pelle sono molto resistenti, mentre quelli in tessuto tecnico possono offrire una maggiore comodità, soprattutto in estate. Alcuni modelli hanno <strong>pannelli in rete</strong> per una migliore ventilazione.</li>



<li><strong>Guanti: </strong>i guanti proteggono le mani, che sono spesso le prime a toccare il suolo in caso di caduta. Devono essere resistenti e dotati di <strong>protezioni su nocche e palmi</strong>. Esistono guanti <strong>invernali</strong>, più spessi e isolanti, e guanti <strong>estivi</strong>, più leggeri e ventilati.</li>



<li><strong>Stivali: </strong>gli stivali da moto proteggono piedi e caviglie. Devono essere realizzati in materiali resistenti all&#8217;abrasione e dotati di <strong>rinforzi su punta, tallone e caviglia</strong>. Gli stivali devono anche offrire una buona aderenza alle pedane della moto e resistenza all&#8217;acqua per affrontare diverse condizioni meteorologiche.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-consigli-per-l-acquisto"><strong>Consigli per l&#8217;acquisto</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prova prima di acquistare!&nbsp;</strong>Prova sempre l&#8217;abbigliamento prima di acquistarlo. Ogni marca e modello può avere una&nbsp;<strong>vestibilità diversa</strong>. Assicurati che il capo sia comodo e non ostacoli i movimenti. Indossa l&#8217;abbigliamento in posizione di guida per verificare che&nbsp;<strong>non ci siano punti di pressione o fastidio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Materiali e qualità.&nbsp;</strong>Investi in materiali di&nbsp;<strong>alta qualità</strong>. La pelle e i tessuti tecnici come il Cordura o il Gore-Tex offrono una&nbsp;<strong>maggiore durabilità e protezione</strong>. Controlla le cuciture e le cerniere, che devono essere robuste e resistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Protezioni.&nbsp;</strong>Assicurati che tutte le protezioni siano&nbsp;<strong>omologate e posizionate correttamente</strong>. Alcuni capi consentono di rimuovere o sostituire le protezioni, permettendoti di personalizzare il livello di sicurezza secondo le tue esigenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Visibilità.&nbsp;</strong>La visibilità è fondamentale per la sicurezza. Opta per abbigliamento con inserti&nbsp;<strong>riflettenti o colori vivaci&nbsp;</strong>per essere facilmente visibile dagli altri utenti della strada, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;abbigliamento da moto non è un optional, ma una&nbsp;<strong>componente essenziale</strong>&nbsp;per chiunque desideri godersi la propria moto in sicurezza. Investire in capi di qualità e adatti alle proprie esigenze non solo migliora l&#8217;esperienza di guida, ma&nbsp;<strong>può salvarti la vita in caso di incidente</strong>. Informati, prova diversi modelli e scegli con cura:&nbsp;<strong>la tua sicurezza non ha prezzo</strong>. E poi è una garanzia: una volta che inizierai a comprare i capi professionali per andare in moto, non potrai più farne a meno!</p>
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		<item>
		<title>Migliore Moto 125 cm³ del 2024 : Guida all&#8217;Acquisto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2024 19:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Benvenuti nella nostra guida all&#8217;acquisto delle&#160;migliori moto da 125 cm³&#160;per il 2024. Se possedete una patente A1 o l&#8217;equivalente per le moto da 125 cm³, questa guida fa per voi. Esploreremo vari modelli disponibili sul mercato dell&#8217;usato, aiutandovi a trovare la moto che meglio si adatta alle vostre esigenze e al vostro budget. Che siate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2024/06/16/migliore-moto-125-cm%c2%b3-del-2024-guida-allacquisto/">Migliore Moto 125 cm³ del 2024 : Guida all&#8217;Acquisto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Benvenuti nella nostra guida all&#8217;acquisto delle&nbsp;<strong>migliori moto da 125 cm³</strong>&nbsp;per il 2024. Se possedete una patente A1 o l&#8217;equivalente per le moto da 125 cm³, questa guida fa per voi. Esploreremo vari modelli disponibili sul mercato dell&#8217;usato, aiutandovi a trovare la moto che meglio si adatta alle vostre esigenze e al vostro budget. Che siate neofiti o appassionati esperti, questa guida è pensata per fornirvi le informazioni necessarie per fare una scelta consapevole.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-le-migliori-moto-da-125-cm³">Le Migliori Moto da 125 cm³</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco una selezione dei migliori modelli di moto da 125 cm³ disponibili sul mercato dell&#8217;usato:</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-1-nbsp-honda-cb-125r">1.&nbsp;<strong>Honda CB 125R</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tipo</strong>: Roadster</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: La Honda CB 125R è un piccolo roadster che si ispira al design della CBR 650. È dotata di un motore da 15 cavalli e si distingue per la sua leggerezza e maneggevolezza, rendendola una delle moto più performanti della sua categoria. È ideale sia per i principianti che per i motociclisti più esperti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: A partire da 3500 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Preferite i modelli post-2021 per beneficiare dei miglioramenti del motore, che le conferiscono la piena potenza di 15 cavalli.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-2-nbsp-yamaha-mt-125-e-ktm-duke-125">2.&nbsp;<strong>Yamaha MT-125 e KTM Duke 125</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tipo</strong>: Roadster</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: La Yamaha MT-125 e la KTM Duke 125 sono due modelli spesso messi a confronto. Entrambe sono equipaggiate con motori monocilindrici a 4 tempi e offrono una buona maneggevolezza oltre a una ciclistica di qualità. La KTM Duke è particolarmente apprezzata per la sua ciclistica performante, mentre la Yamaha MT-125 si distingue per il suo design moderno e la sua affidabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: MT-125 a partire da 3000 €, Duke 125 tra 3500 e 4000 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Preferite i modelli equipaggiati con ABS (post-2017 per KTM) per una maggiore sicurezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-3-nbsp-dailim-roadwin-125">3.&nbsp;<strong>Dailim Roadwin 125</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tipo</strong>: Roadster economico</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: La Dailim Roadwin 125 è una moto asiatica affidabile ed economica. Non dispone di ABS, ma il suo motore è noto per la sua affidabilità. È un&#8217;ottima opzione per chi cerca una moto conveniente senza compromettere la durabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: A partire da 1000 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Ideale per i budget limitati, attenzione all&#8217;assenza di ABS che può essere un fattore limitante per alcuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-scrambler">Scrambler</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi preferisce uno stile più retrò e versatile:</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-1-nbsp-husqvarna-svartpilen-125">1.&nbsp;<strong>Husqvarna Svartpilen 125</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: La Husqvarna Svartpilen 125 è una moto dal design unico, derivata dalla KTM Duke 125. È dotata di pneumatici misti e offre un look scrambler molto accattivante. Il suo design distintivo e le prestazioni solide la rendono un&#8217;opzione attraente per gli amanti delle moto dal look unico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: Tra 3000 e 4000 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Un&#8217;ottima scelta per distinguersi con una moto dal look diverso e allo stesso tempo performante.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-2-nbsp-yamaha-xsr-125">2.&nbsp;<strong>Yamaha XSR 125</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: La Yamaha XSR 125 è una moto neo-retrò che può essere modificata per adottare uno stile scrambler grazie alle sue diverse finiture. Riprende il motore e il telaio della MT-125, offrendo così prestazioni affidabili e un&#8217;estetica retrò.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: A partire da 4000 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Leggermente più costosa rispetto alle concorrenti, ma giustificata dal suo stile unico e dalle eccellenti prestazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-3-nbsp-zontes-scrambler-125">3.&nbsp;<strong>Zontes Scrambler 125</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: La Zontes Scrambler 125 è un&#8217;opzione economica con vere capacità off-road. È ideale per chi vuole una moto versatile in grado di affrontare diversi tipi di terreno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: Tra 2500 e 3000 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Perfetta per gli amanti dell&#8217;avventura fuoristrada grazie alle sue capacità tutto terreno e al prezzo accessibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-enduro-e-trail">Enduro e Trail</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli amanti dell&#8217;off-road:</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-1-nbsp-yamaha-dtr-125">1.&nbsp;<strong>Yamaha DTR 125</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: La Yamaha DTR 125 è una vecchia moto a due tempi, molto performante in off-road. Prodotta fino al 2006, è conosciuta per la sua robustezza e la capacità di affrontare terreni difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: Tra 1500 e 2000 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Fate attenzione allo stato della moto e alle eventuali riparazioni necessarie, poiché questi modelli possono richiedere una manutenzione regolare.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-2-nbsp-yamaha-xt-125">2.&nbsp;<strong>Yamaha XT 125</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: La Yamaha XT 125 è la versione a quattro tempi della DTR. È più affidabile e richiede meno manutenzione, pur mantenendo buone capacità off-road. È ideale per chi cerca una moto versatile per percorsi vari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: Simile alla DTR.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Meno potente ma più affidabile per un uso versatile, perfetta per chi vuole una moto duratura senza troppa manutenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-le-sportive">Le Sportive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli appassionati di velocità e design sportivo:</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-1-nbsp-yamaha-yzf-r125">1.&nbsp;<strong>Yamaha YZF-R125</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: La Yamaha YZF-R125 è una moto sportiva che si ispira ai modelli di cilindrata maggiore della marca. Offre prestazioni impressionanti e un design aggressivo, ideale per gli amanti delle sportive.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: Tra 2000 e 5000 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Un&#8217;ottima scelta per gli amanti delle sportive, assicuratevi di scegliere un modello con un chilometraggio ragionevole per garantirne l&#8217;affidabilità.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-2-nbsp-aprilia-rs-125">2.&nbsp;<strong>Aprilia RS 125</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche</strong>: L&#8217;Aprilia RS 125 è un modello a due tempi molto potente, ideale per la pista. È leggera e offre una maneggevolezza eccezionale, rendendola una moto eccellente per chi vuole avvicinarsi alla competizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo</strong>: Tra 3000 e 4000 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Consiglio</strong>: Richiede una manutenzione accurata, ma ricompensa gli sforzi con prestazioni eccezionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-consigli-per-l-acquisto">Consigli per l&#8217;Acquisto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si acquista una moto usata, è essenziale verificare diversi punti per evitare brutte sorprese:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo stato generale della moto</strong>: Controllate i segni di usura, le eventuali riparazioni necessarie e la manutenzione regolare effettuata dai precedenti proprietari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La storia della moto</strong>: Richiedete i documenti di manutenzione e le fatture per avere un&#8217;idea chiara della sua storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La conformità legale</strong>: Assicuratevi che la moto sia omologata e che la carta di circolazione sia in regola. Evitate le moto sbloccate per motivi di sicurezza e legalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il chilometraggio</strong>: Un chilometraggio elevato non è necessariamente un problema se la moto è stata ben mantenuta. Tuttavia, un chilometraggio ragionevole è spesso una garanzia di affidabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, considerate l&#8217;acquisto di pneumatici di qualità per migliorare la sicurezza e le prestazioni della vostra moto. Potete trovare ottime offerte su&nbsp;<a href="https://www.1001pneumatici.it/pneumatici-moto" target="_blank" rel="noopener">pneumatici moto online</a>, che offrono una vasta gamma di prodotti adatti a tutte le esigenze e i budget.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-conclusione">Conclusione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Scegliere una moto da 125 cm³ dipende dalle vostre preferenze personali, dal vostro budget e dall&#8217;uso previsto. Che cerchiate una moto sportiva, un roadster maneggevole, uno scrambler dal look retrò, o un enduro per avventure off-road, c&#8217;è una moto da 125 cm³ per ogni motociclista. Assicuratevi di controllare lo stato generale della moto, la sua conformità legale e di optare per un modello che corrisponde alle vostre esigenze specifiche. Speriamo che questa guida vi aiuti a trovare la moto perfetta per accompagnarvi sulle strade nel 2024. Per qualsiasi domanda o consiglio aggiuntivo, non esitate a contattarci. Buona strada!</p>
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		<title>Autonoleggio a Lungo Termine: un&#8217;Alternativa Vincente!</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2024/03/15/autonoleggio-a-lungo-termine-unalternativa-vincente/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=autonoleggio-a-lungo-termine-unalternativa-vincente</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 18:23:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo della mobilità è in perenne evoluzione, che si parli di nuovi modelli, di nuovi tipi di motori o dei cambiamenti delle regole di circolazione. Ultimamente, stanno anche mutando le modalità di possesso di un&#8217;autovettura, con sempre più persone che scelgono di noleggiare i propri mezzi, anziché acquistarli. Se sei solito farlo anche tu, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mondo della mobilità <strong>è in perenne evoluzione</strong>, che si parli di nuovi modelli, di nuovi tipi di motori o dei cambiamenti delle regole di circolazione. Ultimamente, stanno anche mutando le modalità di possesso di un&#8217;autovettura, con <strong>sempre più persone che scelgono di noleggiare i propri mezzi</strong>, anziché acquistarli. Se sei solito farlo anche tu, o se l&#8217;idea ti incuriosisce, puoi rivolgerti alle agenzie di <a href="https://www.pangearent.com/" target="_blank" rel="noopener">noleggio a lungo termine a Torino come PangeaRent</a>. Se invece prima vuoi avere più informazioni, continua a leggere.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-auto-a-noleggio-anche-per-privati"><strong>Auto a Noleggio anche per Privati</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sfatiamo un mito: il noleggio di autovetture non è solo più limitato alle aziende o ai liberi professionisti, Infatti di recente anche <strong>ai privati</strong> sono stati riconosciuti i requisiti idonei per godere dei vantaggi del NLT, qualificandolo come <strong>un sistema di mobilità sempre più adatto alle loro esigenze</strong> e al proprio modo di vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il noleggio a lungo termine prevede una formula contrattuale per cui, per un certo periodo di tempo (di solito maggiore di un anno), <strong>si può usufruire di un determinato mezzo tramite pagamento rateale,</strong> senza entrarne in possesso<strong>.</strong> Ovviamente i costi variano e dipendono, tra le altre cose, dal modello, e anche dai chilometri previsti dal contratto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acquistare un&#8217;auto non è sempre la scelta più conveniente, viste anche tutte le <strong>spese collaterali</strong> da affrontare: se si necessita di un veicolo per spostarsi per un periodo di tempo limitato, il noleggio prevede un <strong>costo iniziale decisamente inferiore</strong>, senza contare che alcune società prevedono <strong>contratti senza</strong> <strong>anticipo</strong>. Per il resto, basterà versare una rata mensile che resterà fissa, e restituire l&#8217;automobile al termine del periodo prefissato.&nbsp; &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si percorrono molte migliaia di chilometri all&#8217;anno e si desidera avere sempre <strong>un mezzo con le ultime innovazioni in materia di tecnologia e sicurezza</strong>, nonché sempre in piena efficienza meccanica, il noleggio è il metodo perfetto per ottenere tutto ciò a prezzi contenuti. Ma, al di là delle esigenze, si può anche scegliere per il piacere personale di provare spesso nuove vetture. Inoltre, è un’opzione interessante per chi vuole avvicinarsi a mondo dell’elettrico con soluzioni sostenibili e convenienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-tutti-i-vantaggi-di-un-noleggio-a-lungo-termine"><strong>Tutti i Vantaggi di un Noleggio a Lungo Termine</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ami guidare, ma detesti tutta la burocrazia che ne consegue? Bene, uno degli aspetti più attraenti del noleggio lungo termine è che tutte le spese usualmente connesse all’uso del veicolo sono comprese nel canone di noleggio, così come tutto il <strong>pacchetto assicurativo,</strong> <strong>gestito da degli esperti del settore</strong>, garantendo al noleggiatore di risparmiare tempo e di viaggiare nel contempo in totale sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro vantaggio innegabile è <strong>la qualità dell&#8217;automobile</strong>: il NLT consente ai conducenti di avere sempre a disposizione veicoli all’avanguardia, con le ultime tecnologie e miglioramenti, offrendo la possibilità di passare a modelli più recenti senza dover affrontare la svalutazione e la complessità della vendita, o del cambio di proprietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da sottolineare poi che, qualsiasi tipo di inconveniente posso accadere alla vettura, sarà sempre la&nbsp; società di noleggio a <strong>occuparsi delle pratiche</strong>, con l&#8217;opzione di una vettura sostituiva (qualora prevista), garantendo al cliente l’innegabile vantaggio di un unico interlocutore, dall’ordine fino alla fine del periodo di noleggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il chilometraggio incluso in fase di contratto non deve essere considerato come una limitazione: i <strong>chilometri accumulati in eccedenza</strong> verranno conteggiati ad una tariffa prestabilita, e solitamente si tratta di pochi centesimi di euro al km.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se ci si dovesse “affezionare” all&#8217;auto noleggiata? Nessun problema, molte compagnie permettono di <strong>acquistarla al termine del contratto</strong> a un prezzo agevolato!</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-la-convenienza-economica-dell-autonoleggio"><strong>La Convenienza Economica dell&#8217;Autonoleggio</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I costi del noleggio, come già accennato, <strong>variano molto a seconda del tipo di veicolo</strong> che si desidera o si necessita affittare, del chilometraggio e della durata del contratto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una piccola utilitaria sarà ovviamente più economica di un furgone da carico o di un&#8217;auto sportiva. Ma, poiché il NLT è dotato di grande flessibilità, è possibile includere nel<strong> canone mensile molti altri servizi</strong>, di cui si può quindi usufruire a costo fisso per tutta la durata del noleggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al già citato pacchetto assicurativo, nella rata mensile è anche compresa la <strong>manutenzione ordinaria</strong> (cambio d&#8217;olio, revisioni, riparazioni eventuali&#8230;) che in questo modo non desta preoccupazioni aggiuntive. <strong>Gli unici extra </strong>a carico del noleggiatore sono <strong>il carburante e il bollo</strong>, che però in alcuni casi si può anche delegare alla concessionaria pagandone in anticipo la quota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono tuttavia situazioni, specialmente se il noleggio avviene per motivi lavorativi, in cui parte della quota di affitto e/o&nbsp; IVA&nbsp; possono essere <strong>deducibili fiscalmenti</strong>. <strong>Svalutazione e ammortamento</strong> non saranno aspetti economici coinvolti, in quanto si riferiscono solo all’acquisto del veicolo e non al noleggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, conoscerai preventivamente i costi di gestione della tua auto o flotta senza incorrere in spese extra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora sei convinto a optare per il servizio di noleggio lungo per la tua prossima auto?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esamina bene le tue esigenze personali e lavorative&#8230; <strong>i vantaggi ormai li conosci!</strong></p>
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		<title>Tagliando del furgone: cosa c’è da sapere</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2024/03/12/tagliando-del-furgone-cosa-ce-da-sapere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tagliando-del-furgone-cosa-ce-da-sapere</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 16:33:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualsiasi mezzo di trasporto, dalle auto ai veicoli commerciali, ha bisogno di essere controllato periodicamente in ogni sua parte. Si inizia ovviamente dal motore, che è il suo cuore pulsante, ma anche tutti gli aspetti non vanno sottovalutati. Se si vuole viaggiare riducendo al minimo il rischio di imprevisti è necessario rispettare tutte le scadenze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Qualsiasi mezzo di trasporto, dalle auto ai veicoli commerciali, ha bisogno di essere controllato periodicamente in ogni sua parte. Si inizia ovviamente dal motore, che è il suo cuore pulsante, ma anche tutti gli aspetti non vanno sottovalutati. Se si vuole viaggiare riducendo al minimo il rischio di imprevisti è necessario rispettare tutte le scadenze relative al tagliando, oltre ad affidarsi a degli esperti come nel caso dei <a href="https://www.volkswagen-veicolicommerciali.it/it/service.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>professionisti di Volkswagen Service</strong></a>, l’assistenza ufficiale della casa tedesca per chi sceglie di acquistare i suoi veicoli commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se volete saperne di più sulla manutenzione ordinaria dei furgoni non vi resta che proseguire nella lettura.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-cos-e-la-manutenzione-ordinaria"><a></a>Cos’è la manutenzione ordinaria?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qualsiasi furgone, anche quelli completamente elettrici, dovrebbe essere periodicamente controllato a fondo eseguendo tutte le operazioni previste all’interno di quella che viene chiamata manutenzione ordinaria. Per conoscere tutti i dettagli dovreste dare un’occhiata al <strong>manuale d’istruzioni</strong> del vostro veicolo commerciale: all’interno troverete indicate tutte le procedure da eseguire, oltre all’intervallo di chilometri che il produttore consiglia di rispettare tra un tagliando e l’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso la manutenzione ordinaria <strong>si ispeziona completamente il mezzo</strong> alla ricerca di eventuali difetti o anomalie. In più si vanno a <strong>cambiare quei pezzi che si sono consumati</strong> nel corso del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manutenzione ordinaria è molto importante per le auto, ma è ancora più fondamentale per i veicoli commerciali, visto che sono mezzi usati soprattutto per la propria attività lavorativa. Un guasto improvviso potrebbe provocare diversi disagi, come ad esempio un prolungato stop nel proprio lavoro. Attraverso una ispezione periodica si possono prevenire queste situazioni, andando a risolvere un eventuale danno prima che possa diventare qualcosa di più grave.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-quali-pezzi-di-ricambio-usare"><a></a>Quali pezzi di ricambio usare?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In molti si chiedono quali sono i migliori pezzi di ricambio da utilizzare durante la manutenzione ordinaria. Il nostro consiglio è di acquistare e usare solo ed esclusivamente <strong>pezzi di ricambio originali</strong>. I motivi sono diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo riguarda la <strong>compatibilità</strong> tra i pezzi di ricambio e il furgone. I ricambi originali sono identici a quei componenti che abbiamo la necessità di sostituire. Ciò significa che le prestazioni del mezzo si mantengono inalterate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo è la <strong>qualità dei materiali</strong>. Le materie prime utilizzate per la produzione di questi pezzi sono molto buone e la durata nel tempo è garantita.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-a-chi-affidare-il-tagliando"><a></a>A chi affidare il tagliando?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tagliando può essere svolto da chiunque, ma il nostro consiglio è di lasciare che se ne occupino solamente dei <strong>meccanici esperti</strong>, come quelli che lavorano all’interno delle officine ufficiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trattandosi di veicoli commerciali, usati soprattutto per la propria attività lavorativa, è importante che a gestire la manutenzione ordinaria sia qualcuno di competente e che non lasci nulla al caso. I migliori meccanici sono in grado di riconoscere nel <a href="https://www.automobile.it/magazine/come-funziona/motore-auto-come-funziona-3555" target="_blank" rel="noopener">motore</a> anche i difetti più piccoli, che al contrario possono non essere notati da chi non ha abbastanza esperienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-la-migliore-assistenza"><a></a>La migliore assistenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si acquista un furgone bisognerebbe valutare il tipo di assistenza tecnica che viene proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla presenza di officine ufficiali sul territorio suggeriamo di informarsi se offrono servizi come un’<strong>officina mobile</strong>, con cui si può intervenire direttamente in strada e in tempi rapidi per risolvere la maggior parte dei problemi. Grazie a servizi come questo si potrà tornare al lavoro il prima possibile, senza perdere troppo tempo.</p>
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		<title>Mercedes-Benz: AMG GT, la nuova generazione, più prestante, più bella</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2024/01/22/mercedes-benz-amg-gt-la-nuova-generazione-piu-prestante-piu-bella/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mercedes-benz-amg-gt-la-nuova-generazione-piu-prestante-piu-bella</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 10:27:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercedes-AMG GT giunge alla seconda generazione. Una Supercar deve avere prestazioni e piacere di guida, ma in questa sua ultima creatura la AMG ha messo anche tanto stile e bellezza. Le forme e le proporzioni sono studiate per regalare un senso di sensualità fin da ferma, un appagamento emotivo riservato fino ad oggi solo alle [&#8230;]</p>
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<div class="youtube-embed" data-video_id="JbPBHtLstGw"><iframe loading="lazy" title="2024 Mercedes-AMG GT “SO. AMG.” Commercial" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/JbPBHtLstGw?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mercedes-AMG GT giunge alla seconda generazione. Una Supercar deve avere prestazioni e piacere di guida, ma in questa sua ultima creatura la AMG ha messo anche tanto stile e bellezza. Le forme e le proporzioni sono studiate per regalare un senso di sensualità fin da ferma, un appagamento emotivo riservato fino ad oggi solo alle Supercar italiane. La GT diventa coupè 2+2 posti grazie ad una nuova piattaforma tecnica ne ridefinisce dimensioni e prestazioni, garantendo comfort e sicurezza che consentirà di essere utilizzata in modo quotidiano come una bella Gran Turismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passo allungato consente di ospitare più comodamente quattro persone. Il parabrezza inclinato che conferisce più compattezza ed il muso allungato una maggiore impressione di potenza. Le linee sono morbide rinunciando ad ogni forma di spigolo enfatizzando gli imponenti passaruota. L’ aerodinamica con lo spoiler attivo integrato adatta stile e funzionalità alla guida quotidiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-46.jpg" alt="Mercedes Benz AMG GT Coupe 2024 1024 46" class="wp-image-134679" title="Mercedes-Benz: AMG GT, la nuova generazione, più prestante, più bella 63" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-46.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-46-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-46-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-46-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-46-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mercedes-Benz: AMG GT, la nuova generazione, più prestante, più bella 67</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-design-elegante-ed-aerodinamica-raffinata"><strong>Design elegante ed aerodinamica raffinata </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il muso presenta la solita griglia panamericana AMG valorizzata dai fari DIGITAL LIGHT. Le nuove prese d&#8217;aria inferiori abbassano il muso al suolo. I gruppi ottici posteriori a LED sono collegati con un&#8217;unica firma luminosa con una grafica tridimensionale. I gruppi ottici anteriori e posteriori hanno le funzioni &#8220;Coming Home&#8221; e &#8220;Leaving Home&#8221; per il benvenuto del conducente. Nella parte bassa il nuovo profilo estrattore con doppi terminali di scarico e spoiler accompagnano il gioco di luci per tutta l’auto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli interni mostrano una particolare attenzione ai materiali con lavorazioni per gli elementi che non dimenticando l&#8217;aspetto sportivo tipico di AMG. La console centrale con schermo da 11.9&#8243;, grazie alla sua disposizione verticale, rende estremamente semplice gestire il sistema infotainment MBUX di ultima generazione. Il sistema gestito con modalità a sfioramento consente di visualizzare menu esclusivi come &#8220;AMG Performance&#8221; e &#8220;AMG TRACK PACE&#8221;, per analizzare il proprio stile di guida, coppia istantanea, la distribuzione della potenza, il sistema di controllo trazione alle singole ruote.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-9b.jpg" alt="Mercedes Benz AMG GT Coupe 2024 1024 9b" class="wp-image-134680" title="Mercedes-Benz: AMG GT, la nuova generazione, più prestante, più bella 64" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-9b.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-9b-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-9b-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-9b-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-9b-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mercedes-Benz: AMG GT, la nuova generazione, più prestante, più bella 68</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-passo-lungo-per-ospitare-due-persone-in-piu"><strong>Passo lungo per ospitare due persone in più</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La dotazione di serie vede la presenza del volante, riscaldabile con sistema &#8220;hands-on&#8221; che arresta il veicolo in condizioni di sicurezza nel caso in cui non venga rilevata la presenza delle mani per un tempo troppo prolungato. Le due palette in alluminio permettono di interagire con il cambio AMG SPEEDSHIFT MCT 9G.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sedili posteriori aumentano la funzionalità rendendola un&#8217;auto sportiva adatta per la vita di tutti i giorni. Il bagagliaio con EASY PACK è dotato di tecnologia HANDSFREE ACCESS e può essere ampliato abbassando i due sedili posteriori, rendendo più facili le operazioni di carico-scarico. E’ possibile sceglie tra diversi rivestimenti tra cui la tradizionale nappa monocolore e multicolore, la nappa MANUFAKTUR con trapuntatura diamantata e la combo nappa-microfibra MICROCUT con contrasti gialli o rossi. La loro conformazione garantisce comfort e prestazioni, con i supporti laterali che si stringono automaticamente nei programmi di guida SPORT, SPORT+ e RACE per gestire la forza laterale nelle curve veloci.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-8c.jpg" alt="Mercedes Benz AMG GT Coupe 2024 1024 8c" class="wp-image-134681" title="Mercedes-Benz: AMG GT, la nuova generazione, più prestante, più bella 65" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-8c.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-8c-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-8c-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-8c-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-8c-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mercedes-Benz: AMG GT, la nuova generazione, più prestante, più bella 69</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-nuova-piattaforma-tecnica-e-motori-evoluti"><strong>Nuova piattaforma tecnica e motori evoluti </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La scocca ultraleggera è composta da una lega di alluminio, acciaio, magnesio e fibra ed uno studio attento delle parti di carrozzeria per avere un aerodinamica evoluta. Il flusso d&#8217;aria è gestito attivamente dai due AIRPANEL brevettati AMG. Uno posizionato dietro la presa d&#8217;aria inferiore e uno dietro quella posteriore, si azionano in determinate condizioni di guida riducendo il sollevamento anteriore della vettura alle alte velocità oltre a raffreddare velocemente gli scambiatori di calore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova Mercedes-AMG GT 2023 sarà disponibile in due motorizzazioni, entrambe caratterizzate da un motore V8 Biturbo AMG da 4 litri: GT 63 4MATIC+ con i suoi 585 CV e una velocità massima di 315 km/h, ed una coppia massima di 800 Nm permettendo di raggiungere da 0-100 km/h in soli 3,2 secondi. La GT 55 4MATIC+ da 476 CV e una velocità massima di 295 km/h, permette di raggiungere i 0-100 km/h in 3,9 secondi generando una coppia massima di 700 NM. Mercedes-AMG GT permette prestazioni di guida fuori dal normale grazie ad un impianto studiato nei minimi dettagli e alla sinergia che si crea dall&#8217;interazione di tutte le sue parti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-d6.jpg" alt="Mercedes Benz AMG GT Coupe 2024 1024 d6" class="wp-image-134683" title="Mercedes-Benz: AMG GT, la nuova generazione, più prestante, più bella 66" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-d6.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-d6-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-d6-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-d6-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2024/01/Mercedes-Benz-AMG_GT_Coupe-2024-1024-d6-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mercedes-Benz: AMG GT, la nuova generazione, più prestante, più bella 70</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-dinamica-raffinata-anche-per-la-pista"><strong>Dinamica raffinata anche per la pista </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambe le motorizzazioni sono equipaggiate di serie con un sistema di trazione integrale AMG Performance completamente variabile che agisce istantaneamente adattandosi al momento. La sospensione multi-link con bracci in alluminio permettendo un&#8217;accelerazione laterale elevata migliorando il comfort. Le classiche barre di torsione sono state sostituite dalle sospensioni AMG ACTIVE RIDER CONTROL che tengono sotto controllo le irregolarità compensando i movimenti della gomma. Il sistema di sospensioni permette di regolare l&#8217;altezza del muso fino a 3 Cm direttamente dal volante o dal pannello touch per superare più agilmente dossi ed ostacoli. Inoltre, i 6 programmi di guida, Slippery, Comfort, Sport, Sport+, Individual e RACE, permettono di spingere Mercedes-AMG GT al massimo della sua potenza, senza rinunciare alla sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">AMG TRACK PACE è il software di serie che permette di sprigionare tutta la potenza della AMG GT in pista. Registrando oltre 80 dati specifici fino a 10 volte al secondo durante la guida. Il driver ha sempre sotto controllo tutte le informazioni attraverso il display head-up visualizzando la migliore traiettoria e punti di frenata. i dati registrati vengono salvati rimanendo disponibili per migliorare costantemente la propria guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>ALL&#8217;AUTODROMO DI MISANO IL PREMIO FIM ENVIRONMENT TROPHY 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Dec 2023 09:40:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Misano World Circuit è stato riconosciuto il FIM Environment Trophy 2023 nel corso dei FIM AWARDS svoltisi ieri sera a Liverpool nel corso di una serata con 700 esponenti del motorsport mondiale da tutto il mondo ad applaudire i 58 vincitori dei vari campionati promossi dalla Federazione Internazionale Motociclismo che riunisce 119 federazioni nel [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Al Misano World Circuit è stato riconosciuto il FIM Environment Trophy 2023 nel corso dei FIM AWARDS svoltisi ieri sera a Liverpool nel corso di una serata con 700 esponenti del motorsport mondiale da tutto il mondo ad applaudire i 58 vincitori dei vari campionati promossi dalla Federazione Internazionale Motociclismo che riunisce 119 federazioni nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il FIM Environment Trophy 2023 è il riconoscimento al circuito che nel mondo si è distinto maggiormente per le attività verso il contenimento dell’impatto ambientale delle attività svolte. A vincerlo, il progetto ‘Misano Green Circuit’.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il FIM Environment Trophy 2023 è stato ritirato a Liverpool da Luca Colaiacovo, presidente della Santa Monica Spa e Andrea Albani, managing director <a href="https://www.giornalemotori.com/2023/11/22/misano-la-nuova-sede-italiana-della-formula-e-per-la-stagione-10/">Misano World Circuit</a>. A consegnarlo, Pippa Ganderton, Director ATPI Halo &#8211; Sustainable Travel &amp; Events Solutions</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo straordinariamente felici – il commento di Luca Colaiacovo –. La federazione mondiale del motorsport riconosce al circuito il risultato di dieci anni di investimenti sulla struttura, nella direzione della profonda innovazione da parte di una proprietà, il Gruppo Financo, che ha nel suo dna l’attenzione all’ambiente. Oggi MWC è un punto di riferimento in tutto il mondo e garantisce l’organizzazione di eventi con un’impronta rispettosa del patrimonio ambientale. È anche la testimonianza tangibile degli sforzi che sta producendo il nostro mondo per raggiungere i target definiti. Ringrazio il presidente mondiale della FIM Jorge Viegas per il premio e il presidente della FMI Giorgio Copioli, sempre al nostro fianco a fungere da stimolo in questo percorso virtuoso”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Dietro a questo premio c’è un lavoro di squadra svolto da tutto il team MWC con professionalità e competenza, oltre che grande motivazione personale a svolgere l’attività quotidiana. Non è il primo riconoscimento che riceviamo per questo lavoro che stiamo svolgendo, ma certo questo contesto rappresenta una consacrazione che insieme è stimolo a continuare con impegno a sostenere una precisa responsabilità, seguendo i valori di un modello che guarda al futuro all’insegna della sostenibilità.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quello dell’attività sostenibile è un parametro decisivo per ospitare i grandi eventi internazionali e il successo di tutte le recenti candidature ne sono testimonianza. Ringraziamo tutti i partner, FIM, FMI, IRTA, Dorna e Right Hub per aver creduto in noi e per il grande supporto e cooperazione sin dall&#8217;inizio del progetto KiSS”.</em></p>
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		<title>Kia: EV9 l&#8217;ammiraglia elettrica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 15:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Kia EV9 è il maxi-SUV elettrico della Casa coreana, ed è arrivato il momento di scoprire i prezzi e gli allestimenti per il mercato italiano. Inizialmente l’ammiraglia Kia sarà disponibile in allestimento Launch Edition a partire da 76.450 euro in versione Earth oppure da 81.650 per la GT-Line. Per l&#8217;occasione dealer come Kia Catone [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Kia EV9 è il maxi-SUV elettrico della Casa coreana, ed è arrivato il momento di scoprire i prezzi e gli allestimenti per il mercato italiano. Inizialmente l’ammiraglia Kia sarà disponibile in allestimento Launch Edition a partire da 76.450 euro in versione Earth oppure da 81.650 per la GT-Line. Per l&#8217;occasione dealer come Kia Catone Automobili Group di Caserta  organizzano un evento per i clienti in occasione del lancio in concessionaria.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="youtube-embed" data-video_id="590hGy7ME6g"><iframe loading="lazy" title="Introducing the Kia EV9" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/590hGy7ME6g?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La base tecnologica è la piattaforma E-GMP (Electric Global Modular Platform) con dimensioni importanti superando di poco i 5 metri con la larghezza di 1,98 ed è alta 1,75, ma soprattutto un passo di ben 3,1 metri. Dimensioni da limousine con uno stile moderno basato su forme squadrate che enfatizzano un immagine imponente che migliorando l&#8217;abitabilità interna.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/12/Kia-EV9-2024-1024-6d.jpg" alt="Kia EV9 2024 1024 6d" class="wp-image-132983" title="Kia: EV9 l&#039;ammiraglia elettrica 71" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/Kia-EV9-2024-1024-6d.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/Kia-EV9-2024-1024-6d-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/Kia-EV9-2024-1024-6d-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/Kia-EV9-2024-1024-6d-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/Kia-EV9-2024-1024-6d-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Kia: EV9 l'ammiraglia elettrica 73</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-spazio-in-abbondanza-fino-a-sette-posti"><strong>Spazio in abbondanza fino a sette posti </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli interni della EV9 offrono spazio in abbondanza con tre file di sedili e 7 posti tutti comodi. In opzione, con l’aggiunta di 1.000 euro, sono disponibili due configurazioni a 6 posti denominate Lounge e Relaxation. In questo caso, rinunciando ad un sedile, aumentano il confort e le opportunità di personalizzazione ruotando i sedili della seconda fila contromarcia ricreando un salotto in viaggio. La plancia vede la presenza di un doppio monitor centrale per strumentazione digitale e sistema di infotainment di ultima generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La batteria ha una capacità do 99,8 kWh con potenza di 800 Volt un grado di ricaricare in 22 minuti dal 10 all&#8217;80%. La motorizzazione è disponibile su due configurazioni con una sola macchina elettrica per l’asse posteriore o due motori elettrici uno per asse per la versione a trazione integrale. Nel primo caso si parla di una potenza di 204 CV e 350 Nm di coppia, la seconda si sale a 358 CV e 600 Nm totali con un’autonomia massima secondo il ciclo WLTP di 541 km.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-in-collaborazione-con-kia-catone-automotive-group">In collaborazione con <a href="https://concessionaria.kia.com/it/catone/?&amp;cmpid=ppc%7CKia_ITA_BRD_CQR_EXT_PHR_STD_Dealers_outlet_KiaLoc_KML%7Cgoogle%7Ce%7Ckia%20catone&amp;gad_source=1&amp;gclid=CjwKCAiApaarBhB7EiwAYiMwqiv2Nd_UzxQwkdmO5LZL1MFDzM-ClXMSpbNXg03VIo2eqHZ9UyuYDhoCVU0QAvD_BwE&amp;gclsrc=aw.ds" target="_blank" rel="noopener">Kia Catone Automotive Group </a></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/12/405070590_826569496141761_6840664850270292150_n-1024x1024.jpg" alt="405070590 826569496141761 6840664850270292150 n" class="wp-image-132986" title="Kia: EV9 l&#039;ammiraglia elettrica 72" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/405070590_826569496141761_6840664850270292150_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/405070590_826569496141761_6840664850270292150_n-150x150.jpg 150w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/405070590_826569496141761_6840664850270292150_n-768x768.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/405070590_826569496141761_6840664850270292150_n-300x300.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/405070590_826569496141761_6840664850270292150_n-696x696.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/12/405070590_826569496141761_6840664850270292150_n.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Kia: EV9 l'ammiraglia elettrica 74</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2023/12/02/kia-ev9-lammiraglia-elettrica/">Kia: EV9 l&#8217;ammiraglia elettrica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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			<media:title type="plain">Novità Moto Archivi | Giornalemotori</media:title>
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		<item>
		<title>INTERPHONE A EICMA 2023: UN ECOSISTEMA DISICUREZZA E CONNESSIONE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 18:35:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Interphone, brand del Gruppo Cellularline specializzato in dispositivi di comunicazione per il mondo delle due ruote, annuncia con piacere la sua partecipazione a EICMA 2023 &#8211; l&#8217;Esposizione Internazionale del Ciclo, Motociclo e Accessori &#8211; che si terrà a Milano dal 7 al 12 novembre. L&#8217;evento è una vetrina straordinaria per presentare il completo ecosistema di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Interphone</strong>, brand del<strong> Gruppo Cellularline</strong> specializzato in dispositivi di comunicazione per il mondo delle due ruote, annuncia con piacere la sua partecipazione a<strong> EICMA 2023</strong> &#8211; l&#8217;<strong>Esposizione Internazionale del Ciclo, Motociclo e Accessori</strong> &#8211; che si terrà a <strong>Milano dal 7 al 12 novembre</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento è una vetrina straordinaria per presentare il completo ecosistema di soluzioni offerte da Interphone, da sempre <strong>sinonimo di sicurezza e connettività per il motociclista moderno</strong>. Fin dal 2011, infatti, l&#8217;obiettivo di Interphone è quello di offrire soluzioni avanzate per la comunicazione in movimento, migliorando l&#8217;esperienza di guida e ponendo massima attenzione alle esigenze quotidiane di tutte le tipologie di motociclisti, anche grazie al know-how nel settore della telefonia acquisito dal gruppo Cellularline.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="620" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/11/Interfono-U-COM-16-1024x620.jpg" alt="Interfono U COM 16" class="wp-image-132538" title="INTERPHONE A EICMA 2023: UN ECOSISTEMA DISICUREZZA E CONNESSIONE 75" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Interfono-U-COM-16-1024x620.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Interfono-U-COM-16-768x465.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Interfono-U-COM-16-300x182.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Interfono-U-COM-16-696x422.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Interfono-U-COM-16.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>INTERPHONE A EICMA 2023: UN ECOSISTEMA DISICUREZZA E CONNESSIONE 77</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questa edizione dell&#8217;EICMA, Interphone rivelerà un completo <strong>restyling del brand</strong>, enfatizzando il<strong> nuovo logo, il nuovo packaging e i nuovi materiali espositivi per il punto vendita</strong>, il <strong>rinnovato approccio comunicativo</strong> e un <strong>posizionamento più vicino ai giovani e al target femminile</strong>. Il team composto da professionisti, <strong>tutti</strong> <strong>appassionati rider, </strong>vive in prima persona le dinamiche delle due ruote e riesce così ad innovare continuamente la propria gamma di prodotti in base alle reali esigenze dei motociclisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>rinnovata identità del brand </strong>Interphone pone dunque una luce speciale su due nuovi target di riferimento: le <strong>donne appassionate di motociclismo</strong>, grazie a un design più slim e raffinato, e i <strong>giovani</strong>, accolti da proposte performanti in campo audio, pensate per rispecchiare la loro sete di musica e connessione costante.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ECOSISTEMA INTERPHONE A EICMA 2023</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, Interphone è in grado di offrire un <strong>vero e proprio ecosistema per gli appassionati delle due ruote</strong>. Protagonisti a EICMA saranno gli <a href="https://www.interphone.com/it-it/Interphone/Interfoni/c-0079" target="_blank" rel="noopener"><strong>interfoni della gamma U-COM</strong></a>, dispositivi di comunicazione caratterizzati da design e funzioni diverse. In particolare, <a href="https://www.interphone.com/it-it/Interphone/Interfoni/U-COM-16/p/INTERPHOUCOM16" target="_blank" rel="noopener"><strong>U-com 16</strong></a><strong> e </strong><a href="https://www.interphone.com/it-it/Interphone/Interfoni/U-COM-8R/p/INTERPHOUCOM8R" target="_blank" rel="noopener"><strong>U-com 8</strong></a>, sono dotati di tecnologia <strong>MESH 2.0</strong>, che consente di creare facilmente un collegamento tra un ampio numero di motociclisti sfruttando ognuno di essi come il nodo di una rete. La linea U-com si differenzia per la <strong>capacità nativa di abbinarsi ai dispositivi di altre marche</strong> come Sena e modelli integrati nei caschi come Nolan, Shoei, Hjc, Schuberth e tanti altri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="751" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/11/Fari-Fendinebbia-1024x751.jpg" alt="Fari Fendinebbia" class="wp-image-132536" title="INTERPHONE A EICMA 2023: UN ECOSISTEMA DISICUREZZA E CONNESSIONE 76" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Fari-Fendinebbia-1024x751.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Fari-Fendinebbia-768x563.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Fari-Fendinebbia-300x220.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Fari-Fendinebbia-696x510.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/11/Fari-Fendinebbia.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>INTERPHONE A EICMA 2023: UN ECOSISTEMA DISICUREZZA E CONNESSIONE 78</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i prodotti chiave in mostra all&#8217;EICMA spicca poi <strong>il sistema modulare Quiklox</strong> per portare lo smartphone in <strong>moto, bici, scooter e auto</strong>. Ampia personalizzazione e facilità d’uso sono le caratteristiche principali, grazie alla possibilità di combinare le diverse <strong>custodie</strong> alle numerose <strong>staffe</strong>, coniugando una protezione totale dagli urti a una praticità funzionale. Di particolare rilevanza è la <strong>QUIKLOX &#8211; WATERPROOF</strong>, custodia che grazie alla sua impermeabilità rende il proprio smartphone utilizzabile in ogni condizione atmosferica, un mix perfetto tra design moderno e protezione per i rider più avventurosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, a dimostrazione dell&#8217;impegno costante di Interphone nell&#8217;offrire prodotti innovativi per una guida più sicura e sempre connessa, <strong>saranno presentati</strong> ad EICMA anche tutti <strong>i caricatori rapidi</strong> e i faretti led aggiuntivi tra cui i<a href="https://www.interphone.com/it-it/Accessori/Faretti/COPPIA-FARETTI-LED-FENDINEBBIA/p/LEDLIGHT10FOG" target="_blank" rel="noopener"><strong>faretti led fendinebbia</strong></a>, tra i più compatti sul mercato <strong>con omologazione ECE R149, l&#8217;unica per poter circolare su strada in piena legalità. </strong>Progettati per essere resistenti all&#8217;acqua, alla ruggine e alla polvere, sono realizzati in una lega di alluminio robusta e durevole, oltre a essere perfetti per personalizzare la propria moto con un look più <em>adventure</em> grazie al design pratico, moderno e maneggevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Bridgestone lancia BATTLAX HYPERSPORT S23, il suo pneumatico sportivo per moto di nuova generazione</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2023/10/19/bridgestone-lancia-battlax-hypersport-s23-il-suo-pneumatico-sportivo-per-moto-di-nuova-generazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bridgestone-lancia-battlax-hypersport-s23-il-suo-pneumatico-sportivo-per-moto-di-nuova-generazione</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 15:48:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bridgestone&#160;ha annunciato il lancio di&#160;BATTLAX HYPERSPORT S23, un nuovo pneumatico sportivo radiale per moto da strada che sarà disponibile da gennaio 2024. Bridgestone BATTLAX HYPERSPORT S23 è l&#8217;ultimo nato della gamma BATTLAX, gli pneumatici moto premium di Bridgestone, che celebra il suo 40° anniversario nel 2023. Offrendo diverse migliorie in termini di prestazioni rispetto al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bridgestone&nbsp;</strong>ha annunciato il lancio di&nbsp;<strong>BATTLAX HYPERSPORT S23</strong>, un nuovo pneumatico sportivo radiale per moto da strada che sarà disponibile da gennaio 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bridgestone BATTLAX HYPERSPORT S23 è l&#8217;ultimo nato della gamma BATTLAX, gli pneumatici moto premium di Bridgestone, che celebra il suo 40° anniversario nel 2023. Offrendo diverse migliorie in termini di prestazioni rispetto al suo predecessore, il BATTLAX HYPERSPORT S23 è un pneumatico sportivo di nuova generazione, progettato per&nbsp;<strong>soddisfare le esigenze della guida sportiva su asfalto</strong>, offrendo livelli più elevati di prestazioni di grip sull&#8217;asciutto durante la guida in pista o quando si affrontano le curve strette delle strade di montagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il BATTLAX HYPERSPORT S23&nbsp;<strong>impiega una nuova mescola nella porzione laterale del battistrada</strong>&nbsp;per migliorare il contatto con l’asfalto quando si è in piega e per massimizzare l’aderenza laterale in curva, permettendo al pilota di portare le proprie prestazioni di guida sportiva ad un &nbsp;livello superiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il disegno aggiornato, che incorpora la tecnologia&nbsp;<strong>Pulse Groove</strong>, contribuisce a migliorare le prestazioni anche in caso di condizioni stradali difficili e pioggia, garantendo ai piloti una maggiore aderenza al manto stradale, una maneggevolezza superiore e, in definitiva, maggiore fiducia nel mezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bridgestone è impegnata a sostenere lo sviluppo di una cultura della moto sicura e piacevole, attraverso la sua strategia globale di prodotto premium incentrata sul marchio BATTLAX. Grazie ai suoi prodotti moto, Bridgestone ha l’ambizione di raggiungere gli obiettivi “Emotion: l’impegno a ispirare entusiasmo e diffondere gioia nel mondo della mobilità” e “Ease: l’impegno a portare comfort e tranquillità alla vita della mobilità”, descritti nel&nbsp;<strong>Bridgestone E8 Commitment</strong>.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Nome</td><td>BATTLAX HYPERSPORT S23</td></tr><tr><td>Dimensioni</td><td>Sei dimensioni (una misura anteriore, cinque misure posteriori)Anteriore120/70ZR17M/C (58W) TLposteriore160/60ZR17M/C (69W) TL180/55ZR17M/C (73W) TL190/50ZR17M/C (73W) TL190/55ZR17M/C (75W) TL200/55ZR17M/C (78W) TL</td></tr><tr><td>Lancio</td><td>Gennaio 2024</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Sicurezza in moto: 6 consigli quando si guida una moto</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2023/10/04/sicurezza-in-moto-6-consigli-quando-si-guida-una-moto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sicurezza-in-moto-6-consigli-quando-si-guida-una-moto</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 17:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guidare una moto può essere un&#8217;esperienza emozionante, ma comporta anche alcuni rischi poiché siamo in costante movimento, quindi dobbiamo prendere le precauzioni necessarie.&#160;Quando si guida una motocicletta ci sono alcune cose che dovresti sempre tenere a mente per la tua sicurezza, così come per quella degli altri, ecco perché è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Guidare una moto può essere un&#8217;esperienza emozionante, ma comporta anche alcuni rischi poiché siamo in costante movimento, quindi dobbiamo prendere le precauzioni necessarie.&nbsp;Quando si guida una motocicletta ci sono alcune cose che dovresti sempre tenere a mente per la tua sicurezza, così come per quella degli altri, ecco perché è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali che ti aiuteranno a evitare possibili infortuni o inconvenienti sulla strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguendo questi suggerimenti puoi assicurarti di rimanere al sicuro durante la guida:</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Controlla lo stato della tua moto prima di partire</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di uscire per un giro, è importante verificare il funzionamento di alcuni aspetti della tua moto che ti garantiranno un viaggio molto più sicuro, per questo è essenziale che i freni della tua moto funzionino bene per affrontare qualsiasi imprevista sorpresa sulla strada. Verificare che siano scorrevoli durante la guida, azionare e bloccare correttamente le ruote;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai freni, è importante controllare anche l&#8217;aria nei pneumatici e il funzionamento dell&#8217;impianto di illuminazione della tua moto.&nbsp;Infine, è fondamentale misurare il livello dell&#8217;olio e del liquido refrigerante a moto spenta, a motore freddo, inoltre la moto deve essere posizionata su una superficie piana in modo che non vi siano irregolarità nel livello dei liquidi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-indossare-casco-e-protezioni"><strong>Indossare casco e protezioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte degli stati ha leggi che richiedono ai motociclisti di indossare il casco.&nbsp;Indossare il casco è essenziale perché protegge la testa.&nbsp;Se hai un incidente o cadi dalla moto, il casco ti aiuterà a proteggere la testa da lesioni e possibili danni al cervello.&nbsp;In un incidente particolarmente grave, il casco può addirittura assorbire una parte dell&#8217;impatto e contribuire a prevenire gravi lesioni alla colonna vertebrale.&nbsp;Indossare un casco aiuta anche a mantenere la sicurezza in caso di cadute basse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come scegliere il casco giusto per te? In commercio ne potrai trovare tantissimi, di marche diverse, tipologie diverse e misure diverse. Ogni motociclista deve acquistare quello che meglio si adatta alla sua fisionomia. Prima di acquistare puoi leggere online tantissime guide pubblicate dal sito di settore <a href="https://www.autogm.it/migliori-caschi-moto/" target="_blank" rel="noopener">www.autogm.it</a>, che (a dispetto del nome) si occupa anche di accessori per ciclomotori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al casco, è necessario indossare dispositivi di protezione come guanti, ginocchiere, maglietta o gilet a maniche lunghe, pantaloni lunghi e stivali.&nbsp;Guidare una moto implica molto di più della moto stessa.&nbsp;Devi essere pronto a proteggerti da altri pericoli sulla strada, compresi gli altri veicoli.&nbsp;Per fare ciò, devi indossare dispositivi di protezione.&nbsp;I guanti ti aiuteranno a proteggere le mani da tagli e contusioni, mentre un giubbotto può aiutarti a proteggere il busto dagli impatti della moto.&nbsp;Proteggere la testa è particolarmente importante poiché è la parte del corpo più vulnerabile in caso di incidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-concentrati-sulla-strada-ed-evita-le-distrazioni"><strong>Concentrati sulla strada ed evita le distrazioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre guidi la tua moto, devi resistere alla tentazione di guardarti intorno o controllare il telefono, poiché queste distrazioni sono una delle cause più frequenti di incidenti sulla strada, è probabile che compaiano ostacoli sulla strada che non vedi in tempo, anche automobili o pedoni potrebbero incrociarsi e, se non si presta attenzione, si potrebbero subire lesioni.&nbsp;Tieni quindi gli occhi sulla strada e sulla tua destinazione, in questo modo ridurrai la probabilità di provocare un incidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non passare tra i veicoli</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo che può essere faticoso passare ore in un ingorgo, ma è importante non sorpassare mai tra due veicoli o farlo a destra, poiché qualsiasi movimento inaspettato può farti perdere il controllo della moto e subire un incidente.&nbsp;Questo punto è uno degli atti più sconsiderati commessi dai motociclisti in città e che causa maggiori problemi con gli altri guidatori, quindi non solo eviterai incidenti ma anche spiacevoli conseguenze.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai intenzione di sorpassare un veicolo con la tua moto, puoi farlo solo a sinistra, accendendo prima l&#8217;indicatore di direzione e controllando gli specchietti in modo che nessun veicolo si avvicini, evitando incidenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Evitare di viaggiare sulla segnaletica orizzontale quando è bagnata</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Evita di guidare sui segnali stradali bianchi e gialli quando è bagnato, poiché la vernice su queste linee riduce l&#8217;aderenza dei pneumatici con l&#8217;asfalto, il che può farti scivolare o perdere il controllo della moto.&nbsp;È importante anche tenere d&#8217;occhio le pozzanghere d&#8217;olio che possono trovarsi sulla strada poiché in queste condizioni non c&#8217;è una buona trazione con gli pneumatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Assicurati di essere visibile sulla strada</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Garantisci che la tua motocicletta abbia un buon sistema di illuminazione e che funzioni correttamente. Le motociclette devono avere le luci sempre accese durante la guida. È inoltre essenziale che il sistema di arresto della tua moto funzioni bene, in questo modo, i veicoli dietro di te sanno quando rallenti o freni e quindi mantieni una distanza di sicurezza sulla strada.&nbsp;Oltre al sistema di illuminazione della tua moto, l&#8217;uso di indumenti dai colori fluorescenti o di accessori riflettenti ti aiuterà ad essere più visibile agli altri guidatori, tra cui un giubbotto riflettente e un casco dai colori vivaci.</p>
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		<title>Il motociclismo europeo converge in Toscana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 17:26:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turismo, economia, digitale, enogastronomia: pianeti che orbitano intorno al “mondo moto” fino a trasformare in grandi, piccole iniziative private. Succede a Pisa dove per la prima volta il KOG, K1200LT Owners Group, gruppo italiano di possessori di BMW K1600 e K1200LT, il più numeroso in Europa, organizza l’11ª edizione dell’International Meeting dal 6 all’8 ottobre, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Turismo, economia, digitale, enogastronomia</strong>: pianeti che orbitano intorno al “mondo moto” fino a trasformare in grandi, piccole iniziative private. Succede <strong>a Pisa</strong> dove <strong>per la prima volta</strong> il <a href="https://www.kog.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>KOG</strong></a>, K1200LT Owners Group, gruppo italiano di possessori di BMW K1600 e K1200LT, il <strong>più numeroso in Europa, </strong>organizza l’11ª edizione dell’<strong>International Meeting </strong>dal <strong>6 all’8 ottobre</strong>, per la<strong> quinta volta in Italia </strong>dopo Savona, Torino, Bergamo, Madonna di Campiglio. E all’ombra della torre più famosa al mondo il KOG si inserisce nel tessuto locale con una <strong>première assoluta</strong>: giovedì <strong>5 ottobre</strong> anticipa il Meeting intervenendo all’<a href="https://www.internetfestival.it/" target="_blank" rel="noopener"><u><strong>Internet Festival 2023 </strong></u><u>di Pisa</u></a> con la conferenza &#8220;<em>Internet e Moto. Come la connettività e i dati in tempo reale stanno modificando il mondo delle due ruote</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza dei rider è ben accolta dalle istituzioni, a partire dal <strong>sindaco di Pisa Michele Conti</strong> che porterà il suo saluto all’apertura <strong>venerdì 6 ottobre,</strong> <strong>ore 18:00,</strong> all’hotel Hotel Pisa Tower Plaza, base del raduno che vede circa <strong>200 partecipanti in arrivo da tutta Europa</strong>. Alcuni equipaggi partono da <strong>oltre 2.000 km</strong> di distanza: <strong>2.390 km </strong>il viaggio più lungo, da Aberdeen (UK). Tutti in sella a BMW K1600 e K1200LT per un tour che attraverserà circa <strong>250 km</strong> di strade toscane: dal litorale, alle cave di marmo di Carrara, alle colline più interne. Tutti protagonisti di una carovana che “strada facendo” <strong>valorizza i territori</strong>, <strong>crea opportunità</strong> di lavoro per le imprese, le attività di ristorazione e le strutture ricettive, <strong>promuove</strong> le bellezze storiche e paesaggistiche. Un’iniziativa capace di intercettare le occasioni del territorio e integrarsi. Come accade appunto con l’Internet Festival.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa lega il mondo del web al motociclismo?</strong> «<em>Navigatore satellitare, smartphone, impianti di connessione tra pilota e passeggero, sistemi di allarme e telesoccorso: internet è prepotentemente pervasivo nel mondo dell&#8217;automotive a due ruote</em> – spiega <strong>Andrea Marucci</strong> presidente e fondatore del KOG –. <em>Da qui la riflessione su come queste informazioni vengano utilizzate e dunque sul controllo di Big Data e sul tentativo dei produttori di moto e accessori di avere soluzioni che registrino sempre più informazioni su gestione della moto, modalità di guida, percorsi fatti e modalità di conduzione</em>». Questi i temi al centro della conferenza che potrà essere seguita anche su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=a48ggbtsvHk" target="_blank" rel="noopener">YouTube</a>. Non solo: i rider presenti al raduno potranno partecipare al <strong>contest fotografico</strong> organizzato dal Festival, con le immagini che scatteranno girovagando alla scoperta della cittadina toscana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’international Meeting segue “a ruota” il 32° Raduno Nazionale Club Z3Mendi per auto BMW Z3 roadster e coupé, a Pisa dal 29 settembre all’1 ottobre: 120 equipaggi italiani hanno sfilato in Piazza dei Miracoli, un <strong>primo assaggio del connubio ideale tra capolavori di architettura e lo stile dei motori</strong> che la settimana successiva <strong>esploderà con l’arrivo dei centauri</strong> da Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Germania, Slovacchia, Svizzera e tutta Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il supporto di BMW Motorrad Italia il raduno vedrà coinvolti sponsor legati al mondo del motociclismo quali <strong>Rukka</strong>, sinonimo di abbigliamento tecnico di altissima qualità, i produttori di interfoni <strong>Midland</strong>, di caschi <strong>Nexx</strong>, di accessori <strong>Isotta</strong>, di borse <strong>Amphibious</strong>, di airbag per motociclisti di <strong>MotoAirbag</strong>, ma anche l’<strong>Azienda Agricola Castelvecchio </strong>che con i suoi vini caratterizzati da innata&nbsp;eleganza&nbsp;e tipicità&nbsp;incontra perfettamente lo stile KOG dell’International Meeting di Pisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’International Meeting 2023 ha il patrocinio di</strong>: Regione Toscana, Provincia di Pisa, Provincia di Massa-Carrara, Comune di Pisa, Comune di Carrara, Comune di Camaiore, Comune di Pietrasanta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Programma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Anteprima all’Internet Festival</strong> (Pisa, 5-8 ottobre)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Centro Congressi Le Benedettine &#8211;&nbsp;Piazza S. Paolo a Ripa D&#8217;Arno, 16</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Giovedì 5 ottobre ore 19:00</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Internet e Moto. </strong><strong>Come la connettività e i dati in tempo reale stanno modificando anche il mondo delle due ruote</strong>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Modera:&nbsp;</strong>Tommaso Zampagni (KOG)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Intervengono:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Andrea Marucci (KOG) &#8220;Nascita e gestione di un gruppo motociclistico tramite internet&#8221;.</li>



<li>Claudio Carnevali (Trackting) &#8220;IoT per le due ruote: tempi duri per i ladri&#8221;.</li>



<li>Antonio La Marra (Security Forge) &#8220;Dati della moto, tra rischi e opportunità, come trovare il giusto equilibrio&#8221;.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ingresso&nbsp;libero fino ad esaurimento posti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diretta Youtube:<a href="https://youtube.com/live/a48ggbtsvHk?feature=share" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://youtube.com/live/a48ggbtsvHk?feature=share&nbsp;</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il raduno</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Venerdì 6 ottobre</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Visita guidata di Pisa</strong> – possibilità di scattare foto per il contest fotografico organizzato dall’Internet Festival</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sabato 7 ottobre</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Percorso sulle strade della Toscana con <strong>visita alle cave di marmo e al litorale</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Domenica 8 ottobre</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Visita al <strong>Museo Piaggio di Pontedera</strong> e presentazione dell’edizione 2024 dell’International Meeting, che si terrà in <strong>Portogallo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Test Ride</em> organizzato da BMW Motorrad Italia</p>



<p class="wp-block-paragraph">piazza Garibaldi &#8211; Casciana Terme (PI)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ingresso:&nbsp;su prenotazione. Modelli moto<strong>:&nbsp;</strong>K1600 GT / K1600 GTL / K1600 B</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli equipaggi che vengono da più lontano:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aberdeen (UK) &#8211; 2392 km</li>



<li>Belfast (UK) &#8211; 2271 km&nbsp;</li>



<li>Aroeira (PT) &#8211; 2190 km</li>



<li>Parede (PT) &#8211; 2187 km</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L’International Meeting 2023 è organizzato dal gruppo KOG italiano, sodalizio fondato nel 2001 da Andrea Marucci come K1200LT Owners Group. Per anni ha raccolto tutti i possessori italiani della K1200LT e, dopo l&#8217;introduzione della K1600 nel 2011, è diventato il riferimento italiano per questa moto.Ora <strong>KOG è il più grande gruppo europeo di possessori di K1600 e K1200LT</strong>.</p>
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		<title>DR: 1.0 EV la cittadina dalle ottime doti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 12:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il segmento delle microcar è in grande espansione. A metà strada tra uno scooter ed una vettura vera e propria, questi mezzo, al momento paragonati ad un quadriciclo si stanno affermando in modo importante. Un pezzo del mercato dove DR per sua natura non poteva mancare di presentare la sua proposta. La nuova DR 1.0 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il segmento delle microcar è in grande espansione. A metà strada tra uno scooter ed una vettura vera e propria, questi mezzo, al momento paragonati ad un quadriciclo si stanno affermando in modo importante. Un pezzo del mercato dove DR per sua natura non poteva mancare di presentare la sua proposta.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1000" height="729" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/06/traversa-anticollisione.jpg" alt="traversa anticollisione" class="wp-image-128569" title="DR: 1.0 EV la cittadina dalle ottime doti 79" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/06/traversa-anticollisione.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/06/traversa-anticollisione-768x560.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/06/traversa-anticollisione-300x219.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/06/traversa-anticollisione-696x507.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>DR: 1.0 EV la cittadina dalle ottime doti 81</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova DR 1.0 diventa la più piccola della gamma, anch’essa deriva da produzione cinese adattata in Italia negli stabilimenti messi in piedi da DR ed in perfetta sintonia con la politica del brand viene proposta con una promozione al lancio che sfrutta al massimo gli incentivi riservati alle auto elettriche restando sotto la soglia psicologica dei 20.000 euro essendo proposta in entry level a quota 19.900 euro. Il tutto con una dose di cavalleria niente male con 61 CV e un’autonomia di tutto rispetto per una vettura concepita come ad uso esclusivamente urbano da 210 km.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-spazio-per-4-in-3-2-metri"><strong>Spazio per 4 in 3.2 metri </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La DR 1.0 EV è lunga appena 320 cm, il che le permette di avere a disposizione spazio per quattro occupanti. Nonostante possa sembrare l’ennesima auto low cost la soluzione di utilizzare un telaio portante in alluminio con traverse anticollisioni ad alta resistenza è una scelta votata alla offrire la massima sicurezza. Il telai poi viene rivestito con una carrozzeria realizzata in materiale composito come spesso accade per le vetture di questo segmento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sospensioni anteriori seguono la stessa logica per la scelta del telaio con schema indipendente di tipo McPherson, schema indipendente ripreso anche per le ruote indipendenti per un peso complessivo non leggerissimo di 1.050 kg.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="734" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/06/seduteanteriori_dr1.0ev-1024x734.jpg" alt="seduteanteriori dr1.0ev" class="wp-image-128568" title="DR: 1.0 EV la cittadina dalle ottime doti 80" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/06/seduteanteriori_dr1.0ev-1024x734.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/06/seduteanteriori_dr1.0ev-768x550.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/06/seduteanteriori_dr1.0ev-300x215.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/06/seduteanteriori_dr1.0ev-696x499.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/06/seduteanteriori_dr1.0ev.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>DR: 1.0 EV la cittadina dalle ottime doti 82</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prestazioni vivaci buona autonomia </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La propulsione è dotata di un motore elettrico singolo a magneti permanenti da 61 CV e 150 Nm di coppia alimentato da una batteria da 31 kWh con chimica litio-ferro-fosfato, per un’autonomia dichiarata di 294 km nel ciclo urbano e 210 km nel misto. La trazione è posteriore per una velocità massima di 120 km/h, con un’accelerazione sullo 0-50 km/h in 5 secondi. La ricarica avviene in 4 ore con una potenza di 6 kW e 34 minuti con una fast fino a 40 kW da colonnina pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La piccola DR 1.0 EV si distingue per delle linee semplici, razionali, con una mascherina in nero e luci diurne a led che si estendono in verticale che ne determina una certa personalità grazie anche alla presenza dei cerchi sono in lega sono di 15”. La dotazione di serie comprende il climatizzatore, il sistema multimediale con display da 9,7” compatibile con Android Auto ed Apple CarPlay, caricatore wireless per smartphone, sistema keyless, sedile del guidatore regolabile elettricamente e sensori di parcheggio posteriori con retrocamera in HD.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://www.youtube.com/watch?v=WV-bT6LvjfE&#038;ab_channel=DRAutomobilesGroupe
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prezzo conveniente per il livello tecnico </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La promozione di lancio della DR 1.0 EV prevede 1.000,00 di contributo DR che vanno a sottrarsi ai 25.900 del prezzo di listino. In caso di rottamazione, in virtù dell’incentivo statale, il prezzo finale sarà di 19.900 euro, valore che si attesta a 21.900 euro senza rottamazione a fronte dei 3.000 euro di bonus previsti.</p>
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			</item>
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		<title>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 07:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Honda non intende cedere un solo centimetro sul piano delle Hot Hatch sportive a trazione anteriore. Nonostante il colosso giapponese sia concentrato verso la transizione ecologica con una vasta gamma di modelli elettrificati non ultima proprio la nuova Honda Civic e:HEV undicesima generazione, non poteva mancare nel suo listino la muscle car per eccellenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Honda non intende cedere un solo centimetro sul piano delle Hot Hatch sportive a trazione anteriore. Nonostante il colosso giapponese sia concentrato verso la transizione ecologica con una vasta gamma di modelli elettrificati non ultima proprio la nuova Honda Civic e:HEV undicesima generazione, non poteva mancare nel suo listino la muscle car per eccellenza con la mitica sigla Type R.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_chassis_02-1024x666.jpg" alt="img chassis 02" class="wp-image-127172" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 83" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_02-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_02-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_02-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_02-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_02.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 97</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se la Civic berlina ha potuto approfittare del travaso tecnologico della passata generazione della Type R, la nuova sportiva Honda doveva alzare l’asticella prestazionale. Il risultato è una vettura quasi da corsa con tutte le caratteristiche di comfort e guidabilità quotidiana della berlina da cui deriva. Il tutto per esaltare un’esperienza di guida eccezionale per soddisfare ogni tipo di clientela.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_chassis_03-1024x666.jpg" alt="img chassis 03" class="wp-image-127173" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 84" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_03-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_03-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_03-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_03-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_03.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 98</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-piattaforma-tecnica-evoluta-per-aumentare-le-prestazioni"><strong>Piattaforma tecnica evoluta per aumentare le prestazioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo dei tecnici giapponesi era ottenere una maggiore rigidezza torsionale riducendo il peso. La piattaforma tecnica di nuova generazione ha consentito di abbassare ulteriormente il baricentro riducendo l’inerzia nei trasferimenti di carico utilizzando pannelli in acciaio ad altissima resistenza ed elementi come il portellone posteriore in resina per ridurre notevolmente il peso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aumento di 3,8 volte dell&#8217;utilizzo di un adesivo strutturale ha permesso di aumentare la rigidità torsionale rispetto alle classiche saldature riducendo le vibrazioni e migliorando la maneggevolezza soprattutto nei transitori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_chassis_08-1024x666.jpg" alt="img chassis 08" class="wp-image-127174" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 85" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_08-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_08-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_08-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_08-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_chassis_08.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 99</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sospensioni migliorate per una maggiore precisione di sterzo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tutta la geometria delle sospensioni è stata irrobustita per sopportare al meglio l’esuberanza di coppia tipica delle vetture sportive a trazione anteriore. Lo schema anteriore adotta una sospensione con montante ad asse si sterzo separato. Lo schema ha due assi di lavoro uno per la sterzata ed il controllo dell’angolo di kingpin ed un secondo asse che controlla il contatto con la superficie stradale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Questa soluzione consente di ridurre notevolmente la coppia sterzante migliorando la precisione in inserimento curva. Inoltre il lavoro di ottimizzazione della geometria ha migliorato il controllo del camber nelle fasi dinamiche del 116% rispetto alla Type R precedente. Per l’assale posteriore è stato confermato il classico schema multi-link con bracci multipli per garantire la migliore stabilità in accordo bilanciato con l’azione dell’asse anteriore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="574" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_drivemode_04-1024x574.jpg" alt="img drivemode 04" class="wp-image-127175" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 86" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_04-1024x574.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_04-768x430.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_04-300x168.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_04-696x390.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_04.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 100</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pneumatici adatti alle alte prestazioni </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per enfatizzare il lavoro certosino fatto sulla meccanica della nuova Type R, i tecnici giapponesi hanno scelto un pneumatico ad altissime prestazioni che migliorare ulteriormente la precisione di sterzo. La scelta è caduta su Michelin Pilot Sport 4s di nuova generazione con una larghezza di 265 mm con una mescola specifica per le alte prestazioni sia su strada che per le gite in pista. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo pneumatico rappresenta il giusto compromesso tra la massima aderenza sull&#8217;asciutto mantenendo ottime prestazioni anche sul bagnato ed un usura bilanciata rispetto alle prestazioni offerte. &nbsp;L’intera struttura del pneumatico è stata ottimizzata per adattarsi al disegno del battistrada, garantendo un&#8217;elevata rigidità del tassello che lo compone.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_drivemode_08-1024x666.jpg" alt="img drivemode 08" class="wp-image-127176" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 87" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_08-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_08-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_08-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_08-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_drivemode_08.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 101</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ruote leggere per ridurre l&#8217;inerzia delle masse </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un pneumatico ad altissime prestazioni necessità di un cerchio all’altezza delle aspettative. Sulla Type R è stata adottata una soluzione a canale rovesciato tipico del mondo del tuning di alto livello. Questa soluzione riduce la distorsione sul lato interno del cerchio stabilizzando la pressione di contatto del pneumatico con il suolo e nelle zone di contatto con l&#8217;interno del cerchio stesso sfruttando al meglio ogni millimetro di larghezza aumentato della ruota. Il cerchio in lega di alluminio da 19 pollici ha un peso ridotto di 3kg riducendo l&#8217;inerzia della massa non sospesa. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="512" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_engine_01-1024x512.jpg" alt="img engine 01" class="wp-image-127177" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 88" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_01-1024x512.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_01-768x384.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_01-300x150.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_01-696x348.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_01.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 102</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Freni adattati anche all&#8217;utilizzo in pista </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impianto frenante anteriore è dotato di pinze monoblocco Brembo in alluminio a 4 pistoni contrapposti e un disco scomponibile dal diametro di 350 mm. L’intero impianto è stato rivisto per consentire una migliore modulabilità soprattutto in condizioni di massima prestazione come l’uso in pista. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il raffreddamento avviene convogliando l&#8217;aria attraverso le nuove aperture poste sulla parte anteriore del fascione paracolpi. L’aria viene inviata ai dischi freno attraverso un nuovo deflettore che aiuta a ridurre in modo considerevole l’affaticamento dei freni per l’uso intenso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_engine_02-1024x666.jpg" alt="img engine 02" class="wp-image-127178" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 89" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_02-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_02-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_02-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_02-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_02.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 103</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Motore evoluto da 330cv </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo motore VTEC TURBO da 2,0 litri è stato evoluto per garantire una migliore risposta alla pressione del gas rispetto alla generazione precedente. La potenza massima raggiunge i 330 CV e la coppia massima di 420 Nm con rapporto peso potenza peso/potenza del propulsore di 4,33 kg/cv addirittura migliore della unità propulsiva che equipaggia la Supercar NS-X. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’alleggerimento di ogni componente interno ha permesso di migliorare la velocità media del pistone nelle quattro fasi per una risposta all’acceleratore più rapida con il limitatore di giri posto oltre quota 7000giri/minuto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_engine_04-1024x666.jpg" alt="img engine 04" class="wp-image-127179" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 90" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_04-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_04-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_04-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_04-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_04.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 104</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Potenza e coppia su tutto l&#8217;arco dei giri</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La potenza e la curva di coppia si sviluppano su un arco di giri tra i più alti del mercato nonostante la tecnologia turbo. Questo grazie al leggendario sistema VTEC (Variable Valve Timing and Lift Mechanism) posto sull’albero a camme lato scarico accoppiato al VTC (Continuously Variable Valve Timing and Control Mechanism) che agisce su entrambi gli alberi a camme sia aspirazione che scarico coprendo una ampia gamma di utilizzo con una prontezza fin dai regimi più bassi fino alla massima accelerazione. Inoltre, è stata introdotta una wastegate a controllo elettronico con una logica di funzionamento tale per cui rende l&#8217;erogazione del motore comparabile ad un propulsore aspirato di grossa cilindrata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_engine_07-1024x666.jpg" alt="img engine 07" class="wp-image-127180" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 91" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_07-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_07-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_07-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_07-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_07.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 105</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il turbocompressore ha un condotto mono-scroll di nuova concezione per avere una risposta migliore grazie e bassa inerzia. La girante è stara ridisegnata nella geometria con un diametro esterno aumentato ed un numero diverso delle pale con profilo ottimizzato. Questa modifica ha comportato anche una completa riprogettazione dei condotti di aspirazione e scarico con una nuova logica di controllo ECU per sfruttare al meglio le nuove caratteristiche del sistema Turbo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_engine_08-1024x666.jpg" alt="img engine 08" class="wp-image-127181" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 92" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_08-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_08-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_08-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_08-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_08.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 106</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Raffreddamento ottimizzato per le alte prestazioni </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le massime prestazioni passano per un controllo efficiente della temperatura del motore. Il nuovo raffreddamento ha un layout del flusso d&#8217;aria che proviene dalla griglia anteriore inviandola al radiatore maggiorato. Il calore che si genera nel vano motore viene smaltito attraverso le prese d&#8217;aria presenti sul cofano anteriore. Inoltre, è stata ricavato un involucro diviso in due parti sul collettore di scarico consentendo una migliore gestione delle temperature dei vari componenti che compongono il vano motore. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_engine_09-1024x666.jpg" alt="img engine 09" class="wp-image-127182" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 93" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_09-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_09-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_09-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_09-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_engine_09.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 107</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo impianto di scarico crea un sound ancora più coinvolgente. Nel silenziatore è stata installata una valvola che si attiva in base al numero di giri del motore. Inoltre, l&#8217;Active Sound Control amplifica il sound all&#8217;interno dell’abitacolo creando un suono unico che aumenta in funzione della pressione sull’acceleratore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="666" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_logr_02-1024x666.jpg" alt="img logr 02" class="wp-image-127183" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 94" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_02-1024x666.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_02-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_02-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_02-696x453.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_02.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 108</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Drive mode con modalità +R</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il driver può cambiare le caratteristiche della Civic Type R selezionando la modalità di guida attraverso il drive contro posto sul tunnel centrale. Oltre alle classiche Sport e Comfort è stata aggiunta la modalità INDIVIDUAL mentre è ancora separato il pulsante per ottenere la massima prestazione della modalità +R.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/img_logr_04-1024x576.jpg" alt="img logr 04" class="wp-image-127184" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 95" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_04-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_04-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_04-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_04-696x392.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/img_logr_04.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 109</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo sistema di infotainment consente di adottare la app “logger per TYPE R” per il controllo della dinamica della vettura. Oltre alla funzione di monitoraggio delle prestazioni visualizza il comportamento del veicolo. La app raccoglie informazioni utili analizzando automaticamente i dati di guida determinando anche un punteggio di guida. Questo sistema diventa un vero e proprio tutor attivo che interagisce con il driver determinando anche il miglioramento delle prestazioni giro dopo giro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="youtube-embed" data-video_id="yU0vBY2hKqM"><iframe loading="lazy" title="2023 Honda Civic Type R Record Lap of Nürburgring Nordschleife" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/yU0vBY2hKqM?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una telemetria completa anche di tutor per la guida </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il display viene personalizzato analizzando i dati tecnici dell’auto con sei quadranti circolari uno per ogni parametro dell’auto, oppure visualizzare il cerchio di aderenza di ogni singola ruota, visualizzare il comportamento dell’auto vista dall’esterno, quasi come fosse un videogioco adattando il colore reale della vettura all’immagine fino al semplice rilevatore di G laterali. In futuro sarà possibile utilizzare una app per visualizzare anche i proprie performance in pista con video su smartphone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente Honda ha raggiunto il proprio obiettivo di tornare ad essere la Hot Hatch a trazione anteriore più veloce del mondo attraverso la tagliola del giro al Nurburgring con il tempo record di 7’44,881.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In collaborazione con <a href="https://centernapoli.it/" target="_blank" rel="noopener">Honda Center Napoli </a></strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2023/05/319064183_613878730424840_5934212033222375007_n.jpg" alt="319064183 613878730424840 5934212033222375007 n" class="wp-image-127204" title="Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 96" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/319064183_613878730424840_5934212033222375007_n.jpg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/319064183_613878730424840_5934212033222375007_n-150x150.jpg 150w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2023/05/319064183_613878730424840_5934212033222375007_n-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>Honda: Nuova Civic Type R, di nuovo davanti a tutti! 110</figcaption></figure>
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		<title>La fisioterapia per gli atleti: perché è così importante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 11:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è qualcosa di elettrizzante nel vedere un atleta in azione, che si tratti di un pilota di Formula 1, di un pilota del motomondiale o di un motocilista intento a svolgere una gara di enduro. Tuttavia, nonostante l&#8217;apparente invincibilità degli atleti sul campo o sulla pista, anche loro sono soggetti a soffrire di lesioni dolorose [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è qualcosa di elettrizzante nel vedere un atleta in azione, che si tratti di un pilota di Formula 1, di un pilota del motomondiale o di un motocilista intento a svolgere una gara di enduro. Tuttavia, nonostante l&#8217;apparente invincibilità degli atleti sul campo o sulla pista, anche loro sono soggetti a soffrire di lesioni dolorose ed esasperanti causate proprio dall&#8217;intensa attività fisica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché la fisioterapia riveste una notevole importanza nella vita degli sportivi: in questo articolo, ci immergeremo nel mondo del recupero delle prestazioni attraverso la riabilitazione sportiva (come quella che si esegue, per esempio, presso <a href="https://www.fisiosportroma.net/" target="_blank" rel="noopener">Fisiosport Roma</a>)ed esploreremo le ragioni per cui ogni atleta dovrebbe considerare seriamente il ruolo cruciale giocato dalla fisioterapia nella prevenzione delle lesioni e nell&#8217;ottimizzazione dei risultati ottenuti durante gli allenamenti. Dal supporto psicologico all&#8217;educazione su come gestire adeguatamente lo stress da sforzo ripetuto sul corpo, scoprirai come queste tecniche possono essere fondamentali non solo per mantenere alte prestazioni, ma anche per garantire una carriera longeva e gratificante nello sport scelto.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-prevenzione-degli-infortuni-nello-sport">Prevenzione degli infortuni nello sport</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione degli infortuni nello sport è una delle aree più importanti della fisioterapia per gli atleti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione si basa sull&#8217;identificazione dei fattori di rischio specifici per lo sport in questione, sulla valutazione degli atleti e sulla prescrizione di esercizi e di attività mirati. Inoltre, la prevenzione degli infortuni richiede un&#8217;adeguata preparazione fisica, che può prevenire lesioni muscolari o articolari e che può anche migliorare le prestazioni. La fisioterapia, inoltre, può anche essere utilizzata per ridurre il rischio di infortuni attraverso la terapia manuale, l&#8217;allenamento funzionale e il rafforzamento muscolare specifico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione degli infortuni è importante per gli atleti sia a livello professionale sia a livello amatoriale, poiché l&#8217;infortunio può compromettere seriamente la carriera e la salute dell&#8217;atleta.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-recupero-e-riabilitazione-dopo-un-infortunio">Recupero e riabilitazione dopo un infortunio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il recupero e la riabilitazione dopo un infortunio sono essenziali per gli atleti che vogliono tornare in forma e riprendere l&#8217;attività sportiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, il fisioterapista gioca un ruolo fondamentale nel processo di riabilitazione, aiutando l&#8217;atleta a tornare alle prestazioni pre-infortunio. Ciò comporta una serie di interventi, che iniziano con la valutazione dell&#8217;infortunio e della sua gravità, per poi sviluppare un piano di trattamento personalizzato. Il recupero è di solito suddiviso in fasi, con l&#8217;obiettivo di aumentare gradualmente l&#8217;intensità degli esercizi e dei movimenti, ad aumentare la forza, la flessibilità e l&#8217;agilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione dell&#8217;infiammazione e del dolore fa parte del processo di recupero, così come la prevenzione degli infortuni futuri e la formazione sull&#8217; alimentazione e lo stile di vita salutari.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-potenziamento-delle-performance-attraverso-la-fisioterapia">Potenziamento delle performance attraverso la fisioterapia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il potenziamento delle performance attraverso la fisioterapia è una pratica sempre più diffusa e riconosciuta a livello internazionale. Gli interventi della fisioterapia si concentrano sulla prevenzione delle lesioni, sul recupero post-traumatico e anche sul miglioramento della prestazione sportiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, gli atleti possono beneficiare di programmi di rafforzamento muscolare, di esercizi di stretching e di tecniche manuali per migliorare la mobilità articolare. La fisioterapia può inoltre aiutare a ridurre il dolore muscolare e articolare, migliorare la coordinazione motoria e la postura e aumentare la resistenza e l&#8217;efficienza fisica.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-gestione-del-dolore-e-riduzione-dello-stress-muscolare-negli-atleti">Gestione del dolore e riduzione dello stress muscolare negli atleti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione del dolore e la riduzione dello stress muscolare sono fondamentali per gli atleti, in quanto questi problemi possono limitare le loro prestazioni e impedire loro di raggiungere i loro obiettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fisioterapia può aiutare gli atleti a gestire il dolore attraverso metodi come la terapia manuale, l&#8217;attività fisica e le tecniche di rilassamento. La riduzione dello stress muscolare può essere ottenuta attraverso una combinazione di stretching, di massaggio e di attività fisica. Inoltre, la fisioterapia può aiutare gli atleti a prevenire gli infortuni attraverso esercizi specifici che migliorano la loro forza, flessibilità e coordinazione.</p>
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		<title>Moto elettriche: come funzionano e quali sono i vantaggi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 15:56:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le moto elettriche sono sempre più diffuse, soprattutto grazie ai numerosi vantaggi che offrono. Innanzitutto, queste motociclette sono estremamente silenziose e non inquinano: un doppio vantaggio per la salute e l&#8217;ambiente! Inoltre, le moto elettriche hanno una grande autonomia (anche 200 km) ed è possibile ricaricarle in pochissimo tempo. Non bisogna dimenticare poi i notevoli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le moto elettriche sono sempre più diffuse, soprattutto grazie ai numerosi vantaggi che offrono. Innanzitutto, queste motociclette sono estremamente silenziose e non inquinano: un doppio vantaggio per la salute e l&#8217;ambiente! Inoltre, le moto elettriche hanno una grande autonomia (anche 200 km) ed è possibile ricaricarle in pochissimo tempo. Non bisogna dimenticare poi i notevoli risparmi in termini economici poiché questi veicoli non hanno bisogno di consumare carburante. Scopri di più su <a href="https://www.inmoto.it/green" target="_blank" rel="noopener">https://www.inmoto.it/green</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-vantaggi-sotto-ogni-aspetto">Vantaggi sotto ogni aspetto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma prima di godere dei vantaggi di una moto elettrica, è importante capire come funziona e quali sono le tecnologie utilizzate. Come le moto normali, le moto elettriche hanno una batteria (agli ioni di litio o al piombo) che alimenta due motori: uno situato nel mozzo di ogni ruota. Questi motori convertono l&#8217;energia elettrica in forza meccanica che fa girare le ruote e permette alla moto di muoversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di prestazioni, le moto elettriche offrono una guida molto più fluida rispetto alle loro controparti alimentate a benzina, nonché minori vibrazioni grazie all&#8217;assenza di un motore a combustione interna. Richiedono inoltre una minore manutenzione, in quanto non sono presenti componenti come candele o un sistema di iniezione del carburante di cui preoccuparsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di sicurezza, le moto elettriche presentano diversi vantaggi rispetto alle loro controparti alimentate a gas. Sono molto più silenziose e non emettono fumi tossici, il che le rende più facili da individuare sulla strada in condizioni di scarsa illuminazione e più sicure per i pedoni. Inoltre, poiché i motori elettrici richiedono meno energia per raggiungere la velocità di crociera rispetto a un motore a combustione, possono accelerare più velocemente da fermi, dando potenzialmente ai motociclisti un vantaggio in più quando frenano o evitano gli ostacoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il possesso di una moto elettrica comporta alcuni vantaggi economici. Ad esempio, poiché i veicoli elettrici non consumano benzina e richiedono costi di manutenzione minimi (nessun cambio d&#8217;olio), i proprietari possono risparmiare fino al 50% sulle spese di gestione rispetto ai veicoli elettrici.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-in-conclusione">In conclusione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune delle moto elettriche più attese in Italia per il 2023 sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>UBCO 2X2, una potente moto fuoristrada a due ruote motrici con doppio motore e un&#8217;autonomia e una capacità della batteria impressionanti;</li>



<li>Kymco SuperNEX, una superbike completamente elettrica dal design elegante che promette di essere veloce e reattiva;</li>



<li>Energica Eva Ribelle, una moto elettrica leggera progettata specificamente per le donne, che offre grandi prestazioni e una posizione di guida ergonomica;</li>



<li>La MotoGuzzi V85 TT Enduro, una moto robusta progettata per affrontare terreni accidentati grazie alla sua potente coppia e alla lunga autonomia;</li>



<li>La Vespa Elettrica, un&#8217;iconica moto che vanta un&#8217;autonomia impressionante e una guida fluida e intuitiva.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, le moto elettriche offrono una serie di vantaggi rispetto alle moto tradizionali a benzina. Sono più efficienti, più silenziose, più pulite e più sicure sulle strade. Inoltre, sono più economiche da gestire nel lungo periodo e richiedono meno manutenzione. Quindi, se state cercando un mezzo di trasporto ecologico con tutti i vantaggi di una moto, vale sicuramente la pena di prendere in considerazione una moto elettrica!</p>
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		<title>Forcite Helmets: arriva in Italia il casco con telecamera HD integrata. Non solo video, ma anche tutte le principali funzioni audio in un concentrato di tecnologia per la sicurezza alla guida con il tocco grafico di Aldo Drudi</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/12/20/forcite-helmets-arriva-in-italia-il-casco-con-telecamera-hd-integrata-non-solo-video-ma-anche-tutte-le-principali-funzioni-audio-in-un-concentrato-di-tecnologia-per-la-sicurezza-alla-guida-con-il-t/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=forcite-helmets-arriva-in-italia-il-casco-con-telecamera-hd-integrata-non-solo-video-ma-anche-tutte-le-principali-funzioni-audio-in-un-concentrato-di-tecnologia-per-la-sicurezza-alla-guida-con-il-t</link>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 18:41:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[action cam]]></category>
		<category><![CDATA[aldo drudu]]></category>
		<category><![CDATA[carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[casco]]></category>
		<category><![CDATA[forcite]]></category>
		<category><![CDATA[mk1s]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono storie, spesso drammatiche, che sono lo spunto per idee geniali. È il caso di Alfred Boyadgis, co-fondatore e CEO di Forcite, che a seguito in un incidente in moto, ha deciso di investire tempo e denaro per la costruzione del primo casco ultratecnologico, chiamato Forcite MK1S. La caduta in moto non è stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2022/12/20/forcite-helmets-arriva-in-italia-il-casco-con-telecamera-hd-integrata-non-solo-video-ma-anche-tutte-le-principali-funzioni-audio-in-un-concentrato-di-tecnologia-per-la-sicurezza-alla-guida-con-il-t/">Forcite Helmets: arriva in Italia il casco con telecamera HD integrata. Non solo video, ma anche tutte le principali funzioni audio in un concentrato di tecnologia per la sicurezza alla guida con il tocco grafico di Aldo Drudi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ci sono storie, spesso drammatiche, che sono lo spunto per idee geniali. È il caso di Alfred Boyadgis, co-fondatore e CEO di Forcite, che a seguito in un incidente in moto, ha deciso di investire tempo e denaro per la costruzione del primo casco ultratecnologico, chiamato Forcite MK1S. La caduta in moto non è stato motivo di abbandonare la passione per il motociclismo. Anzi è diventata lo stimolo per portare avanti un progetto interessante, in collaborazione il designer industriale Julian Chow ed un team di dieci progettisti. L’idea era semplice: togliere tutti gli elementi ingombranti che spesso di vedono applicati ai caschi (action cam ed interfoni con appendici esterne) per inglobarli all’interno del casco stesso. Ma non solo. Si è sviluppato anche un sistema di sicurezza alla guida con avvisi luminosi grazie a LED periferici all’interno della mentoniera che lavorano in relazione ad un sistema di navigazione avanzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo concentrato di tecnologia si condensa nel nuovo Forcite MK1S, unico “Smart Helmet” omologato disponibile sul mercato. Un casco realizzato con calotta in fibra di carbonio, con un peso di soli 1.500 gr. Leggero, considerando la ricca “dotazione di bordo”, che comprende telecamera HD frontale, montata all’interno della mentoniera, impianto audio interno e sistema a led periferico, che avvisa il motociclista per mezzo di discreti, ma ben visibili, LED posti sulla parte superiore della mentoniera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La telecamera, piccolissima e leggerissima, permette video di alta qualità da un nuovo punto di vista. Impensabile (e pericoloso) pensare di montare una qualsiasi action-cam direttamente sulla mentoniera. La piccola telecamera con sensore Sony IMX da ¼ di pollice di derivazione militare permette invece la realizzazione di video ad alta risoluzione HD 1080P. La lente grandangolare offre inquadrature spettacolari ed il sensore permette anche video in condizioni di scarsa illuminazione o nella guida notturna. Inoltre, grazie all’apposita App Forcite, i video possono essere subito editati e modificati per la condivisione, ad esempio, sui social.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impianto audio ad alta fedeltà prevede l’uso di altoparlanti Harman Kardon da 40 mm, rimovibili. Sono già montati all’interno del casco all’interno di alloggiamenti “comfort fit” in modo da non infastidire in nessun modo il pilota. Il sistema permetta di ridurre il fruscio del vento, e comprende doppi microfoni omnidirezionali sintonizzati per la chiarezza vocale. Il comando viene gestito dal controller bluetooth da montare sul manubrio, che permette lo switch tra musica, navigazione ed ovviamente telefono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema a LED periferico è montato all’interno del casco e lavora in sinergia con un avanzato ed innovativo software di allerta stradale collegato in tempo reale con l’App Forcite. Non solo funzioni di navigazione, ma anche avvisi di pericoli sulla strada, condizioni del traffico, autovelox e telecamere mobili. I dati vengono elaborati ed inviati al pilota non solo sotto forma di audio, ma anche tramite i colori che illuminano i LED. Non occorre abbassare lo sguardo e distrarsi dalla guida. I LED periferici sono visibili e si adattano alle condizioni di luce esterna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto inserito in un casco molto confortevole. Chi scrive ha avuto modo di provare la calzata del nuovo MK1S poche settimane dopo l’acquisto di un nuovo casco. Inevitabile quindi il confronto con altri modelli provati e con quello da poco acquistato. Notevole il comfort generale. Il peso degli elementi aggiuntivi (camera ed auricolari) non si percepisce assolutamente. Il casco è perfettamente bilanciato. L’imbottitura è realizzata con materiali traspiranti di ottima qualità. L’areazione è garantita da otto prese d’aria con flusso ottimizzato. A sorprendere, come detto, il peso. Ma non solo. La vestibilità del casco è veramente di livello superiore, soprattutto la tenuta e l’appoggio nella zona della nuca. Anche per chi porta occhiali da vista il comfort è elevato, con gli occhiali che entrano senza forzare e trovano alloggio senza subire interferenze interne ad esempio con gli auricolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Forcite MK1S rappresenta quindi una nuova generazione di caschi viene distribuito in Italia come primo mercato europeo. Si tratta della prima sede fuori dall’Australia, paese di origine di Forcite. Presto saranno operativi i nuovi uffici milanesi di Forcite Europe per il servizio e l’assistenza nel Vecchio Continente, sotto la guida di Marco Achilli, Managing Director.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Sono entusiasta di portare in Italia ed in Europa l’innovativa tecnologia di Forcite, che consentirà di rivoluzionare il mondo delle due ruote. Oltre alle implicite caratteristiche di condivisione che offre la telecamera Sony HD, come motociclista, apprezzo moltissimo le funzionalità di sicurezza aggiuntiva. Ogni motociclista è abituato a guidare utilizzando un terzo occhio per anticipare i pericoli: ecco, penso che Forcite MK1S aggiunga un quarto occhio tecnologico per anticipare ancora più le informazioni necessarie per una guida sempre più sicura. Forcite Europe inizierà le attività di vendita in Italia ed Inghilterra entro la fine del 2022, per poi rendere disponibile il prodotto anche ai clienti degli altri principali mercati Europei</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta dell’Italia come mercato di ingresso in Europa è un privilegio per il nostro paese, dove i motociclisti sono sempre attenti alle novità, alla tecnologia ed al design. Non a caso alla versione in livrea solo carbonio, viene affiancata anche la versione MK1S Nexus, che si avvale del design ricercato da un maestro del calibro di Aldo Drudi, artista al quale si sono affidati i più grandi piloti della MotoGP. La grafica, lasciando il bella vista la fibra di carbonio, riprende spunti di design anni ’80 in una visione neo-retrò volta ad enfatizzare gli elementi tecnici, come spiega lo stesso Drudi: </p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Era un progetto che Drudi Performance non poteva rifiutare. Abbiamo sempre lavorato su caschi protettivi per motociclisti conoscendo perfettamente l’evoluzione tecnologica in termini di risposta meccanica, evoluzione dei materiali, ergonomia, aerodinamica. Con il progetto Forcite si affronta un nuovo argomento, la connessione e la fruibilità di un grande numero di informazioni che aumentano la sicurezza del motociclista e il piacere della guida assistita dalla tecnologia avanzata. Abbiamo pensato per Forcite a una tecno-grafica che enfatizza tutto ciò che è insito in questo ambizioso progetto, sperando che l’approccio emozionale racconti a prima vista la complessità di un prodotto proiettato al futuro</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prezzi dei caschi sono fissati in euro 1.299 per il Forcite MK1S ed in euro 1.499 per il Nexus Edition firmato Drudi Performance, disponibile in tiratura limitata di per il mercato europeo.</p>



<div class="wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular"><div class="tiled-gallery__gallery"><div class="tiled-gallery__row"><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:21.28773%"><figure class="tiled-gallery__item"><img decoding="async" alt="201001 ForciteHelmets Photoshoot WebRes 0170" data-height="1200" data-id="119744" data-link="https://www.giornalemotori.com/?attachment_id=119744" data-url="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/12/201001-ForciteHelmets-Photoshoot-WebRes-0170-487x730.jpg" data-width="800" src="https://i2.wp.com/www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/12/201001-ForciteHelmets-Photoshoot-WebRes-0170-487x730.jpg?ssl=1" data-amp-layout="responsive" title="Forcite Helmets: arriva in Italia il casco con telecamera HD integrata. 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Non solo video, ma anche tutte le principali funzioni audio in un concentrato di tecnologia per la sicurezza alla guida con il tocco grafico di Aldo Drudi 116"></figure></div><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:47.20690%"><figure class="tiled-gallery__item"><img decoding="async" alt="IMG 6203" data-height="1200" data-id="119750" data-link="https://www.giornalemotori.com/?attachment_id=119750" data-url="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/12/IMG_6203-487x730.jpg" data-width="800" src="https://i0.wp.com/www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/12/IMG_6203-487x730.jpg?ssl=1" data-amp-layout="responsive" title="Forcite Helmets: arriva in Italia il casco con telecamera HD integrata. 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		<title>EICMA 2022: Yamaha Tracer 9 GT+ è la sport-tourer di riferimento per la casa dei tre diapason</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 12:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più tecnologia a servizio dei motociclisti. Ed è così che Yamaha presenta ad EICMA 2022 la nuova versione della Tracer 900. La moto che è diventata presto il riferimento tra le sport-tourer del mercato. Una moto che con la nuova versione, o meglio con il nuovo allestimento, si arricchisce anche degli ultimi ritrovati tecnologici [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sempre più tecnologia a servizio dei motociclisti. Ed è così che Yamaha presenta ad EICMA 2022 la nuova versione della Tracer 900. La moto che è diventata presto il riferimento tra le sport-tourer del mercato. Una moto che con la nuova versione, o meglio con il nuovo allestimento, si arricchisce anche degli ultimi ritrovati tecnologici in campo di sicurezza. Si tratta di un nuovo radar ad onde millimetriche che interagisce con la complessa piattaforma elettronica si serie su questo modello. Un nuovo modo di guidare in condizioni di continua sicurezza che, siamo sicuri, rivoluzionerà il futuro delle due ruote.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La base su cui questa tecnologia viene presentata di serie è la Tracer 9 GT+, sigla con la quale si identifica il modello più accessoriato. La moto è spinta dal collaudato tre cilindri in linea della casa giapponese. La cilindrata effettiva è di 890 cc, e la potenza dichiarata sfiora i 120 cv, 119 per la precisione, erogati a 10.000 giri/minuto. La coppia massima è a 7.000 giri, pari a 9,5 kgm. Cambio elettronico a 6 marce che permette di utilizzare il comando senza l’uso della frizione, ed ovviamente l’immancabile omologazione Euro 5. Poche novità quindi a livello tecnico, ma tantissime chicche a livello elettronico/tecnologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio il radar ad onde millimetriche rappresenta la più grande novità. Posizionato sulla parte anteriore della moto, il sistema legge in maniera costante la strada di fronte al veicolo ed interagisce con il controllo adattivo della velocità (ACC, Adaptive Cruise Control). Oltre a questo si interfaccia con il sistema di frenata unificato (Unified Brake System). Il sistema ACC è regolabile in quattro posizioni per rilevare la distanza di sicurezza. Quando il sistema legge che ci si sta avvicinando troppo al veicolo che ci precede, apparirà sul display una richiesta di intervento per ridurre la velocità e mantenere quindi la distanza di sicurezza. Il sistema funziona anche nelle fasi di accelerazione/decelerazione. In curva, ad esempio, se viene rilevato un veicolo, limita il livello di accelerazione. Per contro, in fase di sorpasso, quando il sistema legge ad esempio l’inserimento dell’indicatore di direzione, permette di avere una accelerazione più fluida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema ACC lavora in sinergia anche con motore e sospensioni elettroniche, sempre nell’ottica del mantenimento della distanza di sicurezza. In caso di decelerazione la gestione del freno motore e dei freni vengono aiutati dall’elettronica. Anche le sospensioni ricevono dati per lavorare al meglio nella fase di affondamento per ridurre movimenti bruschi da parte della motocicletta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comparto freni è unificato del tipo UBS e, come detto, resta collegato alle informazioni rilevate dal radar. Un gruppo idraulico Bosch permette di ripartire i carichi di frenata, oltre che di intervenire in caso di possibilità di collisione. Il sistema è ovviamente ABS con funzione cornering.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mancano poi le varie mappature per la gestione del motore in modo da sfruttare al meglio l’unità a seconda delle condizioni di guida: Sport, Street, Rain e Custom, per personalizzare a piacimento la mappatura in base al proprio stile di guida. Controllo di trazione, anti-impennata, acceleratore ride-by-wire, piattaforma inerziale a sei assi completano un quadro veramente ricco di dotazione, a cui si aggiunge il sistema di connettività allo smartphone con tutte le informazioni disponibile sulla generosa nuova strumentazione con pannello TFT a colori da ben 7”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricco infine il catalogo accessori per fare di questa Sport-Tourer una vera macina chilometri, all’insegna della sicurezza. La moto sarà già disponibile presso la rete di vendita a partire da gennaio 2023.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_6011-730x487.jpg" alt="IMG 6011" class="wp-image-118961" title="EICMA 2022: Yamaha Tracer 9 GT+ è la sport-tourer di riferimento per la casa dei tre diapason 122"><figcaption>EICMA 2022: Yamaha Tracer 9 GT+ è la sport-tourer di riferimento per la casa dei tre diapason 123</figcaption></figure>
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		<title>EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 13:10:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Benelli crede nel progetto TRK. E fa bene. La piccola 502, entrata in produzione nel 2017, è stata la prima moto a battere la regina del mercato incontrastata per anni: nientemeno che la BMW R 1200 GS. C’è chi a questa notizia storcerà il naso, ma i tempi sono maturi per puntare anche a mezzi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Benelli crede nel progetto TRK. E fa bene. La piccola 502, entrata in produzione nel 2017, è stata la prima moto a battere la regina del mercato incontrastata per anni: nientemeno che la BMW R 1200 GS. C’è chi a questa notizia storcerà il naso, ma i tempi sono maturi per puntare anche a mezzi di sostanza, facili, economici ed alla portata di quasi tutti. La piccola 502 ha saputo centrare nel segno e la gestione cinese delle moto pesaresi ora punta sull’ampliamento della famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotti ben confezionati, motori collaudati nella grande produzione orientale, design moderno (anche se le linee riprendono modelli già nei listini delle concorrenti). Sono questi gli ingredienti della ricetta che si immagina porterà al successo della linea TRK anche nelle nuove cilindrate. La 800 era stata oggetto di curiosità già nella scorsa edizione di EICMA. Aveva ben impressionato pubblico e stampa. Ora è pronta alla distribuzione presso la rete di vendita, anche se il prezzo non è stato ancora comunicato. Alla top di gamma ecco ora la nuova proposta 702.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La TRK 702, a dispetto della sigla, è una moto che monta il nuovo propulsore bicilindrico frontemarcia da 698 cc. La nuova motorizzazione ha prestazioni interessanti: 76,2 cavalli a 8.750 giri ed una coppia di 68,2 Nm sviluppata a 6.250 giri. La distribuzione è a doppio albero a camme in testa, comandata da catena. Ogni cilindro dispone di 4 valvole. Il cambio è a sei rapporti, ed è estraibile. Utilizza una frizione a bagno d’olio con sistema dotato di asservitore di coppia per ridurre la pressione da esercitare sul comando al manubrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per potenza e coppia non si grida al miracolo, certo, ma sono dati che fanno immaginare una moto facile da guidare in ogni situazione e che in mano a piloti più smaliziati può comunque dare soddisfazioni. La ciclistica vede l’utilizzo di una forcella da 50 mm a steli rovesciati, con 140 mm di escursione. Al posteriore mono ammortizzatore centrale L’unità lavora su un forcellone in alluminio che viene accoppiato al telaio a traliccio che riprende il disegno di quello utilizzato sulla 502. La frenata è garantita da due dischi semiflottanti all’anteriore con diametro di 320 mm, mentre al posteriore il più piccolo disco da 260 mm dispone di una pinza ad un pistoncino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La TRK 702 viene presentata in due versioni, come ormai da tradizione per questa tipologia di moto. La 702 è la versione stradale, che si preannuncia come ottima moto da viaggio. Per chi invece volesse avventurarsi anche al di fuori dall’asfalto ecco allora pronta la versione X. Ci sono alcune differenze ovviamente tra le due moto, e non solo per il diametro delle ruote. La 702 monta infatti cerchi in lega di alluminio con razze dal diametro da 17”. Pneumatici da 120/70 all’anteriore e 160/60 al posteriore. La versione X adotta invece cerchi a raggi, con l’anteriore da 19” per ospitare copertura da110/80. Non cambia il diametro della ruota posteriore, ma la misura degli pneumatici scende a 150/70 per montare anche coperture più tassellate come i Pirelli Scorpion Rally STR con cui è dotato il modello in esposizione ad EICMA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre differenze tra i due modelli sono l’impianto frenante ed il comparto sospensioni. La stradale monta all’anteriore pinze a 4 pistoncini, la X ha invece pinze a 2 pistoncini. La forcella resta invariata, ma il mono ammortizzatore cambia. Escursione da 168 mm e regolazione nel freno in estensione per la 702. Per la X invece la corsa aumenta di 5 mm e si porta a 173 mm e la regolazione nel precarico e nel freno. Invariata la dotazione di serie e la capacità del serbatoio da 20 litri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La 800 invece diventa definitiva nella sua veste, cambiando di nulla quanto già visto ad EICMA 2021. Sarà disponibile, al pari della 702, nella primavera 2023. Confermate senza modifiche anche la 502 e la piccola 251, che di fatto è l’accesso alla gamma della famiglia TRK e che diventa una valida alternativa agli scooter nell’utilizzo urbano, per chi è alla ricerca di un&#8217;impostazione motociclistica vera.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118868" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5911-730x487.jpg" alt="IMG 5911" class="wp-image-118868" title="EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 124"><figcaption>EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 129</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118870" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_6352-730x487.jpg" alt="IMG 6352" class="wp-image-118870" title="EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 125"><figcaption>EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 130</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118869" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_6353-730x487.jpg" alt="IMG 6353" class="wp-image-118869" title="EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 126"><figcaption>EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 131</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118871" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_6355-730x487.jpg" alt="IMG 6355" class="wp-image-118871" title="EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 127"><figcaption>EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 132</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118873" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_6354-1-730x487.jpg" alt="IMG 6354 1" class="wp-image-118873" title="EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 128"><figcaption>EICMA 2022: Benelli allarga la famiglia TRK. Presentata la 702 che affianca la 800 133</figcaption></figure>
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		<title>EICMA 2022: Kawasaki sempre più verde con Go with Green Power</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 12:24:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kawasaki ed il colore verde sono un binomio difficilmente eliminabile dall’immaginario collettivo. Il colore che infatti da sempre accompagna i modelli storici della casa giapponese è proprio il verde. Per il futuro però la storica marca nipponica punta oltre, e vuole sensibilizzare gli appassionati sempre di più verso il mondo della mobilità sostenibile. Idee ben [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Kawasaki ed il colore verde sono un binomio difficilmente eliminabile dall’immaginario collettivo. Il colore che infatti da sempre accompagna i modelli storici della casa giapponese è proprio il verde. Per il futuro però la storica marca nipponica punta oltre, e vuole sensibilizzare gli appassionati sempre di più verso il mondo della mobilità sostenibile. Idee ben chiare anche da quanto espresso dal presidente Hiroshi Ito, che, in un tempo definito strategico per logiche di mercato, vuole raggiungere la neutralità carbonica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco che allora ad EICMA 2022 viene presentata in grande stile una gamma completa di proposte “Green”. Non si tratta dei soliti scooter o di veicoli dalla chiara vocazione urbana. Allo stand Kawasaki sono presenti ben tre modelli di moto fatte con sostanza e con linee di tutto rispetto, per soddisfare i palati di un nutrito gruppo di appassionati. La piccola naked Z è stata una anticipazione di tutto ciò, apparsa già al recente Intermot. Una moto leggera, equipaggiata con un motore elettrico alimentato da una doppia batteria, adatta sia all’utilizzo cittadino, strizzando però l’occhio ad una certa vocazione sportiva, con il taglio che riprende il family feeling delle più grosse naked con propulsore termico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elettrico, ibrido, idrogeno. Scegliete quello che più gradite e nel futuro Kawasaki saprà accontentarvi. Accanto alla piccola Z è in bella mostra la prima novità di questo percorso “Green”. Si tratta della nuova Ninja elettrica, presentata in una elegante livrea argento. In pratica il nuovo modello riprende l’impostazione della Z, ma sulla Ninja vengono aggiunti tutti gli elementi per farla diventare una sportiva. Cupolino, carene integrali, nuovi raccordi estetici a chiudersi sul “serbatoio” e nuovo manubrio. Non cambia la sostanza rimanendo invariata la ciclistica e la propulsione, sempre garantita dal motore elettrico con doppia batteria con capacità massima di 3,0 kw/h. La potenza resta contenuta per rispettare l’utilizzo con patente A1. Entrambi i modelli Z e Ninja sono distinti dalla sigla EV che contraddistingue i nuovi modelli elettrici. Saranno in vendita già nel corso del 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra novità importante è il nuovo modello ibrido. Per chi non si sente ancora pronto ad un passaggio al 100% elettrico ecco la HEV, dove ovviamente H sta per Hybrid. Per ora in sola veste di prototipo la HEV potrebbe entrare in produzione a partire dal 2024. Linee pulite e compatte per una sportiva che sarà equipaggiata con due motori: uno a combustione interna ed uno elettrico. Si potrà scegliere la modalità passando da rapidamente e facilmente da uno all’altro. Il modello si era già visto sulla pista di Suzuka, ma nulla era trapelato in maniera ufficiale. Quanto esposto ad EICMA va ben oltre lo stadio di prototipo, ma si tratta proprio di una preserie in vista della futura commercializzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine l’idrogeno. La nuova frontiera di Kawasaki. Ad EICMA è esposto il nuovo propulsore sperimentale che prende le basi dall’unità montata sulla Ninja H2 Supercharged. Come funziona? Iniezione diretta ed idrogeno gassoso compresso come carburante. Non si sanno ancora tempi e modelli che potranno utilizzare questa tecnologia, ma la strada ormai è aperta.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118846" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_6150-1-730x487.jpg" alt="IMG 6150 1" class="wp-image-118846" title="EICMA 2022: Kawasaki sempre più verde con Go with Green Power 134"><figcaption>EICMA 2022: Kawasaki sempre più verde con Go with Green Power 138</figcaption></figure>



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		<title>EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 18:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Stand interessante e ricco quello proposto da Moto Morini ad EICMA 2022. Lo storico marchio italiano non delude le aspettative e nonostante manchi una vera e propria novità da esporre al grande pubblico, mette in mostra tutta la gamma in diverse configurazioni di accessori. Ed in più strizza l’occhio alle gare, anche se sarebbe meglio [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Stand interessante e ricco quello proposto da Moto Morini ad EICMA 2022. Lo storico marchio italiano non delude le aspettative e nonostante manchi una vera e propria novità da esporre al grande pubblico, mette in mostra tutta la gamma in diverse configurazioni di accessori. Ed in più strizza l’occhio alle gare, anche se sarebbe meglio dire al marketing, presenta una nuova, interessante, versione inedita della bellissima ed apprezzata X-Cape. L’Adventure italiana entrata in produzione nel 2021 e subito ben accolta dagli appassionati ora viene infatti affiancata da una grintosa versione R, ovvero Racing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una gamma che si amplia quindi e che copre tutti i settori più importanti come quello delle naked, delle scrambler così di gran moda in questi ultimi anni, e delle Adventure, adatte non solo a macinare chilometri in viaggio più o meno lunghi, ma anche ad essere perfette alternative negli spostamenti cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cilindrate e potenze poco impegnative, prezzi di acquisto e di gestione alla portata di molti. Un’ottima visione della gestione del Gruppo Zhongneng Vehicle che dal 2018 ha preso le redini per riportare ai fasti passati il marchio italiano. Restano nel cuore il fascino e le prestazioni dei modelli più recenti come la Corsaro ZZ e ZT, o la bellissima Milano. Ma ora occorre sostanza e nella gamma odierna la si trova, accompagnata da linee moderne, pulite e piacevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo allora dalla nuova versione presentata ad EICMA: la X-Cape ADV-R. Una sigla in più per introdurre, almeno dal punto di vista estetico, una nuova categoria di appartenenza. Sia chiaro: non si tratta di un mezzo destinato alle competizioni più difficili, ma un modello destinato a chi vuole spingersi oltre all’asfalto su strade bianche più impegnative, o nelle svariate cavalcate dedicate alle bicilindriche che sempre più spesso vengono proposte. Sono infatti sempre più presenti eventi dedicati al fuoristrada anche con mezzi non specialistici. Questa X-Cape ADV-R è la risposta giusta per chi è alla ricerca di un mezzo comunque facile ed affidabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricetta è semplice, ma appaga subito l’occhio. Sella con imbottitura rialzata che regolarizza i due piani di seduta, paracoppa in alluminio più esteso, scarico racing dedicato realizzato da SC Project, cupolino più basso con piega “dakariana”, borsa attrezzi montata sul portapacchi posteriore, barre paramotore e protezione dei dischi freni. A questo si aggiungono gli pneumatici tassellati montati sui cerchi a raggi color oro ed il gioco è fatto. Il resto rimane invariato. Manca, ad essere pignoli, una ruota anteriore da 21” per avere la perfezione. Nulla cambia sotto il nuovo abito rispetto alla versione, a questo punto “base”, della X-Cape.</p>



<p class="wp-block-paragraph">X-Cape che monta un bicilindrico in linea da 649 cc. Potenza contenuta in 60 CV a 8.250 giri e coppia a 54 Nm a 7.000 giri. Velocità massima 170 Km/h. Sono valori interessanti. In un mondo sempre più abituato a potenze sempre maggiori che poi difficilmente vengono sfruttate dai più. Valori che non devono far sorridere. Basta ricordare che un quarto di secolo fa motori dalle analoghe potenze equipaggiavano mostri sacri come Africa Twin o Superténéré, con le quali si girava il mondo senza battere ciglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il resto c’è tanta sostanza: forcella regolabile da 50 mm, doppio freno a disco da 298 mm con pinze flottanti, disco singolo al posteriore da 255 mm, ABS disattivabile per la guida off-road, parabrezza regolabile, fari full led e schermo TFT a colori da ben 7”. Oltre a questo un ricchissimo catalogo di accessori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stessa base tecnica per gli altri due modelli di casa Morini, presentati in anticipo nel mese di agosto. Le 6 ½ SEIEMMEZZO proposte nelle versioni STR ed SCR. La prima è una elegante naked stradale che fonde il giusto equilibrio tra eleganza e sportività. Ruote a razze, parafango anteriore basso a filo ruota e codone che termina sotto la porzione di sella riservata al passeggiero. Il portatarga è sulla ruota posteriore. La SCR cambia per il piccolo cupolino rialzato a protezione della strumentazione, per il parafango alto e per il paracoppa più esteso. Altre particolarità sono il manubrio rialzato con traversino, l’accenno di parafango posteriore ed i fianchetti laterali con accenno a portanumero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto interessante il prezzo fissato in 6.990 euro per la versione STR e 7.390 euro per la SCR. La X-Cape invece parte dai 7.190 euro per la versione con cerchi in lega, fino ai 7.690 euro per la versione cerchi a raggi color oro. In mezzo i 7.490 euro necessari per la versione cerchi a raggi neri. Non è ancora stato comunicato invece il prezzo e la distribuzione della versione ADV-R.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118829" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5939-730x487.jpg" alt="IMG 5939" class="wp-image-118829" title="EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 142"><figcaption>EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 148</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118828" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5941-487x730.jpg" alt="IMG 5941" class="wp-image-118828" title="EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 143"><figcaption>EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 149</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118831" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5942-730x487.jpg" alt="IMG 5942" class="wp-image-118831" title="EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 144"><figcaption>EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 150</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118827" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5944-730x487.jpg" alt="IMG 5944" class="wp-image-118827" title="EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 145"><figcaption>EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 151</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118832" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5945-730x487.jpg" alt="IMG 5945" class="wp-image-118832" title="EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 146"><figcaption>EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 152</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118830" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5948-730x487.jpg" alt="IMG 5948" class="wp-image-118830" title="EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 147"><figcaption>EICMA 2022: Moto Morini a tutto campo, tra naked, scrambler ed adventure. Ora anche in versione Racing 153</figcaption></figure>
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		<title>EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 16:19:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima mondiale ad EICMA 2022 per Suzuki. E sempre nel settore di mercato più agguerrito e con il maggior numero di immatricolazioni. Stiamo parlando di quelle che una volta erano considerate Enduro Stradali, ma che oggi si configurano in diversi filoni. Dalle più votate al fuoristrada, come ad esempio Yamaha T700, alle più tranquille Crossover. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Prima mondiale ad EICMA 2022 per Suzuki. E sempre nel settore di mercato più agguerrito e con il maggior numero di immatricolazioni. Stiamo parlando di quelle che una volta erano considerate Enduro Stradali, ma che oggi si configurano in diversi filoni. Dalle più votate al fuoristrada, come ad esempio Yamaha T700, alle più tranquille Crossover. Suzuki punta nel mezzo e scuote il mercato con un nuovo modello che va ad inserirsi in una gamma già completa. Ecco quindi l’inedita V-Strom 800 DE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di una rivisitazione in grande della piccola VL 650. Il modello entri level resta regolarmente in listino, al pari della grossa 1050. Entrambi i modelli già presenti saranno proposti nelle varianti stradali con ruote in lega ed XT con cerchi a raggi di estrazione fuoristradistica. Non cambiano i motori: i collaudati bicilindrici a V. Ma allora perché inserire un nuovo modello? Per dare battaglia in termini di immatricolazioni a Yamaha che da anni sta monopolizzando il settore delle medie ed ora anche ad Honda, che rilancia in grande stile la gloria della Transalp.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed allora eccolo qua il nuovo modello della casa di Hamamatsu. Tutto nuovo a cominciare dal propulsore con architettura completamente inedita rispetto alle altre V-Strom. Sul modello 800 DE abbiamo un bicilindrico parallelo da 776 cc capace di sviluppare una potenza massima di 83 cv a 8.500 giri/minuto. Il manovellismo è a 270° con sistema di equilibratura Suzuki Cross Balancer che utilizza due contralberi disposti a 90° rispetto all’albero motore. Ogni cilindro dispone di 4 valvole. La coppia sviluppata è di 78 Nm a 6.800 giri. Prestazioni analoghe a quanto visto in casa Honda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto alla concorrenza alata abbiamo una maggiore escursione alle sospensioni anteriori. Troviamo infatti una forcella Showa con 220 mm completamente regolabile nel freno idraulico sia in compressione che in estensione, oltre che nel precarico della molla. Precarico che è presente anche per la singola unità posteriore, con comando remoto. Tutto nuovo anche il telaio, completamente differente da quelli presenti sulle altre due cilindrate della gamma. Abbandonato quindi il telaio in lega di alluminio per fare il posto ad un nuovo telaio in tubi di acciaio. Il peso complessivo si attesta sui 230 Kg in ordine di marcia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elettronica di prim’ordine. Ricchissima la disponibilità di controlli. Il tutto viene gestito dal S.I.R.S. (Suzuki Intelligent Ride System) che permette di scegliere con il Drive Mode Selector tre mappature del motore, per una guida Active (più coppia per una guida più sportiva), Basic (ideale per il turismo) e Comfort (per utilizzo in 2 o sul bagnato). E poi ancora Traction Control System con 4 step di inserimento, oltre alla possibilità di escluderlo. Inoltre è disponibile una modalità Gravel per l’utilizzo nella guida fuoristrada. Per finire gestione del cambio con Quick Shift Bidirezionale, che permette la cambiata senza l’uso della leva frizione. L’ABS invece può essere impostato su due modalità di intervento, con una meno incisiva dedicata all’uso fuoristrada, dove è possibile anche disabilitarlo sulla ruota posteriore. Altri aiuti tecnologici arrivano dall’acceleratore elettronico Ride-by-Wire, dall’assistenza alla partenza che agisce quando il motore registra un abbassamento dei giri in fare di stacco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricca infine la dotazione di serie per garantire comfort in ogni condizione di marcia. La sella spaziosa su due piani di seduta, il parabrezza regolabile in 3 diverse altezze. Di serie i paramani ed una protezione motore in plastica, ovviamente sostituibile con paracolpi in alluminio già disponibile nel ricco catalogo dei pacchetti opzionali. Pe tenere tutto sotto controllo durante la guida ecco la strumentazione LCD TFT a colori da 5” con due modalità di retroilluminazione per la guida diurna e notturna. Infine la sempre utile porta USB con tensione 5V e corrente 2°. Tutte le luci sono Full LED.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre le varianti di colore proposte: Giallo Petra con inserti blu, Nero Dubai con inserti blu (per queste due varianti i cerchi a raggi da 21” e 18” sono in colore oro) e Grigio Berlino con inserti neri e gialli e cerchi a raggi neri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prezzi e disponibilità presso la rete vendita restano ancora da comunicare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118820" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5967-730x487.jpg" alt="IMG 5967" class="wp-image-118820" title="EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 154"><figcaption>EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 159</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118819" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5969-730x487.jpg" alt="IMG 5969" class="wp-image-118819" title="EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 155"><figcaption>EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 160</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118823" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5970-730x487.jpg" alt="IMG 5970" class="wp-image-118823" title="EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 156"><figcaption>EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 161</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118822" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5972-730x487.jpg" alt="IMG 5972" class="wp-image-118822" title="EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 157"><figcaption>EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 162</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="118821" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/11/IMG_5973-730x487.jpg" alt="IMG 5973" class="wp-image-118821" title="EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 158"><figcaption>EICMA 2022: rivoluzione V-Strom! Ecco la nuova 800 163</figcaption></figure>
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		<title>EICMA 2022: Honda XL 750 Transalp. Il ritorno di un mito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 21:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
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		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono moto che entrano di diritto nella storia delle due ruote. Alcune lo fanno per via delle prestazioni mozzafiato, altre per il palmares ottenuto nelle competizioni. Altre semplicemente perché si sono rivelate moto vincenti sotto tutti i punti di vista: perfette commuter, instancabili viaggiatrici, affidabili compagne di avventure. Una moto tra queste ha segnato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ci sono moto che entrano di diritto nella storia delle due ruote. Alcune lo fanno per via delle prestazioni mozzafiato, altre per il palmares ottenuto nelle competizioni. Altre semplicemente perché si sono rivelate moto vincenti sotto tutti i punti di vista: perfette commuter, instancabili viaggiatrici, affidabili compagne di avventure. Una moto tra queste ha segnato pagine importati di vendite (e di soddisfazioni tra i proprietari) per la casa alata Honda. Stiamo parlando della mitica Transalp.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad EICMA 2022 viene tolto il velo sull’ultimo modello di una stirpe prestigiosa. La casa alata rientra nel settore nelle medie da enduro-tourer e propone un modello tanto atteso per dare battaglia alle regine del segmento: Yamaha T700 ed Aprilia Tuareg tra tutte. Ecco allora in anteprima mondiale la nuova XL 750 Transalp. Nome che promette di riprendere la leggenda delle progenitrici, dove il vero mito era già nato con il primo modello del 1987 in cilindrata 600cc. Lo sviluppo della Transalp aveva portato un primo incremento di cilindrata a 650 nel 2000, per poi passare ai 700cc della versione 2007, addolcita ad un utilizzo più stradale e rimasta in produzione fino al 2013. Cuore pulsante di tutte queste versioni il bicilindrico a V longitudinale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A distanza di 10 anni Transalp torna e lo fa in grande stile. Una moto tutta nuova a cominciare proprio dall’unità pulsante. Ora la nuova XL è equipaggiata con un nuovo bicilindrico parallelo Unicam ad 8 valvole. Unità capace di regalare la giusta spinta ai bassi e medi regimi ma anche potenza generosa ai regimi più alti. I dati comunicati da Honda parlano di 92 CV a 9.500 giri/min, con un picco di coppia massima a 7.250 giri/min misurabile in 75Nm. Un abisso se paragonato alle prestazioni del primo, mitico, modello. Il peso finale della moto, in ordine di marcia e con pieno di benzina, è stato dichiarato in 208 Kg</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo motore è alloggiato all’interno di un telaio con struttura a diamante, leggero e bilanciato per garantire manovrabilità alle basse velocità e stabilità in ogni situazione. La ciclistica si completa con sospensioni anteriori rovesciate Showa SFF-CA con cartuccia con steli da 43 mm. Al posteriore il classico monoammortizzatore su leveraggio Pro-Link. Ruote in linea con la concorrenza. Si strizza l’occhio all’utilizzo in off-road (leggero). E pertanto ruota anteriore da 21” e posteriore da 18”. Si tratta di misure ideali per montare anche gomme più specialistiche nell’uso fuoristrada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avendo come modello di punta nel settore la blasonata Africa Twin, anche per la Transalp si è optato per un equipaggiamento di tutto rispetto. Partiamo dalla strumentazione a colori TFT da 5” sulla quale è possibile avere numerose informazioni personalizzabili. Personalizzazione che può avvenire anche grazie alla connessione di telefoni Android grazie al sistema HSVCs dedicato per i modelli Honda. In tema di elettronica abbiamo il comando gas Throttle By Wire e scelta tra ben 5 Riding Mode che agiscono su erogazione della potenza, controllo di trazione con anti-impennamento e gestione del freno motore. In pratica si può trovare la giusta formula di guida (e di divertimento) a seconda delle condizioni del manto stradale e delle condizioni meteo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza attiva e passiva è garantita da sistema di illuminazione full-LED, indicatori di direzione che si disattivano automaticamente, con inserimento, sempre automatico, dei quattro lampeggianti in caso di brusca frenata di emergenza. Immancabile l’ABS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista estetico la moto riprende vagamente il family-feeling delle altre proposte Adventure di Honda. Non si tratta di una Africa Twin in scala ridotta però. La nuova XL 750 Transalp ha una personalità propria, soprattutto nella bellissima colorazione che riprende le livree del passato. Se paragonata alla concorrenza si potrebbe forse storcere il naso davanti ad una impostazione meno fuoristradistica di quanto offerto ad esempio da Yamaha ed Aprilia. Sono già comunque pronti numerosi pacchetti opzionali per accessoriare a piacimento la propria Transalp: Touring, Comfort, Adventure e l’immancabile, ormai, pacchetto Rally.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prezzo e distribuzione in Italia non sono ancora stati comunicati.</p>
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		<title>EICMA 2022. Prende il via il salone delle meraviglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 20:35:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[eicm]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento ormai irrinunciabile e più che mai atteso quello con EICMA. Il Salone Internazionale del Ciclo e Motociclo va in scena nei padiglioni del complesso Rho Fiera Milano. E non delude, né per la superficie espositiva riservata al mondo delle due ruote, né per il numero dei produttori presenti. Si può forse storcere il naso [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Appuntamento ormai irrinunciabile e più che mai atteso quello con EICMA. Il Salone Internazionale del Ciclo e Motociclo va in scena nei padiglioni del complesso Rho Fiera Milano. E non delude, né per la superficie espositiva riservata al mondo delle due ruote, né per il numero dei produttori presenti. Si può forse storcere il naso sulle assenze importati: BMW, Harley Davidson, il gruppo KTM-Husqvarna-GASGAS. Sono colossi che hanno rinunciato alla presenza diretta nei saloni internazionali. Ma il resto della produzione internazionale, anche legata all’accessoristica ed all’abbigliamento, è presente in massa nei sei padiglioni riservati. Non manca l’area esterna MotoLive, che da giovedì 10 novembre regalerà al pubblico, che si presume numerosissimo, emozioni con spettacoli e gare. A queste si aggiunge l’immancabile zona destinata ai test-ride.</p>



<p class="wp-block-paragraph">EICMA delle meraviglie quindi, in un anno che segue la pandemia mondiale, ma che ha già regalato numeri importati per quanto riguarda il mercato. Trend in salita soprattutto per il nostro mercato, che vede un ruolo da primadonna nell’intero panorama europeo. È infatti nostro paese ad essere il treno trainante delle immatricolazioni nel continente. Come sottolineato da Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ed AD di EICMA S.p.A. “<em>In Italia si concentra infatti il 38% dell’immatricolato dei principali mercati europei, il desiderio di due ruote è molto alto, l’industria motociclistica, con un valore di 5 miliardi di euro, rappresenta un’eccellenza</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Italia dunque che detta legge, e che è attenta a tutti i temi legati al mondo delle due ruote, con una clientela attenta e sensibile anche ai temi più di attualità, come la eco-sostenibilità e l’attenzione all’ambiente, strizzando ovviamente anche un occhio al design ed alle prestazioni. Ed è così che tra gli stand di EICMA si possono ammirare supersportive da prestazioni impegnative, ma anche mezzi più tranquilli, adatti all’utilizzo quotidiano come valide alternative alle automobili. Piccole cilindrate adatte e tutti, che comunque non disdegnano l’uscita fuori porta del fine settimana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Scooter tutto fare per l’utilizzo cittadino, e scooter dalle cilindrate più importanti per spostamenti anche a lungo raggio con prestazioni degne di note. E poi il mondo dell’elettrico. Sono sempre più le proposte da parte di piccoli costruttori, con una scelta variegata di proposte. Ed ora anche i marchi più blasonati iniziano a proporre modelli interessanti nel campo elettrico o ibrido, con una crescita di prestazioni, affidabilità ed autonomia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cresce quindi la voglia di libertà, soprattutto dopo il lungo periodo pandemico. Ed ecco che allora EICMA diventa il teatro e la passerella per prime presentazioni mondiali. Come nel caso di Honda, che per la gioia dei puristi, rimette in listino uno dei modelli più amati e venduti: la mitica Transalp, oggi nella cilindrata di 750. Sempre della casa alata anche la scrambler CL 500. Oppure Suzuki, che, sempre nel campo delle enduro-tourer, accetta la sfida con la nuova ed inedita V-Strom 800DE. Suzuki che presenta anche la naked GSX-8S.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi i restyling più o meno importanti di modelli noti. Chi si cambia il look con nuove grafiche o aggiornamenti estetici e chi invece, pur mantenendo nomi ormai celebri, crescono a livello di cilindrate o prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">EICMA sarà aperta al pubblico a partire da giovedì 10 novembre. La chiusura sarà domenica 13 novembre. Gli orari, per tutti i giorni di apertura, saranno dalle 9:30 alle 18:30. Il complesso Rho Fiera Milano è raggiungibile comodamente con i mezzi pubblici, con stazione treni dedicata ed arrivo della linea metropolitana. Per i motociclisti che desiderano raggiungere il quartiere espositivo in moto è previsto un servizio di parcheggio coperto gratuito.<strong></strong></p>
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		<title>Si è conclusa con successo la run motociclistica 1000 CURVE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 19:21:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa con un successo la run motociclistica 1000 CURVE – evento del calendario ufficiale FMI Discovery – che si è svolta nella giornata di sabato 24 settembre. La seconda tappa del 2022, denominata &#8220;Fear is the mind killer&#8221;, è partita dal Misano World Circuit Marco Simoncelli – dove ha offerto ai partecipanti l&#8217;ebbrezza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si è conclusa con un successo la run motociclistica 1000 CURVE – evento del calendario ufficiale <a href="https://www.federmoto.it/1000-curve-per-scoprire-le-marche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FMI Discovery</a> – che si è svolta nella giornata di sabato 24 settembre. La seconda tappa del 2022, denominata &#8220;Fear is the mind killer&#8221;, è partita dal Misano World Circuit Marco Simoncelli – dove ha offerto ai partecipanti l&#8217;ebbrezza di ben 3 giri all&#8217;interno del circuito – ed è poi approdata all&#8217;Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola in contemporanea con l&#8217;evento &#8220;Go Smart Go Green&#8221;: una collaborazione voluta sia per l&#8217;attenzione che da sempre 1000 CURVE riserva alla mobilità sostenibile, sia la partecipazione in gara – per la prima volta – di una moto elettrica, la SR/S, la sport tourer top di gamma del marchio Zero Motorcycles, leader nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;epicità di una competizione senza confini come quella del 1000 CURVE si può descrivere solo tramite un’esperienza diretta: da sempre disciplina, concentrazione, programmazione e divertimento rappresentano i cardini di una run adatta solo a grandi appassionati. Anche per questa edizione, infatti, gli eroici motociclisti – partiti in 170 e arrivati al traguardo solo in 99 – hanno vissuto emozioni forti e suggestive, sfidando pioggia battente, temporali improvvisi, nebbia e freddo. Con i 45.114 Km percorsi in totale da tutti i partecipanti, sono letteralmente entrati di diritto nel mito di una manifestazione senza precedenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-il-pentadattilo"><strong>IL PENTADATTILO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La principale attrazione di quest&#8217;anno è stata il &#8220;Pentadattilo&#8221;, ovvero 5 località estremamente importanti in termini di valorizzazione del territorio e di vocazione al mototurismo che sono state svelate solamente alla consegna dei Road Book: la città di Urbino (che ha dato i natali al celebre pittore e architetto Raffaello Sanzio), lo storico Museo Officine Benelli di Pesaro, la città di Fiorenzuola di Focara (un piccolo borgo famoso per gli immortali versi di Dante Alighieri nell&#8217;Inferno della Divina Commedia), il Motoclub VR46 di Tavullia e la città di Coriano, dove si trova la galleria &#8220;La Storia del Sic&#8221;, il museo dedicato al compianto motociclista Marco Simoncelli.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ROAD MAP TRA MISANO E IMOLA</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo, perché il percorso previsto dall&#8217;organizzazione ha attraversato anche numerosi parchi e importanti aree geografiche come il Montefeltro (con le sue valli boscose che si interrompono in bruschi scoscendimenti, la storica regione si estende nelle Marche, in Emilia-Romagna, nella Repubblica di San Marino e in Toscana), San Benedetto in Alpe e il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, tutti luoghi dedicati sia al mototurismo che all&#8217;escursionismo tout court.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>LA SINERGIA CON I TERRITORI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quest&#8217;ultima tappa del calendario ha visto l&#8217;interesse e il coinvolgimento del territorio delle Alte Marche, dell&#8217;Unione Montana del Catria e del Nerone e della Regione Marche, che hanno contribuito significativamente all&#8217;organizzazione e alla realizzazione della manifestazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo d’interesse interregionale – perfettamente riuscito anche in questa edizione – ha messo in contatto tra loro tutte le realtà motoristiche e mototuristiche della Regione Marche, della Regione Emilia Romagna e della Regione Toscana. I piloti e gli equipaggi sono stati letteralmente catapultati in un susseguirsi di meraviglie architettoniche, paesaggistiche ed enogastronomiche, luoghi incantati e ancora sconosciuti alla maggioranza delle persone.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2022/09/28/si-e-conclusa-con-successo-la-run-motociclistica-1000-curve/">Si è conclusa con successo la run motociclistica 1000 CURVE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>Al via la 1000 Curve, la sfida giusta per chi pensa alla moto come stile di vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 18:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manca sempre meno alla run motociclistica 1000 CURVE, evento del calendario ufficiale FMI Discovery, che si terrà il 23 e 24 settembre prossimi. La tappa numero due del 2022, denominata &#8220;Fear is the mind killer&#8221;, partirà dal circuito di Misano Adriatico (dedicato al compianto pilota Marco Sic Simoncelli), offrendo la possibilità di effettuare un giro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2022/09/19/al-via-la-1000-curve-la-sfida-giusta-per-chi-pensa-alla-moto-come-stile-di-vita/">Al via la 1000 Curve, la sfida giusta per chi pensa alla moto come stile di vita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Manca sempre meno alla run motociclistica <a href="https://1000curve.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">1000 CURVE,</a> evento del calendario ufficiale FMI Discovery, che si terrà il 23 e 24 settembre prossimi. La tappa numero due del 2022, denominata &#8220;Fear is the mind killer&#8221;, partirà dal circuito di Misano Adriatico (dedicato al compianto pilota Marco Sic Simoncelli), offrendo la possibilità di effettuare un giro interno, e arriverà al circuito di Imola in contemporanea con l&#8217;evento &#8220;Go Smart Go Green&#8221; (che si terrà dal 23 al 25 settembre), confermando di fatto la sua attenzione alla mobilità sostenibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sempre, anche per questa edizione la run regalerà emozioni forti e suggestive, che solo un’esperienza diretta è in grado di descrivere, ma sarà al contempo impegnativa e richiederà disciplina, concentrazione e programmazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-il-pentadattilo"><strong>IL PENTADATTILO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La vera, principale attrazione di quest&#8217;anno sarà il &#8220;Pentadattilo&#8221;: 5 località &#8211; al momento ancora segrete, verranno svelate il giorno della consegna dei Road Book &#8211; che coinvolgono 5 luoghi estremamente importanti in termini di valorizzazione del territorio e di vocazione al mototurismo. Completare il pentadattilo per intero darà diritto al pilota (o all&#8217;equipaggio) ad accumulare 1.000 punti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>LA SINERGIA CON I TERRITORI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento mototuristico, che lo scorso marzo ha contato oltre 200 partecipanti, vedrà anche per quest&#8217;ultima tappa del calendario il coinvolgimento del territorio delle Alte Marche, dell&#8217;Unione Montana del Catria e del Nerone e della Regione Marche, che hanno contribuito significativamente all&#8217;organizzazione e alla realizzazione della manifestazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo d’interesse interregionale sarà quello di mettere in contatto tra loro tutte le realtà motoristiche e mototuristiche della Regione Marche, della Regione Emilia Romagna e della Regione Toscana. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I piloti e gli equipaggi saranno proiettati a scoprire e vivere in prima persona le meraviglie architettoniche, paesaggistiche ed enogastronomiche di luoghi incantati e ancora sconosciuti alla maggioranza delle persone.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>23-24 SETTEMBRE 2022: ROAD MAP TRA MISANO E IMOLA</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso attraverserà numerosi parchi e importanti aree geografiche: verranno difatti interamente attraversati il Montefeltro (con le sue valli boscose che si interrompono in bruschi scoscendimenti, la storica regione si estende nelle Marche, in Emilia-Romagna, nella Repubblica di San Marino e in Toscana), San Benedetto in Alpe e il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, tutti luoghi dedicati sia al mototurismo che all&#8217;escursionismo tout court.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>MINIMOTO REVOLUTION: LA GENESI DEI CAMPIONI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 05:50:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto ha avuto inizio da un sogno: quello di creare qualcosa che ancora non c’era.&#160;Da questo desiderio Vittoriano Orazi, fondatore della Vittorazi Motors è riuscito a dare vita a un progetto unico nel suo genere. Vide le minimoto in Giappone a metà degli anni ’80, quando erano ancora sconosciute nel resto del mondo, ne portò [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tutto ha avuto inizio da un sogno: quello di creare qualcosa che ancora non c’era.&nbsp;Da questo desiderio <strong>Vittoriano Oraz</strong>i, fondatore della <strong>Vittorazi Motors</strong> è riuscito a dare vita a un progetto unico nel suo genere. Vide le minimoto in Giappone a metà degli anni ’80, quando erano ancora sconosciute nel resto del mondo, ne portò una in Italia e ne avviò la produzione, cambiando il destino di una generazione di motociclisti italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Valentino Rossi, Marco Melandri, Marco Simoncelli, Andrea Dovizioso</strong> e molti altri vivono la loro prima esperienza sulle due ruote proprio sulle minimoto. Telaio a traliccio di tubi, motore a due tempi derivato da una motosega, impianto frenante solo al posteriore, zero sospensioni: questa la prima minimoto marcata Vittorazi. Ma la moto non bastava, servivano piloti, pubblico, tifosi, insomma un campionato. Vittoriano inizia a riempire con balle di fieno le piazze e i parcheggi di diverse regioni d’Italia, a incuriosire la gente, fino a creare a Cattolica la prima pista dedicata alle minimoto. Riesce così a raccogliere più di 5.000 adesioni al suo club. Con questo importante “patrimonio” tra le mani bussa alla porta della Federazione per far riconoscere questo sport. L’interesse cresce, così come l’azienda, le moto migliorano di fattura e prestazioni. Inizia a gareggiare una generazione di ragazzi che a breve raggiungerà la vetta del motociclismo mondiale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/09/Minimoto-Revolution-3-730x411.jpg" alt="Minimoto Revolution 3" class="wp-image-117082" title="MINIMOTO REVOLUTION: LA GENESI DEI CAMPIONI 164"><figcaption>MINIMOTO REVOLUTION: LA GENESI DEI CAMPIONI 165</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una storia italiana, di valore, raccontata in uno speciale docufilm voluto fortemente da Vittorazi Motors, ora azienda&nbsp;leader mondiale nel settore dei motori per paramotore&nbsp;e prodotto da “<strong>Respiro Produzioni</strong>” per la regia di <strong>Manuele Mandolesi</strong>.<br>Il documentario descrive come lo spunto di Vittoriano Orazi abbia appassionato giovanissimi piloti in erba e allo stesso tempo influito sui percorsi professionali di meccanici di Moto Gp, tecnici federali e collaudatori. Manuele Mandolesi si focalizza inoltre sul rapporto fra padri e figli. Quello di Matteo Orazi che ha ereditato il sogno di Vittoriano portando avanti l’azienda di famiglia, Marco Melandri e il papà Dino, Marco Simoncelli e il padre Paolo, i giovani piloti di quegli anni e i loro genitori, determinanti, grazie alla passione e ai tanti sacrifici, per il successo dei figli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interviste esclusive e filmati inediti dell&#8217;epoca ci portano dentro al clima magico che presto si crea in quegli anni. Sfide all&#8217;ultima curva in piste improvvisate, intere famiglie che giungono in camper da tutta Italia. Oltre alle interviste il film vive delle scene “live” che raccontano la vita dei protagonisti di quella irripetibile stagione:&nbsp;<strong>Vittoriano Orazi, Marco Melandri, Manuel Poggiali, Mauro Sanchini, Denis Pazzaglini, Paolo Simoncelli, Maurizio Pasini, Valentino Rossi, Mattia Pasini, Luca Pasini, Matteo&nbsp;</strong><strong>Orazi, Andrea Orazi, Giovanni Copioli, Luigi Orioli, Paolo Orioli, Tiziano Tamagnini, Petronilla Caciorgna, Alessandro Brannetti, Dino Melandri, Max Sabbatani, Alex De Angelis, Loris Reggiani, Denis Zocchi, Massimo Coppa, Benz Keskes, Dayana Orazi, Elda Dari.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Il 4 settembre alle ore 21.15 il docufilm andrà in onda su Sky Documentaries, in streaming su Now e disponibile “On Demand”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi era Vittoriano Orazi, alias “Vittorazi”</strong>:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Idee e progetti realizzati tutti a partire da un sogno: quello di riuscire a creare qualcosa che ancora non c’era. È così che Vittoriano Orazi, fondatore della Vittorazi venuto a mancare nel 1999, è riuscito a dare vita a un&#8217;azienda unica nel suo genere, destinata a volare alto nel tempo.<br>Profondo conoscitore della meccanica e uomo dalle grandi capacità ed inventiva, Vittoriano si specializzò nei primi anni del 1980 nel settore delle piccole macchine radio comandate (RC) dove presto divenne campione europeo nella categoria “1/8 Pista”. Molti appassionati di settore, ricordano con nostalgia le innovazioni che Vittoriano apportò al mondo del radiocomando, con soluzioni pratiche, ingegnose e di successo ancora oggi presenti nei micro modelli prodotti in serie.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nel 1985 durante una gara in Giappone di macchine radiocomandate, vide per la prima volta una sorta di rudimentale Minimoto. Colpito da questa novità, Vittoriano, che aveva nella sua inventiva la straordinaria capacità di anticipare i tempi e di portare ai massimi livelli tutte le attività che lo vedevano coinvolto, capì subito il reale potenziale di un eventuale sviluppo tutto italiano. Infatti, ritornato in patria qualche mese più tardi nel 1986 realizzò il primo modello di Minimoto. Il successo fu subito enorme, convincendo Vittoriano a lasciare le auto radiocomandate per dedicarsi solamente a questo sogno. Le prime minimoto prodotte artigianalmente vennero vendute come giocattoli per bambini, con la possibilità di diventare proprietari di una di queste “mini” con 650 mila lire. Il fenomeno Minimoto funzionò e le modeste qualità dei primi modelli non presentarono certo un problema, poichè l’adrenalina non stava nella velocità pura ma nella sfida con il cronometro e, ovviamente, con gli avversari in pista. Vista la richiesta sempre maggiore, dal 1990 Vittoriano si concentrò su modelli più sofisticati e performanti: venne aggiunto il freno a disco anteriore, la marmitta ad espansione, gomme slick con mescole dedicate, oltre a realizzare bellissime repliche delle livree SBK dell’epoca.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Con la favorevole espansione delle vendite, nel ‘90 venne istituito il Primo Trofeo Italiano con gare suddivise per categorie. La minimoto assunse il ruolo di specialità motoristica in seno alla F.M.I. vincendo non poche remore anche da parte federale. Tra i tanti bambini gareggiarono con il &#8220;Team Vittorazi Racing&#8221; anche Valentino Rossi e Marco Melandri.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Poi, nel 1994, il genio di Vittoriano Orazi riporta la sua Azienda nella sua Terra, le Marche. In quel momento accadde nuovamente qualcosa di straordinario: grazie al forte know-how tecnico acquisito lavorando su piccoli motori, iniziò la progettazione e poi la produzione di motori per parapendio. Un’impresa eccezionale in grado di lasciare un segno profondo. Sotto la guida di Vittoriano, l&#8217;azienda ebbe un rapido sviluppo, diventando subito un punto di riferimento per appassionati e professionisti del volo. Dopo 30 anni, la Vittorazi Motors è uno dei leader mondiali nel settore dei motori per paramotore. A guidarla oggi, Matteo e Andrea, i due figli di Vittoriano, che dal padre hanno ereditato passione e competenza, e tutto l&#8217;entusiasmo necessario per continuare il cammino intrapreso da lui. “Un percorso lungo, pieno di momenti intensi &#8211; hanno raccontato &#8211; durante il quale non abbiamo mai smesso di credere nello sviluppo della nostra azienda, spinti sempre da un grandissimo amore per i motori”.</em></p>
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		<title>HARLEY DAVIDSON ITALIA, SPAGNA E PORTOGALLO PROMUOVE IL LIFESTYLE ATTRAVERSO I POP UP STORE.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 16:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Harley-Davidson® segna una nuova ed esclusiva tappa nel suo percorso grazie ai pop up store aperti in Italia e Portogallo. Il leggendario brand americano non crea infatti soltanto potenti e iconiche moto, ma è anche sinonimo di un vero e proprio stile di vita all’insegna della libertà e dell’avventura. I negozi, che espongono abbigliamento firmato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.harley-davidson.com/it/it/index.html" target="_blank" rel="noopener"><u><strong>Harley-Davidson</strong></u></a><a href="https://www.harley-davidson.com/it/it/index.html" target="_blank" rel="noopener">®</a> segna una nuova ed esclusiva tappa nel suo percorso grazie ai <strong>pop up store aperti in Italia e Portogallo. </strong>Il leggendario brand americano non crea infatti soltanto potenti e iconiche moto, ma è anche sinonimo di un vero e proprio stile di vita all’insegna della libertà e dell’avventura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I negozi, che espongono abbigliamento firmato Harley-Davidson®, si trovano in luoghi selezionati all&#8217;interno della regione SPI (Italia, Spagna e Portogallo). La <strong>prima apertura</strong> è stata a <strong>Cortina D’Ampezzo</strong>, perla delle Dolomiti, che ospiterà i Giochi Olimpici del 2026. In stagione ha aperto a <strong>Lazise</strong> il secondo pop-up store, sulle bellissime sponde del Lago di Garda, e a luglione è stato aperto uno anche in Portogallo, nella stupendaisola di<strong> Madeira.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a></a> Solo pochi giorni fa,lunedì 1 agosto, ha aperto un nuovo pop-up nella città eterna, <strong>Roma</strong>. Qui l’eredità storica e l’ambiente cosmopolita creano il mix perfetto per un pop up store.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prossima apertura, nella seconda metà di agosto, sarà nell’affascinante <strong>Venezia</strong>, vicino al ponte di Rialto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a></a> Harley-Davidson® amplia i propri orizzonti dando ad appassionati e a nuovi clienti la possibilità di esprimere sé stessi e la propria attitudine, indossando la leggenda.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a></a> &#8220;<em>L’Italia è la patria della moda e proprio per questo vogliamo in futuro rappresentare questo lato del brand in chiave più lifestyle</em>”, ha dichiarato <strong>Francesco Vanni, Managing Director Italia, Spagna e Portogallo di Harley-Davidson</strong>®<strong>.</strong> &#8220;<em>Questo perché Harley-Davidson</em>®<em> non offre soltanto abbigliamento tecnico ma anzi, propone diverse collezioni adatte a un pubblico vasto ed eterogeneo</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli store sono i primi di una serie di pop up che nasceranno nella regione SPI</strong> (Spagna, Portogallo, Italia). I Pop up store saranno dunque boutique di abbigliamento in chiave fashion e lifestyle, così che anche chi non possiede ancora una Harley-Davidson potrà vivere l’esperienza di indossare il mito americano.</p>
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		<title>KTM PRESENTA LA NUOVA 50 SX FACTORY EDITION 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2022 09:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata per la prima volta negli Stati Uniti in occasione del Campionato Nazionale AMA Motocross Amatoriale presso il Loretta Lynn Ranch, la KTM 50 SX FACTORY EDITION è dotata di una lunga lista di componenti di alto livello per dare ai giovani piloti un primo assaggio di quelle che possono essere le prestazioni di una [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Presentata per la prima volta negli Stati Uniti in occasione del Campionato Nazionale AMA Motocross Amatoriale presso il Loretta Lynn Ranch, la KTM 50 SX FACTORY EDITION è dotata di una lunga lista di componenti di alto livello per dare ai giovani piloti un primo assaggio di quelle che possono essere le prestazioni di una moto “Factory”.<br> <br>I progettisti e gli ingegneri di KTM, abituati a lavorare con i migliori piloti al mondo, sono partiti da una solida base, ovvero il modello KTM 50 SX 2023, e hanno scelto i migliori accessori presenti nel catalogo KTM PowerParts per realizzare la minicross perfetta da destinare ai futuri campioni: impianto di scarico FMF, coperchi della frizione e dell&#8217;accensione in alluminio fresati CNC, rapporti, carburazione e configurazione della frizione di derivazione racing, pneumatici di alta qualità Dunlop Geomax MX 53 e una speciale sella con maggiore grip, affinché i piloti restino ben saldi a piena potenza.<br> <br>I piccoli talenti potranno inoltre contare su avanzate sospensioni WP XACT con tecnologia AER, freni Formula di fascia alta abbinati a dischi Wave, manubrio rastremato NEKEN con manopole ODI e cerchi in alluminio anodizzato nero. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo sottolinea il design ultraleggero della moto, l&#8217;ergonomia incentrata sul pilota e il motore da 50 cm³ potente e gestibile, corredato di una frizione centrifuga regolabile che rende la moto facilissima da guidare.<br> <br><strong>KTM 50 SX FACTORY EDITION &#8211; CARATTERISTICHE PRINCIPALI<br></strong>// Nuove grafiche FACTORY EDITION<br>// Tubo di scarico FMF Racing<br>// Silenziatore FMF Racing<br>// Sella arancione con maggiore grip<br>// Corona più piccola<br>// Coperchio della frizione CNC<br>// Coperchio dell&#8217;accensione CNC<br>// Carburazione rivista<br>// Configurazione speciale della frizione<br>// Manopole ODI grigie<br>// Guidacatena con inserti arancioni<br>// Pneumatici Dunlop Geomax MX 53<br> <br>La nuova KTM 50 SX FACTORY EDITION 2023 sarà disponibile esclusivamente per il mercato nordamericano a partire da agosto 2022. Per maggiori informazioni: <a href="http://www.ktm.com/" target="_blank" rel="noopener">ktm.com</a>.</p>
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		<title>Si è concluso il World Ducati Week più bello di sempre</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/07/25/si-e-concluso-il-world-ducati-week-piu-bello-di-sempre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=si-e-concluso-il-world-ducati-week-piu-bello-di-sempre</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 17:26:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è chiusa ufficialmente l’undicesima edizione del World Ducati Week, che dopo quattro anni di assenza è tornato a riunire Ducatisti e appassionati del mondo delle due ruote per tre giorni di passione, divertimento ed esperienze indimenticabili al Misano Wolrd Circuit &#8220;Marco Simoncelli&#8221;. La passione per il marchio e la voglia di essere presenti al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si è chiusa ufficialmente l’undicesima edizione del World Ducati Week, che dopo quattro anni di assenza è tornato a riunire Ducatisti e appassionati del mondo delle due ruote per tre giorni di passione, divertimento ed esperienze indimenticabili al Misano Wolrd Circuit &#8220;Marco Simoncelli&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La passione per il marchio e la voglia di essere presenti al grande raduno Ducati ha spinto a Misano tantissimi appassionati che, nonostante le difficoltà negli spostamenti e nei viaggi che ancora caratterizzano lo scenario odierno e le temperature straordinarie di questo periodo, hanno affollato il paddock raggiungendo 80.000 presenze nei tre giorni.<br>I partecipanti sono arrivati da ben 84 nazioni, a dimostrazione della dimensione globale di Ducati e dell’appeal che la marca ha sui motociclisti di tutto il mondo.<br><br>Protagonisti essenziali dei tre giorni sono stati i 235 Ducati Official Club presenti all’evento che hanno animato &#8211; assieme a tutte le filiali Ducati &#8211; l’area dell’International Village a loro dedicata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo del World Ducati Week è stato anche digitale: nei tre giorni di evento oltre 6 milioni di impression generati nei canali social di Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Al World Ducati Week si vive la celebrazione dell’anima più profonda di Ducati: noi non vendiamo moto ma progettiamo esperienze ed emozioni con le moto al centro per i nostri appassionati</em>&nbsp;– ha dichiarato Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati &#8211; <em>Avevamo tutti voglia di tornare a stare insieme ai Ducatisti e loro sono arrivati in grande quantità, come al solito da tutto il mondo, pur se siamo ancora in presenza di limitazioni ai viaggi e quindi non abbiamo potuto accogliere nessuno dalla Cina per esempio. Abbiamo ancora una volta potuto toccare con mano la grande passione per Ducati e la voglia di ritrovarsi, la felicità dei Ducatisti di essere con noi a Misano, la cortesia e gentilezza di tutti. La grande parata di venerdì, la pazzesca Lenovo Race of Champions, la Rustida sulla pit lane, il saluto dei piloti allo stadio di Misano, le serate musicali, uno spettacolo di fuochi artificiali a tempo di musica che mi ha veramente impressionato ed emozionato sono solo alcuni dei momenti che resteranno nella memoria di ogni partecipante a questa edizione 2022. Voglio ringraziare tutti i partecipanti ma anche tutto lo staff composto in gran parte da dipendenti Ducati che come al solito erano presenti in forze e hanno lavorato duramente per rendere possibile questa esperienza incredibile. Grazie anche a tutta Ducati Corse e in particolare ai piloti, gli eroi del WDW, che come al solito sono stati disponibili e vicini a tutti gli appassionati, e che ci hanno regalato uno spettacolo unico al mondo come la Lenovo Race of Champions&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il momento più atteso è stato sicuramente la Lenovo Race of Champions con protagonisti 21 piloti Ducati impegnati nei campionati MotoGP, Superbike e Supersport, che si sono dati battaglia su Panigale V4 S e Panigale V2 di serie, accessoriate solo con pneumatici slik e scarichi racing. Uno spettacolo unico che solo Ducati può offrire ai suoi appassionati, che ha visto Pecco Bagnaia trionfare dopo aver firmato anche il giro più veloce in 1:35.886, solo 2 secondi e mezzo in più dal tempo dalla pole position della Superbike di quest’anno a Misano. Federico Caricasulo ha invece conquistato la vittoria nella categoria Panigale V2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tantissimi appassionati hanno seguito la gara dalle tribune di Misano dando vita a un tifo straordinario. A loro si sono aggiunti decine di migliaia di spettatori che si sono collegati da casa al live-streaming sul sito Ducati. Ma non solo: ben 9 televisioni e servizi di streaming online internazionali hanno trasmesso la diretta della gara nel loro palinsesto, rendendo di fatto la Lenovo Race of Champions un evento internazionale. In Italia la gara è stata trasmessa sul canale Sky Sport MotoGP con il commento di Guido Meda e Mauro Sanchini e il contributo di Sandro Donato Grosso dalla griglia di partenza.<br><br>Le moto autografate della Lenovo Race of Champions, pezzi unici in configurazione racing, caratterizzate dalle livree dei piloti e dalla testa di sterzo che riporta laserato il logo del nome pilota, saranno in vendita on-line per una selezione dei migliori appassionati clienti Ducati a livello globale, che potranno accedere a una vendita on-line riservata a tempo, prima che la possibilità di acquisto venga aperta a tutti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande successo anche per il FantaWDW, che ha permesso ai tifosi di divertirsi creando la loro squadra di piloti su cui fare un pronostico di vittoria per la Lenovo Race of Champions. In tutto sono stati più di 18.000 gli accessi alla web-app nei tre giorni.<br><br>La parata dei Ducatisti del venerdì sera resterà tra i momenti più indimenticabili di questa undicesima edizione del WDW. La più grande parata di sempre ha visto sfilare tantissime moto che hanno riempito completamente il circuito per poi sfilare lungo la riviera e arrivare a Riccione, dove si è svolto la Scrambler Beach Party sulle note di Benny Benassi. In testa al serpentone c’erano Claudio Domenicali con piloti MotoGP e Superbike, le autorità e il management di Ducati.<br><br>Sabato sera invece il rettilineo del circuito di Misano si è trasformato per accogliere la Rustida, quest’anno arricchita da una ricetta speciale firmata da Chef Riccardo Monco del ristorante tre stelle Michelin Enoteca Pinchiorri. Subito dopo, sul grande palco montato per l’occasione nello Stadio Comunale Santamonica di Misano, tutti i piloti che hanno preso parte al WDW hanno salutato i fan, raccontando emozionati come hanno vissuto la Lenovo Race of Champions e cosa significa per loro essere Ducatisti. La serata si è conclusa con il DJ set dei Meduza e con un incredibile spettacolo di fuochi d’artificio a suon di musica che ha lasciato tutti senza parole.<br><br>Ducati ha il piacere di confermare che parte del contributo richiesto ai partecipanti per l’utilizzo del deposito tute e caschi all’interno del paddock sarà devoluto in beneficienza alla Casa delle Donne di Bologna, un’associazione di donne e un centro antiviolenza impegnato a contrastare ogni forma di violenza di genere, promuovere attività legate al cambiamento culturale, alla sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno della violenza su donne e bambini/e.</p>
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		<title>ASI MOTOSHOW: A VARANO LA GRANDE FESTA DELLA MOTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 09:37:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DAL 6 ALL’8 MAGGIO LA STORIA DELLE DUE RUOTE È TUTTA IN PISTA Sarà un’edizione speciale quella di ASI MotoShow 2022, in programma all’Autodromo di Varano de’ Melegari da venerdì 6 a domenica 8 maggio: per i vent’anni dell’evento più importante d’Europa dedicato alla storia della moto sono attesi grandi campioni come Giacomo Agostini, Luca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>DAL 6 ALL’8 MAGGIO LA STORIA DELLE DUE RUOTE È TUTTA IN PISTA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà un’edizione speciale quella di ASI MotoShow 2022, in programma all’Autodromo di Varano de’ Melegari da venerdì 6 a domenica 8 maggio: per i vent’anni dell’evento più importante d’Europa dedicato alla storia della moto sono attesi grandi campioni come Giacomo Agostini, Luca Cadalora, Loris Reggiani, Carlos Lavado e molti altri. È previsto il debutto mondiale in pista del Yamaha Racing Heritage Club e nel Yamaha Racing Village sarà possibile ammirare, tra le altre icone del marchio giapponese, la YZR-M1 vincitrice della Moto GP 2021 con Fabio Quartararo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo due anni di motori spenti a causa dell&#8217;emergenza sanitaria, la kermesse dell’Automotoclub Storico Italiano riporterà in pista la storia del motociclismo mondiale, dalle origini ad oggi: migliaia di motociclette e di appassionati sono pronti ad invadere i paddock del circuito emiliano, dove si potranno ammirare mostre tematiche, incontrare i campioni di tutti i tempi e dove si vivrà la magica atmosfera del motociclismo più genuino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma del weekend è definito ormai da tempo. Tra le molteplici iniziative coordinate dalla Commissione Manifestazioni Moto dell’ASI si segnalano la straordinaria “100&#215;100” e l’ambiziosa “Carica dei 101”. La prima, a cura del Settore Veicoli Centenari dell’ASI, prevede il raduno di cento motociclette con oltre cento anni di età: sono le vere moto dei pionieri, archeologia meccanica mantenuta in perfetta efficienza rispecchiando le condizioni d’origine. La seconda, che ha come capofila il Club Moto d’Epoca Fiorentino e il Club Piacentino Auto Moto d’Epoca, è dedicata ai cento anni più uno della Moto Guzzi: il paddock di Varano sarà quindi un tripudio di 101 “aquile dorate” che racconteranno la storia di questo glorioso marchio italiano, dalle origini ad oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre tematiche sono dedicate ai gloriosi “cinquantini”, alle aggressive “125” degli anni ’80 e ’90, alle moto da corsa prebelliche, fino alle protagoniste del Motomondiale con la selezione del World Classic Racing Bikes. Tutte da ammirare nei paddock e in pista, perché ASI MotoShow è innanzitutto un emozionante evento dinamico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’inaugurazione ufficiale di ASI MotoShow 2022 è prevista per venerdì 6 maggio alle 13.00 e dalle 13.45 inizieranno i turni in pista delle varie batterie, che si alterneranno per l’intero fine settimana. Sabato 7 maggio, dalle ore 13.00, si susseguiranno le sfilate del Yamaha Racing Heritage Club, della Squadra Corse ASI-Laverda, del World Classic Racing Bikes e delle Moto Guzzi con la Carica dei 101. Domenica 8 maggio, dalle 10.15, sarà il turno delle centenarie, dei cinquantini e delle 125 per concludere, alle 13.30, con la tradizionale parata dei campioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ingresso libero e gratuito per il pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL PROGRAMMA COMPLETO DI ASI MOTOSHOW 2022</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VENERD</strong><strong>Ì</strong><strong>&nbsp;6 MAGGIO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.00</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inaugurazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.45/18.15</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giri in pista delle batterie</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 18.30</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfilata Memorial Dede Mazzoni</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SABATO 7 MAGGIO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 8.30/12.45</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giri in pista delle batterie</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.00</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfilata Yamaha Racing Heritage Club</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.30</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfilata Squadra Corse ASI-Laverda e World Classic Racing Bikes</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.45</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfilata Moto Guzzi “La carica dei 101”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 14.00/18.45</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giri in pista delle batterie</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DOMENICA 8 MAGGIO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 8.30/12.45</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giri in pista delle batterie</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 10.15</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfilata delle centenarie “100&#215;100”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.00</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfilata dei cinquantini e delle 125</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.15</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presentazione dei campioni in pista</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.30</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande Parata dei Campioni</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ducati Multistrada Tour &#8211; Alpen Edition: sulle strade più belle dei passi alpini in sella alla Multistrada V4</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/04/28/ducati-multistrada-tour-alpen-edition-sulle-strade-piu-belle-dei-passi-alpini-in-sella-alla-multistrada-v4/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ducati-multistrada-tour-alpen-edition-sulle-strade-piu-belle-dei-passi-alpini-in-sella-alla-multistrada-v4</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 15:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’inizio della stagione più amata dai motociclisti, Ducati presenta il “Multistrada Tour &#8211; Alpen Edition”. Si tratta di un innovativo format che consente agli appassionati di partecipare a un’esperienza unica in sella alla Multistrada V4 e al tempo stesso svolgere una prova approfondita della moto nel suo habitat naturale: le curve dei passi alpini [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l’inizio della stagione più amata dai motociclisti, Ducati presenta il<strong> “Multistrada Tour &#8211; Alpen Edition”</strong>. Si tratta di un innovativo format che consente agli appassionati di partecipare a un’esperienza unica in sella alla Multistrada V4 e al tempo stesso svolgere una prova approfondita della moto nel suo habitat naturale: le curve dei passi alpini più famosi d’Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formula pensata da Ducati per il “Multistrada Tour &#8211; Alpen Edition” propone<strong> itinerari di durata variabile (compresa tra una e due ore) studiati nel dettaglio per valorizzare al massimo le doti dinamiche della Multistrada V4 </strong>. La presenza di staff qualificato accompagnerà i partecipanti per tutta la durata della prova con un brief tecnico iniziale per conoscere i dettagli della moto e del percorso, a cui faranno seguito alcuni momenti di condivisione delle sensazioni di guida organizzati a metà e al termine dell’esperienza. La prenotazione del test è completamente&nbsp;<strong>gratuita</strong> e si può attivare in maniera semplice attraverso la sezione apposita del sito Ducati.com (<a href="https://www.ducati.com/it/it/rete-concessionari/multistrada-tour-alpen-edition" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui il link diretto</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli appuntamenti in calendario tra i mesi di maggio e luglio 2022 sono ben sei e sono organizzati da Ducati in alcuni dei luoghi più iconici dell’arco alpino italiano: Sestrière (Piemonte), Ponte di Legno (Lombardia), Bormio (Lombardia), La Thuile (Valle d’Aosta), Cortina d’Ampezzo (Veneto) e Canazei (Trentino-Alto Adige).<br><br>La Multistrada V4 ha dimostrato di essere una moto efficace su tutti i tipi di strada, grazie alle qualità dinamiche e all’erogazione fluida e lineare sin dai bassi regimi del <strong>motore V4 Granturismo</strong>, che garantiscono una guida sportiva ed esaltante nel misto e facile in off-road. La moto dispone di una <strong>tecnologia di livello avanzato</strong> ed è stata la prima al mondo dotata di radar anteriore e posteriore, con sistemi di Adaptive Cruise Control (ACC) e Blind Spot Detection (BSD). Inoltre, la Multistrada V4 presenta intervalli di manutenzione da riferimento con controllo gioco valvole fissato ogni 60.000 km e su tutti i modelli della famiglia è prevista l’esclusiva garanzia “4Ever Ducati”, valida per 4 anni a chilometraggio illimitato.<br><br>Per il 2022 il progetto Multistrada V4 ha continuato il suo percorso di sviluppo con l’introduzione di diverse novità tecniche. La nuova funzione semiautomatica delle sospensioni elettroniche per la Multistrada V4 S (<strong>Minimum Preload</strong>) consente di ridurre l’altezza della moto e rende più agevole e sicuro l’appoggio dei piedi a terra durante l’utilizzo cittadino o nelle manovre a bassa velocità, mentre gli aggiornamenti apportati al <strong>sistema di infotainment</strong> lo rendono più intuitivo e più facile da utilizzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Multistrada V4 2022 è equipaggiabile anche con il <strong>kit di abbassamento moto</strong> (disponibile come accessorio) composto da molle forcella, molle ammortizzatore e cavalletto laterale, che consente di ridurre l’altezza da terra di 20 mm. Questa novità offre al pilota la possibilità di scegliere in un range di altezze sella compreso tra 790 e 875 mm per trovare la configurazione più adatta alle proprie caratteristiche fisiche e al proprio stile di guida. I partecipanti al “Multistrada Tour &#8211; Alpen Edition” avranno dunque la possibilità di scegliere se salire in sella alla versione standard della Multistrada V4 oppure se guidare il modello equipaggiato con il kit sospensioni ribassate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito il <strong>calendario degli appuntamenti</strong> con il “Ducati Multistrada Tour &#8211; Alpen Edition”:</p>



<p class="wp-block-paragraph">14-15 maggio &#8211; Sestriere (TO)<br>27-29 maggio &#8211; Ponte di Legno (SO)<br>2-5 giugno &#8211; Bormio (SO)<br>11-12 giugno &#8211; La Thuile (AO)<br>23-26 giugno &#8211; Cortina D’Ampezzo (BL) – Location Partner Audi dal 2017<br>6-10 luglio &#8211; Canazei (TN)<br><br>L’intero arco alpino si trasformerà nello scenario ideale per i motociclisti di tutta Europa e la Multistrada V4 è pronta ad accompagnarli tra le curve più belle d’Italia. Tutte le informazioni per prenotare il proprio tour sono disponibili sulla <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ducati.com/it/it/rete-concessionari/multistrada-tour-alpen-edition" target="_blank">pagina dedicata del sito Ducati.com</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Energica motor company S.p.A. presenta Energica Inside, il partner per la transizione elettrica</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/03/18/energica-motor-company-s-p-a-presenta-energica-inside-il-partner-per-la-transizione-elettrica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=energica-motor-company-s-p-a-presenta-energica-inside-il-partner-per-la-transizione-elettrica</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 18:38:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Energica Motor Company, società leader nella produzione e vendita di moto elettriche ad elevate performance e single manufacturer per il campionato FIM Enel MotoE fino al 2022, presenta Energica Inside, la business unit dedicata alla produzione di powertrain, assemblaggio batterie e tecnologie per veicoli elettrici. Grazie al know-how aziendale sviluppato in oltre 10 anni di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Energica Motor Company, società leader nella produzione e vendita di moto elettriche ad elevate performance e single manufacturer per il campionato FIM Enel MotoE fino al 2022, presenta <strong>Energica Inside, la business unit</strong> dedicata alla produzione di powertrain, assemblaggio batterie e tecnologie per veicoli elettrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie al know-how aziendale <strong>sviluppato in oltre 10 anni di esperienza</strong> nel mondo della mobilità completamente elettrica, Energica ha oggi la forza per applicare le conoscenze provenienti dal proprio reparto R&amp;D ad altre aree di mercato, che comprendono sistemi ad alta e a bassa tensione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Energica Inside mette a disposizione le proprie conoscenze e competenze del settore EV anche ad altre industrie che desiderano far parte della rivoluzione elettrica, velocizzando la transizione e riducendo il time to market.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie all’eredità pionieristica di Energica, il passaggio alla mobilità sostenibile abbraccia sia la micro-mobilità, sia le industrie marine e aeree. Altre applicazioni avanguardiste sono già in cantiere. Energica Inside si propone alle aziende di tutti i settori come il gateway verso la transizione elettrica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Oltre dieci anni di esperienza pioneristica sono il nostro miglior biglietto da visita per le aziende che chiedono un aiuto concreto per affrontare il passaggio all’elettrico. Energica ha affrontato queste sfide molto tempo fa, dalla progettazione del prodotto, dall’ingegneria, alla prototipazione, dalla produzione e scalabilità alle vendite. Abbiamo deciso di mettere a disposizione il nostro know-how anche ad altri mercati.“</em> <strong>Carlo Iacovini, General Manager di Energica Inside.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La partnership tra Energica Inside e altre aziende italiane come <strong>Dell’Orto e Reinova</strong> ha già permesso di realizzare progetti innovativi per la mobilità urbana come <strong>E-Power e CEMP</strong>, oltre a spaziare in altri settori, come quello navale e aereo, grazie alla collaborazione con Sealence e all’integrazione di sistemi per le imbarcazioni del jet elettrico brevettato DeepSpeed. Inoltre, la Business Unit ha già avviato progetti in Asia e America.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Energica Inside promette di essere una realtà disruptive che accelera il passaggio all’elettrico, ed è destinata a spianare la strada ad altri settori industriali oggi non ancora pienamente coinvolti nella transizione.&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>KTM PRESENTA LA NUOVA 890 DUKE GP 2022</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/02/22/ktm-presenta-la-nuova-890-duke-gp-2022/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ktm-presenta-la-nuova-890-duke-gp-2022</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 18:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La KTM 890 DUKE è una moto performante, compatta e ben bilanciata, pensata per i piloti che vogliono divertirsi a guidare su strade tutte curve e allo stesso tempo muoversi agili e leggeri in città. La moto si distingue per le linee aggressive e tutti gli elementi chiave del tipico stile KTM: tecnologia all&#8217;avanguardia, peso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>KTM 890 DUKE</strong> è una moto performante, compatta e ben bilanciata, pensata per i piloti che vogliono divertirsi a guidare su strade tutte curve e allo stesso tempo muoversi agili e leggeri in città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto si distingue per le linee aggressive e tutti gli elementi chiave del tipico stile KTM: tecnologia all&#8217;avanguardia, peso contenuto e un&#8217;attenzione maniacale all&#8217;esperienza di guida nel suo complesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;agilità e la precisione millimetrica sono frutto della geometria sviluppata appositamente per la guida sportiva: del resto la KTM 890 DUKE punta tutto sulla maneggevolezza. Le sospensioni WP APEX di alto livello assicurano un feeling perfetto con la strada e quella fiducia che serve per spingere al limite, mentre il compatto bicilindrico parallelo LC8c, da ben 115 CV di potenza e 92 Nm di coppia, è sempre pronto a regalare forti emozioni ad ogni apertura del gas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La KTM 890 DUKE è dotata di uno dei pacchetti elettronici più avanzati e completi nel segmento delle naked di media cilindrata. È infatti incluso il <a href="https://www.ktm.com/en-int.html" target="_blank" rel="noopener">Cornering Traction Control</a> con piattaforma inerziale 6D in grado di rilevare il rollio, il beccheggio e l’imbardata; questo si traduce in una gestione completa del controllo della trazione, resa possibile grazie all&#8217;impiego di due sensori: uno per lo slittamento della ruota posteriore e l&#8217;altro per il controllo dell&#8217;angolo di beccheggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di serie sono disponibili tre Riding Mode denominati RAIN, STREET, SPORT ed è possibile acquistare una quarta modalità chiamata TRACK, che consente di personalizzare l’intervento del traction control su nove livelli, la risposta del comando dell’acceleratore ride-by-wire e l&#8217;anti-impennata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cornering ABS con modalità Supermoto, display TFT interamente a colori e luci LED completano le dotazioni di serie di “The Scalpel”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2022, la gamma 890 DUKE si arricchisce della versione GP, caratterizzata da una livrea ispirata al mondo delle corse e alle tonalità decise del classico arancione KTM. La KTM 890 DUKE GP si distingue anche per le ruote arancioni in stile &#8220;R&#8221; e un nuovo guscio coprisella del passeggero, che rende ancora più aggressivo il suo stile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come per tutte le KTM, sono molte le PowerParts che sono state appositamente sviluppate per rendere la KTM 890 DUKE GP ancora più bella e performante, mentre i capi della collezione PowerWear fanno sì che il pilota possa spingere alla ricerca delle massime performance e sentirsi ancora più…READY TO RACE!</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova KTM 890 DUKE GP 2022 viene venduta al prezzo di <strong>11.350 euro f.c.</strong> e sarà disponibile presso i concessionari KTM a partire da <strong>marzo 2022</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>KTM PRESENTA LA 890 DUKE R 2022</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/02/08/ktm-presenta-la-890-duke-r-2022/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ktm-presenta-la-890-duke-r-2022</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 23:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata nel 2020, la KTM 890 DUKE R ha dimostrato fin da subito di non avere rivali nel segmento delle naked di media di cilindrata. Con ben 121 CV e una coppia massima di 99 Nm, è un punto di riferimento per chi è alla costante ricerca di agilità e potenza, su strada come in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2022/02/08/ktm-presenta-la-890-duke-r-2022/">KTM PRESENTA LA 890 DUKE R 2022</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Presentata nel 2020, la <strong>KTM 890 DUKE R</strong> ha dimostrato fin da subito di non avere rivali nel segmento delle naked di media di cilindrata. Con ben 121 CV e una coppia massima di 99 Nm, è un punto di riferimento per chi è alla costante ricerca di agilità e potenza, su strada come in pista.<br><br>Soprannominata <strong>THE SUPER SCALPEL</strong> per la geometria di sterzo molto svelta e l’eccezionale precisione in curva, la 890 DUKE R ha una ciclistica raffinata che si basa su un leggero e resistente telaio in acciaio tubolare, abbinato a sospensioni WP APEX completamente regolabili. La moto è a suo agio sui tortuosi passi di montagna come che tra i cordoli di un circuito ed offre più potenza, più coppia e più agilità di qualsiasi altra bicilindrica del segmento.<br><br>Certo&#8230; la KTM 890 DUKE R è famosa per la sua progressione e la sua maneggevolezza, ma anche le prestazioni in frenata sono al top! Con pinze anteriori monoblocco Brembo Stylema che mordono generosi dischi da 320 mm e una pompa del freno regolabile Brembo MCS, in frenata THE SUPER SCALPEL offre la stessa rapidità e precisione chirurgica che dimostra nel trovare il punto di corda. La moto è equipaggiata con pneumatici Michelin Power Cup 2 che assicurano un grip costante su ogni tipo di asfalto.<br><br>La KTM 890 DUKE R è dotata di un ricco pacchetto elettronico, che include il Cornering ABS e il Traction Control. Il tutto è regolato da una piattaforma inerziale 6D che rileva il rollio, il beccheggio e l’imbardata; questo si traduce in una gestione completa del controllo della trazione, resa possibile grazie all&#8217;impiego di due sensori: uno per lo slittamento della ruota e l&#8217;altro per il controllo dell&#8217;angolo di beccheggio.<br>Di serie sono disponibili tre riding mode denominati RAIN, STREET, SPORT ed è possibile acquistare una quarta modalità chiamata TRACK, che consente di personalizzare l’intervento del traction control su nove livelli, la risposta del comando dell’acceleratore ride-by-wire e l&#8217;anti-impennata.<br><br>Il modello 2022 si presenta con un&#8217;aggressiva colorazione opaca denominata “Atlantic Blue”, la stessa utilizzata sulle carene della KTM RC16 che corre in <a href="https://www.giornalemotori.com/2020/06/25/motogp-ktm-conferma-i-suoi-piloti-per-il-2021/" data-type="post" data-id="94311">MotoGP</a> e sulla KTM 1290 SUPER DUKE R. Il classico telaio arancione, una costante di tutti i modelli &#8220;R&#8221; di KTM, esalta il contrasto perfetto di colori per sottolineare l&#8217;anima sportiva della nuova 890 DUKE R.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come per tutte le KTM, sono molte le PowerParts che sono state appositamente sviluppate per rendere la KTM 890 DUKE R ancora più bella e performante, mentre i capi della collezione PowerWear fanno sì che il pilota possa spingere alla ricerca delle massime performance e sentirsi ancora più…READY TO RACE!   La nuova KTM 890 DUKE R 2022 viene venduta al prezzo di <strong>12.490 euro f.c. </strong>e sarà disponibile presso i concessionari KTM a partire da fine febbraio 2022. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2022/02/08/ktm-presenta-la-890-duke-r-2022/">KTM PRESENTA LA 890 DUKE R 2022</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>SUZUKI: al via il Tour GSX-S1000GT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 09:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Suzuki e la sua rete di concessionari sono pronti iniziare il 2022 all’insegna del divertimento e delle grandi emozioni. Lunedì 10 partirà infatti il Tour GSX-S1000GT, un’iniziativa che porterà i demo ride della nuova Grand Tourer di Hamamatsu in giro per l’Italia per circa tre mesi. Il Tour GSX-S1000GT coinvolgerà ben 57 dealer presenti in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Suzuki e la sua rete di concessionari sono pronti iniziare il <a href="https://www.giornalemotori.com/2022/01/03/dakar-2022-seconda-tappa-a-barreda-honda-e-loeb-prodrive-danilo-petrucci-out-al-km-115-ma-potra-ripartire/" data-type="post" data-id="111726" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2022 </a>all’insegna del divertimento e delle grandi emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunedì 10 partirà infatti il Tour GSX-S1000GT, un’iniziativa che porterà i demo ride della nuova Grand Tourer di Hamamatsu in giro per l’Italia per circa tre mesi. Il Tour GSX-S1000GT coinvolgerà ben 57 dealer presenti in 17 diverse regioni d’Italia e toccherà quindi l’intero territorio nazionale ad eccezione solo della Valle d’Aosta, del Molise e della Sardegna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Suzuki fornirà alla sua rete alcuni esemplari della GT che saranno a disposizione della clientela di ciascun rivenditore aderente al Tour GSX-S1000GT per una settimana, dal lunedì alla domenica, prima di passare a un altro concessionario. Il calendario del Tour prevede in totale 399 giornate di prova, per dare tempo e modo a tutti gli appassionati e ai potenziali di clienti di toccare con mano l&#8217;equilibrio perfetto tra prestazioni, agilità, stile, comfort e connettività che distinguono la GSX-S1000GT e che sono in grado di soddisfare anche i motociclisti più esigenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Come prenotare il test ride</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prenotare un test ride del Tour GSX-S1000GT è molto semplice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel sito Suzuki sezione News/Eventi (<a href="https://moto.suzuki.it/eventi/6414/tour-gsx-s1000gt-nelle-concessionarie-suzuki.aspx" target="_blank" rel="noopener">clicca qui</a>) si trova infatti l’elenco dei concessionari che partecipano al Tour suddivisi per regione, con le date dedicate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta individuato il dealer preferito, lo si potrà contattare per telefono o via mail ai riferimenti indicati e concordare direttamente con lui il giorno e l’ora per una prova su strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Suzuki GSX-S1000GT: GT Riding Pleasure Personified</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi si recherà a provare la GSX-S1000GT assaporerà il piacere di guidare un’autentica Grand Tourer, progettata in modo che il pilota e l’eventuale passeggero possano vivere chilometro dopo chilometro un’esperienza di viaggio straordinaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Design e aerodinamica</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per definire la linea della GSX-S1000GT i designer si sono ispirati ai jet da combattimento. Le forme scultoree sono impreziosite da moderni fari a LED e tutti i vari elementi svolgono una precisa funzione aerodinamica, verificata nella galleria del vento. Il risultato sono un’eccellente protezione e una grande stabilità anche alle andature più elevate. Le borse laterali da 36 litri, fornite di serie, possono accogliere un casco integrale e s’inseriscono alla perfezione nella silhouette della moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Posizione di guida</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La posizione di guida eretta garantisce controllo totale in ogni situazione. Il manubrio largo, la comoda sella e le pedane rivestite in gomma creano una triangolazione perfetta, che ispira una confidenza immediata e non risulta affaticante nei lunghi trasferimenti. Anche il serbatoio favorisce l’integrazione tra il pilota e la moto, dato che può essere fasciato bene con le gambe, nonostante la capacità di 19 litri assicuri una grande autonomia. Il passeggero gode a sua volta di un’ottima sistemazione, con un’ampia seduta, pratiche maniglie in alluminio cui aggrapparsi e pedane poste alla giusta distanza dalla sella.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Connettività</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La GSX-S1000GT dispone di un display TFT LCD a colori da 6,5 pollici chiaro e ricco di informazioni. La strumentazione può essere connessa agli smartphone iOS oppure Android e, grazie all’app gratuita SUZUKI mySPIN, permette di accedere ai contatti, alle mappe, alla musica, alle funzioni telefoniche e al calendario del proprio telefono. Volendo è possibile utilizzare anche le app di terze parti e ogni operazione può essere svolta senza distrazioni pure in marcia, grazie all’intuitività dei comandi posti sul blocchetto elettrico sinistro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Assistenza alla guida</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia supporta grazie anche al Suzuki Intelligent Ride System &#8211; S.I.R.S.. Questa piattaforma elettronica gestisce in modo integrato vari dispositivi che esaltano il piacere di guida e rendono ogni viaggio più sereno e rilassante. L’acceleratore elettronico ride-by-wire offre un feeling naturale e interagisce con il sistema “<em>Scegliiltiro</em>” (Suzuki Drive Mode Selector &#8211; SDMS), che consente di selezionare tre diverse curve di erogazione e di modificare la risposta del motore all’acceleratore in base ai gusti personali e alla situazione da affrontare. Il pilota può inoltre regolare il sistema “<em>Aprisereno</em>” (Suzuki Traction Control System) su cinque livelli oppure disattivarlo e impostare una velocità lasciando poi al cruise control il compito di mantenerla in maniera automatica. Nel S.I.R.S. rientrano anche i sistemi “<em>Cambiarapido</em>” (Bi-directional Quick Shift System), che permette di passare alla marcia superiore o a quella inferiore senza usare la frizione, “<em>Partifacile</em>” (Low RPM Assist) e Suzuki Easy Start System.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/01/1ac-0521-730x486.jpg" alt="1ac 0521" class="wp-image-111740" title="SUZUKI: al via il Tour GSX-S1000GT 166"><figcaption>SUZUKI: al via il Tour GSX-S1000GT 167</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>DNA racing</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La GSX-S1000GT eredita il DNA racing della leggendaria stirpe delle GSX-R, con un motore e un telaio di derivazione sportiva rivisti nell’ottica di un impiego anche a lungo raggio. Grazie a un’accurata messa a punto, il motore è omologato Euro 5 ed eroga una potenza massima di 112 kW/152 cv, con un picco di coppia di 106 N-m. L’erogazione è corposa e la progressione è regolare, due qualità che si apprezzano sia nella guida brillante sia nel turismo e negli spostamenti quotidiani. La frizione antisaltellamento integra il Suzuki Clutch Assist System (SCAS), che riduce lo sforzo necessario per azionare la leva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il telaio e il forcellone sono in alluminio, rigidi e leggeri al tempo stesso. Le sospensioni sono completamente regolabili e la taratura standard è stata scelta in funzione delle più comuni condizioni d’impiego previste per la GT e dei nuovi pneumatici radiali Dunlop Sportmax Roadsport 2, dotati di una carcassa specifica per la GSX-S1000GT.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Colori e prezzo</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La GSX-S1000GT è disponibile in tre colorazioni: Nero Dubai, che alterna elementi opachi e lucidi, Blu Miami, espressione dell’identità sportiva Suzuki, e Blu Las Vegas, con un’elegante tonalità scura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prezzo è di 15.890 Euro (F.C. IVA compresa) e include, oltre alle borse laterali con inserti in tinta, ben quattro anni di garanzia ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto può essere personalizzata con numerosi accessori originali.</p>
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		<title>EICMA 2021: MV Agusta rievoca il mito della Dakar. Ecco le nuove Lucky Explorer Project</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 17:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[cagiva]]></category>
		<category><![CDATA[Dakar]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
		<category><![CDATA[lucky]]></category>
		<category><![CDATA[lucky explorer project]]></category>
		<category><![CDATA[mv agusta]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[Novità EICMA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dakar! Il sogno ed il mito di intere generazioni. Tra le moto più blasonate le mitiche Cagiva Elefant. Orgoglio italiano nella sfida contro i colossi nipponici e i boxer tedeschi. Nella mente scorrono nomi con quelli di Edi Orioli, Ciro de Petri, Hubert Auriol, giusto per citarne alcuni. Oggi quel mito torna in vita grazie [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dakar! Il sogno ed il mito di intere generazioni. Tra le moto più blasonate le mitiche Cagiva Elefant. Orgoglio italiano nella sfida contro i colossi nipponici e i boxer tedeschi. Nella mente scorrono nomi con quelli di Edi Orioli, Ciro de Petri, Hubert Auriol, giusto per citarne alcuni. Oggi quel mito torna in vita grazie al <strong>Lucky Explorer Project</strong>, voluto da MV Agusta che mette in scena, e presto in strada, due nuovi modelli off-road dal grande potere evocativo. Si tratta di una bicilindrica da 550 cc e di una potente tre cilindri di cubatura superiore ai 900 cc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due moto sono state presentate in grande stile durante la prima giornata di EICMA 2021, martedì 23 novembre, nella data riservata a media ed operatori del settore. Uno stand gremito. Uno stand leggendario, nel quale erano esposte tutte le mitiche <strong>Cagiva Elefant</strong>, con livrea del noto produttore di tabacchi, che hanno contribuito a scrivere le pagine più importanti della pazza corsa africana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/IMG_0761-730x486.jpg" alt="IMG 0761" class="wp-image-111050" title="EICMA 2021: MV Agusta rievoca il mito della Dakar. Ecco le nuove Lucky Explorer Project 168"><figcaption>EICMA 2021: MV Agusta rievoca il mito della Dakar. Ecco le nuove Lucky Explorer Project 170</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La piccola <strong>5.5</strong> nasce da una base solida ed ormai apprezzata. Si parte infatti dal modello 500 di cilindrata della Qjmotor. Un nome che magari ai più non dice granchè, ma che lo portiamo in casa italiana e lo chiamiamo Benelli diventa sicuramente più noto. Perchè infatti il marchio italiano resta di proprietà cinese. Il successo commerciale della piccola TRK 502 la dice lunga sulla bontà e sulla solidità del bicilindrico in linea. Per la nuova Lucky 5.5 si parte quindi da questa base, ma ci si spinge oltre con un aumento di cilindrata a 554 cc. Una scelta che privilegia la crescita della coppia a favore di un migliore utilizzo anche in ottica a lungo raggio. Per quanto riguarda invece la potenza massima, per scelta del produttore, ci si ferma ai 35 Kw (47,6 CV), per permettere la guida anche ai possessori di patente A2. Tutta rivista rispetto ai modelli da cui deriva la parte ciclistica, con sospensioni Kayaba e freni Brembo, dove si fanno notare i doppi dischi anteriori protetti da funzionali paradischi. Cerchio anteriore da 19 pollici (forse l&#8217;unica nota stonata per i veri appassionati dell&#8217;off-road) e posteriore da 17 pollici. L&#8217;elettronica sarà di primo ordine oltre a garantire connettività con App dedicate e bluetooth. I fanali anteriori e posteriori sono full LED. Il prezzo non è ancora stato comunicato ufficialmente, ma potrebbe assestarsi su una cifra prossima ai 7.000 euro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/IMG_0709-730x486.jpg" alt="IMG 0709" class="wp-image-111051" title="EICMA 2021: MV Agusta rievoca il mito della Dakar. Ecco le nuove Lucky Explorer Project 169"><figcaption>EICMA 2021: MV Agusta rievoca il mito della Dakar. Ecco le nuove Lucky Explorer Project 171</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>9.5</strong> rappresenta invece il top di gamma di questo nuovo progetto. Si tratta di una maxi-enduro per utilizzo a lungo raggio anche su fondi impegnativi. Il progetto è completamente nuovo, e quindi non si sviluppa da modelli già in commercio. Si parte dal motore. Un potente tre cilindri in linea che prende vita dall&#8217;unità 800 cc, rivisto nelle misure di alesaggio e corsa fino a portarlo alla cilindrata di 930 cc. Potenza e coppia da vendere quindi, anche se in termini di cavalleria, ci si ferma a 123 CV a 10.000 giri. Un dato che fa riflettere sulla corsa sempre più esasperata verso potenze elevatissime e che qui viene forse “sottodimensionato” in un ottica di maggiore fruibilità della moto. La coppia dichiarata è di 102 Nm a 7.000 giri. La distribuzione è a doppio albero a camme. L&#8217;albero motore è controrotante per ridurre l&#8217;inerzia. Il cambio è estraibile e sarà offerto anche nella versione elettroattuata. La frizione a bagno d&#8217;olio sarà disponibile in due versioni: automotica oppure standar. Il telaio della 9.5 è in acciaio a doppia culla chiusa. Stesso materiale per il telaietto posteriore, su cui sono presenti attacchi a scomparsa per le borse rigide che saranno proposte come optional. Forcellone e piastre forcella in lega di alluminio. Le dimensioni della moto ed il suo interasse la rendono una vera macinatrice di chilometri. La velocità massima dichiarata è di 240 Km/h, mentre il peso a secco è pari a 220 Kg.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico © Fabrizio Carrubba</p>
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		<title>Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 22:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ferrari 812competizione, la versione speciale derivata dalla 812 Superfast con carrozzeria spider ‘Targa’. Un omaggio alla gloriosa tradizione delle scoperte del Cavallino Rampante. La Competizione, infatti, nasce per enfatizzare le massime prestazioni senza compromessi. L’occasione migliore per applicare nuovi concetti tecnologici al motore, dinamica ed aerodinamica per raggiungere livelli prestazionali da record. Il pilota diventa [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ferrari 812competizione, la versione speciale derivata dalla 812 Superfast con carrozzeria spider ‘Targa’. Un omaggio alla gloriosa tradizione delle scoperte del Cavallino Rampante. La Competizione, infatti, nasce per enfatizzare le massime prestazioni senza compromessi. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/small-4.jpg" alt="small 4" class="wp-image-111018" title="Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 172" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-4.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-4-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 178</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’occasione migliore per applicare nuovi concetti tecnologici al motore, dinamica ed aerodinamica per raggiungere livelli prestazionali da record. Il pilota diventa un componente fondamentale della vettura potendo sfruttare al meglio la reattività̀ immediata controllando anche le manovre più complesse in sicurezza. Novità assoluta, il nuovo sistema a quattro ruote sterzanti indipendenti che migliora l’agilità̀ e precisione in curva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">V12 da sound legendario</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto il cofano motore c’è il noto V12 da 6.5 litri, rigorosamente aspirato, giunto a quota 830 cv. Una vera libidine per le orecchie degli appassionati. Il limite dei giri viene portato a quota 9500 giri/minuto, ottimizzando la fluidodinamica del sistema di aspirazione, migliorando la combustione e riducendo gli attriti interni. L’erogazione di coppia è costante con una spinta inesauribile, ottenuta grazie alla riprogettazione di componenti come bielle, pistoni, albero motore e sistema di distribuzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;utilizzo del titanio riduce fino al 40% il peso di componenti rispetto all’acciaio. I nuovi spinotti e le camme hanno un rivestimento diamond-like carbon (DLC) direttamente derivato dalle corse per ridurre gli attriti migliorando risposta e consumi. L’albero motore è stato riequilibrato ed alleggerito del 3% rispetto alla versione precedente mentre Il collettore di aspirazione adotta condotti più corti è a geometria variabile.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/small-5.jpg" alt="small 5" class="wp-image-111019" title="Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 173" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-5.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-5-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 179</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le gestione del sistema d’iniezione diretta è stata riprogettata per rispettare le sempre più stringenti norme sulle emissioni. Nello specifico, è stata cambiata la calibrazione e la fasatura della quantità̀ di carburante, con una diversa pressione di iniezione per ridurre le emissioni a motore freddo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elettronica di gestione per rispettare le norme </h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova centralina di controllo pilota l’accensione della scintilla in modalità̀ singola o multispark, impedendo i fenomeno della detonazione per la massima efficienza termodinamica. La gestione elettronica riconosce il numero di ottano del carburante in uso, mentre il nuovo terminale di scarico, con filtro antiparticolato, migliora il sound alle medio-alte frequenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per migliorare l’efficienza, la pompa dell’olio a cilindrata variabile regola in modo continuo la pressione in base alle esigenze di potenza con il serbatoio aumentato del +30%. Al suo interno ci sono elementi in grado di sopportare maggiori accelerazioni laterali e longitudinali della vettura. L’impianto di raffreddamento, maggiorato, introduce un convogliatore di aspirazione a camera unica che massimizza la quantità̀ di aria inviata ai radiatori. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/small-6.jpg" alt="small 6" class="wp-image-111020" title="Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 174" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-6.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-6-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 180</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso convogliatore è stato ottimizzato per affinare la fluidodinamica del condotto di aspirazione, minimizzando così le perdite di carico. Il cambio a 7 marce a doppia frizione riduce del 5% del tempo di cambiata con mappature dedicate per motore e cambio e Start&amp;Stop on-the-move.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aerodinamica da corsa </h2>



<p class="wp-block-paragraph">La maggiore massa radiante necessita di prese aria maggiorate con nuovi convogliatori dell’aria. L’evacuazione dell’aria calda è stata migliorata sfruttando le nuove aperture sul cofano motore e le branchie sul parafango, oltre alle aperture sul fondo che migliorano l’aerodinamica anteriore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I tecnici di Maranello si sono concentrati sulla gestione dei flussi a tetto aperto. L’attento studio delle forme aerodinamiche in prossimità del montante posteriore ha permesso di limitare al minimo le resistenze tipiche delle vetture con carrozzeria tipo targa.&nbsp; Un deviatore integrato sulla traversa parabrezza crea una bolla che avvolge l’abitacolo ed evitando fastidiose sovrappressioni nella zona dietro le teste dei passeggeri. Una serie di aperture flying buttress, riducono le pressioni interne all’abitacolo migliorando il comfort.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="359" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/small-7.jpg" alt="small 7" class="wp-image-111021" title="Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 175" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-7.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-7-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 181</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I flussi ottimizzati per generare carico </h2>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Il raffreddamento dei freni è simile a quello in uso sulla SF90 Stradale, migliorando feeling del pedale anche in pista.&nbsp; Il condotto di raffreddamento dei freni canalizza il flusso energetico provenienti dai lati del paraurti ripulendo la turbolenza generata dalla zona esterna del battistrada dello pneumatico. Le prese aria anteriori e quelle sulla parte superiore di cofano e parafango, aiutano il lavoro aerodinamico svolto dello splitter migliorando la turbolenza sulla carrozzeria aumentando il carico anteriore del 40%</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il diffusore anteriore ospita anche un pannello mobile che si apre quando la vettura supera i 250 km/h permettendo di esprimere la massima velocità in rettilineo in tutta sicurezza. &nbsp;Il nuovo diffusore posteriore, a piena larghezza incorpora il terminale dello scarico con un’inedita forma rettangolare. L’interazione dei gasi di scarico con il diffusore genera maggiore carico verticale grazie allo scambio termico con l’aria che arriva dal fondo vettura con un incremento del carico del 35% che si aggiunge al 10% del fondo vettura nella zona centrale. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="480" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/small-10-1.jpg" alt="small 10 1" class="wp-image-111024" title="Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 176" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-10-1.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-10-1-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-10-1-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 182</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spoiler viene posizionato più in alto estendendosi per tutta la larghezza della vettura. Attraverso la forma dei parafanghi posteriori si genera un canale aerodinamico che migliora l’efficienza di tutta la coda dell&#8217;auto.&nbsp; Il lunotto, chiuso è dotato di tre coppie di elementi profilati che generano vortici per migliorare il l’afflusso d&#8217;aria allo spoiler posteriore con un incrementando il carico del 10%. Le tre aperture richiamano la F12 TdF e ripuliscono il flusso dietro la ruota posteriore.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dinamica del veicolo per andare forte anche in pista </h2>



<p class="wp-block-paragraph"> Il sistema a quattro ruote sterzanti è un&#8217;evoluzione dello Side Slip Control (SSC) giunto alla versione 7.0. In più vengono adottati pneumatici Michelin Cup2R specifici per questa vettura. Gli attuatori, destro e sinistro, si muovono separatamente con un notevole incremento prestazionale ed un controllo puntuale con tempi di risposta inferiori. La presenza di questo sistema influenza anche l’azione dell asse anteriore migliorando la risposta gestendo più efficacemente la tenuta laterale del veicolo in funzione dell’angolo volante e dall’azione sullo stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Side Slip Control 7.0 comanda elementi come, il differenziale elettronico E-diff 3.0, il controllo di trazione F1-Trac, il controllo delle sospensioni magnetoreologiche SCM-Frs, il controllo della pressione frenante in situazioni di guida al limite FDE disponibile nelle posizioni ‘Race’ e ‘CT-Off’ del Manettino. Infine, crea un Passo Corto Virtuale PCV 3.0 collegando il servosterzo anteriore e asse posteriore a ruote sterzanti migliorando l’agilità della vettura nelle curve strette. &nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Più leggera con l&#8217;uso diffuso del carbonio </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie all’impiego di fibra di carbonio per molti elementi aerodinamici e della carrozzeria il peso è stato ridotto di 38kg. La cura dimagrante ha influenzato anche gli interni con finiture in carbonio, tessuti tecnici, limitando i materiali insonorizzanti. I cerchi forgiati racing sono in lega leggera di alluminio con colonnette di fissaggio in titanio, con a richiesta cerchi interamente in fibra di carbonio che riducono il peso di altri 3,7 kg. Questa soluzione utilizza una vernice di derivazione aerospaziale che riflette e dissipa efficacemente il calore prodotto freni per l’uso in pista.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/small-8.jpg" alt="small 8" class="wp-image-111022" title="Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 177" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-8.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2021/11/small-8-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Ferrari: 812Competizione, evoluzione della specie 183</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ferrari 812 Competizione A</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La 812competizione-A cambia nella zona posteriore con i flying buttress si armonizzano con il tema a freccia dell’anteriore a lama in fibra di carbonio denotando una connotazione stilistica totalmente diversa rispetto alla 812competizione. Il parabrezza, i mondanti e i vetri laterali sono ribassati per determinare un assetto stilisticamente più dinamico. Lo schiacciamento ottico verso il basso migliora la posizione del baricentro della vettura. Il tetto in fibra di carbonio può essere ricoverato in un baule consentendo agli occupanti di godere appieno della vettura in qualsiasi condizione climatica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">7 ANNI DI MANUTENZIONE</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Ferrari amplia i servizi di post- vendita per soddisfare i clienti conservando immutate nel tempo le performance e l’eccellenza che contraddistinguono le vetture fabbricate a Maranello. Il programma settennale di assistenza estesa di Ferrari,valido per l’intera gamma, prevede la copertura di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria per i primi 7 anni di vita mantenendo inalterato il livello di prestazioni e sicurezza nel corso degli anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Il Genuine Maintenance offre controlli pianificati ad intervalli di 20.000 km oppure una volta all’anno, utilizzando solo ricambi originali e ispezioni accurate attraverso i più moderni strumenti di diagnostica a opera di personale qualificato formato direttamente presso il Ferrari Training Centre di Maranello. Il servizio è disponibile in tutti i mercati, nei Punti Vendita della Rete Ufficiale.</p>
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		<title>EICMA 2021: Moto Guzzi V100 Mandello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 18:24:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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		<category><![CDATA[Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La protagonista assoluta scelta da Moto Guzzi per questa edizione di EICMA è la V100 Mandello. L&#8217;avevamo già vista durante la presentazione di settembre, ma finalmente eccola in tutto il suo splendore sulle pedane dell&#8217;enorme stand che racchiude non solo i modelli della storica casa italiana, ma anche quelli di Aprilia, Piaggio e Vespa. La [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La protagonista assoluta scelta da Moto Guzzi per questa edizione di EICMA è la <strong>V100 Mandello</strong>. L&#8217;avevamo già vista durante la presentazione di settembre, ma finalmente eccola in tutto il suo splendore sulle pedane dell&#8217;enorme stand che racchiude non solo i modelli della storica casa italiana, ma anche quelli di Aprilia, Piaggio e Vespa. La V100 Mandello segna la svolta tecnica per Moto Guzzi. La moto infatti è <strong>equipaggiata con il nuovo motore “compact block”</strong> da 1042 cc. Un dettaglio importante e che sicuramente verrà utilizzato in futuro anche per nuovi modelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore pulsante di questa V100 Mandello mantiene l&#8217;architettura a V trasversale di 90°, ma con testate ruotate, distribuzione bialbero e quattro valvole per cilindro. Il raffreddamento del propulsore è a liquido. La lubrificazione è a carter umido. La frizione in bagno d&#8217;olio è dotata di comando idraulico. Le prestazioni dichiarate sono pari a 115 cavalli e 105 Nm di coppia massima sviluppata a 9.500 giri. La caratteristica principale è la compattezza del motore. Se si prende come riferimento lo small block che equipaggia ad esempio la V85TT, abbiamo una lunghezza inferiore di 103 mm. Un notevole risparmio quindi anche in termini di peso complessivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il telaio è un a tubi in acciaio, dal disegno classico. La ciclistica è completata da forcella a steli rovesciati e da un monoammortizzatore montato sul lato sinistro. Questo lavora su un forcellone monobraccio in lega di alluminio che ospita l&#8217;albero di trasmissione. Nella versione top di gamma le sospensioni sono semiattive marchiate Öhlins. Si tratta delle unità Smart EC 2.0 che in base allo stile di guida regolano in maniera autonoma il freno idraulico delle sospensioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parte di gestione elettronica prevede una piattaforma inerziale a sei assi. I riding mode sono quattro per spaziare in diverse situazioni di guida, per le quali sono previste tre mappe motore e interventi di traction controll e freno motore rispettivamente in quattro e tre livelli differenti. Ovviamente a livello di sicurezza non può mancare l&#8217;ABS cornering.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/IMG_0690-730x486.jpg" alt="IMG 0690" class="wp-image-111029" title="EICMA 2021: Moto Guzzi V100 Mandello 184"><figcaption>EICMA 2021: Moto Guzzi V100 Mandello 186</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A livello estetico la linea si discosta dalle classiche Moto Guzzi. Pur essendo moderna e per certi versi innovativa resta fedele alle tradizioni del passato. Per alcuni versi potrebbe richiamare modelli o prototipi del passato. Non ce ne vogliano i puristi, ma al primo sguardo un certo richiamo alla Morbidelli dotata di V8 e disegnata da Pininfarina nel 1992 ci è saltato in mente. Detto questo la linea è pulita, armonica e proporzionata. Difficile classificarla in una categoria ben precisa. Siamo a metà tra le sport-tourer e le cross-over di ultima generazione. Cupolino, serbatoio (da 17,5 litri) e sella sono piacevolmente raccordati. Il corto codone, più sottile, snellisce la parte posteriore. Una sensazione amplificata dal corto terminale di scarico che lascia in bella vista il cerchio posteriore dal bellissimo disegno. La novità sulla V100 Mandello è l&#8217;aerodinamica adattiva. In pratica i due deflettori di raccordo tra cupolino e serbatoio, si adattano, aprendosi, a seconda della velocità e del riding mode impostato (viaggio, sport, strada e pioggia).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/IMG_0495-730x486.jpg" alt="IMG 0495" class="wp-image-111030" title="EICMA 2021: Moto Guzzi V100 Mandello 185"><figcaption>EICMA 2021: Moto Guzzi V100 Mandello 187</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le varianti cromatiche finora presentate sono due: un elegante verde e grigio metallizzato, ed un sempre elegante, ma più sportivo, rosso metallizzato. Peso, prezzo ed inizio della commercializzazione non sono ancora stati comuncati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico © Fabrizio Carrubba</p>
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		<title>EICMA 2021: Aprilia presenta al grande pubblico la Tuareg 660. Sarà il nuovo riferimento del settore?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 18:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo! EICMA apre i battenti e nella prima giornata riservata a Media e operatori del settore svela numerose novità. Aprilia finalmente può mettere in passerella la più attesa, ovvero la nuova Tuareg 660. Tanto attesa, tanto acclamata e già tanto amata dopo averla presentata alla stampa nelle settimane precedenti al salone. Ora toccherà agli [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ci siamo! EICMA apre i battenti e nella prima giornata riservata a Media e operatori del settore svela numerose novità. <strong>Aprilia finalmente può mettere in passerella la più attesa, ovvero la nuova Tuareg 660</strong>. Tanto attesa, tanto acclamata e già tanto amata dopo averla presentata alla stampa nelle settimane precedenti al salone. Ora toccherà agli appassionati vedere e soprattutto toccare con mano un prodotto che fin da subito punta ad essere il nuovo riferimento del settore delle medie off-road dove fin ora l&#8217;ha fatta da padrona Yamaha con la sua Ténéré T700.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tuareg 660 </strong>nasce dalla piattaforma che ruota attorno al motore bicilindrico 660 che equipaggia sia la stradale, con vocazione pistaiola, RS che la naked Tuono. Si tratta di un 2 cilindri frontemarcia che, con le opportune modifiche rispetto alle due sorelle più sportive, sviluppa una potenza prossima agli <strong>80 CV</strong> ed una coppia massima di 70 Nm a 6.500 giri. La rapportatura del cambio viene rivista per dare il meglio sui terreni accidentati senza rinunciare alle lunghe trasferte anche autostradali. L&#8217;elettronica interviene per garantire quattro differenti livelli di controllo della trazione. In più gestisce anche tre livelli di intervento del freno motore, a seconda dell&#8217;utilizzo della motocicletta. La Tuareg non è dotata di una piattaforma inerziale come sui modelli di alta gamma delle marche concorrenti. Gli 80 cavalli possono essere gestiti con gli aiuti già sopra descritti. In più, per garantire maggiore sicurezza nella guida off-road, l&#8217;ABS può essere disinserito.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/IMG_0475-730x486.jpg" alt="IMG 0475" class="wp-image-111012" title="EICMA 2021: Aprilia presenta al grande pubblico la Tuareg 660. Sarà il nuovo riferimento del settore? 188"><figcaption>EICMA 2021: Aprilia presenta al grande pubblico la Tuareg 660. Sarà il nuovo riferimento del settore? 191</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La ciclistica della Tuareg conta di un telaio tubolare coadiuvato da piastre in alluminio. Il compatto bicilindrico fronte marcia viene ancorato su esso con sei punti di fissaggio. Ovviamente il comparto sospensioni deve tenere conto della guida fuori dall&#8217;asfalto. Ecco allora forcelle regolabili Kayaba con steli da 43 mm che garantiscono 240 mm di escursione. Stessa misura regalata anche dal mono ammortizzatore che sfrutta un leveraggio progressivo. Un puro stile off-road le misure dei cerchi tubeless, con ruota anteriore da 21 pollici, in modo da poter montare anche coperture off-road più specialistiche, e cerchio posteriore da 18, con pneumatico da 150/70.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto risulta compatta nella parte centrale. Una situazione che aiuta, dato che la sella è posta comunque a 860 mm da terra. L&#8217;ergonomia, una volta saliti in sella, risulta comoda, con triangolazione sella, pedane, manubrio perfettamente bilanciata. Forse i più alti avrebbero gradito qualche cm in più tra sella e pedane, ma la moto resta comunque veramente comoda. Il cupolino alto garantisce una buona protezione e diventa elemento distintivo della vista frontale, dove sormonta il bellissimo gruppo ottico al led dalla forma originale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/IMG_0474-486x730.jpg" alt="IMG 0474" class="wp-image-111013" title="EICMA 2021: Aprilia presenta al grande pubblico la Tuareg 660. Sarà il nuovo riferimento del settore? 189"><figcaption>EICMA 2021: Aprilia presenta al grande pubblico la Tuareg 660. Sarà il nuovo riferimento del settore? 192</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La Tuareg 660 resta una moto tutto sommato leggera. La bilancia si ferma a 187 Kg a secco, arrivando a far registrare i 204 Kg in ordine di marcia. Il serbatoio contiene 18 litri e grazie ai consumi moderati si può puntare a percorrere circa 450 Km prima di dover fermarsi a rabboccare. Una vocazione turistica quindi, per la quale sono già disponibili accessori dedicati tra cui le borse laterali rigide.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/IMG_0471-730x486.jpg" alt="IMG 0471" data-id="111014" data-full-url="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2021/11/IMG_0471.jpg" data-link="https://www.giornalemotori.com/?attachment_id=111014" class="wp-image-111014" title="EICMA 2021: Aprilia presenta al grande pubblico la Tuareg 660. Sarà il nuovo riferimento del settore? 190"></figure></li></ul></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il prezzo della Tuareg 660 parte da 11.990 euro per le colorazioni base (nero/rosso e nero/giallo). Per la colorazione che invece si ispira ai modelli del passato degli anni a cavallo tra gli &#8217;80 e i &#8217;90 e chiamata Indaco Tagelmust, il prezzo sale a 12.690 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico © Fabrizio Carrubba</p>
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		<title>EICMA 2021: torna il Salone Internazionale delle due ruote tra novità e grandi assenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Nov 2021 11:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto pronto per EICMA 2021, la più importante esposizione internazionale dedicata al mondo delle due ruote. Nei padiglioni del complesso fieristico di Rho Fiera Milano il grande pubblico potrà tornare ad ammirare il meglio della produzione motociclistica dopo lo stop forzato, causa Covid, della passata edizione. Dal 25 al 28 novembre si potrà accedere, tra [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tutto pronto per EICMA 2021, la più importante esposizione internazionale dedicata al mondo delle due ruote. Nei padiglioni del complesso fieristico di Rho Fiera Milano il grande pubblico potrà tornare ad ammirare il meglio della produzione motociclistica dopo lo stop forzato, causa Covid, della passata edizione. <strong>Dal 25 al 28 novembre</strong> si potrà accedere, tra restrizioni varie, distanziamento e protocolli di sicurezza varia, ai cinque padiglioni dedicati più all&#8217;area estrerna Motolive, dovi si potrà godere di esibizioni e gare varie. Per i media e gli operatori i cancelli invece apriranno a partire da martedì 23.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tante le novità che saranno presentate, ma tante, ed importanti, anche le assenze in questa edizioni. La pandemia e lo stop forzato dello scorso anno hanno portato molti dei brand a fare scelte differenti per la presentazione dei propri prodotti. Già negli anni passati avevamo assistito ad un crescente numero di presentazioni on-line in streaming che anticipavano anche di parecchi giorni la presentazione “fisica” dei modelli. <strong>Assenti quindi</strong>, non del tutto giustificati secondo noi, marchi importantissimi quali <strong>BMW, KTM e Husqvarna</strong>, che già avevano anticipato questa decisione. Delle ultime settimane invece la conferma che <strong>anche Ducati ed Harley Davidson non saranno presenti</strong> con i loro enormi stand. Decisione discutibile ma comprensibile, in quanto queste manifestazioni sono l&#8217;unico mezzo per vedere e toccare dal vivo tutti i modelli del mercato. La scelta di non partecipare ricade ovviamente anche sui produttori di caschi ed abbigliamento, impossibilitati a fare provare dal vivo i propri prodotti per questioni sanitarie. Tra tutti va rimarcata l&#8217;assenza del gruppo <strong>Nolan</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tante però le novità attese per l&#8217;edizione 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Aprilia</strong> punta tutto sulla nuova Tuareg 660. Una moto molto attesa che punta a conquistare una fetta di mercato importante. Le enduro stanno tornando di moda ed il pubblico apprezza questo tipo di mezzi dall&#8217;utilizzo plurivalente. La regina incontrastata del segmento delle medie cilindrate è stata per ora la Yamaha T700 che, ad onor del vero, non aveva nei listini troppe concorrenti. Ora Aprilia lancia la sfida con un mezzo che sfrutta la base meccanica delle RS e Tuono 660, con ciclistica dedicata all&#8217;impiego off-road e soluzioni tecniche ed elettroniche di tutto rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Honda </strong>rinnova quasi tutta la gamma con i soliti aggiornamenti estetici di colorazione e gli adeguamenti alle nuove normative. C&#8217;è attesa però per la nuova Crossover NT1100. Una moto votata al turismo a lungo raggio, che raccoglie l&#8217;eredità di modelli storici della casa alata come ad esempio la Pan European. Si vocifera anche qualche anticipazione per un nuovo modello enduro che andrà a posizionarsi nei prossimi anni nel settore di Tuareg 660 e Yamaha T700. Si parla infatti di una nuova off-road di cilindrata inferiore alla attuale Africa Twin. In pratica potrebbe tornare presto in listino la mitica Transalp.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Kawasaki</strong>, come Honda, punta al turismo veloce. Ecco allora la nuova H2 SX SE+, votata al turismo ad altre prestazioni. Ritocchi ed aggiornamenti per tutta la gamma, ma attesa per la presentazione di modelli elettrici ed ibridi, su cui la casa giapponese sta investendo da tempo. I tempi sono maturi per osare verso il grande pubblico, proprio come aveva fatto nel 2019 Harley Davidson con il suo modello elettrico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Suzuki e Yamaha</strong> puntano sulla sostanza. La prima presenterà un nuovo modello da turismo veloce, come fatto da Honda e Kawasaki. Voglia di libertà e di tornare a viaggiare sono il volano della ripresa del settore. Quindi modelli dedicati al turismo e modelli off-road sono i più indicati. Aggiormenti quindi anche per la gamma V-Strom. Yamaha aggiorna invece le sue classiche naked, con la Xrs 900 a farla da padrona.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Triumph</strong> punta sulle medie e sfruttando il motore 660 presenta al grande pubblico la Tiger Sport 660 dotata del compatto tre cilindri. Una moto polivalente in piena filosofia Crossover con la giusta potenza (81 CV) ed un prezzo competitivo che si assesterà intorno ai 9.000 euro. Il resto della gamma prevede aggiornamenti di dettaglio che, come sempre, potranno essere ampliati con la grande disponibilità di accessori dedicati ad ogni singolo modello. In tema off-road, dopo le insistenti voci di un ingresso in grande stile nelle cross o nell&#8217;enduro specialistico, si attende invece l&#8217;aggiornamento della serie Tiger sia nella cilindrata 900 che 1200. La mitica Speed Triple, infine, si arricchisce anche di un modello con semicarena in stile retrò.</p>
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		<title>BMW presenta &#8220;The Wal&#8221;, la R 18 di Shinya Kimura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 16:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Unica, diversa ma a tutti gli effetti una BMW R 18 – si chiama &#8220;The Wal&#8221; ed è l&#8217;ultima creazione del customizer giapponese Shinya Kimura. Dopo Roland Sands e Dirk Oehlerking, Kimura è il terzo customizer a trasformare la R 18 in uno straordinario esemplare unico per la serie &#8220;SoulFuel&#8221;, la collaborazione tra BMW Motorrad [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Unica, diversa ma a tutti gli effetti una BMW R 18 – si chiama &#8220;The Wal&#8221; ed è l&#8217;ultima creazione del customizer giapponese Shinya Kimura. Dopo Roland Sands e Dirk Oehlerking, Kimura è il terzo customizer a trasformare la R 18 in uno straordinario esemplare unico per la serie &#8220;SoulFuel&#8221;, la collaborazione tra BMW Motorrad e customizer selezionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a poco tempo fa, Shinya Kimura lavorava principalmente su moto più tradizionali, ma ultimamente il customizer giapponese si sta dedicando sempre più a progetti che riguardano anche moto moderne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto &#8220;The Wal&#8221; è uno di questi. &#8220;Il punto di partenza è la R 18, spinta dall’ultimo e più grande motore su cui abbia mai lavorato. Tutto è iniziato con una visita al team di sviluppo della BMW Motorrad R 18 in Germania. Ho avuto modo di conoscere la passione sconfinata e la forza innovativa che prevale in BMW Motorrad. Infine, nel febbraio 2021 in California, ho guidato la R 18 standard per qualche centinaio di chilometri per prendere confidenza con il carattere della moto. Dopo averla conosciuta, ho creato la mia interpretazione personale della R 18, nella quale ho impiegato tutte le mie capacità di customizer&#8221; dice Shinya Kimura raccontando la fase iniziale del progetto &#8220;The Wal&#8221;. Kimura ha quindi iniziato a lavorare a metà febbraio e alla fine di giugno &#8220;The Wal&#8221; era già ultimata. &#8220;Ma c&#8217;erano alcuni problemi meccanici che mi hanno tenuto occupato per altre due settimane&#8221;, continua Kimura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le moto di Kimura sono create esclusivamente &#8220;a mano&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La maestria di Shinya Kimura può essere giustamente descritta con il termine &#8220;hands-on&#8221; dato che non ci sono schizzi, disegni, progetti o mockup durante il processo di costruzione. Ma c&#8217;è un&#8217;idea precisa di ciò che il cliente, o in questo caso il customizer, vuole. &#8220;Ho costruito la R 18 interamente per me stesso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ho guidato la R 18 di serie, ho pensato che si sarebbe adattata meglio alla mia corporatura e alle mie preferenze di guida se l&#8217;avessi progettata per essere un po&#8217; più “frontale” grazie a una carenatura. Ho deciso di mantenere il telaio, le ruote e gli pneumatici, così come gli elementi delle sospensioni e i freni perché non sentivo il bisogno di cambiarli dopo aver guidato la moto. Volevo anche essere in grado di guidare per lunghe distanze la mia R 18 sentendo e gustandomi il leggendario motore boxer. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Era essenziale per me preservare i due caratteri della R 18 così come li ho vissuti durante la guida. Grazie al suo potente motore, da un lato la moto è selvaggia e ha una potenza quasi inesauribile, mentre dall&#8217;altro è totalmente affabile. Proprio come una balena, da qui il nome dell’animale in tedesco per questa R 18, che per me è qualcosa come uno &#8220;Sports Endurancer&#8221;&#8221;, spiega Kimura. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo &#8220;Sports Endurancer&#8221; è inequivocabilmente evidente in “The Wal”, la R 18 di Kimura. Questa particolarità è sottolineata da un serbatoio più grande e &#8211; completamente diversa dal design dell&#8217;originale &#8211; da una gobba del sedile allungata e armoniosamente arrotondata e una carenatura a mezzo guscio. &#8220;Ho anche spostato i poggiapiedi indietro di circa due pollici per una maggiore flessibilità per posizionare le gambe. Allo stesso tempo, ho abbassato il manubrio e ho cambiato la sella a mio piacimento. Il cuscino è stato progettato da me e poi fatto a mano da BACKDROP Leathers in Giappone. Tutto ciò ha portato ad una postura molto naturale che a me piace&#8221;, continua Kimura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La carenatura a semi-guscio ospita due fari disposti asimmetricamente che sembrano quasi degli occhi e, con un po&#8217; di immaginazione, danno effettivamente alla R 18 di Kimura l&#8217;aspetto di una balena insieme a un &#8220;set di denti&#8221; incorporati in basso. Anche la combinazione di colori e la verniciatura a trama grezza si adattano al tema di &#8220;The Wal&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In breve: &#8220;The Wal&#8221; R 18 è un &#8220;esemplare animale&#8221; di moto. Potente, possente, ma sempre bonaria. &#8220;Quello che mi piace di più della mia versione della R 18 è che ho potuto cambiare lo stile e la posizione di seduta a mio piacimento senza intaccare l&#8217;eccellente funzionalità originale della R 18. Tuttavia, cambiare drasticamente la posizione della sella e aggiungere il mio stile e il mio gusto è stata una grande sfida nella mia interpretazione del patrimonio BMW. Inoltre, tutti i sistemi computerizzati e il cablaggio erano abbastanza nuovi per me e ho imparato molto&#8221;, dice Kimura, soddisfatto del risultato</p>
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		<title>NOVEMBER NAKED: IN ARRIVO NUOVI, ENTUSIASMANTI MODELLI KTM 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 00:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’obiettivo di KTM è da sempre quello di rendere la guida delle proprie motociclette più sicura e veloce. Per questo la Casa di Mattighofen sviluppa costantemente tecnologie innovative e ausili alla guida di livello superiore, che contribuiscono a mantenere un legame indissolubile tra pilota e moto. KTM riconosce che ogni pilota è diverso dagli altri [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo di KTM è da sempre quello di rendere la guida delle proprie motociclette più sicura e veloce. Per questo la Casa di Mattighofen sviluppa costantemente tecnologie innovative e ausili alla guida di livello superiore, che contribuiscono a mantenere un legame indissolubile tra pilota e moto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">KTM riconosce che ogni pilota è diverso dagli altri ed è per questo che ciascun modello offre tantissime opzioni di personalizzazione e adattamento alle esigenze del singolo. Le prime sensazioni regalate dallo spalancare il gas su una KTM, quei primi istanti in cui è impossibile non lasciarsi scappare un largo sorriso sotto il casco, devono trovare corrispondenza nella tecnologia e nell’innovazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo degli ingegneri del reparto Ricerca e Sviluppo è assicurare che l’emozione dell’essere alla guida di una KTM vada di pari passo con una ricompensa a tutto tondo per il pilota. Con questo preciso obiettivo, qualsiasi modello KTM è un concentrato di tecnologia, con software e componentistica al top nel mercato motociclistico.   </p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensiamo ai motori: per quasi vent’anni il versatile bicilindrico LC8 ha dato vita ad alcuni dei modelli più iconici della Casa austriaca: dalla 950 ADVENTURE vincitrice alla Dakar dei primi anni 2000, alle moto oggi leader nei segmenti Travel e Naked, il mitico propulsore a V di 75° ha lasciato un segno indelebile nel settore motociclistico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo portentoso motore continua a dare il meglio di sé e nel 2022 sarà il cuore pulsante di una selezione di nuovissime SUPER NAKED. Per scaricare a terra le esuberanti prestazioni di “THE BEAST” in qualunque condizione e renderla accessibile alla maggior parte dei piloti, KTM ha evoluto costantemente la sua tecnologia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’elettronica applicata al motore ha permesso di sviluppare Riding Mode sempre più raffinati, mentre una delle innovazioni più recenti è riconducibile allo sviluppo delle sospensioni semiattive WP APEX di 2<sup>a</sup> generazione. L’introduzione della nuova Semi Active Technology (SAT) offre maggiore versatilità durante la guida, per quei piloti che vogliono personalizzarne la messa a punto, su strada come in pista.   </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per far comprendere al meglio l’importanza dello sviluppo tecnologico dei propri prodotti, KTM il prossimo <strong>9 novembre</strong> lancerà sul sito ufficiale una speciale sezione denominata <strong>Tech Guide</strong>, al centro della quale spiccherà il leggendario LC8, la forza propulsiva che sta dietro a tantissimi successi della gamma stradale KTM.   </p>
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		<title>Suzuki presenta la gamma V-STROM 650 MY2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2021 19:04:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Suzuki V-STROM 650 si rinnova e con il Model Year 2022 punta a confermarsi il benchmark nel segmento delle crossover di media cilindrata, a sua volta sempre più protagonista del mercato. La Sport Enduro Tourer di Hamamatsu sta riscuotendo quest’anno un notevole successo, tanto che il numero degli esemplari venduti dall’inizio del 2021 ha [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Suzuki <a href="https://lulop.com/proxy/PWTlLtGCdrcMoBNWAAm0QXEMa1r0nMQk9ediOcx7/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9ncnVwcG8vU1BPUlQlMjBFTkRVUk8lMjBUT1VSRVItZGV0dGFnbGlvLmFzcHg=" target="_blank" rel="noopener">V-STROM 650</a> si rinnova e con il Model Year 2022 punta a confermarsi il benchmark nel segmento delle crossover di media cilindrata, a sua volta sempre più protagonista del mercato. La Sport Enduro Tourer di Hamamatsu sta riscuotendo quest’anno un notevole successo, tanto che il numero degli esemplari venduti dall’inizio del 2021 ha già superato nel corso dell’estate quello totale del 2020. Ciò che rende questa moto tanto amata è la sua capacità unica di associare prestazioni brillanti e uno straordinario piacere di guida a un’impareggiabile affidabilità, qualità apprezzate sia dagli amanti del turismo su due ruote sia da chi utilizza la moto per i piccoli spostamenti quotidiani.<br><br><strong>Una passione da vivere a colori<br></strong>La V-STROM 650 MY2022 veste con un nuovo assortimento di colorazioni un pacchetto tecnico di prim’ordine. La gamma si articola su due varianti che offrono la possibilità di scegliere tra le due anime diverse della stessa moto, una con un carattere più elegante e stradale oppure l’altra, modello XT, in grado di strizzare l’occhio al mondo dell’adventouring e del fuoristrada.<br><br>La <a href="https://lulop.com/proxy/PWTlLtGCdrcMoBNWAAm0QXEMa1r0nMQk9ediOcx7/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzcyNS92LXN0cm9tLTY1MC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">V-STROM 650</a> si riconosce per i cerchi in lega neri e per il suo look pulito, può essere ordinata in tre tinte, due delle quali inedite. Si tratta del vivace Blu Montreal e del raffinato Nero Dubai, cui si aggiunge il candido Bianco Cortina.<br><br>La <a href="https://lulop.com/proxy/PWTlLtGCdrcMoBNWAAm0QXEMa1r0nMQk9ediOcx7/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzcyNi92LXN0cm9tLTY1MC14dC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">V-STROM 650XT</a> si distingue invece a prima vista per la presenza dei cerchi a raggi, adatti a montare pneumatici tubeless e disponibili in due varianti di colore per abbinarsi al meglio con le sovrastrutture. Optando per il Bianco Cortina e il Giallo Petra i cerchi sono infatti dorati, mentre diventano blu con il Nero Dubai e con la nuova livrea Blu Santorini, impreziosita da una finitura grigia per l’inconfondibile frontale a becco. La decisione di legare a ciascuna colorazione in nome di una località sottolinea lo spirito da globetrotter della V-STROM 650.<br><br>A differenziare gli esemplari sopra illustrati sono anche le grafiche, che nel caso della V-STROM 650 movimentano il solo cupolino, mentre nel caso della V-STROM 650 XT si estendono anche sul serbatoio.<br><br>Le V-STROM 650 vendute in Italia sono sempre equipaggiate con i paramani e il puntale di serie.<br><br><strong>Un motore prestante ed efficiente<br></strong>La <a href="https://lulop.com/proxy/PWTlLtGCdrcMoBNWAAm0QXEMa1r0nMQk9ediOcx7/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzcyNi92LXN0cm9tLTY1MC14dC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">V-STROM 650</a> MY2022 è omologata Euro 5. Il suo motore bicilindrico a V di 90 gradi beneficia dei recenti aggiornamenti introdotti per aumentarne le prestazioni e contenere i consumi e le emissioni nocive. Gli sforzi degli ingegneri Suzuki si sono concentrati in particolare sulla ricerca di una combustione ottimale, ottenuta grazie alle tecnologie Dual Spark e Suzuki Dual Throttle Valve e a iniettori a dieci fori, in grado di vaporizzare finemente la benzina. L’efficienza complessiva trae giovamento anche dall’impiego congiunto del trattamento SCEM per le canne dei cilindri e di uno speciale rivestimento per i pistoni, entrambi studiati per contenere gli attriti interni. La V-STROM 650 MY2022 ha una potenza massima di 71 cv a 8.000 giri e una coppia massima di 62 Nm a 6.500 giri, buona parte dei quali disponibili sin dai bassi regimi, per una progressione fluida e rapida in ogni situazione d’impiego. Con un consumo di soli 4 l/100 km e dunque una percorrenza media di 25 km/litro, la V-STROM 650 assicura anche costi di gestione ridotti, mentre la presenza di un serbatoio da 20 litri porta l’autonomia a 450 km.<br><br><strong>La qualità fa la differenza<br></strong>Gli ingegneri di Hamamatsu hanno scelto l’alluminio sia per il telaio a doppia trave sia per il forcellone della V-STROM 650. Il largo impiego di un materiale così pregiato è una rarità per la categoria e regala alla ciclistica di questa Suzuki un perfetto equilibrio tra rigidezza e leggerezza. Su strada tutto ciò si traduce in un comportamento impareggiabile: che si viaggi da soli oppure con il passeggero ed eventuali bagagli, la V-STROM 650 si rivela agile nelle curve strette e al tempo stesso precisa e stabile nei tratti più veloci.<br><br><strong>Comodità e praticità al top<br></strong>Nei lunghi trasferimenti a bordo della V-STROM 650 emerge anche un eccezionale comfort di marcia, frutto di un attento studio a livello ergonomico e di un’accurata profilatura del parabrezza, le cui forme sono state definite dopo lunghi test in galleria del vento. L’assetto sfrutta sospensioni di ottima qualità e il monoammortizzatore posteriore ha una manopola che permette di modificare il precarico della molla in modo rapido e veloce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <a href="https://lulop.com/proxy/PWTlLtGCdrcMoBNWAAm0QXEMa1r0nMQk9ediOcx7/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzcyNS92LXN0cm9tLTY1MC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">V-STROM 650</a> e <a href="https://lulop.com/proxy/PWTlLtGCdrcMoBNWAAm0QXEMa1r0nMQk9ediOcx7/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzcyNi92LXN0cm9tLTY1MC14dC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">650XT</a> MY2022 dispongono di una ricca dotazione di serie, che esalta la loro eccezionale versatilità. Oltre all’Abs, nell’uso cittadino si apprezzano il Suzuki Easy Start System e il sistema <em>“Partifacile” &#8211;</em> Low RPM Assist, che facilitano avviamenti e partenze, mentre sui fondi scivolosi si può contare sul sistema <em>“Aprisereno”</em> – Traction control regolabile su due livelli e disattivabile. Tra gli equipaggiamenti presenti vanno ricordati anche un solido portapacchi ben allineato alla sella e una presa 12V. Questa è utile per alimentare o ricaricare un navigatore o uno smartphone ed è posta accanto a una strumentazione chiara e completa, composta da un contagiri analogico e da un display digitale multifunzione.<br><br><strong>WAY2RIDE &#8211; Massima libertà, anche nelle scelte future<br></strong>La V-STROM 650 MY2022 può essere acquistata a condizioni chiare e vantaggiose anche attraverso l’innovativa e pratica formula <a href="https://lulop.com/proxy/PWTlLtGCdrcMoBNWAAm0QXEMa1r0nMQk9ediOcx7/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9wcm9tb3ppb25pLzUwODgvd2F5MnJpZGUtLXByaW1hLWd1aWRpLS1wb2ktZGVjaWRpLS5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">WAY2RIDE</a>. Questo strumento finanziario flessibile e personalizzabile supera il concetto classico di proprietà a favore dell’idea di costo di guida mensile. Chi sceglie questo prodotto può saltare subito in sella alla moto versando solo un anticipo e pagando quindi rate mensili per due o tre anni. È il Cliente a stabilire l’esborso iniziale e l’ammontare delle 24 o delle 36 rate, in modo da arrivare poi comunque a un determinato Valore Futuro Garantito. Alla scadenza WAY2RIDE dà al Cliente la massima libertà, proponendogli tre possibilità: saldare la cifra restante e tenere la moto, restituirla al Concessionario o sostituirla con un’altra Suzuki.</p>
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		<title>ARRIVA APRILIA TUAREG 660, I PRIMI ESEMPLARI RISERVATI A CHI SI PRENOTA ONLINE</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/10/30/arriva-aprilia-tuareg-660-i-primi-esemplari-riservati-a-chi-si-prenota-online/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=arriva-aprilia-tuareg-660-i-primi-esemplari-riservati-a-chi-si-prenota-online</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 09:02:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’attesa è finita! Aprilia Tuareg 660 arriva sul mercato. La moto adventure più attesa, la fuoristrada per eccellenza, magnifica da guidare anche su asfalto, sarà dai concessionari nel mese di dicembre. Per celebrare il ritorno di un vero mito dell’offroad, Aprilia ha messo a punto un programma di prebooking online che offre interessanti vantaggi a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’attesa è finita! Aprilia Tuareg 660 arriva sul mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto adventure più attesa, la fuoristrada per eccellenza, magnifica da guidare anche su asfalto, sarà dai concessionari nel mese di dicembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per celebrare il ritorno di un vero mito dell’offroad, Aprilia ha messo a punto un programma di prebooking online che offre interessanti vantaggi a coloro che decidono di prenotarsi per l’acquisto, tra cui il privilegio di portarsi a casa per primi una delle moto più attese in assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire da mercoledì 3 novembre sarà possibile prenotare Tuareg 660 sulle pagine del sito web dedicato <strong><a href="http://www.tuareg660.aprilia.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tuareg660.aprilia.com</a></strong>, accessibile anche dal sito <strong><a href="http://www.aprilia.com" target="_blank" rel="noopener">aprilia.com</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Online si potrà scegliere la variante cromatica preferita e il dealer di fiducia dove ritirare la moto. I primi esemplari prodotti saranno quindi destinati proprio a coloro che l’hanno prenotata, ai quali Aprilia garantisce anche le <strong>spese di immatricolazione incluse nel prezzo di listino</strong>, che parte da 11.990 euro, IVA inclusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Aprilia Tuareg 660</strong> nasce sulla base della meccanica di RS 660 e Tuono 660 ed è concepita per superare il fuoristrada più duro e allo stesso tempo per essere facile e confortevole nei viaggi, puntando a rappresentare la migliore sintesi tra le enduro monocilindriche e tra le adventure di media cilindrata, due mondi fino ad ora antitetici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anticonformista e assolutamente originale nel design, leggera e potente (<strong>187 kg</strong> per una potenza di <strong>80 CV</strong>), è il frutto di un progetto concettualmente modernissimo e completamente nuovo. Tuareg 660 si distingue per l’ergonomia di guida espressamente studiata per il fuoristrada, con manubrio ampio e alto e un girovita molto snello per facilitare i movimenti in sella. L’elevatissima escursione delle sospensioni garantisce la capacità di superare qualsiasi ostacolo e una guida confortevole su strada e nel turismo. L’equipaggiamento è il più completo e comprende l’impianto di illuminazione full LED con DRL perimetrali e la strumentazione TFT a colori da 5 pollici. È di serie il pacchetto di controlli elettronici <strong>APRC con Ride-by-Wire</strong> multimappa che include il <strong>traction control</strong>, il <strong>cruise control</strong>, <strong>l’engine brake</strong> e differenti <strong>mappature</strong> del motore. Sono presenti anche <strong>quattro Riding Mode personalizzabili</strong>, per massimizzare l’esperienza di guida e facilitare la vita a bordo. Il pilota deve solo scegliere il Riding Mode per ottenere automaticamente la migliore taratura dei controlli elettronici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Aprilia Tuareg 660</strong> è spinta da un <strong>motore bicilindrico</strong> frontemarcia di nuova generazione, leggero e dalle prestazioni entusiasmanti, calibrato per affrontare il fuoristrada più impegnativo. Aprilia Tuareg 660 è depotenziabile a 35 kW, ideale per i <strong>neopatentati</strong> e sulla quale restano invariate tutte le altre caratteristiche tecniche. Il ricco catalogo di accessori comprende componenti in grado di renderla più sportiva nell’off-road e più confortevole nei viaggi; è presente anche una linea di abbigliamento tecnico di qualità dedicato al turismo e al fuoristrada. La gamma colori prevede la variante <strong>Acid Gold</strong>, vivace e distintiva come da tradizione Aprilia, e la variante <strong>Martian Red</strong>, dominata dai colori rosso e nero a un prezzo di listino di 11.990 euro franco concessionario. A queste si aggiunge la più evocativa grafica <strong>Indaco Tagelmust</strong>, con un prezzo di listino di 12.690 euro franco concessionario.</p>
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		<title>Nuove BMW K 1600, K 1600 GTL, K 1600 B e K 1600 Grand America</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/10/29/nuove-bmw-k-1600-k-1600-gtl-k-1600-b-e-k-1600-grand-america/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nuove-bmw-k-1600-k-1600-gtl-k-1600-b-e-k-1600-grand-america</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 17:41:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I nuovi modelli BMW K 1600: il fascino del sei cilindri per una guida dinamica e lussuosa, per il turismo e il viaggio. I motori a sei cilindri in linea appartengono da sempre ai modelli I nuovi modelli K 1600: il fascino del sei cilindri per una guida dinamica e lussuosa, per il turismo e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I nuovi modelli BMW K 1600: il fascino del sei cilindri per una guida dinamica e lussuosa, per il turismo e il viaggio. I motori a sei cilindri in linea appartengono da sempre ai modelli</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I nuovi modelli K 1600: il fascino del sei cilindri per una guida dinamica e lussuosa, per il turismo e il viaggio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I motori a sei cilindri in linea appartengono da sempre ai modelli BMW più esclusivi. Dal 2010, con i modelli K 1600, BMW Motorrad offre affascinanti e lussuose motociclette equipaggiate ai massimi livelli con il performante motore a sei cilindri. La <strong>K 1600 GT </strong>è la variante più agile e dinamica del design sei cilindri, mentre la <strong>K</strong><strong>1600 GTL </strong>con la maggiore ergonomia e il bauletto di serie, si presta maggiormente ad una guida piacevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>K</strong><strong>1600</strong><strong>B</strong>appartiene ad una specie completamente diversa. Offre la caratteristica <em>&#8220;</em>streamlining<em>&#8221; </em>con una sezione posteriore bassa in stile bagger. Il suo motto è <em>&#8220;</em>The Spirit of the Open Road<em>&#8220;</em>. Rappresenta eleganza, potenza e lusso su due ruote e permette al pilota di vivere intensamente ogni esperienza su strada, ogni viaggio e ogni momento. Sulla base della K 1600 B, la <strong>K 1600 Grand America</strong>unisce le prestazioni elevate del motore a sei cilindri in linea con accessori esclusivi che rendono i viaggi a lunga distanza in stile americano un&#8217;esperienza tanto confortevole quanto affascinante, sia da soli che in compagnia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Motore a sei cilindri in linea rivisto secondo la normativa Euro 5 con un nuovo controllo motore, un sistema di sensori di detonazione, piano di emissioni rivisto, nonché un controllo della coppia di trascinamento del motore</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore a sei cilindri è stato adattato alle attuali normative Euro 5 per l&#8217;uso nella nuova K 1600 GT, GTL, B e Grand America. Da un punto di vista tecnico, il pezzo forte è costituito dall&#8217;uso del sistema di gestione elettronica del motore BMS-O, due sensori di detonazione e due sonde lambda a banda larga aggiuntive. Oltre ai valori di emissione drasticamente diminuiti, ci sono anche notevoli vantaggi relativi alla potenza e alla coppia del motore a sei cilindri. La capacità nominale è ancora di 118 kW (160 CV). Tuttavia, ora viene raggiunta già a una velocità di rotazione di 6750 giri/min e quindi 1000 giri/min in meno rispetto a quanto avveniva in precedenza. Inoltre, le nuove proprietà tecniche forniscono un aumento della coppia massima da 175 Nm a 180 Nm ad una velocità di rotazione di 5250 giri/min. Una spinta ancora superiore e un&#8217;accelerazione ancora più potente rappresentano miglioramenti tangibili per il pilota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore nuovo componente è il controllo della coppia di trascinamento del motore (MSR). Grazie ad esso, sarà possibile evitare in modo sicuro le condizioni di instabilità di guida, che possono svilupparsi guidando nella fase di rilascio dell’acceleratore o quando si scala marcia a causa di un eccessivo slittamento della ruota posteriore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dynamic ESA &#8220;Next Generation&#8221;, sospensione elettronica con compensazione del carico completamente automatica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La BMW Motorrad Dynamic ESA <em>&#8220;</em>Next Generation<em>&#8221; </em>(Electronic Suspension Adjustment) sulla nuova K 1600 GT, GTL, B e Grand America garantisce livelli ancora più elevati in termini di sicurezza di guida, prestazioni e comfort, dato che lo smorzamento si adatta automaticamente alle condizioni di guida e alle manovre. Inoltre, troviamo anche la compensazione automatica della posizione di guida per tutti i livelli di carico della moto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Unità a LED ultramoderne e nuovi fari adattivi full LED</h3>



<p class="wp-block-paragraph">BMW Motorrad è stata per decenni pioniera in termini di sicurezza su due ruote. Per questo motivo, le nuove K 1600 GT, GTL, B e Grand America hanno già in dotazione standard le modernissime unità LED. Il nuovo faro full LED con tecnologia delle lenti a LED e l&#8217;iconica luce diurna di guida (a seconda del mercato) illumina la strada con una luce chiara e brillante senza pari riaffermando il prestigio dei nuovi modelli a sei cilindri. Un altro componente standard del faro è la funzione <em>&#8220;</em>Adaptive Headlight<em>&#8221; </em>girevole<em>. </em>Grazie a questa funzione, l’anabbagliante a LED ruota in curva in base all&#8217;angolo d’inclinazione. In questo modo, la curva viene illuminata quasi completamente, dato che la luce viene direzionata sulla traiettoria della moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, ruotando l&#8217;intera unità anabbagliante (±2°), gli stati dinamici del veicolo (frenata, accelerazione) sono gestiti automaticamente e l&#8217;illuminazione ottimale è garantita in ogni momento. Inoltre, sono state inserite una serie di nuove funzioni come la <em>&#8220;</em>Welcome light<em>&#8220;</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nuovo display a colori TFT da 10,25 pollici con mappa di navigazione integrata, pianificazione dell’itinerario intuitiva e connettività completa di serie</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuove K 1600 GT, GTL, B e Grand America sono equipaggiate di serie con un nuovo display a colori TFT da 10,25 pollici con navigazione a mappe e connettività integrate. Grazie all&#8217;eccellente leggibilità, all’intuitivo menu di navigazione e a un concept operativo integrato, si posizionano al top del loro segmento di appartenenza. Il nuovo display a colori da 10,25 pollici permette di visualizzare la mappa di navigazione sul quadro strumenti, rimuovendo dunque la necessità di un display aggiuntivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sistema audio 2.0 &#8211; una nuova dimensione del suono digitale come standard o come equipaggiamento opzionale ex works.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;impianto audio 2.0, le nuove K 1600 GTL e Grand America offrono in dotazione standard un&#8217;esperienza sonora ancora più intensa. Il sistema audio è disponibile come equipaggiamento opzionale da fabbrica per la K 1600 GT e la K 1600 B.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Caratteristiche di guida superiori e dinamicità del sei cilindri in affascinanti colori base, stile esclusivo e pregiate varianti Option 719.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’Option 719 &#8220;Midnight&#8221; con stampa a immersione per le K 1600 B e K 1600 Grand America<br>Le nuove K 1600 GT, GTL, B e Grand America sono disponibili ciascuna in tre accattivanti opzioni cromatiche: una variante base, una variante di stile e l&#8217;Option 719. Particolarmente degna di nota è l’Option 719 &#8220;Midnight&#8221;, disponibile solo per la K 1600 B e la K 1600 Grand America. Il clou di questa è la verniciatura in Meteoric Dust II metalizzata con tema &#8220;Galaxy&#8221; raffigurato con la stampa a immersione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: <a href="https://www.bmw-motorrad.it/it/home.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BMW</a></p>
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		<title>LA BRESCIA-NAPOLI, CLASSICA IN MOTO D’EPOCA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 11:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna per la sesta volta la maratona su motociclette d&#8217;epoca più famosa d&#8217;Italia,&#160;La&#160;Brescia–Napoli, e quest’anno potrà contare sul supporto di&#160;BikerX, scuola di guida sicura su due ruote riconosciuta da&#160;Federmoto. In programma&#160;dal&#160;23 al 26 settembre, non si tratta solo di una manifestazione dedicata al mondo delle due ruote, ma è prima di tutto&#160;una gara a squadre, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Torna per la sesta volta la maratona su motociclette d&#8217;epoca più famosa d&#8217;Italia,&nbsp;<strong><em>La&nbsp;<a href="https://www.brescianapoli.it/" target="_blank" rel="noopener">Brescia–Napoli</a></em></strong>, e quest’anno potrà contare sul supporto di&nbsp;<strong>BikerX</strong>, scuola di guida sicura su due ruote riconosciuta da&nbsp;<strong>Federmoto</strong>. In programma&nbsp;<strong>dal</strong>&nbsp;<strong>23 al 26 settembre</strong>, non si tratta solo di una manifestazione dedicata al mondo delle due ruote, ma è prima di tutto&nbsp;<strong>una gara a squadre</strong>, in cui ogni motociclista affronta un viaggio con la propria&nbsp;<strong>moto d’epoca</strong>,<strong>&nbsp;percorrendo circa 1.000 km in 4 giorni tra arte</strong>,<strong>&nbsp;natura&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;paesaggi</strong>. Rispetto alla&nbsp;<strong>prima edizione</strong>, tenutasi nel&nbsp;<strong>2016</strong>, la manifestazione è stata protagonista di una grande crescita&nbsp;<strong>in termini di affluenza e partecipazione</strong>, passando da soli&nbsp;<strong>5 motociclisti in gara</strong>&nbsp;a ben&nbsp;<strong>13 squadre</strong>&nbsp;per un totale di&nbsp;<strong>52 partecipanti</strong>. Questi ultimi saranno valutati da&nbsp;<strong><em><a href="https://www.bikerx.it/" target="_blank" rel="noopener">BikerX</a></em></strong>&nbsp;che, oltre ad essere&nbsp;<strong>main sponsor</strong>&nbsp;della competizione, sarà anche parte integrante della&nbsp;<strong>giuria tecnica.</strong>&nbsp;L’appuntamento è per il&nbsp;<strong>22 settembre</strong>&nbsp;in occasione della serata inaugurale che, come ogni anno, si svolgerà presso lo showroom di antiquariato e vintage<strong>&nbsp;<em>39Vantini Oldstyle</em></strong>. Un momento per festeggiare&nbsp;l’inizio del viaggio e presentare i partecipanti, con le rispettive motociclette, ai quali verranno assegnati dalla giuria tecnica dei punteggi che andranno a determinare la griglia di partenza. L’evento è gratuito e aperto a tutti ma è consigliata la prenotazione, gli ingressi sono limitati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Prendere parte a una manifestazione così importante è per noi motivo di&nbsp;<strong>grande orgoglio e soddisfazione</strong>&nbsp;– afferma&nbsp;<strong>Eliana Macrì</strong>, presidente di&nbsp;<em>BikerX</em>&nbsp;–&nbsp;<em>La Brescia–Napoli</em>&nbsp;è più di una semplice manifestazione sportiva: unisce l’amore e la&nbsp;<strong>cultura delle due ruote</strong>&nbsp;alla&nbsp;<strong>valorizzazione del territorio</strong>. Un connubio perfetto tra&nbsp;<strong>passato</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>presente</strong>&nbsp;che ci ricorda da dove siamo partiti e quanta strada ancora possiamo percorrere. Non solo, è un vero e proprio&nbsp;<strong>momento di convivialità</strong>,&nbsp;<strong>passione</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>competizione</strong>&nbsp;in cui i rider possono mettere in mostra tutta la loro tenacia in sella alle&nbsp;<strong>motociclette</strong>. Essere parte integrante della giuria tecnica è una&nbsp;<strong>grande responsabilità</strong>, ma grazie alla nostra esperienza sapremo valutare le&nbsp;<strong>presentazioni dei mezzi&nbsp;</strong>e la<strong>&nbsp;creatività dei piloti</strong>&nbsp;anche in un’ottica di<strong>&nbsp;sicurezza</strong>. Quest’ultimo è un&nbsp;<strong>aspetto di assoluta rilevanza</strong>&nbsp;che non deve mai mancare, in particolar modo quando si parla di&nbsp;<strong>viaggi in moto</strong>&nbsp;come, appunto,&nbsp;<em>La Brescia-Napoli</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La competizione partirà da&nbsp;<strong>Brescia&nbsp;</strong>il&nbsp;<strong>23 settembre</strong>&nbsp;e si chiuderà il&nbsp;<strong>26 settembre</strong>&nbsp;con l’arrivo a&nbsp;<strong>Napoli</strong>. Ogni squadra sarà formata da&nbsp;<strong>4 motociclisti</strong>&nbsp;in sella a due ruote costruite entro l’anno&nbsp;<strong>1978.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La Brescia-Napoli</em>&nbsp;dichiara: “L’obiettivo di questo progetto è sempre stato il&nbsp;<strong>gioco di squadra</strong>, vincono il&nbsp;<strong>gruppo</strong>&nbsp;e lo&nbsp;<strong>spirito del viaggio</strong>. Anche per questo motivo l’iniziativa&nbsp;<strong>«<em>Down on the road»</em></strong>&nbsp;ci accompagna quest’anno:&nbsp;<strong>8 ragazzi</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>sindrome di Down</strong>&nbsp;viaggeranno in una sorta di&nbsp;<strong>staffetta a bordo di due sidecar al fianco di due squadre iscritte alla gara</strong>, passandosi il testimone lungo il percorso. Ancora una volta e in particolar modo visto il progetto che ci segue, la&nbsp;<strong>sicurezza sulla strada sarà fondamentale</strong>: l’appoggio di un esperto del settore come&nbsp;<strong><em>BikerX</em></strong>&nbsp;è per noi infinitamente prezioso. Ora non resta che partire!”</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2021/09/21/la-brescia-napoli-classica-in-moto-depoca/">LA BRESCIA-NAPOLI, CLASSICA IN MOTO D’EPOCA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>GARMIN SCENDE IN PISTA INSIEME A BIKERX: SIGLATA UNA NUOVA PARTNERSHIP CON IL LEADER MONDIALE DELLA NAVIGAZIONE SATELLITARE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 16:02:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BikerX sigla una nuova prestigiosa partnership con Garmin, che metterà a disposizione della scuola di guida sicura su due ruote un’ampia gamma di prodotti, dai navigatori agli orologi da polso GPS. In piena coerenza con i principi portati avanti da BikerX, i navigatori per moto Garmin sono progettati mettendo la sicurezza del conducente al primo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>BikerX</strong> sigla una nuova prestigiosa partnership con<strong> Garmin</strong>, che metterà a disposizione della scuola di guida sicura su due ruote un’ampia gamma di prodotti, dai <strong>navigatori </strong>agli <strong>orologi da polso GPS</strong>. In piena coerenza con i principi portati avanti da BikerX, i navigatori per moto Garmin sono progettati mettendo la sicurezza del conducente al primo posto, in quanto attrezzati con chiamate vivavoce, comunicazione satellitare inReach, dati sull’info traffico, previsioni meteo e rider alert che indicano l’approssimarsi di svolte pericolose, cambi di velocità e autovelox lungo il percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo felici di avere al nostro fianco un alleato prezioso come Garmin per il 2021 – ha commentato <strong>Eliana Macrì, presidente di BikerX</strong> – Ci siamo rispecchiati subito nei valori di <strong>onestà</strong>, <strong>integrità</strong> e <strong>rispetto</strong> che l’azienda condivide, perché sono proprio gli stessi dettami che un motociclista dovrebbe seguire tanto in sella quanto nella vita. Con i nostri corsi, oltre a offrire le corrette nozioni per guidare in sicurezza e avere il controllo del proprio mezzo, ci proponiamo di fare esattamente questo: far passare una filosofia e un modo di rapportarsi alla moto applicabili in qualsiasi ambito della quotidianità”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>navigatori </strong>Garmin sono ottimi compagni di viaggio sia per chi ama godersi le strade panoramiche con la giusta playlist nelle orecchie sia per gli amanti dell’avventura, poiché sono provvisti di una struttura robusta, resistente alle intemperie, ai raggi UV e ai vapori del carburante. Non solo: per gli amanti dei tornanti è possibile selezionare le strade più ricche di curve per il massimo del divertimento. Per quanto riguarda gli orologi GPS, invece, è possibile scegliere tra dispositivi all’avanguardia progettati per resistere alle condizioni atmosferiche più estreme, modelli dal design leggero e con programmi di workout e monitoraggio integrati per tutti coloro che non temono la fatica; così come smartwatch moderni ed eleganti, per chi vuole mantenersi in forma senza rinunciare allo stile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Garmin è senza dubbio sinonimo di passione. Ma per viverla fino in fondo, qualunque sia l’attività sportiva o outdoor che amiamo, non bisogna dimenticare un aspetto assolutamente imprescindibile, ovvero la sicurezza – commenta <strong>Stefano Viganò</strong>, <strong>Amministratore Delegato di Garmin Italia</strong> – Dall’escursionismo alla corsa a piedi, dal ciclismo al motociclismo, come in questo caso, i nostri strumenti prevedono funzioni per accompagnare e assistere il nostro utente. Siamo quindi molto orgogliosi della partnership con BikerX, con cui non possiamo che condividere l’attenzione alla guida consapevole”.</p>
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		<title>TELEPASS AMPLIA L’OFFERTA DELLA URBAN MOBILITY CON LO SCOOTER SHARING DI MIMOTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 17:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Telepass continua l’ampliamento dei servizi di sharing mobility attraverso gli scooter elettrici di MiMoto che permettono spostamenti facili, green e veloci in città. Con l’obiettivo di offrire un numero sempre maggiore di opzioni per una mobilità flessibile, sicura e sostenibile, Telepass sceglie MiMoto e lo integra nei servizi della sua app.&#160; Telepass Pay è la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Telepass continua l’ampliamento dei servizi di sharing mobility attraverso gli scooter elettrici di MiMoto che permettono spostamenti facili, green e veloci in città. Con l’obiettivo di offrire un numero sempre maggiore di opzioni per una mobilità flessibile, sicura e sostenibile, Telepass sceglie MiMoto e lo integra nei servizi della sua app.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Telepass Pay è la app che permette il pagamento, sicuro e veloce, di servizi integrati e collegati ai nuovi stili di mobilità,senza l’uso del contante, utilizzando solo il proprio smartphone.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per noleggiare uno scooter, sarà sufficiente, per chi non l’avesse già, avviare l’applicazione mobile gratuita TelepassPay, scaricabile su smartphone Android e iOS, localizzare il mezzo più vicino, prenotarlo e sbloccarlo interagendo con l’App del Gruppo Telepass. Gli utenti potranno circolare liberamente all’interno del centro città, lasciando i mezzi a fine corsa in aree che non intralcino il traffico stradale né i passaggi pedonali o parcheggiando senza costi in tutti gli spazi delimitati da strisce bianche o &nbsp;blu. Così facendo, gli altri eRider riescono a localizzare facilmente tutti gli scooter elettrici disponibili per la prossima corsa. Lo scooter sharing di MiMoto è attualmente disponibile nella città di Milano, Torino, Genova e Firenze ed entro quest’anno è prevista l’espansione in 13 principali centri urbani in Italia, successivamente in Europa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’insegna di una mobilità facile in città che permette lo spostamento dove e &nbsp;quando si vuole, MiMoto ha all’attivo un totale di 150 mila utenti (+ 87% nel 2020 rispetto all’anno precedente) con una media di utilizzo di 14 minuti e 4.6 km di percorrenza. Il centro operativo è a disposizione h24 per gestire le operazioni di noleggio e la flotta, inclusa la ricarica degli scooter e i caschi, e il servizio è offerto anche alle imprese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gabriele Benedetto, Amministratore Delegato di Telepass dichiara: “<em>La nostra mission è facilitare la vita delle persone attraverso una nuova esperienza di mobilità e con gli scooter in condivisione di MiMoto si amplia l’offerta di sharing mobility per spostarsi in modo green, facile e veloce. Nell’ottica di proseguire lo sviluppo della piattaforma di servizi per le imprese&nbsp;e per le persone in movimento abbiamo scelto MiMoto perché </em>è <em>un player di mobilità elettrica urbana che contribuisce a rendere la città sempre</em><em> più vivibile</em><em>, sostenibile e meno intasata dal traffico”</em>.&nbsp;<em></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Luca Santambrogio, Amministratore Delegato di MiMoto commenta: <em>“Entrare nella piattaforma Telepassci permette di far parte integrante dell’offerta sharing mobility di un grande gruppo impegnato nel facilitare l’accesso alle diverse modalità di spostamento. MiMoto ha lo stesso dna di Telepass, digitale ed ecosostenibile e per questo in linea con la volontà del Gruppo di essere abilitatore di una mobilità integrata, flessibile, sicura e sostenibile&#8221;.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si ferma quindi la trasformazione di Telepass da operatore di pedaggi autostradali a dinamico protagonista della smart mobility. Attraverso un &nbsp;&nbsp;&nbsp;unico abbonamento si accede infatti a un circuito di pagamento invisibile per offrire un’esperienza di mobilità integrata, con una piattaforma di servizi in continua evoluzione: dal pagamento del parcheggio, del taxi o del carburante al lavaggio dell’auto lì dov’è parcheggiata, dall’acquisto dello skipass alle polizze assicurative, al noleggio di mezzi di spostamento alternativo come, appena arrivati, gli scooter di MiMoto.&nbsp;</p>
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		<title>BIKERX SIGLA UNA NUOVA PARTNERSHIP CON CARDO, IL “MIGLIOR SISTEMA DI COMUNICAZIONE PER MOTO AL MONDO” CHE UNISCE SICUREZZA E CONDIVISIONE</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/04/27/bikerx-sigla-una-nuova-partnership-con-cardo-il-miglior-sistema-di-comunicazione-per-moto-al-mondo-che-unisce-sicurezza-e-condivisione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bikerx-sigla-una-nuova-partnership-con-cardo-il-miglior-sistema-di-comunicazione-per-moto-al-mondo-che-unisce-sicurezza-e-condivisione</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 15:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per garantire un’esperienza di guida sicura e professionale ai propri corsisti, BikerX sigla un’importante partnership con Cardo. L’azienda leader nel settore della comunicazione per motociclette metterà a disposizione della scuola alcuni dei suoi prodotti top di gamma, come il sistema d’interfono che permette di tenere connesse fra loro fino a quindici persone. In questo modo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per garantire un’esperienza di guida sicura e professionale ai propri corsisti, <em><strong>BikerX</strong></em> sigla un’importante partnership con <em><strong>Cardo</strong></em>. L’azienda leader nel settore della <strong>comunicazione per motociclette</strong> metterà a disposizione della scuola alcuni dei suoi prodotti top di gamma, come il <strong>sistema d’interfono</strong> che permette di tenere connesse fra loro <strong>fino a quindici persone</strong>. In questo modo, sia per i corsi one to one sia per quelli organizzati in gruppi, sarà sempre possibile avere una <strong>linea di comunicazione diretta fra istruttori e allievi</strong>, senza che questi ultimi debbano mai distogliere gli occhi dalla strada o staccare le mani dal manubrio. Infatti, grazie alla funzione di comando vocale sempre attiva, basterà pronunciare le parole “ehi Cardo” per interagire senza rischiare di perdere la concentrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La collaborazione con <em>Cardo</em> ci permette di svolgere il nostro lavoro in totale <strong>sicurezza</strong>, un concetto che per noi è fondamentale poiché è il pilastro del nostro progetto, ma a cui tutti negli ultimi tempi hanno imparato a dare più importanza – spiega <strong>Eliana Macrì</strong>, <strong>founder di </strong><em><strong>BikerX</strong></em> – Non solo: siamo molto felici di avere gli amici di <em>Cardo</em> al nostro fianco perché non solo sono degli esperti nel loro settore, ma sono prima di tutto grandi appassionati di moto, esattamente come noi. Condividere l’amore per il mondo delle due ruote rende questa <strong>partnership </strong>ancora più <strong>speciale</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfruttando la tecnologia <strong>Dynamic Mesh Communications</strong> (<strong>DMC</strong>), i dispositivi <em>Cardo</em> permettono di dire addio a tutte le limitazioni del tradizionale Bluetooth, quali la distanza ridotta e la qualità dell’audio, rendendo ogni interfono un hub di comunicazione separato che traccia e mantiene sempre il collegamento con altri hub suoi simili. Dopo la <strong>configurazione</strong>, <strong>semplice e immediata</strong>, ogni membro del gruppo sarà libero di rimanere o lasciare la conversazione, senza influire sul collegamento dei restanti motociclisti. Inoltre, con una <strong>batteria</strong> che può durare <strong>fino a 13 ore</strong> e una struttura sottile ma <strong>resistente all’aria</strong>, <strong>alle turbolenze</strong> e <strong>alle intemperie</strong>, le unità <em>Cardo</em> sono progettate appositamente per chi ama godersi lunghi tragitti in moto in compagnia. I prodotti Cardo Systems sono distribuiti in esclusiva per l&#8217;Italia da SST Srl.</p>
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		<title>VESPA FESTEGGIA I SUOI 75 ANNI E SUPERA IL TRAGUARDO DEI 19 MILIONI DI ESEMPLARI PRODOTTI</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/04/22/vespa-festeggia-i-suoi-75-anni-e-supera-il-traguardo-dei-19-milioni-di-esemplari-prodotti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vespa-festeggia-i-suoi-75-anni-e-supera-il-traguardo-dei-19-milioni-di-esemplari-prodotti</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 18:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vespa festeggia 75 anni e raggiunge lo straordinario traguardo dei 19 milioni di esemplari prodotti a partire dalla primavera del 1946. La Vespa che celebra i 19 milioni è una GTS 300 nella serie speciale 75th ed è stata assemblata nello stabilimento di Pontedera, dove Vespa è prodotta ininterrottamente dal 1946. 19 milioni di Vespa [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Vespa festeggia 75 anni e raggiunge lo straordinario traguardo dei 19 milioni di esemplari prodotti a partire dalla primavera del 1946. La Vespa che celebra i 19 milioni è una GTS 300 nella serie speciale 75th ed è stata assemblata nello stabilimento di Pontedera, dove Vespa è prodotta ininterrottamente dal 1946.</p>



<p class="wp-block-paragraph">19 milioni di Vespa sono altrettante storie di ragazze e ragazzi che, in tutto il mondo, hanno conquistato la libertà in sella alla due ruote più amata. Vespa ne ha accompagnato le vite, incarnato i sentimenti e il desiderio di libertà. Perché Vespa è parte della nostra cultura, è protagonista delle nostre vite, nell&#8217;immaginazione di molte generazioni di italiani, di europei, di americani, di africani e di asiatici. La Vespa è oggi uno di quei rari prodotti che fanno stabilmente parte del paesaggio della nostra vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo momento straordinario arriva mentre Vespa vive uno dei momenti più luminosi della sua storia, commercializzata in 83 paesi in tutti i continenti è oggi il veicolo a due ruote più famoso e amato al mondo. Da tempo Vespa ha largamente superato la sua funzione di mezzo per il commuting facile ed elegante per diventare un brand globale, un simbolo della tecnologia e dello stile italiani, capace di accomunare nel suo nome, milioni di appassionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una gamma in continua evoluzione e tecnologicamente sempre di avanguardia, uno stile unico, al di sopra di mode e tendenze che ha saputo rinnovarsi sempre rimanendo fedele ai suoi valori originali, sono tra i motivi di un successo che si misura in oltre un milione e 800mila veicoli prodotti negli ultimi dieci anni</p>



<p class="wp-block-paragraph">A metà degli anni 2000 la produzione annua di Vespa era attestata intorno alle 50mila unità, da allora una crescita costante e spettacolare l’ha portata a superare quota 100mila nel 2007 e le 200mila dal 2018.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo scoccare dei suoi 75 anni Vespa è più che mai un marchio globale, tra i più noti del made in Italy, una vera cittadina del mondo che è prodotta in tre siti produttivi: Pontedera, la cui produzione è destinata all’Europa, all’America e a tutti i mercati occidentali; Vinh Phuc, in Vietnam, che serve il mercato locale e i paesi del Far East e in India, nel modernissimo impianto di Baramati, aperto nel 2012, dal quale escono le Vespa per il mercato indiano e del Nepal.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il suo 75° compleanno Vespa si presenta in una serie speciale <strong>Vespa 75th</strong>, disponibile per <strong>Vespa Primavera</strong> (nelle cilindrate 50, 125 e 150 cc) e per <strong>Vespa GTS</strong> (nelle cilindrate 125 e 300 cc), limitatamente al 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scocca di Vespa 75th si colora dell’inedito metallizzato Giallo 75th che, studiato espressamente per questa serie, reinterpreta in chiave contemporanea cromie in auge negli anni Quaranta. Sulle fiancate e sul parafango anteriore compare il numero 75 in una tonalità più accentuata, a creare un elegante tono su tono, come anche nella vista frontale dove la tradizionale “cravatta” è rifinita in tinta opaca giallo pirite.</p>
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		<title>KUSTOM KULTURE, LO STILE DI VITA ISPIRATO ALLE DUE RUOTE PERSONALIZZATE DIVENTA UN FENOMENO DI TENDENZA E CONQUISTA I SOCIAL</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/04/13/kustom-kulture-lo-stile-di-vita-ispirato-alle-due-ruote-personalizzate-diventa-un-fenomeno-di-tendenza-e-conquista-i-social/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=kustom-kulture-lo-stile-di-vita-ispirato-alle-due-ruote-personalizzate-diventa-un-fenomeno-di-tendenza-e-conquista-i-social</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 15:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla realizzazione della Dreadnought da parte di Harold Karslake nel 1902 alla nascita del taglio, il primo stile di customizzazione basato sull’adattamento delle Harley Davidson, fino alle sperimentazioni dei soldati americani che, al termine della Seconda Guerra Mondiale, iniziarono a comporre le loro due ruote modificate per vivere al meglio la loro ritrovata libertà. Queste [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2021/04/13/kustom-kulture-lo-stile-di-vita-ispirato-alle-due-ruote-personalizzate-diventa-un-fenomeno-di-tendenza-e-conquista-i-social/">KUSTOM KULTURE, LO STILE DI VITA ISPIRATO ALLE DUE RUOTE PERSONALIZZATE DIVENTA UN FENOMENO DI TENDENZA E CONQUISTA I SOCIAL</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dalla realizzazione della Dreadnought da parte di <strong>Harold Karslake</strong> nel <strong>1902</strong> alla <strong>nascita del</strong> <strong>taglio</strong>, il primo <strong>stile di customizzazione</strong> basato sull’adattamento delle <em>Harley Davidson</em>, fino alle sperimentazioni dei <strong>soldati americani</strong> che, al termine della Seconda Guerra Mondiale, iniziarono a comporre le loro due ruote modificate per vivere al meglio la loro ritrovata libertà. Queste sono alcune delle tappe che hanno segnato la storia della <strong>moto custom</strong> divenuta, con il passare degli anni, un <strong>vero e proprio cult</strong> <strong>che ha ispirato uno stile di vita oggi sempre più popolare nel mondo e sui social</strong>. Tra le principali è opportuno ricordare lo stile della casa britannica <strong>Cafè Racer</strong>; la sua replica nordamericana, ovvero il <strong>Bobber</strong>; il <strong>Chopper</strong>, la <strong>Brat Style</strong>, nata in Giappone e, infine, la <strong>Rat</strong>, direttamente dall’immaginario del film “<em><strong>Mad Max</strong></em>”. Dagli USA, infatti, la <strong>passione per le moto personalizzate </strong>si è diffusa a<strong> livello planetario</strong>: basti pensare che, secondo <em>Statista</em>, nel solo Regno Unito nel <strong>2020</strong> sono state acquistate più di <strong>7000</strong> moto custom. La <strong>popolarità del trend</strong> oggi è ancora più evidente anche grazie alla <strong>viralità ottenuta sui social</strong>: su <em><strong>Instagram</strong></em>, infatti, sono quasi<strong> 1,2 milioni</strong> i post con l’hashtag <strong>#KustomKulture</strong> e <strong>un milione</strong> i contenuti con la menzione <strong>#kustom</strong>, che raccontano appassionati, eventi, viaggi, stile e marchi coinvolti dalla tendenza. La passione per le moto custom ha raccolto anche l’attenzione di numerose celebrities come <strong>Jason Momoa</strong>, che ha disegnato una due ruote custom su base <em>Harley Davidson</em> insieme ai suoi figli, <strong>David Beckam</strong>, <strong>Ryan Reynolds</strong>, <strong>Tom Hardy</strong>, <strong>George Clooney, Bradley Cooper, Brad Pitt</strong>, che sfoggia un casco personalizzato level proin sella alla sua moto, e <strong>Keanu Reeves</strong> che, nel 2011 insieme a <strong>Gard Hollinger</strong>, ha fondato la <em><strong>Arch Motorcycle</strong></em>, un’azienda che realizza la moto custom <strong>KRGT-1</strong>. E le custom girls non mancano: da <strong>Priyanka Chopra</strong>, con la sua motocicletta totalmente rosa, da <strong>Miley Cirus</strong> a <strong>Rihanna</strong>, da <strong>Gal Gadot</strong> fino a <strong>Pamela Anderson</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Le moto custom fanno parte della storia passata e moderna del mondo delle due ruote – spiega <strong>Eliana Macrì</strong>,presidente della scuola di guida sicura<em><strong>BikerX</strong></em>che ha appena lanciato la “<a href="https://www.bikerx.it/custom-riders-school/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Custom Riders School</strong></a>” (<em>bikerx.it/custom-riders-school</em>), la <strong>prima in Italia dedicata alle moto custom</strong> –Per chi si sente già un pilota esperto o vuole semplicemente approfondire e migliorare le proprie skills di guida, <em>BikerX</em> mette a disposizione dei propri clienti dei corsi ad hoc in modo tale che ogni partecipante e pilota possa poi godere a pieno della propria due ruote in totale autonomia, sicurezza e in pieno stile custom”. Ma non è tutto: le motociclette custom si sono prese la scena, dal punto di vista televisivo, grazie a serie come “<em><strong>American Chopper</strong></em>” e“<em><strong>Sons of Anarchy</strong></em>”, documentari come “<em><strong>Oil in the Blood</strong></em>”<em>, </em>“<em><strong>Handcrafted </strong></em><em>–</em><em><strong> Costum Motorcyle Film</strong></em>”, basato sulla creatività e l’operatività dei famosi laboratori custom australiani, “<em><strong>Choppertown: the Sinners</strong></em><strong>”</strong>, in cui si dà maggiore risalto e luce al club di motociclisti da cui prende proprio il nome l’approfondimento, e “<em><strong>Flake and Flames</strong></em>”, una produzione grazie alla quale viene data visibilità ai luoghi in cui la Kustom Kulture è sentita con maggiore enfasi e trasporto. E ancora, le due ruote personalizzate assumono rilevanza in film come “<em><strong>Svalvolati on the Road</strong></em>”, in cui <strong>Dudley</strong>, interpretato da <strong>William Macy</strong>, guida la celebre <strong>XL 1200C Sportster Custom</strong> o “<em><strong>I Mercenari 3</strong></em>”, in cui le moto utilizzate dal cast sono state fornite dal customizer turco <strong>TT Custom Chopper</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>cultura custom</strong> è ben <strong>radicata in tutto il mondo</strong> anche grazie a <strong>diversi celebri club che ne hanno fatto una ragione di vita</strong>, tra i quali si ricordano i <strong>Bandidos</strong>, che contano ben <strong>5 mila membri</strong>, suddivisi in <strong>210 chapter</strong> sparsi in <strong>22 paesi</strong>, e gli <strong>Hells Engels</strong>, i quali sono presenti in tutto il mondo con <strong>250 chapter</strong>, di cui <strong>15 in Italia</strong> con <strong>150 membr</strong><strong>i</strong> effettivi. Un amore arrivato fino in Finlandia: su <em><strong>Youtube</strong></em>, infatti, è presente anche un canale chiamato <em><strong>Custom Bikers Finland</strong></em>. A livello di eventi, invece, è altrettanto importante ricordare l’<strong>American Tours Festival</strong>, organizzato ogni anno a luglio in <strong>Francia</strong> a Tours, la <strong>Bèthune Rètrò</strong>, sempre in <strong>Francia</strong> a fine agosto, il <strong>Kustom Kulture Forever</strong> in <strong>Germania</strong> a maggio, l’<strong>Ink n Road</strong>, nella provincia canadese del <strong>Quebec</strong> ad<strong> agosto</strong>, il <strong>Kustom Kulture Blastoff</strong>, a Lincoln nel <strong>Regno Unito</strong> tra fine aprile e inizio maggio, il <strong>Greazefest Kustom Kulture Festival</strong>, a Cleveland in <strong>Australia</strong><strong> </strong>a fine luglio<strong> </strong>e, infine,<strong> </strong>l’<strong>Eternal City Costom Show </strong>di<strong> Roma </strong>che, in genere, si tiene a novembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La popolarità custom, però, non riguarda solo il mondo dei motori, ma anche la <strong>moda</strong>. Proprio la serie <em><strong>Sons of Anarchy</strong></em>, da questo punto di vista, ne è un esempio a 360°. La produzione americana, andata in onda dal 2008 al 2014, parla di un gruppo di motociclisti, ex soldati che hanno combattuto in Vietnam, che proteggono la loro cittadina dagli attacchi degli aggressori. Il marchio <em>Sons of Anarchy</em> è divenuto simbolo della Kustom Kulture a tal punto da ispirare la <strong>creazione di giacche</strong>, <strong>magliette e felpe</strong> che tutt’ora vengono messe a disposizione degli appassionati. La “<strong>Kustom fashion</strong>” ha influenzato, inoltre, brand come <em><strong>The Mighty Company</strong></em>, specializzata nella produzione di giacche in pelle personalizzate e originali, e <em><strong>Rails</strong></em>, marchio che si è distinto anche per la produzione di giacche di jeans customizzate, e attirato l’attenzione di celebrities del settore come <strong>Gigi Hadid</strong>, <strong>Kendall Jenner</strong>, <strong>Aimee Song</strong> e persino <strong>Bruna Malucelli</strong>, Swim Wear Designer, che ha realizzato la sua linea di costumi partendo dai tratti distintivi della corrente, come segnalato da <em><strong>Popsugar</strong></em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Kustom Kulture nella moda così come nell’<strong>arte</strong>. Il pioniere del movimento artistico è il meccanico <strong>Kenny Graeme Howard</strong>, meglio conosciuto come “<strong>Von Dutch</strong>”. La sua tecnica artistica per eccellenza, <strong>pinstriping</strong>, gli diede l’opportunità di innalzare il livello grafico dei suoi interventi, delle sue modifiche su auto e moto. Oltre a Von Dutch si ricordano anche <strong>Ed Roth</strong>, definito da Tom Wolfe “<em>Il Salvador Dalì della Kustom Kulture</em>” anche e, soprattutto, per la realizzazione di “<em><strong>Rat Fink</strong></em>”. Al <strong>Petersen Museum</strong> di Los Angeles si è tenuta persino un’asta grazie alla quale gli appassionati di Kustom Kulture hanno potuto acquistare alcune delle più importanti opere degli stessi Ed Roth e Von Dutch. Anche l’artista britannico <strong>Grayson Perry</strong> ha voluto rendere omaggio allo stile motociclistico per eccellenza: ha realizzato una motocicletta che ha preso parte alla sua mostra “<em><strong>Tomb of the Unknown Craftsman</strong></em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La passione per le moto custom come motore per iniziare una nuova fase della propria vita personale e professionale. Questo era l’obiettivo <strong>Rick Fairless</strong> che, nel <strong>1996</strong>, ha aperto il proprio store di moto custom: lo “<em><strong>Strockers Dallas</strong></em>”. Con il passare degli anni poi, lo stesso negozio si è tramutato in un vero e proprio ritrovo, un paradiso per i biker chiamato poi “<em>Biker World</em>” (fonte <em><strong>Highseasrally.com</strong></em>). Lo stesso si può dire di <strong>Dave Mucci</strong>, designer industriale, che ha fatto della passione per le due ruote un lavoro: stando a quanto riportato da <em><strong>Sixtysixmag.com</strong></em>, <strong>Mucci</strong> prova un amore molto forte per le moto, a tal punto che le sue creazioni su due ruote hanno preso parte ad eventi come <em><strong>One Moto Show</strong></em>.</p>
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		<title>BIKERX ANNUNCIA LA NUOVA PARTNERSHIP CON SIXS: LA PASSIONE PER LE DUE RUOTE SI UNISCE AL COMFORT DELL’INTIMO SPORTIVO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 15:36:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non c’è niente di più importante che viaggiare su due ruote in sicurezza e sentirsi comodi alla guida. È questa la filosofia che ha dato vita alla collaborazione tra BikerX e SIXS, azienda italiana leader nell’abbigliamento intimo sportivo. La nuova partnership prevede, infatti, la fornitura di capi e accessori, per i sette istruttori e i [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Non c’è niente di più importante che viaggiare su due ruote in sicurezza e sentirsi comodi alla guida. È questa la filosofia che ha dato vita alla collaborazione tra <a href="https://www.bikerx.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>BikerX</strong></a> e <strong>SIXS</strong>, azienda italiana leader nell’abbigliamento intimo sportivo. La nuova partnership prevede, infatti, la fornitura di capi e accessori, per i sette istruttori e i due piloti della <strong>Scuola Federale BikerX</strong>. La linea intimo di SIXS è stata concepita per offrire il massimo comfort durante qualsiasi attività sportiva, grazie alle sue caratteristiche innovative che conferiscono una sensazione di asciutto e freschezza sulla pelle in qualsiasi condizione climatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo molto orgogliosi di avere al nostro fianco un partner come SIXS, azienda con la quale condividiamo non solo la passione per lo sport e le due ruote, ma anche i concetti di sicurezza e comfort in sella – spiega <strong>Eliana Macrì</strong>, <strong>presidente di BikerX</strong> – Quando si parla di abbigliamento tecnico bisogna sempre scegliere il meglio per potersi sentire comodi e a proprio agio alla guida, soprattutto quando si percorrono itinerari molto lunghi e avventurosi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La combinazione perfetta tra l’accurato mix di fibre tecniche e il particolare punto di tessuto danno vita all’<em><strong>Original Carbon Underwear</strong></em>, un tessuto risultato di anni di ricerca, brevettato e concepito da SIXS con l’obiettivo di aiutare gli atleti a raggiungere comfort mai provati prima durante l’attività sportiva. Grazie alle incredibili caratteristiche di termoregolazione e traspirazione, i capi SIXS permettono di mantenere la pelle sempre asciutta, contrastando la formazione dei cattivi odori: indossare l’intimo su due ruote permette di evitare bruschi raffreddamenti riducendo sensibilmente anche gli infortuni muscolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SIXS dichiara: “Quando ci si affaccia ad una nuova passione è indispensabile avere al proprio fianco qualcuno che ci accompagni, che ci aiuti a fare le scelte corrette nei tanti dubbi che incontreremo lungo la strada. Questo non riguarda solo i neofiti, può coinvolgere anche navigati motociclisti che scelgono di imparare qualcosa di più. La partnership nata tra SIXS e BikerX vuole sottolineare l’importanza di vestire abbigliamento intimo adatto alla moto, in tutte le sfaccettature ed usi possibili, per dire finalmente “<em>basta!”</em> alla vecchia maglietta di cotone.”</p>
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		<title>BIKERX RADDOPPIA E LANCIA LA “CUSTOM RIDERS SCHOOL”, PRIMA SCUOLA DI GUIDA SICURA IN ITALIA DEDICATA ALLE MOTO CUSTOM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 15:44:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunghi viaggi on the road in grandi spazi aperti, senso di libertà e musica rock. Raccontata più volte in libri, film e canzoni, la moto custom è ormai un mito dall’enorme capacità espressiva ed evocativa. Non solo, il temine “custom”, dall’inglese “customer” ossia cliente, nella sua accezione più ampia si riferisce a qualsiasi manufatto realizzato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Lunghi viaggi on the road in grandi spazi aperti, senso di libertà e musica rock. Raccontata più volte in libri, film e canzoni, <strong>la moto custom è ormai un mito dall’enorme capacità espressiva ed evocativa</strong>. Non solo, il temine <strong>“custom”</strong>, dall’inglese “customer” ossia cliente, nella sua accezione più ampia si riferisce a qualsiasi manufatto <strong>realizzato su richiesta e secondo il desiderio dell’acquirente</strong>. Ed è proprio questo che offre la <a href="https://www.bikerx.it/custom-riders-school/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Custom Riders School</strong></a> (bikerx.it/custom-riders-school/) di <em><strong>BikerX</strong></em>, la prima scuola<strong> di guida sicura in Italia dedicata alle moto custom</strong> e cucita su misura in base alle esigenze di chi guida. <strong>In partenza a maggio</strong>, le iscrizioni sono aperte a chiunque desideri sfruttare appieno le possibilità del proprio mezzo, neofita o pilota esperto che sia. La cornice sarà ancora una volta quella del <strong>CampoProva</strong> dell’<strong>autoscuola Gatti </strong>di <strong>Reggio Emilia</strong>, un centro permanente di formazione alla guida dalla <strong>superficie di </strong><strong>50.000 m</strong><sup><strong>2 </strong></sup><strong>attrezzato con viali, incroci e rotonde</strong>. Una perfetta simulazione di tutte le più frequenti situazioni di guida che possono verificarsi in un’area urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La Custom Riders School nasce dall’esigenza di avere la totale padronanza della moto che si vuole guidare – spiega <strong>Eliana Macrì, presidente di </strong><em><strong>BikerX</strong></em> – Quando ho comprato la mia prima Harley-Davidson ero molto incuriosita: la seduta piuttosto bassa e la forma del manubrio, che impone una guida con le braccia alzate, mi hanno fatto scoprire un mondo nuovo rispetto a ciò a cui ero abituata prima. Ma essere un vero biker vuol dire anche questo: <strong>conoscere adeguatamente il proprio mezzo e sapere come guidarlo nella maniera più opportuna per non mettere in pericolo la nostra incolumità e quella degli altri</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la Custom Riders School, <em>BikerX</em> farà affidamento su <strong>istruttori qualificati e specializzati</strong>. Attraverso un percorso articolato fra <strong>teoria e pratica</strong>, sarà possibile <strong>migliorare la propria tecnica di guida</strong>, dalla giusta postura da adottare all’importanza di un abbigliamento corretto. A disposizione dei corsisti <strong>due moto </strong>fornite dall’<strong>Harley-Davidson Route 76 </strong>di Jesi: la mitica <strong>XL</strong> <strong>883</strong>, che offre l’esperienza unica di sentire il suo definito e potente pompare dei 2 cilindri, e la <strong>750 Street Rod</strong>, il modello d’ingresso nel mondo Harley che permette di allenarsi accompagnati dal fedele zoppo borbottio del&nbsp;2&nbsp;cilindri a V. La sua sella bassa, inoltre, non richiede gambe troppo lunghe per trasmettere sicurezza e lasciarsi trasportare nel mondo custom.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non solo, per custom s’intende soprattutto un’<strong>attitudine</strong>, un modo di vivere la passione per le due ruote che accomuna persone spesso diversissime fra loro, ma tutte unite dalla <strong>voglia di esprimere la propria individualità e autenticità attraverso il proprio mezzo</strong>. Ed è per questo motivo che BikerX ha deciso di lanciare anche una linea di abbigliamento dallo <strong>stile unico e personale</strong>, frutto della creatività della custom painter <strong>Arianna Carrozzo</strong>, in arte <strong>Aryk Old Paint</strong>, e disponibile sullo shop online di BikerX.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Custom è infine <strong>amore e riconoscimento della diversità come valore </strong>e delle particolarità che, a nostro modo, ci rendono quello che siamo – conclude <strong>Eliana Macrì</strong> –. Una vera <strong>filosofia di vita</strong>, insomma,che abbiamo saputo declinare e incorporare all’interno della nostra proposta corsistica.”</p>
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		<title>1921 &#8211; 2021, MOTO GUZZI FESTEGGIA 100 ANNI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 23:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un secolo di storia, di splendide motociclette, di vittorie, di avventure, di personaggi straordinari che hanno costruito il mito del Marchio dell’Aquila. Moto Guzzi celebra questo eccezionale compleanno proprio mentre sta vivendo una nuova giovinezza. La gamma moto è profondamente rinnovata mantenendo intatti i valori di stile e autenticità del marchio, uniti alle migliori dotazioni [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un secolo di storia, di splendide motociclette, di vittorie, di avventure, di personaggi straordinari che hanno costruito il mito del Marchio dell’Aquila. <strong>Moto Guzzi celebra questo eccezionale compleanno proprio mentre sta vivendo una nuova giovinezza.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La gamma moto è profondamente rinnovata mantenendo intatti i valori di stile e autenticità del marchio, uniti alle migliori dotazioni tecniche in termini di supporti elettronici alla guida e&nbsp;ogni singola <strong>Moto Guzzi è costruita nello stabilimento di Mandello del Lario con cura artigianale</strong>. Ogni modello è creato nel rispetto di una identità unica e autentica, bilanciando sapientemente lo stile classico con la tecnologia di avanguardia e rispecchiando una filosofia costruttiva che crea un rapporto esclusivo tra moto e pilota.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Roberto Colaninno, Presidente e AD del Gruppo Piaggio, ha commentato: </strong>“<em>I cento anni di Moto Guzzi rappresentano un momento di grande orgoglio per il Gruppo Piaggio, del quale il brand lariano è parte dal 2004, e per tutta l’industria, non solo motociclistica, italiana. Capacità di innovazione, coraggio nel riuscire ad anticipare i tempi, spirito competitivo, amore per il prodotto e attenzione meticolosa alla qualità delle produzioni sono i talenti che Moto Guzzi ha saputo unire negli anni ad un rapporto unico con il suo territorio. Dal 1921 a oggi, ogni Moto Guzzi che ha percorso le strade del mondo è infatti nata nello stabilimento di Mandello, proprio lì dove la storia ebbe inizio esattamente un secolo fa. E tutto ciò continuerà anche nel suo secondo secolo di storia. Un’eccellenza tutta italiana”,</em><strong> ha concluso il Presidente Colaninno, </strong><em>“che ha fatto la storia del nostro paese senza mai invecchiare e che continua a muovere la passione più autentica di migliaia di guzzisti in tutto il mondo”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il simbolo dell’aquila, emblema inconfondibile di Moto Guzzi, è già di per sé un elemento che ha contribuito a creare il mito di questo marchio, da sempre indissolubilmente legato alla storia d’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’aquila ad ali spiegate trae origine dalla comune militanza dei fondatori Carlo Guzzi e Giorgio Parodi nel Servizio Aereo della Regia Marina durante la Prima Guerra Mondiale.</strong> Proprio durante il conflitto i due amici, insieme al pilota Giovanni Ravelli decisero di dedicarsi, a guerra finita, alla costruzione di motociclette. Ravelli però non potè coronare il suo sogno perché vittima di un incidente nel 1919. Guzzi e Parodi scelsero l’Aquila come simbolo anche per ricordare l’amico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei suoi cento anni Moto Guzzi ha firmato vittorie sui circuiti di tutto il mondo, portando il tricolore su ben 14 Titoli Mondiali</strong>. È stata la moto dei <strong>record di velocità</strong>, simbolo di crescita di un Paese rivolto al futuro, è stata <strong>la moto delle Forze dell’Ordine</strong>, <strong>dell’Esercito</strong> e ha esteso questa sua vocazione anche all’estero equipaggiando la <strong>Polizia californiana</strong> e, in tempi più recenti, quella di <strong>Berlino</strong> e di molte città d’Europa oltre che la <strong>guardia del re di Giordania</strong>. <strong>Inoltre, Moto Guzzi è la moto dei Corazzieri, il corpo di élite che scorta il Presidente della Repubblica Italiana.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Moto Guzzi è stata, sin dalle sue origini, la moto dei grandi viaggi<strong>. Era il 1928 quando Giuseppe Guzzi raggiunse il circolo polare in sella alla GT “Norge” </strong>e quella tradizione continua con viaggiatori che ogni giorno, e in ogni parte del mondo, partono in sella alla loro Moto Guzzi verso mete lontane.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oggi Moto Guzzi è parte fondamentale del <a href="https://piaggiogroup.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo Piaggio</a>, primo produttore europeo di moto e scooter, che ne ha preservato i caratteri originali, promosso i valori e riportata a un ruolo da protagonista.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno alle competizioni con il <strong>Trofeo Moto Guzzi Fast Endurance</strong>, che da quest’anno ha valenza europea, e una nuova famiglia di moto hanno riportato Moto Guzzi tra i protagonisti del mercato riavvicinando il marchio a un pubblico più giovane. La <strong>classica V7</strong>, appena rinata intorno al nuovissimo bicilindrico 850, e la&nbsp;<em>classic enduro</em>&nbsp;<strong>V85TT</strong> votata al viaggio e disegnata per la comodità e la facilità di guida, sono le best seller di un marchio che, ormai da qualche anno, sta vivendo una seconda gioventù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Moto Guzzi è sempre stata amata e rispettata dai motociclisti di tutto il mondo, quale che fosse il loro mezzo, e proprio i motociclisti saranno protagonisti delle <strong>GMG &#8211; Giornate Mondiali Moto Guzzi che, a Mandello del Lario dal 9 al 12 settembre</strong>, saranno il momento più alto dei festeggiamenti nell’anno del centenario, la festa più grande per un compleanno così speciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le GMG sono da sempre un appuntamento imperdibile per ogni appassionato e, attesissime, tornano a dieci anni dall’ultima edizione. Saranno decine di migliaia ad accorrere da ogni parte del mondo per vivere un evento unico e indimenticabile reso possibile grazie alla collaborazione tra Moto Guzzi, il Comitato Motoraduno Internazionale e la municipalità di Mandello del Lario.</p>
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		<title>DONNE E MOTORI: L’EMPOWERMENT FEMMINILE FA IL GIRO DEL MONDO SU DUE RUOTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 16:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adrenalina, libertà e indipendenza: per le donne la moto è questo e molto altro. Nel mondo sono, infatti, sempre più numerose le community e le iniziative sociali al femminile fondate sulla condivisione di questa passione. Dall’Australia al Venezuela passando per l’India, l’Arabia Saudita, lo Zimbabwe e fino al Bel Paese. Sono molteplici le motivazione che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Adrenalina, libertà e indipendenza: per le donne la moto è questo e molto altro. Nel mondo sono, infatti, sempre più numerose le <strong>community </strong>e le<strong> iniziative sociali</strong> al femminile fondate sulla condivisione di questa passione. Dall’<strong>Australia</strong> al <strong>Venezuela</strong> passando per l’<strong>India</strong>, l’<strong>Arabia Saudita</strong>, lo <strong>Zimbabwe</strong> e fino al <strong>Bel Paese</strong>. Sono molteplici le motivazione che spingono le donne a sfrecciare insieme su due ruote: la <strong>voglia di concedersi una seconda possibilità</strong> dopo aver vissuto condizioni familiari difficili, il <strong>sogno</strong> <strong>comune</strong> di fare il giro del mondo in moto, il <strong>desiderio di emancipazione e di indipendenza</strong>, <strong>la lotta contro gli stereotipi e i pregiudizi</strong> di una società ancora molto maschilista, la missione di <strong>diffondere messaggi educativi e formativi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche in Italia le due ruote sono sempre più rosa: ne è un esempio <strong>BikerX,</strong> la prima scuola di guida sicura su strada certificata FMI, fondata da una donna. “La passione per la moto mi accompagna da sempre, ma solo pochi anni fa ho finalmente trovato il coraggio di mettermi in sella – spiega <strong>Eliana Macrì</strong>, <strong>fondatrice di BikerX </strong>– Aprire una scuola di guida sicura è stato un ulteriore passo in avanti, la realizzazione di un vero e proprio sogno nel cassetto. Oggi BikerX vanta numerosi corsi rivolti a neofiti ed esperti, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Il senso di libertà che assicura la moto, infatti, è una sensazione meravigliosa, ma non va dimenticato che quando si è in sella la sicurezza deve sempre essere messa al primo posto. Ecco perché non è mai troppo tardi per seguire corsi come questi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Australia, invece, sono nate <em><strong>The</strong></em><em><strong>Bendigo Girl Riders</strong></em>, un gruppo di oltre 100 donne accomunate da storie di vita complicate caratterizzate da divorzi e violenze domestiche che sfrecciano insieme spinte dalla voglia di <strong>riscatto</strong> e di <strong>riprendersi in mano la loro vita</strong>. La determinazione e il coraggio hanno spinto anche le oltre 3000 componenti di <em><strong>Women Riders World Relay</strong></em>a correre insieme per esaudire un <strong>sogno comune</strong>, ovvero quello di compiere il giro del mondo su due ruote: partendo dall’estremo nord-est della Scozia e scendendo lungo tutto il Regno Unito, hanno attraversato tutti e 5 i continenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo, storie di <strong>emancipazione e indipendenza</strong> arrivano persino dalle zone rurali dello Zimbabwe dove l’adozione di tricicli elettrici a cinque posti da parte della start-up <em><strong>Mobility for Africa</strong></em> ha migliorato le condizioni di vita delle famiglie: questo mezzo chiamato “<em>Hamba</em>” ha permesso loro di trasportare e vendere i prodotti coltivati nei mercati lontani dai villaggi e di portare con molta più facilità l’acqua potabile a casa. In Arabia Saudita, Paese dove fino a due anni fa la guida era ad esclusivo appannaggio degli uomini, sono nate <strong>scuole guida</strong> dove le donne possono sperimentare l’ebbrezza delle due ruote.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono numerose in tutto il mondo le iniziative di diverse case motociclistiche e associazioni no profit impegnate ad <strong>abbattere gli stereotipi e i pregiudizi</strong> legati alle biker, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Un esempio arriva dal Venezuela dove, in risposta a una società ancora molto maschilista, è stato fondato il gruppo delle <em><strong>Ratgirls</strong></em>, le biker di Caracas: viaggiano in gruppo come una grande famiglia per ridurre il pericolo di aggressioni e si distinguono dalla giacche di pelle nera con la scritta ricamata “<em>Long life</em>”. Non è da meno il Pakistan, dove il programma <em><strong>Women on Wheels</strong></em><strong>,</strong> che ha coinvolto più di 5000 partecipanti, è nato con lo scopo di contribuire a ridurre gli stereotipi e i tabù facendo emergere valori come libertà e indipendenza. Un obiettivo condiviso anche da <em><strong>We for Women</strong></em>, l’iniziativa di <strong>Royal Enfield</strong>, casa produttrice indiana, che ha fornito le proprie moto alle poliziotte di Bangalore, permettendo loro di emanciparsi all’interno del corpo di polizia. Rimanendo in India va citato anche l’esempio di Sarika Mehta, fondatrice di <em><strong>Biking Queens</strong></em>, che ha scelto le due ruote come mezzo per <strong>diffondere messaggi educativi e di empowerment femminile</strong> durante i raduni dei biker e nelle zone rurali del Paese. Nel 2019 le Biking Queens hanno completato il viaggio dall’India a Londra in moto in 89 giorni, attraversando 21 Paesi accompagnate dal claim “<em>Ride for Women’s Pride</em>”. Inoltre, durante l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, hanno supportato le comunità locali distribuendo alimenti e beni di prima necessità. Una storia simile arriva anche da Nairobi, in Kenya, dove il club <em><strong>Piki Dada</strong></em>, nella lingua locale “sorelle di moto”, è nato con l’obiettivo di avvicinare il mondo femminile alle due ruote.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco la mappa mondiale dell’emancipazione femminile su due ruote:</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Italia: la scuola guida Bikerx nata dall’esperienza di una donna </strong>&#8211; La scuola di guida sicura Bikerx, nata dall’esperienza di Eliana Macrì, dal 2019 mette a disposizione corsi di vari livelli dedicati a neofiti, neopatentati o a chi vuole migliorare la propria tecnica di guida, avvalendosi della collaborazione di istruttori qualificati specializzati.</li><li><strong>Regno unito: un sogno nel cassetto da condividere </strong>&#8211; 79 Paesi in 333 giorni: è questo l’itinerario del giro del mondo che ha coinvolto la community <strong>Women Riders World Relay</strong>, evidenziando quanto sia forte la determinazione e la collaborazione fra il sesso femminile.</li><li><strong>Zimbabwe: la moto che rende indipendenti </strong>-La start-up <strong>Mobility for Africa</strong> ha migliorato le condizioni di vita delle famiglie nelle zone rurali del Zimbabwe attraverso l’adozione di tricicli elettrici a cinque posti, i quali hanno facilitato il trasporto di prodotti coltivati e acqua potabile.</li><li><strong>Kenya</strong>: <strong>la passione contagiosa delle “Sorelle di moto” &#8211; </strong>A Nairobi il club <strong>Piki Dada </strong>(“sorelle di moto”) è nato con l’obiettivo di avvicinare le donne alle due ruote. Inoltre, diffondono messaggi educativi e formativi sul mondo delle moto.</li><li><strong>Arabia saudita: un passo in pi</strong><strong>ù</strong><strong> verso la libert</strong><strong>à </strong>&#8211; Nel Paese che ha abolito il divieto di guida per le donne solo due anni fa, sono nate delle scuole guida dove possono sperimentare l’ebbrezza di salire in sella alle due ruote, nonostante non si possano ancora emettere le patenti.</li><li><strong>Pakistan: su due ruote contro gli stereotipi </strong>&#8211; Il programma <strong>Women on Wheels</strong> ha coinvolto più di 5000 partecipanti ed è stato fondato con l’obiettivo di abbattere gli stereotipi e i tabù e di permettere alle donne di sentirsi libere e indipendenti.</li><li><strong>India: sicurezza ed emancipazione sono le parole chiave </strong>-Le moto fornite dall’iniziativa <strong>We for Women</strong> alle poliziotte di Bangalore hanno contribuito a una maggiore emancipazione all’interno del corpo di polizia. Le <strong>Biking Queens</strong>, invece, si impegnano a diffondere messaggi educativi e di empowerment femminile nelle scuole del Paese.</li><li><strong>Australia: riscatto, voglia di concedersi una seconda possibilità </strong>-È il caso di <strong>The Bendigo Girl Riders</strong>, un gruppo di oltre 100 donne australiane accomunate da storie familiari complesse caratterizzate da divorzi e violenze domestiche.</li><li><strong>Stati Uniti: il girl power sfreccia in moto </strong>-È impossibile non notare le<strong> Caramel Curves, </strong>le ragazze di New Orleans dalle personalità eccentriche e dagli outfit scintillanti, che diffondono messaggi di empowerment in sella alle loro moto e organizzano iniziative culturali e sociali.</li><li><strong>Venezuela: la lotta contro i pregiudizi </strong>&#8211; Si riconoscono dalla scritta “<em>Long life</em>” sulle giacche le <strong>Ratgirls</strong> di Caracas, gruppo nato in risposta alle violenze verbali, alle provocazioni e ai pregiudizi di una società maschilista: viaggiano in gruppo per ridurre il pericolo di aggressioni.</li></ol>
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		<title>Sta per iniziare Superhero Motorcycle Days, la settimana delle moto usate</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/02/19/sta-per-iniziare-superhero-motorcycle-days-la-settimana-delle-moto-usate/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sta-per-iniziare-superhero-motorcycle-days-la-settimana-delle-moto-usate</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 00:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 26 febbraio al 6 marzo 2021, con i Superhero Motorcycle Days, la prima edizione online della settimana dell’usato di Moto.it, si possono fare affari da eroi. Dopo il successo del MotoFestival MY 2021, anche per i Superhero Motorcycle Days è stata creata una piattaforma interattiva dedicata alle Concessionarie partner di Moto.it attraverso cui potranno interagire [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal 26 febbraio al 6 marzo 2021, con i Superhero Motorcycle Days, la prima edizione online della settimana dell’usato di Moto.it, si possono fare affari da eroi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il successo del MotoFestival MY 2021, anche per i Superhero Motorcycle Days è stata creata una piattaforma interattiva dedicata alle Concessionarie partner di Moto.it attraverso cui potranno interagire direttamente con i propri potenziali acquirenti, presentare i loro prodotti e farsi conoscere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’occasione unica per tutti i concessionari: ognuno di loro avrà uno spazio riservato dove saranno inseriti gli annunci, i contatti, le descrizioni, le foto e i video delle moto usate in vendita. Se lo vorranno, potranno anche descrivere personalmente le proprie moto attraverso dei video, o far vedere online la propria sede con un Tour 3D.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altro lato sarà un evento imperdibile per tutti gli appassionati di moto che potranno acquistare l’oggetto dei loro sogni a condizioni imbattibili. Non solo, sul portale troveranno anche dei contenuti speciali, delle vere e proprie guide su argomenti specifici, come ad esempio l’abbigliamento da moto, ma anche video realizzati dai giornalisti della redazione direttamente nelle sedi dei concessionari per presentare, con l’inconfondibile stile di Moto.it, le moto in vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa piattaforma, durante i Superhero Motorcycle Days, come è stato per MotoFestival MY 2021, rappresenterà un modo per condividere la grande passione per le due ruote e soprattutto per vendere e acquistare l’usato mediante formule davvero innovative di compravendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per potenziare la comunicazione dell’evento, Moto.it sarà affiancato da Radio Freccia come media partner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Superhero Motorcycle Days è il primo evento che abbiamo pensato per i concessionari, è stato cucito sulle loro esigenze e ovviamente sugli interessi dei nostri utenti, che per noi rappresentano sempre l’interlocutore principale.”</em> &#8211; spiega Emilio Lunassi, Dealer Sales &amp; Success Manager &#8211; “<em>Ancora una volta AM Network ha deciso di innovare in questo settore, proponendo una piattaforma unica nel suo genere, già testata con ottimi risultati durante il MotoFestival MY 2021 che ci auguriamo che anche in questa occasione sia recepita da tutti nel miglior modo possibile.</em><em>”</em></p>
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		<title>TELEPASS: AZZERATO IL CANONE DI ABBONAMENTO PER I MOTOCICLISTI CLIENTI TELEPASS PAY</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 17:13:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Telepass comunica di aver deciso di azzerare il canone di abbonamento del servizio di telepedaggio “Telepass Family” per tutti i motociclisti clienti che abbiano attivato lo Sconto Moto presso un Punto Blu o un Telepass store e che siano già titolari dei servizi di pagamento Telepass Pay “Plus” o dell’offerta Telepass Pay “X” ovvero che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Telepass comunica di aver deciso di azzerare il canone di abbonamento del servizio di telepedaggio “Telepass Family” per tutti i motociclisti clienti che abbiano attivato lo Sconto Moto presso un Punto Blu o un Telepass store e che siano già titolari dei servizi di pagamento Telepass Pay “Plus” o dell’offerta Telepass Pay “X” ovvero che vi aderiranno entro la fine di aprile 2021*. La gratuità del canone “Telepass Family” verrà riconosciuta finché il cliente manterrà contestualmente la titolarità del “Telepass Family”, con attivo lo Sconto Moto, e di una delle predette offerte Telepass Pay.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I motociclisti che già possiedono il dispositivo Telepass Family collegato alla propria moto e abbiano attivato lo Sconto Moto, aderendo ad una delle predette offerte Telepass Pay entro il prossimo aprile, vedranno azzerato &#8211; dal mese successivo all’adesione &#8211; il canone di abbonamento “Telepass Family”. Per attivare le offerte Telepass Pay e avere accesso al circuito di pagamento dei servizi integrati di mobilità, basta scaricare la relativa app disponibile per i dispositivi iOS e Android. Chi invece non avesse ancora sottoscritto un abbonamento “Telepass Family” collegato al proprio motoveicolo ha quindi l’occasione di attivarlo senza pagare il relativo canone di abbonamento, se attiverà lo Sconto Moto e aderirà anche ad una delle anzidette offerte di Telepass Pay entro aprile 2021.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Telepass Pay permette il pagamento, sicuro e veloce, di servizi integrati e collegati ai nuovi stili di mobilità, senza l’uso del contante, utilizzando solo il proprio smartphone: dal pagamento cashless di carburante, a quello del parcheggio e del taxi, fino ad arrivare al treno e allo skipass e al noleggio di monopattini, bici e scooter elettrici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a quanto sopra, Telepass comunica che &#8211; così come concordato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con Aiscat, l’Associazione delle concessionarie autostradali &#8211; è stato rinnovato anche per il 2021 lo sconto del 30% sul pedaggio per i motocicli dotati di dispositivo Telepass Family sulle tratte autostradali gestite dalle società concessionarie aderenti all’iniziativa “Sconto Moto”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Introdotto a luglio 2017, lo Sconto Moto era già stato rinnovato, in più riprese, fino alla fine del 2020. Oggi la proroga viene ufficializzata e la modulazione tariffaria scontata del 30% sarà quindi valida fino al 31 dicembre 2021. È inoltre attiva retroattivamente dal 1° gennaio 2021 per tutti i clienti che hanno aderito in precedenza all’iniziativa e continuerà ad essere&nbsp;attuata con le stesse modalità già in funzione negli anni scorsi. Non cambiano le modalità per beneficiare dello Sconto Moto per i motociclisti: per chi non lo avesse, è necessario sottoscrivere un abbonamento Telepass Family e abbinarlo esclusivamente ad una moto. Chi invece ha già il Telepass Family con attivo lo Sconto Moto, potrà passare al casello e usufruire dello sconto previsto. La misura è attivabile solo per i motoveicoli ammessi alla circolazione in autostrada e la modulazione&nbsp;non è cumulabile con altri sconti, quale, per esempio, quello previsto per i clienti pendolari. L&#8217;Aiscat ha respinto la possibilità di associare ad un dispositivo Telepass Family una seconda targa moto e di mantenere al contempo lo Sconto Moto.&nbsp;</p>
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		<title>Suzuki presenta la SV650 MY2021</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/01/29/suzuki-presenta-la-sv650-my2021/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=suzuki-presenta-la-sv650-my2021</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 16:51:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Suzuki SV650 è uno dei modelli chiave della gamma della Casa di Hamamatsu. Questa bicilindrica si va a inserire infatti in un segmento molto vivace e dai volumi importanti, quello delle naked di media cilindrata. Visto il suo ruolo strategico, Suzuki ha aggiornato la SV650 a più riprese nel corso degli anni e ora, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://lulop.com/proxy/JIir1d5ULT0s4hL9uE61dQDDGGRvbuR8lISXKQtJ/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzY3Ny9zdjY1MC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">Suzuki SV650</a> è uno dei modelli chiave della gamma della Casa di Hamamatsu. Questa bicilindrica si va a inserire infatti in un segmento molto vivace e dai volumi importanti, quello delle naked di media cilindrata. Visto il suo ruolo strategico, Suzuki ha aggiornato la <a href="https://lulop.com/proxy/JIir1d5ULT0s4hL9uE61dQDDGGRvbuR8lISXKQtJ/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzY3Ny9zdjY1MC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">SV650</a> a più riprese nel corso degli anni e ora, con il lancio del model year 2021, introduce una nuova gamma colori. L’assortimento è studiato per conquistare un pubblico ampio e variegato e per mettere in risalto la sagoma filante della moto, oltre ai suoi componenti di pregio. Grande protagonista della linea resta sempre il motore, che ora vanta l’omologazione Euro 5.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://lulop.com/proxy/JIir1d5ULT0s4hL9uE61dQDDGGRvbuR8lISXKQtJ/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzY3Ny9zdjY1MC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">SV650</a> MY2021 può essere già ordinata a 6.790 Euro f.c., ed è disponibile anche in versione depotenziata da 35 kW per i titolari di patente A2. Le prime unità sono già in consegna presso la rete vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un nuovo look<br></strong>La Suzuki <a href="https://lulop.com/proxy/JIir1d5ULT0s4hL9uE61dQDDGGRvbuR8lISXKQtJ/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzY3Ny9zdjY1MC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">SV650</a> ha forme atletiche ed essenziali, che danno un’idea di grande leggerezza. Chiunque può decidere di mettere l’accento sull’eleganza o sulla sportività delle forme optando per una delle tre colorazioni proposte. Tutte le <a href="https://lulop.com/proxy/JIir1d5ULT0s4hL9uE61dQDDGGRvbuR8lISXKQtJ/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzY3Ny9zdjY1MC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">SV650</a> MY2021 sfoggiano abbinamenti inediti e permettono di esprimere la propria personalità attraverso la scelta della livrea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il colore nero abbinata al telaio a traliccio color bronzo è per esempio una soluzione raffinata e di gran classe, mentre la livrea nero mat con telaio e cerchi blu evoca la tradizione Suzuki senza rinunciare a un tocco grintoso. Il massimo del dinamismo e dell’aggressività si ha invece con gli esemplari che associano telaio e cerchi in rosso scuro a un serbatoio bianco e al resto delle sovrastrutture di colore nero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Suzuki mette poi a disposizione un ricco catalogo di accessori originali che permette di personalizzare la moto in molti modi, consentendo di adattarla ai propri gusti e alle esigenze di utilizzo più disparate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un motore generoso ed efficiente<br></strong>Tutte e tre le varianti cromatiche mettono al centro della scena il motore, con i suoi carter neri ad abbracciare il basamento e i cilindri grigi. Il V-Twin di Hamamatsu ha ora l’omologazione Euro 5, ottenuta senza scendere a compromessi sul fronte delle prestazioni.<br>La tecnologia Dual Spark, con due candele in ciascuna camera di scoppio, e gli iniettori a dieci fori, capaci di vaporizzare in modo ottimale il carburante, assicurano una straordinaria efficienza della combustione. Il consumo medio nel ciclo WMTC è di 3,9 l/100 km, pari a una percorrenza media di 26 km/litro, un valore che consente di contenere le spese per il carburante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rivestimento resinato del mantello dei pistoni e il trattamento SCEM delle pareti dei cilindri minimizzano gli attriti interni. Ciò favorisce risposte vivaci a tutti i regimi e una grande prontezza nel salire di giri. La potenza massima è di 56 kW (76 cv), mentre il picco di coppia è di 64 Nm, ma la <a href="https://lulop.com/proxy/JIir1d5ULT0s4hL9uE61dQDDGGRvbuR8lISXKQtJ/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzY3Ny9zdjY1MC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">SV650</a> MY2021 può essere acquistata dai titolari di patente A2 anche in versione depotenziata da 35 kW (48 cv).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una per tutti<br></strong>La Suzuki <a href="https://lulop.com/proxy/JIir1d5ULT0s4hL9uE61dQDDGGRvbuR8lISXKQtJ/aHR0cHM6Ly9tb3RvLnN1enVraS5pdC9tb2RlbGxpLzY3Ny9zdjY1MC5hc3B4" target="_blank" rel="noopener">SV650</a> MY2021 ha d’altro canto caratteristiche tali da soddisfare i piloti più esperti ed esigenti così come quelli che si avvicinano per la prima volta a una moto di media cilindrata o che tornano alle due ruote dopo tanto tempo, cercando un mezzo leggero e piacevole. Le sovrastrutture portano ad assumere una posizione di guida confortevole, che infonde una confidenza immediata garantendo un controllo totale in ogni situazione. L’altezza della sella di 785 mm, la forma rastremata del serbatoio e i fianchi snelli permettono a chiunque di poggiare bene i piedi a terra e di gestire con facilità la moto in manovra, complice un peso di soli 197 kg in ordine di marcia. Con una massa così contenuta e un bilanciamento perfetto, la SV650 risponde docile ai comandi e disegna le traiettorie con precisione assoluta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bicilindrica di Hamamatsu si rivela una compagna fedele sia per le gite domenicali sui percorsi misti sia per un utilizzo quotidiano, nel tragitto casa-lavoro. Proprio in ambito urbano si apprezza l&#8217;efficacia dell&#8217;ABS ed emerge la grande praticità di due tecnologie esclusive quali l’Easy Start System e Low RPM Assist. La prima facilita l’avviamento del motore e la seconda stabilizza il regime nelle partenze e nella marcia a bassa andatura, scongiurando il rischio di spegnimenti involontari.</p>
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		<title>BMW: Pneumatici Continental per i nuovi modelli boxer R 1250 GS e GS Adventure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 14:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da quest’anno Continental è fornitore di pneumatici di primo equipaggiamento per BMW Motorrad. Chiunque acquisterà i nuovi modelli 2021 delle maxi enduro BMW R 1250 GS o GS Adventure con pneumatici off road, riceverà in primo equipaggiamento i Continental TKC 80. L&#8217;originale pneumatico &#8220;80&#8221; è stato lanciato nel 1985 ma rimane ad oggi uno dei [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Da quest’anno Continental è fornitore di pneumatici di primo equipaggiamento per BMW Motorrad.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Chiunque acquisterà i nuovi modelli 2021 delle maxi enduro BMW R 1250 GS o GS Adventure con pneumatici off road, riceverà in primo equipaggiamento i Continental TKC 80. L&#8217;originale pneumatico &#8220;80&#8221; è stato lanciato nel 1985 ma rimane ad oggi uno dei preferiti dai motociclisti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie ai continui sviluppi che Continental ha apportato al modello TKC, che è stato adattato per l’occasione ai requisiti dell&#8217;attuale tecnologia del telaio BMW, il numero uno degli pneumatici road/enduro continua a convincere i motociclisti più avventurosi per il suo battistrada tassellato e le sue eccellenti caratteristiche di maneggevolezza.</p>
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		<title>Aprilia presenta la nuova Tuono V4 e Tuono V4 Factory</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 00:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia Tuono V4 è il riferimento della categoria Hypernaked per efficacia e feeling nella guida sportiva su strada così come in quella al limite in pista. Ora Tuono V4 raggiunge livelli di prestazioni e sofisticazione mai viste, grazie al know-how di Aprilia acquisito in anni di competizioni ai massimi livelli e grazie all’esperienza di chi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Aprilia Tuono V4 è il riferimento della categoria Hypernaked per efficacia e feeling nella guida sportiva su strada così come in quella al limite in pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora Tuono V4 raggiunge livelli di prestazioni e sofisticazione mai viste, grazie al know-how di Aprilia acquisito in anni di competizioni ai massimi livelli e grazie all’esperienza di chi la categoria Hypernaked l’ha semplicemente inventata, partendo da una superbike e creando una moto tra le più adrenaliniche di ogni epoca, divertentissima su strada e imbattibile in pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima grande novità della nuova famiglia Tuono V4 è costituita dalla nuova e marcata caratterizzazione dei due modelli in gamma.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tuono V4</strong> (disponibile nelle colorazioni Tarmac Grey e Glacier White) adotta le caratteristiche di una moto sportiva stradale che guarda anche alle percorrenze più lunghe. È nuovo e maggiore il comfort concesso dal manubrio rialzato e dal cupolino più protettivo. Il passeggero non è più un ospite appena tollerato e si avvantaggia di una porzione di sella ampia e confortevole e di pedane più basse. Tuono V4 pensa a nuovi orizzonti da raggiungere velocemente e così tra gli accessori è disponibile la coppia di motovaligie asimmetriche dedicate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tuono V4 Factory</strong> (nella colorazione Aprilia Black) si conferma nella sua natura di macchina produttrice di adrenalina, sensazioni forti e divertimento puro. È dedicata a un pubblico estremamente esigente e vanta una componentistica esclusiva che prevede di serie il sistema di sospensioni semiattive Öhlins Smart EC 2.0.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stile delle Tuono V4 è completamente nuovo e ispirato a quello introdotto da RS 660, dalla quale eredita il concetto innovativo della doppia carenatura con funzione di appendice aerodinamica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come nella tradizione di Tuono V4, il design è caratterizzato da superfici ridotte e dal tipico cupolino che presenta il nuovo gruppo ottico triplo a LED dotato di luci diurne DRL con funzione “bending lights”. Essendo Tuono V4 strettamente derivata da RSV4, anch’essa beneficia della nuova ricercata ergonomia della superbike Aprilia che regala più spazio e consente un miglior inserimento del pilota a bordo, grazie alle nuove forme di serbatoio e codino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I comandi elettrici sono più funzionali e intuitivi, è nuova la strumentazione TFT a colori più grande e completa. Grazie alle più potenti capacità di calcolo della nuova centralina Marelli 11MP e della nuova piattaforma inerziale a sei assi, migliora la gestione elettronica comandata dall’acceleratore full Ride-by-Wire e si affinano le logiche di funzionamento dell’APRC.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esclusiva <em>suite</em> di controlli elettronici di Aprilia, da sempre al vertice mondiale per efficacia e sofisticazione tecnica, si arricchisce ancora con l’introduzione del controllo del freno motore regolabile. Sono ora presenti sei Riding Mode, tre per la pista (di cui due personalizzabili) e tre per la strada (di cui uno personalizzabile): al pilota è richiesto soltanto di scegliere il Riding Mode che interpreta meglio le sue esigenze per ottenere automaticamente la migliore messa a punto di Traction Control, Wheelie Control, freno motore, ABS e degli altri parametri gestiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ciclistica, già riconosciuta quale riferimento per efficacia e feeling, si evolve decisamente grazie all’arrivo di un nuovo e più leggero forcellone in alluminio con capriata di rinforzo inferiore. Il nuovo forcellone adotta così una geometria già vista sulle Aprilia dominatrici nel Mondiale SBK, e poi sviluppata in chiave MotoGP. Il nuovo componente è progettato per abbassare le masse e aumentare la stabilità del retrotreno in accelerazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuono V4 rimane la sola naked spinta da un quattro cilindri a V di 65° dalle caratteristiche uniche. Il V4 veneto di 1.077 cc rimane invariato nelle prestazioni già eccellenti. I suoi 175 CV e 121 Nm gli consentono il dominio della categoria Hypernaked, anche a fronte di concorrenti più dotate a livello di potenza pura, grazie allo straordinario equilibrio che l’esuberante V4 ha saputo costruire con una ciclistica e un pacchetto elettronico perfettamente accordati come nessun altro mezzo di questa categoria. Anche con l’omologazione Euro 5 e un nuovo impianto di scarico, sono confermati il sound e il carattere del V4, molto amati dal pubblico e dalla critica.</p>
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		<title>Ducati chiude in forte recupero un 2020 coronato dal Titolo Mondiale Costruttori MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 00:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante la complessa situazione globale e il fermo produttivo di sette settimane proprio nel picco di stagione, che ha pesantemente impattato i primi sei mesi, Ducati Motor Holding chiude il 2020 con un secondo semestre da record. Grazie ai risultati ottenuti da luglio a dicembre, Ducati riesce a consegnare nel 2020 un totale di 48.042 [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la complessa situazione globale e il fermo produttivo di sette settimane proprio nel picco di stagione, che ha pesantemente impattato i primi sei mesi, Ducati Motor Holding chiude il 2020 con un secondo semestre da record.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie ai risultati ottenuti da luglio a dicembre, Ducati riesce a consegnare nel 2020 un totale di 48.042 moto contenendo il differenziale di vendite rispetto al 2019 al -9,7%. Un risultato notevole se si considera l’impatto della pandemia e la conseguente chiusura forzata della fabbrica Ducati tra marzo e aprile.&nbsp;<br><br>Prosegue inoltre il trend di crescita che ha caratterizzato la marca negli ultimi anni in Cina che, con 4.041 moto vendute (+26%) diventa il 4° mercato per l’Azienda di Borgo Panigale. Aumento nelle vendite rispetto al 2019 si registra anche in Germania, con 5.490 unità (+6,7%), e in Svizzera (+11,1%). Il primo mercato a livello mondiale si conferma l’Italia con 7.100 moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Il 2020 è stato un anno complesso sotto tanti aspetti e una sfida tutta nuova per chiunque nel mondo. Inevitabilmente si è chiuso in modo diverso da come avremmo voluto, ma Ducati ha saputo sfruttare al meglio il trend di recupero del mercato delle due ruote iniziato a giugno, ottenendo un’eccellente seconda parte dell’anno con un risultato finale migliore rispetto alle previsioni di marzo. Ridefinendo modalità e processi lavorativi siamo riusciti a mantenere la sicurezza dei nostri dipendenti, a stare vicini agli appassionati e a consolidare il brand Ducati nel mondo crescendo in alcuni mercati come la Cina. Abbiamo inoltre conquistato per la seconda volta nella nostra storia il Titolo Mondiale Costruttori in MotoGP&#8221;</em>, afferma Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati.<br><br>Nonostante la situazione globale, il 2020 è stato caratterizzato dalla conquista del Titolo Mondiale Costruttori MotoGP, dal proseguimento del processo di rafforzamento della rete vendita, dall’apertura della nuova filiale australiana e dall’avvio della produzione di esemplari unici in serie limitata quali la Superleggera V4 e il Diavel 1260 Lamborghini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo Streetfighter V4 è risultato il modello più venduto con 5.730 unità mentre per quanto riguarda le famiglie quella Scrambler<small><sup>®</sup></small> è la più distribuita con 9.265 moto. Scrambler Ducati è un mondo pieno di libertà, gioia e self-expression, la “Land of Joy” che celebra la vera essenza del motociclismo garantendo accessibilità e divertimento in tutta sicurezza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;L’ultima parte del 2020 è stata caratterizzata da un secondo semestre eccellente sotto diversi punti di vista che ha permesso a Ducati, con 48.042 moto vendute, di recuperare parte del gap nelle vendite formatosi nei primi mesi dell’anno. Nonostante tutto, l’Azienda ha confermato il trend di crescita nei mercati di Cina, Germania e Svizzera registrando numeri migliori rispetto al 2019&#8221;</em>, aggiunge Francesco Milicia, Vice President and Global Sales Director Ducati. <em>&#8220;Nel corso del 2020 Ducati si è inoltre impegnata a supportare la propria rete vendita in tutto il mondo, sviluppando il programma Ducati Cares, che ha permesso ai Ducatisti di visitare i propri concessionari di fiducia in assoluta sicurezza, di poter interagire digitalmente per prenotare un appuntamento e valutare l’acquisto di una moto da remoto. Il tutto senza cessare il processo di espansione che è proseguito con l’apertura di nuovi concessionari e della nuova filiale australiana&#8221;</em>.<br><br>Il trend positivo che ha caratterizzato la chiusura del 2020 permette a una solida Ducati di guardare al futuro con ottimismo e fiducia. Per il 2021 la gamma prodotti è più completa che mai e l’interesse degli appassionati si è materializzato in un portfolio ordini che risulta essere il maggiore mai riscontrato all’inizio dell’anno. Le prime consegne della Multistrada V4, la prima moto al mondo dotata di radar anteriore e posteriore, sono già iniziate e, nei prossimi mesi, i concessionari Ducati riceveranno anche le altre novità del Model Year 2021 tra cui la Panigale V4 SP, la SuperSport 950, il Monster e lo Scrambler<small><sup>®</sup></small> Night Shift.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Iniziamo il 2021 con la certezza di una gamma sempre più completa e attenta a soddisfare le esigenze di diverse tipologie di motociclisti. I nuovi prodotti hanno segnato un portfolio ordini all’inizio dell’anno molto positivo ed è un chiaro segnale dell’apprezzamento dei nostri appassionati. Moto come la nuova Multistrada V4, che con la sua tecnologia segna un nuovo traguardo per il mondo delle due ruote, o il Monster, che rappresenta tutta l’essenza Ducati nella forma più compatta, essenziale e leggera possibile per divertirsi ogni giorno. Anche la stagione sportiva che è alle porte ci vede partecipare in MotoGP e Superbike con piloti giovani e di talento che ci fanno guardare al futuro con ottimismo e una costante voglia di migliorarci&#8221;,</em> conclude Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati.</p>
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		<title>Honda Moto: Nuova CMX1100 REBEL DCT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 05:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Honda lancia sul mercato moto la nuova CMX1100 Rebel. La nuova versione affianca la già nota Rebel 500, la bicilindrica adatta anche ai possessori di patente A2, portando il segmento custom alla portata di tutti. Una moto facile da guidare, affidabile e con un piacevole look da ‘bobber’. La motorizzazione 1100cc non cambia l’essenza di Rebel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Honda lancia sul mercato moto la nuova <strong>CMX1100 Rebel</strong>. La nuova versione affianca la già nota Rebel 500, la bicilindrica adatta anche ai possessori di patente A2, portando il segmento custom alla portata di tutti.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-100100" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/12/small-3.jpg" alt="small 3" width="640" height="469" title="Honda Moto: Nuova CMX1100 REBEL DCT 196" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/12/small-3.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/12/small-3-300x220.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Una moto facile da guidare, affidabile e con un piacevole look da ‘bobber’. La motorizzazione 1100cc non cambia l’essenza di Rebel con linee <strong>semplici, sella bassa, piacere di guida e alta qualità costruttiva</strong>. Caratteristiche a cui si aggiungono le <strong>performance</strong> derivata dalla maggiore cilindrata elevando il suo livello <strong>tecnologico</strong>.</p>
<p>La posizione della <strong>sella a soli 700 mm da terra</strong>, il peso limitato di 233 kg ed il <strong>cambio a doppia frizione DCT</strong> permettono di godersi al meglio il motore bicilindrico 1100. Un propulsore che viene accoppiato al telaio in tubi di acciaio, solido, resistente, rendendo guida più intuitiva. La ciclistica vede l’adozione di sospensioni con <strong>forcella a cartuccia da 43 mm e ammortizzatori con </strong><em><strong>piggy-back</strong></em>. Il set-up è tarato per supportare la maggiore potenza con un equilibrio ideale per il comfort e l’agilità nei percorsi pieni di curve. L’impianto frenante è dotato i <strong>disco anteriore di 330 mm</strong> e <strong>pinza ad attacco radiale a 4 pistoncini</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-100101" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/12/small-7.jpg" alt="small 7" width="640" height="360" title="Honda Moto: Nuova CMX1100 REBEL DCT 197" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/12/small-7.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/12/small-7-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Il motore <strong>bicilindrico parallelo di 1.084 cc</strong> è lo stesso della CRF1100L Africa Twin da 87cv e 98Nm di coppia. Il propulsore è aggiornato per migliorare l’erogazione di potenza sia ai bassi che ad i regimi intermedi. Il sistema di scarico dona alla Rebell 1100 una tonalità  bassa e cupa a regimi medio bassi per poi mostrare una certa dose di grinta al salire del regime di rotazione.</p>
<p>La nuova Rebel 1100 ha un impostazione di guida <strong>possente e allo stesso tempo minimalista</strong>. Dettagli come il parafango in acciaio si raccordano perfettamente con i <strong>cerchi e gomme di larga sezione</strong>. Il  gruppo ottico anteriore tondo ospita luci a LED. Il display LCD a retroilluminazione negativa è ricco di informazioni. La luce posteriore con lente bianca farà piacere ai motociclisti con la passione della customizzazione.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-100102" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/12/small-9.jpg" alt="small 9" width="640" height="360" title="Honda Moto: Nuova CMX1100 REBEL DCT 198" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/12/small-9.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/12/small-9-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>In ogni caso la Rebell 1100 non rinuncia a tecnologie avanzate come il comando del gas TBW (Throttle By Wire) con quattro modalità di guida denominate<strong> Riding Mode</strong>. In particolare c’è la possibilità da parte del motociclista di personalizzare il <strong>controllo di trazione HSTC</strong> (Honda Selectable Torque Control) su tre livelli. Inoltre si può intervenire anche sulla funzioni dei sistemi <strong>anti‑ impennata</strong>, il <strong>Cruise Control</strong> e le cambiate del <strong>DCT</strong> (Dual Clutch Transmission). Il tutto per combinare aspetti classici con tecnologie di sicurezza moderne adattandosi ai conducenti anche ai motociclisti più conservatori.</p>
<p><strong>Daniele Amore</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ducati Diavel 1260 Lamborghini, la prima moto nata dalla collaborazione con Sant&#8217;Agata</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2020/11/26/ducati-diavel-1260-la-prima-moto-nata-dalla-collaborazione-con-santagata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ducati-diavel-1260-la-prima-moto-nata-dalla-collaborazione-con-santagata</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 10:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Ducati ha svelato il nuovo Diavel 1260 Lamborghini, realizzato in edizione limitata e numerata di 630 esemplari. La Ducati Diavel 1260 Lamborghini nasce dalla collaborazione tra i due prestigiosi brand che hanno le loro radici nella Motor Valley, la terra dei motori emiliano-romagnola all’interno della quale si trovano molte tra le aziende di auto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Ducati ha svelato il nuovo <b>Diavel 1260 Lamborghini, </b>realizzato in edizione limitata e numerata di 630 esemplari. La Ducati Diavel 1260 Lamborghini nasce dalla collaborazione tra i due prestigiosi brand che hanno le loro radici nella Motor Valley, la terra dei motori emiliano-romagnola all’interno della quale si trovano molte tra le aziende di auto e moto più sportive e desiderate al mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anticonvenzionale, unico, inconfondibile: il Diavel 1260 è il modello della gamma Ducati capace di stupire gli appassionati per la sua personalità, per il comportamento stradale da sport naked, per il suo motore da sportiva purosangue e per il suo design.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per realizzare questo progetto, i designer Ducati hanno scelto di lasciarsi ispirare dalla Siàn FKP 37, la vettura più prestigiosa mai realizzata da Lamborghini: disponibile in soli 63 esemplari &#8211; ognuno dei quali personalizzato sulle specifiche richieste dei clienti &#8211; è un capolavoro di esclusività, design e innovazione. È ispirata dalla Countach, ha linee taglienti, eleganza aerodinamica e una silhouette inconfondibile. La Siàn FKP 37 è la Lamborghini più potente di sempre: 819 CV (602 kW) grazie all’unione di termico ed elettrico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><i>&#8220;Creando un Diavel ispirato alla Siàn abbiamo celebrato i valori che condividiamo con Lamborghini: siamo italiani, siamo sportivi, e il design è un elemento distintivo per le nostre creazioni&#8221;</i>, afferma Andrea Ferraresi, Direttore del Centro Stile Ducati.&nbsp;<i>&#8220;Il Diavel 1260 Lamborghini è stato disegnato applicando lo stesso linguaggio stilistico che contraddistingue l’auto supersportiva, per questo abbiamo riprogettato tutti gli elementi che caratterizzano il design di un Diavel. Ad esempio i cerchi, che sono una componente fondamentale per una moto come questa, sono forgiati e accostano immediatamente la moto all’auto. Tutta la vestizione è stata realizzata in carbonio, un materiale prezioso e leggero. Il risultato è una moto con grande presenza scenica, un vero pezzo da collezione dal punto di vista dello stile ed un Diavel al 100% nella guida&#8221;.</i></p>



<p class="wp-block-paragraph"><i>&#8220;Siamo convinti della forza del nostro design, uno dei più riconoscibili nel mondo automotive&#8221;</i>&nbsp;dichiara Mitja Borkert, Head of Design di Automobili Lamborghini.&nbsp;<i>&#8220;La silhouette pulita ma estremamente caratterizzante è alla base del nostro linguaggio. L’approccio visionario al design ci consente di trasferire il nostro DNA ad altri prodotti. Abbiamo fatto un profondo lavoro di squadra per condividere i nostri stilemi avvantaggiati dall’essere ispirati dagli stessi valori e dalla ricerca del divertimento alla guida&#8221;.</i></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Diavel 1260 Lamborghini è frutto infatti del lavoro congiunto tra il Centro Stile Ducati e il Centro Stile Lamborghini ed è stato concepito trasferendo i fondamentali del design della Siàn FKP 37 al mondo motociclistico e ridisegnando le parti che maggiormente caratterizzano il Diavel.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto i cerchi forgiati, leggeri e dal disegno inedito, ma anche le prese d’aria e i cover del radiatore, realizzati in fibra di carbonio e concepiti sovrapponendo elementi flottanti al volume principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La livrea è stata realizzata utilizzando esattamente le stesse vernici utilizzate per la Siàn FKP 37, con la carrozzeria che si caratterizza per la colorazione &#8220;Verde Gea&#8221;, mentre il telaio, il pannello sottocoda e gli stessi cerchi forgiati sono impreziositi dall’uso del colore &#8220;Oro Electrum&#8221;. Non manca un tocco di &#8220;Ducati Red&#8221; richiamato dalla colorazione delle pinze freno Brembo M50 ad attacco radiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri importanti elementi identificativi del design Lamborghini sono l’esagono e lo stilema &#8220;Y&#8221;. Questa versione speciale del Diavel omaggia il primo nella forma dello scarico e il secondo grazie ai dettagli estetici realizzati sulla sella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I particolari della moto che il Centro Stile Ducati ha ridisegnato per questo specifico progetto sono tutti realizzati in fibra di carbonio. Oltre ai già citati cover radiatore e prese d’aria, sono in carbonio anche cover silenziatore, puntale, cover centrale serbatoio, cover sella, parafanghi anteriore e posteriore, cover cruscotto e cornice del proiettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla livrea spicca la presenza del 63, numero importante per la Casa di Sant’Agata Bolognese, fondata proprio nel 1963 e che indica anche la serie limitata della vettura. Da questo numero, appunto, i 630 esemplari che verranno prodotti del Diavel 1260 Lamborghini, ognuno dei quali riporterà il numero di serie sulla targhetta in alluminio applicata al telaio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i soli proprietari di Diavel 1260 Lamborghini sarà possibile acquistare un esclusivo casco con grafica speciale coordinata alla moto, disegnato dal Centro Stile Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore del Diavel 1260 Lamborghini è il Ducati Testastretta DVT da 1262 cm<small><sup>3</sup></small>&nbsp;con variatore di fase. Questo motore omologato Euro 5 è in grado di erogare 162 CV (119 kW) a 9.500 giri/minuto e 129 Nm (13,2 kgm) a 7.500 giri/minuto con una curva di coppia piatta sin dai regimi medio-bassi, che garantisce una risposta vigorosa ed energica in ogni fase di guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La posizione di guida e l’ergonomia da &#8220;power cruiser&#8221; tipicamente Diavel sono sicuramente alcune delle caratteristiche chiave del Diavel 1260 Lamborghini, assieme al telaio a traliccio a tubi d’acciaio lasciato a vista, lo pneumatico posteriore da 240 mm di larghezza, il forcellone monobraccio in alluminio e le sospensioni Öhlins completamente regolabili all’anteriore e al posteriore. La ciclistica garantisce elevati livelli di maneggevolezza e angoli di piega, uniti ad un ottimo livello di comfort. I cerchi forgiati e le parti in carbonio permettono al Diavel 1260 Lamborghini di avere un peso a secco di soli 220 kg.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’elettronica sofisticata garantisce sia performance di alto livello sia massima sicurezza. La Inertial Measurement Unit a 6 assi (6D IMU) di Bosch è in grado di rilevare istantaneamente velocità e accelerazione della moto nello spazio e permette il funzionamento di molti dei dispositivi di controllo di cui è dotato il Diavel 1260 Lamborghini. Il pacchetto elettronico comprende ABS Cornering EVO, Ducati Traction Control EVO (DTC), Ducati Wheelie Control EVO (DWC), Ducati Power Launch EVO (DPL) e Cruise Control.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cura per il dettaglio si nota sin dalla fase di key-on, quando sul cruscotto con schermo TFT a colori compaiono i loghi dei due brand, Ducati e Lamborghini, accompagnati dalla silhouette del Diavel 1260 Lamborghini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Diavel 1260 Lamborghini si unisce alla gamma Diavel 1260, che per il 2021 registra il passaggio di tutti i suoi modelli all’omologazione Euro 5, nei paesi che adottano tale normativa.<br>Il Diavel 1260, in colorazione Dark Stealth, ed il 1260 S, disponibile in rosso e in nero, con la nuova omologazione sono già disponibili nei concessionari Ducati. &nbsp;Mentre il Diavel 1260 Lamborghini lo sarà da fine dicembre.</p>
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		<item>
		<title>NUOVA TRIUMPH TIGER 850 SPORT. PRONTA A OGNI SFIDA, OGNI GIORNO.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 17:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova Tiger 850 Sport condivide la piattaforma a 3 cilindri in linea con sequenza di scoppi irregolari T-Plane della gamma Tiger 900, con un set up dedicato al fine di rendere l’erogazione di coppia e potenza ancora più gestibile e lineare. La nuova 850 è una vera all-round che mette da subito a proprio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova Tiger 850 Sport condivide la piattaforma a 3 cilindri in linea con sequenza di scoppi irregolari T-Plane della gamma Tiger 900, con un set up dedicato al fine di rendere l’erogazione di coppia e potenza ancora più gestibile e lineare. La nuova 850 è una vera all-round che mette da subito a proprio agio grazie ad una ciclistica agile e dal comportamento neutrale, votata alla massima trasversalità di utilizzo, dal commuting quotidiano all’utilizzo turistico nei fine settimana.</p>
<p>L’albero motore T-Plane con sequenza di scoppi 1-3-2 consegna anche al triple della 850 una elevata trattabilità ai bassi giri, che si traduce in una intuitiva connessione tra il comando del gas e la ruota posteriore e di conseguenza in una immediata confidenza nella guida dinamica. Dotato anche di una tonalità di scarico particolare, questo feeling ai bassi tipico di un twin engine si sposa alla perfezione con la classica linearità e regolarità dei 3 cilindri quando si passa alla parte centrale e alta del contagiri.</p>
<p>La potenza massima si attesta a 85 cavalli (a 8.500 giri) e il picco di coppia è di 82 Nm (a soli 6.500 giri), generando una messa a disposizione della spinta sempre prevedibile, che diverte ed emoziona senza mai mettere in crisi.</p>
<p>Il funzionamento fluido del motore è coadiuvato dal comportamento impeccabile della frizione antisaltellamento, leggera da azionare alla leva e in grado di garantire ulteriore comfort tanto nei lunghi viaggi quanto nei classici spostamenti nel traffico cittadino.</p>
<p>In Europa, è disponibile un kit di depotenziamento A2 che include un diverso comando del gas e una mappatura motore ad hoc; operazione reversibile presso ogni Concessionaria Triumph Motorcycles.</p>
<p><strong>EQUIPAGGIAMENTO DI CATEGORIA SUPERIORE<br />
</strong></p>
<p>La nuova Tiger 850 Sport prevede un pacchetto ciclistico dedicato e prevede un equipaggiamento particolarmente completo se paragonato alla concorrenza diretta. Ogni scelta è stata fatta con estrema attenzione al fine di esaltare la trasversalità di utilizzo da perfetta crossover insieme alla massima accessibilità. Partendo da componenti di pregio quali le pinze freno Brembo Stylema e passando attraverso sospensioni Marzocchi, parabrezza regolabile e un pacchetto elettronico completo, con dashboard TFT da 5 pollici, illuminazione completamente a LED, 2 riding modes, ABS, e controllo di trazione (disattivabile): la nuova Tiger 850 Sport è progettata per affrontare ogni sfida, ogni giorno.</p>
<p><strong>Impianto frenante Brembo Stylema<br />
</strong>Per garantire elevata potenza frenante, Tiger 850 Sport monta le eccellenti pinze Brembo Stylema®. Leggere e compatte, assemblate con cura, sono in grado di fornire elevate prestazioni, facilmente gestibili e costanti nel tempo. Il flusso d’aria incrementale intorno alle pastiglie le aiuta a raffreddarsi più velocemente.</p>
<p><strong>Pacchetto sospensioni Marzocchi</strong></p>
<p>La ciclistica della Tiger 850 si fregia di sospensioni di elevata qualità, con elementi Marzocchi all’anteriore e al posteriore. La forcelle sono a steli rovesciati dal diametro di 45mm, con 180mm di escursione, e abbinate al posteriore a un monoammortizzatore a gas monoshock regolabile manualmente nel precarico e con 170mm di escursione: il set up di base è turistico/sportivo.</p>
<p><strong>ERGONOMIA DI RIFERIMENTO</strong></p>
<p>La sella è sottile ma confortevole, con una seduta dall’ergonomia ottimizzata nel posizionamento delle pedane, e equipaggiata con un manubrio regolabile nell’inclinazione.  La nuova Tiger 850 Sport prevede una posizione di guida eretta e votata al massimo controllo in ogni condizione di guida. Facilmente regolabile su due posizioni, la sella può assecondare le preferenze del pilota per un totale di 20mm.</p>
<p>Per rendere ogni viaggio ancora più piacevole, il serbatoio della Tiger 850 Sport accoglie 20 litri mentre il parabrezza facilmente regolabile in altezza con una sola mano si occupa di isolare il pilota dalle intemperie.</p>
<p><strong>Telaio modulare e particolarmente leggero</strong></p>
<p>Come per tutte le Tiger di nuova generazione, il telaio è modulare e prevede il telaietto posteriore imbullonato. Essendo anche particolarmente leggero, così come il motore stesso, assicura un handling divertente e dinamico in ogni situazione.</p>
<p><strong>PACCHETTO TECNOLOGICO COMPLETO</strong></p>
<p>La dotazione di serie della Tiger 850 Sport è stata identificata con attenzione tenendo presente un unico obiettivo: massimizzare la trasversalità di utilizzo, la sicurezza e il piacere di guidare, mantenendo elevata l’accessibilità complessiva.</p>
<p><strong>5” full TFT display</strong></p>
<p>La Tiger 850 Sport è equipaggiata con un brillante display 5” TFT, che assicura perfetta leggibilità in ogni condizione di illuminazione. Ogni informazione viene presentata al pilota in modo chiaro ed immediato.</p>
<p><strong>2 modalità di guida</strong></p>
<p>I due riding mode sono Road e Rain, e modificano tramite il comando del gas ride-by-wire sia la modalità di erogazione della potenza che l’intervento del traction control, il quale è disattivabile in maniera sicura e intuitiva tramite il dashboard TFT.</p>
<p><strong>Illuminazione full LED</strong></p>
<p>Il faro anteriore, il faretto posteriore e gli indicatori di direzione sono completamente a LED e quindi esenti da manutenzione e di lunga durata, per la massima sicurezza. E’ inoltre inclusa la funzione DRL, luce diurna a LED, per ulteriore visibilità nel traffico.</p>
<p><strong>Presa di corrente 12V</strong><br />
Ulteriore equipaggiamento di serie, utile per connettere un device elettronico durante la marcia, è la presa di corrente supplementare da 12V.</p>
<p><strong>LO STILE E L’ATTITUDINE DI UNA VERA TIGER<br />
</strong></p>
<p>Il design complessivo della Tiger 850 Sport combina linee armoniose ed eleganti che contribuiscono a rendere percepibile l’equilibrio complessivo di questo modello: la parte anteriore è prominente e progettata per essere protettiva, mentre le sezioni centrali e posteriori sono pensate per agevolare l’abitabilità per pilota e passeggero.</p>
<p>Condividendo con la gamma 900 una elevata qualità complessiva dei dettagli e delle finiture, il carattere dinamico della nuova 850 viene esaltato da due nuove livree sportive: Graphite e Diablo Red, oppure Grafite e Caspian Blue, con nuovo schema grafico e decal dedicate.</p>
<p><strong>AMPIA GAMMA DI ACCESSORI PER RENDERLA ANCORA PIU’ PRONTA A TUTTO</strong></p>
<p>Progettati insieme alla moto per armonizzarsi con il suo design ed esaltarne le potenzialità, gli oltre 60 accessori originali saranno da subito disponibili insieme alla moto.</p>
<p>Ad esempio, sono previsti due set per il trasporto bagagli, realizzati in collaborazione con GIVI: Trekker ad apertura laterale con topcase da 52 litri (capienza 2 caschi), ed Expedition<br />
in alluminio con apertura dall’alto, con topcase da 42 litri. Tutti gli accessori originali sono coperti da garanzia illimitata di 2 anni.</p>
<p><strong>SCHEDA TECNICA</strong></p>
<table style="border-color: 000000;" border="1" width="665">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Motore e trasmissione</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Motore</td>
<td>Raffreddato a liquido, 12 valvole, DOHC, 3 cilindri in linea</td>
</tr>
<tr>
<td>Cilindrata</td>
<td>888 cc</td>
</tr>
<tr>
<td>Alesaggio</td>
<td>78</td>
</tr>
<tr>
<td>Corsa</td>
<td>61.9 mm</td>
</tr>
<tr>
<td>Compressione</td>
<td>11.27:1</td>
</tr>
<tr>
<td>Potenza massima</td>
<td>85 CV a 8.500 giri/min<br />
(A2 47.6 CV a 7.000 giri/min)</td>
</tr>
<tr>
<td>Coppia massima</td>
<td>82 Nm a 6.500 giri/min<br />
(A2 78 Nm a 3.750 giri/min)</td>
</tr>
<tr>
<td>Iniezione</td>
<td>Iniezione elettronica sequenziale multipoint</td>
</tr>
<tr>
<td>Scarico</td>
<td>Scarico 3-in-1 in acciaio inossidabile, con silenziatore montato lateralmente</td>
</tr>
<tr>
<td>Trasmissione finale</td>
<td>Catena O-ring</td>
</tr>
<tr>
<td>Frizione</td>
<td>Multidisco a bagno d&#8217;olio, assistita antisaltellamento</td>
</tr>
<tr>
<td>Cambio</td>
<td>6 rapporti</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Ciclistica</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Telaio</td>
<td>Tubolare a traliccio in acciaio, con telaietto posteriore imbullonato</td>
</tr>
<tr>
<td>Forcellone</td>
<td>Doppio braccio, lega d&#8217;alluminio pressofusa</td>
</tr>
<tr>
<td>Ruota anteriore</td>
<td>A razze in alluminio, 19 x 2.5 in</td>
</tr>
<tr>
<td>Ruota posteriore</td>
<td>A razze in alluminio, 17 x 4.25 in</td>
</tr>
<tr>
<td>Pneumatico anteriore</td>
<td>100/90-19</td>
</tr>
<tr>
<td>Pneumatico posteriore</td>
<td>150/70R17</td>
</tr>
<tr>
<td>Sospensione anteriore</td>
<td>Forcelle Marzocchi 45mm upside down</td>
</tr>
<tr>
<td>Sospensione posteriore</td>
<td>Mono ammortizzatore Marzocchi regolabile manualmente nel precarico</td>
</tr>
<tr>
<td>Freno anteriore</td>
<td>Doppio disco flottante 320mm, pinze Brembo Stylema 4 pistoncini monoblocco ad attacco radiale, ABS</td>
</tr>
<tr>
<td>Freno posterore</td>
<td>Disco singolo 255mm. pinza Brembo singolo pistoncino, ABS</td>
</tr>
<tr>
<td>Strumentazione</td>
<td>5&#8243; TFT</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Dimensioni e peso</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Lunghezza</td>
<td>2248 mm</td>
</tr>
<tr>
<td>Larghezza</td>
<td>830 mm</td>
</tr>
<tr>
<td>Altezza senza specchi</td>
<td>1410-1460 mm</td>
</tr>
<tr>
<td>Altezza sella</td>
<td>810-830 mm</td>
</tr>
<tr>
<td>Interasse</td>
<td>1556 mm</td>
</tr>
<tr>
<td>Inclinazione sterzo</td>
<td>24.6 °</td>
</tr>
<tr>
<td>Avancorsa</td>
<td>133.3 mm</td>
</tr>
<tr>
<td>Peso a secco</td>
<td>192 kg</td>
</tr>
<tr>
<td>Capacità serbatoio</td>
<td>20 litri</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Consumi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Consumo</td>
<td>5.2 l/100km</td>
</tr>
<tr>
<td>CO2</td>
<td>119 g/km</td>
</tr>
<tr>
<td>Standard</td>
<td>**CO2 e consumo carburante sono misurati in conformità alla normativa 168/2013/CE.  I valori del consumo di carburante sono stati ricavati in condizioni di prova specifiche e servono solo a scopo comparativo. Essi potrebbero non riflettere i risultati di guida effettivi.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
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		<title>Collezioni HJC: arrivano i caschi ispirati a Superman e Venom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 17:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I designer di HJC tornano a strizzare l’occhio al mondo del fumetto americano e agli amanti dell’Universo DC Comics e Marvel. Il noto marchio costruttore di caschi moto, ha infatti recentemente proposto al popolo delle due ruote una coppia di nuove creazioni che si rifanno all’iconografia fumettistica più popolare. Sono i caschi RPHA 11 con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left">I designer di HJC tornano a strizzare l’occhio al mondo del fumetto americano e agli amanti dell’Universo DC Comics e Marvel. Il noto marchio costruttore di caschi moto, ha infatti recentemente proposto al popolo delle due ruote una coppia di nuove creazioni che si rifanno all’iconografia fumettistica più popolare. Sono i caschi RPHA 11 con la livrea ispirata al logo del mitico Superman e al volto di Joker, supervillain per antonomasia. La scelta HJC, rivolta alla fascia sportiva e professionale, è il frutto di una <a href="https://www.autoevolution.com/news/batman-and-the-flash-get-dedicated-hjc-motorcycle-helmets-134614.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #1155cc;"><u>collaborazione esclusiva</u></span></a> con i due grandi marchi del fumetto statunitense, che ha permesso al brand di dare carta bianca ai suoi migliori designer per un prodotto che unisce ottime performance di sicurezza e una serie di opzioni grafiche davvero accattivanti.</p>
<p align="left"><img decoding="async" class="wp-image-98624 size-full alignnone" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/10/collezioni-hjc-arrivano-i-caschi-ispirati-a-superman-e-venom.jpg" alt="Collezioni HJC: arrivano i caschi ispirati a Superman e Venom" width="1014" height="400" title="Collezioni HJC: arrivano i caschi ispirati a Superman e Venom 205" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/10/collezioni-hjc-arrivano-i-caschi-ispirati-a-superman-e-venom.jpg 1014w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/10/collezioni-hjc-arrivano-i-caschi-ispirati-a-superman-e-venom-768x303.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/10/collezioni-hjc-arrivano-i-caschi-ispirati-a-superman-e-venom-300x118.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/10/collezioni-hjc-arrivano-i-caschi-ispirati-a-superman-e-venom-696x275.jpg 696w" sizes="(max-width: 1014px) 100vw, 1014px" /></p>
<p align="left"><i>Il modello ispirato all’inconfondibile Clark Kent. Immagine tratta dal sito </i><i><u>Motostorm.it</u></i><i>.</i></p>
<p align="left"><span style="font-size: medium;"><b>Sicurezza e grafica: un connubio vincente</b></span></p>
<p align="left">Le opzioni grafiche ispirate a Superman e a Joker, sono solo le ultime proposte di una collezione che include altri personaggi iconici come Venom, personaggio della serie di Spiderman, e Capitan America. Un’affascinante proposta che sottolinea, tra l’altro, il valore manifatturiero di prodotti che, ormai da tempo, si sono trasformati da semplici accessori per la sicurezza a veri e propri oggetti culto da collezionare. Le creazioni di HJC si inseriscono in una proposta a tutti gli effetti ‘artistica’, per tutti i gusti: basta guardare, per esempio, ai <a href="https://www.motostorm.it/it/caschi-integrali.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #1155cc;"><u>caschi integrali</u></span></a> che replicano i modelli indossati dai grandi campioni, ma non solo. Sono infatti sempre più apprezzati i modelli jet dal sapore vintage, simbolo di una cultura, quella dei classici centauri, che ha fatto la storia del mondo della moto. Nel nostro Paese è impossibile non citare Aldo Drudi, che ha saputo trasformare la sua lunga collaborazione con Valentino Rossi, in una fucina di creatività e artigianato, trasformando i caschi per il GP in vere e proprie opere d’arte da indossare.</p>
<p align="left">Non solo attenzione alla sicurezza e performance sempre più avanzate, quindi, ma anche grande cura per l’aspetto estetico e grafico. Le ultime novità di casa HJC e degli altri marchi costruttori mostrano come siano questi gli aspetti che stanno definendo il mercato dei caschi per moto e guidando le scelte dei brand più importanti. A guadagnarci sono certamente gli appassionati, che oggi più che mai hanno a disposizione una gamma di scelta ampia e variegata: dai modelli replica dei propri campioni favoriti, fino alle creazioni originali, e ai risultati di crossover divertenti e accattivanti con il mondo della cultura pop.</p>
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		<title>V4 Granturismo: il motore per la prossima generazione di Ducati Multistrada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 16:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si aprono ufficialmente le porte di una nuova era a Borgo Panigale con la presentazione al pubblico del nuovo motore Ducati V4 Granturismo, il propulsore che equipaggerà la tanto attesa nuova generazione di Ducati Multistrada che verrà presentata a tutti gli appassionati mercoledì 4 novembre. Un motore compatto e leggero, performante, ricco di coppia, pensato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si aprono ufficialmente le porte di una nuova era a Borgo Panigale con la presentazione al pubblico del nuovo motore Ducati V4 Granturismo, il propulsore che equipaggerà la tanto attesa nuova generazione di Ducati Multistrada che verrà presentata a tutti gli appassionati mercoledì 4 novembre.</p>
<p>Un motore compatto e leggero, performante, ricco di coppia, pensato per soddisfare le esigenze richieste nell’utilizzo &#8220;adventouring&#8221; senza tralasciare l’emozione e la sportività.</p>
<p>Realizzato con tecnologie avanzate e i migliori materiali disponibili per garantire grande durata e affidabilità, il V4 Granturismo vanta intervalli di manutenzione mai così elevati per un motore motociclistico e nasce per essere il cuore di una moto performante e dinamica. Pronta per girare il mondo insieme al suo possessore.</p>
<p>Il motore <a href="https://www.youtube.com/watch?v=-M99Pv0Kczc&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener">è stato presentato al pubblico con un video</a> nel quale Claudio Domenicali &#8211; Amministratore Delegato di Ducati &#8211; gli ingegneri e i tecnici che ne hanno seguito lo sviluppo svelano tutti i suoi segreti e le sue caratteristiche agli appassionati.</p>
<p>Tutte le scelte tecniche fatte in fase di sviluppo del progetto V4 Granturismo hanno l’obiettivo di garantire la massima fluidità di funzionamento unita a un allungamento sostanziale degli intervalli di manutenzione.</p>
<p>La nuova distribuzione prevede un sistema di richiamo valvole a molla, che ha permesso di portare gli intervalli di manutenzione del V4 Granturismo a 60.000 Km. Questo risultato è stato ottenuto grazie a materiali, trattamenti e scelte tecniche sviluppate per il sistema desmodromico che, applicate ad un sistema di richiamo valvole a molla, che sollecita meno i componenti rispetto al Desmo, ha permesso di raggiungere un traguardo mai toccato prima da un motore motociclistico. Inoltre, il motore a molle assicura grande regolarità di funzionamento ai bassi regimi e bassi carichi, senza dimenticare le prestazioni assolute, la potenza agli alti e l’allungo da autentico motore sportivo: Il V4 Granturismo eroga una potenza di 125 kW (170 CV) a 10.500 giri/minuto, e una coppia massima di 125 Nm (12,7 Kgm) a 8.750 giri/minuto. Tutto ciò rispettando i limiti dell’omologazione Euro 5.</p>
<p>Con i suoi 66,7 kg di peso il V4 Granturismo può vantare una leggerezza da primato, risultando 1,2 kg più leggero rispetto al bicilindrico Testastretta utilizzato sulla precedente Multistrada 1260. La cilindrata di 1.158 cm<small><sup>3</sup></small> è stata scelta come il perfetto punto di incontro tra prestazioni, leggerezza, e ingombri di un motore V4 capace di essere incredibilmente leggero e compatto. Rispetto al motore della generazione precedente, il V4 Granturismo è più corto di 85 mm, più basso di 95 mm e solo 20 mm più largo. Queste misure hanno consentito agli ingegneri Ducati di inserire il motore all’interno del telaio in modo più efficace e centrale in modo da influenzare positivamente la posizione del baricentro della moto, con tutti i benefici che ne conseguono.</p>
<p>Il V4 Granturismo eredita anche alcuni elementi derivati dall’esperienza maturata da Ducati nel mondo delle competizioni, come la scelta di adottare un albero motore controrotante, che migliora maneggevolezza e agilità della moto, e di sfruttare la tecnologia &#8220;Twin Pulse&#8221;, capace di offrire un’erogazione corposa ma perfettamente gestibile a tutti i regimi.</p>
<p>Per evitare i cali di comfort termico dovuto al calore trasmesso dai cilindri posteriori, il V4 Granturismo adotta la strategia di disattivazione della bancata posteriore al minimo. In questo modo, quando la moto è ferma, la bancata posteriore si disattiva, bloccando il processo di combustione nei cilindri e migliorando così il comfort termico di pilota e passeggero grazie all’abbassamento delle temperature con la contemporanea riduzione del consumo.</p>
<p><b>Principali dati tecnici del V4 Granturismo</b></p>
<ul>
<li>Motore quattro cilindri a V di 90° da 1.158 cm³</li>
<li>Alesaggio x corsa 83 x 53,5 mm</li>
<li>Rapporto di compressione 14:1</li>
<li>Potenza massima 125 kW (170 CV) a 10.500 giri/minuto</li>
<li>Coppia massima 125 Nm (12,7 Kgm) da 8.750 giri/minuto</li>
<li>Omologazione Euro 5</li>
<li>Distribuzione mista catena – ingranaggi con doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro</li>
<li>Albero motore controrotante con perni di biella sfalsati di 70°</li>
<li>Frizione multidisco a bagno d’olio, asservita e con funzione antisaltellamento</li>
<li>Lubrificazione a carter semi-secco e tre pompe olio: 1 di mandata e 2 di recupero</li>
<li>Alimentazione con quattro corpi farfallati ovali con diametro equivalente di 46 mm</li>
<li>Cambio a sei rapporti con sistema Ducati Quick Shift (DQS) Up &amp; Down</li>
<li>Controllo ed eventuale registrazione del gioco valvole fissato a 60.000 km</li>
<li>Disattivazione bancata posteriore in fase di sosta</li>
</ul>
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		<title>La BMW presenta la nuova M 1000 RR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 16:24:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BMW Motorrad ha già introdotto la strategia di successo dell&#8217;offerta di veicoli M alla fine del 2018 per le moto e da allora offre accessori opzionali M e parti M per aumentare le prestazioni. Con la nuova BMW M 1000 RR il primo modello M di BMW Motorrad basato sulla S 1000 RR sta ora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>BMW Motorrad ha già introdotto la strategia di successo dell&#8217;offerta di veicoli M alla fine del 2018 per le moto e da allora offre accessori opzionali M e parti M per aumentare le prestazioni. Con la nuova BMW M 1000 RR il primo modello M di BMW Motorrad basato sulla S 1000 RR sta ora celebrando la sua premiére mondiale. BMW Motorrad segue la filosofia della lettera più forte del mondo: M rappresenta in tutto il mondo il successo nelle corse automobilistiche e il fascino dei modelli BMW ad alte prestazioni ed è rivolto a clienti con esigenze particolarmente elevate in materia di prestazioni, esclusività e personalizzazione.<br />
Con una potenza del motore di 156 kW (212 CV), un peso del motociclo DIN ridotto a soli 192 kg e sospensioni e aerodinamica progettate per le massime prestazioni in pista, la nuova M RR  soddisfa le principali aspettative nel segmento top delle Superbike.</p>
<p><strong>Il motore a quattro cilindri della M RR è basato sul motore della RR </strong><strong>rivisto in ottica racing sport. Più potenza di picco e più elevato regime </strong><strong>di rotazione massimo.</strong><br />
La nuova M RR utilizza un motore a quattro cilindri in linea raffreddato ad acqua basato sull’unità motrice della RR con tecnologia BMW ShiftCam che modifica la fasatura e l’alzata delle valvole, modificato comprensibilmente in direzione della massima prestazione su circuito nell’utilizzo racing. Raggiunge la sua potenza massima di 156 kW (212 CV) a 14.500 giri/min.</p>
<p>La coppia massima di 113 Nm viene sprigionata a 11.000 rpm. Oltre a regime massimo di rotazione aumentato a 15.100 giri/min, il motore M RR ha significative ottimizzazioni tecniche come i nuovi pistoni forgiati a 2 anelli di Mahle, le camere di combustione adattate, la compressione aumentata a 13,5, le bielle in titanio più lunghe e leggere da Pankl, i bilancieri a dito più sottili e leggeri, condotti di aspirazione completamente lavorati a macchina con nuova geometria del condotto e ottimizzazioni su alberi a camme e area di aspirazione. Il sistema di scarico leggero è per di più realizzato in titanio.</p>
<p>Il nuovo motore M RR è ancora più potente di quello della RR da cui deriva nel range da 6.000 giri/min a 15.100 giri/min, un arco di erogazione che è particolarmente rilevante per le dinamiche di guida in pista, ma senza perdere le sue qualità affascinante propulsore anche per la guida sportiva su strada.</p>
<p><strong>Appendici alari M e parabrezza alto: frena dopo e accelera prima grazie </strong><strong>alla forza deportante aerodinamica senza penalizzare la velocità </strong><strong>massimo.</strong><br />
L&#8217;aerodinamica è stata un punto decisivo nelle specifiche tecniche per il lavoro di sviluppo della M RR. Oltre ad una velocità massima che è la massima possibile e assolutamente necessaria per vincere le gare, c&#8217;era un altro obiettivo nelle specifiche tecniche della M RR: stabilire il miglior contatto possibile delle ruote con la strada, soprattutto in accelerazione.</p>
<p>Le alette M sul fronte dell&#8217;assetto, che sono state sviluppate durante i test intensivi in pista e nella galleria del vento del GRUPPO BMW e sono fatte di carbonio con rivestimento trasparente, tengono conto di questo in quanto producono una deportanza aerodinamica e quindi carichi aggiuntivi della ruota in base alla velocità. Il carico aggiuntivo sulla ruota anteriore contrasta la tendenza all’impennata, il controllo di trazione deve regolare di meno, e una maggiore potenza erogata può tramutarsi in accelerazione: di conseguenza il pilota migliora i propri tempi sul giro. L&#8217;effetto delle alette è evidente anche nelle curve e in frenata, la deportanza consente una frenata ritardata e garantisce una maggiore stabilità in curva.</p>
<p><strong>Progettazione del telaio specifica per l&#8217;uso in pista con geometria modificata, distribuzione ottimizzata del carico delle ruote e regolabilità estesa del pivot del forcellone.</strong></p>
<p>Il telaio della nuova M RR si basa sul quello di alluminio della RR con il telaio a ponte in alluminio al suo centro. Ha una forcella rovesciata ottimizzata e un rivisto monoammortizzatore con molla blu e cinematismo progressivo Full Floater Pro. L&#8217;obiettivo primario del design del telaio era quello di ottenere i migliori tempi sul giro possibili in pista. Il telaio della M RR è quindi intransigentemente progettato per la pista, ma convince anche con qualità su strada. Particolare attenzione è stata prestata all&#8217;ottimizzazione della guidabilità, della frenata e del controllo anti-squat e del migliore feeling possibile del pilota per la ruota anteriore e posteriore.</p>
<p><strong>Freni M per la prima volta per BMW Motorrad così come ruote in carbonio M di serie.</strong></p>
<p>Con la nuova M RR, c&#8217;è per la prima volta una moto BMW con freni M. Sono stati sviluppati direttamente dall&#8217;esperienza in pista con i freni delle moto da corsa della BMW Motorrad nel Campionato del Mondo Superbike e forniscono la massima stabilità al fading e la massima controllabilità. Esternamente, le pinze freno M hanno un rivestimento anodizzato blu in combinazione con il logo M. Con le ruote in carbonio M, la nuova M RR ha più componenti high-tech per le massime prestazioni su pista e su strada.</p>
<p><strong>Strumentazione combinata con display TFT da 6,5 pollici </strong><strong>perfettamente leggibile e interfaccia OBD che può essere utilizzata </strong><strong>con il codice di attivazione per il data logger M GPS e Il laptrigger M </strong><strong>GPS.</strong></p>
<p>Il quadro strumenti del nuovo M RR ha lo stesso design di base del RR e ha un&#8217;animazione di avvio M. Come parte degli accessori opzionali, un codice di attivazione (contenuto del pacchetto M competition) può essere utilizzato per fornire un pacchetto dati completo per l&#8217;uso del laptrigger M GPS e M GPS data logger (Accessori Originali BMW Motorrad) tramite l&#8217;interfaccia OBD del<br />
cluster di strumenti.</p>
<p><strong>Nata per le corse: il design M e il linguaggio dinamico della M RR indicano le massime prestazioni in pista.</strong></p>
<p>La nuova M RR enfatizza i suoi geni da corsa con la combinazione colore base bianca brillante /M Sport nei colori di base azzurro, blu scuro e rosso. Ulteriori caratteristiche della M RR sono le coperture del motore in grigio granito e il tappo di riempimento del carburante verniciato di nero.</p>
<p><strong>Senza compromessi nel design e nella tecnologia: M RR con il</strong><br />
<strong>pacchetto M Competition.</strong></p>
<p>Per coloro che non sono ancora soddisfatti della nuova M RR in assetto standard, il pacchetto M Competition fornisce un&#8217;affascinante miscela di componenti di classe il raffinato appassionato di tecnologia da corsa e per l&#8217;esteta allo stesso tempo. Oltre al software laptrigger M GPS e al corrispondente codice di attivazione, il pacchetto M comprende anche il pacchetto di parti fresate M, il pacchetto in carbonio M, un forcellone argento più leggero da 220 g, la catena M Endurance ottimizzata per l&#8217;attrito, senza manutenzione e con trattamento DLC e il pacchetto passeggero che include la cover per il codone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2020/09/23/la-bmw-presenta-la-nuova-m-1000/">La BMW presenta la nuova M 1000 RR</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>GIRLS ENERGICA TOUR: si è chiuso a Ostuni il primo viaggio in Italia su moto elettriche tutto al femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 17:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso ieri ad Ostuni il viaggio di 1.000 km in sella ai modelli di punta della gamma di moto elettriche Energica, EVA EsseEsse9+ ed EVA Ribelle, delle due centaure Lorena Bega (Elleb_02) e Valentina Bruno (TraVale_), originaria della stessa Ostuni, iniziato il 31 agosto a Firenze. Nato con l’obiettivo di dimostrare che è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è concluso ieri ad Ostuni il <a href="https://www.giornalemotori.com/2020/08/29/tvadipartire-in-elettrico-al-via-il-girls-energica-tour-il-primo-viaggio-in-italia-su-moto-a-emissioni-zero-tutto-al-femminile/">viaggio di 1.000 km</a> in sella ai modelli di punta della gamma di moto elettriche <a href="https://www.energicamotor.com/it/" target="_blank" rel="noopener">Energica</a>, EVA EsseEsse9+ ed EVA Ribelle, delle due centaure <a href="https://www.instagram.com/elleb_02/" target="_blank" rel="noopener">Lorena Bega</a> (Elleb_02) e Valentina Bruno (TraVale_), originaria della stessa Ostuni, iniziato il 31 agosto a Firenze.</p>
<p>Nato con l’obiettivo di dimostrare che è possibile vivere un’esperienza mototuristica emozionante nel rispetto dell’ambiente, il Girls Energica Tour, realizzato in partnership con il Gruppo Telepass e patrocinato da Legambiente e Save the Planet, ha disegnato la via dell’elettrico in Italia, anche grazie al sostegno di Enegan, accendendo i riflettori su tutta una serie di altre iniziative per la salvaguardia dell’ambiente, l’ecosostenibilità e la tutela del territorio attraverso le tecnologie del futuro prossimo.</p>
<p>Secondo il centro studi di Save the Planet, in quattro giorni di viaggio, per un totale di 1.000 km di percorso, sono stati generati solo 20 kg di CO2, risparmiando all’ambiente il 94% di emissioni. Se lo stesso viaggio fosse stato effettuato con un’automobile a benzina, la quantità di CO2 prodotta sarebbe ammontata a 193 kg mentre nel caso di due moto a benzina l’equivalente sarebbe stato di 336 kg.</p>
<p>“Sono dati significativi considerando che il settore dei trasporti è responsabile del 30% delle emissioni totali di CO2 in Europa, di cui il 72% viene prodotto dal solo trasporto stradale” ha dichiarato Elena Stoppioni, presidente di Save the Planet Onlus. <em>“Per questo motivo, nel tentativo di limitare le emissioni di CO2, l’Unione Europea ha stabilito l’obiettivo al 2030 di ridurre le emissioni generate dal settore dei trasporti del 60% rispetto ai livelli del 1990”.</em></p>
<p>Davide Cervellin, direttore marketing e dati, Telepass S.p.A, ha aggiunto: <em>“Questa nuova visione di viaggio ha nel Gruppo Telepass, con la sua offerta di servizi green, safe &amp; clean, il partner ideale: da sempre, infatti, l’azienda si impegna a diffondere l’idea che una mobilità più sostenibile, e a basso consumo di CO2, sia possibile anche nel nostro Paese, soprattutto grazie all’integrazione dei servizi in movimento ”. </em></p>
<p>Il tour ha visto numerose tappe “green” da Firenze a Bologna, dall’Ospedale delle Tartarughe Marine di Riccione, alle attività di pesca sostenibile nelle Marche, passando per la Via Verde dei Trabocchi, fino ai progetti di mobilità alternativa della Provincia di Bari.</p>
<p>Il Gruppo Telepass ha fortemente creduto in questa iniziativa in quanto rientra all&#8217;interno del suo progetto #Tvadipartire, uno spazio editoriale di consigli e idee per riscoprire gli angoli più belli e nascosti dell’Italia, da Nord a Sud, utilizzando i servizi di inter-mobilità che la società offre, agevolando così l’esperienza di viaggio rendendola più smart e confortevole.</p>
<h5>(foto: Leonardo Perugini)</h5>
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		<title>#TVADIPARTIRE IN ELETTRICO? AL VIA IL GIRLS ENERGICA TOUR, IL PRIMO VIAGGIO IN ITALIA SU MOTO A EMISSIONI ZERO TUTTO AL FEMMINILE</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2020/08/29/tvadipartire-in-elettrico-al-via-il-girls-energica-tour-il-primo-viaggio-in-italia-su-moto-a-emissioni-zero-tutto-al-femminile/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tvadipartire-in-elettrico-al-via-il-girls-energica-tour-il-primo-viaggio-in-italia-su-moto-a-emissioni-zero-tutto-al-femminile</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2020 00:27:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1.000 chilometri in quattro giorni, da Firenze a Ostuni, per dimostrare che le due ruote elettriche non possono, e non devono, essere relegate agli spostamenti urbani. Dal 31 agosto al 3 settembre 2020 due tra le più note e seguite influencer in campo motociclistico, saranno impegnate in un viaggio: l’obiettivo è dimostrare che per affrontare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>1.000 chilometri in quattro giorni, da Firenze a Ostuni, per dimostrare che le due ruote elettriche non possono, e non devono, essere relegate agli spostamenti urbani. Dal 31 agosto al 3 settembre 2020 due tra le più note e seguite influencer in campo motociclistico, saranno impegnate in un viaggio: l’obiettivo è dimostrare che per affrontare un itinerario mototuristico non è necessario partire in sella a una classica viaggiatrice di grossa cilindrata.</p>
<p>Il Girls Energica Tour è un’anteprima assoluta, un’avventura tutta italiana e a emissioni zero, che combinerà il fascino di attraversare lo Stivale nel più completo silenzio guidando moto dalle prestazioni entusiasmanti, dimostrando che ogni tappa può essere percorsa contando su autonomie di tutto rispetto, senza richiedere alcuna ricarica.</p>
<p>Il progetto, in partnership con il Gruppo Telepass, patrocinato da Legambiente e Save the Planet, ha lo scopo di disegnare la via dell’elettrico in Italia, anche grazie al sostegno di Enegan, e di accendere i riflettori su tutta una serie di iniziative che hanno come comune denominatore la salvaguardia dell’ambiente, l’ecosostenibilità e la tutela del territorio attraverso le tecnologie del futuro prossimo.</p>
<p>Protagoniste dell’iniziativa saranno Lorena Bega (Elleb_02), e Valentina Bruno (TraVale_) due motocicliste molto seguite nel settore dell’automotive e del turismo su due ruote. Utilizzeranno i modelli di punta della gamma Energica, azienda modenese che realizza motociclette 100% made in Italy e che partecipa come fornitore unico al campionato mondiale di MotoE: EVA EsseEsse9+ ed EVA Ribelle. Entrambe le motociclette sono modelli di serie, vantano una componentistica di prim’ordine e hanno una velocità massima di 200 km/h.</p>
<p>Durante il tour l’assistenza tecnica e logistica sarà garantita dalle concessionarie Elettricorse di Ginestra Fiorentina, polo toscano della mobilità sostenibile, e GPOne di Milano. Le due motocicliste saranno inoltre supportate dall’equipaggiamento tecnico del gruppo Dainese e AGV, per una esperienza di viaggio in assoluta sicurezza.</p>
<p>Da Firenze a Bologna, dall’Ospedale delle Tartarughe Marine di Riccione al progetto europeo “A pesca di Plastica” a cui aderisce anche la Capitaneria di Porto marchigiana, passando per la Via Verde dei Trabocchi, fino ai progetti di mobilità alternativa della Provincia di Bari.</p>
<p>Questa nuova visione di viaggio ha nel Gruppo Telepass, con la sua offerta di servizi green, safe &amp; clean, il partner ideale: da sempre, infatti, l’azienda si impegna a diffondere l’idea che una mobilità più sostenibile, e a basso consumo di CO2, sia possibile anche nel nostro Paese.</p>
<p>Il Gruppo Telepass ha fortemente creduto in questa iniziativa in quanto rientra all&#8217;interno del suo progetto #Tvadipartire, uno spazio editoriale di consigli e idee per riscoprire gli angoli più belli e nascosti dell’Italia, da Nord a Sud, utilizzando i servizi di inter-mobilità che la società offre, agevolando così l’esperienza di viaggio rendendola più smart e confortevole.</p>
<p>Il tour si concluderà Giovedì 3 Settembre 2020, alle ore 18.30, con un evento d’accoglienza a Ostuni nella sede del GAL Alto Salento 2020 dove le motocicliste, fresche del viaggio, racconteranno le loro impressioni ed emozioni dell’esperienza appena vissuta. Per l’occasione verranno resi noti i dati, certificati da Save The Planet, relativi al risparmio di CO2 ottenuti grazie alla mobilità elettrica durante questo tour.</p>
<p>Ogni giorno le due protagoniste posteranno attraverso i loro canali social Instagram e Facebook, le tappe del Girls Energica Tour ed entreranno nel vivo dei progetti green e dei servizi Telepass e Telepass Pay che scopriranno lungo l’itinerario, ma soprattutto renderanno partecipi i follower delle bellezze paesaggistiche del territorio nazionale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2020/08/29/tvadipartire-in-elettrico-al-via-il-girls-energica-tour-il-primo-viaggio-in-italia-su-moto-a-emissioni-zero-tutto-al-femminile/">#TVADIPARTIRE IN ELETTRICO? AL VIA IL GIRLS ENERGICA TOUR, IL PRIMO VIAGGIO IN ITALIA SU MOTO A EMISSIONI ZERO TUTTO AL FEMMINILE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>In pista ad Ala (TN) con Pitom e ACBM Racing!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2020 11:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[12polliciitaliancup]]></category>
		<category><![CDATA[acbmracing]]></category>
		<category><![CDATA[ala]]></category>
		<category><![CDATA[minigp]]></category>
		<category><![CDATA[pitbike]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa abbiamo ricevuto l’invito a provare le Pit Bike Pitom del Team ACBM Racing ad Ala (TN). Ovviamente non ci siamo tirati indietro, e carichi di entusiasmo ci siamo diretti presso l’unico autodromo trentino per un battesimo di pista e categoria. In effetti, pensandoci bene, ho avuto qualche trascorso su svariate MiniGP 10 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2020/08/17/in-pista-ad-ala-tn-con-pitom-e-acbm-racing/">In pista ad Ala (TN) con Pitom e ACBM Racing!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa abbiamo ricevuto l’invito a provare le <strong>Pit Bike Pitom</strong> del Team <strong>ACBM Racing</strong> ad Ala (TN). Ovviamente non ci siamo tirati indietro, e carichi di entusiasmo ci siamo diretti presso l’unico autodromo trentino per un battesimo di pista e categoria.</p>
<p>In effetti, pensandoci bene, ho avuto qualche trascorso su svariate MiniGP 10 e 12 pollici, ma non ho mai avuto l’opportunità di provare una “Pit”. Debuttare con Pitom, un costruttore high-end con parecchi dettagli italiani, è stata una garanzia. La semplicità dei mezzi è esattamente come quella delle MiniGP, lo <strong>stile di guida</strong> richiesto è naturalmente <strong>diverso</strong>; differentemente dalle sorelle adottanti semimanubri, in questo caso non si va a richiedere un sostegno così estremo sull’anteriore. Gli angoli di piega raggiunti, però, sono impressionanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il primo turno ad andatura “lumaca”,  inizio ad inanellare giri ed osare sempre un po’ di più, arrivando a capire gradualmente che il grado di fiducia che è possibile affidare agli pneumatici è davvero alto. Gli slider degli stivali cominciano a strisciare sull’asfalto, il divertimento e la concentrazione avanzano di pari passo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-95777" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-2.jpeg" alt="WhatsApp Image 2020 08 17 at 13.06.01 2" width="1600" height="1200" title="In pista ad Ala (TN) con Pitom e ACBM Racing! 210" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-2.jpeg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-2-1024x768.jpeg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-2-768x576.jpeg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-2-300x225.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-2-696x522.jpeg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-2-265x198.jpeg 265w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Facciamo ora il punto della situazione su <strong>ACBM</strong> racing, una squadra ormai collaudata e <strong>campione nella classe S2 Under alla 12 Pollici Italian Cup 2019 con il pilota Alberto Bozzoni</strong>.<br />
La particolarità di questa struttura, è quella di essere in grado di offrire pacchetti su misura, completamente adattabili al cliente finale, sia esso un gran “manico” con voglia di correre una stagione intera in 12 Pollici Italian Cup, sia per una singola wildcard, che per una giornata di prove all inclusive.<br />
Dunque, perché non provare a mettersi in gioco? Per un motociclista prettamente stradale, solitamente girare in pista è un vero e proprio <strong>“ridimensionamento”</strong> che porta a capire che la pista sia in effetti  l’unico ambiente in cui è possibile raggiungere il proprio limite.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-95778" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-1.jpeg" alt="WhatsApp Image 2020 08 17 at 13.06.01 1" width="1600" height="1200" title="In pista ad Ala (TN) con Pitom e ACBM Racing! 211" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-1.jpeg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-1-1024x768.jpeg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-1-768x576.jpeg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-1-300x225.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-1-696x522.jpeg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/WhatsApp-Image-2020-08-17-at-13.06.01-1-265x198.jpeg 265w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Per chi va in pista con le maxi, invece, vale comunque a tutti gli effetti il termine “ridimensionamento”,  anche dal punto di vista economico.</p>
<p>Basta pensare semplicemente a costi legati agli pneumatici (ed alla rapidità del consumo degli stessi), oppure ai prezzi giornalieri delle piste…</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-95781 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/08/ACBM-1.jpg" alt="ACBM 1" width="721" height="417" title="In pista ad Ala (TN) con Pitom e ACBM Racing! 212" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/ACBM-1.jpg 721w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/ACBM-1-300x174.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/ACBM-1-696x403.jpg 696w" sizes="(max-width: 721px) 100vw, 721px" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-95780 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/08/85019821_3222575244423385_8710674785639596032_n.jpg" alt="85019821 3222575244423385 8710674785639596032 n" width="720" height="292" title="In pista ad Ala (TN) con Pitom e ACBM Racing! 213" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/85019821_3222575244423385_8710674785639596032_n.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/85019821_3222575244423385_8710674785639596032_n-300x122.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/08/85019821_3222575244423385_8710674785639596032_n-696x282.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></h2>
<p><strong>Contattate ACBM Racing al seguente numero per ulteriori info:</strong></p>
<p><strong>+39 388 63263 14 </strong></p>
<p>Per chiunque non abbia mai provato, non ci sono più scuse!</p>
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		<title>Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 08:34:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[gsxs]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki gsxs 1000]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
		<category><![CDATA[test ride moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di iniziare a descrivermi le sensazioni provate in sella alla Suzuki GSX-S 1000, è necessario fare alcune importanti premesse; ho da sempre considerato la GSX-S un’ alternativa troppo spesso sottovalutata, dunque dopo una decina di giorni in sella e più di 1500 km percorsi, non posso che confermare quanto pensassi: la GSX-S 1000 è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Prima di iniziare a descrivermi le sensazioni provate in sella alla Suzuki GSX-S 1000, è necessario fare alcune importanti premesse; ho da sempre considerato la GSX-S un’ alternativa troppo <strong>spesso sottovalutata</strong>, dunque dopo una decina di giorni in sella e più di 1500 km percorsi, non posso che confermare quanto pensassi: la GSX-S 1000 è davvero una moto sottovalutata da diversi punti di vista.</p>
<p>Il marcato progresso tecnologico della concorrenza, avvenuto esponenzialmente nel corso degli ultimi anni, ha portato moto dure e pure come la GSX-S ad essere considerate come appartenenti ad un sub-segmento a sé stante, lasciando l’indole pistaiola ed iper-connessa alle più evolute sorelle europee.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">                                                                     </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Aspetto e sensazioni</span></p>
<p style="text-align: justify;">Sin dal primo sguardo, la GSX-S 1000 si presenta col <strong>“classico” look della naked giapponese</strong>, rimanendo comunque con linee un po’ più tradizionali se confrontata con alcune altre nipponiche con linee molto più appuntite e futuristiche (leggasi Z1000 e MT-10). Da un lato, le linee della GSX-S 1000 e della s<a href="https://www.giornalemotori.com/2016/08/05/test-suzuki-gsr-750-sp-la-media-definitiva-ed-umana/">orella minore GSX-S 750</a> possono sembrare un tantino impersonali, dall&#8217;altro permettono di raggiungere una fetta di mercato decisamente più importante.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-94414" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Suzuki1.jpg" alt="Suzuki1" width="1920" height="1280" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 225" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki1.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki1-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki1-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki1-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è da dire, comunque, che la cura dei dettagli è un gradino sopra a quanto ci si potesse aspettare. Il forcellone, ad esempio, è di derivazione prettamente sportiva e conferma quanto appena riportato: la Suzuki GSX-S 1000 è più raffinata di quanto si possa inizialmente pensare.</p>
<p>I <strong>210 kg</strong> in ordine di marcia, dimostrano ancora una volta il distaccamento dalla ben meno curata (sicuramente del punto di vista peso) precedente generazione di naked giapponesi, puntando ad un progressivo raggiungimento di un <strong>compromesso intelligente</strong> tra raffinatezza e raggiungibilità.</p>
<p>Il <strong>cruscotto</strong> è <strong>“vecchia scuola”</strong> per l’era digitale, ciononostante racchiude tutte le informazioni necessarie. Il contagiri è disposto orizzontalmente nella parte superiore dello schermo; tachimetro, indicatore di marcia e orario sono invece mostrati centralmente. Completano le informazioni di guida odometro ed indicatore del livello di benzina, rispettivamente a sinistra e a destra del cruscotto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-94415" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Suzuki2.jpg" alt="Suzuki2" width="1920" height="1280" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 226" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki2.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki2-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki2-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki2-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki2-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p style="text-align: justify;">I due tastini “SEL” e “ADJ”, posti appena sopra allo schermo, permettono di personalizzare le informazioni visualizzate per quanto riguarda i parametri di odometro e consumo benzina. Essi sono raggiungibili abbastanza facilmente anche durante la guida, è infatti possibile intervenire sui due pulsanti senza necessariamente avere la motocicletta in folle, oppure con cavalletto in posizione, come accade per altri modelli. Per quanto riguarda l’odometro è possibile variare da chilometraggio parziale a totale, mentre i dati relativi ai consumi riguardano consumo medio, attuale, oppure autonomia residua.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente stiamo parlando di un pacchetto abbastanza basico, ma tutto sommato <strong>completo e adatto alla vita quotidiana</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Motore</span></p>
<p style="text-align: justify;">Motoristicamente parlando, la GSX-S 1000 è equipaggiata da una più che ottima base di partenza; il <strong>motore del mitico GSX-R 1000 K5</strong>, il quale equipaggiava la supersportiva di Hamamatsu dal 2005 al 2008, è stato naturalmente riadattato per  l’utilizzo stradale, nonché reso compatibile con le normative attualmente in vigore in materia di inquinamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-94416" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Suzuki3.jpg" alt="Suzuki3" width="1920" height="1280" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 227" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki3.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki3-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki3-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki3-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki3-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il propulsore non ha quindi bisogno di particolari presentazioni; a lungo considerato come uno dei motori stradali meglio concepiti per fruibilità ad ogni regime (cosa non da poco, essendo un 4 in linea), il motore della Suzuki GSX-S 1000 è in grado di esprimere ben <strong>149 CV</strong> ed un picco di coppia di ben 108 NM a 9500 giri.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prestazioni sono dunque rimodulate per poter essere in linea con l’utilizzo stradale, ma non scordiamoci che abbiamo comunque a che fare con una moto con velocità di punta maggiori di 260 km/h…</p>
<p>La GSX-S ha una <strong>schiena paurosa</strong>, è sempre pronta, pertanto si riesce ad ottenere parecchio margine in ambito stradale; i sorpassi risultano sempre agevoli, anche se ci si trova in quinta a 55 km/h.</p>
<p>Da questo punto di vista, vista la fruibilità e la presenza a tutti i regimi con una buona dose di coppia, reputo il motore come prevedibile (in senso positivo) ed allo stesso tempo pronto.</p>
<p>Parlando di prontezza, tuttavia, è impossibile non menzionare la presenza di <strong>effetto on/off</strong> quando si va a prendere in mano il gas, ed in chiusura dello stesso. Come gran parte dei 4 in linea di “vecchia concezione”, è difficile modulare in maniera graduale il comando del gas senza strattonamenti ed avvertibili trasferimenti di carichi. L’assenza del ride-by-wire, non permette alla centralina ed a mappature dedicate di mediare questo aspetto. Il buon vecchio cavo, infatti, rende più difficoltoso l’approccio fluido al comando del gas, problematica che potrebbe essere mitigata tramite l’applicazione del ride-by-wire.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-94417" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Suzuki4.jpg" alt="Suzuki4" width="1920" height="1280" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 228" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki4.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki4-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki4-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki4-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki4-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sottolineando ancora una volta il concetto precedentemente espresso, la Suzuki GSX-S 1000 è un esempio lampante dell’applicazione della filosofia “What you see is what you get”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unico adattamento tecnologico da parte della GSX-S, è costituito dalla presenza del <strong>Traction Control</strong>, il quale è settabile su tre distinti livelli d’intervento, oppure <strong>disinseribile</strong>. Onestamente, pensavo che avrei avvertito un intervento molto più grossolano e “tagliente”, ma devo ammettere che il TC equipaggiante la GSX-S è tarato egregiamente. Pur circolando su fondo bagnato ed inserendo il livello massimo di intervento, il taglio è modulare e pressochè inavvertibile, se non concentrandosi sull’attivazione delle spie arancioni sul cruscotto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-94418" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Suzuki5.jpg" alt="Suzuki5" width="1920" height="1280" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 229" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki5.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki5-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki5-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki5-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki5-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il cambio è sincero e regolare, ma si sente l’assenza di un quickshifter, specialmente perché si potrebbe approfittare della grande coppia a disposizione per snocciolare marce tra le curve in maniera rapida ed efficace…</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Sospensioni ed Impianto Frenante</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ribadendo il fattore “Giappone” già citato in precedenza nell’articolo, la GSX-S 1000 si dimostra da un lato come facente parte del comparto delle naked accessibili e sincere, dall’altro si rivela essere un <strong>mezzo prettamente stradale</strong>. I 210 kg in ordine di marcia, nonché la centralizzazione delle masse dell’imponente 4 in linea, stupiscono in positivo per reattività e agilità. Anche in questo caso, ritengo necessario contestualizzare; non potete e dovete chiaramente aspettarvi la reattività di una Street Triple (pesante 50 kg in meno), ma allo stesso tempo non vi troverete in difficoltà per via del peso e delle dimensioni della GSX-S.</p>
<p style="text-align: justify;">Il già citato forcellone di derivazione supersportiva, accoppiato al monoammortizzatore regolabile nel ritorno e nel precarico, garantiscono sostegno in ogni situazione, evitando però di rendere la moto eccessivamente rigida.</p>
<p style="text-align: justify;">Anteriormente, la GSX-S è equipaggiata con una <strong>forcella KYB completamente regolabile</strong>.<br />
Il compromesso raggiunto dalla taratura originale è più che ottimale per l’utilizzo stradale, dunque bisogna veramente spingere fortissimo per avvertire eventuali tentennamenti dati dal comparto anteriore.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-94419" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Suzuki8.jpg" alt="Suzuki8" width="1280" height="1920" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 230" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki8.jpg 757w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki8-682x1024.jpg 682w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki8-300x450.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki8-696x1044.jpg 696w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Le <strong>Dunlop D214 Sportmax</strong> di prima dotazione, sono un modello abbastanza diffuso per quanto riguarda il primo equipaggiamento di moto naked giapponesi. Una curiosità? Non sono commercializzate in Europa, dunque sono sostituibili solo su espressa richiesta di determinati costruttori giapponesi.</p>
<p>Dal lato performance, anche le D214 Sportmax costituiscono un buon compromesso, e dato il grande appoggio (120/70 ZR17 ANT e 190/50 ZR 17 POST), comunicano una sensazione di sicurezza e linearità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">                                                                         Per Chi? Dove?</span></p>
<p>Pur essendo su carta una delle naked 1000cc più abbordabili anche per chi è agli inizi, non mi sentirei di consigliare espressamente a nessuno di fare gavetta con 150 cv…<br />
Ciononostante, va detto che l’abbondanza di coppia e la pastosità del 4 in linea Suzuki, rendono la GSX-S 1000 fruibile anche in maniera pacata; non è assolutamente necessario avere una guida “impiccata” per divertirsi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-94420" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Suzuki6.jpg" alt="Suzuki6" width="1920" height="1280" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 231" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki6.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki6-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki6-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki6-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki6-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sempre concentrandoci su un pubblico entry level, abbiamo in questo caso il Traction Control (molto utile per la guida su strada e per la prevenzione di errori di gioventù), nonché l’obbligatorio ABS.</p>
<p><strong>Posizione non sacrificata</strong> e sella comoda e posta a 810 mm da terra, fanno della GSX-S un ottimo compromesso per una buona fetta di pubblico.</p>
<p>Dato il setting non eccessivamente rigido, la naked Suzuki è appetibile <strong>anche su strade sconnesse</strong> e percorsi tortuosi. Occhio però, la sensazione non è super-gradevole se imbottigliati in centro città con un imponente 4 in linea emanante vampate di calore…</p>
<p>Essendo naked a tutti gli effetti, sconsiglio i lunghi viaggi su tangenziali e autostrade; il vigore del propulsore non riesce a compensare la totale assenza di protezione aerodinamica.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-94421" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Suzuki7.jpg" alt="Suzuki7" width="1920" height="1280" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 232" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki7.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki7-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki7-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki7-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Suzuki7-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La GSX-S è ottimizzata per l’utilizzo stradale a 360°; <strong>non è un mezzo da pista</strong>, sebbene sia notevolmente dotata dal punto di vista del motore e disponga di soluzioni più raffinate della media giapponese.</p>
<p>Il prezzo particolarmente competitivo (<strong>€ 12.690</strong>), riesce a dare una marcia in più alla naked giapponese, che collocherei esattamente tra naked più economiche e le moderne ed iper-tecnologiche hypernaked, specialmente considerando i modelli orientati anche all’utilizzo tra i cordoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Scheda Tecnica</strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-94422 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Scheda1.jpg" alt="Scheda1" width="617" height="472" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 233" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Scheda1.jpg 617w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Scheda1-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 617px) 100vw, 617px" /></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-94423 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Scheda2.jpg" alt="Scheda2" width="601" height="468" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 234" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Scheda2.jpg 601w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Scheda2-300x234.jpg 300w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-94424 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/Scheda3.jpg" alt="Scheda3" width="599" height="438" title="Test Suzuki GSX-S 1000, da non sottovalutare! 235" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Scheda3.jpg 599w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/06/Scheda3-300x219.jpg 300w" sizes="(max-width: 599px) 100vw, 599px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>MV Agusta Rush 1000: al via la produzione dei primi 300 esemplari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 12:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mv agusta]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[rush]]></category>
		<category><![CDATA[rush 1000]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il design italiano, si sa, fa battere il cuore a tutto il mondo. E come spesso accade quando questo viene utilizzato nel mondo dei motori, il risultato è straordinario. Le migliori creazioni a due e quattro ruote sono frutto dell&#8217;unione tra tecnica, ingegno e stile made in Italy. L&#8217;ultima creatura di questo matrimonio perfetto è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il design italiano, si sa, fa battere il cuore a tutto il mondo. E come spesso accade quando questo viene utilizzato nel mondo dei motori, il risultato è straordinario. Le migliori creazioni a due e quattro ruote sono frutto dell&#8217;unione tra tecnica, ingegno e stile made in Italy. <strong>L&#8217;ultima creatura di questo matrimonio perfetto è sicuramente la nuova MV Agusta Rush 1000</strong>. Una moto che aveva richiamato una folla di appassionati già alla sua apparizione ad EICMA 2019.</p>
<p style="text-align: justify">Ora la Rush è pronta per essere consegnata ai primi fortunati proprietari. Al termine di questo lungo e travagliato periodo di Lockdown, <strong>nel mese di giugno entreranno in produzione i primi 300 esemplari di questa esclusiva Hyper Naked</strong>. Negli stabilimenti di Schiranna è stato infatti dato il via al processo produttivo che consentirà la consegna a chi aveva preordinato la Rush 1000 attraverso il sito ufficiale della casa italiana o tramite la rete dei concessionari ufficiali.</p>
<p style="text-align: justify">Si tratta di una prima serie limitata a soli 300 esemplari, <strong>venduti al prezzo di 34.000 Euro</strong>. Una cifra di tutto rispetto, che consentirà di portarsi a casa una moto ricca di dettagli estetici unici che ne fanno una vera special di serie.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;impatto estetico è notevole, con la moto piccola e raccolta attorno al poderoso motore 4 cilindri da 208 CV. L&#8217;elemento che la contraddistingue maggiormente è senza dubbio <strong>la ruota posteriore lenticolare con cerchio in alluminio forgiato</strong> nascosto da un coperchio in fibra di carbonio, voluto per migliorare le prestazioni aerodinamiche. Altra caratteristica è il telaietto posteriore reggisella veramente minimale, che esalta la linea da “muscle bike” con volumi importanti nella parte anteriore.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93953" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/rush-1000-ambient-16-1024x683.jpg" alt="rush 1000 ambient 16" width="1024" height="683" title="MV Agusta Rush 1000: al via la produzione dei primi 300 esemplari 238"></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Bellissimo il gruppo ottico anteriore Full LED</strong> con funzione cornering incorniciato su supporto e telaietto in lega lavorato CNC. Il tutto sovrasta l&#8217;imponente piastra inferiore della forcella Ohlins EC con gestione elettronica dell&#8217;idraulica in compressione ed estensione totalmente regolabile con configurazioni predefinite o completamente personalizzabili in funzione dello stile di guida del pilota e delle condizioni del percorso. La stessa tecnologia Ohlins viene impiegata anche per ammortizzatore posteriore ed ammortizzatore di sterzo. Soluzioni che garantiscono una ciclistica da riferimento della categoria, supportata dal <strong>telaio tubolare a traliccio in acciaio CrMo</strong>. La frenata è garantita invece dalle pinze Brembo Stylema e dall&#8217;ABS Bosc 9 Plus Race.</p>
<p style="text-align: justify">Tornando all&#8217;unità motrice occorre ricordare che il quattro cilindri in linea offre una tecnologia in cui viene applicata tutta l&#8217;esperienza ed il know-how ingegneristico della casa italiana. Il motore in configurazione base sviluppa come detto 208 CV, ma <strong>sarà possibile aumentare il valore di potenza fino a 212 CV con l&#8217;apposito Racing Kit</strong>. Sfrutta il sistema integrato di accensione-iniezione MVICS che dispone di 8 iniettori: 4 inferiori Mikuni e 4 superiori Magneti Marelli con portata maggiorata. Il corpo farfallato è fullride by wire Mikuni e su di esso interviene una centralina di controllo Eldor EM2.0.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93954" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/rush-1000-ambient-1-1024x683.jpg" alt="rush 1000 ambient 1" width="1024" height="683" title="MV Agusta Rush 1000: al via la produzione dei primi 300 esemplari 239"></p>
<p style="text-align: justify">Sono disponibili quattro mappe di gestione del motore in configurazione Sport, Race, Rain e Custom, mentre il controllo di trazione, che può essere disinseribile, dispone di ben otto livelli di intervento e di anti impennata gestiti da apposita piattaforma inerziale. Tanta tecnologia dicevamo, anche dal punto di vista elettronico, frutto anche delle esperienze nel modo della MotoGP. <strong>Il cambio EAS 2,1 Up &amp; Down permette di cambiare senza l&#8217;uso della frizione.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Un grande lavoro è stato fatto anche per ridurre il peso e di masse. Rispetto all&#8217;unità che equipaggia la Brutale 1000 RR sono state ridisegnati ed alleggeriti l&#8217;albero motore ed i pistoni. Anche la camera di combustione è stata completamente rivista e dispone di valvole radiali. Le bielle sono in titanio e contribuiscono in modo decisivo a ridurre le masse, i carichi e l&#8217;inerzia del motore. <strong>Dalla tecnologia MotoGP arriva la scelta della catena di distribuzione centrale</strong> che limita gli effetti della torsione degli alberi a camme agli alti regimi.</p>
<p style="text-align: justify">Per i fortunati possessori per ora è prevista una unica ed elegante livrea con combinazione di grigio scuro metallizzato opaco, rosso “mamba”, carbonio opaco e bronzo metallizzato.</p>
<p>Foto @lulop.com</p>
<p>
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<a href="https://www.giornalemotori.com/2020/06/06/mv-agusta-rush-1000-al-via-la-produzione-dei-primi-300-esemplari/rush-1000-3-2/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/rush-1000-3-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="rush 1000 3 1" title="MV Agusta Rush 1000: al via la produzione dei primi 300 esemplari 241"></a>
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<a href="https://www.giornalemotori.com/2020/06/06/mv-agusta-rush-1000-al-via-la-produzione-dei-primi-300-esemplari/rush-1000-ambient-16-2/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/06/rush-1000-ambient-16-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="rush 1000 ambient 16 1" title="MV Agusta Rush 1000: al via la produzione dei primi 300 esemplari 245"></a>
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		<title>Mototouring e accessori: vivere un&#8217;estate da centauri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2020 00:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caldo è alle porte e il popolo delle due ruote ha sempre più voglia di mettersi in sella: che sia per un breve itinerario della durata di un week-end, o in previsione della vacanza estiva, si comincia a fare progetti e pianificare itinerari. Quella del mototurismo è una passione che coinvolge tantissimi centauri, un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il caldo è alle porte e il popolo delle due ruote ha sempre più voglia di mettersi in sella: che sia per un breve itinerario della durata di un week-end, o in previsione della vacanza estiva, si comincia a fare progetti e pianificare itinerari. Quella del mototurismo è una passione che coinvolge tantissimi centauri, un esperienza che unisce l’amore per i veicoli a due ruote con la curiosità di scoprire paesaggi e destinazioni nuove. Un mondo che, nato con la sottocultura dei biker americani, è oggi entrato in piena regola nel mainstream.</p>
<p align="justify">Anche per questo motivo i grandi brand delle due ruote hanno sviluppato nel tempo un’offerta di accessori e abbigliamento varia, e studiata appostiamente per le necessità dei lunghi viaggi in sella. Affrontare con lo spirito giusto e con i prodotti adatti gli spostamenti di questo tipo è infatti importante per godere di un’esperienza di viaggio piacevole, avventurosa e sicura.</p>
<h2 align="justify">L’importanza dell’abbigliamento tecnico</h2>
<p align="justify">Oggi, l’offerta per i bikers va dagli accessori più compatti e tecnologici fino ai capi di abbigliamento per la guida, mettendo a disposizione di centauri della prima ora e motociclisti alle prime armi un’ampia scelta per vivere al meglio la propria passione. Attenzione particolare va rivolta certamente all’outfit: diverse ore sulla propria due ruote richiedono un abbigliamento idoneo, che sia leggero, in grado di proteggere la pelle, fasciare la muscolatura sollecitata a ogni curva, essere allo stesso tempo elastico e traspirante. In questo senso, un grande aiuto viene dal boom dello sport amatoriale: molti marchi, infatti, in questi ultimi anni hanno messo sul mercato capi di abbigliamento tecnico sempre più sofisticati. Si va dai prodotti di biancheria intima alle maglie a manica lunga o corta, e non mancano i cosiddetti ciclisti o i pantaloni lunghi: di elevatissima qualità, espellono rapidamente il sudore verso l’esterno, garantendo una pelle sempre fresca. Non rilasciano odori, si lavano rapidamente e una volta piegati e riposti occupano uno spazio minimo: potranno essere davvero di grande comodità per gli spostamenti nei mesi caldi.</p>
<p align="justify">Gli stessi innovativi materiali, composti in alcuni casi anche da fibra di carbonio, rivoluzionano il concetto di sottocasco: da oggi lo si potrà adoperare anche in estate, proprio perché questi tessuti speciali impediscono l’accumulo del sudore. Esemplare la recente <a href="https://www.cycleworld.com/2019-dainese-explorer-touring-gear/" target="_blank" rel="noopener">serie Explorer</a> di Dainese, studiata appositamente per aiutare i motociclisti ad affrontare i lunghi viaggi in condizioni difficili: le innovazioni del noto brand italiano sono state infatti il frutto di “due anni di ricerche sulle linee di non-estensione del corpo umano”, stando alle dichiarazioni della stessa Dainese.</p>
<p align="justify">Per quanto riguarda i viaggi durante l’estate, il posto d’onore va sempre riservato alla giacca, l’emblema stesso della filosofia delle due ruote. Ogni vero motociclista sa quanto questo capo lo rappresenti, sia al momento di salire in sella che quando si passeggia mostrando con orgoglio la natura di biker. Brand come Spidi e Ixon hanno saputo diversificare l’offerta, e oggi il mercato mette a disposizione dei centauri modelli adatti a ogni esigenza. Lo evidenzia per esempio la selezione di modelli di <a href="https://www.motorama.it/giacche-estive-C192.htm" target="_blank" rel="noopener">giacca moto primavera estate</a> di Motorama, portale online specializzato, che spazia dai capi studiati per i lunghi viaggi sino a quelli per i rapidi spostamenti urbani. La scelta dell’abbigliamento va completata con l’acquisto di accessori che si rivelano sempre utili: i bauletti, solidi e capienti, morbidi oppure con struttura rigida per una maggiore protezione, ma anche l’interfono per le comunicazioni se si viaggia in compagnia, per esempio. Insieme all’attenta pianificazione del viaggio, la preparazione dell’equipaggiamento per il touring è un passo dunque fondamentale per trascorrere un’esperienza soddisfacente e sicura. Una fase importante per tutti i centauri più esperti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Indian FTR 1200 Carbon. La Flat Track si rifà il look</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2020 06:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[flat track]]></category>
		<category><![CDATA[ftr 1200 carbon]]></category>
		<category><![CDATA[indian]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia della Indian Motorcycle è una di quelle storie capolavoro del grande sogno americano. Tra alti e profondi bassi la casa è ancora presente sul mercato, nonostante grandi crisi nel corso della sua vita ultracentenaria. Oggi Indian è la casa di riferimento nel mondo Flat Track americano, dove è vincitrice per tre anni consecutivi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La storia della Indian Motorcycle è una di quelle storie capolavoro del grande sogno americano. Tra alti e profondi bassi la casa è ancora presente sul mercato, nonostante grandi crisi nel corso della sua vita ultracentenaria. Oggi <strong>Indian è la casa di riferimento nel mondo Flat Track americano</strong>, dove è vincitrice per tre anni consecutivi del Campionato AMA. Tanti i modelli in catalogo, dalla mastodontiche maxi-cruiser alle più sportiveggianti repliche Flat Track. <strong>Proprio ispirandosi ai successi in terra americana viene presentata ora la nuova FTR 1200 Carbon.</strong> Un modello che riprende la FTR S con un nuovo look tutto in carbonio.</p>
<p style="text-align: justify">La linea è quella della FTR 1200 S. Una moto già affascinante per via di una estetica minimale che esalta il grosso bicilindrico da 1.203 cc impreziosito dal <strong>bellissimo sistema di scarico firmato Akrapovic in titanio</strong>. Il tutto è esasperato grazie al vestito totalmente in carbonio. Cover serbatoio, guscio coprisella monoposto, parafango anteriore, fanale anteriore e scatola airbox sono realizzate in fibra. Un inserto applicato sul serbatoio firma questa interessante realizzazione. <strong>L&#8217;utilizzo del carbonio fa scendere il peso di 2 Kg</strong> rispetto alla versione S. L&#8217;ago della bilancia si ferma quindi sui 228 Kg in ordine di marcia.</p>
<p><img decoding="async" class="size-large wp-image-93715 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/5ea813935c27c-1024x682.jpg" alt="5ea813935c27c" width="1024" height="682" title="Indian FTR 1200 Carbon. La Flat Track si rifà il look 247" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/5ea813935c27c-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/5ea813935c27c-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/5ea813935c27c-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/5ea813935c27c-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/5ea813935c27c.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p style="text-align: justify">La Indian FTR 1200 Carbon non differisce dal punto di vista tecnico dalla 1200 S. Il motore bicilindrico a V di 60 gradi ha distribuzione bialbero con quattro valvole per cilindro. Unità raffreddata ad acqua capace di una potenza di 123 CV a 8.250 giri e di una coppia da 115 Nm a 6.000 giri. Telaio e forcellone non differiscono dalla versione S. All&#8217;anteriore troviamo la forcella rovesciata con steli da 43 mm, totalmente regolabile. Al posteriore lavora un ammortizzatore sul lato destro, completamente regolabile. <strong>I freni sono costituiti da impianto frenante anteriore con pinze radiali Brembo monoblocco M4.32</strong> che lavorano sui due dischi da 320 mm. Al posteriore un singolo disco da 265 mm.</p>
<p style="text-align: justify">[youtube https://www.youtube.com/watch?v=jVXw1zJzF3k&amp;w=560&amp;h=315]</p>
<p>La gestione elettronica è affidata al controllo di trazione, stabilità ed impennata. Per gustare al meglio della guida in qualsiasi condizione <strong>sono previste tre mappature differenziate: Sport, Standar e Rain</strong>. Ovviamente di serie ABS. Per garantire il confort di marcia le sospensioni sono completamente regolabili ed offrono una escursione all&#8217;anteriore ed al posteriore di 150 mm. Comodità che viene anche esaltata dalla posizione di guida eretta, che garantisce il pieno controllo in tutte le situazioni di guida. Lo sguardo si posa anche agevolmente sul <strong>bellissimo cruscotto a LED da 4,3&#8243; touchscreen</strong>. La Indian FTR 1200 Carbon presenta di serie una presa USB e la compatibilità Bluetooth per la gestione dei dispositivi mobili.</p>
<p>Infine ricchissima la possibilità di personalizzazione attingendo ad un <strong>catalogo di accessori di oltre 40 articoli</strong>. Un catalogo che permette a tutti di cucirsi addosso una motocicletta ancora più esclusiva.</p>
<p>Il prezzo non è ancora stato comunicato.</p>
<p>Foto ©IndianMotorcycle</p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2020/05/25/indian-ftr-1200-carbon-la-flat-track-si-rifa-il-look/5ea812e69bce0/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/5ea812e69bce0-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="5ea812e69bce0" title="Indian FTR 1200 Carbon. La Flat Track si rifà il look 248"></a>
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		<title>Triumph Scrambler 1200 Bond Edition. La moto perfetta per sentirsi Bond, James Bond.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2020 13:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ci sono motociclette che riescono ad entrare nell&#8217;immaginario collettivo grazie all&#8217;apparizione, più o meno da protagonista, in qualche pellicola cinematografica. Per Triumph l&#8217;esempio più eclatante sono state le scene cult di Mission Impossible 2 con Tom Cruise impegnato in sella alla mitica Speed Triple nera. Questo binomio Moto – Cinema per la casa inglese si ripete ora con la nuova Triumph Scrambler 1200 Bond Edition. <strong>Un connubio quanto mai perfetto tra la moto ed il personaggio più rappresentativi del mondo british.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Triumph Scrambler 1200 Bond Edition è un prodotto raffinato e ricercato. Una versione voluta per confermare il sodalizio tra Triumph e <strong>ed il nuovo film “No Time To Die”</strong>. Si tratta della venticinquesima pellicola sulle avventure dell&#8217;agente al servizio di Sua Maestà. La moto sarà impegnata in diverse scene stunt riding.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La nuova Triumph Scrambler 1200 è una versione raffinata ed elegante</strong> che ha come base la versione XE, già top di gamma. Si tratta ovviamente di un allestimento esclusivo e limitato a soli 250 esemplari che ne fanno lievitare il prezzo alla <strong>considerevole cifra di 19.500 euro f.c.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Nel dettaglio<strong> la Triumph Scrambler 1200 Bond Edition si veste di un elegante serbatoio nero</strong> (Sapphire Back) sul quale spicca il grande logo Triumph accompagnato da una decalcomania in lamina di alluminio con filettatura oro. Il porta numero sul doppio scarico laterale riporta il celebre logo “007”, presente anche in ricamo sulla sella in vera pelle. All&#8217;accensione anche la strumentazione TFT ci ricorda il modello prestigioso con apposita schermata di benvenuto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93637" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/triumphxnttd-scrambler1200-20200504-1-1024x683.jpg" alt="triumphxnttd scrambler1200 20200504 1" width="1024" height="683" title="Triumph Scrambler 1200 Bond Edition. La moto perfetta per sentirsi Bond, James Bond. 258"></p>
<p style="text-align: justify">Sempre a livello estetico la Triumph Scrambler 1200 Bond Edition <strong>si riconosce dai particolari all-black</strong> come parafango posteriore, forcelle, forcellone e parafango anteriore alto. Completano la dotazione luci fendinebbia, griglia parafaro e paramotore sempre nero.</p>
<p style="text-align: justify">Il motore è quello dell&#8217;unità XE. <strong>Un 1200 cc capace di 90 CV a 7.400 giri accreditato di una poderosa coppia che spinge forte sprigionando un picco di 110 Nm a soli 3.950 giri.</strong> Il sound di questo cuore pulsante viene ulteriormente esaltato dal doppio scarico alto con collettori in acciaio inossidabile con silenziatore Arrow con terminali in fibra di carbonio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93635" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/triumphxnttd-scrambler1200-20200456-1024x683.jpg" alt="triumphxnttd scrambler1200 20200456" width="1024" height="683" title="Triumph Scrambler 1200 Bond Edition. La moto perfetta per sentirsi Bond, James Bond. 259"></p>
<p style="text-align: justify">Una moto dal carattere e dall&#8217;estetica classica, che però non rinuncia alla tecnologia a partire dalla strumentazione TFT di seconda generazione full-colour personalizzabile con due layout. Per aumentare il piacere su strada vengono in aiuto cinque modalità di guida: Road, Rain, Off-Road, Sport e Rider. In queste modalità interviente la piattaforma elettronica che gestisce al meglio la risposta dell&#8217;acceleratore, il controllo della trazione ed il funzionamento dell&#8217;ABS in base alle condizioni di guida.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Per chi vuole spingersi oltre, ed avventurarsi nel fuoristrada più serio, è presente anche una sesta modalità, chiamata Off-Road Pro.</strong> In questo caso l&#8217;ABS viene disinserito al pari del controllo della trazione. Le doti fuoristradistiche della versione XE vengono così esaltate, ricordando che la moto di partenza ha ben figurato anche in alcune gare Baja in centroamerica. Il tutto grazie anche alle sospensioni posteriori completamente regolabili Ohlins abbinate ad una forcella da 47 mm Showa, anch&#8217;essa completamente regolabile.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93639" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/triumphxnttd-scrambler1200-20200526-1024x683.jpg" alt="triumphxnttd scrambler1200 20200526" width="1024" height="683" title="Triumph Scrambler 1200 Bond Edition. La moto perfetta per sentirsi Bond, James Bond. 260"></p>
<p style="text-align: justify">Tornando all&#8217;elettronica ricordiamo che ABS e controllo trazione cornering lavorano in sinergia con la <strong>piattaforma inerziale IMU.</strong> Infatti questa unità parametrizza di continuo valori come rollio, beccheggio, imbardata, angolo di inclinazione ed accelerazione per trasformare questi dati in sicurezza attiva.</p>
<p style="text-align: justify">Per completare la Triumph Scrambler 1200 Bond Edition ci sono le manopole riscaldarte di serie, i blocchetti interruttori retroilluminati a LED, l&#8217;illuminazione interamente a LED con faro anteriore dotato di luci diurne DRL. Altre chicche sono l&#8217;accensione keyless con chiave elettronica, il cruise control, la presa USB ed il sistema di connettività all&#8217;app My Triumph. <strong>Nulla vieta di personalizzare la propria Bond Edition attingendo dal ricco catalogo Triumph</strong> dedicato alle altre due versioni Scrambler, la XE e la XC.</p>
<p>Foto @Lulop.com</p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2020/05/23/triumph-scrambler-1200-bond-edition-la-moto-perfetta-per-sentirsi-bond-james-bond/triumphxnttd-scrambler1200-20200282-1-2/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/triumphxnttd-scrambler1200-20200282-1-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="triumphxnttd scrambler1200 20200282 1 1" title="Triumph Scrambler 1200 Bond Edition. La moto perfetta per sentirsi Bond, James Bond. 261"></a>
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		<title>Suzuki V-Strom 1050: ritorno al passato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 06:07:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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		<category><![CDATA[novità]]></category>
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		<category><![CDATA[v-strom]]></category>
		<category><![CDATA[v-strom 1050]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai da anni le Maxi Enduro sono le regine delle vendite e tengono alto il numero di immatricolazioni sul mercato. Sono passati gli anni in cui erano le sportive dure e pure a dettare la dura legge dei numeri. Non solo in termini di prestazioni, ma di pezzi immatricolati. Honda CBR, Yamaha R1, Kawasaki ZX-R, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da anni le Maxi Enduro sono le regine delle vendite e tengono alto il numero di immatricolazioni sul mercato. Sono passati gli anni in cui erano le sportive dure e pure a dettare la dura legge dei numeri. Non solo in termini di prestazioni, ma di pezzi immatricolati. Honda CBR, Yamaha R1, Kawasaki ZX-R, Suzuki GSX-R: nomi che rimangono nella memoria di tutti, che restano nei listini delle case con i loro modelli aggiornati, ma che sicuramente non fanno esaltare ed esultare per i numeri di pezzi venduti. Lo sa bene anche la casa di Hamamatsu, che con il tempo ha visto salire al ruolo di prima donna tra i sui modelli di punta la serie V-Strom, divertente Dual tutto fare.</p>
<p>V-Strom è il nome scelto per il modello entro-fuoristrada di casa Suzuki. Un modello che prende vita nel 2002 con la cilindrata da 996cc alla quale viene affiancata, due anni dopo la fortunatissima, in termini di vendite, sorella minore da 650 cc. Una moto che subito aveva colpito per le linee particolari, squadrate e forse poco armoniche, ma che aveva saputo conquistare il grande pubblico soprattutto con il modello di cilindrata inferiore.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93556" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/v-strom-1050xt-my2020-33--1024x683.jpg" alt="v strom 1050xt my2020 33" width="1024" height="683" title="Suzuki V-Strom 1050: ritorno al passato 276"></p>
<p><strong>La V-Strom ora raggiunge la maturità con la terza evoluzione</strong>. Un prodotto che strizza l&#8217;occhio al passato, riprendendo elementi stilistici, grafiche e colorazioni che richiamano fortemente la serie DR 750 ed 800 Big. L&#8217;antenata di casa Suzuki poteva vantare una linea all&#8217;avanguardia, con l&#8217;utilizzo per la prima volta del “becco” anteriore poi ripreso da molte altre case costruttrici, ed il record di cilindrata per una motorizzazione monocilindrica. La nuova V-Strom 1050 riprende i canoni estetici della Big, esaltandoli con elementi di ultima generazione come i fari a LED ed il cruscotto digitale, che contiene tutte le informazioni necessarie per avere sempre tutto sotto controllo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93553" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/strumentazione-1024x683.jpg" alt="strumentazione" width="1024" height="683" title="Suzuki V-Strom 1050: ritorno al passato 277"></p>
<p>La nuova V-Strom 1050 nasce proprio per macinare chilometri su chilometri, confermando la sua vocazione tourer ed andando a migliorare ulteriormente alcune delle caratteristiche già sviluppate nel passaggio tra prima serie e seconda.<strong> Proprio rispetto alla seconda serie guadagna quasi 7 CV</strong>, con un picco massimo di 107,4 CV a 8.500 giri e spostando a 6.000 giri, rispetto ai precedenti 4.000 giri, il picco massimo di coppia, fissati in 100 Nn. Il tutto sviluppato dal più che collaudato bicilindrico a V di 90° che deriva dalla storica TL 1000 stradale di tanti anni or sono. Questo non vuol dire che ci si ritrova davanti una unità motrice vecchia. Il motore è stato affinato nel corso degli anni, aumentando le doti di resistenza ed affidabilità. In questa sua ultima evoluzione guadagna l&#8217;omologazione Euro 5, il sistema di accelerazione ride by wire ed il cruise control (per la versione XT).</p>
<p>Il tutto viene incastonato all&#8217;interno di una ciclistica che tradisce una vocazione maggiormente orientata all&#8217;asfalto a scapito delle guida off-road. <strong>Il telaio infatti ricalca quello delle precedenti versioni a doppia trave di alluminio.</strong> La forcella è una unità KYB da 43 mm completamente regolabile, mentre l&#8217;ammortizzatore posteriore è regolabile in precarico ed estensione. Le escursioni garantite non sono elevate, orientando il pilota a leggere escursioni su facili strade bianche e poco più. I freni anteriori sono da 310 mm, il posteriore da 260 mm.</p>
<p>Come dicevamo, a differenza di alcuni modelli della concorrenza più votati all&#8217;utilizzo off-road, la nuova V-Strom predilige maggiormente i lunghi trasferimenti, magari in coppia ed a pieno carico. Aumenta infatti l&#8217;abitabilità a bordo sia per pilota e passeggero. Inoltre l&#8217;ampio catalogo di accessori permette di personalizzare al meglio la moto in base alle proprie esigenze. In ogni caso, <strong>per chi volesse aumentare il proprio raggio di esplorazione, è prevista anche la versione XT.</strong> Questo modello si differenzia dalla versione “base” per i cerchi DID a raggi, paramani di serie, paracoppa in alluminio, barre paramotore e cavalletto centrale. Gli attacchi per le valigie sul telaietto posteriore sono di serie. Questa versione strizza l&#8217;occhio al fuoristrada leggero. Il peso non è da riferimento, per via dei 247 Kg dichiarati in ordine di marcia. Sono tanti, addirittura 14 in più rispetto alla precedente versione sempre in allestimento XT.</p>
<p>Eppure, nonostante questo handicap, la V-Strom se la cava anche su percorsi fuoristrada facili ed alla portate delle pesanti bicilindriche. Merito di un ergonomia azzeccata, che dopo i primi metri fa dimenticare il peso elevato. <strong>Il serbatoio da 20 litri non intralcia nella guida</strong>, anche in piedi tipica del fuoristrada. Il manubrio ha una piega che soddisfa sia il confort su strada che la guida di “attacco” in off. Le pedane sono ben dimensionate ed alla giusta distanza nella triangolazione con sella e manubrio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93554" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/v-strom-1050xt-my2020-52--1024x683.jpg" alt="v strom 1050xt my2020 52" width="1024" height="683" title="Suzuki V-Strom 1050: ritorno al passato 278"></p>
<p>Una moto di sostanza dunque questa nuova versione della V-Strom. Adatta a chi vuole una vera crossover capace di soddisfare sia i viaggiatori su asfalto più incalliti che gli esploratori più curiosi, capaci di avventurarsi su sentieri quando l&#8217;asfalto finisce per lasciare spazio all&#8217;avventura.</p>
<p>La V-Strom è proposta in due distinte versioni. La prima è la 1050 ABS con una elettronica semplificata. Manca infatti la piattaforma inerziale, l&#8217;ABS cornering, il ripartitore di frenata ed il cruise control. I cerchi sono in lega e mancano gli accessori di protezione montati sulla XT. Le colorazioni disponibili sono bianco e nero, grigio e nero e totalmente nero. <strong>Il prezzo è di 12.890 euro</strong>. La seconda versione è quella siglata XT, che propone di serie gli accessori già citati, ed è proposta nelle colorazioni racing replica arancione e bianco, giallo e blu e totalmente nera. <strong>Il prezzo sale in questo caso a 14.590 euro.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93555" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/v-strom-1050xt-my2020-121--1024x683.jpg" alt="v strom 1050xt my2020 121" width="1024" height="683" title="Suzuki V-Strom 1050: ritorno al passato 279"></p>
<p>Foto ©Lulop.com</p>
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		<title>KTM 890 Duke R: un super bisturi tra le curve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 11:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[890 duke r]]></category>
		<category><![CDATA[duke]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[naked]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle moto più attese per il 2020 era senza ombra di dubbio la nuova arma di KTM. Svelata in anteprima ad EICMA 2019, al fianco della maxi sorella 1290 Super Duke R, la “piccola” 890 Duke R aveva fatto subito brillare gli occhi e fatto venire un gran prurito al polso destro ai numerosissimi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle moto più attese per il 2020 era senza ombra di dubbio la nuova arma di KTM. Svelata in anteprima ad EICMA 2019, al fianco della maxi sorella 1290 Super Duke R, <strong>la “piccola” 890 Duke R aveva fatto subito brillare gli occhi e fatto venire un gran prurito al polso destro ai numerosissimi appassionati</strong> stipati allo stand della casa di Mattighofen. La presentazione ufficiale alla stampa, con il tanto atteso test su strada nella bellissima Spagna, è stata purtroppo cancellata a causa dell&#8217;emergenza sanitaria Covid-19. Un pugno nello stomaco per tutti i test-riders, che non aspettavano altro che gettarsi in qualche piega mozzafiato con la nuova naked austriaca. KTM ha pertanto optato per un lancio via streaming accompagnato da un video che mette ancora più in risalto le doti di questa moto, definita dalla stessa casa <strong>“The Super Scalpel”, ovvero il super bisturi</strong>.</p>
<p>Sono proprio le doti dinamiche di questa moto a renderla un&#8217;arma da taglio precisissima capace di impensierire moto dalla cilindrata e dalla cavalleria maggiore. La base di partenza è la “sorella minore” 790 Duke, già riferimento di precisione chirurgica nella categoria naked. <strong>La versione R cresce di cilindrata, potenza ed affina un reparto ciclistico di tutto rispetto.</strong> Vediamo come.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93392" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/08-KTM-890-DUKE-R-MY20-right-1024x640.jpg" alt="08 KTM 890 DUKE R MY20 right" width="1024" height="640" title="KTM 890 Duke R: un super bisturi tra le curve 283" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/08-KTM-890-DUKE-R-MY20-right-1024x640.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/08-KTM-890-DUKE-R-MY20-right-768x480.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/08-KTM-890-DUKE-R-MY20-right-300x188.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/08-KTM-890-DUKE-R-MY20-right-696x435.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/08-KTM-890-DUKE-R-MY20-right.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il motore bicilindrico parallelo sale a 890 cc rispetto ai 799 cc della moto da cui deriva. Questo lo si ottiene con l&#8217;aumento dell&#8217;alesaggio portato a 90,7 mm e della corsa a 68,8 mm. <strong>Incrementi che permettono di alzare la potenza di 16 CV per un totale di 121 CV a 9.250 giri</strong> e la coppia a 99 Nm a 7.750 giri.</p>
<p>Le modifiche non si fermano certamente qua. I due pistoni di tipo box-in-box hanno un peso inferiore rispetto a quelli della 790, nonostante l&#8217;alessaggio maggiore. I carter motore sono stati riprogettati per via della corsa più lunga. La testa è stata rivista per alloggiare valvole più grandi (aspirazione 37 mm e scarico 30 mm). Gli alberi a camme hanno un disegno diverso, con alzata maggiore. Nuovo anche il contralbero di equilibratura per bilanciare al meglio i maggiori regimi e l&#8217;aumento della massa rotante. Il cambio a 6 rapporti è accompagnato da una frizione antisaltellamento PASC a comando meccanico.</p>
<p><strong>Il telaio della 890 Duke R è in acciaio al cromo-molibdeno verniciato a polvere nell&#8217;aggressivo arancione KTM</strong>, che contraddistingue anche questa versione R, e sfrutta il motore come elemento sollecitato. Viene completato da un telaietto posteriore in alluminio pressofuso che ospita la cassa filtro. Questo telaietto non ha cover in plastica o altri elementi aggiuntivi. Tutto è fuso in due pezzi collegati al fine di ridurre al massimo il peso. Anche il forcellone è pressofuso, con struttura a traliccio aperto con un angolo più inclinato a favore di stabilità e flessibilità.</p>
<p>La gestione elettronica che accompagna al parte meccanica resta pressochè invariata rispetto alla 790 Duke. <strong>Il software gestionale viene aggiornato</strong>. Sono disponibili quattro Riding Mode: Sport, Street, Rain e Track, la modalità più estrema. Il Traction Control MTC parametrizza i valori in base all&#8217;angolo di piega, intervenendo a limitare la potenza a seconda dell&#8217;inclinazione e varia inoltre in base al Riding Mode selezionato.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93396" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/318852_890R-Duke-2020-1024x683.jpg" alt="318852 890R Duke 2020" width="1024" height="683" title="KTM 890 Duke R: un super bisturi tra le curve 284"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Passando al comparto sospensioni <strong>la KTM 890 Duke R è equipaggiata con forcelle WP APEX da 43 mm completamente regolabili</strong>. Le piastre sono state affinate in rigidità per rispondere al meglio alle sollecitazioni trasmesse dalla forcella, aumentando la maneggevolezza nella guida sportiva. Inoltre si è lavorato sulla riduzione del peso montando un perno dello sterzo in alluminio anziché in acciaio. Al posteriore lavora invece una unità WP APEX anch&#8217;essa completamente regolabile, con la comodità di intervenire tramite apposito pomello sul precarico idraulico anche durante la marcia. I valori di escursione sono di 140 mm all&#8217;anteriore e 150 mm al posteriore. Cerchi in lega colore arancione sono equipaggiati di serie con i Michelin Powercup II per la massima aderenza sia in pista che in strada.</p>
<p>A frenare la 890 Duke R ci pensano una coppia di dischi flottanti da 320 mm (contro i 300 mm della 790 Duke) sui quali agiscono le <strong>pinze monoblocco Brembo Stylema con pompa Brembo MCS</strong>, con la quale il pilota può regolare la sensibilità in frenata. <strong>Il risparmio di peso delle masse non sospese si attesta a 1,2 Kg rispetto al sistema frenante della 790.</strong> Al posteriore lavora invece un disco da 240 mm con pinza flottante a pistoncino singolo, sempre della Brembo. Presente ABS Bosch 9.1 MP che include il Cornering-ABS.</p>
<p>Dal punto di vista estetico la 890 Duke R riprende le linee della 790 e le esalta per via delle colorazioni dedicate alla serie R con l&#8217;arancio KTM in bella vista.<strong> La seduta differisce dalla sorella minore per via della sella posta leggermente più in alto (+1,5 cm)</strong> per caricare maggiormente l&#8217;anteriore e consentire un maggior angolo di piega. Anche le pedane sono state riprogettate, arretrandole ed alzandole a tutto vantaggio della guida sportiva. Spariscono invece pedane passeggero e sella posteriore, sostituita da una cover monoposto. Ricchissimo infine il catalogo KTM Powerpats, come da tradizione austriaca. La moto è completamente personalizzabile sia per chi, forse incomprensibilmente, la voglia utilizzare per un uso turistico, sia per quelli che invece vogliano amplificarne l&#8217;anima sportiva.<img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93395" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/323719_890-DUKE-R-2020-1024x683.jpg" alt="323719 890 DUKE R 2020" width="1024" height="683" title="KTM 890 Duke R: un super bisturi tra le curve 285"></p>
<p>Il prezzo di listino della 890 Duke R è fissato in 11.900,00 Euro, contro i 10.200,00 Euro della 790 Duke.</p>
<p>Foto KTM press center</p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2020/05/10/ktm-890-duke-r-un-super-bisturi-tra-le-curve/318852_890r-duke-2020-2/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/318852_890R-Duke-2020-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="318852 890R Duke 2020 1" title="KTM 890 Duke R: un super bisturi tra le curve 286"></a>
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<a href="https://www.giornalemotori.com/2020/05/10/ktm-890-duke-r-un-super-bisturi-tra-le-curve/323719_890-duke-r-2020-2/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/323719_890-DUKE-R-2020-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="323719 890 DUKE R 2020 1" title="KTM 890 Duke R: un super bisturi tra le curve 290"></a>
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</p>
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		<title>Emula: il futuro è già qui!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 06:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni zero]]></category>
		<category><![CDATA[emoto]]></category>
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		<category><![CDATA[Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rivoluzione elettrica nel mondo delle due ruote è già iniziata da tempo e si sta consolidando sempre di più. In molti però storcono ancora il naso a sentire parlare di motore elettrico su di una motocicletta, che rappresenta sicuramente il mezzo con il quale assaporare al meglio tutte quelle sensazioni emozionali e tecniche. Sensazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La rivoluzione elettrica nel mondo delle due ruote è già iniziata da tempo e si sta consolidando sempre di più. In molti però storcono ancora il naso a sentire parlare di motore elettrico su di una motocicletta, che rappresenta sicuramente il mezzo con il quale assaporare al meglio tutte quelle sensazioni emozionali e tecniche. Sensazioni che poi finiscono amplificate all’interno del nostro casco. Agire sulla leva del cambio, tirare la frizione, perdersi nell’urlo del rumore di scarico, farsi solleticare dalle vibrazioni. Ecco…i puristi potranno muovere crociate verso il mondo elettrico, ma ora c’è chi ha deciso di fare un passo in più, portando una nuova rivoluzione in questo settore.</p>
<p>Stiamo parlando di <strong>Emula</strong>, non una comune moto elettrica, ma qualcosa che va oltre. <strong>Il progetto si basa sulla tecnologia McFly</strong>, che affonda le sue origini nelle esperienze di Zener, azienda del torinese specializzata in servizi automotive. Questa tecnologia è stata sviluppata ulteriormente da <strong>Jonathan Duò</strong> che ha poi mostrato lo sviluppo a <strong>Francesco Spagnolo</strong>, già CEO di Zener. Lo step successivo è quello di dar vita a <strong>2electron</strong>, con Spagnolo in veste di CEO e Duò in quella di CTO. Una piattaforma tutta italiana da cui nasce un prodotto unico sotto tutti i punti di vista.</p>
<p>Il nome della creatura a due ruote che viene partorita da 2electron è già di per se un programma di sensazioni. Non soffermatevi sulla prima lettera, che accompagna molti riferimenti al mondo elettrico. Emula può essere intesa anche nell’accezione positiva di “emulare”, ovvero mettere impegno per imitare, eguagliare o superare gli altri. Ma vediamo più nel dettaglio perché.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93296" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/b-iGJQng-1024x682.jpeg" alt="b iGJQng" width="1024" height="682" title="Emula: il futuro è già qui! 296" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/b-iGJQng-1024x682.jpeg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/b-iGJQng-768x512.jpeg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/b-iGJQng-300x200.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/b-iGJQng-696x464.jpeg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/b-iGJQng.jpeg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La tecnologia McFly, unita al motore elettrico, permette di emulare le prestazioni e le caratteristiche tecniche di un qualsiasi motore endotermico. Siete amanti delle bicilindriche? Volete assaporare il brivido di un quattro cilindri? Siete nostalgici in cerca delle emozioni regalate da un caro 2 tempi? Vi basterà selezionare la modalità che preferite sul <strong>display touchscreen da 8 pollici</strong> o per mezzo del pratico joypad posto sulla pulsantiera di destra del manubrio ed il gioco è fatto. La Emula si trasformerà di colpo nella moto dei vostri sogni. Sarà come essere alla guida di una moto con classico motore a scoppio, con tutte quelle sensazioni di cui si parlava all’inizio di questo articolo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93297" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/pOsO5FKQ-1024x682.jpeg" alt="pOsO5FKQ" width="1024" height="682" title="Emula: il futuro è già qui! 297" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/pOsO5FKQ-1024x682.jpeg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/pOsO5FKQ-768x512.jpeg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/pOsO5FKQ-300x200.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/pOsO5FKQ-696x464.jpeg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/pOsO5FKQ.jpeg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Nella guida “tradizionale” Emula può essere condotta senza l’uso del cambio e della frizione, offrendo comunque prestazioni di tutto rispetto, mentre nella esperienza offerta dalla tecnologia McFly potrete godere sia della leva al manubrio che di quella a pedale come su una normale motocicletta. Cosa implica al lato pratico? Semplice: <strong>sarete catapultati in un’esperienza di guida completa</strong>. Il rombo del motore sarà quello della moto da voi scelta ed il comportamento dinamico pure, simulando infatti le curve di potenza e di coppia, l’erogazione, il freno motore e i rumori meccanici. Ma non solo. Un particolare sistema di sensori permette di fruire persino delle vibrazioni. Vi basterà ad esempio appoggiare una mano al finto serbatoio per sentire pulsare il propulsore della vostra scelta.</p>
<p><a name="_GoBack"></a>Occorre ricordare che Emula monta una trasmissione diretta a singolo rapporto, con i giri del motore che salgono in modo proporzionale alla velocità. <strong>La tecnologia McFly calcola in tempo reale quanta potenza erogare</strong> e quanta frenata rigenerativa attuare con un serie di complessi calcoli, simulando una realtà virtuale che porta a sfruttare al 100% le prestazioni offerte dal propulsore elettrico. Il controllo finale è totale, tanto da poter godere della classica “sfrizionata” o di sentire il regime calare nel momento in cui si rilascia la frizione, fino ad arrivare a far spegnere la moto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93298" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/xWACtj-M-1024x682.jpeg" alt="xWACtj M" width="1024" height="682" title="Emula: il futuro è già qui! 298" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/xWACtj-M-1024x682.jpeg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/xWACtj-M-768x512.jpeg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/xWACtj-M-300x200.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/xWACtj-M-696x464.jpeg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/xWACtj-M.jpeg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La numerosa presenza di sensori ed i dati calcolati portano ad una emulazione perfetta anche dei rumori meccanici “di contorno”. Quindi non solo il rombo dello scarico, ma anche gli innesti dei rapporti, con tanto di “grattata”. Rumori che vengono diffusi da diversi speaker posizionati nella parte anteriore per diffondere il suono del motore, dell’aspirazione e delle parti meccaniche. Nella parte posteriore invece viene generato il sound di scarico e gli scoppiettii in rilascio. <strong>Le vibrazioni sono invece affidate a Shaker che replicano fedelmente le caratteristiche del frazionamento scelto</strong>. Tutto questo può essere riprodotto, volendo, nella modalità Silent-fun Mode solamente all’interno del casco per messo di interfono, in modo da rispecchiare pienamente il carattere a zero emissioni anche a livello di inquinamento acustico.</p>
<p>Il mondo Emula permette inoltre di personalizzare oltremodo la tipologia di moto scelta. Si potrà variare la rapportatura di ogni singola marcia tramite dashboard oppure app. Oppure apportare il tuning preferito, selezionando scarico sportivo, filtro aria racing ed altre opzioni. Non vi basta? Potrete agire sul coefficiente di peso e CX per un “assetto pista”. Questo è un dato che Emula elabora già all’atto della scelta della moto da replicare. Infatti ad esempio selezionando una piccola 250 2 tempi da meno di 150Kg, la tecnologia McFly ricalcolerà l’erogazione in modo da ovviare al peso reale di Emula (circa 200 Kg).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93299" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/Wq9WFEdg-1024x1024.jpeg" alt="Wq9WFEdg" width="1024" height="1024" title="Emula: il futuro è già qui! 299" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/Wq9WFEdg-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/Wq9WFEdg-150x150.jpeg 150w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/Wq9WFEdg-768x768.jpeg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/Wq9WFEdg-300x300.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/Wq9WFEdg-696x696.jpeg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/Wq9WFEdg.jpeg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>I motori disponibili su Emula sono di base tre:</strong> un 250 cc bicilindrico 2 tempi, un 800 cc bicilindrico ed un 600 cc quattro cilindri. Su un apposito Store online sarà poi possibile scaricare qualsiasi tipologia e cilindrata desiderata. <strong>Per assaporare la guida si potrà ricorrere a diversi Riding Mode</strong>: Boring Mode, per una guida totalmente elettrica (con velocità massima 250 Km/ora), e McFly Mode, suddivisa ulteriormente in Real Emulation, Easy Emulation, Arcade Emulation, dove si potrà far a meno dell’uso della frizione, e Beginner Emulation, ricca si assistenze alla guida.</p>
<p>
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		<title>KTM 390 Adventure: una piccola grande compagna di avventure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2020 05:59:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[390 adventure]]></category>
		<category><![CDATA[dualsport]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[offroad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una stagione così incerta e piena di timori diventa difficile parlare di moto e di avventure su due ruote. Da una parte il blocco totale alle uscite “ludiche” con la propria moto, dall&#8217;altra l&#8217;incertezza sul prossimo futuro, ovvero sui mesi caldi (nel vero senso della parola) dove i motociclisti possono dare sfogo alla loro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In una stagione così incerta e piena di timori diventa difficile parlare di moto e di avventure su due ruote. Da una parte il blocco totale alle uscite “ludiche” con la propria moto, dall&#8217;altra l&#8217;incertezza sul prossimo futuro, ovvero sui mesi caldi (nel vero senso della parola) dove i motociclisti possono dare sfogo alla loro passione. Nel mezzo la vera crisi di mercato, totalmente paralizzato e che rischia di segnare l&#8217;anno horribilis delle vendite nella storia moderna della motocicletta. E tutto questo è un vero peccato, perché, solo qualche mese fa ad EICMA, eravamo rimasti affascinati da tanti nuovi prodotti, di grossa, media e piccola cilindrata.</p>
<p>Tra le tante novità proposte una delle più interessanti, a nostro avviso, è la piccola <strong>KTM 390 Adventure</strong>. La casa di Mattighofen ci ha sempre abituato ad interessanti proposte volte all&#8217;avventura, già dai tempi delle gloriose monocilindriche Lc4 Adventure. La produzione poi si è orientata verso le maxi più performanti, mentre un discreto numero di appassionati continuava ad invocare un ritorno verso un monocilindrico dal taglio dual sport da affiancare alla più enduristica 690R. KTM risponde un po&#8217; a sorpresa, giocando la carta della piccola cilindrata ed offrendo al pubblico la sua nuova 390 Adventure.</p>
<p>Una mossa strategica, volta a soddisfare la richiesta dei mercati che qualche anno fa venivano denominati emergenti (ovvero quelli asiatici) e che oggi rappresentano ormai una solida realtà in termini di numeri di vendita. Ma si tratta anche di una scelta importante e calibrata anche per il nostro mercato, dove c&#8217;è una richiesta sempre più numerosa di motociclette facili ed economiche nella gestione ma non per questo costruite all&#8217;insegna del risparmio. È il caso di mezzi dal nome di Honda CB 500 X, Royal Enfield Himalayan (che nutre una forte schiera di appassionati sul web), BMW 310 GS, giusto per rimanere in tema off-road.</p>
<p><strong>KTM mette a disposizione un mezzo che ben incarna i sogni di avventura e di grandi viaggi</strong>, offrendo la possibilità di divertirsi e sentirsi appagato anche al neo-motociclista, o al motociclista di ritorno, stanco ormai della maxi potenze e dei maxi pesi. La nuova 390 Adventure bada al sodo, con una moto dal forte carattere estetico coniugato ad un comparto tecnico in grado di soddisfare tutti i palati.</p>
<p>Si parte proprio dal cuore di questa piccola 390, spinta da un <strong>monocilindrico a quattro tempi da 373 cc capace di erogare 43 CV</strong> e con una coppia massima di 37 Nm. Sono valori interessanti per una piccola viaggiatrice del calibro di questa Adventure. Un motore moderno ed affidabile, dotato di quattro valvole, iniezione elettronica e contralbero per ridurre le vibrazioni. La moto è dotata di due catalizzatori, rendendola conforme agli standard previsti dalla normativa EURO IV. Altre doti da non sottovalutare sono i consumi estremamente ridotti, dichiarati in 3,37 litri ogni 100 Km, con un autonomia prossima ai 400km, e la scadenza dei tagliandi previsti in 15.000 km.</p>
<p>Il motore viene incastonato su un telaio a traliccio in acciaio, con telaietto posteriore realizzato con lo stesso materiale ma rimovibile. Anche il forcellone è a traliccio aperto forgiato. Il tutto viene abbinato ad un comparto sospensioni formato da forcella WP Apex da 43mm completamente regolabile che regala un&#8217;escursione di 170 mm e da un monoammortizzatore, sempre WP Apex regolabile, da 177 mm di corsa. Le geometrie finali fanno leggere un interasse di 1430 mm, sintomo di stabilità nell&#8217;uso stradale e di reattività nell&#8217;utilizzo off-road. Il comparto freni è affidato ad un singolo disco anteriore da 320 mm abbinato ad una pinza a quattro pistoncini ad attacco radiale ed un disco posteriore da 230 frenato da una pinza flottante con pistoncino singolo. Ovviamente presente il sistema ABS che si avvale anche del cornering Bosch 9.1 MP. Tutto più che sufficiente a fermare la moto, che a secco viene dichiarata pesante 158 Kg, mentre in ordine di marcia supera di poco i 170 Kg.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93271" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/338775_KTM_390_ADVENTURE-Static-_55_-1024x658.jpg" alt="338775 KTM 390 ADVENTURE Static 55" width="1024" height="658" title="KTM 390 Adventure: una piccola grande compagna di avventure 310" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338775_KTM_390_ADVENTURE-Static-_55_-1024x658.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338775_KTM_390_ADVENTURE-Static-_55_-768x494.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338775_KTM_390_ADVENTURE-Static-_55_-300x193.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338775_KTM_390_ADVENTURE-Static-_55_-696x447.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338775_KTM_390_ADVENTURE-Static-_55_.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Dal punto di vista estetico la 390 Adventure strizza l&#8217;occhio alle sorelle di maggior cubatura, con elementi stilistici in pieno family feeling KTM, come ad esempio il cupolino a testa d&#8217;insetto preso dalla serie Adventure di 790 cc. I convogliatori che abbracciano il serbatoio da 14,5 litri si allungano sui fianchi dello stesso verso il cupolino anteriore, disegnando volumi importanti. Al posteriore il codino si rastrema verso l&#8217;alto, alleggerendo invece la linea. La sella è a due piani, offrendo spazio più che sufficiente sia a pilota che ad un eventuale passeggero. Una volta in sella si viene rapiti dalla bella <strong>strumentazione TFT</strong> ricca di tutte le informazioni. I comandi al manubrio sono piacevoli alla vista e funzionali all&#8217;uso.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93274" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/338810_KTM_390_ADVENTURE-Static-_87_-1024x683.jpg" alt="338810 KTM 390 ADVENTURE Static 87" width="1024" height="683" title="KTM 390 Adventure: una piccola grande compagna di avventure 311" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338810_KTM_390_ADVENTURE-Static-_87_-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338810_KTM_390_ADVENTURE-Static-_87_-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338810_KTM_390_ADVENTURE-Static-_87_-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338810_KTM_390_ADVENTURE-Static-_87_-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338810_KTM_390_ADVENTURE-Static-_87_.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Non abbiamo avuto modo ovviamente di provarla su strada e/o fuoristrada a causa del lockdown in corso, ma abbiamo avuto la possibilità di sederci sopra durante la presentazione ad EICMA. La posizione in sella è comoda, con un piano di seduta posto (con sella standard) a 855mm dal suolo. Un valore non altissimo, ma che può mettere un po&#8217; a disagio nel toccare saldamente con entrambi i piedi a terra chi non supera il metro e 70. Questo a causa di una piano di seduta largo, a tutto vantaggio però del comfort di marcia.<strong> La triangolazione sella-pedane-manubrio pare perfetta per macinare km in comodità</strong>, coadiuvati anche dalla generosa porzione di sella che permette di arretrare o avanzare leggermente. Anche la simulazione della guida in piedi tipica delle situazioni off-road offre un responso positivo, anche se sarebbe preferibile un rialzo del manubrio con appositi riser.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-93272" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/05/338813_KTM_390_ADVENTURE-Static-_9_-1024x682.jpg" alt="338813 KTM 390 ADVENTURE Static 9" width="1024" height="682" title="KTM 390 Adventure: una piccola grande compagna di avventure 312" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338813_KTM_390_ADVENTURE-Static-_9_-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338813_KTM_390_ADVENTURE-Static-_9_-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338813_KTM_390_ADVENTURE-Static-_9_-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338813_KTM_390_ADVENTURE-Static-_9_-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/05/338813_KTM_390_ADVENTURE-Static-_9_.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ampio infine il catalogo accessori dedicati. Si spazia da bagagli per ogni situazione, a parti dedicate all&#8217;impiego avventuroso, come ad esempio il bellissimo paramotore in alluminio. Disponibile infine anche un pregiato scarico Akrapovic “Slip-on line”. Per i puristi del fuoristrada <strong>saranno disponibili a breve anche i cerchi a raggi</strong>, pur mantenendo le misure standard di 19 pollici all&#8217;anteriore e 17 pollici al posteriore</p>
<p>La KTM 390 Adventure è in vendita al prezzo di listino di 6.550,00 euro.</p>
<p>Foto © Sebas Romero (Media.KTM)</p>
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		<title>BMW R 18: la casa dell&#8217;elica entra nel segmento delle cruiser</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 17:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la nuova R 18, BMW Motorrad entra nel segmento delle cruiser. Come nessun’altra moto precedente, questo modello rientra a pieno titolo nella tradizione delle moto storiche BMW – sia in termini tecnici che di design. Rifacendosi a modelli famosi come la BMW R 5 dal punto di vista sia tecnologico che visivo, sposta di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la nuova R 18, BMW Motorrad entra nel segmento delle cruiser. Come nessun’altra moto precedente, questo modello rientra a pieno titolo nella tradizione delle moto storiche BMW – sia in termini tecnici che di design. Rifacendosi a modelli famosi come la BMW R 5 dal punto di vista sia tecnologico che visivo, sposta di nuovo l’attenzione sui componenti essenziali della moto: una tecnologia purista e senza orpelli, il motore boxer come fulcro del piacere di guida, unitamente a “buone vibrazioni”. Il design classico della R 18 si combina inoltre con una tecnologia pulita, eppure contemporanea, per dare vita a un affascinante concept generale – offrendo un’esperienza di guida tanto raffinata quanto emozionale.</p>
<p><strong>Il più potente motore boxer BMW a coppia elevata di tutti i tempi.</strong></p>
<p>L’elemento principale della nuova BMW R 18 è un motore boxer bicilindrico di nuova progettazione: il “Big Boxer”. L’aspetto imponente e la tecnologia rispecchiano la continuazione dei motori boxer tradizionali raffreddati ad aria che, per più di settant’anni, hanno offerto una stimolante esperienza di guida fin da quando BMW Motorrad iniziò la produzione nel 1923. Il più potente motore boxer bicilindrico mai usato nella produzione di moto ha una cilindrata di 1802 cc. La potenza massima è di 67 kW (91 CV) a 4750 giri/min. Da 2000 a 4000 giri/min sono sempre disponibili più di 150 Nm di coppia e questa essenziale potenza di spinta si fonde con un suono pieno e vibrante.</p>
<p><strong>Telaio in acciaio con struttura a doppia culla e forcella posteriore con asse incorporato che produce l’effetto di un telaio rigido.</strong></p>
<p>Il pezzo forte delle sospensioni nella nuova R 18 è un telaio in acciaio con struttura a doppia culla. Il suo design tramanda la vecchia tradizione di BMW Motorrad di questo tipo di telaio. Un’eccellente qualità di fabbricazione e una meticolosa attenzione ai dettagli si rivela anche in caratteristiche non visibili come i giunti saldati tra i tubi in acciaio e le parti fuse o forgiate. Come la leggendaria BMW R 5, il forcellone posteriore – che sfoggia un altrettanto notevole design – circonda l’asse di trasmissione posteriore in uno stile autentico tramite giunti bullonati.</p>
<p><strong>Forcella telescopica con copri forcella, sistema Cantilever della sospensione posteriore, ruote a raggi e freni a disco.</strong></p>
<p>Gli elementi delle sospensioni della nuova BMW R 18 sono volutamente privi di opzioni di regolazione elettronica. Al contrario, una forcella telescopica e un sistema di sospensione centrale montato direttamente con ammortizzazione progressiva e precarico della molla regolabile assicurano un controllo superiore delle ruote e un piacevole comfort.</p>
<p>Come nella leggendaria BMW R 5, i tubi della forcella telescopica sono incamiciati in copri forcella. Il diametro del tubo della forcella è di 49 mm, mentre l’escursione della sospensione anteriore è di 120 mm e di quella posteriore di 90 mm. L’impianto frenante della nuova BMW R 18 è costituito da un doppio disco freno all’ anteriore e un singolo disco freno al posteriore, insieme a pinza fissa a quattro pistoncini. Al contempo, le ruote a raggi le conferiscono un aspetto indiscutibilmente elegante.</p>
<p><strong>Equilibrata ergonomia per un ottimo controllo.</strong></p>
<p>In linea con la filosofia di BMW Motorrad, la nuova BMW R 18 è caratterizzata da un posizionamento delle pedane poggiapiedi “in posizione centrale”. La posizione classica dietro i cilindri non solo è tipica di BMW, ma consente anche una posizione di guida rilassata e attiva per un perfetto controllo della moto.</p>
<p><strong>Tre modalità di guida, unitamente all’ASC e all’MSR per un elevato piacere di guida e sicurezza come standard. La retromarcia assistita e l’Hill Start Control come opzione di fabbrica.</strong></p>
<p>La nuova R 18 offre inoltre tre modalità standard di guida: “Rain”, “Roll” e “Rock” – insolito per questo segmento – in modo da adattarsi alle preferenze del singolo guidatore. L’allestimento standard include inoltre l’ASC (Automatic Stability Control, escludibile) che assicura un elevato livello di sicurezza della guida. La nuova R 18 ha inoltre come dotazione di serie il controllo della coppia di trascinamento del motore (MSR). Tra gli altri optional, la retromarcia assistita rende agevoli le manovre, mentre il sistema Hill Start Control facilita le partenze in salita.</p>
<p><strong>La nuova R 18: stile iconico di nuova presentazione, con un telaio dall’aspetto rigido, tecnologia all’avanguardia e materiali autentici.</strong></p>
<p>La R 18 traspone in modo magistrale lo stile iconico dei tempi andati ai giorni nostri, mantenendo un design purista in numerosi dettagli, principalmente influenzato da modelli classici come la BMW R 5. Non è una coincidenza che gli elementi funzionali e stilistici, come il telaio in acciaio con struttura a doppia culla, il serbatoio a goccia, l’albero di trasmissione a vista e la verniciatura con i filetti (disponibile come opzione di fabbrica) ricordino il leggendario motore boxer del 1936. Anche le componenti classiche della carrozzeria della R 18 sono in metallo – come si addice a ogni vero classico. Le sospensioni ricordano altrettanto bene la mitica R 5. Insieme al forcellone a doppio braccio e al sistema Cantilever della sospensione posteriore, il concept di telaio rigido della R 5 viene perfettamente trasposto ai giorni nostri in termini estetici.</p>
<p><strong>La R 18 First Edition: look esclusivo con verniciature e cromature.</strong></p>
<p>La nuova R 18 sarà presentata al lancio in tutto il mondo nella versione R 18 First Edition, con il modello standard riservato in aggiunta per alcuni mercati. Questa versione combina il look della R 18 con caratteristiche di equipaggiamento esclusivo, presentando la classica finitura nera con verniciatura con filetti bianchi. Tra gli altri elementi di spicco si hanno numerose superfici cromate, logo sulla sella e targhetta cromata con scritta “First Edition” sulle coperture laterali.</p>
<p><strong>Il design orientato alle conversioni è alla base di una facile customizzazione e un’ottima personalizzazione.</strong></p>
<p>Molto più di qualsiasi altra moto, la nuova R 18 offre un design che consente una facile conversione, grazie all’attenzione posta, fin dalle prime fasi di progettazione, alla configurazione base della moto. È quindi dotata di un telaio posteriore facilmente rimovibile e di un set di componenti verniciati che si possono smontare senza problemi. I punti di fissaggio delle linee idrauliche del freno, i cavi e la frizione, studiati con attenzione, allo stesso modo consentono una facile installazione di manubri più alti o più bassi, oltre che dei relativi collegamenti idraulici e cavi. Inoltre, i coperchi delle valvole visibili (coperchi della testata cilindri) e il coperchio della cinghia (coperchio carter motore) sono progettati in modo tale da essere collocati all’esterno della camera d’olio, rendendone molto semplice la sostituzione.</p>
<p><strong>Parti personalizzate e collezioni Roland Sands Design “Machined” e “2- Tone Black” per la nuova R 18.</strong></p>
<p>L’equipaggiamento BMW Motorrad offre una vasta gamma di opzioni di personalizzazione per adattare la R 18 ai gusti e alle preferenze personali. L’ampia scelta di diverse parti disponibili nel programma di Accessori Originali BMW Motorrad consente una personalizzazione individuale che modifica in modo significativo il carattere della R 18. Per il lancio sul mercato della R 18, sono disponibili due diverse collezioni di parti in alluminio fresato, realizzate in collaborazione con Roland Sands Design: la “Machined” e la “2-Tone-Black”.</p>
<p><strong>Co-branding con marchi famosi: selle BMW &amp; Mustang e impianti di scarico BMW &amp; Vance Hines “Made in USA”.</strong></p>
<p>Per gli accessori e il programma di personalizzazione della nuova R 18, BMW Motorrad collabora con Roland Sands Design e altri celebri fornitori, tra cui il produttore statunitense Mustang Seat, per offrire versioni diverse di selle di alta qualità realizzate a mano. Non meno creativo è poi il potenziale di personalizzazione dell’impianto di scarico realizzato in collaborazione con Vance &amp; Hines.</p>
<p><strong>Gli elementi di rilievo della nuova BMW R 18:</strong></p>
<ul>
<li>Stile iconico che fonde la tecnologia moderna con materiali autentici.</li>
<li>Il più grande motore boxer BMW di tutti i tempi, con una cilindrata di 1802 cc.</li>
<li>Potenza massima 67 kW (91 CV) a 4750 giri/min, coppia massima 158 Nm a 3000 giri/min.</li>
<li>Più di 150 Nm sempre disponibili da 2000 a 4000 giri/min.</li>
<li>Albero di trasmissione a vista basato sul modello classico.</li>
<li>Telaio in acciaio con struttura a doppia culla realizzato con accurata lavorazione.</li>
<li>Forcellone posteriore che incorpora l’albero di trasmissione in un effetto di telaio rigido.</li>
<li>Forcella telescopica con copri forcella e con sistema Cantilever della sospensione posteriore con ammortizzazione progressiva.</li>
<li>Equilibrata ergonomia per una guida rilassata e un perfetto controllo.</li>
<li>Freni a disco anteriori e posteriori, con ruote a raggi.</li>
<li>Illuminazione basata su tecnologia a LED all’avanguardia di interpretazione classica.</li>
<li>Sistema di fari adattivi per una migliore illuminazione della strada in curva, disponibile come opzione di fabbrica.</li>
<li>Quadro strumenti circolare dal design classico con display integrato.</li>
<li>Keyless Ride per una comoda attivazione tramite telecomando.</li>
<li>Tre modalità standard di guida, ASC e MSR.</li>
<li>Retromarcia assistita per manovre agevoli e Hill Start Control per partenze in salita, disponibili come opzioni di fabbrica.</li>
<li>R 18 First Edition: look esclusivo nella verniciatura e nelle cromature.</li>
<li>Ampia gamma di optional e Accessori Originali BMW Motorrad, e un’affascinante collezione Ride &amp; Style.</li>
</ul>
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		<title>KTM ANNULLA LA PARTECIPAZIONE A TUTTE LE FIERE PER IL 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 00:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>KTM ha rivalutato la sua strategia globale per il resto del 2020 sulla base della situazione Covid-19, che ha un impatto sulla salute pubblica, le comunità, l’industria motociclistica e le attività su scala globale, ed ha preso diverse decisioni chiave. Per salvaguardare al meglio l’interesse dei suoi dipendenti e della clientela, l’azienda ha deciso di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>KTM ha rivalutato la sua strategia globale per il resto del 2020 sulla base della situazione Covid-19, che ha un impatto sulla salute pubblica, le comunità, l’industria motociclistica e le attività su scala globale, ed ha preso diverse decisioni chiave. Per salvaguardare al meglio l’interesse dei suoi dipendenti e della clientela, l’azienda ha deciso di annullare per il resto dell’anno la sua partecipazione a qualsiasi fiera o esposizione a livello globale, incluse INTERMOT a Colonia (Germania), ed EICMA a Milano.</p>
<p>Vista l’incertezza relativa alle restrizioni sugli assembramenti pubblici in vigore nella maggior parte dei Paesi, al momento è molto difficile pianificare correttamente eventi di portata internazionale. ll successo annuale di queste manifestazioni vede anche centinaia di migliaia di visitatori riunirsi in spazi chiusi per un periodo che dura giorni e persino settimane. Per questi motivi, KTM AG ha identificato la sua esclusione come un modo per contribuire a un ritorno sicuro e forte alle normali attività.</p>
<p>Fedele al suo stile, KTM promuoverà con forza i suoi progetti attuali e futuri per fornire al mercato motociclistico modelli entusiasmanti e innovativi, e cercherà i modi migliori per mostrare al pubblico le sue ultime creazioni. Il Consiglio di Amministrazione di KTM AG desidera comunicare che, seppur i prossimi mesi vedranno una piccola frenata, il gruppo è più che mai intenzionato a spingere sull’acceleratore per il resto del 2020.</p>
<p><em><strong>Hubert Trunkenpolz, CMO di KTM AG: </strong></em><em>“Le fiere sono la pietra miliare del business dell’intero settore motociclistico, ma vista la situazione globale la salute del nostro personale diventa la priorità assoluta. Abbiamo preso questa decisione dopo attente riflessioni, e come azienda, KTM AG sarebbe grata e interessata se gli organizzatori delle fiere, ed EICMA in particolare, prendessero in considerazione lo spostamento delle manifestazioni al 2021 quando, speriamo e ci aspettiamo, la situazione sarà tornata alla normalità.”</em></p>
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		<title>KTM 450 SX-F FACTORY. La nuova arma 2020 presto disponibile presso i concessionari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 06:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[450]]></category>
		<category><![CDATA[Cairoli]]></category>
		<category><![CDATA[cooper weeb]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
		<category><![CDATA[Motocross]]></category>
		<category><![CDATA[MX]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[sx 450]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prende il via l&#8217;AMA Supercross 2020 con la prova all&#8217;Angel Stadium di Anaheim, California. Occhi puntati quindi sui piloti, ma soprattutto sulle moto che si schiereranno ai cancelletti di partenza. La regina sarà ovviamente la moto numero 1 del campione in carica Cooper Weeb. Si tratta della KTM 450 SX-F Factory che sarà presto disponibile [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prende il via l&#8217;AMA Supercross 2020 con la prova all&#8217;Angel Stadium di Anaheim, California. Occhi puntati quindi sui piloti, ma soprattutto sulle moto che si schiereranno ai cancelletti di partenza. La regina sarà ovviamente la moto numero 1 del campione in carica Cooper Weeb. Si tratta della KTM 450 SX-F Factory che sarà presto disponibile anche dai concessionari per i piloti “normali”. Si tratta di una serie replica dotata di serie di una gamma di accessori e componenti che la rendono ancora più performante rispetto al modello “base” da cui deriva. Accessori factory appunto, per sentirsi sempre di più piloti ufficiali in sella alla propria moto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-88816" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-c-webb-2--1024x681.jpg" alt="2020 ktm 450 sx f factory edition c webb 2" width="1024" height="681" title="KTM 450 SX-F FACTORY. La nuova arma 2020 presto disponibile presso i concessionari 315" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-c-webb-2--1024x681.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-c-webb-2--768x511.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-c-webb-2--300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-c-webb-2--696x463.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-c-webb-2-.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Dal punto di vista estetico si parte delle grafiche ufficiali Red Bull MY 2020, che ben risaltano grazie anche al telaio verniciato nel classico arancio KTM. Anche la sella è factory, con il logo Selle Della Valle in evidenza. Altri particolari rendono più esclusivo il look di questo modello: come la corona anodizzata arancione, la cover frizione Hinson, la protezione del motore in materiale composito e le piastre delle forcelle anodizzate sempre in arancione.</p>
<p>Ma non bisogna solo apparire, ma anche concretizzare sia in termini di potenza che di guida. Ecco allora aggiornamenti <span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">tecnici</span></span> al motore. Lo scarico è dotato di un silenziatore Akrapovic Slip-On che migliora il rendimento e la risposta del motore. Il freno anteriore è costituito dal un disco semi-flottante, protetto da sassi e polvere da una protezione dedicata. Le ruote sono KTM Factory. Per agevolare le partenza dal cancelletto la moto è equipaggiata con il dispositivo di aggancio della forcella Factory.<img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-88817" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-7--1024x682.jpg" alt="2020 ktm 450 sx f factory edition 7" width="1024" height="682" title="KTM 450 SX-F FACTORY. La nuova arma 2020 presto disponibile presso i concessionari 316" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-7--1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-7--768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-7--300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-7--696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2020/01/2020-ktm-450-sx-f-factory-edition-7-.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>A parlare del nuovo prodotto è Joachim Sauer &#8211; KTM Senior Product Manager Offroad: <em>&#8220;Ancora una volta, la fantastica connessione che abbiamo stabilito tra il team ufficiale statunitense e lo staff della Ricerca e Sviluppo in Austria ha prodotto un pacchetto premium sulla KTM 450 SX-F Factory Edition 2020. Questa è la motocicletta più vicina che esista a quella che Cooper Weeb userà sui campi di gara americani. Per noi di KTM è motivo di grande orgoglio poter offrire questo modello speciale: la nostra KTM 450 SX-F è cresciuta negli anni, diventando una delle migliori moto da cross del mercato ed è l&#8217;ammiraglia perfetta per la nostra gamma SX. La KTM 450 SX-F Factory Edition 2020 è ora destinata a diventare l&#8217;oggetto del desiderio dei piloti Motocross e Supercross e degli appassionati di KTM in tutto il mondo&#8221;</em>.</p>
<p>La nuova arma vincente di KTM sarà disponibile presso tutti i concessionari ufficiali KTM a partire da febbraio 2020 al prezzo di 11.715 Euro.</p>
<p>Foto ©Lulop.com</p>
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		<item>
		<title>Nuova Triumph Tiger 900: novità per l’off-road e per il turismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2019 04:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[#Rally]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
		<category><![CDATA[gt]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[tiger]]></category>
		<category><![CDATA[triumph]]></category>
		<category><![CDATA[triumph tiger]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tempo si aspettava con ansia l’arrivo dei saloni d’inverno per vedere e toccare con mano le novità sfornate dalle case in vista della stagione successiva. Da qualche anno invece i vari produttori amano giocare d’anticipo, con ampie cartelle stampa diffuse prima degli eventi oppure presentando i modelli in streaming mondiale nei giorni antecedenti i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo si aspettava con ansia l’arrivo dei saloni d’inverno per vedere e toccare con mano le novità sfornate dalle case in vista della stagione successiva. Da qualche anno invece i vari produttori amano giocare d’anticipo, con ampie cartelle stampa diffuse prima degli eventi oppure presentando i modelli in streaming mondiale nei giorni antecedenti i saloni. Triumph gioca controcorrente e presenta al pubblico la sua nuova Tiger 900 un mese dopo la chiusura di EICMA. Nello stand della casa inglese, infatti, era schierata in bella mostra tutta la gamma 800, destinata ad andare presto in pensione. La nuova gamma si presenta decisamente completa, con le versioni Rally e Rally Pro votate al’off-road e le versioni GT e GT Pro al turismo. Presente in listino anche la versione “base” denominata semplicemente Tiger 900 che rappresenta il modello di accesso.</p>
<p><strong>Tiger 900 una moto completamente nuova, a cominciare dal motore</strong></p>
<p>Non si tratta solo di un restyling della Tiger 800, entrata in produzione ormai 10 anni fa, ma di un progetto tutto nuovo, a cominciare ovviamente dal motore, che cresce in cilindrata, potenza e coppia. La nuova unità motrice è un tre cilindri da 888 cc, omologato Euro 5. L’aumento di cilindrata comporta un aumento di prestazioni, con una maggior potenza che arriva a 95 CV a 8.750 giri. Cresce anche la coppia massima, ora 87 Nm a 7.250 giri. Caratteristica del propulsore è la sequenza di accensione dei cilindri (1,2,3) che conferiscono un carattere con più personalità. Questo si traduce in una risposta più pronta ai bassi (simile a quella di un bicilindrico) ed una erogazione lineare ai medi ed alti regimi. Cosa vogliono dire questi dati sulla guida? Accelerazione più esuberante, ripresa più pronta all’apertura di gas con i rapporti più alti, il tutto condito da un sound coinvolgente, aggressivo e profondo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-87887" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/12/tiger-900-gt-pro-20my-az4i1909-ab-1-1024x682.jpg" alt="tiger 900 gt pro 20my az4i1909 ab 1" width="1024" height="682" title="Nuova Triumph Tiger 900: novità per l’off-road e per il turismo 321" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-20my-az4i1909-ab-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-20my-az4i1909-ab-1-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-20my-az4i1909-ab-1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-20my-az4i1909-ab-1-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-20my-az4i1909-ab-1.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>Pesi ridotti e guida più dinamica</strong></p>
<p>Il motore è stato incastonato nel nuovo telaio che, seppure simile al precedente, è frutto di un nuovo progetto. Minore peso dell’elemento principale a traliccio realizzato in acciaio, con telaietto posteriore in alluminio con pedane passeggero imbullonate. Il nuovo telaio ha permesso di ricollocare il motore in avanti ed in basso (rispettivamente di 40mm e di 20mm) migliorando la distribuzione dei pesi ed abbassando il baricentro a tutto vantaggio di una guida più facile e dinamica soprattutto alle basse velocità. A seconda delle versioni il telaio viene accoppiato a sospensioni dedicate. Si parte dalle versioni base e GT, equipaggiate con forcelle e monoammortizzatori Marzocchi. Le forcelle, con steli da 45mm e 180 mm di escursione, non sono regolabili sulla versione base, mentre manualmente si può intervenire su compressione ed estensione sui modelli GT. Anche il mono (170 mm di escursione) prevede una semplice azione sul precarico sul modello base e una regolazione manuale in precarico, compressione ed estensione sul modello GT. Le stesse regolazioni, ma elettroniche, sono disponibili sulla top di gamma GT PRO.</p>
<p>Diverso invece il comparto sospensioni per la più fuoristradistica gamma Rally. Le unità sono Showa e su entrambi i modelli la forcella da 240 mm è completamente regolabile, così come il monoammortizzatore che garantisce una escursione da 230 mm.</p>
<p>Freni per tutte con il top di gamma  Brembo Stylema.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-87888" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/12/tiger-900-gt-pro-acc-20my-az4i2987-ab-1-1024x682.jpg" alt="tiger 900 gt pro acc 20my az4i2987 ab 1" width="1024" height="682" title="Nuova Triumph Tiger 900: novità per l’off-road e per il turismo 322" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-acc-20my-az4i2987-ab-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-acc-20my-az4i2987-ab-1-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-acc-20my-az4i2987-ab-1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-acc-20my-az4i2987-ab-1-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-gt-pro-acc-20my-az4i2987-ab-1.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>Tecnologia al top</strong></p>
<p>L’occhio vuole la sua parte, ed allora ecco una nuova strumentazione TFT da 7” (non per la versione base, per la quale è prevista una unità TFT da 5”). La connettività alla telefonia è garantita dal sistema integrato My Triumph, che permette di comandare il tutto dal blocchetto sinistro. Per aumentare il piacere di guida è presente una nuova piattaforma inerziale, con ABS, controllo di trazione che agisce parametrando in simultanea valori di rollio, beccheggio, angolo di inclinazione ed accelerazione. Sono presenti fino a sei riding mode a seconda del modello, dove il più completo risulta essere sulla versione Rally Pro, con mappatura dedicata all’utilizzo off-road più estremo.</p>
<p><strong>Nuova impronta estetica</strong></p>
<p>Pur mantenendo un certo family feeling con il modello 800, la nuova Tiger 900 presenta una linea decisamente più moderna ed aggressiva. La linea generale risulta meno pesante, grazie alla riduzione delle sovrastrutture. I fianchi sono stretti, la zona anteriore più compatta e leggera e il nuovo serbatoio da 20 litri diventa elemento di spicco nella vista generale della moto. Ben realizzato l’intero sistema di illuminazione full-LED, con faretti antinebbia ausiliari (sempre a LED) previsti per i modelli GT Pro e Rally Pro. Classiche le colorazioni: Pure White per tutti i modelli (base, GT e Rally), a cui si aggiunge il Sapphire Black (GT e Rally). A questi si aggiungono il Korosi Red (solo per GT) ed il Matt Khaki (solo per Rally).</p>
<p>Sempre ampio il catalogo accessori fornito da Triumph, che può contare su oltre 65 articoli dedicati alla nuova Tiger 900 per rendere unica la propria motocicletta a seconda dei propri gusti od usi. Interessanti anche i pacchetti già disponibili. Si tratta di due “inspiration kit” già pronti. Il Trekker, per chi vuole aumentare l’attitudine turistica, con borse montare su telaietti in acciaio, bauletto con schienale, kit piastra scorrevole, protezione serbatoio e deflettore parabrezza. Dedicato a chi strizza l&#8217;occhio al fuoristrada è invece il kit Expedition. In quest&#8217;ultimo sono comprese borse e telaietti in acciaio inox, roll bag da 40 litri, protezioni faro e forcella, protezione radiatore in alluminio, barre paramotore e fari fendinebbia a LED.</p>
<p>Prezzo per la versione Tiger 900 base sarà di € 11.800</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-87889" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i6533-ab-1-1024x682.jpg" alt="tiger 900 rally pro 20my az4i6533 ab 1" width="1024" height="682" title="Nuova Triumph Tiger 900: novità per l’off-road e per il turismo 323" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i6533-ab-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i6533-ab-1-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i6533-ab-1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i6533-ab-1-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i6533-ab-1.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-87890" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i2756-ab-1-1024x682.jpg" alt="tiger 900 rally pro 20my az4i2756 ab 1" width="1024" height="682" title="Nuova Triumph Tiger 900: novità per l’off-road e per il turismo 324" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i2756-ab-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i2756-ab-1-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i2756-ab-1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i2756-ab-1-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/12/tiger-900-rally-pro-20my-az4i2756-ab-1.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Arc Vector, mi dispiace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[matteo favaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2019 09:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Moto elettriche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella che doveva essere la rivoluzionaria moto del secolo, si è trasformata in un mare di delusione per i suoi stessi investitori. Presentata ad Eicma 2018, Arc Vector non è entrata nel cuore del pubblico dato che era la prima moto elettrica del momento. Diciamo, più che altro, che il pubblico non era ancora avvezzo. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che doveva essere la rivoluzionaria moto del secolo, si è trasformata in un mare di delusione per i suoi stessi investitori. Presentata ad Eicma 2018, Arc Vector non è entrata nel cuore del pubblico dato che era la prima moto elettrica del momento. Diciamo, più che altro, che il pubblico non era ancora avvezzo. Ancora non si conosceva questo &#8220;misterioso&#8221; mezzo di trasporto alternativo, era solito vederlo solo nei film ultrafuturistici. E se c&#8217;è ancora adesso scetticismo su questo nuovo mezzo di trasporto, non stupiamoci del suo crollo finanziario.</p>
<p>Questa non era una semplice moto elettrica, lo si poteva intuire dal suo prezzo che si aggirava intorno ai cento / centodieci mila euro. Il prezzo, ben al di sopra delle altre concorrenti, includeva all&#8217;interno un kit che collegava la moto al pilota. Spieghiamoci meglio.<br />
Il kit comprendeva un casco, un paio di guanti e tuta che si collegavano via bluetooth alla moto per mostrare al pilota tutti i dati necessari per poter controllare la salute della bolide.</p>
<p>Il progetto c&#8217;era, gli investitori c&#8217;erano, la materia non mancava. Cos&#8217;è andato storto? Il mercato ha parlato. Gli acquirenti non sono stati abbastanza per poter dare la rampa di lancio a questo rivoluzionario mezzo. Anche il più grande/bel progetto, se senza acquirenti, fallisce. Questa start up inglese è solo una delle tante che hanno avuto a che fare con la bancarotta. Ma non per questo dobbiamo pensare che si fermerà qui l&#8217;evoluzione delle moto elettriche. Ne vedremo delle belle nei prossimi anni.</p>
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		<title>EICMA è passione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[matteo favaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 13:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[Novità EICMA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se una persona è appassionata al mondo delle due ruote deve passare una giornata all&#8217;EICMA. La fiera dell&#8217;eccellenza delle moto (e non solo) è un mondo che mostra quanto e come si possano apprezzare tanti tipi diversi di gusti di moto. A partire dal primo padiglione, fino ad arrivare all&#8217;ultimo padiglione, non ci si annoia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se una persona è appassionata al mondo delle due ruote deve passare una giornata all&#8217;<a href="https://www.eicma.it" target="_blank" rel="noopener">EICMA</a>. La fiera dell&#8217;eccellenza delle moto (e non solo) è un mondo che mostra quanto e come si possano apprezzare tanti tipi diversi di gusti di moto.<br />
A partire dal primo padiglione, fino ad arrivare all&#8217;ultimo padiglione, non ci si annoia mai, perché c&#8217;è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e conoscere. Se non ci credete, questo lo potrete constatare solo una volta andati all&#8217;EICMA.</p>
<h4>In giornata</h4>
<p>Da appassionato delle due ruote, ho trascorso un&#8217;intera giornata a &#8220;farmi gli occhi&#8221; su quello che si prospetta per il futuro di questo settore. Anche le marche meno conosciute e/o nuove, infatti, hanno avuto il loro spazio per mostrare quello che possono offrire, a partire da nuovi marchi di ricambi a nuove case produttrici. Si nota fin da subito il dominio di certi brand quali Ducati, Kawasaki, Honda, Suzuki e KTM che mettono in mostra la loro nuova gamma di moto occupando una bella fetta dei padiglioni, tutto questo senza intralciare, ovviamente, altri stand.</p>
<h4>Mondo Elettrico</h4>
<p>Un elemento che ha impressionato molto è che le moto elettriche hanno cominciato a ritagliare il loro spazio in maniera assolutamente prominente. Certo, non ci sono stati tantissimi stand, però la gente sta cominciando a posare l&#8217;occhio per quello che potrebbe essere il futuro delle due ruote. Gli spazi dedicati a queste nuove moto si sono moltiplicati. Energica ha mostrato le sue &#8220;bambine&#8221; quali l&#8217;Energica Ego e l&#8217;Energica Eva Ribelle in tutto il loro splendore per essere notate anche dai più scettici contro questa nuova categoria di veicoli. Queste moto non hanno nulla da invidiare rispetto a quelle tradizionali, siamo solo agli inizi della storia ma, comunque, queste nuove opere avanguardistiche stanno raccogliendo sempre più pubblico e consensi.</p>
<h4>Le regine dell&#8217;EICMA</h4>
<p>Le moto più attese sono state prese d&#8217;assalto dai flash di chiunque, per tutto il giorno sono state soffocate da una marea di gente che le circondava: Ducati Streetfighter V4 e Panigale V4 S, KTM 1290 SuperDuke R, <a href="https://www.giornalemotori.com/2019/11/05/honda-determinata-a-tornare-al-vertice-delle-supersportive-ecco-la-cbr-1000-rr-r-presentata-ad-eicma-2019/">Honda Fireblade CBR 1000 RR R</a>, Aprilia RS 660 e MV Agusta Superveloce 800. Una più bella dell&#8217;altra, c&#8217;è l&#8217;imbarazzo della scelta. L&#8217;EICMA non ha deluso le aspettative con la presenza di piloti (e non) di un certo spessore nel mondo delle due ruote.</p>
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		<title>Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 13:25:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continental inizia la nuova stagione motociclistica arricchendo in modo significativo la propria gamma e specializzando le singole linee di prodotto. Il nuovo ContiSportAttack 4, sostituisce il ContiSportAttack 3 offrendo una superficie di contatto significativamente aumentata, con angoli di piega maggiori rispetto al suo predecessore. Caratteristiche come aderenza, precisione e maneggevolezza sono state ottimizzate definendo nuovi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2019/11/12/continental-lancia-in-eicma-sei-nuovi-pneumatici-moto/">Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Continental</strong> inizia la nuova stagione motociclistica arricchendo in modo significativo la propria gamma e specializzando le singole linee di prodotto.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-87288" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/ContiSportAttack-4_low-894x1024.jpg" alt="ContiSportAttack 4 low" width="894" height="1024" title="Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto 328" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiSportAttack-4_low-894x1024.jpg 894w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiSportAttack-4_low-768x879.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiSportAttack-4_low-300x344.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiSportAttack-4_low-696x797.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiSportAttack-4_low.jpg 992w" sizes="(max-width: 894px) 100vw, 894px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo <strong>ContiSportAttack 4</strong>, sostituisce il ContiSportAttack 3 offrendo una superficie di contatto significativamente aumentata, con angoli di piega maggiori rispetto al suo predecessore. Caratteristiche come aderenza, precisione e maneggevolezza sono state ottimizzate definendo nuovi standard di eccellenza grazie alla mescola BlackChili di Continental.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i clienti più sportivi il brand di Korbach inserisce in portafoglio l’hypersport stradale <strong>ContiRaceAttack 2 Street. </strong> Un pneumatico  da competizione utilizzabile su strada che risulta così maneggevole da affrontare anche il traffico di ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i motociclisti che amano gli pneumatici super sportivi e che si sentono a casa solo in pista, arriva il <strong>ContiRaceAttack 2. </strong>Le sue caratteristiche senza compromessi, nelle due mescole morbida e media, garantiscono il top delle performance in gara con pressione di gonfiaggio ridotte e l’uso delle termocoperte, a proposito delle quali ci sentiamo di consigliare le italianissime <strong><a href="https://www.capit.it/" target="_blank" rel="noopener">Capit</a>.</strong> Entrambi i nuovi pneumatici RaceAttack si distinguono per una straordinaria stabilità in pista e per l’incredibile aderenza grazie alla mescola BlackChili.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-87289" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/ContiRaceAttack-2-medium_low-894x1024.jpg" alt="ContiRaceAttack 2 medium low" width="894" height="1024" title="Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto 329" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRaceAttack-2-medium_low-894x1024.jpg 894w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRaceAttack-2-medium_low-768x879.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRaceAttack-2-medium_low-300x344.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRaceAttack-2-medium_low-696x797.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRaceAttack-2-medium_low.jpg 992w" sizes="(max-width: 894px) 100vw, 894px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La quarta novità 2020 di Continental è il <strong>TKC 70 Rocks. </strong>Uno pneumatico posteriore senza fascia centrale liscia, che presenta una tassellatura su tutta la superficie del battistrada. Si pone tra il TKC 80 e il TKC 70, in grado di garantire ottime performance nell’utilizzo no-limits in off, migliorando il comportamento su strada rispetto al Korbach.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TKC 70 Rocks</strong> è la soluzione ideale per chi cerca massima libertà di utilizzo in ogni condizione su ogni terreno, compreso l’asfalto. Questo pneumatico può essere abbinato al TKC 70, offrendo una nuova possibilità di scelta a chi ha nel fuoristrada il proprio orizzonte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ContiRoad</strong>, rappresenta l’avanguardia degli pneumatici sportivi da turismo.  Il nuovo arrivato si colloca tra il ContiRoadAttack 3 e il precedente modello di generazione 2. La versione EVO esce di produzione, mentre il ContiMotion rimane in portafoglio.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-87290" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/ContiRoad_low-894x1024.jpg" alt="ContiRoad low" width="894" height="1024" title="Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto 330" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRoad_low-894x1024.jpg 894w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRoad_low-768x879.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRoad_low-300x344.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRoad_low-696x797.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/ContiRoad_low.jpg 992w" sizes="(max-width: 894px) 100vw, 894px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per medie e piccole cilindrate, Continental presenta il <strong>ContiStreet</strong>, uno pneumatico a tele incrociate completamente nuovo che sostituisce il ContiGo!</p>
<p style="text-align: justify;">Come il ContiRoad, il nuovo ContiStreet deriva dal ContiRoadAttack3, il campione stradale radiale di casa Continental. Entrambi offrono affidabilità, massimo grip su strada e lunga durata.</p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2019/11/12/continental-lancia-in-eicma-sei-nuovi-pneumatici-moto/tkc-70-rocks_low/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/TKC-70-Rocks_low-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="TKC 70 Rocks low" title="Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto 331"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2019/11/12/continental-lancia-in-eicma-sei-nuovi-pneumatici-moto/contiroad_low/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/ContiRoad_low-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="ContiRoad low" title="Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto 332"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2019/11/12/continental-lancia-in-eicma-sei-nuovi-pneumatici-moto/contiraceattack-2-medium_low/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/ContiRaceAttack-2-medium_low-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="ContiRaceAttack 2 medium low" title="Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto 333"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2019/11/12/continental-lancia-in-eicma-sei-nuovi-pneumatici-moto/contisportattack-4_low/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/ContiSportAttack-4_low-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="ContiSportAttack 4 low" title="Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto 334"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2019/11/12/continental-lancia-in-eicma-sei-nuovi-pneumatici-moto/contiraceattack-2-street_low/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/ContiRaceAttack-2-Street_low-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="ContiRaceAttack 2 Street low" title="Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto 335"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2019/11/12/continental-lancia-in-eicma-sei-nuovi-pneumatici-moto/contistreet_low/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/ContiStreet_low-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="ContiStreet low" title="Continental lancia in EICMA sei nuovi pneumatici moto 336"></a>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Novità Honda ad EICMA 2019: la casa alata rinnova profondamente lo scooter SH125i</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 12:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Novità EICMA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono modelli di mezzi a due dche magari passano inosservati e per i quali, di certo, non si farebbero follie per possederne uno nel proprio box. Resta il fatto che proprio alcuni di questi “under-dog” rappresentino per le case costruttrici invece una delle fonti di maggior introito derivanti dalle vendite sul mercato. È il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono modelli di mezzi a due dche magari passano inosservati e per i quali, di certo, non si farebbero follie per possederne uno nel proprio box. Resta il fatto che proprio alcuni di questi “under-dog” rappresentino per le case costruttrici invece una delle fonti di maggior introito derivanti dalle vendite sul mercato. È il caso, per Honda, dello scooter SH, modello che rappresenta per la casa alata il riferimento nel settore degli scooter. Una tradizione che parte dal primo modello della serie, in configurazione 50cc, prodotto nel 1984. Da allora gli scooter SH hanno fatto registrare oltre 1,1 milione di pezzi venduti. Ecco allora ad EICMA 2019 una rivisitazione per la prossima stagione, che di fatto ci porta a parlare di un modello del tutto nuovo.</p>
<p>SH, nella sua versione 125, parte dalla rivisitazione del telaio, ridisegnato non solo per offrire una maggiore maneggevolezza, ma per ridistribuire al meglio lo spazio a disposizione. Cresce quindi la capienza del vano sottosella fino a 28 litri utili, grazie anche allo spostamento del serbatoio benzina, ora sotto la pedana. Il vano può quindi contenere comodamente non solo il casco, ma altri oggetti utili nell’utilizzo prettamente cittadino o da commuter destinato a questo tipo di mezzo. Utile la presa USB al posto della vecchia presa 12V, così come la Smart Key che agisce anche sullo Smart Top Box, accessorio di serie per questo modello. A tal proposito occorre ricordare che per il nostro mercato è prevista la configurazione che include anche parabrezza e paramani.</p>
<p><figure id="attachment_87239" aria-describedby="caption-attachment-87239" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-large wp-image-87239" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/195859_2020_HONDA_SH125i-1024x683.jpg" alt="195859 2020 HONDA SH125i" width="1024" height="683" title="Novità Honda ad EICMA 2019: la casa alata rinnova profondamente lo scooter SH125i 337"><figcaption id="caption-attachment-87239" class="wp-caption-text">2020 HONDA SH125i</figcaption></figure></p>
<p>L’estetica diventa più moderna, con tutto il gruppo ottico anteriore rivisto. I fari, sia all’anteriore che al posteriore sono Full-LED, con la luce di posizione installata nel piccolo cupolino a protezione del manubrio. Dietro alla piccola carenatura si cela un bel cruscotto LCD, con tutte le informazioni necessarie. Di serie anche ABS, Start&amp;Stop e controllo di trazione. Il peso spostato in basso, reso possibile grazie al serbatoio da 7 litri, come abbiamo già detto, posizionato sotto la pedana piatta, ha migliorato la maneggevolezza. Sul comparto ciclistica aiutano anche le nuove sospensioni posteriori con diverso schema e regolabili su 5 livelli di precarico. All’anteriore una forcella da 33 mm con escursione di 89 mm. Le ruote, da 16”, montano cerchi a cinque razze, e freni a disco da 240 mm.</p>
<p>Il motore che spinge l’SH, che ricordiamo viene prodotto negli stabilimenti italiani di Atessa, sviluppa 12,5 CV. Il valore di coppia massima viene spostato in un range più basso di 500 giri/minuto favorendo accelerazioni più pronte. Omologato già Euro-5 il propulsore, come da tradizione, si rivela parco nei consumi, che vengono dichiarati in 44,6 Km/L.</p>
<p>Quattro le colorazioni proposte ad un prezzo ancora da definire.</p>
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		<title>Kawasaki Z-H2: una sovralimentata ad EICMA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 21:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Kawasaki aveva giocato d&#8217;anticipo in casa, presentando al salone di Tokyo, sole poche settimane fa, la sua nuova Z-H2. Ma EICMA 2019 diventa il salotto ideale per la presentazione al pubblico europeo e così, nello stand della casa di Akashi, ecco far bella mostra di sé la nuova naked sovralimentata con motore da 1000 cc. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Kawasaki aveva giocato d&#8217;anticipo in casa, presentando al salone di Tokyo, sole poche settimane fa, la sua nuova Z-H2. Ma EICMA 2019 diventa il salotto ideale per la presentazione al pubblico europeo e così, nello stand della casa di Akashi, ecco far bella mostra di sé la nuova naked sovralimentata con motore da 1000 cc. Una moto che vuole apparire ed esagerare, sia in termini estetici che tecnici.</p>
<p>L&#8217;estetica prende spunto dal family feeling sia della gamma naked che da quello delle supersportive. E non potrebbe essere il contrario visto la potenza da gestire alla quale deve venire in aiuto anche l&#8217;aerodinamica. Ecco quindi un imponente gruppo ottico al LED incastonato in un cupolino aggressivo completato da fianchetti che si incastrano nel bel telaio. Il design è di tipo asimmetrico, per via della presa d&#8217;aria e del compressore posto sul lato destro.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-87193" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-6.jpg" alt="kawasaki z h2 2020 statiche bk3 stu 6" width="1000" height="750" title="Kawasaki Z-H2: una sovralimentata ad EICMA 340" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-6.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-6-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-6-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-6-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-6-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Parlando nello specifico proprio dall&#8217;unità che equipaggia la Z-H2 non si può non iniziare proprio dal compressore di tipo centrifugo in alluminio con diametro 69mm che sovra alimenta il quattro cilindri in linea da 998 cc. Un motore che è discendente diretto dal cuore pulsante delle prime turbo H2 e H2R che fecero il loro debutto nel 2015. Ora la nuova versione eroga 200 CV a 10.000 giri con una poderosa coppia di 137 Nm a 8.500 giri. Erogazione quindi rivista rispetto alle sorelle più sportive, per poter meglio affinarsi al carattere di una naked che predilige più coppia ai bassi e medi regimi. Il tutto agevolato dal controllo ride-by-wire. La camera di aspirazione in alluminio è studiata appositamente per migliorare l&#8217;efficienza del sistema di sovralimentazione. Il cambio sfrutta la tecnologia dog-ring, con le forchette del cambio che muovono anelli con denti sagomanti. Un sistema che non solo aumenta la velocità di cambiata, ma che permette di contenere le dimensioni del propulsore.</p>
<p>Il motore è incastonato nel bel telaio in tubi di acciaio, con geometrie ricalibrate per la nuova tipologia naked. All&#8217;anteriore troviamo sospensioni Showa SFF-BP , mentre al posteriore l&#8217;unità, sempre Showa, presenta leveraggi del tutto nuovi per il sistema storico Uni-Trak. Per frenare cotanta potenza e mole (la Z-H2 sfiora i 240 Kg in ordine di marcia) sono state scelte pinza Brembo monoblocco M4.32 con doppio disco da 290 mm. Al posteriore un più “modesto” disco da 226 mm dotato di pinza Nissin.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-87194" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-3.jpg" alt="kawasaki z h2 2020 statiche bk3 stu 3" width="1000" height="750" title="Kawasaki Z-H2: una sovralimentata ad EICMA 341" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-3.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-3-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-3-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-3-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/kawasaki-z-h2-2020-statiche-bk3-stu-3-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L&#8217;elettronica della moto propone un pacchetto veramente completo. Si parte dalla piattaforma inerziale Bosh su sei assi, che garantisce il funzionamento di tutti i sistemi di controllo: traction, cornering, anti-lock brake system, launch control, cruise control e quickshifter. Anche per le mappature del motore c&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Si può infatti variare su Sport, Road e Rain ed intervenire sulla potenza del motore su tre livelli, ovvero 100 CV (Low), 150 CV (Middle) e 200 CV (Full)</p>
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		<title>Honda determinata a tornare al vertice delle Supersportive: ecco la CBR 1000 RR-R presentata ad EICMA 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 20:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[cbr]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Honda fa le cose per bene&#8230;questo è un dato certo. E mai come questa volta a giocato le sue carte migliori per mettere in produzione l&#8217;erede 2020 della famiglia Fireblade. Nome glorioso che ha dettato legge sia nel mercato, floridissimo degli anni &#8217;90, sia nel mondo delle gare in categoria Superbike. Ed è proprio a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Honda fa le cose per bene&#8230;questo è un dato certo. E mai come questa volta a giocato le sue carte migliori per mettere in produzione l&#8217;erede 2020 della famiglia Fireblade. Nome glorioso che ha dettato legge sia nel mercato, floridissimo degli anni &#8217;90, sia nel mondo delle gare in categoria Superbike. Ed è proprio a questo universo che la casa alata strizza l&#8217;occhio, puntando, con il nuovo modello, a riprendersi uno scettro iridato che ormai manca da ben 12 stagioni, ovvero da quando James Toseland sulla 1000 del Team Ten Kate sponsorizzata Hannspree non si aggiudicava il titolo.</p>
<p>Tutto è pronto per ripetere l&#8217;impresa e gettarsi nella lotta contro lo strapotere Kawasaki. L&#8217;arma definitiva sarà proprio la nuova CBR 1000 RR-R presentata ad Eicma sia in versione standar che in versione SP.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-87187" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/IMG_7848-1024x682.jpg" alt="IMG 7848" width="1024" height="682" title="Honda determinata a tornare al vertice delle Supersportive: ecco la CBR 1000 RR-R presentata ad EICMA 2019 345" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7848-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7848-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7848-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7848-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7848.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Un mostro da ben 217 CV sviluppati a 14.500 giri, capace di sviluppare una coppia da 113 Nm a 12.500 giri. Il tutto prendendo spunto dalla RC 213 della MotoGP. L&#8217;alesaggio raggiunge infatti la quota di 81 mm. Le bielle sono in titanio TI-64A, i pistoni sono forgiati in alluminio A2618, le valvole sono a comando misto catena ed ingranaggi con bilancieri a dito. Insomma, nulla è praticamente rimasto della vecchia Fireblade, ma tanto è stato preso dalla RC 213 V-S.</p>
<p>Tutto nuovo anche il sistema di aspirazione a partire dall&#8217;airbox fino alle prese d&#8217;aria. I corpi farfallati aumentano dimensione di 4 mm e cambiano sezione, ora ovale.</p>
<p>Lo scarico è affidato ad una unità Akrapovic in titanio, con collettori di scarico a sezione ovale.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-87188" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/IMG_7847-1024x682.jpg" alt="IMG 7847" width="1024" height="682" title="Honda determinata a tornare al vertice delle Supersportive: ecco la CBR 1000 RR-R presentata ad EICMA 2019 346" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7847-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7847-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7847-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7847-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7847.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Se a livello di motore la descrizione basta già a far battere forte il cuore, a completare la situzione arriva la ciclistica. La moto risulta molto più compatta per via delle nuovo motore, completamente riprogettato. Il telaio è composto da quattro pezzi saldati, con telaietto reggisella a tubi tondi in alluminio, il forcellone è più lungo rispetto al precedente modello e l&#8217;interasse fa registrare la misura di 1.455 mm, con avancorsa a 102 mm e cannotto aperto a 24°.</p>
<p>Le sospensioni sono differenti tra la versione R ed SP. La prima è equipaggiata con forcelle Showa BPF da 43 mm e mono BFRC-L. La versione più aggressiva monta le NPX della Ohlins all&#8217;anteriore e mono TTX 36. Ovviamente presente anche l&#8217;ammortizzatore di sterzo. Pinze freno Nissin per la “base” e Brembo Stylema per la SP.</p>
<p>Come gestire tutto questo ben di Dio sia sulle normali strade che in pista? In aiuto arriva un comparto elettronico di tutto rispetto con piattaforma inerziale Bosh a 6 assi. Controlli per gli aiuti alla guida su nove livelli, tra cui lo Slide Control ed il Launch Control e poi Riding Mode gestibile su cinque livelli per l&#8217;erogazione della potenza, tre per la gestione del freno motore e tre per l&#8217;anti-impennata.<img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-87189" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/IMG_7843-1024x682.jpg" alt="IMG 7843" width="1024" height="682" title="Honda determinata a tornare al vertice delle Supersportive: ecco la CBR 1000 RR-R presentata ad EICMA 2019 347" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7843-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7843-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7843-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7843-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_7843.jpg 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Una moto destinata quindi a diventare il riferimento per la stagione 2020. Colorazioni disponibili Grand Prix Red e una più seriosa Matte Pearl Black.</p>
<p>Foto @ Fabrizio Carrubba</p>
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		<title>Kawasaki, la spettacolare Kawasaki Zx-25R che purtroppo non arriverà in Europa</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/11/04/kawasaki-la-spettacolare-kawasaki-zx-25r-che-purtroppo-non-arrivera-in-europa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=kawasaki-la-spettacolare-kawasaki-zx-25r-che-purtroppo-non-arrivera-in-europa</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 07:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal Salone di Tokyo arrivano due notizie per gli amanti delle moto, una buona ed una cattiva. La cattiva è che la spettacolare Kawasaki Zx-25R non arriverà in Europa. La buona è che si tratta di una moto come quelle di una volta. Una 250cc quattro cilindri con motore traliccio, vecchia scuola. A parte l&#8217;estetica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal Salone di Tokyo arrivano due notizie per gli amanti delle moto, una buona ed una cattiva. La cattiva è che la spettacolare Kawasaki Zx-25R non arriverà in Europa. La buona è che si tratta di una moto come quelle di una volta. Una 250cc quattro cilindri con motore traliccio, vecchia scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">A parte l&#8217;estetica e la motorizzazione che si dice eroghi 60cv, la moto avrà tutti i ritrovati per il controllo di moderna concezione, come traction control e cambio quick shifter.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vero problema è che un motore da 249cc per erogare tale potenza, deve per foza di cose girare ad altissimi regimi e di conseguenza tanti saluti alle severe norme di omologazione Euro5 europee.</p>
<p style="text-align: justify;">Un vero peccato, nonostante le nuove tecnologie siamo sicuri che sarebbe stato veramente una bella dose si adrenalina andare in giro con questa piccola bomba, come succedeva negli anni 80 del secolo scorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Triumph Street Triples MY20:  The ultimate performance Street</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 10:55:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Triumph Street Triples MY20]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; La Street Tripels MY20 compie un notevole passo in avanti in termini di prestazioni grazie ad un significativo aggiornamento del motore sviluppato insieme al team Moto2 di Triumph Motorcycles. Uno stile tutto nuovo e un design più aggressivo si intrecciano con le rinomate doti di maneggevolezza, facilità di guida e prestazioni del suo celebre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La Street Tripels MY20 compie un notevole passo in avanti in termini di prestazioni grazie ad un significativo aggiornamento del motore sviluppato insieme al team Moto2 di Triumph Motorcycles. Uno stile tutto nuovo e un design più aggressivo si intrecciano con le rinomate doti di maneggevolezza, facilità di guida e prestazioni del suo celebre motore tre cilindri rendendola <em>“</em>The ultimate performance Street”<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo stile si distingue per il Doppio faro a LED inconfondibile e più suggestivo grazie a luci DRL <em>(</em>Daytime running lights). Nuovo anche il disegno di fianchetti, codino e puntale con vocazione più sportiva, declinato in nuove colorazioni contemporane. Il rinnovamento dello stile coinvolge anche dettagli tecnici come il silenziatore con finitura in fibra di carbonio e logo Triumph. Nuove finiture per specchietti, piastra manubrio con logo Triumph e telaio in colorazione Titanium Silver.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore <em>triple</em> 765, sviluppato insieme al team Moto2 è stato aggiornato per la normativa Euro5. Sviluppa potenza maggiore di 123CV a 11.750 giri/min, e coppia di  79Nm a 9.350 giri/min.  Tradotto, significa una risposta dell&#8217;acceleratore più reattivo. La maggiore potenza è stata ottenuta lavorando sui flussi di scarico migliorati grazie ad un nuovo silenziatore e <em>sound</em> ancora più distintivo. Il pieno controllo della moto è affidato ad una frizione assistita antisaltellamento, per innesti di marcia più morbidi e precisi</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86389" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/10/small-5.jpg" alt="small 5" width="640" height="427" title="Triumph Street Triples MY20: The ultimate performance Street 349" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/10/small-5.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/10/small-5-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alla guida si potrà apprezzare il nuovo display  con funzionalità TFT migliorate e nuovo layout grafico. Sistema di connettività MyTriumph, con integrazione GoPro, navigazione turn-by-turn e possibilità di gestione di musica e telefonate. Nuovo Triumph Shift Assist, per inserimento e scalata di marcia senza utilizzare la frizione. La Street Triple prevede cinque modalità di guida migliorate: Road, Rain, Sport, Track e Rider (personalizzabile).</p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto si tratta della motor più leggera del segmento, con un più vantaggioso rapporto peso-potenza rispetto alla analoga concorrenza. Fattore che migliora la già ottima agilità, precisione di guida oltre che la maneggevolezza. Non possono mancare specifiche e dotazioni tecniche di altissimo livello come freni Brembo M50, sospensione posteriore Öhlins completamente regolabile e pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa SP V</p>
<p style="text-align: justify;">La Street Triple è anche personalizzabile con la possibilità di scegliere tra gli accessori, nuovi indicatori dinamici a LED, una novità per questo segmento e nuove borse a sgancio rapido.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>BMW Motorrad: La Vision DC Roadster il futuro è elettrico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2019 12:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La BMW sta andando verso l'elettrificazione anche nel settore Moto con la Vision DC Roadster. Una impresa particolarmente complessa. Infatti non sarà facile convincere gli ortodossi del brand Motorrad a non vedere più le teste del motore leggendario boxer sporgere ai lati del telaio della moto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-83799" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/06/small-6.jpg" alt="small 6" width="271" height="480" title="BMW Motorrad: La Vision DC Roadster il futuro è elettrico 350"></p>
<p style="text-align: justify;">La BMW sta andando verso l&#8217;elettrificazione anche nel settore Moto con la Vision DC Roadster. Una impresa particolarmente complessa. Infatti non sarà facile convincere gli ortodossi del brand Motorrad a non vedere più le teste del motore leggendario boxer sporgere ai lati del telaio della moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Essendo una Concept particolare importanza risiede nello stile della Moto. Il design nel suo complesso appare semplice ma elementi tipici della casa bavarese.  Il faro anteriore  in particolare ha una firma luminosa a led chiaramente riconoscibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Stesso discorso per il fanalino posteriore anch&#8217;esso a LED integrati nel supporto posteriore a denotare anche una certa impressione di solidità generale della moto.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-83800" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/06/small-4.jpg" alt="small 4" width="640" height="456" title="BMW Motorrad: La Vision DC Roadster il futuro è elettrico 351" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/06/small-4.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/06/small-4-300x214.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p style="text-align: justify;">IL design coinvolge anche gli Pneumatici Metzler con cinque elementi fluorescenti, che offrono anche elementi di visibilità per la sicurezza, oltre che a creare un disegno specifico distintivo della Vision DC Roadster</p>
<p style="text-align: justify;">Al posto del classico motore Boxer, incastonata nel telaio in alluminio, ora si trova una bella batteria, con tanto di nervature laterali che fanno tanto estetica ma sono molto utili per il raffreddamento con ventilatori integrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore elettrico a forma di cilindro è posizionato sotto la batteria ed è collegato direttamente all’albero di trasmissione.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-83801" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/06/small-7.jpg" alt="small 7" width="339" height="480" title="BMW Motorrad: La Vision DC Roadster il futuro è elettrico 352" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/06/small-7.jpg 339w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/06/small-7-300x425.jpg 300w" sizes="(max-width: 339px) 100vw, 339px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quando si mette in modo la Vision DC Roadster,  nel silenzio dato dal motore elettrico, la posizione del sistema di raffreddamento cambia in modo funzionale indicando che si è pronti per viaggiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento la casa bavarese non ha reso noto dettagli tecnici come potenza, coppia e peso del motore elettrico, nonchè capacità e tempi di ricarica della batteria, notizie che forniremo appena possibile in un secondo momento.</p>
<p><strong>Daniele Amore</strong></p>
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		<title>Pirelli e Michelin si sfidano a distanza con le gomme moto</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/02/10/pirelli-e-michelin-si-sfidano-a-distanza-con-le-gomme-moto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pirelli-e-michelin-si-sfidano-a-distanza-con-le-gomme-moto</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2019 01:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[gomme]]></category>
		<category><![CDATA[Michelin]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Pirelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È il periodo dell’anno in cui comincia il conto alla rovescia per la partenza delle nuove stagioni delle grandi competizioni motoristiche: a inaugurare le danze per gli appassionati sarà la SuperBike, in pista già a metà febbraio per il GP di Australia, mentre per veder sfrecciare la MotoGp bisognerà attendere il 10 marzo con il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-80942" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/02/wheelsgroupsuperbike0-300x123.png" alt="wheelsgroupsuperbike0" width="300" height="123" title="Pirelli e Michelin si sfidano a distanza con le gomme moto 354" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/wheelsgroupsuperbike0-300x123.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/wheelsgroupsuperbike0-1024x420.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/wheelsgroupsuperbike0-768x315.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/wheelsgroupsuperbike0-696x286.png 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/wheelsgroupsuperbike0.png 1077w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />È il periodo dell’anno in cui comincia il conto alla rovescia per la partenza delle nuove stagioni delle grandi <strong>competizioni motoristiche</strong>: a inaugurare le danze per gli appassionati sarà la <strong>SuperBike</strong>, in pista già a metà febbraio per il GP di Australia, mentre per veder sfrecciare la <strong>MotoGp</strong> bisognerà attendere il 10 marzo con il Gran Premio del Qatar.</p>
<h2>Gli pneumatici per MotoGp e SuperBike</h2>
<p>Oltre alle caratteristiche tecniche delle moto, le due grandi competizioni su due ruote si distinguono anche per il diverso approccio agli <strong>pneumatici</strong>, ma soprattutto per il nome del fornitore: se <strong>Michelin</strong> è dal 2016 il partner ufficiale della MotoGp, è addirittura dal 2004 che <strong>Pirelli</strong> calza tutte le classi del Campionato Mondiale Superbike, facendo segnare un vero e proprio record di longevità nella storia del motorsport.</p>
<h2>Prodotti pensati per chi ama la velocità</h2>
<p>In entrambi i casi, i prodotti testati in pista sono diventati base per lo sviluppo delle gomme declinate in versione <strong>stradale</strong>: l’esempio più noto è forse quello della gamma <strong>Diablo della Pirelli</strong>, ma come si può scoprire sul sito <a href="https://www.euroimportpneumatici.com/pneumatici-gomme-moto.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>www.euroimportpneumatici.com</strong></a> anche le nuove gomme moto della <strong>Michelin</strong> presentano dettagli e soluzioni derivate dall’esperienza nelle competizioni di velocità.</p>
<h2>La lotta si sposta sul lato commerciale</h2>
<p>La pista come banco di prova per l’ottimizzazione degli pneumatici per l’utilizzo <strong>regolare su strada</strong>, dunque, ma anche come occasione per dimostrare la propria competenza e affidabilità: la lotta <strong>tra Michelin e Pirelli</strong> si ripete dunque anche nella stagione sportiva 2019 ed entrambe le Case sono pronte a presentare le loro ultime novità.</p>
<h2>Le gomme per la MotoGp 2019</h2>
<p>Sul fronte <strong>MotoGp</strong>, ad esempio, il regolamento 2019 (e lo studio sulle performance della scorsa stagione) hanno convinto la <strong>Michelin</strong> a mantenere inalterati carcasse e profili che hanno garantito una buona stabilità di prestazioni nello scorso anno. In aggiunta, la compagnia ha deciso di mettere a disposizione dei team una nuova mescola anteriore, che si pone per caratteristiche a metà strada tra la media e la dura della scorsa stagione, mentre al posteriore la Casa francese ha ideato <strong>due differenti mescole</strong>, una soffice e una media, realizzate con una nuova tecnologia. Gli obiettivi sono offrire stabilità ai team e ai piloti e consentire di migliorare ulteriormente i tempi sul giro, a tutto vantaggio dello spettacolo.</p>
<h2>Le novità Pirelli per la SuperBike</h2>
<p>La risposta a distanza della <strong>Pirelli</strong> è più elaborata, perché la società italiana ha presentato proprio in questi giorni tre nuovissimi modelli di pneumatici per <strong>SuperBike</strong>, pensati per il mondiale ma pronti a debuttare anche per calzare le moto di tutti i piloti professionisti, semi-professionisti o semplici appassionati di track-days: si tratta delle slick Diablo Superbike, presenti anche nella variante extrasoft che garantisce la velocità più elevata (ideale per la rincorsa alla SuperPole o per la nuovissima <strong>Gara Sprint</strong> della domenica), delle rinnovate Supercorsa SC (riprogettate sia in termini di struttura che di disegno battistrada e mescole, per puntare all’ottimizzazione e alla costanza delle prestazioni), e infine delle gomme da bagnato <strong>Diablo Rain</strong>, sviluppate con un innovativo disegno del battistrada e disponibili in due diverse mescole, per consentire la guida anche in condizioni di pioggia.</p>
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		<item>
		<title>Parte ad aprile a Varano il Moto Guzzi Fast Endurance 2019</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/01/23/parte-ad-aprile-a-varano-il-moto-guzzi-fast-endurance-2019/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=parte-ad-aprile-a-varano-il-moto-guzzi-fast-endurance-2019</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 17:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[FIM]]></category>
		<category><![CDATA[Moto Guzzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si appresta a partire il Moto Guzzi Fast Endurance 2019, un evento molto suggestivo che si rivolge a tutti gli appassionati di moto e, in particolare, ai “cultori” dell’intramontabile Moto Guzzi. Moto Guzzi Fast Endurance 2019 è un trofeo organizzato dalla Federazione Motociclistica Italiana in collaborazione con questo celebre produttore italiano, e potranno parteciparvi tutti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-80613 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/01/trofeo-header.jpg" alt="trofeo header" width="800" height="510" title="Parte ad aprile a Varano il Moto Guzzi Fast Endurance 2019 356" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/trofeo-header.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/trofeo-header-768x490.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/trofeo-header-300x191.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/trofeo-header-696x444.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Si appresta a partire il <strong>Moto Guzzi Fast Endurance 2019</strong>, un evento molto suggestivo che si rivolge a tutti gli appassionati di moto e, in particolare, ai “cultori” dell’intramontabile <strong>Moto Guzzi</strong>.</p>
<p>Moto Guzzi Fast Endurance 2019 è un trofeo organizzato dalla <strong>Federazione Motociclistica Italiana</strong> in collaborazione con questo celebre produttore italiano, e potranno parteciparvi tutti i tesserati FMI in possesso di licenza agonistica di tipo Velocità, o in alternativa una licenza agonistica Fuoristrada con Estensione Velocità.</p>
<p>Sarà possibile iscriversi a partire dal 1 febbraio 2019 e la procedura è eseguibile comodamente online, facendo riferimento al portale MyFMI sul sito Federmoto.it.</p>
<h2>Moto Guzzi V7 III: un modello davvero speciale</h2>
<p>Prima di entrare nel dettaglio nella presentazione di questo trofeo così particolare è interessante sottolineare che i motociclisti si sfideranno guidando delle <strong>Moto Guzzi V7 III</strong> Stone allestite con un kit che sarà analogo per tutti i partecipanti.</p>
<p>Questa moto ha un fascino davvero molto particolare ed è considerata una vera e propria istituzione dagli appassionati di questo brand.</p>
<p>La Moto Guzzi V7 III è così denominata in quanto corrisponde alla <strong>terza generazione</strong> delle moto di questo famoso produttore, ed è stata lanciata dal medesimo in corrispondenza di una ricorrenza particolare, ovvero i <strong>cinquant’anni dalla nascita del primo modello</strong>.</p>
<p>Questa moto incarna in modo davvero impeccabile lo spirito tipico del brand Moto Guzzi, sia a livello di prestazioni che di design.</p>
<p>Sul piano tecnico, la Moto Guzzi V7 III è considerata adatta a chi non ha particolare esperienza nella guida sportiva, allo stesso tempo si ritiene che questi modelli riescano a rivelarsi assai divertenti anche per i motociclisti più navigati.</p>
<p>Quanto al design della Moto Guzzi Anniversario (è frequente che questo modello venga denominato anche in questo modo), non si può non rimarcare la particolare <strong>estetica Retrò</strong> che contraddistingue questo modello, un aspetto che non può lasciare indifferenti gli appassionati di moto classiche.</p>
<h2>Le cinque gare del Moto Guzzi Fast Endurance 2019</h2>
<p>Moto Guzzi Fast Endurance è un <strong>evento itinerante</strong> che si articolerà per tutto il 2019, scopriamo subito dunque quali sono le diverse gare in programma.</p>
<p>La sfida inaugurale si terrà il <strong>14 aprile</strong> 2019 presso il il circuito di Varano, ovvero presso l’autodromo Riccardo Paletti, per la seconda sfida sarà invece ospitata dal celebre Autodromo di Vallelunga il <strong>19 maggio</strong>.</p>
<p>La terza sfida avrà luogo in Umbria, esattamente a Magione, presso l’autodromo Mario Umberto Borzacchini, ed è in programma il <strong>23 giugno</strong>, la quarta avrà invece luogo il <strong>1 settembre</strong> ad Adria presso il <a href="https://www.rseitalia.it/adria_ro_1_cir.asp" target="_blank" rel="noopener">circuito di Adria International Raceway</a>, molto noto perché aziende specializzate quali RSE Italia consentono di vivere, sul medesimo, l’emozione di guidare delle splendide “super car”.</p>
<p>L’appuntamento finale si terrà invece il <strong>13 ottobre</strong> a Misano Adriatico, presso il Misano World Circuit Marco Simoncelli.</p>
<h2>Ulteriori informazioni sull’evento</h2>
<p>Come detto le procedure di iscrizione online saranno attive dal prossimo 1 febbraio fino al 31 marzo 2019, ovvero fino a due settimane prima dall’inizio delle gare.</p>
<p>È interessante sottolineare, peraltro, che in fase di effettuazione dell’iscrizione si può scegliere il numero con cui si andrà gareggiare e si può anche dare un nome al proprio team: il trofeo vedrà infatti sfidarsi equipaggi di due piloti, dunque questo speciale evento può essere senz’altro un’opportunità allettante per le coppie di amici che vogliono condividere quest’esperienza.</p>
<p>Sono stati resi noti anche i <strong>costi di iscrizione</strong>: il prezzo è di 1.250 euro per team, di conseguenza la quota per singolo partecipante è di 125 euro per gara; qualora si voglia prendere parte ad un’unica gara piuttosto che all’intero trofeo, per l’iscrizione al singolo evento il costo previsto è di 350 euro a team.</p>
<p>Per qualsiasi altra informazione sull’atteso Moto Guzzi Fast Endurance 2019 è possibile far riferimento al sito Internet ufficiale della Federazione Motociclistica Italiana.</p>
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		<title>La spettacolare Concept X-Mutant C5 delle Officine GP di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2019 14:58:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Factory torinese di Officine GP,  in occasione del Motor Expo di Verona ha mostrato la sua interessante concept x-Mutant C5 frutto del genio del disegnatore italiano Luca Pozzato.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Factory torinese di Officine GP,&nbsp; in occasione del Motor Expo di Verona ha mostrato la sua interessante concept <strong>x-Mutant C5</strong> frutto del genio del disegnatore italiano Luca Pozzato. Il lavoro fatto dal eclettico stilista ha trasformato il brutto anatroccolo, uno scooter crossover X-ADV di Honda,&nbsp; in una vera moto dalle forme spettacolari ed innovative.&nbsp; L&#8217;obiettivo pienamente ragiungo assieme al suo socio nella Officine GP,&nbsp; Santilli, &nbsp; era quella di rompere gli schemi per dettare le nuove tendenze del mercato, dando un calcio alla tradizione ed al conformismo a cui un costruttore come Honda deve sottostare.&nbsp; I più attenti avranno già notato fin dalla scelta del nome una certa assonanza con il mondo comics, soprattutto quello Marvel da dove arriva la congiunzine del nome X-Mutant C5. Da buon appasionati del genere sappiamo che C5 sta per la classe dei Mutanti ed ovviamente la X indica la saga degli X-Men.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="youtube-embed" data-video_id="UHjYtFJPmLQ"><iframe loading="lazy" title="New 2019 Honda X-ADV Debut at EICMA 2018 | 2019 X-ADV X-Mutant C5 First Look" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/UHjYtFJPmLQ?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le modifiche alle parti estetiche sono state ottenute senza modifcare il telaio ed elettronica. La carenatura è stata realizzata in alluminio battuto completamente a mano, come facevano i grandi carrozzieri torinesi del secolo scorso, la vernice speciale è stata realizzata con una texture nelle varie tonalità di grigio. I gruppi ottici sono a led, il manubrio è stato sostituito con semimanubri in lega leggera che vanno a congiungersi su piastre di sterzo ricavate dal pieno come si fa nelle grandi supercar. Il mondo dello sport è rappresentato del cupolino che si ispira al mondo delle corse, lo scarico&nbsp;SC Project, il disegno della sella tipo monoposto, i cerchi OZ da 17” e dettagli chiaramente ispirati al mondo racing come pedane, specchi, paraleve, tendicatena e paracatena dedicati in materiali leggeri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Daniele Amore</strong></p>
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			<media:title type="plain">Novità Moto Archivi | Giornalemotori</media:title>
			<media:description type="html"><![CDATA[Bekijk je favoriete video&#039;s, luister naar de muziek die je leuk vindt, upload originele content en deel alles met vrienden, familie en anderen op YouTube.]]></media:description>
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	</item>
		<item>
		<title>APRILIA:  SX 125 E RX 125, le moto per i giovani più sportivi ed esigenti</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2018/11/02/aprilia-sx-125-e-rx-125-le-moto-per-i-giovani-piu-sportivi-ed-esigenti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=aprilia-sx-125-e-rx-125-le-moto-per-i-giovani-piu-sportivi-ed-esigenti</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2018 17:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa c'è di più bello appagante e desiderabile per un sedicenne se non mettere le ali ai piedi per dare libero sfogo alla sua voglia di libertà. L'Aprilia SX125 ed RX125 rappresenta al meglio questo desiderio. Una moto che ha tutte le carte in regola a partire dall'aspetto estetico, sportivo, dalle grafiche appariscenti, le protezioni in plastica da moto dura e pura, il motore monocilindrico con la testa ben in vista.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2018/11/02/aprilia-sx-125-e-rx-125-le-moto-per-i-giovani-piu-sportivi-ed-esigenti/">APRILIA:  SX 125 E RX 125, le moto per i giovani più sportivi ed esigenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-77773" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/11/small-7-300x200.jpg" alt="small 7" width="300" height="200" title="APRILIA: SX 125 E RX 125, le moto per i giovani più sportivi ed esigenti 357">Cosa c&#8217;è di più bello appagante e desiderabile per un sedicenne se non mettere le ali ai piedi per dare libero sfogo alla sua voglia di libertà. L&#8217;Aprilia SX125 ed RX125 rappresentano al meglio questo desiderio. Due moto che hanno tutte le carte in regola,  a partire dal design, sportivo, dalle grafiche appariscenti ma al contempo eleganti, le protezioni in plastica da moto dura e pura, il motore monocilindrico con la testa ben in vista senza rinunciare ad aspetti funzionali che le rendono perfettamente utilizzabili nei vari ambienti.  Le nuove Aprilia SX e RX si caratterizzano per un perfetto bilanciamento tra stile ed utilità. Belle sono le ruote a raggi con cerchi anodizzati neri, oppure il manubrio a doppia sezione in alluminio anch&#8217;esso anodizzato nero, fino a completarsi con il coperchio paramotore stilizzato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-77774" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/11/small-200x300.jpg" alt="small" width="200" height="300" title="APRILIA: SX 125 E RX 125, le moto per i giovani più sportivi ed esigenti 358"></strong>Dal punto di vista tecnico il motore monocilindrico da 125cc rappresenta la vera anima della nuova Aprilia. Un motore a quattro tempi che rappresenta ciò che di meglio il costruttore italiano sa offrire in termini,  non solo di prestazioni,  ma anche per consumi e piacevolezza di guida.  Questa motorizzazione infatti è già omologata Euro 4 senza sacrificare in nessun modo le prestazioni nel suo complesso.  Pur rispettanto le limitazioni di potenza per questa cilindrata, il motore eroga la sua potenza in modo fluido e corposo, garantendo una certa brillantezza in accelerazione. La ciclistica delle  Aprilia SX ed RX si affida ad un sistema di sospensioni migliorato e ad un nuovo impianto frenante dotato di ABS più potente e meglio modulabile. Il sistema ABS è progettato in collaborazione con Bosch ed è dotato di anti roll-over che agisce sulla ruota anteriore garantendo precisione e controllo nella frenata, inoltre il sistema è in grado di  controllare il sollevamento della ruota posteriore nelle frenate più impegnative. L&#8217;impianto è composto da un disco anteriore di 300 mm per SX con pinza flottante a doppio pistoncino, mentre al posteriore da 220 mm, sempre con pinza flottante. La RX invece  propone invece due dischi wave, da 260 mm anteriore e da 220 mm posteriore.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-77775" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/11/small-6-300x294.jpg" alt="small 6" width="300" height="294" title="APRILIA: SX 125 E RX 125, le moto per i giovani più sportivi ed esigenti 359" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/11/small-6-300x294.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/11/small-6.jpg 490w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il telaio in traliccio a doppia culla di acciaio, porta in dote sospensioni con forcella telescopica a steli rovesciati da 41 mm, con escursione di 240 mm. Al retrotreno, è previsto un lungo forcellone in acciaio per ottimzzare la trazione, con un escorsione di 220 mm. Il monoammortizzatore è collegato al telaio attraverso un leveraggio progressivo. Essendo una tipologia di moto dall&#8217;utilizzo polivalente, le Aprilia SX e RX hanno ruote a raggi con nuovi cerchi anodizzati neri. La differenza sta nel fatto che la Aprilia SX adotta ruote da 17 pollici con canale largo e pneumatici sportivi di sezione generosa da 100/80-17” e 130/70-17” per offrire la massima aderenza in qualsiasi condizione. La vocazione sportiva, non elimina la componente funzionale delle Aprilia SX e RX. Le due moto sono dotate di strumentazione digitale, più compatta, moderna nella grafica e ben leggibile.  Il cruscotto digitale multifunzione è dotato di un comodo diario di viaggio, con la possibilità di visualizzare velocità massima e due odometri parziali che segnalano i chilometri percorsi durante il percorso.  L&#8217; Aprilia SX 125 è disponibile nelle varianti grafiche Red Fun e Black Drift; la RX 125 nella variante grafica Red Fun.</p>
<p><strong>Daniele Amore</strong></p>
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		<title>Come trasportare la nostra moto ovunque?</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2018/10/28/come-trasportare-la-nostra-moto-ovunque/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-trasportare-la-nostra-moto-ovunque</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 18:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La moto, che sia una sportiva, una enduro o una chopper, è sicuramente l’oggetto della passione di tutti i biker. Ogni motociclista, infatti, vede e considera la sua due ruote come un bene speciale, per il senso di libertà che essa trasmette, per l’adrenalina che infonde, per la sensazione di pericolo, ma anche di viaggio, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67464" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/05/2017-05-15_144946.jpg" alt="2017 05 15 144946" width="376" height="278" title="Come trasportare la nostra moto ovunque? 361" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-15_144946.jpg 376w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-15_144946-300x222.jpg 300w" sizes="(max-width: 376px) 100vw, 376px" />La moto, che sia una sportiva, una enduro o una chopper, è sicuramente l’oggetto della passione di tutti i biker. Ogni motociclista, infatti, vede e considera la sua due ruote come un bene speciale, per il senso di libertà che essa trasmette, per l’adrenalina che infonde, per la sensazione di pericolo, ma anche di viaggio, e di panorami speciali che grazie ad essa può ammirare.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto per un motociclista è una passione, un amore viscerale. Ed è con questo stesso sentimento che vuole che venga trattata. Ecco perché allora se devi viaggiare per lunghe distanze, se devi cambiare casa (magari andare a vivere all’estero), o se devi farti consegnare la moto che hai acquistato a distanza, hai bisogno di un servizio di trasporto moto. È importante a questo punto prendere la decisione giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">TRASPORTO MOTO LE ALTERNATIVE</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Trasporto moto fai da te. Questa opzione prevede l’uso di un carrello da agganciare ad una vettura o ad un furgone. Ci sono dunque da considerare alcuni fattori. Il primo è il costo del noleggio di un carrello (nel caso non lo possiedi) e il reperimento di una vettura datata di gancio traino. Dopodiché occorre tenere presente che non è così facile guidare con un carrello al seguito, e i rischi di manovre sbagliate, con eventuali danni alla moto, sono in agguato. Inoltre, devi accertarti di fissarla correttamente al carrello. Ed infine devi guidare fino alla destinazione, e nuovamente preoccuparti di sganciarla e adagiarla a terra.</li>
<li style="text-align: justify;">Trasporto moto in treno o in nave. Se hai immaginato questo tipo di soluzione, probabilmente hai già scoperto che il trasporto moto in treno, offerto da Trenitalia, è stato sospeso già da alcuni anni. Al momento non è dato sapere se tale attività verrà ripristinata. Per quanto riguarda il trasporto moto in nave, vanno senza meno considerati i tempi di attesa, spesso lunghi, e le città di destinazione, non tutte servite da tale mezzo.</li>
<li style="text-align: justify;">Trasporto moto con corrieri tradizionali. Per corrieri tradizionali intendiamo SDA, TNT, ecc. I corrieri tradizionali generalmente prevedono questo iter: va contattata l’assistenza clienti per fissare un appuntamento per la partenza della moto dalla loro filiale (dunque non è previsto alcun tipo di ritiro a domicilio) e si dovrà incaricare una persona che la ritirerà, sempre presso la loro filiale più vicina alla destinazione indicata (che spesso poi così vicina non è). Insomma il servizio esiste, ma non è così comodo e fluido. Altro fattore da valutare è la modalità di trasporto, che generalmente avviene nelle casse e non attraverso specifici sistemi di ancoraggio. È comunque prevista una copertura assicurativa.</li>
<li style="text-align: justify;">Trasporto moto con corrieri specializzati. Sicuramente è il modo più snello ed efficace per spedire una moto. Un corriere specializzato, come <a href="https://trasportomotolowcost.it/" target="_blank" rel="noopener">Trasporto Moto Low Cost</a> o Motohelp, mette a disposizione un servizio di ritiro e consegna a domicilio. La prenotazione avviene velocemente online o telefonicamente. Il trasporto avviene in furgoni appositamente attrezzati con sistemi di ancoraggio specifici, che assicurano stabilità alla moto durante il trasporto. Non dovrai nemmeno preoccuparti di smontare cupolino, bauletto o borse. Il servizio è utilizzabile sia sul territorio italiano che all’estero. È prevista una copertura assicurativa.</li>
</ol>
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			</item>
		<item>
		<title>Test Suzuki SV 650 X &#8211; TER &#8211; L&#8217;evergreen si trasforma in cafè racer</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2018/10/11/test-suzuki-sv-650-x-ter-levergreen-si-trasforma-in-cafe-racer/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=test-suzuki-sv-650-x-ter-levergreen-si-trasforma-in-cafe-racer</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2018 13:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
		<category><![CDATA[sv 650]]></category>
		<category><![CDATA[sv suzuki]]></category>
		<category><![CDATA[valtermoto]]></category>
		<category><![CDATA[xter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La linea SV rappresenta senza alcun dubbio uno degli elementi più rappresentativi della casa giapponese, e ultimamente i ragazzi di Suzuki Motorcycle Italia, hanno deciso di utilizzare la collaudatissima base SV per proporre una cafè racer in edizione limitata con caratteristiche distintive. Inizialmente presentata come versione X (adottante semimanubri e particolari estetici), la nuova SV [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La linea SV rappresenta senza alcun dubbio uno degli elementi più rappresentativi della casa giapponese, e ultimamente i ragazzi di <a href="https://moto.suzuki.it/modelli/785/nuova-sv650xs-ter.aspx" target="_blank" rel="noopener">Suzuki Motorcycle Italia</a>, hanno deciso di utilizzare la collaudatissima base SV per proporre una <strong>cafè racer in edizione limitata</strong> con caratteristiche distintive.<br />
Inizialmente presentata come versione X (adottante semimanubri e particolari estetici), la nuova SV X – TER dimostra un orientamento ancora più marcato allo stile cafè racer.<br />
Dopo aver percorso più di 2400 km in sella alla bicilindrica giapponese, siamo ora in grado di confermare molti dettagli e caratteristiche i quali contribuiscono ed hanno sempre contribuito a rendere la <strong>SV</strong> un vero e proprio <strong>evergreen</strong>.<br />
La recente evoluzione storica del modello in questione ha visto un cambiamento estetico abbastanza netto per il periodo 2009 – 2015, corrispondente al lancio del modello Gladius, per poi tornare verso una linea più classica a partire dal <strong>2016</strong> con la <strong>nuova SV 650</strong>, sulla quale è basata l’edizione limitata X &#8211; TER.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Aspetto e Sensazioni</span></p>
<p style="text-align: justify;">Come già anticipato, la base del modello in test è la piattaforma della naked SV 650, trasformata però sia esteticamente che dal punto di vista dinamico in una vera e propria cafè racer. Il dettaglio che influenza maggiormente quest’ultimo aspetto sono naturalmente i <strong>semimanubri</strong>, che caricano il peso del pilota in avanti rendendo l’impostazione di guida più sportiva in maniera chiaramente avvertibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-77370 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/1.jpg" alt="1" width="1200" height="797" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 374" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/1.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/1-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/1-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/1-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/1-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Le quote di altezza sella (790 mm) e peso (<strong>207 kg</strong>) non si discostano però da quelle delle altre naked entry level attualmente presenti sul mercato, e confermano l’approccio al pubblico generico voluto da Hammamatsu.</p>
<p style="text-align: justify;">I dettagli che differenziano la versione standard dalla X – TER, sigla volutamente associabile al termine “hipster”, sono però molteplici se ci concentriamo  sul lato estetico.<br />
<strong>Sella a cannoncini</strong> e le <strong>bende termiche</strong> applicate sui <strong>collettori</strong> di scarico sono tra gli elementi più distintivi della limited edition X – TER, affiancati da <strong>frecce carbon look, portatarga sportivo e specchietti custom</strong> forniti da <strong>Valtermoto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il classico faro tondo che, come già anticipato nel precedente paragrafo, è tornato ad equipaggiare la linea SV in seguito al sessennio Gladius, si accosta perfettamente al cupolino cafè racer previsto per le versioni X ed X – TER.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77371" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/2.jpg" alt="2" width="797" height="1200" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 375" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/2.jpg 754w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/2-680x1024.jpg 680w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/2-300x452.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/2-696x1049.jpg 696w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Altro elemento che ci fa fare un salto indietro nel tempo, è il <strong>serbatoio</strong> riportante la scritta <strong>“Suzuki”</strong> per esteso, volutamente preferita al moderno logo “S” presente sulle altre moto della casa giapponese.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77372" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/3.jpg" alt="3" width="1200" height="797" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 376" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/3.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/3-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/3-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/3-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/3-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>cruscotto</strong> è “<strong>vecchia scuola</strong>” per l’era digitale, ciononostante racchiude tutte le informazioni necessarie. Il contagiri è disposto orizzontalmente nella parte superiore dello schermo; tachimetro, indicatore di marcia ed orario sono invece mostrati centralmente. Completano le informazioni di guida odometro ed indicatore del livello di benzina, rispettivamente a sinistra ed a destra del cruscotto.<br />
I <strong>due tastini</strong> “SEL” e “ADJ”, posti appena sopra allo schermo, permettono di personalizzare le informazioni visualizzate per quanto riguarda i parametri di odometro e consumo benzina. Essi sono raggiungibili abbastanza facilmente anche durante la guida, è infatti possibile intervenire sui due pulsanti senza necessariamente avere la motocicletta in folle, oppure con cavalletto in posizione, come accade per altri modelli. Per quanto riguarda l’odometro è possibile variare da <strong>chilometraggio</strong> parziale a totale, mentre i <strong>dati relativi ai consumi</strong> riguardano consumo medio, attuale, oppure autonomia residua.<br />
Chiaramente stiamo parlando di un pacchetto abbastanza basico, ma tutto sommato completo ed adatto alla vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77373" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/4.jpg" alt="4" width="1200" height="797" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 377" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/4.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/4-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/4-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/4-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/4-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Motore</span></p>
<p style="text-align: justify;">Il bicilindrico 650 cc equipaggiante la nuova SV è sinonimo di garanzia; la sua storia inizia infatti nel lontano 1999, anno nel quale la prima SV “seiemmezzo” a carburatori fu presentata. Sostanzialmente, tralasciando gli obbligatori adattamenti alle normative antiinquinamento, possiamo parlare di un motore che è stato nel corso degli anni <strong>adattato, ma mai stravolto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77374" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/5.jpg" alt="5" width="1200" height="797" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 378" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/5.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/5-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/5-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/5-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/5-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il motore a <strong>scoppi irregolari</strong> eroga nell’attuale versione <strong>76 cv ad 8.500 giri</strong>, con una coppia massima di 64 Nm ad 8.100 giri. Proprio la coppia è il dato che sorprende maggiormente su strada; a bassi e medi regimi la spinta è davvero niente male!<br />
Personalmente ritengo i dati di coppia e cavalleria sufficienti per la circolazione stradale; potenze più elevate potrebbero infatti mettere in crisi gli utenti più inesperti, anche se solitamente in tali casi i pacchetti elettronici moderni aiutano nella gestione, permettendo anche a neofiti di affrontare potenze che solamente qualche anno fa erano fruibili solamente da piloti di comprovata esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elettronica? No, grazie.</strong> Il pacchetto elettronico della nuova SV è 100% vecchia scuola come lo stile della moto in questione; <strong>niente ride by wire, niente Traction Control, niente mappature.</strong> Essendo abituato all’utilizzo di moto con pacchetti elettronici raffinatissimi, devo ammettere che ogni tanto fa piacere sentire un po’ di scivolamento del posteriore in apertura, nonchè in scalata se si strapazza la moto, considerando l’assenza di frizione antisaltellamento. Onestamente non credo però ci sia effettivo bisogno di elementi come TC e/o mappature, nonostante come già ribadito in precedenza i 76 cv disponibili rappresentino una buona base per potersi divertire su strada.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77375" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/9.jpg" alt="9" width="4608" height="2336" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 379" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/9.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/9-1024x519.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/9-768x389.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/9-300x152.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/9-696x353.jpg 696w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante, con la nuova SV 650, Suzuki ha voluto affiancare due “chicche” elettroniche, dimostrando un progresso anche in tale campo nei confronti delle concorrenti presenti nella categoria delle naked entry level.<br />
Oltre all’<strong>Easy Start System</strong>, che permette l’avvio del motore con un solo tocco del pulsante di accensione, è infatti presente anche il <strong>“Low RPM Assist”</strong>, il quale aiuta nel traffico e nelle situazioni in cui viene utilizzata molto la frizione. Esso consiste in un innalzamento del minimo nel momento del rilascio della leva frizione, impedendo quindi spegnimenti improvvisi che potrebbero capitare ai piloti neofiti in condizioni di stress.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>scarico artigianale doppio tromboncino by Fresco</strong>, oltre a donare un sound pieno ed al limite dell’omologazione, ha una linea che si sposa perfettamente con il concept cafè racer. Devo dire che si sposa perfettamente anche con la mia tuta, dato che il primo giorno ho lasciato sul silenziatore un po’ di pelle bovina.<br />
Ricapitolando, niente mappature, niente quickshifter, insomma la gestione sta tutta nel polso del pilota. La top speed raggiungibile è sopra ai 200 km/h, e la risposta del gas è sempre pronta grazie all’abbondanza di coppia.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Sospensioni ed impianto frenante</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciclisticamente</strong> parlando, l’SV ha fatto <strong>passi da gigante rispetto alle prime serie</strong>; l’attuale forcella telescopica presente sulle versioni X ed X – TER è regolabile nel precarico, così come il monoammortizzatore.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77376" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/6.jpg" alt="6" width="797" height="1200" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 380" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/6.jpg 754w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/6-680x1024.jpg 680w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/6-300x452.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/6-696x1049.jpg 696w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Da sempre la ciclistica ha costituito il tallone di Achille per la naked giapponese, ma per quanto riguarda il nuovo modello, la guida stradale non rappresenta alcun problema. La moto si dimostra infatti non troppo rigida, dunque fruibile praticamente ovunque. Diversamente, se si spinge davvero forte, si tende ad avvertire un discreto pompaggio al posteriore. Non fraintendetemi, ciò non significa che la ciclistica vada in crisi tanto semplicemente, essa si dimostra infatti perfettamente adeguata ad andature tranquille ed allegre. Solo <strong>cercando il limite</strong>, emergono allora i suddetti <strong>vincoli di natura ciclistica</strong>, attribuibili principalmente al comparto posteriore.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77377" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/7.jpg" alt="7" width="2140" height="1605" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 381" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/7.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/7-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/7-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/7-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/7-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/7-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 2140px) 100vw, 2140px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Stesso discorso vale per l’impianto frenante, il quale ha dunque compiuto notevoli progressi rispetto alle prime serie di SV. Il nuovo impianto frenante è costituito anteriormente da un <strong>doppio disco da 290mm morso da pinze Tokico</strong> e posteriormente da un <strong>disco singolo da 240 mm (pinza Nissin)</strong>. Possiamo tranquillamente parlare di un impianto frenante adeguato alle prestazioni della naked (pardon, cafè racer) giapponese. L’ABS è prettamente stradale, tende ad entrare in funzione ad ogni minima perdita di aderenza, ma è necessario riportare come esso possa essere “fregato” in scalata, data la già citata <strong>assenza di frizione antisaltellamento</strong>. Approcciando tornanti a velocità sostenuta e contemporaneamente scalando marce, infatti, il posteriore tende a bloccarsi, ma se poi si cerca di intervenire sulla leva freno posteriore, l’ABS interpreta tale azione come una perdita di aderenza dovuta ad una frenata, aumentando lo spazio di arresto della moto.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Per chi? Dove?</span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso della nuova SV possiamo tranquillamente parlare di concetto di entry level rispettato a pieno; <strong>facile ed intuitiva</strong>, non sorprende in negativo sotto qualsiasi punto di vista.<br />
La SV 650 può essere quindi considerata come adattabile a qualsiasi situazione, a partire dalla città, fino alla montagna. Naturalmente, chi acquista la versione X – TER va incontro da un lato a carattere e personalità, dall’altra sacrifica la comodità di guida di una naked comune, privata in questo caso dai semimanubri che tendono a caricare sull’anteriore la posizone di guida.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77378" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/8.png" alt="8" width="1920" height="1080" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 382" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/8.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/8-1024x576.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/8-768x432.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/8-300x169.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/8-696x392.png 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br />
Il discorso cafè racer, come ormai avrete capito, dona molta personalità in più ad una naked che anche in versione base è in grado di dimostrare la propria identità ed essere quindi riconoscibile ad una linea precisa. In questo caso, semimanubri, scarico dedicato e numerosi particolari estetici attribuiscono un surplus non di poco conto. La domanda da porsi in tal senso è però quella relativa al prezzo;<strong> vale la pena investire qualcosa in più per ottenere le dotazioni tecniche ed estetiche della X – TER?</strong> Considerando che la versione standard (SV 650) viene offerta al pubblico al prezzo di 6.590 €, mentre SV 650 X ed X – TER sono proposte rispettivamente a 6.990 € e <strong>7.390 €</strong>, personalmente opterei per la limited edition X – TER per ovviare alla mancanza di personalità della versione base. In fin dei conti è questione di gusti, ma proprio per andare incontro alle moderne esigenze ed ai ricorrenti ritorni al passato, Suzuki Italia ha intelligentemente scelto di coniugare un proprio best seller in una cafè racer, riuscendoci alla grande.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;">+ Autentica entry level / veste da vera cafè racer</span><br />
<span style="color: #ff0000;">&#8211; Cedevolezza ciclistica se si spinge al limite / Scomodità semimanubri rispetto alla naked</span></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-77379 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/11.png" alt="11" width="608" height="451" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 383" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/11.png 608w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/11-300x223.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/11-485x360.png 485w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/11-265x198.png 265w" sizes="(max-width: 608px) 100vw, 608px" /> <img decoding="async" class="size-full wp-image-77380 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/12.png" alt="12" width="613" height="408" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 384" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/12.png 613w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/12-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 613px) 100vw, 613px" /> <img decoding="async" class="size-full wp-image-77381 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/10/13.png" alt="13" width="608" height="138" title="Test Suzuki SV 650 X - TER - L&#039;evergreen si trasforma in cafè racer 385" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/13.png 608w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/10/13-300x68.png 300w" sizes="(max-width: 608px) 100vw, 608px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2018/10/11/test-suzuki-sv-650-x-ter-levergreen-si-trasforma-in-cafe-racer/">Test Suzuki SV 650 X &#8211; TER &#8211; L&#8217;evergreen si trasforma in cafè racer</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>BMW: Prezzi e dotazioni delle nuove R1250 GS ed R1250 RT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2018 06:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo già parlato nel dettaglio della nuova BMW R1250 GS ed R1250 RT, in questa seconda parte diamo infomazioni circa le versioni ed il listono che i clienti BMW troveranno in concessionaria. In sostanza si tratta di un leggerissimo aumento rispetto alla passata edizione della versione tourer mentre invece ci sarà una variazione più consistente incremento per la crossover.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-77176" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/3984366_2019_p90321774_highres-300x164.jpg" alt="3984366 2019 p90321774 highres" width="300" height="164" title="BMW: Prezzi e dotazioni delle nuove R1250 GS ed R1250 RT 386">Abbiamo già parlato nel dettaglio della nuova BMW R1250 GS ed R1250 RT, in questa seconda parte diamo infomazioni circa le versioni ed il listono che i clienti BMW troveranno in concessionaria. In sostanza si tratta di un leggerissimo aumento rispetto alla passata edizione della versione tourer mentre invece ci sarà una variazione più consistente incremento per la crossover. La GS partirà da 17850 Euro, la RT a 19450 Euro. Per 750 euro in più si può optare per la BMW R 1250 GS HP che comprende la sella Rallye, i cerchi a raggi incrociati anodizzati oro, il becco maggiorato, il manubrio nero, il cavalletto centrale, il parabrezza sport e le pedane enduro oltre che alcuni dettagli in nero.</p>
<p style="text-align: justify">C&#8217;è anche l&#8217;allestimento  <em>Exclusive</em> che  per 450 Euro in più prevede l’anodizzazione e la verniciatura di alcuni particolari e componenti come i cerchi, il motore, il telaio e le pinze freno. Ci sono a disposizione anche pacchetti come “<em>Comfort</em>” che porta il paramani, cromatura collettori di scarico e manopole riscaldabili e controllo della pressione dei pneumatici al costo 600 euro, il pack “<em>touring</em>” che comprende anche le sospensioni ESA di ultima generazione, il cruise control e il sistema keyless a 1.500 euro mentre il “<em>Dynamic</em>” costa 1.150 euro e porta in dote l’ABS pro e il controllo di trazione Pro.</p>
<p style="text-align: justify">Per la BMW R 1250 RT  la cui dotazione di serie prevede invece le nuove luci posteriori Dynamic Brake Light, l’Hill Start Control per le ripartenze in salita, l’ABS Pro, le manopole riscaldabili, il controllo di stabilità ASC e due modalità di guida: Rain e Road.si sarà disponibile l&#8217;allestimento “<em>Sport</em>” con 620 euro in più oppure “<em>Elegance</em>” per 450 euro in più rispetto all&#8217;entry level.  Per la RT il pacchetto “<em>Comfort</em>” costa 900 euro, il “<em>Touring</em>” 1.450 euro ed il “<em>Dynamic</em>” 450 euro. Le nuove BMW R 1250 GS e BMW R 1250 RT arriveranno nei saloni della casa bavarese il 20 ottobre. Per l’occasione i concessionari rimarranno aperti tutto il giorno e i clienti potranno provare le nuove ammiraglie della Casa tedesca.</p>
<p><strong>Daniele Amore</strong></p>
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		<title>BMW R 1250 GS,  Nuovo motore più potente, per un maggiore piacere di guida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2018 08:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo delle moto ci sono delle icone che sembrano immutabili al cospetto del tempo che passa. Ma anche ciò che sembra essere resistente alle innovazioni alla fine deve cedere all'esigenza di cambiare. E' successo alla nuova BMW GS, la cui edizione 2019 aumenta per la prima volta la sua cilindrata.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-77001" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/small-2-e1537518022536.jpg" alt="small 2 e1537518022536" width="500" height="353" title="BMW R 1250 GS, Nuovo motore più potente, per un maggiore piacere di guida 387" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/small-2-e1537518022536.jpg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/small-2-e1537518022536-300x212.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />Nel mondo delle moto ci sono delle icone che sembrano immutabili al cospetto del tempo che passa. Ma anche ciò che sembra essere resistente alle innovazioni alla fine deve cedere all&#8217;esigenza di cambiare. E&#8217; successo alla nuova BMW GS, la cui edizione 2019 aumenta per la prima volta la sua cilindrata. Un cambiamento che porta maggiore potenza, più coppia, il tutto grazie al nuovo motore boxer a fasatura variabile da 1.254 cc. La moto esteticamente non cambia. L&#8217;unica vera variazione si trova nella scelta delle tinte. Unici dettagli rilevanti sono riguardanti  lo scarico è appena più voluminoso per motivi tecnici che andremo ad approfondire.  Il Boxer rimane protagonista dell&#8217;estetica della moto che varia solo nella forma copri-valvole appena smussati.  Le dimensioni vedono una lunghezza di 2.207 mm per una larghezza di  952 mm, un interasse di 1.525 mm, ed un altezza della sella di 850-870 mm, il serbatoio ha una capienza  20 litri, per un peso in ordine di marcia di 249 kg.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-77002" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/small-9-e1537518061338.jpg" alt="small 9 e1537518061338" width="500" height="334" title="BMW R 1250 GS, Nuovo motore più potente, per un maggiore piacere di guida 388" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/small-9-e1537518061338.jpg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/small-9-e1537518061338-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />L&#8217;evoluzione motoristica si è resa necessaria per far fronte alle sempre più stingenti normative in tema ambientale che non risparmiano il mondo delle moto. La BMW GS deve correre al passo con i temi, ed il suo motore relativamente recente, non poteva essere adeguato alle severe norme Euro 5, quindi non restava alternativa che partire da un foglio bianco per il nuovo propulsore. Per il motociclista conservatore sarà un piccolo scotto da pagare, che porterà non solo meno consumi e meno emissioni ma sopratutto una maggiore efficienza che non inficerà a detta dei tecnici BMW sul carattere della moto, che ne guadagnerà in piacere di guida. Nel dettaglio il nuovo motore passa dai  1.170 cc del vecchio modello ai 1.254 cc, ottenuta con un alesaggio di 102,5 per una corsa da 76 mm, per un rapporto di compressione di 12,5:1, con raffreddamento liquido/aria e porta in dote per la prima volta su questo tipo di propulsore la distribuzione bialbero  con quattro valvole per cilindro e fasatura variabile. In particolare il sistema BMW ShiftCam Technology consente una migliore erogazione di coppia ai bassi regimi, rimanendo costante anche salendo di giri. Il sistema agisce sulle valvole di aspirazione grazie alla doppia profilatura dell&#8217;albero a camme. Il variatore funziona grazie a due spine azionate da un attuatore elettrico che si innestano in due binari guida. In questo modo l&#8217;albero varia la posizione a seconda del numero di giri. L&#8217;iniezione è di tipo elettronico con due corpi farfallati da 52 mm, con sensore di battito che permette di utilizzare benzine di un numero di ottani inferiore a 95.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-77004" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/small-18-e1537518116984.jpg" alt="small 18 e1537518116984" width="500" height="353" title="BMW R 1250 GS, Nuovo motore più potente, per un maggiore piacere di guida 389" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/small-18-e1537518116984.jpg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/small-18-e1537518116984-300x212.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />Per migliorare l&#8217;affidabilità ed affinare il rendimento, il circuito di lubrificazione a carter umido è stato potenziato. Anche la distribuzione cambia adottando un comando a catena dentata al posto di quella a rulli.  Il sound classico del bicilindrico BMW è assicurato dal nuovo impianto di scarico, concepito per ottenere le massime prestazioni senza sacrificare il suono tipico del Boxer tedesco. La potenza passa  a 136 CV a 7.750 giri per una coppia di 143 Nm a 6.250 giri.  La ciclistica si compone  del classico telaio in tubi di acciaio a motore portante, con un inclinazione del cannotto di sterzo 27,1°, un&#8217;avancorsa 109 mm e sospensioni anteriore Telelever, mentre al posteriore troviamo un sistema Paralever, entrambi regolabili con un escursione da 190 a 200 mm.  La trasmissione finale è ad albero con frizione multidisco a bagno d’olio, il cambio è a 6 rapporti con comando idraulico. L&#8217;impianto frenante porta all&#8217;anteriore due dischi da 305 mm con pinze a 4 pistoncini, mentre al post un disco da 276 mm con pinza a 2 pistoncini dotato di ABS di serie.  Gli pneumatici hanno misure all&#8217;anteriore di 120/70-R19 mentre al posteriore di 170/60 R17.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-77005" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/small-8-e1537518148714.jpg" alt="small 8 e1537518148714" width="500" height="334" title="BMW R 1250 GS, Nuovo motore più potente, per un maggiore piacere di guida 390" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/small-8-e1537518148714.jpg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/small-8-e1537518148714-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />Come accade ormai di consuetudine anche la nuova R 1250 GS adotta un&#8217;elettronica, che consente di avere due Riding Mode gestibili dal pilota, Controllo di trazione,  ed Hill Start control per una più facile partenza in condizioni difficili come la salita. La nuova R 1250 GS è disponibile in tre allestimenti. Si parte dallo standard, disponibile in azzurro o grigio, poi l&#8217; HP con i colori tipici di BMW Motorsport, cerchi a raggi ed altri dettagli sportivi, ed infine l&#8217;Exclusive, con finiture gialle in contrasto con il nero della carrozzeria,  le luci a led e la strumentazione con funzione Connectivity sono di serie. A pagamento si può avere anche altri sistemi come il Riding Modes Pro, l’ABS Pro, il Dynamic Traction Control, l’Hill Start Control Pro, L&#8217;Intelligent Emergency Call, il nuovo Dynamic Brake Assist, un sistema che agisce sulla gestione elettronica del motore e riducendo la coppia sulla ruota posteriore, per evitare gli interventi accidentali sull’acceleratore in fase di frenata. I colori disponibili sono il bianco, azzurro, nero, grigio.  La BMW R 1250 sarà disponibile anche in versione stradale turismo con la sigla RT.  I prezzi non sono stati ancora comunicati, bisognerà attendere quindi l&#8217;arrivo sul mercato per capire la cifra necessaria per mettere in garage la nuova BMW R1250 GS.</p>
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		<title>Moto Guzzi: Nuova V85 TT, che sta per TuttoTerreno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2018 18:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allo scorso EICMA abbiamo potuto raccontarvi della Moto Guzzi la V85 Concept. Non c'era occasione migliore della Open House per gli appassionati del marchio per presentare in anteprima al versione definitiva, la Moto Guzzi V85 TT che sta per TuttoTerreno. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-76857" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_6-e1536775669300.jpeg" alt="Moto Guzzi V85 TT 6 e1536775669300" width="500" height="375" title="Moto Guzzi: Nuova V85 TT, che sta per TuttoTerreno 410" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_6-e1536775669300.jpeg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_6-e1536775669300-300x225.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_6-e1536775669300-265x198.jpeg 265w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />Allo scorso EICMA abbiamo potuto raccontarvi della Moto Guzzi la V85 Concept. Non c&#8217;era occasione migliore della Open House per gli appassionati del marchio per presentare in anteprima al versione definitiva, la Moto Guzzi V85 TT che sta per TuttoTerreno. Una sigla quella della doppia TT scelta dalla foltissima comunità di appassionati della casa italiana.  Con questa moto la Moto Guzzi entra di diritto a pieno titolo nella categoria delle enduro bicilindriche enduro con un aspetto particolarmente votato all&#8217; off road per i clienti dall&#8217;anima più avventuristica.  Il design si differenzia veramente poco rispetto al prototipo di partenza. La strumentazione è stata collocata su una più classica struttura solidale con il telaio,  si è voluto sacrificare lo stile per ottenere una maggiore manovrabilità dello essendo in questo modo più leggero.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-76858" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_5-e1536775701502.jpeg" alt="Moto Guzzi V85 TT 5 e1536775701502" width="500" height="375" title="Moto Guzzi: Nuova V85 TT, che sta per TuttoTerreno 411" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_5-e1536775701502.jpeg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_5-e1536775701502-300x225.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_5-e1536775701502-265x198.jpeg 265w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />Si potrebbe dire,  al di là del puro stile duro e puro da Dakarista che la V85 TT è più una crossover. La moto italiana può essere anche una comoda bicilindrica adatta anche al viaggio in due grazie alla posizione sella da terra non troppo alta. Anche la ciclistica si adatta tranquillamente alla guida turistica grazie alle ruote a raggi con dimensioni e tipologia che si adattano sia all&#8217;asfalto che sulla terra leggera. Infatti all&#8217;anteriore troviamo la misura da 19 pollici mentre al posteriore c&#8217;è la ruota da diametro 17. Le sospensioni hanno un ampia gamma di regolazioni.  Nel dettaglio all&#8217;anteriore troviamo una forcella a steli rovesciati, mentre al posteriore mono-ammortizzatore con forcellone asimmetrico, il tutto ancorato ad un telaio completamente nuovo.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-76859" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_3-e1536775731437.jpeg" alt="Moto Guzzi V85 TT 3 e1536775731437" width="500" height="375" title="Moto Guzzi: Nuova V85 TT, che sta per TuttoTerreno 412" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_3-e1536775731437.jpeg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_3-e1536775731437-300x225.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Moto-Guzzi_V85_TT_3-e1536775731437-265x198.jpeg 265w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />In particolare quest&#8217;ultimo ha struttura in acciaio, ed è stato progettato intorno al motore bicilindrico a V,  anche questo,  pur mantenendo la sua classica architettura tanto cara agli appassionati della casa,  completamente riprogettato. Il nuovo propulsore è un 850cc  che sviluppa la potenza di 80 CV con una generosa coppia disponibile soprattutto ai regimi medio bassi, a vantaggio di una eccellente guidabilità.  Questo motore è il primo di una intera famiglia di propulsori che andranno ad equipaggiare i futuri modelli della Moto Guzzi variando nelle specifiche di potenza e coppia in base alle esigenze.  La sicurezza infine è garantita da un impianto frenante a tre freni a disco. La V85 TT offre anche la possibilità al motociclista di adottare varie modalità di guida, e dispone anche di un sistema cruise control molto utile per i lunghi trasferimenti in autostrada.</p>
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		<title>Test Triumph Street Triple 765 RS &#8211; La regina delle naked intermedie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 07:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[765]]></category>
		<category><![CDATA[Moto2]]></category>
		<category><![CDATA[streettriple]]></category>
		<category><![CDATA[streettriplers]]></category>
		<category><![CDATA[triumph]]></category>
		<category><![CDATA[triumphstreettriple]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uscendo per un attimo dagli imparziali ed oggettivi canoni del classico tester, devo ammettere che dal momento in cui mi è stato comunicato che avrei avuto occasione di testare la nuova Street Triple, è subentrata anche un pizzico di curiosità personale in qualità di accanito sostenitore del tre cilindri di Hinckley. Bando alle ciance, partiamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Uscendo per un attimo dagli imparziali ed oggettivi canoni del classico tester, devo ammettere che dal momento in cui mi è stato comunicato che avrei avuto occasione di testare la <strong>nuova Street Tripl</strong>e, è subentrata anche un pizzico di curiosità personale in qualità di accanito sostenitore del tre cilindri di Hinckley.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bando alle ciance, partiamo dunque con le aspettative altissime che proprio la naked inglese in questione ha dovuto attendere, in un settore ormai ricco di alternative valide ed allo stesso tempo convincenti dal punto di vista economico.<br>Da sempre, la gamma Street ha rappresentato un gradino in più in tutti i sensi rispetto alle dirette concorrenti, sia in senso qualitativo, che in termini di prezzo finale. Proprio per questo motivo, la 3 cilindri inglese è stata <strong>presentata con l’intento di confermare il proprio ruolo di regina</strong> nella classe intermedia delle scarenate.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1000" height="664" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/1.jpg" alt="1" class="wp-image-76651" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 413" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/1.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/1-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/1-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/1-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Street Triple si è voluta rilanciare senza strafare, senza dunque andare ad intaccare brutalmente (aggettivo scelto in maniera esplicita) i propri canoni, ma mettendo a disposizione un <strong>pacchetto che definirei quasi inarrivabile</strong> attualmente per completezza e solidità.<br>Le basi di tale pacchetto sono costituite dall’ormai iper-collaudato 675cc 3 cilindri made in Hinckley, e dalla linea tipicamente Streetfighter, evoluti ed adattati chiaramente per poter fronteggiare le esigenze attuali.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Aspetto e Sensazioni</span></strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimanendo in tema linea, appare evidente il non volersi discostare dal <strong>doppio faro</strong> caratterizzante da sempre la gamma Street, il quale però dal 2013 si è evoluto in uno schiacciato e non più tondeggiante elemento iconico della naked inglese.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="664" height="1000" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/2.jpg" alt="2" class="wp-image-76652" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 414" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/2.jpg 664w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/2-300x452.jpg 300w" sizes="(max-width: 664px) 100vw, 664px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Saranno la <strong>colorazione grigio antracite</strong>, il <strong>codino monoposto</strong> e l’accuratezza dei <strong>dettagli della versione RS</strong>, ma la nuova Street Triple <strong>trasuda personalità</strong> da tutti i pori. La distinzione da qualsiasi modello giapponese è immediatamente identificabile, e proprio perché continua a convincere, la linea in generale è stata aggiornata, ma mai stravolta nel corso degli anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A conferma del concetto di personalità appena citato, è necessario tirare in ballo gli stupendi specchietti posti alle estremità del manubrio, i quali si sposano perfettamente col concetto di aggressività e sportività della Street Triple.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Posizione di guida e seduta</strong> sono da <strong>naked dura e pura</strong>, volte più alla guida sportiva che al comfort. Ciononostante, il peso decisamente contenuto (<strong>solo 166 kg a secco!</strong>), rende la Street una moto perfettamente adattabile anche ad una gran fetta di pubblico di statura e corporatura non troppo elevati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovissimo <strong>schermo TFT da 5 pollic</strong>i è una vera e propria chicca; per la versione RS sono disponibili addirittura ben sei distinti stili e design di contagiri, tachimetro ed altre informazioni mostrate dallo schermo stesso. In questo modo, ogni utente può rendersi conto di quale configurazione sia la più adatta alle proprie esigenze ed alle situazioni in cui ci si trova (esempio: pista? = Strumentazione più minimale possibile).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="1000" height="664" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/3.jpg" alt="3" class="wp-image-76653" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 415" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/3.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/3-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/3-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/3-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contenuto mostrato sullo schermo è inoltre <strong>completo e variegato</strong>, spaziando da dati relativi ai consumi (attuali e medi) e statistiche inerenti al chilometraggio, fino a cronometro ed informazioni relative ai parametri delle varie mappature. La retroilluminazione è regolabile tramite il menù principale in maniera semplice e rapida, anche se consiglio vivamente di lasciare le impostazioni di default, le quali consentono l’autoregolazione della stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>comandi</strong> sono<strong> intuitivi e facili da raggiungere anche durante la guida</strong>, cosa non di poco conto considerando che molte altre moto moderne ed adottanti pacchetti elettronici di livello sempre più eccelso, si rivelano spesso essere non immediatamente user-friendly in termini di variazioni interne ai pacchetti stessi durante la guida. Tramite il pad posto sul blocchetto sinistro si possono scegliere infatti le informazioni da mostrare nella parte inferiore dello schermo TFT, mentre con il tastino Menù posto sul blocchetto destro si possono personalizzare tutte le informazioni elettroniche ed estetiche dello schermo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Motore</span></strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Passando al motore, come già accennato in precedenza, è bene precisare che si tratti ancora una volta di una (decisa) <strong>evoluzione del vecchio 675 cc</strong> equipaggiante la supersportiva <strong>Daytona</strong>. A proposito, cara Triumph, stiamo tutti aspettando con ansia il ritorno della Daytona (attualmente fuori produzione) nella classe delle supersportive intermedie, categoria la quale sembra promettere bene per le prossime evoluzioni che ci si aspetta a breve-medio termine.<br>Il principale motivo di orgoglio del propulsore della nuova Street è un concentrato di sportività e prestigio, donato soprattutto dal fatto che proprio il motore in questione sarà la <strong>base per la classe Moto2 del motomondiale</strong>, la quale dopo 8 anni di esclusiva Honda (CBR 600RR come unico motore), passerà al 3 cilindri inglese a partire dal <strong>2019</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="1000" height="664" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/4.jpg" alt="4" class="wp-image-76654" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 416" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/4.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/4-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/4-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/4-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>765 cc</strong> adottato dalla Street Triple RS raggiunge la potenza massima di <strong>123 cv</strong> e sprigiona <strong>77 Nm di coppia a 10800 giri</strong>, ciò significa 13 % in più di coppia rispetto alla precedente 675.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche motoristicamente, la versione RS si dimostra nettamente <strong>superiore rispetto alle più basiche S ed R</strong> (rispettivamente 113 e 118 cv), le quali hanno inoltre differenze inerenti al picco di coppia, posto a regimi inferiori rispetto alla RS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur avendo l’impianto di scarico completamente originale, il risultato in termini di <strong>sound</strong> è <strong>a dir poco libidinoso</strong>; oserei definire a tre facce proprio come i cilindri del 765 Triumph.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Inconfondibile “fischio” made in Hinckley ai bassi regimi</li>



<li>Sound più pieno e cupo ai medi</li>



<li>Urlo quasi come un 4 in linea agli alti regimi</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il motore spinge SEMPRE</strong>, la coppia è distribuita in maniera ottimale e permette dunque di gestire le cambiate a piacere; più volte mi sono trovato a snocciolare marce consecutivamente anche non spingendo oltre i 6-7 mila giri, trovando però sempre una <strong>spinta convincente</strong>. Il limitatore è posto sopra ai 12mila giri, ma il tre cilindri come precedentemente accennato non ha bisogno di essere necessariamente tenuto ad alti regimi per esprimere il meglio di sé su strada. I <strong>123 cv sono comunque ottimamente gestiti</strong>, e le doti velocistiche della Street non sono per niente male; la top speed è infatti superiore a 250 km/h!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambio è generalmente morbido e fluido, con prima e seconda marcia accorciate rispetto al precedente modello, prediligendo dunque accelerazione e coppia ai bassi regimi.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1136" height="639" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/5.jpg" alt="5" class="wp-image-76655" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 417" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/5.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/5-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/5-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/5-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 1136px) 100vw, 1136px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Il <strong>quickshifter</strong> (optional per versioni S ed R, di serie su RS) è di tipo <strong>piuttosto sportiv</strong>o; a differenza di altri cambi elettronici più stradali da me provati in precedenza. È quindi necessario salire un po’ di giri per poter essere sicuri al 100% di non incorrere in indesiderate sfollate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passando al comparto elettronico, la Street si dimostra decisamente all’ avanguardia, offrendo ben <strong>5 distinte mappature (Road, Sport, Rain, Track, Rider</strong>) le quali possono come già riferito in precedenza essere agevolmente cambiate anche in marcia. I <strong>parametri</strong> sui quali le mappature intervengono sono i livelli di <strong>Traction Control, ABS, e risposta del gas</strong> (ride by wire, ovviamente).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va specificato che tramite il menù principale, è possibile <strong>intervenire sui singoli valori di ogni mappatura</strong>, decidendo i livelli di invasività di TC e la dolcezza del comando del gas nell’erogazione, oltre alla possibilità di disattivazione dell’ABS. La mappatura “Rider” è invece stata appositamente creata per essere personalizzata dall’utente e quindi essere affiancata dalle altre 4 mappature standard, le quali personalmente consiglio lasciare come da default, concentrandosi dunque su possibili sperimentazioni tramite l’apposita mappa Rider.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il traction control è in generale poco invasivo se settato su livelli intermedi, ma riesco allo stesso tempo a dare gran fiducia al pilota. Ad esempio, in una giornata piovosa basta switchare sulla mappatura rain per avere una buona iniezione di fiducia e sicurezza.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Sospensioni ed Impianto frenante</span></strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggera (solo 166 kg), decisa ed ultra-precisa; ecco le tre caratteristiche base della Street Triple.<br>Rigida, ma non troppo (per capirci non ai livelli estremi della diretta concorrente <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/12/03/test-mv-agusta-brutale-800-efficace-curatissima/">Brutale, che abbiamo provato lo scorso anno</a>), la naked inglese è in grado di fornire un <strong>ottimo feeling nella guida stradal</strong>e; anche strapazzandola dimostra una solidità davvero eccellente. A tal proposito emerge sicuramente un possibile confronto con la stragrande maggioranza delle rivali di categoria (soprattutto riferendosi alle naked nipponiche), le quali tendono a “cedere” e mostrare i propri limiti ciclistici se sottoposte a stili di guida prettamente sportivi, dimostrandosi d’altro canto più fruibili per andature più tranquille.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ciclisticamente</strong> ed in termini di impianto frenante, la versione top di gamma RS ha davvero fatto <strong>passi da gigante</strong>, con un pacchetto da far invidia a qualche più blasonata autentica supersportiva. La Street è infatti equipaggiata anteriormente con forcella<strong> Showa Big Piston</strong> da 41 mm di diametro (regolabili in precarico, estensione e compressione), mentre il monoammortizzatore è il super-performante ed anch’esso interamente regolabile <strong>Öhlins STX40</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1000" height="664" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/6.jpg" alt="6" class="wp-image-76656" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 418" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/6.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/6-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/6-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/6-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tralasciando i dati tecnici e concentrandoci invece sulle sensazioni provate su strada, va detto che <strong>raramente ho avuto occasione di provare moto tanto affilate e precise</strong>, a partire dal misto stretto, sino alle successioni di curve a raggio più ampio, territorio di caccia preferito della Street e nel quale è capace di staccare anche le più moderne ed evolute supersportive.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1000" height="664" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/9.jpg" alt="9" class="wp-image-76657" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 419" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/9.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/9-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/9-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/9-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anteriormente la Street è frenata da una pregiata da p<strong>inze monoblocco radiali Brembo M50 a 4 pistoncini</strong> accompagnate da due dischi del diametro di 310mm, mentre posteriormente da una pinza Brembo a pistoncino singolo con singolo disco da 220mm. Inutile dire che l’impianto frenante 100% Brembo completa la dotazione tecnica e sportiva della Street Triple RS, rendendo ancora una volta chiara la superiorità della naked inglese rispetto alle rivali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le coperture <strong>Pirelli Supercorsa</strong> (Ant 120/70 ZR 17, Post 180/55 ZR 17) presenti di serie ancora una volta sulla sola versione RS, confermano l’<strong>indole sportiva</strong> della Street Triple, e pur non essendo conosciute come le gomme più durature (soprattutto se consideriamo un utilizzo estivo ed allo stesso tempo sportivo), sono la miglior soluzione per chi predilige le sparate ed una condotta di guida allegra e, perché no, anche qualche giornata in pista. Per quanto riguarda l’utilizzo stradale, è necessario assicurarsi che le Supercorsa raggiungano la temperatura di esercizio prima di iniziare a tirare, ma avendo avuto occasione di testare la Street Triple per il mese di luglio, le temperature si sono rivelate tutt’altro che problematiche, sposando quindi perfettamente l’habitat naturale delle Supercorsa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="664" height="1000" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/7.jpg" alt="7" class="wp-image-76658" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 420" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/7.jpg 664w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/7-300x452.jpg 300w" sizes="(max-width: 664px) 100vw, 664px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em><span style="color: #0000ff;">Per Chi ? Dove ?</span></em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un po’ come la storia del Dottor Jekyll e Mr. Hyde, la Street Triple è decisamente definibile (in termini positivi, naturalmente) come <strong>double-face</strong>; facile e fruibile se gestita in maniera pacata, ma allo stesso tempo impegnativa ed incazzata se tirata a dovere. Tale considerazione incorona a mio avviso la Street Triple come <strong>“arma letale” per un utilizzo sportivo in strada</strong>; grazie alla cavalleria presente e soprattutto all’abbondanza di coppia a tutti i regimi, gli errori a cui potrebbero incorrere i neofiti vengono perdonati dalla generosità motoristica della naked inglese, che a sua volta però non delude mai se finisce sotto mani esperte.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1000" height="664" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/8.jpg" alt="8" class="wp-image-76659" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 421" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/8.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/8-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/8-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/8-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Onestamente <strong>non la consiglierei come prima moto</strong>, ma allo stesso tempo, grazie alla completezza di pacchetto elettronico e sicurezza in generale, tale scelta non rappresenterebbe comunque uno scellerato azzardo. Il rischio principale in tal senso sarebbe forse quello di non riuscire a sfruttare pienamente le caratteristiche di un mezzo tanto raffinato e preciso, ma d’altro canto ciò è proprio quello che accade al 90% degli acquirenti di sportive 1000 di ultima generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come già riportato nella sezione precedente, la pista è una buona possibilità per dare sfogo alle caratteristiche racing della Street, tant’è che proprio la versione RS in questione comprende elementi accessori e caratteristiche costruttive <strong>orientate allo stesso tempo ad un utilizzo stradale e pistaiolo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un <strong>prezzo base di 11.800 € (RS)</strong> / 10.400 € (R) / 9.100 € (S), la linea Street Triple intende differenziarsi in maniera concreta.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="822" height="777" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/Comparison-Streets.jpg" alt="Comparison Streets" class="wp-image-76660" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 422" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Comparison-Streets.jpg 822w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Comparison-Streets-768x726.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Comparison-Streets-300x284.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/Comparison-Streets-696x658.jpg 696w" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il catalogo di optional ufficiali Triumph è ricco e variegato, spazia infatti da numerose modifiche estetiche e volte all’ambito touring, sino al silenziatore nato dalla collaborazione con Arrow (745 €).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi <strong>risultati relativi alle vendite</strong> confermano la grande mossa di Triumph in questo settore e non a sorpresa la <strong>versione più apprezzata è proprio la R</strong>S. In fin dei conti, infatti, la versione S è un upgrade sensibile della vecchia 675cc, mentre le versioni R ed RS si sono mosse decisamente verso un passo in avanti più deciso, pur non snaturando il concept di base della naked inglese. In poche parole, quello che Triumph è riuscita a fare tramite la commercializzazione della Street Triple RS è riuscita a fare è stato “<strong>alzare l’asticella un po’ più in su”</strong>, offrendo una serie di peculiarità ed elementi interessanti per distanziare il proprio modello dai diretti concorrenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="color: #008000;">Pregi: Coppia a non finire /Leggerissima/ Pacchetto elettronico completo</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="color: #ff0000;">Difetti: Vibrazioni pedane a medi regimi</span></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration: underline;">Scheda Tecnica</span></strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1136" height="700" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/scheda1.jpg" alt="scheda1" class="wp-image-76662" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 423" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda1.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda1-1024x631.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda1-768x473.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda1-300x185.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda1-696x429.jpg 696w" sizes="(max-width: 1136px) 100vw, 1136px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1136" height="778" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/scheda2.jpg" alt="scheda2" class="wp-image-76663" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 424" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda2.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda2-1024x701.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda2-768x526.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda2-300x205.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda2-696x477.jpg 696w" sizes="(max-width: 1136px) 100vw, 1136px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1141" height="569" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/09/scheda3.jpg" alt="scheda3" class="wp-image-76664" title="Test Triumph Street Triple 765 RS - La regina delle naked intermedie 425" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda3.jpg 1141w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda3-1024x511.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda3-768x383.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda3-300x150.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/09/scheda3-696x347.jpg 696w" sizes="(max-width: 1141px) 100vw, 1141px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Test BMW G 310 R &#8211; La piccola naked BMW agile e poco assetata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2018 07:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[bmw g310r]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nata dalla collaborazione col colosso indiano TVS, la BMW G310R è il primo modello BMW con cilindrata inferiore a 500cc dell´epoca moderna. Provando spesso moto di cilindrata e dimensioni importanti, è facile snobbare le piccole 300, ma proprio il settore delle 300 si sta rendendo sempre più interessante e ricco di proposte. Lanciata nel 2016 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nata dalla <strong>collaborazione col colosso indiano TVS</strong>, la BMW G310R è il primo modello BMW con cilindrata inferiore a 500cc dell´epoca moderna. Provando spesso moto di cilindrata e dimensioni importanti, è facile snobbare le piccole 300, ma proprio il settore delle 300 si sta rendendo sempre più interessante e ricco di proposte. Lanciata nel 2016 in Europa, la 310 si sta preparando a sbarcare anche in India, mercato nel quale può certamente puntare ad ottenere eccellenti risultati in termini di unità immatricolate.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74356 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/DSC_0340.jpg" alt="DSC 0340" width="1000" height="664" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 436" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0340.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0340-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0340-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0340-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="text-align: justify">Dopo aver percorso circa 1300 km in sella alla piccola bavarese, è quindi arrivato il momento di tirare le somme; le aspettative sono state pienamente rispettate a conferma del fatto che <strong>non servono 200 cavalli per divertirsi su strada</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Aspetto e Sensazioni</span></p>
<p style="text-align: justify">La moto in questione, appartenente alla categoria Roadster, si ispira alle <strong>linee della sorella maggiore S 1000 R</strong>, accogliendo sin da subito il pilota con una posizione di guida non estrema, ma comunque adatta alla guida in strada senza particolari problemi. Si tratta dunque della tipica posizione di guida naked, la quale considerata assieme al <strong>peso contenuto</strong> (<strong>158,5 kg</strong> in ordine di marcia) ed alla <strong>sella</strong> particolarmente bassa (<strong>785mm</strong>) rende la 310 un mezzo estremamente agile e versatile. A proposito di selle, il ricco catalogo di optional BMW Motorrad offre due ulteriori possibilità di personalizzazione ed adattamento della moto con le selle da 770mm e 880mm.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-74357" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/DSC_0352.jpg" alt="DSC 0352" width="1000" height="664" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 437" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0352.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0352-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0352-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0352-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Linee snelle e pulite</strong> la rendono appetibile anche per il pubblico desiderante l´aspetto sportività, e talvolta (complice la tradizione BMW delle cilindrate elevate) è facile scambiarla con mezzi più prestazionali. L’<strong>accuratezza dei dettagli</strong> è quella tipicamente BMW, anche se certamente non è all´altezza di altri modelli della gamma. Ad ogni modo si capisce che c’è lo zampino BMW di mezzo, ovvero la collaborazione con gli indiani di TVS è una vera collaborazione entro determinati termini, non un banale outsourcing della produzione senza successivamente occuparsi della cura dei dettagli del prodotto finito.</p>
<p style="text-align: justify">Completano la dotazione estetica i <strong>cerchi a cinque razze in lega di alluminio</strong>, perfettamente abbinati alla linea della piccola naked.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>display</strong> rispecchia perfettamente la semplicità della moto, offrendo comunque una<strong> quantità di dati interessante</strong>. Particolarmente utili sono le indicazioni relative ai consumi (attuale e medio), elemento di spicco considerando l’economicità della 310. Il contagiri digitale occupa orizzontalmente la parte inferiore dello schermo, mentre la spia del raggiungimento del limitatore di trova sulla destra del display. Da sottolineare inoltre la funzionalità rilevante dell´<strong>indicatore di marcia</strong>, mostrato a destra del tachimetro digitale. Per poter cambiare le informazioni mostrate sul display (includenti chilometraggio,chilometraggio parziale,dati relativi ai consumi, ora e data ecc.) è necessario premere il pulsantino posizionato inferiormente sulla sinistra, ma si tratta di un´operazione non estremamente agevole da compiere durante la guida, in quanto la posizione del tastino non è accessibilissima.<img decoding="async" class="size-full wp-image-74366 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/vlcsnap-2018-05-10-15h58m45s116.png" alt="vlcsnap 2018 05 10 15h58m45s116" width="1920" height="1090" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 438" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/vlcsnap-2018-05-10-15h58m45s116.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/vlcsnap-2018-05-10-15h58m45s116-1024x581.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/vlcsnap-2018-05-10-15h58m45s116-768x436.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/vlcsnap-2018-05-10-15h58m45s116-300x170.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/vlcsnap-2018-05-10-15h58m45s116-696x395.png 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Motore</span></p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>monocilindrico da 313cc</strong> equipaggiante la G310R è sincero e facile, ma pecca di personalità. I <strong>34 cv (25 kw)</strong> espressi e la coppia massima di 28 nm a 7500 giri sono sufficienti per la circolazione stradale e  comunque abbastanza per divertirsi, ma onestamente non riesco a comprendere il motivo per cui non ci sia spinti verso il limite dei 35 kw consentiti dalla patente A2, i quali sicuramente avrebbero aggiunto un po´ di sostanza e divertimento. Se si parla di differenze di cavalleria inerenti a mezzi con potenze importanti, variazioni risicate non sono così percettibili, ma in questo caso gli ipotetici 14 cv aggiuntivi potrebbero fornire una motivazione extra per scegliere la G 310 piuttosto che mezzi concorrenti, la maggioranza dei quali si posiziona esattamente a ridosso del limite dei 35 kw della patente A2, conseguibile a 18 anni.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74359 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/DSC_0353.jpg" alt="DSC 0353" width="1000" height="664" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 439" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0353.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0353-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0353-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0353-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="text-align: justify">Il mono in questione è quindi <strong>facilmente domabile e non brusco come altri motori monocilindric</strong>i. Tuttavia, il motore presenta lo svantaggio (in termini di comfort) della stragrande maggioranza dei monocilindrici, ovvero quello legato alla fastidiosità delle <strong>vibrazioni</strong>. Queste ultime sono avvertibili su pedane e manubrio attorno ai 4500 giri e dagli 8500 giri in su. Tuttavia, nonostante le vibrazioni la G310R ed il suo motore non esuberante rappresenta un ottimo mezzo per neofiti; il mono &#8220;frulla&#8221; gradualmente e senza strattoni, la curva di <strong>coppia</strong> e´<strong> piuttosto costante ed omogenea</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il sound a bassi e medi regimi non entusiasma, ma se si spinge il contagiri a ridosso del limitatore posto sopra ai 10mila giri, la musica cambia radicalmente; quello che prima potrebbe sembrare un mesto 4t di piccola cilindrata, urla quasi come un 4 in linea. Naturalmente il sound non eccelso della G310R è fortemente condizionato dalle normative antinquinamento Euro4, le quali hanno costretto BMW ad adottare un grosso silenziatore in acciaio inox, posto sul lato destro della moto.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74360 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/DSC_0377.jpg" alt="DSC 0377" width="1000" height="664" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 440" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0377.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0377-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0377-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0377-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="text-align: justify">La velocità massima raggiungibile supera di poco i 150 km/h, ma dai 120 km/h in su la spinta della 310 non è più così convinta. Ciò è dovuto sia alla rapportatura piuttosto corta, sia alle caratteristiche motoristiche del monocilindrico 313cc, il quale predilige la spinta a bassi e medi regimi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Elettronica? No, grazie.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Dato la 310 non sviluppa potenze disumane, ma anche per mirare al contenimento dei costi e di conseguenza del prezzo finale, la dotazione elettronica della G 310 R è praticamente inesistente. La scelta è condivisibile e rispecchia le caratteristiche della diretta concorrenza, ma oggigiorno sembra comunque strano poter guidare motociclette libere dalle redini di dispositivi elettronici.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Ciclistica ed impianto frenante</span></p>
<p style="text-align: justify">Ciclisticamente la G 310 è adeguata alla propria semplicità; la <strong>forcella a steli rovesciati del diametro di 41mm</strong> non è regolabile sotto nessun aspetto, mentre il<strong> monoammortizzatore è settabile in termini di precarico</strong> per poter adattare la piccola naked bavarese ad eventuali passeggeri o bagagli. In generale, si può notare una generale morbidità del pacchetto ciclistico, la quale comporta naturalmente sia svantaggi che vantaggi per diverse tipologie di utenti.</p>
<p style="text-align: justify">Nella guida cittadina, ciò rappresenta un grande punto a favore; è infatti possibile scivolare tra il traffico e copiare le asperità del terreno in scioltezza. D’altro canto, se si sceglie di adottare una condotta di guida sportiva, emergono piuttosto in fretta i limiti ciclistici. Nelle staccate più potenti, la forcella anteriore tende ad affondare abbastanza evidentemente, non garantendo il sostegno che un utente sportivo spesso desidera. Ciononostante, anche se lanciata in curvoni veloci in quinta piena, la <strong>stabilità</strong> della G310 R è disarmante. La morbidità percepibile all’anteriore è quindi un problema che si presenta nelle staccate più violente, non andando ad intaccare la stabilità generale del mezzo.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74361 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/DSC_0370.jpg" alt="DSC 0370" width="664" height="1000" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 441" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0370.jpg 664w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/DSC_0370-300x452.jpg 300w" sizes="(max-width: 664px) 100vw, 664px" /></p>
<p style="text-align: justify">L’<strong>impianto frenante ByBre (Brembo)</strong> è composto anteriormente da un disco singolo (300 mm) morso da pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini, posteriormente da un disco singolo (240 mm) e pinza flottante monopistoncino. Naturalmente si tratta di un impianto frenante equilibrato e proporzionato alle prestazioni della 310, ma all’anteriore pecca un po’ di modulabilità, mentre per quanto riguarda il pedale del freno posteriore personalmente rivedrei posizionamento e distanza dalla pedana.</p>
<p style="text-align: justify">La generale stabilità della piccola bavarese è anche condizionata dalla scelta delle dimensioni degli pneumatici; grazie alle <strong>Michelin Pilot Street Radial</strong> nelle misure<strong> 110/70 R17 (ANT)</strong> e <strong>150/60 R 17 (POST)</strong>. Le coperture francesi sono davvero ottime per la circolazione stradale, offrono inoltre un buon feeling col bagnato grazie ai vistosi intagli caratterizzanti il profilo delle gomme.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Per Chi ? Dove ?</span></p>
<p style="text-align: justify">La G 310 R <strong>esprime il meglio di sè nell’ambito cittadino</strong>. Grazie a leggerezza ed agilità, trovarsi nel traffico dell’ora di punta non è affatto un problema per la naked BMW. Contrariamente, l’autostrada non è propriamente la tipologia di tragitto più consigliata. Per via delle vibrazioni prodotte dal mantenimento di una velocità di crociera superiore ai 130 km/h, consiglierei di utilizzarla solo in caso di estrema necessità su superstrade ed autostrade. Per quanto riguarda invece i viaggi, la comodità della seduta e della posizione di guida nel complesso, sono caratteristiche ottimali per intraprendere qualche centinaio di chilometri senza pensieri.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74362 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/IMG-20180507-WA0038.jpg" alt="IMG 20180507 WA0038" width="1599" height="899" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 442" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG-20180507-WA0038.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG-20180507-WA0038-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG-20180507-WA0038-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG-20180507-WA0038-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG-20180507-WA0038-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 1599px) 100vw, 1599px" /></p>
<p style="text-align: justify">Va inoltre aggiunto un dato assolutamente rilevante per la valutazione della 310, ovvero quello legato ai <strong>consumi</strong>. Pur spingendo, è <strong>praticamente impossibile scendere sotto ai 25 km al litro di media</strong>. Tale caratteristica, accompagnata dai 12 litri del serbatoio (includenti 1 litri di riserva), garantiscono un’autonomia invidiabile.<br />
Il<strong> prezzo di 5.350 €</strong> ed i consumi irrisori rendono la G 310 R una moto appetibile sia per chi cerca un mezzo alternativo al solito scooter per il tragitto casa-lavoro, sia per neofiti titolari di patente A2 in cerca di un mezzo ottimo per imparare le dinamiche della guida stradale dimostrante comunque i <strong>livelli qualitativi del marchio BMW Motorrad</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Le possbilità di personalizzazione della G 310 R spaziano dalla colorazione (Cosmic Black / Strato Blue Metallizzato, oppure Pearl White metallizzato con supplemento di 60,00 €) sino agli allestimenti volti al comfort. Oltre alla già citata possibilità di variare tra selle di diversa altezza, il catalogo accessori offre inoltre il telaietto per poter montare un comodo bauletto posteriore.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #008000">Pregi : Consumi Irrisori / Facile per imparare</span><br />
<span style="color: #ff0000">Difetti : Mancano all’appello una decina di cavalli / Poca modulabilità dell’impianto frenante</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-74353" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/scheda-1.png" alt="scheda 1" width="772" height="619" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 443" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda-1.png 772w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda-1-768x616.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda-1-300x241.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda-1-696x558.png 696w" sizes="(max-width: 772px) 100vw, 772px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-74354" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/scheda-3.png" alt="scheda 3" width="772" height="438" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 444" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda-3.png 772w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda-3-768x436.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda-3-300x170.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda-3-696x395.png 696w" sizes="(max-width: 772px) 100vw, 772px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-74355" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/05/scheda2.png" alt="scheda2" width="768" height="627" title="Test BMW G 310 R - La piccola naked BMW agile e poco assetata 445" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda2.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda2-300x245.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/05/scheda2-696x568.png 696w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Test Aprilia Dorsoduro 900 &#8211; Il motard stradale definitivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 14:44:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ricomincia alla grande la stagione di test ride moto targata Giornalemotori, e lo fa con una moto tanto attesa dal grande pubblico per molteplici ragioni. Stiamo parlando della nuova Aprilia Dorsoduro 900, moto che rappresenta il desiderio della casa di Noale di prendersi una fetta importante di mercato, il quale considerando l’uscita di produzione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ricomincia alla grande la stagione di test ride moto targata Giornalemotori, e lo fa con una moto tanto attesa dal grande pubblico per molteplici ragioni. Stiamo parlando della nuova<strong> Aprilia Dorsoduro 900</strong>, moto che rappresenta il desiderio della casa di Noale di prendersi una fetta importante di mercato, il quale considerando l’uscita di produzione della KTM SMC 690 R (rimpiazzata da Husqvarna 701), comprende solamente Ducati Hypermotard in qualità di diretta rivale sotto molti aspetti.</p>
<p style="text-align: justify">Sfortunatamente il meteo non ci ha aiutato durante lo svolgimento del test, all’interno del quale abbiamo percorso <strong>più di 1200 km in sella</strong> alla Dorsoduro. Ciononostante, alcuni elementi della moto in questione hanno reso più facile l’approccio alle sfavorevoli condizioni meteorologiche; ne parleremo in dettaglio in seguito.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Aspetto e Sensazioni</span></p>
<p style="text-align: justify">Il primo impatto con la Dorsoduro lascia presagire che si tratti di un curatissimo mezzo stradale, il quale ha però <strong>ben poco a che fare con un compromesso tra naked e supermoto</strong>. Infatti, in questo caso possiamo tranquillamente considerare l’Aprilia come un vero e proprio motard stradale. L’altezza della <strong>sella (870mm da terra)</strong> non favorisce l’approccio di chi ha statura inferiore ai 175cm, ed il peso non propriamente contenuto (parliamo di <strong>186kg a secco</strong>) accompagnato da un baricentro alto, rendono la moto non appetibile ad alcune tipologie di clientela; ma in fondo chi sceglie un motard stradale incorre nelle stesse caratteristiche anche scegliendo qualsiasi altro mezzo concorrente alla Dorsoduro.</p>
<p><figure id="attachment_74149" aria-describedby="caption-attachment-74149" style="width: 4288px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-74149 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/04/DSC_0087.jpg" alt="DSC 0087" width="4288" height="2848" title="Test Aprilia Dorsoduro 900 - Il motard stradale definitivo 452" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0087.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0087-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0087-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0087-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0087-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /><figcaption id="caption-attachment-74149" class="wp-caption-text">Linea inconfondibilmente Supermoto</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify">In generale, la moto appare davvero <strong>curata nei dettagli</strong>, nulla viene infatti lasciato al caso. Alcuni particolari come la testa del motore colorata dello stesso rosso del traliccio, la presenza di elementi in carbonio qua e là, rendono la Dorsoduro un mezzo ben distinguibile soprattutto dalla maggior parte dei prodotti giapponesi.</p>
<p style="text-align: justify">Lo <strong>schermo TFT</strong> da 4,3 pollici è al passo coi tempi ed è in grado di mostrare una grande quantità di informazioni tra cui consumo medio ed in tempo reale, impostazioni relative all’ ATC (Traction Control) e all’ ABS, oltre che a potersi connettere con l’app gratuita per smartphone Aprilia Media Platform, utile per avere un recap delle proprie informazioni sempre a portata di mano.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74148 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/04/DSC_0316.jpg" alt="DSC 0316" width="4288" height="2848" title="Test Aprilia Dorsoduro 900 - Il motard stradale definitivo 453" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0316.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0316-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0316-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0316-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0316-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify">Basta poco tempo per comprendere il funzionamento delle impostazioni visibili sullo schermo TFT; con un solo cursore posto sul blocchetto sinistro del manubrio, si riesce ad intervenire strada facendo e settare le proprie preferenze in maniera davvero agevole. Per poter però entrare nel menù contenente le impostazioni relative a display, cruscotto, oppure per scegliere di disattivare l’ABS è necessario parcheggiare la moto sul cavalletto laterale ed in folle.</p>
<p style="text-align: justify">Il display è inoltre <strong>fotosensibile</strong> e dunque si adatta cambiando lo sfondo in nero in assenza di luce, per facilitare la lettura delle informazioni. Le ordinarie spie contornano il display TFT , mentre all’apice dello stesso sono posti dei led colorati che si illuminano dall’esterno verso l’interno indicando il progressivo raggiungimento del limitatore di giri oppure segnalano l’intervento del traction control.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Motore</span></p>
<p style="text-align: justify">Il 900 attuale non rappresenta altro che l’<strong>evoluzione del già collaudato 750</strong>; tramite l’aumento della corsa da 56,4 mm a 67,4 mm a Noale sono riusciti a raggiungere la nuova cilindrata, lasciando però pressoché invariata la cavalleria espressa dal propulsore (attualmente <strong>95,2 CV</strong>). Il dato più interessante è però quello relativo alla coppia; pur considerando l’intervento limitatore delle normative Euro4, la coppia massima passa da 82nm a 4500 giri del vecchio 750cc a <strong>90nm a 6500 giri</strong> del nuovo V2 900cc.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74150 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/04/DSC_0093.jpg" alt="DSC 0093" width="4288" height="2848" title="Test Aprilia Dorsoduro 900 - Il motard stradale definitivo 454" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0093.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0093-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0093-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0093-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0093-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify">Il motore rispetta esattamente le caratteristiche generali della moto, ovvero la versatilità e il divertimento nella guida; ciò è ulteriormente confermato anche dallo scoppiettante doppio scarico di serie sottosella, marchio di fabbrica Dorsoduro sin dal lancio della prima serie. Pur rispettando le sempre più stringenti normative antinquinamente <strong>Euro4</strong> (facile accorgersene anche attraverso la presenza di un catalizzatore piuttosto ingombrante sottosella), il <strong>sound</strong> non è <strong>niente male</strong> e presenta scoppietti in rilascio in perfetto stile supermoto.</p>
<p><figure id="attachment_74151" aria-describedby="caption-attachment-74151" style="width: 422px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-74151" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/04/DSC_0100.jpg" alt="DSC 0100" width="422" height="635" title="Test Aprilia Dorsoduro 900 - Il motard stradale definitivo 455" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0100.jpg 754w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0100-680x1024.jpg 680w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0100-300x452.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0100-696x1049.jpg 696w" sizes="(max-width: 422px) 100vw, 422px" /><figcaption id="caption-attachment-74151" class="wp-caption-text">Il doppio scarico sottosella è sempre una soluzione apprezzatissima!</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify">Aprilia si dimostra inoltre sempre all’avanguardia per le soluzioni tecniche; il comando del gas è gestito tramite <strong>ride-by-wire</strong> alleggerito di ben 550 grammi rispetto al precedente comando (anch’esso ride-by wire). Ricordiamo inoltre che a tal proposito, la casa di Noale fu la prima ad introdurre un comando gas gestito diversamente dal classico cavo metallico su Shiver 750 e Dorsoduro 750 sin dal 2007.</p>
<p style="text-align: justify">La disponibilità di <strong>coppia a bassi e medi regimi</strong> rende la Dorsoduro fruibile in molteplici situazioni, ma il propulsore esprime il meglio di sè su percorsi tortuosi, complice la morbidità di erogazione nonostante l’abbondante coppia a disposizione.</p>
<p><figure id="attachment_74159" aria-describedby="caption-attachment-74159" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-74159 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/04/vlcsnap-2018-04-23-15h33m59s866.png" alt="vlcsnap 2018 04 23 15h33m59s866" width="1920" height="1090" title="Test Aprilia Dorsoduro 900 - Il motard stradale definitivo 456" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/vlcsnap-2018-04-23-15h33m59s866.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/vlcsnap-2018-04-23-15h33m59s866-1024x581.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/vlcsnap-2018-04-23-15h33m59s866-768x436.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/vlcsnap-2018-04-23-15h33m59s866-300x170.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/vlcsnap-2018-04-23-15h33m59s866-696x395.png 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-74159" class="wp-caption-text">Led arancioni accesi; ecco come ci si accorge dell&#8217; intervento dell&#8217;ATC</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify">La Dorsoduro è però in grado di<strong> cambiare radicalmente anima</strong> e carattere, grazie all’aiuto delle <strong>3 mappature</strong> selezionabili anche in movimento. Diversamente da quanto accade con altri modelli, in questo caso è abbastanza semplice identificare in quale mappatura ci si trovi, dato che la moto risponde in maniera davvero distinta ed il sound si adegua alla pacatezza oppure alla prontezza della risposta del comando gas.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco dunque le 3 mappature selezionabili :</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Touring</strong> : Mappatura standard, sfruttabile nella guida di tutti i giorni.</li>
<li><strong>Sport</strong> : Risposta pronta e decisa del comando gas, freno motore più accentuato, perfetta per divertirsi.</li>
<li><strong>Rain</strong> : Risposta dolce e morbida del gas, potenza massima tagliata rispetto ai 95 CV delle altre due mappature, utilizzabile in condizioni di grip non ottimale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">In generale, il pacchetto elettronico gestito dalla centralina Marelli 7SM è davvero eccelso ed a prova di neofita; anche in condizioni di bagnato oppure asfalto sporco, il traction control settato sul livello massimo (magari accompagnato dalla mappatura rain) permette davvero di spalancare senza problemi. Il <strong>traction control</strong> è una novità su Dorsoduro, e rappresenta inoltre il fiore all’occhiello della gestione elettronica Aprilia. L’ATC è quindi settabile su <strong>3 livelli</strong> (con crescente incisività dello stesso. Per circolare normalmente il livello 2 potrebbe essere un buon compromesso, dato che i livelli 1 e 3 sono rispettivamente troppo tollerante e troppo incisivo con uno stile di guida stradale. Onestamente devo confermare che grazie all’<strong>accuratezza</strong> ed alle <strong>possibilità di personalizzazione dell’elettronica</strong>, non ho avuto alcun problema a completare gran parte del test su superfici bagnate; la Dorsoduro ha sempre trasmesso una <strong>sensazione di sicurezza</strong> anche grazie all’ABS, di cui parleremo nella prossima sezione.</p>
<p style="text-align: justify">Cambio e frizione (idraulica) rispettano gli elevati standard motoristici; e pur essendo appena uscita dal rodaggio, la nostra Dorsoduro si è sempre comportata egregiamente e con gran fluidità nelle cambiate. Gli unici due nei individuabili potrebbero essere la <strong>mancanza di cambio elettronico</strong> e la facilità con la quale la moto raggiunge temperature altine (ma comunque sempre sotto controllo) nel traffico. Tornando al primo dei due punti, un mezzo del genere se equipaggiato con un quickshifter (magari pure up-and-down), rappresenterebbe l’apoteosi del divertimento.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Sospensioni ed Impianto frenante</span></p>
<p style="text-align: justify">Aprilia conferma la propria <strong>eccellenza ciclistica</strong> anche con nuova Dorsoduro 900; <strong>monoammortizzatore Sachs</strong> (posto a lato, stile vecchia Kawa ER-6N) e <strong>forcella Kayaba</strong> sono entrambi regolabili in precarico e nell’idraulica in estensione, ma già in configurazione di fabbrica convincono sin da subito, dimostrandosi dunque sia volti all’assorbimento delle asperità del manto stradale, che al sostegno se stressate in condizioni di guida sportiveggiante. La cura dimagrante della vecchia “settemmezzo” Dorsoduro prosegue poi con i nuovi cerchi a tre razze sdoppiate, che permettono di perdere 2 ulteriori chilogrammi di peso rispetto al precedente modello a listino.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-74152 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/04/DSC_0293.jpg" alt="DSC 0293" width="4288" height="2848" title="Test Aprilia Dorsoduro 900 - Il motard stradale definitivo 457" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0293.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0293-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0293-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0293-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0293-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify">Convince anche l’impianto frenante, che anteriormente è composto da <strong>pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini</strong> e <strong>doppio disco da 320 mm</strong>, mentre posteriormente è costituito da un singolo disco da 240 mm ed una pinza a singolo pistoncino. Le pinze sono marchiate direttamente Aprilia, mentre l’ABS a due canali è fornito da Continental. Dal menù principale (accessibile solo in folle e con cavalletto in aperto), è <strong>possibile disattivare il sistema ABS</strong>, ma personalmente consiglio di farlo solamente in pista, dato che su strada rappresenta un aiuto quasi fondamentale per ogni possibile tipo di imprevisto. Peccato in questo caso non poter optare per il disinserimento parziale dell’ABS (ovviamente riferendoci alla disattivazione del posteriore), il quale sposerebbe perfettamente caratteristiche ed attitudini motardistiche del mezzo in questione.</p>
<p style="text-align: justify">Soffermandoci sul discorso motard, ho notato come pur essendo definita stradale, la Dorsoduro non ne voglia sapere di essere guidata come se fosse una via di mezzo tra una naked ed un motard; lo <strong>stile di guida più produttivo e sicuro è senza alcun dubbio quello motardistico!</strong></p>
<p style="text-align: justify">La generale sensazione di sicurezza e di controllo che la Dorsoduro riesce a trasmettere, è anche dovuta alle fantastiche <strong>Dunlop Qualifier II</strong> (ANT 120/70 ZR 17, POST 180/55 ZR 17) equipaggianti la motocicletta; la tecnologia multimescola le rende perfette per accompagnare<strong> ogni tipo di guida ed ogni tipo di superficie</strong>. Non ci vuole molto per raggiungere la temperatura ottimale, e nemmeno dopo un utilizzo per qualche turno in pista dimostrano segni di cedimento legati al raggiungimento di temperature troppo elevate.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-74153" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/04/DSC_0272.jpg" alt="DSC 0272" width="4288" height="2848" title="Test Aprilia Dorsoduro 900 - Il motard stradale definitivo 458" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0272.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0272-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0272-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0272-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0272-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Per chi? Dove?</span></p>
<p style="text-align: justify">Partendo dal presupposto che la Dorsoduro non sia concepita per la percorrenza di lunghi viaggi e <strong>tratte autostradali</strong>, ho comunque deciso di esaminare il comportamento della moto anche in queste circostanze. Naturalmente la <strong>totale assenza di protezione aerodinamica</strong> e la rapportatura piuttosto corta non rendono favorevoli i viaggi lungo autostrade e superstrade, ma è comunque possibile tenere velocità di crociera elevate relativamente alla tipologia di moto presa in considerazione. La velocità massima raggiungibile supera di poco i 200 km/h, ma già <strong>da 150 km/h in su</strong>, gli spostamenti d’aria creano <strong>turbolenze</strong> abbastanza pericolose, per cui tutto sommato eviterei questo tipo di tragitti se non strettamente necessari.</p>
<p style="text-align: justify">In <strong>città</strong> la Dorsoduro scalda e scalpita abbastanza, un consiglio potrebbe essere quello di settarla in mappatura rain per poter gestire più dolcemente il gas e sgusciare nel traffico nelle ore di punta.<br />
Anche la pista non è l’habitat naturale della Dorsoduro, ed il principale fattore caratterizzante tale fatto è il peso. Contrariamente ai motard meno stradali e più racing, i <strong>186 kg a secco della Dorsoduro si fanno sentire</strong> nella guida estrema. Tuttavia, non è impossibile oppure impensabile fare un paio di track day all’anno anche con pneumatici di serie, i quali come riferito precedentemente si adattano anche alla guida al limite tra i cordoli.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-74154" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/04/DSC_0133.jpg" alt="DSC 0133" width="4288" height="2848" title="Test Aprilia Dorsoduro 900 - Il motard stradale definitivo 459" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0133.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0133-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0133-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0133-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/DSC_0133-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Tra i tornanti montani e le strade tortuose la Dorsoduro esprime il meglio di sè</strong>, quindi consiglierei l’acquisto a chi vuole una moto estremamente divertente, che trasmetta sicurezza, ma non sia intenzionato ad intraprendere viaggi troppo lunghi.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>prezzo di 9540 €</strong> la colloca in una posizone abbastanza competitiva per il mercato attuale, mentre l’unica colorazione disponibile (Adrenalinic Silver) è quella corrispondente alla moto in test, e rispetta la linea Aprilia Racing. Naturalmente, i ragazzi di Noale hanno cercato di tradurre i 54 successi mondiali in varie categorie (tra cui 7 nella categoria Supermoto) nel DNA della Dorsoduro, riuscendo ad ogni modo ad offrire un prodotto valido e che rispetti le aspettative di chi voglia guidare in maniera divertente e con impostazione motardistica, ma rinunciando agli svantaggi di motard nettamente più racing e per questo meno adatti alla circolazione stradale.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>catalogo optional</strong> Aprilia disponibili per la Dorsoduro è volto sia all’aumento del comfort di guida (set borse laterali semi rigide, sella gel più comoda della standard), che alla personalizzazione estetica del mezzo (specchietti in alluminio, set leve racing, indicatori di direzione a led). Da segnalare la possibilità di acquistare la Dorsoduro in <strong>versione depotenziata a 35 kw</strong>, guidabile dunque sin da 18 anni se in possesso di patente A2.<br />
Per concludere, parliamo anche di consumi; la Dorsoduro ha sempre avuto la fama di essere una moto piuttosto assetata. Ciò, accompagnato dal fatto che il<strong> serbatoio</strong> abbia una capienza di <strong>12 litri</strong>, sottolinea come l’attitudine tourer non rappresenti una caratteristica fondamentale per la moto di Noale. Tuttavia, non si parla comunque di consumi fuori di testa; ad andature medio-veloci è difficile scendere sotto ai 15 km/l, garantendo dunque una discreta autonomia.</p>
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<p style="text-align: justify"><span style="color: #008000">Pregi : Divertimento assicurato/Pacchetto elettronico a prova di neofita</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000">Difetti : Autonomia piuttosto limitata/Assenza Quickshifter</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-74139 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/04/scheda-tecnica-dorsoduro.png" alt="scheda tecnica dorsoduro" width="583" height="708" title="Test Aprilia Dorsoduro 900 - Il motard stradale definitivo 460" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/scheda-tecnica-dorsoduro.png 583w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/04/scheda-tecnica-dorsoduro-300x364.png 300w" sizes="(max-width: 583px) 100vw, 583px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Energica Motor Company in crescita. L&#8217;elettrico accelera nel mercato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 08:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;azienda italiana Energica Motor Company continua il suo percorso di sviluppo e crescita sul mercato, e lo fa accelerando in maniera impressionante, esattamente come fanno i loro modelli stradali che abbiamo provato in un Test Ride sui passi dolomitici. Energica Motor Company S.p.A., casa costruttrice di moto elettriche ad elevate prestazioni e quotata su AIM [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda italiana <strong>Energica Motor Company</strong> continua il suo percorso di sviluppo e crescita sul mercato, e lo fa accelerando in maniera impressionante, esattamente come fanno i loro modelli stradali che abbiamo provato in un <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/09/29/energica-ego-eva-nostro-test-elettrico/"><span style="color: #000080;"><strong>Test Ride</strong></span></a> sui passi dolomitici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Energica Motor Company S.p.A., casa costruttrice di moto elettriche ad elevate prestazioni e quotata su AIM Italia, annuncia un portafoglio ordini attuale superiore al totale del venduto dell&#8217;anno precedente. Il dato arriva a meno di tre mesi dall’inizio dell’anno e all’apertura della stagione motociclistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine del 2017 la Società modenese ha presentato il modello <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/11/24/energica-eva-esseesse9-la-cafe-racer-elettrica/"><span style="color: #000080;"><strong>Eva EsseEsse9</strong></span></a>, ultimo della gamma Energica attualmente in vendita attraverso la rete di importatori e concessionari autorizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di certo ha aiutato il fatto che l’azienda italiana è costruttore unico per la prima competizione mondiale di moto&nbsp; elettriche, <span style="color: #000080;"><strong>FIM Enel MotoE™ World Cup</strong></span>, che inizierà nel 2019.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Livia Cevolini</strong>, CEO Energica Motor Company S.p.A., ha dichiarato:&nbsp;<em>“In questi primissimi mesi del 2018 abbiamo raggiunto un risultato straordinario: siamo riusciti in poco tempo a superare il venduto 2017, andando già da oggi oltre alle nostre aspettative sul primo trimestre 2018. Un risultato raggiunto anche grazie al lancio del terzo modello, la old-school elettrica Eva EsseEsse9, e al coinvolgimento nel progetto MotoE. Il nostro team di ingegneri ha saputo portare l’elettrico ad alti livelli permettendoci di posizionarci tra i brand leader nel settore della mobilità sostenibile ad elevate prestazioni. I nostri clienti finali, ora più che mai informati e preparati, hanno premiato la nostra tecnologia scegliendo i prodotti Energica. Il potenziale produttivo Energica è già in grado di assorbire accelerazioni anche improvvise come questa. Il nostro obiettivo è procedere su questa strada e porre altre milestones nel settore automotive e prossimamente anche nel racing elettrico”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il futuro è già qui?</p>
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		<title>Buon compleanno Ducati Monster</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 08:53:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[monster]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati 25 anni da quando il primo Ducati Monster ha lasciato la fabbrica di Borgo Panigale. Dopo la presentazione al pubblico e alla stampa alla fiera internazionale di Colonia “Intermot” nel 1992, e il successivo ingresso sul mercato nel 1993, questo iconico modello Ducati ha cambiato radicalmente il mondo della moto, creando l’inedito segmento [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono passati 25 anni da quando il primo <strong>Ducati Monster</strong> ha lasciato la fabbrica di Borgo Panigale. Dopo la presentazione al pubblico e alla stampa alla fiera internazionale di Colonia “Intermot” nel 1992, e il successivo ingresso sul mercato nel 1993, questo iconico modello Ducati ha cambiato radicalmente il mondo della moto, creando l’inedito segmento delle Naked sportive e generando una delle più devote comunità di appassionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un anniversario importante per Ducati, in pieno fermento con attività e iniziative per celebrare il significativo traguardo. Tra queste il raduno Monster organizzato in Francia al “Sunday Ride Classic 2018”, evento internazionale dedicato alle moto da collezione, previsto al Circuito “Paul Ricard” a Le Castellet il pomeriggio del 24 marzo. Ducati e i DOC (Ducati Owners Club) europei coinvolti per l’occasione, hanno chiamato a raccolta i Monsteristi per dare vita a una parata in pista che celebri in modo spettacolare il compleanno. L’invito a prendere parte a questa pacifica invasione del circuito è aperto a tutti i possessori di Monster, che dovranno solo registrarsi all’evento e recarsi in circuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 5 marzo è un’altra data che vale la pena ricordare. Esattamente 25 anni fa usciva dalla linea di produzione Ducati di Borgo Panigale il primo Monster. Quest’anno, proprio in occasione della ricorrenza, all’interno del Museo Ducati viene esposto un originale Monster 900 del 1993. L’esemplare, recuperato attraverso un appassionato collezionista che lo ha conservato in condizioni eccellenti, è pronto ad essere ammirato dalle migliaia di visitatori del Museo nella sala dedicata a questa iconica e storica moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tanti altri eventi, destinati a festeggiare il venticinquesimo compleanno della prima Naked Ducati, sono previsti durante il World Ducati Week 2018, il raduno Ducati più grande al mondo che, ogni due anni, richiama e coinvolge migliaia di appassionati, in programma il 20, 21 e 22 luglio 2018 al &#8220;Misano World Circuit Marco Simoncelli&#8221; a Misano Adriatico. Un motivo in più per non perdersi questo eccezionale evento.</p>
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		<title>Nuovo Ducati Scrambler 1100: l&#8217;upgrade di un marchio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 11:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Scrambler]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Scrambler 1100 nasce per soddisfare i motociclisti più esigenti ed esperti che non vogliono rinunciare allo stile e alla libertà tipica del brand Scrambler®. È una moto più grande nella cilindrata, nelle dimensioni e nell’equipaggiamento di serie che permette un upgrade anche all’interno della stessa famiglia Scrambler®. Infatti, come negli anni ’60 quando lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71373" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/scrambler-1100.jpg" alt="scrambler 1100" width="443" height="301" title="Nuovo Ducati Scrambler 1100: l&#039;upgrade di un marchio 464" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scrambler-1100.jpg 443w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scrambler-1100-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 443px) 100vw, 443px" />Lo <strong>Scrambler 1100</strong> nasce per soddisfare i motociclisti più esigenti ed esperti che non vogliono rinunciare allo stile e alla libertà tipica del brand Scrambler®.</p>
<p style="text-align: justify;">È una moto più grande nella cilindrata, nelle dimensioni e nell’equipaggiamento di serie che permette un upgrade anche all’interno della stessa famiglia Scrambler®. Infatti, come negli anni ’60 quando lo Scrambler® era proposto in tre cilindrate (250, 350 e 450 cm3), le moto della Land of Joy sono disponibili in tre differenti cubature (400, 800 e adesso 1100 cm3) proponendo così una gamma completa che mantiene come comune denominatore il divertimento di guida, lo stile iconico, l’essenzialità e la self-expression.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo motore da 1079 cm3 ha una coppia generosa disponibile sin dai bassi regimi, vero punto di forza di questa moto, mentre la ciclistica agile, tipica degli Scrambler®, è stata sviluppata di pari passo al motore per offrire prestazioni più elevate ma sempre alla portata di tutti. Lo Scrambler® 1100 garantisce la massima libertà grazie a un’erogazione corposa e quote ciclistiche agili, alla sicurezza elevata con l’ABS Cornering Bosch e il Traction Control e al comfort eccellente dovuto a una posizione di guida appositamente sviluppata per questo modello.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore dello Scrambler® 1100 è un bicilindrico ad L due valvole raffreddato ad aria e olio da 1079 cm³ omologato EURO 4. Derivato da quello del Monster 1100 ha un alesaggio di 98 mm ed una corsa di 71,5 mm e, in perfetto stile Scrambler®, è stato rivisitato per privilegiare accelerazioni fluide ad ogni regime e facilità di guida. Il motore Desmodue dello Scrambler® 1100 ha carter leggeri e coperchi frizione e alternatore realizzati in alluminio con lavorazioni a macchina. Anche i due carter copri cinghie sono in alluminio e anche loro sono rifiniti con lavorazione a macchina utensile che impreziosiscono l’estetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore Desmodue dello Scrambler® 1100 è stato dotato di un corpo farfallato singolo da 55 mm di diametro full Ride by Wire con due iniettori sotto farfalla che assieme ad un airbox dalle dimensioni generose garantisce una erogazione fluida ed un controllo accurato del titolo della miscela aspirata in ogni cilindro. Sempre per questo motivo ogni cilindro è dotato di doppia candela e di aria secondaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Scrambler® 1100 è dotato di un inedito telaio a traliccio tubolare d’acciaio a doppia trave superiore. Essenziale, come lo Scrambler®, abbraccia il motore ed è completato da un telaietto posteriore in alluminio. Il cannotto di sterzo è inclinato di 24,5° e assieme all’avancorsa di 110 mm garantisce grande agilità in mezzo al traffico quanto tra un tornante e l’altro in montagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Le piastre di sterzo, in alluminio, hanno un interasse tra i foderi della forcella maggiorato rispetto a quelle dello Scrambler® 800. Grazie al manubrio largo muoversi tra gli ostacoli urbani diventa un gioco da ragazzi con lo Scrambler®, mentre l’interasse di 1.514 mm massimizza la stabilità alle alte velocità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove dimensioni della moto hanno portato lo Scrambler® 1100 ad avere una posizione di guida nuova che, rispetto alla versione 800 vede una maggiore distanza tra sella-pedane e un manubrio posizionato più in avanti e in basso. In questo modello di Scrambler® anche l’elettronica è stata evoluta nella tradizione Ducati a supporto della facilità di guida, garantendo il massimo in termini di sicurezza attiva con l’utilizzo della piattaforma inerziale Bosch.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sospensioni dello Scrambler® 1100 sono Öhlins nella versione Sport (Kayaba nelle versioni Scrambler® 1100 e Scrambler® 1100 Special) e sfruttano una forcella a steli rovesciati da 45 mm di diametro e un ammortizzatore posteriore regolabile nel precarico della molla e in estensione. Entrambi consentono una corsa ruota di 150 mm per copiare al meglio ogni tipo di terreno, dagli ostacoli cittadini, a quelli che si possono incontrare nei percorsi di soft offroad. Questo mix di comfort e prestazioni conferma l’attitudine multiuso dello Scrambler® 1100, per permettere sempre a chi è in sella di esprimere se stesso, su ogni tipo di terreno.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni moto del brand, anche lo Scrambler® 1100 nasce per esaltare al massimo la liberà espressione di se. La moto è stata sviluppata per essere facilmente modificabile, e nasce di serie in tre versioni: oltre allo Scrambler® 1100 sono infatti disponibili lo Scrambler® 1100 Special, che si ispira al mondo delle customizzazioni e lo Scrambler® 1100 Sport, impreziosito dalle sospensioni Öhlins, destinato agli scrambleristi più sportivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo Scrambler®, per il 1100, vede l’introduzione di una nuova serie di accessori, appositamente sviluppati per questa moto e una linea di abbigliamento dedicata che comprende una giacca in pelle, una in tessuto un casco aperto realizzato in collaborazione con Roland Sands.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scrambler 1100 Special</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71371" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/scrambler-1000-special.jpg" alt="scrambler 1000 special" width="728" height="673" title="Nuovo Ducati Scrambler 1100: l&#039;upgrade di un marchio 465" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scrambler-1000-special.jpg 728w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scrambler-1000-special-300x277.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scrambler-1000-special-696x643.jpg 696w" sizes="(max-width: 728px) 100vw, 728px" />Ispirato al mondo delle customizzazioni, lo Scrambler® 1100 Special strizza l’occhio alle “modern classic” grazie alle ruote a raggi neri, agli scarichi cromati e ai parafanghi, anteriore e posteriore, in alluminio. Il colore “Custom Grey” è unico per questa versione così come il forcellone spazzolato e la forcella, regolabile, con foderi anodizzati di colore oro. Altri elementi caratterizzanti dello Scrambler® 1100 Special sono il manubrio basso a larghezza variabile e la sella marrone, dotata di un rivestimento dedicato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scrambler 1100 Sport</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71372" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/scrambler-1000-sport.jpg" alt="scrambler 1000 sport" width="795" height="752" title="Nuovo Ducati Scrambler 1100: l&#039;upgrade di un marchio 466" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scrambler-1000-sport.jpg 795w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scrambler-1000-sport-768x726.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scrambler-1000-sport-300x284.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scrambler-1000-sport-696x658.jpg 696w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" />Lo Scrambler® 1100 Sport è l’interpretazione Scrambler® del mondo sportivo. Si ispira alle numerosissime preparazioni in chiave “racer” fatte dagli Scrambleristi ed è ben riconoscibile grazie alla forcella e all’ammortizzatore regolabili Öhlins. Lo Scrambler® 1100 Sport è caratterizzato dal colore “Viper Black” con sottoguancia e doppia banda centrale gialla su serbatoio e parafanghi, cerchi in alluminio con razze lavorate a macchina, manubrio a sezione variabile e sella con rivestimento dedicato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aprilia Futura: il progetto giusto nel momento sbagliato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 11:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia Futura]]></category>
		<category><![CDATA[RST 1000 Futura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva il freddo e torniamo a parlare dei nostri test moto usate. Oggi parliamo di una delle moto più futuristiche ed efficienti di Noale: la Aprilia Futura, più correttamente RST 1000 Futura, la moto turistica per eccellenza che forse è arrivata troppo in anticipo per i suoi tempi. Attualmente la Aprilia Futura è una moto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71440" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/aprilia-futura-outside.jpg" alt="aprilia futura outside" width="800" height="461" title="Aprilia Futura: il progetto giusto nel momento sbagliato 473" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-outside.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-outside-768x443.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-outside-300x173.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-outside-696x401.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Arriva il freddo e torniamo a parlare dei nostri test moto usate. Oggi parliamo di una delle moto più futuristiche ed efficienti di Noale: la <strong>Aprilia Futura</strong>, più correttamente RST 1000 Futura, la moto turistica per eccellenza che forse è arrivata troppo in anticipo per i suoi tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente la Aprilia Futura è una moto di nicchia, usata la si può trovare senza problemi sotto i 2000,00 € , anche se il suo prezzo corretto per un medio kilometraggio oscilla tra i 2000,00 e i 2800,00 €.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma torniamo all’anno 2000. La <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/02/04/test-moto-usate-aprilia-rsv1000/"><span style="color: #000080;"><strong>RSV Mille</strong></span></a> è una sportiva acclamata già in commercio da due anni, quando al Salone di Monaco, Aprilia presenta due importanti novità destinate ad ampliare la propria gamma, basate sul poderoso propulsore Rotax V60 di 997,62 cm³ che equipaggia sia RSV mille che la sorella SL Falco. Ad essere svelate al pubblico sono una generosa enduro stradale chiamata ETV 1000 Caponord e una sport-touring dalla linea audace e avveniristica, il cui nome è tutto un programma: <strong>RST 1000 Futura</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71441" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/aprilia-futura-prototipo.jpg" alt="aprilia futura prototipo" width="510" height="612" title="Aprilia Futura: il progetto giusto nel momento sbagliato 474" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-prototipo.jpg 510w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-prototipo-300x360.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" />Il progetto è il risultato del lungo lavoro di Pierluigi Marconi e del suo team di ingegneri, mentre a disegnarne le forme è la matita di Pietro Arru. Lo sviluppo, come da tradizione, avviene a Noale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il design è teso e spigoloso, la carenatura avvolgente lascia in vista il telaio ereditato da RSV mille, il forcellone è un inedito monobraccio, lasciato in bella mostra dallo scarico triangolare che spunta da sotto alla sella davvero molto abbondante; elemento che funge anche da fianchetto laterale coprendo il telaietto posteriore in acciaio.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71439" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/aprilia-futura-disegno.jpg" alt="aprilia futura disegno" width="800" height="570" title="Aprilia Futura: il progetto giusto nel momento sbagliato 475" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-disegno.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-disegno-768x547.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-disegno-300x214.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-disegno-696x496.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />È proprio quest’ultima soluzione, di forte impatto, un vero azzardo dei progettisti, a destare qualche riserva nel pubblico e nella stampa di settore. Ma Aprilia non perde tempo, raccoglie la critica e già al Motor Show di Bologna dello stesso anno presenta una versione aggiornata con sella ridotta e fianchetti in tinta, realizzata a tempo di record e subito messa in commercio.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo racconta Luca Balduino, riferimento per lo sviluppo del progetto RST 1000 Futura a Noale: <em>«Per utilizzare lo stesso fondo sella gigante, fu impiegato uno schiumato superiore molto piccolo, coperto da uno sky tirato sotto vuoto per fungere esso stesso da elemento di design: un sistema all’avanguardia per i tempi, tanto che all’inizio usciva una sella buona su cinque e il progettista dovette passare il Natale dal produttore delle selle. I fianchetti invece vennero avvitati direttamente sul fondo sella, e questo spiega una particolarità della Futura, e cioè che rimuovendo la sella vengono via anche i fianchetti»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Su strada, la RST 1000 Futura, mantiene il DNA sportivo della sorella da Superbike, esibendo grande stabilità e un avantreno preciso, mentre il comfort è garantito dalla sella ampia e dall’ottima ergonomia. Il motore è rivisto nell’iniezione e dotato di corpi farfallati di diametro diverso rispetto alla Caponord, per privilegiare l’erogazione a bassi e medi regimi. Il V di 60° dispone comunque di 84 KW (114 CV) di potenza massima, valore di tutto rispetto per il segmento, ancora oggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71442" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/aprilia-futura-simulazione.jpg" alt="aprilia futura simulazione" width="800" height="613" title="Aprilia Futura: il progetto giusto nel momento sbagliato 476" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-simulazione.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-simulazione-768x588.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-simulazione-300x230.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/aprilia-futura-simulazione-696x533.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />A dominare l’estetica del retrotreno, sono però il monobraccio in lega leggera e l’impianto di scarico 2 in 1 con terminale sottosella; due soluzioni fortemente volute dal reparto design e che crearono non pochi grattacapi in fase di progettazione e sviluppo. Per alleggerire l’estetica posteriore, si studiò infatti un inedito compensatore per i gas di scarico posizionato sotto al motore, di dimensioni tanto generose da interferire, inizialmente, con la carenatura integrale, così i tecnici di Noale studiarono e applicarono per primi dei nuovi materiali resistenti alle alte temperature, sia per la coibentazione che per le stesse carene, realizzate infine in Pocan®, un compound plastico innovativo con straordinarie caratteristiche di robustezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La strumentazione della Futura fu un altro salto nel futuro: sviluppata da Marelli, era la stessa di Caponord, costituì uno dei primi esempi di dashboard digitali. Il pannello a cristalli liquidi sul lato destro mostra una grande varietà di informazioni, come ora, litri residui, temperatura refrigerante, scadenze di manutenzione programmata e addirittura la temperatura ambientale. Il tutto retroilluminato in un piacevole azzurro, con intensità regolabile su tre livelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71443" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/RST-1000-futura.jpg" alt="RST 1000 futura" width="783" height="451" title="Aprilia Futura: il progetto giusto nel momento sbagliato 477" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/RST-1000-futura.jpg 783w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/RST-1000-futura-768x442.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/RST-1000-futura-300x173.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/RST-1000-futura-696x401.jpg 696w" sizes="(max-width: 783px) 100vw, 783px" />Ma la RST Futura è prima di tutto una moto votata al turismo veloce, che promette prestazioni elevate e comfort anche nella guida in due e con bagagli. L’adozione di borse laterali è quindi una precisa prerogativa del team di progettazione, che deve fare però i conti con il panorama del settore che all’epoca offre solo attacchi con telai in ferro, sistema subito scartato perché avrebbe rovinato la linea di Futura. La risposta di Noale non si fece attendere, e i progettisti misero a punto degli appositi attacchi in materiale plastico, integrati nel codone e nascosti alla vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Per testare la resistenza al freddo degli attacchi delle borse (tesi di laurea di un giovane ingegnere del team) e garantirne l’efficienza anche nelle condizioni più rigide, i prototipi venivano conservati in un freezer che arrivava fino a -30°, prima di effettuare i test di rottura. E così si collaudavano soluzioni sperimentali che in breve sarebbero state adottate da quasi tutti i brand e tutt’ora equipaggiano una grande varietà di modelli.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto è davvero un piacere da guidare, il motore pastoso permette di guidare in piena scioltezza senza strappi, e la ciclistica è davvero ben equilibrata. E&#8217; davvero un peccato che la Aprilia Futura non sia stata apprezzata dal mercato, perché se fosse uscita solo pochi anni dopo sarebbe potuta diventare un riferimento. In fondo anche il colosso Honda ha preso delle bastonate con la VFR800 VTec e anche la Ducati con la ST3.</p>
<p style="text-align: justify;">Le moto che si trovano ora sulmercato non hanno nemmeno troppi km: 40.000km per un motore come il bicilindrico Aprilia non sono molti, una volta verificati i problemini che affliggevano alcuni motori delle RSV1000 (<a href="https://www.giornalemotori.com/2015/02/04/test-moto-usate-aprilia-rsv1000/"><span style="color: #000080;"><strong>rileggetevi il nostro test</strong></span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente gli anni passano ed effettivamente bisogna trovare moto in perfette condizioni, almeno revisionate nella base di sterzo e nei cuscinetti vari. Per quanto riguarda la meccanica, la moto che ho provato io era del 2002 con 42000km e ha funzionato a meraviglia anche messa un pò alla frusta (il proprietario la tiene maniacalmente) e ricorda davvero la &#8220;cugina&#8221; RSV1000 ma è decisamente più comoda e ovviamente meno estrema.</p>
<p>Ecco un po didati della vecchia Aprilia Futura:</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71438" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/2017-12-05_170317.jpg" alt="2017 12 05 170317" width="1073" height="542" title="Aprilia Futura: il progetto giusto nel momento sbagliato 478" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/2017-12-05_170317.jpg 1073w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/2017-12-05_170317-1024x517.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/2017-12-05_170317-768x388.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/2017-12-05_170317-300x152.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/2017-12-05_170317-696x352.jpg 696w" sizes="(max-width: 1073px) 100vw, 1073px" /></p>
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		<title>Honda CB1000R 2018 : evoluzione stilistica, ma non solo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2017 16:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[cb]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[hondacb]]></category>
		<category><![CDATA[honfa cb1000r]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cambiamenti abbastanza radicali per il modello di punta del segmento supernaked Honda : nasce la nuova CB1000R 2018, la quale si distanzia immediatamente dal modello precedentemente in commercio e portante lo stesso nome. Si passa da una linea filante, ma un po’ impersonale (tipicamente jappo), ad una ricercata e tanto apprezzata dal grande pubblico linea [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Cambiamenti abbastanza radicali</strong> per il modello di punta del segmento supernaked Honda : nasce la nuova <strong>CB1000R 2018</strong>, la quale si distanzia immediatamente dal modello precedentemente in commercio e portante lo stesso nome.</p>
<p>Si passa da una linea filante, ma un po’ impersonale (tipicamente jappo), ad una ricercata e tanto apprezzata dal grande pubblico <strong>linea retrò</strong>, capitanata da un singolo faro tondo all’ anteriore.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71555 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/21.jpg" alt="21" width="770" height="440" title="Honda CB1000R 2018 : evoluzione stilistica, ma non solo! 483" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/21.jpg 770w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/21-768x439.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/21-300x171.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/21-696x398.jpg 696w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<p style="text-align: justify">Evoluzione in tutti gli scompartimenti, elettronica e motore in primis; si innalzano a <strong>145 i cavalli</strong> espressi dal 4 in linea della casa dell’ ala (+20CV), accompagnati dalla gestione elettronica con <strong>4</strong> distinte <strong>riding modes</strong> (Rain,Standard,Sport,User).</p>
<p style="text-align: justify">A completare il pacchetto elettronico, ci pensano <strong>Freno Motore e Traction Control</strong>, entrambi <strong>settabili su 3 livelli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La nuova CB1000 <strong>perde</strong> inoltre ben <strong> 12kg dal modello predecessore</strong>, ed i tecnici Honda confermano di avere le idee chiare riguardo alle esigenze dell’odierno segmento Supernaked. I giapponesi affermano inoltre di essere partiti da zero, iniziando a lavorare da un foglio bianco, in modo da raggiungere i progressi tanto sperati dai punti di vista prestazionale e delle vendite.</p>
<p><figure id="attachment_71556" aria-describedby="caption-attachment-71556" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71556" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/22.jpg" alt="22" width="2560" height="1918" title="Honda CB1000R 2018 : evoluzione stilistica, ma non solo! 484" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/22.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/22-1024x767.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/22-768x575.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/22-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/22-696x521.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/22-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-71556" class="wp-caption-text">2018 CB1000R</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify">Non si tratterà di sicuro di un mezzo che possa competere con le più avanzate (sportivamente parlando) Aprilia Tuono, KTM Superduke, BMW S1000R; ma i giapponesi hanno comunque compiuto dei passi avanti in numerosi ambiti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Non sono ancora stati rivelati prezzo e data di uscita ufficiale del modello</strong>, ma siamo certi che Honda voglia spingere parecchio nel settore che essa stessa ha battezzato “Neo Sports Cafè” : non a caso ad EICMA 2017 sono state presentate anche le sorelline minori in motorizzazione 125cc e 300cc.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-71551 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/scheda1.png" alt="scheda1" width="600" height="683" title="Honda CB1000R 2018 : evoluzione stilistica, ma non solo! 485" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scheda1.png 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scheda1-300x342.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /> <img decoding="async" class="size-full wp-image-71552 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/scheda3.png" alt="scheda3" width="598" height="397" title="Honda CB1000R 2018 : evoluzione stilistica, ma non solo! 486" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scheda3.png 598w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/scheda3-300x199.png 300w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /> <img decoding="async" class="size-full wp-image-71553 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/shceda2.png" alt="shceda2" width="596" height="261" title="Honda CB1000R 2018 : evoluzione stilistica, ma non solo! 487" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/shceda2.png 596w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/shceda2-300x131.png 300w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" /></p>
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		<title>Nuovo Ducati Monster 821</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2017 11:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Monster 821]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Monster 821 si rinnova e lo fa in occasione del 25° compleanno dell’iconica moto presentata da Ducati al Salone di Colonia del 1992. L’821 eredita dal primo Monster 900 la più pura essenza Monster e combina alla perfezione prestazioni e facilità di guida. La ricchezza della dotazione di serie, i bassi costi di “ownership” [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71364" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/monster-821.jpg" alt="monster 821" width="493" height="343" title="Nuovo Ducati Monster 821 491" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/monster-821.jpg 493w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/monster-821-300x209.jpg 300w" sizes="(max-width: 493px) 100vw, 493px" />Il Monster 821 si rinnova e lo fa in occasione del 25° compleanno dell’iconica moto presentata da Ducati al Salone di Colonia del 1992. L’821 eredita dal primo Monster 900 la più pura essenza Monster e combina alla perfezione prestazioni e facilità di guida. La ricchezza della dotazione di serie, i bassi costi di “ownership” e il ricco catalogo di accessori fanno del Monster 821 il compagno ideale di tutti i giorni, pur mantenendo il carattere unico da vera sport naked Ducati, proprio di ogni Monster.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Monster 821 si aggiorna con le novità estetiche e funzionali introdotte nel Monster 1200, ovvero un design più snello e agile, con serbatoio e coda, completamente ridisegnati, un inedito silenziatore e un nuovo faro, classico e contemporaneo allo stesso tempo. Debutta sul Monster di media cilindrata il cruscotto TFT a colori con indicatore di marcia e di livello carburante, mentre è disponibile come accessorio il Ducati Quick Shift up/down.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore Testastretta 11° raffreddato a liquido del Monster 821 è omologato Euro 4 ed è in grado di erogare una potenza massima di 109 CV (80 kW) a 9.250 giri/minuto. Grazie anche ad una coppia di 8,8 kgm (86 Nm) a 7.750 giri/minuto, l’821 garantisce performance entusiasmanti unite ad una facilità e un piacere di guida unici.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bicilindrico da 821 cm³ “respira” attraverso corpi farfallati a comando Ride-by-Wire. Il motore, inoltre, raffreddato da un radiatore incurvato e dotato di due ventole elettriche ad alta efficienza, sfrutta il sistema di aria secondaria, per ottimizzare il funzionamento riducendo la dispersione ciclica della combustione, senza alcun impatto sulle emissioni inquinanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto alla base del motore Testastretta 11° è finalizzato a rendere l’erogazione della potenza fluida e sempre gestibile ad ogni regime. L&#8217;angolo di incrocio delle valvole a 11° garantisce, infatti, un’ottima coppia, vigorosa ai bassi e medi regimi, caratteristici dell’utilizzo stradale.</p>
<p style="text-align: justify;">La frizione che equipaggia il Monster 821, con funzione antisaltellamento, è a bagno d&#8217;olio, azionata a cavo e richiede un ridotto sforzo alla leva. Grazie ad un sistema ad asservimento progressivo, viene incrementato automaticamente il carico delle molle. Il risultato è una sensibilità molto maggiore alla leva, che garantisce un ottimo comfort anche in caso di frequenti cambi di marcia, nel traffico cittadino o sulle lunghe percorrenze. Quando la coppia alla ruota ha un’azione contraria, lo stesso meccanismo riduce la pressione sui dischi della frizione, consentendole di lavorare nella modalità sportiva antisaltellamento che contrasta la destabilizzazione del retrotreno durante le scalate aggressive.</p>
<p style="text-align: justify;">I condotti di scarico primari, con sezione da 50 mm, fanno parte di un impianto di tipo 2-1-2 progettato con pari lunghezze per massimizzare la potenza e l’efficienza di erogazione del Monster 821. Il sistema è equipaggiato con una sonda lambda per ogni cilindro in modo da gestire in modo autonomo e ottimale l’alimentazione. I silenziatori, uniti in configurazione sovrapposta, sono dotati di un catalizzatore per garantire la conformità con la normativa Euro 4 mentre la valvola di regolazione, controllata elettronicamente, ottimizza la pressione di scarico durante tutto il campo di utilizzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Monster 821 ha una struttura a motore portante con il telaio principale a traliccio collegato alle teste del bicilindrico. Questo concetto è derivato dalle corse ed è stato applicato per la prima volta su una moto di produzione con il progetto Panigale. Questa configurazione permette di avere un telaio molto compatto, leggero e, grazie a tubi di grossa sezione, anche una elevata rigidità torsionale, perfetta per esaltare le doti dinamiche del veicolo. Il forcellone bibraccio del Monster 821 garantisce, infine, un interasse compatto di 1480 mm.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71363" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/2017-12-01_114605.jpg" alt="2017 12 01 114605" width="521" height="330" title="Nuovo Ducati Monster 821 492" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/2017-12-01_114605.jpg 521w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/2017-12-01_114605-300x190.jpg 300w" sizes="(max-width: 521px) 100vw, 521px" />La moto è equipaggiata con una forcella da 43 mm di diametro all’anteriore e un monoammortizzatore al posteriore con regolazione del precarico molla e del freno idraulico in estensione che sfrutta un cinematismo progressivo fissandosi direttamente sul cilindro verticale da una parte e sul forcellone bibraccio realizzato in fusione in alluminio. Grazie ad una taratura delle sospensioni sostenuta, ma allo stesso tempo confortevole, e quote ciclistiche agili, il Monster 821 assicura grande rapidità nei cambi di direzione e un piacere di guida alla portata di tutti. Di serie montano pneumatici Pirelli DIABLO ROSSO™ III da 120/70 all&#8217;anteriore e 180/55 al posteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">I freni sono di primo livello e presentano all’anteriore due pinze radiali M4-32 monoblocco Brembo a 4 pistoncini che agiscono su dischi da 320 mm di diametro con pompa freno assiale con serbatoio dell’olio integrato. Al posteriore invece c’è un unico disco da 245 mm di diametro, su cui lavora una pinza Brembo dotata, come quella anteriore, di pastiglie con materiale di attrito sinterizzato per aumentarne l’efficacia. Questa componentistica assicura prestazioni frenanti di riferimento assoluto, da sempre elemento distintivo di ogni Ducati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Monster 821 è anche una moto sicura grazie al Ducati Safety Pack che comprende l’ABS Bosch e il Ducati Traction Control, entrambi regolabili su diversi livelli di intervento, così come la potenza massima e l’erogazione del motore attraverso i Power Mode. I Riding Mode permettono di gestire con semplicità le varie regolazioni di ABS, DTC e Power Mode e di trasformare l’821 in tre moto dal carattere completamente differente.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71362" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/2017-12-01_114547.jpg" alt="2017 12 01 114547" width="530" height="323" title="Nuovo Ducati Monster 821 493" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/2017-12-01_114547.jpg 530w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/2017-12-01_114547-300x183.jpg 300w" sizes="(max-width: 530px) 100vw, 530px" />I Riding Mode di Ducati hanno segnato un punto di svolta nel settore dell&#8217;ingegneria motociclistica, consentendo di scegliere, a seconda dei modelli, fra tre modalità preimpostate per ottimizzare il comportamento del veicolo in base al pilota e alle condizioni ambientali: “Sport” e “Touring” permettono al motore di erogare 109 cv con una differente taratura dell&#8217;ABS, e ”Urban” che riduce la potenza a 75 cv. Ciascun Riding Mode è programmato per variare istantaneamente il &#8216;carattere&#8217; del motore (Power Mode) e i livelli di intervento di ABS e DTC, anche durante la marcia. Le modalità disponibili sono il risultato della combinazione di tecnologie dedicate estremamente avanzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli accessori disponibili per il Monster 821 c’è il Ducati Quick Shift (DQS) up/down, un sistema elettronico derivato dalle corse che permette di cambiare le marce senza l’utilizzo della frizione, e senza chiudere il gas nel passaggio a una marcia superiore e scalare senza l’utilizzo della frizione, ma solo con gas chiuso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Monster 821 è disponibile in tre colori: il Rosso Ducati, il Nero e il classico Giallo Ducati che in passato ha fatto innamorare tanti monsteristi.</p>
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		<title>Kawasaki Ninja ZX-10R SE: l&#8217;apice tecnologico di un progetto vincente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[Ninja ZX-10R SE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A complemento dell&#8217;originale Ninja ZX-10R e della Ninja ZX-10RR orientata alla pista, Kawasaki è orgogliosa di presentare il nuovo ed esclusivo modello classe mille nel segmento delle supersportive per il 2018. La Ninja ZX-10R SE è equipaggiata con le nuove ed evolutissime sospensioni elettroniche Kawasaki. Sia su strada che su pista, le eccezionali caratteristiche di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="Default wp-block-paragraph"><span style="font-size: 11.5pt;">A complemento dell&#8217;originale Ninja ZX-10R e della <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/10/09/kawasaki-ninja-zx-10r-krt-replica/">Ninja ZX-10RR</a> orientata alla pista, Kawasaki è orgogliosa di presentare il nuovo ed esclusivo modello classe mille nel segmento delle supersportive per il 2018. La <strong>Ninja ZX-10R SE</strong> è equipaggiata con le nuove ed evolutissime sospensioni elettroniche Kawasaki.</span></p>



<p class="Default wp-block-paragraph"><span style="font-size: 11.5pt;">Sia su strada che su pista, le eccezionali caratteristiche di smorzamento delle sospensioni offrono un tale livello di comfort da farvi quasi dimenticare di essere alla guida di una moto con sospensioni da gara, mentre l’immediata risposta delle sospensioni stesse offre un forte senso di stabilità che dà sicurezza al motociclista e migliora la facilità di guida offerta dalla Ninja ZX-10R SE. Ma state tranquilli. L&#8217;elevato potenziale su circuito della Ninja ZX-10R – come dimostrato dal successo di Kawasaki al Campionato mondiale Superbike – non è diminuito.</span></p>



<p class="Default wp-block-paragraph"><span style="font-size: 11.5pt;">Non solo i motociclisti più esperti potranno mettersi alla prova: le nuove sospensioni permetteranno a un più ampio numero di motociclisti di avere un assaggio di cosa significhi essere alla guida della Kawasaki campione del mondo Superbike. </span></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppate in collaborazione con Showa, le KECS aggiungono lo smorzamento a controllo elettronico alla forcella anteriore BFF (Balance Free Front Fork) d&#8217;avanguardia e all&#8217;ammortizzatore posteriore BFRC lite (Balance Free Rear Cushion) equipaggiati sulla Ninja ZX-10R SE. Il sistema semiattivo si adatta alla strada e alle condizioni di guida in tempo reale, fornendo lo smorzamento ideale richiesto. Combinando componenti meccanici da gara con l&#8217;ultimissima tecnologia a controllo elettronico, le KECS offrono flessibilità nell&#8217;affrontare diverse situazioni di guida su strada e uno smorzamento stabile necessario per la guida su circuito. Gli pneumatici ben saldi danno sicurezza nelle curve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo smorzamento è regolato elettronicamente per adattarsi alla velocità veicolo e alla velocità corsa sospensione. È presa in considerazione anche la decelerazione che permette di controllare il beccheggio in frenata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il controllo avviene tramite un&#8217;elettrovalvola a solenoide con attuazione diretta (fase singola). Ne deriva un tempo di reazione estremamente rapido: 1 millisecondo – più veloce dei sistemi che si basano sui motori passo-passo o che usano la valvola pilota (attuazioni in due fasi) che rallenta la risposta del sistema. Il tempo di reazione immediato rende le KECS ideali per le applicazioni supersportive, dove la sensazione di naturalezza è cruciale per sentirsi tutt&#8217;uno con la motocicletta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sensori corsa integrati sulla forcella e sull&#8217;ammortizzatore posteriore – una caratteristica unica della Ninja ZX-10R SE – forniscono informazioni su velocità di corsa e compressione in tempo reale. Le bobine sensore forniscono informazioni alla ECU KECS ogni 1 ms. Queste informazioni sono integrate con quelle fornite dalla IMU (accelerazione/decelerazione) ogni 10 ms e dalla ECU FI (velocità veicolo) ogni 10 ms. Quindi la ECU KECS indirizza la corrente alle elettrovalvole per regolare lo smorzamento secondo la situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I componenti meccanici di base sono essenziali per le sospensioni. Le KECS sulla Ninja ZX-10R SE si avvalgono delle tecnologie d&#8217;avanguardia BFF (Balance Free Front Fork) e BFRC lite (Balance Free Rear Cushion lite) di Showa, presentando la stessa costruzione delle sospensioni sulle motociclette da gara Kawasaki WSB Ninja ZX-10RR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I motociclisti possono scegliere fra tre modalità: Strada, Pista e Manuale. Le modalità Strada e Pista forniscono impostazioni base più soft o più rigide a seconda che si guidi rispettivamente su strada o su circuito. La modalità manuale permette ai motociclisti di adattare le impostazioni base dello smorzamento in compressione e in estensione alle proprie esigenze e/o allo stile di guida. Le impostazioni manuali (15 livelli ciascuna) sono selezionate elettronicamente tramite il quadro strumenti. In tutte e tre le modalità, le KECS regolano lo smorzamento in funzione della velocità del veicolo, velocità corsa e decelerazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle KECS, le caratteristiche del motore e della ciclistica della Ninja ZX-10R SE sono completate da diversi componenti della Ninja ZX-10RR, come I cerchi a 7 razze multidirezionali forgiate in alluminio, sviluppate insieme a Marchesini, contribuiscono a una maggiore maneggevolezza, soprattutto nei cambi di direzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre è dotata del sistema KQS bidirezionale, che permette i passaggi alle marce superiori e alle marce inferiori senza intervenire sulla frizione, facilitando la guida su pista. (Sul modello standard è possibile scalare di marcia senza intervenire sulla frizione solo con l&#8217;ECU del kit da gara.) Progettato per una guida sportiva efficace, il cambio KQS può essere utilizzato anche su strada a regimi superiori ai 2.500 min-1.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td colspan="2"><strong>SPECIFICHE </strong><strong>MOTORE </strong></td></tr><tr><td>Tipo
<p>Cilindrata</p>
<p>Alesaggio e Corsa</p>
<p>Rapporto di compressione</p>
<p>Distribuzione</p>
<p>Sistema di alimentazione</p>
<p>Accensione</p>
<p>Avviamento</p>
<p>Lubrificazione</p>
</td><td>4 tempi, 4 cilindri in linea, raffreddato a liquido
<p>998 cm<sup>3 </sup></p>
<p>76,0 x 55,0 mm</p>
<p>13,0:1</p>
<p>DOHC, 16 valvole</p>
<p>Iniezione carburante: φ47 mm x 4 con doppia iniezione</p>
<p>Digitale</p>
<p>Elettrico</p>
<p>Forzata a carter umido</p>
</td></tr><tr><td colspan="2"><strong>TRASMISSIONE </strong></td></tr><tr><td>Trasmissione
<p>Trasmissione finale</p>
<p>Rapporto di trasmissione</p>
<p>Rapporti di trasmissione: 1a</p>
<p>2a</p>
<p>3a</p>
<p>4a</p>
<p>5a</p>
<p>6a</p>
<p>Rapporto di trasmissione finale</p>
<p>Frizione</p>
</td><td>6 rapporti
<p>Catena</p>
<p>1,681 (79/47)</p>
<p>2,600 (39/15)</p>
<p>2,214 (31/14)</p>
<p>1,944 (35/18)</p>
<p>1,722 (31/18)</p>
<p>1,550 (31/20)</p>
<p>1,391 (32/23)</p>
<p>2,294 (39/17)</p>
<p>Dischi multipli in bagno d&#8217;olio, manuale</p>
</td></tr><tr><td colspan="2"><strong>TELAIO </strong></td></tr><tr><td>Tipo
<p>Escursione ruota: anteriore</p>
<p>posteriore</p>
<p>Ruota: anteriore</p>
<p>posteriore</p>
<p>Angolo di inclinazione del cannotto di sterzo</p>
<p>Avancorsa</p>
<p>Angolazione dello sterzo (sinistra/destra)</p>
</td><td>A doppia trave, in alluminio fuso
<p>120 mm</p>
<p>114 mm</p>
<p>120/70ZR17M/C (58W)</p>
<p>190/55ZR17M/C (75W)</p>
<p>25,0°</p>
<p>107 mm</p>
<p>27° / 27°</p>
</td></tr></tbody></table></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuova Ducati Multistrada 1260</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Dec 2017 11:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Multistrada]]></category>
		<category><![CDATA[Multistrada 1260]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Eicma 2017 Ducati ha presentato la nuova Multistrada 1260, l&#8217;ultima nata nella categoria &#8220;ibrida&#8221; che a Borgo Panigale hanno fortemente spinto e con la quale hanno avuto un grandissimo successo. Già al suo debutto nel 2010, la Multistrada ha rappresentato una rivoluzione per il mondo delle due ruote proponendo per la prima volta agli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71465" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/multistrada-1260.jpg" alt="multistrada 1260" width="800" height="367" title="Nuova Ducati Multistrada 1260 499" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-768x352.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-300x138.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-696x319.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />A Eicma 2017 Ducati ha presentato la nuova <strong>Multistrada 1260</strong>, l&#8217;ultima nata nella categoria &#8220;ibrida&#8221; che a Borgo Panigale hanno fortemente spinto e con la quale hanno avuto un grandissimo successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Già al suo debutto nel 2010, la Multistrada ha rappresentato una rivoluzione per il mondo delle due ruote proponendo per la prima volta agli appassionati quattro moto in una: dalla sportiva alla tourer per i grandi viaggi, dalla moto per tutti i giorni all’enduro. Queste quattro anime, grazie alle numerose novità introdotte e ai Riding Mode, portano la Multistrada 1260 a nuovi livelli di performance, facilità di guida, comfort e divertimento.</p>
<p style="text-align: justify;">La Multistrada si aggiorna guadagnando il nuovo motore Ducati Testastretta DVT (Desmodromic Variable Timing) da 1262 cm3, una nuova ciclistica, elettronica più evoluta e un aggiornamento estetico che comprende nuove ali laterali e ruote dal design più sportivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore DVT (Desmodromic Variable Timing), variando in modo indipendente sia la fasatura dell’albero a camme che comanda le valvole di aspirazione sia quella dell’albero a camme che comanda le valvole di scarico, ottimizza le prestazioni agli alti regimi per ottenere la massima potenza, mentre ai medi e bassi regimi regolarizza il funzionamento, migliora la linearità di erogazione e incrementa la coppia. In pratica si ha a disposizione un motore che cambia le proprie caratteristiche col variare del numero dei giri in modo continuo e senza che il pilota se ne accorga, rimanendo nei limiti dell’omologazione Euro 4 e con grande attenzione ai consumi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71461" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/ducati-multistrada-1260-S.jpg" alt="ducati multistrada 1260 S" width="800" height="504" title="Nuova Ducati Multistrada 1260 500" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/ducati-multistrada-1260-S.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/ducati-multistrada-1260-S-768x484.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/ducati-multistrada-1260-S-300x189.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/ducati-multistrada-1260-S-696x438.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Grazie alla nuova cilindrata portata ora a 1262 cm3, il motore della Multistrada 1260 segna nuovi standard per guidabilità e prestazioni. Per sviluppare questo nuovo motore, derivato all’unità che equipaggia la Multistrada 1200, gli ingegneri Ducati si sono concentrati nel garantire la massima e migliore erogazione di coppia possibile ai bassi e medi regimi. Infatti l’85 % della coppia è già disponibile al di sotto dei 3.500 giri/minuto con un innalzamento della curva del 18 % a 5.500 giri/minuto, se paragonata a quella del precedente modello. Questo fa della Multistrada 1260 la moto della sua categoria col valore di coppia più elevato a 4.000 giri/minuto, ovvero il regime di rotazione più utilizzato durante la guida.</p>
<p style="text-align: justify;">Per raggiungere il nuovo valore di cilindrata è stata aumentata la corsa dei pistoni passata da 67,9 e 71,5 mm (l’alesaggio rimane di 106 mm). Per fare questo sono state utilizzate nuove bielle, un nuovo albero motore e nuovi cilindri. Il sistema DVT è stato poi ricalibrato per massimizzare l’erogazione della coppia ai medi e bassi regimi e questo ha portato ad avere una potenza massima di 158 CV a 9.750 giri/minuto e una coppia massima di 13,2 kgm a 7.500 giri/minuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ottenere queste prestazioni sono stati rivisti anche l’impianto di scarico e quello di aspirazione. Lo scarico ha un nuovo giro tubi, un nuovo layout interno del presilenziatore e un nuovo silenziatore mentre l’aspirazione è stata rivista nella zona della bocca di aspirazione dell’aria.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71464" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/multistrada-1260-S.jpg" alt="multistrada 1260 S" width="799" height="509" title="Nuova Ducati Multistrada 1260 501" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-S.jpg 799w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-S-768x489.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-S-300x191.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-S-696x443.jpg 696w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" />Le cartelle delle cinghie sono nuove e ospitano il logo DVT posizionato ora su un supporto metallico. Il motore della Multistrada 1260 ha il coperchio dell’alternatore ridisegnato per poter ospitare il nuovo e più evoluto sensore marce indispensabile per il DQS Up &amp; Down. È cambiato anche il leveraggio del cambio, che adesso vede una corsa ridotta per migliorare la precisione degli innesti.</p>
<p style="text-align: justify;">La Multistrada 1260 è equipaggiata con un nuovo comando gas che si interfaccia col sistema Ride By Wire per il controllo della potenza erogata dal motore. Questo nuovo comando garantisce una connessione più fluida dell’acceleratore garantendo una migliore esperienza di guida.</p>
<p style="text-align: justify;">La Multistrada 1260 è dotata della piattaforma inerziale IMU (Inertial Measurement Unit) Bosch che gestisce il Ducati Wheelie Control (DWC) e l’ABS Cornering Bosch e il controllo elettronico della velocità. I quattro Riding Mode (Sport, Touring, Urban ed Enduro) diventano ancora più completi supportati, nelle versioni della Multistrada 1260 S, dal sistema Ducati Skyhook Suspension (DSS) Evolution, che configura l’assetto delle sospensioni in maniera praticamente istantanea grazie agli input forniti dai sensori presenti sul veicolo, assicurando l&#8217;isolamento globale del corpo del veicolo dalle asperità del fondo stradale per rendere più confortevole la guida. La Multistrada 1260 è equipaggiata col Vehicle Hold Control (VHC) e, di serie sulla versione S e D|Air e accessorio per la Standard, c’è il Ducati Quick Shift (DQS) Up &amp; Down.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71462" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/multistrada-1260-cruscotto.jpg" alt="multistrada 1260 cruscotto" width="800" height="489" title="Nuova Ducati Multistrada 1260 502" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-cruscotto.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-cruscotto-768x469.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-cruscotto-300x183.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-cruscotto-696x425.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />La mappa <strong>Sport</strong> sviluppa una potenza di 158 CV, con una coppia di 129,5 Nm ed un assetto sportivo delle sospensioni nelle versioni S.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il <strong>Riding Mode Touring Ducati</strong> la potenza massima rimane di 158 CV, ma l’erogazione del motore è più morbida e progressiva. La sicurezza attiva è esaltata dall&#8217;incremento del livello di intervento di DTC e DWC. L’ABS è settato sul livello di interazione 3 (il più alto).</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Riding Mode Urban</strong> riduce la potenza a 100 CV e nelle versioni S il setting delle sospensioni è perfetto per superare agevolmente i frequenti ostacoli cittadini (dossi, tombini, ecc.) Il DSS si riconfigura ancora una volta per gestire al meglio questi continui cambi di superficie. DTC e DWC passano al livello di intervento molto elevato. L’ABS è settato sul livello 3.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Riding Mode Enduro</strong> è pensato per gli sterrati e prevede una potenza del motore di 100 CV ed intervento del DSS Evolution riconfigurato per una gestione specifica. I sistemi DTC e DWC passano al livello inferiore di intervento ed l’ABS è settato sull&#8217;interazione di livello 1, idonea all&#8217;uso offroad su terreni a bassa aderenza, con funzionalità di rilevamento del sollevamento della ruota posteriore disattivato, alla funzionalità Cornering disattivata e ABS sulla ruota posteriore disabilitato.</p>
<p style="text-align: justify;">La Multistrada 1260 è dotata di nuova ciclistica che vede impiegati un nuovo telaio e un forcellone più lungo.L’angolo di sterzo ha guadagnato un grado passando da 24° a 25° mentre il forcellone, nuovo anch’esso, è più lungo di 48 mm.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste modifiche hanno portato ad un incremento totale dell’interasse di 55 mm e assieme al nuovo carattere del motore e alla nuova taratura delle sospensioni, hanno portato la Multistrada 1260 a diventare ancora più godibile tra le curve e allo stesso stabile, anche a pieno carico con borse laterali e passeggero.</p>
<p style="text-align: justify;">La Multistrada 1260 prevede una forcella anteriore a steli rovesciati da 48 mm di diametro, piedino fuso dedicato, regolabile in tutte le caratteristiche (precarico molla, freno idraulico in estensione e compressione, il tutto su entrambi gli steli). Al posteriore un ammortizzatore Sachs collega il forcellone al telaietto fuso di sinistra: è anch’esso regolabile nel precarico molla in remoto con torchio idraulico e nei freni idraulici in estensione e compressione. La molla è progressiva, con conseguente aumento del comfort di guida anche con veicolo a pieno carico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le versioni S della Multistrada 1260 sono equipaggiate di forcella Sachs da 48 mm con foderi nel caratteristico grigio ceramico e piedini forgiati e ammortizzatore posteriore, di produzione Sachs; entrambi sono di tipo semi-attivo e vengono controllati dal sistema Ducati Skyhook Suspension (DSS) Evolution. Oltre a consentire la regolazione del freno idraulico in compressione ed estensione e del precarico della molla al posteriore, automatica e integrata nei Riding Mode oppure personalizzabile attraverso il computer di bordo, il sistema semi-attivo esercita un controllo in maniera continua per garantire il perfetto equilibrio del veicolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Entrambe le sospensioni hanno una corsa di 170 mm sia anteriore che posteriore consentendo di viaggiare in assoluto comfort anche ai carichi più elevati e, soprattutto, di affrontare percorsi off-road in totale sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71463" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/12/multistrada-1260-detail.jpg" alt="multistrada 1260 detail" width="750" height="467" title="Nuova Ducati Multistrada 1260 503" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-detail.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-detail-300x187.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/12/multistrada-1260-detail-696x433.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />Su tutti i modelli è presente il cruise control che consente al pilota di impostare una velocità di crociera utilizzando i pulsanti integrati nel blocchetto comandi posto sul lato sinistro del manubrio. La versione S è dotata di serie di un modulo Bluetooth che tramite il Ducati Multimedia System (DMS) consente di connettere la moto con smartphone e di gestirne le funzionalità multimediali più importanti (ricezione telefonate, notifica sms, ascolto musica) attraverso i pulsanti al manubrio e visualizzandone le informazioni sul nuovo dashboard TFT che segna nuovi standard per interfaccia e facilità di lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">La Multistrada 1260 è equipaggiata con un nuovo e più sicuro sistema Hands Free e vanta lunghi intervalli di manutenzione: il cambio dell’olio è previsto infatti ogni 15.000 km mentre il “Desmo Service” è richiesto ogni 30.000 km, distanze che permettono di godersi tutti i viaggi, anche quelli più lunghi, senza pensieri.</p>
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		<title>Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Dec 2017 08:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[brutale]]></category>
		<category><![CDATA[f3+f4]]></category>
		<category><![CDATA[handcrafted]]></category>
		<category><![CDATA[italian]]></category>
		<category><![CDATA[MV]]></category>
		<category><![CDATA[mv agusta]]></category>
		<category><![CDATA[mvagusta]]></category>
		<category><![CDATA[mvagustabrutale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro ultimo test prima della stagione invernale è quello dedicato alla bellissima MV Agusta Brutale 800, parte della “rivoluzione” 3 cilindri iniziata nel 2011 con l’introduzione della motorizzazione 675 e progredita con l’ attuale 800, che attualmente ha soppiantato la 675 (ora non più in produzione per quanto riguarda il segmento Brutale). Il model [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il nostro ultimo test prima della stagione invernale è quello dedicato alla bellissima<span style="color: #000000"><strong> MV Agusta Brutale 80</strong></span><strong>0</strong>, parte della <strong>“rivoluzione” 3 cilindri</strong> iniziata nel 2011 con l’introduzione della motorizzazione 675 e progredita con l’ attuale 800, che attualmente ha soppiantato la 675 (ora non più in produzione per quanto riguarda il segmento Brutale).</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-71321" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/1.jpg" alt="1" width="4262" height="2831" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 514" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/1.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/1-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/1-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/1-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/1-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4262px) 100vw, 4262px" /><br />
Il model year 2017 (ma anche 2018, il quale abbiamo potuto ammirare ad EICMA con nuove interessanti colorazioni), non è in realtà altro che un adeguamento normativo (Euro 4 in primis) e stilistico, più che una vera e propria evoluzione tecnica rispetto alla versione della precedente annata.<br />
Con il test della Brutale, vi racconteremo di un mezzo davvero particolare ed avanzato, che lascia trasparire la prestigiosità dello storico marchio italiano ed è definito quasi come un <strong>oggetto di culto</strong> dal punto di vista stilistico e non solo&#8230;</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #3366ff">Aspetto e Sensazioni</span></p>
<p style="text-align: justify">La linea MV è unica ed inconfondibile, tant’è che il marchio di fabbrica “Brutale” non è mai stato snaturato dal punto di vista estetico, sebbene siano presenti sempre più interessanti ed accattivanti versioni speciali proprio aventi la Brutale come base, come ad esempio la stupenda versione Dragster in tutte le sue varianti.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71322 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/3.jpg" alt="3" width="4288" height="2848" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 515" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/3.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/3-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/3-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/3-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/3-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify">La p<strong>osizione di guida</strong> appare subito <strong>molto racing</strong>; alta la sella (ben 830 mm da terra) e parecchio sportiveggiante la posizione di pedane e manubrio, il quale permette un angolo di sterzata piuttosto ridotto. Anche la <strong>leggerezza</strong> è immediatamente percepibile, la Brutale ferma infatti la lancetta a soli <strong>178 kg</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La sella è abbastanza rigida, sicuramente non volta al touring.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>strumentazione</strong> nel complesso è <strong>discreta</strong>; ancora non riesco a tollerare il fatto che nel 2017 sia presente <strong>solamente l’indicatore della riserva&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-71323" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/2.jpg" alt="2" width="4288" height="2848" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 516" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify">Il display digitale  permette di tenere sott’ occhio temperatura motore, marcia inserita, livelli di ABS e Traction Control. Le varie spie sono invece disposte in orizzontale, appena sotto al display.</p>
<p style="text-align: justify">Nel complesso, la moto è <strong>paragonabile ad un’opera</strong> d’arte; i dettagli che più la contraddistinguono sono il portatatarga attaccato lateralmente al curatissimo f<strong>orcellone monobraccio</strong> ed il “buco” (<strong>telaio reggisella</strong> in lega leggera) unico nel suo genere. In generale, dunque, i dettagli sono curatissimi ed ogni particolare fa trasparire una certa autenticità.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #3366ff">Motore</span></p>
<p style="text-align: justify">La prova, svoltasi in un inaspettato spiraglio di estate inoltratosi sino alle porte di novembre, è stata una conferma dal punto di vista motoristico. Oggi più che mai, sono <strong>convinto che il 3 cilindri sia la migliore scelta di conformazione motoristica per circolare su strada</strong>. I vantaggi del bicilindrico e quelli di un classico 4 in linea si traducono quindi in coppia sempre disponibile e tiro lineare ad ogni regime. Certo, il 3 cilindri by MV non riesce ad urlare come un 4 in linea sopra i 10mila giri e non ha la schiena ai bassi di un bicilindrico, ma si tratta senza dubbio di un ottimo compromesso.</p>
<p style="text-align: justify">Gli attuali <strong>110 CV</strong> (lo scorso anno erano 116, ma l’avvento della normativa antinquinamento Euro4 ha purtroppo portato ad un’ inevitabile perdita di qualche cavallo) sono <strong>decisamente sufficienti a far cantare a dovere le 3 caratteristiche canne d’organo</strong> su percorsi stradali. Il sound è una sinfonia piena e raspante, forse più emozionante del “solito” screamer 4 in linea&#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-71324" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/4.jpg" alt="4" width="4288" height="2848" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 517" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/4.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/4-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/4-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/4-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/4-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify">La <strong>velocità massima</strong> raggiungibile si colloca <strong>attorno ai 240 km/h</strong>, ma già dopo aver passato i 160 km/h la pressione dell’ aria diventa davvero importante per via della totale assenza di protezione aerodinamica.</p>
<p style="text-align: justify">L’<strong>elettronica MV</strong> è <strong>avanzata</strong>, e la testimonianza maggiore a riguardo sono le 4 mappature motore selezionabili, che andremo ad elencare appena dopo aver descritto un altro elemento fondamentale del pacchetto : l’<strong> EAS (Electronic Assisted Shift) 2.0.</strong><br />
Risolti i problemi al cambio che affliggevano le prime serie dell’“evoluzione 3 cilindri”, ora non posso che confermare l’efficacia del <strong>quickshifter Up and Down</strong> by MV Agusta : funziona ad ogni regime ed è disinseribile se si vuole continuare ad avere un’ esperienza di guida tradizionale.<br />
Le cambiate, con il quickshifter attivo, sono una goduria ed il dispositivo lavora benissimo anche a bassi regimi (contrariamente ad altri cambi elettronici montati da diversi marchi). Una volta trovata la giusta intensità con la quale si va ad agire sulla leva del cambio con lo stivale, le cambiate sono precise ed efficaci. Il test, mi ha fatto inoltre tornare in mente la <strong>&#8220;best sounding bike&#8221;</strong> del <strong>TT 2013</strong>, F3 675 guidata da Gary Johnson.</p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="K1_tz32ODvQ"><iframe loading="lazy" title="IOM TT 2013 Gary Johnson MV Agusta 11th Milestone" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/K1_tz32ODvQ?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: justify">Passiamo ora alle <strong>4 mappature motore</strong> selezionabili; come già accennato la procedura e le interazioni con i comandi non sono così elementari, ma una volta presa la mano si riesce a sfruttare il pacchetto elettronico della moto nella sua integrità.</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Standard</strong></li>
<li><strong>Sport</strong></li>
<li><strong>Rain</strong></li>
<li><strong>Custom (regolabili limite giri, risposta gas, ecc.)</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Grazie al ride by wire, è possibile passare da una mappatura all’altra anche in corsa, ma il procedimento non è poi così immediato. A mio modesto parere basterebbe davvero poco per creare dei pulsanti più intuitivi e che di conseguenza che permettessero al pilota di interagire col menù e le sue funzioni in modo più rapido e meno rischioso durante la guida&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">In <strong>tutte le mappature</strong> sovrariportate è inoltre possibile v<strong>ariare il livello di Traction Control su 8 livelli</strong> (0 = spento / 8 = massimo intervento), oltre a disinserire l’efficace ABS Bosch.<br />
Il <strong>Traction Control</strong> l’ho trovato <strong>non eccelso, anche se in fin dei conti funzionale</strong>. Se settato su livelli superiori al 5, taglia in modo abbastanza percepibile ed è dunque mirato più ad interventi di sicurezza, che a gestire con l’aiuto dell’elettronica situazioni di guida sportiva ed al limite. Questo fatto relativo all’ intervento del TC è emerso soprattutto in pista, dove ho capito quanto avrei gradito poter disporre di un comando che tagliasse più progressivamente; il classico taglio intervallato di potenza avrebbe infatti un indole più pistaiola, piuttosto che conservativa.</p>
<p style="text-align: justify">I <strong>consum</strong>i, invece, sono sorprendentemente non molto distanti rispetto ai valori dichiarati dalla casa madre <strong>(5,6 l / 100 km)</strong>. Pur disponendo di una buona cavalleria, il 3 cilindri non è particolarmente assetato.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #3366ff">Ciclistica ed Impianto Frenante</span></p>
<p style="text-align: justify">La Brutale 800 non scende certamente a compromessi per quanto riguarda il comfort, dimostrando ancora una volta il<strong> dna racing</strong> della casa di Schiranna.<br />
La generale stabilità del mezzo è sin da subito avvertibile, le impostazioni standard del <strong>mono Sachs</strong> e della <strong>forcella da 43mm</strong> fornita da <strong>Marzocchi</strong> non fanno che ribadire la sportività vera e propria, piuttosto che la comodità nelle condizioni più disparate.</p>
<p style="text-align: justify">Ricapitolando, già dalla prima volta nella quale avrete occasione di “tirare il collo” al 3 cilindri su superfici liscie oppure in pista, dimenticherete abbastanza in fretta i sussulti puntualissimi ad ogni buca. Questo perchè guidare una <strong>moto tanto affilata e precis</strong>a da una <strong>grande soddisfazione</strong>; <strong>non è facilissimo instaurare un rapporto confidenziale con la Brutale, ma una volta capita la moto, precisione e prevedibilità di comportamento della stessa sono sublimi.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-71325" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/5.jpg" alt="5" width="4288" height="2848" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 518" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/5.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/5-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/5-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/5-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/5-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify">L<strong>’impianto frenante (completamente Brembo)</strong> è convincente da ogni punto di vista : il doppio disco anteriore da 320mm (4 pistoncini e pinza radiale) ed il singolo disco da 220 mm al posteriore trasmettono la sicurezza necessaria.</p>
<p style="text-align: justify">Ad ogni modo, la <strong>geometria e le dimensioni</strong> della Brutale la rendono una vera <strong>naked affilatissima</strong>, sempre prevedibile e “piantata” (in senso positivo, naturalmente). L’interasse di soli 1400mm e la sella alta ben 830mm da terra potrebbero farla quasi apparire come motardistica, ma in realtà <strong>va guidata più come una F3</strong>, che come una Rivale.<br />
A proposito, pur non avendo mai avuto occasione di provare una Rivale, penso che le premesse comunicatemi dalla Brutale 800 siano abbastanza interessanti da farmi desiderare di saltare in sella ad una Rivale il prima possibile.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-71326" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/6.jpg" alt="6" width="4288" height="2848" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 519" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/6.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/6-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/6-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/6-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/6-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify">Ancora una volta, come nel precedente <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/07/26/test-ducati-supersport-versatilita-sportivita-direttamente-borgo-panigale/">test dedicato alla nuova Ducati Supersport</a>, ci troviamo a fare i conti con le <strong>Pirelli Diablo Rosso III</strong>. Che dire, ormai sono sempre più convinto che in Pirelli abbiano raggiunto l’idea di <strong>pneumatico adatto ad ogni circostanza</strong> nella maniera migliore possibile; il range di temperatura nel quale è possibile spingere in sicurezza con le Diablo Rosso III è sorprendente, inoltre anche in pista (fino al raggiungimento di temperature non troppo esotiche) la sensazione trasmessa delle coperture della casa milanese è a dir poco impressionante. <strong>Ben fatto, Pirelli!</strong></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #3366ff">Per Chi ? Dove ?</span></p>
<p style="text-align: justify">La<strong> filosofia MV</strong>, soprattutto quella rivolta al futuro più prossimo, è quella di<strong> tornare a produrre prodotti di nicchia</strong>, piuttosto che motociclette per il mercato generico. Il discorso relativo all’ unicità del marchio di Schiranna è direttamente riconducibile anche alla moto considerata in questo test.<br />
La <strong>Brutale</strong> <strong>non è certamente una moto per tutti</strong>, e mentirei se dicessi che si tratta di una moto facile ed adatta ad un pubblico variegato. La naked varesina va presa con le pinze, soprattutto inizialmente; il maggior peso da sopportare è quello importato dal dna racing (F3 docet), ma viene certamente compensato dal piacere che si prova a possedere un mezzo tanto ammirato, quanto efficace.<br />
Più volte mi sono soffermato a scrutare ogni dettaglio della 800, ma ogni volta è riuscita a stupirmi con qualcosa in più. Strada facendo, ho incontrato un anziano signore il quale non ha potuto fare a meno di ricordarmi della gloriosità del marchio e degli anni d’oro dei trionfi di Agostini. A questo punto ho definitivamente realizzato che MV Agusta è molto più che un semplice produttore di motociclette; un brand che rimane impresso fino in fondo trasmettendo passione ed eccellenza made in Italy.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-71327" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/7.jpg" alt="7" width="4288" height="2848" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 520" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/7.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/7-1024x680.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/7-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/7-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/7-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /></p>
<p style="text-align: justify">Perdonatemi questa digressione, ma davvero non c’è altro modo di riportare sensazioni che con altri mezzi sembrano distanti anni luce.<br />
<strong>La Brutale non eccelle in nessun tipo di utilizzo comunemente inteso come tale : è rigidissima e non perfettamente adattabile a fondi sconnessi, in pista sa il fatto suo ma la totale assenza di protezione aerodinamica non la rendono certamente la perfetta track bike. In autostrada è ovviamente altrettando esposta all’ aria, eppure nonostante tutto è tanto unica e distinguibile; ammirata sia dal punto di vista tecnico, che da quello stilistico.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Prezzo? € 13590</strong><br />
Considerando il livello di qualità offerto, la prestigiosità e l’appeal del marchio, oltre ai numeri di produzione particolarmente ridotti, non ci troviamo di fronte a grosse sorprese: qualità ed eleganza si pagano.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #339966">Pregi : Unica ed inimitabile / quickshifter up and down /  motore sempre pronto</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000">Difetti : Non per tutti (bisogna darle del Lei) / 100 % sportiva = no comfort</span></p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71319 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/scheda1.png" alt="scheda1" width="548" height="576" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 521" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/scheda1.png 548w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/scheda1-300x315.png 300w" sizes="(max-width: 548px) 100vw, 548px" /><img decoding="async" class="size-full wp-image-71318 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/scheda3.png" alt="scheda3" width="546" height="460" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 522" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/scheda3.png 546w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/scheda3-300x253.png 300w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" />  <img decoding="async" class="size-full wp-image-71320 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/scheda2.png" alt="scheda2" width="545" height="567" title="Test MV Agusta Brutale 800 : efficace e curatissima 523" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/scheda2.png 545w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/scheda2-300x312.png 300w" sizes="(max-width: 545px) 100vw, 545px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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			<media:title type="plain">Novità Moto Archivi | Giornalemotori</media:title>
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		<title>Yamaha apre le prenotazioni per la YZF-R1M 2018</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 14:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[R1M]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
		<category><![CDATA[YZF-R1M]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; possibile prenotare online l&#8217;edizione 2018 della YZF-R1M, la rivoluzionaria supersportiva tre diapason, ispirata alla M1 utilizzata in MotoGP da Valentino Rossi e Maverick Viñales. Ai futuri possessori è riservata la possibilità di partecipare alla Yamaha Racing Experience con i campioni di ieri e di oggi. I team di professionisti, i piloti da competizione e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71346" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/yzf-r1m.jpg" alt="yzf-r1m" width="755" height="460" title="Yamaha apre le prenotazioni per la YZF-R1M 2018 525" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/yzf-r1m.jpg 755w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/yzf-r1m-300x183.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/yzf-r1m-696x424.jpg 696w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" />E&#8217; possibile prenotare online l&#8217;edizione 2018 della YZF-R1M, la rivoluzionaria supersportiva tre diapason, ispirata alla M1 utilizzata in MotoGP da Valentino Rossi e Maverick Viñales. Ai futuri possessori è riservata la possibilità di partecipare alla Yamaha Racing Experience con i campioni di ieri e di oggi.</p>
<p>I team di professionisti, i piloti da competizione e tutti coloro che amano girare in pista e che sono desiderosi di sperimentare la tecnologia derivata dalla MotoGP, possono ufficialmente collegarsi al sistema di prenotazione online di Yamaha YZF-R1M m.y. 2018.</p>
<p>Ispirata alla M1 MotoGP di Valentino Rossi e Maverick Viñales, YZF-R1M è una supersportiva che, grazie alle elevate specifiche di riferimento, offre a chi vuole misurare la propria passione in pista la possibilità di conoscere e sfruttare la tecnologia più attuale dei mezzi da competizione ufficiali Yamaha.</p>
<p>Per il 2018, YZF-R1M è equipaggiata con le nuove sospensioni elettroniche Smart EC 2 ERS, il sistema più sofisticato mai sviluppato da Öhlins per una moto di serie. Il nuovo sistema è ancor più &#8220;intelligente&#8221; di prima poiché permette di regolare con maggiore precisione la dinamica delle sospensioni in pista, specialmente con le nuove funzioni di supporto per frenate, accelerazioni e curve. Tra le novità principali è incluso anche un rinnovato sistema di cambio Quick Shift, ancor più sofisticato rispetto a quello utilizzato per la versione 2017, che innesta le marce a pieno gas. Progettato per garantire cambi marcia affidabili e rapidi senza aver l&#8217;obbligo di utilizzare la frizione, il nuovo QSS, ulteriormente perfezionato, ora agisce anche quando si scala.</p>
<p>Per non perdere l&#8217;occasione di entrare in possesso di una delle Yamaha più desiderate ed amate al mondo (dato confermato dall&#8217;esaurimento in poco tempo delle edizioni YZF-R1M 2015, 2016 e 2017 disponibili), i piloti e i team interessati possono effettuare la propria prenotazione al seguente indirizzo: <a href="https://r1m.yamaha-motor.eu/it-IT/registration" target="_blank" rel="noopener">https://r1m.yamaha-motor.eu/it-IT/registration</a></p>
<p><strong>Yamaha Racing Experience (YRE) 2018</strong><br />
Tutti i clienti che acquisteranno YZF-R1M 2018, sono invitati a partecipare all&#8217;esclusiva Yamaha Racing Experience, che avrà luogo nell&#8217;estate 2018. Un&#8217;esperienza unica che si occuperà di tutti gli aspetti della preparazione della moto alle competizioni, compresi i corsi teorici e le guide assistite in pista, con il supporto di campioni di ieri e di oggi.</p>
<p>Ulteriori informazioni al seguente indirizzo: <a href="https://yre.yamaha-motor.eu/it/" target="_blank" rel="noopener">https://yre.yamaha-motor.eu/it/</a></p>
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		<title>Kawasaki Z900RS CAFE: un tuffo nel passato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 09:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[Z900RS]]></category>
		<category><![CDATA[Z900RS CAFE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Kawasaki ha presentato in Eicma la Z900RS CAFE, che, come la Z900RS, trae le sue origini dalla Super Four Z1 del 1972. La Z1, moto che Kawasaki presentò al Salone di Colonia del 1972 facendo scalpore, è veramente la grande ispiratrice di questo progetto molto apprezzato, che si presta a moltissime interpretazioni e personalizzazioni. Con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2017/11/27/kawasaki-z900rs-cafe-un-tuffo-nel-passato/">Kawasaki Z900RS CAFE: un tuffo nel passato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71304" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/z900rs-cafe-racer.jpg" alt="z900rs cafe racer" width="750" height="395" title="Kawasaki Z900RS CAFE: un tuffo nel passato 528" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/z900rs-cafe-racer.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/z900rs-cafe-racer-300x158.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/z900rs-cafe-racer-696x367.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />Kawasaki ha presentato in Eicma la <strong>Z900RS CAFE</strong>, che, come la Z900RS, trae le sue origini dalla Super Four Z1 del 1972. La Z1, moto che Kawasaki presentò al Salone di Colonia del 1972 facendo scalpore, è veramente la grande ispiratrice di questo progetto molto apprezzato, che si presta a moltissime interpretazioni e personalizzazioni.</p>
<p><figure id="attachment_71310" aria-describedby="caption-attachment-71310" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71310" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/2017-11-27_100001.jpg" alt="2017 11 27 100001" width="750" height="464" title="Kawasaki Z900RS CAFE: un tuffo nel passato 529" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-27_100001.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-27_100001-300x186.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-27_100001-696x431.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption id="caption-attachment-71310" class="wp-caption-text">La Kawasaki Z1 900 del 1972</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Con uno schema colore audace ed  una posizione di guida più sportiva grazie al manubrio basso questa moto diventa una perfetta cafè racer.</p>
<p style="text-align: justify;">I dettagli della moto richiamano moltissimo la vera Old School degli anni pionieristici dei biker, con quel manubrio basso e spiovente tutto nero che ricorda molto le vecchie moto da competizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema di scarico poi regala un sound davvero speciale, rauco, e si integra molto bene nelle forme della Z900RS CAFE. Anche i cerchi sono di design classico e il motore è molto discreto le sue linee sono molto pulite.</p>
<p style="text-align: justify;">Come fu per la leggendaria Z1, il motore è il vero cure pulsante della Z900RS CAFE: un gioiello tecnologico incastonato in una moto che &#8220;finge&#8221; di essere Old ma è veramente moderna.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71305" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/z900rs-cafe.jpg" alt="z900rs cafe" width="750" height="500" title="Kawasaki Z900RS CAFE: un tuffo nel passato 530" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/z900rs-cafe.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/z900rs-cafe-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/z900rs-cafe-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />Il motore è dotato del controllo trazione KTRC, frizione assisitita antisaltellamento. Il telaio è a traliccio e ha una forcella rovesciata da 41mm.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto azzeccato il faro LED ellittico, mentre la sua strumentazione è una via di mezzo tra il vecchio e il nuovo: l&#8217;estetica è quella classica, ma accompagnata da un pannello LCD centrale che sottolinea la spiccata voglia di modernizzare un grande classico.</p>
<p style="text-align: justify;">Come detto sopra, la Z900RS CAFE si presta molto alle customizzazioni e personalizzazioni, e Kawasaki ha già pronto un catalogo pieno di accessori dal quale i clienti potranno attingere per rendere la loro moto assolutamente unica.</p>
<p style="text-align: justify;">Kawasaki si è presa del tempo per entrare nel mondo delle  Modern Classic ma è certamente valsa la pena attendere fino ad oggi.</p>
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		<title>Energica Eva EsseEsse9: la Café Racer elettrica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2017 10:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Energica]]></category>
		<category><![CDATA[EsseEsse9]]></category>
		<category><![CDATA[Moto elettriche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La casa modenese Energica ha presentato a EICMA 2017 la Eva EsseEsse9, una bellissima moto scarenata che richiama l&#8217;estetica di una vera e propria Café Racer. Forse è la la Eva EsseEsse9 è prima del suo genere, una naked elettrica in stile &#8220;Old School&#8221; che, se è divertente quanto le due &#8220;sorelle&#8221; Eva e Ego che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71266" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/eva-esseesse9.jpg" alt="eva esseesse9" width="750" height="617" title="Energica Eva EsseEsse9: la Café Racer elettrica 534" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/eva-esseesse9.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/eva-esseesse9-300x247.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/eva-esseesse9-696x573.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />La casa modenese Energica ha presentato a EICMA 2017 la <strong>Eva EsseEsse9</strong>, una bellissima moto scarenata che richiama l&#8217;estetica di una vera e propria Café Racer.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse è la la <strong>Eva EsseEsse9</strong> è prima del suo genere, una naked elettrica in stile &#8220;Old School&#8221; che, se è divertente quanto le due &#8220;sorelle&#8221; <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/09/29/energica-ego-eva-nostro-test-elettrico/"><strong><span style="color: #000080;">Eva e Ego che provammo in estate</span></strong></a>, ruberà i cuori agli appassionati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo nome, EsseEsse9, prende spunto dal nome della Via Emilia, SS9 appunto, che è l&#8217;arteria dei motori italiana. La moto quindi richiama lo spirito di una delle strade sotriche per gli appassionati di motori, unendo la passione sfrenata per le due e le quattro ruote all&#8217;avanzare della tecnologia che si sta sempre più spostando verso l&#8217;elettrico.</p>
<p style="text-align: justify;">Basti guardare la sua linea retrò, con una sella di ispirazione classica con tessuto soft touch e un fanale full led con DRL. La Eva EsseEsse9 sarà la prima moto al mondo a usare questa tipologia di fanale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;alta tecnologia non finisce qui: il reparto Ricerca e Svilippo modenese ha raggiunto tre brevetti che sono montati su questo modello e sugli altri in gamma.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo è il Vehicle Control Unit (VCU), il vero cervello della moto elettrica che gestisce e monitora le centraline della batteria, L&#8217;inverter, il caricabatterie e L&#8217;ABS.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71267" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/eva-ss9.jpg" alt="eva ss9" width="749" height="470" title="Energica Eva EsseEsse9: la Café Racer elettrica 535" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/eva-ss9.jpg 749w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/eva-ss9-300x188.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/eva-ss9-696x437.jpg 696w" sizes="(max-width: 749px) 100vw, 749px" />La VCU, grazie all&#8217;algoritmo di gestione del motore, regola in maniera dinamica la potenza del motore in funzione dell&#8217;acceleratore, della mappatura scelta e dei parametri della batteria. Lo fa per 100 volte al secondo!</p>
<p style="text-align: justify;">Poi c&#8217;è il Supply Unit, componente fondamentale che contiene le batterie. Per evitare il surriscaldamento che comprometterebbe la durata della batteria, è studiata per garantire un corretto scambio termico che raffredda le batterie. Il tutto grazie ad una piastra di raffreddamento in alluminio provvista di fori di passaggio, un vero e proprio radiatore &#8220;a secco&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi abbiamo l&#8217;eABS, l&#8217;ultima generazione di ABS che non solo evita il bloccaggio della ruota frenante, ma limita anche il freno motore che serve a recuperare l&#8217;energia. L&#8217;eABS limita la coppia massima di rigenerazione in base alle condizioni di grip.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta questa elettronica ha portato la Energica a fornire delle vere e proprie chicche tecnologiche: il loro software infatti ha raggiunto 1.1M di righe di programma, di cui 645.000 solo della VCU. Considerate che il software di uno Space Shuttle ne ha 400.000.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71265" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/esseesse9-special.jpg" alt="esseesse9 special" width="750" height="483" title="Energica Eva EsseEsse9: la Café Racer elettrica 536" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/esseesse9-special.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/esseesse9-special-300x193.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/esseesse9-special-696x448.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />Come prestazioni siamo sempre al top: il motore elettrico eroga 80kW (circa 109 cavalli) a 6000 giri e ha una coppia di 180 Nm! La velocità è limitata a 200 km/h e la sua autonomia si aggira intorno ai 150/200km.</p>
<p style="text-align: justify;">I tempi di ricarica sono decisamente rapidi: con il fast charge in meno di 30 minuti la moto arriva all&#8217;85% di carica, per una carica completa da zero di vogliono circa tre ore e mezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo di listino della Eva EsseEsse9 è di € 26.901,00; la Eva EsseEsse9 Special si potrà avere a partire da € 28.902,00.</p>
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		<title>Nuove BMW F 750 GS e F 850 GS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 11:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[F 750 GS]]></category>
		<category><![CDATA[F 850 GS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal loro lancio nel 2007, i modelli GS della serie F rappresentano il massimo piacere di guida con le tipiche caratteristiche &#8220;Made by BMW Motorrad&#8221;, portando il concetto Adventure tra le moto di media cilindrata. Ancor più dei modelli precedenti, le nuove F 750 GS e F 850 GS sono cucite su misura per le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71252" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/F-750-GS-F-850-GS.jpg" alt="F 750 GS F 850 GS" width="750" height="449" title="Nuove BMW F 750 GS e F 850 GS 540" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/F-750-GS-F-850-GS.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/F-750-GS-F-850-GS-300x180.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/F-750-GS-F-850-GS-696x417.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />Dal loro lancio nel 2007, i modelli GS della serie F rappresentano il massimo piacere di guida con le tipiche caratteristiche &#8220;Made by BMW Motorrad&#8221;, portando il concetto Adventure tra le moto di media cilindrata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancor più dei modelli precedenti, le nuove <strong>F 750 GS</strong> e <strong>F 850 GS</strong> sono cucite su misura per le rispettive clientele. La F 750 GS è studiata per tutti quei centauri che preferiscono la sensazione e il design concettuale del travel enduro insieme a un&#8217;altezza ridotta della sella, a un&#8217;ottima disponibilità di potenza, a un alto rapporto costo-beneficio e ad eccellenti qualità generali.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto a questa c&#8217;è la nuova F 850 GS, che oltre ad offrire maggiore potenza e coppia, presenta caratteristiche di viaggio ancora più distintive, abbinate a una capacità off-road di livello superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo principale del progetto era incrementare sia la potenza sia la coppia. Inoltre, particolare attenzione è stata dedicata alla riduzione dei consumo. La cilindrata è di 853 cc; inoltre la potenza di 77 CV (57 kW) a 7.500 giri/min. erogata dalla F 750 GS è più che sufficiente. La nuova F 850 GS eroga 95 CV (70 kW) a 8.250 giri/min., portando la potenza del motore ad un livello superiore.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71253" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/F-750-GS.jpg" alt="F 750 GS" width="749" height="371" title="Nuove BMW F 750 GS e F 850 GS 541" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/F-750-GS.jpg 749w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/F-750-GS-300x149.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/F-750-GS-696x345.jpg 696w" sizes="(max-width: 749px) 100vw, 749px" />Gli sviluppatori hanno ottenuto un suono potente ed entusiasmante grazie all&#8217;impiego di un albero a gomiti con uno sfasamento di 90 gradi del supporto e un intervallo di accensione di 270/450 gradi. Le vibrazioni indesiderate sono assorbite dai due alberi di equilibratura del nuovo motore. Una frizione anti-saltellamento e auto-registrante richiede solo l&#8217;applicazione di una leggera forza, mentre la diminuzione della coppia frenante del motore aumenta anche la sicurezza di marcia. La trasmissione della potenza alla ruota posteriore avviene attraverso il cambio a 6 marce con gruppo di azionamento secondario, ora posizionato sul lato sinistro.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alle modalità di guida &#8220;Rain&#8221; e &#8220;Road&#8221;, i nuovi modelli GS soddisfano le singole esigenze di ogni pilota, mentre la combinazione dell&#8217;ABS BMW Motorrad e del sistema di controllo automatico della stabilità ASC garantisce un elevato livello di sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La F 750 GS e la F 850 GS possono essere dotate ex fabbrica di vari optional, come le modalità di guida Pro &#8220;Dynamic&#8221;, &#8220;Enduro&#8221; ed &#8220;Enduro Pro&#8221; (quest&#8217;ultima disponibile soltanto sulla F 850 GS), oltre al controllo di trazione dinamico DTC e ABS Pro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71254" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/F-850-GS.jpg" alt="F 850 GS" width="749" height="357" title="Nuove BMW F 750 GS e F 850 GS 542" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/F-850-GS.jpg 749w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/F-850-GS-300x143.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/F-850-GS-696x332.jpg 696w" sizes="(max-width: 749px) 100vw, 749px" />Il telaio a ponte dei nuovi modelli GS della serie F è realizzato con componenti imbutiti saldati. Comprende il motore bicilindrico in linea come elemento co-portante e offre benefici in termini di rigidità torsionale e robustezza. Il serbatoio del carburante è stato collocato nella posizione classica fra il piano della sella e il manubrio, per ottimizzare la carrozzeria e migliorare il centro di gravità.</p>
<p style="text-align: justify;">I nuovi modelli GS della serie F vengono lanciati con una gamma di opzioni di equipaggiamento unica per la media cilindrata. Varie altezze della sella e del parabrezza, nuovo faro anteriore totalmente a LED, optional Connectivity con display TFT o eCall: l&#8217;elenco delle affascinanti funzioni con cui i proprietari possono ottimizzare il loro piacere di guida e la loro sicurezza per provare il brivido della strada, è ora praticamente inesauribile per le travel enduro BMW di media cilindrata.</p>
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		<title>Rinasce il mito della Lambretta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2017 07:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver portato nel futuro la Vespa con il nuovo modello elettrico, all&#8217;Eicma abbiamo rivisto un altro marchio storico: quello della Lambretta. Lo storico brand festeggia la sua rinascita con il modello V-Special e viene presentato per la prima volta al grande pubblico &#8211; dopo un&#8217;anteprima esclusiva per la stampa e gli importatori in giugno. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71249" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/lambretta-2017.jpg" alt="lambretta 2017" width="750" height="479" title="Rinasce il mito della Lambretta 544" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/lambretta-2017.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/lambretta-2017-300x192.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/lambretta-2017-696x445.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />Dopo aver portato nel futuro la <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/11/14/la-vespa-si-trasforma-diventa-elettrica/"><span style="color: #000080;"><strong>Vespa con il nuovo modello elettrico</strong></span></a>, all&#8217;Eicma abbiamo rivisto un altro marchio storico: quello della <strong>Lambretta</strong>. Lo storico brand festeggia la sua rinascita con il modello V-Special e viene presentato per la prima volta al grande pubblico &#8211; dopo un&#8217;anteprima esclusiva per la stampa e gli importatori in giugno.</p>
<p style="text-align: justify;">Come la storica Lambretta anche la nuova V-Special ha un corpo in acciaio, pannelli laterali intercambiabili (su richiesta in carbonio!), decorazioni in alluminio e un inconfondibile design Lambretta che si riflette anche nella cura di molti dettagli I modelli portano nomi vibranti quali V50 Special, V125 e V200 Special.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio austriaco di fama mondiale KISKA (noto per lo styling di molti modelli di KTM, Husqvarna, KSR MOTO e CFMOTO) ha creato un design in stretta collaborazione con la community lambrettisti italiani, che rappresenta una riuscita sintesi di classici elementi Lambretta rivisitati in chiave moderna. Tecnicamente, la nuova Lambretta è ovviamente all&#8217;altezza dei tempi: luci posteriori a LED, freni a disco anteriori e posteriori, indicatori digitali (non preoccupatevi, il tachimetro è analogico!) e naturalmente anche nella versione da 50 cc subito con motore a quattro tempi e in versione Euro 4. Seguirà un&#8217;app con collegamento bluetooth.</p>
<p style="text-align: justify;">La produzione della nuova V-Special inizia alla fine del 2017, nel mese di febbraio 2018 si potranno ammirare i primi modelli di una preserie limitata presso concessionari europei selezionati, la consegna dei mezzi di serie in Europa inizierà a marzo 2018.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;interesse per lo scooter cult è enorme non solo in Europa. Lambretta ha già trovato importatori in Australia e Nuova Zelanda, in Corea, a Singapore, in Tailandia e in Brasile ed è a buon punto nelle trattative con importatori di altri 50 paesi circa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo austriaco KSR sarà il distributore per Germania, Austria, Svizzera, Francia, Belgio, Lussemburgo, Spagna e anche per l’Italia, patria della Lambretta. Per questi paesi, sono già stati fissati i prezzi di vendita: il V50 Special partirà da 2.799,00 euro, il V125 Special da 3.399,00 euro e il V200 da 3.999,00 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa di far partire la produzione di serie a breve, Lambretta sta già lavorando con lena su nuovi modelli e nuove motorizzazioni. Sono previsti modelli sportivi, motorizzazioni più grandi e versioni elettriche.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro alle nuove Lambrette c&#8217;è la Lambretta GmbH, con sede in Austria, una joint venture del Consorzio Lambretta (Innocenti SA, con sede a Lugano, Svizzera), che possiede tutti i marchi, e l&#8217;austriaca KSR Group GmbH.</p>
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		<title>Kawasaki H2 SX: arriva il &#8220;turboturismo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2017 16:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[H2 SX]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre anni dopo l’introduzione delle Ninja H2 e H2R, Kawasaki presenta a Eicma, la Ninja H2 SX, una nuova moto sovralimentata e dotata della seconda generazione del “Balanced Supercharged Engine”. L’eccitante  erogazione della potenza dell’incredibile motore Supercharged da 200cv irrompe nella categoria delle Sport Tourer. La Ninja H2 e la Ninja H2R sono nate dalla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71246" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/Kawasaki-h2-sx.jpg" alt="Kawasaki h2 sx" width="750" height="509" title="Kawasaki H2 SX: arriva il &quot;turboturismo&quot; 546" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/Kawasaki-h2-sx.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/Kawasaki-h2-sx-300x204.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/Kawasaki-h2-sx-696x472.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />Tre anni dopo l’introduzione delle <a href="https://www.giornalemotori.com/2014/11/10/kawasaki-ninja-h2-versione-addolcita-h2r/"><span style="color: #000080;"><strong>Ninja H2</strong></span></a> e <a href="https://www.giornalemotori.com/2014/10/01/svelata-nuova-kawasaki-h2r/"><span style="color: #000080;"><strong>H2R</strong></span></a>, Kawasaki presenta a Eicma, la <strong>Ninja H2 SX</strong>, una nuova moto sovralimentata e dotata della seconda generazione del “Balanced Supercharged Engine”. L’eccitante  erogazione della potenza dell’incredibile motore Supercharged da 200cv irrompe nella categoria delle Sport Tourer.</p>
<p style="text-align: justify;">La Ninja H2 e la Ninja H2R sono nate dalla ricerca delle massime prestazioni e sono state create per offrire ai piloti un&#8217;esperienza indimenticabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La Ninja H2 SX esplora una direzione differente, quella dello Sport Touring. La Balanced Supercharged Technology è stata sviluppata interamente all’interno di Kawasaki con un focus sull’utilizzo nella normale guida quotidiana ed è in grado di offrire una sensazione di potenza lineare ai bassi e medi regimi abbinata ad un’elevata efficienza nel consumo di carburante.</p>
<p style="text-align: justify;">L a Ninja H2 SX ha uno straordinario rapporto peso/potenza, mentre la posizione di guida sportiveggiante, il massimo comfort, la stabilità alle alte velocità e la maneggevolezza sottolineano l&#8217;aspetto più turistico della moto. Per completare il quadro, la Ninja H2 SX è equipaggiata con la tecnologia e l’elettronica più avanzata come la piattaforma inerziale IMU, il cruise control, il Kawasaki Cornering Management Function e molto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre I possessori di Ninja H2 SX avranno l’opportunità di condividere questa incredibile esperienza di guida anche con un passeggero grazie ad un telaio a traliccio di derivazione Ninja H2 rinforzato per poter raggiungere la capacità di carico di 190 Kg. A differenza della Ninja H2 e H2R, l&#8217;angolo di sterzo passa dai 27° ai 30° di inclinzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ingegneri di Kawasaki si sono assicurati che il pilota potesse godere pienamente del motore sovralimentato anche con un passeggero o con le valigie laterali montate, sviluppando questo nuovo telaio rigido con un passo più lungo ed un angolo di sterzata differente che assicura stabilità e sicurezza a velocità elevate.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova Ninja H2 SX arriva in due varianti: la Ninja H2 SX standard e la Ninja H2 SX Special Edition (SE). Quest’ultima è dotata anche di strumentazione TFT, cornering lights a LED e quickshifter che funziona sia in salita che in scalata.</p>
<p>Non resta che aspettarla in concessionaria&#8230;</p>
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		<title>Aprilia RSV 1000 RF-RR Factory Works</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 07:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[Factory Works]]></category>
		<category><![CDATA[RSV1000]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Aprilia si continua a lavorare e sviluppare un progetto vincente come la RSV1000: nasce infatti il programma Aprilia Factory Works, per rendere disponibile la stessa tecnologia sviluppata per Aprilia RSV4, sette volte campione del mondo Superbike, a coloro che intendano competere ai massimi livelli nei campionati delle derivate di serie o che desiderino avere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71225" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/rsv1000rf.jpg" alt="rsv1000rf" width="580" height="445" title="Aprilia RSV 1000 RF-RR Factory Works 549" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/rsv1000rf.jpg 580w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/rsv1000rf-300x230.jpg 300w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" />In Aprilia si continua a lavorare e sviluppare un progetto vincente come la RSV1000: nasce infatti il programma <strong>Aprilia Factory Works</strong>, per rendere disponibile la stessa tecnologia sviluppata per Aprilia RSV4, sette volte campione del mondo Superbike, a coloro che intendano competere ai massimi livelli nei campionati delle derivate di serie o che desiderino avere una RSV4 dalle performance ottimizzate per l’uso in circuito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma prevede la realizzazione di differenti versioni di <strong>Aprilia RSV4 “Factory Works”</strong>, sviluppate secondo i regolamenti dei <strong>campionati Superstock e Superbike </strong>dei diversi Paesi, con differenti livelli di preparazione di ciclistica, elettronica e motore. L’apice di questo progetto è rappresentato dalla versione FW-GP, equipaggiata del motore V4 con alesaggio portato a 81 mm e dotato di distribuzione a valvole pneumatiche, configurazione simile a quella con cui Aprilia ha ufficialmente corso nel campionato mondiale MotoGP nel 2015, che porta la potenza massima a toccare i 250 CV.</p>
<p style="text-align: justify;">Aprilia Racing Factory Works è perciò un programma unico al mondo, che oggi si amplia grazie all’introduzione di uno speciale kit disponibile per Aprilia RSV4 &#8211; nelle versioni RR e RF MY17 e MY18 &#8211; in grado di massimizzare le prestazioni del motore, ridurre il peso complessivo e migliorarne l’aerodinamica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il motore, il kit comprende il “poker” di pistoni monofascia dotati di un trattamento superficiale a garanzia di una migliore scorrevolezza. Soltanto questi componenti assicurano un aumento della potenza massima di circa 4 CV. Per aumentare ulteriormente le prestazioni viene offerto anche un kit teste attraverso il quale sostituire le teste originali con altre che vantano condotti di aspirazione e scarico lavorati con macchine a controllo numerico, a miglioramento della fluodinamica; anche le molle, le valvole e i relativi piattelli sono ottimizzati per affinarne il rendimento, mentre gli alberi a camme hanno un trattamento superficiale che riduce ulteriormente gli attriti. Il kit nel suo complesso, assieme a una nuova centralina con mappa dedicata e all’impianto di scarico Akrapovic, consentono di raggiungere una potenza massima di 215 CV all’albero.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71224 alignleft" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/rsv1000-factory-works.jpg" alt="rsv1000 factory works" width="268" height="465" title="Aprilia RSV 1000 RF-RR Factory Works 550">L’esperienza di Aprilia Racing si misura anche attraverso mirati interventi di alleggerimento, a vantaggio soprattutto della maneggevolezza, già molto elevata sul modello RSV4 di serie. Essi consistono nell’installazione di una batteria al litio e di un nuovo serbatoio del carburante, della stessa forma e materiale di quello originale, ma realizzato con un affinato metodo di produzione che permette un risparmio di peso di circa 1,5 Kg. L’impianto di scarico completo Akrapovic, i diversi dettagli in fibra di carbonio e la piastra di sterzo superiore ricavata dal pieno permettono di ridurre il peso complessivo di RSV4 di circa 10 Kg.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo kit Factory Works può essere ulteriormente arricchito da un set di fiancate dotate di winglets, appendici aerodinamiche che contribuiscono ad apportare benefici in termini di stabilità della moto. Si tratta di una tecnologia sviluppata da Aprilia Racing sul propotipo RS-GP impegnato nel Campionato del Mondo MotoGP e che, per la prima volta in assoluto, è resa disponibile anche per i clienti Factory Works.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione di EICMA 2017 il nuovo kit Factory Works è stato presentato su Aprilia RSV4 RF, arricchita da una speciale livrea dedicata.</p>
<p style="text-align: justify;">Accedendo alla speciale area web www.serviceaprilia.com/public/racing i piloti, i collezionisti e i team possono accedere al mondo esclusivo delle moto Aprilia “Factory Works” da competizione e ricevere ulteriori informazioni e maggiori dettagli tecnici sui componenti e sulle RSV4 preparate da Aprilia Racing.</p>
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		<item>
		<title>Honda NC 750S: una naked anomala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Sebellin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 14:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era da molto tempo che volevo scrivere un articolo sulla piccola Honda NC 750S, questo perchè l'ho messa nei mei piani futuri di acquisto e quindi ho avuto anche modo di provarla un paio di volte presso il concessionario Honda di Rotterdam.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2017/11/15/honda-nc-750s-una-naked-anomala/">Honda NC 750S: una naked anomala</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="wp-image-71144 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/NC750S.png" alt="NC750S" width="658" height="370" title="Honda NC 750S: una naked anomala 551" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/NC750S.png 864w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/NC750S-768x432.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/NC750S-300x169.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/NC750S-696x392.png 696w" sizes="(max-width: 658px) 100vw, 658px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Era da molto tempo che volevo scrivere un articolo sulla piccola Honda NC 750S, questo perchè l&#8217;ho messa nei mei piani futuri di acquisto e quindi ho avuto anche modo di provarla un paio di volte presso il concessionario Honda di Rotterdam.</p>
<p style="text-align: justify;">Ve lo dico subito , se vi aspettate una moto che vi dia delle <strong>sensazioni forti</strong> non va bene per voi, <strong>è la moto più insignificate in circolazione che probabilmente troverete nel settore naked</strong>,  ma se volete andare in vacanza e farne di strada, allora è la moto ideale, ancora di più se avete bisogno di un mezzo che vi porti ogni giorno al lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">La NC750S è stata disegnata e pensata nello stesso modo in cui è nata la Ducati 1199 Panigale, ognuna per il proprio utilizzo: una moto nasce con uno scopo, nasce con l&#8217;idea del progettista, e non può fare altro se non quello per cui è stata creata. Così come non è un piacere guidare una Panigale nel traffico lento e nelle file, allo stesso modo non vi aspettate di poter guidare la Honda NC 750 S come se fosse una racer, non è stata progettata per la pista.</p>
<p style="text-align: justify;">La NC 750S è stata concepita e prodotta per essere una moto che vi porta dal punto A al punto B con la maggior efficenza possibile, punto.</p>
<p style="text-align: justify;">A guidarla sembra più un grosso scooter (ma agilissimo) che una moto, ha un motore bicilindrico di derivazione automobilistica, praticamente un Honda Jazz tagliato da quatto a due cililndri, con un vantaggio enorme consuma pochissimo ed è praticamente sempre in coppia.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-71155 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/honda-nc750s-03.jpg" alt="honda nc750s 03" width="506" height="344" title="Honda NC 750S: una naked anomala 552" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/honda-nc750s-03.jpg 700w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/honda-nc750s-03-300x204.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/honda-nc750s-03-696x473.jpg 696w" sizes="(max-width: 506px) 100vw, 506px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Perchè ho accennato ad uno scooter, questo lo si evidenzia girando la chiave che serve ad accedere al serbatoio della benzina che non è dove ci si aspetta ma appunto in stile scooter sotto al sedile. Nella parte anteriore invece, dove ci si aspetterebbe il serbatoio,  ci si mette un bel casco integrale, oppure una tanichetta di benzina per allungarne la capicità chilometrica; tanto per dire se ci si riesce ad infilare un 8-10 litri di benzina extra si porta la media a circa  600-700 km percorribili e scusatemi se è poco per una moto. Ad andatura turistica (massimo 110-120 km/h) arriva a percorrere dai 30-34 km/litro ma anche a 140-150 km/h non scende sotto 27-28 km/litro.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-71146 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/zoekjemotor-Honda-750XABS-8-71.jpg" alt="zoekjemotor Honda 750XABS 8 71" width="510" height="379" title="Honda NC 750S: una naked anomala 553" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/zoekjemotor-Honda-750XABS-8-71.jpg 510w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/zoekjemotor-Honda-750XABS-8-71-300x223.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/zoekjemotor-Honda-750XABS-8-71-485x360.jpg 485w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/zoekjemotor-Honda-750XABS-8-71-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi una moto per i neofiti ma anche per i motociclisti che vogliono mettersi alle spalle mezzo mondo con valige laterali,  bauletto e perchè no compagna al seguito.  Nominando la compagna va subito aggiunto che è una moto molto amata dalle ragazze, pesa anche relativamente poco, ed udite udite non è per nulla alta da terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste in varie versioni fino a quella con il cambio X automatico che non ho avuto modo di provare ma a sentire un paio di proprietari funziona benissimo solo che dovete scordarvi le scalate di marce in montagna o per entrare in curva. Decide la NC 750 X che cosa preferisce fare, stranissima sensazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Frenare:</strong>  frena, con il suo bel monodisco e la versione ABS, certo non pensate di trovare l&#8217;effetto <strong>ho sbattuto contro il muro</strong> che vi danno oggi le sportive con le doppie pinze ed i doppi pistoncini.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-71145 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/maxresdefault.jpg" alt="" width="510" height="436" title="Honda NC 750S: una naked anomala 554" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/maxresdefault.jpg 510w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/maxresdefault-300x256.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p>Per equipaggiarla per le vacanze ci sono tante soluzioni: come sempre le ottime borse GiVi , faretti anteriori aggiuntivi  e protezioni varie, ed un bella protezione per il vento-pioggia,  siete pronti per venire con me a Capo Nord ?</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-71147 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/l_givi-specific-pannier-holder-outback-pl1146cam-honda-nc-750-x.jpg" alt="l givi specific pannier holder outback pl1146cam honda nc 750" width="400" height="400" title="Honda NC 750S: una naked anomala 555" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/l_givi-specific-pannier-holder-outback-pl1146cam-honda-nc-750-x.jpg 400w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/l_givi-specific-pannier-holder-outback-pl1146cam-honda-nc-750-x-150x150.jpg 150w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/l_givi-specific-pannier-holder-outback-pl1146cam-honda-nc-750-x-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-71148 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/honda-750s.jpg" alt="honda 750s" width="510" height="580" title="Honda NC 750S: una naked anomala 556" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/honda-750s.jpg 510w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/honda-750s-300x341.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<h2><strong>Caratteristiche tecniche :</strong></h2>
<div class="measure">
<h2>Misure</h2>
<table class="datagrid">
<tbody>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Lunghezza</th>
<td>2.195 mm</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Larghezza</th>
<td>780 mm</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Altezza</th>
<td>1.130 mm</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Altezza minima da terra</th>
<td>140 mm</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Altezza sella da terra</th>
<td>790 mm</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Interasse</th>
<td>1.520 mm</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Peso in ordine di marcia</th>
<td>217 Kg</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="engine">
<h2>Motore</h2>
<table class="datagrid">
<tbody>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Cilindrata</th>
<td>745 cc / 40.3kW @ 6,250rpm</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Tipo motore</th>
<td>termico</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Tempi</th>
<td>4</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Cilindri</th>
<td>2</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">Configurazione cilindri</th>
<td>in linea</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Disposizione cilindri</th>
<td>trasversale</td>
</tr>
<tr>
<th style="text-align: left;" scope="row">Raffreddamento</th>
<td>a liquido</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<h3>Il prezzo siamo intorno agli € 8000,- franco concessionario</h3>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Vespa si trasforma e diventa elettrica</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2017/11/14/la-vespa-si-trasforma-diventa-elettrica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-vespa-si-trasforma-diventa-elettrica</link>
					<comments>https://www.giornalemotori.com/2017/11/14/la-vespa-si-trasforma-diventa-elettrica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 12:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Piaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Vespa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornalemotori.com/?p=71113</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Vespa è uno dei simboli del nostro paese: nata dal progetto dell&#8217;ingegnere aeronautico Corradino D&#8217;Ascanio nel 1946 (anno di deposito del brevetto), negli anni la Vespa si è via via trasformata rimanendo però sempre fedele a se stessa. Ora arriva l&#8217;ultima evoluzione dello scooter che è diventato una vera icona dell&#8217;Italia: la Vespa diventa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71114" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/vespa-elettrica.jpg" alt="vespa elettrica" width="800" height="514" title="La Vespa si trasforma e diventa elettrica 558" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/vespa-elettrica.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/vespa-elettrica-768x493.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/vespa-elettrica-300x193.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/vespa-elettrica-696x447.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />La <strong>Vespa</strong> è uno dei simboli del nostro paese: nata dal progetto dell&#8217;ingegnere aeronautico Corradino D&#8217;Ascanio nel 1946 (anno di deposito del brevetto), negli anni la Vespa si è via via trasformata rimanendo però sempre fedele a se stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora arriva l&#8217;ultima evoluzione dello scooter che è diventato una vera icona dell&#8217;Italia: la Vespa diventa elettrica, adeguandosi alla tendenza odierna e diventando &#8220;green&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cuore di Vespa Elettrica è una Power Unit in grado di erogare una potenza continua di 2 kW e una potenza di picco di 4 kW: valori che, uniti a una coppia motrice superiore ai 200 Nm, consentono di ottenere prestazioni superiori a quelle di un tradizionale scooter 50 cc, soprattutto per quanto riguarda l’accelerazione che beneficia della tipica erogazione brillante dei motori elettrici. Ne scaturisce una guida agile e piacevole nei percorsi cittadini, nel più assoluto silenzio: Vespa Elettrica è infatti completamente silenziosa, contribuendo a rendere le città meno caotiche e più vivibili, contrastando l’inquinamento anche dal punto di vista acustico.</p>
<p style="text-align: justify;">Vespa Elettrica garantisce una autonomia massima di 100 km, valore che non subisce grosse variazioni nella guida urbana, caratterizzata da frequenti “stop and go”: ciò è possibile grazie a una moderna batteria agli ioni di litio e a un efficiente sistema di recupero dell’energia cinetica (KERS, Kinetic Energy Recovery System), che la ricarica nelle fasi di decelerazione. Le operazioni di ricarica sono quanto di più semplice si possa immaginare: la batteria agli ioni di litio, esattamente come quella che equipaggia i moderni smartphone, non necessita di particolari precauzioni. Per la ricarica è sufficiente svolgere il cavo situato nel vano sottosella, dove solitamente è situato il tappo del serbatoio carburante, e collegare la spina a una normalissima presa elettrica a muro, oppure a una delle colonnine di ricarica sempre più diffuse nelle grandi città. Il tempo necessario per una ricarica completa è pari a 4 ore.</p>
<p style="text-align: justify;">A ulteriore conferma dell’estrema fruibilità di Vespa Elettrica, il motore e il pacco batterie non necessitano di alcun tipo di manutenzione. La batteria garantisce un’ottima efficienza fino a 1000 cicli di ricarica completi: ciò si tramuta in una percorrenza variabile tra i 50.000 e i 70.000 km, equivalenti a circa dieci anni di utilizzo di un mezzo nato per il commuting urbano. Superati i mille cicli, la batteria conserva in ogni caso l’80% della sua capacità e rimane perfettamente utilizzabile. Situato sotto il vano portacasco, il compatto pacco batterie non compromette la funzionalità del vano sottosella di Vespa Elettrica, che può contenere un casco Jet.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comando dell’acceleratore elettronico Ride by Wire gestisce l’erogazione del motore di Vespa Elettrica. Agendo sul tasto RIDING MODE sul lato destro del manubrio, il guidatore può scegliere tra due modalità di guida: ECO e Power, alle quali si aggiunge la modalità Reverse, una retromarcia inseribile per facilitare la movimentazione di Vespa Elettrica durante le manovre. Nella modalità ECO, mirata al risparmio energetico, si ottiene una maggiore autonomia della batteria; la velocità è limitata a 30 km/h e l’accelerazione è più progressiva. Power è invece la modalità di guida base, nella quale viene sfruttata tutta la potenza del motore.</p>
<p style="text-align: justify;">Vespa Elettrica è disponibile anche nella versione X, capace di garantire fino a 200 km di autonomia grazie all’adozione di un generatore di corrente alimentato a benzina, che in dipendenza dello stile di guida preserva la carica della batteria. Per fare spazio al generatore e al relativo serbatoio di carburante (3 litri), Vespa Elettrica X adotta un pacco batterie di dimensioni più contenute che, a generatore spento, garantisce autonomia fino a 50 km. L’azione del generatore aggiunge ulteriori 150 km di autonomia, portandola così fino a 200 km, un valore che propone Vespa Elettrica anche per spostamenti extraurbani.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento del generatore avviene in modo automatico, quando il livello di carica della batteria scende sotto una soglia determinata, oppure può essere inserito manualmente dal guidatore selezionando la modalità Extender.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Vespa Elettrica sono disponibili l’antifurto elettronico e l’antifurto meccanico sella-manubrio, oltre a una linea di antifurti meccanici personalizzati. Immancabili le moffole e il telo copri gambe, pratico e veloce da montare, che offrono un’ottima protezione dagli agenti atmosferici grazie all’utilizzo di materiale termico. Il telo di Vespa Elettrica si contraddistingue per il logo Vespa in metallo e garantisce massima stabilità anche alle alte velocità. Il coprisella e l’antifurto sono integrati nell’accessorio.</p>
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		<title>BMW K 1600 Grand America: si rinnova il modo di viaggiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 08:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Eicma BMW ha presentato la nuova BMW K 1600 Grand America, ampliando così la sua gamma nel segmento delle moto gran turismo con l’introduzione di un modello disegnato specificatamente per il comfort di viaggio. Il nuovo modello, derivato dalla BMW K 1600 B, combina le eccezionali prestazioni del motore 6-cilindri con un allestimento esclusivo, che garantisce uno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71104" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/BMW-K-1600-Grand-America.jpg" alt="BMW K 1600 Grand America" width="780" height="508" title="BMW K 1600 Grand America: si rinnova il modo di viaggiare 562" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/BMW-K-1600-Grand-America.jpg 780w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/BMW-K-1600-Grand-America-768x500.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/BMW-K-1600-Grand-America-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/BMW-K-1600-Grand-America-696x453.jpg 696w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" />A Eicma BMW ha presentato la nuova <strong>BMW K 1600 Grand America</strong>, ampliando così la sua gamma nel segmento delle moto gran turismo con l’introduzione di un modello disegnato specificatamente per il comfort di viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo modello, derivato dalla BMW K 1600 B, combina le eccezionali prestazioni del motore 6-cilindri con un allestimento esclusivo, che garantisce uno stile di guida confortevole ed elegante sulle lunghe distanze nello stile statunitense, da soli o in compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il design della BMW K 1600 Grand America risponde alle esigenze dello stile di guida rilassato e confortevole tanto popolare negli USA. Per questo lo styling sviluppato per la BMW K 1600 B è stato modificato e sono stati aggiunti una serie di elementi distintivi. Oltre alla carena dalla linea dinamicamente slanciata che scende verso la coda, un’altra inconfondibile caratteristica è la silhouette a goccia tracciata dall’alto parabrezza e dalle valigie laterali montate basse.</p>
<p>I terminali di scarico silenziati cromati, paralleli alla strada si integrano armoniosamente nella linea elegante e slanciata. La linea distintiva della BMW K 1600 Grand America è arricchita dal bauletto posteriore con schienale integrato per il passeggero. La BMW Grand America si presta alle lunghe percorrenze grazie alla nuova sella estremamente confortevole per guidatore e passeggero, oltre che per un’incrementata capacità di carico. Il bauletto posteriore costituisce il tratto distintivo di un veicolo concepito specificatamente per il gran turismo.</p>
<p>Il design della BMW K 1600 Grand America prende ispirazione dalle custom statunitensi e questo si riscontra anche in altri particolari della coda, quali la luce di stop supplementare integrata nel bauletto che conferisce un carattere distintivo alla linea posteriore. Si armonizza perfettamente con le luci integrate nelle valigie laterali che fungono da luci di stop e indicatori di direzione. Tutte le unità di illuminazione si avvalgono della tecnologia LED.</p>
<p style="text-align: justify;">La finitura standard della nuova BMW K 1600 Grand America è la verniciatura metallizzata nell’elegante nero Blackstorm. Oltre al logo BMW, sulla carena viene indicato il modello in base al tipo di motorizzazione. Inoltre sulla parte centrale del serbatoio trova posto il contrassegno &#8220;K 1600 Grand America&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Style Package appositamente creato per la BMW Grand America presenta altre caratteristiche esclusive: una verniciatura metallizzata bicolore che combina il nero Blackstorm con i toni decisi del Giallo Austin e inserti cromati sul copriruota anteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">L’eccezionale potenza rende la guida sulle lunghe distanze della nuova BMW K 1600 Grand America un piacere rilassante. L’ultima versione del classico motore 6 cilindri BMW Motorrad assicura prestazioni eccezionali in ogni tipo di situazione. Il motore a 6 cilindri più compatto della sua categoria ha una potenza di 118 kW/160 CV a 7.750 giri/min, generando una coppia massima di 175 Nm a 5.250 giri/min. Sulla nuova BMW Grand America non solo offre le note e apparentemente inesauribili riserve di potenza, ma anche caratteristiche di prestazione distintive.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dal principio dell’American Way of Riding, <strong>la velocità massima è limitata a 162 km/h o 100 miglia orarie</strong>, per garantire stabilità e sicurezza in ogni condizione di guida, tenuto conto che la customizzazione con allestimenti supplementari nella parte posteriore – molto diffusa in questo segmento – può avere un impatto significativo sulla distribuzione del carico sulle ruote.</p>
<p style="text-align: justify;">In combinazione con il motore, le sospensioni standard a regolazione elettronica Dynamic ESA contribuiscono alle straordinarie qualità di guida della nuova BMW Grand America caratterizzata da prestazioni dinamiche, comfort e stabilità. Nell’impostazione standard &#8220;Road&#8221; la regolazione dell’ammortizzazione avviene in modo totalmente automatico, assicurando il massimo livello di comfort e la migliore trazione possibile su quasi tutti i fondi stradali. Inoltre la modalità &#8220;Cruise&#8221; può essere attivata per un’ammortizzazione molto morbida e un’elevata sensazione di comfort.</p>
<p>Il sistema di retromarcia assistita, anche questo di serie, consente di manovrare la nuova BMW Grand America con facilità. Il sistema è attivabile premendo un pulsante sul semi manubrio sinistro. Il guidatore attiva la retromarcia premendo il pulsante del motorino di avviamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La modalità di seduta rilassata disponibile per guidatore e passeggero è una caratteristica che contribuisce all’eccezionale sensazione di comfort di guida che contraddistingue la BMW K 1600 Grand America – anche su distanze estremamente lunghe. Il modello è dotato di pedane di serie che consentono al guidatore di assumere la confortevole posizione &#8220;feet forward&#8221;. Anche il passeggero può sedersi comodamente grazie al basso telaio posteriore e a un’altezza di seduta ridotta di 70 millimetri. Sono disponibili pedane per il passeggero come optional.</p>
<p style="text-align: justify;">L’equipaggiamento standard della nuova BMW Grand America comprende barre di alta qualità a protezione del motore, manopole riscaldate, sella riscaldata, cruise control e un parabrezza particolarmente alto specifico di questo modello che insieme ai fianchetti della carena fortemente arretrati assicura una protezione perfetta dal vento e dalle intemperie. Il sistema di canalizzazione dell’aria integrato fornisce al guidatore la ventilazione desiderata. Un sistema audio completo di predisposizione per il navigatore è un&#8217;altra dotazione standard della nuova BMW K 1600 Grand America.</p>
<p>La selezione di equipaggiamenti optional disponibili ex fabbrica comprende: il cambio servo assistito Shift Assistant Pro, il Sistema eCall di Chiamata d’Emergenza Intelligente disponibile nei mercati europei con disponibilità ConnectedDrive, il Comfort Package, il Safety Package, selle di diverse altezze e manopole forgiate. Il programma di Accessori Originali BMW Motorrad offre ulteriori personalizzazioni.</p>
<p>Ecco i dati tecnici:</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71102" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/2017-11-14_091214.jpg" alt="2017 11 14 091214" width="611" height="878" title="BMW K 1600 Grand America: si rinnova il modo di viaggiare 563" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-14_091214.jpg 611w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-14_091214-300x431.jpg 300w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /> <img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71103" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/2017-11-14_091230.jpg" alt="2017 11 14 091230" width="611" height="506" title="BMW K 1600 Grand America: si rinnova il modo di viaggiare 564" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-14_091230.jpg 611w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-14_091230-300x248.jpg 300w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /></p>
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		<title>Nuova Suzuki SV650X: la piccola diventa Café Racer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 14:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
		<category><![CDATA[SV650X]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’edizione 2017 di EICMA ha fatto il suo debutto europeo la nuova Suzuki SV650X, un’affascinante café racer dallo stile rétro svelata in anteprima mondiale poche settimane fa al Tokyo Motor Show. Sviluppata sulla base della SV650 (rileggetevi il nostro test), questa moto dimostra come la V-Twin di Hamamatsu possa essere la base ideale per qualsiasi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71087" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/SV650X-2018.jpg" alt="SV650X 2018" width="570" height="354" title="Nuova Suzuki SV650X: la piccola diventa Café Racer 568" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/SV650X-2018.jpg 570w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/SV650X-2018-300x186.jpg 300w" sizes="(max-width: 570px) 100vw, 570px" />All’edizione 2017 di EICMA ha fatto il suo debutto europeo la nuova <strong>Suzuki SV650X</strong>, un’affascinante café racer dallo stile rétro svelata in anteprima mondiale poche settimane fa al Tokyo Motor Show.</p>
<p style="text-align: justify;">Sviluppata sulla base della <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/01/13/suzuki-sv650-la-vostra-prima-moto-usata/"><span style="color: #000080;"><strong>SV650 (rileggetevi il nostro test)</strong></span></a>, questa moto dimostra come la V-Twin di Hamamatsu possa essere la base ideale per qualsiasi tipo di trasformazione, grazie alla sua silhouette snella e leggera.</p>
<p style="text-align: justify;">La SV650X si distingue prima di tutto per l’originale cupolino tondeggiante e movimentato da piccole feritoie ai lati del faro circolare. Lo stile sportivo è accentuato dall’adozione di semi manubri, che definiscono una posizione di guida leggermente caricata in avanti, che assicura un controllo totale ed è comoda anche nell’uso cittadino. Un’altra peculiarità della SV650X è la sella a cannoncino, che crea un suggestivo “effetto monoposto” con la parte del passeggero liscia e quella del pilota con una lavorazione vintage a cuciture trasversali.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71088" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/SV650X.jpg" alt="SV650X" width="604" height="377" title="Nuova Suzuki SV650X: la piccola diventa Café Racer 569" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/SV650X.jpg 604w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/SV650X-300x187.jpg 300w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" />Completano il quadro le pedane nere e l’esclusiva colorazione bicolore Glass Sparkle Black-Metallic Oort Grey, con la scritta Suzuki al posto della S in rilievo sul serbatoio, la cui capacità aumenta di 0,7 litri fino a un totale di 14,5, a tutto vantaggio dell’autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un punto di vista tecnico, la SV650X si affida a un pacchetto collaudato e vincente. Il bicilindrico a V Euro 4 della SV650 è perfetto per equipaggiare questa café racer: è stretto, leggero e sfrutta le più recenti tecnologie come il Suzuki Easy Start System e il Low RPM Assist, che facilitano avviamenti e partenze.</p>
<p style="text-align: justify;">La particolare sequenza degli scoppi gli dà un carattere deciso, mentre la meticolosa riduzione degli attriti interni gli permette di salire di giri rapidamente a ogni rotazione dell’acceleratore e di avere un’incredibile allungo. Il robusto telaio tubolare riduce gli ingombri trasversali ed è supportato da una inedita forcella regolabile nel precarico molla.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71086" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/SV650X-2.jpg" alt="SV650X 2" width="616" height="386" title="Nuova Suzuki SV650X: la piccola diventa Café Racer 570" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/SV650X-2.jpg 616w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/SV650X-2-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 616px) 100vw, 616px" />I piloti più esigenti possono così regolare l’assetto a piacimento, per sfruttare al meglio la maneggevolezza e la tenuta offerte anche dai pneumatici Dunlop RoadSmart III.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime consegne della SV650X sono previste a gennaio. Per personalizzarla ulteriormente è possibile scegliere molti degli accessori originali della SV650, oltre a una coppia di inediti faretti supplementari a LED.</p>
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		<title>Honda celebra 100 milioni di Super Cub</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 07:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Super cub]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Honda Motor Co. Ltd annuncia oggi il raggiungimento della pietra miliare di 100 milioni di unità prodotte a livello globale del leggendario Super Cub. Per l’occasione si è tenuta una cerimonia celebrativa, a cui ha partecipato anche il Presidente e CEO di Honda, Takahiro Hachigo, presso la fabbrica di Kumamoto, in Giappone, uno degli stabilimenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70624" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-26_090004.jpg" alt="2017 10 26 090004" width="749" height="545" title="Honda celebra 100 milioni di Super Cub 573" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-26_090004.jpg 749w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-26_090004-300x218.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-26_090004-696x506.jpg 696w" sizes="(max-width: 749px) 100vw, 749px" />Honda Motor Co. Ltd annuncia oggi il raggiungimento della pietra miliare di 100 milioni di unità prodotte a livello globale del leggendario <strong>Super Cub</strong>. Per l’occasione si è tenuta una cerimonia celebrativa, a cui ha partecipato anche il Presidente e CEO di Honda, Takahiro Hachigo, presso la fabbrica di Kumamoto, in Giappone, uno degli stabilimenti dove il Super Cub è prodotto.</p>
<p style="text-align: justify;">La produzione della prima generazione di Super Cub, il C100, cominciò nell’agosto del 1958 presso la fabbrica di Yamato, a nord di Tokyo. Il suo immediato successo di vendite era dovuto a una serie di caratteristiche esclusive: l’affidabilità, resistenza ed efficienza del suo motore 4T da 50cc ad alte prestazioni (in contrapposizione alla massa di motori 2 tempi di allora), il suo design unico basato sul telaio monoscocca inferiore, la frizione centrifuga senza necessità della leva al manubrio, e l’ampio riparo anteriore per le gambe e i piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il continuo sviluppo avvenuto negli anni, il concetto base del Super Cub e i suoi punti di forza sono rimasti sempre gli stessi della prima generazione, con il suo stile unico portato avanti dai vari modelli fino ai giorni nostri. Le sue linee sono così iconiche che nel 2014 il Super Cub è stato il primo veicolo a ottenere in Giappone la registrazione delle sue forme come marchio tridimensionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70625" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-26_090158.jpg" alt="2017 10 26 090158" width="750" height="489" title="Honda celebra 100 milioni di Super Cub 574" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-26_090158.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-26_090158-300x196.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-26_090158-696x454.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />Oggi Honda produce la serie Super Cub in 16 fabbriche distribuite in 15 nazioni. È venduto globalmente in oltre 160 paesi, offrendo divertimento e mobilità efficiente ai clienti Honda in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Takahiro Hachigo</strong>, President &amp; Representative Director, Chief Executive Officer di Honda Motor Co., Ltd., durante la cerimonia celebrativa ha commentato:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Super Cub, che è stato creato in Giappone, incarna la passione di Honda nel servire le persone in tutto il mondo con la gioia di espandere il potenziale della loro vita, perseguendo lo sviluppo del prodotto senza compromessi, mettendo i clienti al primo posto. Come risultato, la serie Super Cub è da sempre amata dai clienti in tutti i paesi in cui è commercializzato, tanto da raggiungere la pietra miliare di 100 milioni di unità prodotte globalmente. Honda continuerà ad essere all’avanguardia dei tempi che cambiano, battendosi sempre per offrire prodotti che vanno oltre le aspettative dei clienti.</em></p>
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		<title>Interfoni moto: come scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 09:20:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>interfoni moto interfoni moto La sicurezza, per chi ama viaggiare in moto, è un concetto fondamentale. Per questo è importante avere cura di ogni particolare affinché il viaggio in moto sia confortevole e sicuro allo stesso tempo. Chi ama viaggiare in moto non lo fa quasi mai in solitudine e, per poter restare in contatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="display: none;">
<h1>interfoni moto</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70237" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/interfono-moto.jpg" alt="interfono moto" width="638" height="419" title="Interfoni moto: come scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze 576" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/interfono-moto.jpg 638w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/interfono-moto-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
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<h1>interfoni moto</h1>
</div>
<p>La sicurezza, per chi ama viaggiare in moto, è un concetto fondamentale. Per questo è importante avere cura di ogni particolare affinché il viaggio in moto sia confortevole e sicuro allo stesso tempo. Chi ama viaggiare in moto non lo fa quasi mai in solitudine e, per poter restare in contatto con gli altri biker o con il passeggero, è indispensabile utilizzare un pratico e comodo interfono.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale strumento, infatti, mette in comunicazione due persone a bordo della stessa moto o di un’altra motocicletta, permettendo una conversazione senza interferenze e nel rispetto del codice della strada. Sul mercato esistono diverse tipologie di <span style="color: #000080;"><strong>interfoni moto</strong></span> che, spesso, utilizzano tecnologie avanzatissime.</p>
<p style="text-align: justify;">In prima analisi, per favorire la comunicazione tra due o più motociclette, è importante scegliere un interfono a funzione multipla, verificandone sempre la marca ed il modello per analizzarne la compatibilità con il proprio casco.</p>
<p style="text-align: justify;">L’interfono complesso, oltre alla comunicazione tra guidatore, passeggero ed altri compagni di viaggio, permette anche la connessione al proprio smartphone, con il vantaggio di poter rispondere alle telefonate in qualsiasi momento e in sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli interfoni moto hanno una batteria molto duratura, grazie alla quale possono funzionare per circa 7 – 8 ore al giorno. Per andare oltre è necessario focalizzarsi su modelli più avanzati che garantiscono un’autonomia di almeno dieci ore. Un buon interfono, inoltre, ha un sensore acustico che avvisa dell’esaurimento della batteria con un certo preavviso, dando la possibilità all’utente di provvedere quanto prima alla carica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un utilizzo occasionale, sul mercato esiste una soluzione molto affidabile ed allo stesso tempo economica. Parliamo del GIVI I302B. Si tratta di un interfono universale e quindi utilizzabile con ogni tipo e marca di casco. Altoparlanti, microfono e comandi si applicano attraverso velcri adesivi di grande tenuta. L’autonomia in stand by è pari a 80 ore e i tempi di ricarica sono di circa due ore. Disponibile al prezzo di 79,00 euro, rappresenta un’ottima soluzione per chi ha poco tempo per andare in moto, ma non per questo rinuncia alle migliori dotazioni.</p>
<div style="display: none;">
<h1>interfoni moto</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">Per un utilizzo quotidiano, invece, vi consigliamo il Midland C1222.01 Interfono Bt Next Pro Twin, in grado di mettere in contatto fino ad otto persone. Bt Next pro è la soluzione più avanzata sul mercato per chi vuole l’intercom più performante per le conversazioni in moto, forte della tecnologia Bluetooth 4-2 Dua Core, è disponibile sul mercato al costo di 316 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul wheelup.it, inoltre, è possibile scegliere tra una vasta gamma di interfoni moto e accessori vari. Una delle soluzioni più interessanti è rappresentata dall’N-COM B901 – R SINGOLO. Al costo di 222,54 euro si acquisterà un interfono evoluto per caschi NOLAN N100-5, N104, N87, N44, N40-5 in grado di mettere in contatto 4 sistemi n-com di serie. Forte della tecnologia VOX – attivazione e disattivazione vocale- N-Com B901 è un interfono moto comodo e iper tecnologico, uno dei migliori disponibili sul mercato. Con la tecnologia Bluetooth, inoltre, è possibile condividere la musica con un secondo casco.</p>
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<h1>interfoni moto</h1>
</div>
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		<item>
		<title>Kawasaki Ninja ZX-10R KRT: il modello stradale approvato da Rea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 13:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[ZX-10R]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Kawasaki ha presentato il modello 2018 della Ninja ZX-10R con le specifiche del Kawasaki Racing Team Campione del Mondo SBK. La moto, da quanto dichiara la casa giapponese, è stata sviluppata dallo stesso Rea che con le varie versioni di questa moto ci ha vinto tre titoli iridati consecutivi. Le dotazioni tecniche di questo modello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70205" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-09_153902.jpg" alt="2017 10 09 153902" width="694" height="426" title="Kawasaki Ninja ZX-10R KRT: il modello stradale approvato da Rea 583" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_153902.jpg 694w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_153902-300x184.jpg 300w" sizes="(max-width: 694px) 100vw, 694px" /><strong>Kawasaki</strong> ha presentato il modello 2018 della <strong>Ninja ZX-10R</strong> con le specifiche del Kawasaki Racing Team Campione del Mondo SBK. La moto, da quanto dichiara la casa giapponese, è stata sviluppata dallo stesso Rea che con le varie versioni di questa moto ci ha vinto tre titoli iridati consecutivi.</p>
<p>Le dotazioni tecniche di questo modello sono di primissimo livello: il telaio è il doppiotrave in alluminio al quale è stata fatta una modifica sostanziale alla geometria dell&#8217;anteriore e si è tanto lavorato sul forcellone, ora più lungo e più rigido, per dare maggiore stabilità alla moto.</p>
<p>Il motore è il 4 cilindri in linea di 998cmc, che sviluppa una potenza di 200cv in condizioni normali e 210 con airbox in pressione, il tutto con l&#8217;ormai obbligatoria restrizione Euro4. Davvero grandi numeri.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70206" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-09_154312.jpg" alt="2017 10 09 154312" width="614" height="367" title="Kawasaki Ninja ZX-10R KRT: il modello stradale approvato da Rea 584" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_154312.jpg 614w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_154312-300x179.jpg 300w" sizes="(max-width: 614px) 100vw, 614px" />Le sospensioni sono Showa e sono state sviluppate nel Mondiale SBK, con il link posteriore che posizionato orizzontalmente. Secondo i tecnici Kawasaki, questo permette di massimizzare la centralizzazione delle masse della ZX-10R.</p>
<p>Importante anche la dotazione elettronica con una piattaforma inerziale Bosch e una centralina che gestisce la moto, l&#8217;erogazione del motore e la quantità di potenza in ogni frangente della curva.</p>
<p>L&#8217;impianto frenante è Brembo, composto da due dischi anteriori da 330mm a 4 pistoncini, mentre al posteriore troviamo un disco da 220mm a singolo pistoncino.</p>
<p>Ecco i dati tecnici della nuova Kawasaki ZX-10R, in attesa di provarla&#8230;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70207" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-09_155157.jpg" alt="2017 10 09 155157" width="699" height="450" title="Kawasaki Ninja ZX-10R KRT: il modello stradale approvato da Rea 585" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155157.jpg 699w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155157-300x193.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155157-696x448.jpg 696w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" /> <img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70208" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-09_155205.jpg" alt="2017 10 09 155205" width="752" height="382" title="Kawasaki Ninja ZX-10R KRT: il modello stradale approvato da Rea 586" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155205.jpg 752w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155205-300x152.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155205-696x354.jpg 696w" sizes="(max-width: 752px) 100vw, 752px" /> <img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70209" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-09_155220.jpg" alt="2017 10 09 155220" width="684" height="396" title="Kawasaki Ninja ZX-10R KRT: il modello stradale approvato da Rea 587" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155220.jpg 684w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155220-300x174.jpg 300w" sizes="(max-width: 684px) 100vw, 684px" /> <img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70210" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-09_155231.jpg" alt="2017 10 09 155231" width="690" height="618" title="Kawasaki Ninja ZX-10R KRT: il modello stradale approvato da Rea 588" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155231.jpg 690w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-09_155231-300x269.jpg 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Suzuki GSX-R125 e GSX-S125: un motore per due piccole grandi moto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 12:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[GSX-R125]]></category>
		<category><![CDATA[GSX-S125]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Suzuki introduce a listino due moto nuove, la GSX-R125 e la GSX-S125, costruite entrambe con lo stesso propulsore di 124,4 cm³ e prova a rianimare il settore delle 125 (ricordate la nostra Guida all&#8217;acquisto 125 4t) con un modello che è all&#8217;avanguardia in fatto di soluzioni tecniche. Anche se il motore è un 125 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70179" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/suzuki-gsx-s125.jpg" alt="suzuki gsx s125" width="699" height="440" title="Suzuki GSX-R125 e GSX-S125: un motore per due piccole grandi moto 597" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/suzuki-gsx-s125.jpg 699w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/suzuki-gsx-s125-300x189.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/suzuki-gsx-s125-696x438.jpg 696w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" />La <strong>Suzuki</strong> introduce a listino due moto nuove, la <strong>GSX-R125</strong> e la <strong>GSX-S125</strong>, costruite entrambe con lo stesso propulsore di 124,4 cm³ e prova a rianimare il settore delle 125 (ricordate la nostra <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/09/14/125-4t-sportive-e-naked-breve-guida-allacquisto/"><span style="color: #000080;"><strong>Guida all&#8217;acquisto 125 4t</strong></span></a>) con un modello che è all&#8217;avanguardia in fatto di soluzioni tecniche.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se il motore è un 125 a 4 tempi apparentemente semplice, Suzuki ha dato fondo alle competenze sfruttate nello sviluppo del motore della sorella maggiore GSX-R1000.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70174" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-06_110043.jpg" alt="2017 10 06 110043" width="699" height="354" title="Suzuki GSX-R125 e GSX-S125: un motore per due piccole grandi moto 598" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-06_110043.jpg 699w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-06_110043-300x152.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-06_110043-696x352.jpg 696w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" />Il motore è raffreddato a liquido con distribuzione bialbero in testa, punterie a bicchiere e quattro valvole. Le promesse dicono che è il motore monocilindrico di 125 cm³ con il miglior rapporto peso/potenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il sistema di iniezione è molto avnazato, e sfrutta ben 6 sensori: O2, temperatura acqua, temperatura aria aspirata, posizione acceleratore, pressione aria aspirata e la posizione dell&#8217;albero motore.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70173" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-06_110025.jpg" alt="2017 10 06 110025" width="792" height="512" title="Suzuki GSX-R125 e GSX-S125: un motore per due piccole grandi moto 599" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-06_110025.jpg 792w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-06_110025-768x496.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-06_110025-300x194.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-06_110025-696x450.jpg 696w" sizes="(max-width: 792px) 100vw, 792px" />Questa elettronica combinata ad un iniettore a 4 ugelli, che nebulizza la benzina direttamente nei due condotti di alimentazione, garantisce una costanza nel rendimento del motore.</p>
<p style="text-align: justify;">I corpi farfallati sono da 32mm di diametro, l&#8217;airbox ha un volume di 4,3 litri e lo scarico è a doppia uscita con catalizzatori in sequenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70178" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/marmitta-125.jpg" alt="marmitta 125" width="700" height="600" title="Suzuki GSX-R125 e GSX-S125: un motore per due piccole grandi moto 600" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/marmitta-125.jpg 700w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/marmitta-125-300x257.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/marmitta-125-696x597.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche cilindri e pistoni sono lavorati in modo da ottenere le prestazioni più alte possibili: la canna del cilindro è rivestita in nickel con una procedura sviluppata dalla Suzuki noto come SCEM (Suzuki Composite Electrochemical Material). Il pistone sfrutta fasce elastiche a bassa resistenza estremamente sottili e leggere.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70175" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/cambio-suzuki.jpg" alt="cambio suzuki" width="699" height="382" title="Suzuki GSX-R125 e GSX-S125: un motore per due piccole grandi moto 601" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/cambio-suzuki.jpg 699w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/cambio-suzuki-300x164.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/cambio-suzuki-696x380.jpg 696w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" />Il cambio è a 6 marce con una rapportatura tarata apposta per avere costanza in fase di accelerazione. Le moto hanno entrambe il sistema ABS, dischi freno a margherita con anteriore da diametro 290mm e posteriore 187mm.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due moto differiscono nella posizione di guida: molto sportiva quella della GSX-R125, col busto portato in avanti forzando il pilota a stare letteralmente &#8220;sul&#8221; manubrio. Anche la sella è più alta rispetto alla naked.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70172" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-06_105916.jpg" alt="2017 10 06 105916" width="589" height="502" title="Suzuki GSX-R125 e GSX-S125: un motore per due piccole grandi moto 602" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-06_105916.jpg 589w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-06_105916-300x256.jpg 300w" sizes="(max-width: 589px) 100vw, 589px" />La GSX-S125 invece è più comoda, con il manubrio posizionato più in alto rispetto alla sorellina sportiva e la sella è 40mm più in basso. In entrambe le moto si è badato allo spazio in sella.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due Suzuki 125 sono dotate di dotazioni esclusive come il Suzuki Easy Start System e pesano 134kg la sportiva e 133kg la naked.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70176" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/gsx-r125.jpg" alt="gsx r125" width="700" height="439" title="Suzuki GSX-R125 e GSX-S125: un motore per due piccole grandi moto 603" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/gsx-r125.jpg 700w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/gsx-r125-300x188.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/gsx-r125-696x436.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La GSX-R125 è disponibile in nero – al prezzo di Euro 4.590 franco concessionario &#8211; e nell’iconico blu delle GSX-RR che corrono in MotoGP, al prezzo di Euro 4.690 franco concessionario.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70177" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/gsx-s125.jpg" alt="gsx s125" width="706" height="449" title="Suzuki GSX-R125 e GSX-S125: un motore per due piccole grandi moto 604" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/gsx-s125.jpg 706w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/gsx-s125-300x191.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/gsx-s125-696x443.jpg 696w" sizes="(max-width: 706px) 100vw, 706px" />La GSX-S125 è proposta in nero e in livrea bicolore rossa e nera, entrambe al prezzo di Euro 4.090 Euro; inoltre è disponibile nell’iconico Triton Blue metallizzato, ispirato ai colori del Team ECSTAR della MotoGP. Il prezzo è di Euro 4.190 franco concessionario.</p>
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		<title>RC213V-S usata? Solo 250.000 euro per avere una vera MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 08:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[RC213V]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ovviamente il titolo è provocatorio, ma ora è possibile trovare una RC213V-S usata addirittura con il kit racing che ne aumenta notevolmente il potenziale. Se ricordate quando la Honda presentò la RC213V-S nel 2014 si parlava di un prezzo di vendita base compreso tra 150.000 e 230.000 € ma la moto veniva consegnata decisamente addolcita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70132" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-04_102944.jpg" alt="2017 10 04 102944" width="799" height="432" title="RC213V-S usata? Solo 250.000 euro per avere una vera MotoGP 607" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-04_102944.jpg 799w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-04_102944-768x415.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-04_102944-300x162.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-04_102944-696x376.jpg 696w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" />Ovviamente il titolo è provocatorio, ma ora è possibile trovare una <strong>RC213V-S usata</strong> addirittura con il kit racing che ne aumenta notevolmente il potenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ricordate quando la Honda presentò la<span style="color: #000080;"><strong><a href="https://www.giornalemotori.com/2014/11/09/honda-rc213v-s-motogp-stradale/"> RC213V-S nel 2014</a></strong></span> si parlava di un prezzo di vendita base compreso tra 150.000 e 230.000 € ma la moto veniva consegnata decisamente addolcita rispetto alla vera MotoGP.</p>
<p style="text-align: justify;">Il kit racing era la vera e propria chicca perché permetteva a chi lo acquistava di sbloccare completamente la moto, sia dal punto di vista prestazionale che di regolazioni elettroniche. Il prezzo non venne reso noto, ma di certo era decisamente costoso.</p>
<div style="display: none;">
<h1>RC213V-S usata</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">Ora, un fortunato proprietario, ha deciso di vendere la sua RCV213S usata con il Kit racing alla bella cifra di £ 219,995.00, quindi quasi 250.000 €.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70133" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-04_103004.jpg" alt="2017 10 04 103004" width="800" height="513" title="RC213V-S usata? Solo 250.000 euro per avere una vera MotoGP 608" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-04_103004.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-04_103004-768x492.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-04_103004-300x192.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-04_103004-696x446.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />La moto è la nr.007 , e quindi la moto non è più una vera S (la S stava per Street, a indicare che la bestia da corsa è stata “legalizzata”) ma una vera e propria moto da corsa con tutti i crismi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedendo le foto dell&#8217;annuncio bisogna dire che la moto è veramente in condizioni perfette, colori HRC, tenuta maniacalmente e chissà se e quanto è stata usata. Trovare una RC231V-S usata è davvero una cosa rara, una vera e propria chicca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente non so quanti di noi persone normali hanno in tasca il contante per una moto del genere (se li avete beati voi!), ma per un collezionista questa è una vera e propria chicca.</p>
<div style="display: none;">
<h1>RC213V-S usata</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">Già quando la vedemmo dal vivo durante l&#8217;Eicma si poteva vedere la cura e la perfezione di ogni elemento; persino le carene si accoppiano con una perfezione disarmante. Abbiamo di fronte un vero e proprio prototipo da corsa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove è in vendita? Ma ovviamente su E-Bay! Comunque, se qualcuno è interessato, il link dell&#8217;annuncio originale è questo: https://www.ebay.co.uk/i/253187317326</p>
<p>BUONI ACQUISTI!!!</p>
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		<title>Energica Ego e Eva: il nostro test&#8230;elettrico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2017 10:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[Ego]]></category>
		<category><![CDATA[Energica]]></category>
		<category><![CDATA[Eva]]></category>
		<category><![CDATA[test ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo provato la Energica Ego e la Energica Eva, due moto che ci hanno davvero impressionato non solo per il design aggressivo, ma per le grandi promesse che le cartelle stampa fanno. Bella giornata di sole, una zona bellissima come la Val Gardena, passi chiusi al traffico e due moto: cosa chiedere di più? Se [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69778" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-20_112118.jpg" alt="2017 09 20 112118" width="800" height="445" title="Energica Ego e Eva: il nostro test...elettrico 614" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112118.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112118-768x427.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112118-300x167.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112118-696x387.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Abbiamo provato la <strong>Energica Ego</strong> e la <strong>Energica Eva</strong>, due moto che ci hanno davvero impressionato non solo per il design aggressivo, ma per le grandi promesse che le cartelle stampa fanno.</p>
<p style="text-align: justify;">Bella giornata di sole, una zona bellissima come la Val Gardena, passi chiusi al traffico e due moto: cosa chiedere di più? Se poi le moto sono le due punte di diamante della italianissima Energica?</p>
<p style="text-align: justify;">La Ego è la versione carenata e sportiva, linee spigolose e aggressive, la moto appare decisamente filante e ben proporzionata. La Eva invece è la naked, manubrio largo e cupolino sopra il faro per riparare dall&#8217;aria. La linea è più morbida ma a mio parere è una gran bella naked da vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Io e Nicolò quindi ci siamo lanciati in questo test passando una mattinata in sella a queste due moto provando qualcosa che ci ha lasciati davvero a bocca aperta.</p>
<p style="text-align: justify;">Le moto condividono lo stesso motore, un sincrono a magneti permanenti raffreddato ad olio, solo che erogano potenze diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">La Energica Eva ha una potenza di 80 kW a 6000 rpm con una coppia massimo di 180 Nm, raggiunge facilmente la velocità di 200 km/h oltre la quale non va perché autolimitata elettronicamente.</p>
<p style="text-align: justify;">La Energica Ego invece ha una potenza e una coppia maggiore, 107 kW e 200 Nm, e può raggiungere i 240 km/h autolimitati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per farvi un paragone, una 600cc moderna eroga 85/87 kW e una coppia di 60/65 Nm. La potenza delle Energica è quindi paragonabile a un 600cc (la Ego anche un 900) ma la coppia è quasi il doppio di un 1000cc ipersportivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per di più bisogna dire che la coppia, al contrario dei motori termici nei quali si deve aspettare il regime ottimale, è tutta subito disponibile e allo start se ruotate con violenza la manopola del gas siate pronti ad aggrapparvi da qualche parte perché verrete sparati a <strong>100km/h in 2,8 secondi</strong>. Si, avete letto bene, meno di 3 secondi, per l&#8217;esattezza 2,8 secondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista prestazionale quindi le moto elettriche non hanno nulla da invidiare alle moto a cui siamo abituati, anzi, regalano qualche emozione in più. Vediamo ora a livello di guida cosa si prova, perché le due moto sono profondamente diverse.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69779" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-20_112205.jpg" alt="2017 09 20 112205" width="800" height="497" title="Energica Ego e Eva: il nostro test...elettrico 615" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112205.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112205-768x477.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112205-300x186.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112205-696x432.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Partiamo dalla <strong>Energica Ego</strong>, la sportiva del lotto. Appena seduti sulla moto si capisce subito delle intenzioni che ha. Pedane abbastanza arretrate e posizione che carica i polsi, come una supersportiva deve fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Da fermo si avverte il peso della moto, intorno ai 255 kg, ma appena in movimento la moto si fa portare a spasso in maniera molto facile. Durante la guida sui 5 passi dolomitici che abbiamo fatto, ho notato una certa pesantezza dell&#8217;anteriore. Parlando con il tester ho capito che poteva essere dovuto dal settaggio del mono e ho provato una seconda moto equipaggiata con sospensioni differenti e subito la sensazione è sparita anche se sugli stretti tornanti lo sterzo non è sempre stato comunicativo come vorrei ma è anche dovuto dal fatto che una supersportiva sui tornantini stretti soffre a prescindere.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spazio in sella è tanto anche per uno alto come me, si riescono a fare molti movimenti e tutto è proporzionato e al posto giusto. Anche i comandi sui manubri sono molto intuitivi, è molto semplice cambiare le mappature che sono Standard, Eco, Wet e Sport, così come il freno motore anch&#8217;esso su quattro livelli Low, Medium, High, Off.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69781" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-20_112344.jpg" alt="2017 09 20 112344" width="799" height="430" title="Energica Ego e Eva: il nostro test...elettrico 616" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112344.jpg 799w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112344-768x413.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112344-300x161.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112344-696x375.jpg 696w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" />Non abbiamo avuto la possibilità di dare una strigliata come si deve alla ciclistica per capire fino in fondo le potenzialità di questa moto, però ha dato delle buone sensazioni e in pista dev essere davvero un gran bel giocattolino.</p>
<p style="text-align: justify;">La potenza comunque è impressionante: fare un sorpasso in salita è semplicemente incredibile. Accelero tutto, esco in sorpasso, il posteriore scivola sull&#8217;asfalto viscido dei passi montani e poi la moto si getta a fionda in sorpasso. Lo avrò fatto non so quante volte e sempre con un sorrisetto isterico sotto al casco.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo alla <strong>Energica Eva</strong>, la scarenata, meno potente ma decisamente divertente. A differenza delle Ego, su questa moto si può guidare con più scioltezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69777" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-20_112050.jpg" alt="2017 09 20 112050" width="800" height="510" title="Energica Ego e Eva: il nostro test...elettrico 617" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112050.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112050-768x490.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112050-300x191.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112050-696x444.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Il manubrio alto è comodissimo, il peso a quel punto diventa inesistente, e sui tornanti stretti la moto diventa un giocattolino con il quale si può uscire sempre derapando. Col gas però bisogna prenderci la mano perché spalancare tutto subito equivale a farsi dare un bel calcio nel didietro e bisogna stare attenti che la moto non scappi troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Però la moto è sincera, sempre chiara su cosa stia accadendo sotto le ruote, si può guidare come un motard se le curve sono veramente strette, e nello stesso tempo non stanca praticamente mai permettendo al pilota di tenere spalle e polsi riposati.</p>
<p>L&#8217;impianto frenante è della Brembo: i freni italiani ormai hanno un livello medio di affidabilità e prestazioni pazzesco, e questo impianto non fa difetto. Preciso, potente, modulabile e davvero instancabile in discesa. Le moto non sono proprio un fuscello e pesano più di una supersportiva moderna, ma non si sono mai stancati.</p>
<p>Le gomme di primo equipaggiamnto sono molto buone: le due Energica montano infatti di serie le Pirelli Rosso II.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora lo so cosa vi state chiedendo: e l&#8217;autonomia? Quanto dura la batteria? Sono rimasto decisamente sorpreso: dopo aver fatto i quattro passi dolomitici avanti e indietro, per un totale di circa 160km, avevo ancora circa la metà della ricarica.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati ufficiali parlano di 150 km in ciclo combinato, ma credo che si possano superare abbondantemente i 200km con un uso decente e non tirato allo sfinimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69780" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-20_112312.jpg" alt="2017 09 20 112312" width="800" height="586" title="Energica Ego e Eva: il nostro test...elettrico 618" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112312.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112312-768x563.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112312-300x220.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_112312-696x510.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />La ricarica è molto semplice e decisamente rapida: con il fast charge in circa mezz&#8217;ora la batteria parte da 0 all&#8217;80%, quindi poco più di una pausa caffè. Per una ricarica completa siamo circa a tre ore.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva le moto sono veramente fatte bene e sono sfruttabili senza troppi problemi. L&#8217;autonomia è un problema relativo, perché basta organizzarsi bene e, grazie alla App Energica, si ha la mappa di tutte le colonnine di ricarica normale e rapida, e vi posso garantire che ce ne sono moltissime in tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo è poco oltre i 25.000 €, un pochino cara forse, ma con il rapido sviluppo che il mondo dell&#8217;elettrico sta avendo, siamo certi che nel volgere di breve caleranno i prezzi e aumenterà l&#8217;autonomia dei mezzi. Facciamocene una ragione, il futuro è questo. E noi abbiamo dato uno sguardo al futuro, e ci siamo divertiti alla grande! Magari ci potremmo divertire anche in pista&#8230;</p>
<p><strong>Tester: Danny Garbin, Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Kawasaki Z900 con 70kW per i possessori di patente A2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 09:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[Z900]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo 2017 la nuovissima Kawasaki Z900 ha raccolto pareri molto positivi su tutti i fronti e conquistato migliaia di riders in tutta Europa. A grande richiesta, in particolar modo dei tantissimi neo-patentati appassionati del marchio di Akashi, la Z900 sarà disponibile (entro la fine del 2017) anche in versione 70Kw conforme alle direttive delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69772" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-20_102310.jpg" alt="2017 09 20 102310" width="799" height="572" title="Kawasaki Z900 con 70kW per i possessori di patente A2 620" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_102310.jpg 799w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_102310-768x550.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_102310-300x215.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-20_102310-696x498.jpg 696w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" />In questo 2017 la nuovissima <strong>Kawasaki Z900</strong> ha raccolto pareri molto positivi su tutti i fronti e conquistato migliaia di riders in tutta Europa. A grande richiesta, in particolar modo dei tantissimi neo-patentati appassionati del marchio di Akashi, la Z900 sarà disponibile (entro la fine del 2017) anche in versione 70Kw conforme alle direttive delle patente A2.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia i dealer che i potenziali clienti avevano avanzato la medesima richiesta ovvero quella di non creare una moto differente dalla Z900 ma di mantenere l’aspetto unico e la personalità distintiva della sorella “maggiore”. Kawasaki, che da sempre ascolta con attenzione la voce dei suoi clienti, ha seguito alla lettera quanto richiesto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo significa che la versione da 70kw non avrà badge o segni distintivi che la possano differenziare dalla Z900 a potenza piena e manterrà inalterate importanti caratteristiche come la frizione assistita e anti-saltellamento, il telaio a traliccio e la sospensione posteriore back- link, il tutto condito da un sound degno della famiglia Z.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quattro cilindri di questa nuova Z900 eroga una potenza massima di 70kw, per essere conforme alle regolamentazione della patente A2 con la possibilità quindi di essere depotenziato a 35kW. Tale depotenziamento, da effettuare esclusivamente presso un concessionario ufficiale Kawasaki è ottenuto con una nuova mappatura della centralina ed è completamente reversibile (sempre e solo da un dealer autorizzato).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Subito dopo il lancio della #z900, abbiamo iniziato a lavorare sulla versione per patenti A2”</em>. Ha dichiarato Morihiro Ikoma, Direttore di Kawasaki Motors Europe. <em>“Le direttive sul design dei nostri potenziali acquirenti e concessionari erano unanimi; mantenere il look e la personalità della Z900 e creare una versione per patente A2 con l’obiettivo di aprire le porte del mondo di Z “Refined Raw” ad altri riders. Credo che il risultato soddisferà a pieno le aspettative!”</em></p>
<p style="text-align: justify;">La nuova Z900 (70kW) sarà disponibile nelle seguenti 4 colorazioni:</p>
<ul>
<li>Candy Lime Green / Metallic Flat Spark Black</li>
<li>Pearl Mystic Gray / Metallic Flat Spark Black</li>
<li>Flay Ebony / Metallic Spark Black</li>
<li>Candy Persimmon Red / Metallic Spark Black</li>
</ul>
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		<title>Bimota risponde: &#8220;Non siamo estinti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 14:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo qui di seguito il comunicato stampa mandato dall&#8217;azienda italiana Bimota dopo i rumors di una loro possibile, ennesima, chiusura. Ovviamente ci auguriamo il meglio per il marchio italiano che tanto ha osato nella sua storia con soluzioni tecniche di assoluto rilievo. Rimini 7 settembre 2017 – La Bimota continua ora a “creare sogni” in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69460" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-07_164356.jpg" alt="2017 09 07 164356" width="499" height="341" title="Bimota risponde: &quot;Non siamo estinti&quot; 622" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_164356.jpg 499w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_164356-300x205.jpg 300w" sizes="(max-width: 499px) 100vw, 499px" />Pubblichiamo qui di seguito il comunicato stampa mandato dall&#8217;azienda italiana <strong>Bimota</strong> dopo i rumors di una loro possibile, ennesima, chiusura. Ovviamente ci auguriamo il meglio per il marchio italiano che tanto ha osato nella sua storia con soluzioni tecniche di assoluto rilievo.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rimini 7 settembre 2017</strong> – La Bimota continua ora a “creare sogni” in una nuova sede operativa, uno stabile artigianale a poche centinaia di metri dalla storica struttura di via Lea Giaccaglia a Rimini. Gli spazi sono nuovi, luminosi ed organizzati. La disposizione su un unico piano consente un flusso di produzione delle moto snello ed agevole per una fabbrica artigianale quale e’ Bimota.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ulteriore struttura dislocata ospita le componenti dei modelli fuori produzione. Nel nuovo stabile sono gia’ nate le prime moto. Nonostante gli inevitabili disguidi dovuti ad una fase di trasloco ancora non ultimata, il ritmo di produzione sta riprendendo a ritmi regolari grazie ad uno staff sempre piu’ selezionato e competente.</p>
<p style="text-align: justify;">La disponibilita’ a fornire servizio ed assistenza ai nostri clienti in tutto il mondo e ai nostri importatori rimane l’impegno principale in questo momento fino a quando la recente rilocazione sara’ completamente portata a termine.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultima battuta si puo’ dire che certamente la Bimota non e’ estinta. Nelle ultime settimane l’azienda e’ stata anche oggetto di attenzione da parte di diversi gruppi interessati al marchio; ulteriore conferma del prestigio che la Bimota continua ad avere da sempre.</p>
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		<title>Desmosedici Stradale: ecco il nuovo V4 Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 13:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla esperienza maturata in MotoGP nasce il nuovo motore V4 di 90° destinato ad equipaggiare i futuri modelli sportivi dell’alto di gamma Ducati. Si chiama Desmosedici Stradale e rappresenta una pietra miliare nella storia della Casa di Borgo Panigale. Si apre così un nuovo capitolo per Ducati che, ancora una volta, guarda al futuro proponendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69457" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-07_151056.jpg" alt="2017 09 07 151056" width="654" height="408" title="Desmosedici Stradale: ecco il nuovo V4 Ducati 627" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_151056.jpg 654w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_151056-300x187.jpg 300w" sizes="(max-width: 654px) 100vw, 654px" />Dalla esperienza maturata in MotoGP nasce il nuovo motore V4 di 90° destinato ad equipaggiare i futuri modelli sportivi dell’alto di gamma Ducati. Si chiama <strong>Desmosedici Stradale</strong> e rappresenta una pietra miliare nella storia della Casa di Borgo Panigale. Si apre così un nuovo capitolo per Ducati che, ancora una volta, guarda al futuro proponendo un progetto nuovo e distintivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto del Desmosedici Stradale nasce partendo dal cuore del motore V4 della MotoGP, ovvero le teste. La fluidodinamica del Desmosedici Stradale riprende le dimensioni e la geometria utilizzate sulla Desmosedici GP, così come la configurazione del motore: V4 a 90° ruotato all’indietro di 42°. Questa soluzione rende il nuovo motore Ducati estremamente compatto, permette di centrare le masse, consentendone una perfetta integrazione nel veicolo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<a href="https://www.giornalemotori.com/2011/04/11/yamaha-m1-con-motore-controrotante/"><strong>albero motore</strong></a>, come sui prototipi Ducati utilizzati in gara, è <a href="https://www.giornalemotori.com/2011/04/11/yamaha-m1-con-motore-controrotante/"><strong>controrotante</strong></a> per ridurre l’effetto giroscopico delle ruote e conferire maneggevolezza ed agilità nei cambi di direzione oltre a ridurre la tendenza all’impennata in accelerazione ed al ribaltamento in frenata. I perni di biella sfalsati di 70° comportano un ordine di accensione del tipo “Twin Pulse” che, oltre a regalare un suono unico ed affascinante per l’appassionato, genera un’erogazione facile da gestire ed un’ottima trazione in uscita di curva. Il Desmosedici Stradale è indubbiamente un motore ideale per l’uso in pista, ma sono state considerate nella sua definizione anche le necessità di un suo uso con soddisfazione anche su strada. Infatti, per massimizzare le doti di coppia ai medi regimi, così importanti per la godibilità della moto sulle strade aperte al traffico, e per ottenere coppia e potenza a regimi più contenuti, il motore ha una cilindrata leggermente superiore alla MotoGP, per la precisone di 1.103 cm³.</p>
<p style="text-align: justify;">Eroga una potenza di oltre 155 kW (210 CV) a 13.000 giri/minuto, e una coppia massima di oltre 120 Nm (12,2 Kgm) da 8.750 a 12.250 giri/minuto, in configurazione Euro 4. In analogia alla MotoGP, la progettazione è stata impostata fissando l’alesaggio dei pistoni a 81 mm. Questo valore rappresenta il limite massimo consentito dal regolamento tecnico della MotoGP; è inoltre il più elevato del segmento delle supersportive 4 cilindri.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69454" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-07_151004.jpg" alt="desmosedici stradale engine" width="322" height="414" title="Desmosedici Stradale: ecco il nuovo V4 Ducati 628" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_151004.jpg 322w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_151004-300x386.jpg 300w" sizes="(max-width: 322px) 100vw, 322px" />L’utilizzo dello stesso alesaggio del motore Desmosedici GP fa si che anche tutta la parte fluidodinamica (valvole, condotti di aspirazione, corpi farfallati), che è in pratica il cuore del motore, dove si generano le prestazioni, sia vicinissima tra le due unità motrici. Il Desmosedici Stradale è progettato attorno al sistema Desmodromico che comanda le quattro valvole di ogni cilindro e contribuisce a fare delle MotoGP Ducati i prototipi più veloci della classe regina del Motomondiale. Su questo motore ad elevato regime di rotazione il “Desmo” trova la sua massima valenza tecnica e raggiunge livelli di sofisticatezza, compattezza e leggerezza, mai visti prima su una Ducati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aspirazione è affidata a un corpo farfallato con cornetti di aspirazione ad altezza variabile che permettono di ottimizzare il riempimento dei cilindri a tutti i regimi di rotazione con importanti benefici in termini di erogazione e guidabili tà. Il sistema di alimentazione è completato da corpi farfallati ovali dotati ognuno di due iniettori: uno sotto e l’altro sopra la farfalla. Questo pacchetto di soluzioni tecniche, nate in MotoGP ed evolute per garantire la massima affidabilità nell’uso quotidiano, dimostra ancora una volta la peculiarità delle scelte tecniche della Casa di Borgo Panigale, capace di creare un motore V4 unico nel panorama motociclistico per configurazione e soluzioni adottate.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto ad un classico 4 cilindri in linea la compattezza laterale del motore a V consente una maggiore centralizzazione delle masse e permette di contenere la sezione frontale della moto. Inoltre l’albero motore più corto genera un minore effetto giroscopico. Tutti questi aspetti hanno un impatto positivo sulla dinamica della moto, contribuendo a renderla leggera e veloce nei cambi di direzione. L’ampio spazio disponibile tra la V dei cilindri ha permesso di collocare la pompa dell’acqua e di avere un airbox di grande volume (12,8 litri) per fare respirare meglio il Desmosedici Stradale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’integrazione ottimale di motore e ciclistica è un concetto alla base di ogni progetto Ducati. Ecco quindi che il Desmosedici Stradale nasce per essere montato ruotato all’indietro di 42°, come i motori Ducati in MotoGP, per ottimizzare la distribuzione dei pesi, utilizzare radiatori più estesi e avanzare quanto più possibile il pivot del forcellone. Il Desmosedici Stradale è stato inoltre progettato per essere elemento strutturale del telaio. Nella parte anteriore del semicarter superiore e nella testa della bancata posteriore sono stati ricavati gli attacchi al telaio principale. Inoltre il basamento funge anche da fissaggio della sospensione posteriore e del forcellone.</p>
<p style="text-align: justify;">La collaborazione con Ducati Corse ha permesso di realizzare un motore compatto, leggero e dalle prestazioni elevate. La progettazione e sviluppo da parte dei motoristi Ducati gli ha conferito un’erogazione che massimizza il piacere di guida su strada e la performance assoluta in pista. Con un peso di 64,9 Kg il Desmosedici Stradale è solo2,2 Kg più pesante del bicilindrico Superquadro da 1.285 cm³ confermando l’enorme attenzione verso la leggerezza, fulcro di ogni progetto Ducati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto di compressione è di 14:1, un valore elevato che denota nuovamente la progettazione di derivazione racing. I pistoni sono accoppiati a bielle forgiate in acciaio con un interasse di 101,8 mm.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle moto di normale produzione, l’albero motore ruota nella stesso verso delle ruote, mentre nel Campionato MotoGP è diffuso l’albero motore controrotante che ruota nel verso opposto. I motoristi Ducati hanno mutuato dalla classe regina questa soluzione tecnica per gli stessi motivi per cui ha trovato applicazione nel mondo delle competizioni. Tale soluzione infatti presenta dei vantaggi correlati a due aspetti della fisica: l’effetto  giroscopico e l’inerzia.</p>
<p style="text-align: justify;">Avere l’albero controrotante permette di compensare parte dell’effetto giroscopico prodotto dalle ruote durante la guida, e questo si traduce in una maggiore maneggevolezza ed una moto più agile nei cambi di direzione. Il secondo vantaggio è legato all’inerzia (ovvero la tendenza di un oggetto ad opporsi ad un cambio di stato) sia del veicolo che degli organi rotanti del motore. In accelerazione, la coppia motrice   trasmessa a terra spinge il veicolo che reagisce generando una tendenza ad impennare. L’albero motore controrotante genera una coppia, dovuta all’inerzia, di segno opposto, che quindi tende a far abbassare l’avantreno riducendo così il fenomeno dell’impennata con riflessi vantaggiosi sull’accelerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Similmente, in frenata o decelerazioni molto rapide, la moto subisce una reazione che tende al ribaltamento (rear lift-up in inglese), ma anche l’albero motore subisce una decelerazione (scende di giri) e ciò produce una coppia d’inerzia del verso opposto a quella che tende a far ribaltare la moto. Quindi, sia in accelerazione che in frenata, l’adozione dell’albero controrotante porta ad effetti positivi.  Chiaramente questo layout richiede una ruota dentata aggiuntiva, la cosiddetta ruota oziosa (*), necessaria a trasferire il moto dell’albero motore al cambio, e poi fino alle ruote in modo da restituire la corretta rotazione per il senso di marcia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>* La presenza della ruota oziosa, determina un aggiuntivo organo di trasmissione nel sistema che collega l’albero motore alla ruota. Questo va considerato nella determinazione della potenza all’albero motore se questa viene derivata dal valore misurato alla ruota. Sia in sede di omologazione che nelle misure con i banchi accelerativi è necessario quindi considerare un rendimento o comunque un coefficiente aggiuntivo che per normativa è fissato a 0,98. </em></p>
<p style="text-align: justify;">La disposizione sfalsata di 70° dei perni di manovella combinata con il layout a V di 90° del motore, genera un ordine degli scoppi che in Ducati è stato denominato “Twin Pulse”, perché è come se il motore riproducesse la sequenza di scoppi di un bicilindrico.  La peculiarità sta nell’accensione  ravvicinata rispettivamente dei due cilindri del lato sinistro e poi di quelli del latodestro della moto. Nel diagramma di distribuzione, le accensioni sono quindi collocate a 0°, 90°, 290° e 380°. Questo particolare ordine di accensione regala al V4 un suono del tutto simile a quello della Desmosedici  MotoGP.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69456" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-07_151039.jpg" alt="2017 09 07 151039" width="652" height="388" title="Desmosedici Stradale: ecco il nuovo V4 Ducati 629" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_151039.jpg 652w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_151039-300x179.jpg 300w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" />In pratica, immaginando un ciclo con partenza da 0°, “scoppia” il primo cilindro della bancata anteriore, lato alternatore, seguito, dopo soli 90° di rotazione, dal  cilindro della bancata posteriore sullo stesso lato.  Segue poi un intervallo, durante il quale il motore non genera coppia motrice fino a quando non avvengono gli scoppi ravvicinati di 90° tra loro nei due cilindri sul lato frizione. L’ordine di accensione “Twin Pulse” oltre a produrre una sonorità di scarico unica nel panorama motociclistico, ed assolutamente coinvolgente per l’appassionato, genera un tipo di erogazione che è stata giudicata la migliore dagli stessi piloti Ducati della MotoGP in quanto genera importanti vantaggi a livello di erogazione e quindi guidabilità della moto, soprattutto in percorrenza ed in uscita di curva.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti i motori Ducati anche il Desmosedici Stradale vede nella progettazione del sistema Desmodromico un punto fondamentale per l’ottenimento delle performance. Il Desmodromico del  Desmosedici Stradale, utilizza componenti  completamente ridisegnati e miniaturizzati  per realizzare teste molto compatte, raggiungendo un livello di sofisticatezza, compattezza e leggerezza mai visti prima su una moto Ducati. Ogni componente del sistema è stato progettato e testato per consentire di raggiungere in tutta sicurezza i regimi di rotazione di cui il V4 è capace. A mantenere compatte le teste del motore hanno contribuito anche le nuove candele, dalle dimensioni più contenute rispetto allo standard in produzione. I quattro alberi a camme del motore Desmosedici Stradale muovono le sedici valvole in acciaio con misure di 34 mm di diametro per quelle di aspirazione e di 27,5 mm di diametro per quelle di scarico, valori decisamente ragguardevoli in relazione all’alesaggio da 81 mm adottato. Le sedi valvole sono realizzate in acciaio sinterizzato.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69455" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/09/2017-09-07_151020.jpg" alt="2017 09 07 151020" width="324" height="484" title="Desmosedici Stradale: ecco il nuovo V4 Ducati 630" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_151020.jpg 324w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/09/2017-09-07_151020-300x448.jpg 300w" sizes="(max-width: 324px) 100vw, 324px" />Viste le elevate velocità di rotazione del V4 e le dimensioni importanti delle valvole, queste non riuscirebbero a seguire i profili di chiusura spinti delle camme se si  utilizzasse un sistema tradizionale a comuni molle. Ecco quindi che il sistema Desmodromico diventa irrinunciabile. Nel “Desmo” Ducati le valvole vengono chiuse meccanicamente con una precisione analoga a quella della fase di apertura, consentendo di realizzare i profili delle camme più spinti e fasature estreme che ottimizzano il flusso dinamico dei fluidi sia in aspirazione che allo scarico e quindi maggiore performance del propulsore.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli alberi a camme sono comandati  da  due  catene  di distribuzione del tipo “silent”. Sulla distribuzione anteriore la catena trascina l’albero a camme di aspirazione, il quale a sua volta trasmette il moto a quello di scarico mediante una coppia di ruote dentate (distribuzione mista catena-ingranaggi). Sulla distribuzione posteriore la catena trascina invece l’albero di scarico il quale passa il moto a quello di aspirazione. Questa scelta è quella che minimizza gli assorbimenti della distribuzione, a tutto vantaggio di prestazione e affidabilità. La catena che comanda la distribuzione dei cilindri anteriori è posizionata sul lato destro del motore e prende il moto dall’albero motore attraverso un ingranaggio ricavato sul pignone della  trasmissione primaria. Quella che comanda i cilindri posteriori è disposta sul lato sinistro del motore e prende il moto da un ingranaggio monolitico ricavato sull’albero motore. Ciascuna testata è dotata di sensore “anti-battito” che consentono di ottimizzare la gestione degli anticipi accensionescongiurando fenomeni di detonazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cambio a sei rapporti è stato studiato appositamente per il motore Desmosedici Stradale ed è dotato di sensore marcia rotativo per lavorare in maniera ottimale assieme al Ducati Quick Shift (DQS) up &amp; down.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le cresciute prestazioni rispetto al motore Superquadro il controllo ed eventuale regolazione del gioco valvole (Desmo Service) rimane  invariato ogni 24.000 km, mentre i tagliandi sono confermati ogni 12.000 Km/12 mesi.</p>
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		<title>Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 08:23:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’abbiamo assaporata in anteprima al Word Ducati Week di Misano, svoltosi nelle giornate 1-2-3 luglio 2016, ma è stata ufficialmente svelata solamente ad Intermot : stiamo parlando della mitica Ducati Supersport, un tassello mancante della gamma Ducati, che può dunque ritenersi completa di ogni tipologia di mezzo stradale e corsaiolo. La concezione di base è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2017/07/26/test-ducati-supersport-versatilita-sportivita-direttamente-borgo-panigale/">Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">L’abbiamo assaporata in anteprima al Word Ducati Week di Misano, svoltosi nelle giornate 1-2-3 luglio 2016, ma è stata ufficialmente svelata solamente ad Intermot : stiamo parlando della mitica Ducati Supersport, un tassello mancante della gamma Ducati, che può dunque ritenersi completa di ogni tipologia di mezzo stradale e corsaiolo.</p>
<p>La <strong>concezione di base</strong> è la stessa delle varie serie che furono in produzione dal 1988 al 2007, ovvero <strong>sportività (non estrema) e praticità di utilizzo</strong>. La Supersport è dunque concepita per esaltare il piacere di guida su strada, lasciando la pista e la potenza pura alla gamma Panigale. Un <strong>segmento ben identificabile</strong> e che al momento non offre molti concorrenti diretti.</p>
<p><figure id="attachment_68707" aria-describedby="caption-attachment-68707" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-68707 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/DSC_0183.jpg" alt="DSC 0183" width="1000" height="664" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 639" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0183.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0183-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0183-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0183-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-68707" class="wp-caption-text">Linea unica</figcaption></figure></p>
<p>Quello che si voleva evitare in Ducati era la creazione di una Monster semicarenata, e devo dire che i ragazzi di Borgo Panigale ci sono riusciti alla grande.<br />
La nuova e tanto attesa Ducati Supersport è disponibile in <strong>2 versioni : la standard e la S (con sospensioni e mono Öhlins e Ducati Quickshifter up/down di serie)</strong>.<br />
Oltre alla chicca del blipper, le differenze ciclistiche tra le due versioni dovrebbero essere piuttosto evidenti, soprattutto se si decide di scendere tra i cordoli.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Aspetto e Sensazioni</span></p>
<p style="text-align: justify">La Supersport è una moto<strong> dual look</strong> : frontalmente riprende l’aggressiva <strong>Panigale</strong>, mentre posteriormente riprende le linee della sorella <strong>Monster</strong>. Si possono dunque evidenziare 2 lati : uno sportivo e l’altro più tourer (non troppo però, mi raccomando) , i quali presto andremo ad approfondire dettagliatamente.</p>
<p><figure id="attachment_68708" aria-describedby="caption-attachment-68708" style="width: 1000px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-68708 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/DSC_0195.jpg" alt="DSC 0195" width="1000" height="664" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 640" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0195.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0195-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0195-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0195-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-68708" class="wp-caption-text">Sbaglio o è una Panigale?</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify">Il design e la linea, pur prendendo spunto dai modelli Ducati sovracitati, sono unici. La cura dei dettagli è sempre un fattore chiave in Ducati. Un esempio concreto ? La sportività del <strong>forcellone monobraccio</strong>, ma allo stesso tempo la praticità in viaggio del plexiglass anteriore, regolabile su due posizioni per offrire maggiore protezione aerodinamica.</p>
<p style="text-align: justify">La posizione di guida è <strong>piuttosto sportiva</strong>, con le pedane non troppo alte da terra ma comunque abbastanza arretrate da consentire una guida sportiva senza grattarle ad ogni tornante. Allo stesso tempo, i <strong>semimanubri rialzati</strong> e la forma del capiente serbatoio (16 litri) evitano l’ eccessivo caricamento di peso sugli avambracci.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>strumentazione full lcd</strong> è abbastanza intuitiva, tramite i pulsanti presenti sul blocchetto sinistro ad inizio semimanubrio è infatti possibile ottenere informazioni dettagliate riguardo a consumo attuale e medio, temperatura aria e motore velocità media, chilometraggio e parziale, oppure visualizzare le mappature sulle quali ci concentreremo nei seguenti paragrafi.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-68709" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/DSC_0199.jpg" alt="DSC 0199" width="1000" height="664" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 641" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0199.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0199-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0199-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0199-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il catalogo optional Ducati è come sempre ricco e variegato, ed in questo caso dimostrante la versatilità della moto in questione : lo scarico Akrapovic dona un pizzico di aggressività in più, mentre valigie semirigide, parabrezza maggiorato, borse serbatoio e selle di varie altezze donano alla Supersport appetibilità per i touring-addicts.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Motore</span></p>
<p style="text-align: justify">Il Testastretta 11° 937 cc, omologato Euro4 mi fa sorgere un dubbio sin dalla primissima accensione : come diavolo hanno fatto ad omologare senza particolari problemi i decibel dello scarico originale ? Un sound cupo e ben definito, con scoppietti in rilascio e soprattutto in scalata degni dei migliori impianti aftermarket; una vera figata, soprattutto se si pensa a molte altre novità di mercato Euro4, costrette a perdere personalità e cavalli a fronte delle nuove normative sempre più stringenti.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-68711" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/DSC_0217.jpg" alt="DSC 0217" width="1000" height="664" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 642" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0217.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0217-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0217-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0217-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="text-align: justify">A questa nota super positiva, vorrei però associare anche l’<strong>unico difetto</strong> vero e proprio, storico antagonista dei bicilindrici ad L : le <strong>vibrazioni</strong>. I semimanubri ne soffrono un po’ meno, le pedane rendono la situazione comunque sostenibile, ma il peggio tocca agli specchietti retrovisori&#8230; Anche per motivi di sicurezza, non è molto carino dover tirare la leva della frizione per avere idea di chi ci segua, soprattutto percorrendo autostrade o superstrade per parecchi chilometri.</p>
<p style="text-align: justify">I dati dichiarati non sono esorbitanti, a  conferma della versatilità e non eccessiva aggressività della linea SS, ma i <strong>110 CV e la coppia massima di 93 nm a 6500 giri</strong> rendono l’icona di Borgo Panigale una moto <strong>perfetta per le strade montane</strong>.<br />
Una vera goduria guidarla sui passi dolomitici, soprattutto per la disponibilità di tiro ai medi e bassi regimi del grosso bicilindrico. In fondo, a cosa serve la potenza bruta in strada, se poi è difficilissimo sfruttarla?<br />
La distribuzione della coppia da parte di Ducati è stata in questo caso davvero azzeccata, inoltre direi che una top speed superiore ai 245 km/h può considerarsi sufficiente per divertirsi in strade aperte al traffico&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Ancora una volta, ho inoltre avuto il piacere di apprezzare efficacia e sensibilità dell’ intero <strong>pacchetto elettronico “Ducati Safety Pack”</strong>, partendo dalla precisione dell’ acceleratore ride by wire e dalla 3 diverse mappature selezionabili anche in corsa. Il consiglio è sempre quello di fermarsi per cambiare mappatura, ma chiudendo il gas per un paio di secondi è possibile farlo anche in movimento.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-68710" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/DSC_0212.jpg" alt="DSC 0212" width="1000" height="664" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 643" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0212.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0212-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0212-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0212-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>3 diverse mappature</strong> significano anche livelli di intervento di Traction Control ed ABS ad hoc, i quali sono inoltre configurabili singolarmente al di fuori dei valori preimpostati dalle mappature originali. Un particolare pregio va al <strong>DTC (Ducati Traction Control)</strong>, il quale spesso agisce in sordina mantenendo sotto controllo le situazioni più difficili. L’ intervento del DTC, non è mai brusco ed inaspettato; tant’è che dopo un turno in pista, mi sono reso conto dell’ efficacia e dell’ entrata in azione dello stesso riguardando i video girati con l’ action cam solamente grazie alla lucina arancione lampeggiante posta sopra al contagiri digitale della SS.</p>
<p>Andiamo ora ad esaminare rapidamente le<strong> 3 mappature</strong> standard :</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Touring (110 CV / Risposta gas standard)</strong></li>
<li><strong>Sport (110 CV /Risposta gas sportiva)</strong></li>
<li><strong>Urban (75 CV / Risposta gas addolcita)</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Le maggiori differenze si possono naturalmente evidenziare tra la coppia Sport-Touring e la mappatura Urban, la quale mi è stata d’ aiuto guidando sotto il diluvio universale nel bel mezzo di un temporale estivo di quelli tosti.</p>
<p style="text-align: justify">I consumi sono stati una conferma, il computer di bordo mi ha comunicato la cifra di 16,5 km/l in media; non male per una moto tuttofare e comunque prestazionalmente di un certo livello.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Ciclistica ed impianto frenante</span></p>
<p style="text-align: justify">Ciclisticamente parlando, la Supersport replica le proprie caratteristiche motoristiche : sportiva, ma non esasperatamente. Il <strong>telaio a traliccio fissato direttamente alle teste del motore</strong>, i cerchi a 3 razze ad Y ed il monobraccio contribuiscono al look racing, ma anche alla rigidità di assetto della moto, la quale assorbe bene le asperità del terreno.<br />
In presenza di grosse sconnessioni è comunque meglio non forzare troppo, il dna è pur sempre semisportivo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>forcella anteriore Marzocchi da 43mm di diametr</strong>o  completamente regolabile  ed il <strong>mono Sachs</strong> svolgono il loro lavoro in maniera egregia; onestamente sarei parecchio curioso di poter provare ad evidenziare le differenze rispetto alla versione S, la quale come sovrariportato è dotata di forcella e mono Öhlins. Sono sicuro che le differenze non siano abissali, ma se già in configurazione standard la moto è tanto stabile anche se strapazzata, non oso immaginare quanto lo possa essere nella propria versione premium.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-68713" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/DSC_0236.jpg" alt="DSC 0236" width="1000" height="664" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 644" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0236.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0236-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0236-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0236-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L’<strong>impianto frenante è 100 % Brembo</strong> : 2 dischi del diametro di 320 mm bloccati dalla pinza radiale monoblocco Brembo M4-32 per l’ anteriore ed un singolo disco al posteriore, con pinza Brembo a due pistoncini. L’ <strong>ABS Bosch</strong> funziona a dovere ed è una conferma, in base ai settaggi elettronici; i livelli e tempi d’ intervento sono quindi commisurati alla mappatura selezionata.</p>
<p>La Supersport monta le<strong> nuove Pirelli Diablo Rosso III</strong>, le quali mi hanno stupito in maniera parecchio positiva. Devo ammettere che in Pirelli hanno compiuto<strong> passi da gigante</strong>; le nuove coperture della serie Diablo sono davvero di un altro pianeta rispetto alle “vecchie” Rosso II (ancora in produzione). Grazie al nuovo profilo, al composto bimescola ed al disegno del battistrada ripreso dalle sportivissime Supercorsa; gli pneumatici offrono una sensazione di grip davvero ottimale anche ad elevati angoli di piega.</p>
<p><figure id="attachment_68712" aria-describedby="caption-attachment-68712" style="width: 1000px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-68712 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/DSC_0225.jpg" alt="DSC 0225" width="1000" height="664" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 645" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0225.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0225-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0225-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/DSC_0225-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-68712" class="wp-caption-text">Diablo Rosso III, ottime!</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">Per Chi ? Dove?</span></p>
<p style="text-align: justify">Ricapitolando, la Supersport rappresenta una moto unica e<strong> difficilmente equiparabile ad altre moto</strong> attualmente sul mercato. L’unica moto con la quale potrebbe essere confrontata in modo diretto potrebbe essere la Honda VFR 800 m.y. 2017 (13.290 €), la quale oltre ad avere un prezzo più elevato, con i suoi 242 kg di peso non ha certamente la stessa indole sportiva della rossa di Borgo Panigale.<br />
La SS è acquistabile infatti ad un <strong>prezzo di 12.990 €</strong> per quanto riguarda la <strong>versione base</strong>, mentre il prezzo sale fino a 14.690 € per la versione S.</p>
<p>Supersport è quindi un <strong>prodotto a sè stante</strong>, per gli utenti che non vogliono rinunciare alla sportività ed al marchio Ducati, ma non vogliono incorrere nei problemi legati alla scomodità ed eccessiva prestazionalità della gamma Panigale.<br />
In città la Supersport non esprime al meglio le proprie caratteristiche; tra vibrazioni e motore che scalda parecchio, di certo non l’ augurerei a nessuno (soprattutto nei mesi estivi).</p>
<p style="text-align: justify">I passi  montani sono invece il pane quotidiano della Supersport; grazie al <strong>giusto compromesso tra posizione di guida e cavalleria a disposizione</strong>, risulta davvero piacevole e semplice farsi cullare tra un tornante e l’ altro.<br />
Non è di certo una “moto da aperitivo”, ma state tranquilli : non passerà mai inosservata. Ogni volta in cui l’ ho parcheggiata, ha attirato parecchi curiosi. In strada al momento non se ne vedono molte, ma infondo si tratta di una novità assoluta.</p>
<p><figure id="attachment_68714" aria-describedby="caption-attachment-68714" style="width: 5312px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-68714 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/20170704_155409.jpg" alt="20170704 155409" width="5312" height="2988" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 646" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/20170704_155409.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/20170704_155409-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/20170704_155409-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/20170704_155409-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/20170704_155409-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 5312px) 100vw, 5312px" /><figcaption id="caption-attachment-68714" class="wp-caption-text">Passo Rombo, che panorama!</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify">L’ autostrada è fattibile a bordo della SS, complice il plexi regolabile su due livelli, ma la protezione dall’ aria non è comunque definitiva.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Pista ? Why not!</strong> Pur non essendo una supersportiva, è abbastanza affilata da permettere di fare qualche pistata e non rischiare di mettere in crisi la ciclistica originale. Noi ci siamo divertiti al <a href="http://www.safety-park.com" target="_blank" rel="noopener"><strong>Safety Park di Vadena (BZ)</strong></a>, la quale pur non essendo la tipologia di pista disegnata per una semisportiva, ci ha permesso di trarre importanti considerazioni riguardanti i comportamenti della motocicletta, se sotto stress.</p>
<p><figure id="attachment_68715" aria-describedby="caption-attachment-68715" style="width: 1000px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-68715 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/cop.jpg" alt="cop" width="1000" height="664" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 647" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/cop.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/cop-768x510.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/cop-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/cop-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-68715" class="wp-caption-text">In pista al Safety Park di Vadena (BZ)</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #339966">Pregi : Versatilità / Personalità / Sound</span><br />
<span style="color: #ff0000">Difetti : Vibrazioni / segmento di mercato un po&#8217; di nicchia</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="text-decoration: underline">Scheda Tecnica Ducati Supersport</span></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-68716 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/scheda-1.png" alt="scheda 1" width="527" height="739" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 648" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/scheda-1.png 558w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/scheda-1-300x421.png 300w" sizes="(max-width: 527px) 100vw, 527px" /><img decoding="async" class=" wp-image-68718 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/scheda-3.png" alt="scheda 3" width="536" height="509" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 649" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/scheda-3.png 530w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/scheda-3-300x285.png 300w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /> <img decoding="async" class=" wp-image-68719 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/scheda-4.png" alt="scheda 4" width="542" height="492" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 650" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/scheda-4.png 560w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/scheda-4-300x272.png 300w" sizes="(max-width: 542px) 100vw, 542px" /> <img decoding="async" class=" wp-image-68717 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/scheda-2.png" alt="scheda 2" width="541" height="608" title="Test Ducati Supersport : versatilità e sportività direttamente da Borgo Panigale 651" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/scheda-2.png 576w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/scheda-2-300x338.png 300w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 11:49:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di iniziare col confronto vero e proprio, è necessario fare un paio di importanti premesse : entrambe le moto sono state provate a poco più di una settimana di distanza, e su circuiti diversi. Inoltre, le motociclette sono state prese “a scatola chiusa” con controlli elettronici esattamente a metà grado di invasività ed ABS [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di iniziare col confronto vero e proprio, è necessario fare un paio di importanti premesse : entrambe le moto sono<strong> state</strong> provate a poco più di una settimana di distanza, e su <strong>circuiti diversi</strong>.</p>
<p>Inoltre, le <strong>motociclette</strong> sono state prese <strong>“a scatola chiusa”</strong> con <strong>controlli elettronici</strong> esattamente a metà grado di invasività ed ABS disinserito. Se avessimo avuto a disposizione due intere giornate, sarebbe stato utile a fini valutativi poter settare i livelli degli interventi elettronici, i quali rappresentano proprio la punta di diamante relativa all’ evoluzione delle due potentissime supersportive. Purtroppo, per  mancanza di tempo, ci siamo dovuti accontentare di un <strong>setting standard</strong> anche in materia ciclistica, rimanendo però su quote e livelli intermedi in entrambe le prove, dunque in un certo modo cercando comunque di equiparare le condizioni di prova.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">Misano World Circuit (Aprilia)</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-67862" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/misano.jpg" alt="misano" width="1600" height="979" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 659" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/misano.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/misano-1024x626.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/misano-768x470.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/misano-300x184.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/misano-696x426.jpg 696w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">Cremona Circuit (Suzuki)</span></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-67863 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/cremona.jpg" alt="cremona" width="743" height="373" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 660" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/cremona.jpg 743w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/cremona-300x151.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/cremona-696x349.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/cremona-741x373.jpg 741w" sizes="(max-width: 743px) 100vw, 743px" /></p>
<p>La <strong>prima considerazione</strong> da fare è quella relativa al<strong> prezzo</strong>, dato che la differenza tra i due modelli in questione è sostanziale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;"> Aprilia RSV4 RF 23.219 €</span></strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-67866" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/wwwwww.jpeg" alt="wwwwww" width="1280" height="720" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 661" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/wwwwww.jpeg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/wwwwww-1024x576.jpeg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/wwwwww-768x432.jpeg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/wwwwww-300x169.jpeg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/wwwwww-696x392.jpeg 696w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><em>Suzuki GSX-R 1000 16.590 €</em></span></strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-67867 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/IMG_5061.jpg" alt="IMG 5061" width="4608" height="3456" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 662" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5061.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5061-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5061-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5061-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5061-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5061-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></p>
<p>Come potete notare, la<strong> versione della Gixxer</strong> provata è quella <strong>base</strong>, dato che al momento risulta davvero complicato reperire la versione Deluxe (GSX-R 1000 R), la quale non sarebbe comunque equiparabile in termini di dotazioni alla ormai collaudata (seppur evoluta ulteriormente) RSV4 RF MY 2017.<br />
La pista è decisamente l’ habitat naturale delle 2 supersportive, dunque solo in circuito è possibile spremere i propulsori al massimo delle loro potenzialità.</p>
<p><figure id="attachment_67905" aria-describedby="caption-attachment-67905" style="width: 4608px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-67905 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/IMG_5082.jpg" alt="IMG 5082" width="4608" height="3456" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 663" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5082.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5082-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5082-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5082-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5082-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_5082-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /><figcaption id="caption-attachment-67905" class="wp-caption-text">In colorazione Racing rende duemila volte di più 🙂</figcaption></figure></p>
<p><strong>Suzuki ha lavorato molto</strong>, presentando dopo anni di assenza un modello valido in un settore nel quale la pressione della concorrenza è a dir poco schiacciante. Ciònonostante, il <strong>confronto impari con l’ RSV4 è davvero estremo</strong>; le tecnologie derivate dalle competizioni come cambio estraibile, quickshifter (solo per la GSX-R 1000 R) e la nuovissima piattaforma inerziale di Hammamatsu, fanno compiere un bel salto in avanti alla giapponese, la quale comunque nulla può rispetto alla straordinaria Aprilia, che è davvero un vero e proprio mezzo da competizione targabile.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Aprilia RSV4 RF : V4 65°</span></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-67868 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/v4.jpg" alt="v4" width="590" height="475" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 664" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/v4.jpg 590w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/v4-300x242.jpg 300w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Suzuki GSX-R 1000 : 4 in linea</span></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-67869 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/inline-4.jpg" alt="inline 4" width="743" height="374" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 665" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/inline-4.jpg 743w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/inline-4-300x151.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/inline-4-696x350.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/inline-4-741x374.jpg 741w" sizes="(max-width: 743px) 100vw, 743px" /></p>
<p>Le <strong>architetture dei due propulsori</strong> in questione sono differenti e di conseguenza anche il mio <strong>approccio</strong> alle due supersportive è stato differente; i <strong>206 CV dichiarati della RSV4 RF sono molto più omogenei</strong> e sembra quasi di non sentirli; il sound cupo ed invasivo, mentre la moto scarica a terra tutta la sua potenza, danno una sensazione di invincibilità accompagnata dalla consapevolezza di avere a disposizione ad ogni regime una risposta pronta e decisa.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-67870 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/704193_575.jpg" alt="704193 575" width="4176" height="2784" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 666" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/704193_575.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/704193_575-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/704193_575-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/704193_575-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/704193_575-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 4176px) 100vw, 4176px" /><br />
Diversamente, la <strong>GSX-R 1000</strong> pur essendo un <strong>4 in linea ricchissimo di potenza (202 CV)</strong>, non dispone di un altrettanto ampio range di utilizzo. Con questo non voglio dire che la moto sia “spompata”, anzi, ma il confronto diretto è davvero imparagonabile.<br />
In<strong> inserimento</strong> ho trovato l’ <strong>Aprilia molto più stabile ed efficace</strong>, mentre la Suzuki presenta qualche tentennamento se strapazzata. Questa caratteristica è comunque a<strong>ssociabile anche all’ architettura del motore, che per la giapponese presenta ancora gli strascichi del fastidioso effetto on-off delle vecchie sportive giapponesi “analogiche”.</strong></p>
<p><figure id="attachment_67906" aria-describedby="caption-attachment-67906" style="width: 4176px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-67906 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/1.jpg" alt="1" width="4176" height="2784" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 667" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/1.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/1-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/1-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/1-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 4176px) 100vw, 4176px" /><figcaption id="caption-attachment-67906" class="wp-caption-text">Precisa e composta</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_67871" aria-describedby="caption-attachment-67871" style="width: 951px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-67871 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/2.png" alt="2" width="951" height="562" title="Aprilia RSV4 RF vs Suzuki GSX-R 1000 : Primo contatto! 668" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2.png 951w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2-768x454.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2-300x177.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2-696x411.png 696w" sizes="(max-width: 951px) 100vw, 951px" /><figcaption id="caption-attachment-67871" class="wp-caption-text">&#8220;Ma siamo sicuri che sia un 1000 ? E&#8217; snellissima.&#8221;</figcaption></figure></p>
<p>Ulteriori aspetti andrebbero approfonditi in prove più lunghe ed accurate, ma un <strong>altro elemento chiave</strong> chiave che ci permette quasi immediatamente di identificare l’ attitudine racing di un modello è la <strong>posizione in sella</strong>. Sulla <strong>RSV4</strong> abbiamo una <strong>posizione parecchio sacrificata</strong> sui polsi, e gli spazi a disposizione rappresentano lo stretto indispensabile.<br />
Lo stesso non si può invece dire per la <strong>nuova GSX-R</strong>, la quale dimostra immediatamente di essere<strong> più sfruttabile anche in ambito stradale</strong>, grazie ad una <strong>sella più spaziosa</strong> (fastidiosa in pista per un “grissino” come me) ed accogliente.</p>
<p>Tutte le brevi considerazioni incluse nel presente articolo saranno oggetto di approfondimenti in ambito tecnico e dinamico, qualora le due case in questione si rendano disponibili a concederci ulteriori prove con le supersportive in questione, le quali hanno ormai raggiunto livelli tecnici e tecnologici paragonabili senza problemi a quelli delle derivate di serie nel mondiale Superbike di qualche anno fa.<br />
<strong>Suzuki</strong>,<strong> chiude dunque in maniera ufficiale l’ era delle supersportive 1000 analogiche</strong>, ma forse è quasi meglio così, date le immense potenze in gioco. Immaginate di poter guidare una delle due moto sovradescritte senza alcun aiuto elettronico, deve essere davvero un casino&#8230;.</p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>La Suzuki GSX250R debutta sul mercato italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2017 06:38:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[GSX250R]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la sua presentazione all’EICMA nello scorso autunno, la Suzuki GSX250R debutta sulle strade italiane cercando di porsi al vertice del segmento delle sportive di piccola cilindrata, con un’estetica mozzafiato e una dotazione tecnica di prim’ordine. La sua sagoma richiama immediatamente quella delle leggendarie GSX-R. La linea cattura gli sguardi con un cupolino grintoso, una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67503" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/05/2017-05-17_083419.jpg" alt="Suzuki GSX250R" width="800" height="537" title="La Suzuki GSX250R debutta sul mercato italiano 671" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-17_083419.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-17_083419-768x516.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-17_083419-300x201.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-17_083419-696x467.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Dopo la sua presentazione all’EICMA nello scorso autunno, la <strong>Suzuki GSX250R</strong> debutta sulle strade italiane cercando di porsi al vertice del segmento delle sportive di piccola cilindrata, con un’estetica mozzafiato e una dotazione tecnica di prim’ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua sagoma richiama immediatamente quella delle leggendarie GSX-R. La linea cattura gli sguardi con un cupolino grintoso, una carenatura filante e una coda slanciata. Anche i dettagli sono da sportiva di rango: i freni con dischi a margherita, gli inediti cerchi in lega a 10 razze da 17 pollici, la luce posteriore a LED e le frecce bianche sono elementi che conquistano anche i motociclisti più esigenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La Suzuki GSX250R ha dimensioni contenute, per mettere immediatamente a proprio agio qualsiasi pilota, anche chi non ha grande esperienza o torna alle moto dopo essere stato tanti anni lontano dalle due ruote. La sella è alta 790 mm e permette di appoggiare saldamente i piedi a terra e di gestire facilmente i 181 kg di peso.</p>
<p style="text-align: justify;">I semi manubri hanno un’angolazione ideale e assicurano un perfetto controllo senza affaticare mai le braccia. La GSX250R accoglie bene i piloti di tutte le taglie ed ospita comodamente anche un eventuale passeggero. Le sospensioni assorbono bene le asperità e permettono di sfruttare il profilo delle gomme sportive, per una guida divertente e un’elevata sicurezza di marcia su ogni percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">La Suzuki GSX250R ha un moderno motore bicilindrico da 248 cc, che rispetta i limiti della normativa Euro 4 e offre eccellenti prestazioni. Grazie al particolare profilo dell’albero a camme, l’erogazione è piena e regolare, specie ai bassi e ai medi regimi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le risposte all’acceleratore sono sempre pronte, soprattutto tra i 20 e i 90 km/h, nella fascia di utilizzo più importante quando si viaggia su strada. Gli ingegneri hanno lavorato a lungo per ridurre gli attriti interni e il risultato sono una incredibile rapidità nel salire di giri ed un’efficienza esemplare.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67504" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/05/2017-05-17_083439.jpg" alt="GSX250R" width="800" height="456" title="La Suzuki GSX250R debutta sul mercato italiano 672" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-17_083439.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-17_083439-768x438.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-17_083439-300x171.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-17_083439-696x397.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />La potenza massima è di 18,4 kW (25 cv) a 8.000 giri e il picco di coppia è di 23,4 Nm a 6.500 giri, mentre il consumo medio dichiarato è di appena 32,5 km/l. Con un serbatoio da 15 litri, l’autonomia è pertanto di circa 480 km: è un valore eccezionale, ottimo per chi pensa di usare la GSX250R anche per fare turismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il chilometraggio residuo può essere tenuto sempre sotto controllo attraverso la completa strumentazione LCD retroilluminata, che comprende tachimetro, contagiri, contachilometri con due parziali, indicatore del livello del carburante e della marcia inserita, orologio e intervallo di manutenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">La Suzuki GSX250R è dunque il mezzo ideale per entrare nel mondo delle moto sportive. Agile, docile e leggera, si muove con disinvoltura in città ed è una compagna affidabile negli spostamenti quotidiani. La sua ciclistica solida e l’assetto ben tarato regalano un grande piacere di guida sulle strade ricche di curve e permettono poi di godere appieno della generosità del motore, vivace e brioso anche quando si viaggia in coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le colorazioni disponibili sono due. Chi ama le tinte scure può optare per un classico nero proposto in listino a € 5.340 f.c.. Chi invece ha la passione per le corse può emulare i piloti ufficiali del Team Ecstar e acquistare la GSX250R in versione Blue GP, con grafiche ispirate alla GSX-RR guidata da Iannone e Rins. In questo caso il prezzo è di € 5.450 F.C..</p>
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		<title>Spedizione moto: qual è il metodo più conveniente e garantito?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 12:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[spedizione moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La necessità di effettuare una spedizione della moto può sembrare remota, ma in realtà non lo è poi così tanto: traslochi, officine custom distanti, viaggi in cui è necessario spostarsi con l’auto e non ci è possibile portare anche la due ruote, moto di seconda mano comprate o vendute che non possono essere ritirate personalmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-67464 alignleft" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/05/2017-05-15_144946.jpg" alt="2017 05 15 144946" width="376" height="278" title="Spedizione moto: qual è il metodo più conveniente e garantito? 674" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-15_144946.jpg 376w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-15_144946-300x222.jpg 300w" sizes="(max-width: 376px) 100vw, 376px" />La necessità di effettuare una spedizione della moto può sembrare remota, ma in realtà non lo è poi così tanto: traslochi, officine custom distanti, viaggi in cui è necessario spostarsi con l’auto e non ci è possibile portare anche la due ruote, moto di seconda mano comprate o vendute che non possono essere ritirate personalmente sono solo alcune delle possibilità che costringono ogni anno migliaia di <em>riders</em> a prendere in esame le varie possibilità offerte <span style="color: #000080;"><strong><a style="color: #000080;" href="https://www.macingo.com/trasporto-moto-scooter" target="_blank" rel="noopener">per la spedizione di moto</a></strong></span>… e scooter.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come è in crescita il numero dei possessori di due ruote &#8211; Corrado Cappelli, Presidente di Confindustria ANCMA, parla di un totale di 217.063 veicoli, con un incremento del +11,6% rispetto all’anno precedente – aumenta quindi la necessità di trovare un trasporto affidabile e sicuro, che sia anche accettabile a livello di costi.</p>
<h3>Trasporto moto low cost: è possibile abbassare i prezzi e mantenere la sicurezza?</h3>
<p style="text-align: justify;">Mentre all’estero la spedizione delle moto avviene ancora frequentemente su rotaia, in Italia dal 2011 trasportare moto sui treni non è più permesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo significa che le soluzioni si riducono a:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Spedire con corriere;</li>
<li>Affidarsi a ditte che si occupano esclusivamente di trasporto di motoveicoli;</li>
<li>Affidarsi ad aziende innovative di servizi che permettono di risparmiare e avere un trasporto sicuro.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il primo caso è quello classico: i vettori conosciuti sono molti e il trasporto avviene con i mezzi del Corriere scelto. In questo caso quanto costa spedire una moto? Il costo varia generalmente fra 200 e 500 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso in cui ci si affidi a ditte specializzate nel trasporto moto, esiste fra le varie cose la sicurezza della copertura assicurativa per il proprio mezzo; le ditte che si dedicano al trasporto di moto e scooter sono leggermente meno care dei corrieri, e i costi si aggirano generalmente intorno ai 180 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono poi delle realtà nuove che costituiscono delle vere e proprie rivoluzioni in questo settore: si tratta di quelle pochissime realtà, nel nostro Paese, che hanno davvero capito come ridurre i prezzi del trasporto di motoveicoli fornendo allo stesso tempo il miglior servizio possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo ad esempio del servizio di spedizione moto di macingo.com, un vero e proprio <em>Blabla Car</em> che mette in comunicazione le ditte di trasporto che hanno spazio di spedizione con gli utenti che hanno necessità di spedire i propri veicoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sistema garantisce tutti: le aziende trasportatrici hanno un guadagno extra, chi ha necessità di spedire scooter o moto trova prezzi davvero convenienti, l’impatto ambientale dei trasporti viene notevolmente ridotto: secondo una stima Eurostat, infatti, più del 25% dei mezzi pesanti presenti sulle nostre strade viaggia completamente vuoto, mentre ha ancora spazio per caricare merci  più del 50%.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Vantaggio per la spedizione di moto e scooter non solo nei prezzi</h3>
<p style="text-align: justify;">Quali sono i vantaggi della spedizione tramite questa piattaforma e simili?</p>
<p style="text-align: justify;">È presto detto:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>prima di tutto, il trasporto moto è davvero low cost, grazie al taglio dei costi di spedizione;</li>
<li>l’utente risparmia il tempo necessario a contattare più fornitori poiché è la piattaforma stessa a fornire vari preventivi;</li>
<li>la piattaforma invia preventivi solo da fornitori precedentemente selezionati e testati;</li>
<li>tutti gli oggetti trasportati e i veicoli che effettuano il trasporto sono dotati di assicurazione;</li>
<li>il trasporto di moto, scooter, auto e oggetti vari è eco-friendly.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Dopo queste informazioni, avete scelto il metodo più conveniente per la spedizione della moto?</p>
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		<title>Quadro &#124; Quadro4 Steinbock, limited edition</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 14:39:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Quadro, unica a produrre uno scooter a quatto ruote basculanti, il Quadro4 amplia la sua gamma con la versione full optional denominata Steinbock</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2017/05/04/quadro-quadro4-steinbock/">Quadro | Quadro4 Steinbock, limited edition</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-67244" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/05/img116451-1490803808-v580x435-300x225.jpg" alt="img116451 1490803808 v580x435" width="300" height="225" title="Quadro | Quadro4 Steinbock, limited edition 675">La Quadro, unica a produrre uno scooter a quatto ruote basculanti, il Quadro4,  amplia la sua gamma con la versione full optional denominata Steinbock. La base resta la stessa del modello Quadro4, contraddistinta dalle sospensioni idrauliche HTS ovvero Hydraulic Tilting System con movimento basculante sia all&#8217;anteriore che al posteriore,  trazione a due ruote motrici, dotato di differenziale integrato  con trasmissione finale a cinghie dentate, una per ruota. Il motore è un 350 cc è posto al centro del telaio.  Il Quadro4 Steinbock include una dotazione molto ricca con elementi protettivi montati sullo scudo anteriore e sui profili laterali posteriori, più un bauletto da 42 litri in alluminio e parabrezza regolabile dotato di supporto per il navigatore, infine  faretti supplementari di profondità e paramani.  Il Quadro4 Steinbock sarà disponibile in edizione limitata da 100 esemplari e sarà nei concessionari al prezzo di 11.000 euro.<strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>BMW HP4 Race: 215 cavalli di carbonio a 80.000 Euro</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2017/04/20/bmw-hp4-race-215/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bmw-hp4-race-215</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 07:14:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[HP4 Race]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La moto era già stata presentata lo scorso anno all&#8217;EICMA, ma ora la BMW HP4 Race è diventata realtà per 750 fortunati clienti BMW che hanno un portafoglio &#8220;abbondante&#8221; utile a sborsare gli 80.000 € richiesti per questo gioiello tecnologico della casa bavarese. La costruzione eseguita da un piccolo team, altamente specializzato, assicura il massimo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66940" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/2017-04-20_090554.jpg" alt="bmw hp4 race" width="786" height="405" title="BMW HP4 Race: 215 cavalli di carbonio a 80.000 Euro 678" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-20_090554.jpg 786w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-20_090554-768x396.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-20_090554-300x155.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-20_090554-696x359.jpg 696w" sizes="(max-width: 786px) 100vw, 786px" />La moto era già stata <a href="https://www.giornalemotori.com/2016/11/09/bmw-hp4-race-un-mostro-carbonio-tedesco/"><span style="color: #000080;"><strong>presentata lo scorso anno all&#8217;EICMA</strong></span></a>, ma ora la <strong>BMW HP4 Race</strong> è diventata realtà per 750 fortunati clienti BMW che hanno un portafoglio &#8220;abbondante&#8221; utile a sborsare gli 80.000 € richiesti per questo gioiello tecnologico della casa bavarese.</p>
<p style="text-align: justify;">La costruzione eseguita da un piccolo team, altamente specializzato, assicura il massimo livello qualitativo, visto che si parla di un uso spropositato di carbonio e di componenti meccanici usati nel Mondiale SBK.</p>
<p style="text-align: justify;">In termini di propulsione, di elettronica e di sospensioni la nuova HP4 RACE raggiunge il livello delle attuali moto da corsa ufficiali delle gare di superbike e, grazie al telaio in carbonio, le supera addirittura nella ciclistica. Grazie a un peso di <strong>171 chilogrammi in ordine di marcia a serbatoio pieno</strong>, la nuova HP4 RACE è addirittura più leggera delle attuali moto da corsa ufficiali del Campionato mondiale Superbike e pesa solo poco di più delle moto ufficiali MotoGP.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63938" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-08_162705.png" alt="telaio carbonio hp4" width="1171" height="682" title="BMW HP4 Race: 215 cavalli di carbonio a 80.000 Euro 679" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705.png 1171w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705-1024x596.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705-768x447.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705-300x175.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705-696x405.png 696w" sizes="(max-width: 1171px) 100vw, 1171px" />Il telaio della HP4 Race pesa solamente 7,8 kg, le ruote &#8211; anch&#8217;esse in carbonio &#8211; sono più leggere del 30% rispetto alle leghe di magnesio. La forcella upside-down del tipo FGR 300 e il monoammortizzatore tipo TTX 36 GP sono del produttore svedese Öhlins; la stessa soluzione viene montata nelle moto del Campionato mondiale Superbike e MotoGP. Il forcellone in alluminio è lo stesso utilizzato nel Campionato mondiale Superbike.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nuova HP4 RACE viene montato un propulsore da corsa purosangue, simile alle specifiche 6.2 e 7.2 del Campionato mondiale endurance e Superbike. La potenza di picco è di 158 kW (215 CV) a 13900 g/min. La coppia massima di 120 Nm viene raggiunta a 10000 g/min. Rispetto al propulsore della S 1000 RR, la rotazione massima è aumentata da 14200 g/min a 14500 g/min.</p>
<p style="text-align: justify;">Per raggiungere l’obiettivo della migliore performance possibile viene utilizzato un cambio da corsa a sei marce “closeratio” dai rapporti ottimizzati e varie trasmissioni secondarie (la dotazione di serie comprende differenti pignoni e ruote dentate per la catena).</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova BMW HP4 RACE è equipaggiata con un ampio pacchetto di sistemi elettronici di regolazione e di assistenza nonché con un impianto elettrico di bordo a peso ottimizzato, sviluppato appositamente per le corse. Il 2D dashboard con memoria dati leggibile (2D logger) fornisce numerose informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dynamic Traction Control DTC, Engine Brake EBR e Wheelie Control, completi di avvertimento acustico e controllati dall’elettronica, offrono numerose possibilità di taratura in base alle caratteristiche del percorso e alle condizioni del fondo stradale. I sistemi sono programmabili secondo le richieste del pilota in dipendenza della marcia selezionata e permettono di sfruttare in modo ottimale l’enorme potenziale di dinamica di guida della nuova HP4 RACE.</p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori soluzioni elettroniche sono il Pit-Lane-Limiter che provvede a rispettare i limiti di velocità nella corsia dei box e il Launch Control che assicura delle partenze da corsa perfette.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, asciugate la bava e mettete mano al portafoglio.</p>
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		<title>SWM RS125R e SM125R: lo storico marchio si rilancia con le &#8220;piccole&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 12:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto SWM Motorcycles arriva sul mercato mondiale delle due ruote nel 2014 con l’acquisizione e apertura della sede produttiva di Biandronno (VA), con l’assunzione del personale e l’avvio della produzione. Oggi nell’headquarter varesino si cura ogni aspetto della realizzazione delle due ruote attraverso quattro piattaforme di modelli che vanno dai 125 ai 600 cc, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66348" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/2017-03-21_094653.jpg" alt="swm SM 125 R" width="768" height="510" title="SWM RS125R e SM125R: lo storico marchio si rilancia con le &quot;piccole&quot; 682" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-21_094653.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-21_094653-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-21_094653-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />Il progetto <strong>SWM Motorcycles</strong> arriva sul mercato mondiale delle due ruote nel 2014 con l’acquisizione e apertura della sede produttiva di Biandronno (VA), con l’assunzione del personale e l’avvio della produzione. Oggi nell’headquarter varesino si cura ogni aspetto della realizzazione delle due ruote attraverso quattro piattaforme di modelli che vanno dai 125 ai 600 cc, suddivisi in Off Road, On Road e Classiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla produzione e commercializzazione si affianca da quest’anno l’attività sportiva, nella quale il Team SWM prenderà parte al Campionato Italiano, Europeo e Mondiale 2017 nella categoria Supermoto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nascono così le <strong>SWM</strong> <strong>RS 125 R</strong> e <strong>SM 125 R,</strong> i due ultimi progetti di casa <strong>SWM Motorcycles</strong> che avranno l&#8217;arduo compito di attrarre nuovamente i motociclisti più giovani e far tornare in loro la passione per le moto sportive.</p>
<p style="text-align: justify;">Le RS 125 R e SM 125 R conservano le caratteristiche strutturali, tecniche ed estetiche delle “sorelle maggiori” RS 300 R, RS 500 R e SM 500 R, regalando così ai più giovani la possibilità di “sognare in grande”. Il Design è decisamente moderno e le moto sono veramente robuste tanto che ci si può divertire anche in due. Entrambi i modelli, infatti, sono omologati per la guida con passeggero, e i consumi sono tra i più bassi della categoria.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66347" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/2017-03-21_094642.jpg" alt="swm RS 125 R" width="768" height="497" title="SWM RS125R e SM125R: lo storico marchio si rilancia con le &quot;piccole&quot; 683" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-21_094642.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-21_094642-300x194.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-21_094642-696x450.jpg 696w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />Il motore, omologato Euro4, è un monocilindrico a 4 tempi di 125 cm<sup>3</sup> raffreddato a liquido con doppio albero a camme in testa &#8220;DOHC”, dotato di alimentazione a iniezione elettronica e cambio a 6 rapporti. I modelli 125 godono della stessa tecnologia dei modelli 300 e 500 della Casa, che è la medesima utilizzata dalla SM 450 Racing 2017 che corre nei Campionati Mondiale, Europeo e Italiano Supermoto!</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la ciclistica deriva dal mondo sportivo, dove il telaio monotrave a doppia culla è lo stesso utilizzato dalle sorelle maggiori ed equipaggia anche la SM 450 Racing 2017! La forcella teleidraulica a steli rovesciati e perno avanzato, e il mono ammortizzatore idraulico progressivo “Soft Damp”, conferiscono grande feeling al pilota.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ripartitore di frenata CBS unito al freno anteriore a disco da 260 mm di diametro utilizzato dalla RS 125 R, e a quello da 300 mm montato sulla SM 125 R garantiscono frenate potenti e modulabili per la massima sicurezza in ogni situazione. I cerchi sono da 21 pollici all&#8217;anteriore e 18 al posteriore per la versione Enduro, mentre per la Supermoto sono entrambi da 17 pollici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora non resta che testare queste moto per renderci conto del loro valore in strada anche in mano a noi che in quanto a stress test, siamo dei veri esperti!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Danny Garbin</strong></p>
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		<title>Test BMW F 700 GS &#8211; &#8220;La Dual bike tuttofare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 10:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[bmw italia]]></category>
		<category><![CDATA[bmw motorrad]]></category>
		<category><![CDATA[bmwgs]]></category>
		<category><![CDATA[gs]]></category>
		<category><![CDATA[gs700]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pronti a trarre le conclusioni relative al long test della nuova BMW F 700 GS, in questo caso quasi full optional, gentilmente fornitaci da BMW Italia e gestita con competenza da BMW Milano. GS è sinonimo di traveller, oltre ad essere uno status symbol; insomma quasi come iPhone nell’ ambito smartphone. Che dire, l’indole da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Pronti a trarre le conclusioni relative al long test della nuova BMW F 700 GS, in questo caso quasi full optional, gentilmente fornitaci da BMW Italia e gestita con competenza da BMW Milano.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>GS</strong> è sinonimo di traveller, oltre ad essere uno <strong>status symbol</strong>; insomma quasi come iPhone nell’ ambito smartphone. Che dire, l’indole da globetrotter che il GS o la GS (che dir si voglia) richiama, ha contribuito a farmi percorrere <strong>circa 2000 km in sella</strong>, sfidando le temperature artiche e la neve in quota. Ok, colpa mia, me la sono cercata, ma non avete idea della soddisfazione provata nello sfilare cautamente i gruppi di sciatori intenti a recarsi presso i tanti impianti sciisici di risalita incontrati in questi km in sella alla “piccola” GS.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66351 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/SnapCrab_NoName_2017-3-21_11-14-23_No-00.png" alt="SnapCrab NoName 2017 3 21 11 14 23 No 00" width="1079" height="706" title="Test BMW F 700 GS - &quot;La Dual bike tuttofare&quot; 692" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/SnapCrab_NoName_2017-3-21_11-14-23_No-00.png 1079w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/SnapCrab_NoName_2017-3-21_11-14-23_No-00-1024x670.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/SnapCrab_NoName_2017-3-21_11-14-23_No-00-768x503.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/SnapCrab_NoName_2017-3-21_11-14-23_No-00-300x196.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/SnapCrab_NoName_2017-3-21_11-14-23_No-00-696x455.png 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/SnapCrab_NoName_2017-3-21_11-14-23_No-00-741x486.png 741w" sizes="(max-width: 1079px) 100vw, 1079px" /></p>
<p style="text-align: justify">Il virgolettato è ormai quasi d’obbligo, anche perchè, ad EICMA 2016 è stata finalmente presentata la nuova GS 310, diretta ai mercati dei paesi in via di sviluppo (soprattutto India e sud est asiatico), ma pronta a sbancare anche nel vecchio continente, complice anche il richiamo del marchio BMW, da anni sulla cresta dell’ onda.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Aspetto e Sensazioni</span></p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>DNA GS</strong> è immediatamente ed allo stesso tempo facilmente identificabile in primis dal gruppo ottico anteriore : una sorta di unicità ed inimitabilità di linea delle motociclette del marchio bavarese, il quale è però riuscito a creare diversi tipi di modelli e motociclette nel corso degli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66287 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/faro.png" alt="faro" width="1228" height="706" title="Test BMW F 700 GS - &quot;La Dual bike tuttofare&quot; 693" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/faro.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/faro-1024x589.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/faro-768x441.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/faro-300x172.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/faro-696x400.png 696w" sizes="(max-width: 1228px) 100vw, 1228px" /><br />
La GS 700 è disponibile a listino dal 2012, ed è l’<strong>erede della vecchia F 650 GS</strong>, che onestamente non ho mai apprezzato più di tanto. Senza stravolgere la linea e cambiare il concept di moto, BMW è riuscita ad offrire al pubblico un prodotto decisamente più appetibile, e di conseguenza concorrenziale.</p>
<p style="text-align: justify">Come accennato in precedenza, la <strong>lista</strong> degli <strong>optional</strong> ufficiali BMW è ricca e <strong>variegata</strong>, oltre ad essere alla portata di chiunque grazie al comodo ed intuitivo <a href="https://configurator.bmw-motorrad.it/index_it_IT.html#/modelfinder" target="_blank" rel="noopener">configuratore BMW sul sito ufficiale BMW Motorrad</a>.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>seduta</strong> è <strong>comoda</strong> ed è adatta anche alla percorrenza di lunghe tratte giornaliere, ma il freddo ha personalmente limitato la mia percorrenza giornaliera a non più di 230 km, che tutto sommato costituiscono comunque una buona base per poter valutare la comodità da molteplici punti di vista. Da segnalare la presenza di numerose altre conformazioni per quanto riguarda le selle nel catalogo BMW : a partire dalla rallye, fino alla ancor più comoda “comfort” (divisa in 2, pensata soprattutto per permettere ai passeggeri di avere una seduta rialzata e più comoda rispetto alla standard, per concludere con high e low, le quali rendono la GS accessibile ad utenti di qualsiasi statura.</p>
<p style="text-align: justify">Per rimanere in tema <strong>optional</strong>, è necessario citare anche i comodi ed utili <strong>paramani</strong>, abbinati all’ accessorio a mio avviso importante in assoluto, ovvero le manopole riscaldabili regolabili su due diverse densità di calore. Probabilmente, senza le <strong>manopole riscaldabili</strong>, non sarei riuscito a concludere il test senza soffrire per le temperature polari incontrate in quota.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il pannello strumenti è ricco e ben posizionato, verticale ed in perfetto stile rally</strong>. Velocità e contagiri sono gestiti analogicamente, mentre il display fotosensibile permette al guidatore di tenere sotto controllo svariati aspetti, cambiando il tipo di informazioni mostrate tramite il tasto “info” a portata di pollice e collocato in prossimità della manopola sinistra.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre a chilometraggio totale e parziale, è interessante poter tenere sott’ occhio temperature motore ed esterna, oltre a velocità media e dati relativi a consumo medio ed istantaneo. Questi ultimi verranno approfonditi nella sezione successiva del test, nella quale ci concentreremo sul motore in tutti i suoi aspetti. Forse un po’ <strong>discutibile</strong> la scelta di <strong>mostrare</strong> solamente il <strong>livello del serbatoio da ½ in giù</strong>; perchè non ricavare un po’ di spazio in più, oppure racchiudere il livello totale in un numero inferiore di tacche?</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66288 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/strum.png" alt="strum" width="1252" height="676" title="Test BMW F 700 GS - &quot;La Dual bike tuttofare&quot; 694" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/strum.png 1252w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/strum-1024x553.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/strum-768x415.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/strum-300x162.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/strum-696x376.png 696w" sizes="(max-width: 1252px) 100vw, 1252px" /></p>
<p style="text-align: justify">Il serbatoio è comunque molto capiente (16 litri) ed è situato nel lato posteriore destro della motocicletta, soluzione tipica, direi quasi marchio di fabbrica, per alcuni modelli BMW. Una critica potrebbe essere sollevata a riguardo : Dato che il serbatoio è stato studiato in questa posizione,<strong> perchè non sfruttare la posizione tradizionale</strong> per ricavare un comodo<strong> vano portaoggetti</strong> stile Zero Motorcycles?</p>
<p style="text-align: justify">Tornando al lato tourer della GS, si sente in modo abbastanza marcato l’ assenza di appropriata protezione aerodinamica; tutto ciò riferito in configurazione standard, non vorrete mica che in BMW non abbiano a listino ufficiale parabrezza maggiorati&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Ricapitolando, la<strong> versione base</strong> e scarna della GS 700 parte esattamente dal prezzo di<strong> 9920 €</strong>. I<strong> pacchetti</strong> <strong>“Comfort”</strong> (cavalletto centrale,manopole riscaldabili,supporti valigie) , <strong>“Dynamic”</strong> (ASC, ESA, riding modes, controllo pressione pneumatici), <strong>“Rallye”</strong> (paramani), oltre ad antifurto e frecce a led (molto più carine esteticamente, rispetto alle standard) contribuiscono ad un deciso lievitare del <strong>prezzo finale</strong>, portandolo a ben <strong>11480 €</strong>. Una bella differenza, che è comprensibile solo andando nei dettagli dei vari optional inclusi in ogni pacchetto, i quali contribuiscono alla creazione della verà e propria identità GS.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Motore</span></p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>bicilindrico</strong> equipaggiante la GS 700 è onesto e sincero, ed i suoi <strong>75 cv</strong> sono sufficienti per l’utilizzo preposto. Considerando la predisposizione allo sterrato leggero ed all’ avventura in generale, cavalleria in più rappresenterebbe solo un rischio ulteriore in termini di gestibilità di controllo del mezzo in situazioni avverse, dunque possiamo ritenerci soddisfatti del propulsore in termini generali.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>sound</strong> è<strong> cupo e pieno</strong> anche con lo scarico originale, ma oltre al plexiglass maggiorato, l’unico optional da me rimpianto è il frutto del binomio BMW – Akrapovic. Sempre riferendoci allo scarico standard, è più facile equiparare lo stesso al sound di un modello enduro, piuttosto che ad una tourer (l’hanno definita “La perfetta Dual-Sport” mica a caso, no?)</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66289 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/mottt.png" alt="mottt" width="1112" height="628" title="Test BMW F 700 GS - &quot;La Dual bike tuttofare&quot; 695" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mottt.png 1112w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mottt-1024x578.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mottt-768x434.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mottt-300x169.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mottt-696x393.png 696w" sizes="(max-width: 1112px) 100vw, 1112px" /></p>
<p style="text-align: justify">Per quanto riguarda le prestazioni vere e proprie, il bicilindrico dispone di una buona accelerazione ed una velocità di punta di circa 200 km/h. Generalmente, si può parlare di un <strong>motore</strong> che definirei <strong>progressivo</strong> e collaborativo, adatto a fare il “mulo” e gestibile anche nelle situazioni di scarsa aderenza come fondi bagnati o con ghiaino incontrati nel corso del test.</p>
<p style="text-align: justify">Il range di giri in cui il motore<strong> spinge</strong> è facilmente identificabile e forse un po’ troppo ristretto; <strong>da 2500 a 5000 giri</strong> la coppia è notevole, mentre oltre i 5K il motore “urla”, variando di tonalità, senza brillare però dello spunto garantito a range di giri inferiori.</p>
<p style="text-align: justify">Le<strong> 3 riding modes</strong> del pacchetto Dynamic (<strong>Road, Rain, Enduro</strong>) mi hanno aiutato a superare senza problemi le difficoltà dovute ai fondi difficili incontrati nel corso del test, ma onestamente credo che l’aiuto più concreto sia stato fornito dall’ effetto Placebo nell’ essere al corrente della disponibilità delle riding modes addolcenti l’erogazione e la potenza in sè, piuttosto che un aiuto concreto.</p>
<p style="text-align: justify">Con questo vorrei sottolineare che le riding modes non hanno rivoluzionato la motocicletta come capitato in precedenti modelli, ma tutto ciò non può essere certamente riferito agli altri componenti del pacchetto Dynamic, i quali verranno trattati nel seguente paragrafo.</p>
<p style="text-align: justify">I consumi mi hanno particolarmente impressionato in positivo : a fine test non credevo ai miei occhi, nello scoprire che il <strong>consumo medio</strong> recitasse <strong>19,5 km con un litro</strong>. Ancora una volta, dunque, la GS si dimostra un mezzo con notevole autonomia ed affidabilità.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Sospensioni ed Impianto Frenante</span></p>
<p style="text-align: justify">Il primo impatto con il comparto ciclistico fa capire a chiunque l’<strong>indole da tourer</strong> della GS, equipaggiata anteriormente da una tradizionale forcella telescopica del diametro di 41mm, la quale sembra fine, ma tutto sommato svolge egregiamente il proprio lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">Anche il <strong>monoammortizzatore</strong> è semplice, ma efficace, oltre ad essere comodamente r<strong>egolabile in estensione e precarico</strong> : una caratteristica a dir poco fondamentale, per coloro che hanno intenzione di viaggiare con passeggeri  oppure carichi pesanti a bordo.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-66285" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/evid.png" alt="evid" width="1277" height="746" title="Test BMW F 700 GS - &quot;La Dual bike tuttofare&quot; 696" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/evid.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/evid-1024x599.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/evid-768x449.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/evid-300x175.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/evid-696x407.png 696w" sizes="(max-width: 1277px) 100vw, 1277px" /><br />
L’impianto frenante Brembo risponde bene quando chiamato in causa ed è composto da un doppio disco 300 mm con pinze a doppio pistoncino all’ anteriore, ed un disco signolo da 265mm con pinza a singolo pistoncino al posteriore. Come tutti i modelli BMW, l’ <strong>ABS</strong> è di serie ed è inoltre accompagnato dall’ <strong>ASC (controllo di stabilità)</strong>. L’ ABS non è troppo invasivo e viene tarato contemporaneamente ai cambi di riding modes, ad esempio rendendolo quasi assente se si entra in modalità Enduro e dunque dimostrando l’efficacia della collaborazione tra i vari aspetti elettronici di questa versione full optional.</p>
<p style="text-align: justify">L’ <strong>ESA (optional consigliatissimo)</strong> permette <strong>variazioni istantanee della tarature del mono</strong> : le differenze tra le tarature <strong>“Comf”, “Norm” e “Sport”</strong> non stravolgono la motocicletta, ma la rendono comunque molto più sfruttabile ed adattabile a molteplici fondi e condizioni.</p>
<p style="text-align: justify">Ad esempio, con riding mode “Rain” e taratura ESA “Comf”, la risposta delle sospensioni è morbida e volta a copiare le imperfezioni dell’asfalto, oltre a facilitare un tempestivo intervendo dell’ ASC in caso di necessità.</p>
<p style="text-align: justify">Passando alle sensazioni vere e proprie, la moto è piacevole da guidare con fluidità tra le curve, e non dimostra tentennamenti nemmeno con pendenze importanti : sostanzialmente<strong> va guidata molto “rotondo”</strong> e ci si diverte un sacco.</p>
<p style="text-align: justify">La rotondità della guida è data anche dalla presenza di un<strong> cerchio 19 pollici all’ anteriore</strong>, che caratterizza in modo positivo stile e modi di guida.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66290 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/mov.png" alt="mov" width="1041" height="671" title="Test BMW F 700 GS - &quot;La Dual bike tuttofare&quot; 697" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mov.png 1041w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mov-1024x660.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mov-768x495.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mov-300x193.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/mov-696x449.png 696w" sizes="(max-width: 1041px) 100vw, 1041px" /><br />
Le <strong>Michelin Anakee 3</strong> (110/80 – 19 Ant e 140/80 – 17 Post), con le quali era equipaggiata la nostra GS in prova, ti permettono davvero di<strong> andare ovunque</strong>, anche in leggero offroad e comunque poter gestire la moto abbastanza bene. Positive le sensazioni su bagnato e ghiaino, mentre per quanto riguarda la neve ho definitivamente capito che e uniche gomme funzionanti a dovere siano le chiodate, ahimè.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Per chi ? Dove ?</span></p>
<p style="text-align: justify">Essendo la più piccola della famiglia GS attualmente disponibile in commercio (la 310 lo sarà a breve), la 700 è sicuramente la più adatta a sgusciare nel traffico urbano, complici anche la notevole escursione dell’ angolo di sterzo e i 200 kg di peso (con pieno).<br />
La F 700 GS è veramente una tuttofare, una <strong>perfetta dual bike</strong> differenziata dalla concorrenza. Ma <strong>quale concorrenza?</strong> Sostanzialmente non esiste una vera e propria concorrenza per la moto in questione, anche se è necessario fare alcune importanti considerazioni conclusive : è una moto per tutti ? Potrebbe esserlo, se non ci fosse il fattore prezzo.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>F 700 GS ha senso</strong> dal mio punto di vista <strong>solo se full optional o quasi</strong> (come il modello in prova per Giornalemotori), altrimenti ha una piattaforma migliore delle altre piccole tuttofare sul mercato, ma non svetta sulla concorrenza.</p>
<p style="text-align: justify">In versione full optional, ha invece le carte in regola per differenziarsi ed aggiungere un’ importante fetta di valore all’ utilizzatore del mezzo.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #339966">Pregi : Vasta gamma di optional / Utilizzo a 360°</span><br />
<span style="color: #ff0000">Difetti : Coppia distribuita solamente a determinati regimi / Prezzo altino</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline">Scheda Tecnica BMW F700 GS</span></p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66291 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/20.png" alt="20" width="713" height="618" title="Test BMW F 700 GS - &quot;La Dual bike tuttofare&quot; 698" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/20.png 713w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/20-300x260.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/20-696x603.png 696w" sizes="(max-width: 713px) 100vw, 713px" /></p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66292 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/21.png" alt="21" width="712" height="611" title="Test BMW F 700 GS - &quot;La Dual bike tuttofare&quot; 699" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/21.png 712w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/21-300x257.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/21-696x597.png 696w" sizes="(max-width: 712px) 100vw, 712px" /></p>
<p style="text-align: justify"><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Come nascono le gomme delle nostre auto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 08:26:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mescola della gomma degli pneumatici è composta generalmente da 30 diverse tipologie di gomma, filler e componenti vari. Gli ingredienti vengono miscelati assieme in gigantesche cisterne, fino alla creazione di un composto di colore nero, gommoso, pronto per la seconda fase. Questa consiste nella macinatura, ovvero la gomma, una volta raffreddata, viene tagliata in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66308" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/GOMME-AUTO.jpg" alt="gomma auto" width="750" height="402" title="Come nascono le gomme delle nostre auto 701" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/GOMME-AUTO.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/GOMME-AUTO-300x161.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/GOMME-AUTO-696x373.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />La mescola della <strong>gomma</strong> degli pneumatici è composta generalmente da 30 diverse tipologie di gomma, filler e componenti vari. Gli ingredienti vengono miscelati assieme in gigantesche cisterne, fino alla creazione di un composto di colore nero, gommoso, pronto per la seconda fase.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa consiste nella macinatura, ovvero la gomma, una volta raffreddata, viene tagliata in strisce che poi andranno a comporre la struttura base del pneumatico. Durante questa importante fase, si preparano anche altri elementi, alcuni verranno poi rivestiti con altre tipologie di gomme.</p>
<p style="text-align: justify;">La fase di produzione inizia soltanto dopo queste due fasi preliminari. Il pneumatico viene realizzato partendo dall&#8217;interno andando verso l&#8217;esterno. Il battistrada, la tela, i talloni, le cinture in acciaio, il tessuto e tutti gli altri elementi, vengono inseriti in un macchinario apposito per la produzione. Il risultato viene chiamato &#8220;pneumatico a crudo&#8221;, ossia uno pneumatico già formato, ma non ancora pronto a scendere su strada al 100%.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo &#8220;pneumatico a crudo&#8221;, viene sottoposto al processo di vulcanizzazione, inserendolo all&#8217;interno di stampi dalla temperatura altissima, che si trovano all&#8217;interno di un macchinario apposito per la vulcanizzazione, che comprime tutti i componenti, conferendo la forma definitiva allo pneumatico. In questa fase si generano le diciture del produttore sul battistrada e il disegno del battistrada stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di poter ritenere uno pneumatico pronto per la consegna e per la vendita al pubblico, ognuno viene ispezionato con molta attenzione da un personale altamente qualificato, con l&#8217;ausilio di macchinari appositi per rilevare eventuali imperfezioni e anche piccoli difetti. Inoltre, dalla linea di produzione vengono prelevati piccoli campioni, che vengono sottoposti ai raggi X.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo controllo &#8220;a campione&#8221;, serve per individuare eventuali debolezze o difetti interni. Gli pneumatici, inoltre, vengono prelevati casualmente dalla linea di produzione da tecnici addetti per il controllo qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi non sono destinati alla vendita, poiché vengono tagliati per garantire gli standard qualitativi più elevati. Solo al termine di queste fasi e ad un rigoroso controllo della qualità, gli pneumatici vengono immessi sul mercato, pronti per la vendita.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle prossime settimane approfondiremo l&#8217;argomento contando sulla collaborazione di un grosso costruttore. Stay tuned!</p>
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		<title>Suzuki GSX-S750 ABS: eleganza e sportività alla portata di tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 10:58:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[GSX-S750]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La categoria delle Naked è in pieno fermento e Suzuki ha voluto dare la sua interpretazione della media cilindrata con la nuova GSX-S750, una moto che promette grandi prestazioni e una facilità di utilizzo estrema. La GSX-S750 ha una linea filante e dinamica che ricalca le forme della GSX-S1000; la particolare forma del faro e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2017/03/07/suzuki-gsx-s750-abs-eleganza-sportivita-alla-portata-tutti/">Suzuki GSX-S750 ABS: eleganza e sportività alla portata di tutti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65993" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/2017-03-07_113817.jpg" alt="2017 03 07 113817" width="720" height="479" title="Suzuki GSX-S750 ABS: eleganza e sportività alla portata di tutti 707" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_113817.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_113817-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_113817-696x463.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" />La categoria delle Naked è in pieno fermento e Suzuki ha voluto dare la sua interpretazione della media cilindrata con la nuova <strong>GSX-S750</strong>, una moto che promette grandi prestazioni e una facilità di utilizzo estrema.</p>
<p style="text-align: justify;">La GSX-S750 ha una linea filante e dinamica che ricalca le forme della GSX-S1000; la particolare forma del faro e del cupolino, assieme alla compatta e completissima strumentazione LCD, rendono la moto bella e accattivante e decisamente ben proporzionata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cuore della moto è uno dei quattro cilindri più titolato e famoso della categoria. Deriva infatti nientemeno che da quello della GSX-R750 e nessuna altra nuda può vantare un legame così stretto con il mondo delle supersportive. La potenza e la coppia massime sono rispettivamente di <strong>84 kW (114 cv) </strong>e di <strong>81 Nm</strong>. Entrambi i valori sono vicini ai vertici del segmento, nonostante le rivali puntino spesso su cilindrate più elevate.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65995" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/2017-03-07_114338.jpg" alt="2017 03 07 114338" width="862" height="615" title="Suzuki GSX-S750 ABS: eleganza e sportività alla portata di tutti 708" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_114338.jpg 862w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_114338-768x548.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_114338-300x214.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_114338-696x497.jpg 696w" sizes="(max-width: 862px) 100vw, 862px" />Ad Hamamatsu hanno dunque trovato ancora una volta la sintesi perfetta tra fruibilità e prestazioni assolute, tenendo sempre nella dovuta considerazione l’efficienza. Con nuovi iniettori a 10 fori (al posto di quelli a 8 fori) e un basamento con finestrature che riducono le perdite per pompaggio, il quattro cilindri da 749 cc ha una percorrenza media di <strong>20,4 km/l</strong> nel ciclo WMTC e rispetta i limiti di omologazione <strong>Euro 4</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La GSX-S750 è sempre pronta a partenze impeccabili, grazie ai dispositivi esclusivi <strong>Easy Start System</strong> e <strong>Low RPM Assist</strong>. Il primo avvia il motore con il semplice sfioramento del pulsante e il secondo mantiene il regime ideale al rilascio della frizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema di scarico è stato aggiornato rispetto a quello della GSR750, riducendone il peso e le emissioni. Si tratta di un 4-2-1 con i compensatori tra i collettori 1-4 e 2-3. Questa struttura è stata pensata per migliorare le prestazioni ai medi regimi grazie alla taratura delle onde di pressione allo scarico che ne deriva.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65994" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/2017-03-07_113832.jpg" alt="GSX-S750" width="720" height="474" title="Suzuki GSX-S750 ABS: eleganza e sportività alla portata di tutti 709" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_113832.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_113832-300x198.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_113832-696x458.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" />La moto è dotata anche di un sofisticato sistema di controllo trazione, che monitora in modo continuo la velocità di entrambe le ruote, la posizione dell&#8217;acceleratore, albero motore e marcia inserita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema controlla la situazione del grip ogni 4 millisecondi, variando l&#8217;erogazione del motore gestendo la fasatura d&#8217;accensione e la portata dell&#8217;aria,</p>
<p style="text-align: justify;">Come detto, la meccanica scelta come base per la GSX-S750 è quella della GSX-R 2005, con il blocco cilindri più verticale rispetto al modello attuale. Una simile caratteristica ha permesso agli ingegneri realizzare una <strong>ciclista agile e compatta</strong>, a metà tra un telaio racing a doppia trave, rigoroso e preciso alle velocità più sostenute, e uno monotrave più turistico, docile e maneggevole nel traffico urbano.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65996" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/2017-03-07_115243.jpg" alt="2017 03 07 115243" width="748" height="400" title="Suzuki GSX-S750 ABS: eleganza e sportività alla portata di tutti 710" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_115243.jpg 748w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_115243-300x160.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_115243-696x372.jpg 696w" sizes="(max-width: 748px) 100vw, 748px" />Il tutto si traduce in confort, con il pilota che può assumere una posizione più eretta che rende la guida meno faticosa e impegnativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le sospensioni danno il loro apporto per appagare la vista e soddisfare nello stesso tempo le esigenze di un pubblico vasto e variegato. Il monoammortizzatore è lavorato da un forcellone che si rastrema nella parte più vicina al mozzo ed è regolabile nel precarico, così come la forcella. Quest’ultima è una spettacolare <strong>KYB a steli rovesciati da 41 mm</strong> con <strong>foderi anodizzati color oro</strong>. A completare l’avantreno più specialistico della categoria ci sono potenti pinze freno Nissin ad attacco radiale, che lavorano una coppia di dischi flottanti a margherita da 310 mm. Nissin firma pure l’<strong>ABS, montato di serie</strong>, la cui ruota fonica fornisce i dati anche alla centralina che governa il <strong>controllo di trazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La GSX-S750 ABS arriverà nella concessionarie <strong>nel mese di marzo in tre colorazioni</strong>. Il prezzo di listino è fissato a Euro 8.890 F.C. per gli esemplari Rosso Perlato e per quelli Blu/Nero e sale a Euro 8.990 F.C. per la livrea Nera Opaca. Si tratta di una cifra molto interessante, considerato anche l’equipaggiamento completo della GSX-S750, impreziosita da molte soluzioni raffinate e uniche all’interno del segmento.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65997" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/03/2017-03-07_115634.jpg" alt="2017 03 07 115634" width="640" height="698" title="Suzuki GSX-S750 ABS: eleganza e sportività alla portata di tutti 711" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_115634.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/03/2017-03-07_115634-300x327.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<title>Lo stile intramontabile delle Cafè Racer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 17:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Accessori moto]]></category>
		<category><![CDATA[Omnia Racing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono state le moto da “esibizione” per eccellenza, che facevano saltare i nervi ai perbenisti inglesi degli anni Sessanta. Oggi anche le cafè racer sono state fagocitate dal mercato, che le ha trasformate in un segmento particolare delle vendite, ma senza perdere la scintilla di ribellione che le contraddistingueva agli inizi. Più che una semplice [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64734" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/12/2016-12-19_175837.jpg" alt="2016-12-19_175837" width="950" height="577" title="Lo stile intramontabile delle Cafè Racer 713" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/12/2016-12-19_175837.jpg 950w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/12/2016-12-19_175837-768x466.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/12/2016-12-19_175837-300x182.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/12/2016-12-19_175837-696x423.jpg 696w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" />Sono state le moto da “esibizione” per eccellenza, che facevano saltare i nervi ai perbenisti inglesi degli anni Sessanta. Oggi anche le cafè racer sono state fagocitate dal mercato, che le ha trasformate in un segmento particolare delle vendite, ma senza perdere la scintilla di ribellione che le contraddistingueva agli inizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che una semplice moto, una compagna di vita e la rappresentazione di uno stile di vita. Questo erano le <strong>cafè racer </strong>agli esordi, quando venivano inforcate dai biker nella <strong>Londra</strong> di fine anni Cinquanta e inizio Sessanta, e questo è il messaggio che ancora oggi tanti appassionati cercano di tenere in vita, anche attraverso appuntamenti di revival come quello che ormai tradizionalmente si tiene a Genova.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da Londra all’Italia. </strong>Il club si chiama proprio <strong>Cafè Racer Genova</strong>, è nato nel 2011 e raggruppa un folto numero di appassionati di motociclette classiche e modern classic, e più in generale persone con la fissa dei motori e delle moto vintage risalenti agli anni Sessanta, come <strong>Triumph Bonneville e Thruxton, Guzzi, Royal Enfield,</strong> tutte rigorosamente modificate come imponeva la “legge” della strada, così da rendere le due ruote uniche e inimitabili, in perfetto stile cafe racer e in sintonia con la cultura rocker nata in Inghilterra negli anni Cinquanta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ritorno al passato. </strong>In chiave contemporanea, non mancano esempi di case produttrici che hanno deciso di puntare su questo ritorno al passato, come la <strong>Yamaha con la sua XSR 700</strong> o la XSR900 Abarth, oppure la rinnovata versione della <strong>Ducati Scrambler Cafè Racer</strong>. La notizia che può interessare i cultori del vintage, però, è nella rinnovata attenzione anche da parte dei principali brand che costruiscono accessori con cui dotare queste moto, altro stilema preciso e imprescindibile delle cafè racer, a cominciare <strong>da Rizoma </strong>e<strong> </strong>dalla rinomata <strong>Givi</strong>: come testimonia la pagina di <a href="http://www.omniaracing.net/" rel="follow noopener" target="_blank"><strong>Omnia Racing</strong></a>, il portale specializzato nella vendita di prodotti <strong>aftermarket per le moto</strong>, oggi esistono numerose varianti di accessori espressamente realizzati per soddisfare la domanda degli appassionati dello stile “cafè racer”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tante soluzioni per gli appassionati. </strong>Ad esempio, l’ultimo catalogo Givi segue e accompagna questo trend con una serie di soluzioni speciali ed esteticamente all’altezza del look della moto: si comincia con il <strong>cupolino Race Cafe</strong> universale 20,5 x 26,5 cm, da abbinare agli attacchi dedicati, disponibile sia in alluminio anodizzato grigio che in versione alluminio anodizzato nero; in particolare per la <strong>Yahama</strong>, poi, l’azienda italiana ha prodotto delle protezioni specifiche per il radiatore in acciaio inox verniciato nero, il paramani specifico in ABS, il porta-valigie laterale, il telaietto che consente di montare una coppia di borse laterali, la flangia specifica per l’utilizzo di borse da serbatoio <strong>Tanklock</strong> e infine un attacco posteriore specifico per bauletto Monokey o Monolock nero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Personalizzare le cafè racer. </strong>Altre novità sono state presentate nel corso dei primi mesi dell’anno, tra cui spiccano in particolare i due cupolini “taylor made” che si adattano perfettamente allo <strong>stile cafè racer</strong>, riproponendo dei tratti old-style. Ad accomunare queste due varianti è la filosofia di base, perché in entrambi i casi sono montabili esclusivamente ai fari anteriori di forma tonda, mentre cambiano completamente dimensioni, materiali e forme. Il modello 100AL/ALB, ad esempio, che è adattabile per <strong>BMW NineT, Triumph Bonneville 865, Yamaha XSR700,</strong> è prodotto per imbutitura e proposto in due finiture; quella finemente satinata e anodizzata, così da aumentare la protezione dagli agenti atmosferici, presenta una placca dorata con il logo <strong>GIVI</strong> in rilievo fissata con rivetti in acciaio inox, mentre l’altra versione è anodizzata nera con placca GIVI silver. Diversa invece la struttura del cupolino A800N, con modanature ben studiate, una struttura in fibra di vetro a circondare il faro e uno screen fumè angolato basso; questo modello è più specifico per moto classiche o classic/modern, ma anche per la BMW Nine T.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In arrivo sul mercato la KTM RC16. 240 cavalli direttamente dalla MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2016 07:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pierer lo aveva detto e pare mantenere la promessa: nel 2018 avremo la KTM RC16 per i privati, un prototipo da MotoGP targato per circolare solo in pista. La moto sarà la più vicina possibile alla versione MotoGP, con il motore V4 che passerà dai 270cv del prototipo ai 240 della versione per gli utenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-64600 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/12/2016-12-07_164113.jpg" alt="RC16 " width="1021" height="798" title="In arrivo sul mercato la KTM RC16. 240 cavalli direttamente dalla MotoGP 715" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/12/2016-12-07_164113.jpg 1021w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/12/2016-12-07_164113-768x600.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/12/2016-12-07_164113-300x234.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/12/2016-12-07_164113-696x544.jpg 696w" sizes="(max-width: 1021px) 100vw, 1021px" />Pierer lo aveva detto e pare mantenere la promessa: nel 2018 avremo la KTM RC16 per i privati, un prototipo da MotoGP targato per circolare solo in pista.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto sarà la più vicina possibile alla versione MotoGP, con il motore V4 che passerà dai 270cv del prototipo ai 240 della versione per gli utenti &#8220;normali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">KTM segue dunque la stessa strada percorsa dalla <a href="https://www.giornalemotori.com/2014/11/09/honda-rc213v-s-motogp-stradale/" rel="follow"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>Honda con la RC213V-S</strong></span></a>, ma con molta più grinta e cattiveria. Mentre il prototipo Honda viene dato molto addolcito completo di targa e fanali e poi solo con un kit diventare un mostro da pista, gli austriaci hanno voluto andarci subito pesante e portare un prototipo in pista per le prove libere di noi comuni mortali.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il prezzo poi potrebbe fare appetito a molti: si parla di un prezzo di vendita compreso tra 100.000 e 120.000 €, che per una MotoGP &#8220;civilizzata&#8221; non è nemmeno eccessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il board austriaco auspica di produrne almeno 100 pezzi, ma di certo le richieste andranno oltre questa cifra. Vedremo e chissà, speriamo in un test!</p>
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		<title>La storia Aprilia: 54 anni di vittorie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 07:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia Aprilia E&#8217; un pochino la Cenerentola del motociclismo italiano, produce moto sportive semplicemente sublimi, eppure il marchio Aprilia sembra sempre nell&#8217;ombra nonostante un palmares sportivo che fa invidia a tutti. Nel Press Kit dell&#8217;EICMA consegnatoci da Aprilia c&#8217;è il sunto di anni di vittorie che vogliamo condividere con voi. Molti di voi ricorderanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="display: none;">
<h1>La storia Aprilia</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un pochino la Cenerentola del motociclismo italiano, produce moto sportive semplicemente sublimi, eppure il marchio <strong>Aprilia</strong> sembra sempre nell&#8217;ombra nonostante un palmares sportivo che fa invidia a tutti. Nel Press Kit dell&#8217;EICMA consegnatoci da Aprilia c&#8217;è il sunto di anni di vittorie che vogliamo condividere con voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti di voi ricorderanno alcune delle più belle race replica mai finite sul mercato, a partire da piccoli 50cc, passando per le RS125 e RS250 stradali che sono ancora oggi moto ricercatissime sia per l&#8217;uso stradale sia per l&#8217;uso in pista.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà un po lunghetto forse, ma ne vale la pena, perché con <strong>294 Gran Premi conquistati nel Motomondiale</strong> Aprilia detiene il <strong>record di vittorie tra i costruttori europei</strong> nella storia della massima competizione motociclistica. Nel mondiale SBK Aprilia ha conquistato 41 vittorie e 89 podi.</p>
<p style="text-align: justify;">A questi si aggiungono ben <strong>54 titoli mondiali</strong>: 38 nel Motomondiale (20 nella 125 e 18 nella 250), 7 in Superbike (doppietta Piloti e Costruttori nel 2010, 2012 e 2014, Costruttori nel 2013) e 9 nelle discipline Off Road (7 nelle Supermoto e 2 nel Trial).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Evolvendosi da piccola fabbrica di biciclette, nata nel 1962, Aprilia inizia a produrre ciclomotori alla fine degli anni 60 e già nel 1970 si orienta verso un cinquantino da cross che si evolverà in 125 fino ad arrivare alle prime cross competizione di metà anni ’70.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-64450 alignleft" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/reggiani.jpg" alt="reggiani aprilia" width="330" height="437" title="La storia Aprilia: 54 anni di vittorie 723" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/reggiani.jpg 330w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/reggiani-300x397.jpg 300w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" />Dopo l’esordio agonistico nel Motocross del 1975, Aprilia entra nel Motomondiale, per sfidare gli invincibili giapponesi in una classe combattutissima come la 250. E’ il 1985 e la prima moto ha un telaio doppio trave in lega di alluminio accoppiato ad una forcella Marzocchi ed a un monoamortizzatore posteriore montato su una sospensione tipo pro lever; il motore è un bicilindrico 2T Rotax con i cilindri posti orizzontalmente. Il debutto è il 23 marzo 1985 a Kyalami, in Sudafrica, Loris Reggiani finisce 12°. Con il prosieguo del campionato la moto si rivela veramente buona, tanto che Reggiani conquista il primo podio (terzo posto) a Rijeka e si ripete a Imola.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una stagione ’86 condizionata da un grave incidente a Reggiani la Aprilia 250 torna ai vertici: nuovo telaio, evoluzione del motore portano a due secondi posti (Salisburgo e Rijeka). La vittoria è a portata di mano e infatti arriva a Misano: è il 30 agosto 1987 quando Reggiani porta la sua AF1 250 al primo successo in un GP.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1988, mentre tra alti e bassi continua lo sviluppo della 250, Aprilia esordisce nella classe 125 e subito, nel GP di Francia, arriva il primo podio nella ottavo di litro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un paio di stagioni avare di risultati la 250 Aprilia cambia radicalmente, a partire dalla sigla: nasce la RS250V, è la stagione 1991 e la nuova moto si dimostra subito un mezzo eccezionale: Reggiani è terzo a Laguna Seca e Jerez, Chili a Misano. La vittoria arriva con Chili sulla pista di Assen, subito imitato da Reggiani al Paul Ricard. Intanto esplode un talento: Max Biaggi vince l&#8217;europeo 250.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 1991 regala ad Aprilia anche la prima vittoria nella classe 125: a conquistarla è Alessandro Gramigni in Cecoslovacchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1992 Arriva il primo titolo nel Motomondiale: Alex Gramigni è Campione del Mondo Mondo 125. Intanto la 250 è stabilmente ai vertici: Chili vince a Hockenheim, Assen e Donington, Reggiani a Jerez e Magny Cours, mentre l’esordiente Biaggi conquista il suo primo GP a Kyalami. Aprilia vince due mondiali anche nel fuoristrada: Tommy Avhala con l&#8217;Aprilia Climber si laurea Campione del Mondo Trial e l&#8217;Aprilia Campione tra i Costruttori.</p>
<div style="display: none;">
<h1>La Storia Aprilia</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64451" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-25_163506.png" alt="2016-11-25_163506" width="917" height="434" title="La storia Aprilia: 54 anni di vittorie 724" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163506.png 917w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163506-768x363.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163506-300x142.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163506-696x329.png 696w" sizes="(max-width: 917px) 100vw, 917px" /> Dopo un ’93 nel quale le moto, sia 250 sia 125, confermano la loro competitività ma solo sfiorando il titolo, arriva l’anno dell’apoteosi, è il 1994 quando Max Biaggi trionfa in Australia, Malesia, Olanda, Repubblica Ceca e Barcellona ed è Campione del Mondo 250 su Aprilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso anno Kazuto Sakata è Campione del Mondo su Aprilia 125: vince in Australia, Spagna e Repubblica Ceca. Aprilia colleziona con anche ben otto pole position e nove giri più veloci in gara. Aprilia debutta anche, Reggiani alla guida, nella classe 500 con una agilissima bicilindrica: una scelta innovativa come nella tradizione Aprilia.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64452" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-25_163604.png" alt="2016-11-25_163604" width="983" height="637" title="La storia Aprilia: 54 anni di vittorie 725" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163604.png 983w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163604-768x498.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163604-300x194.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163604-696x451.png 696w" sizes="(max-width: 983px) 100vw, 983px" />Nella stagione 1995 Biaggi e Aprilia sono inarrestabili: Malesia, Germania, Italia, Olanda, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Argentina ed Europa sono le vittorie della stagione che porta Max a confermarsi Campione del Mondo e Aprilia al suo primo titolo Costruttori. In 125 invece Sakata non riesce a ripetersi e chiude al secondo posto: Aprilia vince comunque tre volte, due, Gran Bretagna e Repubblica Ceca, con il Campione del Mondo, la terza, in Brasile, con Masaki Tokudome.</p>
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<p style="text-align: justify;">In Classe 500 la bicilindrica compie molti passi avanti, tanto che Reggiani conclude 10°, davanti a varie quadricilindriche ufficiali. Nel 1996 Max Biaggi è tricampione: Malesia, Giappone, Spagna, Italia, Francia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Catalogna, Australia sono le tappe di un cammino trionfale che porta Biaggi al terzo mondiale consecutivo. E arriva anche il titolo costruttori in 125, grazie alle vittorie di Tokudome in Indonesia, Giappone, Germania e San Marino, Perugini in Malesia e Gran Bretagna, del giovanissimo Valentino Rossi nella Repubblica Ceca, Oettl in Italia e Gary McCoy in Australia.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64453" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-25_163843.png" alt="2016-11-25_163843" width="612" height="366" title="La storia Aprilia: 54 anni di vittorie 726" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163843.png 612w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163843-300x179.png 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" />Nel 1997 ancora due Campionati del Mondo conquistati da Aprilia: Piloti e Marche 125. Il nuovo portacolori è Valentino Rossi, che domina letteralmente la classe più piccola conquistando 11 vittorie in 15 gare: Malesia, Spagna, Italia, Austria, Francia, Olanda, San Marino, Germania, Brasile, Gran Bretagna, Catalogna e Indonesia.</p>
<p style="text-align: justify;">La stagione 1998 è un trionfo per Aprilia che, nella classe 250, vince 13 GP su 14, lasciando alla concorrenza solo la gara inaugurale del Giappone. Loris Capirossi conquistato il titolo Piloti. La superiorità dell’Aprilia 250 è stata tale che ben quattro volte i suoi piloti hanno occupato tutti i gradini del podio.  Aprilia conquista con larghissimo margine anche il Mondiale Costruttori 250.</p>
<p style="text-align: justify;">In classe 125 Kazuto Sakata vince il Mondiale Piloti grazie ad una stagione che lo vede imporsi in Gran Bretagna, Francia, Spagna e Giappone.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 1999 è l’anno di Valentino Rossi che conquista il titolo 250 in sella alla strepitosa bicilindrica Aprilia RSW vincendo in ben 9 occasioni. Dietro Rossi anche le Aprilia “clienti” si mettono in evidenza con Battaini, Waldmann, McWilliams, Lucchi. Anche grazie a loro Aprilia fa doppietta vincendo il Mondiale Costruttori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coraggioso progetto della 500 bicilindrica ha un momento di grande splendore: a Donington: Harada arriva vicino alla vittoria come non mai, dopo il podio conquistato al Paul Ricard, ed i quarti posti di Mugello (dove aveva conquistato la pole position) e Catalogna. Il ’99 è anche l’anno del debutto di Aprilia nel mondiale SBK, con la <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/02/04/test-moto-usate-aprilia-rsv1000/" rel="follow"><span style="color: #000080;"><strong>bicilindrica RSV Mille</strong></span></a> la casa veneta si cimenta per la prima volta con le grandi moto da competizione 4T.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64454" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-25_163925.png" alt="2016-11-25_163925" width="649" height="418" title="La storia Aprilia: 54 anni di vittorie 727" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163925.png 649w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_163925-300x193.png 300w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" />La consacrazione arriva nel 2000: impegnata per la prima volta in Superbike con un team ufficiale, Aprilia stupisce: Troy Corser si aggiudica cinque vittorie e quattro superpole, sfiorando al titolo. Nel Motomondiale continuano i trionfi: Roberto Locatelli è Campione del Mondo in 125, è il quindicesimo titolo mondiale della storia di Aprilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nel 2001 grandi soddisfazioni arrivano dalla SBK con tre vittorie (due Corser e una Laconi), otto podi e tre Superpole. Nel Motomondiale è un anno interlocutorio: in 250 Harada è vicecampione e Melandri terzo, Aprilia conquista cinque vittorie mentre in 125 arrivano solo due vittorie (Cecchinello in Catalogna, Sanna in Germania).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nel 2002 è pronto il riscatto: Aprilia sbanca il Motomondiale con un poker straordinario fatto di 4 allori: due titoli mondiali costruttori, classe 125 e 250, e due titoli piloti, nella 250 con Marco Melandri e nella 125 con Arnaud Vincent. Le ottavo di litro Aprilia vincono 8 delle 16 gare in calendario, ma è nella classe 250 che la supremazia è addirittura schiacciante. Le quarto di litro di Noale vincono 14 gare su 16 gare. Il 2002 è anche l&#8217;anno del debutto della tre cilindri RS Cube con la quale Aprilla esordisce nella neonata classe regina MotoGP.</p>
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<h1>La Storia Aprilia</h1>
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<p style="text-align: justify;">Nel 2003 Aprilia conquista tre titoli: Costruttori 125 (con 10 successi), Piloti 250 (uno strepitoso Manuel Poggiali vince il mondiale al debutto), e Costruttori 250 (grazie a 14 vittorie). E’ più travagliata la stagione in MotoGP: la RS Cube debutta bene nelle mani di Colin Edwards e Nori Haga, arriva un giro più veloce in gara durante il GP di Francia ed alcune prestazioni incoraggianti; poi un periodo buio che si riscatta solo nel finale.</p>
<p style="text-align: justify;">2004 e 2005 sono due stagioni di transizione che vedono il ritorno di Aprilia nell’off-road. Il reparto Corse di Noale riversa la propria professionalità anche nel Cross, nell’Enduro e nella Supermotard: il rivoluzionario progetto di propulsore bicilindrico spinge Jerome Giraudo allo storico titolo mondiale nella categoria S2. Dal Motomondiale arriva un titolo iridato costruttori della 125.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie all’ingresso nel Gruppo Piaggio e alla riorganizzazione del Reparto Corse Aprilia vive nel 2006 la sua stagione dei record al termine della quale vince ben sei mondiali: i giovanissimi spagnoli Jorge Lorenzo (250) e Alvaro Bautista (125) vincono il titolo Piloti e portano le loro moto al doppio alloro nei Costruttori. Al poker nel Motomondiale si aggiungono due titoli nel Campionato del Mondo Supermoto (S2): il francese Van Den Bosch è Campione del Mondo e Aprilia iridata tra in Costruttori.</p>
<p style="text-align: justify;">E nalla stagione successiva (2007) si replica con cinque mondiali: ai titoli Costruttori in 125 e 250 si affiancano gli allori di Lorenzo in 250 e dell’ungherese Gabor Talmacsi in 125. Dal mondiale Supermoto arriva il titolo costruttori S2.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora due titoli dal Motomondiale nel 2008: gli allori Costruttori in 125 e 250 testimoniano del dominio di Aprilia nelle classi più giovani della massima rassegna iridata.</p>
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<p style="text-align: justify;">Ma la rivoluzione è alle porte, con la stagione 2009 parte il progetto più ambizioso di Aprilia. Parallelamente al lancio commerciale della RSV4, rivoluzionaria supersportiva caratterizzata da una evolutissima motorizzazione 1000 cc, 4 cilindri a V di 60°, Aprilia Racing ha pianificato il rientro nel campionato del mondo Superbike. Il pilota al quale Aprilia affida il progetto è Max Biaggi che torna a Noale dodici anni dopo il suo ultimo titolo in 250, lo affianca Shinja Nakano. L’anno del debutto segna una crescita continua della moto e arriva il primo successo sulla pista di Brno. A quella vittoria si affiancano altri otto podi a testimonianza della bontà del progetto e del valore del pilota. Dal Motomondiale arrivano 3 titoli mondiali: piloti 125 con lo spagnolo Julian Simon e costruttori sia in 125, sia in 250. Nel 2009 arrivano anche i primi risultati per la bicilindrica RXV 4.5 con la quale Aprilia si impegna nei grandi raid del mondiale Rally: nel Rally dei Faraoni Paolo Ceci conquista la vittoria nella classe 450 e Aprilia chiude al quarto posto assoluto, opposta a moto di ben più grande cilindrata. E’ il prologo all’esordio di Aprilia RXV 4.5 alla Dakar 2010. Nella più famosa e massacrante delle grandi gare offroad Aprilia coglie un incredibile terzo posto assoluto col cileno Francisco Lopez (vincitore di tre tappe) e domina nella classe 450 SP con Paolo Ceci.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nel 2010 si compie il capolavoro nel WSBK: la RSV4 e Max Biaggi, partiti per la stagione con l’intento di continuare il trend di crescita sperimentato nel primo campionato, si trovano presto a lottare per il vertice. Arrivano le vittorie doppie a Portimao e Monza. Arrivano anche piazzamenti sul podio di Leon Camier, giovane inglese al fianco di Biaggi, che contribuiscono al primato di Aprilia nella classifica Costruttori.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64455" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-25_164107.png" alt="2016-11-25_164107" width="963" height="527" title="La storia Aprilia: 54 anni di vittorie 728" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_164107.png 963w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_164107-768x420.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_164107-300x164.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_164107-696x381.png 696w" sizes="(max-width: 963px) 100vw, 963px" />Il trionfo americano sulla pista di Miller proietta Biaggi in testa alla classifica. Una posizione che non intimorisce il già quattro volte Campione del Mondo che si ripete a Misano (due vittorie) e Brno. Solo il britannico Haslam cerca di resistere a Max e alla sua Aprilia dalla carena tricolore (Alitalia è il main sponsor) ma la partita si chiude a Imola. Con il quinto posto in gara due Max Biaggi è Campione del Mondo SBK. E’ il primo italiano a conquistare quell’alloro prestigioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la doppia vittoria nella classe 125 GP stagione 2011 (piloti e costruttori), colta dal pilota spagnolo Nico Terol, Aprilia rafforza il suo primato di reparto corse europeo più vincente tra quelli impegnati nel Motomondiale. Salgono a 294 le vittorie nei GP, per un totale di 38 titoli mondiali, ai quali si aggiungono i 2 nel trial, due in Superbike e 7 nel Supermotard.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 vede Max Biaggi terzo nella classifica piloti del Mondiale Superbike, complice un infortunio che ne ha pregiudicato il rendimento nelle ultime gare della stagione. Le sue 2 vittorie e 12 podi totali, uniti ai 4 podi ottenuti dal compagno di squadra Leon Camier, hanno permesso all’Aprilia Alitalia Racing Team di piazzarsi al terzo posto fra i costruttori.</p>
<p style="text-align: justify;">Doppietta anche nel Mondiale Supermotard S1, conquistata dal francese Chareyre in sella alla Aprilia 4.5 del Team Fast Wheels. Entrambi i titoli, piloti e costruttori, sono arrivati all’ultima gara disputata in Francia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2012</strong></p>
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<h1>La Storia Aprilia</h1>
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<p style="text-align: justify;">La stagione SBK 2012 è la storia di un trionfo: Max Biaggi parte alla grande vincendo la gara di apertura in Australia. Max guida la classifica per quasi tutto il campionato, costretto a inseguire dal secondo posto solo dopo la tappa di Mosca. Ma già dal round successivo torna in testa vincendo al Nurburgring in una giornata storica per Aprilia che piazza tre RSV4 sul podio di Gara 1 (insieme a Max ci sono il compagno di team Eugene Laverty e Chaz Davies sulla Aprilia del team ParkinGo) e due in Gara 2 con Davies vincitore e Laverty secondo mentre Max è protagonista di una rimonta entusiasmante.</p>
<p style="text-align: justify;">All’ultimo round a Magny-Cours Biaggi si presenta in testa alla classifica Piloti con 30,5 punti di margine su Tom Sykes (Kawasaki), 38,5 punti su Marco Melandri (BMW) e ben 68,5 su Carlos Checa (Ducati). Nella classifica mondiale riservata ai Costruttori, Aprilia va all&#8217;ultimo assalto al titolo forte di 28,5 punti di vantaggio su BMW, 47,5 su Ducati, 66 su Kawasaki, 152 su Honda e 292 su Suzuki.</p>
<p style="text-align: justify;">Un meteo inclemente e il decimo posto in griglia di partenza complicano non poco l’ultimo assalto di Max. In Gara 1 Max scivola e lascia la gara dopo pochi giri. Sykes (che arriva terzo) e Melandri (secondo) gli si avvicinano pericolosamente in classifica. La conquista del mondiale arriva all’ultima curva dell’ultima gara: Max è quinto, piazzamento che gli consente di mantenere un vantaggio minimo su Sykes, ed è Campione del Mondo per la seconda volta in Superbike. Aprilia è Campione del Mondo Costruttori SBK.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Max Biaggi è il sesto titolo mondiale in una carriera straordinaria. E di sei trionfi iridati ben 5 (tre in 250 e due in SBK) sono arrivati su una moto Aprilia. Per Aprilia il titolo Costruttori (il secondo in SBK) porta a 51 il computo totale dei mondiali vinti.</p>
<p style="text-align: justify;">E il Gruppo Piaggio, che accoglie altri marchi storici del motociclismo sportivo quali Gilera, Moto Guzzi e Derbi, raggiunge la cifra spettacolare di 101 allori mondiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Con 101 Campionati del Mondo nel suo palmarès (51 Aprilia, 15 Moto Guzzi, 21 Derbi, 14 Gilera) il Gruppo Piaggio è il gruppo motociclistico europeo più vincente di tutti i tempi.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>2013</strong></p>
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<h1>La Storia Aprilia</h1>
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<p style="text-align: justify;">Nel 2013 continua l&#8217;impegno di Aprilia nel Mondiale Superbike con la quattro cilindri RSV4, punta di diamante della gamma stradale. I piloti scelti per il mondiale SBK sono il confermato Eugene Laverty ed il francese Sylvain Guintoli. La stagione si apre con una straordinaria prestazione collettiva a Phillip Island, con i piloti del Team Aprilia Racing ad alternarsi sul gradino più alto del podio. Il Mondiale prosegue con Eugene Laverty che conquista 9 vittorie totali classificandosi al secondo posto tra i piloti, mentre Sylvain Guintoli, al comando della classifica per la maggior parte della stagione deve cedere nelle ultime gare, dopo essere incappato in un infortunio alla spalla destra che ne pregiudica le prestazioni nel finale di stagione. Chiude comunque con un ottimo terzo posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie anche alle prestazioni delle altre RSV4 in pista, in particolare quella di Davide Giugliano del Team Althea, Aprilia ha dominato dalla prima gara la classifica costruttori conquistando il suo terzo titolo marche negli ultimi quattro anni, con 550 punti contro i 501 di Kawasaki, 443 per BMW, 243 di Suzuki, 236 di Honda e 185 di Ducati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2014</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Campionato del Mondo Superbike 2014 si conclude con un trionfo Aprilia che conquista sia il titolo Piloti, col francese Sylvain Guintoli, sia il titolo Costruttori grazie alla Aprilia RSV4.</p>
<p style="text-align: justify;">La stagione SBK 2014 è stata altamente spettacolare e segnata da una strepitosa rimonta di Guintoli e dell’Aprilia sull’alfiere Kawasaki Tom Sykes che, a oltre metà del campionato pareva inattaccabile nel suo primato. Ma con una serie impressionante di vittorie i piloti Aprilia, Sylvain Guintoli e Marco Melandri, hanno prima scavalcato Kawasaki per il titolo Costruttori e all’ultimo decisivo appuntamento in Qatar si è arrivati col francese a soli 12 punti di distacco dalla vetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64456" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-25_164226.png" alt="2016-11-25_164226" width="616" height="352" title="La storia Aprilia: 54 anni di vittorie 729" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_164226.png 616w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-25_164226-300x171.png 300w" sizes="(max-width: 616px) 100vw, 616px" />Sulla pista di Losail Guintoli ha completato una rimonta che resterà nella storia della Superbike e con due strepitose e indiscutibili vittorie nelle due gare in notturna sul circuito nel deserto ha sorpassato Tom Sykes laureandosi, per la prima volta nella sua carriera, Campione del Mondo. Aprilia ha raddoppiato la festa conquistando per il terzo anno consecutivo il titolo di Campione del Mondo Costruttori, a ribadire la indiscussa superiorità tecnica della RSV4, la moto italiana che dal suo ingresso nel mondiale SBK (2009) ha sbaragliato la migliore concorrenza mondiale vincendo ben 7 titoli Mondiali (tre Piloti e quattro Costruttori). L&#8217;accoppiata mondiale (Piloti e Costruttori) è la terza per Aprilia RSV4 dopo gli &#8220;en-plein&#8221; colti nel 2010 e 2012 con Max Biaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la gara americana di Laguna Seca il vantaggio di Sykes (Kawasaki) su Guintoli era di 44 punti, un divario enorme con soli tre round da disputare. Da allora è iniziata la riscossa, la RSV4 e i suoi piloti si sono dimostrati imbattibili, a Jerez e a Magny-Cours Aprilia ha dominato le gare vincendo tre volte con Melandri (con Guintoli sempre secondo) e una con Guintoli (e Melandri secondo). Punti pesantissimi che hanno consentito ad Aprilia di raggiungere e superare Kawasaki nel Mondiale Costruttori e a Guintoli di arrivare all&#8217;appuntamento in Qatar con soli 12 punti di distacco da Sykes.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2015</strong></p>
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<h1>La Storia Aprilia</h1>
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<p style="text-align: justify;">La stagione 2015 segna il ritorno di Aprilia nella classe MotoGP con un anno di anticipo rispetto ai programmi inizialmente annunciati. La strategia definita dal Gruppo Piaggio per l&#8217;impegno del marchio Aprilia nella classe regina punta infatti a favorire la rapida crescita del livello di competitività, concentrando ogni sforzo tecnico e organizzativo delle strutture di Aprilia Racing sullo sviluppo dei prototipi per la classe regina. Per questo Aprilia Racing scende in pista avvalendosi di un accordo raggiunto con Gresini Racing. Dopo una stagione di “test in gara” i piloti Alvaro Bautista (Spagna) e Stefan Bradl (Germania) saranno in grado di portare stabilmente a punti le Aprilia RS-GP e, in un paio di occasioni, inserirsi nella top-ten.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono risultati confortanti specie in considerazione che la prima MotoGP Aprilia dell’era moderna è in realtà una moto laboratorio, largamente derivata dalla RSV dominatrice del WSBK e che è servita ad acquisire le conoscenze e le competenze per la progettazione del nuovo prototipo che gareggerà nel 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente all’impegno in MotoGP la RSV4 si conferma una moto vincente nel Mondiale Superbike, portata in pista dai piloti Leon Haslam (UK) e dal debuttante spagnolo Jordi Torres, la V4 veneta vince 3 gare e coglie 10 podi a conferma della sua competitività. Un altro straordinario podio (l’undicesimo nel 2015) arriva da Max Biaggi che a 44 anni e a tre anni dal suo ritiro dalle gare, al suo secondo impegno come wild card dopo quello di Misano, va a cogliere un magnifico terzo posto sulla pista di Sepang in Malesia. Nel 2015 Aprilia conquista la Superstock 1000 FIM Cup col pilota italiano Lorenzo Savadori, a conferma della estrema competitività della RSV4 RF anche nella versione più simile al prodotto di serie. L’ultima gara della Superstock 1000 FIM Cup regala a Savadori una meritata vittoria di campionato, maturata dopo 4 primi posti e tre podi su otto appuntamenti. Aprilia domina anche tra le marche facendo suo il titolo Costruttori con 176 punti: 34 di vantaggio su BMW, 39 su Ducati, 64 su Yamaha e 118 su Kawasaki.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2016</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per il Motomondiale Aprilia presenta la RS-GP 2016, un progetto completamente nuovo che rappresenta la prima MotoGP interamente progettata, sviluppata e costruita da Aprilia in ogni sua parte, a partire dal motore V4. I piloti sono i confermati Alvaro Bautista e Stefan Bradl.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Mondiale Superbike le RSV4 sono portate in gara da un team esterno (i piloti sono Alex De Angelis e Lorenzo Savadori al suo debutto nel WSBK) così come nella Superstock FIM Cup nella quale si difende il titolo conquistato da Savadori nel 2015. Aprilia è presente anche nel campionato statunitense MotoAmerica con la RSV4 e col pilota italiano Claudio Corti che si mette subito in luce con tre vittorie nella prima parte di campionato.</p>
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<h1>La Storia Aprilia</h1>
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		<title>Vitpilen 401 Aero: il nuovo concept Husqvarna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 07:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[husqvarna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Husqvarna ha voluto stupire di nuovo il pubblico dell&#8217;EICMA. Dopo aver mostrato lo scorso anno la Vitpilen 701, quest&#8217;anno ha tirato fuori la Vitpilen 401 Aero, una bellissima monocilindrica carenata che rappresenta una interpretazione moderna di come una moto carenata dovrebbe essere secondo i canoni stilistici di Husqvarna Motorcycles. La moto è semplice, e nasce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63944" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-08_164110.png" alt="È semplice, e nasce in sostanza dalla combinazione di tre parti meticolosamente disegnate per formare una moto interamente nuova, con un look aerodinamico." width="576" height="341" title="Vitpilen 401 Aero: il nuovo concept Husqvarna 734" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_164110.png 576w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_164110-300x178.png 300w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" />Husqvarna</strong> ha voluto stupire di nuovo il pubblico dell&#8217;EICMA. Dopo aver mostrato lo scorso anno la <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/11/28/husqvarna-vitpilen-701-la-naked-estrema/"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>Vitpilen 701</strong></span></a>, quest&#8217;anno ha tirato fuori la <strong>Vitpilen 401 Aero</strong>, una bellissima monocilindrica carenata che rappresenta una interpretazione moderna di come una moto carenata dovrebbe essere secondo i canoni stilistici di Husqvarna Motorcycles.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto è semplice, e nasce in sostanza dalla combinazione di tre parti meticolosamente disegnate per formare una moto interamente nuova, con un look aerodinamico.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="wp-image-63945 alignleft" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-08_164127.png" alt="2016-11-08_164127" width="240" height="343" title="Vitpilen 401 Aero: il nuovo concept Husqvarna 735" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_164127.png 311w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_164127-300x429.png 300w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />In definitiva la VITPILEN 401 AERO rappresenta un punto di vista moderno sull’aspetto che una motocicletta carenata rivolta al futuro dovrebbe avere. Ogni parte del cupolino è puramente tecnica; tutti i dettagli parlano lo stesso linguaggio di design, mentre dal punto di vista funzionale la carena convoglia una maggior quantità d’aria verso il motore per favorire il raffreddamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la verniciatura è qualcosa di speciale: la brillantezza dell’argento, con un tocco di nero, completano l’estetica della motocicletta.</p>
<p>Il design ha un aspetto molto familiare, eppure è chiaramente riconoscibile e ha una personalità ben definita. È un punto di vista moderno sulle motociclette carenate, ispirato dall’aerodinamica.</p>
<p>L’aggiunta di tre parti cambia completamente l’intera struttura della moto. L’inedito cupolino regala alle superfici della VITPILEN 401 AERO un aspetto più pieno rispetto alla VITPILEN 401, pur continuando a far sì che la parte anteriore e quella posteriore della moto si corrispondano perfettamente. Ciò crea un equilibrio completamente nuovo e proporzioni molto diverse rispetto alla VITPILEN 401.</p>
<p>La VITPILEN 401 AERO suggerisce una posizione in sella più raccolta e più inserita nella moto, grazie alla forma del nuovo cupolino che cambia completamente la posizione e la percezione del cruscotto da parte del pilota.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63946" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-08_164140.png" alt="2016-11-08_164140" width="579" height="375" title="Vitpilen 401 Aero: il nuovo concept Husqvarna 736" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_164140.png 579w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_164140-300x194.png 300w" sizes="(max-width: 579px) 100vw, 579px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La moto quindi è uno sviluppo prettamente dettato dalla tecnica, dall&#8217;essenza delle esigenze aerodinamiche e nient&#8217;altro. La gamma “Real Street” utilizza un motore monocilindrico con doppio albero a camme da 375 cc per 44 CV (32 kW), che pesa soltanto 36 kg grazie al suo progetto moderno e compatto. I materiali e le tecnologie di produzione più recenti regalano a queste moto una coppia generosa e una accelerazione brillante a tutti i regimi, ma anche un comportamento docile nell’utilizzo di tutti i giorni, con consumi di carburante eccezionalmente bassi. Il propulsore offre una coppia di 37 Nm fin dai più bassi regimi perfetta per la guida in ambiente urbano. Inoltre, l’adozione di un contralbero di bilanciamento permette di mantenere al minimo le vibrazioni, per una guida fluida e confortevole.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63947" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-08_164154.png" alt="2016-11-08_164154" width="586" height="310" title="Vitpilen 401 Aero: il nuovo concept Husqvarna 737" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_164154.png 586w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_164154-300x159.png 300w" sizes="(max-width: 586px) 100vw, 586px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per definire bene come Husqvarna ha dato una bella scossa alla fiera EICMA, vi riporto una citazione dell&#8217;amica &#8220;virtuale&#8221; Vanessa che ha detto: &#8220;E anche quest&#8217;anno Husqvarna saluta tutti con un enorme dito medio. Applausi.&#8221; Ecco, niente riassume meglio cosa si prova a guardare questa concept&#8230;.</p>
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		<title>BMW HP4 Race : un mostro di carbonio tutto tedesco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 05:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’edizione di quest’ anno dell‘EICMA di Milano BMW Motorrad consente di lanciare un primo sguardo al modello più esclusivo della sua storia: la BMW HP4 RACE. Attualmente non è stata presa ancora nessuna decisione in quale misura il veicolo finale corrisponderà allo studio di prova. Finora, Stephan Schaller, responsabile di BMW Motorrad, ha fornito un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63937" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-08_162651.png" alt="2016-11-08_162651" width="994" height="593" title="BMW HP4 Race : un mostro di carbonio tutto tedesco 741" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162651.png 994w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162651-768x458.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162651-300x179.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162651-696x415.png 696w" sizes="(max-width: 994px) 100vw, 994px" />All’edizione di quest’ anno dell‘EICMA di Milano BMW Motorrad consente di lanciare un primo sguardo al modello più esclusivo della sua storia: la <strong>BMW HP4 RACE</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente non è stata presa ancora nessuna decisione in quale misura il veicolo finale corrisponderà allo studio di prova. Finora, Stephan Schaller, responsabile di BMW Motorrad, ha fornito un messaggio indubbio solo in merito al telaio e alle ruote: <em>“La <strong>HP4 RACE</strong> sarà costruita con il telaio principale realizzato interamente in carbonio e con cerchi in carbonio, come nel modello esposto. Ulteriori dettagli relativi al modello saranno pubblicati la primavera prossima.”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63938" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-08_162705.png" alt="2016-11-08_162705" width="1171" height="682" title="BMW HP4 Race : un mostro di carbonio tutto tedesco 742" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705.png 1171w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705-1024x596.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705-768x447.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705-300x175.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162705-696x405.png 696w" sizes="(max-width: 1171px) 100vw, 1171px" />Inoltre è già certo che la BMW HP4 RACE sarà costruita a mano come esclusiva piccola serie e sarà consegnata nella seconda metà del 2017. Sarà una vera e propria opera d&#8217;arte su ruote, certi che sarà anche una moto davvero speciale anche da guidare.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63939" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/11/2016-11-08_162717.png" alt="2016-11-08_162717" width="486" height="541" title="BMW HP4 Race : un mostro di carbonio tutto tedesco 743" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162717.png 486w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/11/2016-11-08_162717-300x334.png 300w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Nuova Suzuki GSX-R1000 e GSX-R1000R</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2016 14:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[GSX-R]]></category>
		<category><![CDATA[GSX-R1000]]></category>
		<category><![CDATA[GSX-R1000R]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la presentazione di un concept lo scorso anno, la Suzuki ha deciso di rinnovare un grande progetto e all&#8217;Intermot ha presentato la nuova GSX-R1000 e la GSX-R1000R. Il primo modello venne presentato nell&#8217;ormai lontano 2001 e lasciò decisamente il segno: tanta potenza, una ciclistica equilibrata, un cambio liscio e precisissimo. Quando arrivò sul mercato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63290" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-10_151347.png" alt="gsx-r1000" width="800" height="460" title="Nuova Suzuki GSX-R1000 e GSX-R1000R 751" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151347.png 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151347-768x442.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151347-300x173.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151347-696x400.png 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Dopo la presentazione di un concept lo scorso anno, la <strong>Suzuki</strong> ha deciso di rinnovare un grande progetto e all&#8217;Intermot ha presentato la nuova <strong>GSX-R1000</strong> e la <strong>GSX-R1000R</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo modello venne presentato nell&#8217;ormai lontano 2001 e lasciò decisamente il segno: tanta potenza, una ciclistica equilibrata, un cambio liscio e precisissimo. Quando arrivò sul mercato fu un vero must: la moto si guidava benissimo, il motore aveva coppia e tiro in ogni occasione, si poteva maltrattare in ogni modo e lei proseguiva senza problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi negli anni, dopo il primo vero grande sasso lanciato nello stagno, Suzuki si limitò a fare piccoli aggiornamenti tecnici, diversi aggiornamenti della linea, ma di fatto la moto è rimasta sostanzialmente la stessa eora rimane una grande moto, ma di fatto è un progetto datato e non riesce a competere al livello delle rivali.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63296" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-10_154250.png" alt="2016-10-10_154250" width="987" height="584" title="Nuova Suzuki GSX-R1000 e GSX-R1000R 752" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_154250.png 987w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_154250-768x454.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_154250-300x178.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_154250-696x412.png 696w" sizes="(max-width: 987px) 100vw, 987px" />Ora è arrivata la risposta dalla casa di Hamamatsu con due versioni della stessa moto: la <strong>GSX-R1000</strong> per chi continua ad apprezzare la semplicità (e il prezzo) della moto che hanno sempre conosciuto, e la <strong>GSX-R1000R</strong> per i più corsaioli e raffinati. Suzuki infatti ha deciso di seguire la strada di alcune case, proponendo un modello veramente corsaiolo con alcune accortezze davvero di rilievo; motore e telaio sono gli stessi, cambiano alcune cose a livello di sospensioni ed elettronica.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto ha avuto un pesante aggiornamento di motore il quale è stato riposizionato nel telaio variando sensibilmente la distribuzione dei pesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63293" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-10_151533.png" alt="2016-10-10_151533" width="799" height="384" title="Nuova Suzuki GSX-R1000 e GSX-R1000R 753" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151533.png 799w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151533-768x369.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151533-300x144.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151533-696x334.png 696w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /> Ora la potenza è passata dai 185 cv attuali ai 202 cv del modello nuovo, con il picco di potenza a 13.200 giri/min ma con la possibilità di portare il contagiri a quota 14.500. Semplicemente impressionante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto grazie alle nuove misure di alesaggio e corsa, passate da 74.5 x 57.3 mm a 76.0 x 55.1 mm, il nuovo sistema di distribuzione che sfrutta bilanceri a dito al posto dei &#8220;bicchieri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="result_box" class="" lang="it"><span class="">Nuovi anche i corpi farfallati comandati dal sistema Ride-by-wire, 19 mm più corti, più semplici, più leggeri e più compatti rispetto a corpi farfallati del modello precedente, con un maggiore alesaggio (46 mm contro 44 millimetri). I nuovi corpi farfallati hanno ciascuno una singola valvola a farfalla controllata da una gestione avanzata elettronica del motore e i cilindri sono alimentati da due iniettori a 10 fori per nebulizzare il più possibile il carburante. Un iniettore è montato ad un angolo acuto nel corpo farfallato e funziona ogni volta che il motore è acceso; il secondo ineittore, anche noto come un iniettore Top Flux (TFI), è montato in cima all&#8217;airbox ed entra in funzioni ad alti regimi.</span><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63291" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-10_151432.png" alt="2016-10-10_151432" width="800" height="454" title="Nuova Suzuki GSX-R1000 e GSX-R1000R 754" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151432.png 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151432-768x436.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151432-300x170.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151432-696x395.png 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Il nuovo motore della GSX-R1000 sfrutta anche un sistema di distribuzione a fasatura variabile montato sull&#8217;asse a camme che aziona le valvole di aspirazione. Il Suzuki Racing VVT (SR-VVT) funziona grazie alla forza centrifuga: il sistema è integrato nel pignone della camma di aspirazione ed una piastra di guida adiacente, e utilizza 12 sfere d&#8217;acciaio e scanalature oblique per ritardare di un determinato intervallo il funzionamento dell&#8217;albero di aspirazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63292" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-10_151456.png" alt="2016-10-10_151456" width="800" height="251" title="Nuova Suzuki GSX-R1000 e GSX-R1000R 755" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151456.png 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151456-768x241.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151456-300x94.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151456-696x218.png 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La gestione elettronica è lasciato ad una centralina a 32Bit che legge posizione della farfalla, la posizione dell&#8217;albero motore e giri motore, la marcia inserita, la velocità della ruota anteriore e posteriore, la posizione della piattaforma inerziale (IMU) e il contenuto di ossigeno nello scarico. Il sistema, quindi, regola i tempi di accensione, regola l&#8217;apertura delle farfalle, regola la quantità di carburante iniettato per lavorare con il sistema di controllo della trazione, massimizzare la velocità della carica di aspirazione, e produrre una combustione efficiente e completa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è un controllo della trazione efficace e una risposta del gas più lineare, con più potenza, più coppia e riduzione delle emissioni a tutti i regimi. La moto permette di regolare il Traction Control su 10 livelli differenti che agiranno sui diversi parametri che arriveranno al &#8220;cervellone&#8221;: inclinazione della moto, apertura farfalle, trasferimenti di carico e imbardata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63294" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-10_151632.png" alt="2016-10-10_151632" width="799" height="323" title="Nuova Suzuki GSX-R1000 e GSX-R1000R 756" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151632.png 799w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151632-768x310.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151632-300x121.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151632-696x281.png 696w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La differenza tra la versione R e la versione normale sta in alcuni accorgimenti: sulla GSX-R1000R sarà possibile avere il launch control e il quick shift anche in downshift, quindi potremmo sfruttare il cambio elettronico anche in scalata.</p>
<p style="text-align: justify;">Le differenze poi passano alle sospensioni, sempre Showa ultraregolabili, ma molto più raffinato con il sistema &#8220;Balance Free&#8221; che fa passare l&#8217;olio in circuiti esterni senza il bisogno delle lamelle sopra e sotto lo stelo. Stessa cosa per il mono.</p>
<p style="text-align: justify;">Novità per i freni che all&#8217;anteriore sono Brembo, con due dischi da 320mm, mentre al posteriore troviamo un disco Nissin da 220mm.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i dati tecnici della nuova GSX-R1000 e GSX-R1000R:</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63295" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-10_151819.png" alt="2016-10-10_151819" width="440" height="909" title="Nuova Suzuki GSX-R1000 e GSX-R1000R 757" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151819.png 440w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-10_151819-300x620.png 300w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /></p>
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		<title>BMW rinnova la S 1000 RR, S 1000 R e S 1000 XR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2016 13:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[bmw s1000rr]]></category>
		<category><![CDATA[s1000rr]]></category>
		<category><![CDATA[S1000XR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La BMW ha rinnovato i suoi modelli che hanno come cuore il propulsore 4 cilindri nato per la Supersportiva S 1000 RR e poi passato alla S 1000 R e S 1000 XR. BMW S1000RR Da quando BMW Motorrad ha presentato nel 2009 la S 1000 RR, la prima supersportiva a quattro cilindri made by [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63241" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-06_154654.png" alt="2016-10-06_154654" width="866" height="373" title="BMW rinnova la S 1000 RR, S 1000 R e S 1000 XR 762" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_154654.png 866w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_154654-768x331.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_154654-300x129.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_154654-696x300.png 696w" sizes="(max-width: 866px) 100vw, 866px" />La BMW ha rinnovato i suoi modelli che hanno come cuore il propulsore 4 cilindri nato per la Supersportiva <strong>S 1000 RR</strong> e poi passato alla <strong>S 1000 R</strong> e <strong>S 1000 XR</strong>.</p>
<p><strong>BMW S1000RR</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da quando BMW Motorrad ha presentato nel 2009 la S 1000 RR, la prima supersportiva a quattro cilindri made by BMW Motorrad, la “doppia R” ha marcato profondamente il segmento di appartenenza. Lo sviluppo costante e coerente assicura da allora alla RR la pole position nel comparto delle superbike con omologazione stradale. Per il model year 2017 gli ingegneri BMW Motorrad sono riusciti a ottimizzare nuovamente la supersportiva già quasi perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quattro cilindri in linea da 999 cm3 è stato rivisitato, così da soddisfare le disposizioni della classe antinquinamento Euro 4. La potenza di picco è rimasta invariata a 146 kW (199 CV) a 13 500 g/min e la coppia massima di 113 Nm viene raggiunta a 10 500 g/min. Per garantire la massima guidabilità, la nuova RR offre un ampio campo di regime utile e quasi tutta la coppia massima è richiamabile nell’arco di regime tra 9 500 (112 Nm) e 12 000 g/min (113 Nm).</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova RR è dotata di serie delle tre modalità di guida “Rain”,“Sport” e “Race” e del Race-ABS semintegrale. Le novità nell’equipaggiamento di serie sono il controllo della trazione DTC con sensore della posizione inclinata e regolazione di precisione in +/- sette livelli che garantisce la massima performance e sicurezza nelle accelerazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Analogamente al passato, l’optional “Modalità di guida Pro” della nuova RR offre al guidatore le due modalità di guida supplementari “Slick” e “User”, inoltre il Launch Control che supporta attivamente il pilota nelle partenze da corsa. Il Pit-Lane-Limiter configurabile consente di rispettare la velocità massima nella corsia dei box.</p>
<p style="text-align: justify;">Un componente nuovo dell’optional “Modalità di guida Pro” è ABS Pro. Già i sistemi attuali di ABS di BMW Motorrad provvedono a un livello di sicurezza molto alto nelle frenate in rettilineo; adesso, ABS Pro compie un ulteriore passo, offrendo un livello di sicurezza superiore anche nelle frenate in curva. ABS Pro (disponibile nelle modalità Rain, Sport e Race) è in grado di evitare il bloccaggio delle ruote anche quando il freno viene attivato velocemente, riducendo le variazioni improvvise di forza di sterzo, soprattutto nelle frenate di emergenza, e così il rischio di sollevamento della motocicletta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63242" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-06_155147.png" alt="2016-10-06_155147" width="584" height="334" title="BMW rinnova la S 1000 RR, S 1000 R e S 1000 XR 763" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_155147.png 584w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_155147-300x172.png 300w" sizes="(max-width: 584px) 100vw, 584px" />BMW S1000R</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell’autunno del 2013, BMW Motorrad ha presentato la S 1000 R, una dinamica Roadster sviluppata sulla base della supersportiva S 1000 RR. Grazie al concetto equilibrato, composto da una potenza elevata, un peso basso e Race-ABS, ASC e modalità di guida di serie, il modello ha definito dei parametri di riferimento nuovi nel segmento delle Roadster. Da allora, la S 1000 R con il suo affascinante mix di emozionante stile Roadster e dinamica di guida supersportiva ha conquistato numerosi fan. BMW Motorrad ha affilato ulteriormente l’innovativa naked bike in numerosi punti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nuova S 1000 R è stato montato l’affidabile motore quattro cilindri in linea da 999 cm3. Nonostante l’introduzione di tutti gli aggiornamenti per essere conforme alla norna Euro 4, la nuova S 1000 R da 121 kW / 165 CV offre adesso a 11 000 g/min (finora: 118 kW / 160 CV a 11 000 g/min) 3 kW / 5 CV di potenza in più e un peso inferiore di 2 kg (in passato peso a vuoto DIN 207 kg, nuovo peso a vuoto DIN 205 kg). Il peso massimo ammissibile è sempre di 407 kg, così da permettere un aumento del carico di 2 kg.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ambito della rivisitazione del propulsore sono stati ottimizzati anche il suono dell’aspirazione e del terminale di scarico. In combinazione con il terminale di scarico di serie in titanio HP, la nuova S 1000 R fornisce una sonorità ancora più potente, rispettando contemporaneamente la norma di omologazione ECE R41-04.</p>
<p style="text-align: justify;">Per offrire l’adattamento ottimale alle richieste personali del guidatore, la nuova S 1000 R comprende già nella versione di serie due modalità di guida e ASC (Automatic Stability Control). Le modalità di guida “Rain” e “Road” permettono di adattare la S 1000 R alle condizioni del fondo stradale a livello di cessione di potenza e di coppia e di comportamento di regolazione di Race-ABS e ASC. Questo provvede a un importante aumento della sicurezza, soprattutto quando variano le proprietà del fondo stradale. Il Controllo dinamico della stabilità DTC (Dynamic Traction Control) è sempre ordinabile come optional ex fabbrica. Il sistema DTC dispone anche del sensore di posizione inclinata, noto dalla RR, offrendo attualmente lo stato tecnico di equipaggiamento di serie più sofisticato per aumentare la sicurezza di guida e il dinamismo nelle fasi di accelerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una novità offerta nell’ambito dell’optional “Modalità di guida Pro”, che comprende le due ulteriori modalità di guida “Dynamic” e “User”, configurabile dal guidatore, è ABS Pro che funziona in dipendenza della posizione inclinata della moto. Mentre finora i sistemi ABS di BMW Motorrad provvedevano a un altissimo livello di sicurezza nelle frenate in rettilineo, ABS Pro offre un grado di sicurezza superiore anche nelle frenate in curva. Il sistema previene il bloccaggio delle ruote, riducendo le variazioni improvvise della forza di sterzo, soprattutto nelle frenate di emergenza, e così il sollevamento della motocicletta.</p>
<p style="text-align: justify;">L’alto numero di funzionalità dell’optional “Modalità di guida Pro” viene completato da Launch Control che supporta attivamente il pilota nelle partenze da corsa e dal Pit-Lane-Limiter programmabile, che aiuta a rispettare i limiti di velocità nella corsia dei box.</p>
<p style="text-align: justify;">Analogamente alla RR e alla XR, anche per la nuova S 1000 R è ordinabile il nuovo cambio elettro assistito HP Pro. Il sistema consente di salire di marcia senza attivare la frizione, così da potere accelerare quasi senza alcuna interruzione della forza di trazione. Inoltre, il cambio elettro assistito HP Pro permette anche di scalare le marce senza usare la frizione. Il risultato sono delle cambiate veloci; l’uso della frizione viene ridotto al minimo e diminuiscono notevolmente gli influssi indesiderati di cambio di carico sulla ruota posteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nella sua versione di serie la nuova S 1000 R tiene conto della richiesta di molti piloti di disporre del cosiddetto “cambio rovesciato” per l’uso sul circuito, con la prima in alto e i rapporti dalla seconda alla sesta in basso. Una sede supplementare vicino alla leva del cambio per la tiranteria consente di eseguire la modifica in tempi brevissimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BMW S1000XR</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con il lancio della BMW S 1000 XR nell’autunno del 2014, BMW Motorrad ha fornito un’interpretazione nuova e indipendente di utilizzo, dallo sport al turismo, aggiungendo una buona dose di carica emotiva. Era nata l’Adventure Sport, una sintesi affascinante di tecnica innovativa, performance e sicurezza, completata dalle dinamiche qualità di un modello Touring, che offriva prestazioni sportive, un elevato comfort e un utilizzo giornaliero perfetto. Per il model year 2017 sono state introdotte una serie di modifiche anche nella S 1000 XR.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nuova S 1000 XR BMW Motorrad presenta il quattro cilindri in linea da 999 cm3 non solo adattato alle disposizioni della norma antinquinamento Euro 4, ma contemporaneamente con una potenza superiore. Con una potenza di 121 kW / 165 CV a 11 000 g/min (finora: 118 kW / 160 CV a 11 000 g/min) il valore è aumentato di 3 kW / 5 CV.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nuova S 1000 R degli elementi isolanti più leggeri sul manubrio bloccano con efficacia la trasmissione delle sottilissime vibrazioni alle estremità.<br />
Ma il guidatore dell’ultima edizione della S 1000 XR trae profitto dalle numerose innovazioni anche nei viaggi più lunghi e in vacanza: il peso totale ammesso è salito di 10 chilogrammi da 434 a 444 chilogrammi, così da disporre di un aumento del carico di 10 chilogrammi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63243" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-06_155547.png" alt="2016-10-06_155547" width="660" height="881" title="BMW rinnova la S 1000 RR, S 1000 R e S 1000 XR 764" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_155547.png 660w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_155547-300x400.png 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /> <img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63244" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2016-10-06_155627.png" alt="2016-10-06_155627" width="659" height="840" title="BMW rinnova la S 1000 RR, S 1000 R e S 1000 XR 765" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_155627.png 659w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2016-10-06_155627-300x382.png 300w" sizes="(max-width: 659px) 100vw, 659px" /></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Honda CBR 1000RR 2017, ecco le differenze tra SP1 ed SP2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 15:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Honda corre ai ripari, presentando ben 2 diverse versioni della nuova supersportiva CBR 1000RR, erede della dinastia Fireblade. Ma quali sono le reali differenze tra la versione racing (SP2) e la più adatta all&#8217; utilizzo stradale Sp1? Come ci si poteva facilmente aspettare, uno degli aspetti migliorati dalla versione standard è senza dubbio il peso. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2016/10/05/honda-cbr-1000rr-2017-le-differenze-sp1-ed-sp2/">Honda CBR 1000RR 2017, ecco le differenze tra SP1 ed SP2</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Honda corre ai ripari, presentando ben <strong>2</strong> diverse <strong>versioni</strong> della nuova supersportiva CBR 1000RR, erede della dinastia Fireblade.<br />
Ma quali sono le reali <strong>differenze tra la versione racing (SP2) e la più adatta all&#8217; utilizzo stradale Sp1?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-63215" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/BeFunky-Collage.jpg" alt="befunky-collage" width="4000" height="1719" title="Honda CBR 1000RR 2017, ecco le differenze tra SP1 ed SP2 770" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/BeFunky-Collage.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/BeFunky-Collage-1024x441.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/BeFunky-Collage-768x331.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/BeFunky-Collage-300x129.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/BeFunky-Collage-696x300.jpg 696w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p style="text-align: justify">Come ci si poteva facilmente aspettare, uno degli <strong>aspetti migliorati</strong> dalla versione standard è senza dubbio il <strong>peso</strong>. Per contenere la massa della sportiva, fortemente influenzata dalle sempre più stringenti normative ambientali (Euro 4), in Honda hanno deciso di affidarsi ad un partner esclusivo per la i cerchi, collaborando con <strong>Marchesini</strong>, i quali <strong>cerchi</strong> equipaggiano la <strong>SP2</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Anche il<strong> motore</strong>, però, è rivisto rispetto alla prorpia versione base. Più precisamente, <strong>valvole e camera di combustione</strong> sono volti ad un utilizzo racing, così come i pistoni, trattati con un apposita lavorazione.<br />
Ad ogni modo, la misura dell&#8217; alesaggio è la medesima per entrambe le versioni.</p>
<p style="text-align: justify">Altre differenze consistono in impostazioni esclusive per quanto riguarda i settaggi elettronici della SP2 ed un apposito <strong>Kit Racing HRC</strong> costituito da numerosi componenti volti ad un utilizzo tra i cordoli.</p>
<p style="text-align: justify">La SP2 è inoltre distinguibile per la <strong>speciale livrea</strong> e l&#8217; accento dorato sotto ai loghi &#8220;CBR Fireblade&#8221; ed &#8220;Honda&#8221;.<br />
La versione Racing costituirà la base di partenza per la moto che parteciperà al mondiale FIM <strong>Superbike 2017</strong> con <strong>Nicky Hayden e Stefan Bradl</strong>. L&#8217;americano ha dimostrato di aver già preso il primo contatto con la nuova Fireblade in versione SP1 nel video sottostante, il quale elenca anche i principali aspetti della nuova supersport giapponese.<code class="language-markup"><br />
</code></p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="Mg0CdNj6_lo"><iframe loading="lazy" title="Nickey Hayden with Honda CBR1000RR SP  &amp;apos;Total Control&amp;apos;" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/Mg0CdNj6_lo?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: justify">Anche la attuale <strong>Sp1</strong> rappresenterebbe comunque una buona <strong>base</strong> per le <strong>competizioni</strong>, rispetto all&#8217; attuale CBR 1000RR SP, che in questa stagione ha centrato una vittoria con Hayden a Sepang nel mondiale delle derivate di serie.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217; elettronica sembra finalmente all&#8217; altezza della concorrenza, con <strong>ABS, Rear Lift Control (impedisce sollevamenti del posteriore in staccata),  Traction Control, sospensioni elettroniche Öhlins, tutti gestiti da una piattaforma inerziale a 5 assi. (HSTC)</strong></p>
<p style="text-align: justify">Molto probabilmente, però, il modello che gareggerà nei vari campionati nazionali e mondiali, farà a meno delle sospensioni elettroniche, per convertirsi ad un più funzionale sistema tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3 diverse mappature</strong> completamente personalizzabili <strong>(Street, Circuit, Mechanic</strong>) ed un nuovissimo schermo TFT in stile MotoGP completano il comparto elettronica, dimostrando di fatto un salto in avanti rispetto alla più analogica &#8220;vecchia&#8221; Fireblade.</p>
<p style="text-align: justify">Resta invece il fedele 4 in linea, &#8220;pompato&#8221; con ben<strong> 11 CV in più</strong> e raggiungendo i 192 CV a 13.000 giri, implementato da Quickshifter (anche in scalata), acceleratore ride by wire, ed una nuova frizione antisaltellamento.</p>
<p style="text-align: justify">In fondo, <strong>192 CV per 195 KG (per la SP1)</strong>, non sono numeri da poco, ma bisogna capire a che punto si possa pensare di collocare la nuvoa arrivata in casa Honda rispetto all&#8217; agguerrita concorrenza costituita al momento da Aprilia, BMW e dalla <a href="https://www.giornalemotori.com/2016/10/04/intermot-kawasaki-2017-foto-ed-info/">ZX-10R Ninja Kawasaki</a> di cui abbiamo parlato ieri.</p>
<p><span style="color: #ff0000"><em>Scheda Tecnica Honda CBR 1000RR SP1 &#8211; 2017</em></span></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-63216 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/1.png" alt="1" width="729" height="680" title="Honda CBR 1000RR 2017, ecco le differenze tra SP1 ed SP2 771" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/1.png 729w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/1-300x280.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/1-696x649.png 696w" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" /></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-63217 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/2-1.png" alt="2" width="732" height="683" title="Honda CBR 1000RR 2017, ecco le differenze tra SP1 ed SP2 772" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2-1.png 732w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2-1-300x280.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/2-1-696x649.png 696w" sizes="(max-width: 732px) 100vw, 732px" /> <img decoding="async" class="size-full wp-image-63218 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/3.png" alt="3" width="728" height="481" title="Honda CBR 1000RR 2017, ecco le differenze tra SP1 ed SP2 773" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/3.png 728w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/3-300x198.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/3-696x460.png 696w" sizes="(max-width: 728px) 100vw, 728px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intermot &#8211; Kawasaki 2017 &#8211; FOTO ed info</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 16:28:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[my 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intermot ha portato una ventata di novità nella scena motociclistica mondiale, concentrandosi soprattutto sulla categoria delle sueprsportive. Ecco una lista delle novità più interessanti portate da Kawasaki , seguita dalle prime immagini rese disponibili direttamente dalle case produttrici. Kawasaki Ninja Zx-10R :  Serie speciale per facilitare l&#8217;utilizzo nelle competizioni Cerchi Marchesini Racing 7 razze Pirelli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="wp-image-63202 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/coll.jpg" alt="coll" width="642" height="498" title="Intermot - Kawasaki 2017 - FOTO ed info 779" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/coll.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/coll-1024x795.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/coll-768x596.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/coll-300x233.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/coll-696x540.jpg 696w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Intermot</strong> ha portato una ventata di novità nella scena motociclistica mondiale, concentrandosi soprattutto sulla categoria delle <strong>sueprsportive</strong>.<br />
Ecco una lista delle novità più interessanti portate da <strong>Kawasaki</strong> , seguita dalle prime immagini rese disponibili direttamente dalle case produttrici.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Kawasaki Ninja Zx-10R : </em></p>
<ul style="text-align: justify">
<li>Serie speciale per facilitare l&#8217;utilizzo nelle competizioni</li>
<li>Cerchi Marchesini Racing 7 razze</li>
<li>Pirelli Diablo Supercorsa SP</li>
<li>Kawasaki Quickshifter (KQS)</li>
<li>Aggiornamento della versione MY 2016</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-63203" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/17ZX1000Z_201BK1DRF00D_C.jpg" alt="17zx1000z_201bk1drf00d_c" width="1000" height="750" title="Intermot - Kawasaki 2017 - FOTO ed info 780" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000Z_201BK1DRF00D_C.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000Z_201BK1DRF00D_C-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000Z_201BK1DRF00D_C-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000Z_201BK1DRF00D_C-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000Z_201BK1DRF00D_C-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="text-align: justify"><em>Kawasaki H2 Carbon</em></p>
<ul style="text-align: justify">
<li>Colorazione Carbon ispirata alla Kawasaki H2R</li>
<li>Serie limitata di sole 120 unità</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-63204" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/Ninja-H2-Carbon-RF.jpg" alt="ninja-h2-carbon-rf" width="1200" height="900" title="Intermot - Kawasaki 2017 - FOTO ed info 781" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-H2-Carbon-RF.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-H2-Carbon-RF-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-H2-Carbon-RF-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-H2-Carbon-RF-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-H2-Carbon-RF-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-H2-Carbon-RF-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p style="text-align: justify"><em>Kawasaki Z1000SX</em></p>
<ul style="text-align: justify">
<li>Piattforma IMU per controlli elettronici (trazione, ABS)</li>
<li>6 riding modes</li>
<li>linea rivisitata in modo piuttosto influente</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-63205" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/17ZX1000W_40RGN1DRF00D_C.jpg" alt="17zx1000w_40rgn1drf00d_c" width="1000" height="750" title="Intermot - Kawasaki 2017 - FOTO ed info 782" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000W_40RGN1DRF00D_C.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000W_40RGN1DRF00D_C-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000W_40RGN1DRF00D_C-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000W_40RGN1DRF00D_C-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/17ZX1000W_40RGN1DRF00D_C-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="text-align: justify"><em>Kawasaki Ninja 650</em></p>
<ul style="text-align: justify">
<li>Punto di partenza ? Piattaforma ER-6</li>
<li>Manubri rialzati</li>
<li>Consumi contenuti</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-63206" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/10/Ninja-650.jpg" alt="ninja-650" width="2000" height="1500" title="Intermot - Kawasaki 2017 - FOTO ed info 783" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-650.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-650-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-650-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-650-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-650-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/10/Ninja-650-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p style="text-align: justify"><em>Nicolò Modena</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2016/09/29/test-zero-motorcycles-fxs-my2016/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=test-zero-motorcycles-fxs-my2016</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 12:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[electric]]></category>
		<category><![CDATA[fxs]]></category>
		<category><![CDATA[fxs my 2016]]></category>
		<category><![CDATA[motard]]></category>
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		<category><![CDATA[zero fxs]]></category>
		<category><![CDATA[zero fxs test]]></category>
		<category><![CDATA[zero motorcycles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ammetto che è stato difficile per me, cresciuto a pane e 2 tempi, cedere alla tentazione del provare una moto completamente elettrica. Col senno di poi, sono sempre più convinto del fatto che non si possano giudicare cose senza nemmeno provarle. Per ovviare il problema, Zero Motorcycles, la cui sede europea è ad Alkmaar (Paesi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ammetto che è stato difficile per me, cresciuto a pane e 2 tempi, cedere alla tentazione del provare una moto completamente elettrica. Col senno di poi, sono sempre più convinto del fatto che non si possano giudicare cose senza nemmeno provarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ovviare il problema,<strong> Zero Motorcycles</strong>, la cui sede europea è ad Alkmaar (Paesi Bassi) ci ha recapitato una Zero FXS MY 2016, che abbiamo avuto interamente a nostra disposizione per più di 2 settimane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marchio americano, di cui <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/11/27/zero-motorcycles-presenta-la-gamma-2016-ad-eicma/">abbiamo già parlato qui</a> , è praticamente l’unico costruttore momentaneamente presente sul mercato dell’ elettrico con produzione in scala ed un range di modelli diversificati e dal prezzo relativamente accessibile. Da una piccola start-up <strong>creata nel 2006</strong>, Zero Motorcycles è giunta a festeggiare il proprio decimo anniversario nel corso del 2016, occupando più di 150 dipendenti e risultando una realtà consolidata e conosciuta a livello mondiale, anche per l’estesa rete di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span style="color: #0000ff;">Aspetto e Sensazioni</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A primo impatto la FXS si presenta come un <strong>motard vero e proprio</strong>, snello e slanciato. Un po’ lungo il codino, mentre l’ assenza di ingombro del serbatoio è compensata dalla carenatura avvolgente il pacco batterie, il quale dunque è posizionato proprio dove si troverebbe il motore per una motocicletta termica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="875" height="552" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/1.png" alt="1" class="wp-image-63023" title="Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare 784" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/1.png 875w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/1-768x484.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/1-300x189.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/1-696x439.png 696w" sizes="(max-width: 875px) 100vw, 875px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le<strong> finiture</strong> sono <strong>piuttosto spartane</strong>, in generale la qualità dei dettagli e delle plastiche è incentrata più sulla funzionalità, che sull’ accuratezza estetica. Il design del faro anteriore è semplice ma efficace, con due classici bulbi tondeggianti. In generale, la qualità percepita è comunque accettabile, soprattutto ricordando che si tratta di un motard, e che dunque non abbia bisogno di particolari accuratezze stilistiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>cruscotto</strong> è ovviamente elettronico e retroilluminato di un blu acceso, inoltre offre <strong>ampie possibilità di personalizzazione</strong> tramite la APP Zero Motorcycles, di cui avremo modo di trattare approfonditamente in seguito. Le informazioni raffigurate sullo schermo sono molteplici e spaziano dalla classica velocità, alle utili indicazioni riguardo al rigenero della batteria.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="331" height="563" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/2.png" alt="2" class="wp-image-63024" title="Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare 785" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2.png 331w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2-300x510.png 300w" sizes="(max-width: 331px) 100vw, 331px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>posizione di guida</strong> è prettamente <strong>motardistica</strong>, senza tanti compromessi. Ciononstante, un eventuale passeggero non è eccessivamente scomodo, se per brevi tratte (si tratta pur sempre di un supermotard, no?). I 134 kg non sono eccessivi, considerando anche che le batterie non sono propriamente tra la componentistica più leggera in assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span style="color: #0000ff;">Motore</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il discorso relativo al motore è un punto molto delicato. Facile trovare spunti favorevoli ed allo stesso tempo caratteristiche assolutamente incompatibili con i propri gusti. Inizialmente, è stato piuttosto difficile abituarsi alla totale assenza di sound, forse anche perchè il precedente test di Giornalemotori è stato con l’esuberante<a href="https://www.giornalemotori.com/2016/08/05/test-suzuki-gsr-750-sp-la-media-definitiva-ed-umana/"> GSR 750 SP by Yoshimura</a>; saranno contenti i vicini di casa…</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’assenza di un motore termico, non così semplice da digerire soprattutto per le “vecchie” generazioni di smanettoni, porta con sè anche numerose migliorie per la guida. Dimenticatevi fastidiose vibrazioni, ma soprattutto dimenticatevi l’assenza di <strong>coppia</strong>: la FXS ne ha <strong>a volontà</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Onestamente mi sarei aspettato un effetto on-off molto marcato, tipico di altri mezzi elettrici provati in precedenza, invece il <strong>comando gas</strong> della FXS è <strong>perfettamente tarato</strong> e dimostra <strong>grande linearità</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="896" height="472" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/3.png" alt="3" class="wp-image-63025" title="Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare 786" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/3.png 896w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/3-768x405.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/3-300x158.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/3-696x367.png 696w" sizes="(max-width: 896px) 100vw, 896px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso la propria cartella stampa, Zero definisce la FXS come <strong>“supermoto sotto steroidi”</strong> e non ha proprio tutti i torti; i 95 Nm di coppia sono la cosa più sorprendente che ci si potesse aspettare, con uno scatto da <strong>0 a 100</strong> km/h in <strong>poco più di 3 secondi</strong> la “piccola” americana è in grado di seminare il panico al semaforo, lasciando indietro motociclette con molti più cavalli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Come probabilmente già saprete, una caratteristica chiave dei motori elettrici, di cui <a href="https://www.giornalemotori.com/2016/08/31/best-engine-motori-ad-induzione-48v-futuro-della-trazione-elettrica/"><strong>ci siamo occupati anche qui</strong></a>, è la disponibilità di coppia a da subito, che di conseguenza li rende praticamente imbattibili in accelerazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo “Z-force”, nome del motore che spinge la FXS, nonostante i “soli” <strong>44cv (33 kw)</strong> è quindi in grado di sorprendere anche i motociclisti più esperti, essendo inoltre adatto ai neofiti, in quanto rientra perfettamente nel limite di 35 kw imposti dalla <strong>patente A2</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La FXS prevede la possibilità di intercambiare tra<strong> 3 distinte mappature</strong> con facilità, grazie alla presenza del tasto ”Mode” sul blocchetto destro del manubrio. Si può cambiare mappatura anche mentre si sta circolando, e le mappature trasformano letteralmente la moto in 3 diversi modelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In versione <strong>“ECO”</strong>, la Zero resta più contenuta, eroga meno coppia e raggiunge una velocità massima inferiore. Ciò permette di aumentare il range di chilometri percorribili con una ricarica, senza comunque sacrificare troppo la spinta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella modalità <strong>“SPORT”</strong>, invece, la FXS si trasforma invece in un silenziosissimo motard dall’ accelerazione fulminea e dalla top speed di oltre 130 km/h. Altrettanto fulminea, però, è la discesa della percentuale di ricarica, data anche la quasi totale assenza di freno motore (“engine regen”) in questa modalità.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="732" height="613" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/4.png" alt="4" class="wp-image-63026" title="Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare 787" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/4.png 732w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/4-300x251.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/4-696x583.png 696w" sizes="(max-width: 732px) 100vw, 732px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come precedentemente anticipato, la personalizzazione della FXS è fortemente incentivata, soprattutto grazie all’ <strong>applicazione “Zero Motorcycles”</strong> disponibile gratuitamente da Apple Store e Play Store. Tramite l’ app, si possono infatti regolare (<strong>tramite Bluetooh</strong>) con un tocco i valori di velocità massima in mappatura “ECO”, oltre a personalizzare interamente la terza ed ultima mappatura disponibile, ovvero la <strong>“CUSTOM”</strong>.&nbsp; La personalizzazione include i valori di velocità massima, percentuale di coppia a disposizione, ma soprattutto l’ impostazione dei valori di “Engine&nbsp; regen” e “Brake regen”. Questi ultimi termini si potrebbero associare nella comune denominazione di freno motore, e permettono &nbsp;di rivoluzionare modalità di guida ed allo stesso tempo la durata della carica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>tasto dolente</strong> della FXS rimane però l’ <strong>autonomia</strong> : se si <strong>spinge seriamente</strong>, si fatica ad arrivare ai <strong>65 km</strong> di percorrenza. A testimonianza del fatto che ci sia ancora da investire in questo campo, va considerato inoltre che i <strong>tempi per una ricarica completa si aggirano attorno alle 8 ore</strong>. Attualmente, la FXS non è infatti provvista dell’ accessorio per ricarica rapida alle colonnine (e deve essere dunque ricaricata in casa con un comune attacco 220 V), a differenza di altri modelli della gamma Zero Motorcycles. &nbsp;Ad ogni modo, “giocando” con le varie mappature ed impostazioni di recupero energia tramite il freno motore, il chilometraggio percorribile con un’ unica ricarica può anche sforare gli 80 km, considerando inoltre come pendenza e velocità sostenuta diminuiscano la durata del pacco batterie in generale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="408" height="605" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/5.png" alt="5" class="wp-image-63027" title="Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare 788" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/5.png 408w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/5-300x445.png 300w" sizes="(max-width: 408px) 100vw, 408px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la <strong>temperatura del motore</strong> rappresenta un <strong>bel problema</strong> per la FXS: guidando allegramente (soprattutto in salita), la temperatura schizza a valori superiori a 130°, tagliando potenza e costringendo il pilota a rallentare e riportare a regimi idonei i valori. Sebbene siano presenti delle incanalature per il raffreddamento ad aria, quest’ ultima non sembra influire minimamente sui tempi di raffreddamento, che tutto sommato non sono però lunghissimi. Il vero problema consiste quindi nella velocità alla quale viene raggiunto il surriscaldamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un lato assolutamente positivo è invece costituito dal <strong>risparmio su carburante e manutenzione</strong>: per una ricarica completa, è infatti sufficiente solo una decina di centesimi di euro, ed il <strong>motore è garantito</strong> dalla casa americana per <strong>5 anni ed 80.000 km</strong>. Ad ogni modo, la manutenzione ordinaria è nulla, ed il chilometraggio massimo raggiungibile con un motore è superiore ai 300.000 km.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span style="color: #0000ff;">Sospensioni ed impianto frenante</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come riferito inizialmente, la FXS è un vero e proprio supermotard anche per quanto riguarda l’ impostazione di guida. Il <strong>forcellone</strong> è molto<strong> racing</strong> ed in generale la componentistica sembra ben proporzionata ed adatta alle caratteristiche del mezzo in questione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="885" height="605" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/6.png" alt="6" class="wp-image-63028" title="Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare 789" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/6.png 885w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/6-768x525.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/6-300x205.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/6-696x476.png 696w" sizes="(max-width: 885px) 100vw, 885px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comparto ciclistico è composto anteriormente da una <strong>forcella Showa da 41mm</strong>, <strong>completamente regolabile</strong> (precarico, compressione, estensione) e trasmette abbastanza sicurezza anche nella guida sportiva. Spingendo su strada, risulta quasi più semplice chiudere l’anteriore, che il posteriore, forse anche per le misure atipiche degli pneumatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il monoammortizzatore è anch’ esso fornito da Showa e regolabile in ogni aspetto; &nbsp;generalmente il set up predefinito &nbsp;inizialmente è abbastanza rigido.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il telaio assume una conformazione anomala, poiché deve essere in grado di avvolgere completamente l’intero ingombrante pacco batterie, ma tutto sommato non rende evidenti differenze rispetto a soluzioni tradizionalmente adottate.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="471" height="353" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/7-2.png" alt="7-2" class="wp-image-63029" title="Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare 790" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/7-2.png 471w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/7-2-300x225.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/7-2-265x198.png 265w" sizes="(max-width: 471px) 100vw, 471px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ <strong>impianto frenante J. Juan</strong>, si rivela una piacevole sorpresa : il disco singolo da 320mm anteriore (pinza doppio pistoncino) e quello da 240mm al posteriore (pinza singolo pistoncino) sono mordenti ed allo stesso tempo modulabili. E’ importante riuscire a gestire i freni per evitare brusche inchiodate; l’ assenza di un vero e proprio freno motore altera infatti il comportamento da tenere in fase di frenata, anche se dopo un po’ ci si abitua senza particolari problemi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="911" height="610" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/8.png" alt="8" class="wp-image-63030" title="Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare 791" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/8.png 911w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/8-768x514.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/8-300x201.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/8-696x466.png 696w" sizes="(max-width: 911px) 100vw, 911px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ <strong>ABS Bosch</strong> è invece assolutamente<strong> troppo invasivo</strong>: su un supermotard non comprendo infatti l’ esigenza di installare un impianto tanto invasivo, il quale allunga parecchio la percorrenza in frenata&nbsp; ed ha tempi di intervento non fulminei. Per fortuna è <strong>possibile disinserire l’ABS</strong> agevolmente; basta infatti tenere premuti i pulsanti ADJ (cruscotto) e MODE (blocchetto sx) all’ accensione e contemporaneamente avere il cavalletto giù, per poter disattivare l’ impianto fino al successivo spegnimento della motocicletta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>gommatura di serie</strong> per la Zero FXS è costituita da una coppia di <strong>Pirelli Diablo Rosso II</strong> nelle misure 110 anteriore e 140 anteriore. Onestamente non ho mai digerito più di tanto questo modello di peneumatico della casa italiana, e sarei curioso di provare la FXS con l’evoluzione Diablo III, la quale dovrebbe presentare numerose migliorie in termini di rendimento, soprattutto considerando una guida sportiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><span style="color: #0000ff;">Per Chi ? Dove?</span></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si comporterebbe la <strong>FXS in pista ?</strong> Innanzitutto bisognerebbe apportare migliorie al comparto pneumatici, ma anche l’ <strong>eccessivo surriscaldamento</strong> rappresenterebbe sicuramente una caratteristica non positiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scartando l’ <strong>utilizzo autostradale</strong> per gli evidenti<strong> problemi di autonomia</strong>, specialmente a velocità sostenute, l’ habitat della FXS sembrerebbero essere la città ed i suoi dintorni. Ad ogni modo, l’ assoluta silenziosità della Zero potrebbe rappresentare un pericolo nel caotico e concentrato traffico cittadino.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="915" height="587" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/9.png" alt="9" class="wp-image-63031" title="Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare 792" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/9.png 915w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/9-768x493.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/9-300x192.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/9-696x447.png 696w" sizes="(max-width: 915px) 100vw, 915px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensandoci bene, <strong>non consiglierei</strong> la FXS ad un <strong>neofita</strong>, perché la <strong>gestione di gas e freno motore</strong> (riferendomi ai comandi ed alle risposte di un motore termico) sono a mio avviso fondamentali per la comprensione delle dinamiche di guida e, di conseguenza, all’ “evoluzione” del motociclista. Va sottolineato comunque che per via sono <strong>disponibili versioni da 11kw e 20kw</strong> oltre a quella oggetto della prova, omologate anche grazie al favoritismo della legislazione nei confronti delle potenze espresse da mezzi alimentati da motori elettrici. La versione guidabile con patente A1 a soli 16 anni, infatti, dimostra ben più cavalli di quelli espressi formalmente su libretto, ma viene regolarmente omologata nel limite di 11 kw.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>prezzo</strong>, naturalmente, rappresenta inoltre un bell’ ostacolo da scavalcare. Il valore  franco concessionario della versione in prova per Giornalemotori è di ben <strong>12.800 €</strong>, ma provate a pensare quanto a quanto abbiate speso in benzina e manutenzione ordinaria nell’ ultimo paio d’anni…</p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="color: #0000ff;">PRO : Coppia a volontà / Garanzia estesa / Risparmio&nbsp; sostanziale su carburante e manutenzione</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="color: #0000ff;">CONTRO : Autonomia Limitata / Lunghi Tempi di ricarica / ABS invasivo / Prezzo elevato</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nicolò Modena</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Seconda opinione: cosa ne pensa Smeriglio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Arriva la telefonata di Nicolò &#8220;Danny vieni che devi provare una cosa fighissima!&#8221; e io ovviamente come un teenager in tempesta ormonale, sapendo che si parlava di moto, mi sono fiondato da lui (siamo poco distanti, siamo fortunati).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedo un motardino nero, e mi viene dunque presentata la ZERO FXS come moto elettrica, molto divertente, con accelerazione paurosa e questa cosa del non sentire un rumore se non ruote che stridono e freni che lavorano disperati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Monto sulla moto e viste le dimensioni e visto che sono abituato a motori &#8220;classici&#8221; mi aspetto non più di quello che può fare un motard di piccola cilindrata. Vengo smentito al primo semaforo quando per fare il brillante parto a tutto gas e vengo letteralmente catapultato in avanti con la sensazione che le chiappe siano rimaste ferme al semaforo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accelerazione della FXS è semplicemente incredibile e devo dire che ci vuole un po per abituarcisi. Però una volta che si è preso le misure all&#8217;esuberante motore, è veramente troppo divertente lasciare di stucco i vari motociclisti che ti guardano ridacchiando sotto la visiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlando di cose serie, la moto l&#8217;ho trovata decisamente agile, facilissima da condurre e davvero molto divertente. L&#8217;unico neo sono, come detto da Nicolò, i pneumatici che non sembrano dare sempre l&#8217;appoggio che si vuole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dinamicamente devo dire che la moto si può migliorare: in inserimento in curva nella prima fase sembra che la moto voglia proseguire dritta, come se lo sterzo arrivasse a lavorare in ritardo. Probabilmente una geometria di sterzo non perfetta sommata ad una gomma anteriore non proprio efficacissima portano a sentire un pochino di vaghezza sull&#8217;anteriore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il posteriore fa quello che può, anche se avvisa all&#8217;ultimo quando sta mollando la presa sull&#8217;asfalto e quindi bisogna andarci sempre un po col piede leggero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guidata come un motard ci si diverte davvero tanto, ma va veramente &#8220;guidata&#8221; nel senso stretto della parola, correggendo qualche peccato dinamico che la moto commette. Concordo sull&#8217;ABS, davvero molto invasivo senza tra l&#8217;altro avendone il motivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Davvero un peccato per l&#8217;autonomia, io sono arrivato a fare una novantina di km sul misto di montagna, cercando in discesa con la modalità &#8220;Custom&#8221; di recuperare quanta più energia possibile. Speriamo che si arrivi a batterie sempre più performanti per prolungare il divertimento su moto di questo tipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il resto per quanto mi riguarda è impeccabile: il cruscotto è molto chiaro e sempre molto leggibile, e poi per i nerd c&#8217;è veramente da divertirsi con la App che ti permette di regolare tutte le cosette che si vuole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso la moto è davvero ben riuscita, molto solida, robusta, performante con componentistica di buona fattura. Certo, il prezzo è un po altino, ma in linea con le concorrenti del settore e d&#8217;altronde la nuova tecnologia ha, storicamente, un costo iniziale più alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo dirci davvero soddisfatti, ora attendiamo un nuovo modello da provare!!!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2016/09/29/test-zero-motorcycles-fxs-my2016/">Test Zero Motorcycles FXS MY2016: coppia a volontà, autonomia da migliorare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>Norton pronta a svelare una supersportiva V4 1200cc</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2016/08/22/norton-pronta-svelare-supersportiva-v4-1200cc/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=norton-pronta-svelare-supersportiva-v4-1200cc</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2016 17:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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		<category><![CDATA[cameron donald]]></category>
		<category><![CDATA[isle of man tt]]></category>
		<category><![CDATA[norton]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Norton Motorcycle ha confermato che la nuova e tanto attesa sportiva sarà svelata a novembre, ma le prime consegne del mercato saranno effettuate a metà 2017. Più precisamente, la moto del glorioso marchio inglese sarà presentata al NEC Motorcycle Show,  il quale avrà luogo  dal 19 al 27 novembre a Birmingham. I dettagli disponibili al momento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2016/08/22/norton-pronta-svelare-supersportiva-v4-1200cc/">Norton pronta a svelare una supersportiva V4 1200cc</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Norton Motorcycle</strong> ha confermato che la nuova e tanto attesa sportiva sarà svelata a novembre, ma le prime consegne del mercato saranno effettuate a metà 2017.</p>
<p style="text-align: justify">Più precisamente, la moto del glorioso marchio inglese sarà presentata al<strong> NEC Motorcycle Show</strong>,  il quale avrà luogo  dal 19 al 27 novembre a <strong>Birmingham</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-62039 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/2017-Norton-V4.jpg" alt="2017-Norton-V4" width="1200" height="800" title="Norton pronta a svelare una supersportiva V4 1200cc 794" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/2017-Norton-V4.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/2017-Norton-V4-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/2017-Norton-V4-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/2017-Norton-V4-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/2017-Norton-V4-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p style="text-align: justify">I dettagli disponibili al momento sono pochi, ma abbastanza per suscitare parecchio interesse, considerando che il settore delle supersportive 1000 rappresenta il pinnacolo delle moto di produzione. Il <strong>motore</strong> sarà un <strong>V4</strong> autoprodotto e la cilindrata di 1200 cc, mentre la <strong>linea</strong> rispecchierà la<strong> SG</strong> con cui gli australiani Cameron Donald e David Johnson  hanno partecipato agli scorsi <strong>Tourist Trophy</strong> sull&#8217; Isola di Man.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">L&#8217;<strong> esclusività</strong> del modello in questione è stata confermata dalla<strong> serie limitata</strong> di cui farà parte : saranno infatti solamente<strong> 200</strong> i fortunati possessori della sportiva inglese.</p>
<p style="text-align: justify">La V4 sarà il quinto modello nel listino Norton, andando ad affiancare le tre varianti di Commando e la Dominator.</p>
<p><figure id="attachment_62040" aria-describedby="caption-attachment-62040" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-62040 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/qq.jpg" alt="qq" width="600" height="450" title="Norton pronta a svelare una supersportiva V4 1200cc 795" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/qq.jpg 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/qq-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/qq-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-62040" class="wp-caption-text">La SG in configurazione TT, da sempre uno dei mezzi più ammirati sull&#8217; Isola di Man</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify"><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 15:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un  test senza troppe sorprese; la GSR 750 l’abbiamo trovata proprio come ce la aspettavamo, ovvero fluida e lineare. Aspetto e Sensazioni Dopo una breve ma intensa presa di contatto  con la Suzuki GSR 750 SP siamo ora in grado di fornire i nostri pareri a riguardo, partendo dal presupposto fondamentale di non avere ricevuto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Un  test senza troppe sorprese; la GSR 750 l’abbiamo trovata <strong>proprio come ce la aspettavamo</strong>, ovvero <strong>fluida e lineare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Aspetto e Sensazioni</span></p>
<p style="text-align: justify">Dopo una breve ma intensa presa di contatto  con la Suzuki GSR 750 SP siamo ora in grado di fornire i nostri pareri a riguardo, partendo dal presupposto fondamentale di non avere ricevuto chissà che sorprese, in tutti i sensi.</p>
<p style="text-align: justify">Il primo impatto con la GSR è regolare; la <strong>linea</strong> è filante ma <strong>abbastanza impersonale</strong>. I richiami alle altre naked giapponesi (Kawasaki Z750 in primis, ma anche Yamaha FZ8 ed XJ6, Honda CB1000) sono forti, ma forse è proprio per via della <strong>non estremità</strong> della linea che questa <strong>categoria</strong> di motociclette ha <strong>spopolato</strong> nel corso degli anni.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61783" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/1.png" alt="1" width="1191" height="790" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 806" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/1.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/1-1024x680.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/1-768x510.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/1-300x199.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/1-696x462.png 696w" sizes="(max-width: 1191px) 100vw, 1191px" /></p>
<p style="text-align: justify">Il discorso, però, non riguarda il nostro caso; la GSR 750 gentilmente fornitaci da Suzuki Motorcycles Italia era infatti in <strong>allestimento SP</strong>. Ciò significa che una serie di particolari estetici e non solo, sono stati forniti dal noto produttore Aftermarket <strong>Valtermoto</strong>. A partire dal vistoso <strong>manubrio piegabassa regolabile</strong> su diverse posizioni, fino alle curate <strong>ghiere</strong> per regolare il precarico della forcella, a <strong>portatarga</strong>, luce targa ed indicatori di direzione aftermarket, oltre a <strong>tamponi</strong> paratelaio e coperchio del serbatoio freno anteriore.</p>
<p style="text-align: justify">L’insieme dei piccoli dettagli trasforma quindi alla GSR 750, la quale <strong>potrebbe peccare di personalità in configurazione base</strong> e colorazione poco vivace (nera su tutte), in un’ <strong>attrazione</strong> per curiosi e ammiratori della linea <strong>race replica</strong>, ripresa direttamente dal <strong>Team Suzuki Ecstar MotoGP</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Dal <strong>lancio</strong> ufficiale (2010) ad oggi, gli aggiornamenti alla GSR sono stati inesistenti (introduzione dell’<strong>ABS </strong>a parte) non perchè ad Hammamatsu non si volesse investire o puntare sulla media naked, ma perchè sostanzialmente la moto è per definizione <strong>equilibrata e definitiva</strong>.<br />
Un particolare che toglie un po’ della visibilità alla moto in configurazione SP sono a mio giudizio i <strong>cerchi :</strong> <strong>giallo fluo</strong> (stile MT-09 e MT-10, per capirci) sarebbero tanto fighi, quanto tamarri e dunque <strong>completerebbero il quadro</strong> in modo definitivo.</p>
<p style="text-align: justify">Il pannello strumenti è semplice ed efficace, essendo composto da un tachimetro analogico (contagiri) ed un LCD contenente le indicazioni relative alla velocità di percorrenza, temperatura motore, chilometraggio, ora. Da segnalare l’utile <strong>indicatore di marcia</strong> e il livello del carburante espresso in 5 diversi livelli, utilissime informazioni per avere sotto controllo ogni aspetto mentre si guida.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61785" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/3.png" alt="3" width="1194" height="791" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 807" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/3.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/3-1024x679.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/3-768x509.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/3-300x199.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/3-696x461.png 696w" sizes="(max-width: 1194px) 100vw, 1194px" /></p>
<p style="text-align: justify">Concentrandosi sulla moto nel complesso, possiamo immediatamente notare le <strong>dimensioni standard</strong> e la totale <strong>assenza di protezione aerodinamica</strong>; insomma una vera e propria scarenata (il mio collo ringrazia).</p>
<p style="text-align: justify">In generale, la posizione non è scomoda o troppo caricata, mentre una nota di demerito va certamente alla <strong>sella </strong>del guidatore: <strong>decisamente troppo rigida</strong> per compiere lunghe e media tratte. Nelle manovre da fermo i <strong>213kg</strong> in ordine di marcia si fanno sentire, ma pensandoci bene<strong>, non è poi tanto facile fare tanto meglio </strong>essendo la motocicletta spinta da un 4 cilindri in linea di ben 750 cm<sup>3</sup>.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Motore</span></p>
<p style="text-align: justify">Prendete l’affidabilissimo ed ormai unico superstite della categoria delle sportive intermedie (le vere intermedie, non le attuali), depotenziatelo quanto basta ed avrete come risultato il  un propulsore che esprima i concetti chiave di <strong>affidabilità e linearità, senza tanti fronzoli.</strong><br />
Con i suoi <strong>106 CV</strong>, il 4 in linea di Hammamatsu rappresenta un <strong>motore che definirei “umano”</strong>, al contrario della maggior parte dei gruppi termici equipaggianti le nuove uscite degli ultimi periodi.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61786" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/4.png" alt="4" width="1187" height="780" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 808" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/4.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/4-1024x672.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/4-768x504.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/4-300x197.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/4-696x457.png 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/4-741x486.png 741w" sizes="(max-width: 1187px) 100vw, 1187px" /></p>
<p style="text-align: justify">Come ogni quadricilindrico che si rispetti, la <strong>coppia è incentrata maggiormente ad alti regimi</strong>, anche se i lavori di depotenziamento nei confronti della sportiva GSX-R 750 sono stati volti soprattutto alla ricerca di maggior spinta anche a bassi e medi regimi. La linearità, condita da un <strong>difficilmente eliminabile effetto on-off a marce basse</strong>, rappresenta dunque la caratteristica principalmente riassuntiva per il motore della GSR, che permette di viaggiare anche in alte marce a bassi regimi, senza particolari tentennamenti. Diversamente, <strong>se si vuole dare gas</strong> seriamente, il 4 in linea non si tira assolutamente indietro, con una <strong>botta di coppia attorno ai 6500-7000 giri</strong> che prosegue innalzandosi sino al <strong>limitatore</strong> posto a <strong>11250 rpm</strong>. I 106 cavalli (78 kw) a disposizione non sono una cifra spropositata, ma sono anche <strong>abbastanza per divertirsi</strong> in strada <strong>senza rischiare l’arresto</strong> ad ogni accelerata. Ciònonostante le prestazioni raggiungibili dalla naked 750 sono decisamente incoraggianti; con <strong>più di 240 km/h di velocità di punta</strong> (ho ancora male al collo) e un accelerazione degna di nota (0-100 km/h in 3 secondi abbondanti) sono assolutamente all’altezza di quello che un qualsiasi utente stradale possa richiedere dal proprio mezzo.</p>
<p style="text-align: justify">Lo <strong>scarico </strong>merita un paragrafo tutto suo, anzi due, perchè grazie alla longeva e produttiva sul campo di gara collaborazione tra Suzuki ed il produttore giapponese Yoshimura, sono nati impianti race replica per motociclette da “comuni mortali”. Nel nostro caso, si tratta di un mezzo dotato di terminale di scarico <strong>Yoshimura R11</strong>. Oltre a provocare orgasmi uditivi in scalata e urli “aspirati” e quadricilindrici in accelerazione, lo scarico contribuisce ad aumentare notevolmente l’appeal della motocicletta ed a ridurre sostanzialmente il peso. Un giorno ho pure deciso di misurare il sound in termini fonometrici con l’apposito strumento; risultato ? <strong>112 decibel con db killer</strong> inserito, immaginate cosa potrebbe risultare togliendolo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61787" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/5.png" alt="5" width="1189" height="788" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 809" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/5.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/5-1024x679.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/5-768x509.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/5-300x199.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/5-696x461.png 696w" sizes="(max-width: 1189px) 100vw, 1189px" /></p>
<p style="text-align: justify">Tornando a discuterne in toni più seri e pacati, il terminale è dotazione <strong>esclusiva della versione SP</strong>, dunque se voleste montarlo in seguito ad aver acquistato una GSR in configurazione standard dovreste essere disposti a sborsare 638,06€ da listino accessori ufficiali Suzuki.</p>
<p style="text-align: justify">“Ai miei  tempi non c’era l’elettronica, dipendeva tutto dal manico”&#8230; Beh, non è che il discorso sia tanto cambiato se ci si riferisce a mezzi analogici come la GSR in questione. <strong>Niente fronzoli o regolazioni che la maggior parte degli utenti non userebbe mai nella vita di tutti i giorni</strong>. Più precisamente va segnalata l’assenza di anti impennata, controllo di trazione, regolazione di mappature della centralina. Devo dire la verità, per una volta <strong>non ne ho sentito nè la mancanza, nè il bisogno</strong>, sebbene abbia percorso una discreta parte del test in condizioni meteo e di conseguenza asfalto umido o bagnato. Tutto ciò perchè la GSR, anche grazie al suo peso non propriamente piuma, <strong>non si è mai rivelata scorbutica o impennatrice innata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il cambio e la frizione non sono nulla di stratosferico e sofisticato, ma come il resto della componentistica sono adeguati alle caratteristiche ed agli utilizzi preposti. In particolare, <strong>il cambio è abbastanza rumoroso, ma altrettanto morbido</strong>. Mi è capitato di spostare la moto in garage e non accorgermi che stessi cambiando con le infradito (giuro che l’ho fatto solo in garage, non sono uscito in infradito e Momo Design!).</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Sospensioni ed Impianto frenante</span></p>
<p style="text-align: justify">Il comparto sospensioni segue la linea generale della GSR, con <strong>regolazioni possibili</strong> solo relativamente a <strong>precarico</strong> di forcella e monoammortizzatore. Ciònonostante la motocicletta si dimostra adatta a repentini cambi di direzione e pieghe anche abbastanza spinte.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61788" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/6.png" alt="6" width="1185" height="761" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 810" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/6.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/6-1024x658.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/6-768x494.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/6-300x193.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/6-696x447.png 696w" sizes="(max-width: 1185px) 100vw, 1185px" /></p>
<p style="text-align: justify">Le sospensioni in generale, pur essendo adatte ad ogni tipo di utilizzo, non presentano il tanto comune difetto ad altre motociclette tuttofare dell’ eccessiva morbidità, caratteristica che solitamente emerge quando si comincia a staccare abbastanza forte e dunque sottoporre la ciclistica ad un determinato tipo di stress. Non ho mai avuto problemi di feeling o instabilità in piega, mentre è meglio prendere la GSR con le pinze nel traffico urbano. La forcella è a steli rovesciati di 41mm di diametro, inoltre essendo dorata è abbastanza appariscente ed in linea con la versione SP.<br />
Il <strong>forcellone</strong> è di fattura evidentemente <strong>economica (scatolato)</strong>, ma svolge egregiamente il proprio lavoro. Nemmeno in uscita da tornanti a velocità sostenuta ho avvertito particolari scomponimenti al posteriore, tipici anch’ essi di motociclette adottanti forcelloni non curatissimi anche dal punto di vista estetico.</p>
<p style="text-align: justify">La musica cambia nel momento in cui ci riferiamo però all’ impianto frenante. Mentre il <strong>disco singolo da 240mm posteriore, frenato da una pinza Nissin a singolo pistoncino sembra adeguato</strong> alle caratteristiche del mezzo in questione, lo stesso non si può dire per i due dischi da 310mm montati anteriormente e frenati da pinze Tokico a doppio pistoncino. Da qui a dire che i freni non siano sicuri per la circolazione in strada c’è un abisso, ma certamente mi aspettavo un comportamento più mordente all’ anteriore, forse anche grazie alle sensazioni positive trasmesse dall’ avantreno in termini ciclistici.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61789" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/7.png" alt="7" width="1188" height="787" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 811" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/7.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/7-1024x679.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/7-768x509.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/7-300x199.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/7-696x461.png 696w" sizes="(max-width: 1188px) 100vw, 1188px" /></p>
<p style="text-align: justify">Un enorme <strong>contributo alla solidità ciclistica</strong> è senza dubbio merito della dotazione di un paio di <strong>Bridgestone BT016</strong>, rispettivamente nelle misure 120/70  all’ anteriore e 180/55 al posteriore. Come precedentemente anticipato, una parte del chilometraggio del test è stato effettuato su superfici umide e non perfettamente a temperatura, ma le Bridgestone di dotazione standard non hanno mai dimostrato debolezze, collocandosi di <strong>diritto tra i migliori modelli di pneumatici</strong> adatti alla circolazione stradale <strong>in tutte le situazioni </strong>che è possibile incontrare.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Per Chi? Dove?</span></p>
<p style="text-align: justify">La <strong>vocazione</strong> della GSR <strong>non</strong> è certamente <strong>pistaiola</strong>, ma con qualche adattamento (pedane in primis), una capatina in autodromo non sarebbe da escludere tassativamente. Come precedentemente anticipato, nemmeno i lunghi viaggi sono tra le attività più piacevoli da considerare, dunque la <strong>strada</strong> rimane il vero e proprio <strong>habitat</strong> naturale della naked di casa Suzuki.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61790" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/8.png" alt="8" width="1179" height="787" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 812" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/8.png 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/8-1024x683.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/8-768x512.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/8-300x200.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/8-696x464.png 696w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p style="text-align: justify">In <strong>città</strong>? Grazie ai pregi di fluidità di erogazione e relativa “tranquillità” motoristica, infilarsi in mezzo al traffico cittadino non è un peso insopportabile. Se però pensate di utilizzarla nei mesi estivi, sappiate che <strong>scalda parecchio</strong>. Ciò può senza dubbio essere un lato positivo, dato che invoglia anche i cosiddetti “guidatori della domenica” ad attrezzarsi in termini di abbigliamento tecnico.<br />
L’<strong>autostrada</strong>, come per tutte le naked, è tollerabile <strong>solo per tratte non eccessive</strong>, altrimenti la totale <strong>assenza di protezione aerodinamica</strong> si farà sentire con i soliti dolorini.</p>
<p style="text-align: justify">È una moto <strong>per tutti?</strong> Beh, <strong>quasi</strong>&#8230; Seppur 106cv e un settemmezzo di cilindrata non siano i dati più incoraggianti per un neofita, la situazione non sarebbe delle più paradossali. Personalmente, però, <strong>consiglierei comunque una buona gavetta</strong> con potenze inferiori, per passare poi alla moto in questione; <strong>prima che “diventi stretta” passerà parecchio tempo!</strong> Il peso non proprio contenuto e la sella alta 810mm da terra non la rendono particolarmente appetibile per la maggior parte del pubblico femminile, ma una volta prese le misure non è un mezzo difficile o impossibile da gestire quotidianamente.</p>
<p style="text-align: justify">Attualmente la naked di Hammamatsu è disponibile in <strong>2 colorazioni in versione base</strong> (blu/bianco , nero) e la più attraente configurazione SP by Valtermoto. Il <strong>prezzo</strong> consigliato al pubblico è<strong> 8.690€</strong> franco concessionario e considerando il pacchetto offerto globalmente lo definirei appropriato; difficilmente troverete una naked facile, ma allo stesso tempo completa, ad un prezzo così allettante.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Pregi : Motore ottimo ed affidabile / Bridgestone BT016 / Prezzo  concorrenziale</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Difetti : Frenata non convincente all&#8217; anteriore / sella dura / Assenza di regolazioni ciclistiche</span></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-61760 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/scheda1.png" alt="scheda1" width="611" height="487" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 813" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/scheda1.png 611w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/scheda1-300x239.png 300w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /> <img decoding="async" class="size-full wp-image-61761 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/scheda2.png" alt="scheda2" width="604" height="348" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 814" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/scheda2.png 604w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/scheda2-300x173.png 300w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /> <img decoding="async" class="size-full wp-image-61762 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/08/scheda3.png" alt="scheda3" width="600" height="527" title="Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana 815" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/scheda3.png 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/08/scheda3-300x264.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2016/08/05/test-suzuki-gsr-750-sp-la-media-definitiva-ed-umana/">Test Suzuki GSR 750 SP : la media definitiva ed umana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>Sofuoglu da record: 400 km/h con la Kawasaki H2R</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 13:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Kenan Sofuoglu ce l&#8217;ha fatta: in sella alla moto più estrema (e folle) che la Kawasaki ha prodotto, la H2R, il campione turco ha toccato la barriera dei 400 km/h, un record incredibile per un prodotto di serie, anche se in tiratura limitata. Lungo i 3km del ponte sospeso più lungo del mondo, il ponte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61168" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/2016-06-30_153544.png" alt="2016-06-30_153544" width="709" height="406" title="Sofuoglu da record: 400 km/h con la Kawasaki H2R 817" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-30_153544.png 709w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-30_153544-300x172.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-30_153544-696x399.png 696w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" />Kenan Sofuoglu ce l&#8217;ha fatta: in sella alla moto più estrema (e folle) che la Kawasaki ha prodotto, la H2R, il campione turco ha toccato la barriera dei 400 km/h, un record incredibile per un prodotto di serie, anche se in tiratura limitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Lungo i 3km del ponte sospeso più lungo del mondo, il ponte Osman Gazi, Kenan ha portato la H2R ad una velocità folle: oltre i 300 km/h basta veramente poco per finire male. Una folata di vento è sufficiente per spostare la traiettoria di parecchio, e recuperare un eventuale sbandamento diventa praticamente impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il 31enne turco ha preso la Kawa più ignorante prodotta negli ultimi anni, e ha accelerato per 30 secondi. Mezzo minuto per sfiorare la velocità veramente pazzesca di 400 km/h. Ma la velocità è stata tenuta solo per un attimo, dopodiché è iniziata subito la fase di rallentamento per la seria preoccupazione per i pneumatici che erano a rrischio rottura per il surriscaldamento indotto dal rotolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Sofuoglu e Kawasaki scrivono un altro pezzetto di storia motociclistica, e la cosa renderà il turco ancora più celebre in patria (dove è una vera star sportiva) e nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il video dell&#8217;impresa:</p>
<p style="text-align: center;">[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=0HAXSNPA2eI[/youtube]</p>
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		<title>Una prospettiva diversa : Giornalemotori al Michelin PowerGP con il Team J. Angel MotoSport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 11:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[manxgp]]></category>
		<category><![CDATA[Michelin]]></category>
		<category><![CDATA[Misano]]></category>
		<category><![CDATA[misanoworldcircuit]]></category>
		<category><![CDATA[yamaha r1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ bastato accordarci al volo tramite Facebook la mattina stessa perchè Marco Giovannangelo, Newcomer al ManxGP 2015 e attualmente impegnato in veste di Team Manager con il suo team (J Angel MotoSport) partecipante con diversi piloti a National Trophy e MichelinPowerGP, accettasse il nostro “autoinvito” direttamente sul campo di gara. Dopo un’ ora di treno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ bastato accordarci al volo tramite Facebook la mattina stessa perchè <strong>Marco Giovannangelo, Newcomer al ManxGP</strong> <strong>2015</strong> e attualmente impegnato <strong>in veste di Team Manager</strong> con il suo team (J Angel MotoSport) partecipante con diversi piloti a National Trophy e MichelinPowerGP, accettasse il nostro “autoinvito” direttamente sul campo di gara.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un’ ora di treno, un chilometro letteralmente di corsa ed una <strong>bici noleggiata</strong>, pedalando a <strong>ritmo</strong> volata del <strong>Tour de France</strong>, sono giunto al cancello del <strong>Misano World Circuit</strong> “Marco Simoncelli”, dove mi ha raggiunto Marco a bordo di uno scooter.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-60690" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/13323317_1165884700110468_4735527605731781382_o.jpg" alt="13323317_1165884700110468_4735527605731781382_o" width="2510" height="367" title="Una prospettiva diversa : Giornalemotori al Michelin PowerGP con il Team J. Angel MotoSport 823" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/13323317_1165884700110468_4735527605731781382_o.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/13323317_1165884700110468_4735527605731781382_o-1024x150.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/13323317_1165884700110468_4735527605731781382_o-768x112.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/13323317_1165884700110468_4735527605731781382_o-300x44.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/13323317_1165884700110468_4735527605731781382_o-696x102.jpg 696w" sizes="(max-width: 2510px) 100vw, 2510px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Giunto alla sua postazione del paddock e guardandomi un po’ attorno, sono apparse subito chiare le <strong>differenze di strutture ed organizzazione tra i partecipanti</strong> ai trofei che si corrono sotto l’egidia di “Coppa Italia” (Bridgestone,Michelin, RR Cup, Trofeo Amatori, Trofeo Naked&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;">Chi, come Marco, è riuscito a costruire una <strong>struttura efficiente ed organizzata</strong>, quasi da <strong>categoria superiore</strong> direi, e chi invece (altrettanto apprezzabile, ci mancherebbe altro) arriva in circuito con un vecchio furgone, scarica la moto e gareggia.<br />
Le differenze tra le organizzazioni sovracitate <strong>emergono soprattutto in situazioni non ottimali</strong>, riferendoci soprattutto alla reperibilità di ricambi in caso di cadute o guasti e dall’ eventuale necessità di adeguarsi alle <strong>condizioni meteorologiche</strong> variabili. Doppi cerchi, di cui un set con delle gomme rain montate, sono altamente consigliati.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-60691 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/r1.png" alt="r1" width="356" height="626" title="Una prospettiva diversa : Giornalemotori al Michelin PowerGP con il Team J. Angel MotoSport 824" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/r1.png 356w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/r1-300x528.png 300w" sizes="(max-width: 356px) 100vw, 356px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Entriamo nel vivo della cronaca. Mentre Domenico (impeccabile tuttofare) e Nico (giovane ed affidabile meccanico) sistemano gli ultimi dettagli, <strong>Alessandro Campanile (pilota)</strong> si riposa e si concentra prima della gara. Marco supervisiona le operazioni di preparazione e scalda la<strong> Yamaha R1</strong> di Alessandro, così ne approfitto per fare qualche domanda. <strong>Perchè proprio l’ R1?</strong> E <strong>perchè</strong>, di conseguenza, la scelta di <strong>non disputare il trofeo monomarca</strong> <strong>Yamaha R1 Cup?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Sin dalla sua presentazione ad EICMA, sono rimasto positivamente colpito dall’ R1, considerando inoltre che Yamaha è sinonimo di <strong>sicurezza ed affidabilità</strong>, abbiamo fatto questo azzardo pur non avendo riferimenti certi al 100% riguardo alla competitività della moto.</p>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione a questo <strong>campionato</strong> è dovuta soprattutto ai <strong>buoni rapporti con Michelin</strong>, inoltre considerando<strong> incompatibilità</strong> relative proprio a <strong>sponsor</strong> e fornitori tecnici contrastanti, abbiamo escluso a priori la possibilità di partecipare al <strong>trofeo monomarca R1</strong>.”</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-60692 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/r12.png" alt="r12" width="353" height="632" title="Una prospettiva diversa : Giornalemotori al Michelin PowerGP con il Team J. Angel MotoSport 825" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/r12.png 353w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/r12-300x537.png 300w" sizes="(max-width: 353px) 100vw, 353px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Arriva poi il momento di entrare in azione: al termine della gara dedicata alla classe 600, tocca a noi!<br />
Dopo gli ultimi esercizi di stretching del nostro Alessandro, vengono frettolosamente <strong>srotolate le termocoperte</strong>, che intanto hanno portato le gomme a temperature ottimale per la massima rendita, aiutate comunque dal caldo sole che splende su Misano.<br />
Attimi concitati e, dopo la partenza,<strong> tutti al muretto</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-60687 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/coper.png" alt="coper" width="1117" height="632" title="Una prospettiva diversa : Giornalemotori al Michelin PowerGP con il Team J. Angel MotoSport 826" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/coper.png 1117w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/coper-1024x579.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/coper-768x435.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/coper-300x170.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/coper-696x394.png 696w" sizes="(max-width: 1117px) 100vw, 1117px" /><br />
Una <strong>gara in salita</strong> per Alessandro, che si deve accontentare della <strong>13esima posizione finale</strong>. Che emozione buttare fuori la testa dal muretto e vedere le 1000 sfrecciare a pochi centimetri dalla pitlane, esperienza unica!<br />
<strong>Ma che è successo il giorno seguente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-60689 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/SnapCrab_NoName_2016-6-13_19-53-6_No-00.png" alt="SnapCrab_NoName_2016-6-13_19-53-6_No-00" width="494" height="519" title="Una prospettiva diversa : Giornalemotori al Michelin PowerGP con il Team J. Angel MotoSport 827" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/SnapCrab_NoName_2016-6-13_19-53-6_No-00.png 494w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/SnapCrab_NoName_2016-6-13_19-53-6_No-00-300x315.png 300w" sizes="(max-width: 494px) 100vw, 494px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2016 14:21:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[1200r]]></category>
		<category><![CDATA[bicilindrico]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[ducaticorse]]></category>
		<category><![CDATA[monster]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La naked Ducati più potente di sempre” : così si presenta, senza tanti giri di parole Ducati Monster 1200R, l’allestimento sportivo che porta numerose evoluzioni in tutti gli ambiti rispetto alla più contenuta Monster 1200 nella variante S. Una ghiotta opportunità, quella di condurre per circa 2000 km nell’ arco di una settimana la potentissima [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>“La naked Ducati più potente di sempre”</strong> : così si presenta, senza tanti giri di parole Ducati Monster 1200R, l’allestimento sportivo che porta numerose evoluzioni in tutti gli ambiti rispetto alla più contenuta Monster 1200 nella variante S.<br />
Una ghiotta opportunità, quella di condurre per circa 2000 km nell’ arco di una settimana la potentissima streetfighter, che ci lascia l’<strong>amaro in bocca</strong> solo per non essere riusciti ad organizzare <strong>un track day</strong>, ma molto probabilmente se ne parlerà in un futuro non troppo remoto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Aspetto e Sensazioni</span></p>
<p style="text-align: justify;">Sin dal primo sguardo la Monster 1200 R appare perfettamente come ciò che rappresenta in realtà : una<strong> streetfighter incazzata</strong>, pur non tradendo lo stile della serie Monster, che dal “lontano” 1993 si contraddistingue con la sua <strong>inconfondibile linea</strong> da vera scarenata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-60285 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/linea2.png" alt="linea2" width="931" height="622" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 838" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/linea2.png 931w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/linea2-768x513.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/linea2-300x200.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/linea2-696x465.png 696w" sizes="(max-width: 931px) 100vw, 931px" /></p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>dettagli “R”</strong> si notano subito, a partire dall’ esclusiva <strong>unghia monoposto</strong> rimovibile e dal <strong>cupolino</strong> maggiorato rispetto alla versione S. Ciònonostante, il cupolino ha più una funzione estetica, che di protezione dall’ aria : notabile soprattutto percorrendo tratte autostradali a velocità da codice. Come dite, velocità da codice e Monster 1200R non possono stare in armonia nella stessa frase? Beh, non è che abbiate tutti i torti&#8230;<br />
Concentrandoci su altri dettagli raffinati, solo per citarne alcuni, possiamo soffermarci sullo stupendo e curatissimo <strong>forcellone monobraccio</strong> tipico di Borgo Panigale, così come il <strong>parafango anteriore in carbonio</strong> (quello vero) marchiato Ducati Corse.</p>
<p style="text-align: justify;">Un capitolo a parte sono i <strong>cerchi forgiati a tre razze by Marchesini</strong>, che donano un tocco di classe e raffinatezza in più alla supernaked italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-60286" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/faro.png" alt="faro" width="938" height="620" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 839" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/faro.png 938w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/faro-768x508.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/faro-300x198.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/faro-696x460.png 696w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il classico <strong>faro anteriore</strong> adotta la <strong>tecnologia led</strong>, ugualmente alla luce stop posteriore che si incastona perfettamente al di sotto del codone rialzato della Monster, senza intaccare la linea della moto. Proprio parlando di tecnologia, vale la pena fare riferimento sull’ avanzato <strong>schermo digitale TFT</strong>, il quale presenta le tradizionali spie ai bordi, fornendo le informazioni essenziali per la guida al centro dello schermo. <strong>Roba che si sognavano pure in Superbike fino a qualche anno fa</strong>, ma d’altronde è proprio dalla supersportiva Panigale che la nostra Monster trae maggiore ispirazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-60287 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/tft.png" alt="tft" width="867" height="537" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 840" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/tft.png 867w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/tft-768x476.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/tft-300x186.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/tft-696x431.png 696w" sizes="(max-width: 867px) 100vw, 867px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ci si sente dei piloti veri alla progressiva illuminazione verso al centro delle luci rosse poste appena sopra il contagiri digitale, avvicinandosi al limitatore. Comodissimo l’<strong>indicatore di marcia</strong>, mentre è assente l’indicazione del livello carburante : bisogna dunque basarsi sulla sola spia della riserva. In seguito avremo modo di parlare anche delle differenti configurazioni disponibili per lo schermo, più precisamente riferendoci alle differenti mappature ECU.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>posizione di guida</strong> è dettata dal <strong>compromesso tra una naked ed una vera e propria sportiva</strong>, infatti le pedane sono abbastanza arretrate, ma non al livello di una supersportiva. La sella è invece abbastanza rialzata, pertanto la moto risulta fruibile anche dal punto di vista degli spilungoni (ne sanno qualcosa il nostro Smeriglio e Loris Baz, che hanno però solo una cosa in comune, vero?) e dunque nelle ordinarie manovre cittadine dell’ora di punta può risultare non particolarmente fruibile, sebbene il <strong>peso a secco</strong> dichiarato sia di <strong>soli 180 kg</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Motore</span></p>
<p style="text-align: justify;">Il cuore pulsante della Monster 1200R è il rivisto bicilindrico da 1<strong>200 cm<sup>3 </sup>Testastretta 11°</strong>, in grado di sprigionare <strong>160cv</strong> di potenza e coppia a volontà. Impressionanti proprio i dati relativi alla <strong>coppia</strong> con i <strong>13,4 Kgm</strong> disponibili, che rendono possibile praticamente ogni tipo di sorpasso su strada, ad ogni marcia ed in ogni situazione.<br />
Per fare un confronto, stiamo parlando di un gruppo termico con ben il <strong>10% di potenza ed il 5,5% di coppia in più di quello equipaggiante la sorella Monster 1200S</strong>. Il motore deriva dunque dalla supersportiva Panigale in termini di concezione, essendo portante, e la discendenza è abbastanza evidente anche per via dell’ esclusività e della sportività che trasudano dal “mostro”.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-60288 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/movimento-schiena-2.png" alt="movimento schiena 2" width="927" height="566" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 841" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/movimento-schiena-2.png 927w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/movimento-schiena-2-768x469.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/movimento-schiena-2-300x183.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/movimento-schiena-2-696x425.png 696w" sizes="(max-width: 927px) 100vw, 927px" /><br />
“Esuberanza” è forse il termine più giusto per definire la <strong>quasi eccessiva prestazionalità</strong> del bicilindrico di elevata cubatura di Borgo Panigale, che è stato ridimensionato per far fronte ad una <strong>sempre più agguerrita concorrenza sul mercato</strong> : non è infatti un segreto, che Ducati abbia sfornato questo prodotto per non cedere il passo nei confronti delle supernaked di nuova generazione come KTM Superduke 1290, BMW S1000R e l’onnipresente Aprilia Tuono V4. Motociclette che amo definire <strong>“Supernaked digitali”</strong>, che rispetto alle ormai superate “analogiche” (ne rimangono davvero poche, considerando anche la new entry Yamaha MT-10 recentemente presentata ufficialmente in terra spagnola).<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-60290" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/motore.png" alt="motore" width="929" height="621" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 842" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/motore.png 929w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/motore-768x513.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/motore-300x201.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/motore-696x465.png 696w" sizes="(max-width: 929px) 100vw, 929px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Velocità massima superiore a 270 km/h e accelerazione da 0 a 100 km/h in poco più di 3 secondi</strong> : sono questi i sensazionali rilevamenti numerici del “Mostro”, che però riesce a contenersi se tenuto a bada.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo ora al <strong>reparto elettronico</strong>, d’altronde che ne sarebbe di tutta questa potenza, senza un minimo di controllo ? Per questo, in Ducati hanno pensato bene di equipaggiare la 1200R con il pacchetto elettronico “<strong>Ducati Safety Pack</strong>”, composto dal<strong> Ducati Traction Control (DTC) e dalla regolazione dell’ intensità di risposta dell’ acceleratore ride by wire</strong>. Sono<strong> 3</strong> le <strong>mappature</strong> selezionabili tramite il tastino sul blocchetto sinistro, e per cambiare mappatura basta spostarsi su quella desiderata e premere per 3 secondi il suddetto tastino, permettendo dunque di passare da una configurazione all’ altra anche in marcia (rilasciando però i comandi di gas e freni).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il <strong>controllo di trazione</strong>, che come sovrariportato appare essenziale per permettere la gestibilità del mezzo anche da parte degli utenti ordinari, è possibile la regolazione su 8 livelli (1 = Min &#8211; 8= Max), andando ad agire sui livelli preimpostati dalle <strong>3 mappature predefinite (Sport, Touring, Urban)</strong>. Andiamo dunque ad approfondire le differenze tra le diverse riding modes, riferendoci a potenza, Traction Control e risposta dell’ acceleratore (di ABS parleremo in seguito) partendo da quella “ordinaria”, ovvero la <strong>Touring</strong> : in questa mappatura la potenza a disposizione è quella massima (<strong>160cv</strong>), mentre la r<strong>isposta dell’ acceleratore all’apertura del gas è di media intensità (aggressiva, ma al punto giusto)</strong>.  Con la mappatura <strong>Sport</strong>, la moto è invece<strong> più scorbutica</strong> ed il Traction Control è settato al livello minimo di intervento, anche se onestamente le differenze in termini di risposta del gas non sono così evidenti. Se ci si abitua alla potenza quasi esagerata della Monster R, è invece <strong>facilmente evidenziabile il downgrade alla configurazione Urban</strong>, che taglia la <strong>potenza massima a 100cv</strong> ed integra i livelli di DTC e linearità di risposta dell’ acceleratore al livello massimo disponibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Da segnalare l&#8217;<strong>assenza</strong> del controllo impennata (<strong>anti-wheeling</strong>), che probabilmente sarebbe utile per la circolazione su strada, dato che con decise accelerate, la supernaked bolognese <strong>si alza anche in terza piena</strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Le variazioni di settings elettronici non influenzano però la motocicletta solo dal punto di vista motoristico : lo <strong>schermo TFT varia le informazioni mostrate e la disposizione di esse in relazione alla mappatura selezionata,</strong> limitandosi all’ essenzialità per favore un utilizzo in pista con modalità Sport, e concentrandosi invece su dati come ora e temperatura esterna per la mappa Urban e di conseguenza la predisposizione ad un utilizzo cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-60289 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/scarichi.png" alt="scarichi" width="926" height="619" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 843" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/scarichi.png 926w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/scarichi-768x513.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/scarichi-300x201.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/scarichi-696x465.png 696w" sizes="(max-width: 926px) 100vw, 926px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>sound</strong> della Monster è quello del tipico <strong>“trattorone” bicilindrico, cupo e cattivo al punto giusto</strong> : ad ogni accelerazione, un turbine di vibrazioni e suono vi farà sembrare che stiate strappando strati di asfalto dalla strada, con tanto di <strong>scoppi in rilascio</strong> e in scalate degne di nota <strong>(moooolto racing)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>cambio</strong> ci ha invece un po’ deluso : <strong>niente quickshifter</strong> e una <strong>fluidità non degna di nota</strong>, con <strong>difficoltà ad inserire la folle una volta fermi</strong>. La mia personale ipotesi giustificatoria è però che la Monster in questione abbia avuto esperienze non proprio “ordinarie” nel corso del rodaggio, magari essendo stata tirata “a freddo” in pista o su strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il <strong>comando della frizione non è morbido come ci si poteva aspettare</strong>, ma lo spirito evidentemente racing ci spinge a tollerare e minimizzare queste piccolezze notabili nell&#8217;utilizzo quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Sospensioni ed Impianto Frenante</span></p>
<p style="text-align: justify;">La dotazione ciclistica della Monster si rifà alla filosofia R, con componentistica top di gamma del più blasonato produttore al mondo : la casa svedese <strong>Öhlins</strong>. Partendo dall’ anteriore, la Monster è equipaggiata con <strong>forcella da 48mm completamente regolabile, così come il monoammortizzatore fissato direttamente tra cilindro verticale e forcellone monobraccio</strong>. A completare l’opera e donare un tocco racing aggiuntivo pensa l’esclusivo <strong>ammortizzatore di sterzo</strong>, anch’esso marchiato Öhlins.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-60291" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/amm.png" alt="amm" width="915" height="615" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 844" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/amm.png 915w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/amm-768x516.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/amm-300x202.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/amm-696x468.png 696w" sizes="(max-width: 915px) 100vw, 915px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La moto è proprio come ci si aspetta, <strong>stabile in entrata e su un binario in percorrenza</strong>, salvo per <strong>qualche tentennamento all’anteriore quando si forza</strong>, probabilmente dovuto anche alla mancata taratura ad hoc delle sospensioni. In generale, comunque, le sensazioni sono positive e viene trasmessa una stabilità abbastanza elevata. Rimane però una certa assenza di comunicatività dello sterzo da un certo punto in poi, forse dovuta alla quasi eccessiva rapidità nello scendere in piega.Buche ed asperità del terreno vengono digerite bene, anche se la taratura molto racing del reparto ciclistico è generalmente rigida.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>angolo di sterzo concesso dal manubrio è abbastanza ristretto</strong> : vi serviranno parecchie manovre per districarvi tra il traffico dell’ ora di punta o uscire da situazioni ordinarie per quanto concerne la guida cittadina, ma <strong>chi si comprerebbe mai una Monster R per andarci in città?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>impianto frenante</strong> è propriamente adeguato alla prestazionalità del Mostro : <strong> doppio disco da 330mm all’ anteriore</strong> (sì, proprio la stessa soluzione della 1299 Panigale) e <strong>disco singolo da 245mm al posteriore</strong>. In frenata la Monster è potente e decisa (grazie Brembo), l’unica nota non del tutto positiva è la<strong> corsa della leva freno posteriore : davvero lunghissima.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-60292" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/safety.png" alt="safety" width="927" height="619" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 845" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/safety.png 927w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/safety-768x513.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/safety-300x200.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/safety-696x465.png 696w" sizes="(max-width: 927px) 100vw, 927px" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>ABS</strong> sviluppato da<strong> Bosch</strong>, come sovracitato, è parte integrante del Ducati Safety Pack e permette la regolazione su <strong>3 differenti livelli corrispondenti ai settaggi di default delle 3 riding modes</strong> tra cui è possibile intercambiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la scelta delle gomme è naturalmente risultata proporzionale ad esigenze e prestazioni del mezzo in questione, dunque in Ducati hanno scelto di rafforzare la propria partnership tecnica con Pirelli ed equipaggiare la Monster R con pneumatici <strong>Pirelli Supercorsa SP</strong> (Già, proprio quelli delle classi Supersport e Superstock 1000) nelle misure <strong>200/55 ZR17 posteriore e 120/70 ZR17 anteriore</strong>. Quando la temperatura è adeguata e l’asfalto è di buona fattura, si tratta probabilmente delle gomme più sportive e sicure che sia possibile trovare sul mercato, ma dovrete fare attenzione con temperature troppo basse e fondo stradale bagnato : in tal caso meglio cambiare la mappatura in “Urban” e andarci leggeri col polso destro&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Per Chi ? Dove ?</span></p>
<p style="text-align: justify;">La Monster R si presenta come la <strong>massima espressione di sportività naked per Ducati</strong>, pertanto non è improbabile domandarsi come si comporti tra i cordoli, anche se purtroppo non abbiamo però avuto modo di poter rispondere a questo questito. Ciònonostante siamo sicuri che la <strong>strada non sia il suo vero habitat naturale</strong>, dato che si possono utilizzare tranquillamente le sole prime 3 marce. In un certo senso, appare quasi come “sprecata” per un utilizzo esclusivamente cittadino. <strong>Non me ne vogliano i motociclisti da aperitivo, sai che figurone farebbe la Monster fuori da un affollato locale in orario di punta? Peccato che la filosofia a cui si ispiri la nostra supernaked non abbia nulla a che vedere con questa visione di motociclismo</strong> : stare tra le mura cittadine sarebbe per lei un bel peso, con pilota ed eventuale passeggero che facilmente finirebbero surriscaldati da scarichi e motore.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-60293" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/movimento-juw.png" alt="movimento juw" width="928" height="624" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 846" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/movimento-juw.png 928w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/movimento-juw-768x516.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/movimento-juw-300x202.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/movimento-juw-696x468.png 696w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>autostrada</strong> per <strong>brevi tratte</strong> non rappresenta certo un problema per la naked, che attenendosi alla prorpria categoria non è fornita di protezione, se non di un piccolo cupolino in plexiglass (tratto distintivo rispetto alla S), come accennato ad inizio articolo.<br />
Riuscire a <strong>portare al limite la Monster è un’ impresa</strong>, se si cerca di farlo su strade aperte. Ormai la concezione di naked sta cambiando, e raggiungere determinati livelli di abilità di guida appare essenziale per poter condurre in sicurezza mezzi tanto prestazionali, quanto equilibrati dai punti di vista ciclistico e motoristico. S<strong>e volete iniziare ad andare in moto, la Monster non è certamente la moto adatta</strong>, fidatevi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>target ideale di utente potrebbe dunque essere l’amatore/esperto che periodicamente decide di girare in pista, concedendosi la possibilità di viaggiare su strada senza convivere con la scomodità estrema delle moderne supersportive.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>colorazioni</strong> disponibili per la R sono <strong>Rosso Ducati</strong> (telaio rosso/cerchi dark Chrome) e <strong>Thrilling Black</strong> (telaio e cerchi dark Chrome), mentre il <strong>prezzo di listino</strong> è di <strong>18490 €</strong> per la colorazione classica Rossa, mentre sale a 18690€ per l’esclusiva versione Black.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Pregi : Componentistica &#8220;R&#8221;/Motore infinito/Gommatura idale</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Difetti : Assenza anti wheeling/Insfruttabilità quotidiana/Cambio non fluido</span></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-60347 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/05/schedddd.png" alt="schedddd" width="447" height="632" title="Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre 847" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/schedddd.png 447w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/05/schedddd-300x424.png 300w" sizes="(max-width: 447px) 100vw, 447px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2016/05/30/test-ducati-monster-1200r-la-naked-ducati-piu-potente-sempre/">Test Ducati Monster 1200R : La naked Ducati più potente di sempre</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>Test Rieju RS3 125 NKD : un&#8217;alternativa economica ed a livello della concorrenza</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2016/04/25/test-rieju-rs3-125-nkd-unalternativa-economica-livello-della-concorrenza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=test-rieju-rs3-125-nkd-unalternativa-economica-livello-della-concorrenza</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 12:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[125]]></category>
		<category><![CDATA[4t]]></category>
		<category><![CDATA[minarelli]]></category>
		<category><![CDATA[rieju]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000">Aspetto e sensazioni</span></p>
<p>Abbiamo avuto la possibilità di provare per una ventina di giorni la piccola<strong> Rieju RS3</strong> nella sua versione scarenata, che aggiunge  alla denominazione la sigla “<strong>NKD</strong>”. Il <strong>look</strong> è<strong> aggressivo</strong> e conforme alle attuali tendenze della categoria, col faro singolo anteriore che ricorda molto la riuscitissima MT-series di casa Yamaha. Non si tratta però certo di imitazione, poichè la RS3 nella sua ultima ed attuale serie è ormai presente sul mercato dal 2011.</p>
<p><figure id="attachment_59220" aria-describedby="caption-attachment-59220" style="width: 325px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-59220" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/faro.jpg" alt="CAMERA" width="325" height="433" title="Test Rieju RS3 125 NKD : un&#039;alternativa economica ed a livello della concorrenza 855" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/faro.jpg 852w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/faro-768x1024.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/faro-300x400.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/faro-696x928.jpg 696w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" /><figcaption id="caption-attachment-59220" class="wp-caption-text">Molto MT &#8211; Series</figcaption></figure></p>
<p>Colpiscono immediatamente l’estrema compattezza del mezzo ed il <strong>forcellone in alluminio</strong>, con quest’ultimo che appare quasi <strong>sovradimensionato</strong>, soprattutto basandosi sulle dotazioni in questi termini di motociclette di cilindrata superiore e ben più blasonate.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-59221" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/forcellone.jpg" alt="CAMERA" width="4032" height="3024" title="Test Rieju RS3 125 NKD : un&#039;alternativa economica ed a livello della concorrenza 856" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/forcellone.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/forcellone-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/forcellone-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/forcellone-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/forcellone-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/forcellone-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 4032px) 100vw, 4032px" /></p>
<p>Il <strong>display è nitido ed essenziale</strong>, con il contagiri analogico e l’indicatore di velocità su sfondo lcd retroilluminato, il quale permette di tenere sott’occhio i dati anche in notturna. L’essenzialità è confermata anche dalle ordinarie spie presenti alla sinistra del tachimetro, le quali ci permettono di controllare carenza di olio motore, temperatura eccessiva del liquido refrigerante, luci abbaglianti oppure anabbaglianti, riserva. Un’ulteriore comodità è fornita dalla possibilità di regolare l’ora, la quale appare appena sotto all’indicatore della velocità nello schermo principale. L’intera dotazione in termini di strumentazione è fornita dal produttore “<strong>Koso</strong>”, noto marchio nel campo dell’ aftermarket, anche per motociclette ad uso pista.</p>
<p><figure id="attachment_59222" aria-describedby="caption-attachment-59222" style="width: 588px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-59222" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/schermo.jpg" alt="CAMERA" width="588" height="441" title="Test Rieju RS3 125 NKD : un&#039;alternativa economica ed a livello della concorrenza 857" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/schermo.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/schermo-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/schermo-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/schermo-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/schermo-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/schermo-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 588px) 100vw, 588px" /><figcaption id="caption-attachment-59222" class="wp-caption-text">Ah, ma è Koso!</figcaption></figure></p>
<p>Appena saliti in sella, l’estrema leggerezza (<strong>solo 119 kg a secco</strong>!) stupisce immediatamente, così come la <strong>discreta comodità della seduta</strong>, che assieme al largo manubrio permette di raggiungere notevoli angoli di sterzata senza particolari problemi. La <strong>sella è abbastanza alta da terra (845mm)</strong>, pertanto la motocicletta potrebbe non essere adatta ad un target di statura non particolarmente elevata. Il serbatoio è molto stretto (sembra quasi di stare su una Moto3) ed ha una capacità di 12 litri, ma come vedremo in seguito, quest’ ultimo sarà molto raramente nei vostri pensieri, dati gli irrisori consumi rilevati. Le <strong>pedane sono in posizione intermedia</strong> : non sacrificano troppo la posizione di guida, ma non sono nemmeno considerabili come ottimali per chi intende intraprendere lunghi viaggi.</p>
<p>Un po’ <strong>“ballerino” il parafango anteriore</strong>, che anche se fissato a dovere, necessiterebbe di un’ulteriore  staffa di fissaggio per evitare le eccessive vibrazioni che possono dare fastidio quando si guida su strade con asfaltatura non ottimale. Concentrandosi sui dettagli, si notano le <strong>rifiniture un pochino plasticose</strong>, ma è comunque  “sincera” nel complesso. Da migliorare inoltre la serratura del piccolo vano sottosella.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Motore</span></p>
<p>Il motore della piccola spagnola è l’ormai collaudato <strong>Minarelli 125cc 4tempi e 4 valvole raffreddato a liquido</strong>, che equipaggia anche la sportiva Yamaha R125 e la naked di pari cilindrata Yamaha MT 125.<br />
In quanto ad<strong> affidabilità e consumi i dati sono assolutamente ottimali</strong> : la Rieju è davvero in grado di farvi dimenticare l’ultima volta in cui avete fatto benzina, arrivando a sfiorare quota <strong>40 km percorsi con un solo litro di carburante</strong> con un utilizzo relativamente tranquillo.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-59223" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/foto-s.jpg" alt="Jpeg" width="3264" height="1836" title="Test Rieju RS3 125 NKD : un&#039;alternativa economica ed a livello della concorrenza 858" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/foto-s.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/foto-s-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/foto-s-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/foto-s-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/foto-s-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 3264px) 100vw, 3264px" /></p>
<p>Le prestazioni sono quelle che si può aspettare da un 125cc 4 tempi di moderna concezione : scordatevi dunque le ultraprestazionali 2 tempi anni ’90, ma in fondo <strong>15 cavalli (11kw)</strong> sono ciò che la <strong>normativ</strong>a italiana e comunitaria impongono come<strong> limite invalicabile</strong> per quanto concerne motociclette conducibili con patente A1 o B. L’<strong>erogazione</strong> del motore è molto (forse troppo)<strong> regolare</strong>, senza particolari differenze o strappi ad ogni regime di giri. Considerando che si tratta di un monocilindrico, le <strong>vibrazioni non sono invece intensamente avvertibil</strong>i.</p>
<p>La necessità di disporre di più cavalleria, specialmente ad alti regimi, è evidenziabile  quando si incontrano pendenze degne di nota.</p>
<p>Avete presente il tipo di guida ottimale da utilizzare con i kart a noleggio? La strategia per andare forte in quella situaizone è equiparabile a quella da adottare a bordo della RS3 NKD. Naturalmente in circostanze di questo tipo bisogna cercare di non fare scendere la lancetta del contagiri sotto il range ottimale, ma le alternative per mantenere la Rieju RS3 allegra le alternative sono 2 : sfrizionare come dannati in uscita di curva (No, non l’abbiamo fatto&#8230;), oppure cercare di frenare il meno possibile, mantenendo una velocità di percorrenza in curva più elevata consensita dalle caratteristiche del mezzo. La <strong>velocità di punta si aggira attorno ai 125-130 km/h</strong>, ed il<strong> limitatore</strong> è posto a <strong>10.000 giri</strong>, mentre occorrono circa <strong>13 secondi per portare la Rieju da 0 a 100 km/h.</strong></p>
<p>La moto è decisamente <strong>robusta anche dal punto di vista meccanico</strong>: dobbiamo confessare che la moto ha avuto un piccolo incidente, una innocente scivolata causata da una distrazione di terzi, ma non ha battuto ciglio.</p>
<p>Pur con qualche graffio, il manubrio segnato e senza il tastino dello starter, la moto ha continuato a funzionare regolarmente senza alcun problema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000">Ciclistica ed impianto frenante</span></p>
<p>Naturalmente, dimensioni e peso contenuti della monocilindrica spagnola non richiedono dotazioni ciclistiche di particolare pregio, specialmente se associati alle tipologie di utilizzo predisposte per la motocicletta in questione. La sensazione è comunque di un impianto frenante sufficiente fino ad un certo punto : <strong>al di sopra dei 90 km/h circa, la potenza frenante del disco singolo anteriore da 300mm e della pinza a doppio pistoncino non appare mordente come ci si potrebbe aspettare</strong>, sebbene la modulabilità complessiva della frenata sia tutto sommato buona. Discorso diverso invece per il posteriore, che con il disco da 220 mm di diametro assicura una frenata sicura in qualsiasi circostanza.  Da segnalare l’<strong>impossibilità di installare un impianto ABS</strong>, che rende la Rieju meno appetibile rispetto alle concorrenti dotate di impianto di serie.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-59224" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/freno.jpg" alt="CAMERA" width="688" height="516" title="Test Rieju RS3 125 NKD : un&#039;alternativa economica ed a livello della concorrenza 859" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/freno.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/freno-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/freno-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/freno-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/freno-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/freno-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 688px) 100vw, 688px" /><br />
La<strong> forcella rovesciata Paioli da 41mm</strong> è di buona fattura, anche se un po’ troppo morbida se sottoposta ad una guida eccessivamente sportiva e priva di possibilità di regolazione. Il forcellone, come già anticipato prima, è in alluminio e appare quasi sovradimensionato. Il monoammortizzatore  è regolabile nel precarico, permettendo di trovare un buon setting almeno per quanto riguarda il posteriore della motocicletta. In generale, <strong>la moto tende a scomporsi abbastanza se utilizzata al limite, ma è sincera e prevedibile nelle manovre ordinarie.</strong></p>
<p>La moto è <strong>gommata con Michelin Pilot Sporty nelle misure 100/80  anteriore– 17 anteriore e 130/70 – 17 posteriore</strong> : misure che confermano la predisposizione all’agilità assoluta, più che la stabilità a velocità di percorrenza elevate. Probabilmente,  il comportamento del mezzo sarebbe diverso con una sezione delle gomme maggiorata, sia all’anteriore che al posteriore, cosa che porterebbe di sicuro un appoggio maggiore e darebbe alla ciclistica un &#8220;rallentamento&#8221; delle reazioni.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Per chi? Dove?</span></p>
<p>Naturalmente il settore di pubblico interessato all’ acquisto della RS3 è composto dai titolari di patente A1, che potrebbero trovare una valida alternativa anche in <strong>termini di prezzo (solo 3700€ il prezzo di listino)</strong> alle altre naked di pari cilindrata (KTM Duke 125 – 4200€ / Yamaha MT-125 4100€). Come preventivamente anticipato, il fatto che la sella sia abbastanza rialzata rispetto al suolo (84,5 cm), esclude gran parte del pubblico di statura non particolarmente elevata.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-59225" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/11560001.jpg" alt="CAMERA" width="722" height="542" title="Test Rieju RS3 125 NKD : un&#039;alternativa economica ed a livello della concorrenza 860" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/11560001.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/11560001-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/11560001-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/11560001-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/11560001-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/11560001-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 722px) 100vw, 722px" /></p>
<p>Gli <strong>utilizzi ottimali</strong> del piccolo monocilindrico spagnolo possono essere <strong>molteplici</strong>, ovviamente escludendo lunghe tratte extraurbane per via dell’ impossibilità di mantenere una velocità di crociera adeguata e la totale assenza di protezione aerodinamica. L’utilizzo a 360 gradi è confermato anche dalla leggerezza che si fa sentire soprattutto in città, così come la compattezza in termini di larghezza, la quale permette di sgusciare senza problemi in mezzo al traffico dell’ora di punta. La motocicletta non disdegna avventure  montane, con il motore che spinge regolarmente e senza esitazione anche su strade con pendenze importanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre alla <strong>colorazione “Rieju Racing Team”, sono disponibili le varianti Green e Orange</strong>, con il prezzo di partenza invariato, fissato a 3700€ franco concessionario.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-59217 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/colori.png" alt="colori" width="755" height="340" title="Test Rieju RS3 125 NKD : un&#039;alternativa economica ed a livello della concorrenza 861" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/colori.png 755w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/colori-300x135.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/colori-696x313.png 696w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /></p>
<p><span style="color: #ff0000">Conclusioni</span></p>
<p>Per concludere, possiamo dunque considerare la RS3 125 NKD come una <strong>buona prima moto, sincera nella sua componentistica di base</strong>, perfettamente a livello della diretta concorrenza, salvo qualche <strong>miglioria apportabile a livello di impianto frenante.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff">Pregi : Consumi irrisori / Leggerezza assoluta / Prezzo Competitivo</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Difetti : Finiture non di classe / Impianto frenante non adeguato (anteriore) / Assenza ABS</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-59218 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/scheda1.png" alt="scheda1" width="715" height="469" title="Test Rieju RS3 125 NKD : un&#039;alternativa economica ed a livello della concorrenza 862" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/scheda1.png 715w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/scheda1-300x197.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/scheda1-696x457.png 696w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /> <img decoding="async" class="size-full wp-image-59219 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/scheda2.png" alt="scheda2" width="712" height="399" title="Test Rieju RS3 125 NKD : un&#039;alternativa economica ed a livello della concorrenza 863" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/scheda2.png 712w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/scheda2-300x168.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/scheda2-696x390.png 696w" sizes="(max-width: 712px) 100vw, 712px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Yamaha : Pronta la versione Tracer 700 su base MT-07</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 08:35:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[mt07]]></category>
		<category><![CDATA[mtseries]]></category>
		<category><![CDATA[tracer]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che la polivalenza motoristica dei moderni propulsori sia una caratteristica essenziale, non è una sorpresa. Gli uomini di Iwata hanno dunque deciso di adattare il riuscitissmo bicilindrico 689cc 4v equipaggiante la best seller Mt-07 anche alla versione Tracer, prevista nei concessionari a partire da quest&#8217;estate. Sull&#8217;onda del successo di vendite della sorella maggiore MT-09 Tracer, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che la <strong>polivalenza motoristica</strong> dei moderni propulsori sia una caratteristica essenziale, non è una sorpresa. Gli uomini di Iwata hanno dunque deciso di adattare il riuscitissmo <strong>bicilindrico 689cc</strong> 4v equipaggiante la best seller <strong>Mt-07</strong> anche alla <strong>versione Tracer</strong>, prevista <strong>nei concessionari a partire da quest&#8217;estate</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-59291 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/mt-11.jpg" alt="mt 11" width="4000" height="2250" title="Yamaha : Pronta la versione Tracer 700 su base MT-07 867" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt-11.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt-11-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt-11-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt-11-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt-11-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Sull&#8217;onda del successo di vendite della sorella maggiore MT-09 Tracer, in questo caso i prezzi saranno ancora più contenuti (7890 € il prezzo franco concessionario), la Tracer 700 si candida senza alcun dubbio a divenire regina incontrastata del segmento delle sport-tourer di media cilindrata.</p>
<p>Con i suoi <strong>74,8 cv e 68nm di coppia a 6500 rpm</strong>, il motore &#8220;crossplane&#8221; della giapponese è ormai collaudato sotto ogni aspetto, inoltre anche altre dotazioni rimarranno invariate (<strong>ABS di serie</strong> su tutti).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-59292" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/mt22.jpg" alt="mt22" width="4000" height="2250" title="Yamaha : Pronta la versione Tracer 700 su base MT-07 868" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt22.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt22-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt22-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt22-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/mt22-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Ecco una serie di punti principali descriventi le caratteristiche della Tracer 700, direttamente dal comunicato stampa di Yamaha Italia.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-59290 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/SnapCrab_NoName_2016-4-23_0-2-7_No-00.png" alt="SnapCrab_NoName_2016-4-23_0-2-7_No-00" width="436" height="463" title="Yamaha : Pronta la versione Tracer 700 su base MT-07 869" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/SnapCrab_NoName_2016-4-23_0-2-7_No-00.png 436w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/SnapCrab_NoName_2016-4-23_0-2-7_No-00-300x319.png 300w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></p>
<p>[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=vkSSxvP45yI[/youtube]</p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Kawasaki aggiorna il proprio listino per il 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 11:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[h2]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[ninja]]></category>
		<category><![CDATA[zseries]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La casa giapponese ha presentato ufficialmente il proprio listino prezzi completo per l&#8217;anno 2016. Le novità sono le versioni &#8220;Sugomi&#8221; delle naked Z800 e Z1000, delle quali avevamo già parlato in precedenza, oltre alle varie versioni della Ninja ZX-10R, rinnovata in modo sostanziale nonostante si trattasse di un mezzo già molto competitivo tra i cordoli. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2016/03/29/kawasaki-aggiorna-listino-2016/">Kawasaki aggiorna il proprio listino per il 2016</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La casa giapponese ha presentato ufficialmente il proprio listino prezzi completo per l&#8217;anno 2016. Le <strong>novità</strong> sono le versioni &#8220;<strong>Sugomi&#8221; delle naked Z800 e Z1000, <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/12/01/eicma-kawasaki-presenta-z800-e-z1000-sugomi-edition/" target="_blank">delle quali avevamo già parlato in precedenza</a></strong>, oltre alle varie versioni della <strong>Ninja ZX-10R</strong>, rinnovata in modo sostanziale nonostante si trattasse di un mezzo già molto competitivo tra i cordoli.</p>
<p>Lieve<strong> aumento di prezzo</strong> per le &#8220;super&#8221; <strong>H2 ed H2R</strong>, ma non saranno di certo 1000€ in più a frenare i possibili acquirenti delle ormai famosissime motociclette sovralimentate di Akashi&#8230;<br />
<img decoding="async" class="size-full wp-image-58485 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/03/1-4.png" alt="1" width="704" height="630" title="Kawasaki aggiorna il proprio listino per il 2016 872" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/1-4.png 704w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/1-4-300x268.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/1-4-696x623.png 696w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /><img decoding="async" class="size-full wp-image-58486 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/03/2-4.png" alt="2" width="705" height="468" title="Kawasaki aggiorna il proprio listino per il 2016 873" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2-4.png 705w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2-4-300x199.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2-4-696x462.png 696w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2016/03/29/kawasaki-aggiorna-listino-2016/">Kawasaki aggiorna il proprio listino per il 2016</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<item>
		<title>Aperte le ordinazioni per la nuova Energica Eva</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2016/03/24/aperte-le-ordinazioni-la-nuova-energica-eva/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=aperte-le-ordinazioni-la-nuova-energica-eva</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 07:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornalemotori.com/?p=58392</guid>

					<description><![CDATA[<p>La EMC (Energica Motor Company) apre le ordinazioni del suo modello streetfighter: la Energica Eva, una bellissima nakes ad alto tasso adrenalinico e tecnologico. Il modello EVA èstato presentato alla fiera EICMA 2015 facendo subito breccia tra gli appassionati: design moderno, equipaggiamento di alto livello, prestazioni di alto livello. La moto nella sua versione definitiva, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2016/03/24/aperte-le-ordinazioni-la-nuova-energica-eva/">Aperte le ordinazioni per la nuova Energica Eva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58393" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/03/2016-03-24_080909.jpg" alt="2016-03-24_080909" width="575" height="359" title="Aperte le ordinazioni per la nuova Energica Eva 876" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-24_080909.jpg 575w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-24_080909-300x187.jpg 300w" sizes="(max-width: 575px) 100vw, 575px" />La EMC (Energica Motor Company) apre le ordinazioni del suo modello streetfighter: la <strong>Energica Eva</strong>, una bellissima nakes ad alto tasso adrenalinico e tecnologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello EVA èstato presentato alla fiera EICMA 2015 facendo subito breccia tra gli appassionati: design moderno, equipaggiamento di alto livello, prestazioni di alto livello.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto nella sua versione definitiva, è infatti dotata di un motore sincrono a magneti permanenti raffreddato ad olio in grado di sviluppare una potenza di 70kW (c.ca 95 cv) e una coppia di 170 Nm. Per chi non lo sapesse, potenza e coppia dei motori elettrici sono subito disponibili e regalano accelerazioni davvero incredibili, con uno spunto che vi lascerà letteralmente senza fiato.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto è già ordinabile presso la rete vendita autorizzata Energica, al prezzo di 25.400 € IVA esclusa.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58394" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/03/2016-03-24_080928.jpg" alt="2016-03-24_080928" width="561" height="355" title="Aperte le ordinazioni per la nuova Energica Eva 877" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-24_080928.jpg 561w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-24_080928-300x190.jpg 300w" sizes="(max-width: 561px) 100vw, 561px" />In aggiunta all’apertura degli ordini Eva, EMC rende nota un’altra importante notizia: tutta la produzione 2016 avrà la predisposizione fast charge integrata, un plus molto interessante. Grazie al Fast Charge i clienti Energica potranno ridurre drasticamente il tempo di ricarica: in soli 30 minuti sarà possibile passare da 0 all’85% di carica.</p>
<p style="text-align: justify;">La predisposizione Fast Charge integrata comporterà inoltre un duplice vantaggio per il cliente finale:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">la possibilità di poter scegliere di installare il Fast Charge in un secondo momento senza preoccuparsi di doverlo fare al momento dell&#8217;acquisto</li>
<li style="text-align: justify;">l’aumento del valore residuo del veicolo</li>
</ul>
<p>Tra qualche settimana avremo la possibilità di provare di persona la nuova Energica Eva e vi faremo un bel report dettagliato.</p>
<p>Per altre info andate su www.energicasuperbike.com oppure potete scrivere info@energicasuperbike.com</p>
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		<item>
		<title>Suzuki Demo Ride Tour 2016, pronti a salire in sella ?</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2016/03/08/suzuki-demo-ride-tour-2016-pronti-salire-sella/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=suzuki-demo-ride-tour-2016-pronti-salire-sella</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 13:02:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[demo]]></category>
		<category><![CDATA[gsr]]></category>
		<category><![CDATA[gsx-s]]></category>
		<category><![CDATA[ride]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come di consueto, Suzuki ha pensato di mettere a disposizione di clienti affezionati e motociclisti curiosi alcune delle proprie motociclette, concentrandosi ovviamente sulle novità più recenti. Le prime 3 tappe di Imperia (IM), Palermo (PA) e Castelveltrano (TP) del tour sono state già effettuate, ma vi aspettano ancora ben 67 appuntamenti sparsi per i concessionari [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Come di consueto, Suzuki ha pensato di mettere a disposizione di clienti affezionati e motociclisti curiosi alcune delle proprie motociclette, concentrandosi ovviamente sulle novità più recenti. Le prime 3 tappe di Imperia (IM), Palermo (PA) e Castelveltrano (TP) del tour sono state già effettuate, ma vi aspettano ancora <strong>ben 67 appuntamenti sparsi per i concessionari ufficiali</strong> situati in tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-57863 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/03/1.png" alt="1" width="1012" height="607" title="Suzuki Demo Ride Tour 2016, pronti a salire in sella ? 880" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/1.png 1012w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/1-768x461.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/1-300x180.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/1-696x417.png 696w" sizes="(max-width: 1012px) 100vw, 1012px" /></p>
<p style="text-align: justify">Le modalità di prova saranno invariate, con uno dei membri del team Suzuki che guiderà i tester lungo un tragitto più o meno lungo, dipendentemente dalla location e dalle condizioni atmosferiche. Forse proprio la <strong>presenza di una guida</strong>, può essere giudicata <strong>limitante</strong> per trarre conclusioni appropriate in merito alla moto provata : va bene la sicurezza, ma un po’ di libertà in più certo non guasterebbe&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Passiamo ora ai veicoli <strong>a disposizione</strong>, i quali vengono trasportati in tutta Italia con il bilico ufficiale Suzuki, tutti conducibili esclusivamente <strong>con patente A3</strong> (illimitata), la quale assieme a <strong>casco ed adeguato abbigliamento tecnico</strong> è l’unico requisito essenziale per poter salire in sella alle motociclette messe a disposizione da Suzuki Italia.</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Suzuki GSX – S1000F</strong></li>
<li><strong>Suzuki GSX &#8211; S1000</strong></li>
<li><strong>Suzuki GSR 750</strong></li>
<li><strong>Suzuki V-Strom 1000</strong></li>
<li><strong>Suzuki V-Strom 650 XT</strong></li>
<li><strong>Suzuki SV 650</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="size-full wp-image-57864 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/03/2.png" alt="2" width="1024" height="187" title="Suzuki Demo Ride Tour 2016, pronti a salire in sella ? 881" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2-768x140.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2-300x55.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/03/2-696x127.png 696w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p style="text-align: justify">In conclusione, si tratta dunque di un’iniziativa apprezzabile ed utile ad avvicinare al mondo Suzuki motociclisti più o meno esperti, sebbene l’aspetto dell’autonomia debba essere certamente migliorato.</p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<item>
		<title>Suzuki GSX-S 1000 Yoshiumura Edition, ecco la versione speciale della naked giapponese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 13:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[gsx-s]]></category>
		<category><![CDATA[hammamatsu]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
		<category><![CDATA[yoshimura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Suzuki ha appena annunciato una edizione speciale per quanto riguarda la GSX-S 1000 e la GSX-S 1000F, le quali saranno dotate di numerosa componentistica Yoshimura e un nuovo kit grafico, assieme ad una serie di accessori e migliorie appositamente selezionati. Entrambe le edizioni speciali saranno equipaggiate con scarico Yoshimura R11, così come dado della piastra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Suzuki</strong> ha appena annunciato una <strong>edizione speciale</strong> per quanto riguarda la <strong>GSX-S 1000 e la GSX-S 1000F</strong>, le quali saranno dotate di numerosa componentistica Yoshimura e un nuovo kit grafico, assieme ad una serie di accessori e migliorie appositamente selezionati.</p>
<p style="text-align: justify">Entrambe le edizioni speciali saranno equipaggiate con <strong>scarico Yoshimura R11</strong>, così come <strong>dado della piastra di sterzo, tappo del serbatoio dell&#8217;olio freni e bilancieri dei semimanubri tutti marchiati Yoshimura</strong>, storico partner associato all&#8217;universo racing per quanto riguarda la casa di Hammamatsu.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-57614" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/02/1.jpg" alt="1" width="5373" height="3581" title="Suzuki GSX-S 1000 Yoshiumura Edition, ecco la versione speciale della naked giapponese 884" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/1.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/1-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/1-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/1-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 5373px) 100vw, 5373px" /></p>
<p style="text-align: justify">Inoltre, la <strong>livrea ed il kit grafico</strong> aggiungeranno ulteriore aggressività alle naked quadricilindriche. Le pedane passeggero verranno rimosse, e sarà montata un&#8217;unghia copri sellino passeggero, per dare ulteriore risalto alla sportività alla coda della motocicletta.</p>
<p style="text-align: justify">Disponibili nei <strong>concessionari ufficiali autorizzati Suzuki</strong> (<strong>purtroppo solo nel Regno Unito</strong>) da marzo, la versione senza ABS della GSX-S 1000 Yoshimura edition avranno i seguenti <strong>prezzi</strong> :</p>
<ul>
<li style="text-align: justify">Suzuki GSX-S 1000 Yoshimura Edition : 12600 €</li>
<li style="text-align: justify">Suzuki GSX-S 1000 Yoshimura Edition ABS : 13300 €</li>
<li style="text-align: justify">Suzuki GSX-S1000F Yoshimura Edition  : 13800€<img decoding="async" class="size-full wp-image-57615 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/02/2.jpg" alt="2" width="5520" height="3684" title="Suzuki GSX-S 1000 Yoshiumura Edition, ecco la versione speciale della naked giapponese 885" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/2.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/2-1024x684.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/2-768x513.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/2-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/2-696x465.jpg 696w" sizes="(max-width: 5520px) 100vw, 5520px" /></li>
</ul>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bmw G310 R, in arrivo una versione carenata?</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2016/02/20/bmw-g310-in-arrivo-una-versione-carenata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bmw-g310-in-arrivo-una-versione-carenata</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 12:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[a2]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[g310]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’ultimo scoop riguardante il possibile rendering grafico della prossima Honda CBR 1000RR, ecco un’altra novità presto prevista, questa volta da parte di BMW. L’immagine in questione riguarderebbe l’ipotetica versione sportiva e completamente carenata della BMW G310R, la fun bike tedesca prodotta grazie alla collaborazione instaurata dai bavaresi con la casa indiana TVS. La versione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo l’ultimo scoop riguardante il possibile <a href="https://www.giornalemotori.com/2016/01/31/honda-finalmente-in-arrivo-una-nuova-cbr-1000rr/" target="_blank">rendering grafico della prossima Honda CBR 1000RR</a>, ecco un’altra novità presto prevista, questa volta da parte di BMW. L’immagine in questione riguarderebbe l’ipotetica versione sportiva e completamente carenata della BMW G310R, la fun bike tedesca prodotta grazie alla collaborazione instaurata dai bavaresi con la casa indiana TVS.</p>
<p style="text-align: justify">La versione definitiva del rendering è apparsa per prima sul sito indiano <a href="http://www.rushlane.com" target="_blank" rel="noopener">www.rushlane.com</a> e la notizia è stata in qualche modo confermata dalla presenza di un concept molto simile alla principale fiera motoristica indiana (Auto Expo), svoltasi all’ inizio del mese di febbraio.<br />
<img decoding="async" class="size-full wp-image-57532 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/02/rendering-1.jpg" alt="rendering" width="800" height="534" title="Bmw G310 R, in arrivo una versione carenata? 887" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/rendering-1.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/rendering-1-768x513.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/rendering-1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/02/rendering-1-696x465.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify">Il design del rendering richiama fortemente la sorella maggiore BMW S1000RR, ma sono evidenziabili anche elementi comuni alla linea della Honda CBR.</p>
<p style="text-align: justify">E’ bene ricordare che in un mercato (quello indiano e sud est asiatico) in cui la classe delle 300 rappresenta la categoria di maggior successo per motivi economici e limitazioni delle patenti, le piccole sportive si stanno diffondendo sempre più.</p>
<p style="text-align: justify">Yamaha ha prepotentemente fatto irruzione sul mercato con la propria YZR-R3, KTM è già conosciuta da tempo per la propria forte collaborazione con Bajaj (Duke 390 e RC 390) e Kawasaki rilascerà la versione m.y. 2016 della Ninja 300 sul mercato indiano.  Perchè in BMW dovrebbero limitarsi a fare da spettatori?</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><em>Nicolò Modena</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Honda : Finalmente in arrivo una nuova CBR 1000RR ?</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2016/01/31/honda-finalmente-in-arrivo-una-nuova-cbr-1000rr/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=honda-finalmente-in-arrivo-una-nuova-cbr-1000rr</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2016 12:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[cbr]]></category>
		<category><![CDATA[cbr1000rr]]></category>
		<category><![CDATA[cbr1000rr SP]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che l’attuale Cbr 1000rr, modello di punta della casa dell’ ala, sia ormai assolutamente obsoleta non è certamente una novità, ma è ormai da parecchi anni che i giapponesi, leader incontrastati del mercato mondiale non aggiornano in modo concreto le proprie supersportive nelle classi 1000 e 600. Eccezion fatta per l’esclusivissima RC213V, MotoGP race replica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Che l’attuale <strong>Cbr 1000rr</strong>, modello di punta della casa dell’ ala, sia ormai <strong>assolutamente obsoleta</strong> non è certamente una novità, ma è ormai da parecchi anni che i giapponesi, leader incontrastati del mercato mondiale non aggiornano in modo concreto le proprie supersportive nelle classi 1000 e 600. Eccezion fatta per l’esclusivissima RC213V, MotoGP race replica acquistabile alla spropositata cifra di 200.000 €, la <strong>punta di diamante delle sportività Honda</strong> è la Honda Cbr 1000rr nella sua <strong>versione SP</strong>, presentata ad EICMA 2013. Sebbene quest’ultima versione sia equipaggiata con <strong>sospensioni Öhlins, impianto frenante Brembo</strong> e sia stata rivista in alcune componentistiche del motore e sia leggera rispetto alla versione base, il gap presente tra i modelli di supersportive del resto delle case motociclistiche è ancora ampio.<br />
Il problema principale del suddetto <strong>gap</strong> è ovviamente sancito soprattutto da <strong>carenze in materia di elettronica</strong> : il resto della concorrenza si è evoluto (BMW s1000rr, Yamaha R1, Ducati Panigale) oppure adattato (Kawasaki ZX10R), ma la Cbr è rimasta l’ottima moto dall’indole sportiva e pistaiola, ma <strong>non una Supebike replica di ultima generazione (&#8220;tecnologica&#8221;)</strong>, pagando un’obsolescenza che la rende classificabile <strong>assieme alla Suzuki GSX-R </strong>come<strong> “Superbike Analogica”</strong>. Da tempo si vocifera di una possibile svolta da parte della casa di Tokyo, ma il tempo passa e Honda non può assolutamente permettersi di perdere il proprio status quo in termini di sportività. Le <strong>previsioni</strong> più concrete sono orientate al <strong>2017</strong>, ma in rete sono già disponibili <strong>rendering</strong> grafici dell’ aspetto che la nuova CBR 1000 rr potrebbe avere. La motorizzazione? <strong>Presumibilmente un V4 sulle tracce di Aprilia</strong>, ma sono solo supposizioni..<img decoding="async" class="size-full wp-image-57174 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/cbr.jpg" alt="cbr" width="635" height="423" title="Honda : Finalmente in arrivo una nuova CBR 1000RR ? 889" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/cbr.jpg 635w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/cbr-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2016/01/31/honda-finalmente-in-arrivo-una-nuova-cbr-1000rr/">Honda : Finalmente in arrivo una nuova CBR 1000RR ?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<item>
		<title>22-23-24 Gennaio : Test ride Honda Africa Twin e Motorbike Expo a Verona</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2016/01/21/22-23-24-gennaio-test-ride-honda-africa-twin-e-motorbike-expo-a-verona/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=22-23-24-gennaio-test-ride-honda-africa-twin-e-motorbike-expo-a-verona</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 18:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[africatwin]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[mbe]]></category>
		<category><![CDATA[motorbikeexpo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova Honda CRF1000L Africa Twin, disponibile nelle sue 3 versioni Standard, ABS e DCT-ABS a partire da un prezzo base di 12400 € è stata selezionata per una campagna di test ride nelle principali concessionarie Honda in tutta Italia. Per poter prenotare la propria prova su strada, è necessario contattare le varie concessionarie ufficiali [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La nuova <strong>Honda CRF1000L Africa Twin</strong>, disponibile nelle sue 3 versioni Standard, ABS e DCT-ABS a partire da un <strong>prezzo base di 12400 €</strong> è stata selezionata per una campagna di test ride nelle principali concessionarie Honda in tutta Italia. Per poter prenotare la propria <strong>prova su strada</strong>, è necessario contattare le varie concessionarie ufficiali della rete nazionale, concordando tempo e luogo della prova con <strong>patente A3 valida e munirsi di casco ed adeguato abbigliamento tecnico</strong> : al resto ci penseranno loro, basterà salire in sella e partire assieme al mito dell’ icona richiamata dalla sigla “Africa Twin”. La dotazione tecnica è senza alcun dubbio interessante, ed il periodo sembra essere favorevole per le maxienduro, di conseguenza la domanda sorge spontantea : riuscirà Honda a spodestare la regnante BMW GS, che da anni si accaparra la quota di mercato più alta nel mondo delle due ruote in assoluto?</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’elenco delle <strong>concessionarie ufficiali Honda</strong>, assieme ai relativi indirizzi e recapiti telefonici, è disponibile sul sito www.honda.it all’ indirizzo http://fyd.hondaitalia.com/concessionarie/rete-honda/vendita/ ,tramite il quale è possibile ricercare geograficamente, oppure per nome.</p>


<div class="wp-block-image size-full wp-image-57069">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="621" height="465" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/1-1.jpg" alt="Honda CRF1000L Africa Twin 2016" class="wp-image-57069" title="22-23-24 Gennaio : Test ride Honda Africa Twin e Motorbike Expo a Verona 890" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/1-1.jpg 621w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/1-1-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/1-1-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 621px) 100vw, 621px" /><figcaption class="wp-element-caption">Honda CRF1000L Africa Twin</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Iniziative di questo tipo sono solitamente molto gradite dagli appassionati, e permettono a chiunque rispetti i sovracitati requisiti di entrare a contatto con le novità delle varie case motociclistiche, le quali ovviamente traggono vantaggi in termini di conoscibilità del prodotto e vendite. Approfittatene se potete, come sempre ci penseremo noi ad aggiornarvi per quanto riguarda opportunità di questo tipo.</p>


<div class="wp-block-image size-full wp-image-57070">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="705" height="465" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2-1.jpg" alt="16YM CRF1000L Africa Twin" class="wp-image-57070" title="22-23-24 Gennaio : Test ride Honda Africa Twin e Motorbike Expo a Verona 891" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2-1.jpg 705w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2-1-300x198.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2-1-696x459.jpg 696w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /><figcaption class="wp-element-caption">16YM CRF1000L Africa Twin</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Per chi non riuscisse o preferisse organizzare attività di altro tipo, vi consigliamo il <strong>Motorbike Expo</strong> che avrà luogo alla <strong>Fiera di Verona</strong> proprio questo weekend : una fiera interessante ed in crescita continuamente, contrariamente al prezzo del biglietto d’ingresso, il quale è bloccato a <strong>16€</strong> dalla prima edizione! L’evento, dal punto di vista racing, offrirà le <strong>presentazioni ufficiali del team Kawasaki Pedercini Superbike e del team Moto3 Honda Ongetta Rivacold</strong>, oltre alla presenza di numerose case costruttrici in veste ufficiale. Se avete intenzione di recarvi a Verona durante le giornate di venerdì e sabato e<strong> avete voglia di un caffè, non esitate a contattarci tramite la pagina facebook Giornalemotori</strong> : si preannuncia un weekend pieno di impegni ed emozioni!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="517" height="232" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/mbe.png" alt="mbe" class="wp-image-57071" title="22-23-24 Gennaio : Test ride Honda Africa Twin e Motorbike Expo a Verona 892" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/mbe.png 517w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/mbe-300x135.png 300w" sizes="(max-width: 517px) 100vw, 517px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Yamaha Yard Built XV950 &#8220;Ultra&#8221; by GS Mashin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 14:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yamaha inaugura il 2016 presentando subito un nuovo ed accattivante progetto che entra a far parte dell’incredibile garage Yard Built. Prendendo vita dalla celebre Sport Heritage XV950, quest’ultima Special è frutto della collaborazione con i customizer svizzeri di GS Mashin a cui, qualche mese fa, era stata lanciata la sfida di creare un’interpretazione particolarmente originale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-57005" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2016-01-15_145246.jpg" alt="2016-01-15_145246" width="596" height="372" title="Yamaha Yard Built XV950 &quot;Ultra&quot; by GS Mashin 895" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-15_145246.jpg 596w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-15_145246-300x187.jpg 300w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" />Yamaha inaugura il 2016 presentando subito un nuovo ed accattivante progetto che entra a far parte dell’incredibile garage Yard Built. Prendendo vita dalla celebre Sport Heritage XV950, quest’ultima Special è frutto della collaborazione con i customizer svizzeri di GS Mashin a cui, qualche mese fa, era stata lanciata la sfida di creare un’interpretazione particolarmente originale della bobber di Iwata. Il risultato è XV950 “Ultra”, il cui nome deriva dallo stile ultramoderno del mezzo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Fondata tre anni fa da Tom Mosimann della crew di “Niners”, l’officina GS Mashin è conosciuta per la capacità di mescolare sapientemente una straordinaria abilità artigianale con idee di design rivoluzionarie. All’interno di un piccolo garage di Berna, Tom plasma infatti modelli dal carattere deciso e impeccabili dal punto di vista funzionale e tecnico, in modo da appagare non solo l’occhio, ma anche la sensazione di guida.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-57006" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2016-01-15_145303.jpg" alt="2016-01-15_145303" width="502" height="339" title="Yamaha Yard Built XV950 &quot;Ultra&quot; by GS Mashin 896" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-15_145303.jpg 502w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-15_145303-300x203.jpg 300w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" />E la nuova XV950 “Ultra” non fa eccezione. Radicalmente diverso dalla XV950 di produzione, questo mezzo “speciale” rispetta appieno la filosofia costruttiva Yard Built: per realizzarlo, infatti, non sono stati effettuati tagli o saldature al telaio originale. Tom ha preso ispirazione dall’architettura gotica per creare una Special bassa e “cattiva”, con ruote alte e strette e grafiche che non passano inosservate.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Il modello che Tom è riuscito a realizzare, partendo dalla XV950, è davvero straordinario», afferma Shun Miyazawa, Product Manager di Yamaha. «Mi soddisfa in modo particolare il fatto che, nonostante si sia cercato di donare un look davvero estremo, il mezzo segue il nostro principio irrinunciabile e cioè che ogni modello deve esaltare la guidabilità. È stata conservata l&#8217;anima di XV950, “plasmata” all’interno di un look originale, senza operare tagli o saldature al telaio. Ben il 95% del lavoro è stato svolto tramite l’utilizzo di pochi strumenti: un flessibile, della sabbia e un martello!».</em></p>
<p style="text-align: justify;">La carena di XV950 “Ultra” è battuta infatti a mano e ricavata da una lastra d’acciaio di 1.5 mm, mentre i supporti sono stati ottenuti da un tubo di scarico anch’esso in acciaio. Un faro compatto della Bates è stato perfettamente integrato nella carena, insieme alle due frecce Highsider. Anche il serbatoio è stato realizzato a mano: la sezione superiore creata con una trancia, mentre quella inferiore deriva dal serbatoio originale. Uno degli elementi di spicco di questa special sono le elegantissime sospensioni posteriori, prototipi costruiti da K-Tech e derivate dalle Bullit, uno dei loro prodotti più significativi. Il codone, che avvolge la luce posteriore Shin Yo, è stato anch’esso prodotto a mano, così come la sella, realizzata in pelle da Jose Rey. La magnifica piastra di sterzo superiore in alluminio è ricavata dal pieno da Asic Robotics e ha linee pulitissime, con i fori per i riser. Le ruote sono dei veri capolavori: ai mozzi originali sono stati aggiunti dei cerchi da 18 pollici (al posteriore) e da 21 pollici (all’anteriore), con nuove razze e l&#8217;ABS.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato finale è davvero sorprendente. Con la XV950 “Ultra” la famiglia Yard Built si allarga e la stella di GS Mashin entra a far parte del firmamento delle Special.</p>
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		<title>Suzuki all&#8217; Agnellotreffen con la nuova V-Strom 650 XT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 12:47:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[hammamatsu]]></category>
		<category><![CDATA[motorbikeexpo]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
		<category><![CDATA[vstrom]]></category>
		<category><![CDATA[xt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli eventi motociclistici scarseggiano nei mesi invernali e non sapete cosa fare il prossimo weekend? Suzuki Italia ha pensato ad ognuno di voi appassionati irriducibili, approfittando di un evento collaudato da tempo come l’ Agnellotreffen. La casa giapponese ha infatti deciso di presentarsi in forma ufficiale al raduno invernale più alto d’ Europa (ben 1800 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Gli eventi motociclistici scarseggiano nei mesi invernali e non sapete cosa fare il prossimo weekend? <strong>Suzuki Italia</strong> ha pensato ad ognuno di voi appassionati irriducibili, approfittando di un evento collaudato da tempo come l’ <strong>Agnellotreffen</strong>. La casa giapponese ha infatti deciso di presentarsi in forma ufficiale al raduno invernale più alto d’ Europa (ben 1800 metri sul livello del mare!), con un’ interessante novità : sarà svelata la <strong>versione XT</strong> della già conosciuta <strong>V-Strom</strong> nella sua motorizzazione 650cc. L’accostamento con l’ Agnellotreffen non è tuttavia casuale, la versione XT della moto di Hammamatsu sarà infatti preparata per affrontare fuoristrada di ogni tipo, neve compresa! Questo grazie ad alcuni accorgimenti tecnici rispetto al modello base da cui essa deriva, tra cui l’adozione dei nuovissimi <strong>pneumatici Anlas Winter Grip Plus</strong> studiati appositamente per le basse temperature invernali e il grip offerto in condizioni precarie.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="wp-image-56982 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/suzuki-italia-allagnellotreffen-2016-scarica-foto-suzuki-all-agnellotreffen-4.jpg" alt="suzuki-italia-allagnellotreffen-2016-scarica-foto-suzuki-all-agnellotreffen-4" width="780" height="522" title="Suzuki all&#039; Agnellotreffen con la nuova V-Strom 650 XT 898" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/suzuki-italia-allagnellotreffen-2016-scarica-foto-suzuki-all-agnellotreffen-4.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/suzuki-italia-allagnellotreffen-2016-scarica-foto-suzuki-all-agnellotreffen-4-1024x685.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/suzuki-italia-allagnellotreffen-2016-scarica-foto-suzuki-all-agnellotreffen-4-768x514.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/suzuki-italia-allagnellotreffen-2016-scarica-foto-suzuki-all-agnellotreffen-4-300x201.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/suzuki-italia-allagnellotreffen-2016-scarica-foto-suzuki-all-agnellotreffen-4-696x466.jpg 696w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /><br />
L’appuntamento è dunque fissato <strong>dal 15 al 17 Gennaio</strong> a <strong>Pontechianale (Valle Varaita – CN</strong>), dove già dal 2014 si trovano gli irriducibili motociclisti invernali, che non lasciano mai la loro 2 ruote riposare nel box!<br />
Se avete paura di essere gli unici, non abbiate timore : la <strong>scorsa edizion</strong>e ha riscosso un grandissimo successo con <strong>più di 1000 partecipanti</strong>, pertanto non c’è alcun motivo che possa far pensare a numeri nettamente inferiori in relazione all’ edizione di quest’anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La BMW GS 1200 è la moto più venduta in Italia nel 2015</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2016/01/11/la-bmw-gs-1200-e-la-moto-piu-venduta-in-italia-nel-2015/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-bmw-gs-1200-e-la-moto-piu-venduta-in-italia-nel-2015</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 10:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornalemotori.com/?p=56946</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è chiuso un 2015 nuovamente difficoltoso per l&#8217;economia italiana, ma vediamo qual&#8217;è la moto più venduta in Italia visto che il comparto moto sembra aver avuto un piccolo sussulto e l&#8217;ambiente ha potuta godere di una boccata d&#8217;ossigeno. Sono stati diramati i dati ufficiali sulle immatricolazioni che mostrano una inversione di tendenza rispetto agli [&#8230;]</p>
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<p style="text-align: justify;">Sono stati diramati i dati ufficiali sulle immatricolazioni che mostrano una inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi che hanno visto un calo decisamente drastico delle vendite.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2015 ci sono state circa 15000 immatricolazioni in più rispetto al 2014, per un totale di 194.435, compresi cinquantini, scooter e moto di diversa cilindrata.</p>
<p style="text-align: justify;">La grossa fetta di queste immatricolazioni è data dagli scooter, che contano quasi 110.000 immatricolazioni. Gli scooter di 50cc sono in calo, mentre sono aumentati molto i 125cc e le cilindrate intermedie, mentre gli scooter di grossa cilindrata hanne tenuto bene o male gli stessi numeri dell&#8217;anno precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le moto hanno avuto un buon trend di crescita, in particolare grazie all&#8217;immatricolazione dei veicoli di cilindrata sotto i 1000cc. Le moto immatricolate in Italia in totale sono poco più di 62.000, con la BMW R1200GS in testa alle preferenze degli italiani. Se sommiamo la moto classificata al quinto posto, la BMW 1200GS Adventure, arriviamo a 5200 moto vendute.</p>
<p style="text-align: justify;">Al secondo posto della classifica italiana con 2600 immatricolazioni troviamo la Yamaha Mt-09 Tracer, 850cc e 115 cavalli di puro godimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Al terzo posto la Scrambler Ducati, con quasi 2500 moto vendute, segno che la casa Bolognese ha fatto centro pieno con un modello retrò.</p>
<p style="text-align: justify;">Al quarto posto la Honda NC700, e al quinto come detto prima la GS 1200 Adventure. La classifica prosegue con: Yamaha MT-07, Ducati Multistrada 1200, Yamaha MT-09, BMW R1200R, Triumph Bonneville.</p>
<p style="text-align: justify;">Le supersportive rimangono in caduta libera, segno che l&#8217;interesse per le moto estreme è ormai al minimo e che l&#8217;utenza media si sta spostando verso moto più sfruttabili in strada e per i lunghi viaggi.</p>
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		<title>Fari laser e Casco ipertecnologico: il futuro di BMW</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2016 08:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas BMW motorrad ha presentato due grandi novità che faranno fare un grosso salto al motociclismo nel campo della tecnologia attiva: i fari laser per motocicli e un casco con head-up display. BMW ha presentato un concept BMW K 1600 GTL con fari laser, sfruttando la tecnologia già [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56890" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2016-01-09_140312.jpg" alt="casco BMW" width="403" height="341" title="Fari laser e Casco ipertecnologico: il futuro di BMW 906" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140312.jpg 403w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140312-300x254.jpg 300w" sizes="(max-width: 403px) 100vw, 403px" />Al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas BMW motorrad ha presentato due grandi novità che faranno fare un grosso salto al motociclismo nel campo della tecnologia attiva: i <strong>fari laser</strong> per motocicli e un <strong>casco con head-up display</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">BMW ha presentato un concept <strong>BMW K 1600 GTL con fari laser</strong>, sfruttando la tecnologia già presente sui concept a quattro ruote della casa bavarese.</p>
<p style="text-align: justify;">L’innovativa tecnologia laser è già disponibile nella nuova BMW Serie 7, così come nella BMW i8. BMW Motorrad ha ora adattato questa collaudata tecnologia futuristica alle applicazioni motociclistiche. I fari laser non generano solo una luce particolarmente luminosa e pura, ma emettono anche un fascio abbagliante di ben 600 metri, il doppio rispetto ai fari tradizionali. Di conseguenza, la sicurezza di guida notturna è stata notevolmente aumentata, non solo per la maggiore gittata ma anche per la precisa illuminazione della strada.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56888" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2016-01-09_140217.jpg" alt="fari laser" width="534" height="328" title="Fari laser e Casco ipertecnologico: il futuro di BMW 907" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140217.jpg 534w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140217-300x184.jpg 300w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" />Inoltre, la tecnologia laser garantisce una lunga durata, grazie alla struttura compatta e robusta che non richiede manutenzione. I fari laser BMW Motorrad sono stati incorporati nel concept vehicle K 1600 GTL come test di fattibilità. BMW Motorrad sta testando l’uso di questa tecnologia nei veicoli di serie nel corso dello sviluppo preliminare.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento, questa tecnologia è ancora troppo costosa per essere utilizzata nei motocicli. Tuttavia, si prevede che le economie di scala derivanti da un ampio impiego nell’industria automobilistica permetteranno una struttura di prezzi con una chiara tendenza al ribasso. L’uso nei motocicli potrebbe allora essere immaginabile nel medio termine.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56887" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2016-01-09_140148.jpg" alt="2016-01-09_140148" width="311" height="453" title="Fari laser e Casco ipertecnologico: il futuro di BMW 908" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140148.jpg 311w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140148-300x437.jpg 300w" sizes="(max-width: 311px) 100vw, 311px" />La seconda grande novità è il casco ipertecnologico con head-up display, che proietta le informazioni necessarie sul traffico o sul veicolo direttamente nel campo visivo del pilota, permettendogli di mantenere una chiara visione del traffico stradale, senza distrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i display sono programmabili liberamente. Tuttavia, per garantire il miglior supporto possibile in termini di sicurezza, sarebbe preferibile visualizzare solo le informazioni utili e rilevanti per il conducente in ogni dato momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le opzioni di visualizzazione comprendono informazioni rilevanti per la sicurezza: dati relativi alle condizioni tecniche del motociclo &#8211; come la pressione dei pneumatici &#8211; livello dell’olio e del carburante, velocità, marcia selezionata, limiti di velocità, riconoscimento della segnaletica stradale e segnalazione di pericoli imminenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56886" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2016-01-09_140121.jpg" alt="2016-01-09_140121" width="518" height="280" title="Fari laser e Casco ipertecnologico: il futuro di BMW 909" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140121.jpg 518w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140121-300x162.jpg 300w" sizes="(max-width: 518px) 100vw, 518px" />Attraverso la futuristica comunicazione V2V (vehicle-to-vehicle), potrebbe anche essere possibile visualizzare informazioni in tempo reale, ad esempio per l’avvertimento di pericoli imminenti.Inoltre, l’head-up display consente anche la visualizzazione di contenuti ideati per accrescere il comfort del conducente, ad esempio il percorso programmato unitamente a consigli di navigazione prima di iniziare il viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il casco con head-up display offre anche interessanti possibilità per rendere l’esperienza di guida del motociclo ancora più intensa e, allo stesso tempo, più sicura: una telecamera orientata in avanti, collocata all’interno del casco, può videoregistrare il viaggio direttamente dal casco. In futuro, una seconda fotocamera rivolta verso la parte posteriore potrebbe svolgere la funzione di specchietto retrovisore digitale. E, cosa non meno importante, questa tecnologia consente anche la visualizzazione di altri motociclisti in un gruppo di motocicli, permettendo al conducente di vedere dove si trovano i propri compagni in un dato momento.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56889" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2016-01-09_140252.jpg" alt="2016-01-09_140252" width="538" height="394" title="Fari laser e Casco ipertecnologico: il futuro di BMW 910" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140252.jpg 538w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-09_140252-300x220.jpg 300w" sizes="(max-width: 538px) 100vw, 538px" />Il casco &#8211; che è anche dotato di mini-computer e altoparlanti integrati &#8211; è controllato tramite i raccordi manubrio manuali sul lato sinistro, con sistema multicontroller BMW Motorrad. Oltre al funzionamento della fotocamera, questo consente al motociclista di selezionare agevolmente le informazioni di cui necessita.</p>
<p style="text-align: justify;">La tecnologia di visualizzazione delle informazioni può essere integrata in caschi esistenti, senza pregiudicare il comfort o la sicurezza del conducente. Il tempo di funzionamento del sistema &#8211; dotato di due batterie sostituibili &#8211; è di circa cinque ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi anni, BMW Motorrad si propone di sviluppare questa tecnologia innovativa in modo tale da poterla adattare alla produzione in serie, aggiungendo così un ulteriore elemento di sicurezza alla già vasta gamma di dotazioni.</p>
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		<title>Test moto usate: la bellissima Honda VTR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 09:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[VTR1000]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna la nostra rubrica Test moto usate, visto che la stagione invernale è ancora lunga. Vediamo se riusciremo a darvi altre piccole indicazioni sull&#8217;acquisto di una moto usata con un budget limitato, magari un po vecchiotta ma che può dare ancora grandi soddisfazioni. Parliamo oggi della Honda VTR 1000, messa sul mercato nel 2000 (ormai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56860" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2016-01-08_171833.jpg" alt="vtr1000sp2" width="533" height="365" title="Test moto usate: la bellissima Honda VTR 916" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-08_171833.jpg 533w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-08_171833-300x205.jpg 300w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" />Torna la nostra rubrica Test moto usate, visto che la stagione invernale è ancora lunga. Vediamo se riusciremo a darvi altre piccole indicazioni sull&#8217;acquisto di una moto usata con un budget limitato, magari un po vecchiotta ma che può dare ancora grandi soddisfazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo oggi della <strong>Honda VTR 1000</strong>, messa sul mercato nel 2000 (ormai molto lontano, ahimé), e uscita in due versioni, la SP1 prodotta nel 2000-01, e la SP2 che è stata prodotta dal 2002 fino al 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">La Honda VTR 1000 è nata &#8220;per dispetto&#8221;: la Honda ha voluto mettersi sullo stesso piano della Ducati per dimostrare ai bolognesi che se volevano, erano capaci anche loro di fare bicilindrici vincenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Mondiale SBK all&#8217;epoca le 4 cilindri erano limitate a 750cc, mentre le bicilindriche potevano avere cubatura piena fino a 1000cc. Il difetto di cubatura ha sempre messo in grande difficoltà la Honda (ma anche la Kawasaki e la Suzuki), e la Ducati dominava in lungo e in largo.</p>
<p style="text-align: justify;">I capoccioni Honda quindi, davanti a quel vantaggio regolamentare &#8220;ingiusto&#8221; ai loro occhi, hanno sfornato un bicilindrico anche loro per poter contrastare ad armi pari la corazzata Ducati.</p>
<p style="text-align: justify;">Le concorrenti della VTR dell&#8217;epoca erano la <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/04/03/usato-prezioso-ducati-748-e-ducati-998/"><strong><span style="text-decoration: underline; color: #000080;">Ducati 996/998</span></strong></a> e la <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/02/04/test-moto-usate-aprilia-rsv1000/"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>Aprilia RSV1000</strong></span></a>, moto che vi abbiamo presentato nella stagione scorsa.</p>
<p style="text-align: justify;">In Honda in verità non è che ci tenessero poi molto a questo modello e, a dirla tutta, non gli è nemmeno interessato tanto il ritorno economico delle vendite visto il periodo di &#8220;vacche grasse&#8221; che stava vivendo il mondo motociclistico. La VTR1000 serviva solo a vincere il titolo SBK, tanto che dopo la partenza di Edwards verso la MotoGP, sazi di due titoli vinti in SBK, le VTR furono solo gestite privatamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56859" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/2016-01-08_171951.jpg" alt="2016-01-08_171951" width="515" height="369" title="Test moto usate: la bellissima Honda VTR 917" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-08_171951.jpg 515w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/2016-01-08_171951-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 515px) 100vw, 515px" />La moto presentava alcune soluzioni davvero particolari, come la posizione dei radiatori ai lati del motore invece della classica posizione frontale. La stessa soluzione adottata per la &#8220;cugina&#8221; VTR1000F (Firestorm), moto dall&#8217;indole più turistica che sportiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore della SP1 deriva proprio da quel bicilindrico pacioso e docile, ma la moto pensata dagli ingengeri Honda per la SBK era parecchio estrema.</p>
<p style="text-align: justify;">La parte estetica è sempre soggettiva: io la ritengo una delle Honda più belle e più affascinanti, seconda solo alla RC45 (parere mio ovviamente). I due fari grandi, separati da quella presa d&#8217;aria ; il doppio scarico coi terminali che puntano verso l&#8217;alto, una pulizia delle linee davvero incredibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto appare abbastanza grossa, ma compatta. Un po come un toro in forze, massiccio ma potente. tutto sembra messo al posto giusto, da qualunque angolazione la si guardi le proporzioni sono azzeccate.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta in sella si capisce subito che la Honda ha voluto seguire una strada tutta sua: il serbatoio è molto grande, e a differenza della Ducati, le gambe stanno un pochino più larghe perché il serbatoio è inaspettatamente ingombrante nella zona rastremata della sella.</p>
<p style="text-align: justify;">Come usanza dell&#8217;epoca, si è seduti molto in alto, la moto carica i polsi, ma c&#8217;è davvero tanto posto in sella per muoversi e anche io che sono alto riesco a trovare un modo per non farmi massacrare gli avambracci.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto da ferma è effettivamente pesante, siamo vicini ai 200kg, e il ridotto raggio di sterzo non facilita le manovre da fermo. Ma una volta avviata come si deve, la &#8220;vecchietta&#8221; mostra i muscoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello che ho provato io aveva passato i 50.000km, ma il motore sul banco tirava fuori ancora 122 cavalli alla ruota con elettronica e scarichi originali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto i 3000 giri il motore è davvero scorbutico, e si deve lavorare tantissimo con la frizione per non sentire in continuazione saltelli e strappi. Passata quella soglia sembra di stare sulla giostra, con una accelerazione costante che fa schizzare il contagiri fino a 10.000 giri in un attimo.</p>
<p style="text-align: justify;">In seconda marcia ci si può esibire in lunghissime impennate, e giocare con l&#8217;anteriore che lo si può far galleggiare all&#8217;altezza che si vuole solo lavorando col gas. Cosa davvero notevole, l&#8217;equilibrio dinamico del bicilindrico, che non da vibrazioni dai 3000 ai 9000 giri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tallone d&#8217;Achille di questa moto è l&#8217;elettronica: su tutti i modelli di tutte le annate, qualcuna più e altre meno, si sente il fastidioso effetto on-off dell&#8217;iniezione elettronica. La situazione è migliorata un pochino con la versione SP2, che ha un impianto leggermente diverso con condotti di aspirazione maggiorati, ma comunque il colpetto, o calcetto, appena si prende in mano il gas, lo da sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sospensioni originali erano discrete: la forcella faceva il suo dovere anche se in pista con idraulica orignale soffriva un pochino. Il mono invece andava in crisi anche viaggiando allegri in strada, con continue oscillazioni del posteriore in percorrenza. Era cedevole anche in accelerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al cielo, se ne cerchiamo una usata, le sospensioni sono praticamente tutte aftermarket, quindi di qualità ottima.</p>
<p style="text-align: justify;">Con sospensioni a posto la moto è davvero piacevole da guidare: l&#8217;avantreno è granitico, e il grip disponibile al posteriore sembra non finire mai. A differenza di Aprilia e Ducati, la Honda VTR 1000 gode di un&#8217;ottima trazione e di grandissimo equilibrio.</p>
<p style="text-align: justify;">La mole e l&#8217;altezza del baricentro non la rendono agilissima nei cambi di direzione, in compenso danno una grandissima stabilità sul misto veloce a patto di guidarla con un po di forza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore e la componentistica di questa moto sono davvero affidabili: i motori possono fare tanti, tantissimi kilometri, così come tutto il resto della moto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico neo tecnico riscontrato su questo modello è la rottura dello statore, che non permette alla moto di tenere il minimo. La riparazione può risultare costosa, siamo nell&#8217;ordine di 600 € pezzi e mano d&#8217;opera compresa. Verificate inoltre gli interruttori (o switch) del cavalletto: alle volte si inceppano e non fanno partire la moto perché rimane attivo il sensore della stampella laterale e quindi appena mettete la prima la moto si spegne perché crede che abbiate lasciato il cavalletto giù.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra nota dolente: il prezzo dell&#8217;usato. Questa moto, visti anche i pochi anni di produzione e le poche moto prodotte, sono difficili da trovare, chi le ha se le tiene, e chi le vende lo fa a caro prezzo. E&#8217; una moto da collezionisti e, come tale, costa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un modello SP1 del 2000-2001 si parte dai 4000 € se le condizioni sono buone. Passando alla SP2 la partenza dei prezzi dell&#8217;usato è dai 5500 € in su. Un po cara forse, ma in fondo l&#8217;esclusività si paga&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Danny Garbin</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aggiungo alcune note tecniche</strong> per la parte modifiche SBK della mitica VTR 1000 SP2 che in SBK si identifica anche con la sigla RC51, modifiche apportate dai mitici fratelli Ten Kate qui in Olanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo dalla foto :</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="wp-image-56878 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/03_SBK_Tech_Honda_2.jpg" alt="03_SBK_Tech_Honda_2" width="643" height="482" title="Test moto usate: la bellissima Honda VTR 918" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/03_SBK_Tech_Honda_2.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/03_SBK_Tech_Honda_2-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/03_SBK_Tech_Honda_2-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/03_SBK_Tech_Honda_2-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/03_SBK_Tech_Honda_2-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si nota subito la sparizione dei due radiatori laterali sostituiti da un gran bel radiatore anteriore in alluminio, subito sotto a quello dell&#8217;olio, altra cosa notevole i rinforzi del telaio in carbonio che per l&#8217;epoca erano abbastanza insoliti, ovvio che anche tante altre parti originali sulla moto di seire in ABS sono state rifatte in carbonio, elettronica ed iniezione rivistate per eliminare i problemi accennati nell&#8217;articolo di Smeriglio. Nella foto si nota anche il sistema elettronico di cambio senza frizione ed ammortizzatore posteriore  Ohlins , cosí come la forcella anteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando sull&#8217;annoso problema dell&#8217;iniezione la Honda per restare dentro i limiti del regolamento fece nella versione SP2 questo mostruoso corpo di carburatori da ben 62 mm :</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-56880 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/vtr_carb.jpg" alt="vtr_carb" width="510" height="270" title="Test moto usate: la bellissima Honda VTR 919" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/vtr_carb.jpg 510w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/vtr_carb-300x159.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nuovo sistema di iniezione, nuova mappatura elettronica ma sopratutto una lavorazione inedita per le testate del bicilindrico aggiunsero altri 5 hp , resero il motore fruibile ai bassi giri. Indiscrezioni dicono che l&#8217;ultima versione guidata da Colin Edwards  e sucessivamente nella categoria USA AMA da Niki Hayden produceva piú di 185 hp.</p>
<p style="text-align: justify;">Visto che l&#8217;ho nominato ecco la RC51 del simpaticissimo campione AMA Niki Hayden.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-56881 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/01/91063033-L-1.jpg" alt="91063033-L-1" width="510" height="349" title="Test moto usate: la bellissima Honda VTR 920" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/91063033-L-1.jpg 510w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/01/91063033-L-1-300x205.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Spero che questa aggiunta all&#8217;articolo di Danny vi convinca a comprare una VTR 1000 SP2 nel caso ne trovate ( fortunosamente ) una di usata, io purtroppo me ne sono lasciata scappare una vestita CASTROL ed autografata da Colin Edwards venduta dalla concessionaria Honda Ten Kate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Sebellin</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>MV Agusta chiude a +30%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 16:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La MV Agusta continua a crescere, e lo fa mostrando una solidità e una forza che da anni non si vedeva dalle parti di Schiranna. La direzione di Giovanni Castiglioni sta portando la MV verso un successo davvero difficile da prevedere pochi anni fa. Capitali ben investiti, lungimiranza e intelligenza hanno riportato il marchio MV [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56633" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/12/2015-12-18_171402.jpg" alt="2015-12-18_171402" width="743" height="431" title="MV Agusta chiude a +30% 922" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/12/2015-12-18_171402.jpg 743w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/12/2015-12-18_171402-300x174.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/12/2015-12-18_171402-696x404.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/12/2015-12-18_171402-741x431.jpg 741w" sizes="(max-width: 743px) 100vw, 743px" />La MV Agusta continua a crescere, e lo fa mostrando una solidità e una forza che da anni non si vedeva dalle parti di Schiranna. La direzione di Giovanni Castiglioni sta portando la MV verso un successo davvero difficile da prevedere pochi anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Capitali ben investiti, lungimiranza e intelligenza hanno riportato il marchio MV ad altissimi livelli, e l&#8217;impegno sportivo rafforzato in SBK e SS è un segnale di grande voglia di investire nel prodotto sportivo e nei prodotti di alto livello.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo anni in cui l&#8217;MV si è crogiolata nell&#8217;immagine della bellissima F4, ci si è resi conto che era necessaria una scossa, e sono nati prodotti meravigliosi come la Brutale e la F3. La progettazione e lo sviluppo del tre cilindri ha portato i suoi frutti, e il design è sempre stato il punto forte della MV. Le due cose insieme hanno portato al successo la casa di Schiranna, con vendite aumentate del 30%. In un momento di crisi delle supersportive e del mercato delle maxi moto in generale, non è affatto niente male. Ecco il comunicato ufficiale MV.</p>
<p style="text-align: justify;">Schiranna (VA), 16 dicembre 2015: MV Agusta continua a crescere anche nel 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vendite delle raffinate 3 e 4 cilindri made in Varese chiudono l’anno a quota 9000 unità grazie alle performance messa a segno nei principali mercati mondiali. In Europa la prestazione più virtuosa si è registrata nel Regno Unito, dove le vendite di MV Agusta sono aumentate del 140%. Ottimo anche il risultato ottenuto in Spagna, in crescita del 54% e in Germania che ha incrementato del 26% le consegne di nuove MV Agusta. Bene anche in Svizzera con un +14% mentre il mercato domestico rimane sostanzialmente allineato al risultato del 2014 (-0,1%). MV Agusta cresce a doppia cifra anche nel Far East: + 12%.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricavi sono aumentati del 30% a fronte di un incremento del margine di contribuzione del 40%. Un risultato ottenuto grazie al successo di modelli premium come la Turismo Veloce e la Dragster RR, i più venduti dopo la Brutale 800 che, da sola, vale circa il 35% delle vendite totali della casa di Schiranna.</p>
<p style="text-align: justify;">La partnership con Mercedes – AMG, che esattamente un anno fa entrava nel capitale sociale di MV Agusta acquisendo una quota di minoranza del 25% sulle basi di un piano strategico a lungo termine nell’area mktg/sales, ha completato le prime attività.  Nel corso dell’anno la cooperazione tra le due aziende si è progressivamente ampliata su tutti i canali della comunicazione, dal motorsport, con la presenza dei rispettivi marchi nei campionati WSBK e nel DTM, ai più importanti saloni auto, come Ginevra, Francoforte e Tokio, dove è stata protagonista la F3 AMG, prima concept-bike nata dal gemellaggio con la supercar AMG GT S nell’esclusivo allestimento “Solar Beam”, ai raduni ed eventi organizzati nelle rispettive sedi di Schiranna e Affalterbach.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente la cooperazione tra i due brands si è consolidata anche tra le rispettive reti vendite, con l’esposizione delle MV Agusta all’interno dei Performance Center (Stoccarda, Parigi, Tokio, Taipei) che rimangono distribuite dalla rete di 450 concessionari MV Agusta presenti sul mercato mondiale. Quest’operazione di lead branding si intensificherà nel 2016 espandendosi in altri AMG Performance Center presenti nel mondo. Il marketing &amp; sales costituisce il fulcro della partnership strategica a lungo termine tra MV Agusta e Mercedes AMG e continuerà a essere la solida base per il futuro della collaborazione tra le due Case.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente e CEO Giovanni Castiglioni, ha commentato:” E’ stato un anno importante per MV Agusta. Con la Turismo Veloce abbiamo debuttato nel segmento Touring, trasferendo l’esperienza e le emozioni sportive che ci contraddistinguono dalla concorrenza in un modello che rappresenta un nuovo riferimento nelle moto da viaggio per prestazioni, stile e piacere di guida. Turismo Veloce è stata fondamentale anche nell’incremento delle vendite, ricavi e margini che abbiamo registrato. Sono davvero soddisfatto dei risultati ottenuti in questo primo anno di partnership con il nostro azionista di minoranza Mercedes – AMG; i due marchi condividono gli stessi valori e rappresentano il perfetto esempio di passione, performance e adrenalina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2016 inizierà con il debutto della moto più importante, in termini di volumi e d’immagine: la Nuova Brutale 800.  A gennaio sarà presentata alla stampa quella che si annuncia, a quindici anni dal suo debutto e 30000 unità vendute, la “più bella Brutale di sempre”.</p>
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		<title>EICMA : Kawasaki presenta Z800 e Z1000 &#8220;Sugomi Edition&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 13:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[akashi]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
		<category><![CDATA[kawaskai]]></category>
		<category><![CDATA[Z1000]]></category>
		<category><![CDATA[z800]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Kawasaki ha svelato ad EICMA le versioni “Sugomi” delle proprie naked di media e alta cilindrata, ovvero Z800 e Z1000. Entrambe le moto, che hanno ricevuto lievi modifiche  dal punto di vista estetico e meccanico negli ultimi anni, saranno ora disponibili in un’ulteriore special edition : la “Sugomi Edition” caratterizzata dalla distintiva livrea rossa e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Kawasaki ha svelato ad EICMA le versioni “<strong>Sugomi</strong>” delle proprie naked di media e alta cilindrata, ovvero Z800 e Z1000. Entrambe le moto, che hanno ricevuto lievi modifiche  dal punto di vista estetico e meccanico negli ultimi anni, saranno ora disponibili in un’ulteriore special edition : la “Sugomi Edition” caratterizzata dalla distintiva livrea rossa e nera, oltre che da una selezione di <strong>elementi anodizzati</strong>, tra i quali spiccano gli steli della forcella. Ma il progresso della versione Sugomi non si ferma ad innovazioni puramente estetiche : le naked in tale versione saranno infatti equipaggiate  con un<strong> silenziatore Akrapovic</strong>, marchio che rappresenta una garanzia nel campo degli impianti di scarico.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/14.png"><img decoding="async" class=" wp-image-56366 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/14.png" alt="1" width="641" height="463" title="EICMA : Kawasaki presenta Z800 e Z1000 &quot;Sugomi Edition&quot; 925" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/14.png 808w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/14-768x555.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/14-300x217.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/14-696x503.png 696w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></a></p>
<p>Le versioni “Sugomi” di Z800 e Z1000 saranno <strong>disponibili nel 2016</strong>, accanto alle versioni base Kawasaki e secondo le parole di Shigemi Tanaka, boss Kawasaki, saranno una sorta di riconoscimento agli ottimi risultati di vendita ottenuti dalle naked di Akashi nel corso degli anni.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/22.png"><img decoding="async" class="size-full wp-image-56367 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/22.png" alt="2" width="675" height="493" title="EICMA : Kawasaki presenta Z800 e Z1000 &quot;Sugomi Edition&quot; 926" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/22.png 675w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/22-300x219.png 300w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Husqvarna Vitpilen 701: la naked monocilindrica estrema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2015 13:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
		<category><![CDATA[husqvarna]]></category>
		<category><![CDATA[vitpilen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tendenza delle moto stradali porta lo sviluppo del design a cercare veicoli sempre più essenziali. Ecco quindi che nasce la Husqvarna Vitpilen 701 , una supernaked monocilindrica dalle linee compatte ed essenziali. Il concetto è relativamente semplice, si parla di una moto dall&#8217;essenzialità assoluta, ma il poco che c&#8217;è viene messo bene in mostra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-27_110500.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56291" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-27_110500.jpg" alt="2015-11-27_110500" width="778" height="468" title="Husqvarna Vitpilen 701: la naked monocilindrica estrema 929" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-27_110500.jpg 778w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-27_110500-768x462.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-27_110500-300x180.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-27_110500-696x419.jpg 696w" sizes="(max-width: 778px) 100vw, 778px" /></a>La tendenza delle moto stradali porta lo sviluppo del design a cercare veicoli sempre più essenziali. Ecco quindi che nasce la <strong>Husqvarna Vitpilen 701</strong> , una supernaked monocilindrica dalle linee compatte ed essenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto è relativamente semplice, si parla di una moto dall&#8217;essenzialità assoluta, ma il poco che c&#8217;è viene messo bene in mostra ed è di altissima qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto è costruita intorno ad un propulsore monocilindrico, lo stesso che equipaggia la KTM Duke e la Husqvarna 701. Le prestazioni sono guindi garantite dall&#8217;alto tasso tecnologico di questo monocilindrico che eroga 67 cavalli a 7500 giri, e una coppia di 68 Nm a 6000 giri.</p>
<p style="text-align: justify;">Cambio a 6 marce, frizione in bagno d&#8217;olio, il tutto avvolto da una bellissimo telaio a traliccio che abbraccia il motore e lo tiene sempre in vista.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-27_110439.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56290" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-27_110439.jpg" alt="2015-11-27_110439" width="735" height="428" title="Husqvarna Vitpilen 701: la naked monocilindrica estrema 930" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-27_110439.jpg 735w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-27_110439-300x175.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-27_110439-696x405.jpg 696w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a>La Vitpilen di fatto finisce qui: il serbatoio e la sella formano una lunga linea sottile sopra il gruppo telaio-motore, e il codino rastremato chiude al meglio una linea filante. Persino il filtro dell&#8217;aria viene lasciato a vista, sagomato per nascondersi rimanendo visibile a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">VITPILEN in svedese significa ‘freccia bianca’, e riflette orgogliosamente la tradizione e le origini svedesi del marchio. Le linee taglienti ed essenziali rimarcano questo concetto, in una naked tutta muscoli che potrebbe regalare un gran divertimento sulle strade di montagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse, e lo speriamo, la Husqvarna potrebbe decidere di metterla sul mercato, ma non prima del 2017. Per il momento rimane solo un concept.</p>
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		<title>Zero Motorcycles presenta la gamma 2016 ad EICMA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2015 13:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[electric]]></category>
		<category><![CDATA[zero]]></category>
		<category><![CDATA[zeromotorcycles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sappiamo, il tema relativo alla produzione di motociclette elettriche presenta numerose controversie da parte degli utenti old school, e continuerà a rappresentare un punto interrogativo per le generazioni cresciute con il motore termico. Nonostante ciò, il processo di innovazione ed evoluzione tecnologica, è direttamente applicabile anche al mondo delle due ruote : con un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo sappiamo, il tema relativo alla produzione di motociclette elettriche presenta numerose controversie da parte degli utenti old school, e continuerà a rappresentare un punto interrogativo per le generazioni cresciute con il motore termico. Nonostante ciò, il processo di innovazione ed evoluzione tecnologica, è direttamente applicabile anche al mondo delle due ruote : con un numero di case interessate sempre crescente e offerente una gamma di prodotti sempre più variegata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Zero Motorcycles</strong>, azienda californiana che ha iniziato a sperimentare sul campo sin <strong>dal 2006</strong>, si trova ora in una posizione di leadership sia per quanto riguarda le unità prodotte, che per la qualità dei prodotti offerti.<br />
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-56279" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/gamma.jpg" alt="gamma" width="1800" height="1200" title="Zero Motorcycles presenta la gamma 2016 ad EICMA 939" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/gamma.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/gamma-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/gamma-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/gamma-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/gamma-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’evoluzione della gamma è in continuo ampliamento, proprio come il settore in cui la casa di Santa Cruz è collocata, ovvero quello dei veicoli elettrici : pertanto le risorse destinate allo sviluppo dei componenti sono ingenti. Proprio concentrandoci sui componenti, una nota di particolare importanza va al cuore equipaggiante i modelli Zero Motorcycles, ovvero il moderno propulsore elettrico Z-force :<strong> longevità e prestazioni</strong> lo rendono un riferimento per la propria categoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo “Zero Force”, ora fornito anche di un accessorio che permette la <strong>ricarica rapida presso le colonnine pubbliche</strong>, presenti in un numero crescente di città italiane, non fa altro che aumentare praticità ed accessibilità al mondo dell’ elettrico, aiutato anche dagli incentivi messi a disposizione per chi acquista veicoli di questa tipologia. L’autonomia dichiarata del propulsore, elemento chiave per la fruibilità di esso, è aumentata <strong>fino a più di 300km nel ciclo urbano e circa 150km di percorrenza autostradale</strong> a velocità confrorme al codice della strada.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/carica.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-56280 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/carica.jpg" alt="carica" width="734" height="489" title="Zero Motorcycles presenta la gamma 2016 ad EICMA 940" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/carica.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/carica-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/carica-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/carica-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/carica-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 734px) 100vw, 734px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il modello più rappresentativo, è probabilmente costituito dalla Zero S, la <strong>streetfighter</strong> elettrica capace con una potenza di<strong> 50 kw, con un picco di coppia di 144Nm</strong> e specializzata nell’accelerazione (solo<strong> 3,3 secondi per raggiungere i 100 km/h</strong> !). In conformazione SR, lo stesso modello guadagna ulteriore spolvero, sebbene entrambe le versioni siano dotate di una componentistica eccellente : il comparto sospensioni è Showa, mente l’impianto ABS è prodotto da Bosch. Ovviamente sono molteplici le modalità di personalizzazione dell’erogazione e della potenza, utilissime per gestire al meglio la durata della batteria, la quale è garantita da Zero Motorcycles per 5 anni o 160000km di percorrenza.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/sr.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-56281" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/sr.jpg" alt="sr" width="1800" height="1200" title="Zero Motorcycles presenta la gamma 2016 ad EICMA 941" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/sr.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/sr-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/sr-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/sr-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/sr-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/Scheda2.png"><img decoding="async" class=" wp-image-56285 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/Scheda2.png" alt="Scheda2" width="474" height="486" title="Zero Motorcycles presenta la gamma 2016 ad EICMA 942" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/Scheda2.png 533w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/Scheda2-300x307.png 300w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/Scheda3.png"><img decoding="async" class=" wp-image-56286 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/Scheda3.png" alt="Scheda3" width="555" height="328" title="Zero Motorcycles presenta la gamma 2016 ad EICMA 943" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/Scheda3.png 852w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/Scheda3-768x454.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/Scheda3-300x177.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/Scheda3-696x412.png 696w" sizes="(max-width: 555px) 100vw, 555px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli albori, per la casa californiana, sono stati condizionati da sperimentazione e ricerca riferiti soprattutto ai <strong>motard</strong> : nel 2016 Zero vuole rinnovare la propria concezione di supermotard, con Zero FX e FXS che ricevono soprattutto miglioramenti termini di capacità di accumulo dell’energia (+14%).</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/fxs.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-56282" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/fxs.jpg" alt="fxs" width="1800" height="1200" title="Zero Motorcycles presenta la gamma 2016 ad EICMA 944" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/fxs.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/fxs-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/fxs-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/fxs-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/fxs-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/1234.png"><img decoding="async" class="wp-image-56283 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/1234.png" alt="1234" width="486" height="440" title="Zero Motorcycles presenta la gamma 2016 ad EICMA 945" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/1234.png 534w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/1234-300x271.png 300w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/12345.png"><img decoding="async" class=" wp-image-56284 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/12345.png" alt="12345" width="481" height="510" title="Zero Motorcycles presenta la gamma 2016 ad EICMA 946" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/12345.png 533w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/12345-300x319.png 300w" sizes="(max-width: 481px) 100vw, 481px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le considerazioni finali, sono tutte a favore di uno sviluppo senza alcun dubbio positivo del mercato : momentaneamente sono disponibili 6 concessionari ufficiali Zero Motorcycles in Italia, ma la rete è in continua espansione.</p>
<p>Ah, avete notato il dato presente proprio in fondo alle schede tecniche dei vari modelli?</p>
<p style="text-align: justify;">Già, non è uno scherzo, il costo stimato di una <strong>ricarica completa è sotto ai 2€</strong>&#8230; Pensate solo a quante volte avete fatto il pieno alla vostra moto, e a quanto costi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nicolò Modena</em></p>
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		<title>Nuovo richiamo per la Yamaha R1 e R1M</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 09:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Yamaha ha emesso un comunicato di richiamo per la Yamaha R1 e R1M per un problema al cambio. Già durante l&#8217;anno la Casa aveva richiamato alcuni modelli per un difetto all&#8217;ammortizzatore posteriore, ma ora il difetto appare più grave perché coinvolge il cambio. Un numero non precisato di moto avrebbe un difetto negli ingranaggi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-25_101618.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56256" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-25_101618.jpg" alt="2015-11-25_101618" width="551" height="343" title="Nuovo richiamo per la Yamaha R1 e R1M 949" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-25_101618.jpg 551w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-25_101618-300x187.jpg 300w" sizes="(max-width: 551px) 100vw, 551px" /></a>La Yamaha ha emesso un comunicato di richiamo per la Yamaha R1 e R1M per un problema al cambio. Già durante l&#8217;anno la Casa aveva richiamato alcuni modelli per un difetto all&#8217;ammortizzatore posteriore, ma ora il difetto appare più grave perché coinvolge il cambio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un numero non precisato di moto avrebbe un difetto negli ingranaggi del cambio, in particolare quello della seconda marcia che non risponderebbe alle specifiche di resistenza richieste.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dice che sotto stress o se o a causa di un uso &#8220;non corretto&#8221;, l&#8217;ingranaggio della seconda marcia potrebbe rompersi. Difetto simile anche per gli ingranaggi della terza e quarta marcia, che potrebbero deformarsi o rompersi.</p>
<p style="text-align: justify;">La conseguenza di una rottura di questo tipo è il blocco completo del cambio che può causare cadute con ferite gravi o addirittura la morte del pilota.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo il comunicato:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-25_101549.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56255" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-25_101549.jpg" alt="2015-11-25_101549" width="379" height="343" title="Nuovo richiamo per la Yamaha R1 e R1M 950" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-25_101549.jpg 379w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-25_101549-300x272.jpg 300w" sizes="(max-width: 379px) 100vw, 379px" /></a></p>
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		<title>Kawasaki svela la ZX-10R Ninja &#8220;Winter Test Edition&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 13:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[ninja]]></category>
		<category><![CDATA[zx10r]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver vinto sia il titolo piloti con Jonathan Rea che il mondiale costruttori, come di consueto il Kawasaki Racing Team (KRT) si sta concentrando sullo sviluppo della Kawasaki ZX-10R che affronterà la prossima stagione del mondiale Superbike, con una ricca e ben programmata pianificazione di test, soprattutto in terra iberica. Ciò che da qualche [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo aver vinto sia il titolo piloti con Jonathan Rea che il mondiale costruttori, come di consueto il Kawasaki Racing Team (KRT) si sta concentrando sullo sviluppo della Kawasaki ZX-10R che affronterà la prossima stagione del mondiale Superbike, con una ricca e ben programmata pianificazione di test, soprattutto in terra iberica. Ciò che da qualche anno a questa parte ha caratterizzato i testdel KRT, oltre al lavoro di precisione e costanza svolto da team e piloti, è la carenatura “<strong>Winter test edition</strong>”, prevalentemente nera, con qualche dettaglio bianco.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/13.png"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-56220" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/13.png" alt="1" width="767" height="457" title="Kawasaki svela la ZX-10R Ninja &quot;Winter Test Edition&quot; 952" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/13.png 767w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/13-300x179.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/13-696x415.png 696w" sizes="(max-width: 767px) 100vw, 767px" /></a><br />
La livrea, distinguibile anche dalla presenza di un fiocco di neve appena sotto al cupolino, ha suscitato un notevole interesse tra gli appassionati, tant’è che Kawasaki ha deciso di rilasciare una versione delle propria supersportiva di punta proprio con la livrea ispirata a quella utilizzata da Jonathan Rea e Tom Sykes nelle sessioni di test invernali, equipaggiandola anche con uno <strong>impianto di scarico Akrapovic</strong>. Ma ciò è solo l’ultima delle novità applicate alla Kawasaki Ninja ZX-10R 2016, di cui abbiamo recentemente parlato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<item>
		<title>MT-10: la maxi naked che mancava a Yamaha</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2015/11/23/mt-10-la-maxi-ncava-a-yamaha/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mt-10-la-maxi-ncava-a-yamaha</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 13:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All'EICMA abbiamo potuto vedere da vicino l'ultima nata della serie Yamaha MT: la MT-10. Questa maxi naked colma un buco nella gamma MT, visto che mancava solo una vera "bombardona" piena di cavalli e col manubrio alto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_115212.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56200" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_115212.jpg" alt="mt-10" width="607" height="418" title="MT-10: la maxi naked che mancava a Yamaha 953" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_115212.jpg 607w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_115212-300x207.jpg 300w" sizes="(max-width: 607px) 100vw, 607px" /></a>All&#8217;EICMA abbiamo potuto vedere da vicino l&#8217;ultima nata della serie Yamaha MT: la <strong>MT-10</strong>. Questa maxi naked colma un buco nella gamma MT, visto che mancava solo una vera &#8220;bombardona&#8221; piena di cavalli e col manubrio alto.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto è davvero particolare: mostra letteralmente la mercanzia, i muscoli, il motore 4 cilindri in linea della &#8220;cugina&#8221; R1 dalla quale deriva. Nel complesso la moto assomiglia alla prima versione della Tuono di casa Aprilia, una stradale scarenata e kittata con un manubrio alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la Mt-10 si è andati forse a cercare uno style diverso, anche se a dire il vero è ancora poco convincente. L&#8217;anteriore vede un doppio faro con molta plastica intorno, è squadrato e poco aggraziato. Al posteriore invece sembra quasi non abbiano dato cura e pare un trapianto da alcune altre versione di altri marchi. <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_115141.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56198" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_115141.jpg" alt="2015-11-23_115141" width="751" height="444" title="MT-10: la maxi naked che mancava a Yamaha 954" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_115141.jpg 751w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_115141-300x177.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_115141-696x411.jpg 696w" sizes="(max-width: 751px) 100vw, 751px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, la parte di design è interpretabile: o piace moltissimo oppure la si guarda storcendo il naso e cercando di capire da che parte guardarla bene per farsela piacere almeno da una prospettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">La sostanza della MT-10 invece è tanta: il motore è lo stesso della R1, anche se non è dato sapere se è stato depotenziato e di quanto. Anche il telaio lo condivide con la cugina supersportiva, visto che abbiamo lo stesso Deltabox che garantisce grandi prestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_115157.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56199" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_115157.jpg" alt="2015-11-23_115157" width="562" height="297" title="MT-10: la maxi naked che mancava a Yamaha 955" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_115157.jpg 562w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_115157-300x159.jpg 300w" sizes="(max-width: 562px) 100vw, 562px" /></a>Interessante la quota di interasse: solo 1400 mm , indizio di grande agilità e ricerca di guidabilità. Sospensioni e freni sono dimensionate molto bene, con forcella con steli da 43mm, ma sarà da vedere se saranno all&#8217;altezza di quanto promesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento non sono stati dichiarati peso, potenza, coppia e altri dati importanti (rake, trail, ecc) ma la moto sembra promettere bene da punto di vista dinamico.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scarico è un 4-in-2-in-1, e l&#8217;elettronica, come optional, può essere regolata a piacimento e si può avere il cruise control a richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non resta che aspettare di provarla, nel frattempo ecco i dati disponibili:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_121921.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56201" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_121921.jpg" alt="2015-11-23_121921" width="726" height="449" title="MT-10: la maxi naked che mancava a Yamaha 956" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_121921.jpg 726w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_121921-300x186.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_121921-696x430.jpg 696w" sizes="(max-width: 726px) 100vw, 726px" /></a> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_121946.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-56202" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/2015-11-23_121946.jpg" alt="2015-11-23_121946" width="726" height="569" title="MT-10: la maxi naked che mancava a Yamaha 957" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_121946.jpg 726w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_121946-300x235.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/2015-11-23_121946-696x545.jpg 696w" sizes="(max-width: 726px) 100vw, 726px" /></a></p>
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		<title>BMW e1000RR, in arrivo una Superbike elettrica ?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2015 17:32:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[e1000rr]]></category>
		<category><![CDATA[electric]]></category>
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		<category><![CDATA[Tourist Trophy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evoluzione tecnologica non può certamente essere fermata, e questo è un dato di fatto. Il problema principale dell’ applicazione di essa in campo motociclistico, però, permane : che ce ne facciamo di un bolide dall’ aspetto e le prestazioni supersportive, ma senza rumore? Sono sicuro che la gran parte dei motociclisti cresciuti a pane e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">L’evoluzione tecnologica non può certamente essere fermata, e questo è un dato di fatto. Il problema principale dell’ applicazione di essa in campo motociclistico, però, permane : che ce ne facciamo di un bolide dall’ aspetto e le prestazioni supersportive, ma senza rumore? Sono sicuro che la gran parte dei motociclisti cresciuti a pane e miscela, non riuscirà a farsene una ragione, ma in breve tempo è molto probabile che i veicoli elettrici si sovrapporranno ai vecchi ed inquinanti motori termici.</p>
<p style="text-align: justify">BMW è la prima grande casa ad applicare un’evoluzione concreta al fenomeno, con la Superbike elettrica e1000RR presentata alcuni giorni fa in anteprima assoluta. Già precedentemente, non mancavano a listino prodoti della casa bavarese completamente elettrici, basti pensare al maxiscooter C Evolution. Non è nemmeno il primo modello di supersportiva vero e proprio ad essere completamente elettrico : Energica ha già rilasciato da parecchio tempo la propria “Ego”, che rappresenta attualmente un punto di riferimento in merito a prestazioni ed affidabilità.<br />
Come visibile dalla prime foto del nuovo veicolo sperimentale, la e1000RR non è altro che il riarrangiamento in chiave motoristica della supersportiva bavarese S1000RR, ma ancora non sono disponibili i dati tecnici riguardanti potenza, peso e coppia.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204268_highres.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-56063 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204268_highres.jpg" alt="bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204268_highres" width="718" height="539" title="BMW e1000RR, in arrivo una Superbike elettrica ? 960" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204268_highres.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204268_highres-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204268_highres-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204268_highres-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204268_highres-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204268_highres-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 718px) 100vw, 718px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">
Altro grande punto a sfavore delle moto elettriche è l’assenza di un valido sistema di cambiata, colmato però dalla disponibilità di coppia a tutti i regimi. Infine, rimanendo nei lati negativi, ci si può concentrare sull’autonomia garantita dalle batterie, che normalmente presentano anche problemi per via del proprio peso.<br />
Pensando ad un’applicazione più concreta, bisogna ammettere che il motore elettrico ha fatto passi da gigante : Al TT dell’ Isola di Man,  dal 2009 ad oggi, le prestazioni della moto vincitrice della classe riservata alle elettriche (TTZERO)  sono aumentate a dismisura, passando dalle 87 miglia orarie di media di Rob Barber del 2009, alle 119 di John McGuinness nel 2015 : un risultato a dir poco eccezionale! Peccato che la griglia di partenza faccia parecchia fatica a riempirsi ogni anno, per via degli ingenti investimenti richiesti, che spesso nemmeno portano a buon fine, dato che almeno un quarto dei veicoli si ferma prima di vedere il traguardo, proprio per via dei sovracitati problemi legati ad affidabilità ed autonomia.<br />
Il futuro è già qui? O dovremmo pazientare ancora un po’ per avere certezze ed alternative valide? Di certo l’interesse di uno dei maggiori produttori mondiali come BMW non può far altro che dare una scossa al mercato e confermare l’interesse delle varie case in questo ambito.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204272_highres.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-56064 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204272_highres.jpg" alt="bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204272_highres" width="682" height="512" title="BMW e1000RR, in arrivo una Superbike elettrica ? 961" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204272_highres.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204272_highres-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204272_highres-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204272_highres-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204272_highres-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/bmw-motorrad-presents-the-experimental-vehicle-err-supersport-dynamism-and-zero-emission-thanks-to-electric-power-p90204272_highres-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></a></p>
<p><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Triumph presenta le nuove Speed Triple S e R 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 17:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
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		<category><![CDATA[triumph]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’era delle moderne ed ipertecnologiche “supernaked”, Triumph tenta di restare al passo rilasciando due nuove versioni evolutive del proprio modello di punte nel settore : l’iconica Speed Triple ed il suo tricilindrico dal sound particolarmente unico e piacevole, vengono implementati in positivo, senza però stravolgimenti da capogiro. I rinnovamenti concreti che servivano a rendere l’inglesina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nell’era delle moderne ed ipertecnologiche “supernaked”, Triumph tenta di restare al passo rilasciando due nuove versioni evolutive del proprio modello di punte nel settore : l’iconica Speed Triple ed il suo tricilindrico dal sound particolarmente unico e piacevole, vengono implementati in positivo, senza però stravolgimenti da capogiro.<br />
I rinnovamenti concreti che servivano a rendere l’inglesina competitiva nei confronti delle più efficaci Aprilia Tuono, BMW S1000R e KTM Superduke 1290, riguardavano soprattutto il segmento dell’ elettronica, che non riceve sufficienti livelli rispetto alla concorrenza.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-1i6a0685_grd_rt-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-55991 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-1i6a0685_grd_rt-1.jpg" alt="triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-1i6a0685_grd_rt (1)" width="587" height="391" title="Triumph presenta le nuove Speed Triple S e R 2016 964" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-1i6a0685_grd_rt-1.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-1i6a0685_grd_rt-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-1i6a0685_grd_rt-1-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-1i6a0685_grd_rt-1-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-1i6a0685_grd_rt-1-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 587px) 100vw, 587px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Entrambi i modelli (Triumph Speed Triple S e Triumph Speed Triple R), sono ora dotati di ride by wire, ABS programmabile, ben 5 nuove modalità di guida (inclusa la modalità track, con settaggi favorevoli ad un utilizzo pistaiolo) e Traction Control regolabile in diversi livelli. Riuscirà l’inglese, attraverso queste migliorie, a livellare la concorrenza? Senza nemmeno porsi la domanda, ad Hinckley hanno deciso di prendersi un ulteriore margine, rivedendo anche la dotazione motoristica migliorata in alcuni dettagli, silenziatori studiati per consentire una fuoriuscita più lineare dei flussi, revisione del telaio e perchè no, un rimpicciolimento delle dimensioni di radiatore e codone, il quale prende chiaramente spunto dalla sportiva Daytona. Anche le pinze monoblocco anteriori Brembo mantengono lo stile curato e attento di Triumph, e pur trattandosi di un modello minimalista per definizione, gli utilizzi del tre cilindri potrebbero essere i più disparati : grazie alla fluidità di erogazione ed agilità, la Speed Triple non disdegnerà un casa-lavoro, ma sicuramente sarebbe ancora più contenta di affrontare dei tortuosi tornanti in strade montane.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-b32a2843.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-55992 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-b32a2843.jpg" alt="triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-b32a2843" width="705" height="471" title="Triumph presenta le nuove Speed Triple S e R 2016 965" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-b32a2843.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-b32a2843-1024x684.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-b32a2843-768x513.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-b32a2843-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/triumph-motorcycles-presenta-due-nuovi-modelli-di-speed-triple-b32a2843-696x465.jpg 696w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Fino ad ora abbiamo parlato di componentistica comune ad entrambe le versioni, ma in cosa consiste la differenza tra la S e la ancora più esclusiva R?  Sostanzialmente, un po’ di carbonio qua e là (non guasta mai), più precisamente riferendosi ad entrambi i parafanghi, forcella Öhlins NIX30 upside down, sospensione posteriore Öhlins TTX36, finiture di alta qualità (attacchi manubrio, risers, coperchio del perno forcellone e cerchio posteriore lavorati) ed altre modifiche relative alle colorazioni disponibili. La versione R sarà infatti sul mercato i due diverse colorazioni (Crystal White/Matt Graphite), mentre la S potrà essere scelta nelle più convenzionali livree Diablo Red e Phantom Black.</p>
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<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><strong>Nicolò Modena</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Presentata a Tokyo la nuova Kawasaki Z125</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2015 18:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[125]]></category>
		<category><![CDATA[a1]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per Kawasaki la serie Z ha sempre rappresentato un notevole contributo per quanto riguarda i dati relativi alle vendite, quindi cosa fare per aumentarli ulteriormente, se non aggiungere un nuovo modello alla serie? Detto fatto, ed ecco che i giapponesi si sono presentati al Tokyo Motor Show con una nuova &#8220;piccola peste&#8221; aggiunta alla già folta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Per Kawasaki la serie Z ha sempre rappresentato un notevole contributo per quanto riguarda i dati relativi alle vendite, quindi cosa fare per aumentarli ulteriormente, se non aggiungere un nuovo modello alla serie?<br />
Detto fatto, ed ecco che i giapponesi si sono presentati al Tokyo Motor Show con una nuova &#8220;piccola peste&#8221; aggiunta alla già folta schiera di Z, occupante però il settore fino ad ora lasciato scoperto dalle sorelle, ovvero quello delle 125.<br />
Con l&#8217;entrata in commercio di Z125, ad Akashi hanno di fatto coperto quasi ogni cilindrata dedicata alla categoria delle naked, oggi costituita da Z250SL, Z300, Z750, Z800 e Z1000.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/M_ss.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55669 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/M_ss.jpg" alt="M_ss" width="700" height="525" title="Presentata a Tokyo la nuova Kawasaki Z125 968" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/M_ss.jpg 700w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/M_ss-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/M_ss-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/M_ss-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La nuova arrivata però, si distingue dalla linea copia-incolla delle sorelle maggiori, anche se in verità più per ragioni relative alle dimensioni, che per la linea estetica in sè : è infatti alta quanto un normale scooter 50cc r12, ma rappresenta l&#8217;essenza della fun bike per eccellenza, categoria di cui abbiamo recentemente parlato attraverso il test di una <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/10/27/test-ktm-duke-390/" target="_blank">KTM Duke 390</a>. L&#8217;unico mezzo concorrenziale presente sul mercato occidentale al momento è la Honda MSX 125, dalla quale in Kawasaki sembrano aver preso (forse un po&#8217; troppo) spunto. Le due motociclette occupano la stessa categoria, hanno lo stessa soluzione riguardante  la motorizzazione (entrambe monocilindriche 125), e la stessa linea filante e abbastanza aggressiva. L&#8217; unica differenza percepibile all&#8217;istante riguarda la posizione dello scarico : sottosella per la Honda, nascosto lateralmente, a favore della centralizzazione delle masse, per Kawasaki.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/3533892_sosanh-kawasaki-z125-honda-msx125-3.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55667 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/3533892_sosanh-kawasaki-z125-honda-msx125-3.jpg" alt="3533892_sosanh-kawasaki-z125-honda-msx125-3" width="960" height="389" title="Presentata a Tokyo la nuova Kawasaki Z125 969" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/3533892_sosanh-kawasaki-z125-honda-msx125-3.jpg 960w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/3533892_sosanh-kawasaki-z125-honda-msx125-3-768x311.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/3533892_sosanh-kawasaki-z125-honda-msx125-3-300x122.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/3533892_sosanh-kawasaki-z125-honda-msx125-3-696x282.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Gli utilizzi della &#8220;Zetina&#8221; potrebbero essere i più vari, traffico cittadino e gite al mare sembrerebbero essere i più appropriati riferendosi ad un mezzo non proprio volto per concezione a compiere lunghe tratte, sebbene i consumi moderati del piccolo monocilindrico non rappresentino problemi relativi all&#8217; autonomia. Restano infine da considerare prezzo e segmento di vendita non proprio favorevole nei paesi occidentali, che verranno ad ogni modo compensati dal numero di vendite ottenuto nei paesi del sud est asiatico, nei quali questa tipologia di mezzi spopola.</p>
<p style="text-align: justify">Per chiudere, ecco il particolarmente cinematografico video teaser ufficiale della nuova Z125, sarà che siamo abituati meglio, ma certe volte è meglio non farli proprio..</p>
<p style="text-align: justify">[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Y6UOvcH4468[/youtube]</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Yamaha Resonator 125 : l&#8217;essenziale, ma con stile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2015 18:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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		<category><![CDATA[iwata]]></category>
		<category><![CDATA[resonator]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altra novità da Tokyo, dopo la Yamaha MWT-9 e le innovazioni di Kawasaki, è la piccola Yamaha Resonator. Più che concentrarsi sulla motocicletta in questione a livello dinamico, ad Iwata hanno scelto di dedicare la maggior parte dei propri sforzi al design ed ai dettagli. Non si può che confermare quanto sia riuscita la piccola [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Altra novità da Tokyo, dopo la <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/10/30/yamaha-mwt-9-presentata-a-tokyo/" target="_blank">Yamaha MWT-9 </a>e le <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/10/31/kawasaki-ninja-h2-e-sc01-novita-2016/" target="_blank">innovazioni di Kawasaki</a>, è la piccola Yamaha Resonator. Più che concentrarsi sulla motocicletta in questione a livello dinamico, ad Iwata hanno scelto di dedicare la maggior parte dei propri sforzi al design ed ai dettagli. Non si può che confermare quanto sia riuscita la piccola giapponese sotto <img decoding="async" class=" wp-image-55632 alignright" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/5.jpg" alt="5" width="458" height="305" title="Yamaha Resonator 125 : l&#039;essenziale, ma con stile 973" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/5.jpg 540w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/5-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" />quest’ultimo aspetto, soprattutto tenendo conto dell’indole modaiola e del largo segmento di vendita nel quale essa si andrebbe a collocare oggigiorno. Le linee retrò, le cromature ed un motore poco spinto (monocilindrico 125 4t) , vengono però mixate con un tocco tecnologico di alto livello : la strumentazione è infatti costituita da un ampio schermo lcd, che a prima apparenza può essere confuso con un tablet, soluzione tanto particolare, quanto interessante dal punto di vista evolutivo.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class=" wp-image-55634 alignright" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/resonator125_image01.jpg" alt="resonator125_image01" width="416" height="206" title="Yamaha Resonator 125 : l&#039;essenziale, ma con stile 974" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/resonator125_image01.jpg 633w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/resonator125_image01-300x148.jpg 300w" sizes="(max-width: 416px) 100vw, 416px" />La Resonator, pur essendo al momento solo un concept, potrebbe rappresentare un’alternativa all’utilizzo degli scooter nel traffico urbano e dati leggerezza, consumi, peso non avrebbe grandi problemi a fronteggiare la concorrenza, restando però con una marcia in più : linea e dettagli molto curati, che quasi la fanno sembrare un’ europea, più che una giapponese. L’essenzialità è l’esigenza principale della moto stessa, che potrebbe essere proposta ad un prezzo attorno ai 3500-4000 € se dovesse entrare definitivamente in commercio, stabilendosi come proposta valida anche per possessori di patente A1 o B, e perchè no, anche al pubblico femminile.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/5fa4d7fe8cd033e6d2ee35e07e29bc5e724513a5.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-55633 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/11/5fa4d7fe8cd033e6d2ee35e07e29bc5e724513a5.jpg" alt="5fa4d7fe8cd033e6d2ee35e07e29bc5e724513a5" width="699" height="387" title="Yamaha Resonator 125 : l&#039;essenziale, ma con stile 975" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/5fa4d7fe8cd033e6d2ee35e07e29bc5e724513a5.jpg 884w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/5fa4d7fe8cd033e6d2ee35e07e29bc5e724513a5-768x426.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/5fa4d7fe8cd033e6d2ee35e07e29bc5e724513a5-300x166.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/11/5fa4d7fe8cd033e6d2ee35e07e29bc5e724513a5-696x386.jpg 696w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" /></a></p>
<p><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Kawasaki Ninja H2 e SC01, novità 2016.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2015 11:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[h2]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Kawasaki H2 : la monopolizzatrice dello scorso inverno, e non solo, è pronta ad un rinnovamento esteriore riguardante le colorazioni. Non che ce ne fosse bisogno, dato l’unicità della colorazione in carbonio con traliccio ed altri particolari in stile verde Kawa, ma con l’arrivo del nuovo anno saranno di fatto disponibili colorazioni sempre esclusive e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Kawasaki H2 : la monopolizzatrice dello scorso inverno, e non solo, è pronta ad un rinnovamento esteriore riguardante le colorazioni. Non che ce ne fosse bisogno, dato l’unicità della colorazione in carbonio con traliccio ed altri particolari in stile verde Kawa, ma con l’arrivo del nuovo anno saranno di fatto disponibili colorazioni sempre esclusive e particolari, ma in grado di soddisfare i gusti più disparati.<br />
“The beast”, sarà infatti disponibile (presumibilmente ad un prezzo invariato di 25.000€) anche nelle colorazioni “Mirror Coated Spark Black” e “Mirror Coated Deep Pink Gold”. Probabilmente i cambiamenti relativi alla colorazione saranno applicati alla sola H2, mentre la versione racer H2R rimarrà con l’iconica colorazione “Mirror Coated Black”. Ovviamente non cambierà la cura di dettagli e strumentazione, con i marchi KHI (Kawasaki Heavy Industries) ben visibili che rendono l’ipersportiva di Akashi ancora più raffinata e particolare nella propria unicità.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/12187762_977353538974887_1273205622409835598_n.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55599 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/12187762_977353538974887_1273205622409835598_n.jpg" alt="12187762_977353538974887_1273205622409835598_n" width="540" height="720" title="Kawasaki Ninja H2 e SC01, novità 2016. 983" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12187762_977353538974887_1273205622409835598_n.jpg 540w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12187762_977353538974887_1273205622409835598_n-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/12189524_977353495641558_7193784999533136865_n.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55600 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/12189524_977353495641558_7193784999533136865_n.jpg" alt="12189524_977353495641558_7193784999533136865_n" width="720" height="540" title="Kawasaki Ninja H2 e SC01, novità 2016. 984" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12189524_977353495641558_7193784999533136865_n.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12189524_977353495641558_7193784999533136865_n-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12189524_977353495641558_7193784999533136865_n-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12189524_977353495641558_7193784999533136865_n-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/M_fr4f4.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55601 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/M_fr4f4.jpg" alt="M_fr4f4" width="700" height="394" title="Kawasaki Ninja H2 e SC01, novità 2016. 985" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/M_fr4f4.jpg 700w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/M_fr4f4-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/M_fr4f4-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/M_frf4rf.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55602 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/M_frf4rf.jpg" alt="M_frf4rf" width="700" height="394" title="Kawasaki Ninja H2 e SC01, novità 2016. 986" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/M_frf4rf.jpg 700w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/M_frf4rf-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/M_frf4rf-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/M_lWfrhLel5VU.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55603 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/M_lWfrhLel5VU.jpg" alt="M_lWfrhLel5VU" width="700" height="394" title="Kawasaki Ninja H2 e SC01, novità 2016. 987" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/M_lWfrhLel5VU.jpg 700w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/M_lWfrhLel5VU-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/M_lWfrhLel5VU-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Ma le colorazioni non sono le uniche novità di Akashi, dato che è stato presentato un interessante rendering grafico che ripercorre l’attuale tndenza del ritorno all’utilizzo dei motori turbo. SC01, questo dovrebbe essere il nome del concept  che potrebbe anche essere svelato materialmente ad EICMA. Non ci resta che aspettare pazientemente, ma il futuro in termini di innovazione sta riservando importanti novità, e in Kawasaki stanno dimostrando di voler primeggiare per quanto riguarda questo aspetto.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/kawa1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55604 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/kawa1.jpg" alt="kawa1" width="720" height="540" title="Kawasaki Ninja H2 e SC01, novità 2016. 988" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/kawa1.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/kawa1-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/kawa1-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/kawa1-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/kawa2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55605 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/kawa2.jpg" alt="kawa2" width="540" height="720" title="Kawasaki Ninja H2 e SC01, novità 2016. 989" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/kawa2.jpg 540w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/kawa2-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Yamaha MWT-9 presentata a Tokyo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 17:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tokyo Motor Show, che si sta svolgendo in questi giorni, è come sempre una vetrina di anteprime nei confronti del più blasonato EICMA, al quale saremo presenti per approfondire ogni nuova uscita. Le case giapponesi, non sono restie dallo sperimentare concept futuristici e qualche volta bizzarri, ed è proprio ciò che è accaduto a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il Tokyo Motor Show, che si sta svolgendo in questi giorni, è come sempre una vetrina di anteprime nei confronti del più blasonato EICMA, al quale saremo presenti per approfondire ogni nuova uscita.<br />
Le case giapponesi, non sono restie dallo sperimentare concept futuristici e qualche volta bizzarri, ed è proprio ciò che è accaduto a Tokyo ieri : Yamaha ha infatti lanciato la MWT-9, concept che occupa il segmento delle 3 ruote.</p>
<p style="text-align: justify">Probabilmente coadiuvata dall’ esperienza di Tricity, e dai positivi riscontri ottenuti grazie alla messa sul mercato del piccolo scooter, la casa di Iwata ha deciso di presentare anche una motocicletta che si ispirasse alla filosofia “3 wheels”. Quale migliore scelta riguardante la motorizzazione, se non il super collaudato 3 cilindri 900cc che equipaggia la bestseller MT-09? Non poteva esservi scelta più azzeccata in tal senso, dato che la potenza a disposizione non è da sottovalutare (circa 110cv), ma l’erogazione è quanto di più dolce ed intuitivo si possa chiedere ad una cavalleria di tale importanza.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/yamaha-mwt-9-tilting-three-wheel-concept-121.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-55592" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/yamaha-mwt-9-tilting-three-wheel-concept-121.jpg" alt="yamaha-mwt-9-tilting-three-wheel-concept-12" width="1056" height="594" title="Yamaha MWT-9 presentata a Tokyo 991" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/yamaha-mwt-9-tilting-three-wheel-concept-121.jpg 1056w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/yamaha-mwt-9-tilting-three-wheel-concept-121-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/yamaha-mwt-9-tilting-three-wheel-concept-121-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/yamaha-mwt-9-tilting-three-wheel-concept-121-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/yamaha-mwt-9-tilting-three-wheel-concept-121-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 1056px) 100vw, 1056px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La forcella è appunto basata sul sistema ereditato dal Tricity, ma ovviamente riarrangiato, in modo da permettere angoli di piega ancora più elevati. Cadere? Praticamente impossibile, a meno che non lo si cerchi appositamente&#8230;<br />
Ad ogni modo, è sempre interessante vedere quanto le case dedichino alla sperimentazione ed all’evoluzione, ma sicuramente il bacino di utenza del prodotto MWT-9, sempre se entrerà in produzione, non sarà certamente costituito da smanettoni convertiti al mondo delle 3 ruote.</p>
<p style="text-align: justify">Soffermiamoci però su altre categorie : potrebbe essere un mezzo perfettamente adattabile a persone disabili, le quali non perderebbero il piacere e la comodità della moto, senza quindi essere costrette a ripiegare sul settore scooter. Da questo punto di vista, un plauso alla casa giapponese.<br />
Qua sotto trovate inoltre il video ufficiale di presentazione della nuova arrivata.<br />
[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=bBDlEC04OW8[/youtube]</p>
<p><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Motobot: da Valentino Rossi all&#8217;autopilota</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 15:06:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama Motobot, ed è la risposta di Yamaha al robot di concezione Honda che conosciamo come Asimo. Mentre il robot di costruzione Honda è in grado di svolgere funzioni &#8220;domestiche&#8221;, quali camminare, servire il the, o persino tirare calci a un pallone, Motobot è stato pensato per guidare una moto. Tra le altre cose [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-29_154932.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55571" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-29_154932.jpg" alt="2015-10-29_154932" width="569" height="416" title="Motobot: da Valentino Rossi all&#039;autopilota 993" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-29_154932.jpg 569w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-29_154932-300x219.jpg 300w" sizes="(max-width: 569px) 100vw, 569px" /></a>Si chiama <strong>Motobot</strong>, ed è la risposta di Yamaha al robot di concezione Honda che conosciamo come Asimo. Mentre il robot di costruzione Honda è in grado di svolgere funzioni &#8220;domestiche&#8221;, quali camminare, servire il the, o persino tirare calci a un pallone, Motobot è stato pensato per guidare una moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le altre cose non una moto qualsiasi, ma la nuovissima R1M, un mezzo da 200 cavalli che è la punta di diamante delle supersportive di Iwata.</p>
<p style="text-align: justify;">Motobot nella sua prima versione è &#8220;aiutato&#8221; per così dire da due rotelle ai lati che ne evitano la caduta; inoltre per alcune funzioni è ancora comandato a distanza, anche se è dotato di un sistema di autoapprendimento che gli permetterà di diventare completamente autonomo in sella alla moto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea è quella di riuscire a replicare, un giorno, le gesta dei pilota della MotoGP. Bisogna dire che per essere alle prime esperienze il Motobot se la cava decisamente bene ed è in grado di andare a 200km/h, anche se Rossi, Lorenzo e compagnia per il momento possono dormire sogni tranquilli.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca però avanza rapidamente, anche se per il momento i sistemi elettronici sono utili solo in caso di ausilio. In aeronautica per esempio gli aerei grazie al &#8220;fly by wire&#8221; sono completamente indipendenti e potrebbero potenzialmente portare a terra un aereo senza bisogno del pilota.</p>
<p style="text-align: justify;">In campo automobilistico si sta lavorando alle auto che guidano da sole, camion che si mettono in fila ordinati a velocità costante; in fondo abbiamo già le macchine che si parcheggiano da sole, quindi è questione di tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella che manca è l&#8217;interazione con l&#8217;ambiente esterno e la gestione delle variabili che, al momento, vengono gestite completamente dagli esseri umani che rimangono ancora in cima alla &#8220;catena decisionale&#8221; grazie all&#8217;intuito, l&#8217;esperienza e il talento di ogni soggetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Video da guardare, davvero bello e interessante e&#8230;.non è un film di fantascienza ma è realtà!</p>
<p style="text-align: center;">[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=EzgJWwAx8Mo[/youtube]</p>
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		<title>Kawasaki ZZR1400: 200 cavalli per il turismo veloce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 12:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sigla ZZR già negli anni 90 era sinonimo di potenza, di cavalli sfrenati e velocità da capogiro. Ora, 25 anni dopo la prima apparizione sul mercato, Kawasaki rinnova ulteriormente la ZZR1400, moto destinata al turismo veloce, quello che noi &#8220;smanettoni&#8221; abbiamo sempre definito GTMV (Gran Turismo Molto Veloce) Kawasaki fa un ulteriore passo in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-28_093101.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55533" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-28_093101.jpg" alt="kawasaki zzr1400 2016" width="602" height="411" title="Kawasaki ZZR1400: 200 cavalli per il turismo veloce 998" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-28_093101.jpg 602w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-28_093101-300x205.jpg 300w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La sigla ZZR già negli anni 90 era sinonimo di potenza, di cavalli sfrenati e velocità da capogiro. Ora, 25 anni dopo la prima apparizione sul mercato, Kawasaki rinnova ulteriormente la <strong>ZZR1400</strong>, moto destinata al turismo veloce, quello che noi &#8220;smanettoni&#8221; abbiamo sempre definito GTMV (Gran Turismo Molto Veloce)</p>
<p style="text-align: justify;">Kawasaki fa un ulteriore passo in avanti con la sua iconica <strong>ZZR1400</strong> e presenta 2 modelli rivisti per il 2016. Interessanti upgrade sulle moto ed entrambe conformi alla normativa Euro 4 senza alcuna perdita di potenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La ZZR1400 e la ZZR1400 Performance Sport sono state ulteriormente perfezionate con modifiche a telaio e motore.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-28_093246.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55536" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-28_093246.jpg" alt="telaio zzr1400" width="595" height="356" title="Kawasaki ZZR1400: 200 cavalli per il turismo veloce 999" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-28_093246.jpg 595w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-28_093246-300x179.jpg 300w" sizes="(max-width: 595px) 100vw, 595px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Potenza e coppia da prima della classe, incredibile versatilità per una rilassante guida quotidiana o prestazioni mozzafiato sulle strade più tortuose. Per rispettare la nuova norma anti-inquinamento Euro 4, sono stati modificati i parametri della centralina, è stato aggiunto un sistema di filtraggio dei vapori benzina e rivisto l’impianto di scarico il mantenendo inalterata la curva di potenza del suo motore da 1,441cc.</p>
<p style="text-align: justify;">Per “leggere” meglio l’aumento della velocità ed il numero di giri, è stata aggiornata la strumentazione con nuovi quadranti e display LCD che ne migliorano la visibilità di giorno e di notte.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-28_093210.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55535" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-28_093210.jpg" alt="2015-10-28_093210" width="611" height="430" title="Kawasaki ZZR1400: 200 cavalli per il turismo veloce 1000" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-28_093210.jpg 611w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-28_093210-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il modello Performance Sport, già ricco di componenti speciali, è stato ulteriormente migliorato, con nuove pinze monoblocco Brembo M50 abbinate ad una pompa freno radiale sempre della Brembo con tubi in treccia. Mono ammortizzatore Öhlins TTX39 con setting dedicato e scarichi Akrapovic.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova ZZR1400 rimane fedele alla moto che ha conquistato il cuore di molti fan, portando però l’esperienza di guida ZZR ad un livello superiore.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-28_093121.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55534" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-28_093121.jpg" alt="2015-10-28_093121" width="601" height="383" title="Kawasaki ZZR1400: 200 cavalli per il turismo veloce 1001" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-28_093121.jpg 601w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-28_093121-300x191.jpg 300w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></a></p>
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		<title>Test Ktm Duke 390</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 16:58:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[a2]]></category>
		<category><![CDATA[duke]]></category>
		<category><![CDATA[duke390]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fun bike per eccellenza Tramite questo test definiamo il concetto di “fun bike”, termine ormai in voga nell’ambito dei modelli di recente uscita sul mercato per quanto riguarda le principali case motociclistiche. Passando a termini più pratici e meno teorici, vorrei parlare delle impressioni e delle emozioni suscitate proprio dalla fun bike per eccellenza, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff6600"><strong>La fun bike per eccellenza</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Tramite questo test definiamo il concetto di “fun bike”, termine ormai in voga nell’ambito dei modelli di recente uscita sul mercato per quanto riguarda le principali case motociclistiche. Passando a termini più pratici e meno teorici, vorrei parlare delle impressioni e delle emozioni suscitate proprio dalla fun bike per eccellenza, ovvero la KTM Duke 390.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #ff6600">Linea tagliente ed aggressiva</span><img decoding="async" class="wp-image-55491 alignright" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/12.jpg" alt="1" width="345" height="259" title="Test Ktm Duke 390 1006" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/12-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 345px) 100vw, 345px" /></strong></p>
<p style="text-align: justify">Partendo da un primo impatto puramente esteriore, la linea della moto della casa austriaca appare subito come tagliente ed affilata, sullo spunto delle sorella maggiore Duke 690, ma ancora più della piccola naked 125 Duke, tant’è che a primo impatto si fatica a distinguere le due monocilindriche entry level, nonostante i 265cm<sup>3</sup> di differenza. Sempre considerando il punto di vista estetico, KTM non si smentisce,  rendendo disponibili due diverse colorazioni (bianco e nero)  vivaci e caratterizzate soprattutto dal colore arancio, sia per quanto riguarda il bellissimo ed efficace telaio a traliccio che per i leggeri cerchi, in piena filosofia “Ready to Race”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #ff6600">Leggerezza e versatilità</span><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-55492 alignright" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2.jpg" alt="2" width="460" height="345" title="Test Ktm Duke 390 1007" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify">Le prime impressioni, appena salito in sella, sono estrema compattezza della moto ed essenzialità della strumentazione, quest’ultima però in grado di fornire numerose informazioni tramite un ben illuminato display lcd. Una volta ingranata la prima, il monocilindrico da 390 cm<sup>3</sup> comincia a spingere subito con decisione, salendo di giri in modo rapido ma non troppo brusco, nascondendo così uno dei difetti maggiori riguardanti la stragrande maggioranza dei motori monocilindrici, cioè l’assenza di linearità dell’erogazione. Ulteriori note di merito vanno soprattutto al sound corposo e piacevole ed alla leggerezza (solo 139kg a secco!), le quali la rendono appetibile anche per un pubblico femminile e in fin dei conti considerabile come entry-level, poiché con i suoi 32 kw (44cv) rientra perfettamente nei limiti imposti dalla nuova normativa della patente A2.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #ff6600">Superiorità nei confronti della concorrenza</span><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/3.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-55493 alignright" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/3.jpg" alt="3" width="395" height="296" title="Test Ktm Duke 390 1008" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/3.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/3-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/3-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/3-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/3-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/3-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify">La frenata, grazie all’impianto composto da un disco anteriore da 300mm ed uno posteriore da 230mm fornito da ByBre (Brembo) è precisa e modulabile, grazie anche a peso e dimensioni contenuti della piccola di Mattighofen. Nonostante il prezzo a listino di soli 5000 €, inferiore a quello delle dirette concorrenti Honda CBR 500R ABS, CB 500F ABS e Kawasaki Ninja 300, la Duke non si fa mancare alcune chicche come l’ABS prettamente di serie (il quale è presente addirittura a partire dalla piccola Duke 125) e la forcella WP Suspension a steli rovesciati da 43mm.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff6600"><strong>Ready to Race?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Per quanto riguarda le impressioni di guida, va sottolineata l’estrema maneggevolezza, che mi ha  permesso di trovare subito un buon feeling con la moto, stabile e precisa anche se sottoposta ad una guida piuttosto sportiva. Ciò  è reso possibile anche dalla scelta degli pneumatici in dotazione di serie Metzeler Sportec M5, le quali misure sono 110/70 per l’anteriore ed un generoso 150/60 per il posteriore.</p>
<p style="text-align: justify">Se pensavate che KTM, con l’introduzione delle piccole ed affidabili naked oltre al lancio delle piccole sportive RC125/200/390 previsto nei prossimi mesi si fosse allontanata dalla propria filosofia di fondo “Ready to Race” vi sbagliate di grosso : ne è una testimonianza diretta la classe minore istituita quest’anno nel campionato tedesco Superbike (IDM), nella quale gareggiano solo KTM RC 390 le quali condividono ciclistica,motore, impianto frenante e molto altro ancora proprio con la naked di pari cilindrata. Quest’ultima considerazione non fa altro che rafforzare il concetto di polivalenza della piccola austriaca, la quale è adatta a città, ma soprattutto a spostamenti di breve-medio termine, pur non soffrendo un utilizzo per spostamenti a lungo raggio.</p>
<p style="text-align: justify">Come sempre, la casa austriaca rende disponibili numerosi componenti aftermarket dal proprio catalogo KTM Powerparts, componenti tanto valide quanto costose. Ma è risaputo, la componentistica aftermarket KTM non è certo la più economica in commercio.<img decoding="async" class="size-full wp-image-55494 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/5.png" alt="5" width="634" height="348" title="Test Ktm Duke 390 1009" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/5.png 634w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/5-300x165.png 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Anteprima Honda CBR 500R m.y. 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 06:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[a2]]></category>
		<category><![CDATA[cbr]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CBR : una sigla di sole 3 lettere capace di rendere perfettamente l’idea della mitica serie di motociclette sportive prodotte da Honda dal lontanto 1983 ad oggi. Ne è passata di acqua sotto i ponti, direte. Eppure siamo sempre qua, in attesa di una nuova versione della sportiva per eccellenza, emblema di affidabilità giapponese ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CBR : una sigla di sole 3 lettere capace di rendere perfettamente l’idea della mitica serie di motociclette sportive prodotte da Honda dal lontanto 1983 ad oggi. Ne è passata di acqua sotto i ponti, direte. Eppure siamo sempre qua, in attesa di una nuova versione della sportiva per eccellenza, emblema di affidabilità giapponese ed elevata prestazionalità, pur restando alla portata di qualunque tipo di utente.<br />
Recentemente, sono state diffuse le prime informazioni relative alla nuova CBR 500R, che dovrebbe essere l’evoluzione della 500 attualmente presente sul mercato, accusata di non rappresentare al meglio le caratteristiche uniche della serie a cui appartiene. Un anteprima della nuova linea sempre più sportiva è rappresentata nell’ immagine sottostante.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/copertina.jpg"><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-55090" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/copertina.jpg" alt="copertina" width="686" height="515" title="Anteprima Honda CBR 500R m.y. 2016 1012" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/copertina.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/copertina-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 686px) 100vw, 686px" /></a><br />
Ma quali sono le differenze di maggiore interesse apportate alla nuova arrivata, che verrà presentata in forma ufficiale all’ AIMEXPO  ad Orlando (Florida) in questi giorni? In primis un serbatoio rimodellato e con maggiore capienza, inoltre saranno implementate la centralizzazione delle masse ed il reparto sospensioni : la nuova Honda CBR 500R sarò infatti dotata di forcella anteriore regolabile nel precarico, cosa non di poco conto confrontandola con l’attuale forcella tradizionale, la quale non permette alcun tipo di regolazione. Tornando alla linea, la moderna soluzione adottata per il gruppo ottico anteriore a led sembra ben riuscita, come è possibile constatare dall’immagine di anteprima fornitaci da Honda.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/11.jpg"><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-55091" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/11.jpg" alt="1" width="509" height="239" title="Anteprima Honda CBR 500R m.y. 2016 1013"></a></p>
<p><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 06:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[RSV1000]]></category>
		<category><![CDATA[RSV4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia RSV4 e RSV1000: due generazioni a confornto: Spesso quando si parla tra gli amici al bar, salta sempre fuori il discorso del confronto tra moto nuove e moto vecchie. Ovviamente a tutti noi piacerebbe avere sempre l&#8217;ultimo modello che, ovviamente, promette grandi prestazioni, tempi sul giro fenomenali, addirittura c&#8217;è chi azzarda la percentuale esatta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-29_083525.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54563" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-29_083525.jpg" alt="2015-09-29_083525" width="720" height="467" title="Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto 1022" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_083525.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_083525-300x195.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_083525-696x451.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<div style="display: none;">
<h1>Aprilia RSV4 e RSV1000: due generazioni a confornto:</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">Spesso quando si parla tra gli amici al bar, salta sempre fuori il discorso del confronto tra moto nuove e moto vecchie. Ovviamente a tutti noi piacerebbe avere sempre l&#8217;ultimo modello che, ovviamente, promette grandi prestazioni, tempi sul giro fenomenali, addirittura c&#8217;è chi azzarda la percentuale esatta del miglioramento. Ma&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Una moto vecchia parte davvero sconfitta se confrontata con la sua evoluzione? Noi abbiamo potuto fare un bellissimo confronto all&#8217;autodromo Marco Simoncelli di Misano, provando due Aprilia: la RSV1000 del 2002 e la RSV4, moto lontane una dozzina di anni dal punto di vista tecnologico.</p>
<p style="text-align: justify;">La RSV1000 <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/02/04/test-moto-usate-aprilia-rsv1000/"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>la consigliammo nella nostra rubrica &#8220;Test moto usate&#8221;</strong></span></a>, descrivendola come una moto davvero fenomenale e forse molto sottostimata dal mercato. Caso vuole, è stato l&#8217;acquisto di mio fratello (con il quale abbiamo fatto questo test), ed è contento come una Pasqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfortunatamente la RSV4 ha subìto la stessa sorte: una moto eccellente, veloce, precisa e divertente e tecnologicamente molto avanzata, ma che ha riscosso poco successo, molto sotto il potenziale della moto nonostante nel Mondiale SBK vincesse davvero tanto.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-29_083839.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54564" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-29_083839.jpg" alt="2015-09-29_083839" width="719" height="433" title="Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto 1023" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_083839.jpg 719w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_083839-300x181.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_083839-696x419.jpg 696w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo a confrontare le due moto al primo colpo d&#8217;occhio: innanzitutto si nota una grandissima differenza di mole. La RSV1000 ha delle grandi sovrastrutture, carene avvolgenti, un codone molto lungo. Le dimensioni, se confrontate con la &#8220;sorellina&#8221;, sembrano davvero eccessive.</p>
<p style="text-align: justify;">La RSV4 invece appare piccola, tanto che molti utenti alti come me non l&#8217;hanno mai presa in considerazione perché avevano paura di non starci sopra. Il cupolino è molto piccolo, la coda è mozzata e rastremata, tutto gira intorno al potente motore V4.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-29_083904.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54565" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-29_083904.jpg" alt="2015-09-29_083904" width="720" height="392" title="Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto 1024" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_083904.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_083904-300x163.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_083904-696x379.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Salendoci sopra però ecco la grande sorpresa: la posizione di guida delle due moto, con le dovute proporzioni, è molto simile. Il bacino viene tenuto in alto, il busto si proietta naturalmente in avanti caricando i polsi. Così a pelle, sentendo il lamentio dei miei polsi, la RSV1000 sembra molto più proiettata sull&#8217;avantreno della RSV4, probabilmente perché la distanza tra sella e manubrio è maggiore sulla bicilindrica, mentre la quattro cilindri è leggermente più corta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto, entrambe le moto sono funzionali perché nate con lo stesso scopo: andare forte in pista senza compromessi. La RSV1000 venne costruita per rendere la vita difficile alla Ducati 996, la RSV4 per confrontarsi con le moto più performanti di oggi di scuola giapponese e tedesca.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-13_184535.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55026" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-13_184535.jpg" alt="2015-10-13_184535" width="720" height="478" title="Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto 1025" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_184535.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_184535-300x199.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_184535-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I comandi di entrambe le moto sono regolabili, freni, frizione, cambio e quindi la personalizzazione è massima, dalle mani ai piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo ora come le due moto si comportano in pista, su un tracciato, quello di Misano, piatto ma molto tecnico, che alterna curve molto veloci, varianti, curve lente da raccordare. Su una pista del genere l&#8217;importante è trovare il ritmo, la frequenza dei movimenti per assecondare la moto nei continui cambi di piega.</p>
<div style="display: none;">
<h1>Aprilia RSV4</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">Partiamo con la vecchietta, la RSV1000. Il rumore del bicilindrico è stupendo, enfatizzato da quello scarico aperto che ne rimarca il borbottio, con quel minimo tenuto alto. Più che un alternarsi di scoppi, sembra un battito regolare di un lottatore pronto a farsi sotto chiunque gli si pari davanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si inizia a girare e, prendendo le misure a questa moto, ci si rende conto di quanto fosse avanti ciclisticamente: l&#8217;avantreno è precisissimo, solido. In frenata si sente un pochino la mole che continua a spingere, ma i freni fanno il loro dovere e fanno di tutto per fermarti in tempo.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-13_184006.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55027" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-13_184006.jpg" alt="2015-10-13_184006" width="719" height="380" title="Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto 1026" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_184006.jpg 719w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_184006-300x159.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_184006-696x368.jpg 696w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inserimento in curva lo si può fare tranquillamente a freni tirati, e la RSV1000 punta il muso all&#8217;interno della curva senza nessun problema. La mole si fa sentire nei cambi di direzione, perché bisogna aiutarsi molto col gas e col corpo per far spostare la moto da un lato all&#8217;altro, soprattutto alle alte velocità.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre aggiungo una bella nota romantica, in staccata mentre si scala marcia, bisogna fare delle belle doppiette per evitare il bloccaggio del posteriore che altrimenti tende a intraversarsi volentieri. Niente di tremendo eh, giocando un pochino con la frizione svegliamo l&#8217;antisaltellamento che è nella nostra mano sinistra, e si può regolare lo sbandieramento a piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento di prendere in mano al gas si sente il bicilindrico spingere bello corposo, ma non scorbutico. Dopo un iniziale &#8220;calcio in culo&#8221; dato dalla coppia del millone, il motore spinge con una linearità da motore elettrico, tanto che permette di lasciare lunghe virgole nere senza alcun patema d&#8217;animo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il posteriore lo si può far derapare a piacimento anche dal massimo angolo di piega, e una volta partito per la tangente basta correggere semplicemente la posizione in sella per far continuare la derapata o per fermarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente rispetto alla concorrenza odierna, la RSV1000 paga un gap non indifferente di cavalleria: 130 cavalli circa possono poco ad ogni accelerazione nei confronti delle plurifrazionate moderne, ma anche delle stesse bicilindriche attuali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-30_112348.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-54612 alignleft" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-30_112348.jpg" alt="2015-09-30_112348" width="349" height="194" title="Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto 1027" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-30_112348.jpg 349w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-30_112348-300x167.jpg 300w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></a>Ma dal punto di vista telaistico, la RSV1000 non ha nulla da invidiare a nessuna moto di oggi: in Aprilia i telai li sanno fare e questo è tra i migliori ancora oggi nonostante i 17 anni di età del progetto (la prima RSV1000 è uscita nel 1998).</p>
<p style="text-align: justify;">La ciclistica permette pieghe veramente da paura, tanto che mi sono ritrovato coi gomiti che strisciavano in terra senza nemmeno accorgermene.</p>
<p style="text-align: justify;">Tocca poi alla RSV4. La moto che abbiamo provato era &#8220;full track&#8221;, preparata per la pista in modo molto meticoloso. Elettronica evoluta, sospensioni Ohlins e un motore che erogava 190 cavalli &#8220;veri&#8221;.</p>
<div style="display: none;">
<h1>Aprilia RSV4</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">E proprio il motore è la prima cosa che salta subito all&#8217;occhio. Già facendola scaldare con i suoi scoppiettii faceva venire la pelle d&#8217;oca. La moto è incazzata, e molto, e lo fa capire anche solo accelerando in folle con i giri che salgono con una velocità pazzesca. Vedere il contagiri partire da 6000 giri fa capire che la moto vuole essere usata ad alti regimi, non si accettano compromessi. Chi se la fa sotto, non è desiderato.</p>
<p style="text-align: justify;">In movimento poi la moto mantiene le promesse: il motore prende giri velocemente, spinge senza sentire ragioni, mette a candela la moto per un attimo, ma Santa Elettronica la tiene a bada e la fa impennare fino a 20 cm da terra e poi la tiene li.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto fa così dalla prima alla terza, e a volte anche in quarta. Il rumore del 4 cilindri è rauco, e spinge senza problemi fino a 14500 giri al minuto. Alcune marce le taglia prima, altre le lascia sfogare, perché su questa moto si può regolare tutto, compresa l&#8217;entrata del limitatore a piacimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver provato la RSV1000, bisogna ritarare completamente il cervello perché la RSV4 vuole azioni rapide del corpo, a partire dalla cambiata. Bisogna snocciolare marce in modo rapidissimo, perché lei fa tanta di quella strada a velocità pazzesche.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-13_184049.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55029" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-13_184049.jpg" alt="2015-10-13_184049" width="720" height="385" title="Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto 1028" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_184049.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_184049-300x160.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_184049-696x372.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta ritarato il cervello per le accelerazioni, bisogna rifarlo per la frenata: se la vecchia millona frenava forte, questa ti stacca le braccia. Il punto di staccata arriva talmente in fretta che ti verrebbe da frenare prima del dovuto, e non nascondo che ci ho messo un paio di giri per &#8220;resettare&#8221; il mio cervello a spazi di frenata così ridotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena ci si attacca alla leva del freno la forcella si appoggia senza sprofondare e inizia una decelerazione impressionante. Il freno motore fa il suo dovere senza scomporre la moto, mentre gli occhi cercano di uscire dalle orbite!</p>
<p><figure id="attachment_55028" aria-describedby="caption-attachment-55028" style="width: 720px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-13_183949.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55028" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/2015-10-13_183949.jpg" alt="frenata misano" width="720" height="421" title="Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto 1029" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_183949.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_183949-300x175.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/2015-10-13_183949-696x407.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption id="caption-attachment-55028" class="wp-caption-text">Posteriore che galleggia, braccia che chiedono pietà, occhi che vengono sparati in avanti. Ecco la frenata della RSV4</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Inserimento fulmineo anche se, probabilmente per il setting non fatto per me, a freni tirati la moto era leggermente dura da tirare giù in piega. Invece nelle fasi di inserimento nelle curve veloci, oppure appena mollati i freni, la moto diventava un razzo pronto a girare stretto e a farsi risparare in orbita da un&#8217;altra accelerazione fulminea. In tutte queste fasi non ho mai, e dico mai, sentinto l&#8217;anteriore mollare nonostante la gomma davanti fosse vecchia di due anni con un centinaio di giri sul groppone.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa moto fa davvero tutto molto bene: dalla staccata, all&#8217;appoggio fino all&#8217;uscita di curva. Sembra davvero una derivazione diretta di una moto da GP, e questa cosa ha ovviamente il rovescio della medaglia. La RSV4 è una moto sofisticata, precisa e diretta, quindi pretende di essere settata bene e guidata come si deve.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; talmente sensibile che, a parità di regolazioni, sente in maniera incredibile anche il solo cambio di postura del pilota. La cosa diventa evidente con piloti alti come me (182cm di cretinità), che quando si muovono in sella spostano tanta massa e cambiano inevitabilmente la risposta dinamica della moto. Ma una volta interpretata, si può apprezzare un mezzo incredibile, solido, che da una gran sicurezza alla guida.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornato nel paddock guardo le due moto e non posso che apprezzarle entrambe: a livello di guida pura sono semplicemente spettacolari, perché la ciclistica di entrambe è rigorosa e da davvero tanta sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-29_084607.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54578" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/2015-09-29_084607.jpg" alt="2015-09-29_084607" width="720" height="466" title="Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto 1030" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_084607.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_084607-300x194.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/2015-09-29_084607-696x450.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a>La RSV1000 paga ovviamente dazio nei confronti della giovane RSV4, ma ciò non toglie il piacere di guida. Zitti zitti, con una moto vecchia, abbiamo dato paga a molti smanettoni in sella a moto nuovissime che si vedevano sverniciati in staccata da un bestione nero che scoppiettava e sputazzava col posteriore di traverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Se col bicilindrico si destava sorpresa, con la RSV4 si incuteva timore: con questa moto non c&#8217;erano discussioni, perché in uscita di curva prendeva metri su qualsiasi moto in pista, compresa la nuova R1. Certo, il pilota fa la differenza direte voi, ma abbiamo provato a metterci in coda e accelerare insieme ad altri rider su moto comparabili, e la RSV sembrava un predatore a caccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono moto distanti come epoche, ma praticamente sorelle gemelle per quello che riguarda l&#8217;idea di fondo che è un segno distintivo delle moto di Noale: guidare, guidare, guidare. Entrambe le moto condividono una precisione da rasoio, una comunicatività incredibile che garantisce a chiunque ci salga sopra un gran divertimento.</p>
<p style="text-align: justify;">O almeno, noi ci siamo divertiti un bel po, speriamo di avervelo fatto capire con questo piccolo report.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tester: </strong>Luca &#8220;Angelo&#8221; Angelini, Danny &#8220;Smeriglio&#8221; Garbin</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Foto: </strong>Luca Gorini</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2015/10/14/aprilia-rsv1000-vs-rsv4-due-generazioni-a-confronto/">Aprilia RSV1000 vs RSV4: due generazioni a confronto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>Kustom Bike Daytona 350, le prime informazioni</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2015/10/12/kustom-bike-daytona-350-le-prime-informazioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=kustom-bike-daytona-350-le-prime-informazioni</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 17:56:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[a2]]></category>
		<category><![CDATA[custom]]></category>
		<category><![CDATA[daytona]]></category>
		<category><![CDATA[kustom]]></category>
		<category><![CDATA[kustom bike]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’azienda vicentina Media Service srl, ha recentemente deciso di immettersi nel mondo delle 2 ruote attraverso la fondazione del brand “Kustom Bike” : come potete facilmente immaginare, il modello presentato in  contemporanea col marchio è proprio una piccola bicilindrica appartenenta alla categoria delle custom. Il nome della nuova arrivata è iconico : “Kustom Daytona 350”, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2015/10/12/kustom-bike-daytona-350-le-prime-informazioni/">Kustom Bike Daytona 350, le prime informazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">L’azienda vicentina Media Service srl, ha recentemente deciso di immettersi nel mondo delle 2 ruote attraverso la fondazione del brand “Kustom Bike” : come potete facilmente immaginare, il modello presentato in  contemporanea col marchio è proprio una piccola bicilindrica appartenenta alla categoria delle custom.<br />
Il nome della nuova arrivata è iconico : “Kustom Daytona 350”, e le caratteristiche tecniche finora svelate sono interessanti. La Daytona è infatti dotata di un impianto frenante nettamente superiore alla concorrenza, con 2 dischi da 300mm all’ anteriore e uno da 220mm al posteriore. Il fatto che appaia più come moto artigianale, che come una da produzione di massa, ha naturalmente apportato alcuni altri vantaggi, come la scelta del serbatoio da 13,5 litri che si intona perfettamente con la linea della moto stessa, tuttavia alcuni punti a sfavore (almeno sulla carta) riguardano la motorizzazione : La Daytona è spinta da un bicilindrico parallelo da 320 cc, e fino a qui ci siamo. Ma nell’ analizzare più attentamente i dati ci accorgiamo dei soli 23 cv dichiarati ad 8000 giri… Ok, non siamo a che fare con una moto sportiva o pistaiola, ma dato che il limite posto per la nuova patente A2 è 48cv, perché non provare almeno ad avvicinarvisi? Potrebbe infatti risultare facile stufarsi in fretta della cavalleria a disposizione, come spesso accade nel mondo riguardante le moderne sportive e naked 4t (<a href="https://www.giornalemotori.com/2015/09/14/125-4t-sportive-e-naked-breve-guida-allacquisto/" target="_blank">di cui abbiamo recentemente parlato qui</a>). Anche il prezzo non è proprio bassissimo, per portarsi a casa la Daytona occorrono infatti 4800 €, non sono certo pochi, ma i tocchi di originalità della moto possono giustificare parte del prezzo..<br />
Non ci resta che aspettare EICMA per avere ulteriori chiarimenti, e magari poter provare la piccola vicentina per qualche giorno nel corso dei prossimi mesi, in modo da smentire o confermare le informazioni e considerazioni tratte fino ad ora. Intanto, ci accontentiamo delle prime foto ufficiali..</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/Kustom-1.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-54988" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/Kustom-1.png" alt="Kustom 1" width="780" height="489" title="Kustom Bike Daytona 350, le prime informazioni 1033" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/Kustom-1.png 590w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/Kustom-1-300x188.png 300w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></a><br />
<img decoding="async" class="alignnone wp-image-54989" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/10/Kustom-2.png" alt="Kustom 2" width="783" height="587" title="Kustom Bike Daytona 350, le prime informazioni 1034" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/Kustom-2.png 588w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/Kustom-2-300x225.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/10/Kustom-2-265x198.png 265w" sizes="(max-width: 783px) 100vw, 783px" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Suter MMX500 : 2 tempi e 195 cv!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 18:08:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[2tempi]]></category>
		<category><![CDATA[500]]></category>
		<category><![CDATA[mmx500]]></category>
		<category><![CDATA[suter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come anticipato pochi giorni fa, la Casa svizzera Suter ha svelato la tanto attesa MMX 500, motorizzata da un V4  2 tempi 576cc in grado di sviluppare ben 195 cv ad un regime di circa 13000 giri motore. Il dato più esaltante, però, è quello riguardante il peso : solamente 127 kg a secco, dato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come anticipato pochi giorni fa, la Casa svizzera Suter ha svelato la tanto attesa MMX 500, motorizzata da un V4  2 tempi 576cc in grado di sviluppare ben 195 cv ad un regime di circa 13000 giri motore. Il dato più esaltante, però, è quello riguardante il peso : solamente 127 kg a secco, dato bassissimo se si pensa a potenza ed esplosività del modello in questione. Il rapporto peso/potenza è a dir poco incredibile, 1,53 cavalli per ogni kilogrammo di peso!<br />
La velocità massima dichiarata è infatti superiore ai 310 km/h.<br />
Ovviamente anche la ciclistica è raffinata, con forcella e monoammortizzatore pluriregolabili forniti da Öhlins ed il telaio ovviamente autoprodotto in Suter. La carenatura è interamente in fibra di carbonio.</p>
<p>Al momento, è prevista la produzione di sole 99 unità, ad un prezzo di circa 110000 € , che non sarebbero nemmeno molti a confronto delle dirette concorrenti GP attualmente sul mercato, costituite dalla sola Honda RCV 213-S.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/coper.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-54582" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/coper.jpg" alt="coper" width="1920" height="955" title="Suter MMX500 : 2 tempi e 195 cv! 1036" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/coper.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/coper-1024x509.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/coper-768x382.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/coper-300x149.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/coper-696x346.jpg 696w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nicolò Modena</strong></p>
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		<title>Ducati Monster 1200r m.y. 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 10:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[1200r]]></category>
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		<category><![CDATA[monster]]></category>
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		<category><![CDATA[S1000R]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inizio della stagione autunnale, porta come sempre una ventata di novità nel mercato motociclistico. La prima vera e propria notizia, riguarda la nuovissima Ducati Monster 1200r m.y. 2016, presentata in anteprima mondiale al salone di Francoforte. La nuova naked i Borgo Panigale, alla quale è attribuita una potenza di ben 160cv ed una componentistica di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">L&#8217;inizio della stagione autunnale, porta come sempre una ventata di novità nel mercato motociclistico. La prima vera e propria notizia, riguarda la nuovissima Ducati Monster 1200r m.y. 2016, presentata in anteprima mondiale al salone di Francoforte.</p>
<p style="text-align: left"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/11802656_10153710939309260_8126585957910335876_o.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-54177 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/11802656_10153710939309260_8126585957910335876_o-300x200.jpg" alt="Ducati Monster 1200r m.y. 2016" width="473" height="315" title="Ducati Monster 1200r m.y. 2016 1039" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/11802656_10153710939309260_8126585957910335876_o-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/11802656_10153710939309260_8126585957910335876_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/11802656_10153710939309260_8126585957910335876_o-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/11802656_10153710939309260_8126585957910335876_o-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/11802656_10153710939309260_8126585957910335876_o.jpg 1136w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></a></p>
<p style="text-align: left">La nuova naked i Borgo Panigale, alla quale è attribuita una potenza di ben 160cv ed una componentistica di tutto rispetto, va a collocarsi nell&#8217; affollato ed estremamente qualitativo settore delle cosiddette &#8220;Supernaked&#8221;, ovvero le moto scarenate di massima cilindrata adatte anche ad un utilizzo di tipo sportivo. Rispettosa nelle emissioni inquinanti (Euro4), la naked non lo sarà altrettanto per quanto riguarda il sound, dato che l&#8217;ampliamento del diametro dei collettori di scarico è una delle modifiche più sostanziali rispetto al precedente modello del 2015.</p>
<p style="text-align: left">Riuscirà la bolognese  a spodestare l&#8217; Aprilia Tuono V4, da anni regina incontrastata della categoria, ed ad intaccare le solide posizioni occupate nel settore da BMW S1oooR e KTM Super Duke 1290R ? E soprattutto, potrà competere a livello di prezzo?</p>
<p style="text-align: left">Per il momento, non resta che accontentarci del video di lancio ufficiale di Ducati.</p>
<p style="text-align: left">[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=UJX1kUsFmqY[/youtube]</p>
<p style="text-align: center"><strong>Scheda tecnica</strong></p>
<p style="text-align: left"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/SnapCrab_NoName_2015-9-15_15-49-11_No-00.png"><img decoding="async" class="wp-image-54213 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/SnapCrab_NoName_2015-9-15_15-49-11_No-00.png" alt="SnapCrab_NoName_2015-9-15_15-49-11_No-00" width="523" height="740" title="Ducati Monster 1200r m.y. 2016 1040" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/SnapCrab_NoName_2015-9-15_15-49-11_No-00.png 447w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/SnapCrab_NoName_2015-9-15_15-49-11_No-00-300x424.png 300w" sizes="(max-width: 523px) 100vw, 523px" /></a></p>
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		<title>125 4t sportive e naked : breve guida all&#8217;acquisto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò Modena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 11:14:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[125]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[comparativa]]></category>
		<category><![CDATA[Derbi]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Hyosung]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
		<category><![CDATA[naked]]></category>
		<category><![CDATA[patente A1]]></category>
		<category><![CDATA[Sportive]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo delle ottavo di litro, da sempre, costituisce il primo autentico approccio al mondo delle due ruote : una sorta di passaggio quasi indispensabile per comprendere dinamiche e comportamenti in sella ad una motocicletta. La schiera di moto sportive e naked guidabili con l’attuale patente A1 e rientranti quindi anche nel limite della patente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mondo delle ottavo di litro, da sempre, costituisce il primo autentico approccio al mondo delle due ruote : una sorta di passaggio quasi indispensabile per comprendere dinamiche e comportamenti in sella ad una motocicletta.</p>
<p style="text-align: justify;">La schiera di moto sportive e naked guidabili con l’attuale patente A1 e rientranti quindi anche nel limite della patente B è ampia, ma profondamente ridimensionata rispetto a qualche anno fa. Scordatevi infatti le 125 supersportive ultraprestazionali degli anni ’90, dato che l’imposizione del limite massimo di 15 cv (11 kw) e l’entrata in vigore di normative antiinquinamento sempre più stringenti, ha in un certo modo frenato il progresso prestazionale della classe a favore di un generale aumento di affidabilità e di una drastica riduzione dei consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Seppure le differenze in termini di potenza tra i vari modelli presenti sul mercato non siano di grande rilievo, quale rappresenta la migliore opzione considerando il rapporto qualità/prezzo? Attraverso questa breve guida cercherò di illustrare caratteristiche tecniche, punti a favore e contro delle contendenti al titolo di miglior 125 attualmente in produzione.</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Aprilia RS4</strong></h1>
<p style="text-align: justify;">L’ultima evoluzione della mitica RS, la prima con motorizzazione 4 tempi. Il piccolo monocilindrico rappresenta un riferimento per la categoria, assieme al pacchetto ciclistico comprendente la forcella a steli rovesciati. La linea è snella e filante, riprende fedelmente la sorella maggiore RSV4, tant’è che è quasi possibile scambiarle se non viste da vicino! La posizione di guida è piuttosto sacrificata, tipicamente sportiva. Il prezzo di listino ufficiale è appena sotto i 5000€, il che la rende la moto più costosa del lotto. Davvero particolare (e forse insensata) la possibilità di installare un impianto quickshifter con un’ aggiunta di 500€ al prezzo di base.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="wp-image-54028 alignnone" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/aprilia.jpg" alt="aprilia" width="381" height="254" title="125 4t sportive e naked : breve guida all&#039;acquisto 1049" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/aprilia.jpg 700w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/aprilia-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/aprilia-696x463.jpg 696w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /></p>
<p style="text-align: center;">Rapporto qualità/prezzo (6,5/10)</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Derbi Gpr 4t4v</strong></h1>
<p style="text-align: justify;">Anch’ essa deriva dal precedente modello 2 tempi, condivide inoltre la maggior parte delle componenti con l’Aprilia RS4, eccezion fatta per il diverso tipo di alimentazione (Aprilia – Iniezione Elettronica / Derbi – Carburatore). Chiaramente ciò va a discapito dei consumi, ma si tratta pur sempre di moto molto parsimoniose in termini di consumi. Un’ altra lieve differenza è costituita dalla presenza di semimanubri rialzati sulla spagnola, i quali permettono di viaggiare con maggior comfort.  La motorizzazione è invece la stessa della piccola di Noale, dato che sia Aprilia che Derbi sono case facenti parte del Gruppo Piaggio. Il listino promuove ad ogni modo la Derbi : per accaparrarsela occorrono solo 4020€, il che la rende una delle proposte più allettanti tra le sportive.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/derbi-e1441973477725.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-54029 alignnone" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/derbi-e1441973477725.jpg" alt="derbi" width="381" height="255" title="125 4t sportive e naked : breve guida all&#039;acquisto 1050" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/derbi-e1441973477725.jpg 381w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/derbi-e1441973477725-300x201.jpg 300w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Rapporto qualità/prezzo (9/10)</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Honda CBR 125 R</strong></h1>
<p style="text-align: justify;">Della propria “dinastia” ha ereditato solo il nome, dato che più che una vera e propria sportiva, sarebbe collocabile nel settore delle sport-tourer. Motoristicamente è inferiore rispetto alle dirette concorrenti, dato che il monocilindrico Honda eroga solo 13 cv a differerenza dei 15 stabiliti come tetto massimo dalla legge. La posizione in sella è più volta al turismo che alla guida sportiva, ma il prezzo di soli 3490 è invitante, se la sportività non è un requisito fondamentale, dovreste tenere in considerazione la piccola giapponese.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/honda-e1441973554284.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-54030 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/honda-e1441973554284.jpg" alt="honda" width="381" height="214" title="125 4t sportive e naked : breve guida all&#039;acquisto 1051" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/honda-e1441973554284.jpg 381w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/honda-e1441973554284-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Rapporto qualità/prezzo (7/10)</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>KTM RC125 ABS e KTM Duke 125 ABS</strong></h1>
<p style="text-align: justify;">I due modelli, nati dalla collaborazione tra la casa austriaca e l’ indiana Bajaj, sono da considerare tra i best seller delle ottavo di litro. Il motore è all’altezza di quello della Yamaha (e quindi lievemente superiore ad Aprilia e Derbi), la forcella ed il monoammortizzatore sono delle Wp autoprodotte a Mattighofen ed il prezzo è competitivo (4190€ per la Duke, 4760€ per la RC), considerando inoltre che sono le uniche due moto  di categoria ad essere equipaggiate di ABS senza alcuna aggiunta al prezzo di base. Ovviamente il motore è condiviso tra naked e sportiva, le variazioni tra le due sono costituite dalla rapportatura del cambio e naturalmente da una diversa impostazione di guida.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/ktm-d.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-54032 alignnone" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/ktm-d-e1441973680552.jpg" alt="ktm d" width="354" height="236" title="125 4t sportive e naked : breve guida all&#039;acquisto 1052" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/ktm-d-e1441973680552.jpg 381w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/ktm-d-e1441973680552-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 354px) 100vw, 354px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="wp-image-54031 alignnone" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/ktm-r-e1441973642632.jpg" alt="ktm r" width="429" height="286" title="125 4t sportive e naked : breve guida all&#039;acquisto 1053" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/ktm-r-e1441973642632.jpg 381w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/ktm-r-e1441973642632-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Rapporto qualità/prezzo (7,5/10)</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>YAMAHA R125 e YAMAHA MT125</strong></h1>
<p style="text-align: justify;">La sportiva di Iwata è nata nel 2008 si è subito posta come riferimento in termini di prestazioni e vendite. La linea supersportiva derivata dalla sorella maggiore R6 ha attirato le attenzioni della maggior parte dei 16enni, che infatti non hanno tutti i torti a preferirla ad altre alternative. Il monocilindrico ad iniezione eroga pienamente i 15cv imposti dal limite ed è sensibilmente migliore rispetto a quello del gruppo Piaggio e quello di KTM. La nuova MT125 si rifà invece alle linee delle ormai collaudate MT07 ed MT09, e varia per rapportatura ed impostazione rispetto alla versione sportiva. Il leggero restyling del 2014 apportato a quest’ultima, ha introdotto la forcella a steli rovesciati, sostituendo la precedente forcella tradizionale, ma di fatto lasciando pressochè invariate dinamiche e linee della piccola giapponese. Interessante la possibilità di aggiungere l’ABS con un sovrapprezzo di 400€ rispetto ai 4490€ di listino dell’ R125 ed  ai 4190 nuovo arrivo MT125.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/yamaha-r-e1441973875911.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-54033 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/yamaha-r-e1441973875911.jpg" alt="yamaha r" width="361" height="203" title="125 4t sportive e naked : breve guida all&#039;acquisto 1054" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/yamaha-r-e1441973875911.jpg 452w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/yamaha-r-e1441973875911-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/yamaha-mt.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-54034 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/yamaha-mt-e1441973911951.jpg" alt="yamaha mt" width="361" height="203" title="125 4t sportive e naked : breve guida all&#039;acquisto 1055" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/yamaha-mt-e1441973911951.jpg 350w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/yamaha-mt-e1441973911951-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Rapporto qualità/prezzo (8,5/10)</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Hyosung GT 125</strong></h1>
<p style="text-align: justify;">Attualmente presente solo nella versione scarenata, ma in passato disponibile anche in quella sportiva. Si distingue da tutte le altre moto della comparativa in termini motoristici, essendo l’unica a montare un bicilindrico : soluzione tecnica particolare, ma interessante. Tuttavia, il peso eccessivo e le finiture non proprio di prima categoria, la rendono meno appetibile rispetto al resto della compagine. Il prezzo è interessante (3475€ di listino), ma con soli 100€ in più ci si porta a casa la versione motorizzata 250. Di certo non ci si può aspettare una qualità costruttiva ed un&#8217;affidabilità alla pari del resto del gruppo&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/hyosung-gt125.png"><img decoding="async" class="wp-image-54035 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/09/hyosung-gt125.png" alt="hyosung-gt125" width="382" height="230" title="125 4t sportive e naked : breve guida all&#039;acquisto 1056" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/hyosung-gt125.png 314w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/09/hyosung-gt125-300x181.png 300w" sizes="(max-width: 382px) 100vw, 382px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Rapporto quaità/prezzo (7/10)</p>
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		<title>Africa Twin: Honda aggiorna il mito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2015 07:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama Honda CRF1000L Africa Twin, ed è il nuovissimo restyling, anzi un rinnovamento profondo, di una delle moto che ha davvero segnato la storia di casa Honda, ma anche della categoria delle moto pensate per il rally raid. Alla base del progetto CRF1000L Africa Twin c&#8217;è una grande storia del nome. La moto ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163016.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-53281" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163016.jpg" alt="2015-08-05_163016" width="543" height="317" title="Africa Twin: Honda aggiorna il mito 1063" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163016.jpg 543w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163016-300x175.jpg 300w" sizes="(max-width: 543px) 100vw, 543px" /></a>Si chiama Honda CRF1000L Africa Twin, ed è il nuovissimo restyling, anzi un rinnovamento profondo, di una delle moto che ha davvero segnato la storia di casa Honda, ma anche della categoria delle moto pensate per il rally raid.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla base del progetto CRF1000L Africa Twin c&#8217;è una grande storia del nome. La moto ha tenuto la filosofia originaria, mantenendo una facilità di guida incredibile sia su asfalto sia su sterrato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea di una moto &#8220;tuttofare&#8221; (sarebbe da dire Ollroad), adatta al fuoristrada, al turismo a lungo raggio, alla passeggiata domenicale, è stata centrata. Il cuore di questa moto è il bicilindrico parallelo di 1000cc da 70kW di potenza e 98Nm di coppia, che richiama fortemente le esperienze delle gare off road prendendo anche spunto dalle CRF250R / 450R, e utilizza lo stesso design della testa Unicam a quattro valvole dalle dimensioni ridottissime.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163050.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-53283" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163050.jpg" alt="2015-08-05_163050" width="552" height="402" title="Africa Twin: Honda aggiorna il mito 1064" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163050.jpg 552w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163050-300x218.jpg 300w" sizes="(max-width: 552px) 100vw, 552px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Accensione a doppia candela e albero a camme realizzato con gli stessi materiali usati per la supersportiva di casa Honda, la CBR1000RR.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore è posizionato in basso e gli ingegneri Honda, per contenerne gli ingombri, hanno alloggiato all&#8217;interno dell&#8217;involucro della frizione la pompa dell&#8217;acqua, e le pompe dell&#8217;acqua e dell&#8217;olio sono guidate da un albero di bilanciamento in comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cambio è a 6 marce, ispirato da quello superleggero della moto da cross, con frizione antisaltellamento.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163110.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-53284" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163110.jpg" alt="2015-08-05_163110" width="561" height="403" title="Africa Twin: Honda aggiorna il mito 1065" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163110.jpg 561w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163110-300x216.jpg 300w" sizes="(max-width: 561px) 100vw, 561px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il telaio è un doppia culla in acciaio, pensato per tenere il più possibile centrate le masse, e con un baricentro complessivo basso che conferisce alla moto un senso di maneggevolezza e leggerezza. Il tutto è pensato per limitare gli scompensi durante la guida con moto a pieno carico con bauletto e borse.</p>
<p style="text-align: justify;">Sospensioni Showa con forcella completamente regolabile, così come il mono, freni Nissin con pinze a quattro pistoncini e due dischi da 310 millimetri a margherita flottanti.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163034.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-53282" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163034.jpg" alt="2015-08-05_163034" width="510" height="338" title="Africa Twin: Honda aggiorna il mito 1066" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163034.jpg 510w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163034-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come la CRF450R Rally, il CRF1000L Africa Twin utilizza ruote a raggi da 21 pollici anteriori da 18 pollici al posteriore, con pneumatici 90 / 90-21 e 150 / 70-18.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova Africa Twin si potrà dotare anche della trasmissione DCT che permette al pilota di operare cambi marcia attraverso i trigger sulla sinistra del manubrio &#8211; e due modalità automatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto sarà disponibile dalla fine del 2015, con prezzi a partire da 12.100 € franco concessionario.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163238.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-53285" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163238.jpg" alt="2015-08-05_163238" width="590" height="618" title="Africa Twin: Honda aggiorna il mito 1067" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163238.jpg 590w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163238-300x314.jpg 300w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></a><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163323.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-53287" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/08/2015-08-05_163323.jpg" alt="2015-08-05_163323" width="590" height="338" title="Africa Twin: Honda aggiorna il mito 1068" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163323.jpg 590w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/08/2015-08-05_163323-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></a></p>
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		<title>Moto Guzzi: California 1400 Touring S.E</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 08:49:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caratterizzata da una nuova veste grafica bicolore, questa versione della Moto Guzzi California Touring  S.E, è caratterizzata dall&#8217;essere dotata di uno schienalino e maniglione passeggero integrato nel design. Uno stile che segna la continuità con il design della casa che integra alla perfezione con la forma della sella, del maniglione cromato e i fianchetti laterali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/07/slide-2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53162" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/07/slide-2-300x240.jpg" alt="slide (2)" width="300" height="240" title="Moto Guzzi: California 1400 Touring S.E 1071"></a>Caratterizzata da una nuova veste grafica bicolore<em>,</em> questa versione della Moto Guzzi California Touring  S.E, è caratterizzata dall&#8217;essere dotata di uno schienalino e maniglione passeggero integrato nel design. Uno stile che segna la continuità con il design della casa che integra alla perfezione con la forma della sella, del maniglione cromato e i fianchetti laterali ispirati alla T3 con un ottimo rapporto tra le dimensioni del serbatoio e del motore a favore che riprende lo stile delle gloriose V7 e V850.  Massima espressione dello stile di questa California Touring  S.E è appunto il  serbatoio, realizzato in metallo, con un corpo centrale da 21 litri e due fianchi laterali, sui quali è incassato il logo dell’Aquila, sagomati sui possenti gruppi termici il motore da 1400 cc a testa tonda.  Belli anche i  silenziatori che terminano in corrispondenza del parafango posteriore, disegnato intorno al notevole pneumatico da 200, per poi terminare con il duplice gruppo ottico a led che integra anche gli indicatori di direzione. La vista anteriore è contraddistinta dal proiettore anteriore con lente di tipo polielissoidale dotato d’illuminazione diurna con led DRL. Come da tradizione della California, non poteva mancare il  parabrezza ed i faretti supplementari, verniciati in tinta con la carrozzeria con i nuovi deflettori anteriori.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/07/slide-3.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53163" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/07/slide-3-300x200.jpg" alt="slide (3)" width="300" height="200" title="Moto Guzzi: California 1400 Touring S.E 1072"></a>I cerchi il  lega leggera contraddistinte dal particolare disegno a millerighe che riprende quello della cornice del faro anteriore, dei faretti supplementari, del manubrio e dei coperchi valvole. Dal punto di vista tecnico una forcella da 46 mm completamente sigillata dagli imponenti “cannocchiali” ora cromati. La California Touring S.E.  mostra il suo grande carattere di passista macinatrice di chilometri, punta tutto sul confort e capacità di carico, grazie alla sua generosa sella e alle capienti ed eleganti valigie laterali da 35 litri alla presenza del cruise control e all’azione smorzante delle vibrazioni attuata dal fissaggio elasto-cinematico del propulsore. Il motore è lo scultoreo big bore da 1380 cc, eccellenza assoluta per la sua fascia di mercato per prestazioni e consumi e dotato della gestione elettronica del propulsore <em>Ride-by-wire </em>con funzion<em>e </em>multimappa. Questa tecnologia permette, di poter scegliere fra tre mappature di gestione del motore a secondo della richiesta del pilota, Turismo, Veloce e Pioggia. La dinamica del veicolo e la sicurezza sono garantiti dal  controllo di trazione (MGCT), settabile su tre livelli d’intervento per innalzare la sicurezza attiva senza pregiudicare prestazioni e piacere di guida.</p>
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		<title>Yamaha: Nuova XSR700</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2015 08:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il concetto di moto scrambler sta spopolando. Come ogni grande costruttore con un ufficio marketing che funzioni anche la Yamaha presenta sul mercato la sua bicilindrica XSR 700. Una variazione sul tema scrambler con dettagli classici dello stile giapponese. Due saranno le tinte disponibili, ma una serie di accessori che consente al cliente Yamaha di poter [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">
<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/07/slide-9.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53105" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/07/slide-9-300x169.jpg" alt="slide (9)" width="300" height="169" title="Yamaha: Nuova XSR700 1074"></a>Il concetto di moto scrambler sta spopolando. Come ogni grande costruttore con un ufficio marketing che funzioni anche la Yamaha presenta sul mercato la sua bicilindrica XSR 700. Una variazione sul tema scrambler con dettagli classici dello stile giapponese. Due saranno le tinte disponibili, ma una serie di accessori che consente al cliente Yamaha di poter personalizzare la sua moto in ogni particolare. Manca solo la definizione del prezzo di listino.  Dal punto di vista tecnico la <strong> </strong>XSR700, porta un motore bicilindrico frontemarcia da 689 cc, per un peso di 186 kg. Questa Yamaha si distingue per alcuni dettagli di stile unici come il serbatoio con rivestimenti in alluminio. Particolare anche la sella in tonalità bicolore con cuciture in rilievo con la particolarità di essere montata su di un telaietto corto che consente di smontarla in modo semplice ed efficacie. Inutile dire che questa XSR700 può tranquillamente essere un ottima base si partenza per consentire ad ognuno di crearsi la sua special personale.</p>
<p style="text-align: justify">La Yamaha XSR semplice nelle linee, dal punto di vista ciclistico ha un forcellone corto da 530 mm, uno scarico basso e compatto e pneumatici con cerchi di tipo vintage con di serie le Pirelli Phantom. Il manubrio,  largo e ruotato indietro, tipicamente scrambler.<br />
La strumentazione lascia lo stile retrò per essere completamente digitale, nonostante l&#8217;impostazione essenziale. Modernissimo anche l&#8217;impianto frenante dotato di  ABS di serie con freni a disco da 282 mm dal profilo, un elemento preso pari pari come tutta la ciclistica dalla naked MT-07 rispetto alla quale però dovrebbe avere un prezzo maggiore. La Yamaha sta già mettendo appunto una intera linea di prodotti per l&#8217;abbigliamento e la personalizzazione per chi decide di scegliere la XSR.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Daniele Amore</strong></p>
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		<title>Kawasaki 636: Ninja per tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 06:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[moto usate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Kawasaki 636 , la Ninja usata conveniente. Una moto davvero eccellente che ha una sua storia, e che, se trovata in buone condizioni, può diventare una bella occasione a basso costo. Dopo aver parlato delle Ducati della serie 916-996-998 e 748 usate, oggi vorrei parlarvi di una moto che ha avuto un bel successo di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="display: none;">
<h1>Kawasaki 636</h1>
<p>, la Ninja usata conveniente. Una moto davvero eccellente che ha una sua storia, e che, se trovata in buone condizioni, può diventare una bella occasione a basso costo.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-27_164239.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50867" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-27_164239.jpg" alt="kawasaki 636 usata" width="622" height="352" title="Kawasaki 636: Ninja per tutti 1077" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-27_164239.jpg 622w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-27_164239-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 622px) 100vw, 622px" /></a>Dopo aver parlato delle <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/04/03/usato-prezioso-ducati-748-e-ducati-998/"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>Ducati della serie 916-996-998 e 748 usate</strong></span></a>, oggi vorrei parlarvi di una moto che ha avuto un bel successo di mercato: la Kawasaki Ninja 636.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa moto è particolarmente atipica nel settore delle medie cilindrate: come saprete, nel Mondiale Supersport si corre con le moto da 600 cc per i 4 cilindri, e la Kawasaki nel 2002 sorprese tutti facendo debuttare un nuovo motore sulla sua supersportiva media di punta, con cilindrata maggiorata a 636cc.</p>
<p style="text-align: justify;">Un motore da 636 cc non sarebbe stato utilizzabile in nessuna competizione riservata alle medie cilindrate, ma dal punto di vista commerciale ha rimediato ad un &#8220;buco&#8221; di mercato. Ovviamente, per non restare fuori dai campionati, fecero anche la versione da 600 cc.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo modello nacque nel 2002, con le forme della &#8220;vecchia&#8221; Kawasaki Ninja: moto molto lunga, decisamente comoda, aerodinamicamente perfetta. Concettualmente però era decisamente indietro: usava ancora i carburatori e la ciclistica era vecchio stampo, e non aveva modo di rispondere alla contemporanea Reginetta di casa Yamaha, la R6.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-27_164357.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50868" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-27_164357.jpg" alt="2015-04-27_164357" width="610" height="373" title="Kawasaki 636: Ninja per tutti 1078" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-27_164357.jpg 610w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-27_164357-300x183.jpg 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per rispondere alla viperetta dei Tre Diapason, nel 2003 la Kawasaki rinnova nel profondo la sua creatura: per le corse sempre la Ninja 600, la ZX-6RR, mentre per gli smanettoni stradali tiene la 636, la ZX-6R.</p>
<p style="text-align: justify;">Un vecchio adagio americano dice pressapoco <em>&#8220;Se vuoi avere potenza, niente è meglio dei centimetri cubi&#8221;</em>, e questo devono averlo preso alla lettera in qualche ufficio li in Giappone.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dicevo prima, la Kawasaki 636 ha coperto una fetta di mercato; perché vi chiederete voi? Perché il problema delle sorelle minori delle supersportive da oltre 150cv, è sempre stato quello dello sfruttamento in strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Per usare un 600 bisogna lavorare tanto col cambio, vanno tenuti giri motore alti per tenere sempre la moto pronta a uscire bene dalle curve, se si sbaglia una marcia si è finiti e non si esce più da un tornante.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come le 750 si interpongono tra i 1000 strapotenti e le 600 superleggere, questa 636 si mette in mezzo tra i 600 e i 750.</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti alla guida la Kawasaki 636 sembra un 600 dopato: la potenza è più o meno la stessa della 600, però quello che cambia è la distribuzione di potenza e coppia, perché si ha a disposizione un range di sfruttamento molto più ampio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore spinge molto bene sin dai bassi giri, e si porta una bella &#8220;schiena&#8221; di potenza fino al limitatore. La moto è quindi l&#8217;ideale per le lunghe impennate snocciolando fino alla terza col naso all&#8217;insù.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla parte ciclistica, non mi soffermo sul primo modello che è praticamente un dinosauro paragonato alle moto moderne. Certo è che se si cerca comodità per le lunghe trasferte, il modello vecchio 2002 è l&#8217;ideale. Lunga, sella morbida, poco carico sui polsi, moto di una stabilità eccelsa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per parlare di una moto concettualmente moderna bisogna iniziare da quella del 2003: il modello viene profondamente rivisitato esteticamente, clisticamente e viene aggiornato anche il motore con l&#8217;aggiunta dell&#8217;iniezione elettronica. Viene anche alleggerita di molto, passando dai 171kg del modello 2002, ai 161 a secco del 2003.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto sviluppa circa 120 cavalli, e ha una coppia di 6,8Kgm: guardando i freddi numeri si scopre che non ha motli cavalli e coppia in più della sorellina da 600cc, ma come detto prima, l&#8217;arco di erogazione è decisamente maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">La posizione di guida è raccolta per le persone alte come me (181 cm di cretineria), ma non è eccessivamente scomoda, anzi. I polsi sono caricati ma non in modo fastidioso, si capisce che la moto è pensata per andare forte in pista ma anche per divertirsi in strada senza troppo spaccarsi la schiena.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza del modello 2002, il modello 2003 appare decisamente più reattivo: la moto è sempre decisamente solida di anteriore in staccata, anche se il mono posteriore originale si stanca abbastanza presto e si &#8220;siede&#8221; molto volentieri rendendo l&#8217;anteriore abbastanza ballerino nelle fasi di cambio direzione e uscita dalle curve.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun allarme, niente che una revisione alle sospensioni non possa risolvere, anche se il carattere un po nervosetto la contraddistingue pareccio. Rimane comunque una moto davvero piacevole da guidare, segue molto bene i comandi impartiti se ben settata, pecca un pochino nella componentistica originale ma, come capita spesso con le moto usate, i proprietari precedenti di solito hanno già rimediato con componenti aftermarket.</p>
<p><figure id="attachment_50870" aria-describedby="caption-attachment-50870" style="width: 554px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-27_164455.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-50870 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-27_164455.jpg" alt="2015-04-27_164455" width="554" height="356" title="Kawasaki 636: Ninja per tutti 1079" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-27_164455.jpg 554w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-27_164455-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 554px) 100vw, 554px" /></a><figcaption id="caption-attachment-50870" class="wp-caption-text">Sfortunatamente la signorina non è in vendita con la moto&#8230;.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo poi al modello 2005-2006, con l&#8217;ennesimo restyling e con nuove evoluzioni: il motore aumenta di potenza di qualche cavallo e cambia anche la parte ciclistica.</p>
<p style="text-align: justify;">La Kawasaki 636 torna ad essere molto più stabile, ma lo fa senza perdere la reattività del modello precedente. Rivedendo le quote ciclistiche, questo modello mantiene la velocità di discesa in piega del MY2003-04, ma lo fa con una neutralità davvero piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sente di poter forzare molto sull&#8217;anteriore in situazioni d&#8217;emergenza in strada, così come si possono forzare gli ingressi in curva in pista. Questa Kawasaki ti permette di entrare coi freni in mano comunicando istante dopo istante cosa la ruota anteriore incontra davanti a sè.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre in uscita di curva permettere di mungere molto il gas senza grossi pensieri, grazie ad un posteriore molto solido e, cosa strana per una media cilindrata, comunicativo anch&#8217;esso perché avvisa con molto anticipo le perdite di aderenza anche dalle curve lente (parlo ovviamente di guida in circuito).</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i tanti pregi va segnalato qualche difettuccio: caratteristica dei modelli dal 2003 al 2006 la rumorosità del motore. A freddo potreste sentire tintinnare: niente paura, è un rumore classico della distribuzione. Se il rumore è un concerto di pentole allora preoccupatevi, ma se sentite un tintinnio a freddo è tutto nella norma.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cambio è l&#8217;elemento più fragile di questa moto e se è stato trattato male può diventare un serio problema. Per sapere se il cambio ha avuto una vita infelice è necessario provare la moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rumore un po sordo STLAC! quando si mette la prima da fermi è abbastanza comune.Fate un giretto e, una volta calda la moto, provate a vedere se da fermi, con la prima marcia inserita, trovate subito la folle. Fate la stessa prova anche con la seconda marcia: vi fermate in seconda e cercate la folle. DEVE entrare subito, se non la trovate al secondo tentativo, è probabile che il cambio sia rovinato.</p>
<p style="text-align: justify;">I problemi si hanno spesso tra prima e seconda marcia e vediamo altri metodi per verificare il cambio. Piccolo test da fare sia in prima che in seconda marcia: tirate la marcia e verso i 10mila giri mollate il gas. Se la marcia tenta di uscire, o sentite grattare, NON comprate quella moto. Probabilmente sono rovinate le forchettine di selezione del cambio e tra lavoro e pezzi si possono spendere in un attimo tra i 1400 e i 2000 €.</p>
<p style="text-align: justify;">Su alcuni modelli 2005-06 è stato segnalato un funzionamento spugnoso del freno anteriore: in pratica può capitare di sentire la pompa del freno andare a fondo corsa piano piano.</p>
<p style="text-align: justify;">Difetto di fabbrica e di omologazione sta invece nell&#8217;anteriore: la gomma anteriore di questa moto è un 120/65-17, a differenza delle classiche /70 che si usano in pista e che montano la maggior parte delle moto. Particolare non da poco: se non c&#8217;è la doppia omologazione e si gira con un /70 invece del /65 del libretto, si rischia la confisca del veicolo! Quindi prima di acquistare, non controllate solo lo stato d&#8217;usura delle gomme, ma anche la corretta misura.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto, gorsse cose non ce ne sono. Se parliamo di prezzi, il modello 2002 si porta via con 1500€ tenuto bene. Modelli del 2003-2004 si trovano in ottime condizioni intorno ai 2200-2700€, mentre per i modelli 2005-2006 si passa intorno ai 3500 €.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona ricerca, la stagione è partita!</p>
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		<title>Usato prezioso: Ducati 748 e Ducati 998</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2015 07:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il grande successo della Suzuki 750 (che ha raggiunto più di 10mila Like&#8230;grazie!!), parliamo oggi di due pietre miliari della storia del motociclismo italiano: la Ducati 748 e la Ducati 998. Nel titolo parlo di &#8220;usato prezioso&#8221;, proprio perché queste moto sono ricercatissime ma anche molto difficili da trovare. E&#8217; anche difficile convincere il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-02_155750.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50033" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-02_155750.jpg" alt="2015-04-02_155750" width="647" height="374" title="Usato prezioso: Ducati 748 e Ducati 998 1082" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-02_155750.jpg 647w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-02_155750-300x173.jpg 300w" sizes="(max-width: 647px) 100vw, 647px" /></a>Dopo il grande successo della <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/03/24/suzuki-gsx-r-750-leconomica-via-di-mezzo/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>Suzuki 750</strong></span></a> (che ha raggiunto più di 10mila Like&#8230;grazie!!), parliamo oggi di due pietre miliari della storia del motociclismo italiano: la Ducati 748 e la Ducati 998. Nel titolo parlo di &#8220;usato prezioso&#8221;, proprio perché queste moto sono ricercatissime ma anche molto difficili da trovare. E&#8217; anche difficile convincere il proprietario a venderla a dirla tutta, e questo ne alza il valore.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è nato nel centro ricerche Cagiva nel 1993, dal genio di Massimo Tamburini, che mise su carta la moto che forse più di tutte nella storia della produzione, scosse l&#8217;ambiente: la Ducati 916.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore è il cuore di questa moto: un bicilindrico a 4 valvole, distribuzione desmo, potenza subito disponibile. Ma quello che sconvolse molto, stava nella linea filante, carene rastremate, quel bellissimo forcellone monobraccio, gli scarichi sottosella che parevano sputare fiamme.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto manteneva tutte le promesse ed ebbe un successo di vendite incredibile. Ovviamente, visto che i giapponesi non stavano a guardare, risposero aggiornando e potenziando le loro 4 cilindri, e così fece anche la Ducati, evolvendo la 916 e trasformandola in 996 nel &#8217;99, aumentando l&#8217;alesaggio. Si passò quindi dai 112 cv ai 122cv, un bell&#8217;incremento di coppia, il tutto su una ciclistica sopraffina.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2002 arriva l&#8217;ultima della stirpe, la 998, vera moto cult per i Ducatisti, con un motore rivisto nel rapporto alesaggio/corsa e potenza portata a 136 cavalli.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questi modelli la Ducati ha aperto un mercato di moto particolarmente performanti pensate specificatamente per l&#8217;uso in pista.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa cosa chiaramente si sente nell&#8217;uso quotidiano: la moto carica molto i polsi, le gambe sono molto raccolte, e la distanza tra sella e semimanubri è davvero molto ridotta per una moto di quella generazione, che fa guidare leggermente più sdraiati rispetto alle Supersportive moderne, ma non tanto quanto le sue contemporanee che erano delle vere poltrone. Se in più ci mettiamo una rigidezza ciclistica spaventosa, capite bene che andare in città con una moto così è un supplizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non parliamo poi del posto riservato al passeggero: non ci porterei neanche il mio peggior nemico. Dire che è scomoda è poco, bisogna essere una scimmietta per starci comodi per più di mezz&#8217;ora.</p>
<p style="text-align: justify;">Però appena le strade si aprono o meglio ancora, si va in pista, le cose cambiano radicalmente. Ho avuto la fortuna di provare (con un epilogo disastroso!) la 996R SBK di un team privato, e li ho capito cosa vuol dire potenza, precisione, cattiveria.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza parlare della moto che si usava nel mondiale SBK, il modello stradale non è molto da meno: una 998 ben assettata, poteva entrare in curva ad una 4 cilindri sua contemporanea, fargli un giro intorno e uscire ancora davanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La precisione dell&#8217;avantreno è davvero incredibile: nelle curve si può entrare molto frenati, senza che la gomma davanti soffra in nessun modo. La ciliegina sulla torta, il davanti comunica tantissimo, e permette staccate fenomenali e di forzare con angoli di piega che all&#8217;epoca erano da capogiro e che sono diventati la norma solo negli ultimi cinque-sei anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo nei cambi di direzione la moto fa sentire un po il suo peso e la sua inerzia, ma renderla agile in quella situazione la rende troppo nervosa nel resto delle situazioni, quindi la moto va letteralmente tirata da un lato all&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questa moto tutto è pensato per andare forte: ovviamente in strada le cose sono diverse, e vi posso garantire che dopo i 200 km ci si sente davvero demoliti se non si è allenati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore si fa sentire, oltre che per la frizione a secco che pare stiano lanciando padelle a casaccio, per il carattere tutt&#8217;altro che amichevole. A differenza della <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/01/17/test-moto-usate-la-ducati-supersport/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>&#8220;cugina&#8221; SS900</strong></span></a> con motore 2 valvole, il 4 valvole sotto i 2500 giri borbotta molto e scalcia, constringendo a lavorare molto di frizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta passata quella soglia diventa molto più pastosa ed esuberante, con una curva di coppia molto regolare e un allungo sorprendente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema di questa moto è il rapporto qualità/prezzo: si trovano vecchi 916 a meno di 3.000 €, che sono comunque tanti per una moto che ha potenzialmente 20 anni. Inoltre, le vecchie 916 si trovano con parecchi km, e magari in condizioni discutibili. Se le svendono, state certi che ci sarà qualche problema, quindi vi sconsiglio questo modello a meno che non ne facciate un uso minimo  magari la vogliate tenere in salotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se andiamo a vedere la 996, troviamo moto in condizioni molto migliori, ma a non meno di 5.000€, a meno che non abbiano ben più di 40mila km. Inoltre sconsiglio molto modelli antecedenti al 97, anno in cui la Ducati ha cambiato tipologia di guarnizioni di testa che tanto hanno fatto dannare i proprietari di 916.</p>
<p style="text-align: justify;">Se passiamo alle 998, beh, a meno di 6.000 € non si trova nulla. Se cerchiamo i vari modelli speciali (SPS o R) si parte anche da 15.ooo€ per la 996SPS e ben oltre i 17.ooo per le 998R. Il tutto perché le moto sono ormai fuori produzione e hanno un mercato a sè stante, fatto di collezionisti, e quando una moto viene paragonata all&#8217;arte (perché succede questo&#8230;per davvero) i prezzi schizzano alle stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Le condizioni di queste moto sono fondamentali: cercate le minime perdite di olio nelle pance delle carene, verificate che i carter siano puliti, che la frizione non cigoli in partenza (fa un rumore sordo, come un mobile che striscia sul pavimento e fa quel casino infernale), ovviamente verificate che non abbia graffi o danni particolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Controllate molto bene il telaio: se vedete alcuni cambiamenti di colore sui tubi del telaio, state lontani da quella moto, vuol dire che è stato scaldato e probabilmente raddrizzato dopo un incidente o una caduta.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-02_160120.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50034" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-02_160120.jpg" alt="2015-04-02_160120" width="720" height="419" title="Usato prezioso: Ducati 748 e Ducati 998 1083" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-02_160120.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-02_160120-300x175.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-02_160120-696x405.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo ora della &#8220;sorellina&#8221; 748, moto presentata l&#8217;anno successivo del 916, pensata per chi voleva le cilindrate intermedie.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nel settore delle &#8220;medie&#8221; la 748 fu una rivoluzione: piccola, compatta, estrema. Rispetto alle più paciose Thundercat Yamaha o alle Kawasaki ZX6-R di quel periodo, questa moto era una vera e propria astronave.</p>
<p style="text-align: justify;">Esteticamente praticamente identica alla sorella maggiore, il cuore era un motore di 748 cc con quasi 100cv di potenza (in funzione dei modelli ne dichiaravano da 93 ai 102 circa).</p>
<p style="text-align: justify;">La riduzione del peso per il motore leggermente più piccolo di cilindrata, la rende molto più agile rispetto alla 996, ma ha comunque come fattore principale la grande solidità di avantreno. Cercare di renderla più agile rende le cose davvero molto difficili, perché la moto diventa nervosa in un attimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre si è poco aiutati dal motore: per avere una potenza che potesse competere con le plurifrazionate, si è sacrificata completamente la coppia. A giri bassi, la moto scalcia tantissimo; lei, sotto i 3000 giri, non ci dovrebbe stare.</p>
<p style="text-align: justify;">Guidare in pista e far andare forte una 748 è davvero da piloti: bisogna stare sempre al limite, concentrati, mai perdere o sbagliare una cambiata. Inoltre l&#8217;erogazione molto appuntita aiuta molto poco in alcune fasi, con la moto che schizza fuori dalle curve di colpo in maniera veloce ma &#8220;isterica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In strada invece si comporta molto bene: con una mappatura diversa della centralina si può ovviare alla mancanza di coppia e godersi comunque un buon allungo che rende atipica questa bicilindrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa moto si deve avere fortuna: modelli pre 1997 si trovano a meno di 3.000 €, ma con molti km e probabilmente con parecchie magagne.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1998 in poi le moto sono più sicure, visto il cambio di alcuni particolari tecnici, ma il prezzo diventa decisamente più alto, partendo da un minimo di 4.ooo€ per una moto del &#8217;98, fino ai 7-8.000€ per moto del 2000, che hanno comunque 15 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un discorso che vale per tutte le moto trattate qui, l&#8217;allestimento: se c&#8217;è una cosa che caratterizzava queste moto, era la componentistica di pregio. Freni Brembo, tubi in treccia di serie, pedane già regolabili (parzialmente) ma che erano comunque al posto giusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ne cercate una, verificate che sia bene o male tutto originale, ben revisionato, ma originale. Al massimo, che siano usati componenti di pregio frutto delle collaborazioni della Ducati con partner come Ohlins o Termignoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto, non so che altro dirvi, eventualmente risponderò nei commenti! A presto!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2015/04/03/usato-prezioso-ducati-748-e-ducati-998/">Usato prezioso: Ducati 748 e Ducati 998</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>Suzuki GSX-R 750: l&#8217;economica via di mezzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 08:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[gsx-r 750]]></category>
		<category><![CDATA[moto usate]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Visto il grande successo della rubrica &#8220;Test Moto Usate&#8221; qui su Giornale Motori (l&#8217;articolo sulla R1 ha più di 5000 like! Grazie a tutti i lettori), proseguiamo con un&#8217;altra 4 cilindri particolarmente di nicchia, ma che è pensata per accontentare tutti. Oggi parliamo della bellissima Suzuki GSX-R 750, ormai l&#8217;unica &#8220;settemmezzo&#8221; supersportiva in commercio pensata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-23_164640.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49646" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-23_164640.jpg" alt="2015-03-23_164640" width="617" height="462" title="Suzuki GSX-R 750: l&#039;economica via di mezzo 1085" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-23_164640.jpg 617w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-23_164640-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-23_164640-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 617px) 100vw, 617px" /></a>Visto il grande successo della rubrica &#8220;<strong>Test Moto Usate</strong>&#8221; qui su Giornale Motori (<a title="Yamaha R1 usata" href="https://www.giornalemotori.com/2015/03/10/yamaha-r1-usata-le-my04-06-sono-le-piu-convenienti/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>l&#8217;articolo sulla R1</strong></span></a> ha più di 5000 like! Grazie a tutti i lettori), proseguiamo con un&#8217;altra 4 cilindri particolarmente di nicchia, ma che è pensata per accontentare tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi parliamo della bellissima Suzuki GSX-R 750, ormai l&#8217;unica &#8220;settemmezzo&#8221; supersportiva in commercio pensata per gli incontentabili, ossia quelli che &#8220;il 600 ha troppo poca coppia, ma il 1000 è troppo impegnativo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa moto ha ormai compiuto 30 anni: la prima GSX-R 750 fu messa in commercio nel lontano 1985, e ancora oggi si vende e la Suzuki continua ad aggiornarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, la Suzuki GSX-R 750 risponde a moltissime esigenze e, posso garantire, è una grandissima moto che soddisfa diversi palati.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando <a title="Suzuki SV650" href="https://www.giornalemotori.com/2015/01/13/suzuki-sv650-la-vostra-prima-moto-usata/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>parlammo della piccola Suzuki SV650</strong></span></a>, vi dissi dell&#8217;incredibile affidabilità delle moto prodotte dalla casa nipponica. Beh, su questa Suzuki vale lo stesso discorso: il motore è molto affidabile, così come lo è il cambio e tutta la componentistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore da 750cc sviluppa circa 150 cavalli, per un peso complessivo in ordine di marcia di 190kg circa. La potenza quindi è una perfetta via di mezzo tra i 120 cavalli circa di un 600 moderno, e i 190 cavalli (ormai 200, vanno di moda&#8230;) dei 1000 attualmente in vendita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore ha un&#8217;ottima coppia già dai 4000 giri, e ti permette di guidare in maniera decisamente più rilassata in confronto, ad esempio, alla sorellina da 600cc. Il tutto senza il patema d&#8217;animo di avere una potenza esagerata; questa 750 si fa guidare in maniera molto fluida, la spinta è corposa ma mai eccessiva e sgarbata.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa caratteristica diventa molto apprezzabile in pista, dove si può sfruttare una spettacolare velocità di percorrenza pur &#8220;mungendo&#8221; bene il gas.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciclisticamente poi è una vera goduria: l&#8217;assetto di base (me lo ricordo bene) permetteva di tenere ottimi ritmi senza andare in crisi. Affinabile sicuramente, ma già assolutamente efficace in molte situazioni. Inoltre la posizione in sella è adatta sia a persone alte che basse, c&#8217;è molto spazio e, anche se dotata di carene abbastanza ingombranti, il serbatoio si stringe bene tra le gambe e la moto risulta molto snella.</p>
<p style="text-align: justify;">Guidandola si può apprezzare la rapidità con la quale scende in piega, tipica di un 600, ma senza l&#8217;inerzia e il peso classica delle sorelle di cilindrata maggiore. Bella, anzi bellissima, la sensazione data dall&#8217;avantreno: solido, granitico, comunicativo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unco difettuccio rilevabile sta nei freni: intendiamoci, la moto frena benissimo, ma manca un pochino di comunicazione, e a volte appare un pochino &#8220;legnoso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovare una Suzuki GSX-R 750 usata, significa al 90% trovarla già ben kittata: molte di queste moto sono state usate in pista, e sicuramente hanno revisionato forcella e mono, oltre ovviamente all&#8217;impianto frenante. Questo potrebbe essere un vantaggio non di poco conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Di contro ovviamente c&#8217;è l&#8217;usura data dall&#8217;uso in pista, e qui ci vuole molta fortuna. La moto è davvero solida e robusta, e tiene tranquillamente anche i maltrattamenti peggiori: ho un amico che con un GSX-R di questo tipo ci ha fatto 120.000km cambiando solo una volta i cuscinetti della ruota dietro e la catena. Trattata in maniera discutibile, la moto si accendeva sempre al primo colpo anche dopo la pausa invernale.</p>
<p style="text-align: justify;">La forte usura la si vedrà come sempre dai segni che un&#8217;eventuale caduta ha lasciato sulla moto: come sempre, verificate che telaio, piedini forcella e forcellone non abbiano segni o grattate. Assicuratevi inoltre che ci sia lo scarico originale e prendetelo anche se è smontato in favore di uno aftermarket.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la provate per la prima volta, fate caso al cambio, indice della vita più o meno felice che ha fatto la moto: verificate in particolare il rumore tra prima e seconda. Se la seconda fa fatica a entrare, e fa un rumore di frullato di ingranaggi, lasciate stare. Il problema potrebbe stare nella frizione più che nel cambio, e in quel caso si parla di cambiare tutto il pacco frizione (campana, dischi, olio, ecc)e quindi andrebbero via parecchi soldini.</p>
<p style="text-align: justify;">Se le cambiate vanno via liscie, senza rumori sinistri, e il motore tiene il minimo e, ovviamente, se la moto va dritta, l&#8217;affare può essere fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul prezzo possiamo trovare moto ante 2004 a meno di 3000 €, ma aggiungendo poco e andando su una spesa di 3500 € o poco più si possono trovare Suzuki GSX-R 750 K4 o K5 in ottime condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vantaggio di un acquirente è che queste moto non sono molto cercate, e spesso chi le vende se ne vuole liberare in fretta. Potreste quindi fare un vero affare, prendendo una moto affidabile che può durarvi ancora parecchie decine di migliaia di km senza mai stufarvi e senza farvi lasciare indietro da una compagnia un po &#8220;allegra&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Divertitevi e alla prossima!</p>
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		<title>Yamaha R1 usata: le MY04-06 sono le più convenienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 06:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
		<category><![CDATA[r1]]></category>
		<category><![CDATA[r1 usata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver parlato di diverse bicilindriche, oggi parliamo di una delle moto che ha venduto davvero moltissimo. Infatti, trovare una Yamaha R1 usata, potrebbe rivelarsi davvero un grandissimo affare per chi ha un budget non esagerato, ed è alla ricerca di un mezzo per girare in strada e puntare anche alla pista. La R1 è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_152242.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49321" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_152242.jpg" alt="2015-03-09_152242" width="519" height="372" title="Yamaha R1 usata: le MY04-06 sono le più convenienti 1090" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_152242.jpg 519w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_152242-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 519px) 100vw, 519px" /></a>Dopo aver parlato di diverse bicilindriche, oggi parliamo di una delle moto che ha venduto davvero moltissimo. Infatti, trovare una Yamaha R1 usata, potrebbe rivelarsi davvero un grandissimo affare per chi ha un budget non esagerato, ed è alla ricerca di un mezzo per girare in strada e puntare anche alla pista.</p>
<p style="text-align: justify;">La R1 è nata nell&#8217;ormai lontanissimo 1997, scioccando il mondo delle due ruote: la prima versione dichiarava 150cv, una vera mostruosità. Inoltre prometteva un netto salto in avanti rispetto alla progenitrice, la Thunderace, e dal punto di vista estetico e dinamico il salto ci fu eccome.</p>
<p style="text-align: justify;">La R1 da subito stupì per la compattezza, l&#8217;agilità e la potenza esuberante del motore 4 cilindri a 5 valvole per cilindro. La ciclistica però non era all&#8217;altezza di un motore così potente, e il monoammortizzatore soffriva non poco le continue sollecitazioni date dalla coppia brutale e dalla potenza eccessiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_154607.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49322" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_154607.jpg" alt="2015-03-09_154607" width="477" height="335" title="Yamaha R1 usata: le MY04-06 sono le più convenienti 1091" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_154607.jpg 477w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_154607-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 477px) 100vw, 477px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Però questa moto si è distinta anche per la grande affidabilità, chiedere a Sjaak Lucassen che ci ha fatto il giro del mondo in condizioni estreme.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_154627.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49323" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_154627.jpg" alt="2015-03-09_154627" width="430" height="237" title="Yamaha R1 usata: le MY04-06 sono le più convenienti 1092" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_154627.jpg 430w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_154627-300x165.jpg 300w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I primissimi modelli costano relativamente poco, ma hanno sopra anche tantissimi km e per di più sono moto ormai superate come concezione. Gli aggiornamenti successivi, fino al 2003, hanno cambiato questa moto arrivando al modello forse migliore: quello prodotto dal 2004 al 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Una Yamaha R1 usata di quel periodo ha un costo compreso tra i 3000 e 5000 €, in funzione del kilometraggio e dell&#8217;anno di immatricolazione. Le versioni 2004 e 2005 sono praticamente identiche, mentre la 2006 ha avuto un piccolo aggiornamento ciclistico, monta infatti un diverso forcellone ma è davvero poca cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto si presenta veramente molto bene: è bella, filante, aggressiva, con quei due bei fari lunghi e spioventi che ammiccano. Anche le colorazioni originali sono davvero molto azzeccate.</p>
<p style="text-align: justify;">La Yamaha dichiarava per questo modello circa 175 cavalli e circa 180kg a secco, il che rendeva questa moto una vera belva da portare in pista.</p>
<p style="text-align: justify;">La posizione in sella non è estrema per nulla: la moto non carica molto i polsi, e la sella accoglie anche spilungoni come me. L&#8217;unica cosa che può dare fastidio è la posizione delle pedane che, come sempre sulle giapponesi di serie, è più comoda per i rider bassi che alti.</p>
<p style="text-align: justify;">Visto che parliamo di moto usate, probabilmente il venditore l&#8217;avrà già dotata di un bel kit di pedane aftermarket regolabili.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto si guida in maniera semplicissima: rapida nella discesa in piega, equilibrata nei cambi di direzione, la grande coppia che eroga già a 5 mila giri permette a chi guida di tenere anche una marcia in più senza bisogno di tirare il collo al cambio.</p>
<p><figure id="attachment_49327" aria-describedby="caption-attachment-49327" style="width: 564px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_160252.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-49327" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_160252.jpg" alt="R1 usata impennata" width="564" height="364" title="Yamaha R1 usata: le MY04-06 sono le più convenienti 1093" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_160252.jpg 564w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_160252-300x194.jpg 300w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></a><figcaption id="caption-attachment-49327" class="wp-caption-text">Eccomi in uscita di curva durante i test&#8230;.divertimento assicurato!</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Anche in pista questa moto si rivela davvero facile da portare a ritmi elevati: sia che la si assetti molto bassa, sia la si  metta molto alta, la moto si comporta bene e non è mai sgarbata. Divertente, per chi sa come fare, uscire in derapata di coppia da curve medio veloci e poi mettersi a candela. Questa R1 impenna volentieri e lo fa con grande dolcezza fino alla terza marcia.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto è comoda se si viaggia da soli, il passeggero non ha molto spazio sullo strapuntino del codone, ma se è una persona non troppo alta con grande spirito di adattamento può fare il giretto domenicale senza arrivare a casa con le ossa rotte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, prima di procedere all&#8217;acquisto, verificate la vita che la moto ha fatto: se è stata molto in pista verificate (ve lo dico sempre), piedini della forcella, leve, semimanubri; se è caduta a sinistra troverete sicuramente dei segni anche sulla capriata inferiore del forcellone (lo so per esperienza, ne ho smerigliati un paio).</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre badate bene ad ascoltare la moto al minimo: sono stati segnalati casi (pochi grazie al cielo) di problemi alle valvole, in particolare sui modelli 2004-05. Se al minimo sentite &#8220;battere in testa&#8221;, vuol dire che ci sono problemi. Il rumore è forte, è un tintinnio abbastanza secco che si sente di continuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra cosa importante, questo modello 04-05 ha avuto un richiamo ufficiale per la sostituzione del TPS (Throttle Position System). In  pratica capitava che al minimo, la moto si spegnesse. Sfortunatamente capitava anche solo tirando la frizione, magari tra prima e seconda marcia, con conseguenze che potevano risultare disastrose. Verificate quindi che abbia avuto le dovute cure.</p>
<p style="text-align: justify;">Se trovate un modello dove vedete revisioni regolari, nell&#8217;ordine di 5-7000 km, potete stare più che tranquilli. Questo motore è capace di fare 100mila km senza battere ciglio e senza consumare olio.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, se cercate una supersportiva equilibrata, moderna e ad un prezzo tutto sommato contenuto, questa fa sicuramente per voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi lascio con la mia R1, l&#8217;ultima che ho guidato, modello del 2005&#8230;.un vero gioiellino. Buoni acquisti!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_154958.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49324" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/03/2015-03-09_154958.jpg" alt="2015-03-09_154958" width="700" height="367" title="Yamaha R1 usata: le MY04-06 sono le più convenienti 1094" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_154958.jpg 700w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_154958-300x157.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-09_154958-696x365.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2015/03/10/yamaha-r1-usata-le-my04-06-sono-le-piu-convenienti/">Yamaha R1 usata: le MY04-06 sono le più convenienti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>Test moto usate: Aprilia RSV1000</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 08:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna la nostra rubrica sul test delle moto usate e, dopo aver parlato della Ducati Supersport, parliamo di un&#8217;altra bella bicilindrica italiana stavolta di casa Noale: la Aprilia RSV1000 o, come chiamata in seguito dal marketing, RSV Mille. La RSV1000 è nata negli anni 90 come risposta alle bicilindriche bolognesi di casa Ducati, ma con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2015/02/04/test-moto-usate-aprilia-rsv1000/">Test moto usate: Aprilia RSV1000</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/02/2015-02-03_162818.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-48474" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/02/2015-02-03_162818.jpg" alt="2015-02-03_162818" width="497" height="378" title="Test moto usate: Aprilia RSV1000 1098" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/02/2015-02-03_162818.jpg 497w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/02/2015-02-03_162818-300x228.jpg 300w" sizes="(max-width: 497px) 100vw, 497px" /></a>Torna la nostra rubrica sul test delle moto usate e, dopo aver parlato della <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/01/17/test-moto-usate-la-ducati-supersport/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>Ducati Supersport</strong></span></a>, parliamo di un&#8217;altra bella bicilindrica italiana stavolta di casa Noale: la Aprilia RSV1000 o, come chiamata in seguito dal marketing, RSV Mille.</p>
<p style="text-align: justify;">La RSV1000 è nata negli anni 90 come risposta alle bicilindriche bolognesi di casa Ducati, ma con un concetto che si differenziava molto dallo stile di Borgo Panigale. In Aprilia era in progetto una maxi bicilindrica fin dai primissimi anni 90, che però trovò il suo esordio diversi anni dopo, nel 1998.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/02/2015-02-03_163715.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-48476" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/02/2015-02-03_163715.jpg" alt="2015-02-03_163715" width="440" height="381" title="Test moto usate: Aprilia RSV1000 1099" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/02/2015-02-03_163715.jpg 440w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/02/2015-02-03_163715-300x260.jpg 300w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /></a>L&#8217;Aprilia decise di rivedere il concetto di bicilindrico creando un qualcosa di molto diverso, a partire dal motore. La RSV1000 monta un bellissimo propulsore di 998cc a V di 60°, che eroga una potenza all&#8217;albero di ben 128 cavalli a 9250 giri al minuto, ovviamente raffreddato a liquido (le prime versioni avevano circa 118cavalli). Si stacca quindi dal concetto di bicilindrico a L molto noto ai motociclisti. Il motore era ovviamente 4 valvole per cilindro, con un sistema Dual Spark di accensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista ciclistico si nota moltissimo l&#8217;influenza delle moto da GP che Aprilia costruiva all&#8217;epoca: telaio in alluminio che richiamava moltissimo le 250GP, un forcellone con capriata superiore di rinforzo degno di una vera moto da corsa e sospensioni pluriregolabili.</p>
<p style="text-align: justify;">La posizione di guida di questa moto rispecchia in pieno il trend di quegli anni: seduta molto alta, molto carico sui polsi e l&#8217;impressione di essere &#8220;sopra&#8221; la moto e non &#8220;dentro&#8221;. Il paragone con la 916/996/998 da questo punto di vista è calzante: sia la Ducati che l&#8217;Aprilia non sono moto comodissime.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una motocicletta che ha molto spazio, anche se per le persone più basse di 1,75mt potrebbe risultare davvero molto alta. Stesso discorso per il passeggero: non fatevi ingannare dal sellone gigantesco, perché se il passeggero è più alto di un fantino si ritroverà a fine giro con i polsi distrutti vista la grande differenza di altezza tra le due selle.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla guida la moto è semplicemente fantastica: nonostante la mole sia rilevante, la moto è molto agile e il motore è davvero molto corposo. Questa è una moto molto equilibrata in ogni situazione: ricordo io stesso, provandola in pista, di essere uscito bello allegro da una curva col posteriore in derapata e poi aver fatto il rettilineo in monoruota snocciolando seconda e terza tenendo in aria a un metro da terra la moto giocando solo col gas.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa che più mi è piaciuta è proprio l&#8217;erogazione, pastosa e fluida, senza strappi, con un comando del gas davvero preciso e rapido negli interventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre la moto è stabile sul misto veloce, non agilissima nello stretto, ma quando le medie orarie si alzano è davvero una gran moto da guidare. Nella foto potete vedere cosa permette di fare nelle mani di un pilota esperto, qui nel caso Andrea Mazzali quando era tester di Super Wheels (rivista che compravo sempre e che mi ha portato in pista per la prima volta!).<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/02/2015-02-03_163615.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-48475" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/02/2015-02-03_163615.jpg" alt="2015-02-03_163615" width="576" height="324" title="Test moto usate: Aprilia RSV1000 1100" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/02/2015-02-03_163615.jpg 576w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/02/2015-02-03_163615-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Queste moto sul mercato sono tenute solitamente molto bene: la prima versione inoltre viene via davvero con poco, si parla di cifre dai 1500 ai 2200,00 € al massimo con anche kit vari (freni, carene, pedane e altro). In genere non hanno nemmeno troppi km, ma il motore è in grado di sopportare kilometraggi da camion.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, vuoi forse per i bassi numeri di vendite, non sono stati segnalati problemi di sorta. Il motore è davvero robusto, e la moto non è affatto delicata. Come sempre, essendo una supersportiva, verificate che non abbia graffi sui carter, sul forcellone e sui piedini della forcella (atrimenti vorrebbe dire che è caduta in pista).</p>
<p style="text-align: justify;">Se sul telaio vedete degli strani puntini bianchi, magari in rilievo, vuol dire che la moto ha fatto un saltino in una via di fuga (la ghiaia segna così il telaio, in particolare quello spazzolato in alluminio); stesso discorso per il forcellone.</p>
<p style="text-align: justify;">Una vera e propria pecca questa moto, se parliamo della funzionalità, non ne ha. Non è bellissima e appare un pò grassoccia, e questo ne ha limitato moltissimo la diffusione, ma posso garantirvi che la RSV1000 è un toro ed è affidabilissima. Alla prossima!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aggiunta post pubblicazione: </strong>grazie alla segnalazione di voi attenti lettori, ci è stato segnalato un problema alla ruota libera di questa moto, che affligge i modelli del &#8217;99, e i motori successivi al 2004. Il kit originale Aprilia di riparazione è abbastanza caro, intorno ai 300 €, ma da quanto ho letto nei vari forum pare che la ruota libera della Ducati sia pienamente compatibile e con un prezzo molto più accessibile, circa 120€. Ulteriori informazioni potete trovarle in <a title="Apriliagarage Forum" href="http://www.apriliagarage.it/forum/viewtopic.php?f=1&amp;t=33151" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>questo link</strong></span></a>.</p>
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		<title>Test moto usate: la Ducati Supersport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 12:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver parlato della piccola SV650, parliamo ora di una moto usta molto particolare, per collezionisti direi: la Ducati Supersport. La Supersport ultima versione si ispira alla bellissima Supermono, ed è stata in produzione dal 1999 fino al 2007, evolvendo il cuore bicilindrico passando dal classico 900 2 valvole al 1000cc sempre 2 valvole ma [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver parlato della piccola <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/01/13/suzuki-sv650-la-vostra-prima-moto-usata/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>SV650</strong></span></a>, parliamo ora di una moto usta molto particolare, per collezionisti direi: la <strong>Ducati Supersport</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Supersport ultima versione si ispira alla bellissima Supermono, ed è stata in produzione dal 1999 fino al 2007, evolvendo il cuore bicilindrico passando dal classico 900 2 valvole al 1000cc sempre 2 valvole ma con doppia accensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estetica è davvero molto soggettiva: o piace o fa pena. A me sinceramente piace moltissimo (ne ho avute due), la linea è molto filante e sembra non invecchiare mai proprio per quelle carene che l&#8217;hanno resa un classico sin dal debutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto incarna in pieno i valori Ducati &#8220;classici&#8221;: telaio a traliccio, moto lunga, motore 2 valvole con distribuzione desmodromica. La seduta è molto comoda ma, come da tradizione Ducati &#8220;vecchia scuola&#8221;, i manubri sono distanti e porta il pilota a guidare molto disteso rispetto alle moto di oggi che sono molto &#8220;corte&#8221; (anche la contemporanea 916/996 era molto corta e fece scuola).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore della 900 è il classico pompone 2 valvole: i cavalli non sono molti, poco più di 75, ma sono sfruttabili al 100% e danno una bella spinta sin dai bassi regimi. La cosa bella del motore 2 valvole è proprio la corposità della spinta sin dai 1000 giri, che si fa sentire senza borbottamenti o strappi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa caratteristica rende facilissimo usare questa moto in montagna, si può mettere la terza marcia e fare persino i tornanti, cosa che rende rilassante la guida non costringendoci a lavorare a fondo col cambio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prezzo da pagare per una tale pastosità è la mancanza di allungo, infatti con la Supersport 900 è inutile star li a tirare fino al limitatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la versione di 1000cc Dual spark la situazione è migliorata molto: la coppia è aumentata senza innervosire il motore, lo stesso vale per la potenza, e l&#8217;allungo è migliorato sensibilmente anche se ovviamente è nulla di paragonabile alle &#8220;cugine&#8221; col motore 4 valvole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prezzo di questa moto oscilla molto per una serie di fattori: per prima cosa le condizioni, che posso variare moltissimo, e sul mercato ci sono dei veri e propri gioielli così come moto tenute decisamente male. In comune hanno tutte un kilometraggio abbastanza alto, solitamente superiore ai 50.000km.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la serie con il motore da 900cc, il prezzo varia tra i 1800,00 e i 2500,00 € , e hanno tutti un kilometraggio abbastanza sostenuto. Per la versione col motore 1000DS, il prezzo si alza e si passa a 3000-3800,00€ in funzione delle condizioni e degli allestimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfortunatamente, nonostante ci siano moto con più di 10 anni e molti km sul groppone, i prezzi rimangono alti e le moto in vendita non sono moltissime, il che rende la Ducati Supersport un vero oggetto di culto per i ducatisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va detto però che sia il motore 900 che il 1000 godono di un&#8217;affidabilità estrema. Io posso testimoniarlo perché ne comprai una usata con 25000km, glienje feci altri 20.000 in strada più 10.000 in pista (ci vinsi un trofeo Ducati) senza mai avere un problema, mai un trafilaggio di olio. L&#8217;ho rivenduta e ha fatto senza problemi altri 15000km per poi finire la sua vita contro una macchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto inoltre è molto comoda anche per viaggiare in due, visto il suo grande sellone lungo che minimizza la differenza di altezza tra guidatore e passeggero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre è ben allestita, con freni Brembo, tubi in treccia, e delle ottime sospensioni. I freni sono ben modulabili anche se non hanno la potenza frenante delle supersportive sue contemporanee, e l&#8217;assetto è molto rigido. Per alcuni la moto risulta un pochino dura per l&#8217;utilizzo stradale, ma in generale la moto è molto stabile visto il suo interasse, e sul veloce è davvero molto precisa nonostante sia un pochino dura da far girare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul misto stretto non è la più rapida, ma la sua stabilità e graniticità dell&#8217;anteriore permettono delle belle pieghe senza grossi pensieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le pedane originali sono ben posizionate, la moto si adatta alle persone alte e a quelle più basse, anche se per queste ultime sembrerà di guidare molto sdraiati sul serbatoio. La cosa parecchio retrò è la strumentazione, completamente analogica con le sue belle lancette e poche spie, ma ben leggibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se pensate di comprarne una, verificate che i km siano i suoi, che non ci siano strane macchie di olio nella vasca sotto il motore, che ci siano gli scarichi originali. Controllate bene che tutto l&#8217;impianto elettrico, suo vero punto debole, sia funzionante; quindi provate fari, abbaglianti, frecce, stop e tutti i comandi del manubrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto si presta molto alle personalizzazioni, però ogni personalizzazione che non permette di tornare alla versione originale deprezza il veicolo. Quindi, ad ogni modifica irreparabile che il proprietario precedente le ha fatto, farà calare il prezzo di almeno 2-300€.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buona ricerca!!</p>
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		<title>Suzuki SV650: la vostra prima moto usata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2015 11:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua la nostra carrellata di moto usate e, dopo aver parlato della Honda CBR900RR, parliamo di una moto definita entry level: la Suzuki SV650. La Suzuki presentò questa moto nel 1999: la prima versione era molto semplice esteticamente. Si trattava di una Naked molto acerba, direi quasi anonima, dall&#8217;aspetto spartano e quasi trascurato. Anche la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/2015-01-12_172244.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-47910" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/2015-01-12_172244.jpg" alt="2015-01-12_172244" width="526" height="380" title="Suzuki SV650: la vostra prima moto usata 1103" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/2015-01-12_172244.jpg 526w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/2015-01-12_172244-300x217.jpg 300w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a>Continua la nostra carrellata di moto usate e, dopo aver parlato della <a title="Test moto usate: Honda CBR900RR" href="https://www.giornalemotori.com/2015/01/10/test-moto-usate-cbr900rr/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>Honda CBR900RR</strong></span></a>, parliamo di una moto definita entry level: la <strong>Suzuki SV650</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La Suzuki presentò questa moto nel 1999: la prima versione era molto semplice esteticamente. Si trattava di una Naked molto acerba, direi quasi anonima, dall&#8217;aspetto spartano e quasi trascurato.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la meccanica era molto semplice, ma la semplicità ha premiato alla grande la Suzuki, perché questa moto ha spopolato per quasi un decennio, e la prima versione è ricercata ancora adesso.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/2015-01-12_171810.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-47909" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/2015-01-12_171810.jpg" alt="2015-01-12_171810" width="487" height="349" title="Suzuki SV650: la vostra prima moto usata 1104" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/2015-01-12_171810.jpg 487w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/2015-01-12_171810-300x215.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/2015-01-12_171810-485x349.jpg 485w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2003 la Suzuki ha rinnovato la parte estetica, e cambiato pochissimo la parte meccanica: il motore è sempre rimasto quello, ovvero un bicilindrico che eroga circa 72 cavalli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa seconda versione è piaciuta molto meno al mercato, ma forse è quella che più vale la pena ricercare, anche perché è già dotata di iniezione elettronica e gli ultimi modelli sono già Euro3. Comunque se uno cerca una moto solo per far pratica vale la pena anche prendersi una moto della prima serie.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;usato infatti è davvero molto basso: la prima versione la si trova intorno ai 1000 €, massimo 1400,00 €. La seconda versione, quindi una moto più nuova, costa un pochino di più perché si va dai 1600 ai 2500 € al massimo, ma per quella cifra la moto deve essere data completamente a posto e quindi avere scarico originale, carene tenute bene e gommata almeno al 50%.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste anche la versione SV650 S, carenata, che anche usata parte dai 2200 ai 3000 € per le versioni più recenti. Questa moto differisce dalla sorellina scarenata per la semicarenatura e i semimanubri al posto del manubrio unico.</p>
<p><figure id="attachment_47911" aria-describedby="caption-attachment-47911" style="width: 572px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/2015-01-12_172257.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-47911 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/2015-01-12_172257.jpg" alt="2015-01-12_172257" width="572" height="380" title="Suzuki SV650: la vostra prima moto usata 1105" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/2015-01-12_172257.jpg 572w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/2015-01-12_172257-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 572px) 100vw, 572px" /></a><figcaption id="caption-attachment-47911" class="wp-caption-text">La &#8220;sorella maggiore&#8221; SV1000S. E&#8217; uguale alla 650 solo con un motorone da urlo. Ne parleremo più avanti</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Se ad alcuni esteticamente farà storcere il naso, la trovo comunque una moto &#8220;guardabile&#8221; (io preferisco molto la versione S carenata). Ma perché ricercare questa moto?</p>
<p style="text-align: justify;">Come da titolo, questa è una entry level perfetta, un neopatentato o un neofita si troverà benissimo. Il motore con la sua potenza relativamente bassa rende la moto guidabilissima e permette a chi non ha molta pratica alle spalle di fare km imparando in sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre il motore è molto elastico e permette un gran divertimento: nelle mani giuste, in una strada di montagna, questa moto può essere un bel peperino. Il motore frulla anche molto in alto, permette di divertirsi parecchio facendo anche lunghe impennate grazie al cambio morbidissimo che permette cambiate dolci e rapide in monoruota.</p>
<p style="text-align: justify;">La ciclistica, viste le dimensioni e il peso molto contenuto, è agile e reattiva, la moto si fa portare in giro con facilità, e il manubrio largo aiuta. La versione S, ottima per chi vuol far pratica con i semimanubri, si fa guidare altrettanto bene, la si sposta anche solo con le gambe in maniera molto rapida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore è davvero affidabile, indistruttibile, può macinare ben più di 150mila km senza aver nessun problema (a patto di curarlo bene coi tagliandi) anche se viene strapazzato. Il nostro tester Stefano con questa moto (l&#8217;ha avuta per molti anni come seconda moto) ci ha girato l&#8217;Europa, dall&#8217;Albania fino alla Turchia senza aver mai nessun problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il cambio, come da tradizione Suzuki, è morbidissimo e permette di cambiare senza frizione senza difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, essendo una moto low cost, da qualche parte devono pur aver risparmiato, non credete? E infatti i limiti di questa moto vengono dalle sospensioni, in particolare dalla forcella.</p>
<p style="text-align: justify;">La forcella originale era mollissima, non permetteva regolazioni, e cedeva come il burro. La cosa diventava evidente all&#8217;aumentare del &#8220;passo&#8221; in strada, dove l&#8217;avantreno ballerino spariva alla prima frenata brusca.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa buona potrebbe stare nel fatto che il precedente proprietario potrebbe già aver provveduto a risolvere il problema, e quindi potreste trovarvi bello pronto e montato un kit molle e pompanti che con una revisionata tornano come nuove.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso vale per il mono, che quando viene sollecitato per un lungo periodo, in particolare se avete sistemato la forcella, tende a far sedere la moto dando quel senso di &#8220;vaghezza&#8221; e di poca precisione dell&#8217;anteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra piccola mancanza sta nei freni, non proprio efficienti nella prima versione, nella quale il freno risultava abbastanza legnoso e non era molto potente. Nella versione successiva l&#8217;impianto è stato migliorato, ma non aspettatevi staccatone da urlo. Anche qui uno dei difetti della versione originale potrebbe diventare un bel colpo per chi la cerca usata, nel caso il precedente proprietario abbia sostituito i tubi dei freni originali con dei tubi più performanti in treccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei modi per capire lo stato di salute di questa moto è proprio il cambio: quello Suzuki va talmente bene, che se sentite il cambio duro negli innesti, in particolare in scalata, vuol dire che la moto ha avuto una vita difficile.</p>
<p style="text-align: justify;">Controllate inoltre catena, corona e pignone, e il forcellone, in modo da capire se la moto è stata usata male, magari andando su molti sterrati (noterete un consumo anomalo della corona, oltre a graffi evidenti sul forcellone).</p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre verificate lo stato di salute dei cuscinetti di sterzo (ma su questa moto non hanno mai segnalato nulla, nemmeno su moto che hanno fatto una vita di impennate).</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, questa è una delle moto che ancora oggi consiglio a chi vuol far pratica: costa poco, è affidabile, funziona bene, e per di più è ancora rivendibile!</p>
<p style="text-align: justify;">Buona ricerca dell&#8217;usato, al prossimo test, dove parleremo di una bella Ducati classica&#8230;.ma intanto godetevi qualche acrobazia in sella a questa motoretta davvero sorprendente&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=zzbbSzt8GMw[/youtube]</p>
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		<title>Test moto usate: CBR900RR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2015 10:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Ride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Visto che l&#8217;inverno è ancora lungo e visto il periodo di crisi che ci vede con sempre meno soldi da dedicare ai nuovi (carissimi) modelli di moto supersportive e non, abbiamo deciso di fare il test di alcune moto usate, i modelli che, se pure un pochino vecchiotte, rimangono delle ottime alternative low cost per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/IMG-20140908-WA0011.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-47820" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/IMG-20140908-WA0011.jpg" alt="IMG-20140908-WA0011" width="720" height="405" title="Test moto usate: CBR900RR 1108" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/IMG-20140908-WA0011.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/IMG-20140908-WA0011-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/IMG-20140908-WA0011-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/IMG-20140908-WA0011-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/01/IMG-20140908-WA0011-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a>Visto che l&#8217;inverno è ancora lungo e visto il periodo di crisi che ci vede con sempre meno soldi da dedicare ai nuovi (carissimi) modelli di moto supersportive e non, abbiamo deciso di fare il test di alcune moto usate, i modelli che, se pure un pochino vecchiotte, rimangono delle ottime alternative low cost per chi vuole una bella moto per divertirsi in strada.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/IMG-20140908-WA0003.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-47819 size-medium" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/01/IMG-20140908-WA0003-169x300.jpg" alt="IMG-20140908-WA0003" width="169" height="300" title="Test moto usate: CBR900RR 1109"></a>Inizio con un grande classico, la Honda CBR900RR prodotta dal 2002 al 2004. Questo modello è l&#8217;ultimo della serie con motore 900, di cilindrata 954cc che eroga 151 cavalli. Il motore deriva dalla versione precedente di 918cc, al quale è stato aumentato l&#8217;alesaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il CBR 954 è stata definita da molti &#8220;la Honda meno Honda di tutte&#8221;, ed effettivamente è una moto atipica per la casa dell&#8217;ala dorata: per prima cosa le finiture, non precise e raffinate come nelle versioni precedenti. Gli adesivi sono in rilievo, non sono protetti da alcun lucido, e l&#8217;incastro non sembra ben fatto come al solito.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda caratteristica che distingue questa CBR900RR è la ciclistica, davvero nervosa e per nulla accomodante. Il pilota ha molto spazio in sella, ma la moto è della &#8220;vecchia scuola&#8221; e carica molto i polsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre la geometria complessiva (angolo di sterzo di 23,5°) rende la moto molto nervosa; l&#8217;effetto collaterale, per i più smaliziati sarà piacevole, è la grande propensione di questa moto a impennare, ma per chi usa per la prima volta un 1000 la CBR900RR è molto nervosetta e va capita prima di poter spingere in sicurezza. Inoltre la moto, nonostante l&#8217;età, è davvero molto leggera.</p>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente la forcella è completamente regolabile, mentre il mono originale non è così efficiente e andrebbe sostituito con qualcosa di più performante.</p>
<p style="text-align: justify;">Esteticamente la moto è ancora piacevole da guardare, anche se si vede che è una moto di due generazioni fa. Anche in sella si può notare che il serbatoio è molto largo, ma almeno si ha una sella grande sulla quale muoversi e tiene bene sia persone basse che spilungoni da 180cm come me.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovare da comprarla usata significa quasi sicuramente trovare pedane aftermarket e non è un male: le pedane originali sono molto avanzate e sembrano fatte più per il turismo che per la guida sportiva. Delle pedane racing cambiano molto la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi non ha grosse somme da spendere questa potrebbe essere una buona scelta: se ne trovano con circa 50.000km a cifre comprese tra 1800 e 2500 €.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un motore Honda 60-70.000 km non sono molti, e in generale la moto è molto solida. Questo modello ha subìto un richiamo per i cuscinetti di sterzo, quindi verificate che siano stati sostituiti. In ogni caso, i cuscinetti di sterzo sono l&#8217;unico punto debole di questa moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non siete uno di quelli che va alla ricerca del tempo sul giro a tutti i costi, questa CBR900RR si presta bene anche per essere una compagna da pista, anche se ovviamente non potrà mai essere competitiva come le ultime novità supersportive, ma potrà comunque darvi delle belle soddisfazioni e farvi divertire.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, la CBR900RR è un&#8217;ottima scelta per chi vuole un 1000 poco costoso anche se datato: la moto è affidabile, difficilmente i vecchi acquirenti hanno fatto molti km in pista, e la Honda fa comunque mezzi molto affidabili e questa difficilmente tradisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Importante se ne trovate una usata, verificate che il proprietario abbia carene e pezzi originali. In mancanza della marmitta per esempio, il prezzo passa dai 2000-2500 €, ai 1500-1800 €. Come per ogni moto sportiva, verificate i piedini della forcella, la parte finale del forcellone e i carter per verificare che non sia caduta (magari in pista).</p>
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		<title>Honda: Nuovo Crossrunner 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2014 03:37:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Profondamente rinnovato per il 2015, il nuovo Crossrunner rappresenta il punto di riferimento nel segmento delle crossover medie di fascia premium. Già disponibile presso tutte le concessionarie ufficiali Honda, è offerto anche in versione Travel Edition. Dotato di un equipaggiamento di serie di altissimo livello, con ABS, HSTC (Honda Selectable Torque Control), fari full-LED, strumentazione digitale ad illuminazione negativa, trip [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide-73-e1419694862512.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-47592" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide-73-300x225.jpg" alt="slide (7)" width="300" height="225" title="Honda: Nuovo Crossrunner 2015 1112"></a></p>
<p style="text-align: justify">Profondamente rinnovato per il 2015, il nuovo <strong>Crossrunner</strong> rappresenta il punto di riferimento nel segmento delle crossover medie di fascia premium. Già disponibile presso tutte le concessionarie ufficiali <strong>Honda</strong>, è offerto anche in versione Travel Edition. Dotato di un equipaggiamento di serie di altissimo livello, con ABS, HSTC (Honda Selectable Torque Control), fari full-LED, strumentazione digitale ad illuminazione negativa, trip computer, manopole riscaldabili, sella regolabile in altezza, attacchi integrati per le valigie laterali e sospensioni regolabili, è spinto dall’ultima evoluzione del celebre motore V4 da 782cc con distribuzione VTec, capace ora di 106 CV a 10.250 giri/min e 75 Nm a 8.500 giri/min.</p>
<p style="text-align: justify">
<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide-94-e1419699170923.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-47593" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide-94-300x225.jpg" alt="slide (9)" width="300" height="225" title="Honda: Nuovo Crossrunner 2015 1113"></a>Lo sviluppo del motore ha portato benefici anche sul fronte consumi, pari a 18,8 km/l nel ciclo medio WMTC e che, grazie al serbatoio da 20,8 litri, permettono un autonomia abbondantemente superiore ai 300 km. Il piacere di guida è assoluto, grazie all’erogazione fluida ai bassi e medi regimi, quando il motore funziona a due valvole per cilindro, ma che sa diventare grintosa ai regimi medio-alti, quando il sistema VTec rende il motore sportivissimo grazie al funzionamento a 4 valvole per cilindro. Il comportamento dinamico è irreprensibile, potendo contare sul telaio doppio trave in alluminio del tipo ‘pivot-less’ accoppiato al monobraccio in alluminio di nuova concezione, resistente e bellissimo, oltre che funzionale, perché lascia completamente a vista l’accattivante design delle nuove ruote a 10 razze.</p>
<p style="text-align: justify">E per il 2015 il nuovo Crossrunner si sdoppia. Nasce il Crossrunner Travel Edition, dedicato ai viaggiatori instancabili che vogliono il massimo del comfort e quindi un equipaggiamento di serie ancora più completo. Alla già eccezionale dotazione del Crossrunner si aggiungono le valigie laterali da 29 litri, il top box da 45 litri, il cavalletto centrale, i tubolari antiurto in alluminio e i fendinebbia a LED. Il Crossrunner 2015 e il nuovo Crossrunner 2015 Travel Edition sono già disponibili presso la rete dei concessionari ufficiali Honda rispettivamente a 12.500 Euro f.c. e 13.990 Euro f.c. .</p>
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		<title>Nuova GSX-R1000 ABS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2014 10:14:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oltre un decennio, tra le sportive da 1000 cc il nome GSX-R1000 è sinonimo di successo e prestazioni ai vertici della categoria: la moto sportiva perfetta per scendere in pista e per andare in sicurezza in strada. Derivata dallo stesso DNA che ha dato forma ai progetti sviluppati per la MotoGP, GSX-R1000 ABS sintetizza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/2014-12-22_105946.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-47525" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/2014-12-22_105946.jpg" alt="2014-12-22_105946" width="596" height="326" title="Nuova GSX-R1000 ABS 1116" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/2014-12-22_105946.jpg 596w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/2014-12-22_105946-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" /></a>Da oltre un decennio, tra le sportive da 1000 cc il nome GSX-R1000 è sinonimo di successo e prestazioni ai vertici della categoria: la moto sportiva perfetta per scendere in pista e per andare in sicurezza in strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Derivata dallo stesso DNA che ha dato forma ai progetti sviluppati per la MotoGP, GSX-R1000 ABS sintetizza tutto il<br />
know-how Suzuki maturato in ambito sportivo. Presentata per festeggiare il rientro nel Campionato Mondiale, la nuova GSX-R1000 ABS veste la grafica Racing Blu la stessa del Team ufficiale e espressione diretta dello spirito e della passione Suzuki per le corse.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova GSX-R1000 è equipaggiata con l’ABS: adotta un sistema antibloccaggio delle ruote che migliora le prestazioni e la sicurezza in frenata. Il sistema attraverso l’utilizzo di sensori posizionati sulle ruote ne monitora le velocità, garantendo sempre il miglior grip del pneumatico prevenendone il bloccaggio a causa di brusche decelerazioni o repentini cambiamenti delle condizioni dell’asfalto. L’impianto frenante anteriore utilizza pinze monoblocco con attacco radiale Brembo che garantiscono una frenata potente e controllata in tutte le situazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema Suzuki ha alcuni limiti: nella comunicazione data dalla casa si spiega che il sistema non garantisce il funzionamento in caso di perdita di aderenza in curva o su fondo sdrucciolevole o viscido, cosa che altre case garantiscono.</p>
<p style="text-align: justify;">Nuovo anche il controllo elettronico della potenza: il sistema di gestione digitale del motore S-DMS consente al pilota di scegliere fra tre diverse modalità di erogazione della potenza in base alle proprie preferenze e alle condizioni di guida (guida in pista o sulle strade più tortuose o su strade umide o bagnate). L&#8217;interruttore di selezione delle mappature, facilmente azionabile è situato sul blocchetto del semi-manubrio di sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">La modalità A assicura la piena potenza e una risposta del gas immediata; la modalità B garantisce una risposta del gas più fluida rispetto alla A nella fascia di erogazione ai medi e bassi regimi; la modalità C riduce, invece, la potenza del motore. Adatta ad una guida su strade bagnate e scivolose fornisce una risposta del gas più morbida e lineare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore 4 cilindri in linea di 999 cm³, con alesaggio e corsa pari a 74,5 mm x 57,3 mm, offre un erogazione fluida e costante in fase di apertura del gas migliorata su tutto l’arco dei regimi con conseguente maggior rendimento per un uso in pista.</p>
<p style="text-align: justify;">I profili degli alberi a camme sono stati ottimizzati per ottenere le massime prestazioni, realizzati sfruttando la medesima tecnologia impiegata sul prototipo MotoGP. Lo sviluppo delle camere di combustione e il rapporto di compressione di 12,9: 1 esalta l’erogazione ai bassi e medi regimi contribuendo al raggiungimento di una curva di coppia ampia e sfruttabile.</p>
<p style="text-align: justify;">I pistoni in alluminio forgiato uniscono leggerezza e solidità. Sono progettati con il Finite Element Method (FEM), la tecnologia di analisi degli stress meccanici utilizzata per i motori da competizione MotoGP. I cilindri, integrati nel carter superiore, adottano il trattamento superficiale Suzuki Composite Electrochemical Material (SCEM) che riduce l’attrito e migliora il trasferimento di calore, a vantaggio dell’affidabilità e della costanza di rendimento.</p>
<p style="text-align: justify;">I fori di ventilazione a forma pentagonale posti sulle pareti dei cilindri riducono “l’effetto pompa” nei carter dovuto alla pressione d’aria esercitata dal movimento verso il basso dei pistoni. Il sistema di scarico 4-2-1 impiega una valvola Suzuki Exhaust Tuning (SET) che incrementa la coppia e ottimizza la risposta la risposta dell&#8217;acceleratore, soprattutto ai bassi e medi regimi.</p>
<p style="text-align: justify;">La frizione antisaltellamento è frutto di uno sviluppo portato avanti nelle competizioni, e contribuisce a rendere i passaggi di marcia e gli ingressi in curva più fluidi e precisi. La sospensione anteriore Big Piston Fork (BPF) nasce per le gare di Endurance, e oltre ad essere leggera offre un elevato feedback al pilota, grande reattività ed una affidabile costanza di rendimento.</p>
<p style="text-align: justify;">I freni a disco anteriori sono equipaggiati con pinze monoblocco ad attacco radiale che rappresentano la migliore produzione stradale Brembo. Il telaio a doppia trave in alluminio pressofuso è leggero e compatto, composto da cinque sezioni e accoppiato ad un forcellone in lega leggera (realizzato con tre sole fusioni) e telaietto posteriore monoblocco anch’esso in alluminio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/2014-12-22_110142.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-47526" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/2014-12-22_110142.jpg" alt="2014-12-22_110142" width="769" height="620" title="Nuova GSX-R1000 ABS 1117" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/2014-12-22_110142.jpg 769w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/2014-12-22_110142-300x242.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/2014-12-22_110142-696x561.jpg 696w" sizes="(max-width: 769px) 100vw, 769px" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2014/12/22/nuova-gsx-r1000-abs/">Nuova GSX-R1000 ABS</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>HONDA CB125F YM2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Amore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 15:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La celebre Honda CBF125 si rinnova profondamente e diventa CB125F. Una moto entry level da 125 cc deve essere innanzitutto versatile. Per alcuni rappresenta la soluzione ideale per gli spostamenti quotidiani &#8211; e deve quindi essere brillante, affidabile, conveniente al momento dell’acquisto e in termini di costi di gestione &#8211; per altri è invece il modello di accesso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide-4-e1418290316545.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-47327" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide-4-e1418290316545.jpg" alt="slide (4)" width="500" height="375" title="HONDA CB125F YM2015 1121" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/slide-4-e1418290316545.jpg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/slide-4-e1418290316545-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/slide-4-e1418290316545-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La celebre <strong>Honda CBF125</strong> si rinnova profondamente e diventa<strong> CB125F</strong>. Una moto entry level da 125 cc deve essere innanzitutto versatile. Per alcuni rappresenta la soluzione ideale per gli spostamenti quotidiani &#8211; e deve quindi essere brillante, affidabile, conveniente al momento dell’acquisto e in termini di costi di gestione &#8211; per altri è invece il modello di accesso al mondo della moto, e deve perciò essere facile da condurre, sicura e divertente, oltre a possedere un look accattivante. La nuova CB125F è tutto questo e molto di più. Immaginate la più robusta, inarrestabile, affidabile ed efficiente tra le moto di piccola cilindrata, aggiungete uno stile moderno, una facilità di guida ineguagliabile e costi di gestione irrisori: avrete scoperto la nuova CB125F. Sviluppata sull’esperienza della precedente, apprezzatissima e vendutissima CBF125 – vero best-seller europeo nel segmento delle moto da 125cc – la nuova CB125F offre, se possibile, ancora di più.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide2-e1418290348346.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-47328" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide2-e1418290348346.jpg" alt="slide" width="500" height="375" title="HONDA CB125F YM2015 1122" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/slide2-e1418290348346.jpg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/slide2-e1418290348346-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/slide2-e1418290348346-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>Bella e rassicurante, dinamica e snella, la nuova CB125F ispira fin dal primo sguardo una grande facilità di guida. Lo stile è sobrio, moderno, slanciato, con i convogliatori che si estendono verso i lati dell’avantreno, su cui è fissato il gruppo ottico con parabola multireflector inserito in uno sfaccettato cupolino solidale alla forcella, per un’ottimale visibilità notturna. I fianchi si estendono senza soluzione di continuità verso la snella coda, su cui poggia la comoda sella caratterizzata dal ridotto dislivello tra porzione dedicata al pilota e al passeggero. Il cruscotto, posto sotto agli occhi del pilota e perfettamente inserito nel cupolino, è di chiarissima lettura in ogni condizione di luce, grazie gli ampi quadranti e alle spie ben visibili, comprese quelle dell’indicatore della marcia inserita. Un tocco di raffinatezza è regalato inoltre dalle lenti trasparenti degli indicatori di direzione, con lampadine arancioni. Il motore, l’impianto di scarico, i foderi della forcella e le ruote sono verniciate in nero, realizzando un grintoso contrasto con le colorazioni delle sovrastrutture, il tutto con un accento sportivo donato dal rosso delle molle degli ammortizzatori e dal logo Honda sui coperchi del carter motore. La manovrabilità a bassa andatura è eccezionale e l’agilità in marcia è sorprendente. Ciò è dovuto al robusto telaio in acciaio dalle quote ciclistiche compattissime, con inclinazione del cannotto di sterzo impostata a 26° e avancorsa a 97 mm, per un interasse ultracompatto di 1.295 mm. L’ampio manubrio permette svolte rapidissime, grazie ad un angolo di sterzo di ben 45° sia a destra che a sinistra, e determina una triangolazione comodissima con pedane e sella. Quest’ultima è posta a soli 775 mm e permette così a chiunque di poggiare saldamente i piedi a terra. Il peso in ordine di marcia e con il pieno di benzina è di soli 128 kg.</p>
<p style="text-align: justify">
<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide-5.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-47330" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/12/slide-5-e1418290425571.jpg" alt="slide (5)" width="500" height="375" title="HONDA CB125F YM2015 1123" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/slide-5-e1418290425571.jpg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/slide-5-e1418290425571-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/12/slide-5-e1418290425571-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>Il reparto sospensioni è improntato alla sicurezza di guida, obiettivo che ha determinato anche la scelta di ruote più grandi, da 18 pollici – in alluminio pressofuso con design a 6 razze sdoppiate – in grado di assorbire ancora meglio le asperità della strada, coadiuvando l’azione della solida forcella telescopica con steli da 31 mm e degli ammortizzatori posteriori, regolabili nel precarico molla su 5 posizioni. Gli pneumatici, volutamente di sezione ridotta per enfatizzare la maneggevolezza, misurano 80/100-18 all’anteriore e 90/90-18 al posteriore. Resistentissimo e instancabile l’impianto frenante, con disco anteriore da 240 mm, morso da pinza a due pistoncini, e tamburo posteriore da 130 mm, facilmente regolabile.  Pietra miliare nella produzione motoristica Honda, il propulsore monocilindrico a 4 tempi da 124,7cc della nuova CB125F, con distribuzione monoalbero in testa a 2 valvole, raffreddamento ad aria, alimentazione a iniezione elettronica PGM-FI (con solenoide di ultima generazione, per impeccabili avviamenti anche a temperature estreme) e cambio a 5 rapporti, è quanto di più robusto, affidabile ed efficiente si possa chiedere ad una moto di piccola cilindrata. Per il 2015 è stato oggetto di tanti affinamenti che ne hanno amplificato affidabilità, economicità di esercizio e comfort di marcia, uno su tutti l’adozione di un contralbero di bilanciamento, che neutralizza anche le già minime vibrazioni. Le misure caratteristiche sono di 52,4 x 57,8 mm e il rapporto di compressione è di 9,2:1. Sempre brillante e generoso, il motore della nuova CB125F eroga 7,8 kW (10,6 CV) a 7.750 giri/min e 10,2 Nm a 6.250 giri/min, che assicurano scatti rassicuranti al semaforo, riprese briose sulle strade a scorrimento veloce e una ottima velocità di punta durante i trasferimenti. E a far sorridere i possessori della CB125F saranno anche i consumi, eccezionalmente bassi a qualsiasi andatura. Con 51,3 km/l nel ciclo medio WMTC, la nuova CB125F è in grado di superare di slancio i 600 km di autonomia, regalando nella maggior parte dei casi ben più di una settimana lontano dalla stazione di rifornimento.</p>
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		<title>Nuova Multistrada 1200: la &#8220;multibike&#8221; per eccellenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata la capostipite della categoria, e ora la Multistrada 1200 si rinnova e inaugura una nuova generazione del modello. Già al suo debutto nel 2010, ha rappresentato una rivoluzione per il mondo delle due ruote proponendo per la prima volta agli appassionati quattro moto in una: dalla supersportiva alla tourer per i grandi viaggi, [&#8230;]</p>
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<p style="text-align: justify;">Ora, grazie al know how tecnologico di Ducati, nasce una nuova generazione di Multistrada, equipaggiata con il nuovo motore Ducati Testastretta DVT (Desmodromic Variable Timing), che grazie ad una dotazione tecnologica all’avanguardia crea un nuovo riferimento nel suo segmento. La nuova Multistrada 1200 è la “multibike” per eccellenza e diventa molto di più delle “quattro moto in una” possibili grazie ai Riding Mode.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima volta in un motore da moto è stato adottato un doppio variatore di fase per la distribuzione, il DVT, che agisce in modo indipendente sia sull’albero a camme di aspirazione sia su quello di scarico. In questo modo le prestazioni del motore possono essere ottimizzate a tutti i regimi ed in tutte le condizioni di utilizzo, per garantire allo stesso tempo massima potenza agli alti regimi, erogazione fluida, coppia vigorosa ai bassi regimi e consumi contenuti, il tutto nel pieno rispetto della nuova normativa Euro 4.</p>
<p style="text-align: justify;" data-canvas-width="178.28042999999997" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">Il motore DVT, variando in modo indipendente sia la fasatura dell’albero a camme che comanda le valvole di aspirazione sia quella  dell’albero a camme che comanda le valvole di scarico, ottimizza le prestazioni agli alti regimi per ottenere la massima potenza,  mentre ai medi e bassi regimi regolarizza il funzionamento, migliora la linearità di erogazione e incrementa la coppia.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_121728.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46950" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_121728.jpg" alt="2014-11-24_121728" width="433" height="323" title="Nuova Multistrada 1200: la &quot;multibike&quot; per eccellenza 1130" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121728.jpg 433w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121728-300x224.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121728-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></a></p>
<div style="text-align: justify;" data-canvas-width="857.2708200000001" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">Quando si progetta un motore uno dei parametri fondamentali per determinarne il carattere è il valore dell’ incrocio delle valvole. L’incrocio viene definito come l’intervallo di rotazione dell’albero motore, espresso in gradi, durante il quale le valvole di aspirazione e di scarico rimangono aperte simultaneamente. Tale incrocio si verifica tra la fine della fase di scarico e l’inizio della fase di aspirazione ed è fisso. Ma non sul DVT.</div>
<p style="text-align: justify;" data-canvas-width="857.2708200000001" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">È stato possibile variare l’angolo di incrocio delle valvole grazie all’adozione del sistema DVT (Desmodromic Variable Timing): un variatore di fase applicato all’estremità di ognuno dei due alberi a camme di ogni testa. Il sistema DVT è diviso in due parti: una esterna rigidamente collegata alla cinghia di distribuzione e una interna collegata all’albero a camme, coassiale alla prima e che, rispetto a quest’ultima, può ruotare in anticipo o in ritardo a seconda della pressione dell’olio presente in camere apposite.</p>
<p style="text-align: justify;" data-canvas-width="857.2708200000001" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">La pressione dell’olio è regolata da valvole dedicate e la fasatura di ogni camma è dinamicamente controllata da un sensore posto nei coperchi delle teste.</p>
<div style="text-align: justify;" data-canvas-width="224.35617000000002" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">Con un alesaggio di 106 mm ed una corsa di 67,9 mm per una cilindrata totale di 1.198 cm³, il motore Ducati Testastretta DVT garantisce una potenza massima di 160 CV a 9.500 giri/minuto ed una coppia che arriva a 136 Nm a 7.500 giri/minuto con una curva di erogazione assolutamente lineare. Infatti già a 3.500 giri/minuto si ha a disposizione una coppia di 80 Nm che rimane costante e superiore ai 100 Nm tra 5.750 e 9.500 giri/minuto. Il sistema DVT, nonostante l’incremento di potenza, ha effetti positivi anche sui  consumi, scesi mediamente dell’8% sul ciclo di omologazione.</div>
<p style="text-align: justify;">La nuova Multistrada 1200 rappresenta un riferimento anche a livello elettronico grazie all’utilizzo della piattaforma inerziale, l’Inertial Measurement Unit (IMU) che misura dinamicamente gli angoli di rollio, imbardata e beccheggio nonché la velocità delle relative variazioni di assetto, permettendo di alzare gli standard di prestazioni e sicurezza. Infatti, la presenza dell’IMU porta ad una sostanziale evoluzione del funzionamento dell’ABS che diventa “Cornering” ovvero capace di controllare la frenata anche in curva prevenendo il bloccaggio delle ruote anche con moto in piega. Rende poi possibile la funzionalità Cornering Lights (DCL) presente nel faro full LED che equipaggia la Multistrada S: in curva un led aggiuntivo illumina la parte di strada all’interno della curva aumentando la visibilità notturna.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_121728.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46950" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_121728.jpg" alt="2014-11-24_121728" width="433" height="323" title="Nuova Multistrada 1200: la &quot;multibike&quot; per eccellenza 1130" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121728.jpg 433w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121728-300x224.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121728-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, grazie all’IMU, è stato introdotto anche il Ducati Wheelie Control (DWC) , che rileva e corregge l’eventuale impennata della ruota anteriore così da ottenere sempre la massima accelerazione in piena sicurezza. Sia il Ducati Wheelie Control (DWC), sia il Ducati Traction Control (DTC), sono settabili dal pilota su 8 livelli e disattivabili. Infine, la piattaforma inerziale IMU interagisce anche con il sistema di controllo delle sospensioni semi-attive Ducati Skyhook Suspension (DSS) Evolution, presente sulla Multistrada 1200 S.</p>
<div style="text-align: justify;" data-canvas-width="459.1177199999998" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">Su tutti i modelli ora è montato un controllo elettronico della velocità impostabile a piacere dal pilota utilizzando i pulsanti integrati nel blocchetto comandi posto sul lato sinistro del manubrio. La versione S è dotata di serie di un modulo Bluetooth che tramite il Ducati Multimedia System (DMS) consente di connettere la moto con smartphone e di gestirne le funzionalità multimediali più  importanti (ricezione telefonate, notifica sms, ascolto musica) attraverso i pulsanti al manubrio e visualizzandone le informazioni sul dashboard TFT.</div>
<p style="text-align: justify;" data-canvas-width="459.1177199999998" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">Ecco la scheda tecnica:</p>
<p style="text-align: justify;" data-canvas-width="459.1177199999998" data-angle="0" data-font-name="Helvetica"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_121641.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46948" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_121641.jpg" alt="2014-11-24_121641" width="638" height="573" title="Nuova Multistrada 1200: la &quot;multibike&quot; per eccellenza 1132" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121641.jpg 638w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121641-300x269.jpg 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></a> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_121707.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46949" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_121707.jpg" alt="2014-11-24_121707" width="638" height="523" title="Nuova Multistrada 1200: la &quot;multibike&quot; per eccellenza 1133" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121707.jpg 638w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_121707-300x246.jpg 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></a></p>
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		<title>Kawasaki Z250SL: la Entry Level della famiglia Z</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 08:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo superpotenze e grossi motori plurifrazionati all&#8217;EICMA, ma anche moto destinate ai neopatentati, a chi deve fare esperienza e a chi ancora non può utilizzare moto dalla potenza maggiore. Ecco quindi che la Kawasaki presenta la più piccola della famiglia Z, la Z250SL, dove SL sta per &#8220;Super Light&#8221;. Spinta da un motore monocilindrico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_094812.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46930" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_094812.jpg" alt="kawasaki z250sl" width="719" height="504" title="Kawasaki Z250SL: la Entry Level della famiglia Z 1138" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094812.jpg 719w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094812-300x210.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094812-696x488.jpg 696w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a>Non solo superpotenze e grossi motori plurifrazionati all&#8217;EICMA, ma anche moto destinate ai neopatentati, a chi deve fare esperienza e a chi ancora non può utilizzare moto dalla potenza maggiore. Ecco quindi che la Kawasaki presenta la più piccola della famiglia Z, la <strong>Z250SL</strong>, dove SL sta per &#8220;Super Light&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Spinta da un motore monocilindrico 4 tempi da 249cm3 montato su un telaio a traliccio, la nuovissima e leggerissima Z (150kg versione con ABS) offre ottime performance sportive pienamente sfruttabili.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova Naked entry-level è caratterizzata dall&#8217;inconfondibile stile Sugomi aggressivo e tagliente che caratterizza e distingue la famiglia delle &#8220;Nude&#8221; di casa Kawasaki. Il motore della Z250SL è un monocilindrico 4 tempi con 28 cavalli; le sospensioni sportive, un compatto telaio a traliccio ed tanto comfort conferiscono divertimento alla guida ed un’elevata stabilità, che è quanto necessita un giovane alle prime armi.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_094837.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46931" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_094837.jpg" alt="2014-11-24_094837" width="720" height="427" title="Kawasaki Z250SL: la Entry Level della famiglia Z 1139" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094837.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094837-300x178.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094837-696x413.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La nuova piattaforma monocilindrica 4 tempi con doppio albero a camme è sempre divertente ed intuitiva sia nel traffico che nelle gite fuori città. Gli ingegneri di Akashi hanno progettato la Z250SL “cucita addosso” al pilota, con un telaio ed una ciclistica snella ed affusolata per una posizione di guida compatta e rilassata. Il manubrio piatto e largo contribuisce ad una elevata manovrabilità e stabilità di guida. Il serbatoio stretto e scolpito ha un ottimo grip per le gambe.</p>
<p style="text-align: justify;">Per rinforzare il design Sugomi e la filosofia di performance, la Z250SL monta sospensioni sportive, una forcella telescopia da 37mm con regolazione del precarico in 5 posizioni e mono Uni Trak al posteriore. La potenza frenante è fornita da un disco a margherita da 290mm anteriore e da un disco, sempre a margherita, da 220mm al posteriore con ABS Nissin di ultima generazione optional.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto è davvero molto piccola, mette comodo anche un pilota alto 180cm con una posizione di guida che permette di tenere tutto sotto controllo. Le gambe si incastrano bene nella parte bassa del serbatoio, e i comandi sono molto morbidi e intuitivi. Il design è accattivante ma non estremo come quello della &#8220;sorellona&#8221; Z1000, e risulta molto gradevole alla vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i dati tecnici della Kawasaki Z250SL:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_094623.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46928" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_094623.jpg" alt="2014-11-24_094623" width="567" height="614" title="Kawasaki Z250SL: la Entry Level della famiglia Z 1140" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094623.jpg 567w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094623-300x325.jpg 300w" sizes="(max-width: 567px) 100vw, 567px" /></a><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_094648.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46929" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-24_094648.jpg" alt="2014-11-24_094648" width="567" height="580" title="Kawasaki Z250SL: la Entry Level della famiglia Z 1141" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094648.jpg 567w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-24_094648-300x307.jpg 300w" sizes="(max-width: 567px) 100vw, 567px" /></a></p>
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		<title>Freeride E: rivoluzione elettrica targata KTM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 08:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>KTM è da sempre un marchio molto attento alle esigenze di mercato, e ha deciso di prendere molto seriamente il comparto delle moto elettriche: ha così presentato la gamma Freeride E, stupende motociclette spinte da un motore elettrico in versione Cross e Motard. Il marchio austriaco ha preso molto sul serio la progettazione di questi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-18_154121.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46794" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-18_154121.jpg" alt="2014-11-18_154121" width="720" height="530" title="Freeride E: rivoluzione elettrica targata KTM 1145" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-18_154121.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-18_154121-300x221.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-18_154121-696x512.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a>KTM è da sempre un marchio molto attento alle esigenze di mercato, e ha deciso di prendere molto seriamente il comparto delle moto elettriche: ha così presentato la gamma <strong>Freeride E</strong>, stupende motociclette spinte da un motore elettrico in versione Cross e Motard.</p>
<p style="text-align: justify;">Il marchio austriaco ha preso molto sul serio la progettazione di questi modelli: il telaio è praticamente lo stesso delle &#8220;cugine&#8221; a motore tradizionale, e le sospensioni sono WP, le stesse che monta la Freeride 350.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-18_154142.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-46795 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-18_154142.jpg" alt="2014-11-18_154142" width="360" height="259" title="Freeride E: rivoluzione elettrica targata KTM 1146" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-18_154142.jpg 360w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-18_154142-300x216.jpg 300w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a>Grande attenzione alla progettazione del propulsore: il motore elettrico è ad alta tensione, con una batteria da 300V con 2,6 kWh, capace di un picco di potenza di 16 kW. Il motore elettrico è un motore sincrono brushless, senza spazzole, in grado di indurre corrente continua negli avvolgimenti rotorici del motore sincrono. La batteria può essere caricata tranquillamente in garage allacciandosi alla rete elettrica, oppure si sostituisce facilmente la batteria.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="result_box" class="" lang="it"><span class="hps">Il motore elettrico</span> <span class="hps">ad alta coppia</span> <span class="hps">necessita solo di un</span> <span class="hps">singolo</span> <span class="hps">rapporto di trasmissione</span> <span class="hps">e non ha</span><span class="hps"> frizione</span> e <span class="hps">cambio</span>, <span class="hps">cosa che rende la moto</span><span class="hps"> elettrica</span> <span class="hps">molto</span> <span class="hps">facile da guidare</span>. <span class="hps">Una</span> <span class="hps">centralina</span> molto sofisticata rende sfruttabile in ogni condizione il motore. <span class="hps">Con 11</span> <span class="hps">kW di</span> <span class="hps">potenza continua</span>, <span class="hps">la</span> <span class="hps">KTM</span> <span class="hps">FREERIDE</span> <span class="hps">E</span> <span class="hps">risponde</span> <span class="hps">anche</span> <span class="hps">alle restrizioni</span> <span class="hps">della patente di guida</span> <span class="hps">A1</span>, <span class="hps">così</span> <span class="hps">già</span> <span class="hps">a 16</span> <span class="hps">anni</span> <span class="hps">è possibile usare questa moto su strade aperte al pubblico</span>. </span></p>
<p style="text-align: justify;">La moto è davvero piccola nelle dimensioni, una vera moto da Cross e da Motard: la sella è strettissima e permette di tenere tutto sotto controllo senza alcun problema.</p>
<p style="text-align: justify;">La Freeride E è disponibile in tre versioni: la Freeride E-SX da cross (la più estrema e pensata solo per i campi di gaa), la Freeride E-SM in versione Motard, e la Freeride E-XC da enduro, che altro non è che la versione SX con fari e impianto elettrico compreso. Tutte e tre le moto hanno il medesimo propulsore, e promettonon gran divertimento a impatto ambientale zero&#8230;o quasi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-18_152949.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46793" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-18_152949.jpg" alt="2014-11-18_152949" width="720" height="488" title="Freeride E: rivoluzione elettrica targata KTM 1147" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-18_152949.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-18_152949-300x203.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-18_152949-696x472.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
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		<title>Si rinnova la Kawasaki 1400GTR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2014 08:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Kawasaki, dopo aver dato scalpore con la nuova H2 (versione stradale della H2R), rinnova una delle sue moto pensate per il Gran Turismo: la Kawasaki 1400GTR. La nuova Kawasaki 1400GTR è da sempre concepita per le lunghe distanze offrendo un comfort superiore e una buona maneggevolezza. Questa moto già conosciuta ed amata da molti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_105911.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46752" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_105911.jpg" alt="2014-11-17_105911" width="720" height="505" title="Si rinnova la Kawasaki 1400GTR 1151" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_105911.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_105911-300x210.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_105911-696x488.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a>La Kawasaki, dopo aver dato scalpore con la <a href="https://www.giornalemotori.com/2014/11/10/kawasaki-ninja-h2-versione-addolcita-h2r/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>nuova H2</strong></span></a> (versione stradale della H2R), rinnova una delle sue moto pensate per il Gran Turismo: la <strong>Kawasaki 1400GTR</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova Kawasaki 1400GTR è da sempre concepita per le lunghe distanze offrendo un comfort superiore e una buona maneggevolezza. Questa moto già conosciuta ed amata da molti è equipaggiata con un potente VVT (a fasatura variabile) quattro cilindri in linea di elevata potenza, telaio monoscocca in alluminio e sospensioni reattive. Con una aerodinamica rinnovata, un nuovo parabrezza ed una serie di accessori di serie ed optionals, l’ultima GTR1400 è pronta a partire.</p>
<p style="text-align: justify;">Basata sulla piattaforma della leggendaria ZZR1400, monta un motore quattro in linea dotato di un innovativo sistema a fasatura variabile idraulico. Per intraprendere un lungo viaggio o per un weekend pieno di curve, il 1,352cc in linea è sempre pronto alla sfida.</p>
<p style="text-align: justify;">Ergonomicamente il GTR è stato arricchito con una nuova comoda sella che rende ora più semplice appoggiare i piedi a terra. Anche la sella passeggero è stata rivista, ora più confortevole e con un miglior sostegno.</p>
<p style="text-align: justify;">Si aggiunge alla lunga lista delle nuove features un nuovo parabrezza (regolabile elettronicamente) che ora include anche un deflettore direzionale. Regolabile in due posizioni aperte annulla le aree di bassa pressione intorno al pilota e migliora il flusso dell’aria sul casco.</p>
<p style="text-align: justify;">Per migliorare ulteriormente il carattere rider-friendly del GTR troviamo: accensione Keyless, controllo di trazione KTRC, monitor pressione gomme, power mode settings, economical riding indicator e manopole regolabili riscaldate. La presa da 12V consente al pilota di caricare il telefono o un GPS e lo scomparto con chiusura elettromagnetica offre un riparo sicuro per i piccoli oggetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il telaio in alluminio monoscocca lavora in armonia con le sospensioni di elevata qualità e l’impianto frenante dotato di sistema K-ACT con ABS. La forcella rovesciata regolabile da 43mm all’anteriore ed il controllo remoto del precarico al posteriore garantiscono un’elevata adattabilità mentre le pinze radiali Nissin assicurano una potenza frenante fluida e potente. Completa il pacchetto il forcellone Tetra-Lever che riduce i movimenti indesiderati di sollevamento e torsione tipici delle moto con trasmissione a cardano in fase di accelerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La 1400GTR si distingue montando di serie, due valigie laterali integrate ed in tinta da 37litri ed un bauletto (optional) da 47 litri per un’elevatissima capacità di carico. Non sono necessari ingombranti telaietti ma, grazie all’innovativo sistema di carico (presente anche su altri modelli my2015), le valigie si fissano direttamente alle maniglie passeggero e ai supporti delle pedane. Un’altra pratica caratteristica è il sitema One Key, di serie su tutte le valigie/bauletti originali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i dati tecnici della 1400GTR:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_105946.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46753" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_105946.jpg" alt="2014-11-17_105946" width="528" height="572" title="Si rinnova la Kawasaki 1400GTR 1152" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_105946.jpg 528w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_105946-300x325.jpg 300w" sizes="(max-width: 528px) 100vw, 528px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_110021.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46754" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_110021.jpg" alt="2014-11-17_110021" width="528" height="582" title="Si rinnova la Kawasaki 1400GTR 1153" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_110021.jpg 528w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_110021-300x331.jpg 300w" sizes="(max-width: 528px) 100vw, 528px" /></a></p>
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		<title>Nuova BMW F 800 R</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2014 08:57:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentando la nuova F 800 R, BMW Motorrad estende la propria gamma di bicilindrici paralleli dal carattere forte e distintivo. Il propulsore è sempre il motore bicilindrico dalla cilindrata di 798 cm³raffreddato a liquido con quattro valvole per cilindro. Grazie alla potenza di 66 kW (90 CV) a 8.000 g/min (finora: 64 kW (87 CV) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_094000.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46736" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_094000.jpg" alt="2014-11-17_094000" width="449" height="329" title="Nuova BMW F 800 R 1159" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_094000.jpg 449w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_094000-300x220.jpg 300w" sizes="(max-width: 449px) 100vw, 449px" /></a>Presentando la nuova <strong>F 800 R</strong>, BMW Motorrad estende la propria gamma di bicilindrici paralleli dal carattere forte e distintivo. Il propulsore è sempre il motore bicilindrico dalla cilindrata di 798 cm³raffreddato a liquido con quattro valvole per cilindro. Grazie alla potenza di 66 kW (90 CV) a 8.000 g/min (finora: 64 kW (87 CV) a 8.000 g/min) e alla rapportatura più corta della prima e seconda marcia, il propulsore offre una capacità di spunto ulteriormente potenziata, conservando tutte le altre qualità, come l’elevata elasticità, la rapidità di risposta e il consumo di carburante ridotto. La coppia massima è sempre di 86 Nm a 5.800 g/min. Per i noepatentati è disponibile anche una <strong>versione depotenziata da 35kW</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello di assetto, la nuova F 800 R punta sull’affidabile telaio a doppia trave in lega leggera con doppio braccio sulla ruota posteriore in lega leggera fucinata e monoammortizzatore centrale. Sulla ruota anteriore della nuova F 800 R la forcella telescopica è stata sostituita da una forcella upside-down dalla resistenza torsionale superiore. L’escursione anteriore della molla è di 125 mm, analogamente a quella posteriore. A livello di comfort ed ergonomia la nuova F 800 R offre una manopola per la regolazione del precarico molla del braccio centrale posteriore. Le misure dei pneumatici sono invariate: anteriore 120/70 ZR 17 e posteriore 180/55 ZR 17.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esperienza di guida in sella alla F 800 R è stata nuovamente rivalutata da una serie di componenti nuovi della ciclistica e dall’ergonomia ottimizzata. La sospensione della ruota anteriore è affidata a una forcella a steli rovesciati, mentre alla frenata stabile e sicura provvede adesso un freno idraulico a doppio disco con pinze freni montate radialmente. Un ulteriore aumento dell’ergonomia per il pilota lo mette a disposizione la nuova sella dall’altezza ridotta (790 mm invece di 800 mm), completata da un manubrio nuovo e pedane per il pilota nuove.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_094125.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46737" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_094125.jpg" alt="2014-11-17_094125" width="485" height="318" title="Nuova BMW F 800 R 1160" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_094125.jpg 485w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_094125-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 485px) 100vw, 485px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma la F 800 R, dedicata anche ai chi si avvicina per la prima volta al mondo delle due ruote, anticipa il divertimento di una guida ancora più attiva anche attraverso il proprio linguaggio formale. Grazie ai colori nuovi, alle carene laterali nuove, nonché al coperchio del radiatore, al parafango della ruota anteriore e ai cerchi disegnati ex novo, la Roadster sportiva si presenta ancora più dinamica. In più, il proiettore principale dalla forma simmetrica le conferisce un look inconfondibile. La somiglianza con la concorrenza (Yamaha MT in primis) potrebbe essere un piccolo handicap per questo modello, ma l&#8217;affidabilità e la cura con la quale la moto è assemblata è di un&#8217;assoluta qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nuova F 800 R viene montato di serie il modernissimo sistema ABS bicanale di BMW Motorrad. L’ABS non è solo più leggero e compatto della generazione precedente, ma nel circuito frenante anteriore utilizza inoltre un sensore della pressione che ha consentitodi ottimizzare nuovamente la qualità dell’intervento di regolazione. Un ulteriore incremento della sicurezza lo offre, soprattutto nella guida su fondi scivolosi, il Controllo automatico di stabilità ASC (Automatic Stability Control), disponibile come accessorio originale oppure come optional ex fabbrica. In determinate condizioni di utilizzo l’ABS è disattivabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la F 800 R BMW Motorrad offre per la prima volta in un modello Roadster di classe media la Regolazione elettronica delle sospensioni ESA (Electronic Suspension Adjustment) come optional. Il sistema consente al guidatore di variare il tasso di estensione della sospensione posteriore premendo semplicemente un pulsante, anche durante la guida. Il pilota può selezionare tra tre configurazioni differenti, da confortevole a normale a sportivo, a seconda delle condizioni del fondo stradale e delle preferenze personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i dati tecnici della BMW <strong>F 800 R</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_093349.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46733" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_093349.jpg" alt="2014-11-17_093349" width="654" height="571" title="Nuova BMW F 800 R 1161" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_093349.jpg 654w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_093349-300x262.jpg 300w" sizes="(max-width: 654px) 100vw, 654px" /></a><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_093409.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46734" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_093409.jpg" alt="2014-11-17_093409" width="655" height="383" title="Nuova BMW F 800 R 1162" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_093409.jpg 655w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_093409-300x175.jpg 300w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_093421.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46735" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_093421.jpg" alt="2014-11-17_093421" width="655" height="156" title="Nuova BMW F 800 R 1163" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_093421.jpg 655w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_093421-300x71.jpg 300w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a></p>
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		<title>Triumph Tiger XR e XRx: l&#8217;inglesina che sfida la GS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 09:07:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Triumph, come ogni anno, regala al pubblico dell&#8217;Eicma un ampia gamma di capolavori. La famiglia Tiger 800 si amplia con due nuove versioni, una adatta al fuoristrada ( modello Tiger XC) e altra per l&#8217;uso turistico stradale (modello Tiger XR). Entrambe hanno un motore tre cilindri in linea con 95 cv di potenza, affinato in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_085915.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46725" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_085915.jpg" alt="2014-11-17_085915" width="579" height="473" title="Triumph Tiger XR e XRx: l&#039;inglesina che sfida la GS 1168" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_085915.jpg 579w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_085915-300x245.jpg 300w" sizes="(max-width: 579px) 100vw, 579px" /></a>Triumph, come ogni anno, regala al pubblico dell&#8217;Eicma un ampia gamma di capolavori. La famiglia Tiger 800 si amplia con due nuove versioni, una adatta al fuoristrada ( modello Tiger XC) e altra per l&#8217;uso turistico stradale (modello Tiger XR). Entrambe hanno un motore tre cilindri in linea con 95 cv di potenza, affinato in diversi componenti per garantire meno rumori meccanici e affidabiltà del cambio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Elettronica è stata totalmente rivoluzionata con un nuovo comando del gas ride by wire collegato al controllo trazione (il tutto disinseribile); nuove mappature dell&#8217;acceleratore selezionabili , cruise control e abs disinseribile. La XR inoltre presenta un ulteriore variante, la Tiger XRx che garantisce funzioni di assistenza al pilota più sofisticate, con abs off road e controllo trazione Road è off-road.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_085947.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46726" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_085947.jpg" alt="2014-11-17_085947" width="567" height="403" title="Triumph Tiger XR e XRx: l&#039;inglesina che sfida la GS 1169" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_085947.jpg 567w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_085947-300x213.jpg 300w" sizes="(max-width: 567px) 100vw, 567px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sui modelli Tiger XRx e XCx  è possibile scegliere quattro mappature, con ampia possibilità di adattare l&#8217;elletronica allo stile di guida del pilota. Si possono scegliere tra Rain, Road (quella standard), Sport e Off Road.</p>
<p style="text-align: justify;">La Tiger 800 XRx presenta maggiori confort sia per il pilota che per il passeggero; troviamo indicatori di direzione a disinsermento automatico, sella comfort, cavalletto centralo e paramani con presa ausiliaria aggiuntiva. Molti di voi si chiedono sicuramente quando uscirà questo gioiello. Bene la risposta arriva presto pronta, a febbraio 2015. E il costo? Purtroppo la casa inglese non fornisce dati certi. Sicuro non si distaccheranno da quelli dei modelli attuali in vendita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i dati tecnici delle diverse versioni, con differenze sostanziali sulle dotazioni, mentre la parte meccanica e ciclistica è praticamente la medesima per tutte e quattro le versioni:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_090305.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46728" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_090305.jpg" alt="2014-11-17_090305" width="655" height="647" title="Triumph Tiger XR e XRx: l&#039;inglesina che sfida la GS 1170" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_090305.jpg 655w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_090305-300x296.jpg 300w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_090202.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46727" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_090202.jpg" alt="2014-11-17_090202" width="662" height="601" title="Triumph Tiger XR e XRx: l&#039;inglesina che sfida la GS 1171" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_090202.jpg 662w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_090202-300x272.jpg 300w" sizes="(max-width: 662px) 100vw, 662px" /></a><strong>Andrea Laurino</strong></p>
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		<title>Ducati 1299 Panigale: motore superquadro per superprestazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2014 07:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un vecchio detto dei motoristi americani cita &#8220;No replacement for displacement&#8221;, per indicare che nulla è meglio dei centimetri cubici per avere potenza. Forse a Borgo Panigale hanno presomolto sul serio questo detto, e si sono dati da fare per tirare fuori dal cilindro l&#8217;ultima evoluzione del &#8220;Testastretta&#8221; La famiglia Superbike Ducati nel 2015 vede [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-canvas-width="665.5032899999998" data-angle="0" data-font-name="Helvetica"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/DSCN5245_1024x768.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-46719" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/DSCN5245_1024x768.jpg" alt="DSCN5245_1024x768" width="720" height="540" title="Ducati 1299 Panigale: motore superquadro per superprestazioni 1175" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/DSCN5245_1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/DSCN5245_1024x768-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/DSCN5245_1024x768-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/DSCN5245_1024x768-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/DSCN5245_1024x768-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a>Un vecchio detto dei motoristi americani cita &#8220;No replacement for displacement&#8221;, per indicare che nulla è meglio dei centimetri cubici per avere potenza. Forse a Borgo Panigale hanno presomolto sul serio questo detto, e si sono dati da fare per tirare fuori dal cilindro l&#8217;ultima evoluzione del &#8220;Testastretta&#8221;</div>
<p style="text-align: justify;">La famiglia Superbike Ducati nel 2015 vede l’introduzione di un nuovo riferimento per la categoria: la <strong>1299 Panigale</strong>. L’ultima nata  della Casa di Borgo Panigale, col suo motore Superquadro da 1285 cm³, alza ancora di più l’asticella in quanto a prestazioni per le  supersportive del mercato mondiale. Grazieall’incredibile coppia del valore di 144,6 Nm a 8.750 giri/minuto, un peso di166,5 kg a secco ed una potenza massima di 205 CV a 10.500 giri/minuto, per un rapporto peso/potenza da record rispetto a tutta la  concorrenza stradale, la 1299 Panigale diventa un nuovo riferimento nel segmento delle moto ad altissime performance.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima generazionedi Superbike Ducati segue i dettami ingegneristici e di design fissati dalla 1199, estremizzando ancora di più il concetto di Superbike stradale. La nuova 1299 Panigale ha più coppia, è più potente ed è più performante della 1199 che sostituisce, ma allo stesso tempo è più facile e sicura da guidare grazie all’utilizzo di soluzioni innovative di derivazione Ducati Corse, per rendere fruibile anche agli appassionati di tutti i giorni una tecnologia da Campioni del Mondo.</p>
<div style="text-align: justify;" data-canvas-width="854.0061000000001" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">Sulla 1299 Panigale il Superquadro, il bicilindrico di produzione più avanzato e più potente del pianeta, viene estremizzato ancora di  più grazie all’utilizzo di pistoni da 116 mm di diametro, un valore mai visto prima su una supersportiva stradale. Anche dal punto di vista della ciclistica la moto si è evoluta: ora l’innovativo telaio monoscocca ha un angolo di inclinazione del cannotto di 24° mentre il pivot forcellone è più basso di 4 mm per garantire più agilità tra le curve, performance migliori e più facili da sfruttare.</div>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo pacchetto elettronico, appositamente studiato per la 1299 Panigale ed integrato nei tre differenti Riding Mode, la rende  ancora più performante: grazie alla presenza della Inertial Measurement Unit (IMU) sono disponibili il Cornering ABS, il Ducati  Wheelie Control (DWC) e, sulla versione S, l’Öhlins Smart EC, il sistema di controllo event-based delle sospensioni. Inoltre, per la  prima volta su una Ducati Superbike stradale, viene introdotto il Ducati Quick Shift (DQS) con funzionalità attiva anche in scalata, per migliorare ulteriormente le prestazioni in pista e rendere la moto più facile nell’utilizzo di tutti i giorni.</p>
<div style="text-align: justify;" data-canvas-width="855.3822599999999" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">Sulla 1299 Panigale il Ducati Traction Control (DTC), il Ducati Wheelie Control (DWC) e l’Engine Brake Control (EBC) sono ottimizzati  dal sistema di calibrazione automatica delle dimensioni degli pneumatici e del rapporto finale. Come per la celebre serie 916-996-998, che recentemente ha compiuto vent’anni e che ancora rappresenta un esempio di stile italiano unico ed inconfondibile, anche la 1299</div>
<div style="text-align: justify;" data-canvas-width="159.82854000000003" data-angle="0" data-font-name="Helvetica">Panigale ricalca il design incredibilmente moderno e funzionale che ha reso famosa la 1199 Panigale, che proprio grazie alla sue linee ha vinto il prestigioso premio Compasso d’Oro.</div>
<p style="text-align: justify;">Il cupolino più largo ed il plexiglas più protettivo oltre a migliorare la penetrazione aerodinamica rendono il frontale della nuova 1299 Panigale ancora più aggressivo, grazie anche alle prese d’aria anteriori di maggior sezione. Il nuovo codino, ora diviso in due parti, completa l’opera d’arte che è la carenatura della 1299 Panigale, che vanta anche differenti prese d’aria laterali e nuovi  specchietti retrovisori. Inoltre la 1299 Panigale è equipaggiata con una nuova e più confortevole sella e con pedane poggiapiedi  ricavate dal pieno per offrire il massimo grip durante la guida.Ecco un po di dati tecnici, compresi quelli della 899:</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_084458.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46720" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_084458.jpg" alt="2014-11-17_084458" width="968" height="520" title="Ducati 1299 Panigale: motore superquadro per superprestazioni 1176" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_084458.jpg 968w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_084458-768x413.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_084458-300x161.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_084458-696x374.jpg 696w" sizes="(max-width: 968px) 100vw, 968px" /></a><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_084519.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46721" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-17_084519.jpg" alt="2014-11-17_084519" width="969" height="380" title="Ducati 1299 Panigale: motore superquadro per superprestazioni 1177" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_084519.jpg 969w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_084519-768x301.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_084519-300x118.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-17_084519-696x273.jpg 696w" sizes="(max-width: 969px) 100vw, 969px" /></a></p>
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		<title>Brutale Dragster: MV incattivisce la Brutale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 08:51:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno all&#8217;Eicma 2014 non poteva mancare la MV Agusta con qualche asso nella manica. Nel loro “piccolo stand” (era enorme!) oltre a sfoggiare le classiche chicche, degne di ogni rispetto, spunta tra tutte un nuovo modello, la Mv Brutale Dragster In linea con le caratteristiche meccaniche ed elettroniche del vecchio modello, la società italiana incorpora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-10_145947.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46514" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-10_145947.jpg" alt="2014-11-10_145947" width="710" height="465" title="Brutale Dragster: MV incattivisce la Brutale 1180" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-10_145947.jpg 710w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-10_145947-300x196.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-10_145947-696x456.jpg 696w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></a>Quest&#8217;anno all&#8217;Eicma 2014 non poteva mancare la MV Agusta con qualche asso nella manica. Nel loro “piccolo stand” (era enorme!) oltre a sfoggiare le classiche chicche, degne di ogni rispetto, spunta tra tutte un nuovo modello, la Mv Brutale Dragster</p>
<p style="text-align: justify;">In linea con le caratteristiche meccaniche ed elettroniche del vecchio modello, la società italiana incorpora di serie il sistema ABS Bosch Plu9 con RLM e cambia l&#8217;estetica con un nuovo look sulla parte posteriore della moto. É stato limitato, a discapito di un possibile passeggero, il codino posteriore riducendolo di dimensioni ai minimi termini; questo ha permesso di lasciare la ruota posteriore totalmente scoperta con un ottima accoppiata con gli scarichi corti ripresi da vecchi modelli.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-10_145919.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46513" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-10_145919.jpg" alt="2014-11-10_145919" width="710" height="375" title="Brutale Dragster: MV incattivisce la Brutale 1181" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-10_145919.jpg 710w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-10_145919-300x158.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-10_145919-696x368.jpg 696w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azienda con questo cambiamento vuole compiere un passo verso il futuro con uno sguardo verso il passato infatti, vengono concessi due modelli unici che cercano di riprendere quelle moto che , nell&#8217;epoca delle “ Bruciasemafori” davano tutto in pochi secondi.</p>
<p>Per il pubblico pagante ci sono due scelte disponibili:</p>
<ul>
<li>La Brutale Dragster 800cc (precisamente 798 cmq) tre cilindri con un doppio albero a camme e una potenza di 125cv a 11.600 giri/min con una coppia di 81 Nm a 8600giri/min. con due colori disponibili (bianco e grigio avorio metallizzato)</li>
<li style="text-align: justify;">La Brutale Dragster 800 RR, è un derivato del motore tre cilindri 800 , è compatto in 52 kg di massa sfrutta ogni spazio garantendo un ottima distribuzione di pesi. Altra innovazione l&#8217;albero motore controrotante che contribuisce ad esaltare le prestazioni dinamiche della RR. I 140Cv di potenza sono ottenuti grazie al nuovo airbox totalmente ridisegnato e all&#8217;ottimizzazione dell&#8217;impianto di scarico. Salto di qualità nell&#8217;iniezione elettronica che vede sfruttare 6 iniettori e precisamente due per cilindro garantendo una nuova sagomatura interna del serbatoio. La potenza non è l&#8217;unico dato che vede cambiamento ma anche la coppia che passa da 81 Nm a 86 Nm espressi 10.100 giri/min con cambio a 6 rapporti per ottenere accelerazioni brucianti per l&#8217;impiego stradale. Brutale 100%</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Varia anche il prezzo che passa da 11.680€ con ABS della Brutale 800 a 13.490€ con sistema EAS e ABS della Brutale Dragster 800 mentre, per il modello RR il costo lievita a 16.290€</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andrea Laurino</strong></p>
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		<title>Nuova BMW S 1000 XR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le supersportive S 1000 RR e HP4, la Roadster S 1000 R, BMW Motorrad presenta adesso il quarto modello della famiglia di potenti motociclette BMW Motorrad ad orientamento sportivo equipaggiate con motore quattro cilindri in linea. Presentando la S 1000 XR, BMW Motorrad compie adesso il passo successivo nella categoria di appartenenza, offrendo una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182158.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46277" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182158.jpg" alt="2014-11-07_182158" width="501" height="405" title="Nuova BMW S 1000 XR 1189" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182158.jpg 501w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182158-300x243.jpg 300w" sizes="(max-width: 501px) 100vw, 501px" /></a>Dopo le supersportive<a title="Nuona BMW S1000RR" href="https://www.giornalemotori.com/2014/10/08/bmw-s-1000-rr-sempre-piu-estrema/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong> S 1000 RR</strong></span></a> e HP4, la Roadster S 1000 R, BMW Motorrad presenta adesso il quarto modello della famiglia di potenti motociclette BMW Motorrad ad orientamento sportivo equipaggiate con motore quattro cilindri in linea. Presentando la S 1000 XR, BMW Motorrad compie adesso il passo successivo nella categoria di appartenenza, offrendo una combinazione nuova: Adventure Sport. Questa categoria riunisce dinamiche qualità di turismo con una performance sportiva, un elevato comfort e una guida giornaliera perfetta. In breve: la nuova BMW S 1000 XR prova a riscrivere in uno stile nuovo il capitolo dallo sport al turismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore quattro cilindri in linea della nuova BMW S 1000 XR è derivato essenzialmente da quello della Roadster S 1000 R. L’unità eroga 118 kW (160 CV) a 11.000 g/min e raggiunge una coppia massima di 112 Nm a 9.250 g/min. Il propulsore mette a disposizione un’elevata coppia su un esteso arco di giri, ideale per la guida sportiva su strade extraurbane e la partenza scattante con passeggero a regimi medi e bassi. Il quattro cilindri in linea combina la propria elasticità e capacità di spunto con un’elevata potenza di picco, offrendo al pilota un arco di regime utilizzabile di oltre 10.000 g/min. Questo consente sia di godersi la guida turistica sportiva su strade extraurbane ricche di curve, ma anche il viaggio in vacanza in due con il bagaglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per adattare le caratteristiche di guida in modo ottimale alle condizioni del fondo stradale, la nuova S 1000 XR offre già di serie le modalità “Rain” e “Road”. Un elevato livello di sicurezza di guida attraverso la trazione ottimale lo assicura il Controllo automatico della stabilità ASC (Automatic Stability Control), di serie. A richiesta, la nuova S 1000 XR è equipaggiabile ex fabbrica con l’optional “Modalità Pro” che comprende le modalità di guida supplementari “Dynamic” e “Dynamic Pro”, nonché il Controllo dinamico della trazione DTC (Dynamic Traction Control) e ABS.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182257.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46279" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182257.jpg" alt="2014-11-07_182257" width="549" height="440" title="Nuova BMW S 1000 XR 1190" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182257.jpg 549w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182257-300x240.jpg 300w" sizes="(max-width: 549px) 100vw, 549px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La ciclistica della nuova Adventure Sport S 1000 XR non deve assolutamente temere il confronto con l’impressionante erogazione di potenza del quattro cilindri in linea. Sulla base del concetto già realizzato in questa Serie di modelli, essa è stata realizzata sul telaio a doppia trave in lega leggera con il gruppo motore-cambio a funzione portante. Le sospensioni della ruota anteriore e posteriore sono rispettivamente una forcella a steli rovesciati e un doppio braccio oscillante con mono-ammortizzatore centrale regolabile. La XR tiene conto dei criteri specifici del segmento attraverso una geometria della ciclistica definita completamente ex novo. Grazie alle sospensioni elettroniche BMW Motorrad Dynamic ESA (Electronic Suspension Adjustment), offerte come optional, la nuova S 1000 XR inaugura inoltre una dimensione nuova di sicurezza di guida, di performance e di comfort, definendo i nuovi benchmark di Adventure Sport.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182318.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46280" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182318.jpg" alt="2014-11-07_182318" width="541" height="439" title="Nuova BMW S 1000 XR 1191" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182318.jpg 541w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182318-300x243.jpg 300w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Già gli attuali sistemi di ABS di serie di BMW Motorrad offrono un livello di sicurezza estremamente alto nelle frenate su rettilinei; adesso, il sistema ABS Pro, disponibile come optional, marca un ulteriore progresso, offrendo un livello di sicurezza superiore anche nelle frenate in curva, rendendo possibili frenate supportate da ABS anche in posizione piegata. Anche quando i freni vengono attivati inaspettatamente, ABS Pro previene il bloccaggio delle ruote, riducendo le variazioni improvvise della forza di sterzo, e così il sollevamento della moto, per esempio in caso di frenate d’emergenza. Per il pilota, i vantaggi di ABS Pro sono una maggiore stabilità di guida e in frenata, completata dalla migliore decelerazione possibile, anche in curva.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182227.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46278" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182227.jpg" alt="2014-11-07_182227" width="517" height="342" title="Nuova BMW S 1000 XR 1192" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182227.jpg 517w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182227-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 517px) 100vw, 517px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La nuova BMW S 1000 XR riunisce in sé anche a livello stilistico i caratteri e le qualità dei modelli BMW Motorrad GS, Touring e Sport. Questo si riflette in ogni elemento di design e determina una presenza distinta e affascinante, grazie all’ergonomia perfetta, al sofisticato sistema di protezione contro il vento e le intemperie, all’escursione delle molle allungata di 20 – 30 mm e alla maggiore altezza da terra. Indipendentemente se si stratta di passi di montagna o di gite su strade extraurbane, di guida autostradale o di percorsi su fondi sconnessi, la nuova S 1000 XR è in grado di gestire l’intero repertorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse con questo design la BMW potrebbe venire accusata di aver copiato la capostipite di questo genere di moto, la Ducati Multistrada, ma bisogna dire che per questa tipologia di motocicletta le scelte stilistiche sono molto vincolate.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un po di dati tecnici:</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182031.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46274" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182031.jpg" alt="2014-11-07_182031" width="657" height="452" title="Nuova BMW S 1000 XR 1193" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182031.jpg 657w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182031-300x206.jpg 300w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /></a><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182111.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46275" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182111.jpg" alt="2014-11-07_182111" width="655" height="477" title="Nuova BMW S 1000 XR 1194" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182111.jpg 655w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182111-300x218.jpg 300w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182127.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46276" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_182127.jpg" alt="2014-11-07_182127" width="656" height="524" title="Nuova BMW S 1000 XR 1195" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182127.jpg 656w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_182127-300x240.jpg 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></a></p>
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		<title>Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 14:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver svelato la Ninja H2R, la Kawasaki al Salone di Milano presenta anche la versione stradale del mostro da 300cv che riporta un motore sovralimentato in commercio dopo quasi 30 anni, la Kawasaki Ninja H2. Condividendo la maggioranza dei componenti di motore e ciclistica con la Ninja H2R, la Ninja H2 omologata per uso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_120149.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46264" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_120149.jpg" alt="20141104_120149" width="640" height="480" title="Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R 1205" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_120149.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_120149-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_120149-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo <a title="Nuova Ninja H2R" href="https://www.giornalemotori.com/2014/10/01/svelata-nuova-kawasaki-h2r/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>aver svelato la Ninja H2R</strong></span></a>, la Kawasaki al Salone di Milano presenta anche la versione stradale del mostro da 300cv che riporta un motore sovralimentato in commercio dopo quasi 30 anni, la Kawasaki Ninja H2.</p>
<p style="text-align: justify;">Condividendo la maggioranza dei componenti di motore e ciclistica con la Ninja H2R, la Ninja H2 omologata per uso stradale è già sulla bocca di tutti ed i concessionari ci segnalano un grande fermento tra tutti i loro clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Equipaggiate con un supercharger di tipo centrifugo totalmente disegnato e costruito “in casa”, la Ninja H2 e la Ninja H2R sono il risultato del lavoro congiunto di diverse business area della Kawasaki Heavy Industries (KHI) inclusa la divisione Aerospaziale, quella delle Turbine a Gas e la divisone Corporate Technology. Liberi da qualunque limite di design e ingegneristico, Kawasaki presentò al Tokyo Motor Show il concept dell’avveniristico Motore Supercharged. Ora il sogno è diventato realtà con la presentazione di entrambe le moto all’EICMA di Milano.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173807.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46259" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173807.jpg" alt="2014-11-07_173807" width="404" height="488" title="Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R 1206" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173807.jpg 404w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173807-300x362.jpg 300w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con una potenza di 200cv per la Ninja H2 e 310cv per la Ninja H2R, queste moto sono espressioni di adrenalina pura, sulla strada ed in pista con un futuro certo come regine della classe Supersport. La cosa che maggiormente differenzia queste moto dalle altre è l’incredibile coppia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173818.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-46260 alignleft" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173818.jpg" alt="2014-11-07_173818" width="224" height="178" title="Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R 1207"></a>Erogata grazie al contributo dalle sovralimentazione. Pensato per un’accelerazione bruciante il Supercharger è stato messo a punto per essere pronto da subito, in ogni marcia a qualunque numero di giri mentre una serie di aiuti elettronici per il pilota come il KTRC traction control, un avanzato Sistema frenante KIBS anti-bloccaggio e la possibilità di disattivare il freno motore creano l’ambiente ideale per sfruttare tutta la potenza in piena sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173839.jpg"><img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-46262" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173839.jpg" alt="2014-11-07_173839" width="218" height="183" title="Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R 1208"></a>L&#8217;unità centrifuga è in alluminio ed è comandata da un meccanismo planetario che, tramite trasmissione a catena, porta la turbina a girare. Alla rotazione massima del motore, approssimativamente a 14.000 giri, il meccanismo di trasmissione porta la turbina a girare con un rapporto 9,2 volte superiore, arrivando quindi a quasi 130.000 giri al minuto!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173829.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-46261" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173829.jpg" alt="2014-11-07_173829" width="231" height="177" title="Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R 1209"></a>Uno rapido sguardo alle specifiche tecniche rivela una lista di componenti e caratteristiche di design che sottolineano l’approccio di altissima qualità alla base del progetto H2. In termini di novità assolute troviamo la forcella a funzioni separate Aria Olio da 43mm KYB AOS-II e la trasmissione dog ring, entrambe utilizzate precedentemente solo nelle moto da gara. Il monobraccio posteriore raffinato e dalla complessa struttura, è il primo montato su una Kawasaki di serie così come il KEBC (controllo del freno motore), il KLCM (launch control), il quick shifter elettronico e dal punto di vista estetico l’incredibile vernice Mirror Coated Black, risultato di una reazione chimica che crea uno strato argento come base. Per la Ninja H2R l’uso della fibra di carbonio oltre a far risparmiare peso dona un look da Stealth.</p>
<p style="text-align: justify;">La qualità del design e dei componenti non finisce qui; è solo l’inizio del processo al quale Kawasaki si riferisce quando parla di “craftsmanship”. Ciascuna Ninja H2 e Ninja H2R è costruita dall’inizio alla fine in un’area dedicata all’interno del famoso headquarter giapponese di Akashi. Un tecnico segue la lavorazione di ogni singola macchina garantendo il massimo livello di qualità.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173917.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46263" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173917.jpg" alt="2014-11-07_173917" width="601" height="548" title="Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R 1210" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173917.jpg 601w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173917-300x274.jpg 300w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con numerosi dettagli artigianali come le nuove tecniche di saldatura dello speciale telaio a traliccio, l’adozione dell’impianto frenante Brembo e i componenti della frizione le nuove Ninja sono destinate ad essere il sogno (realizzabile) di molti esigenti appassionati di tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un numero limitato di Ninja H2 disponibili per il 2015 e la Ninja H2R in arrivo per la primavera, le ordinazioni sono già partite. Pronte per essere le nuove icone come lo sono state in passato la H1 500 del 1969, la H2 750 Mach IV e la Super Four Z1 del 1972 così come la prima vera Ninja Gpz900R.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_120410.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46267" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_120410.jpg" alt="20141104_120410" width="640" height="480" title="Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R 1211" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_120410.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_120410-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_120410-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Due delle pochissime moto dell’era moderna degne di portare lo storico marchio Kawasaki “river mark”, la Ninja H2 e la Ninja H2R (track-only) rinforzeranno la già ottima reputazione del brand di Akashi come costruttore di motociclette in grado di mostrare il meglio in termini di prestazioni ed esperienza di guida unite ad innovazioni ingegneristiche e tecnologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un po di dati tecnici:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_174023.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46269" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_174023.jpg" alt="2014-11-07_174023" width="817" height="489" title="Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R 1212" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_174023.jpg 817w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_174023-768x460.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_174023-300x180.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_174023-696x417.jpg 696w" sizes="(max-width: 817px) 100vw, 817px" /></a><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_174035.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46270" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_174035.jpg" alt="2014-11-07_174035" width="816" height="492" title="Kawasaki Ninja H2: ecco la versione addolcita della H2R 1213" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_174035.jpg 816w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_174035-768x463.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_174035-300x181.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_174035-696x420.jpg 696w" sizes="(max-width: 816px) 100vw, 816px" /></a></p>
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		<title>Honda RC213V-S: la MotoGP stradale dei sogni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 14:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Honda questa volta l&#8217;ha fatta grossa: al salone EICMA 2014 ha presentato la RC213V-S, una replica stradale della moto campione del mondo degli ultimi due anni. Già due anni fa il CEO Honda Takanobu Ito, disse chiaramente che si stava studiando la possibilità di mettere su strada una MotoGP vera e propria. Non fu [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_123751.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46316" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_123751.jpg" alt="honda rc213vs" width="640" height="480" title="Honda RC213V-S: la MotoGP stradale dei sogni 1218" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_123751.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_123751-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_123751-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a>La Honda questa volta l&#8217;ha fatta grossa: al salone EICMA 2014 ha presentato la RC213V-S, una replica stradale della moto campione del mondo degli ultimi due anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Già due anni fa il CEO Honda Takanobu Ito, disse chiaramente che si stava studiando la possibilità di mettere su strada una MotoGP vera e propria. Non fu preso molto sul serio, ma quest&#8217;anno la casa dell&#8217;ala dorata ha scosso tutti presentando un mostro vero e proprio in versione stradale.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto siamo riusciti a vederla abbastanza da vicino, e bisogna dire che l&#8217;accuratezza con la quale è stata costruita questa moto è esemplare. Non sembra di avere a che fare con un prototipo, ma con una moto pronta per essere prodotta su larga scala e commercializzata.</p>
<p style="text-align: justify;">In verità la Honda ne produrrà un numero limitatissimo di esemplari ad un prezzo tutt&#8217;altro che economico: si parla di cifre che vanno dai 150.000 ai 230.000 €, con addirittura di avere un esclusivo (e costosissimo) kit per far tornare la RCV quella che era in origine, ovvero un prototipo da corsa a tutti gli effetti.</p>
<p style="text-align: justify;">La &#8220;S&#8221; infatti sta per &#8220;Street&#8221;, come a indicare che la bestia da corsa è stata &#8220;legalizzata&#8221;. Quanto &#8220;legalizzata&#8221; non si sa, visto che monta lo stesso propulsore 4 cilindri da 1000cc della Honda ufficiale che usano in pista Marquez e Pedrosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche l&#8217;elettronica è stata portata di peso dal box alla moto stradale, ma è lecito pensare che lo sblocco del 100% delle sue funzionalità, se sarà possibile, si potrà avere solo col kit racing destinato a pochi facoltosi.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_123734.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46315" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_123734.jpg" alt="rc 213 v stradale" width="640" height="480" title="Honda RC213V-S: la MotoGP stradale dei sogni 1219" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_123734.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_123734-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_123734-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La moto, nonostante derivi da una moto da corsa, quindi senza posto per fari, frecce e specchietti, mantiene il suo fascino. Il gruppo ottico è stato ricavato nel poco posto disponibile sul muso e sul posteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti infatti non vediamo la grande bocca di aspirazione dell&#8217;airbox della MotoGP &#8220;vera&#8221;, ma una coppia di fari che non stona e non rovina la linea della moto. Anche al posteriore la parte dedicata alle luci è molto discreta, quindi va fatto un grande comp&#8217;limento ai designer che hanno dovuto mettere un impianto elettrico completo in una MotoGP.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_123817.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46317" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_123817.jpg" alt="rc213v-s" width="640" height="480" title="Honda RC213V-S: la MotoGP stradale dei sogni 1220" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_123817.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_123817-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_123817-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli specchietti sono posizionati sui semimanubri tramite una staffa, altra soluzione motlo elegante che non compromette l&#8217;estetica generale della moto.</p>
<p style="text-align: justify;">La versione Racing è ancora più cattiva, con quelle belle carene in carbonio che fanno tanto &#8220;corse in pista&#8221;, e che mostra una pulizia costruttiva davvero pazzesca, in pieno stile Honda.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-08_105510.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46318" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-08_105510.jpg" alt="2014-11-08_105510" width="568" height="472" title="Honda RC213V-S: la MotoGP stradale dei sogni 1221" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-08_105510.jpg 568w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-08_105510-300x249.jpg 300w" sizes="(max-width: 568px) 100vw, 568px" /></a>Insomma al Salone di Milano la Honda l&#8217;ha fatta da protagonista, ma per onor di cronaca, non dimetichiamo che non è l&#8217;unica e nemmeno la prima a portare una moto da corsa in strada. La stessa Ducati fece la versione stradale della Desmo16 di Capirossi, la Desmo16 RR, che già nel 2006 diede un grande scossone al settore dei gioielli da strada. Chissà se la Honda avesse fatto una versione delle RC211V, con motore a 5 cilindri, cosa sarebbe successo&#8230;..</p>
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		<title>Nuova Yamaha R1 e R1-M</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2014 11:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato uno dei modelli più chiacchierati degli ultimi mesi e finalmente, dopo settimane di attesa, All&#8217;EICMA è stata presentata la nuova Yamaha R1 e il modello dedicato alle corse R1-M. Con la nuova R1, la Yamaha vuole portarsi sopra i limiti che sono stati alzati dalla concorrenza (BMW in primis e Kawasaki), e ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_171139.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-46249 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_171139.jpg" alt="Yamaha r1 2015" width="605" height="433" title="Nuova Yamaha R1 e R1-M 1228" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_171139.jpg 605w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_171139-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /></a>E&#8217; stato uno dei modelli più chiacchierati degli ultimi mesi e finalmente, dopo settimane di attesa, All&#8217;EICMA è stata presentata la nuova Yamaha R1 e il modello dedicato alle corse R1-M.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_130013.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-46251" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_130013-300x225.jpg" alt="motore yamaha r1" width="300" height="225" title="Nuova Yamaha R1 e R1-M 1229" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_130013-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_130013-265x198.jpg 265w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_130013.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Con la nuova R1, la Yamaha vuole portarsi sopra i limiti che sono stati alzati dalla concorrenza (BMW in primis e Kawasaki), e ha sfornato una moto che sembra derivata direttamente dalla M1 che usano Rossi e Lorenzo in MotoGP.</p>
<p style="text-align: justify;">Spinta da un 4 cilindri fronte marcia crossplane da 998 cc e 200 CV, sviluppato con tecnologie derivate da Yamaha YZR-M1, la nuova YZF-R1 è una moto pensata per la pista che è stata creata senza vincoli creativi, e senza compromessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il telaio è l&#8217;ormai celebre Deltabox in alluminio con interasse corto, il telaietto e cerchi in magnesio, le sospensioni evoluteper assicurare massimo feeling in pista. La nuova carena sfoggia fari a LED con un look minimal e una presa d’aria centrale che enfatizzano il DNA racing derivato da M1.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’elemento più significativo è l’elettronica, avanzatissima e trasferita di peso da YZR-M1, per consentire ai piloti professionisti, e non, di realizzare il proprio potenziale. La piattaforma inerziale IMU a 6 assi assicura un controllo totale su trazione, slittamenti, impennate, frenate e partenze, per alzare l’asticella delle prestazioni in pista.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_125937.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46253" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/20141104_125937.jpg" alt="20141104_125937" width="640" height="480" title="Nuova Yamaha R1 e R1-M 1230" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_125937.jpg 640w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_125937-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/20141104_125937-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La versione dedicata alla pista Special Edition Yamaha YZF-R1M sarà prodotta in quantità limitate e disponibile solo attraverso Yamaha Motor Italia. Adotta una leggera carena in carbonio con colorazione Silver Blu Carbon ed offre un equipaggiamento ancora superiore rispetto a YZF-R1. La sua Communication Control Unit con GPS permette al pilota ed ai team di analizzare i tempi sul giro ed altri dati su un tablet con collegamento Wi-Fi, mentre le sospensioni Electronic Racing Suspension Öhlins (ERS) assicurano una guida di qualità superiore.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_171306.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46250" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_171306.jpg" alt="2014-11-07_171306" width="574" height="454" title="Nuova Yamaha R1 e R1-M 1231" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_171306.jpg 574w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_171306-300x237.jpg 300w" sizes="(max-width: 574px) 100vw, 574px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La moto da l&#8217;impressione di essere molto piccola: diciamo che salendoci sopra da fermi sembra di stare seduti sulla sorellina minore R6. C&#8217;è poca distanza tra busto e semimanubri, quindi si rimane abbastanza raccolti ma comodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto alla concorrente BMW, si sente un pochino più di peso sui polsi, ma non pensate ad una moto &#8220;impuntata&#8221;: le quote dell&#8217;anteriore sono un angolo di sterzo di 24° e un&#8217;avancorsa di 102mm con interasse di 1405mm. Peso totale della moto, con pieno di benzina, olio, gomme, insomma in ordine di marcia: 199kg. Probabilmente per la componente elettronica, la R1-M pesa 1 kg in più, si parla quindi di 200kg in ordine di marcia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173020.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46254" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173020.jpg" alt="2014-11-07_173020" width="878" height="473" title="Nuova Yamaha R1 e R1-M 1232" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173020.jpg 878w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173020-768x414.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173020-300x162.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173020-696x375.jpg 696w" sizes="(max-width: 878px) 100vw, 878px" /></a> <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173040.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-46255" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/11/2014-11-07_173040.jpg" alt="2014-11-07_173040" width="877" height="522" title="Nuova Yamaha R1 e R1-M 1233" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173040.jpg 877w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173040-768x457.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173040-300x179.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/11/2014-11-07_173040-696x414.jpg 696w" sizes="(max-width: 877px) 100vw, 877px" /></a></p>
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		<title>Ducati Testastretta DVT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Sebellin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2014 18:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva in casa Ducati un gran bel sviluppo motoristico di derivazione tecnologie Volkswagen, il  Ducati Testastretta DVT che sta per Desmodromic Variable Timing. Ma non si pensi che si tratti di un passaggio di consegne fra il gruppo Volkswagen , al quale la Ducati appartiene attraverso l&#8217;AUDI, ed il gruppo di progetto di Borgopanigale , bensí [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/ducatiaudilogos_01.png"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45751 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/ducatiaudilogos_01.png" alt="ducatiaudilogos_01" width="320" height="143" title="Ducati Testastretta DVT 1244" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/10/ducatiaudilogos_01.png 320w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/10/ducatiaudilogos_01-300x134.png 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Arriva in casa Ducati un gran bel sviluppo motoristico di derivazione tecnologie Volkswagen, il  Ducati Testastretta DVT che sta per <strong>Desmodromic Variable</strong> <strong>Timing</strong>. Ma non si pensi che si tratti di un passaggio di consegne fra il gruppo Volkswagen , al quale la Ducati appartiene attraverso l&#8217;AUDI, ed il gruppo di progetto di Borgopanigale , bensí un&#8217;implementazione tutt&#8217;altro che facile su di un sistema giá complesso che é quello desmodromico, implementazione nuova e molto avanzata.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/HITht743em8?feature=player_detailpage" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ducati Testastretta DVT (Desmodromic Variable Timing)</strong><br />
Ducati presenta il primo motore motociclistico ad avere una soluzione di fasatura variabile sia delle valvole di aspirazione sia di scarico. Si chiama Ducati Testastretta DVT, Desmodromic Variable Timing, ed è il primo motore desmodromico al mondo ad adottare questo nuovo sistema che apre la strada ad una nuova generazione di motori. Si tratta di un nuovo propulsore destinato a superare l’attuale standard tecnologico ed ingegneristico tra i motori destinati alla produzione motociclistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Innovazione e genialità italiana si combinano perfettamente nella progettazione con un risultato straordinario che ha permesso di scrivere un nuovo capitolo nella storia dei motori Testastretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema di distribuzione variabile è capace di modificare con continuità la fasatura delle valvole, agendo in modo indipendente sia sulla camma di aspirazione sia sulla camma di scarico. In questo modo le prestazioni del motore possono essere ottimizzate a tutti i regimi di rotazione e in tutte le condizioni di utilizzo, per garantire allo stesso tempo massima potenza, erogazione fluida, coppia vigorosa ai bassi regimi e consumi contenuti, nel pieno rispetto delle nuove normative Euro 4.</p>
<p style="text-align: justify;">I consumi vengon ridotti di circa l&#8217;8% mentre  il sistema elettronico di iniezione lavora direttamente sul condotto di ammisione alla base delle valvole.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_7.gif"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45741 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_7.gif" alt="dvt_7" width="560" height="419" title="Ducati Testastretta DVT 1245"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con il DVT, Ducati, fissa nuovi parametri in termini di potenza, erogazione e fruibilità tra i propulsori motociclistici.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_6.gif"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45740 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_6.gif" alt="dvt_6" width="560" height="419" title="Ducati Testastretta DVT 1246"></a></p>
<p><strong>Caratteristiche del motore Ducati Testastretta DVT</strong></p>
<ul>
<li>Inedito sistema DVT (Desmodromic Variable Timing)<br />
Alesaggio 106 mm, corsa di 67,9 mm<br />
Cilindrata 1.198 cm³<br />
Potenza massima 160 CV a 9.500 giri/minuto<br />
Coppia massima 136 Nm a 7.500 giri/minuto<br />
Distribuzione Desmodromica<br />
Doppia Accensione (DS)<br />
Sensore antidetonazione<br />
Omologazione Euro 4</li>
</ul>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_5.gif"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45739 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_5.gif" alt="dvt_5" width="560" height="576" title="Ducati Testastretta DVT 1247"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una nuova generazione</strong><br />
Il motore DVT, variando in modo indipendente sia la fasatura dell’albero a camme che comanda le valvole di aspirazione sia quella  dell’albero a camme che comanda le valvole di scarico, ottimizza le prestazioni agli alti regimi per ottenere la massima potenza,  mentre ai medi e bassi regimi regolarizza il funzionamento, migliora la linearità di erogazione e incrementa la coppia. In pratica si ha a<br />
disposizione un motore che cambia le proprie caratteristiche col variare del numero dei giri, rimanendo nei limiti dell’omologazione Euro 4 e con grande attenzione ai consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si progetta un motore uno dei parametri fondamentali per determinarne il carattere è il valore dell’incrocio delle valvole di  aspirazione e di quelle di scarico. L’incrocio viene definito come l’intervallo di rotazione dell’albero motore, espresso in gradi,  durante il quale le valvole di aspirazione e di scarico rimangono aperte simultaneamente. Tale incrocio si verifica tra la fine della fase di scarico e l’inizio della fase di aspirazione ed è fisso. Ma non sul DVT.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato possibile variare l’angolo di incrocio delle valvole grazie all’adozione del sistema <strong>DVT</strong> <strong>(Desmodromic Variable Timing):</strong> un variatore di fase applicato all’estremità di ognuno dei due alberi a camme di ogni testa. Il sistema DVT è diviso in due parti: una esterna rigidamente collegata alla cinghia di distribuzione e una interna collegata all’albero a camme, coassiale alla prima e che,  rispetto a quest’ultima, può ruotare in anticipo o in ritardo a seconda della pressione dell’olio presente in camere apposite. La  pressione dell’olio è regolata da valvole dedicate e la fasatura di ogni camma è dinamicamente controllata da un sensore posto nei coperchi delle teste.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_1.gif"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45735 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_1.gif" alt="dvt_1" width="560" height="540" title="Ducati Testastretta DVT 1248"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il fascino del Desmo</strong><br />
Anche il Ducati Testastretta DVT utilizza il sistema di richiamo delle valvole motore che ha reso famosa la Casa di Borgo Panigale in tutto il mondo. Grazie a questo particolare sistema la valvola di aspirazione e la valvola di scarico vengono chiuse meccanicamente con una tecnica e una precisione analoghe a quelle della fase di apertura. Il termine desmodromico deriva dai termini greci “desmos=legame” e “dromos=corsa, percorso”; in meccanica viene usato per citare meccanismi che dispongono sia di un comando per attivarli in un senso sia di un apposito comando per attivarli nell&#8217;altro (detto chiusura o ritorno).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sistema, utilizzato su tutti i modelli Ducati, dimostra la sua validità anche sulle Superbike e le Desmosedici MotoGP di Ducati  Corse. Nella progettazione del motore Ducati Testastretta DVT, la distribuzione desmodromica ha rappresentato un grosso vantaggio rispetto ad un sistema tradizionale a molle; l’azionamento delle valvole a basso numero di giri richiede minore forza, non dovendo comprimere le molle, questo si è tradotto nella possibilità di contenere le dimensioni dei singoli variatori a vantaggio del  contenimento dei pesi e dell’integrazione del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Coppia sempre vigorosa</strong><br />
Il risultato è che, con un alesaggio di 106 mm ed una corsa di 67,9 mm per una cilindrata totale di 1.198 cm³, il motore Ducati Testastretta DVT garantisce una potenza massima di 160 CV a 9.500 giri/minuto ed una coppia che arriva a 136 Nm a 7.500  giri/minuto con una curva di erogazione assolutamente lineare. Infatti già a 3.500 giri/minuto si ha a disposizione una coppia di 80 Nm che rimane costante e superiore ai 100 Nm tra 5.750 e 9.500 giri/minuto.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt-engine-curves.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45734 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt-engine-curves.jpg" alt="dvt engine curves" width="560" height="683" title="Ducati Testastretta DVT 1249" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/10/dvt-engine-curves.jpg 560w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/10/dvt-engine-curves-246x300.jpg 246w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma il sistema DVT, nonostante l’incremento di potenza, ha effetti positivi anche sui consumi, scesi mediamente dell’8% sul ciclo di omologazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La continua ricerca e sviluppo di Ducati sui sistemi ad iniezione ha portato la Casa di Borgo Panigale ad utilizzare sul Ducati Testastretta DVT iniettori del sistema di alimentazione posizionati in modo tale da avere il getto indirizzato sul retro surriscaldato della valvola di aspirazione invece che sulla parete più fredda del condotto di aspirazione. In questo modo, viene massimizzata la vaporizzazione della benzina migliorando la combustione e la regolarità di erogazione.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_2.gif"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45736 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_2.gif" alt="dvt_2" width="560" height="374" title="Ducati Testastretta DVT 1250"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il DVT è poi dotato di sistema a <strong>Doppia Accensione (DS)</strong>, con due candele per ogni testa, con doppio fronte di fiamma che assicurano la combustione completa in un intervallo rapidissimo. L’accensione di ogni candela è gestita in modo indipendente, per ottimizzare a ogni regime e in ogni condizione d’utilizzo. È presente anche un sensore antidetonazione che consente di mantenere il motore in condizioni di sicurezza anche in presenza di benzine con ridotto numero di ottani o di condizioni di utilizzo, come in alta quota, che possono essere critiche per la combustione. Possibilità importante durante raid e viaggi particolarmente avventurosi in alcune parti del mondo.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_8.gif"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45748 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_8.gif" alt="dvt_8" width="560" height="373" title="Ducati Testastretta DVT 1251"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Infine, per ottimizzare il funzionamento riducendo la dispersione ciclica della combustione, Ducati ha applicato anche un sistema di aria secondaria simile a quello realizzato per i motori ad elevatissime prestazioni. L&#8217;ottimizzazione dell&#8217;alimentazione senza ricadute sulle emissioni è stata ottenuta grazie al completamento dell&#8217;ossidazione degli idrocarburi incombusti, che riduce efficacemente i  livelli di HC e CO.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_3.gif"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45737 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_3.gif" alt="dvt_3" width="560" height="839" title="Ducati Testastretta DVT 1252"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per ogni condizione</strong><br />
Grazie a tutto ciò il motore Ducati Testastretta DVT rappresenta un nuovo standard di riferimento per i bicilindrici Ducati e introduce parametri del tutto nuovi ed inediti per quanto riguarda il miglior equilibrio possibile tra potenza massima, fluidità di erogazione,  coppia ai bassi regimi, contenimento dei consumi e delle emissioni allo scarico, diventando il bicilindrico desmodromico  tecnologicamente più avanzato del pianeta. Inoltre il motore Ducati Testastretta DVT ha intervalli di manutenzione fissati ogni 30.000 km ed il suo innovativo sistema DVT non complica il lavoro di registrazione del gioco valvole. In pratica è un motore che può essere utilizzato in ogni condizione ed in ogni angolo del mondo, garantendo prestazioni e un eccezionale livello di godibilità, sicurezza e divertimento.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_4.gif"><img decoding="async" class="size-full wp-image-45738 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/10/dvt_4.gif" alt="dvt_4" width="560" height="374" title="Ducati Testastretta DVT 1253"></a></p>
<p>(NDR Tutte le informazioni ed immagini  per gentile concessione  della AUDI- Ducati via comunicato stampa )</p>
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		<title>Kawasaki Vulcan S: la &#8220;verdona&#8221; cruiser</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 13:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[vulcan s]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Kawasaki presenta la sua inedita cruiser di media cilindrata, la Kawasaki Vulcan S. Già svelata negli USA, la nuova Vulcan S è pronta a varcare i confini europei e ad approdare, in anteprima, all’esposizione mondiale del motociclismo Eicma a Milano. La Kawasaki ha voluto interpretare in modo differente il classico concetto di Cruiser, avvicinandolo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Kawasaki presenta la sua inedita cruiser di media cilindrata, la Kawasaki Vulcan S. Già svelata negli USA, la nuova Vulcan S è pronta a varcare i confini europei e ad approdare, in anteprima, all’esposizione mondiale del motociclismo Eicma a Milano. La Kawasaki ha voluto interpretare in modo differente il classico concetto di Cruiser, avvicinandolo molto ad uno stile &#8220;Urban Style&#8221; molto personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore della Vulcan S è il collaudatissimo bicilindrico parallelo da 649cm3 che già equipaggia la Versys 650 e l’ER-6N/F rivisto e perfezionato per impersonare al meglio il suo nuovo ruolo. Questo motore mostra i muscoli (o almeno ci prova) da subito con una buona coppia ai medio bassi e continua a spingere per sfruttare tutto il suo potenziale fino ai regimi più elevati. Certo i puristi delle Cruiser vere e proprie potrebbe storcere il naso, abituati forse a cilindrate doppie rispetto a quelle della Vulcan S, ma rimane comunque un motore con un buon carattere. Il motore eroga 61 cavalli e una coppia di 62 Nm a 7900 giri al minuto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/Ldhw7pPx/2014-10-18-172303.jpg" alt="2014 10 18 172303" title="Kawasaki Vulcan S: la &quot;verdona&quot; cruiser 1254"><figcaption>Kawasaki Vulcan S: la "verdona" cruiser 1257</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il mono posteriore asimmetrico completa lo styling della moto mentre l&#8217;adozione di un sistema di leveraggi permette una corsa più lunga per un maggiore comfort di guida. La configurazione dell’ammortizzatore posteriore contribuisce al design compatto della moto, liberando spazio per un caratteristico scarico sotto il motore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per venire incontro alle esigenze di ogni pilota, la sospensione posteriore può essere regolata nel precarico in 7 posizioni differenti. Facilità di guida e maneggevolezza sono garantite dalla forcella anteriore telescopica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sella bassa rende la moto adatta a tutte le stature, giovani e meno giovani, uomini o donne e rende i classici “stop and go” cittadini facili e divertenti. Il telaio snello aiuta a toccare a terra con i piedi mentre la sella imbottita e comoda offre un ottimo supporto per la schiena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/Q7GdKzFg/2014-10-18-172339.jpg" alt="2014 10 18 172339" title="Kawasaki Vulcan S: la &quot;verdona&quot; cruiser 1255"><figcaption>Kawasaki Vulcan S: la "verdona" cruiser 1258</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il passo lungo, il baricentro basso e la centralizzazione delle masse offrono un’elevata stabilità ed una facile manovrabilità, e compensano il peso di 225kg della motocicletta, non pochi per una media cilindrata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una novità molto interessante è la possibilità di regolare manubrio e pedane in 3 posizioni differenti in modo da consentire al pilota di trovare la migliore posizione di guida. Inoltre anche le leve del freno e della frizione sono regolabili per adattarsi a diverse impugnature e limitare lo sforzo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/LdSYBtSp/2014-10-18-172425.jpg" alt="2014 10 18 172425" title="Kawasaki Vulcan S: la &quot;verdona&quot; cruiser 1256"><figcaption>Kawasaki Vulcan S: la "verdona" cruiser 1259</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Molto adatti allo scopo anche i freni della Vulcan S che assicurano una frenata sicura e progressiva grazie al disco anteriore da 300mm con pinza a doppio pistoncino e disco posteriore da 250mm con pinza a singolo pistoncino. L’ABS è pensato per garantire affidabilità in tutte le condizioni di frenata; un altro vantaggio per i motociclisti alle prime armi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente si tratta di una moto entry level del mondo cruiser Kawasaki, con un motore compatto, non molto potente e quote che facilitano le manovre ai neofiti. Sarà disponibile anche la versione depotenziata a 35 kW per i neo patentati. </p>
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		<title>Ducati Scrambler: tuffo moderno&#8230;nel passato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2014 06:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finalmente l&#8217;attesa durata a lungo è finita, e gli appassionati possono ritrovare il mito della Ducati Scrambler della quale abbiamo parlato a inizio anno. All&#8217;Intermot possono finalmente toccare con mano un progetto nato molto tempo fa e messo finalmente in produzione. Alcuni fortunato poterono vedere la Ducati Scrambler in anteprima in alcuni eventi particolari organizzati [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Finalmente l&#8217;attesa durata a lungo è finita, e gli appassionati possono ritrovare il mito della Ducati Scrambler della quale <a href="https://www.giornalemotori.com/2014/01/18/notizie-sulla-ducati-scrambler-attesa-di-sapere-la-data-di-lancio/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>abbiamo parlato a inizio anno</strong></span></a>. All&#8217;Intermot possono finalmente toccare con mano un progetto nato molto tempo fa e messo finalmente in produzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni fortunato poterono vedere la Ducati Scrambler in anteprima in alcuni eventi particolari organizzati dalla casa bolognese, in particolare al WDW dove venne mostrato al grande pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre le linee ed i primi contenuti dello Scrambler sono stati anticipati su internet in una serie di tre video prodotti con la tecnica cinematografica dello stop motion, dove i personaggi sono stati realizzati a mano in plastilina da tre bravissimi diciannovenni bolognesi. La serie ha raccontato una fantasiosa storia di come la moto sia arrivata ai giorni nostri ed i protagonisti, oltre allo Scrambler, sono stati Franco ed Elvira, ex dipendenti Ducati già protagonisti della campagna pubblicitaria dello Scrambler degli anni ’70: lui era un collaudatore Ducati dell’epoca, lei una ragazza dell’amministrazione, anche se non aveva proprio niente da invidiare a una modella professionista.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/04kXN9N/2014-10-06-163609.jpg" alt="2014 10 06 163609" title="Ducati Scrambler: tuffo moderno...nel passato 1260"><figcaption>Ducati Scrambler: tuffo moderno...nel passato 1264</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il Centro Stile Ducati ha iniziato a lavorare sullo Scrambler l’obiettivo è stato chiaro da subito: far rivivere un mito, realizzando però una moto moderna. Una moto contemporanea ispirata al celebre modello degli anni ’70 ma con tutte le caratteristiche tecniche di una moto dei giorni nostri. Ecco perché ad esempio sono stati scelti una forcella a steli rovesciati, i cerchi in lega, il monoammortizzatore posteriore e la pinza anteriore con attacco radiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto, sullo Scrambler Ducati, è stato disegnato per essere “da Ducati”, pur seguendo gli stilemi della moto alla quale si ispira. A cominciare dal serbatoio, scultoreo e ricercato nelle forme, ma ispirato all’originale design a goccia del modello degli anni ’70. Le guance applicate ai lati del serbatoio caratterizzano lo Scrambler, sono realizzate in alluminio spazzolato ed intercambiabili per essere personalizzate, e hanno applicati i loghi della moto, differenti a seconda della versione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni particolare dello Scrambler è curato con particolare attenzione, come il forcellone dal design assolutamente moderno, oppure il giro degli scarichi, una scelta in linea con quello delle ultime naked Ducati. Il silenziatore corto e l’unghia del parafango posteriore sono stati scelti per dare compattezza alla moto, così come le maniglie del passeggero, nascoste dalle aperture nella parte posteriore della sella. La forma del proiettore, circolare, rivisita in chiava moderna un importante stilema dello Scrambler.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/7dzVbfC0/2014-10-06-163632.jpg" alt="2014 10 06 163632" title="Ducati Scrambler: tuffo moderno...nel passato 1261"><figcaption>Ducati Scrambler: tuffo moderno...nel passato 1265</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia del guidaluce, utilizzata per la luce di posizione, ne sottolinea la tecnicità. Il design del tappo del serbatoio, sul quale è riportata la scritta “born in 1962” è ispirato al sistema di chiusura del modello degli anni ’70, così come la chiave che, una volta inserita nel blocchetto di accensione che è posizionato sul supporto del proiettore, richiama il design del commutatore luci originale.&nbsp; Lo stesso richiamo che si trova nelle modanature sotto la sella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il propulsore dello Scrambler Ducati è un bicilindrico ad L due valvole raffreddato ad aria e olio da 803 cm³. Derivato da quello del Monster 796 ha un alesaggio di 88 mm ed una corsa di 66 mm ed è stato rivisitato per privilegiare accelerazioni fluide ad ogni regime. Il motore Desmodue dello Scrambler ha carter leggeri e coperchi frizione e alternatore in alluminio con lavorazioni a macchina. Anche i due carter copri cinghie sono in alluminio e anche loro sono rifiniti con lavorazione a macchina utensile che impreziosiscono l’estetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore Desmodue dello Scrambler per integrarsi con il compatto serbatoio in acciaio dalla caratteristica forma a goccia, è stato dotato di un corpo farfallato singolo da 50 mm Ø con due iniettori sotto farfalla, soluzione che garantisce una erogazione fluida ed un controllo accurato del titolo della miscela aspirata in ogni cilindro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/LXXW82j8/2014-10-06-163803.jpg" alt="2014 10 06 163803" title="Ducati Scrambler: tuffo moderno...nel passato 1262"><figcaption>Ducati Scrambler: tuffo moderno...nel passato 1266</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Pistoni e albero motore sono gli stessi del propulsore del Monster 796 e dell’Hypermotard 796, mentre gli alberi a camme sono stati studiati appositamente per garantire una erogazione lineare grazie all’adozione dell’incrocio 11°. Lo scarico 2 in 1 con silenziatore in alluminio è stato studiato appositamente per lo Scrambler. È dotato di paracalore in alluminio per garantire una migliore protezione termica di chi è in sella ed è a norma EURO 3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambio è a sei rapporti, mentre la frizione è APTC multidisco in bagno d&#8217;olio con comando a cavo che enfatizza il carattere minimalista ed essenziale dello Scrambler, pur garantendo una leva frizione dal carico molto leggero e offrendo il vantaggio supplementare di un’ottima modulabilità: un grande aiuto per gestire i continui arresti e partenze nel traffico cittadino. Inoltre è dotata di sistema antisaltellamento in coppia che limita il saltellamento della ruota posteriore nelle scalate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo Scrambler Ducati è dotato di un telaio a traliccio tubolare d’acciaio a doppia trave superiore. Essenziale, elegante, il telaio dello Scrambler abbraccia il motore e si prolunga fin sotto la sella con doti di rigidezza da vera Ducati. Il cannotto di sterzo è inclinato di 24° e assieme all’avancorsa di 112 mm garantisce grande agilità in mezzo al traffico quanto tra un tornante e l’altro in montagna. Grazie al manubrio largo muoversi tra gli ostacoli urbani diventa un gioco da ragazzi con lo Scrambler, mentre l’interasse di 1.445 mm massimizza la stabilità alle alte velocità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/rGj82fDm/2014-10-06-163702.jpg" alt="2014 10 06 163702" title="Ducati Scrambler: tuffo moderno...nel passato 1263"><figcaption>Ducati Scrambler: tuffo moderno...nel passato 1267</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le sospensioni del Ducati Scrambler sono Kayaba e sfruttano una forcella a steli rovesciati da 41 mm ed un mono ammortizzatore regolabile nel precarico molla. Entrambi consentono una corsa ruota di 150 mm per copiare al meglio ogni tipo di terreno, dagli ostacoli cittadini, a quello che si possono incontrare nei percorsi di soft offroad. Questo mix di confort e prestazioni conferma l’attitudine multiuso dello Scrambler Ducati, per permettere sempre a chi è in sella di esprimere se stesso, su ogni tipo di terreno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo Scrambler Ducati è equipaggiato di serie con inedite ruote in alluminio a dieci razze, di chiara ispirazione flat track. Il design riprende quello delle ruote a raggi, con razze sottili che si inseriscono nel mozzo centrale incrociandosi l’una con l’altra. Il cerchio anteriore da 3,00’’ x 18’’ e quello posteriore da 5,50’’ x 17’’ sono stati disegnati per essere leggeri e montano i nuovi pneumatici Pirelli MT60 RS da 110/80 ZR18 all’anteriore e da 180/55 ZR17 al posteriore di derivazione enduristica, appositamente realizzati per lo Scrambler con un disegno dedicato di tasselli. Il risultato è una eccellente comportamento su ogni tipo di terreno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ducati Scrambler si potrà avere in differenti versioni:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scrambler Urban Enduro</strong><br>Parafango alto, griglia protezione faro anteriore, traversino manubrio, ruote a raggi. La “Urban Enduro” nasce per cambiare terreno in ogni momento. È perfetta per districarsi tra gli ostacoli urbani, ma anche per raggiungere nuovi luoghi percorrendo le strade meno battute. I richiami al mondo del fuoristrada sono ben chiari, reinterpretati nello stile “post-heritage” dello Scrambler. Il colore “Wild Green” ben si mimetizza durante le “battaglie” quotidiane tra il traffico e si sposa alla perfezione con la sella marrone dal design a doghe, realizzata con tessuti tecnici per offrire il massimo in termini di ergonomia per pilota e passeggero. I parasteli della forcella, il paracoppa motore e la griglia del faro anteriore proteggono il motore e le parti nevralgiche della moto nei percorsi offroad, mentre il traversino irrigidisce e rende più solido il largo manubrio dello Scrambler. Le ruote a raggi, di 3,00’’ x 18’’ all’anteriore e 5,50’’ x 17’’ al posteriore, sono il tocco finale per liberare con stile l’anima offroad. Lo Scrambler Urban Enduro è riconoscibile anche per il logo dedicato del serbatoio, sul quale spicca una grossa X rossa, dall’inglese “cross”, da sempre sinonimo di fuoristrada.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scrambler Full Throttle</strong><br>La “Full Throttle” si ispira al mondo delle flat track e delle corse. Il serbatoio di colore “Deep Black”, sul quale è posto il logo dedicato su fondo giallo e nero, è uno spiccato richiamo alla velocità così come la sella, anch’essa di ispirazione flat-track con inserti gialli dedicati, esalta ulteriormente il look sportivo senza trascurare il comfort del pilota. Con la sua coda corta, lo Scrambler Full Throttle richiama le moto che corrono sugli ovali statunitensi ed australiani, ed è equipaggiato con uno scarico racing Termignoni omologato per l’uso stradale. Il manubrio basso a sezione variabile leggero ed ergonomico ed il parafango anteriore corto sono poi segni distintivi dello Scrambler Full Throttle, destinato a chi vuole una moto perfetta per l’uso quotidiano, senza però rinunciare ad uno stile racing.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scrambler Classic</strong><br>La “Classic” è destinata a chi ama i dettagli e lo stile degli anni ’70, ma non vuole rinunciare al piacere di guida e alla funzionalità di una moto contemporanea. Rappresenta ancora di più l’essenza del motociclismo, propria dello Scrambler, rafforzata da particolari unici come i parafanghi in lamiera, il porta targa tradizionale ed i cerchi a raggi, nelle stesse misure di quelle in lega, ovvero 3,00’’ x 18’’ all’anteriore e 5,50’’ x 17’’ al posteriore. Il logo dello Scrambler Classic è quello che più si avvicina allo stile del celebre modello gli anni ’70 e si sposa perfettamente al colore “Orange Sunshine” del serbatoio, sul quale, come per lo Scrambler originale, è presente anche una banda nera centrale. La sella di colore marrone con design a rombi è un altro segno distintivo del sapore più amarcord dello Scrambler Classic.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo Scrambler ha una potenza di 75 cavalli, per un peso a secco dichiarato di 170kg e 186 in ordine di marcia. Le quote studiate , come anticipato sopra, portano la moto ad avere un&#8217;inclinazione del cannotto di 24° e avancorsa del valore di 112mm; interasse 1445 mm. La forcella è una Kayaba a steli rovesciato da 41mm.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono ancora stati comunicati i prezzi di listino.</p>
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		<title>BMW R1200RS: il turismo veloce secondo BMW</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[R1200RS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La serie RS della BMW richiama alla mente dei modelli davero leggendari. Nel 1976 la R 100 RS fu il primo modello prodotto in grande serie che offriva una carena integrale fissata al telaio, sviluppata nella galleria del vento. Nella sua qualità di moto dall’uso universale, fondò il segmento di mercato delle Tourer sportive come [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La serie RS della BMW richiama alla mente dei modelli davero leggendari. Nel 1976 la R 100 RS fu il primo modello prodotto in grande serie che offriva una carena integrale fissata al telaio, sviluppata nella galleria del vento. Nella sua qualità di moto dall’uso universale, fondò il segmento di mercato delle Tourer sportive come lo conosciamo ancora oggi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/LXT4Y7nz/2014-10-02-180920.jpg" alt="2014 10 02 180920" title="BMW R1200RS: il turismo veloce secondo BMW 1268"><figcaption>BMW R1200RS: il turismo veloce secondo BMW 1272</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova BMW R1200RS si propone di offrire agli utenti la possibilità di avere una sportiva e una moto da turismo insieme, con un motore Boxer bicilindrico il cui dna trasporta perfettamente nel futuro le qualità universali del tradizionale concetto BMW RS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore Boxer della nuova R1200RS corrisponde al propulsore DOHC montato già nella R 1200 GS, nella R 1200 GS Adventure, nonché nella R 1200 RT e nella nuova R 1200 R. L’unità eroga 92 kW (125 CV) a&nbsp;7.750 g/min e sviluppa una coppia massima di 125 Nm a 6.500 g/min. Rispetto ai propulsori della GS, della GS Adventure e della RT, la coppia è stata addirittura incrementata leggermente nell’arco di regime inferiore. Il convogliamento dei gas di scarico avviene attraverso un impianto di scarico del tipo 2 in 1 con terminale di scarico che punta dinamicamente verso l’alto. Un air box rivisitato, cornetti di aspirazione dalla forma nuova nonché un radiatore ad acqua montato centralmente descrivono la silhouette frontale snella, sportiva e dinamica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/SpTJhxQ/2014-10-02-180839.jpg" alt="2014 10 02 180839" title="BMW R1200RS: il turismo veloce secondo BMW 1269"><figcaption>BMW R1200RS: il turismo veloce secondo BMW 1273</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per consentire un adattamento ottimale alle esigenze personali del pilota, la nuova R 1200 RS offre già nella versione di serie due modalità di guida, “Rain” e “Road”. Oltre all’ABS di serie, a bordo è montato il Controllo automatico della stabilità ASC che aumenta la sicurezza nelle fasi di accelerazione. Con l’optional “Modalità di guida Pro”, l’equipaggiamento tecnico della nuova R 1200 RS viene ampliato dal Controllo dinamico della trazione DTC con sensore dell’inclinazione e da due ulteriori modalità di guida, “Dynamic” e “User”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la nuova R1200RS è stato sviluppato appositamente un nuovo telaio a doppia trave in tubi d’acciaio che integra il Boxer bicilindrico come elemento portante. Grazie alla sospensione anteriore realizzata come forcella telescopica upside-down e alla sospensione posteriore Evo Paralever, la ciclistica riprende i classici principi delle dinamiche moto da turismo sportive, trasferiti da BMW Motorrad all’era moderna. Elevata precisione di sterzo, fedeltà di traiettoria, handling neutro e rigidità dei freni: questi erano gli obiettivi prioritari definiti nel capitolato di sviluppo della ciclistica. Nella progettazione della nuova R1200RS gli ingegneri di BMW Motorrad hanno perseguito coerentemente l’obiettivo di costruire un modello RS dalla guida estremamente attiva e dinamica, equipaggiato con ruote a 10 raggi e stilisticamente con un linguaggio formale ispirato alla supersportiva S 1000 RR.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/RGW2F2Pt/2014-10-02-180720.jpg" alt="2014 10 02 180720" title="BMW R1200RS: il turismo veloce secondo BMW 1270"><figcaption>BMW R1200RS: il turismo veloce secondo BMW 1274</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a Dynamic ESA (Electronic Suspension Adjustment), la regolazione elettronica delle sospensioni dell’ultima generazione, aumenta nuovamente l’intensità dell’esperienza di guida dinamica. Le due linee caratteristiche di ammortizzazione “Road” e “Dynamic” del Dynamic ESA offrono un livello di sicurezza di guida, di performance e di comfort completamente nuovo, dato che adesso l’ammortizzazione viene adattata automaticamente in base allo stato istantaneo di guida e alle manovre eseguite dal pilota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di certo ci troviamo di fronte ad una moto di altissima qualità costruttiva, con un propulsore molto affidabile ma che comunque permetterà agli utenti un divertimento sportivo nelle strade di montagna. Il motore boxer inoltre garantisce una grande stabilità e la sua erogazione rende davvero facile la guida.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/NQWySn9/2014-10-02-180939.jpg" alt="2014 10 02 180939" title="BMW R1200RS: il turismo veloce secondo BMW 1271"><figcaption>BMW R1200RS: il turismo veloce secondo BMW 1275</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà da vedere il prezzo divendita, perché la qualità dei prodotti BMW è indiscutibile, anche se si fanno ben pagare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Svelata la nuova Kawasaki H2R</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 07:10:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo settimane di trepidante attesa, la Kawasaki svela quello che è il suo progetto più estremo degli ultimi anni: la nuova Kawasaki H2R. Dopo aver svelato a Tokyo il suo motore sovralimentato, ora svela la moto che userà quel propulsore. Con questa nuova H2R, sembra di essere tornati indietro di una ventina d&#8217;anni, quando era [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo settimane di trepidante attesa, la Kawasaki svela quello che è il suo progetto più estremo degli ultimi anni: la nuova Kawasaki H2R.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver <a href="https://www.giornalemotori.com/2013/12/11/kawasaki-svela-il-suo-motore-turbo-per-le-moto/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>svelato a Tokyo il suo motore sovralimentato</strong></span></a>, ora svela la moto che userà quel propulsore. Con questa nuova H2R, sembra di essere tornati indietro di una ventina d&#8217;anni, quando era partita la rincorsa alle velocità folli, anni nei quali era stata affinata molto bene la Ninja ZX12R.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/VcKn3f17/2014-10-01-085339.jpg" alt="2014 10 01 085339" title="Svelata la nuova Kawasaki H2R 1276"><figcaption>Svelata la nuova Kawasaki H2R 1279</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La Kawasaki ha voluto esagerare, presentando una moto con quasi 300 cavalli dichiarati. Per trovare questa potenza non si è però ricorso a cilindrate esagerate, per non creare una moto troppo pesante. Il motore è un 4 cilindri in linea di 998cmc, ma con la Kawasaki H2R si è andati oltre, riprendendo un concetto abbandonato negli anni 80: il motore sovralimentato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sovralimentazione utilizzata sulla Ninja H2R è stata disegnata da Kawasaki Motorcycle con la preziosa collaborazione delle altre divisioni di KHI come La Gas Turbine &amp; Machinery Company, L’Aerospace Company, e la Corporate Technology Division. Progettare internamente il Supercharger ha permesso di renderlo completamente compatibile con le caratteristiche del motore della Ninja H2R. L’elevata efficienza del supercharger specifico per la nostra moto è stata la chiave per raggiungere la massima potenza e quell’intensa accelerazione che gli ingegneri si erano prefissati come target di progetto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/C5YvmdCX/2014-10-01-085401.jpg" alt="2014 10 01 085401" title="Svelata la nuova Kawasaki H2R 1277"><figcaption>Svelata la nuova Kawasaki H2R 1280</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Soluzione particolare anche per il telaio: la Kawasaki H2R abbandona il doppio trave in alluminio, per un telaio a traliccio in tubi studiato, secondo i tecnici Kawasaki, per offrire un ottima marcia a velocità molto elevate, nonostante un passo ridotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le carene sono frutto di grande studio aerodinamico, proprio per favorire le alte velocità. Proprio su questo punto ci sarebbe da soffermarsi: lasciando stare il gusto personale, visto che la Kawasaki sta presentando linee molto ardite in quest&#8217;ultimo periodo, la somiglianza con la Panigale è netta, sia nel muso, il codone e il monobraccio posteriore. Questo fatto potrebbe far perdere appetibilità a molti, anche se la moto è comunque un bell&#8217;esercizio di stile sia tecnico che estetico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/DgWfL7Vs/2014-10-01-085420.jpg" alt="2014 10 01 085420" title="Svelata la nuova Kawasaki H2R 1278"><figcaption>Svelata la nuova Kawasaki H2R 1281</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente la Ninja H2R non è omologata per l&#8217;uso stradale; la versione stradale verrà presentata all&#8217;EICMA di Milano.</p>
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		<title>Yamaha Tricity: new mobility a basso costo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2014 09:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yamaha, dopo averlo presentato, svela finalmente il prezzo di lancio del nuovo Tricity m.y. 2015, il primo modello a tre ruote sviluppato dalla casa dei tre diapason che rappresenta una soluzione innovativa al problema della mobilità personale in città. Ideato con una serie di caratteristiche che lo rendono differente da altri scooter multi ruota, più ingombranti, più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/07/2014-07-18_152629.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-42171" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/07/2014-07-18_152629.jpg" alt="yamaha tricity" width="657" height="364" title="Yamaha Tricity: new mobility a basso costo 1284" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/07/2014-07-18_152629.jpg 657w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/07/2014-07-18_152629-300x166.jpg 300w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /></a>Yamaha, dopo averlo presentato, svela finalmente il prezzo di lancio del nuovo Tricity m.y. 2015, il primo modello a tre ruote sviluppato dalla casa dei tre diapason che rappresenta una soluzione innovativa al problema della mobilità personale in città. Ideato con una serie di caratteristiche che lo rendono differente da altri scooter multi ruota, più ingombranti, più pesanti e più costosi, Tricity è stato progettato per offrire a nuovi Clienti un veicolo facile da guidare, leggero e contenuto nelle dimensioni, agile nel traffico, e capace di garantire una sensazione di grande stabilità nelle diverse condizioni stradali urbane, tutto ad un prezzo accessibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo Tricity sarà infatti disponibile da agosto 2014 all’incredibile prezzo di soli 3.490 € f.c. (inclusi 3 anni di garanzia) presso tutti i Concessionari Ufficiali Yamaha nelle sue quattrocolorazioni: Anodized Red, Mistral Grey, Competition White e Midnight Black.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo Tricity è spinto da un motore da 125 cc a 4 tempi raffreddato a liquido, progettato per offrire accelerazioni pronte già ai regimi più bassi, e nello stesso tempo un’erogazione progressiva a regimi elevati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo motore adotta un cilindro speciale che è stato sviluppato con le più avanzate tecnologie Yamaha per la pressofusione. Realizzato in lega di alluminio con una specifica percentuale di silicio, questo cilindro è molto leggero e non ha la camicia in acciaio, perché il pistone scorre direttamente a contatto con l’alluminio. Questa soluzione garantisce un’eccellente distribuzione del calore, che contribuisce a stabilizzare le prestazioni del motore e a prolungare l’efficacia del lubrificante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il controllo dei consumi è affidato all’esclusiva iniezione elettronica Yamaha YMJET-FI, che assicura l’elevata efficienza della combustione ed accelerazioni progressive sin dai bassi regimi, insieme con una risposta immediata e un’erogazione corposa a regimi medi ed elevati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il brillante motore da 125 cc trasmette potenza alla ruota posteriore attraverso un’efficace trasmissione automatica CVT (con variatore), per accelerazioni facili e progressive.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esclusivo sistema LMW, Leaning Multi Wheel (multi ruota in grado di piegare) adotta un meccanismo brevettato che è stato progettato per creare una sensazione di grande stabilità, e per offrire da subito una grande facilità di guida anche a coloro che non si sono mai avvicinati al mondo delle due (e tre) ruote.<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/07/2014-07-18_152618.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-42170" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/07/2014-07-18_152618.jpg" alt="tricity yamaha" width="685" height="325" title="Yamaha Tricity: new mobility a basso costo 1285" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/07/2014-07-18_152618.jpg 685w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/07/2014-07-18_152618-300x142.jpg 300w" sizes="(max-width: 685px) 100vw, 685px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Posizionata dietro il frontale, una sospensione a parallelogramma concede al pilota la possibilità di guidare il Tricity come un tradizionale scooter a 2 ruote, ma con una sensazione di stabilità maggiore. I componenti del parallelogramma sono collegati alle forcelle ed al cannotto di sterzo, e quando il pilota di Tricity entra in curva il sistema permette alle due ruote anteriori di “piegarsi” in parallelo per assicurare una percorrenza di curva facile e istintiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro elemento fondamentale della sospensione a parallelogramma LMW Yamaha è l’utilizzo di una speciale forcella teleidraulica cantilever di tipo “tandem” con due steli separati per ogni ruota. Gli steli posteriori fungono da guida, mentre quelli anteriori hanno una funzione ammortizzante che provvede all’assorbimento delle oscillazioni con un’escursione di 90 mm.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sospensioni su ognuna delle due ruote anteriori agiscono in modo indipendente, per garantire comfort e stabilità anche sulle strade sconnesse, o quando le condizioni del fondo sono variabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il peso di soli 152 kg in ordine di marcia contribuisce a definire il carattere di Tricity, fatto di leggerezza, dimensioni compatte e agilità. Sono le doti che separano nettamente la nuova filosofia progettuale Yamaha dai modelli multi ruota oggi disponibili, più pesanti e ingombranti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo design a 3 ruote ispira da subito fiducia, e guidarlo è un&#8217;esperienza facile e divertente. Questo modello rivoluzionario ha tutto per conquistare mente e anima dei commuter che oggi, grazie a Tricity, hanno l’opportunità di godersi la propria città. Ma non solo, perché Tricity è stato pensato anche per gli scooteristi di oggi e di ieri, che sapranno considerare nella giusta luce tutti i benefici nella vita di tutti i giorni offerti da uno scooter innovativo e di stile.</p>
<p style="text-align: justify;">La carena è leggera, resistente e anche facile da pulire, un must nello smog cittadino. I cerchi in alluminio riducono i pesi non sospesi, per mantenere leggero lo sterzo e facilitare l&#8217;azione di assorbimento e la reattività delle sospensioni. Il robusto telaio tubolare mette a disposizione del pilota una pedana piatta, con tutto lo spazio che serve, e contribuisce al contenimento del peso.</p>
<p style="text-align: justify;">La distribuzione dei pesi gioca un ruolo fondamentale nel modellare il carattere e le caratteristiche di guida di ogni veicolo, e su Tricity la distribuzione dei pesi 50 avantreno e 50 retrotreno (stesso approccio impiegato da Yamaha nella MotoGP™) contribuisce in modo sostanziale alla sua maneggevolezza, rendendo la guida piacevole e istintiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre il baricentro di Tricity è collocato in una posizione ideale, appena sotto la parte anteriore della sella e, grazie al peso ridotto e la distribuzione dei pesi 50:50, garantisce oltre che una guida facile e reattiva, estrema facilità di posizionamento dello scooter sul cavalletto centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tricity è dotato del sistema di frenata integrata UBS (Unified Brake System), progettato per esaltare l’efficacia della frenata e per renderla più progressiva. Il sistema prevede due freni a disco anteriori da 220 mm ed un freno a disco posteriore da 230 mm. Quando si frena solo con la leva di sinistra la forza viene ripartita su tutte e 3 le ruote, per una frenata bilanciata ed efficace, quando il pilota frena solo con la leva di destra invece agisce solo sui freni anteriori. La tecnologia intelligente UBS non solo rende Tricity facile da guidare, ma assicura anche frenate pronte e progressive, senza la minima oscillazione al manubrio, riducendo la possibilità che i pneumatici si blocchino.</p>
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		<title>BMW ABS Pro: l&#8217;evoluzione della frenata sportiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2014 07:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2009 BMW Motorrad presentò la S 1000 RR: non soltanto la sua prima moto supersport, ma anche la prima due ruote di questo tipo ad essere dotata di ABS. Lo stesso anno vide la prima vittoria in gara di una moto supersport equipaggiata con l’ABS nella 24 Ore di Barcellona e ora presenta il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/07/2014-07-18_151840.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-42167" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/07/2014-07-18_151840.jpg" alt="2014-07-18_151840" width="534" height="299" title="BMW ABS Pro: l&#039;evoluzione della frenata sportiva 1287" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/07/2014-07-18_151840.jpg 534w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/07/2014-07-18_151840-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" /></a>Nel 2009 BMW Motorrad presentò la S 1000 RR: non soltanto la sua prima moto supersport, ma anche la prima due ruote di questo tipo ad essere dotata di ABS. Lo stesso anno vide la prima vittoria in gara di una moto supersport equipaggiata con l’ABS nella 24 Ore di Barcellona e ora presenta il sistema BMW ABS Pro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’introduzione di questo Race ABS nel 2009, BMW Motorrad ha offerto un ABS ideato specificatamente per le esigenze delle moto supersport, conferendo un importante aumento della sicurezza attiva in frenata anche in questo segmento. La funzione ABS Pro rappresenta un netto miglioramento del Race ABS, in quanto ora consente frenate con l’ausilio dell’ABS anche in curva. L’ABS Pro viene offerto come opzione in retrofit, può essere acquistato presso i concessionari BMW Motorrad ed è riservato da principio esclusivamente per il modello supersport al top della gamma dei prodotti BMW Motorrad: l’HP4.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione è stata concepita volutamente per l’utilizzo sulle strade pubbliche, dove pericoli inaspettati possono sempre essere in agguato. Mentre il Race ABS dell’HP4 già offre un altissimo grado di sicurezza in frenata su rettilineo, l’ABS Pro ora fa un passo avanti per offrire una maggiore sicurezza anche in curva. Qui, l’ABS Pro impedisce il bloccaggio delle ruote anche quando i freni vengono azionati rapidamente; ciò riduce cambiamenti improvvisi nella forza di sterzata quando si effettuano rapide manovre di frenata e impedisce che la moto si impenni in maniera fortuita.</p>
<p style="text-align: justify;">Tecnicamente parlando, l’ABS Pro adatta il controllo ABS all’angolo di inclinazione della moto a seconda della situazione attuale sulla strada. Per determinare l’angolo di inclinazione, il sistema utilizza i segnali di rullaggio, di imbardata e di accelerazione trasversale provenienti dal gruppo sensori – che sono già utilizzati per il DTC (Controllo Dinamico della Trazione) e per il DDC (Controllo Dinamico dell’Ammortizzazione) delle sospensioni elettroniche.</p>
<p style="text-align: justify;">Man mano che aumenta l’angolo d’inclinazione, il gradiente della pressione dei freni viene sempre più limitato all’inizio della frenata. Ciò significa che l’aumento della pressione viene rallentato. Inoltre, la modulazione di pressione entro i limiti di controllo dell’ABS avviene in maniera più regolare. I benefici dell’ABS Pro per il motociclista sono costituiti da una risposta sensibile ed un alto livello di stabilità di frenata e di marcia, insieme alla migliore decelerazione possibile in curva.</p>
<p style="text-align: justify;">L’influenza esercitata dal controllo ABS dipenderà dalla modalità di marcia configurata. L’ABS Pro è disponibile in larga misura nelle modalità “Rain” e “Sport”. Durante il controllo prima della partenza, il display “ABS Pro” nel cruscotto, insieme alle modalità “Rain” e “Sport”, indica al motociclista che è disponibile la funzione ABS Pro. Al contrario, le modalità “Race” e “Slick” per piloti molto sportivi ed esperti, non supportano la funzione ABS Pro, dal momento che è stata progettata volutamente per l’uso stradale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene l’ABS Pro offra un supporto valido e rappresenti un enorme bonus in termini di sicurezza per il pilota durante le frenate in curva, esso non può in nessun modo ridefinire i limiti fisici. E’ ancora possibile superare questi limiti a causa di errate valutazioni o errori di guida, che in casi estremi possono portare ad una caduta.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ABS Pro non è stato sviluppato per valorizzare le prestazioni in singole frenate in curva – in particolare non in pista. Il suo scopo è di consentire un utilizzo più sicuro dell’HP4, entro i limiti fisici, su strade pubbliche – per esempio nel caso di pericoli inattesi in curva. Allo stesso tempo, la funzione ABS Pro può essere anche usata nelle modalità “Rain” e “Sport” da motociclisti meno esperti in modo da ottenere una sicurezza maggiore quando si apprestano alle loro prime uscite in pista.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione ABS Pro è disponibile come soluzione retrofit per la BMW HP4 a partire dalla fine di ottobre 2014.</p>
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		<title>Moto storiche: Vespa 180 rally</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 16:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Vespa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La 180 Rally sostituisce il precedente&#160;modello SS e viene migliorata sia nel motore&#160;che nella carrozzeria. Il propulsore risulta&#160;completamente diverso e aggiornato, dato che&#160;impiega l&#8217;aspirazione a valvola rotante&#160;anziché la luce sul cilindro.Sul piano estetico, invece, la nuova 180 è&#160;dotata di un faro tondo di grandi dimensioni e&#160;di una sella allungata e più comoda. Il&#160;tachimetro ha la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img decoding="async" width="800" height="718" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/06/Vespa-180-Rally-VSD1-03.jpg" alt="Vespa 180 Rally (VSD1) 03" class="wp-image-40697" title="Moto storiche: Vespa 180 rally 1288" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/06/Vespa-180-Rally-VSD1-03.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/06/Vespa-180-Rally-VSD1-03-768x689.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/06/Vespa-180-Rally-VSD1-03-300x269.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/06/Vespa-180-Rally-VSD1-03-696x625.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La 180 Rally sostituisce il precedente&nbsp;modello SS e viene migliorata sia nel motore&nbsp;che nella carrozzeria. Il propulsore risulta&nbsp;completamente diverso e aggiornato, dato che&nbsp;impiega l&#8217;aspirazione a valvola rotante&nbsp;anziché la luce sul cilindro.<br>Sul piano estetico, invece, la nuova 180 è&nbsp;dotata di un faro tondo di grandi dimensioni e&nbsp;di una sella allungata e più comoda. Il&nbsp;tachimetro ha la scala con fondo nero, il&nbsp;bauletto è posto dietro allo scudo ed è di&nbsp;nuovo design. I cofani laterali hanno una&nbsp;linea più moderna, priva di modanature, e&nbsp;completata dalle guarnizioni nere alla&nbsp;giunzione con la scocca.&nbsp;Nere anche le manopole al manubrio. Le leve&nbsp;del freno e frizione sono provviste alle&nbsp;estremità di una sfera di sicurezza antiscivolo.&nbsp;I primi modelli hanno il fanalino posteriore&nbsp;cromato, mentre in seguito diventa più&nbsp;squadrato e in tinta con la carrozzeria. Nuovo<br>è anche il disegno della marmitta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il suo nome accattivante, la Vespa Rally si impose da subito nel mercato diventando in poco tempo lo scooter che tutti desideravano. La sua scocca in lamiera d’acciaio, era simile alla 180 Super Sport, dalla quale derivava con la sola differenza della sella, in questo modello più ergonomica e studiata per non stancare il passeggero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bella linea e la gamma di colori moderna rendono l a 180 Ra l l y una Vespa esteticamente esemplare. Lo scudo anteriore è protetto da un bordo in acciaio inox come quello della Super Sport ed il nuovo stemma esagonale Piaggio posizionato in alto rispetto al copri sterzo, dona alla Rally un tocco di modernità. La nuova sella è molto larga ed ergonomica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La molla della sospensione anteriore, per la prima volta viene verniciata di colore nero, stesso colore scelto per le manopole e le altre guarnizioni in gomma. Anche il clacson è di nuovo disegno ed è montato su tutta la gamma Vespa di questo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La protezione della ruota di scorta, posta sotto la scocca laterale sinistra, è di colore alluminio con al centro un bullone per il fissaggio. Il fanalino posteriore dei primi esemplari, è in metallo cromato, uguale a quello della 180 Super Sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul nuovo bauletto porta oggetti è visibile l’adesivo che riporta le norme di rodaggio. Sulla parte posteriore della sella è serigrafata la scritta Piaggio. Con la Vespa 180 Rally anche le sportive di casa Piaggio adottano il più sicuro ed ormai super collaudato sistema di ammissione a valvola rotante, che sulle Vespa viene comandato dalla spalla destra dell’albero motore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sistema permette di inserire una minore quantità di olio nella benzina perché i gas freschi che entrano dal carburatore all’albero motore lubrificano e raffreddano tutte le componenti dell’imbiellaggio, il cilindro ed il suo pistone. Altro vantaggio derivato dalla miscela al 2% è la riduzione di incrostazioni sul cielo del pistone, nella luce di scarico e quindi il minor intasamento della marmitta di scarico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel libretto di uso e manutenzione troviamo un sunto delle caratteristiche tecniche: velocità max oltre 100 km/h, consumo 2,8 lt di miscela ogni 100 km, peso veicolo a vuoto 102 kg, alesaggio e corsa 63,5&#215;57 mm, candela tipo Marelli CW 240 o Champion N88.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle ultime pagine si trovano&nbsp;lo schema dell’impianto elettrico ed i dati per&nbsp;l’identificazione delle coordinate matricolari dello&nbsp;scooter. Un’altra pagina è dedicata alla ricerca dei&nbsp;guasti anche se, come per tutte le Vespa, anche&nbsp;per questo modello, se pure sportivo, la&nbsp;manutenzione ordinaria è minima</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/06/rally01.jpg" alt="rally01" class="wp-image-40695" title="Moto storiche: Vespa 180 rally 1289" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/06/rally01.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/06/rally01-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/06/rally01-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo bauletto portaoggetti reca, sulla parte bassa, le istruzioni per il corretto rodaggio. Lo sportellino di accesso è munito di serratura con chiave uguale a quella della serratura bloccasterzo. Nel motore risulta visibile il potente ventilatore con alette ricurve fissato alla camma delle puntine platinate con sei bulloni. Da notare la lunga leva della messa in moto per diminuire lo sforzo al momento dell’avviamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi il particolare della scritta in corsivo, sulla parte posteriore della scocca, circa a metà fra la sella ed il fanalino. Il manubrio della nuova ammiraglia è molto largo per migliorare la presa e la sicurezza nella guida e, al centro, ospita il nuovo contachilometri con fondo scala molto sportivo di colore nero, Si nota anche la piccola spia verde delle luci accese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Vespa 180 Rally è sicuramente una delle Vesta più sportive e dalla guida semplice: la tenuta di&nbsp;strada non va mai in crisi anche su terreni poco adatti ad uno scooter. Il motore è molto potente e&nbsp;anche con il passeggero non fatica a raggiungere la massima velocità dichiarata di oltre 100 km/h.&nbsp;La 180 Rally, nonostante la fama di sportiva per eccellenza, era utilizzata molto anche per il turismo&nbsp;veloce, dato che con un pieno di carburante (8,2 litri) si potevano effettuare 300 km.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua speciale&nbsp;marmitta dalla forma unica nella storia della Vespa, è stata studiata per ottimizzare al meglio la&nbsp;fuoriuscita del gas di scarico ed è quindi indirizzata a motori dalle alte prestazioni.&nbsp;Sospensioni e freni sono all’altezza e la sella è molto larga e comoda. Nell’utilizzo quotidiano,&nbsp;questa Vespa dal motore sportivo, si trasforma in una docile compagna con la quale andare in&nbsp;ufficio, a fare la spesa o a fare shopping.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Vespa Rally 180 è stata prodotta in 26.495 esemplari con la sigla di telaio VSD1T e numeri così<br>suddivisi per anno:<br>1968 dal 001001 al 005328 1969 dal 005329 al 0011537<br>1970 dal 0011538 al 0017810 1971 dal 0017811 al 0023348<br>1972 dal 0023349 al 0026884 1973 dal 0026885 al 0027945<br>Dal numero di telaio 003214 il fanale posteriore diviene squadrato con tegolo (la palpebra superiore<br>in plastica) dello stesso colore della carrozzeria.</p>
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		<title>Nuova Yamaha YZF-R125: un sogno a basso costo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 11:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella speranza che nei giovani torni la voglia e la passione per i veicoli a motore piuttosto che per i cellulari, la Yamaha rivede la sua &#8220;piccola&#8221; moto entry level, dedicata ai sedicenni che smaniano di passare dal vecchio cinquantino a qualcosa di più grintoso. Si monta sulla nuova YZF-125R sognando, magari, la R6  o [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_111952.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34755" alt="YZF-R125" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_111952.jpg" width="504" height="375" title="Nuova Yamaha YZF-R125: un sogno a basso costo 1291" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/02/2014-02-15_111952.jpg 504w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/02/2014-02-15_111952-300x223.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/02/2014-02-15_111952-485x360.jpg 485w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/02/2014-02-15_111952-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /></a>Nella speranza che nei giovani torni la voglia e la passione per i veicoli a motore piuttosto che per i cellulari, la Yamaha rivede la sua &#8220;piccola&#8221; moto entry level, dedicata ai sedicenni che smaniano di passare dal vecchio cinquantino a qualcosa di più grintoso. Si monta sulla nuova YZF-125R sognando, magari, la R6  o la R1, e proprio alla &#8220;media&#8221; di casa Yamaha la 125R si ispira.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quando è stata presentata, la YZF-R125 è sempre stata leader assoluta nelle Supersport da 125cc. La sua formula vincente che abbina al DNA R-Series un design da moto vera con caratteristiche di vertice, ha reso la YZF-R125 una moto capace di far vivere emozioni da vera supersportiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il 2014 YZF-R125 cambia volto con il nuovo design del cupolino, più dinamico e ispirato alle linee di YZF-R6. La presa d&#8217;aria ricavata tra i due fari regala al nuovo modello un&#8217;immagine ancora più aggressiva che richiama moltissimo la R6. Il posteriore ha un nuovo gruppo ottico, ed è equipaggiato da un porta targa più corto che ne enfatizza la sportività.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre il modello 2014 è equipaggiato con una nuova iniezione elettronica che ottimizza ulteriormente i consumi, riducendoli di circa l&#8217;11% rispetto l’attuale versione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per rendere la nuova YZF-R125 ancora più appetibile e somigliante alle sorelle maggiori, la moto è dotata di una forcella a steli rovesciati e del disco anteriore flottante con una bella pinza radiale.</p>
<p>Molto bella anche la strumentazione con un bel display LCD multifunzione: al centro si trova un display che indica il tachimetro digitale e il contagiri a barre, a sinistra il display multi funzione, facilmente navigabile, offre le informazioni sulla temperatura del motore, i dati su velocità massima, velocità media e consumo di carburante. Attraverso il display di destra invece il pilota riceverà informazioni sul livello di carburante e indicazione sulla riserva, il contachilometri parziale, l’indicatore dei chilometri residui e l’orario grazie ad un orologio digitale.La nuova YZF-R125 sarà disponibile a partire da fine aprile nei colori Matt Grey, Anodized Red e Race Blu, al prezzo di Euro 4.490 f.c. IVA inclusa.
<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_111952.jpg"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_111952-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2014 02 15 111952" title="Nuova Yamaha YZF-R125: un sogno a basso costo 1292"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_112937.jpg"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_112937-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2014 02 15 112937" title="Nuova Yamaha YZF-R125: un sogno a basso costo 1293"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_112955.jpg"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_112955-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2014 02 15 112955" title="Nuova Yamaha YZF-R125: un sogno a basso costo 1294"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_113004.jpg"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_113004-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2014 02 15 113004" title="Nuova Yamaha YZF-R125: un sogno a basso costo 1295"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_113016.jpg"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/02/2014-02-15_113016-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2014 02 15 113016" title="Nuova Yamaha YZF-R125: un sogno a basso costo 1296"></a>
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		<title>Audi mostra la sua idea di moto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2013 08:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il suo nome è Audi Supersport 10R Concept. Dopo l&#8217;acquisizione della Ducati, il colosso delle quattro ruote Audi si esercita anche nel mondo delle due ruote. Per il momento è solo un concept, nato dal designer Alessandro Lupo, ed esiste solo sulla carta e nel computer del suo ideatore. Non c&#8217;è nulla di ufficiale ovviamente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/12/2013-12-05_090642.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32904" alt="2013-12-05_090642" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/12/2013-12-05_090642.jpg" width="487" height="330" title="Audi mostra la sua idea di moto 1298" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/12/2013-12-05_090642.jpg 487w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/12/2013-12-05_090642-300x203.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/12/2013-12-05_090642-485x330.jpg 485w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></a>Il suo nome è Audi Supersport 10R Concept. Dopo l&#8217;acquisizione della Ducati, il colosso delle quattro ruote Audi si esercita anche nel mondo delle due ruote.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il momento è solo un concept, nato dal designer Alessandro Lupo, ed esiste solo sulla carta e nel computer del suo ideatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è nulla di ufficiale ovviamente, ma questo esercizio di stile potrebbe essere la chiave per entrare nel mondo delle moto e fare concorrenza alla BMW, casa alla quale il marchio dei quattro anelli ha dato filo da torcere nel mercato internazionale dell&#8217;auto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per essere solo un concept è davvero ben elaborato, e lo potrete vedere nel video: la struttura gira intorno ad un motore V4, che è portante, e un bellissimo telaio a traliccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fremi Brembo, elettronica Marelli, terminale Akrapovic e sospensioni Ohlins. Insomma, davvero un bel prototipo che se costruissero veramente sarebbe un vero gioiello.</p>
<p style="text-align: justify;">La somiglianza con la Ducati Panigale è evidente, e forse potrebbe spingere la Ducati a riproporla con questo famigerato V4 di cui tanto si sente parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il video con i dettagli della moto, da non perdere&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=bBSXsWWT9F0[/youtube]</p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/12/05/audi-mostra-la-sua-moto/2013-12-05_090716/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/12/2013-12-05_090716-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 12 05 090716" title="Audi mostra la sua idea di moto 1299"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/12/05/audi-mostra-la-sua-moto/2013-12-05_090642/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/12/2013-12-05_090642-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 12 05 090642" title="Audi mostra la sua idea di moto 1300"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/12/05/audi-mostra-la-sua-moto/2013-12-05_090615/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/12/2013-12-05_090615-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 12 05 090615" title="Audi mostra la sua idea di moto 1301"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/12/05/audi-mostra-la-sua-moto/2013-12-05_090533/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/12/2013-12-05_090533-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 12 05 090533" title="Audi mostra la sua idea di moto 1302"></a>
</p>
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		<title>BMW K1600 GTL Exclusive: turismo di lusso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2013 10:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[bmw k1600]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BMW, prima di sfornare la la supersportiva S1000RR, ha sempre fatto del turismo la sua interpretazione del motociclismo. Il marchio tedesco è sempre stato il riferimento in questo campo, e si associa sempre la sigla GS al marchio BMW. Ma esiste una sigla altrettanto storica: la Serie K. Ricordo che ero bambino quando vedevo le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/12/2013-12-02_111509.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter  wp-image-32801" alt="2013-12-02_111509" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/12/2013-12-02_111509.jpg" width="434" height="327" title="BMW K1600 GTL Exclusive: turismo di lusso 1304" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/12/2013-12-02_111509.jpg 543w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/12/2013-12-02_111509-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 434px) 100vw, 434px" /></a>BMW, prima di sfornare la la supersportiva S1000RR, ha sempre fatto del turismo la sua interpretazione del motociclismo. Il marchio tedesco è sempre stato il riferimento in questo campo, e si associa sempre la sigla GS al marchio BMW.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma esiste una sigla altrettanto storica: la Serie K. Ricordo che ero bambino quando vedevo le mastodontiche serie K della BMW nei concessionari, e col passare degli anni le cilindrate sono aumentate sempre di più fino ad arrivare ai 1649cc della nuova K1600 GTL Exclusive.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la massima espressione del turismo di lusso, una moto che sembra più il salotto di casa che una normale motocicletta. Questa BMW ti permette di fare 600km in un giorno e scendere come se ci si fosse appena svegliati da quanto è comoda.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua qualità di modello di punta della gamma Tourer di BMW Motorrad, la “Exclusive” è dotata già di serie di un equipaggiamento che definisce dei nuovi parametri di riferimento nel segmento di appartenenza, come la chiusura centralizzata con impianto antifurto oppure la regolazione elettronica delle sospensioni ESA II, che provvede a una taratura ottimale di molle ed ammortizzatori a qualsiasi carico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Dynamic Traction Control DTC favorisce la sicurezza nelle fasi di accelerazione, mentre la novità Hill Start Control consente di partire comodamente in salita anche quando si viaggia in due a pieno carico. Ovviamente, come tutte le motociclette BMW Motorrad, anche la K 1600 GTL Exclusive monta di serie il BMW Motorrad ABS.</p>
<p style="text-align: justify;">Una novità mondiale è l’antenna a pellicola per la radio, inserita nel coperchio del topcase. L’antenna combina la migliore qualità di ricezione con un design elegante. Un aumento del comfort per il passeggero durante i lunghi viaggi lo offrono la sella dalla nuova conformazione, lo schienale della sella riscaldabile e i comodi braccioli. Inoltre sono di serie: i proiettori supplementari a LED, le luci adattive in curva allo xeno, il controllo pressione pneumatici, la seconda luce dei freni, la staffa paramotore, la luce di cortesia per l’illuminazione del suolo della zona circostante, la luce diurna a LED e, per la prima volta, il BMW Motorrad Keyless Ride.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente tutta questa comodità ha un prezzo sia in termini economici sia in termini di peso e prestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La K1600 è dotata di un motore di 1649cc a sei cilindri in linea che eroga 160,5 cavalli con una coppia di 175 Nm, e pesa a pieno carico (con 90% del carburante, borse laterali e bauletto montati) 360kg con un interase di 2489mm.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono molti è vero, ma questa è una moto da viaggio, è un&#8217;ottima alternativa all&#8217;automobile e soprattutto è ciò che il mercato europeo chiede ad un colosso come BMW.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sospensioni sono un duolever con doppio braccio longitudinale all&#8217;anteriore e un paralever con unico braccio al posteriore per garantire il massimo del comfort.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo è da capogiro: 30.400,00 € è il costo di questa moto esclusiva.</p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/12/02/bmw-k1600-gtl-exclusive-turismo-di-lusso/2013-12-02_111655/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/12/2013-12-02_111655-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 12 02 111655" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/12/2013-12-02_111655-150x150.jpg 150w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/12/2013-12-02_111655-324x325.jpg 324w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" title="BMW K1600 GTL Exclusive: turismo di lusso 1305"></a>
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</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Danny Garbin</strong></p>
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		<title>Yamaha MT-09: divertimento a tre cilindri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2013 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[mt-09]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova Yamaha MT-09 è sicuramente una delle novità più significative presentate da Yamaha negli ultimi anni.  MT-09 è molto di più di una moto sportiva di nuova generazione. É un modello che cambia le regole del gioco, e rappresenta una direzione inedita. Con la sua coppia mostruosa, la grande maneggevolezza e il controllo totale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-18_173224.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32381" alt="2013-11-18_173224" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-18_173224.jpg" width="472" height="274" title="Yamaha MT-09: divertimento a tre cilindri 1313" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-18_173224.jpg 472w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-18_173224-300x174.jpg 300w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></a>La nuova <b>Yamaha MT-09</b> è sicuramente una delle novità più significative presentate da Yamaha negli ultimi anni.  MT-09 è molto di più di una moto sportiva di nuova generazione. É un modello che cambia le regole del gioco, e rappresenta una direzione inedita. Con la sua coppia mostruosa, la grande maneggevolezza e il controllo totale è fatta per trasformare ogni situazione di guida in piacere puro.</p>
<p style="text-align: justify;">La decisione di affidarsi al layout del motore a 3 cilindri deriva dalla considerazione che molti piloti sportivi oggi vogliono sì un motore di carattere, ma perfetto da usare ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio la novità più importante della nuova MT-09 è il rivoluzionario motore a 3 cilindri, l&#8217;elemento che dà vita al carattere ed al feeling di questo nuovo modello sportivo di media cilindrata. Durante l&#8217;intenso programma di sviluppo gli obiettivi erano quelli di creare un compatto e leggero motore a 3 cilindri capace di erogare una coppia brutale ma lineare, con tanta potenza disponibile anche a regimi di giri elevati.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri punti cruciali sono stati il carattere del sound in aspirazione e scarico e l&#8217;aspetto esteriore del motore, che doveva essere anche bello da vedere. Inoltre, è stata dedicata un&#8217;attenzione particolare al contenimento dei consumi e al rispetto delle normative ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo motore a 4 tempi e 4 valvole, DOHC ha corsa e alesaggio di 78 mm x 59,1 mm, con una cilindrata di 847cc e un rapporto di compressione 11,5:1.</p>
<p style="text-align: justify;">Il diametro della valvola di aspirazione è di 31 mm, quello della valvola di scarico è di 25 mm. L&#8217;angolo tra le valvole è di soli 26,5 gradi, e quindi la camera di combustione è molto compatta, per accelerare i processi di combustione e aumentare l&#8217;erogazione di coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">I pistoni sono forgiati in alluminio e le bielle sono realizzate per frattura, allo scopo di ottenere la massima precisione meccanica. I pistoni hanno un diametro di 78 mm e scorrono all&#8217;interno di cilindri con riporto diretto che assicurano un&#8217;eccellente dispersione del calore. Un&#8217;altra novità è che MT-09 è la prima pluricilindrica Yamaha di serie con offset dei cilindri, con il centro del cilindro sfalsato rispetto a quello dell&#8217;albero motore.</p>
<p>Il nuovo motore a 3 cilindri di MT-09 è stato sviluppato nel segno della filosofia “crossplane” Yamaha (ispirata dal celeberrimo albero a croce di YZF-R1), un approccio che mira ad assicurare una risposta istantanea e una coppia elevata nei bassi e medi regimi. Una delle caratteristiche intrinseche del frazionamento a 3 cilindri è proprio la coppia lineare che, insieme all&#8217;erogazione di potenza immediata, contribuisce a definire il carattere della nuova MT-09.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo motore ha un albero motore a 120° con intervalli di accensione regolari a 0º, 240º and 480º. Sono proprio gli intervalli regolari a garantire un&#8217;erogazione lineare di coppia, senza rinunciare a una sensazione di potenza entusiasmante a regimi elevati.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra caratteristica che contribuisce ad aumentare le caratteristiche di coppia del motore è la lunghezza diversa dei tre condotti di aspirazione. Il primo condotto è lungo 102,8 mm, il secondo è 82,8 mm e il terzo è 122,8 mm. Le lunghezze diverse creano condizioni leggermente diverse in ogni cilindro, per creare curve di coppia e di potenza complementari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per consentire al pilota di sfruttare al massimo il potenziale del nuovo motore tricilindrico, MT-09 impiega un nuovo telaio in alluminio, leggero e compatto. Le misure adottate per risparmiare spazio e contenere il peso del nuovo motore hanno permesso ai tecnici Yamaha di lavorare senza vincoli al progetto del telaio.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura di base è formata da due sezioni pressofuse in alluminio che, come su MT-01, si congiungono nella zona del cannotto e del perno del forcellone. Rispetto ad una 4 cilindri della stesa cubatura, come FZ8, MT-09 ha un motore che pesa circa 10 kg in meno. Il telaio pesa altri 10 kg in meno, per un totale di 188 kg in assetto di marcia (171 kg a secco). In sintesi, MT-09 è una delle più leggere moto sportive sopra i 700 cc.</p>
<p style="text-align: justify;">Nuovo anche il design della forcella a steli rovesciati da 41 mm, resistenti alla flessione, morbidi e con un’azione progressiva. L’escursione è di 137 mm, 7 mm in più rispetto a FZ8, per incrementare il livello di comfort e la reattività nei cambi di direzione. La piastra superiore di sterzo stampata in alluminio e la piastra inferiore forgiata nello stesso materiale riducono ulteriormente il peso di MT-09. La nuova forcella è regolabile in estensione.</p>
<p style="text-align: justify;">La sospensione posteriore è un’innovativa Monocross che integra un ammortizzatore disposto sotto la sella, in posizione praticamente orizzontale. La posizione dell’ammortizzatore non solo contribuisce a centralizzare le masse, e quindi ad aumentare la maneggevolezza, ma rende anche più snella la moto stessa. La collocazione sotto la sella, inoltre, protegge l’ammortizzatore e i leveraggi dal pietrisco, riducendo l’usura.</p>
<p style="text-align: justify;">Regolabile in estensione e in precarico, la sospensione posteriore può essere tarata per adattarsi a una varietà di percorsi e di stili di guida.</p>
<p>
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		<title>EICMA 2013: Harley-Davidson tenta l&#8217;Italia con il Street 750</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 04:37:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[EICMA 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Harley-Davidson]]></category>
		<category><![CDATA[Street 500]]></category>
		<category><![CDATA[Street 750]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In fondo il fascino americano piace a tutti. Quella voglia di lunghi viaggi ascoltando musica rock, fieri di uno stile unico ed aggressivo mai realmente sceso a compromessi. Harley-Davidson sa di avere seguaci sparsi praticamente in tutti il globo e per il nuovo anno ormai alle porte vuole tentare una operazione difficile ma storica in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN4004_600x450_1024x768_1024x768_600x450.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32125 aligncenter" alt="DSCN4004_600x450_1024x768_1024x768_600x450" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN4004_600x450_1024x768_1024x768_600x450.jpg" width="540" height="405" title="EICMA 2013: Harley-Davidson tenta l&#039;Italia con il Street 750 1324" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN4004_600x450_1024x768_1024x768_600x450.jpg 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN4004_600x450_1024x768_1024x768_600x450-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN4004_600x450_1024x768_1024x768_600x450-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p>In fondo il fascino americano piace a tutti. Quella voglia di lunghi viaggi ascoltando musica rock, fieri di uno stile unico ed aggressivo mai realmente sceso a compromessi. Harley-Davidson sa di avere seguaci sparsi praticamente in tutti il globo e per il nuovo anno ormai alle porte vuole tentare una operazione difficile ma storica in caso di successo: espandersi senza staccare il cordone ombelico con &#8220;mamma&#8221; U.S.A. Negli States sono particolarmente gelosi di quel marchio capace di acquisire consensi oltre i loro confini, ma in un mondo ove le distanze tra paesi si stanno sempre più riducendo è quasi obbligatorio puntare a nuovi mercati. Discorso che vale anche per Harley, impegnata ormai da quattro anni nel &#8220;Project Rushmore&#8221; creato appositamente per esportare &#8220;il sogno americano&#8221; su due ruote. Per non tradire comunque il suo D.N.A la produzione delle moto è divisa in due stabilimenti: negli USA avviene nello stabilimento di Milwaukee, mentre quelle destinate ai mercati indiano, italiano, spagnolo e portoghese (ovvero tutti quelli non statunitensi) saranno realizzate a Bawal. Per questo la Street 750 / 500 presentata all&#8217;EICMA sarà si tipicamente americana, ma con un tocco esotico. Vediamo nel dettaglio.</p>
<p><strong>Street 750 / 500</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Street-1.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32126 aligncenter" alt="Harley Street Production Shoot" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Street-1.jpg" width="576" height="324" title="EICMA 2013: Harley-Davidson tenta l&#039;Italia con il Street 750 1325" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Street-1.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Street-1-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Street-1-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Street-1-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></p>
<p>Erano 14 anni che la Harley non presentava una nuova famiglia di moto. Periodo piuttosto lungo finalmente chiuso con l&#8217;arrivo delle Street 750 e 500, due nuove moto Dark Custom realizzate per una giovane generazione di motociclisti urbani. Si caratterizzano per il nuovo gruppo motore, montato in un nuovo telaio stretto e snello progettato per garantire agilità. Le moto offrono inoltre sella ribassata, nuove sospensioni e un ampio manubrio.  Come propulsore troviamo  il &#8220;Revolution X&#8221;, un bicilindrico a V raffreddato a liquido con cambio a sei marce, trasmissione a cinghia e una potenza pari o superiore a quella della 883. Design ovviamente sul classico che ricalca con curo lo stile subito riconoscibile del marchio, particolari le ruote con l’anteriore grande da 17 pollici e la posteriore da 15, il tutto con sella bassa e tante cromature. Anche se parliamo di due modelli praticamente identici, in Italia verrà commercializzato solo il 750 (visibile nelle foto) disponibile da aprile /maggio 2014 ad un prezzo ancora non dichiarato ma che, secondo i rumors, dovrebbe aggirarsi intorno agli 8.000 euro, cifra in grado di rendere questo modello davvero competitivo. Saprà guadagnarsi la sua fetta di estimatori anche nel bel paese?</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Street-2.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32127 aligncenter" alt="Street 2" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Street-2.jpg" width="533" height="300" title="EICMA 2013: Harley-Davidson tenta l&#039;Italia con il Street 750 1326" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Street-2.jpg 940w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Street-2-768x431.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Street-2-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Street-2-696x391.jpg 696w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" /></a></p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/15/eicma-2013-harley-davidson-tenta-litalia-con-il-street-750/dscn4064_600x450_800x600_1024x768_600x450/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN4064_600x450_800x600_1024x768_600x450-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="DSCN4064 600x450 800x600 1024x768 600x450" title="EICMA 2013: Harley-Davidson tenta l&#039;Italia con il Street 750 1327"></a>
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</p>
<p style="text-align: left"><strong>Riccardo Cangini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 04:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[EICMA 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Piaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Moto Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Piaggio]]></category>
		<category><![CDATA[V4 R]]></category>
		<category><![CDATA[V7 my 2014]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo EICMA 2013 arriva in un momento particolarmente  positivo nella lunga storia del Gruppo Piaggio. Fatto non di poco conto, se si considera il momento di profonda crisi che ha affossato le vendite di auto e moto, senza però piegare una delle case nostrane più famosa nell&#8217;immenso mondo delle due ruote. Sfruttando il fascino tutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3922_600x450_800x600.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32108 aligncenter" alt="DSCN3922_600x450_800x600" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3922_600x450_800x600.jpg" width="518" height="389" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1341" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3922_600x450_800x600.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3922_600x450_800x600-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3922_600x450_800x600-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3922_600x450_800x600-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3922_600x450_800x600-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 518px) 100vw, 518px" /></a></p>
<p>Questo EICMA 2013 arriva in un momento particolarmente  positivo nella lunga storia del Gruppo Piaggio. Fatto non di poco conto, se si considera il momento di profonda crisi che ha affossato le vendite di auto e moto, senza però piegare una delle case nostrane più famosa nell&#8217;immenso mondo delle due ruote. Sfruttando il fascino tutto italiano e dando ai rispettivi marchi del Gruppo la giusta anima spaziando da sport, turismo a mobilità urbana, questo anno si chiude con una certa soddisfazione aprendo ad un 2014 sempre difficile ma poggiando su basi solide. Che Piaggio non voglia smettere di cercare nuove sfide è parso subito chiaro durante la conferenza stampa, quando (un po a sorpresa) è stato annunciata l&#8217;intenzione di tornare in MotoGP (ovviamente attraverso Aprilia) a partire dal 2016. Scelta coraggiosa che sottolinea ancora una volta uno spirito intraprendente, lo stesso in grado di ridare smalto dopo anni di eccessivo silenzio. Per quanto riguarda i specifici modelli non vi sono state presentazioni o anteprime, bensì interessanti rivisitazioni atte a stuzzicare nuovamente l&#8217;appetito.</p>
<p><strong>Vespa Primavera</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3937_600x450_800x600.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32109 aligncenter" alt="DSCN3937_600x450_800x600" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3937_600x450_800x600.jpg" width="560" height="420" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1342" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3937_600x450_800x600.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3937_600x450_800x600-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3937_600x450_800x600-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3937_600x450_800x600-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3937_600x450_800x600-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>Che la Vespa non abbia stancato il mercato lo si può capire da due, evidenti, fattori. Il primo le vendite globali, con domande sempre più  frequenti nei paesi in via di sviluppo, ed il secondo nel continuo tentativo di copiare le forme dello scooter più famoso del mondo. Anche nello stesso salone vi erano delle case asiatiche che presentavano scooter chiaramente ispirati (o meglio copiati) dalla Vespa, tanto da costringere la Guardia di Finanza ad intervenire in prima persona e sequestrare tali (tristi) imitazioni. Un successo senza fine quindi, che Piaggio vuole continuare a sfruttare presentando una rivisitazione della Primavera. La casa dice che ci troviamo difronte ad una novità totale, anche se le forme richiamano la Vespa 946 per quell&#8217;irrinunciabile tocco classico. Estetica ma sopratutto funzionalità per l&#8217;uso di tutti i giorni mantenendone inalterato lo spirito formale. Sono i gruppo ottici a LED a darle un aspetto moderno mentre la sella piatta e biposto è ora più confortevole e abitabile per un uso quotidiano. Nuova la scocca progettata per ottenere livelli maggiori di rigidezza senza andare a penalizzare il peso. Ampia l&#8217;offerta delle motorizzazioni dal 50cc quattro tempi, passando per il 125cc sino al 150cc.</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3935_600x450_800x600.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32110 aligncenter" alt="DSCN3935_600x450_800x600" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3935_600x450_800x600.jpg" width="560" height="420" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1343" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3935_600x450_800x600.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3935_600x450_800x600-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3935_600x450_800x600-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3935_600x450_800x600-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/DSCN3935_600x450_800x600-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p><strong>&#8220;Moto Guzzi&#8221; gamma V7 my 2014</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Guzzi-1.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32111 aligncenter" alt="Guzzi 1" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Guzzi-1.jpg" width="572" height="343" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1344" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Guzzi-1.jpg 635w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Guzzi-1-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 572px) 100vw, 572px" /></a></p>
<p>Una intera gamma sotto il nome V7 per la carismatica Moto Guzzi anche per il 2014 ormai alle porte. Un ponte diretto con il passato tra fascino e richiami, riproposto però con tutti gli aggiornamenti del mondo odierno. Sono tre le versioni prese  in analisi: Stone, Special e Racer. Tutti  tre portano la novità de lnuovo volano in bagno d’olio che prende il posto del precedente alternatore a secco, modificando leggermente il frontale del bicilindrico a V di 90° grazie a un nuovo coperchio dall&#8217;aspetto più compatto e gradevole. Le tre però si differenziano per personalità, come la Stone tutta cattiveria grazie al suo aspetto total-blaclk, con l&#8217;unica eccezione del motore che conserva i toni cromatici delle leghe di metalli e la lucentezza dell&#8217;impianto di scarico. Una luccicante differenza su tutto il resto in un trionfo del  nero, dagli specchietti retrovisori agli ammortizzatori, dai parafanghi alle ruote fino ai fianchetti. Più vicina allo spirito della progenitrice invece la V7 Special, non a caso battezzata “Essetre” come la V750 del 1974 che introdusse, per la prima volta su una Moto Guzzi, i freni a disco. Molto bello il logo sul serbatoio a rilievo come quello storico, presente in entrambe  le basi cromatiche (argento metallizzato con fasce nere o nero con fasce arancioni che riedita i colori dell&#8217;antenata). Con la V7 Racer infine andiamo nelle serie limitata, caratterizzata da un look corsaiolo con un serbatoio cromato da 22 litri e la presenza del numeto 7, tanto caro al campione del mondo 250 Enrico Lorenzetti. Nuova la sella monoposto (ma sono disponibili a richiesta la sella bi-posto e le pedane passeggero) su telaio di colore rosso ispirato a quello della prima serie di V7 Sport.</p>
<p style="text-align: center">      <a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Guzzi-2.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32112 aligncenter" alt="Guzzi 2" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Guzzi-2.jpg" width="572" height="343" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1345" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Guzzi-2.jpg 635w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Guzzi-2-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 572px) 100vw, 572px" /></a></p>
<p><strong>&#8220;Aprilia&#8221; Tuono V4 R</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Tuono-1_600x507.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32113 aligncenter" alt="Tuono 1_600x507" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Tuono-1_600x507.jpg" width="540" height="456" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1346" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Tuono-1_600x507.jpg 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Tuono-1_600x507-300x254.jpg 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p>Chiudiamo con piccante mondo che strizza gli occhi alla pista (e ci piace tanto). Per farci felici l&#8217;Aprilia, fresca di un&#8217;altro titolo costruttori SBK, presenta una nuova edizione della sua Tuono con una grafica pulita ed un maggiore occhio al comfort. Risultato raggiunto rimodellando il serbatoio ed una imbottitura più generosa della sella. Ovviamente al top la dotazione elettronica con il sistema APRC-ABS che comprende l&#8217;acceleratore elettronico con tre programmi di erogazione della potenza ma, soprattutto, il più avanzato sistema di controllo della trazione, attivabile su ben 8 (!) diversi livelli di intervento. Nel pacchetto delle diavolerie tecnologiche anche il controllo di impennata e il sistema di cambio assistito, per cambiate fulminanti senza frizione a gas spalancato. Come non dimenticare poi il launch control per partenze brucianti e il sistema ABS regolabile su tre posizioni. Interventi anche sul motore, portato ora a 170HP con una curva di coppia  più sostanziosa. Accelerazione micidiale ed una velocità massima superiore ai 260 Km/h, da sfruttare appieno solo ed esclusivamente in pista. Se volete frugare nei vostri risparmi occorreranno € 16.230 per averla.</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Tuono-2_600x576.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-32114 aligncenter" alt="Tuono 2_600x576" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/Tuono-2_600x576.jpg" width="480" height="461" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1347" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Tuono-2_600x576.jpg 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/Tuono-2_600x576-300x288.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
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<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/14/eicma-2013-il-gruppo-piaggio-rivisita-i-suoi-successi/dscn3932_600x450_450x600/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3932_600x450_450x600-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="DSCN3932 600x450 450x600" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1348"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/14/eicma-2013-il-gruppo-piaggio-rivisita-i-suoi-successi/dscn3926_600x450_800x600/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3926_600x450_800x600-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="DSCN3926 600x450 800x600" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1349"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/14/eicma-2013-il-gruppo-piaggio-rivisita-i-suoi-successi/dscn3925_600x450_450x600/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3925_600x450_450x600-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="DSCN3925 600x450 450x600" title="EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi 1350"></a>
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<p style="text-align: left"><strong>Riccardo Cangini</strong></p>
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		<title>EICMA 2013: Kawasaki presenta la nuova Z1000</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2013 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fin dalla sua presentazione nel 2003, la Z1000 ha rappresentato sempre la Naked di grossa cilindrata per eccellenza. Dopo anni durante i quali si è effettuato qualche modifica minima a livello estetico, all&#8217;EICMA 2013 la Z1000 è stata ripresentata completamente rinnovata sia fuori che dentro. La nuova Z1000 è il risultato dell’approccio Kawasaki nell’utilizzare come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-12_145051.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32033" alt="2013-11-12_145051" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-12_145051.jpg" width="429" height="404" title="EICMA 2013: Kawasaki presenta la nuova Z1000 1353" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-12_145051.jpg 429w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-12_145051-300x283.jpg 300w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></a>Fin dalla sua presentazione nel 2003, la Z1000 ha rappresentato sempre la Naked di grossa cilindrata per eccellenza. Dopo anni durante i quali si è effettuato qualche modifica minima a livello estetico, all&#8217;EICMA 2013 la Z1000 è stata ripresentata completamente rinnovata sia fuori che dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova Z1000 è il risultato dell’approccio Kawasaki nell’utilizzare come spunto creativo l’ideogramma giapponese “Sugomi” disegnando una moto come un predatore nella posizione di caccia della sua preda.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Responsabile del Design motocicli Kawasaki, Keishi Fukumoto, la nuova Z1000 offre un aumento complessivo delle prestazioni combinato con un indefinibile spirito emotivo che si rivolge a tutti coloro che cercano una moto con un carattere forte e riconoscibile in termini di emozionalità estetica e prestazioni di guida.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;estetica, come potrete notare nella gallery, è davvero particolare e suscita sensazioni contrastanti. Se l&#8217;obiettivo era quello di impressionare, beh, bersaglio centrato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove forme molto spigolose e quasi &#8220;robotiche&#8221; sono molto particolari e, come per ogni cambiamento così radicale, bisogna &#8220;farci l&#8217;occhio&#8221; ma non è detto che piaccia a tutti. Il sentimento generale in fiera era molto diviso: a chi piaceva molto, a chi invece sembrava solo un&#8217;accozzaglia di robottoni messi insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto però non ha subìto solamente grandi cambiamenti estetici: la capacità del serbatoio è aumentata di due litri, è stato ridisegnato lo scarico 4 in 2, è stata rivista la mappatura della centralina e il motore da 1043 cm cubi è stato reso più fluido e si è lavorato molto sulla coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre è stata prestata particolare attenzione alla guidabilità della moto, con una centralizzazione delle masse dovrebbe portare ad un maggior feeling e una agilità di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;">La Z1000 ha come primo equipaggiamento sospensioni Showa Big Piston con funzionamento separato per la regolazione della compressione e del ritorno della forcella. Il mono è posizionato in modo da massimizzare la centralizzazione delle masse.</p>
<p style="text-align: justify;">I freni sono Tokico, con dischi semiflottanti da 310mm a margherita. Ecco la gallery, decidete voi se è bella oppure no&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Kawasaki Z1000 è proposta anche semicarenata, e avremo sul mercato anche la Z1000SX, che sembra più equilibrata nelle forme.</p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/13/eicma-2013-kawasaki-presenta-la-nuova-z1000/2013-11-12_145930/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-12_145930-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 11 12 145930" title="EICMA 2013: Kawasaki presenta la nuova Z1000 1354"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/13/eicma-2013-kawasaki-presenta-la-nuova-z1000/2013-11-12_145313/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-12_145313-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 11 12 145313" title="EICMA 2013: Kawasaki presenta la nuova Z1000 1355"></a>
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</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Danny Garbin</strong></p>
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		<title>Eicma: Honda aggiorna la sua VFR800F</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 08:00:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La sigla VFR è una delle più storiche della storia di casa Honda, e negli ultimi anni ha caratterizzato uno dei modelli più particolari per il turismo. Due sono stati i fattori chiave che hanno ispirato gli ingegneri Honda nello sviluppo della nuova VFR800F 2014: mantenere e migliorare le qualità essenziali che hanno reso celebre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-11_154804.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter  wp-image-31953" alt="honda vfr800f 2014" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-11_154804.jpg" width="458" height="321" title="Eicma: Honda aggiorna la sua VFR800F 1373" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154804.jpg 572w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154804-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /></a>La sigla VFR è una delle più storiche della storia di casa Honda, e negli ultimi anni ha caratterizzato uno dei modelli più particolari per il turismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Due sono stati i fattori chiave che hanno ispirato gli ingegneri Honda nello sviluppo della nuova VFR800F 2014: mantenere e migliorare le qualità essenziali che hanno reso celebre la VFR permettendole di riscuotere un enorme successo e, in secondo luogo, aggiornare il nuovo modello con caratteristiche e tecnologie di ultima generazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli obiettivi del nuovo progetto 2014 vi era anche un alleggerimento complessivo della VFR800F, per centralizzare le masse e abbassare il baricentro. Risultato raggiunto, con una riduzione di ben 10 kg rispetto al precedente modello in versione ABS. Tra le novità implementate a questo scopo, il singolo silenziatore sul lato destro, un nuovo telaietto reggisella in alluminio pressofuso, più una serie di affinamenti di dettaglio. Un consistente risparmio di peso complessivo è stato ottenuto riprogettando il sistema di scarico (-7kg).</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore V4 da 782cc con distribuzione Vtec a 16 valvole della nuova VFR800F 2014 è stato notevolmente sviluppato concentrandosi soprattutto sulla fasatura della distribuzione (in termini di alzata, durata e incrocio dell’apertura valvole di aspirazione e scarico) per erogare valori consistenti di coppia e potenza ai regimi bassi e medi. Il picco di potenza è di 77,9 kW (106 CV) erogato a 10.250 giri/min mentre la coppia massima raggiunge il ragguardevole valore di 75,1 Nm a 8.500 giri/min.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema di fasatura variabile della distribuzione Vtec sfrutta il ben noto azionamento differenziato delle valvole a seconda del regime di giri. Ai bassi e fino ai medi regimi sono azionate solo 2 valvole di aspirazione e 2 valvole di scarico, ma quando il motore sale di giri il sistema aziona anche le rimanenti valvole, determinando un cambio di carattere che genera un entusiasmante sibilo di aspirazione e scarico e una spinta adrenalinica fino all’intervento del limitatore a oltre 12.000 giri/min.</p>
<p style="text-align: justify;">Il momento della transizione da 2 a 4 valvole per cilindro è ora ancora più dolce, generando un’erogazione sempre piena e grintosa ma molto lineare, per una guida fluida ed efficace sia sui percorsi tortuosi che sulle più veloci autostrade. Le misure caratteristiche del motore sono di 72 x 48mm per alesaggio e corsa, con un rapporto di compressione che sale a 11,8:1.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema di iniezione elettronica Honda PGM-FI, dotato di corpi farfallati da 36 mm, è stato rimappato per soddisfare le rinnovate caratteristiche di erogazione del motore, portando anche un beneficio in termini di consumi, ora di 17,8 km/l nel ciclo medio WMTC e che grazie al serbatoio da ben 21,5 litri offre un’autonomia abbondantemente superiore ai 350 km.</p>
<p style="text-align: justify;">Il telaio a doppio trave in alluminio con struttura a diamante del tipo pivot-less non è stato modificato. Tutto nuovo è invece il telaietto reggisella in alluminio pressofuso, più leggero di 3 kg rispetto al modello precedente. Grazie a questo nuovo componente, al rinnovato sistema di scarico con silenziatore singolo, al nuovo monobraccio, al radiatore frontale e ad una serie di altri affinamenti che coinvolgono tutta la moto, la nuova VFR800F 2014 pesa 10 kg meno del precedente modello, fermando la bilancia a 239 kg con il pieno di benzina.</p>
<p style="text-align: justify;">Le misure geometriche della ciclistica confermano il fenomenale equilibrio che ha sempre contraddistinto tutte le VFR. L&#8217;inclinazione del canotto di sterzo è pari a 25°30&#8242;; l&#8217;avancorsa è di 95 mm e l’interasse misura 1.460 mm, realizzando un equilibrio ideale tra maneggevolezza e stabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecci i dati completi della nuova VFR e più sotto la gallery completa:</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31947" alt="2013-11-11_154603" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-11_154603.jpg" width="483" height="420" title="Eicma: Honda aggiorna la sua VFR800F 1374" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154603.jpg 483w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154603-300x261.jpg 300w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /> <img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31949" alt="2013-11-11_154633" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-11_154633.jpg" width="483" height="335" title="Eicma: Honda aggiorna la sua VFR800F 1375" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154633.jpg 483w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154633-300x208.jpg 300w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /> <img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31948" alt="2013-11-11_154618" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-11_154618.jpg" width="482" height="119" title="Eicma: Honda aggiorna la sua VFR800F 1376" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154618.jpg 482w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154618-300x74.jpg 300w" sizes="(max-width: 482px) 100vw, 482px" /><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31951" alt="2013-11-11_154700" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-11_154700.jpg" width="478" height="318" title="Eicma: Honda aggiorna la sua VFR800F 1377" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154700.jpg 478w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154700-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 478px) 100vw, 478px" /> <img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31950" alt="2013-11-11_154649" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-11_154649.jpg" width="486" height="245" title="Eicma: Honda aggiorna la sua VFR800F 1378" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154649.jpg 486w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-11_154649-300x151.jpg 300w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></p>
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<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/12/eicma-honda-aggiorna-la-sua-vfr800f/2013-11-11_154834/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-11_154834-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 11 11 154834" title="Eicma: Honda aggiorna la sua VFR800F 1379"></a>
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		<title>Eicma 2013: Bimota presenta la BB3 e prova il rilancio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2013 07:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[bimota bb3]]></category>
		<category><![CDATA[EICMA 2013]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storica casa italiana Bimota torna in pista, e lo fa con uno stile nuovo, decisamente &#8220;rock&#8221;. La Bimota è ora capitanata da Marco Chiancianesi, imprenditore e pilota amatoriale che ha deciso di rilanciare un marchio storico. La nuova BB3 è la prima Bimota del nuovo corso: dopo anni nei quali la casa riminese ha [&#8230;]</p>
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<p style="text-align: justify;">La nuova BB3 è la prima Bimota del nuovo corso: dopo anni nei quali la casa riminese ha utilizzato i motori Suzuki e Ducati (prima due valvole, e, successivamente a 4 valvole), la BB3 viene dotata di un motore potentissimo, quello della BMW S1000RR.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto, a differenza degli ultimi modelli molto spigolosi, sembra molto razionale e la linea è molto delicata e proporzionata. Il telaio è misto traliccio in tubi che sono accoppiati a delle piastre in lega leggera che abbracciano il compatto motore tedesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il forcellone è completamente ricavato dal pieno e ha la possibilità di regolazione del pivot. La forcella con steli da 43mm è accoppiata ad un mono completamente regolabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La casa dichiara un peso a secco di 179kg, e rimane sotto i due quintali in ordine di marcia. Con un&#8217;inclinazione del cannotto di 25°, si arriva ad un interasse di 1430mm.</p>
<p style="text-align: justify;">I 193 cavalli di questa moto vengono frenati da un impianto Brembo con due dischi da 320mm. Le misure ciclistiche promettono una moto molto stabile visto l&#8217;interasse, l&#8217;inclinazione del cannotto e l&#8217;altezza sella di 820mm. Evidentemente si è cercato di rendere fruibile il potente motore BMW, con una ciclistica che premia stabilità e rende poco nervosa la moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che impressiona moltissimo, è la ridotta sezione all&#8217;altezza della base del serbatoio, solitamente una caratteristica delle moto bicilindriche. Almeno da ferma, la posizione è molto comoda anche per uno alto come me, e mi permette di arrivare agevolmente ai semimanubri e di stringere il serbatoio tra le gambe.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente spero di mettere alla prova, magari in pista, questo nuovo gioiellino Bimota che, sono certo, non deluderà le aspettative dei buongustai che si porteranno a casa la BB3.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco la gallery della moto e della presentazione all&#8217;EICMA 2013.</p>
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<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/10/eicma-2013-bimota-presenta-la-bb3-e-prova-il-rilancio/2013-11-08_190513/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-08_190513-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 11 08 190513" title="Eicma 2013: Bimota presenta la BB3 e prova il rilancio 1386"></a>
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<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/10/eicma-2013-bimota-presenta-la-bb3-e-prova-il-rilancio/2013-11-08_190050/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-08_190050-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 11 08 190050" title="Eicma 2013: Bimota presenta la BB3 e prova il rilancio 1393"></a>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Danny Garbin</strong></p>
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		<title>EICMA 2013: Ducati Monster 1200 e Superleggera per sognare ancora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2013 05:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[1199 Superleggera]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[EICMA 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Monster 1200]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sicuramente questo 2013 sarà ricordato come l&#8217;anno più buio per Ducati sul piano sportivo. Tantissime delusioni sia nel progetto MotoGp che in quello Superbike, dovendo assolutamente incominciare una rivoluzione tecnica per troppo tempo rinviata ma, con l&#8217;acquisto dell&#8217;ingegnere dall&#8217;Igna, finalmente incominciata. Ed è proprio da qui che la Ducati vuole ripartire, dando nuove promesse ai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/1_1024x768.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-31818 aligncenter" alt="1_1024x768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/1_1024x768.jpg" width="491" height="369" title="EICMA 2013: Ducati Monster 1200 e Superleggera per sognare ancora 1399" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/1_1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/1_1024x768-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/1_1024x768-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/1_1024x768-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/1_1024x768-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 491px) 100vw, 491px" /></a></p>
<p>Sicuramente questo 2013 sarà ricordato come l&#8217;anno più buio per Ducati sul piano sportivo. Tantissime delusioni sia nel progetto MotoGp che in quello Superbike, dovendo assolutamente incominciare una rivoluzione tecnica per troppo tempo rinviata ma, con l&#8217;acquisto dell&#8217;ingegnere dall&#8217;Igna, finalmente incominciata. Ed è proprio da qui che la Ducati vuole ripartire, dando nuove promesse ai suoi (tanti) fan in giro per il mondo mostrando forza e sorrisi già all&#8217;EICMA 2013 con uno stand tra i più attesi del salone. Come vendite l&#8217;azienda è stata bravissima a sfruttare quel fascino italiano così ricercato sopratutto  all&#8217;estero, mancano però quei risultati in pista in grado di lanciare davvero in alto una casa dalle altissime potenzialità. Nell&#8217;attesa che le corse tornino a sorridere, la casa di Borgo Panigale si ritaglia un bel po di attenzioni con due modelli attesi e perfetti per stuzzicare fantasie e sogni di ogni appassionato.</p>
<p><strong>Monster 1200</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2_1024x768.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31819 aligncenter" alt="2_1024x768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2_1024x768.jpg" width="491" height="369" title="EICMA 2013: Ducati Monster 1200 e Superleggera per sognare ancora 1400" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2_1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2_1024x768-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2_1024x768-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2_1024x768-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2_1024x768-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 491px) 100vw, 491px" /></a></p>
<p>Uno dei protagonisti della 71esima esposizione Internazionale del Motociclo. Il nuovo Monster si presenta nella inedita versione 1200 e 1200s dotato del motore 1198 Testastretta 11° DS con una specifica taratura adottata per esaltare le prestazioni a medio regime e in particolare la coppia erogata. Non manca ovviamente l&#8217;iconico telaio a traliccio che è ancora un elemento stilistico predominante, mentre i punti di attacco si spostano direttamente sulle teste del nuovo motore, secondo la tecnica innovativa già adottata dalla 1199 Panigale. Tecnologia d&#8217;avanguardia per &#8216;impianto frenante, sospensioni, forcellone monobraccio e cerchi così come la parte elettronica: sistema di controllo di trazione a 8 livelli, ABS a 3 livelli e Ride-by-Wire a 3 livelli, associati ai Riding Mode Ducati, selezionabili attraverso il pulsante di ritorno frecce.Snocciolando i dati fanno decisamente impressioni i 135 CV a 8.750 giri/min disponibili, che salgono a 145 nel modello S con una coppia di 12.7kgm pronta a dare quelle sensazioni attese da un modello del genere, il tutto con un peso a secco di soli 182kg. Il nuovo Monster è disponibile nell&#8217;iconico rosso Ducati, mentre, per il Monster 1200 S viene proposta la livrea rosso Ducati con telaio rosso e cerchi nero lucido, oltre a una colorazione bianca con telaio bronzo e cerchi nero lucido. Se avete intenzioni di acquistarlo dovrete aspettare i primi mesi del 2014, con un prezzo a partire a partire da 13.490 euro e 15.990 per la versione 1200 S.</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/3_576x768.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31820 aligncenter" alt="3_576x768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/3_576x768.jpg" width="277" height="369" title="EICMA 2013: Ducati Monster 1200 e Superleggera per sognare ancora 1401" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/3_576x768.jpg 576w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/3_576x768-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
<p><strong>1199 Superleggera</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/4_1024x768.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31821 aligncenter" alt="4_1024x768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/4_1024x768.jpg" width="491" height="369" title="EICMA 2013: Ducati Monster 1200 e Superleggera per sognare ancora 1402" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/4_1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/4_1024x768-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/4_1024x768-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/4_1024x768-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/4_1024x768-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 491px) 100vw, 491px" /></a></p>
<p>Qui la parola &#8220;sogno&#8221; è quanto mai azzeccata. La supersportiva di punta, realizzata al totale fine della pura emozione senza cercare alcun compromesso. Basti pensare che verranno prodotti solo 500 esemplari al proibitivo prezzo di 66.000 e, sopratutto, ben 450 sono già stati prenotati. Una 1199 per pochi, esagerata nella tecnica e sensazioni che da alla sola vista, con quel rosso fluo e grafica perfetta replica della Desmosedici GP13. La base è quella della (già assurda) 1199 Panigale R, ma sulla Superleggera il telaio monoscocca e i cerchi Marchesini sono realizzati in magnesio. Leggeri anche il telaietto posteriore carena, entrambi in carbonio per raggiungere un peso di 166 Kg con acqua e olio. La ciclistica vanta una forcella Ohlins FL916 e una sospensione posteriore sempre Ohlins TTX36 con molla in titanio. Impianto frenante in stile “Superbike”: i Brembo Monoblocco M50 hanno una pompa radiale anteriore MCS 19.21 e la regolazione in remoto (al debutto su una moto di serie). Animo totalmente &#8220;race&#8221; ovviamente per il motore Superquadro bicilindrico a L dotato di valvole di aspirazione, bielle e valvole di scarico in titanio ma anche di pistoni con 2 segmenti derivati dal mondiale SBK, montati per la prima volta su un motore stradale per ridurre masse e attriti, sprigionando la bellezza di 200 CV. L’elettronica vanta il ride- by- wire ma anche un sistema di controllo impennata (azionabile tramite un pulsante), il controllo di trazione e il controllo del freno motore (tutti azionabili dal manubrio). Per i più “smanettoni”, attraverso il Ducati Data Analysis c’è anche la registrazione dell’angolo di piega e kit racing per uso in pista, che consente di alleggerirla ancora di 2,5 kg e di aumentare la potenza di 5 cv.  Al Mugello, condotta dall&#8217;ex-campione italiano di Velocità Alessandro Valia, la Superleggera ha girato in 1&#8217;54&#8243;900. Con pieno benzina e gomma da strada. Letteralmente impressionante.</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/5_1024x768.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31822 aligncenter" alt="5_1024x768" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/5_1024x768.jpg" width="491" height="369" title="EICMA 2013: Ducati Monster 1200 e Superleggera per sognare ancora 1403" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/5_1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/5_1024x768-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/5_1024x768-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/5_1024x768-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/5_1024x768-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 491px) 100vw, 491px" /></a></p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/09/eicma-2013-ducati-monster-1200-e-superleggera-per-sognare-ancora/2_1024x768/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2_1024x768-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2 1024x768" title="EICMA 2013: Ducati Monster 1200 e Superleggera per sognare ancora 1404"></a>
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</p>
<p style="text-align: left"><strong>Riccardo Cangini</strong></p>
<p style="text-align: center">
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		<title>CBR1000RR Fireblade SP: l&#8217;arma totale Honda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2013 08:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cbr1000rr SP]]></category>
		<category><![CDATA[eicma]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Honda inizia a sbilanciarsi e mette sul mercato un&#8217;evoluzione del suo modello di punta del comparto racing: CBR 1000 RR Fireblade SP, la sorellina cattiva del CBR1000RR che noi tutti conosciamo. La RR ha subìto un aggiornamento estetico (ad esempio è stato rivisto il codone e la parte del cupolino) ma la versione SP [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-08_090611.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31753" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-08_090611.jpg" alt="2013-11-08_090611" width="470" height="318" title="CBR1000RR Fireblade SP: l&#039;arma totale Honda 1413" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-08_090611.jpg 470w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-08_090611-300x203.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></a>La Honda inizia a sbilanciarsi e mette sul mercato un&#8217;evoluzione del suo modello di punta del comparto racing: CBR 1000 RR Fireblade SP, la sorellina cattiva del CBR1000RR che noi tutti conosciamo.</p>
<p style="text-align: justify;">La RR ha subìto un aggiornamento estetico (ad esempio è stato rivisto il codone e la parte del cupolino) ma la versione SP ha delle grosse novità: &#8220;SP&#8221; sta per &#8220;Sport Production&#8221;, ed è dedicata agli amanti delle perfomance estreme in pista.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa versione speciale monta sospensioni Öhlins, pluriregolabili (forcella NIX30 con steli da 43 mm e monoammortizzatore TTX36) e l’impianto frenante anteriore è dotato di pinze Brembo monoblocco a 4 pistoncini. È stato di conseguenza modificato in alcuni dettagli il telaio e sono presenti piastre forcella dedicate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il telaio a doppia trave in alluminio pressofuso della CBR1000RR Fireblade SP si basa su quello utilizzato per il modello standard, modificato in alcuni dettagli per sfruttare al massimo le performance delle sospensioni Öhlins. In particolare la zona di attacco della sospensione posteriore è stata ottimizzata in termini di bilanciamento tra rigidità e flessibilità, per rispondere in maniera adeguata alle performance del monoammortizzatore e offrire un’eccezionale sensibilità sulla trazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La forcella Öhlins ha foderi dal diametro esterno di 55 mm (1 mm in più rispetto alle unità Showa) e le nuove piastre di sterzo sfruttano un cannotto in acciaio anziché in alluminio. La piastra superiore, inoltre, è ottenuta per lavorazione CNC ad alta precisione e garantisce una superficie di contatto più ampia con i foderi forcella, migliorando la rigidità dell’insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sulla CBR1000RR Fireblade standard, il forcellone oscillante in alluminio ad ala di gabbiano sfrutta l’architettura Unit Pro-Link derivata dall&#8217;esperienza MotoGP. L&#8217;inclinazione del cannotto di sterzo è pari a 23°30’ e prevede un&#8217;avancorsa di 96 mm per un interasse di 1.410 mm. Il peso in ordine di marcia con il pieno di benzina è di 199 kg con una distribuzione dei pesi anteriore/posteriore di 52,7% / 47,3%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tocco finale, oltre alla splendida livrea tricolour con cerchi color oro, sono gli pneumatici di primo equipaggiamento Pirelli Supercorsa SP. Sul motore a quattro cilindri in linea da 999,8 cc i motoristi Honda sono intervenuti con lo stesso tipo di sviluppo applicato alla versione standard, quindi testata modificata e ‘flussata’ per massimizzare potenza ed erogazione di coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le misure di alesaggio e corsa sono invariate a 76 x 55,1 mm, così come il rapporto di compressione di 12,3:1. Il trattamento delle pareti dei cilindri con nichel-carburo di silicio (Ni-SiC) riduce gli attriti e garantisce la massima affidabilità. Il diametro dei collettori scende da 38 a 35 mm e un nuovo tubo di compensazione verticale bilancia la pressione tra i cilindri due e tre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore è ora più potente, con un picco di 133 kW (181 CV) a 12.250 giri/min (+250 giri/min) e un picco di coppia che si mantiene a 114 Nm a 10.500 giri/min, ma con un’erogazione più vigorosa tra i 4.000 e i 6.000 giri/min. Il catalizzatore integrato ad alta efficienza ha un volume maggiore e grazie anche al sensore ossigeno, la centralina ottimizza a ogni regime la miscela in ingresso per la massima efficienza della combustione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono dichiarati quindi 2kW (circa 3 CV) in più rispetto al modello 2012/2013 ma, per questa speciale versione SP della Fireblade, bielle e pistoni sono accuratamente selezionati e raggruppati in fabbrica per un bilanciamento interno ottimale che permette al propulsore di esprimere tutto il suo potenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">La centralina è stata completamente rimappata, non solo per assecondare il motore potenziato, ma anche per offrire un’erogazione più corposa e precisa, perfino ai bassi regimi e alle velocità ridotte. Con aperture delle valvola a farfalla fino al 25%, il sistema PGM-DSFI risponde con variazioni proporzionali nell’erogazione di potenza e coppia, perfette per ottenere il controllo ottimale in curva alle massime inclinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Manca ancora il controllo di trazione, e questa potrebbe essere una mancanza non indifferente in particolare per chi vorrà usare questa stupenda motocicletta in gara. Personalmente, trovo questa moto, una delle più belle del salone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un po di dati tecnici e, più sotto, la gallery completa:</p>
<p style="text-align: justify;">PROPULSORE Tipo 4 cilindri in linea, 16 valvole (DOHC) raffreddato a liquido Cilindrata 999.8 cc Alesaggio x corsa 76 x 55,1 mm Rapporto di compressione 12,3:1 Potenza massima 133 kW (181 CV) / 12.250 giri/min Coppia massima 114 Nm / 10.500 giri/min Capacità olio 3,7 litri</p>
<p style="text-align: justify;">ALIMENTAZIONE Alimentazione Iniezione elettronica PGM-DSFI Capacità serbatoio carburante 17,5 litri Consumi 18 km/l (ciclo medio WMTC)*</p>
<p style="text-align: justify;">TRASMISSIONE Frizione Multidisco in bagno d’olio con molla a diaframma Tipo di cambio 6 rapporti Trasmissione finale Catena sigillata con O-ring #530</p>
<p style="text-align: justify;">TELAIO Configurazione A diamante; a doppia trave in alluminio pressofuso</p>
<p style="text-align: justify;">CICLISTICA (L×L×A) Dimensioni 2.080 x 720 x 1.141 mm Interasse 1.410 mm Inclinazione cannotto di sterzo 23° 30&#8242; Avancorsa 96 mm Altezza della sella 820 mm Altezza da terra 130 mm Peso in ordine di marcia 199 kg (con pieno di benzina)</p>
<p style="text-align: justify;">SOSPENSIONI Anteriore Forcella Öhlins a steli rovesciati da 43 mm tipo NIX30 con regolazione del precarico, compressione ed estensione, corsa 120 mm Posteriore Ammortizzatore Öhlins TTX36 con Unit Pro-Link, regalabile nel precarico su 8 mm, 22 click in compressione e 22 click in estensione, escursione 60 mm</p>
<p style="text-align: justify;">PNEUMATICI Anteriore 120/70-ZR17M/C, Pirelli Diablo Supercorsa SP &#8211; Posteriore 190/50-ZR17M/C, Pirelli Diablo Supercorsa SP</p>
<p style="text-align: justify;">FRENI Anteriore Doppio disco da 320 x 4,5 mm con pinza Brembo Monoblocco a 4 pistoncini e pastiglie in metallo sinterizzato Posteriore Disco da 220 x 5 mm con pinza a pistoncino singolo e pastiglie in metallo sinterizzato</p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/08/cbr1000rr-fireblade-sp-larma-totale-honda/2013-11-08_090611/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2013-11-08_090611-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="2013 11 08 090611" title="CBR1000RR Fireblade SP: l&#039;arma totale Honda 1414"></a>
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</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Danny Garbin</strong></p>
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		<title>EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2013/11/07/eicma-2013-bmw-per-tutti-i-gusti-dal-s1000r-sino-allo-scooter-c-evolution/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=eicma-2013-bmw-per-tutti-i-gusti-dal-s1000r-sino-allo-scooter-c-evolution</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 17:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
		<category><![CDATA[1200 RT]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[C Evolution]]></category>
		<category><![CDATA[EICMA 2013]]></category>
		<category><![CDATA[R nineT]]></category>
		<category><![CDATA[S1000R]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bisogna sempre dare merito ad una casa che punta forte anche in un momento economicamente difficile come questo. Un rischio non di poco conto che la BMW ha deciso di prendere calcolando attentamente ogni mossa. La casa tedesca per il 2014 ha parzialmente rivisto quasi tutti i piani aziendali, chiudendo progetti ritenuti troppo dispendiosi (in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/BMW.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31719 aligncenter" alt="BMW" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/BMW.jpg" width="504" height="378" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1433" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/BMW.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/BMW-1024x768.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/BMW-768x576.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/BMW-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/BMW-696x522.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/BMW-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /></a>Bisogna sempre dare merito ad una casa che punta forte anche in un momento economicamente difficile come questo. Un rischio non di poco conto che la BMW ha deciso di prendere calcolando attentamente ogni mossa. La casa tedesca per il 2014 ha parzialmente rivisto quasi tutti i piani aziendali, chiudendo progetti ritenuti troppo dispendiosi (in primis il progetto ufficiale SBK) e massimizzando le risorse a disposizioni. Tutto per poter vivere un anno da protagonisti, immettendo sul mercato diversi modelli in grado di puntare ad una grande fetta di pubblico. Per questo all&#8217;appuntamento dell&#8217;EICMA ci siamo ritrovati con ben tre succulenti novità più un interessante progetto totalmente dedicato alla futura mobilità urbana.</p>
<p><strong>S1000r</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/1.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31720 aligncenter" alt="1" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/1.jpg" width="480" height="360" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1434" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/1.jpg 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/1-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/1-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p>Non va per il sottile il nuovo S1000R, grazie alla forte carica supersportiva presa direttamente dall&#8217;aggressiva S 1000 RR. La nuova Naked Bike di BMW Motorrad è stata evidentemente ridotta all&#8217;essenziale (come dimostra il serbatoio realizzato in alluminio per risparmiare peso), portandolo 207 kg abbinato ad un motore di 160 CV a 11000 g/min quattro cilindri in linea, ottimizzato nei regimi medi e bassi. Non manca poi tutta la parte elettronica a cominciare dal controllo automatico di stabilità ASC, Race-ABS e ben due modalità di guida di serie. Come optional vengono offerti il Controllo dinamico della trazione DTC (Dynamic Traction Control) con due ulteriori modalità di guida, “Dynamic” e “Dynamic Pro”. Ciclista  al passo con i tempi per un prodotto perfettamente in grado di tenere alto il nome RR.</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31721 aligncenter" alt="2" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/2.jpg" width="270" height="360" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1435" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2.jpg 450w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/2-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a></p>
<p><strong>R nineT </strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/5_600x450.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31724 aligncenter" alt="5_600x450" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/5_600x450.jpg" width="480" height="360" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1436" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/5_600x450.jpg 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/5_600x450-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/5_600x450-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p><strong></strong>Una delle più attese naked, forse per via di quel stile retrò che non stanca mai.  Una linea essenziale che fa risaltare il classico boxer da 1170 cm3 raffreddato ad aria capace di 110 CV. Sorprende poi l&#8217;infinita capacità di personalizzazione per andare incontro ad una miriadi di gusti: il telaio, ad esempio, e scomponibile in 4 parti: la sella può passare da due ad un posto, il doppio scarico sulla sinistra è progettato per essere sostituito o “rigirato” rapidamente e il portatarga si può montare anche sulla destra, sulla scatola della trasmissione. Anche l’impianto elettrico può essere “elaborato” ed è stato concepito per rendere facile l&#8217;installazione di componenti alternative (frecce minimali, fari speciali, elaborazione centralina…). La R nineT sarà disponibile solo in una variante cromatica, nera (Black Storm metallizzato) con punte di argento e metallo. Letteralmente sterminata la lista di accessori disponibili: set di borse, fianchetti del serbatoio, selle personalizzate, parafango e carter motore in carbonio, terminale di scarico Akrapović in titanio e relativi raccordi per le diverse customizzazioni disponibili, impianto antifurto, manopole riscaldate, frecce a LED, supporto per BMW Navigator. Arriverà a marzo 2014, a un prezzo di poco superiore ai 15.000 euro.</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/6_600x450.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31725 aligncenter" alt="6_600x450" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/6_600x450.jpg" width="480" height="360" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1437" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/6_600x450.jpg 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/6_600x450-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/6_600x450-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p style="text-align: left"><strong>1200 RT</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/3_600x450.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31722 aligncenter" alt="3_600x450" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/3_600x450.jpg" width="480" height="360" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1438" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/3_600x450.jpg 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/3_600x450-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/3_600x450-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p style="text-align: left">Una moto che da sempre si pone al vertice del ramo delle moto dinamiche da turismo. Uno dei segreti per questo successo è la parola comfort, aspetto particolarmente tenuto a mente anche per questo nuovo modello. Alla base troviamo il nuovo propulsore Boxer potenziato basato sul motore della R 1200 GS, e che vanta adesso un aumento della massa volanica per incrementare il comfort e la rotondità di funzionamento. Raggiunti i 7750 g/min, la moto eroga 125 Cv, mentre il picco di coppia segna i 125 Nm a 6500 g/min. La parte ciclista vede un nuovo telaio integrale, ancora più robusto e bilanciato, sul quale lavorano le sospensioni riviste ed adattate. Non si può non citare poi l&#8217;equipaggiamento elettronico che prevede il tradizione ASC sviluppato da BMW e due modalità di guida“Rain” e “Road” e da una modalità “Pro” disponibile come optional, il tutto affiancato dall’ABS semintrgrale di serie .Una importante novità a livello mondiale, disponibile nel catalogo optional, è la funzione &#8220;Hill Start Control&#8221; che consente di fermarsi a motore acceso anche in salita senza che il pilota debba attivare permanentemente la leva del freno.  Una totale cura dei dettagli dentro e fuori per rendere il viaggio quanto più bello possibile.</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/4.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31723 aligncenter" alt="4" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/4.jpg" width="270" height="360" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1439" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/4.jpg 450w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/4-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a></p>
<p style="text-align: left"><strong>C Evolution</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/7.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31726 aligncenter" alt="7" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/7.jpg" width="315" height="420" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1440" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/7.jpg 450w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/7-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /></a></p>
<p style="text-align: left">Chiudiamo questo ricco articolo con la sfida elettrica dal nome &#8220;C Evolution&#8221;, il primo scooter elettrico della casa bavarese. Aspetto minimale e maestoso,  rappresenta una nuova frontiera del cosiddetto “Urban mobility”. Dotato di un gruppo propulsore composto da un motore sincrono permanente raffreddato a liquido, da una cinghia dentata e un cambio a scatola planetaria, vanta una potenza di 11 kW (15 CV) mentre la potenza di picco raggiunge i 35 kW (47,5 CV). La velocità massima si attesta sui 120 km/h ed è limitata elettronicamente, a fronte di una autonomia di 100 km garantita da una batteria agli ioni di litio (tempo di caricamento di circa 4 ore). Un (sostanzioso) antipasto di quello che, forse un giorno, circolerà quotidianamente nelle strade delle nostre città.</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/8_600x450.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-31727 aligncenter" alt="8_600x450" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/8_600x450.jpg" width="480" height="360" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1441" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/8_600x450.jpg 600w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/8_600x450-300x225.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2013/11/8_600x450-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2013/11/07/eicma-2013-bmw-per-tutti-i-gusti-dal-s1000r-sino-allo-scooter-c-evolution/dscn3734_600x450/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2013/11/DSCN3734_600x450-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="DSCN3734 600x450" title="EICMA 2013: BMW per tutti i gusti. Dal S1000R sino allo scooter C evolution 1442"></a>
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</p>
<p style="text-align: left"><strong>Riccardo Cangini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GiornaleMotori all&#8217;EICMA 2013</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2013 17:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno abbiamo partecipato all&#8217;EICMA per raccontarvi il salone dedicato alle moto più importante d&#8217;Italia. E&#8217; stato un lavoro duro, una giornata stressante in mezzo a moto, donne &#8230;. moto e donne&#8230;. Lo so che è una vita dura, ma qualcuno deve pur farlo no? Bene, da domani inizia il nostro SPECIALE EICMA 2013 per [&#8230;]</p>
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<p style="text-align: justify;">Lo so che è una vita dura, ma qualcuno deve pur farlo no? Bene, da domani inizia il nostro <strong>SPECIALE EICMA 2013 </strong>per raccontarvi e descrivere le novità del salone.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi posso anticipare che parleremo del nuovo Monster, la nuova Kawasaki Z1000, la nuova piccola Suzuki, le meraviglie della MV. Insomma, di carne al fuoco ne abbiamo parecchia e per i prossimi 10 giorni avrete tutti i ragguagli sulle novità 2013-2014.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio chi mi ha assistito nella faticosissima giornata di ieri: Stefano Codato e Andrea Laurino come fotografi, e Antonio Emiliani come assistente tecnico.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dite? non ci credete che è stata dura? Beh, quando vedrete la gallery capirete perché è stata faticosissima!!</p>
<p style="text-align: justify;">
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